DUTASTERIDE Spirig HC caps moll 0.5 mg
Spirig HealthCare AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Dutasteride Spirig HC
Composizione
Principio attivo
Dutasteride.
Sostanze ausiliarie
Contenuto della capsula molle: glicerolo monocaprilocaprato, butilidrossitoluene (E 321).
Involucro della capsula molle: gelatina, acqua depurata, glicerolo, titanio diossido (E 171), ossido di ferro giallo (E 172).
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Capsule molli da 0,5 mg dutasteride.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Dutasteride Spirig HC è indicato, in monoterapia o in combinazione con l'alfa-bloccante tamsulosina, per il trattamento e la prevenzione della progressione dell'iperplasia prostatica benigna (IPB). Dutasteride Spirig HC riduce le dimensioni della prostata, migliora il flusso urinario, riduce il rischio di ritenzione urinaria acuta (acute urinary retention, AUR) e riduce la necessità di interventi chirurgici per IPB.
Posologia/Impiego
Dutasteride Spirig HC può essere assunto indipendentemente dai pasti.
Le capsule molli devono essere ingerite intere e non masticate o aperte in altro modo, perché il contenuto della capsula può causare irritazione delle mucose orofaringee.
La posologia raccomandata è di 1 capsula molle (0,5 mg) 1 volta al giorno.
È possibile che si manifesti un rapido miglioramento, ma è necessario un trattamento di almeno 6 mesi per poter valutare se la risposta del paziente al trattamento è soddisfacente.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Non è disponibile alcuna esperienza nei pazienti con insufficienza epatica. Nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica Dutasteride Spirig HC va usato sempre con cautela (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con insufficienza renale non è necessario alcun aggiustamento della dose (cfr. «Farmacocinetica»).
Pazienti anziani
Non è necessario alcun aggiustamento della dose in base all'età.
Bambini e adolescenti
Dutasteride Spirig HC non è indicato nei bambini e negli adolescenti.
Combinazione di dutasteride e tamsulosina
Nella terapia combinata non è necessario alcun aggiustamento della dose di dutasteride (cfr. «Proprietà/effetti»). Tuttavia, bisogna tener presente che la tamsulosina è controindicata nell'insufficienza epatica grave.
Controindicazioni
- Donne, bambini e adolescenti (cfr. «Gravidanza, allattamento»).
- Ipersensibilità alla dutasteride, ad altri componenti del preparato o ad altri inibitori della 5α-reduttasi.
Avvertenze e misure precauzionali
I pazienti con un notevole volume urinario residuo e/o con un flusso urinario fortemente ridotto vanno attentamente monitorati per escludere una ritenzione urinaria acuta o cronica.
Prima di iniziare la terapia con Dutasteride Spirig HC, deve essere effettuata un'esplorazione rettale e altri esami, per escludere un carcinoma della prostata. Questi esami devono essere ripetuti a intervalli regolari durante la terapia.
Carcinoma della prostata
I dati di due studi clinici a lungo termine (studio REDUCE con dutasteride e studio PCPT con finasteride) negli uomini a rischio aumentato di carcinoma della prostata hanno messo in evidenza una maggiore incidenza di carcinoma della prostata con punteggio di Gleason 8-10 negli uomini trattati con inibitori della 5α-reduttasi (dutasteride o finasteride) rispetto al placebo (cfr. «Proprietà/effetti»). La correlazione tra inibitori della 5α-reduttasi e carcinomi della prostata di grado più elevato non è ancora chiara. I pazienti che assumono Dutasteride Spirig HC devono essere valutati periodicamente, anche con la determinazione dei valori di PSA, per rilevare possibili manifestazioni di un carcinoma della prostata.
Variazioni dell'antigene prostatico specifico (PSA)
Il livello sierico di PSA è un parametro importante per la diagnosi precoce del carcinoma della prostata. Il trattamento con dutasteride produce dopo 6 mesi una riduzione media dei livelli sierici di PSA di circa il 50% (con notevoli variazioni inter-individuali, deviazione standard 30%). Pertanto, livelli di PSA nell'intervallo di norma in pazienti che assumono dutasteride non escludono il carcinoma della prostata.
Dopo sei mesi di trattamento con dutasteride, i livelli di PSA vanno quindi nuovamente determinati e i risultati di questa misurazione devono essere utilizzati come valore basale per le determinazioni future. Qualsiasi aumento confermato del PSA rispetto al valore più basso di PSA determinato durante il trattamento con dutasteride può indicare la presenza di un carcinoma della prostata o la scarsa compliance e va attentamente valutato, anche se i valori rientrano ancora nell'intervallo normale per gli uomini non trattati con inibitori della 5α‑reduttasi. Per valutare gli attuali livelli di PSA nei pazienti in trattamento con dutasteride, si deve utilizzare il confronto con i precedenti valori di PSA.
Dopo la sospensione del trattamento, i livelli di PSA aumentano fino a raggiungere i valori basali entro sei mesi.
Il rapporto tra PSA libero e PSA totale rimane invariato durante il trattamento con dutasteride. Se il medico utilizza la percentuale di PSA libero come marcatore per il riconoscimento del carcinoma della prostata, non è necessario alcun adeguamento del valore misurato durante la terapia con dutasteride.
Carcinoma mammario
Il carcinoma mammario negli uomini è molto raro nella popolazione generale. Negli uomini trattati con dutasteride sono stati segnalati rari casi di carcinoma mammario, sia in studi clinici sia nel corso della sorveglianza dopo l'immissione in commercio. Al contrario, due studi epidemiologici non hanno messo in evidenza alcun aumento del rischio di carcinoma mammario nei pazienti trattati con inibitori della 5α-reduttasi (dutasteride o finasteride). Finora non è noto con certezza se ci possa essere un nesso causale tra l'uso a lungo termine di un inibitore della 5α-reduttasi e l'insorgenza di carcinoma mammario negli uomini.
Tuttavia, il medico prescrittore deve raccomandare al paziente di segnalare immediatamente qualsiasi alterazione del tessuto mammario (ad. es. noduli) o la fuoriuscita di liquido dal capezzolo.
Fertilità
In uno studio sulla fertilità su 50 volontari, si è messa in evidenza, con un'elevata variabilità interindividuale, una riduzione del numero totale di spermatozoi, del volume spermatico totale e della motilità degli spermatozoi, anche se i valori medi sono rimasti nella norma. La concentrazione e la morfologia degli spermatozoi erano nella norma. Due volontari hanno presentato una riduzione del 90% della conta degli spermatozoi dopo 52 settimane, che si è parzialmente normalizzata durante gli esami di controllo a 24 settimane. La rilevanza clinica degli effetti della dutasteride sulle caratteristiche dello sperma per la fertilità del singolo paziente è sconosciuta (cfr. anche «Dati preclinici»).
Insufficienza epatica
Gli effetti dell'insufficienza epatica sulla farmacocinetica della dutasteride non sono stati valutati. Siccome la dutasteride è soggetta a un esteso metabolismo e presenta un'emivita di 3-5 settimane, dutasteride deve essere usato sempre con prudenza nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica (cfr. «Posologia/impiego»).
Sospensione di Dutasteride Spirig HC
Quando viene interrotta la somministrazione di Dutasteride Spirig HC, la prostata può tornare alle dimensioni che aveva prima del trattamento. Pertanto, i pazienti vanno monitorati per escludere eventuali recidive di IPB sintomatica.
Contatto cutaneo con il contenuto della capsula
Siccome il principio attivo dutasteride viene assorbito attraverso la cute, è necessario evitare il contatto con capsule molli non intatte. In caso di contatto con capsule molli aperte, l'area cutanea colpita deve essere subito lavata accuratamente con acqua e sapone. Le donne in gravidanza o in età fertile non devono manipolare le capsule molli di dutasteride se sono schiacciate o frantumate, a causa del possibile assorbimento di dutasteride e del potenziale rischio per i feti di sesso maschile (cfr. «Gravidanza, allattamento»).
Avvertenze speciali sulla terapia di combinazione con dutasteride e un alfa-bloccante
Effetti indesiderati cardiovascolari
In due studi, ciascuno della durata di quattro anni, si sono osservati più frequentemente casi di insufficienza cardiaca (acuta o cronica) con la combinazione dutasteride + alfa-bloccante (principalmente tamsulosina), rispetto alla monoterapia con dutasteride o un alfa-bloccante (incidenza con la dutasteride 0,1%, con un alfa-bloccante 0,2%, con la combinazione 0,6%). Tuttavia, per quanto riguarda gli effetti indesiderati complessivi a carico del sistema cardiovascolare non si è osservata alcuna differenza tra i tre gruppi di trattamento. Ad oggi non vi sono indicazioni a favore di una relazione causale tra il trattamento e la comparsa di insufficienza cardiaca, tanto più che la maggior parte dei pazienti colpiti presentava già condizioni predisponenti, quali ipertensione arteriosa o cardiopatia coronarica. In alcuni casi, i sintomi dell'insufficienza cardiaca sono comparsi solo dopo oltre un anno di terapia.
In una metanalisi dei dati riguardanti complessivamente 18'802 pazienti provenienti da 12 studi clinici randomizzati, controllati con placebo o con principio attivo, non si è messo in evidenza alcun aumento consistente e statisticamente significativo del rischio di insufficienza cardiaca (RR 1,05; IC 95%: 0,71; 1,57), di infarto miocardico acuto (RR 1,00; IC 95%: 0,77; 1,30) o di eventi cerebrovascolari (RR 1,20; IC 95%: 0,88; 1,64).
Effetti indesiderati per la riproduzione
La somministrazione combinata di dutasteride e tamsulosina ha prodotto, rispetto alla monoterapia con dutasteride o tamsulosina, un aumento degli effetti indesiderati nella classe sistemico-organica «Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella», soprattutto all'inizio della terapia (cioè durante i primi 6-12 mesi). Nello studio CombAT, della durata di quattro anni, le rispettive incidenze sono state le seguenti: disfunzione erettile (combinazione: 6%, dutasteride: 5%, tamsulosina: 3%), alterazione della libido (diminuita) (combinazione: 5%, dutasteride: 4%, tamsulosina: 2%), disturbi dell'eiaculazione (combinazione: 9%, dutasteride: 1%, tamsulosina: 3%).
Alterazioni dell'umore e depressione
In pazienti trattati per via orale con un altro inibitore della 5α-reduttasi sono state segnalate alterazioni dell'umore inclusi umore depresso, depressione e, in casi più rari, idea suicida. I pazienti devono essere avvisati di consultare un medico nel caso manifestino uno di questi sintomi.
Interazioni
La dutasteride viene metabolizzata dal CYP3A4. Una riduzione della clearance indotta dalla somministrazione concomitante di inibitori del CYP3A4 non è considerata clinicamente rilevante, a causa dell'ampia finestra terapeutica, per cui non è raccomandato alcun aggiustamento della dose. In vitro non si verifica alcun metabolismo mediato da CYP1A2, CYP2A6, CYP2D6, CYP2E1, CYP2C8, CYP2C9, CYP2C19 e CYP2B6. La dutasteride non ha alcun effetto inibitorio sugli enzimi del citocromo P450 in vitro e non ha causato l'induzione degli enzimi del citocromo P450 negli studi sul ratto e sul cane.
La dutasteride non ha spiazzato in vitro warfarin, acenocumarolo, fenprocumone, diazepam o fenitoina dal legame con le proteine plasmatiche e non è stata a sua volta spiazzata da questi principi attivi.
Negli studi clinici di interazione non si sono osservate interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche clinicamente rilevanti tra dutasteride e tamsulosina, terazosina, warfarin, digossina e colestiramina.
Gravidanza/Allattamento
Dutasteride Spirig HC è controindicato nelle donne.
Gravidanza
Gli inibitori della 5α-reduttasi possono inibire lo sviluppo dei genitali esterni dei feti di sesso maschile.
Siccome la dutasteride viene assorbita attraverso la cute, è necessario evitare di venirne a contatto (soprattutto con capsule molli non intatte) durante la gravidanza.
Non è noto se un feto di sesso maschile possa essere danneggiato, nel caso in cui la madre entri in contatto con lo sperma di un uomo in trattamento con dutasteride.
Allattamento
Non è noto se la dutasteride passi nel latte materno umano.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi specifici in merito. Sulla base delle proprietà farmacocinetiche e farmacodinamiche della dutasteride non si prevede che il trattamento con Dutasteride Spirig HC causi effetti negativi sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
La sicurezza e la tollerabilità di dutasteride sono state valutate in tre studi di fase III controllati con placebo, condotti complessivamente su 2167 pazienti. Di seguito, vengono riportati gli effetti indesiderati secondo la classificazione per sistemi e organi MedDRA e la frequenza osservati negli studi clinici e dopo l'omologazione. Nella classificazione degli effetti indesiderati è stata scelta la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, < 1/10), non comune (≥1/1000, < 1/100), raro (≥1/10 000, < 1/1000), molto raro (< 1/10 000), non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Tumori benigni, maligni e non specificati (incl cisti e polipi)
Non nota: carcinoma mammario nell'uomo (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»)
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: reazioni allergiche (tra cui eruzione cutanea, prurito, orticaria, edemi localizzati e angioedema).
Disturbi psichiatrici
Comune: libido diminuita
Molto raro: umore depresso
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Comune: disfunzione erettile, disturbi dell'eiaculazione, ginecomastia, dolorabilità mammaria.
Molto raro: dolore testicolare e gonfiore testicolare.
Non nota: disfunzioni sessuali persistenti (quali disfunzione erettile, disturbi dell'eiaculazione e libido diminuita) anche dopo sospensione della terapia.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Negli studi, i volontari hanno ricevuto ogni giorno dosi singole fino a 40 mg di dutasteride (80 volte la dose terapeutica) per 7 giorni, senza sostanziali problemi di sicurezza. Negli studi clinici, i volontari hanno ricevuto dosi giornaliere di 5 mg per 6 mesi, senza ulteriori effetti collaterali rispetto alla dose raccomandata.
Non esistono antidoti specifici per la dutasteride. Se si sospetta un sovradosaggio, va avviato un trattamento sintomatico.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
G04CB02
Meccanismo d'azione
La dutasteride inibisce gli isoenzimi di tipo 1 e 2 della 5α-reduttasi, responsabili della conversione del testosterone in 5α-diidrotestosterone (DHT), abbassando così i livelli di DHT nel sangue e nella prostata. Il DHT è l'androgeno principale responsabile dell'iperplasia del tessuto ghiandolare prostatico.
Dutasteride Spirig HC riduce le dimensioni della prostata, allevia i sintomi, migliora il flusso urinario e riduce il rischio di ritenzione urinaria acuta e la necessità di un intervento chirurgico.
Farmacodinamica
Effetti sul DHT/testosterone
L'effetto massimo di Dutasteride Spirig HC in termini di riduzione del DHT è dose-dipendente e compare entro 1-2 settimane. Con l'assunzione di Dutasteride Spirig HC (0,5 mg/giorno), le concentrazioni sieriche medie di DHT si sono ridotte dell'85% e del 90% rispettivamente dopo 1 e 2 settimane, del 94% dopo un anno e del 93% dopo due anni. Dopo la sospensione del trattamento, le concentrazioni sieriche di DHT correlate agli effetti clinici sono tornate ai livelli basali entro circa 4 mesi.
L'aumento medio dei livelli sierici di testosterone è stato del 19% sia dopo 1 anno sia dopo 2 anni. Le concentrazioni di testosterone sono rimaste nell'ambito della norma fisiologica.
Efficacia clinica
Monoterapia con dutasteride
L'efficacia clinica di dutasteride (0,5 mg/giorno) rispetto al placebo è stata valutata in tre studi multicentrici, in doppio cieco e controllati con placebo, condotti per 2 anni su 4325 pazienti con IPB, volume della prostata ≥30 cm3 e PSA compreso tra 1,5 e 10 ng/ml.
I risultati di questi studi hanno dimostrato per dutasteride rispetto al placebo (1) una riduzione del rischio di ritenzione urinaria acuta e della necessità di un intervento chirurgico, (2) un aumento statisticamente significativo del flusso urinario massimo (Qmax), (3) un miglioramento a sua volta statisticamente significativo dei sintomi a carico del tratto urinario inferiore (lower urinary tract symptoms, LUTS) e (4) una riduzione del volume prostatico.
LUTS
Un miglioramento significativo rispetto ai valori iniziali con dutasteride rispetto al placebo si è manifestato solo dopo 6 mesi (p<0,001). La sintomatologia ha continuato a migliorare anche successivamente, fino al mese 24.
Qmax (flusso urinario massimo)
Il Qmax è aumentato per 24 mesi in maniera continuativa; già dopo un mese si poteva riconoscere un aumento significativo del valore del Qmax. Dopo 2 anni, il Qmax con dutasteride era aumentato in media di 2,4 ml/s (da 10,1 ml/s al basale a 12,5 ml/s), rispetto a un aumento medio di 0,8 ml/s (da 10,4 ml/s a 11,2 ml/s) nel gruppo placebo.
Ritenzione urinaria acuta e interventi chirurgici
Dopo il trattamento di due anni, la frequenza della ritenzione urinaria acuta è stata del 4,2% nel gruppo placebo, rispetto all'1,8% nel gruppo dutasteride. Ciò corrisponde a una riduzione del rischio del 57% (IC 95%: 38%; 71%) che era statisticamente significativa (p<0,001).
La necessità di un intervento chirurgico dopo il trattamento di due anni è stata del 4,1% nel gruppo placebo e del 2,2% nel gruppo dutasteride. Ciò corrisponde a una riduzione del rischio del 48% (IC 95%: 26%; 63%) che era a sua volta statisticamente significativa (p<0,001).
Volume della prostata
Una riduzione significativa del volume della prostata era riconoscibile già un mese dopo l'inizio della terapia e anche dopo 24 mesi (p<0,001). Dutasteride ha prodotto dopo 12 mesi una riduzione media del volume della prostata del 23,6% (da 54,9 cm3 al basale a 42,1 cm3), rispetto allo 0,5% nel gruppo placebo (da 54,0 cm3 a 53,7 cm3). La riduzione del volume della prostata si è accompagnata a un crescente miglioramento dei sintomi.
Terapia combinata con dutasteride e tamsulosina
La dutasteride (0,5 mg/giorno), la tamsulosina (0,4 mg/giorno) e la combinazione di dutasteride 0,5 mg e tamsulosina 0,4 mg sono state valutate in 4844 pazienti con ipertrofia prostatica (≥30 cm3) in uno studio a gruppi paralleli, multicentrico e in doppio cieco (studio cardine: CombAT) per 4 anni. L'endpoint primario di efficacia dopo 4 anni era il tempo al primo evento di ritenzione urinaria acuta o al primo intervento chirurgico associato all'IPB. Dopo 4 anni di trattamento, la terapia combinata ha ridotto significativamente (del 65,8% [IC 95%: 54,7%; 74,1%]) il rischio di ritenzione urinaria acuta o di interventi chirurgici associati all'IPB (p<0,001), rispetto alla monoterapia con tamsulosina. Rispetto alla monoterapia con dutasteride, la riduzione del rischio è stata del 19,6% (IC 95%: -10,9%; -41,7%), senza differenze significative tra i due gruppi di trattamento. Dopo 4 anni, l'incidenza della ritenzione urinaria acuta o degli interventi chirurgici associati all'IPB è stata del 4,2% per la combinazione, dell'11,9% per la monoterapia con tamsulosina (p<0,001) e del 5,2% per la monoterapia con dutasteride. I risultati degli endpoint secondari (International Prostate Symptom Score, flusso urinario massimo) erano coerenti con questi dati (per ulteriori dettagli, vedere l'informazione professionale del preparato combinato dutasteride/tamsulosina).
Sebbene la terapia combinata abbia prodotto un miglioramento continuativo dei sintomi durante l'intero periodo di studio di quattro anni rispetto alla monoterapia con dutasteride, il maggiore vantaggio della terapia combinata si è osservato nei primi 12 mesi di trattamento, il che può essere spiegato dall'insorgenza notoriamente rapida dell'effetto dei bloccanti dei recettori α.
Sicurezza clinica
Carcinoma della prostata (soprattutto tumori di grado elevato)
In un confronto di quattro anni tra placebo e dutasteride (studio REDUCE), condotto in 8231 uomini di età compresa tra i 50 e i 75 anni con una precedente biopsia prostatica negativa e un valore al basale di PSA compreso rispettivamente tra 2,5 ng/ml e 10,0 ng/ml (uomini di età compresa tra i 50 e i 60 anni) e tra 3,0 ng/ml e 10,0 ng/ml (>60 anni), erano disponibili per 6706 partecipanti allo studio in terapia i dati di un'agobiopsia della prostata per determinare il punteggio di Gleason (richiesto principalmente dal protocollo di studio, cioè non effettuato sulla base di sintomi o sospetti clinici). In 1517 partecipanti è stato diagnosticato un carcinoma della prostata nell'ambito dello studio. La maggior parte dei carcinomi della prostata documentati dalla biopsia è stata diagnosticata di basso grado (Gleason 5-6, 70%) in entrambi i gruppi di trattamento.
Era presente una maggiore incidenza di carcinoma della prostata con un punteggio di Gleason di 8-10 nel gruppo dutasteride (n=29, 0,9%), rispetto al gruppo placebo (n=19, 0,6%) (p=0,15). Negli anni 1-2, il numero dei partecipanti allo studio con carcinoma con punteggio di Gleason di 8-10 nel gruppo dutasteride (n=17, 0,5%) era simile a quello del gruppo placebo (n=18, 0,5%). Negli anni 3-4, sono stati diagnosticati più carcinomi con punteggio di Gleason 8-10 nel gruppo dutasteride (n=12, 0,5%), rispetto al gruppo placebo (n=1, <0,1%) (p=0,0035). Non sono disponibili dati per una durata di impiego superiore a 4 anni. La percentuale dei partecipanti allo studio con diagnosi di carcinoma con punteggio di Gleason di 8-10 è stata costante in entrambi i periodi dello studio (anni 1-2 e anni 3-4) nel gruppo dutasteride (0,5% per ciascun periodo), mentre nel gruppo placebo la percentuale dei partecipanti con diagnosi di carcinoma con punteggio di Gleason di 8-10 è stata inferiore negli anni 3-4 rispetto agli anni 1-2 (<0,1% versus 0,5%). Per i carcinomi con punteggio di Gleason di 7-10 non c'è stata alcuna differenza di incidenza significativa tra dutasteride e placebo.
I pazienti sono rimasti in osservazione per altri 2 anni dopo il completamento dello studio REDUCE. Durante questo periodo, la maggior parte dei pazienti non è stata ulteriormente trattata con un inibitore della 5α-reduttasi. In 216 di questi pazienti è stata eseguita una biopsia della prostata a causa di un sospetto carcinoma prostatico. In questi due anni, l'incidenza del carcinoma della prostata è stata dell'1,2% nell'ex-gruppo dutasteride e dello 0,7% nell'ex-gruppo placebo. Durante questo periodo, non sono stati diagnosticati casi con punteggi di Gleason di 8-10.
In uno studio di quattro anni sull'IPB (CombAT), il cui protocollo non richiedeva biopsie, ma nel quale tutte le diagnosi di carcinoma prostatico erano basate su biopsie sospette, i tassi di carcinoma con un punteggio di Gleason di 8-10 erano dello 0,5% (n=8) per la dutasteride, dello 0,7% (n=11) per la tamsulosina e dello 0,3% (n=5) per il trattamento combinato.
Non è possibile trarre conclusioni su una possibile correlazione causale tra dutasteride e carcinomi di grado elevato della prostata; la rilevanza clinica dello squilibrio riscontrato non è nota.
Diversi studi epidemiologici non hanno messo in evidenza alcun aumento della mortalità per carcinoma prostatico quando si utilizzano gli inibitori della 5α-reduttasi.
Carcinoma mammario
Negli studi clinici di due anni con dutasteride in monoterapia, nei quali è stata raggiunta un'esposizione totale alla dutasteride di 3374 anni-paziente, così come nella fase di estensione in aperto di due anni, sono stati segnalati fino al momento della registrazione 2 casi di carcinoma mammario nei pazienti trattati con dutasteride e 1 caso nel gruppo placebo. Simili osservazioni sono state fatte anche nella sorveglianza post-marketing. Al contrario, nei due studi di 4 anni CombAT e REDUCE (con esposizione totale di 17'489 anni-paziente in monoterapia con dutasteride e 5027 anni-paziente in trattamento combinato dutasteride-tamsulosina) non sono stati segnalati casi di carcinoma mammario in nessuno dei gruppi di trattamento.
Farmacocinetica
Assorbimento
Dopo somministrazione orale, la concentrazione sierica massima di dutasteride viene raggiunta entro 1-3 ore. La biodisponibilità assoluta rispetto all'infusione endovenosa di 2 ore è di circa il 60%. La biodisponibilità della dutasteride non viene influenzata dalla concomitante assunzione di cibo.
Equilibrio dinamico
La concentrazione sierica allo steady state (Css) di circa 40 ng/ml alla dose di 0,5 mg al giorno di dutasteride viene raggiunta dopo 6 mesi. Dopo 1 mese, i livelli sierici di dutasteride raggiungono il 65% e dopo 3 mesi circa il 90% della concentrazione allo steady state.
Anche nel liquido seminale la concentrazione allo steady state viene raggiunta dopo 6 mesi.
Distribuzione
La dutasteride presenta un ampio volume di distribuzione (300-500 l) e si lega ampiamente alle proteine plasmatiche (>99,5%; all'albumina e all'alfa-1 glicoproteina acida).
Dopo 12 mesi di assunzione, la concentrazione media di dutasteride nel liquido seminale era 3,4 ng/ml (intervallo: 0,4-14 ng/ml), cioè in media l'11,5% del livello sierico.
Metabolismo
La dutasteride è soggetta a un esteso metabolismo. Viene prevalentemente idrossilata e deidratata in metaboliti inattivi. Si trovano 4 metaboliti principali e 6 metaboliti secondari. L'idrossilazione avviene in vitro attraverso il CYP3A4.
Eliminazione
Il 5,4% della dose somministrata viene eliminato con le feci come dutasteride immodificata, il resto sotto forma di metaboliti. Nelle urine sono rilevabili solo tracce della sostanza immodificata (meno dello 0,1% della dose).
La clearance della dutasteride è bassa. L'emivita di eliminazione è di 3-5 settimane.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
Gli effetti dell'insufficienza epatica sulla farmacocinetica della dutasteride non sono stati valutati (cfr. «Posologia/impiego» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Disturbi della funzionalità renale
Gli effetti dell'insufficienza renale sulla farmacocinetica della dutasteride non sono stati valutati. Siccome meno dello 0,1% della dose viene eliminato con le urine, non ci si aspetta un effetto sui livelli sierici.
Pazienti anziani
Nelle fasce di età >50-65 anni e >70 anni non ci sono state differenze statisticamente significative nella farmacocinetica, rispetto ai volontari giovani.
Dati preclinici
Genotossicità
I risultati dei test di mutagenicità indicano che la dutasteride non è genotossica.
Cancerogenicità
In uno studio di cancerogenicità sul ratto è stata rilevata una maggiore incidenza di tumori testicolari benigni a cellule interstiziali dopo un'esposizione equivalente a 158 volte l'esposizione clinica. Ciò è probabilmente da ricondurre agli effetti farmacologici di dosi elevate di dutasteride e, quindi, probabilmente non è clinicamente rilevante. In uno studio sulla cancerogenicità nel topo non sono stati riscontrati effetti clinicamente rilevanti sul profilo tumorale.
Non sono stati condotti studi preclinici sull'uso combinato di dutasteride e tamsulosina.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Influenza su metodi diagnostici
La dutasteride riduce di circa il 50% i livelli sierici di PSA nei pazienti con IPB entro 6 mesi; ciò anche in presenza di un carcinoma della prostata.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Non conservare a temperature superiori a 30 °C, conservare nella confezione originale chiusa e fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
66071 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Spirig HealthCare AG, 4622 Egerkingen
Stato dell'informazione
Ottobre 2025
28347 — 29/01/2026