BRUFEN cpr pell 200 mg
Viatris Pharma GmbH
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Brufen®
Composizione
Principi attivi
Ibuprofenum.
Sostanze ausiliarie
Compresse rivestite con film 200 mg/400 mg/600 mg
Nucleo della compressa: cellulosum microcristallinum, carmellosum natricum conexum, lactosum monohydricum (200 mg compresse rivestite con film: 13,33 mg; 400 mg compresse rivestite con film: 26,67 mg; 600 mg compresse rivestite con film: 40 mg), silica colloidalis anhydrica, natrii laurilsulfas, magnesii stearas.
Rivestimento della compressa: hypromellosum, talcum, titanii dioxidum (E 171).
Contenuto totale di sodio: 200 mg compresse rivestite con film: 0,41 mg; 400 mg compresse rivestite con film: 0,83 mg; 600 mg compresse rivestite con film: 1,24 mg.
Granulato
Cellulosum microcristallinum, carmellosum natricum conexum, acidum malicum, saccharinum natricum, saccharum 3333,3 mg, povidonum K 29-32, aroma aurantiaco, natrii laurilsulfas, natrii hydrogencarbonas, natrii carbonas anhydricus. Contenuto totale di sodio: 196,83 mg.
1 bustina contiene 3,3 g di carboidrati digeribili.
Adatto ai diabetici.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compresse rivestite con film: 200 mg, 400 mg e 600 mg.
Granulato: 600 mg.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Forme reumatiche infiammatorie
Artrite reumatoide compresa l'artrite reumatoide giovanile o malattia di Still, spondilite anchilosante, artropatie sieronegative.
Forme reumatiche degenerative
Artrosi, gonartrosi, coxartrosi, poliartrosi, spondilosi.
Forme reumatiche extra-articolari
Mialgie, periartrite, periartropatia omero-scapolare, borsite, tendinite, tendovaginite e dorsalgia, nevralgie innescate da danni ai dischi intervertebrali.
Traumatologia
Lesioni dei tessuti molli come distorsioni e stiramenti, dolori postoperatori (vedere «Controindicazioni»), mal di denti e dolori dopo interventi odontoiatrici.
Altre indicazioni
Dismenorrea e come adiuvante nel trattamento di infezioni con spiccata componente infiammatoria o febbre.
Brufen può essere utilizzato anche nel trattamento di cefalea ed emicrania.
Posologia/Impiego
Deve essere utilizzata la dose minima efficace per la durata di trattamento più breve possibile necessaria a controllare i sintomi (vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Posologia abituale
Adulti
Patologie reumatiche
La dose viene aggiustata in base alle esigenze dei pazienti. La dose iniziale raccomandata di ibuprofene per le patologie reumatiche è di 1200-1800 mg/giorno, suddivisi nell'arco della giornata. Per alcuni pazienti è sufficiente una dose di mantenimento di 600-1200 mg/giorno. In alcuni casi è possibile che sia necessario aumentare la dose giornaliera a 2400 mg.
Dismenorrea
1200-1800 mg/giorno suddivisi in più dosi.
Cefalea, emicrania
400 mg per singola dose. Inizialmente può essere aumentata fino a 800 mg. La dose giornaliera massima è di 2400 mg.
Bambini e adolescenti di età superiore ai 6 anni.
La dose giornaliera è di 20 mg/kg di peso corporeo suddivisi in più dosi singole. In caso di artrite reumatoide giovanile è possibile aumentare la dose a 40 mg/kg di peso corporeo. Nei bambini di peso corporeo inferiore a 30 kg la dose massima giornaliera di 500 mg di ibuprofene non può essere superata.
A causa del dosaggio, Brufen compresse rivestite con film da 400 mg e da 600 mg ed anche Brufen granulato non sono adatti a bambini di età inferiore ai 12 anni.
A causa del dosaggio, Brufen compresse rivestite con film da 200 mg non è adatto a bambini di età inferiore ai 6 anni.
Istruzioni posologiche speciali
Brufen compresse rivestite con film (200, 400, 600 mg) e Brufen granulato
La maggior parte dei pazienti può assumere Brufen compresse rivestite con film (200, 400, 600 mg) e Brufen granulato a stomaco vuoto senza manifestare disturbi gastrici. Ciò costituisce un grande vantaggio quando si tratta di eliminare la rigidità articolare del mattino. Questi pazienti possono dunque assumere la prima dose ogni giorno subito dopo il risveglio con un po' di tè o altra bevanda.
Le dosi successive devono essere prese dopo i pasti.
La rigidità articolare del mattino può essere ulteriormente ridotta prendendo 1 compressa rivestita con film da 400 mg come ultima dose poco prima di andare a dormire.
Brufen compresse rivestite con film
In generale le compresse devono essere assunte con un bicchiere di acqua. Le compresse devono essere deglutite intere e non devono essere masticate, spezzate, schiacciate o succhiate per evitare fastidio orale ed irritazioni della gola.
Brufen granulato
L'intero contenuto di una bustina deve essere sciolto in un bicchiere d'acqua (almeno 150 ml), mescolando bene, e bevuto subito.
Controindicazioni
- Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.
- Anamnesi di broncospasmo, orticaria o sintomi pseudoallergici a seguito dell'assunzione di acido acetilsalicilico o altri antireumatici non steroidei.
- Terzo trimestre di gravidanza (vedere «Gravidanza, allattamento»).
- Ulcera gastrica e/o duodenale o sanguinamenti gastrointestinali attivi o ricorrenti in passato (anamnesi con almeno due episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento).
- Patologie infiammatorie intestinali attive o note (come morbo di Crohn, colite ulcerosa).
- Storia di sanguinamento o perforazione gastrointestinale relativa a precedenti trattamenti con antireumatici/antiflogistici non steroidei.
- Aumento della tendenza al sanguinamento.
- Gravi disfunzioni epatiche (cirrosi epatica e ascite).
- Insufficienza renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min).
- Insufficienza cardiaca grave (NYHA III-IV).
- Trattamento del dolore postoperatorio a seguito di un'operazione di bypass coronarico (e/o dell'utilizzo di una macchina cuore-polmoni).
Avvertenze e misure precauzionali
Avvertenza generale per l'utilizzo di antireumatici non steroidei sistemici
Durante il trattamento con antireumatici non steroidei (FANS), COX-2 selettivi e non, possono insorgere in qualsiasi momento ulcerazioni, sanguinamenti o perforazioni gastrointestinali, anche senza sintomi di allarme o segnali anamnestici. Per ridurre questo rischio, dovrebbe essere somministrata la minor dose efficace nell'ambito di una terapia della più breve durata possibile.
Studi controllati con placebo hanno evidenziato un aumento del rischio di complicanze trombotiche cardio- e cerebrovascolari in concomitanza con il trattamento con alcuni inibitori della COX-2. Non è ancora noto se questo rischio sia direttamente correlato alla selettività COX-1/COX-2 dei singoli FANS. Dal momento che attualmente per l'ibuprofene non esistono dati clinici confrontabili derivanti da studi realizzati con il dosaggio massimo e una terapia nel lungo termine, non è possibile escludere tale rischio aumentato. Fino a quando non saranno disponibili i dati corrispondenti, in caso di patologia cardiaca coronarica clinicamente accertata, patologie cerebrovascolari, arteriopatia obliterante periferica o in pazienti con fattori di rischio considerevoli (ad es. pressione alta, iperlipidemia, diabete mellito, fumo), l'ibuprofene potrà essere usato solo a seguito di un'attenta considerazione dei rischi e dei benefici. Anche in ragione di questo rischio, dovrebbe essere somministrata la minor dose efficace nell'ambito di una terapia della più breve durata possibile.
Gli effetti renali dei FANS comprendono la ritenzione dei liquidi con edema e/o ipertensione arteriosa. Pertanto, nei pazienti con funzionalità cardiaca compromessa e altri stati predisponenti alla ritenzione idrica, l'ibuprofene dovrebbe essere utilizzato solo con cautela. Si raccomanda cautela anche nei pazienti che assumono contemporaneamente diuretici o ACE-inibitori o che presentano un rischio aumentato di ipovolemia.
L'assunzione di FANS e il consumo di alcool in concomitanza possono determinare un'intensificazione degli effetti collaterali correlati al principio attivo, in particolare quelli che riguardano il tratto gastrointestinale o il sistema nervoso centrale.
Con l'uso prolungato di antidolorifici può verificarsi cefalea, che non deve essere trattata con un incremento delle dosi del medicamento.
Indicazioni aggiuntive per Brufen
Patologie delle vie respiratorie
Nei pazienti con asma bronchiale, rinite cronica o malattie allergiche in atto o pregresse l'ibuprofene può causare broncospasmo, orticaria o angioedema.
Disturbi della funzionalità cardiaca, renale o epatica
Cautela deve essere adottata nel trattamento di pazienti con funzionalità epatica, renale o cardiaca ridotta poiché l'utilizzo di FANS può determinare un deterioramento della funzionalità renale. L'abituale utilizzo concomitante di diversi antidolorifici aumenta ulteriormente tale rischio. Per questi pazienti a rischio occorre ricorrere alla più bassa dose possibile e al monitoraggio regolare della funzionalità renale, soprattutto in caso di terapia nel lungo periodo.
I FANS possono esacerbare l'insufficienza cardiaca, ridurre il tasso di filtrazione glomerulare e aumentare i livelli plasmatici dei glicosidi cardiaci.
Sicurezza gastrointestinale
L'impiego di Brufen in combinazione con FANS, compresi gli inibitori selettivi della ciclo-ossigenasi-2, deve essere evitato, poiché il rischio di ulcere o emorragie è più alto (vedere «Interazioni»).
Pazienti anziani
I pazienti anziani hanno un aumento della frequenza di effetti indesiderati durante una terapia con FANS, specialmente sanguinamenti e perforazioni gastrointestinali, che possono anche essere fatali.
Sanguinamento, ulcerazione e perforazione gastrointestinale
Durante il trattamento con tutti i FANS, sono stati riportati sanguinamento, ulcerazione e perforazione gastrointestinale, che possono anche essere fatali, manifestandosi in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di eventi gastrointestinali seri.
Il rischio di sanguinamento gastrointestinale, ulcerazione e perforazione è più alto con l'aumentare delle dosi dei FANS, nei pazienti con storia di ulcerazione, in particolare con lo sviluppo di sanguinamento o perforazione come complicazioni (vedere «Controindicazioni») e nei pazienti anziani. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la più bassa dose disponibile. Per questi pazienti e anche per i pazienti che necessitano di una terapia concomitante con acido acetilsalicilico a basse dosi o altri medicamenti che possono aumentare il rischio gastrointestinale (vedere «Interazioni»), deve essere presa in considerazione una terapia di combinazione con agenti gastroprotettori (ad es. misoprostolo o inibitori della pompa protonica) (vedere «Interazioni»).
I pazienti con storia di tossicità gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusuale (soprattutto sanguinamento gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento.
Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono contemporaneamente medicamenti che possono aumentare il rischio di ulcerazione o sanguinamento, come ad es. corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o agenti antiaggreganti piastrinici come l'acido acetilsalicilico (vedere «Interazioni»).
Quando si verifica sanguinamento o ulcerazione gastrointestinale nei pazienti che assumono Brufen, il trattamento deve essere interrotto.
L'ibuprofene deve essere somministrato solo seguendo rigorose indicazioni e sotto controllo medico nei pazienti con disturbi gastrointestinali e disturbi della funzionalità epatica, poiché tali condizioni possono esacerbare (vedere «Effetti indesiderati»).
Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari
Un adeguato monitoraggio ed opportune istruzioni sono necessarie nei pazienti con anamnesi positiva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca scompensata da lieve a moderata poiché, in associazione al trattamento con i FANS, sono stati riscontrati ritenzione di liquidi ed edema.
Studi clinici suggeriscono che l'uso di ibuprofene, specialmente ad alte dosi (2400 mg/giorno), può essere associato ad un trascurabile aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad es. infarto del miocardio e ictus). In generale, gli studi epidemiologici non suggeriscono che basse dosi di ibuprofene (ad es. ≤1200 mg/giorno) siano associate ad un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi.
I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca (NYHA II), cardiopatia ischemica in atto, arteriopatia obliterante periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ibuprofene soltanto dopo attenta considerazione e si devono evitare dosi elevate (2400 mg/giorno). Analoga attenta considerazione deve essere esercitata anche prima di avviare al trattamento a lungo termine i pazienti con fattori di rischio per eventi cardiovascolari (ad es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo), soprattutto se sono necessarie dosi elevate di ibuprofene (2400 mg/giorno).
Sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis in pazienti trattati con ibuprofene. La sindrome di Kounis è caratterizzata da sintomi cardiovascolari secondari a una reazione allergica o da ipersensibilità associata alla costrizione delle arterie coronarie e può potenzialmente indurre l'infarto del miocardio.
Reazioni cutanee
Reazioni cutanee serie, alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica (sindrome di Lyell) ed esantema con eosinofilia e sintomi sistemici indotto da medicamento (DRESS) sono state riportate molto raramente in associazione con l'uso dei FANS (vedere «Effetti indesiderati»).
Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a più alto rischio, poiché l'insorgenza di queste reazioni si sono verificate nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. È stata segnalata pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG) in relazione a prodotti contenenti ibuprofene. Il trattamento con Brufen deve essere interrotto alla prima comparsa di eruzione cutanea, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.
Eccezionalmente, un'infezione da varicella può essere all'origine di infezioni cutanee gravi e complicanze dei tessuti molli. Attualmente, il ruolo dei FANS sul peggioramento di queste infezioni non può essere escluso. Pertanto, si consiglia di evitare l'uso di Brufen in caso di infezione da varicella.
Effetti renali
Prima di iniziare un trattamento con ibuprofene, i pazienti con una disidratazione considerevole o variazioni postoperatorie della volemia devono essere reidratati ed essere successivamente posti sotto stretto monitoraggio. Specialmente nei bambini, negli adolescenti e negli anziani disidratati esiste il rischio di alterazione della funzionalità renale.
Durante l'utilizzo a lungo termine, come con altri FANS, possono manifestarsi necrosi papillare renale ed altri danni tissutali renali. È stata riscontrata tossicità renale anche in pazienti nei quali le prostaglandine renali hanno un ruolo compensatorio nel mantenimento della perfusione renale. La somministrazione di FANS in questi pazienti può comportare una riduzione dose-dipendente della formazione delle prostaglandine nei reni, ridurre il flusso sanguigno renale e condurre a scompenso renale manifesto. Queste reazioni si manifestano principalmente nei pazienti con insufficienza renale, cardiaca, epatica, che assumono in concomitanza diuretici o ACE-inibitori e nei pazienti anziani.
Effetti ematologici
L'ibuprofene, come altri FANS, riduce l'aggregazione piastrinica e prolunga il tempo di sanguinamento.
Ai pazienti che devono seguire una dieta povera di sodio va ricordato che Brufen granulato contiene meno di 197 mg = 8,6 mmol di sodio per bustina.
I diabetici devono essere informati che Brufen granulato contiene 3,3 g di carboidrati digeribili per bustina.
Mascheramento dei sintomi delle infezioni sottostanti
L'ibuprofene può mascherare i sintomi di infezione, cosa che può ritardare l'avvio di un trattamento adeguato e peggiorare pertanto l'infezione. Ciò è stato osservato nella polmonite batterica acquisita in comunità e nelle complicanze batteriche della varicella. Quando l'ibuprofene è somministrato per il trattamento della febbre o del dolore correlati a infezione, è raccomandato il monitoraggio dell'infezione. In contesti non ospedalieri, il paziente deve rivolgersi al medico se i sintomi persistono o peggiorano.
Meningite asettica
In singoli casi in pazienti in trattamento con ibuprofene sono stati osservati i sintomi della meningite asettica. Sebbene pare che i pazienti predisposti siano quelli con lupus eritematoso e collagenosi, è stata osservata anche in pazienti che non manifestavano queste patologie croniche.
Contenuto di lattosio delle compresse rivestite con film
I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.
Contenuto di saccarosio del granulato
Contiene 3,3 g di saccarosio (zucchero) per dose. Da tenere in considerazione in persone affette da diabete mellito.
Contenuto di sodio delle compresse rivestite con film
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa rivestita con film, è cioè essenzialmente «senza sodio».
Contenuto di sodio del granulato
Questo medicamento contiene 196,83 mg di sodio per bustine equivalente a 9,8% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Interazioni
Altri FANS compresi i salicilati
La somministrazione concomitante di più FANS inclusi gli inibitori selettivi della ciclo-ossigenasi-2, può aumentare il rischio di ulcerazioni e sanguinamenti gastrointestinali per potenziale effetto sinergico. La somministrazione concomitante di ibuprofene e altri FANS deve quindi essere evitata (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»). L'acido salicilico spiazza l'ibuprofene dal suo legame con le proteine.
Glucocorticoidi
Intensificazione degli effetti collaterali gastrointestinali, maggiore rischio di sanguinamenti gastrointestinali e ulcerazioni (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Alcool
Intensificazione degli effetti collaterali gastrointestinali, maggiore rischio di sanguinamenti gastrointestinali.
Diuretici, antipertensivi, β-bloccanti
I FANS possono ridurre l'efficacia dei diuretici e di altri medicamenti antipertensivi come gli ACE-inibitori e i β-bloccanti. I diuretici possono aumentare anche il rischio di nefrotossicità associata ai FANS.
Probenecid, sulfinpirazone
L'escrezione dell'ibuprofene è rallentata, l'effetto uricosurico del probenecid e del sulfinpirazone è ridotto.
Anticoagulanti orali
Gli antireumatici non steroidei possono potenziare l'effetto di anticoagulanti come il warfarin (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Inibitori dell'aggregazione piastrinica e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina
Maggiore rischio di sanguinamenti gastrointestinali (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Aminoglicosidi
Gli antireumatici non steroidei possono ridurre l'escrezione degli aminoglicosidi.
Acido acetilsalicilico
Dati sperimentali suggeriscono che l'ibuprofene può inibire competitivamente l'effetto dell'acido acetilsalicilico a basse dosi sull'aggregazione piastrinica quando i due medicamenti vengono somministrati contemporaneamente. Sebbene vi siano incertezze riguardanti l'estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che il trattamento a lungo termine con ibuprofene possa ridurre l'effetto cardioprotettivo dell'acido acetilsalicilico a basse dosi. Nessun effetto clinico rilevante è considerato probabile in seguito a un uso occasionale di ibuprofene (vedere «Proprietà/effetti»).
Antidiabetici orali
L'effetto degli antidiabetici orali (sulfoniluree) può essere potenziato dall'ibuprofene come da altri FANS. Vi sono stati rari casi di segnalazioni su ipoglicemia in pazienti che hanno assunto ibuprofene in corso di terapia con sulfonilurea. I livelli glicemici devono essere controllati regolarmente e la dose degli antidiabetici aggiustata, se del caso.
Antagonisti della istamina H2
Non è stata dimostrata un'interazione di rilevanza clinica dell'ibuprofene con la cimetidina o la ranitidina.
Digossina
È possibile che la concentrazione plasmatica della digossina sia aumentata.
Fenitoina
È possibile che la concentrazione plasmatica della fenitoina sia aumentata.
Litio
Si raccomanda di controllare le concentrazioni plasmatiche del litio.
Metotrexato
Aumento della tossicità del metotrexato. I FANS possono inibire la secrezione tubulare del metotrexato e ridurne la clearance.
Baclofene
La tossicità del baclofene è aumentata.
Chinoloni
L'effetto centrale è aumentato.
Colestiramina
In caso di somministrazione concomitante di ibuprofene con colestiramina, è possibile che l'assorbimento dell'ibuprofene nel tratto gastrointestinale sia ridotto. Tuttavia, la rilevanza clinica non è nota.
Ciclosporina
È possibile che il rischio di danno renale sia aumentato.
Estratti vegetali
Il Ginkgo biloba può potenziare il rischio di sanguinamento se assunto in associazione a FANS.
Mifepristone
A causa delle proprietà anti-prostaglandiniche dei FANS, l'efficacia del mifepristone può teoricamente diminuire. L'evidenza limitata suggerisce che la co-somministrazione di FANS e prostaglandine nello stesso giorno non influenza negativamente gli effetti del mifepristone o della prostaglandina sulla maturazione cervicale o sulla contrattilità uterina e non riduce l'efficacia clinica del medicamento sull'interruzione di gravidanza.
Antibiotici chinolonici
Studi sperimentali sugli animali hanno dimostrato che, in associazione a FANS, le convulsioni associate ai chinoloni possono essere più frequenti. I pazienti che assumono in concomitanza FANS e chinoloni possono avere un aumentato rischio di sviluppare convulsioni.
Tacrolimus
Il rischio di nefrotossicità può essere aumentato in caso di assunzione concomitante di tacrolimus e FANS.
Zidovudina
L'assunzione concomitante di zidovudina e FANS aumenta il rischio di tossicità ematologica. Ci sono evidenze di un aumentato rischio di emartrosi e di ematoma in pazienti emofiliaci HIV-positivi in contemporaneo trattamento con zidovudina ed altri FANS.
Inibitori del CYP2C9
La somministrazione concomitante di ibuprofene e inibitori del CYP2C9 può aumentare l'esposizione dell'ibuprofene (substrato CYP2C9). In uno studio con voriconazolo e fluconazolo (inibitori del CYP2C9), è stata osservata una aumentata esposizione al S(+)-ibuprofene da approssimativamente l'80% al 100%. Si deve prendere in considerazione la riduzione del dosaggio di ibuprofene nei casi di co-somministrazione con inibitori forti del CYP2C9, soprattutto in caso di somministrazione di alte dosi di ibuprofene con voriconazolo o con fluconazolo.
Gravidanza/Allattamento
Fertilità
L'utilizzo di ibuprofene può compromettere la fertilità femminile ed è dunque sconsigliato nelle donne che cercano di rimanere incinte. Nelle donne che hanno difficoltà a rimanere incinte o che sono sottoposte a esami per l'infertilità è bene valutare una sospensione dell'assunzione di ibuprofene.
Gravidanza
Un'inibizione della sintesi di prostaglandina può influenzare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio-fetale. I dati derivanti dagli studi epidemiologici evidenziano un rischio aumentato di aborto spontaneo, nonché di malformazioni cardiache e gastroschisi, a seguito dell'utilizzo di un inibitore della sintesi di prostaglandina nei primi mesi di gravidanza. Si presume che il rischio aumenti con l'aumentare del dosaggio e della durata della terapia.
Negli animali è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi di prostaglandina determina un aumento della perdita di pre- e post-impianto e letalità embrio-fetale. Inoltre, è stato riferito un aumento dell'incidenza di diverse malformazioni, incluse le malformazioni cardiovascolari, negli animali che avevano ricevuto un inibitore della sintesi di prostaglandina durante la fase dell'organogenesi.
Primo e secondo trimestre
Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, l'ibuprofene dovrebbe essere somministrato solo laddove ciò sia assolutamente necessario. Se l'ibuprofene è utilizzato da una donna che sta cercando di rimanere incinta o se è utilizzato nel primo o nel secondo trimestre di gravidanza, il dosaggio dovrebbe essere il più basso possibile e la durata del trattamento dovrebbe essere la più breve possibile.
Oligoidramnios/insufficienza renale neonatale/stenosi del dotto arterioso
L'uso di FANS nella 20a settimana di gestazione o oltre può portare a disturbi della funzionalità renale nel feto, che possono causare oligoidramnios e, in determinati casi, insufficienza renale neonatale. Questi effetti indesiderati si manifestano mediamente dopo giorni o settimane di trattamento, sebbene in rari casi sia stato riportato oligoidramnios già 48 ore dopo l'inizio del trattamento con FANS. L'oligoidramnios è spesso, ma non sempre, reversibile con l'interruzione del trattamento. Le complicanze di un oligoidramnios prolungato possono includere ad es. contratture degli arti e maturazione polmonare ritardata. Dopo l'introduzione sul mercato, in alcuni casi di compromissione della funzionalità renale neonatale si sono rese necessarie procedure invasive come la trasfusione di scambio o la dialisi.
Inoltre, dopo il trattamento nel secondo trimestre è stata riportata una stenosi del dotto arterioso, che nella maggior parte dei casi si è risolta dopo l'interruzione del trattamento.
Se il trattamento con Brufen dura più di 48 ore, considerare il monitoraggio ecografico del liquido amniotico e del cuore fetale. In caso di oligoidramnios o stenosi del dotto arterioso, interrompere Brufen ed effettuare un follow-up secondo la prassi clinica.
Terzo trimestre
Durante il terzo trimestre di gravidanza l'ibuprofene è controindicato. Tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono:
- Esporre il feto ai seguenti rischi:
- Tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare).
- Disturbi della funzionalità renale che possono evolvere in insufficienza renale con oligoidramnios.
- Esporre madre e bambinoai seguenti rischi:
- Possibile alterazione (estensione) del tempo di coagulazione, un effetto di inibizione dell'aggregazione piastrinica che può verificarsi anche con dosi molto ridotte.
- Inibizione delle contrazioni uterine, con conseguente ritardo o prolungamento del parto.
Durante il travaglio e il parto l'utilizzo di ibuprofene non è raccomandato. L'inizio del travaglio può essere ritardato e la durata prolungata. È possibile che aumenti anche il rischio di emorragie per la madre e il bambino.
Allattamento
I FANS passano nel latte materno. Pertanto, in via precauzionale, l'ibuprofene non dovrebbe essere assunto da donne che allattano. Se il trattamento è indispensabile, è necessario passare all'allattamento in biberon.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito. Si sa tuttavia che l'ibuprofene può occasionalmente avere effetti collaterali sul sistema nervoso centrale, come la riduzione della capacità di reazione. Ciò deve essere preso in considerazione quando si richiede una maggiore vigilanza, soprattutto durante la guida di veicoli e l'uso di macchine. Questo è particolarmente importante durante l'assunzione concomitante di alcool.
Effetti indesiderati
Gli effetti collaterali più comunemente osservati con i FANS riguardano il tratto gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazioni o sanguinamenti, a volte fatali, particolarmente nei pazienti anziani (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»). Dopo la somministrazione sono stati riportati nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, disturbi della digestione (dispepsia), dolore addominale, melena, ematemesi, stomatite ulcerativa, esacerbazione di colite e morbo di Crohn (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»). La gastrite è stata osservata meno di frequente. La perforazione gastrointestinale con l'uso di ibuprofene è stata osservata raramente.
Durante l'uso concomitante di FANS sono stati descritti peggioramenti di infiammazioni cutanee dovute a infezione (ad es. sviluppo di fascite necrotizzante). Eccezionalmente, durante un'infezione da varicella, possono manifestarsi infezioni cutanee gravi e complicanze dei tessuti molli. Di conseguenza, il paziente deve consultare immediatamente un medico se compaiono i segni premonitori di un'infezione o se tale infezione si aggrava durante l'utilizzo di ibuprofene.
Studi clinici indicano che l'utilizzo di ibuprofene, in particolare a dosi elevate (2400 mg/giorno), può essere associato ad un trascurabile aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad es. infarto miocardico e ictus) (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Gli effetti indesiderati osservati con l'ibuprofene sono indicati di seguito. La frequenza viene indicata in base alle seguenti convenzioni: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (la frequenza esatta non può essere definita).
Infezioni ed infestazioni
Non comune: Rinite.
Raro: Meningite asettica.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro: Effetti ematologici come leucopenia, agranulocitosi, trombocitopenia, neutropenia, anemia aplastica, anemia emolitica (nell'informazione destinata ai pazienti descritte come «angina, febbre alta, ingrossamento dei linfonodi nella regione del collo»).
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: Ipersensibilità.
Raro: Reazione anafilattica, sindrome del lupus eritematoso, anemia emolitica autoimmune.
Disturbi psichiatrici
Non comune: Insonnia, ansia.
Raro: Depressioni, stato confusionale.
Molto raro: Stato psicotico.
Patologie del sistema nervoso
Comune: Effetti collaterali sul sistema nervoso centrale come la riduzione della capacità di reazione (soprattutto in associazione al consumo di alcool), cefalea, vertigini.
Raro: Parestesie, sonnolenza.
Patologie dell'occhio
Non comune: Disturbi visivi. I disturbi visivi sono di solito reversibili con l'interruzione del trattamento.
Raro: Ambliopia tossica, neurite ottica, neuropatia ottica tossica.
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Non comune: Tinnito, riduzione dell'udito, vertigini.
Patologie cardiache
Molto raro: Insufficienza cardiaca, infarto del miocardio.
Frequenza non nota: Sindrome di Kounis.
Patologie vascolari
Molto raro: Ipertensione.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: Asma, broncospasmo, dispnea, rischio di edema polmonare acuto in pazienti con insufficienza cardiaca.
Patologie gastrointestinali
Comune: Disturbi digestivi, diarrea, nausea, vomito, costipazione, dolore addominale, flatulenza, melena, ematemesi, sanguinamento gastrointestinale.
Raro: Gastrite, ulcerazione nel tratto gastrointestinale, stomatite ulcerativa, perforazione gastrointestinale.
Molto raro: Pancreatite.
Frequenza non nota: Esacerbazione di colite o morbo di Crohn. Con l'assunzione del granulato può verificarsi transitoria sensazione di bruciore nella bocca o nella gola.
Patologie epatobiliari
Raro: Epatite, ittero, disfunzione epatica.
Molto raro: Insufficienza epatica.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: Esantemi.
Raro: Orticaria, prurito, porpora, angioedema, fotosensibilità.
Molto raro: Reazioni di ipersensibilità gravi come ad es. eritema multiforme, dermatite esfoliativa e reazioni cutanee bollose tra cui sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell).
Singoli casi: Esantema da medicamenti con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).
Frequenza non nota: Pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG), eruzione fissa da medicamenti (FDE).
Patologie renali e urinarie
Raro: Nefrotossicità in varie forme, ad es. necrosi delle papille renali, nefrite interstiziale, disfunzione renale con edemi fino a insufficienza renale.
Patologie sistemiche
Non comune: Stanchezza.
Raro: Edema.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Tossicità
I segni e i sintomi di tossicità non sono stati generalmente osservati a dosi inferiori a 100 mg/kg nei bambini o negli adulti. Comunque, in alcuni casi sono necessarie misure di supporto. Si è osservato che i bambini manifestano segni e sintomi di tossicità dopo ingestione di ibuprofene a dosi di 400 mg/kg o maggiori.
L'uso prolungato a dosi superiori a quelle raccomandate può causare ipokaliemia severa e acidosi tubulare renale. I sintomi possono includere ridotto livello di coscienza e debolezza generalizzata.
Sintomi
La maggior parte dei pazienti che hanno ingerito quantitativi significativi di ibuprofene manifesteranno sintomi entro 4-6 ore. I sintomi di sovradosaggio più comunemente riportati comprendono: nausea, vomito, dolore addominale, letargia e stordimento. Gli effetti sul sistema nervoso centrale includono: cefalea, tinnito, vertigini, convulsioni e perdita della coscienza. Raramente sono stati riportati anche nistagmo, acidosi metabolica, ipotermia, effetti renali, sanguinamento gastrointestinale, coma, apnea e depressione del SNC e dell'apparato respiratorio. È stata riportata anche tossicità cardiovascolare comprendente ipotensione, bradicardia e tachicardia. Nei casi di sovradosaggio significativo sono possibili insufficienza renale e danno epatico. Sovradosaggi alti sono in genere ben tollerati se contestualmente non vengono assunti altri medicamenti.
Trattamento
Non esiste un antidoto specifico per il sovradosaggio di ibuprofene. I pazienti devono ricevere un trattamento sintomatico secondo necessità. Entro un'ora dall'assunzione di una quantità potenzialmente tossica, considerare l'uso del carbone attivo. Se necessario, correggere l'equilibrio elettrolitico del siero.
Se il medicamento è già stato assorbito, devono essere somministrate sostanze alcalinizzanti che favoriscono l'eliminazione urinaria dell'ibuprofene acido.
Per le informazioni più aggiornate, contattare il centro antiveleni locale.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
M01AE01
Meccanismo d'azione/Farmacodinamica
L'ibuprofene è un antireumatico non steroideo con un'emivita breve e le proprietà analgesiche, antiflogistiche e antipiretiche necessarie per un trattamento efficace di patologie reumatiche.
Grazie alle diverse forme galeniche è possibile istituire una terapia adeguata ad ogni singolo paziente.
È stato sperimentalmente dimostrato che le prostaglandine sono responsabili dell'insorgenza di dolore e infiammazione. L'ibuprofene ha un pronunciato effetto inibitorio sulla sintesi di prostaglandina, il che spiega il suo effetto analgesico e antiflogistico ed anche antipiretico.
Su questo stesso meccanismo si basano, come possibili effetti indesiderati, l'inibizione dell'aggregazione piastrinica, non sfruttata terapeuticamente, l'effetto ulcerogeno, la ritenzione sodica e idrica e le reazioni broncospastiche.
Pur potendo influenzare l'aggregazione piastrinica e il tempo di sanguinamento, l'ibuprofene non determina alcuna variazione di rilevanza clinica sul tempo di protrombina o il tempo di coagulazione del sangue.
Dati sperimentali suggeriscono che l'ibuprofene può inibire competitivamente l'effetto dell'acido acetilsalicilico a basse dosi sull'aggregazione piastrinica quando i due medicamenti vengono somministrati contemporaneamente. In alcuni studi di farmacodinamica, dopo la somministrazione di singole dosi di 400 mg di ibuprofene assunto entro 8 ore prima o entro 30 minuti dopo la somministrazione di acido acetilsalicilico a rilascio immediato (81 mg), si è verificata una diminuzione dell'effetto dell'acido acetilsalicilico sulla formazione di trombossano e sull'aggregazione piastrinica. Sebbene vi siano incertezze riguardanti l'estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che il trattamento a lungo termine con ibuprofene possa ridurre l'effetto cardioprotettivo dell'acido acetilsalicilico a basse dosi. Nessun effetto clinico rilevante è considerato probabile in seguito a un uso occasionale di ibuprofene (vedere «Proprietà/effetti»).
Efficacia clinica
Vedere anche «Meccanismo d'azione».
Farmacocinetica
Assorbimento
L'ibuprofene viene rapidamente assorbito, principalmente nell'intestino tenue. Dopo somministrazione orale di 200-600 mg di ibuprofene, la concentrazione plasmatica di picco di 15-55 µg/ml (Cmax) viene raggiunta in media in 1-2 ore (tmax).
Se l'ibuprofene viene assunto dopo un pasto, l'assorbimento è considerevolmente più lento e le concentrazioni plasmatiche di picco sono più basse.
Dopo somministrazione orale di una dose singola di 400 mg di ibuprofene, il picco di concentrazione di 8-13 µg/ml nel liquido sinoviale è raggiunto dopo 6 ore.
Distribuzione
Il 99% di ibuprofene si lega alle proteine plasmatiche. Il legame è reversibile.
Metabolismo
Più del 50-60% di una dose orale di ibuprofene viene trasformato a livello epatico nei 2 metaboliti inattivi A + B e nei corrispondenti coniugati.
Il metabolismo dell'ibuprofene è simile nei bambini e negli adulti.
Eliminazione
L'emivita plasmatica è di 1½-2 ore. Dal momento che l'emivita è breve, non si verifica accumulo neppure dopo dosi ripetute di ibuprofene. L'ibuprofene e i suoi metaboliti sono eliminati praticamente in modo completo 24 ore dopo assunzione orale.
È eliminato dai reni soprattutto sotto forma dei metaboliti inattivi.
Dati preclinici
Potenziale mutageno e cancerogeno
Studi di mutagenicità in vitro e in vivo (batteri, linfociti umani) non hanno prodotto evidenze di effetti mutageni dell'ibuprofene. Studi sul potenziale cancerogeno dell'ibuprofene nei ratti e nei topi non hanno evidenziato effetti cancerogeni a carico dell'ibuprofene.
Tossicità per la riproduzione
Studi sperimentali su due specie animali hanno mostrato che l'ibuprofene attraversa la placenta e inibisce l'ovulazione (nel coniglio). In numerosi studi sperimentali sui ratti e conigli hanno dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi di prostaglandina determina aumento della perdita di pre- e post-impianto, inibizione della crescita intrauterina e aumento della letalità embrio-fetale. Negli animali che avevano ricevuto un inibitore della sintesi di prostaglandina durante la fase dell'organogenesi, è stato riferito anche un aumento dell'incidenza di diverse malformazioni, incluse malformazioni cardiovascolari come ad es. difetti dei setti ventricolari. Con l'ibuprofene queste malformazioni sono state osservate a dosi che superano di 2-3 volte la dose giornaliera massima raccomandata per l'uomo (sulla base dei dati di esposizione estrapolati).
Altre indicazioni
Influenza su metodi diagnostici
Raro: aumento dell'azoto ureico, transaminasi e fosfatasi alcalina nel siero, calo dei valori di emoglobina ed ematocrito. Riduzione delle concentrazioni di calcio nel siero. Inibizione dell'aggregazione piastrinica e allungamento del tempo di sanguinamento.
Stabilità
I medicamenti non devono essere utilizzati oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Precauzioni particolari per la conservazione
Granulato e compresse rivestite con film
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C).
Conservare nella confezione originale.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
45031, 49669 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Viatris Pharma GmbH, 6312 Steinhausen.
Stato dell'informazione
Dicembre 2024.
[Version 120 I]
1149 — 18/03/2025