KLACIPED gran 125 mg/5ml p susp
Viatris Pharma GmbH
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Klaciped®/- Forte
Composizione
Principi attivi
Clarithromycinum.
Sostanze ausiliarie
Klaciped: Carbomerum 974 P, povidonum K 90, hypromellosi phthalas, ricini oleum virginale, silica colloidalis anhydrica, maltodextrinum, saccharum, titanii dioxidum (E171), xanthani gummi, aromatica: aroma di punch alla frutta (contiene natrium (0,025 mg/5 ml) et saccharum), kalii sorbas (E202), acidum citricum.
Contenuto totale di saccarosio: ca. 2,76 g/5 ml.
5 ml di sospensione per bambini contengono ca. 2,76 g di carboidrati assimilabili.
Klaciped Forte: Carbomerum 974 P, povidonum K 90, hypromellosi phthalas, ricini oleum virginale, silica colloidalis anhydrica, maltodextrinum, saccharum, titanii dioxidum (E171), xanthani gummi, aromatica: aroma di punch alla frutta (contiene natrium (0,025 mg/5 ml) et saccharum), kalii sorbas (E202), acidum citricum.
Contenuto totale di saccarosio: ca. 2,29 g/5 ml.
5 ml di sospensione per bambini contengono 2,29 g di carboidrati assimilabili.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Granulato per sospensione orale.
Klaciped sospensione per bambini: 125 mg di claritromicina per 5 ml (= 1 misurino) di sospensione per bambini preparata.
Klaciped Forte sospensione per bambini: 250 mg di claritromicina per 5 ml (= 1 misurino) di sospensione per bambini preparata.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Klaciped/Klaciped Forte sono indicati per le seguenti infezioni causate da agenti patogeni sensibili alla claritromicina:
- Faringite streptococcica.
- Otite media acuta.
- Impetigine.
Sulla base dell'esperienza negli adulti con claritromicina (Klacid), Klaciped/Klaciped Forte sono probabilmente indicati anche per le seguenti infezioni, sebbene ciò non sia stato ancora sufficientemente dimostrato da studi pediatrici controllati.
Infezioni delle vie aeree: come ad es. bronchite acuta e cronica, broncopolmonite, polmonite, polmonite atipica, polmonite da Legionella pn. a meno che la gravità della condizione non richieda una terapia parenterale (per informazioni sulla determinazione della sensibilità, cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Farmacodinamica»).
Infezioni otorinolaringoiatriche: ad es. sinusite.
Infezioni della cute: infezioni superficiali lievi come ad es. erisipela, foruncolosi, infezioni limitate di ferita, flemmone (per informazioni sull determinazione della sensibilità, cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Farmacodinamica»).
Devono essere considerate le raccomandazioni ufficiali sull'uso appropriato degli antibiotici, in particolare le raccomandazioni d'uso per prevenire l'aumento dell'antibiotico‑resistenza.
Posologia/Impiego
La dose giornaliera raccomandata di Klaciped/Klaciped Forte, contenente 125/250 mg di claritromicina/5 ml, per i bambini di età compresa tra 6 mesi e 12 anni è di 15 mg/kg di peso corporeo suddivisi in due somministrazioni (2x 7,5 mg/kg PC).
Tuttavia, non deve essere superata la dose massima di 1000 mg al giorno (8 misurini di Klaciped o 4 misurini di Klaciped Forte) (40 ml di Klaciped o 20 ml di Klaciped Forte).
La durata del trattamento è solitamente di 7‑14 giorni, a seconda dell'agente patogeno e della gravità della malattia. Per la faringite streptococcica e l'otite media acuta sono necessari almeno 10 giorni.
Si raccomandano le seguenti posologie.
Peso | Età ca. | Numero di misurini | Corr. a mg | |
|---|---|---|---|---|
|
| Klaciped | Klaciped Forte |
|
8-11 | 1-2 | ½ (2,5) | - | 62,5 |
12-19 | 2-4 | 1 (5) | ½ (2,5) | 125 |
20-29 | 4-8 | 1½ (7,5) | ¾ (3,75) | 187,5 |
30-40 | 8-12 | 2 (10) | 1 (5) | 250 |
* Per i bambini di età superiore a 6 mesi con peso corporeo inferiore a 8 kg, la posologia deve essere calcolata individualmente (15 mg/kg PC al giorno in 2 somministrazioni).
Per i pazienti con insufficienza renale con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min, la posologia deve essere dimezzata e non deve superare 250 mg 1x al giorno (= 2 misurini di Klaciped o 1 misurino di Klaciped Forte) per le infezioni lievi e 250 mg 2x al giorno (= 4 misurini di Klaciped o 2 misurini di Klaciped Forte) per le infezioni gravi. La durata del trattamento non deve superare i 14 giorni.
La sospensione preparata può essere assunta durante i pasti. Klaciped/Klaciped Forte possono lasciare un retrogusto amaro in bocca. Per evitarlo, si consiglia di bere un po' di liquido subito dopo l'assunzione.
Controindicazioni
Klaciped/Klaciped Forte non devono essere somministrati a pazienti con ipersensibilità nota ai macrolidi o alle sostanze ausiliarie contenuta in Klaciped/Klaciped Forte.
La somministrazione concomitante di claritromicina e astemizolo, cisapride, domperidone, pimozide, quetiapina e terfenadina è controindicata poiché può causare il prolungamento del QT e aritmie, tra cui tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsioni di punta (cfr. «Interazioni»).
La somministrazione concomitante di claritromicina e alcaloidi dell'ergot (ad es. ergotamina o diidroergotamina) è controindicata poiché può causare tossicità acuta da ergotamina (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali», «Interazioni»).
La somministrazione concomitante di claritromicina e preparati orali a base di midazolam è controindicata (cfr. «Interazioni»).
La somministrazione concomitante di claritromicina e lomitapide è controindicata (cfr. «Interazioni»).
La claritromicina non deve essere somministrata a pazienti con anamnesi di prolungamento del QT (congenito o acquisito) o di tachicardia ventricolare, incluse le torsioni di punta (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali», «Interazioni»).
La claritromicina non deve essere somministrata a pazienti con alterazioni elettrolitiche (ipokaliemia o ipomagnesiemia) (rischio di prolungamento del QT).
La claritromicina non deve essere usata in pazienti affetti da grave insufficienza epatica associata compromissione renale.
La claritromicina non deve essere assunta in concomitanza con gli inibitori della HMG‑CoA reduttasi (statine) che sono estensivamente metabolizzati dal CYP3A4 (lovastatina o simvastatina) a causa dell'aumentato rischio di miopatia, inclusa la rabdomiolisi (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»).
Il trattamento con questi preparati deve essere sospeso durante la terapia con claritromicina.
La claritromicina (e altri potenti inibitori del CYP3A4 e della P‑glicoproteina) non deve essere somministrata in concomitanza con la colchicina (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali», «Interazioni»).
La somministrazione concomitante di claritromicina e ticagrelor, ranolazina o ivabradina è controindicata.
Avvertenze e misure precauzionali
Negli studi clinici nei bambini, l'insufficienza epatica e renale costituivano criteri di esclusione. Pertanto, non sono disponibili esperienze in queste situazioni. Se Klaciped/Klaciped Forte dovesse comunque essere utilizzato, è necessario osservare le seguenti misure precauzionali.
Essendo eliminata principalmente attraverso il fegato, la claritromicina deve essere somministrata con cautela a pazienti con insufficienza epatica; inoltre, i pazienti con compromissione epatica grave devono essere attentamente monitorati. Durante il trattamento con claritromicina sono stati segnalati disturbi della funzionalità epatica, inclusi enzimi epatici aumentati ed epatite epatocellulare e/o colestatica con o senza ittero. Questa disfunzione epatica può essere seria ed è generalmente reversibile. In alcuni casi sono stati segnalati disturbi della funzionalità epatica con esito fatale, generalmente associati a malattie di base serie e/o a terapie concomitanti. Se si manifestano segni/sintomi di epatite come anoressia, ittero, urine scure, prurito o dolore addominale, il trattamento con claritromicina deve essere interrotto immediatamente.
La claritromicina deve essere somministrata con cautela anche ai pazienti con insufficienza renale da moderata a grave. Se necessario, nei pazienti con compromissione renale grave deve essere effettuato un adeguamento della dose (cfr. anche «Posologia/Impiego»).
Sono stati segnalati singoli casi di pazienti che hanno sperimentato un peggioramento della miastenia gravis durante il trattamento con claritromicina.
Come con altri antibiotici, l'uso prolungato può favorire la proliferazione di germi e miceti non sensibili. Se si verificano tali superinfezioni, deve essere immediatamente avviata una terapia adeguata. La colite pseudomembranosa è stata segnalata con quasi tutti gli antibiotici, inclusi i macrolidi, e la gravità può variare da lieve a pericolosa per la vita.
Il trattamento con antibiotici influisce sulla normale flora intestinale, il che può causare la proliferazione di C. difficile. La diarrea da Clostridioides difficile (CDAD) è stata segnalata con quasi tutti gli antibiotici, inclusa la claritromicina. La gravità può variare da una diarrea lieve a una colite fatale.
La CDAD deve essere presa in considerazione in tutti i pazienti che presentino diarrea dopo una terapia antibiotica. È necessaria un'attenta valutazione dell'anamnesi, poiché sono stati segnalati casi di CDAD che si sono verificati più di 2 mesi dopo la somministrazione dell'antibiotico.
La comparsa di diarrea grave e persistente durante o dopo la terapia con Klaciped/Klaciped Forte può essere un segno di colite pseudomembranosa. In questi casi, il trattamento con Klaciped/Klaciped Forte deve essere interrotto immediatamente e deve essere avviata una terapia appropriata. Gli inibitori della peristalsi sono controindicati (cfr. anche «Effetti indesiderati»).
È possibile una resistenza crociata tra la claritromicina e altri macrolidi. L'impiego di una terapia antimicrobica, come ad es. la claritromicina, per trattare l'infezione da H. pylori può portare alla selezione di organismi resistenti agli antibiotici.
Eventi cardiovascolari
Durante il trattamento con macrolidi, inclusa la claritromicina, è stato osservato un prolungamento della ripolarizzazione cardiaca e dell'intervallo QT, che può causare aritmie cardiache e torsioni di punta (cfr. «Controindicazioni», «Effetti indesiderati»). Poiché anche le seguenti circostanze possono aumentare il rischio di aritmie cardiache (incluse le torsioni di punta), la claritromicina deve essere usata con cautela nei seguenti pazienti:
- Pazienti con malattia coronarica, insufficienza cardiaca grave, disturbi della conduzione o bradicardia clinicamente significativa.
- Pazienti che assumono in concomitanza altri medicamenti associati al prolungamento del QT, fatta eccezione per i pazienti per cui sussiste una controindicazione (cfr. «Interazioni»).
Gli studi epidemiologici sul rischio di eventi cardiovascolari indesiderati associati alla somministrazione di macrolidi hanno prodotto risultati variabili. Alcuni studi osservazionali hanno identificato un raro rischio a breve termine di aritmie, infarto miocardico e mortalità cardiovascolare associato alla somministrazione di macrolidi, inclusa la claritromicina. Queste correlazioni devono essere prese in considerazione nell'ambito della valutazione del rapporto rischio-beneficio quando si prescrive la claritromicina.
Prima di prescrivere la claritromicina a pazienti che assumono idrossiclorochina o clorochina, occorre valutare attentamente i benefici e i rischi data la possibilità di un aumento del rischio di eventi cardiovascolari e di mortalità cardiovascolare (cfr. «Interazioni»).
Polmonite
Data la crescente resistenza di Streptococcus pneumoniae ai macrolidi, è importante effettuare un test di sensibilità quando la claritromicina viene impiegata per il trattamento delle polmoniti comunitarie. Per la polmonite acquisita in ospedale, la claritromicina deve essere impiegata in combinazione con antibiotici aggiuntivi indicati.
Infezioni della cute e dei tessuti molli
Queste infezioni sono spesso causate da Staphylococcus aureus e Streptococcus pyogenes, entrambi resistenti ai macrolidi. Pertanto, è importante effettuare un test di sensibilità. Se gli antibiotici beta-lattamici non possono essere impiegati (ad es. a causa di un'allergia), la prima scelta può essere rappresentata da altri antibiotici, come la clindamicina. Attualmente, i macrolidi svolgono un ruolo solo in alcune infezioni della cute e dei tessuti molli, come le infezioni da Corynebacterium minutissimum (eritrasma), l'acne vulgaris, l'erisipela e nelle situazioni in cui non è possibile usare le penicilline.
Ipersensibilità
In caso di reazione da ipersensibilità acuta grave, come anafilassi, gravi reazioni cutanee al medicamento (SCAR) (ad es. pustolosi esantematica acuta generalizzata [PEAG], sindrome di Stevens‑Johnson, necrolisi tossica epidermica, eruzione cutanea con eosinofilia e sintomi sistemici [DRESS]) e porpora di Henoch‑Schönlein, il trattamento con claritromicina deve essere interrotto immediatamente e deve essere iniziata con urgenza una terapia adeguata. I pazienti devono essere istruiti a riconoscere i segnali d'allerta, ad es. prurito, pomfo, dispnea per l'anafilassi e ad es. febbre, eruzione cutanea dolorosa e in espansione, eruzione vescicolare, infiammazione di occhi e mucose e comparsa di piccole pustole dolorose.
Citocromo 450
La claritromicina è un potente inibitore degli enzimi del tipo 3A4 del citocromo P‑450, che mediano il metabolismo di numerosi altri medicamenti. Si raccomanda particolare cautela in caso di somministrazione concomitante di altri medicamenti che sono metabolizzati dall'isoenzima 3A4 e che possono causare effetti indesiderati seri se i livelli plasmatici sono elevati; se necessario, devono essere effettuate misurazioni dei livelli plasmatici durante la terapia (cfr. «Controindicazioni» e «Interazioni»).
Colchicina
Nella sorveglianza post‑marketing è stata segnalata tossicità da colchicina con l'uso concomitante di claritromicina e colchicina, soprattutto nei pazienti anziani e in quelli con insufficienza renale. In alcuni di questi pazienti sono stati segnalati casi di morte (cfr. «Interazioni»). La somministrazione concomitante di claritromicina e colchicina è controindicata (cfr. «Controindicazioni»).
Triazolbenzodiazepine
Si raccomanda cautela in caso di somministrazione concomitante di claritromicina e triazolobenzodiazepine, come triazolam, midazolam per somministrazione endovenosa e alprazolam (cfr. «Interazioni»).
Medicamenti ototossici
Si raccomanda cautela in caso di somministrazione concomitante di claritromicina con medicamenti ototossici, in particolare gli aminoglicosidi. La funzione vestibolare e uditiva deve essere controllata durante e dopo il trattamento.
Antidiabetici orali/Insulina
L'uso concomitante di claritromicina e antidiabetici orali (come ad es. le sulfaniluree) e/o insulina può indurre un'ipoglicemia seria (cfr. «Interazioni»). Si raccomanda un attento monitoraggio della glicemia.
Anticoagulanti orali
Esiste il rischio di gravi sanguinamenti e di aumenti significativi dell'International Normalized Ratio (l'INR) e del tempo di protrombina quando la claritromicina viene utilizzata in concomitanza con il warfarin. L'INR e il tempo di protrombina devono essere controllati e monitorati frequentemente nei pazienti che assumono claritromicina e anticoagulanti orali in concomitanza.
Si raccomanda cautela in caso di uso concomitante di claritromicina e anticoagulanti orali diretti come dabigatran, rivaroxaban, apixaban ed edoxaban, soprattutto nei pazienti ad alto rischio di sanguinamento (cfr. «Interazioni»).
Inibitori della HMG‑CoA reduttasi (statine)
L'uso concomitante di claritromicina e lovastatina o simvastatina è controindicato (cfr. «Controindicazioni»). Deve essere prestata cautela quando la claritromicina viene prescritta insieme ad altre statine. Si sono verificati casi di rabdomiolisi con l'assunzione concomitante di claritromicina e statine. I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di miopatia.
Nei casi in cui non sia possibile evitare l'uso concomitante di claritromicina e statine, si raccomanda di prescrivere la posologia più bassa omologata di statine.
Si può considerare l'uso di una statina il cui metabolismo è indipendente dal CYP3A (ad es. fluvastatina) (cfr. «Interazioni»).
I pazienti affetti da intolleranza ereditaria rara al fruttosio/galattosio, da malassorbimento del glucosio-galattosio o da insufficienza di sucrasi-isomaltasi non devono assumere questo medicamento.
Klaciped e Klaciped Forte contengono rispettivamente ca. 2,76 g e ca. 2,29 g di saccarosio per 5 ml. A partire da una dose di 10 ml di sospensione, occorre tenerne conto nei pazienti affetti da diabete mellito.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per 5 ml, è cioè essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Interazioni osservate
Sono state osservate interazioni con l'uso di claritromicina e delle seguenti sostanze.
Medicamenti il cui uso è controindicato a causa di possibili forti interazioni
Astemizoli, cisapride, pimozide, domperidone e terfenadina
Quando usate in concomitanza con claritromicina, sono stati riscontrati livelli sierici aumentati di queste sostanze, il che può portare a prolungamento del QT e ad aritmie, tra cui tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsioni di punta. Pertanto, la somministrazione combinata di cisapride, pimozide e terfenadina con claritromicina è controindicata (cfr. anche «Controindicazioni»).
Alcaloidi dell'ergot
Durante la terapia combinata di eritromicina o claritromicina ed ergotamina o diidroergotamina, in alcuni pazienti è stata osservata una tossicità acuta da ergotamina, caratterizzata da grave vasospasmo periferico, disestesia, ischemia degli arti e ischemia di altri tessuti, incluso il sistema nervoso centrale. Pertanto, la somministrazione concomitante di claritromicina e alcaloidi dell'ergot è controindicata (cfr. anche «Controindicazioni»).
Lovastatina, simvastatina
L'uso concomitante di claritromicina e lovastatina o simvastatina è controindicato (cfr. «Controindicazioni»), poiché queste statine sono estensivamente metabolizzate dal CYP3A4. Il trattamento concomitante con claritromicina ne aumenta la concentrazione plasmatica, con conseguente aumento del rischio di miopatia, inclusa la rabdomiolisi. Si sono verificati casi di rabdomiolisi con l'assunzione concomitante di claritromicina e queste statine (cfr. «Controindicazioni», «Avvertenze e misure precauzionali»). Se il trattamento con claritromicina è indispensabile, la terapia con lovastatina o simvastatina deve essere sospeso per la durata del trattamento.
Ticagrelor, ranolazina, ivabradina
La somministrazione concomitante di clatritromicina con i substrati del CYP3A4 ticagrelor, ivabradina o ranolazina è controindicata, poiché l'uso concomitante può determinare un aumento significativo dell'esposizione a ticagrelor, ranolazina o ivabradina (cfr. «Controindicazioni»).
Midazolam orale
Con la somministrazione concomitante di midazolam orale e compresse di claritromicina (500 mg due volte al giorno), l'AUC del midazolam è aumentata di 7 volte. La somministrazione concomitante di midazolam orale e claritromicina è controindicata (cfr. «Controindicazioni»).
Lomitapide
L'uso concomitante di claritromicina e lomitapide è controindicato a causa di un possibile aumento significativo delle transaminasi (cfr. «Controindicazioni»).
Influenza di altri medicamenti sulla claritromicina
Gli induttori del CYP3A (ad es. rifampicina, fenitoina, carbamazepina, fenobarbital, iperico) possono indurre il metabolismo della claritromicina. Questo può portare a livelli subterapeutici di claritromicina, riducendone l'efficacia. Inoltre, può essere necessario monitorare i livelli plasmatici degli induttori del CYP3A, che possono essere aumentati a seguito dell'inibizione del CYP3A da parte della claritromicina (cfr. anche l'informazione professionale rilevante dell'inibitore del CYP3A4 utilizzato). L'uso concomitante di rifabutina e claritromicina aumentato i livelli sierici di rifabutina e diminuito quelli della claritromicina, oltre ad aumentare il rischio di uveite.
La somministrazione concomitante di claritromicina con sostanze che inibiscono in modo ancor più marcato gli isoenzimi del CYP3A4 può portare a una riduzione del metabolismo della claritromicina (cfr. anche «Ritonavir»).
È noto o si sospetta che i seguenti medicamenti influenzino le concentrazioni plasmatiche della claritromicina. Occorre considerare un adeguamento della dose di claritromicina o un trattamento alternativo.
Efavirenz, nevirapina, rifampicina, rifabutina e rifapentina
Potenti induttori del sistema metabolico del citocromo P450, come efavirenz, nevirapina, rifampicina, rifabutina e rifapentina, possono accelerare il metabolismo della claritromicina e quindi ridurre i livelli plasmatici della claritromicina e aumentare quelli del metabolita 14‑OH‑claritromicina, anch'esso microbiologicamente attivo. Poiché l'attività microbiologica della claritromicina e di 14‑OH‑claritromicina è diversa in batteri diversi, il successo terapeutico auspicato può essere compromesso dalla somministrazione concomitante di claritromicina e induttori enzimatici.
Etravirina
La disponibilità di claritromicina è stata ridotta da etravirina, ma la concentrazione del metabolita attivo 14‑OH‑claritromicina è aumentata. Poiché 14‑OH‑claritromicina ha un'efficacia ridotta contro Mycobacterium avium complex, l'efficacia nei confronti di questo patogeno potrebbe essere alterata. Pertanto, per il trattamento delle infezioni da Mycobacterium avium complex devono essere prese in considerazione alternative alla claritromicina.
Fluconazolo
L'assunzione concomitante di 200 mg di fluconazolo al giorno e 500 mg di claritromicina due volte al giorno ha aumentato il livello di valle della claritromicina del 33% e l'AUC0-12 del 18% in 21 volontari sani. I livelli di 14‑OH‑claritromicina allo stato stazionario non sono stati significativamente influenzati. Non è necessario alcun adeguamento della dose di claritromicina.
Ritonavir
In uno studio di farmacocinetica è stato dimostrato che la terapia combinata con 500 mg di claritromicina ogni 12 ore e 200 mg di ritonavir ogni 8 ore inibisce considerevolmente il metabolismo della claritromicina: la Cmax è aumentata del 31%, la Cmin del 182% e l'area sotto la curva (AUC) del 77%. La formazione di 14‑OH‑claritromicina è stata completamente inibita.
Tuttavia, dato l'ampio indice terapeutico della claritromicina, non dovrebbe essere necessaria la riduzione di una dose orale a 2x 250 mg o 2x 500 mg nei pazienti con funzionalità renale normale.
Nei pazienti con insufficienza renale, la dose di claritromicina deve essere ridotta del 50% in caso di clearance della creatinina di 30-60 ml/min e del 75% in caso di clearance della creatinina di <30 ml/min. Dosi superiori a 1 g di claritromicina al giorno non devono essere somministrate in concomitanza con ritonavir.
Analoghi adeguamenti posologici devono essere presi in considerazione per i pazienti con compromissione renale quando ritonavir viene utilizzato come potenziatore farmacocinetico con altri inibitori della proteasi dell'HIV, inclusi atazanavir e saquinavir (cfr. più avanti «Interazioni bidirezionali»).
Influenza della claritromicina su altri medicamenti
Interazioni basate sul CYP3A
È noto che la claritromicina inibisce il metabolismo dei medicamenti basato sul CYP3A. Pertanto, la somministrazione concomitante di claritromicina e medicamenti noti per essere substrati del CYP3A può determinare un aumento dei livelli plasmatici di questi medicamenti, con conseguente potenziamento e prolungamento degli effetti terapeutici e indesiderati del medicamento concomitante.
La claritromicina deve essere usata con cautela nei pazienti trattati con un altro medicamento che è un substrato noto del CYP3A, soprattutto se il substrato del CYP3A ha un indice terapeutico limitato (ad es. carbamazepina) e/o il substrato è estensivamente metabolizzato da questo enzima.
L'assunzione concomitante di claritromicina con uno dei seguenti medicamenti richiede l'adeguamento del dosaggio o del regime posologico di tali medicamenti o, se possibile, l'attento monitoraggio delle concentrazioni sieriche del medicamento.
Idrossiclorochina o clorochina
Dati osservazionali hanno mostrato che la somministrazione concomitante di azitromicina e idrossiclorochina in pazienti con artrite reumatoide è associata a un rischio aumentato di eventi cardiovascolari e mortalità cardiovascolare. Poiché un rischio simile può esistere con altri macrolidi quando usati in combinazione con idrossiclorochina o clorochina, prima di prescrivere claritromicina a pazienti che assumono idrossiclorochina o clorochina deve essere attentamente valutato il rapporto rischio‑beneficio.
Carbamazepina
Singole dosi di carbamazepina e claritromicina hanno determinato un aumento delle concentrazioni plasmatiche di carbamazepina. Considerare la misurazione dei livelli di carbamazepina.
Chinidina, disopiramide
Sono stati segnalati casi di torsioni di punta con l'uso concomitante di claritromicina e chinidina o disopiramide. In caso di somministrazione concomitante di questi medicamenti, i tracciati elettrocardiografici devono essere esaminati per l'eventuale presenza di un prolungamento del QTc. I livelli plasmatici di questi medicamenti devono essere misurati durante la terapia con claritromicina.
Dopo l'introduzione sul mercato, è stata segnalata ipoglicemia (talvolta seria) in seguito alla somministrazione concomitante di claritromicina e disopiramide. Pertanto, i livelli glicemici devono essere attentamente monitorati durante la somministrazione concomitante di claritromicina e disopiramide.
Antidiabetici orali/Insulina
L'uso concomitante di claritromicina e sulfaniluree e/o insulina può indurre un'ipoglicemia seria. A causa dell'effetto inibitorio della claritromicina sull'enzima CYP3A, quando la claritromicina viene somministrata in concomitanza con medicamenti ipoglicemizzanti che vengono metabolizzati dall'enzima CYP3A, come nateglinide e repaglinide, può verificarsi ipoglicemia. Si raccomanda un attento monitoraggio della glicemia.
Inibitori della HMG‑CoA reduttasi
In rari casi, con l'uso concomitante di claritromicina e inibitori della HMG‑CoA reduttasi, come lovastatina e simvastatina, è stata osservata rabdomiolisi (cfr. «Controindicazioni», «Avvertenze e misure precauzionali»).
Deve essere prestata cautela quando la claritromicina viene prescritta anche con altre statine, poiché con l'uso concomitante si sono verificati casi di rabdomiolisi. Nei casi in cui non sia possibile evitare l'uso concomitante di claritromicina e statine, si raccomanda di prescrivere la posologia più bassa omologata di statine.
Si può considerare l'uso di una statina il cui metabolismo è indipendente dal CYP3A (ad es. fluvastatina) (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di miopatia.
Con l'assunzione concomitante di eritromicina e atorvastatina sono stati misurati livelli plasmatici aumentati di atorvastatina.
Omeprazolo
Dopo l'uso combinato di 500 mg di claritromicina 3 volte al giorno e 40 mg di omeprazolo 1 volta al giorno in adulti sani, è stato osservato un aumento delle concentrazioni plasmatiche di omeprazolo allo stato stazionario (Cmax del 30%, AUC0-24 dell'89% e T½ del 34%). Il pH gastrico medio nelle 24 ore è stato di 5,2 dopo la somministrazione di omeprazolo da solo e di 5,7 dopo l'uso combinato con claritromicina.
Anticoagulanti orali
Segnalazioni spontanee indicano che l'uso concomitante di claritromicina e anticoagulanti orali può potenziare l'effetto degli anticoagulanti orali. Nei pazienti che assumono in concomitanza claritromicina e anticoagulanti orali deve essere attentamente monitorato il tempo di protrombina.
Anticoagulanti orali diretti (DOAC)
I DOAC dabigatran ed edoxaban sono substrati del trasportatore di efflusso P‑gp. Rivaroxaban e apixaban sono metabolizzati dal CYP3A4 e sono anch'essi substrati della P‑gp. Si raccomanda cautela con l'uso di claritromicina con questi principi attivi, soprattutto nei pazienti ad alto rischio di sanguinamento (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Ranitidina bismuto citrato
L'uso combinato di claritromicina e ranitidina bismuto citrato ha aumentato i livelli di ranitidina (57%), i livelli di valle di bismuto (48%) e i livelli di 14‑OH‑claritromicina (31%). Tuttavia, questi effetti non sono stati clinicamente significativi.
Teofillina
In combinazione con teofillina,è stato osservato un aumento dei livelli di teofillina. Nei pazienti che ricevono dosi più elevate di teofillina deve essere considerata la misurazione dei livelli di teofillina.
Tolterodina
La principale via di metabolizzazione della tolterodina è l'isoenzima 2D6 del citocromo P450 (CYP2D6). In un sottogruppo della popolazione sprovvisto di CYP2D6, il metabolismo è mediato principalmente dal CYP3A. In questa popolazione, l'inibizione del CYP3A determina un aumento significativo delle concentrazioni sieriche di tolterodina. Per questo sottogruppo può essere necessaria una riduzione del dosaggio di tolterodina in caso di somministrazione concomitante di inibitori del CYP3A, come la claritromicina.
Sildenafil, tadalafil, vardenafil
Questi inibitori della fosfodiesterasi sono metabolizzati in tutto o in parte dal CYP3A4 e il CYP3A4 può essere inibito somministrazione concomitante di claritromicina. È probabile che la somministrazione concomitante di questi medicamenti determini un aumento dell'esposizione agli inibitori della fosfodiesterasi. Deve essere presa in considerazione una riduzione della dose di sildenafil, tadalafil e vardenafil quando questi medicamenti vengono somministrati in concomitanza con la claritromicina.
Triazolobenzodiazepine (ad es. alprazolam, midazolam, triazolam)
Quando il midazolam è stato somministrato in concomitanza con claritromicina (500 mg due volte al giorno), l'AUC del midazolam è aumentata di 2,7 volte dopo somministrazione endovenosa. Se durante la terapia con claritromicina viene somministrato anche midazolam per via endovenosa, il paziente deve essere attentamente monitorato in modo da poter aggiustare la posologia, se necessario (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). Potendo aggirare l'eliminazione presistemica, è più probabile che l'assorbimento di midazolam attraverso la mucosa orale dia luogo a interazioni simili a quelle osservate dopo la somministrazione endovenosa piuttosto che a quelle riscontrate dopo la somministrazione orale.
Le stesse misure precauzionali si applicano alla somministrazione di altre benzodiazepine che sono metabolizzate dal CYP3A, inclusi triazolam e alprazolam. Per le benzodiazepine che non sono metabolizzate dal CYP3A (temazepam, nitrazepam, lorazepam), l'interazione con la claritromicina è improbabile.
Dopo l'introduzione sul mercato, sono stati segnalati interazioni e disturbi del sistema nervoso centrale (ad es. sonnolenza e confusione) in seguito alla somministrazione concomitante di claritromicina e triazolam. Pertanto, si raccomanda di monitorare i pazienti per verificare l'aumento degli effetti farmacologici a carico del SNC.
Antipsicotici atipici metabolizzati dal CYP3A
Segnalazioni spontanee indicano che l'uso concomitante di claritromicina e antipsicotici atipici metabolizzati dal CYP3A, come la quetiapina, può determinare un aumento degli effetti collaterali. L'uso concomitante di claritromicina con tali medicamenti non è raccomandato o, ad es. per la quetiapina, è controindicato (cfr. «Controindicazioni»).
Ibrutinib
Studi di farmacocinetica indicano che l'uso concomitante di ibrutinib e di medicamenti che sono inibitori potenti o moderati del CYP3A può aumentare l'esposizione a ibrutinib. Pertanto, la somministrazione concomitante di claritromicina e ibrutinib deve essere evitata.
Corticosteroidi
Si raccomanda cautela in caso di uso concomitante di claritromicina con corticosteroidi sistemici e per via inalatoria metabolizzati principalmente dal CYP3A, poiché può verificarsi un aumento dell'esposizione sistemica ai corticosteroidi. In caso di uso concomitante, i pazienti devono essere monitorati attentamente per individuare eventuali effetti indesiderati dei corticosteroidi sistemici.
Interazioni bidirezionali
Itraconazolo
Sia la claritromicina sia l'itraconazolo sono substrati e inibitori del CYP3A e possono determinare un'interazione farmacocinetica bidirezionale. La claritromicina può aumentare i livelli plasmatici dell'itraconazolo e viceversa. I pazienti che assumono claritromicina e itraconazolo in concomitanza devono essere attentamente monitorati per rilevare segni di un potenziamento o prolungamento degli effetti farmacologici.
Saquinavir
Sia la claritromicina sia saquinavir sono substrati e inibitori del CYP3A e possono determinare un'interazione farmacocinetica bidirezionale. La somministrazione concomitante di claritromicina (500 mg 2 volte al giorno) e saquinavir (capsula molle di gelatina, 1200 mg 3 volte al giorno) in 12 volontari sani ha determinato una disponibilità sistemica allo stato stazionario (AUC) e concentrazioni massime (Cmax) di saquinavir superiori del 177% e 187% rispetto a saquinavir in monoterapia. I valori di AUC e Cmax della claritromicina sono stati superiori di circa il 40% rispetto alla claritromicina in monoterapia. Non è necessario alcun adeguamento della dose se i due medicamenti vengono assunti in concomitanza per un periodo di tempo limitato con ai dosaggi e con le forme farmaceutiche studiate. Le osservazioni derivanti dagli studi di interazione farmacologica con la capsula molle di gelatina non sono necessariamente applicabili all'uso di saquinavir in capsule rigide di gelatina. Le osservazioni derivanti da studi di interazione farmacologica con saquinavir non potenziato non sono necessariamente applicabili agli effetti osservati con saquinavir/ritonavir. Quando saquinavir viene somministrato in concomitanza con ritonavir, si deve considerare il possibile effetto di ritonavir sulla claritromicina (cfr. rubrica «Ritonavir»).
Atazanavir
Sia la claritromicina sia atazanavir sono substrati e inibitori del CYP3A e possono determinare un'interazione farmacocinetica bidirezionale. La somministrazione concomitante di claritromicina (500 mg 2 volte al giorno) con atazanavir (400 mg 1 volta al giorno) ha determinato un aumento di 2 volte dell'esposizione a claritromicina e una riduzione del 70% dell'esposizione a 14(R)‑idrossiclaritromicina, con un aumento del 28% dell'AUC di atazanavir. Dato l'ampio indice terapeutico della claritromicina, non dovrebbe essere necessaria una riduzione della dose nei pazienti con funzionalità renale normale. In presenza di insufficienza renale moderata (clearance della creatinina da 30 a 60 ml/min), la dose di claritromicina deve essere ridotta del 50%. Nei pazienti con clearance della creatinina <30 ml/min, la dose di claritromicina deve essere ridotta del 75% utilizzando forme farmaceutiche appropriate (ad es. sospensione). In caso di assunzione concomitante di inibitori della proteasi, non deve essere superata la dose massima giornaliera di 1 g di claritromicina.
Calcioantagonisti
Si raccomanda cautela con la somministrazione concomitante di claritromicina e calcioantagonisti metabolizzati dal CYP3A4 (ad es. verapamil, amlodipina, diltiazem), poiché esiste il rischio di ipotensione. L'interazione può aumentare le concentrazioni plasmatiche della claritromicina e dei calcioantagonisti.
In pazienti che assumevano claritromicina e verapamil in concomitanza sono state osservate ipotensione, bradiaritmie e acidosi lattica.
Altri
Sono state inoltre segnalate interazioni che hanno determinato un aumento dei livelli sierici delle seguenti sostanze: alfentanil, bromocriptina, ciclosporina, cilostazolo, esobarbital, tacrolimus, vinblastina.
Aminoglicosidi
Si raccomanda cautela in caso di somministrazione concomitante di claritromicina con medicamenti ototossici, in particolare con gli aminoglicosidi. (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Colchicina
La claritromicina aumenta la biodisponibilità orale della colchicina inibendo il CYP3A e il trasportatore di efflusso P‑glicoproteina (P‑gp) e aumentando l'assorbimento della colchicina. Soprattutto nei casi in cui una compromissione renale riduce l'eliminazione renale della colchicina, ciò può portare a un accumulo tossico di colchicina con soppressione del midollo osseo, pancitopenia e, in singoli casi, morte. La somministrazione concomitante di claritromicina e colchicina è controindicata (cfr. «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Digossina
Si ritiene che la digossina sia un substrato del trasportatore di efflusso P‑glicoproteina (P‑gp); la claritromicina è un inibitore della P‑gp. Quando la digossina e la claritromicina vengono somministrate in concomitanza, l'inibizione della P‑gp può determinare un aumento dell'esposizione alla digossina. Nella sorveglianza post-marketing sono stati segnalati aumenti delle concentrazioni sieriche di digossina. In alcuni pazienti sono stati segnalati sintomi clinici simili a quelli di un'intossicazione da digossina, incluse aritmie potenzialmente fatali/mortali. Nei pazienti che ricevono digossina e claritromicina in concomitanza, le concentrazioni sieriche di digossina devono essere attentamente monitorate.
Fenitoina e valproato
Esistono segnalazioni spontanee e pubblicate di interazioni degli inibitori del CYP3A, inclusa la claritromicina, con medicamenti (ad es. fenitoina, valproato) che non si riteneva fossero metabolizzati dal CYP3A. Si raccomanda la determinazione dei livelli sierici di questi medicamenti in caso di uso concomitante con claritromicina. Sono stati riportati livelli sierici aumentati.
Interazioni teoricamente possibili
Esiste la possibilità di un aumento dei livelli sierici delle seguenti sostanze somministrate in concomitanza.
Astemizolo
Sono note le interazioni tra eritromicina e astemizolo, che possono portare a un prolungamento del QT e a torsioni di punta. Data la somiglianza strutturale di claritromicina ed eritromicina e l'analoga affinità per gli isoenzimi della famiglia CYP3A, la terapia combinata con astemizolo e claritromicina è controindicata (cfr. «Controindicazioni»).
Nota
A differenza di claritromicina compresse (Klacid), la sospensione per bambini (Klaciped/Klaciped Forte) non influisce sull'assorbimento della zidovudina.
Altre interazioni con i medicamenti comunemente utilizzati per il trattamento dei pazienti affetti da HIV non sono state esaminate, ma sono potenzialmente possibili e devono essere prese in considerazione in caso di terapia combinata.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
In linea di principio, il medicamento è destinato all'uso nei bambini e non deve essere somministrato agli adulti. Pertanto, le seguenti informazioni non sono rilevanti per le pazienti in età prepuberale.
Non sono disponibili esperienze sufficienti sull'uso di claritromicina in gravidanza. Gli studi sugli animali hanno mostrato evidenze di effetti avversi sul nascituro (effetti embrio/fetotossici dopo somministrazione orale di claritromicina). Anche in base alle esperienze nell'uomo, non si può escludere la possibilità di effetti negativi sullo sviluppo embriofetale.
Alcuni studi osservazionali che hanno valutato l'esposizione a claritromicina nel primo e secondo trimestre di gravidanza hanno riportato un rischio aumentato di aborto spontaneo rispetto al mancato uso di antibiotici o all'uso di altri antibiotici nello stesso periodo. Gli studi epidemiologici disponibili sul rischio di gravi malformazioni congenite associate all'uso di macrolidi, inclusa la claritromicina, durante la gravidanza forniscono risultati contrastanti.
Pertanto, Klaciped non deve essere somministrato a meno che non sia inequivocabilmente necessario. Se durante il trattamento con Klaciped si verifica una gravidanza, la paziente deve essere informata dei possibili rischi per il feto (cfr. «Dati preclinici»).
Allattamento
La claritromicina è escreta nel latte materno. Con l'assunzione di 250 mg di claritromicina 2 volte al giorno, la concentrazione di claritromicina e del suo metabolita attivo 14‑idrossi‑claritromicina raggiungono rispettivamente il 25% e il 75% della concentrazione sierica. Pertanto, l'allattamento deve essere evitato durante e fino a un giorno dopo il completamento del trattamento con Klaciped (rischio di colonizzazione da lieviti, diarrea e potenziale di sensibilizzazione).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
A causa dei possibili effetti collaterali, questo medicamento può avere effetti sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine (cfr. «Effetti indesiderati»).
Effetti indesiderati
Effetti collaterali derivanti dagli studi pediatrici con Klaciped
Negli studi clinici controllati con Klaciped (studi di fase III per tutte le indicazioni [n=1285]), i seguenti effetti indesiderati si sono verificati in più dell'1% dei pazienti inclusi negli studi. Gli eventi indesiderati sono elencati classificati nella seguente tabella secondo la classificazione organica e la frequenza in % (molto comune ≥1/10; comune ≥1/100, <1/10; non comune ≥1/1000, <1/100).
Riepilogo degli effetti indesiderati negli studi clinici con Klaciped | ||
|---|---|---|
Classe organica | Frequenza | Effetto collaterale |
Infezioni ed infestazioni | Comune | Infezioni (2,6%), rinite (2,4%). |
| Non comune | Candidiasi (inclusa la candidiasi orale e genitale), infezione vaginale. |
Patologie del sistema emolinfopoietico | Non comune | Leucopenia, trombocitemia. |
Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Non comune | Anoressia, appetito ridotto. |
Disturbi psichiatrici | Comune | Insonnia. |
Non comune | Ansia, nervosismo. | |
Patologie del sistema nervoso | Comune | Cefalea (1,9%), alterazioni del gusto. |
| Non comune | Capogiro, tremore, sonnolenza. |
Patologie dell'occhio | Comune | Congiuntivite (1,1%). |
Patologie dell'orecchio e del labirinto | Non comune | Tinnito, disturbi dell'udito. |
Patologie cardiache | Non comune | Intervallo QT prolungato, palpitazioni. |
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Comune | Tosse (2,2%). |
Patologie gastrointestinali | Comune | Diarrea (6,1%), vomito (5,8%), dolore addominale (2,8%). |
| Non comune | Nausea (0,9%), glossite, stomatite, gastrite, costipazione, bocca secca, eruttazione, flatulenza. |
Patologie epatobiliari | Comune | Aumento temporaneo di SGOT (1,0%). |
| Non comune | Alanina aminotransferasi (SGPT) aumentata. |
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Comune | Manifestazioni cutanee (eruzione cutanea, 2,3%), sudorazione aumentata, eruzione maculo‑papulare. |
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Non comune | Spasmi muscolari. |
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Comune | Febbre (2,3%). |
Non comune | Astenia. | |
Effetti collaterali derivanti dalla sorveglianza post‑marketing e dagli studi clinici effettuati dopo l'introduzione sul mercato per tutte le formulazioni con il principio attivo claritromicina
I preparati contenenti claritromicina come principio attivo sono commercializzati in varie composizioni e formulazioni galeniche. La tabella degli effetti indesiderati riportata di seguito riporta un riepilogo degli effetti collaterali derivanti dalla sorveglianza post‑marketing per tutte le formulazioni e le forme contenenti claritromicina, incluse le formulazioni di claritromicina a rilascio prolungato. Dato l'elevato numero di prescrizioni di claritromicina a livello globale, nella maggior parte dei casi non è possibile stabilire frequenze significative per gli effetti collaterali elencati.
Negli studi clinici per tutte le formulazioni, gli effetti indesiderati più comuni hanno riguardato soprattutto il tratto gastrointestinale (10‑20%) e il gusto/l'olfatto (1‑10%).
Riepilogo degli effetti collaterali derivanti dalla sorveglianza post-marketing | |
|---|---|
Classe organica | Effetto collaterale |
Infezioni ed infestazioni | Erisipela. |
Patologie del sistema emolinfopoietico | Agranulocitosi, trombocitopenia, anemia emolitica. |
Disturbi del sistema immunitario | Reazioni allergiche come orticaria, prurito e manifestazioni cutanee lievi (eruzione cutanea, eruzione maculo‑papulare) (1,1%) fino all'anafilassi e alla sindrome di Stevens‑Johnson/necrolisi tossica epidermica (con claritromicina somministrata per via orale), edema angioneurotico. |
Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Ipoglicemia in caso di somministrazione concomitante di antidiabetici metabolizzati dall'enzima CYP3A o di 'insulina (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»). |
Disturbi psichiatrici | Incubi, confusione, disorientamento, allucinazioni, psicosi, depersonalizzazione, depressione, mania. |
Patologie del sistema nervoso | Convulsioni, stordimento, perdita del gusto, perdita dell'olfatto, disturbi dell'olfatto (per lo più segnalati in associazione a disturbi del gusto), cefalea, parestesia. |
Patologie dell'orecchio e del labirinto | Perdita dell'udito, generalmente reversibile dopo l'interruzione della terapia. |
Patologie cardiache | In rari casi, con claritromicina sono stati osservati tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsioni di punta. |
Patologie vascolari | Emorragia in pazienti in trattamento concomitante con anticoagulanti orali. |
Patologie gastrointestinali | Pancreatite, vomito, alterazione del colore dei denti (solitamente reversibile con una pulizia professionale dei denti), nausea, sensazione di pressione all'addome superiore (in rari casi di natura crampiforme), feci molli e diarrea, dispepsia, disturbi del gusto e alterazione reversibile del colore della lingua (in terapia combinata con omeprazolo). Come per altri antibiotici, con claritromicina è stata segnalata la comparsa di colite pseudomembranosa (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»). |
Patologie epatobiliari | Disturbo funzionale del fegato, aumento dei livelli degli enzimi epatici, epatite epatocellulare e/o colestatica, con o senza ittero. La disfunzione epatica può essere grave ed è generalmente reversibile. Molto raramente è stata segnalata insufficienza epatica con esito fatale. Generalmente, si è trattato di casi con gravi malattie di base e/o terapie concomitanti. A seconda della gravità, è necessaria l'interruzione della terapia con claritromicina. |
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Gravi reazioni cutanee al medicamento (SCAR) (ad es. pustolosi esantematica acuta generalizzata [PEAG], eruzione cutanea con eosinofilia e sintomi sistemici [DRESS]), acne, porpora di Schönlein‑Henoch. |
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Mialgia, rabdomiolisi (in alcune segnalazioni di rabdomiolisi, la claritromicina è stata somministrata insieme ad altri medicamenti associati a rabdomiolisi (come statine, fibrati, colchicina o allopurinolo)), miopatia. |
Patologie renali e urinarie | Raramente e soprattutto con dosi orali elevate, si sono verificati aumenti delle concentrazioni di BUN e creatinina sierica. In singoli casi si è verificata insufficienza renale. Tuttavia, non è stato possibile dimostrare una correlazione. Nefrite interstiziale. |
Esami diagnostici | INR aumentato, tempo di protrombina prolungato, colore delle urine anormale. |
Effetti indesiderati in pazienti trattati con dosi elevate
Gli effetti collaterali più comuni nei pazienti trattati per lungo tempo alle dosi elevate raccomandate per le infezioni da M. avium sono stati i seguenti: nausea, vomito, alterazioni del gusto (gusto amaro), dolore addominale, diarrea, eruzione cutanea, flatulenza, cefalea, costipazione, disturbi dell'udito con perdita parziale dell'udito, generalmente reversibili dopo l'interruzione della terapia, e nel 2‑3% aumento dei livelli di transaminasi e livelli anormalmente bassi di leucociti e piastrine. Inoltre, sono stati riscontrati più raramente: dispnea, insonnia, bocca secca e BUN aumentato.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio‑beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
È probabile che l'assunzione di dosi troppo elevate di claritromicina causi sintomi gastrointestinali. Il sovradosaggio deve essere trattato eliminando rapidamente la sostanza non assorbita e adottando misure di supporto.
Come per altri macrolidi, è improbabile che i livelli sierici di claritromicina siano influenzati dalla dialisi peritoneale o dall'emodialisi.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
J01FA09
Meccanismo d'azione
La claritromicina (6‑O-metileritromicina A) è un antibiotico della famiglia dei macrolidi. L'effetto antibatterico si basa sull'inibizione della sintesi proteica intracellulare dei batteri sensibili. Si lega selettivamente alle subunità 50 S dei ribosomi batterici, impedendo così la traslocazione degli amminoacidi attivati.
Farmacodinamica
La claritromicina è efficace in vitro e in vivo sia contro i batteri di riferimento sia contro gli isolati clinici. La claritromicina ha un effetto batteriostatico o battericida, a seconda del ceppo esaminato. Anche il metabolita 14‑idrossi della claritromicina (= 14‑OH-claritromicina), rilevato nell'uomo e in altri primati, ha un effetto antibatterico, con un'attività di 1‑2 livelli di MIC contro Haemophilus influenzae rispetto al composto originario. A seconda del tipo di ceppo esaminato, la claritromicina e il metabolita hanno un effetto additivo o forse sinergico. Il metabolita 14‑OH è meno efficace della claritromicina contro i micobatteri non tubercolari.
L'antibiotico ha anche una marcata efficacia in vitro contro Legionella pneumophila, Mycoplasma pneumoniae, Campylobacter sp., è battericida contro Helicobacter pylori (effetto più forte a pH neutro che in ambiente acido) ed è anche attivo contro Mycobacterium avium e Mycobacterium leprae.
Lo spettro antimicrobico in vitro della claritromicina comprende:
A. Sensibili
Bacteroides melaninogenicus, Bordetella pertussis, Borrelia burgdorferi*, Campylobacter jejuni, Chlamydia pneumoniae (TWAR), Chlamydia trachomatis, Clostridium perfringens, Helicobacter pylori, Legionella pneumophila, Listeria monocytogenes, Moraxella (Branhamella) catarrhalis, Mycobacterium chelonae, Mycobacterium fortuitum, Mycobacterium kansasii, Mycobacterium marinum, Mycoplasma pneumoniae, Neisseria gonorrhoeae, Pasteurella multocida, Peptococcus niger, Propionibacterium acnes, Streptococcus agalactiae, Streptococcus pneumoniae, Streptococcus pyogenes, Streptococcus viridans.
B. Intermedi
Haemophilus influenzae***, Haemophilus parainfluenzae, Mycobacterium avium e intracellulare, Mycobacterium leprae, Staphylococcus aureus**, Staphylococcus epidermidis**.
C. Resistenti
Enterobatteriacee come E. coli, Salmonella, Klebsiella e altri, Pseudomonas sp., Mycobacterium tuberculosis.
* IC50 nel modello di criceto: 0,02 µg/ml.
** Criteri di sensibilità speciali a causa della distribuzione bifocale, sono possibili ceppi resistenti.
*** I breakpoint per i macrolidi e gli antibiotici correlati sono stati adattati per classificare H. influenzae wild‑type come tra i patogeni con sensibilità intermedia.
Valori limite per i test di suscettibilità
I criteri di interpretazione per i test di suscettibilità sono stati definiti dall'European Committee on Antimicrobial Susceptibility Testing (EUCAST) per la claritromicina e sono elencati qui: www.eucast.org (rubrica «Clinical Breakpoints»).
Efficacia clinica
Cfr. «Meccanismo d'azione» e «Farmacodinamica».
Farmacocinetica
La farmacocinetica della claritromicina non è lineare alla dose.
Assorbimento
La claritromicina è ampiamente insensibile agli acidi gastrici grazie alla sua struttura di 6‑O‑metileritromicina A. Dopo somministrazione orale, il preparato è rapidamente e uniformemente assorbito, soprattutto nell'intestino tenue.
La biodisponibilità assoluta non è stata determinata. Sulla base di confronti di biodisponibilità con altre forme galeniche, si può stimare che sia pari a circa il 55%.
Con l'assunzione della dose raccomandata di 15 mg/kg di peso corporeo al giorno in due somministrazioni, i livelli sierici massimi di claritromicina di 4-5 µg/ml allo stato stazionario sono raggiunti dopo circa 3 ore. I valori corrispondenti per il metabolita 14‑OH, 1‑2 µg/ml, sono anch'essi raggiunti dopo circa 3 ore. L'assunzione di cibo immediatamente prima dell'assunzione di Klaciped/Klaciped Forte rallenta leggermente l'assorbimento della claritromicina e ne aumenta la biodisponibilità. Tuttavia, ciò non è clinicamente rilevante.
Distribuzione
Negli adulti, il legame alle proteine plasmatiche della claritromicina è di circa il 72% a una concentrazione di 0,45 µg/ml e diminuisce con l'aumentare della concentrazione. Il volume di distribuzione è di 286 l dopo somministrazione singola e di 176 l dopo somministrazione ripetuta.
Gli studi sperimentali e quelli sull'uomo dimostrano la buona permeabilità tissutale della claritromicina. Tranne che nel sistema nervoso centrale (nelle scimmie, circa il 5% della concentrazione sierica nel liquor), in tutti gli altri tessuti animali esaminati si raggiungono concentrazioni più volte superiori ai livelli plasmatici. Nell'uomo, le concentrazioni massime di claritromicina sono raggiunte dopo circa 4 ore nel tessuto polmonare, nelle tonsille e nella mucosa nasale e sono pari a 7, 5,9 e 6,2 volte i livelli sierici.
Nei bambini con otite media, 2,53 µg/g di claritromicina e 1,27 µg/g del metabolita 14‑OH sono stati rilevati nel liquido dell'orecchio medio 2,5 ore dopo la quinta dose (7,5 mg/kg). Questi valori erano circa il doppio dei corrispondenti livelli sierici.
I livelli tissutali sono quindi superiori alle concentrazioni minime inibitorie dei patogeni comuni.
La claritromicina si accumula attivamente nei fagociti con un fattore pari circa a 9.
Finora non sono disponibili dati sul passaggio placentare. La claritromicina è escreta nel latte materno.
Metabolismo
La claritromicina è metabolizzata principalmente per N‑demetilazione e ossidazione in posizione 14 dell'eritronolide. Questa reazione produce un metabolita ugualmente dotato di attività antibatterica, il 14‑idrossi‑R‑epimero.
Eliminazione
L'emivita di eliminazione è dose‑dipendente; alla dose raccomandata di 15 mg/kg di peso corporeo al giorno in 2 somministrazioni è, allo stato stazionario, di 2,2 ore per claritromicina e di 3,5 ore per il metabolita 14‑OH. L'emivita di eliminazione aumenta con l'aumentare della dose.
Negli adulti, circa il 20% di una dose orale di 250 mg e circa il 30% una da per 500 mg ogni 12 ore sono escreti per via renale come claritromicina immodificata. L'escrezione attraverso i reni è dose‑dipendente ed è del 20-40% (Q0=0,6-0,7). Il principale metabolita recuperato nelle urine è 14‑OH‑claritromicina, che rappresenta un ulteriore 10‑15% della dose somministrata.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Insufficienza epatica
Negli adulti non sono state riscontrate alterazioni nella cinetica della claritromicina in caso di compromissione epatica non grave. Tuttavia, in questi pazienti le concentrazioni del metabolita 14‑OH sono risultate generalmente leggermente più basse. Non sono disponibili esperienze relative ai pazienti con compromissione epatica grave. Poiché questa sostanza è eliminata principalmente attraverso il fegato, i pazienti con compromissione epatica grave devono essere attentamente monitorati.
Insufficienza renale
In caso di insufficienza renale grave, i livelli ematici massimi, l'emivita di eliminazione e l'AUC della claritromicina e di 14‑OH‑claritromicina sono aumentati. Pertanto, nei pazienti con clearance della creatinina <30 ml/min/1,73 m2 la dose deve essere dimezzata. La durata della terapia non deve superare i 14 giorni. (cfr. «Posologia/Impiego»).
Dati preclinici
Gli studi in vitro und in vivo non hanno dimostra alcun potenziale mutageno della claritromicina.
Gli studi sulla fertilità e sulla riproduzione nei topi e nelle scimmie hanno mostrato un effetto negativo della claritromicina.
In studi sui topi è stata osservata, con frequenza variabile (3‑30%), palatoschisi dopo la somministrazione di una dose 70 volte superiore alla dose terapeutica umana superiore (500 mg/2 volte al giorno). Nelle scimmie è stato segnalato aborto, che però si è verificato a dosi chiaramente tossiche per la madre.
Altre indicazioni
Influenza su metodi diagnostici
Non è nota l'influenza di Klaciped/Klaciped Forte sui metodi diagnostici.
Avvertenze per i diabetici
Klaciped e Klaciped Forte contengono rispettivamente 2,76 g e 2,29 g di zucchero per 5 ml (1 misurino). Pertanto, si raccomanda cautela nel trattamento dei pazienti diabetici (cfr. anche «Composizione»).
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C).
Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
La sospensione preparata è stabile per 14 giorni a temperatura ambiente (15-25 °C) al riparo dalla luce.
Indicazioni per la manipolazione
Preparazione della sospensione: Agitare il granulato secco. Riempire quindi il flacone con acqua del rubinetto (Klaciped 100 ml: 52 ml; Klaciped Forte 100 ml: 51 ml) fino alla tacca. Agitare bene fino a sciogliere tutte le particelle. Non agitare vigorosamente e/o eccessivamente. Lasciare riposare per un breve periodo e, se necessario, aggiungere nuovamente l'acqua fino a raggiungere la tacca. Si ottiene così la sospensione pronta all'uso, dal sapore fruttato (100 ml di Klaciped o 100 ml di Klaciped Forte). Agitare prima di ogni utilizzo immediato per garantire la risospensione. Un misurino (5 ml) di sospensione preparata contiene 125 mg di claritromicina (Klaciped) o 250 mg di claritromicina (Klaciped Forte).
Numero dell'omologazione
51608 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Viatris Pharma GmbH, 6312 Steinhausen.
Stato dell'informazione
Maggio 2026.
[Version 119 I]
4142 — 12/06/2026