IRFEN DOLO Junior susp 100 mg/5ml
Mepha Pharma AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Irfen Dolo Junior, sospensione
Composizione
Principi attivi
Ibuprofene.
Sostanze ausiliarie
Sodio benzoato 2 mg/ml (E211), acido citrico (E330), maltitolo (E965), gomma xantana, ipromellosa, glicerolo (E422), sodio cloruro, polisorbato 80, sodio ciclamato (E952), acesulfame potassico (E950), sucralosio (E955), vanillina, acqua depurata, aroma all'arancia (contiene alcol benzilico).
Contiene 1,48 mg di sodio, 400,0 mg di maltitolo per 1 ml.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 dose da 5 ml di sospensione contiene 100 mg di ibuprofene.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Irfen Dolo Junior è omologato per l'automedicazione nel trattamento a breve termine di 3 giorni al massimo nelle indicazioni seguenti:
- Trattamento del dolore da lieve a moderato (mal di testa, mal di denti, dolori articolari e ai legamenti, dolori dorsali, dolore dopo lesioni).
- Trattamento sintomatico della febbre.
Posologia/Impiego
La dose efficace più bassa deve essere usata per il periodo più breve necessario ad alleviare i sintomi (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
La posologia abituale è di 20-30 mg/kg/giorno in 3-4 assunzioni, senza superare i 30 mg/kg/giorno.
Intervallo tra 2 somministrazioni: 6-8 ore.
Dosaggio unico
Peso corporeo in kg | Età del bambino | Dosaggio unico | Dosaggio massimo giornaliero |
|---|---|---|---|
5–6 | 6–8 mesi | 2,5 ml = | 3× 2,5 ml = 150 mg di ibuprofene |
7–9 | 9–12 mesi | 2,5 ml = | da 3 a 4× 2,5 ml = da 150 a 200 mg di ibuprofene |
10–15 | 1–3 anni | da 2,5 ml = 50 mg di ibuprofene a | da 4× 2,5 ml a 3× 5 ml = da 200 a 300 mg di ibuprofene |
16–20 | 4–6 anni | da 5 ml = 100 mg di ibuprofene a | da 3 a 4× 5 ml a 3× 7,5 ml = da 300 a 450 mg di ibuprofene |
21–25 | 7–9 anni
| da 7,5 ml = 150 mg di ibuprofene a | da 3× 7,5 ml a 3× 10 ml = da 450 a 600 mg Ibuprofene |
26–30 | da 10 ml = 200 mg di ibuprofene a | da 3× 10 ml a 3× 12,5 ml = da 600 a 750 mg di ibuprofene | |
31–35 | 10–12 anni
| da 12,5 ml = 250 mg di ibuprofene a | da 3× 12,5 ml a 3× 15 ml = da 750 a 900 mg di ibuprofene |
36–40 | da 15 ml = 300 mg di ibuprofene a | da 3× 15 ml a 3× 17,5 ml = da 900 a 1'050 mg di ibuprofene |
Per la somministrazione della rispettiva dose, alla confezione è acclusa una siringa graduata. Tale siringa dispone di una scala graduata in ml che permette di regolare con precisione la quantità da somministrare in base al peso corporeo del bambino.
La siringa deve essere risciacquata accuratamente con acqua tiepida dopo ogni utilizzo. Deve inoltre essere utilizzata esclusivamente per la somministrazione di Irfen Dolo Junior, sospensione.
Poiché si tratta di una sospensione, è assolutamente necessario agitare il flacone prima dell'uso!
La sospensione Irfen Dolo Junior può essere assunta a digiuno.
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.
Anamnesi di broncospasmo, orticaria o sintomi simili a una reazione allergica dopo l'assunzione di acido acetilsalicilico o altri antinfiammatori non steroidei (FANS).
Terzo trimestre di gravidanza (cfr. «Gravidanza, allattamento»).
Ulcere gastriche e/o duodenali attive o sanguinamenti gastrointestinali.
Malattia infiammatoria intestinale (ad es. morbo di Crohn, colite ulcerosa).
Disturbi gravi della funzionalità epatica (cirrosi epatica e ascite).
Insufficienza renale grave (clearance della creatinina < 30 ml/min/1,73 m²).
Insufficienza cardiaca grave (NYHA III-IV).
Trattamento dei dolori postoperatori dopo intervento di bypass coronarico (o impiego di una macchina cuore-polmone).
Neonati di meno di 6 mesi e bambini di meno di 5 kg di peso.
Intolleranza nota al sorbitolo (intolleranza al fruttosio).
In via eccezionale, la varicella può causare gravi complicazioni infettive della cute e dei tessuti molli. Attualmente si ritiene che i FANS possano favorire l'aggravarsi di tali infezioni. In caso di varicella si deve evitare l'utilizzo di Irfen Dolo Junior.
Avvertenze e misure precauzionali
Avvertenza di carattere generale relativa all'utilizzo di antinfiammatori non steroidei sistemici
Possono subentrare ulcerazioni, emorragie o perforazioni gastrointestinali in qualsiasi momento del trattamento con antinfiammatori non steroidei, selettivi o meno per la COX-2, senza sintomi premonitori o eventi all'anamnesi. Per limitare un tale rischio, somministrare la più bassa dose efficace per il tempo più breve possibile.
Per alcuni inibitori selettivi della COX-2, è stato osservato un rischio più alto di complicanze trombotiche cardiovascolari e cerebrovascolari nel corso di studi clinici controllati con placebo. Non è ancora noto se questo rischio sia direttamente correlato alla selettività per la COX-1/COX-2 dell'antinfiammatorio non steroideo in questione. Dal momento che non si dispone attualmente di dati equivalenti da studi clinici effettuati sull'ibuprofene alla dose massima e durante un trattamento a lungo termine, non è possibile escludere un aumento analogo del rischio. In assenza di tali dati, l'ibuprofene va somministrato esclusivamente dopo un'accurata valutazione del rapporto rischio-beneficio in caso di coronaropatia clinicamente confermata, disturbi cerebrovascolari, arteriopatie obliteranti periferiche e nei pazienti che presentano fattori di rischio importanti (ad es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo). A causa di questo rischio, si deve somministrare la più bassa dose efficace per il tempo di trattamento più breve possibile.
Tra gli effetti renali degli antinfiammatori non steroidei sono segnalati ritenzione di liquidi con edemi e/o ipertensione arteriosa. Nei pazienti con compromissione della funzionalità cardiaca e altre condizioni che predispongono alla ritenzione di liquidi, l'ibuprofene va utilizzato con prudenza. È richiesta prudenza anche nei pazienti che assumono contemporaneamente diuretici o inibitori dell'enzima di conversione, e in presenza di un rischio più elevato di ipovolemia.
In caso di consumo concomitante di alcol durante l'utilizzo di FANS, gli effetti indesiderati legati al principio attivo, in particolare quelli che coinvolgono il tratto gastrointestinale o il sistema nervoso centrale, potrebbero essere potenziati.
In caso di uso prolungato di analgesici, potrebbero comparire cefalee da non trattare aumentando la dose del medicamento.
Malattie respiratorie
Nei pazienti che soffrono o hanno sofferto di asma bronchiale, rinite cronica o malattie allergiche, l'ibuprofene può provocare broncospasmo, orticaria o angioedema.
Patologie cardiache, renali o epatiche
Occorre prudenza nei pazienti che presentano funzionalità epatica, renale o cardiaca limitate, poiché l'assunzione di FANS può alterare la funzionalità renale. L'abitudine di assumere allo stesso tempo altri analgesici aumenta ancora di più questo rischio. In tali pazienti, occorre scegliere la dose più bassa possibile e controllare regolarmente la funzionalità renale, particolarmente in caso di trattamento a lungo termine.
Gli antinfiammatori non steroidei possono peggiorare l'insufficienza cardiaca e il tasso di filtrazione glomerulare e far aumentare le concentrazioni plasmatiche dei glicosidi cardioattivi.
Tolleranza gastrointestinale
L'utilizzo di Irfen Dolo Junior in combinazione con antinfiammatori non steroidei, tra cui alcuni inibitori selettivi della ciclossigenasi-2, va evitato a causa dell'aumento del rischio di ulcere e sanguinamenti (cfr. rubrica «Interazioni»).
Pazienti anziani
Nei pazienti anziani, durante il trattamento con antinfiammatori non steroidei si presentano frequentemente effetti indesiderati, in particolare emorragie e perforazioni gastrointestinali anche potenzialmente letali.
Emorragie gastrointestinali, ulcere, perforazioni
In associazione a tutti gli antinfiammatori non steroidei sono stati segnalati casi di emorragie gastrointestinali, ulcere e perforazioni potenzialmente letali. Questi effetti indesiderati sono subentrati in qualsiasi momento del trattamento, con o senza sintomi premonitori e antecedenti di eventi gastrointestinali.
Il rischio di emorragie gastrointestinali, ulcere e perforazioni aumenta con l'aumentare della dose dell'antinfiammatorio non steroideo, nei pazienti con anamnesi di ulcera, in particolare in caso di complicanze (emorragia o perforazione) (cfr. rubrica «Controindicazioni»), e nei pazienti anziani. In questi pazienti, il trattamento va avviato con la dose più bassa disponibile. Per tali pazienti, come pure per i pazienti che devono seguire un trattamento concomitante con una bassa dose di acido acetilsalicilico o con altri medicamenti che possono aumentare il rischio gastrointestinale, bisogna prendere in considerazione l'introduzione di un trattamento combinato che includa dei medicamenti protettori (ad es. misoprostolo o inibitori della pompa protonica) (cfr. rubrica «Interazioni»).
I pazienti con antecedenti di tossicità gastrointestinale, specialmente quelli anziani, devono segnalare qualsiasi sintomo addominale inconsueto (soprattutto emorragie gastrointestinali), in particolare all'inizio del trattamento.
È richiesta prudenza nei pazienti che assumono contemporaneamente dei medicamenti che possono aumentare il rischio di ulcere o emorragie, ad es. corticosteroidi orali, anticoagulanti quali warfarin, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o inibitori dell'aggregazione piastrinica quali l'acido acetilsalicilico (cfr. rubrica «Interazioni»).
Se si sviluppano emorragie gastrointestinali o ulcere nei pazienti in trattamento con Irfen Dolo Junior, il trattamento deve essere interrotto.
In caso di disturbi gastrointestinali e disturbi della funzionalità epatica, l'ibuprofene va somministrato esclusivamente quando ciò è formalmente indicato, sotto controllo medico, poiché può aggravare tali disturbi (cfr. rubrica «Effetti indesiderati»).
Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari
I pazienti con antecedenti di ipertensione e/o insufficienza cardiaca scompensata da lieve a moderata richiedono dei controlli e una consulenza appropriati, poiché sono stati segnalati accumulo di liquidi ed edemi legati al trattamento con antinfiammatori non steroidei.
Alcuni studi clinici indicano che l'utilizzo di ibuprofene, in particolare a una dose elevata (2400 mg al giorno) può essere correlato a un leggero aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad es. infarto del miocardio ed evento cerebrovascolare). Complessivamente, dagli studi epidemiologici non emergono indizi di un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi associato all'uso di dosi basse di ibuprofene (ad es. ≤1200 mg al giorno).
I pazienti che presentano ipertensione non stabilizzata, insufficienza cardiaca (NYHA II), cardiopatia ischemica preesistente, arteriopatia obliterante periferica e/o malattie cerebrovascolari non devono essere trattati con ibuprofene, salvo dopo un'accurata valutazione, e vanno evitate le dosi elevate (2400 mg/giorno). È richiesta prudenza anche prima di iniziare un trattamento prolungato in pazienti che presentano fattori di rischio per eventi cardiovascolari (ad es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo), in particolare quando sono necessarie dosi elevate di ibuprofene (2400 mg/giorno).
Sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis in pazienti trattati con ibuprofene. La sindrome di Kounis è stata definita come una sintomatologia cardiovascolare secondaria a una reazione allergica o di ipersensibilità associata alla costrizione delle arterie coronarie e che può portare a un infarto miocardico.
Reazioni cutanee
In associazione all'uso di ibuprofene sono state riportate reazioni avverse cutanee gravi (SCAR), quali dermatite esfoliativa, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (NET), reazione da medicamenti con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS o sindrome da ipersensibilità) e pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG), che possono essere pericolose per la vita o fatali (cfr. rubrica «Effetti indesiderati»).
La maggior parte di queste reazioni si sono verificate durante il primo mese di trattamento.
Se compaiono segni e sintomi suggestivi di tali reazioni, si deve interrompere immediatamente l'assunzione di ibuprofene prendendo in considerazione un trattamento alternativo (se appropriato).
In casi eccezionali, l'infezione da parte del virus della varicella può comportare infezioni cutanee e complicanze a livello dei tessuti molli. Ad oggi non è stato possibile escludere un coinvolgimento dei FANS nell'aggravarsi di tali infezioni. È pertanto consigliato evitare la somministrazione di Irfen Dolo Junior in caso di infezione da varicella.
Effetti renali
I pazienti che soffrono di forte disidratazione o di variazioni postoperatorie della volemia devono essere reidratati prima di cominciare il trattamento con ibuprofene e vanno sorvegliati a seguire in modo accurato. Esiste il rischio di disturbi della funzionalità renale, in particolare nei bambini, negli adolescenti e nelle persone anziane in condizioni di disidratazione.
Come anche con gli altri antinfiammatori non steroidei, durante un trattamento di durata prolungata potrebbero verificarsi necrosi papillare renale e altre malattie renali. Si è potuta osservare tossicità renale anche nei pazienti in cui le prostaglandine renali svolgono un ruolo compensatorio nella perfusione renale. In questi pazienti, la somministrazione di antinfiammatori non steroidei può inibire, in funzione della dose somministrata, la sintesi delle prostaglandine a livello renale, diminuire l'irrorazione sanguigna dei reni e provocare insufficienza renale clinicamente manifesta. Queste reazioni compaiono soprattutto nei pazienti che soffrono di insufficienza funzionale epatica, renale o cardiaca, quando vengono assunti simultaneamente diuretici o ACE inibitori (inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina) e nei pazienti anziani.
Effetti ematologici
Esattamente come anche gli altri antinfiammatori non steroidei, l'ibuprofene inibisce l'aggregazione piastrinica e prolunga la durata delle emorragie.
Mascheramento dei sintomi di infezioni sottostanti
Irfen Dolo Junior può mascherare i sintomi di un'infezione, il che può ritardare l'introduzione di un trattamento adeguato e quindi peggiorare il decorso dell'infezione. È quanto è stato osservato nel caso della polmonite di origine batterica acquisita in comunità e nelle complicanze batteriche della varicella. Quando Irfen Dolo Junior viene somministrato per il sollievo dalla febbre o dal dolore correlati a infezione, è consigliato il monitoraggio dell'infezione. In contesti non ospedalieri, i pazienti devono consultare un medico se i sintomi persistono o peggiorano.
Meningite asettica
Sono stati riferiti casi isolati di sintomi di meningite asettica coincidenti con l'uso di ibuprofene. I pazienti che hanno sviluppato lupus eritematoso o collagenosi sembrano esservi predisposti. Tuttavia, è stata osservata meningite asettica anche in pazienti che non presentavano nessuna di queste patologie croniche.
Sostanze ausiliarie di particolare interesse
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per 1 ml, cioè è essenzialmente «senza sodio».
I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, non devono assumere questo medicamento. Questo medicamento contiene alcol benzilico. Alcol benzilico può causare reazioni allergiche.
Questo medicamento contiene 2 mg di sodio benzoato per ml di sospensione.
Interazioni
Altri antinfiammatori non steroidei, salicilati inclusi
La somministrazione simultanea di più antinfiammatori non steroidei, tra cui gli inibitori selettivi della ciclossigenasi 2, può aumentare il rischio di ulcere ed emorragie gastrointestinali in ragione di un effetto sinergico. L'impiego concomitante di ibuprofene e altri antinfiammatori non steroidei va dunque evitato (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). L'acido salicilico impedisce che l'ibuprofene si leghi alle proteine.
Glucocorticoidi
Potenziamento degli effetti secondari di tipo gastrointestinale, aumento del rischio di emorragie gastrointestinali e ulcerazioni (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Alcol
Potenziamento degli effetti secondari di tipo gastrointestinale, aumento del rischio di emorragie gastrointestinali.
Diuretici, antipertensivi, beta-bloccanti
I FANS possono ridurre l'efficacia dei diuretici e di antipertensivi quali gli ACE inibitori e i beta-bloccanti. I diuretici possono altresì accrescere il rischio di nefrotossicità dei FANS.
Probenecid, sulfinpirazone
L'ibuprofene viene eliminato più lentamente, viene indebolita l'attività uricosurica di probenecid e sulfinpirazone.
Anticoagulanti orali
Gli antinfiammatori non steroidei possono potenziare l'effetto degli anticoagulanti quali il warfarin (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Inibitori dell'aggregazione piastrinica e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina
Aumento del rischio di emorragie gastrointestinali (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Aminoglicosidi
Gli antinfiammatori non steroidei possono limitare l'eliminazione degli aminoglicosidi.
Acido acetilsalicilico
Dati sperimentali suggeriscono che l'ibuprofene può inibire in modo competitivo l'effetto antiaggregante piastrinico di una bassa dose di acido acetilsalicilico somministrata in concomitanza. Nonostante sussistano dubbi quanto alla possibilità di estrapolare questi dati alla situazione clinica, non è possibile escludere che l'effetto cardioprotettivo di basse dosi di acido acetilsalicilico possa risultare ridotto in caso di trattamento prolungato con ibuprofene. Un effetto clinicamente rilevante sembra improbabile in caso di assunzione occasionale di ibuprofene (cfr. rubrica «Proprietà/effetti»).
Antidiabetici orali
L'effetto degli antidiabetici orali (sulfoniluree) può risultare amplificato dall'ibuprofene come da altri FANS. Sono stati segnalati rari casi di ipoglicemia in pazienti trattati con sulfoniluree che avevano ricevuto ibuprofene. È opportuno controllare regolarmente il livello della glicemia e se necessario aggiustare la dose dell'antidiabetico.
Antagonisti dei recettori istaminici H2
Non è stata provata un'interazione di rilevanza clinica tra l'ibuprofene e la cimetidina o la ranitidina.
Digossina
Le concentrazioni plasmatiche della digossina possono risultare più alte.
Fenitoina
Le concentrazioni plasmatiche della fenitoina possono risultare più alte.
Litio
Si raccomanda di controllare le concentrazioni plasmatiche del litio.
Metotrexato
Aumento della tossicità del metotrexato. I FANS possono inibire la secrezione tubulare del metotrexato e ridurne la clearance.
Baclofene
La tossicità del baclofene risulta aumentata.
Chinoloni
L'azione centrale risulta aumentata.
Colestiramina
In caso di utilizzo concomitante di ibuprofene e colestiramina, l'assorbimento dell'ibuprofene nel tratto gastrointestinale può essere ridotto. Non ne è nota tuttavia la rilevanza clinica.
Ciclosporina
L'effetto tossico sui reni può risultare aumentato.
Estratti di piante
Il ginkgo-biloba può potenziare i rischi di emorragia legati agli antinfiammatori non steroidei.
Mifepristone
Teoricamente, può prodursi una diminuzione dell'efficacia del mifepristone a causa dell'effetto inibitorio dei FANS sulla produzione delle prostaglandine. Un limitato numero di prove suggerisce che la somministrazione concomitante di FANS il giorno dell'assunzione di prostaglandine non ha alcun impatto sfavorevole sull'effetto del mifepristone o delle prostaglandine sulla maturazione cervicale o la contrattilità uterina e che l'efficacia dell'interruzione di una gravidanza non risulta diminuita.
Antibiotici chinolonici
Studi condotti sugli animali hanno mostrato che trattando le convulsioni con FANS in associazione con chinoloni, queste possono comparire con una frequenza maggiore. Il rischio di convulsioni può risultare più alto nei pazienti trattati con chinoloni in associazione a FANS.
Tacrolimus
In caso di somministrazione concomitante di tacrolimus e FANS può risultare elevato il rischio di nefrotossicità.
Zidovudina
La somministrazione simultanea di zidovudina e FANS aumenta il rischio di tossicità ematologica. Sono presenti indizi di un aumento del rischio di emartrosi e di ematomi nei pazienti emofiliaci HIV-positivi che seguono un trattamento con zidovudina in concomitanza con FANS.
Inibitori del CYP2C9
La somministrazione concomitante di ibuprofene e inibitori del CYP2C9 può aumentare l'esposizione all'ibuprofene (substrato del CYP2C9). Uno studio su voriconazolo e fluconazolo (inibitori del CYP2C9) ha mostrato un aumento dell'esposizione a S(+)-ibuprofene dell'80-100% circa. Si deve prendere in considerazione una riduzione della dose di ibuprofene quando vengono somministrati contemporaneamente forti inibitori del CYP2C9, soprattutto quando si somministrano dosi elevate di ibuprofene con voriconazolo o fluconazolo.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
L'inibizione della sintesi delle prostaglandine può avere un impatto negativo sulla gravidanza come pure sullo sviluppo embrionale e fetale. Secondo alcuni dati tratti da studi epidemiologici, la somministrazione di inibitori della sintesi delle prostaglandine all'inizio della gravidanza aumenta effettivamente il rischio di aborto spontaneo, malformazioni cardiache e gastroschisi. Si presume che questo rischio sia proporzionale alla dose somministrata e alla durata del trattamento.
Negli animali, è dimostrato che la somministrazione di inibitori della sintesi delle prostaglandine provoca un aumento del numero di perdite pre-impianto e post-impianto come pure della mortalità embrio-fetale. Inoltre, è stata riportata un'incidenza maggiore di diverse malformazioni, tra cui malformazioni di tipo cardiovascolare, in animali che avevano ricevuto un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante la fase dell'organogenesi.
Tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono:
- esporre il feto ai rischi seguenti:
- tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);
- disturbi della funzionalità renale, che progrediscono verso l'insufficienza renale con oligoidramnios.
- esporre la madre e il bambino ai rischi seguenti:
- potenziale prolungamento delle emorragie, poiché l'effetto inibitorio sull'aggregazione piastrinica può verificarsi anche in seguito alla somministrazione di dosi molto basse;
- inibizione delle contrazioni uterine, con conseguente ritardo nell'inizio del travaglio o prolungamento della sua durata.
Primo trimestre e secondo trimestre
Salvo in caso di assoluta necessità, durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, Irfen Dolo Junior non deve essere somministrato. Se Irfen Dolo Junior viene somministrato a una donna che desidera rimanere incinta o che è al primo o al secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere la più bassa possibile e la durata del trattamento la più breve possibile.
Oligoidramnios/insufficienza renale neonatale/restringimento del dotto arterioso
L'uso di FANS a partire dalla 20ª settimana di gravidanza può causare disturbi della funzione renale del feto, che eventualmente possono causare oligoidramnios e, in alcuni casi, insufficienza renale neonatale. Questi effetti indesiderati si presentano in genere entro qualche giorno o qualche settimana dall'inizio del trattamento, ma rari casi di oligoidramnios sono stati segnalati già a partire da 48 ore dopo l'inizio del trattamento con FANS. Sebbene spesso reversibile, l'oligoidramnios non è sempre reversibile quando si interrompe il trattamento. Quando persiste per più tempo, l'oligoidramnios può portare a complicazioni quali contratture degli arti e ritardo nella maturazione polmonare. Alcuni casi di insufficienza renale neonatale segnalati dopo l'introduzione sul mercato hanno richiesto procedure invasive quali trasfusione di scambio o dialisi. È stato segnalato anche restringimento del dotto arterioso in seguito a trattamento durante il 2° trimestre di gravidanza. La maggior parte dei casi si è risolta una volta sospeso il trattamento.
Bisogna prevedere il monitoraggio ecografico del liquido amniotico e del cuore del feto se il trattamento con Irfen Dolo Junior si prolunga oltre le 48 ore. Interrompere il trattamento con Irfen Dolo Junior in caso di comparsa di oligoidramnios o di restringimento del dotto arterioso e procedere a un nuovo esame secondo la pratica clinica.
Terzo trimestre
Irfen Dolo Junior è controindicato nel terzo trimestre di gravidanza.
Allattamento
I FANS passano nel latte materno. A titolo precauzionale, l'ibuprofene non deve quindi essere somministrato alle donne che allattano. Se il trattamento risulta indispensabile, bisogna passare all'allattamento artificiale.
Fertilità
L'impiego di ibuprofene può avere ripercussioni negative sulla fertilità femminile e non è quindi consigliato alle donne che desiderano una gravidanza. Bisogna considerare un'interruzione dei trattamenti a base di ibuprofene anche nelle donne che non riescono ad avviare una gravidanza o nelle quali sono in corso esami di fertilità femminile.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito. Sono tuttavia noti alcuni effetti collaterali occasionali dell'ibuprofene sul sistema nervoso centrale, quali una limitazione della capacità di reazione. Questo va tenuto in conto quando è richiesto un livello più elevato di attenzione, ad esempio alla guida di un veicolo o nell'impiego di macchine. Questo vale in modo particolare quando il medicamento viene assunto contemporaneamente ad alcol.
Effetti indesiderati
Gli effetti secondari osservati più frequentemente con gli antinfiammatori non steroidei riguardano l'apparato digerente. Possono subentrare, in particolare nei pazienti anziani, ulcere gastro-duodenali, perforazioni o emorragie, talvolta letali (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). Sono stati segnalati dopo l'uso: nausea, vomito, diarrea, flatulenza, stipsi, disturbi digestivi (dispepsia), dolori addominali, feci scure, ematemesi, stomatite ulcerosa, aggravamento di colite e malattia di Crohn (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). Più raramente, sono stati osservati casi di gastrite. Sono stati riferiti rari casi di perforazione gastrointestinale dopo l'utilizzo di ibuprofene.
È stato descritto un aggravamento di infiammazioni cutanee legate a infezioni (ad es. comparsa di fascite necrotizzante) in concomitanza con l'uso di FANS. In casi eccezionali, gravi infezioni cutanee e complicanze a livello dei tessuti molli possono subentrare nel corso di infezioni dovute al virus della varicella. Di conseguenza, il paziente deve consultare immediatamente un medico se compaiono segni di infezione o se un'infezione si aggrava durante l'utilizzo di ibuprofene.
Studi clinici indicano che l'utilizzo di ibuprofene, in particolare a dosi elevate (2400 mg al giorno), può essere legato a un leggero aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad es. infarto del miocardio e ictus) (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Con l'ibuprofene sono stati osservati gli effetti indesiderati seguenti.
Gli effetti indesiderati sono classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e per frequenza secondo la seguente convenzione: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili):
Infezioni e infestazioni
Non comune: rinite.
Raro: meningite asettica.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro: effetti a livello ematologico quali leucopenia, agranulocitosi, trombocitopenia, neutropenia, anemia aplastica, anemia emolitica (descritta nell'informazione destinata ai pazienti come «angina, febbre alta, ingrossamento dei linfonodi nella regione del collo»).
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: ipersensibilità.
Raro: reazione anafilattica, lupus eritematoso, anemia emolitica autoimmune.
Disturbi psichiatrici
Non comune: insonnia, ansia.
Raro: depressioni, stati confusionali.
Molto raro: stati psicotici.
Patologie del sistema nervoso
Comune: effetti secondari sul sistema nervoso centrale quali limitazione della capacità di reazione (prevalentemente in associazione ad alcol), cefalee, vertigini.
Raro: parestesie, sonnolenza.
Patologie dell'occhio
Non comune: disturbi visivi. I disturbi visivi sono in genere reversibili una volta cessato il trattamento.
Raro: ambliopia tossica, neurite ottica, neuropatia ottica tossica.
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Non comune: ronzio nelle orecchie, disturbi uditivi, vertigini.
Patologie cardiache
Molto raro: insufficienza cardiaca, infarto del miocardio.
Frequenza non nota: sindrome di Kounis.
Patologie vascolari
Molto raro: ipertensione.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: asma, broncospasmo, dispnea, rischio di edema polmonare acuto nei pazienti con insufficienza cardiaca.
Patologie gastrointestinali
Comune: disturbi digestivi, diarrea, nausea, vomito, stipsi, dolori addominali, flatulenza, feci catramose, ematemesi, emorragie gastrointestinali.
Raro: gastrite, ulcerazioni nel tratto gastrointestinale, stomatite ulcerosa, perforazioni gastrointestinali.
Molto raro: pancreatite.
Frequenza non nota: aggravamento di colite o di morbo di Crohn.
Patologie epatobiliari
Raro: epatite, ittero, disturbi della funzionalità epatica.
Molto raro: insufficienza epatica.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: esantema.
Raro: orticaria, prurito, porpora, angioedema, fotosensibilità.
Molto raro: reazioni avverse cutanee gravi (SCAR) (tra cui eritema multiforme, dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica).
Non nota: pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG), reazione di ipersensibilità da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS o sindrome di ipersensibilità), eritema pigmentato fisso (FDE).
Patologie renali e urinarie
Raro: tossicità renale in diverse forme tra cui necrosi papillare renale, nefrite interstiziale, disturbi della funzionalità renale con formazione di edemi e fino all'insufficienza renale.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Non comune: stanchezza.
Raro: edemi.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Tossicità
In genere, non sono stati riferiti segni e sintomi di tossicità a dosi inferiori ai 100 mg/kg nei bambini o negli adulti. Ciononostante, in alcuni casi occorrono delle misure di supporto. Nei bambini, è stata segnalata l'apparizione di segni e sintomi di tossicità dopo l'assunzione di una dose da 400 mg/kg o più.
Sintomi
La maggior parte dei pazienti che ha assunto dosi notevoli di ibuprofene ha sviluppato sintomi nel giro di 4-6 ore. I sintomi di sovradosaggio più frequentemente segnalati sono: nausea, vomito, dolori addominali, letargia e sonnolenza. Gli effetti sul sistema nervoso centrale sono: cefalea, acufene, vertigini, convulsioni e perdita di coscienza. Sono stati segnalati anche rari casi di nistagmo, acidosi metabolica, ipotermia, effetti renali, sanguinamenti gastrointestinali, coma, apnea e depressione del SNC e respiratoria. È stata segnalata anche tossicità cardiovascolare che includeva ipotensione, bradicardia e tachicardia. In caso di sovradosaggio importante, è possibile che subentrino insufficienza renale e danno epatico.
L'uso prolungato a dosaggi superiori alla posologia raccomandata può portare a grave ipokaliemia e acidosi tubulare renale. I sintomi possono comprendere una riduzione del livello di coscienza e una debolezza generalizzata.
I dosaggi eccessivi sono in genere ben tollerati, se non vengono assunti altri medicamenti in concomitanza.
Trattamento
Non esiste un antidoto specifico in caso di sovradosaggio di ibuprofene. Tuttavia, bisogna procedere immediatamente alla lavanda gastrica o provocare il vomito, e in seguito mettere in atto misure di supporto quando la dose assunta nell'ora precedente era superiore ai 400 mg/kg.
Quando il medicamento è già stato assorbito, bisogna somministrare sostanze alcalinizzanti che favoriscono l'escrezione urinaria dell'ibuprofene acido.
Per ottenere informazioni aggiornate, contattare il centro tossicologico locale.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
M01AE01
Meccanismo d'azione
L'ibuprofene è un antinfiammatorio non steroideo con una breve emivita di eliminazione e con le proprietà analgesiche, antiflogistiche e antipiretiche necessarie per trattare efficacemente le malattie reumatiche.
Le diverse forme farmaceutiche disponibili permettono di selezionare la terapia più appropriata per ciascun paziente.
Le prostaglandine sono responsabili delle manifestazioni del dolore e dell'infiammazione. L'ibuprofene esercita un marcato effetto inibitorio sulla sintesi delle prostaglandine, il che spiega le sue proprietà analgesiche, antiflogistiche e antipiretiche.
Sono riconducibili allo stesso meccanismo l'inibizione dell'aggregazione piastrinica non sfruttata a scopo terapeutico, l'effetto ulcerativo, la ritenzione di sodio e acqua nonché le reazioni broncospastiche che si annoverano tra i possibili effetti indesiderati.
Anche se l'ibuprofene ha un impatto sull'aggregazione piastrinica e sul tempo di sanguinamento, questo effetto non sembra provocare alcuna alterazione clinicamente significativa né del tempo di protrombina né del tempo di coagulazione.
Dati sperimentali indicano che l'ibuprofene può inibire in maniera competitiva l'efficacia di basse dosi di acido acetilsalicilico sull'aggregazione piastrinica in caso di somministrazione simultanea. In alcuni studi di farmacodinamica, è stata osservata una diminuzione dell'effetto dell'acido acetilsalicilico sulla formazione del tromboxano o sull'aggregazione piastrinica quando una dose di ibuprofene da 400 mg era stata somministrata nelle 8 ore precedenti o nei 30 minuti successivi all'assunzione di 81 mg di acido acetilsalicilico a rilascio rapido. Nonostante sussistano dubbi quanto alla possibilità di estrapolare questi dati alla situazione clinica, non è possibile escludere che l'effetto cardioprotettivo di basse dosi di acido acetilsalicilico possa risultare ridotto in caso di trattamento prolungato con ibuprofene. Un effetto clinicamente significativo è improbabile se l'ibuprofene viene assunto in modo occasionale (cfr. rubrica «Proprietà/effetti»).
Farmacodinamica
Cfr. rubrica «Meccanismo d'azione».
Efficacia clinica
Non sono disponibili dati.
Farmacocinetica
Assorbimento
L'ibuprofene viene assorbito rapidamente, prevalentemente nell'intestino tenue. Il tempo al raggiungimento del picco di concentrazione plasmatica è di circa 30-45 minuti dopo l'assunzione a digiuno della sospensione di ibuprofene; è noto che questo tempo è più lungo in seguito ad assunzione postprandiale, ma il tasso di assorbimento è lo stesso.
Se l'ibuprofene viene assunto dopo un pasto, l'assorbimento risulta considerevolmente più lento e le concentrazioni plasmatiche massime sono inferiori.
In seguito alla somministrazione orale di una dose singola da 400 mg di ibuprofene, nel giro di 6 ore viene raggiunta una concentrazione massima di 8-13 µg/ml nel liquido sinoviale.
Distribuzione
L'ibuprofene si lega per il 99% alle proteine plasmatiche. Questo legame è reversibile.
Metabolismo
Più del 50-60% di una dose orale di ibuprofene è convertito nel fegato nei 2 metaboliti inattivi A + B e nei loro coniugati.
Il metabolismo dell'ibuprofene è simile nei bambini e negli adulti.
Eliminazione
L'emivita plasmatica è di 1½-2 ore. In ragione della sua brevità, delle assunzioni ripetute di ibuprofene non portano ad accumulo. L'ibuprofene e i suoi metaboliti risultano eliminati praticamente in modo completo 24 ore dopo la somministrazione orale.
È escreto attraverso i reni prevalentemente sotto forma di metaboliti inattivi.
Dati preclinici
Genotossicità
Degli studi di mutagenicità in vitro e in vivo (batteri e linfociti umani) non hanno messo in evidenza effetti mutageni dell'ibuprofene.
Cancerogenicità
Degli studi sulla cancerogenicità dell'ibuprofene condotti su ratti e topi non hanno mostrato alcun effetto cancerogeno dell'ibuprofene.
Tossicità per la riproduzione
Degli studi sperimentali su due specie animali hanno dimostrato che l'ibuprofene attraversa la barriera placentare e inibisce l'ovulazione (nel coniglio). Numerosi studi sperimentali su ratti e conigli hanno messo in evidenza che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine provoca un aumento delle perdite pre-impianto e post-impianto, della mortalità embrio-fetale e ritardi nella crescita intrauterina. È stata segnalata anche un'incidenza più alta di diverse malformazioni, tra cui malformazioni cardiovascolari come difetti della chiusura del setto interventricolare, negli animali che hanno ricevuto un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante la fase dell'organogenesi. Con l'ibuprofene, queste malformazioni sono state osservate a dosi 2-3 volte superiori alla dose massima giornaliera raccomandata nell'uomo (sulla base dei dati d'esposizione estrapolati).
Altre indicazioni
Influenza su metodi diagnostici
Raro: aumento dell'azoto ureico, delle transaminasi e della fosfatasi alcalina nel siero; riduzione dell'emoglobina e dell'ematocrito. Diminuzione della concentrazione del calcio nel siero. Inibizione dell'aggregazione piastrinica e allungamento della durata delle emorragie.
Stabilità
Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare nella confezione originale e a temperature non superiori a 25°C. Dopo l'apertura, consumare entro 6 mesi. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
66932 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Mepha Pharma AG, Basel.
Stato dell'informazione
Gennaio 2025.
Numero interno della versione: 9.2
28955 — 12/09/2025