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TRAZODONE Sandoz cpr 50 mg

Sandoz Pharmaceuticals AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Trazodone Sandoz®

Sandoz Pharmaceuticals AG

Composizione

Principi attivi

Trazodoni hydrochloridum.

Sostanze ausiliarie

Trazodone Sandoz 50 mg:

Maydis amylum, lactosum monohydricum (corresp. 80,4 mg lactosum), povidonum K-30, calcii hydrogenophosphas, cellulosum microcristallinum, carboxymethylamylum natricum A (corresp. 0,504 mg natricum), magnesii stearas.

Trazodone Sandoz 100 mg:

Maydis amylum, lactosum monohydricum (corresp. 160,7 mg lactosum), povidonum K-30, calcii hydrogenophosphas, cellulosum microcristallinum, carboxymethylamylum natricum A (corresp. 1,080 mg natricum), magnesii stearas.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 compressa di Trazodone Sandoz da 50 mg contiene: 50 mg di trazodone cloridrato corresp. 45,5 mg trazodone.

1 compressa di Trazodone Sandoz da 100 mg (divisibile per quattro) contiene: 100 mg di trazodone cloridrato corresp. 91 mg trazodone.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Disturbi depressivi con o senza componente ansiosa.

Posologia/Impiego

L'uso del trazodone è limitato agli adulti.

Il trattamento dovrebbe essere iniziato con una somministrazione serale e con un aumento della dose giornaliera; i cicli di trattamento dovrebbero durare almeno un mese.

L'assunzione dopo i pasti riduce l'incidenza degli effetti collaterali legati al medicamento.

Le compresse di 100 mg sono divisibili per consentire un aumento/diminuzione graduale del dosaggio, in base alla gravità della malattia, al peso, all'età e alle condizioni generali del paziente. Se il dosaggio da prescrivere prevede l'assunzione di mezze compresse, le compresse devono essere divise con un tagliapillole in vendita in farmacia.

La brusca interruzione del trattamento deve essere evitata. Si suggerisce una riduzione graduale della dose giornaliera, in base alla durata del trattamento e alla dose somministrata.

Posologia abituale (adulti)

Dose iniziale: 75−150 mg/die, da somministrare in diverse dosi dopo i pasti oppure in una dose singola alla sera al momento di coricarsi.

Ad esempio:

1ª settimana: 100 mg/die

2ª settimana: 200 mg/die

Settimane successive: secondo necessità, la posologia può essere aumentata a 300 mg/die, da assumere in dose singola o frazionata. La dose più alta dovrebbe essere presa la sera al momento di coricarsi.

Nei pazienti ospedalizzati la dose può essere aumentata a 600 mg/die frazionati in più somministrazioni.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti anziani

Dose iniziale: 100 mg/die, da somministrare in dosi frazionate o come dose singola alla sera prima di coricarsi.

La posologia può essere aumentata, come prescritto dal medico, in base alla risposta clinica. La posologia non dovrebbe superare i 300 mg/die.

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica o renale

Vedere sezione «Avvertenze e misure precauzionali».

Bambini e adolescenti

Trazodone Sandoz non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni.

Controindicazioni

Ipersensibilità nota al trazodone o a uno qualsiasi degli eccipienti.

Intossicazione da alcool o da ipnotici e infarto miocardico acuto.

A causa della presenza di lattosio, questo medicinale è controindicato per i pazienti affetti da intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio (malattie ereditarie rare).

Dal momento che non è stata maturata alcuna esperienza clinica sull'uso di Trazodone Sandoz nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni, questo medicamento deve essere somministrato solo agli adulti.

Avvertenze e misure precauzionali

La depressione è associata a un aumento del rischio di pensieri suicidi, autolesionismo e suicidio. Durante un trattamento antidepressivo può verificarsi un aggravamento dei pensieri suicidi. L'analisi di studi controllati mostra inoltre che questo rischio è più elevato all'inizio del trattamento e, in generale, nei bambini e negli adolescenti.

Una meta-analisi di studi controllati condotti su adulti trattati con antidepressivi e un placebo di confronto ha mostrato un aumento del rischio di suicidio nelle persone sotto i 25 anni di età.

I pazienti trattati con antidepressivi devono quindi essere monitorati attentamente per rilevare i segni di peggioramento della depressione, in particolare del comportamento suicida, dell'inquietudine e dell'agitazione psicomotoria; questi sintomi si manifestano soprattutto all'inizio del trattamento e in corrispondenza delle modifiche della dose. Tuttavia, questo monitoraggio deve essere mantenuto anche dopo la sospensione del trattamento, in quanto tali sintomi possono indicare una crisi d'astinenza o l'insorgenza di una ricaduta.

È opportuno informare di questo rischio anche le persone vicine a questi pazienti e indicare loro come comportarsi in caso di comparsa di sintomi sospetti.

Il trattamento antidepressivo non è indicato per evitare un'ospedalizzazione a causa del pericolo autoinflitto per il paziente. Soprattutto all'inizio del trattamento, occorre prescrivere la confezione del medicamento più piccola disponibile al fine di ridurre il rischio di pericolo autoinflitto per il paziente.

Oltre alla depressione, altre diagnosi psichiatriche possono essere associate a un maggior rischio di comportamenti suicidi. In tali casi, occorre adottare le stesse misure precauzionali prese nell'ambito del trattamento della depressione.

Si raccomanda di prestare particolare attenzione al dosaggio e monitorare attentamente i pazienti che presentano i seguenti sintomi:

  • Pazienti epilettici: evitare bruschi incrementi o riduzioni della posologia.
  • Pazienti con disfunzioni epatiche o renali.
  • Pazienti con cardiopatie quali angina pectoris, disturbi della conduzione, blocchi AV di diverso grado, infarto miocardico recente.
  • Ipertiroidismo.
  • Disturbi della minzione quali ipertrofia prostatica, anche se non c'è motivo di temere effetti indesiderati in tal senso dato il trascurabile effetto anticolinergico del trazodone.
  • Glaucoma ad angolo chiuso e aumento della pressione intraoculare (sebbene non sia prevedibile un'alterazione importante dato il basso effetto anticolinergico del trazodone).

In caso di comparsa di ittero, il trattamento con il trazodone deve essere interrotto.

La somministrazione di antidepressivi in pazienti affetti da schizofrenia o altri disturbi psicotici può portare a un peggioramento dei sintomi psicotici. I pensieri paranoici possono intensificarsi. Durante il trattamento con il trazodone, un episodio depressivo può passare da una psicosi maniaco-depressiva a una fase maniacale. In questi casi, la terapia deve essere interrotta.

Durante la somministrazione concomitante con antidepressivi (ad es. antidepressivi triciclici, SSRI, SNRI e inibitori della MAO) e neurolettici, sono state descritte interazioni sotto forma di sindrome da serotoninergica e sindrome neurolettica maligna. Sono state segnalate sindromi neurolettiche maligne potenzialmente letali durante la somministrazione concomitante con neurolettici (per i quali sono stati descritti tali effetti indesiderati). Cfr. «Interazioni» ed «Effetti indesiderati».

Poiché l'agranulocitosi può manifestarsi con sintomi di influenza, mal di gola e febbre, si raccomanda di eseguire controlli ematologici in caso di comparsa di tali sintomi.

Durante l'assunzione del trazodone è stata segnalata l'ipotensione (incluse l'ipotensione ortostatica e la sincope). La somministrazione concomitante di un medicamento antipertensivo e del trazodone può richiedere una riduzione della posologia del medicamento antipertensivo.

Gli anziani sono spesso più sensibili agli effetti collaterali degli antidepressivi, in particolare all'ipotensione ortostatica e agli effetti anticolinergici.

Durante il trattamento con il trazodone, soprattutto se prolungato, si raccomanda di ridurre gradualmente il dosaggio prima di interrompere il trattamento al fine di ridurre al minimo il rischio di sintomi di astinenza (nausea, cefalea, malessere).

Non ci sono evidenze che il trazodone crei dipendenza.

Come con altri antidepressivi, anche per il trazodone sono stati segnalati molto raramente casi di prolungamento dell'intervallo QT. Si consiglia di prestare cautela in caso di somministrazione concomitante con altri medicamenti che prolungano l'intervallo QT. Il trazodone dovrebbe essere usato con cautela nei pazienti affetti da malattie cardiovascolari (specialmente quelle associate a prolungamento dell'intervallo QT).

I forti inibitori del CYP3A4 possono indurre un aumento dei livelli plasmatici del trazodone (cfr. «Interazioni»).

Come i medicamenti con attività alfa-adrenolitica, il trazodone è stato in casi molto rari associato al priapismo. Questo effetto collaterale può essere trattato con un'iniezione intracavernosa di una sostanza alfa-adrenergica come l'adrenalina o il metaraminolo. Tuttavia, sono stati segnalati casi di priapismo indotto dal trazodone che hanno richiesto un intervento chirurgico o che hanno portato a una disfunzione sessuale irreversibile. I pazienti che sviluppano questo effetto indesiderato devono interrompere immediatamente l'assunzione del trazodone.

Nei pazienti che assumono inibitori della ricaptazione della serotonina come il trazodone contemporaneamente ad agenti anticoagulanti e/o antipiastrinici, e nei pazienti con una nota tendenza al sanguinamento, si raccomanda cautela.

Sostanze ausiliarie

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente «senza sodio».

Questo medicamento contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.

Interazioni

Generali

Gli effetti sedativi delle sostanze antipsicotiche, ipnotiche, sedative, ansiolitiche e antistaminiche possono essere intensificati; in questi casi si consiglia di ridurne il dosaggio.

Il metabolismo degli antidepressivi viene accelerato a seguito dell'induzione di enzimi epatici da parte dei contraccettivi orali, della fenitoina, della carbamazepina e dei barbiturici. Il metabolismo degli antidepressivi è inibito dalla cimetidina e da alcune sostanze antipsicotiche.

Inibitori del CYP3A4

Studi in vitro sul metabolismo del medicamento suggeriscono potenziali interazioni in caso di somministrazione del trazodone in concomitanza con forti inibitori del CYP3A4 come l'eritromicina, il ketoconazolo, l'itraconazolo, il ritonavir, l'indinavir e il nefazodone.

Gli inibitori del CYP3A4 sembrano avere il potenziale di indurre un sostanziale aumento delle concentrazioni plasmatiche del trazodone. Studi su pazienti sani hanno dimostrato che una dose di 200 mg di ritonavir 2 volte al giorno aumenta più del doppio la concentrazione plasmatica del trazodone, causando nausea, sincope e ipotensione.

Pertanto, in caso di uso del trazodone insieme a un forte inibitore del CYP3A4, dovrebbero essere prese in considerazione dosi di trazodone inferiori.

Ad ogni modo, la somministrazione concomitante del trazodone con forti inibitori del CYP3A4 dovrebbe essere evitata il più possibile.

Carbamazepina

La carbamazepina riduce le concentrazioni plasmatiche del trazodone in caso di somministrazione concomitante. La somministrazione concomitante di carbamazepina alla dose di 400 mg/die ha indotto una diminuzione della concentrazione plasmatica del trazodone e del suo presunto metabolita attivo m-clorofenilpiperazina rispettivamente del 76% e 60%. I pazienti dovrebbero essere attentamente monitorati per accertare se è richiesto un aumento del dosaggio del trazodone.

Antidepressivi triciclici

La somministrazione concomitante dovrebbe essere evitata a causa del rischio di interazione. Il rischio di sindrome serotoninergica e di effetti indesiderati cardiovascolari dovrebbe essere preso in considerazione.

Fluoxetina

Durante la somministrazione concomitante con la fluoxetina, un inibitore del CYP1A2/2D6, sono stati segnalati rari casi di aumento dei livelli plasmatici del trazodone ed effetti indesiderati. Il meccanismo d'azione responsabile di questa interazione farmacocinetica non è stato completamente chiarito. Non è possibile escludere un'interazione farmacodinamica (sindrome serotoninergica).

Inibitori della monoamino ossidasi

Occasionalmente sono state segnalate interazioni possibilmente correlate con gli IMAO. Sebbene alcuni medici somministrino entrambi i medicamenti contemporaneamente, l'uso concomitante (o con un intervallo inferiore a 2 settimane dopo la sospensione del trattamento con queste sostanze) di trazodone e IMAO non è raccomandato. Non è raccomandata nemmeno la somministrazione di un IMAO entro una settimana dalla sospensione del trattamento con il trazodone.

Fenotiazine

Sono stati osservati casi gravi di ipotensione ortostatica durante l'uso concomitante con le fenotiazine (ad es. clorpromazina, flufenazina, levomepromazina, perfenazina).

Neurolettici

Durante la somministrazione concomitante con il trazodone sono stati segnalati casi di interazioni sotto forma di sindrome serotoninergica e sindrome neurolettica maligna.

Anestetici/miorilassanti

Il trazodone può intensificare gli effetti dei miorilassanti e degli anestetici per via inalatoria. Si consiglia di prestare cautela in caso di uso concomitante.

Alcol

Il trazodone potenzia gli effetti sedativi dell'alcool. Il consumo di alcool dovrebbe essere evitato durante il trattamento con il trazodone.

Levodopa

Gli antidepressivi possono accelerare il metabolismo della levodopa.

Anticoagulanti orali/agenti antiaggreganti

Cambiamenti nel tempo di protrombina sono stati riportati in pazienti che ricevono trazodone e warfarin contemporaneamente.

Sono state riportate alterazioni della funzione anticoagulante (valori di laboratorio e/o segni e sintomi clinici) con aumento del sanguinamento.

Altre

La somministrazione concomitante del trazodone con sostanze che prolungano l'intervallo QT può aumentare il rischio di aritmie ventricolari, in particolare di torsioni di punta. Si consiglia di prestare cautela quando queste sostanze vengono somministrate in concomitanza con il trazodone.

Poiché il trazodone è un inibitore molto debole della ricaptazione della noradrenalina e non altera l'effetto della tiramina sulla pressione sanguigna, l'interferenza con l'effetto ipotensivo di sostanze come la guanetidina è improbabile. Tuttavia, studi preclinici suggeriscono che il trazodone può inibire gli effetti acuti della clonidina.

Sebbene non siano state segnalate interazioni, si dovrebbe considerare la possibilità di un'intensificazione dell'effetto di altre sostanze antipertensive.

È stato segnalato un aumento dei livelli ematici di digossina e fenitoina in associazione al trazodone. In questi pazienti dovrebbe essere preso in considerazione un monitoraggio dei livelli sierici.

Gli effetti indesiderati possono essere più frequenti in caso di somministrazione concomitante di preparati a base di Hypericum perforatum.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Dai dati rilevati presso un numero limitato (<200) di gravidanze non sono emersi effetti indesiderati del trazodone sulla gravidanza. Attualmente non sono disponibili altri dati epidemiologici pertinenti. Negli studi preclinici è stata riscontrata una tossicità per la riproduzione in presenza di tossicità materna (cfr. «Dati preclinici»).

Il trazodone non dovrebbe essere somministrato durante la gravidanza, a meno che il trattamento non sia assolutamente necessario. Se il trazodone viene somministrato fino al parto, i neonati dovrebbero essere monitorati per il rischio di sindrome da astinenza.

Allattamento

Un numero limitato di dati indica che il passaggio del trazodone nel latte umano è ridotto. Tuttavia, non sono disponibili informazioni sulla quantità di metaboliti attivi escreti nel latte materno. A causa della mancanza di dati, il trazodone non dovrebbe essere somministrato durante l'allattamento oppure, in caso di trattamento con il trazodone, l'allattamento dovrebbe essere interrotto.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Come nel caso di altri medicamenti che agiscono sul SNC, i pazienti dovrebbero essere informati che il trazodone può influenzare l'attenzione e le condizioni psicomotorie necessarie per guidare un veicolo a motore, eseguire lavori pericolosi o impiegare macchinari complessi.

Effetti indesiderati

I seguenti sintomi (alcuni dei quali sono comunemente segnalati in caso di depressione non trattata) sono stati segnalati anche nei pazienti trattati con il trazodone.

Elenco degli effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:

«molto comune» (≥1/10)

«comune» (≥1/100, <1/10)

«non comune» (≥1/1000, <1/100)

«raro» (≥1/10'000, <1/1000)

«molto raro» (<1/10'000)

«non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Rari: discrasia ematica (comprese agranulocitosi, trombocitopenia, eosinofilia, leucopenia e anemia).

Patologie endocrine

Non comuni: sindrome da secrezione inappropriata di ormone antidiuretico (SIADH).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non comuni: calo ponderale, iponatriemia (lo stato dei fluidi e degli elettroliti dovrebbe essere monitorato nei pazienti sintomatici), anoressia, aumento dell'appetito.

Disturbi psichiatrici

Non comuni: pensieri o comportamenti suicidi (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»), stati confusionali, insonnia, disorientamento, mania, ansia, nervosismo, agitazione (che molto raramente può portare al delirio), illusione, comportamento aggressivo, allucinazioni, incubi, libido diminuita, sindrome da astinenza.

Patologie del sistema nervoso

Comuni: sonnolenza1).

Non comuni: sindrome serotoninergica, convulsioni, capogiri, vertigini, cefalea, calo dell'attenzione, agitazione, tremore, disturbo della memoria, mioclono, afasia espressiva, distonia, disgeusia.

Rari: parestesia.

Molto rari: sindrome maligna da neurolettici.

1) Il trazodone è un antidepressivo con proprietà sedative che nei primi giorni di trattamento può causare sonnolenza; quest'ultima scompare di solito con la prosecuzione del trattamento.

Patologie dell'occhio

Non comuni: disturbi della vista.

Patologie cardiache

Rari: aritmie cardiache2) (compresi torsione di punta, palpitazioni, contrazioni ventricolari premature, coppie ventricolari, tachicardia ventricolare), bradicardia, tachicardia, anomalie dell'ECG (prolungamento dell'intervallo QT: vedere anche la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

2) Dagli studi preclinici è emerso che il trazodone ha una cardiotossicità inferiore rispetto agli antidepressivi triciclici. Gli studi clinici suggeriscono che è meno probabile che il trazodone causi aritmie cardiache. Gli studi clinici condotti su pazienti affetti da una patologia cardiaca preesistente indicano che in alcuni pazienti il trazodone può essere aritmogenico.

Patologie vascolari

Non comuni: ipotensione ortostatica, ipertensione, sincope.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comuni: congestione nasale, dispnea.

Patologie gastrointestinali

Molto comuni: bocca secca (15−30%).

Non comuni: nausea, vomito, diarrea, dolore di stomaco, dispepsia, gastroenterite.

Rari: stipsi, ipersalivazione, ileo paralitico.

Patologie epatobiliari

Rari: disturbi della funzionalità epatica, a volte gravi (inclusi itterizia e danno delle cellule del fegato)*, colestasi intraepatica, aumento degli enzimi epatici.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comuni: eruzioni cutanee (rash), vampate di calore, prurito, iperidrosi.

Non nota: alopecia.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comuni: dolori degli arti, dolore dorsale, mialgia, artralgia.

Patologie renali e urinarie

Non comuni: disturbi della minzione, soprattutto ritenzione urinaria.

Non nota: incontinenza urinaria.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Molto rari: priapismo*.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comuni: debolezza, edema, sintomi di influenza, stanchezza, dolore al petto, febbre.

* In questi casi la terapia dovrebbe essere interrotta immediatamente.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

Effetti indesiderati segnalati con maggiore frequenza in caso di sovradosaggio: stordimento mentale, sonnolenza, nausea e vomito. Nei casi più gravi: coma, tachicardia, ipotensione, iponatriemia, convulsioni e arresto respiratorio. I sintomi cardiaci possono includere bradicardia, prolungamento dell'intervallo QT e torsione di punta. I sintomi possono comparire entro 24 ore o più dopo il sovradosaggio.

Un sovradosaggio di trazodone in combinazione con altri antidepressivi può causare sindrome serotoninergica.

Trattamento

Non esiste un antidoto specifico per il trazodone. La somministrazione di carbone attivo entro un'ora dall'insorgenza dei sintomi deve essere presa in considerazione per gli adulti che hanno ingerito più di 1 g di trazodone o per i bambini che hanno ingerito più di 150 mg di trazodone. L'alternativa costituita da un lavaggio gastrico può essere presa in considerazione negli adulti entro un'ora dall'assunzione di una dose potenzialmente letale. Monitorare il paziente per almeno 6 ore dopo l'ingestione (o 12 ore nel caso della formulazione retard). Monitorare la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e il punteggio sulla scala di Glasgow (Glasgow Coma Scale, GCS). In caso di punteggio GCS basso, monitorare la saturazione dell'ossigeno. Nei pazienti sintomatici è indicato il monitoraggio cardiaco.

Convulsioni brevi e isolate non richiedono alcun intervento. Trattare le convulsioni frequenti e prolungate con diazepam per via e.v. (0,1−0,3 mg/kg di peso corporeo) o lorazepam (4 mg/kg [adulti] e 0,05 mg/kg [bambini]). Se queste misure non consentono di controllare le crisi, può essere utile un'infusione e.v. di fenitoina. Somministrare ossigeno e, se necessario, correggere i disturbi dell'equilibrio acido-base e i disturbi metabolici.

In caso di ipotensione e sedazione eccessiva, dovrebbe essere avviato un trattamento sintomatico e di supporto. Se l'ipotensione grave persiste, occorre prendere in considerazione la somministrazione di sostanze inotrope (ad es. dopamina o dobutamina).

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N06AX05

Meccanismo d'azione

Il trazodone è un inibitore della ricaptazione della serotonina e un antagonista dei recettori 5-HT2, la cui attivazione è generalmente associata a insonnia, ansia, agitazione psicomotoria e patologie della funzione sessuale.

Farmacodinamica

A differenza di altre sostanze psicotrope, il trazodone non è controindicato in caso di glaucoma ad angolo aperto e di patologie delle vie urinarie: non ha effetti extrapiramidali e non potenzia la trasmissione adrenergica. Poiché il trazodone non possiede alcuna attività anticolinergica, non ha gli effetti tipici degli antidepressivi triciclici sulle funzioni cardiache.

Efficacia clinica

Il trazodone è un derivato della triazolopiridina efficace nel trattamento dei disturbi depressivi, compresa la depressione con componente ansiosa e anomalie del sonno, ed è caratterizzato da una rapida insorgenza d'azione (circa 1 settimana).

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo una dose singola orale di 100 mg a pazienti giovani, viene raggiunta una Cmax di 1,2 µg/ml con Tmax = 1 h. L'AUC0-∞ è 7,3 µg/ml/h.

Dal confronto delle aree sotto le curve di concentrazione plasmatica dopo la somministrazione i.v. e orale non è emersa alcuna differenza significativa. L'assorbimento dopo la somministrazione orale corrisponde praticamente al 100%.

Distribuzione

Il legame alle proteine è di circa il 95% e il volume di distribuzione è di circa 0,8 l/kg di peso corporeo.

Metabolismo

Il trazodone è ampiamente metabolizzato nell'organismo e solo lo 0,1% viene escreto nelle urine. La principale via metabolica è rappresentata dai prodotti di ossidazione (e relativi coniugati) e di idrolisi.

Studi in vitro sui microsomi epatici umani mostrano che il trazodone è metabolizzato principalmente dal citocromo P4503A4 (CYP3A4) in m-clorofenilpiperazina.

Eliminazione

Emivita di eliminazione: 6,6 h.

I metaboliti del trazodone sono eliminati principalmente per via renale, rallentato nei pazienti anziani.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Pazienti anziani

Negli anziani, l'eliminazione è rallentata: dopo una singola dose di 100 mg viene raggiunta una Cmax di 1,6 µg/ml con Tmax di circa 1,5 h. L'AUC0-∞ è 17 µg/ml/h. Dopo somministrazione ripetuta Tmax e AUC rimangono praticamente invariati e la Cmax è di circa 2 µg/ml.

Emivita di eliminazione: 9−11 h.

Dati preclinici

Tossicità acuta

DL50 del trazodone per via orale: 610 mg/kg nel topo, 486 mg/kg nel ratto e 560 mg/kg nel coniglio.

Effetti osservati: sedazione, salivazione, ptosi delle palpebre e convulsioni cloniche.

Tossicità cronica

Sono stati condotti studi subcronici nel ratto, nel coniglio e nel cane e studi cronici nel ratto, nel cane e nella scimmia, con la somministrazione orale delle seguenti dosi:

  • nel ratto: tra 15 e 450 mg/kg/die.
  • nel coniglio: tra 15 e 100 mg/kg/die.
  • nel cane: tra 3 e 100 mg/kg/die.
  • nella scimmia: tra 20 e 80 mg/kg/die.

Effetti osservati

Nel ratto: ipertrofia degli epatociti e del reticolo endoplasmatico liscio, con conseguente epatomegalia, dovuta a un meccanismo di disintossicazione e non interpretabile come un evento patologico. Le dosi letali hanno prodotto gli stessi effetti della tossicità acuta. NOEL (No Observed Adverse Effect Level): 30 mg/kg/die.

Nel coniglio: solo una depressione a livello del SNC. NOEL: 50 mg/kg/die.

Nel cane: potenziamento degli effetti di un'intossicazione acuta. NOEL: 10 mg/kg/die.

Nella scimmia (che è sembrata più resistente del cane): solo disturbi farmacodinamici. NOEL: 20 mg/kg/die.

Teratogenicità

Nel ratto, a dosi fino a 300 mg/kg/die non sono stati osservati effetti sulla fertilità. Aumento degli effetti letali sull'embrione a dosi tossiche per l'organismo materno (300−450 mg/kg/die).

Nel coniglio, effetti letali sull'embrione e rari casi di anomalie congenite sono stati osservati solo a dosi tossiche nelle madri (150−450 mg/kg/die).

L'assenza di effetti diretti sull'embrione è confermata nel ratto da studi sul passaggio placentare del trazodone: nei tessuti embrionali e nel liquido amniotico è stata osservata solo una concentrazione trascurabile del principio attivo. Studi perinatali e postnatali nel ratto hanno mostrato una riduzione del peso corporeo nei neonati solo a dosi superiori a 30 mg/kg/die.

Mutagenicità

I test in vitro e in vivo (test del micronucleo nel topo, analisi della metafase cromosomica nel ratto) non hanno evidenziato effetti mutageni.

Cancerogenicità

Da studi condotti nel topo e nel ratto non è emerso alcun potenziale cancerogeno.

Antigenicità

Nessuna.

Cardiotossicità

Gli effetti cardiovascolari sono stati studiati nel ratto, nella cavia, nel gatto e nel cane. Non sono state osservate variazioni nell'ECG a dosi non ipotensive.

Effetto ormonale

Dosi singole di 20 mg/kg nel ratto hanno causato un lieve aumento della prolattina. Tale effetto è scomparso con la somministrazione cronica.

Dipendenza

Due studi condotti nel ratto hanno escluso potenziali effetti di farmacodipendenza.

Altre indicazioni

Influenza su metodi diagnostici

Interferenza con gli esami delle urine

Nell'utilizzo di dosaggi immunologici per lo screening dei farmaci nelle urine, una reattività di un metabolita del trazodone, la meta-clorofenilpiperazina (m-CPP), una molecola strutturalmente simile alla metilenediossimetamfetamina (MDMA, ecstasy), può portare a una falsa positività per l'amfetamina. In tal caso si raccomanda di eseguire un'analisi di conferma con tecniche di spettrometria di massa (MS).

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare nella confezione originale, non al di sopra di 25°C, al riparo dalla luce e dall'umidità e fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

66504 (Swissmedic)

Titolare dell’omologazione

Sandoz Pharmaceuticals S.A., Risch; domicilio: Rotkreuz

Stato dell'informazione

Giugno 2023

2871114/08/2024