ELIGARD plateaux thermo 45 mg aigui sécuri
Recordati AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Eligard
Composizione
Principi attivi
Eligard 7,5 mg
Leuprorelina acetato
Eligard 22,5 mg
Leuprorelina acetato
Eligard 45 mg
Leuprorelina acetato
Sostanze ausiliarie
Eligard 7,5 mg
Poli (DL-lactide-co-glicolide) 50/50, N-metil-2-pirrolidone.
Eligard 22,5 mg
Poli (DL-lactide-co-glicolide) 75/25, N-metil-2-pirrolidone.
Eligard 45 mg
Poli (DL-lactide-co-glicolide) 85/15, N-metil-2-pirrolidone.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Polvere e solvente per sospensione iniettabile a rilascio prolungato (s.c.)
Un sistema di siringhe precollegate composto da:
Siringa preriempita con la polvere (siringa B):
Eligard 7,5 mg
7,5 mg* di leuprorelina acetato (polvere sterile)
Eligard 22,5 mg
22,5 mg* di leuprorelina acetato (polvere sterile)
Eligard 45 mg
45 mg* di leuprorelina acetato (polvere sterile)
*In ciascuna siringa è contenuta un'eccedenza della sostanza attiva, per compensare i residui della sospensione rimasti nella siringa e nell'ago dopo la somministrazione.
Siringa preriempita con il solvente (siringa A):
Eligard 7,5 mg
242,5 mg** di soluzione sterile per sospensione iniettabile a rilascio prolungato.
Dopo la preparazione della sospensione iniettabile a rilascio prolungato, viene somministrata una quantità di 7,5 mg di leuprorelina acetato, se l'uso è corretto (vedere «Altre indicazioni»).
Eligard 22,5 mg
352,5 mg** di soluzione sterile per sospensione iniettabile a rilascio prolungato.
Dopo la preparazione della sospensione iniettabile a rilascio prolungato, viene somministrata una quantità di 22,5 mg di leuprorelina acetato, se l'uso è corretto (vedere «Altre indicazioni»).
Eligard 45 mg
330 mg** di soluzione sterile per soluzione iniettabile.
Dopo la preparazione della sospensione iniettabile a rilascio prolungato, viene somministrata una quantità di 45 mg di leuprorelina acetato, se l'uso è corretto (vedere «Altre indicazioni»).
**In ciascuna siringa è contenuta un'eccedenza di solvente, per compensare i residui di sospensione rimasti nella siringa e nell'ago dopo la somministrazione.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Carcinoma della prostata: terapia palliativa sintomatica del carcinoma della prostata avanzato ormono-dipendente.
Posologia/Impiego
Eligard 7,5 mg/22,5 mg/45 mg viene somministrato tramite iniezione sottocutanea rispettivamente una volta ogni 1, 3 e 6 mesi. La sospensione iniettata forma un consistente deposito del principio attivo e consente, quindi, il rilascio continuo di leuprorelina acetato per 1, 3 o 6 mesi. Di norma, la terapia del carcinoma della prostata avanzato richiede un trattamento a lungo termine che non deve essere interrotto in caso di remissione o miglioramento dei sintomi. Eligard deve essere somministrato solo sotto il controllo di un medico esperto in oncologia, come ad esempio un urologo.
La risposta a Eligard deve essere monitorata utilizzando parametri clinici e determinando i livelli sierici di antigene prostatico specifico (PSA).
Studi clinici hanno dimostrato che i livelli di testosterone aumentavano durante i primi 3 giorni di trattamento nella maggior parte dei pazienti non sottoposti a orchiectomia e, in seguito, scendevano al di sotto dei livelli in seguito a castrazione iatrogena entro 3-4 settimane. Una volta raggiunti livelli simili a quelli della castrazione, questi venivano mantenuti per tutta la durata della terapia. Se il paziente risponde in modo non ottimale alla terapia, si raccomanda di verificare se i livelli sierici di testosterone hanno raggiunto l'intervallo di castrazione e se rimangono a tali livelli.
Nei pazienti non sottoposti a orchiectomia con carcinoma della prostata metastatico resistente alla castrazione cui viene somministrato un analogo del GnRH (come la leuprorelina) e per i quali è indicato il trattamento con un inibitore della biosintesi degli androgeni o un inibitore del recettore degli androgeni, il trattamento con analoghi del GnRH può essere continuato.
Somministrazione
Il contenuto delle due siringhe preriempite sterili deve essere miscelato immediatamente prima della somministrazione sottocutanea di Eligard. Deve essere sempre evitata un'iniezione accidentale endoarteriosa o endovenosa.
Preparazione della soluzione/sospensione pronta per l'uso: cfr. «Altre indicazioni», «Indicazioni sulla preparazione della sospensione iniettabile».
Il sito di iniezione deve essere cambiato ogni volta.
Raccomandazioni posologiche speciali
Bambini e adolescenti
Non sono disponibili dati sull'uso nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni.
Pazienti anziani
Non è necessario alcun aggiustamento della dose in funzione dell'età.
Disturbi della funzionalità epatica o renale
Non sono stati effettuati studi clinici nei pazienti con insufficienza epatica o renale.
Controindicazioni
•Pazienti sottoposti a orchiectomia (gli analoghi del GnRH non inducono una riduzione dei livelli sierici di testosterone nella castrazione chirurgica)
•Singolo trattamento nei pazienti con carcinoma della prostata con compressione del midollo spinale o segni di metastasi nel midollo spinale (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»)
•Donne e bambini
•Ipersensibilità alla gonadorelina (GnRH), agli analoghi del GnRH o alla leuprorelina acetato o a uno qualsiasi delle sostanze ausiliarie del preparato
Avvertenze e misure precauzionali
Ipertensione endocranica idiopatica
In pazienti a cui viene somministrata leuprorelina è stata segnalata ipertensione endocranica idiopatica (Pseudotumor cerebri). I pazienti devono essere informati dei segni e dei sintomi dell'ipertensione endocranica idiopatica, tra i quali cefalee forti o ricorrenti, disturbi visivi e tinnito. Se compare un'ipertensione endocranica idiopatica, è necessario prendere in considerazione la sospensione della leuprorelina.
Reazioni avverse cutanee serie
In associazione al trattamento con leuprorelina sono state riportate reazioni avverse cutanee serie (severe cutaneous adverse reactions, SCAR), inclusa la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN), che possono essere pericolose per la vita o letali. Al momento della prescrizione, i pazienti devono essere informati dei segni e sintomi e monitorati attentamente per reazioni cutanee avverse serie. Se si manifestano segni e sintomi di tali reazioni, la leuprorelina deve essere immediatamente interrotta e, se necessario, deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo.
Malattie cardiovascolari
In diversi studi epidemiologici estesi, condotti su pazienti con carcinoma della prostata, si è osservato un aumento del rischio di infarto miocardico e ictus correlato all'utilizzo di agonisti del GnRH. Il rischio deve essere attentamente valutato insieme a qualsiasi altro fattore di rischio cardiovascolare (ipertensione, diabete, ipercolesterolemia) eventualmente presente, quando si stabilisce il regime di trattamento per un paziente con carcinoma della prostata. Durante il trattamento con agonisti del GnRH, la pressione arteriosa, la glicemia e i lipidi sierici devono essere regolarmente monitorati e il paziente deve essere controllato per verificare la presenza di possibili sintomi di malattie cardiovascolari. I fattori di rischio già presenti devono essere trattati secondo le relative linee guida.
Effetti sull'intervallo QT
La terapia di deprivazione androgenica può prolungare l'intervallo QT. Nei pazienti con una storia di prolungamento dell'intervallo QT o nei pazienti con fattori di rischio per il prolungamento dell'intervallo QT, nonché nei pazienti che assumono in concomitanza altri medicamenti che possono prolungare l'intervallo QT (vedere «Interazioni»), prima di iniziare il trattamento con Eligard il medico curante deve valutare accuratamente il rapporto rischio/beneficio, tenendo conto della possibile comparsa di torsioni di punta.
In associazione all'uso di agonisti del GnRH, negli uomini è stato inoltre segnalato un rischio aumentato di morte cardiaca improvvisa.
Apoplessia ipofisaria
Durante la vigilanza del mercato, è stata raramente segnalata apoplessia ipofisaria (sindrome clinica secondaria di infarto dell'ipofisi) dopo la somministrazione di agonisti dell'ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH). Nella maggior parte di questi casi era presente un adenoma ipofisario. La maggior parte dei casi si è manifestata entro 2 settimane dalla somministrazione della prima dose, alcuni casi entro la prima ora. I possibili sintomi di apoplessia ipofisaria comprendono cefalee improvvise, vomito, alterazioni visive, oftalmoplegia, stato mentale alterato e, non comune, collasso cardiovascolare. È necessario un intervento medico immediato.
Per questo motivo, gli agonisti del GnRH non devono essere utilizzati se è noto un adenoma ipofisario.
Rischio di suicidio: nei pazienti trattati con agonisti del GnRH sussiste un rischio aumentato di insorgenza di depressione (che può essere grave). I pazienti con depressione preesistente possono essere a rischio di suicidio.
Andamento dei livelli di testosterone e complicanze all'inizio della terapia
Come altri analoghi del GnRH, Eligard porta a un aumento temporaneo delle concentrazioni sieriche di testosterone, diidrotestosterone e fosfatasi acida durante la prima settimana di trattamento. Può pertanto verificarsi un peggioramento dei sintomi o la manifestazione di nuovi sintomi, tra cui dolore osseo, neuropatia, ematuria o ostruzione degli ureteri o del meato vescicale (cfr. «Effetti indesiderati»). Questi sintomi regrediscono con la prosecuzione della terapia.
Si può valutare la somministrazione aggiuntiva di antiandrogeni idonei 3 giorni prima dell'inizio del trattamento e la sua continuazione per 2-3 settimane, al fine di attenuare le possibili conseguenze dell'aumento iniziale di testosterone e del peggioramento dei sintomi clinici. Una certa percentuale di pazienti sviluppa tumori non ormono-dipendenti. La mancanza di miglioramento clinico nonostante un'adeguata soppressione del testosterone suggerisce che il paziente potrebbe non trarre beneficio dalla terapia con Eligard. Dopo la castrazione chirurgica, Eligard non dà luogo a ulteriori abbassamenti dei livelli sierici di testosterone negli uomini. Le decisioni sulla prosecuzione della terapia devono essere prese in conformità con le attuali linee guida terapeutiche.
Densità ossea/rischio di frattura
Nella letteratura medica, è stata riportata una riduzione della densità ossea (BMD) negli uomini dopo orchiectomia o dopo terapia con analoghi del GnRH. Il rischio di una riduzione della BMD aumenta soprattutto se sussistono altri fattori di rischio di l'osteoporosi, come l'età avanzata, l'abuso di nicotina e alcol, il sovrappeso o un'attività fisica insufficiente.
Durante la terapia antiandrogenica, sussiste un rischio significativamente aumentato di fratture correlate all'osteoporosi. Su questo tema sono disponibili solo dati limitati. In vari studi, si sono osservate fratture correlate all'osteoporosi nel 5 % dei pazienti dopo 22 mesi di terapia farmacologica di deprivazione androgenica e nel 4 % dei pazienti dopo 5-10 anni di trattamento.
Alterazioni metaboliche
Negli uomini trattati con agonisti del GnRH, si sono osservati iperglicemia e un aumento del rischio di sviluppare diabete mellito. L'iperglicemia può essere un segno di un nuovo sviluppo del diabete mellito o di un peggioramento del controllo della glicemia in pazienti con diabete preesistente. Nei pazienti a cui vengono somministrati agonisti del GnRH, la glicemia e/o l'emoglobina glicosilata (HbA1c) devono essere regolarmente monitorate ed eventualmente devono essere trattate secondo la pratica clinica abituale. Le alterazioni metaboliche associate all'uso di agonisti del GnRH possono anche includere la steatosi epatica.
Convulsioni
Sono state effettuate segnalazioni post-marketing di convulsioni in pazienti trattati con leuprorelina acetato, sia con che senza predisposizione. Le convulsioni devono essere portate sotto controllo secondo gli attuali standard clinici.
Ulteriori misure precauzionali
In associazione con gli analoghi del GnRH, sono stati segnalati casi di ostruzione degli ureteri e compressione del midollo spinale, che possono portare a paralisi con o senza complicanze fatali. Se si sviluppano compressione del midollo spinale o disturbi della funzionalità renale, deve essere iniziata la terapia standard per queste complicanze. I pazienti con metastasi vertebrali e/o cerebrali o con ostruzione delle vie urinarie devono essere attentamente monitorati durante le prime settimane di terapia, se possibile in ambiente ospedaliero.
Avvertenze speciali
Se il prodotto non viene preparato correttamente (ricostituzione), l'efficacia clinica può essere insufficiente. La manipolazione viene descritta nella sezione «Altre indicazioni». Una torsione eccessiva del mozzo dell'ago di sicurezza durante la ricostituzione può portare alla rottura del mozzo dell'ago e alla conseguente fuoriuscita del medicamento durante l'iniezione, nonché a un potenziale rischio di inefficacia dovuto al sottodosaggio. Se si sospetta una manipolazione impropria di Eligard, devono essere monitorati i livelli di testosterone. Questo monitoraggio deve essere adattato individualmente al paziente (vedere il capitolo «Andamento dei livelli di testosterone e complicanze all'inizio della terapia»).
Interazioni
Non sono stati condotti studi di interazione farmacocinetica con Eligard. Al momento non ci sono segnalazioni di possibili interazioni della leuprorelina acetato con altri medicamenti.
Poiché la terapia di deprivazione androgenica può portare a un prolungamento dell'intervallo QT, inclusa la comparsa di torsioni di punta, deve essere attentamente valutata la co-somministrazione di Eligard con medicamenti che possono portare a un prolungamento dell'intervallo QT o torsioni di punta, come gli antiaritmici di classe IA (p. es. chinidina , disopiramide) o di classe III (p. es. amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide), metadone, moxifoxacina, antipsicotici ecc. Vedere «Avvertenze e misure precauzionali».
Gravidanza/Allattamento
Non pertinente, perché Eligard è controindicato nelle donne.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati condotti studi specifici sugli effetti di Eligard sulla capacità di guidare e di usare macchinari. Tuttavia, la capacità di guidare e di usare macchinari può essere limitata a causa di affaticamento, vertigini e disturbi visivi, osservati durante la terapia, o a causa della malattia di base.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati osservati con Eligard sono dovuti principalmente all'effetto farmacologico specifico della leuprorelina acetato, cioè l'aumento o la diminuzione di determinate concentrazioni ormonali. Gli effetti indesiderati più comunemente descritti sono vampate di calore, malessere, stanchezza e irritazione locale transitoria nel sito di iniezione. Vampate di calore lievi o moderate compaiono in circa il 58 % dei pazienti.
Per quanto riguarda la frequenza degli effetti indesiderati, viene fatta una distinzione tra molto comune (≥1/10), comune (≥1/100<1/10), non comune (≥1/1000<1/100), raro (≥1/10 000<1/1000) o molto raro (<1/10 000) o «non nota» (basata principalmente su segnalazioni spontanee provenienti dalla vigilanza del mercato, la frequenza esatta non può quindi essere stimata). Negli studi clinici si sono osservati i seguenti effetti indesiderati:
Infezioni ed infestazioni
Comune: nasofaringite.
Non comune: infezione del tratto urinario, infezione cutanea locale.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Comune: alterazioni ematologiche, prolungamento del tempo di coagulazione, anemia.
Non comune: prolungamento del tempo di protrombina.
Patologie endocrine
Non nota: apoplessia ipofisaria (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comune: anoressia.
Non comune: aumento di peso, peggioramento del diabete mellito, aumento dei trigliceridi sierici.
Disturbi psichiatrici
Non comune: sogni anormali, depressione, perdita della libido.
Non nota: suicidalità.
Patologie del sistema nervoso
Comune: ipoestesia.
Non comune: vertigini, cefalee, insonnia, disturbi del gusto e dell'olfatto.
Raro: movimenti involontari anomali, amnesia.
Non nota: ipertensione endocranica idiopatica (pseudotumor cerebri), attacchi ischemici transitori.
Patologie dell'occhio
Non nota: disturbi visivi.
Patologie cardiache e vascolari
Molto comune: vampate di calore, vasodilatazione.
Comune: angina pectoris, tachicardia, aritmie, extrasistoli ventricolari, linfedema.
Non comune: ipotensione, ipertensione, insufficienza cardiaca, bradicardia, disturbo della circolazione periferica, tromboflebite.
Raro: palpitazione, sincope e collasso, embolia polmonare.
Non nota: prolungamento dell'intervallo QT, variazioni dell'ECG (ad es. segni di ischemia miocardica), soffi cardiaci, infarto miocardico, blocco AV, trombosi, ictus, morte cardiaca improvvisa (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: rinorrea, dispnea.
Non nota: malattia polmonare interstiziale.
Patologie gastrointestinali
Comune: nausea, diarrea, gastroenterite/colite.
Non comune: stipsi, secchezza delle fauci, dispepsia, vomito.
Raro: flatulenza, eruttazioni.
Patologie epatobiliari
Non comune: aumento dell'alanina aminotransferasi.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto comune: ecchimosi, eritema.
Comune: prurito, disturbi della pigmentazione.
Non comune: cute fredda e umida, cute secca.
Raro: alopecia, eruzione cutanea, rash cutaneo.
Non nota: sindrome di Stevens-Johnson/necrolisi epidermica tossica (SJS/TEN), eruzione cutanea tossica, eritema multiforme.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Comune: aumento della creatininfosfochinasi nel sangue, rigidità muscolare, artralgie, dolore delle estremità, mialgie.
Raro: mal di schiena, crampi muscolari.
Patologie renali e urinarie
Comune: minzione difficoltosa, minzione rara, disuria, nicturia, oliguria, urgenza urinaria aumentata.
Non comune: spasmi della vescica, ematuria, aumento della frequenza della minzione, ritenzione urinaria, incontinenza urinaria.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Comune: sensibilità mammaria, ginecomastia, atrofia testicolare, dolori testicolari, infertilità, disfunzione erettile, ridotte dimensioni del pene.
Non comune: impotenza, disturbi dei testicoli.
Raro: dolori al petto.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune: stanchezza; nel sito di iniezione: bruciore e parestesie.
Comune: malessere, sudorazioni notturne, debolezza; sul sito di iniezione: formicolio, dolore ed ematoma.
Comune: letargia, maggiore sudorazione, dolore, febbre; nel sito di iniezione: prurito, indurimento.
Raro: edemi periferici; sul sito di iniezione: ulcerazione.
Molto raro: sul sito di iniezione: necrosi.
Altri eventi indesiderati segnalati in associazione con il trattamento con leuprorelina acetato includono, tra gli altri, leucopenia, trombocitopenia, alterazioni della tolleranza al glucosio, debolezza muscolare, brividi e sensibilità cutanea, atrofia muscolare (con l'uso a lungo termine) e convulsioni. In rari casi sono state segnalate reazioni anafilattiche/anafilattoidi in seguito all'uso di analoghi del GnRH.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Eligard non presenta potenziale di abuso ed è improbabile un sovradosaggio intenzionale. Nella pratica clinica, non si sono osservati casi di abuso o sovradosaggio con leuprorelina acetato. In caso di eventuale esposizione eccessiva, il paziente deve essere attentamente monitorato e deve essere iniziato un trattamento sintomatico.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
L02AE02
Gruppo farmacoterapeutico: terapia endocrina, analogo del GnRH.
Meccanismo d'azione
La leuprorelina acetato è un nonapeptide sintetico e un analogo dell'ormone di rilascio delle gonadotropine presente in natura (GnRH), che nella somministrazione continua inibisce la secrezione di gonadotropine dall'ipofisi e sopprime la formazione testicolare di steroidi negli individui di sesso maschile. Questo effetto è reversibile con l'interruzione del trattamento. Tuttavia, questo analogo è più potente dell'ormone naturale e il tempo necessario per ripristinare i livelli di testosterone può variare a seconda del paziente.
Farmacodinamica
L'utilizzo di leuprorelina acetato determina un aumento iniziale delle concentrazioni circolanti dell'ormone luteinizzante (LH) e dell'ormone follicolo stimolante (FSH), portando a un incremento temporaneo dei livelli sierici di steroidi gonadici, testosterone e diidrotestosterone negli individui di sesso maschile. La somministrazione continua di leuprorelina acetato porta a una diminuzione delle concentrazioni di LH e FSH. Negli uomini il livello di testosterone si riduce a valori inferiori alla soglia di castrazione (≤50 ng/dL). Questi cambiamenti si raggiungono entro 3-5 settimane dall'inizio della terapia con Eligard 7,5 mg / 22,5 mg / 45 mg. I livelli medi di testosterone dopo 6 mesi sono rispettivamente di 6,1 (± 0,4) ng/dL, 10,1 (± 0,7) ng/dL e 10,4 (± 0,53) ng/dL, valori paragonabili a quelli dopo orchiectomia bilaterale.
Efficacia clinica
Tutti i pazienti, tranne uno, che avevano ricevuto una dose totale di 45 mg di leuprorelina hanno raggiunto il livello di castrazione entro 4-6 settimane. Nella grande maggioranza dei pazienti, i livelli di testosterone sono scesi al di sotto di 20 ng/dL, sebbene il beneficio di livelli così bassi non sia stato ancora dimostrato. Studi a lungo termine hanno dimostrato che, con la terapia continua, le concentrazioni di testosterone rimangono al di sotto della soglia di castrazione fino a sette anni (e probabilmente indefinitamente).
Durante gli studi clinici, le dimensioni del tumore non sono state misurate direttamente, ma la risposta del tumore al trattamento con Eligard è stata dimostrata indirettamente da una diminuzione dei livelli medi di PSA, rispettivamente del 94 %, 98 % e 97 % nell'arco di 6 mesi.
Farmacocinetica
Assorbimento
Nei pazienti con carcinoma della prostata avanzato, le concentrazioni sieriche medie di leuprorelina a 5, 4,6 e 4,4 ore dalla prima iniezione erano rispettivamente 25,3 ng/mL, 127 ng/mL e 82 ng/mL (Cmax). Dopo un aumento iniziale, a seguito di ciascuna iniezione (plateau di 2-28 giorni, 3-84 giorni e 3-168 giorni dopo ciascuna iniezione), le concentrazioni sieriche sono rimaste relativamente costanti (0,2-2 ng/mL). Non ci sono stati segni di accumulo significativo durante la somministrazione ripetuta.
Distribuzione
Il volume medio di distribuzione della leuprorelina allo stato stazionario dopo l'iniezione in bolo endovenoso in volontari maschi sani era di 27 L. Il legame alle proteine plasmatiche umane in vitro variava dal 43 % al 49 %.
Metabolismo
Il metabolismo della leuprorelina non è stato studiato.
Eliminazione
Con Eligard non sono stati condotti studi sull'eliminazione del principio attivo. Dopo l'iniezione endovenosa di un bolo di 1 mg di leuprorelina acetato in soggetti maschi sani, è stata riscontrata una clearance sistemica media pari a 8,34 L/h, con un'emivita di eliminazione di circa 3 ore sulla base di un modello a due camere.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Non sono stati condotti studi sull'eliminazione del principio attivo con Eligard.
Dati preclinici
Gli studi preclinici condotti con leuprorelina acetato hanno dimostrato gli effetti attesi sul sistema riproduttivo derivanti dalle proprietà farmacologiche in entrambi i sessi. Questi effetti erano reversibili dopo l'interruzione del trattamento e un periodo di rigenerazione. La leuprorelina acetato non presenta teratogenicità. Nel coniglio si è osservata embriotossicità/letalità a causa delle proprietà farmacologiche della leuprorelina acetato sul sistema riproduttivo.
Studi di cancerogenicità sono stati condotti sul ratto e sul topo per 24 mesi. Nel ratto si sono osservati adenomi ipofisari dose-dipendenti dopo l'iniezione sottocutanea a dosi comprese tra 0,6 e 4 mg/kg/giorno. Poiché nel topo non si è osservato alcun effetto di questo tipo, l'effetto osservato nel ratto è considerato specie-specifico e non rilevante per l'uomo.
La leuprorelina acetato non si è rivelata mutagena in vitro e in vivo.
Altre indicazioni
Incompatibilità
La leuprorelina contenuta nella siringa B deve essere miscelata esclusivamente con il solvente contenuto nella siringa A. Non deve essere miscelata con altri medicamenti.
Influenza sui metodi diagnostici
Nessun dato disponibile.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Eligard deve essere conservato nella confezione originale, in frigorifero (a 2-8 °C) e fuori dalla portata dei bambini. Una volta tolto dal frigorifero, il prodotto può essere conservato nella sua confezione originale a temperatura ambiente (non superiore a 25 °C) per un massimo di 4 settimane. Dopo l'apertura della confezione traypack, la polvere e il solvente per la sospensione iniettabile devono essere immediatamente ricostituiti e somministrati al paziente. La stabilità fisico-chimica è stata dimostrata per 30 minuti a 25 °C. Nel corso del tempo, la viscosità della sospensione aumenta.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare il medicamento fuori dalla portata dei bambini.
Dopo l'apertura della confezione traypack termoformata, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente.
Conservare nella confezione originale in frigorifero (2-8 °C).
Indicazione sulla preparazione della sospensione iniettabile
Le due siringhe preriempite devono essere miscelate immediatamente prima dell'iniezione sottocutanea. Il prodotto deve essere a temperatura ambiente prima dell'iniezione e deve pertanto essere tolto dal frigorifero circa 30 minuti prima dell'uso.
Per prima cosa, il paziente deve essere preparato per l'iniezione. La sospensione iniettabile deve quindi essere prodotta secondo le seguenti istruzioni:
Indicazioni per la manipolazione
Fase 1: lasciare che il preparato si riscaldi prima a temperatura ambiente.
Su un piano di lavoro pulito, aprire la confezione in vassoio, staccando la pellicola agli angoli per rimuovere il contenuto. Smaltire il sacchetto contenente l'essiccante. Prelevare il sistema di siringhe precollegate (Figura 1.1) dalla confezione in vassoio. Aprire la confezione con l'ago di sicurezza (per Eligard 7,5 mg/22,5 mg: Figura 1.2) (per Eligard 45 mg: Figura 1.3) tirando via la linguetta di carta. Nota: la siringa A e la siringa B devono essere sfalsate l'una dall'altra sul raccordo.
Figura 1.1 Contenuto della confezione in vassoio: sistema di siringhe precollegate | Figura 1.1 Contenuto della confezione in vassoio: sistema di siringhe precollegate
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Eligard 7,5 mg / 22,5 mg | Eligard 45 mg |
Figura 1.2 Al di sotto della confezione in vassoio: ago di sicurezza con cappuccio |
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Eligard 7,5 mg / 22,5 mg |
Figura 1.3 Al di sotto della confezione in vassoio: ago di sicurezza con cappuccioAl di sotto della confezione in vassoio: ago di sicurezza con cappuccio |
Eligard 45 mg |
Fase 2: prendere il pulsante di bloccaggio del raccordo tra un dito e il pollice e premerli insieme (Figura 2) finché non si sente un rumore. Le due siringhe sono ora in linea. Non è richiesto alcun orientamento speciale del sistema di siringhe per attivare il raccordo. Non piegare il sistema di siringhe (il piegamento potrebbe causare un lieve svitamento delle siringhe, con conseguente fuoriuscita di liquido).
Figura 2
| Figura 2
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Eligard 7,5 mg / 22,5 mg | Eligard 45 mg |
Fase 3: tenere le siringhe in posizione orizzontale e premere il contenuto liquido della siringa A nella polvere di leuprorelina acetato contenuta nella siringa B. Miscelare accuratamente il prodotto per 60 cicli, spingendo con cautela il contenuto di entrambe le siringhe avanti e indietro in posizione orizzontale (per un ciclo, premere prima il pistone della siringa A e poi il pistone della siringa B una volta) per ottenere una soluzione omogenea e viscosa (Figura 3). Non piegare il sistema di siringhe (il piegamento potrebbe causare un lieve svitamento delle siringhe, con conseguente fuoriuscita di liquido).
Figura 3
| Figura 3
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Eligard 7,5 mg / 22,5 mg | Eligard 45 mg |
Dopo un'accurata miscelazione, si ottiene una soluzione viscosa, incolore, bianca o marrone chiara (sono possibili sfumature dal bianco al giallo pallido).
Importante: dopo la miscelazione, passare immediatamente alla fase successiva, in quanto la viscosità della soluzione, una volta preparata, aumenta con il tempo. Non continuare a raffreddare il prodotto realizzato.
Nota: il preparato deve essere miscelato secondo questa procedura. Agitare NON produrrà una miscela utilizzabile.
Fase 4: dopo la miscelazione, tenere le siringhe in posizione verticale (siringa B in basso). Le siringhe devono essere avvitate saldamente insieme. Spingere l'intera miscela nella siringa corta e più larga B, esercitando pressione sul pistone della siringa A e tirando leggermente indietro il pistone della siringa B (Figura 4).
Figura 4
| Figura 4
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Eligard 7,5 mg / 22,5 mg | Eligard 45 mg |
Fase 5: dopo essersi accertati che il pistone della siringa A sia stato completamente premuto, il raccordo viene tenuto e svitato dalla siringa B. La siringa A rimane attaccata al raccordo (Figura 5). Non deve fuoriuscire alcun liquido, altrimenti l'ago non può essere avvitato saldamente.
Nota: nel preparato possono rimanere una bolla d'aria grande o bolle più piccole. Queste non rappresentano un problema.
Non espellere eventuali bolle d'aria dalla siringa B durante questa fase, poiché ciò potrebbe causare una perdita di prodotto.
Figura 5
| Figura 5
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Eligard 7,5 mg / 22,5 mg | Eligard 45 mg |
Fase 6: tenere la siringa B in posizione verticale e tenere il pistone bianco nella parte posteriore, per evitare perdite di prodotto. Quindi collegare l'ago di sicurezza alla siringa B, tenendo l'ago e ruotando con attenzione la siringa in senso orario per circa tre quarti di giro, finché l'ago non è fissato correttamente (Figura 6).
Non stringere eccessivamente, perché ciò può portare alla rottura del mozzo dell'ago e potrebbe verificarsi una perdita durante l'iniezione.
Se il mozzo dell'ago si rompe, appare danneggiato o perde, il prodotto non deve essere utilizzato. L'ago difettoso non deve essere sostituito e pertanto il prodotto utilizzato non deve essere iniettato. Il prodotto deve essere smaltito completamente e in modo sicuro. Se il mozzo dell'ago è danneggiato, è necessario utilizzare un nuovo prodotto.
Figura 6
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Fase 7: prima dell'iniezione, togliere la protezione pieghevole dall'ago e rimuovere il cappuccio protettivo dall'ago (Figura 7).
Importante: prima dell'iniezione, accertarsi che il dispositivo di protezione dell'ago di sicurezza non sia attivato (vedere la fase 9 per l'attivazione del dispositivo di protezione). Se il mozzo dell'ago sembra danneggiato o se vi sono perdite di liquido, non utilizzare il prodotto. L'ago danneggiato non deve essere cambiato/sostituito e il medicamento non deve essere iniettato. In caso di danneggiamento del mozzo dell'ago, è necessario utilizzare un nuovo kit Eligard.
Figura 7
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Fase 8: espellere le bolle d'aria grandi dalla siringa B prima dell'uso. Applicare il prodotto per via sottocutanea, tenendo il dispositivo di protezione lontano dall'ago durante l'utilizzo.
Metodo di somministrazione:
•Scegliere un sito di iniezione sull'addome, sulla parte superiore dei glutei o un altro sito con sufficiente tessuto sottocutaneo che non sia eccessivamente pigmentato, sede di noduli, di ferite o di peluria e che non sia stato utilizzato di recente. •Pulire l'area del sito di iniezione con una salvietta imbevuta di alcol (non inclusa). •Utilizzare il pollice e l'indice per afferrare l'area della cute attorno al sito di iniezione e premerla.
| Figura 8
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•Con la mano dominante, inserire rapidamente l'ago con un angolo di 90° rispetto alla superficie della cute. La profondità di penetrazione dipende dalla quantità e dalla pienezza del tessuto sottocutaneo e dalla lunghezza dell'ago. Dopo aver inserito l'ago, rilasciare la pelle. •Iniettare il medicamento esercitando una pressione lenta e costante, spingendo il pistone verso il basso finché la siringa non è vuota. Accertarsi che l'intera quantità di prodotto sia stata iniettata dalla siringa B prima di rimuovere l'ago. •Ritirare rapidamente l'ago con lo stesso angolo di 90° in cui lo si è inserito, mantenendo la pressione sul pistone.
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Fase 9: dopo l'applicazione, chiudere il dispositivo di protezione in uno dei seguenti modi.
1.Chiudere su una superficie piana
Premere il dispositivo di protezione su una superficie liscia utilizzando la leva (Figura 9a) per coprire l'ago e chiudere il dispositivo.
Un «click» udibile e percepibile indica che il dispositivo di protezione si è chiuso correttamente. Un dispositivo di protezione chiuso racchiude completamente l'ago.
2.Chiudere con il pollice
Posizionare il pollice sul dispositivo di protezione (Figura 9b), coprire l'ago con il dispositivo e chiuderlo. Un «click» udibile e percepibile indica che il dispositivo di protezione si è chiuso correttamente. Un dispositivo di protezione chiuso racchiude completamente l'ago.
Figura 9a Chiudere su una superficie piana
| Figura 9b Chiudere con il pollice
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Eligard 7,5 mg / 22,5 mg | |
Figura 9a Chiudere su una superficie piana | Figura 9b Chiudere con il pollice | |
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Eligard 45 mg | ||
Fase 10: non appena il dispositivo di protezione viene chiuso, smaltire immediatamente l'ago e la siringa in un contenitore per siringhe adatto.
Numero dell'omologazione
56852, 56892, 58431 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Recordati AG, 4057 Basel
Stato dell'informazione
Novembre 2025
Confezioni
Confezione con un traypack termoformato e un ago sterile da 20 G in un imballaggio esterno. Il traypack contiene un sistema di siringhe precollegate e un sacchetto con essiccante.
Eligard 45 mg
Confezione con un traypack termoformato e un ago sterile da 18 G in un imballaggio esterno. Il traypack contiene un sistema di siringhe precollegate e un sacchetto con essiccante.
15041 — 02/02/2026



















