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HAEMATE P subst sèche 1000/2400 UI c solv+set

CSL Behring AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Haemate® P

CSL Behring AG

Haemate P 250 UI / 600 UI,

Haemate P 500 UI / 1200 UI,

Haemate P 1000 UI / 2400 UI

Composizione

Principi attivi: fattore di coagulazione VIII e fattore di von Willebrand da plasma umano.

Sostanze ausiliarie: albumina da plasma umano, proteine plasmatiche umane, glicina, cloruro di sodio, citrato di sodio.

Sodio:

Haemate P 250 UI / 600 UI – 0,57 mmol per flaconcino (ca. 2,6 mg/ml).

Haemate P 500 UI / 1200 UI – 1,13 mmol per flaconcino (ca. 2,6 mg/ml).

Haemate P 1000 UI / 2400 UI – 2,25 mmol per flaconcino (ca. 3,4 mg/ml).

Solvente: acqua per preparazioni iniettabili.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Polvere e solvente per soluzione iniettabile

Polvere o solido friabile da bianco a giallo chiaro e solvente trasparente e incolore per la preparazione di una soluzione per iniezione endovenosa.

Un flaconcino di Haemate P 250 UI / 600 UI contiene:

250 UI di fattore di coagulazione VIII (FVIII:C)

600 UI di fattore di von Willebrand (vWF)

Un flaconcino di Haemate P 500 UI / 1200 UI contiene:

500 UI di fattore di coagulazione VIII (FVIII:C)

1200 UI di fattore di von Willebrand (vWF)

Un flaconcino di Haemate P 1000 UI / 2400 UI contiene:

1000 UI di fattore di coagulazione VIII (FVIII:C)

2400 UI di fattore di von Willebrand (vWF)

Dopo ricostituzione con 5 o 10 ml di acqua per preparazioni iniettabili, Haemate P 250 UI / 600 UI ed Haemate P 500 UI / 1200 UI contengono ca. 50 UI/ml (250 UI/5 ml, 500 UI/10 ml) di FVIII e 120 UI/ml (600 UI/5 ml, 1200 UI/10 ml) di vWF. Dopo ricostituzione con 15 ml di acqua per preparazioni iniettabili, Haemate P 1000 UI / 2400 UI contiene ca. 66,6 UI/ml (1000 UI/15 ml) di FVIII e 160 UI/ml (2400 UI/15 ml) di vWF.

L'attività del fattore VIII (FVIII) è determinata (in UI) per mezzo del test cromogenico secondo la Farmacopea Europea. L'attività specifica di Haemate P è di ca. 2-6 UI FVIII:C/mg di proteina. Haemate P viene somministrato per via endovenosa (e.v.).

L'attività del vWF (in UI) viene determinata utilizzando un saggio di legame della glicoproteina IbM (vWF:GPIbM) e indicata in UI dell'attività del cofattore ristocetinico (vWF:RCo). L'attività specifica di Haemate P è di ca. 5-17 UI vWF:RCo/mg di proteina.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Malattia di von Willebrand

Profilassi e terapia di emorragie o emorragie durante interventi chirurgici quando il trattamento con desmopressina (DDAVP) da sola risulti inefficace o sia controindicato.

Emofilia A (carenza congenita di FVIII)

Profilassi e terapia di emorragie in pazienti con emofilia A. Trattamento della carenza acquisita di fattore VIII.

Posologia/Impiego

La terapia della malattia di von Willebrand e dell'emofilia A deve avvenire sotto il controllo di un medico esperto nel trattamento dell'emofilia.

Per garantire la tracciabilità dei medicamenti biotecnologici, si raccomanda di prendere nota del nome commerciale e del numero di lotto in occasione di ogni trattamento.

Malattia di von Willebrand

È importante calcolare la dose in UI sulla base del valore di vWF:RCo.

In generale, 1 UI/kg di vWF:RCo aumenta il livello plasmatico del vWF:RCo di 0,02 UI/ml (2%). L'obiettivo è ottenere livelli di vWF:RCo > 0,6 UI/ml (60%) e livelli di FVIII:C > 0,4 UI/ml (40%). In generale si consigliano 40-80 UI di vWF:RCo/kg di peso corporeo e 20-40 UI di FVIII:C/kg di peso corporeo per il conseguimento dell'emostasi.

Può essere necessaria una dose iniziale di 80 UI/kg di fattore di von Willebrand, in particolare in pazienti con malattia di von Willebrand di tipo 3, i quali possono necessitare di dosi maggiori per il mantenimento di un livello plasmatico adeguato rispetto ad altri tipi di malattia di von Willebrand.

Prevenzione di emorragie in caso di interventi chirurgici o gravi lesioni: per la prevenzione di un eccessivo sanguinamento durante e dopo gli interventi chirurgici, somministrare il preparato da 1 a 2 ore prima dell'intervento.

Ripetere la somministrazione di una dose adeguata ogni 12-24 ore. Il dosaggio e la durata della terapia dipendono dallo stato clinico del paziente, dal tipo e dalla gravità dell'emorragia e dai livelli di vWF:RCo e FVIII:C.

Nell'impiego di un prodotto a base di vWF, il medico curante deve considerare che il trattamento prolungato può causare un aumento eccessivo di FVIII:C. Al fine di prevenire un aumento incontrollato di FVIII:C, considerare una riduzione del dosaggio e/o un prolungamento dell'intervallo di somministrazione dopo un trattamento di 24-48 ore.

Bambini e adolescenti

Il dosaggio nei bambini e negli adolescenti si basa sul peso corporeo e quindi, in generale, sulle stesse linee guida indicate per gli adulti. La frequenza di somministrazione deve basarsi sempre sull'efficacia clinica nel singolo caso.

In caso di carenza di fattore VIII (emofilia A)

Il dosaggio e la durata della terapia di sostituzione dipendono dalla gravità della carenza di fattore VIII, dall'ubicazione e dall'entità dell'emorragia e dallo stato clinico del paziente.

È importante calcolare la dose di UI sulla base del valore di FVIII:C.

La quantità di fattore VIII:C da somministrare è indicata in unità internazionali (UI), secondo gli standard attuali dell'OMS per i prodotti a base di fattore VIII. L'attività del fattore VIII nel plasma è espressa in percentuale (con riferimento al plasma umano normale) oppure in UI (con riferimento allo standard internazionale per il fattore VIII nel plasma).

Una UI di attività del fattore VIII corrisponde al contenuto di fattore VIII di 1 ml di plasma umano normale.

Trattamento al bisogno

Il calcolo del dosaggio necessario di fattore VIII si basa sul risultato empirico per cui 1 UI di fattore VIII per kg di peso corporeo aumenta l'attività nel plasma del fattore VIII di ca. il 2% (2 UI/dl) dell'attività normale. La dose necessaria si calcola con la seguente formula:

unità necessarie = peso corporeo (kg) x aumento desiderato di fattore VIII (% o UI/dl) x 0,5.

Il dosaggio e la frequenza di somministrazione devono basarsi sempre sull'efficacia clinica nel singolo caso. Nel caso dei seguenti eventi emorragici, l'attività del fattore VIII (in % del valore normale) non deve scendere al di sotto del valore indicato per il periodo corrispondente. La tabella seguente può essere utilizzata come riferimento per il dosaggio in caso di eventi emorragici e interventi chirurgici:

Gravità dell'emorragia/tipo di intervento chirurgico

Livello di fattore VIII necessario (% o UI/dl)

Frequenza di somministrazione (ore)/durata del trattamento (giorni)

Emorragia

Principio di emartrosi, emorragie muscolari o emorragie della cavità orale

20 - 40

Ripetizione dell'iniezione ogni 12-24 ore. Min. 1 giorno, fino all'arresto dell'emorragia (indicata dal dolore) o ad avvenuta guarigione della ferita.

Emartrosi più estese, emorragie muscolari o ematomi

30 - 60

Ripetizione dell'iniezione ogni 12-24 ore per 3-4 giorni o più a lungo, fino alla risoluzione dello stato doloroso e della limitazione acuta della mobilità.

Emorragie potenzialmente letali

60 – 100

Ripetizione dell'iniezione ogni 8-24 ore fino alla risoluzione dello stato potenzialmente letale.

Interventi chirurgici

Chirurgia minore, incluse estrazioni dentali

30 - 60

Ogni 24 ore, min. 1 giorno, fino ad avvenuta guarigione della ferita

Chirurgia maggiore

80 - 100
(pre e post-operatorio)

Ripetizione dell'iniezione ogni 8-24 ore fino all'adeguata conclusione del trattamento; successivamente proseguire per almeno altri 7 giorni per mantenere un'attività del fattore VIII di 30-60% (UI/dl).

Profilassi

Nella profilassi a lungo termine di emorragie in pazienti con emofilia A grave le dosi consuete sono di 20-40 UI di fattore VIII:C/kg di peso corporeo a intervalli di 2-3 giorni. In alcuni casi, in particolare nei pazienti giovani, possono rendersi necessari intervalli di somministrazione più brevi o dosaggi maggiori.

Durante il trattamento è necessario misurare frequentemente il livello di fattore VIII al fine di regolare la dose da somministrare e la frequenza delle iniezioni. Soprattutto in caso di interventi chirurgici maggiori è necessario un monitoraggio preciso della terapia di sostituzione in termini di analisi della coagulazione (attività plasmatica del fattore VIII).

Singoli pazienti possono rispondere in modo diverso al fattore VIII, presentando valori di recupero in vivo ed emivite differenti.

I pazienti devono essere monitorati al fine di rilevare un eventuale sviluppo di inibitori anti-fattore VIII.

Pazienti precedentemente non trattati

La sicurezza e l'efficacia di Haemate P non sono state valutate in pazienti non precedentemente trattati (PUP).

Bambini e adolescenti

Per l'emofilia A non sono disponibili dati provenienti da studi clinici relativi al dosaggio di Haemate P nei bambini.

Modo e durata di somministrazione

Haemate P viene preparato come descritto alla rubrica «Altre indicazioni», alla voce «Indicazioni per la manipolazione» e deve essere somministrato per via endovenosa. Il prodotto deve essere somministrato immediatamente dopo il trasferimento nella siringa.

La velocità di somministrazione non deve superare i 4 ml al minuto.

Monitorare il paziente al fine di rilevare eventuali reazioni immediate. Se si manifesta una reazione che può essere correlata alla somministrazione di Haemate P, a seconda dello stato clinico del paziente si deve ridurre la velocità di infusione o interrompere la somministrazione (v. anche la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.

Avvertenze e misure precauzionali

Ipersensibilità

Sono possibili reazioni di ipersensibilità. Monitorare attentamente i pazienti per tutta la durata dell'iniezione per possibili sintomi. In caso di sintomi di reazioni di ipersensibilità, consigliare al paziente di interrompere immediatamente l'utilizzo del prodotto e di consultare il suo medico. I pazienti devono essere informati sui segni precoci delle reazioni di ipersensibilità come ad es. eruzione cutanea in forma di pomfi, orticaria generalizzata, sensazione di costrizione al petto, stridore respiratorio, ipotensione e anafilassi. In caso di shock, si devono osservare le attuali linee guida mediche per il trattamento dello shock.

Contenuto di sodio

Haemate P contiene fino a 68,5 mg di sodio per 1000 UI FVIII / 2400 UI vWF, corrispondenti al 3,43% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS, che corrisponde a 2 g per un adulto. Ciò va tenuto in considerazione nei pazienti che devono seguire una dieta povera di sodio.

Malattia di von Willebrand

È possibile il verificarsi di eventi trombotici, incluse le embolie polmonari, in particolare nei pazienti con fattori di rischio noti (ad es. interventi chirurgici senza profilassi della trombosi, carente mobilizzazione tempestiva, sovrappeso, sovradosaggio, cancro). I pazienti a rischio devono essere monitorati per segni precoci di trombosi. Avviare una profilassi contro le tromboembolie venose secondo le attuali raccomandazioni.

Nell'impiego di un prodotto a base di vWF, il medico curante deve considerare che il trattamento prolungato può causare un aumento eccessivo di FVIII:C. Nei pazienti che assumono prodotti a base di vWF contenenti FVIII è necessario monitorare il livello plasmatico di FVIII:C al fine di prevenire un aumento eccessivo e persistente del livello plasmatico di FVIII:C, che aumenta il rischio di eventi trombotici.

In questi casi considerare l'avvio di misure antitrombotiche.

I pazienti con malattia di von Willebrand, in particolare di tipo 3, possono sviluppare anticorpi neutralizzanti (inibitori) anti-vWF. Se non viene raggiunto il previsto livello plasmatico di attività di vWF:RCo o se non si riesce a controllare l'emorragia con una dose adeguata, si deve eseguire un test adeguato per stabilire l'eventuale presenza di inibitori anti-vWF. La terapia può fallire nei pazienti con elevati livelli di inibitori e, in questo caso, andranno considerate altre misure terapeutiche.

Emofilia A

Inibitori:

La formazione di anticorpi neutralizzanti (inibitori) il fattore VIII è una complicazione nota nell'ambito del trattamento di pazienti con emofilia A. Questi inibitori sono normalmente immunoglobuline IgG rivolte contro l'attività di coagulazione del fattore VIII e vengono quantificati per mezzo del test Bethesda modificato ed espressi in unità Bethesda (UB) per ml di plasma. Il rischio di formazione di inibitori è correlato all'esposizione al fattore VIII antiemofilico: il rischio è maggiore nei primi 50 giorni di esposizione.

Nel passaggio da un prodotto a base di FVIII a un altro sono stati osservati casi di riformazione degli inibitori (con titolo/livello di inibitori basso) in pazienti precedentemente trattati per più di 100 giorni e con anamnesi di formazione di inibitori. Si raccomanda quindi di monitorare attentamente l'eventuale formazione di inibitori in tutti i pazienti dopo ogni cambio di prodotto.

La rilevanza clinica dello sviluppo di inibitori dipende dal titolo dell'inibitore, laddove titoli bassi rappresentano un rischio minore di reazione clinica inadeguata rispetto a titoli più elevati.

I pazienti trattati con fattore di coagulazione umano VIII vanno monitorati attentamente tramite adeguata osservazione clinica e analisi di laboratorio in merito allo sviluppo di inibitori. Se non viene raggiunto il previsto livello plasmatico di attività del fattore VIII, o se non si riesce a controllare l'emorragia con una dose adeguata, si deve eseguire un test per verificare l'eventuale presenza di inibitori del fattore VIII. Nei pazienti con livello di inibitori elevato, il trattamento a base di fattore VIII può risultare inefficace e andranno considerate altre possibilità terapeutiche. Il trattamento di tali pazienti deve essere gestito da medici esperti nel trattamento di casi di emofilia.

Vedere anche la rubrica «Effetti indesiderati».

Sicurezza virale

Haemate P è un preparato ottenuto dal plasma umano. Le misure standard per prevenire le infezioni derivanti dall'impiego di medicamenti preparati a partire dal sangue o dal plasma umano includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei pool di plasma per evidenziare eventuali marcatori specifici di infezione, nonché l'inclusione di passaggi di produzione efficaci per l'inattivazione/l'eliminazione di virus. Malgrado ciò, quando vengono somministrati medicamenti preparati a partire dal sangue o dal plasma umano, la possibilità di trasmettere agenti patogeni non può essere totalmente esclusa. Lo stesso vale anche per virus e altri patogeni a oggi sconosciuti o di nuova comparsa. Le misure intraprese sono considerate efficaci per i virus capsulati come ad es. il virus dell'immunodeficienza umana (HIV), il virus dell'epatite B (HBV) e il virus dell'epatite C (HCV) nonché per i virus non capsulati come il virus dell'epatite A (HAV).

Per altri virus non capsulati, come ad es. il parvovirus B19, le misure intraprese possono avere efficacia limitata.

Per i pazienti che assumono regolarmente preparati a base di FVIII/vWF da sangue o plasma umano si consiglia di base una vaccinazione contro l'epatite A e l'epatite B.

Interazioni

Non sono stati effettuati studi di interazione con Haemate P.

Gravidanza/Allattamento

Non sono stati effettuati studi riproduttivi negli animali con Haemate P.

Malattia di von Willebrand

A causa dei maggiori rischi di emorragia derivanti da mestruazioni, gravidanza, travaglio, parto e disturbi ginecologici, le donne con malattia di von Willebrand svilupperanno più di frequente complicazioni di natura emorragica rispetto agli uomini. Sulla base delle esperienze generali, si consiglia la terapia di sostituzione con vWF per la prevenzione e la terapia di emorragie acute. Tuttavia, non sono stati effettuati studi clinici sulla terapia di sostituzione con vWF in gravidanza o allattamento.

Emofilia A

Sulla base della bassa incidenza dell'emofilia A nelle donne, non si dispone di esperienze sull'utilizzo del fattore VIII durante la gravidanza o l'allattamento.

Di conseguenza, vWF e fattore VIII devono essere somministrati in gravidanza o in allattamento solo in caso di chiara indicazione.

Durante il trattamento, va considerato che possono verificarsi emorragie post-operatorie e post-parto anche 10-12 giorni dopo l'intervento o il parto.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Haemate P non ha effetti sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Le seguenti informazioni sulle reazioni di intollerabilità si basano sull'esperienza di notifiche spontanee.

Durante il trattamento con Haemate P negli adulti e negli adolescenti possono verificarsi i seguenti effetti collaterali: reazioni di ipersensibilità o allergiche, eventi tromboembolici e febbre. I pazienti possono inoltre sviluppare inibitori anti-FVIII e anti-vWF.

Elenco degli effetti collaterali

L'elenco seguente si basa sulla classificazione sistemica organica MedDRA.

Le frequenze sono calcolate sulla base delle seguenti convenzioni:

molto comune: ≥1/10;

comune: ≥1/100 e < 1/10;

non comune: ≥1/1000 e < 1/100;

raro: ≥1/10'000 e < 1/1000;

molto raro: < 1/10'000.

Patologie del sistema emolinfopoietico:

Singoli casi: ipervolemia, emolisi

Molto raro: inibitori anti-vWF, inibitori anti-FVIII

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione:

Molto raro: febbre

Disturbi del sistema immunitario:

Molto raro: reazioni di ipersensibilità (reazioni allergiche)

Patologie vascolari:

Molto raro: trombosi, tromboembolia

Descrizione di alcuni effetti collaterali

Patologie del sistema emolinfopoietico

Se sono necessarie dosi molto elevate o somministrate con elevata frequenza, se sono presenti inibitori o se si tratta di trattamento pre- o post-operatorio, si devono osservare i pazienti molto attentamente per sintomi di ipervolemia. Inoltre, i pazienti con gruppo sanguigno A, B e AB devono essere osservati per segni di emolisi intravascolare e/o calo dell'ematocrito.

Disturbi del sistema immunitario

Reazioni di ipersensibilità o reazioni allergiche (che possono comprendere anche angioedema, bruciore e sensazione di puntura nella sede di iniezione, brividi, arrossamenti della cute con sensazione di calore, orticaria generalizzata, cefalea, eruzione orticarioide, ipotensione, letargia, nausea, irrequietezza, tachicardia, sensazione di costrizione al petto, tremore, vomito e stridore) sono state osservate con frequenza non comune e possono, in alcuni casi, evolvere in grave anafilassi (compreso shock).

Malattia di von Willebrand

Patologie del sistema emolinfopoietico

I pazienti con malattia di von Willebrand, in particolare di tipo 3, possono sviluppare con frequenza molto rara anticorpi neutralizzanti (inibitori) anti-vWF. La comparsa di tali inibitori si manifesta sotto forma di risposta clinica insufficiente. Poiché si tratta di anticorpi precipitanti, possono comparire in concomitanza con reazioni anafilattiche. Di conseguenza, i pazienti con reazioni anafilattiche andranno sottoposti ad analisi per il rilevamento degli inibitori. In questi casi si raccomanda di contattare un centro specializzato in emofilia.

Patologie vascolari

Con frequenza molto rara possono manifestarsi trombosi e/o tromboembolie (incluse embolie polmonari). Ciò si verifica in particolare in pazienti con fattori di rischio noti (ad es. interventi chirurgici senza profilassi della trombosi, carente mobilizzazione tempestiva, sovrappeso).

Nei pazienti che assumono prodotti contenenti vWF, il livello eccessivo e persistente di FVIII:C nel plasma può aumentare il rischio di eventi trombotici (v. anche rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Emofilia A

Patologie del sistema emolinfopoietico

I pazienti con emofilia A possono sviluppare anticorpi neutralizzanti (inibitori) anti-fattore VIII. La comparsa di tali inibitori si manifesta sotto forma di risposta clinica insufficiente. In questi casi si raccomanda di contattare un centro specializzato in emofilia.

Informazioni sulla sicurezza da virus: vedere anche la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali».

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Bambini e adolescenti

Nei bambini si prevede che la frequenza, il tipo e la gravità degli effetti collaterali corrispondano a quelli degli adulti.

Posologia eccessiva

A oggi non sono stati segnalati sintomi di sovradosaggio con vWF e FVIII. Tuttavia, in caso di dosi estremamente elevate, non è possibile escludere il rischio di trombosi, in particolare con prodotti a base di vWF contenenti FVIII in percentuale elevata.

Proprietà/Effetti

Codice ATC: B02BD06

Categoria farmacoterapeutica: antiemorragici, fattori di coagulazione, fattore di von Willebrand e fattore di coagulazione VIII in combinazione.

Haemate P è ottenuto da pool di plasma umano di donatori sani. Le informazioni sullo screening delle donazioni e dei pool di plasma sono descritte alla rubrica «Avvertenze e misure precauzionali».

Il processo di produzione di Haemate P include diverse fasi che contribuiscono all'eliminazione/inattivazione dei virus. Queste comprendono fasi di precipitazione, fasi di adsorbimento e termotrattamento del preparato in soluzione acquosa a 60 °C per 10 ore.

Haemate P è un agente coagulante specifico per la somministrazione endovenosa in caso di carenza del fattore di coagulazione VIII congenita ed ereditaria. Si dispone solo di esperienze limitate nell'uso in caso di carenza del fattore di coagulazione VIII ereditaria. Si può verificare un fallimento terapeutico, se il sangue del paziente contiene inibitori anti-fattore VIII (vedere rubrica «Indicazioni/possibilità d'impiego»).

Meccanismo d'azione/farmacodinamica

Fattore di von Willebrand

Haemate P si comporta esattamente come il vWF del corpo umano.

Oltre alla sua funzione di proteina stabilizzante del fattore VIII, il fattore di von Willebrand promuove l'adesione dei trombociti all'endotelio dei vasi lesi e svolge il ruolo principale nell'aggregazione dei trombociti.

Nei pazienti con carenza di vWF, la somministrazione di vWF porta a una correzione del disturbo della coagulazione in 2 fasi:

  • il vWF promuove l'adesione delle piastrine al tessuto subendoteliale dei vasi lesi (il vWF si lega sia al tessuto subendoteliale vascolare che alla membrana piastrinica) portando così a una emostasi primaria riconoscibile dall'accorciamento del tempo di emorragia. Questo effetto subentra immediatamente e dipende principalmente dall'elevata percentuale di vWF multimerico ad alto peso molecolare;
  • in una seconda fase, il vWF porta alla correzione dell'associata carenza di FVIII. Dopo somministrazione endovenosa, il vWF si lega al FVIII endogeno (prodotto fisiologicamente dal paziente stesso) e lo stabilizza, impedendone così la rapida degradazione.

Questo è il motivo per cui la somministrazione di vWF puro (preparato a base di vWF con bassa concentrazione di FVIII) ha come effetto secondario, con un certo ritardo dopo la prima iniezione, il ripristino del normale livello di fattore VIII. La somministrazione di preparati a base di vWF contenenti FVIII porta la concentrazione di FVIII:C al livello normale subito dopo la prima infusione.

Fattore VIII

Haemate P si comporta esattamente come il complesso fattore VIII/fattore di von Willebrand dell'organismo. Il complesso fattore VIII/fattore di von Willebrand è composto da due proteine (F VIII e vWF) dotate di effetti fisiologici diversi. Nel trattamento di pazienti emofiliaci, il fattore VIII si lega al fattore di von Willebrand nella circolazione sanguigna del paziente.

Il fattore VIII attivato agisce da co-fattore per il fattore IX attivato, accelerando la trasformazione del fattore X in fattore X attivato. Il fattore X attivato, a sua volta, trasforma la protrombina in trombina. La trombina trasforma poi il fibrinogeno in fibrina e a questo punto si può formare il coagulo. L'emofilia A è un disturbo ereditario della coagulazione legato al sesso che è causato dalla carenza di fattore VIII. Di conseguenza, possono verificarsi forti emorragie in articolazioni, muscoli od organi interni sia di natura spontanea che a seguito di incidenti o interventi chirurgici. Grazie alla terapia di sostituzione è possibile aumentare i livelli plasmatici di fattore VIII, ottenendo così una correzione temporanea della carenza di tale fattore e l'eliminazione della tendenza all'emorragia.

Farmacocinetica

Fattore di von Willebrand

La farmacocinetica di Haemate P è stata valutata in 28 pazienti affetti da malattia di von Willebrand (tipo 1 n=10; tipo 2A n=10; tipo 2M n=1; tipo 3 n=7) in stadio non emorragico:

  • l'emivita terminale mediana di vWF:RCo (modello bicompartimentale) era di 9,9 ore (range da 2,8 a 51,1 ore) e l'emivita iniziale mediana era di 1,47 ore (range da 0,28 a 13,86 ore); il recupero mediano in vivo dell'attività di vWF:RCo era di 1,9 (UI/dl)/(UI/kg) (range da 0,6 a 4,5 [UI/dl]/[UI/kg]);
  • l'AUC mediana era di 1664 UI/dl*h (range da 142 a 3846 UI/dl*h);
  • l'MRT mediano era di 13,7 ore (range da 3,0 a 44,6 ore);
  • la clearance mediana era di 4,81 ml/kg/h (range da 2,08 a 53,0 ml/kg/h). Il picco del livello plasmatico per il vWF è misurabile circa 50 minuti dopo l'iniezione. I picchi massimi di FVIII sono stati registrati 1-1,5 ore dopo l'iniezione.

Fattore VIII

Dopo somministrazione endovenosa, l'attività del fattore VIII (FVIII:C) aumenta rapidamente, per poi diminuire rapidamente in una fase iniziale e poi più lentamente in una fase successiva. Gli studi su pazienti con emofilia A hanno mostrato:

  • un'emivita mediana di 12,6 ore (range da 5,0 a 27,7 ore);
  • è stato raggiunto un recupero mediano complessivo di FVIII di 1,73 UI/dl per UI/kg (range da 0,5 a 4,13).

In uno studio:

  • il tempo mediano di permanenza (MRT) era di 19,0 ore (range da 14,8 a 40,0 ore);
  • l'AUC mediana era di 36,1 (% * ore) / (UI/kg) (range da 14,8 a 72,4 [% * ore] / [UI/kg]);
  • la clearance mediana era di 2,8 ml/h/kg (range da 1,4 a 6,7 ml/h/kg).

Assorbimento

Non pertinente (somministrazione e.v.).

Distribuzione

Nessun dato.

Metabolismo

Nessun dato.

Eliminazione

Nessun dato.

Bambini e adolescenti

Non si dispone di dati farmacocinetici per bambini al di sotto dei 12 anni di età.

Dati preclinici

I componenti farmacologicamente attivi contenuti in Haemate P (FVIII e fattore di von Willebrand) sono ricavati da plasma umano e si comportano come i componenti del plasma dell'organismo. In seguito alla somministrazione di una dose di Haemate P in diverse specie animali non è stato evidenziato alcun effetto tossico. Non vi è ragione di eseguire studi preclinici con somministrazioni ripetute (tossicità cronica, cancerogenicità, tossicità per la riproduzione) nei comuni modelli animali, poiché a seguito della somministrazione di proteine umane eterologhe vengono prodotti anticorpi.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Il presente medicamento non deve essere somministrato in combinazione con altri medicamenti, solventi o diluenti ad eccezione di quelli riportati alla rubrica «Composizione».

Stabilità

Haemate P non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore. Dal punto di vista microbiologico e poiché Haemate P non contiene conservanti, il preparato deve essere utilizzato immediatamente dopo la dissoluzione. Se non viene utilizzato immediatamente, non si deve superare un periodo di conservazione di 3 ore a temperatura ambiente (max 25 °C). La stabilità chimico-fisica è stata dimostrata per tale periodo. Il prodotto deve essere utilizzato immediatamente dopo l'aspirazione nella siringa. Dopo la dissoluzione non rimettere in frigorifero.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Non conservare a temperature superiori a 25 °C e proteggere dalla luce. Non congelare.

Conservare il medicamento con attenzione e fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

La preparazione e il prelievo devono avvenire in condizioni asettiche.

La soluzione deve risultare trasparente o leggermente opalescente. Il prodotto ricostituito deve essere controllato visivamente per escludere la presenza di particelle e colorazioni anomale dopo la filtrazione/aspirazione della soluzione nella siringa (v. sotto) e prima dell'uso. Il set di trasferimento accluso alla confezione contiene un filtro in grado di bloccare eventuali particelle o fiocchi. Il dosaggio calcolato non viene influenzato dalla filtrazione. Soluzioni evidentemente torbide o che mostrano particelle o depositi dopo la filtrazione non devono essere utilizzate.

Preparazione

Portare il solvente a temperatura ambiente. Rimuovere i cappucci di protezione a scatto dei flaconcini del solvente e di Haemate e disinfettare i tappi con una soluzione antisettica, attendendo che questa sia asciugata, prima di aprire la confezione del set di trasferimento («Mix2Vial™»).

1

1. Rimuovere la carta di copertura dalla confezione del Mix2Vial. Non estrarre il Mix2Vial dal blister!

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2. Posizionare il flaconcino del solvente su una superficie piana tenendolo ben fermo. Afferrare il set Mix2Vial con il blister e spingere verticalmente la punta dell'adattatore blu verso il basso, nel tappo del flaconcino contenente il solvente.

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3. Rimuovere con cura la confezione del set Mix2Vial afferrando il blister sul bordo del sigillo e tirandolo verticalmente verso l'alto. Prestare attenzione a rimuovere solo il blister e non il Mix2Vial.

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4. Porre il flaconcino di Haemate su un supporto stabile. Capovolgere il flaconcino del solvente con il set Mix2Vial inserito e spingere verticalmente la punta dell'adattatore trasparente attraverso il tappo del flaconcino di Haemate. Il solvente fluirà automaticamente nel flaconcino di Haemate.

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5. Con una mano afferrare la parte del Mix2Vial rivolta verso il flaconcino di Haemate e con l'altra mano afferrare la parte del Mix2Vial rivolta verso il flaconcino con il solvente e separare il set svitando con cautela al fine di evitare un'eccessiva formazione di schiuma durante lo scioglimento di Haemate. Eliminare il flaconcino del solvente con l'adattatore blu del Mix2Vial.

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6. Ruotare delicatamente il flaconcino di Haemate con l'adattatore trasparente fino a quando il prodotto non sarà completamente sciolto. Non agitare!

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7. Aspirare aria in una siringa vuota e sterile. Tenendo il flaconcino di Haemate in posizione verticale, collegare la siringa al raccordo Luer Lock del set Mix2Vial e iniettare aria nel flaconcino di Haemate.

Aspirazione della soluzione nella siringa e somministrazione

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8. Mantenendo premuto lo stantuffo della siringa, capovolgere il dispositivo e aspirare il prodotto nella siringa tirando indietro lo stantuffo lentamente.

 

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9. Dopo aver completamente trasferito la soluzione nella siringa, afferrare il cilindro (tenendo lo stantuffo in posizione) e svitare la siringa dall'adattatore trasparente del Mix2Vial.

 

Numero dell'omologazione

45780 (Swissmedic)

Titolare dell’omologazione

CSL Behring AG, Berna

Stato dell'informazione

Febbraio 2026

Confezioni

Haemate P 250 UI / 600 UI
1 flaconcino sottovuoto con liofilizzato contenente 250 UI di fattore VIII e 600 UI di fattore di von Willebrand + 1 flaconcino con 5 ml di acqua per soluzioni iniettabili, 1 set per la diluizione e l'iniezione.
Haemate P 500 UI / 1200 UI
1 flaconcino sottovuoto con liofilizzato contenente 500 UI di fattore VIII e 1200 UI di fattore di von Willebrand + 1 flaconcino con 10 ml di acqua per soluzioni iniettabili, 1 set per la diluizione e l'iniezione.
Haemate P 1000 UI / 2400 UI
1 flaconcino sottovuoto con liofilizzato contenente 1000 UI di fattore VIII e 2400 UI di fattore di von Willebrand + 1 flaconcino con 15 ml di acqua per soluzioni iniettabili, 1 set per la diluizione e l'iniezione.
Inoltre:
1 set di trasferimento con filtro 20/20
1 set di somministrazione (contenuto nel cartone aggiuntivo):
1 set per venipuntura,
2 tamponi imbevuti di alcol,
1 siringa monouso,
1 cerotto non sterile

2160523/06/2026