PANTOPRAZOLE Acino cpr pell 20 mg (nc 10/20)
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Pantoprazole-Acino 20/40
Composizione
Principi attivi
Pantoprazolo come pantoprazolo sodico sesquiidrato*.
Sostanze ausiliarie
1 compressa gastroresistente di Pantoprazole-Acino 20 mg contiene
Nucleo: crospovidone, mannitolo (E421), sodio carbonato*, povidone K90, calcio stearato.
Rivestimento: ipromellosa, glicole propilenico (E1520), povidone K25, titanio diossido (E171), ossido di ferro giallo (E172), acido metacrilico – etile acrilato copolimero 1:1, sodio laurilsolfato*, polisorbato 80, trietile citrato.
Inchiostro di stampa: gomma lacca, ossido di ferro rosso (E172), ossido di ferro nero (E172), ossido di ferro giallo (E172), ammoniaca soluzione (concentrata).
* Il contenuto di sodio per compressa di 20 mg è pari complessivamente a 3,38 mg.
1 compressa gastroresistente di Pantoprazole-Acino 40 mg contiene
Nucleo: crospovidone, mannitolo (E421), sodio carbonato*, povidone K90, calcio stearato.
Rivestimento: ipromellosa, glicole propilenico (E1520), povidone K25, titanio diossido (E171), ossido di ferro giallo (E172), acido metacrilico – etile acrilato copolimero 1:1, sodio laurilsolfato*, polisorbato 80, trietile citrato.
Inchiostro di stampa: gomma lacca, ossido di ferro rosso (E172), ossido di ferro nero (E172), ossido di ferro giallo (E172), ammoniaca soluzione (concentrata).
* Il contenuto di sodio per compressa di 40 mg è pari complessivamente a 6,75 mg.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 compressa gastroresistente di Pantoprazole-Acino 20 mg contiene: 20 mg di pantoprazolo
1 compressa gastroresistente di Pantoprazole-Acino 40 mg contiene: 40 mg di pantoprazolo
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Pantoprazole-Acino 20 mg
Miglioramento dei sintomi e cura della malattia da reflusso lieve (grado 1 secondo Savary e Miller). Trattamento a lungo termine e profilassi delle recidive in stato dopo cicatrizzazione dell'esofagite da reflusso.
Pantoprazole-Acino 40 mg
Trattamento dell'infezione da batterio Helicobacter pylori in combinazione con due antibiotici nell'ulcera duodenale e nell'ulcera gastrica. Prevenzione delle ulcere gastroduodenali indotte da FANS in pazienti ad alto rischio per tali lesioni e nei quali non è possibile rinunciare al trattamento con FANS.
Casi acuti di ulcera duodenale e ulcera gastrica. Forme lievi e moderate di esofagite da reflusso (grado 2-3 secondo Savary e Miller). Sindrome di Zollinger-Ellison e altri disturbi associati ad ipersecrezione patologica di acido gastrico.
Posologia/Impiego
Pantoprazole-Acino 20 mg
Adulti:
Malattia da reflusso lieve:
Di norma, la dose giornaliera è 1 compressa gastroresistente di Pantoprazole-Acino 20 mg. Il miglioramento dei sintomi inizia generalmente entro 4 settimane. In caso contrario, è opportuno proseguire il trattamento con Pantoprazole-Acino 20 mg per altre 4 settimane. Se i sintomi persistono, occorre eseguire ulteriori accertamenti.
Una volta ottenuta la remissione dei sintomi, i disturbi recidivi possono essere trattati al bisogno (trattamento «on demand») con 20 mg 1 volta al giorno.
Trattamento a lungo termine e profilassi delle recidive nell'esofagite da reflusso:
Di norma, 1 compressa gastroresistente di Pantoprazole-Acino 20 mg; in caso di recidiva, la dose giornaliera può essere aumentata a 40 mg e ridotta nuovamente a 20 mg di pantoprazolo dopo la cicatrizzazione.
Istruzioni posologiche speciali per Pantoprazole-Acino 20 mg
Pazienti con insufficienza epatica
In caso di insufficienza epatica grave non si deve superare la dose giornaliera di 20 mg di pantoprazolo.
Pazienti anziani, pazienti con insufficienza renale
Nei pazienti anziani così come nei pazienti con ridotta funzionalità renale non è necessario alcun aggiustamento della dose. Non si deve superare la dose giornaliera massima di 40 mg.
Bambini e adolescenti dai 12 anni:
L'uso di Pantoprazole-Acino è stato esaminato nei bambini di età compresa tra 2 e 16 anni affetti da malattia da reflusso lieve. La dose raccomandata è 1 x 20 mg al giorno. Il miglioramento dei sintomi inizia generalmente entro 4 settimane. In caso contrario, è opportuno proseguire il trattamento con Pantoprazole-Acino 20 mg per altre 4 settimane. Se i sintomi persistono, occorre eseguire ulteriori accertamenti.
Tuttavia non sono disponibili esperienze sufficienti con pantoprazolo nei bambini sotto i 12 anni di età. Pertanto Pantoprazole-Acino non dovrebbe essere usato nei bambini sotto i 12 anni.
Pantoprazole-Acino 40 mg
Adulti:
Eradicazione di Helicobacter pylori
Nell'ulcera duodenale e nell'ulcera gastrica, in presenza di un'infezione dimostrata da Helicobacter pylori, si deve tendere all'eradicazione dell'infezione mediante una terapia combinata. In merito ai dati di resistenza locale e alla corretta modalità di somministrazione e prescrizione degli antibiotici, è opportuno consultare le relative linee guida applicabili e l'informazione professionale dei singoli medicamenti. Per l'eradicazione di Helicobacter pylori si raccomandano, a seconda del profilo di resistenza, le seguenti combinazioni:
a) 1 compressa gastroresistente di Pantoprazole-Acino 40 mg 2 volte al giorno
+ 1000 mg di amoxicillina 2 volte al giorno
+ 500 mg di claritromicina 2 volte al giorno.
b) 1 compressa gastroresistente di Pantoprazole-Acino 40 mg 2 volte al giorno
+ 400-500 mg di metronidazolo 2 volte al giorno
+ 250-500 mg di claritromicina 2 volte al giorno.
c) 1 compressa gastroresistente di Pantoprazole-Acino 40 mg 2 volte al giorno
+ 1000 mg di amoxicillina 2 volte al giorno
+ 500 mg di metronidazolo 2 volte al giorno.
La terapia combinata per l'eliminazione dell'infezione da Helicobacter pylori viene somministrata per 7 giorni. In caso di terapia combinata con metronidazolo, deve essere rispettata la durata massima di 10 giorni raccomandata per il trattamento con metronidazolo. Per garantire la cicatrizzazione delle ulcere è necessario rispettare le raccomandazioni posologiche per l'ulcera dello stomaco e del duodeno.
Se la terapia combinata non viene presa in considerazione perché il paziente è negativo per Helicobacter pylori, si applicano le seguenti linee guida posologiche per la monoterapia con Pantoprazole-Acino 40 mg:
Ulcera duodenale, ulcera gastrica, esofagite da reflusso e prevenzione dell'ulcera gastroduodenale indotta da FANS:
Di norma, 1 compressa gastroresistente di Pantoprazole-Acino 40 mg al giorno. In singoli casi, nell'esofagite da reflusso nonché nell'ulcera dello stomaco e del duodeno è possibile somministrare una dose doppia, specialmente in mancanza di una precedente risposta ad altri medicamenti (incremento a 2 compresse gastroresistenti di Pantoprazole-Acino 40 mg al giorno).
Nella maggior parte dei casi, l'ulcera duodenale si cicatrizza entro 2 settimane. Se un trattamento di due settimane non è sufficiente, la guarigione si ottiene nella quasi totalità dei casi entro due settimane di ulteriore trattamento. Nell'ulcera gastrica e nell'esofagite da reflusso la guarigione si verifica perlopiù entro 4 settimane.
Se un trattamento di quattro settimane non è sufficiente, la guarigione si ottiene quasi sempre entro quattro settimane di ulteriore trattamento.
Sindrome di Zollinger-Ellison e disturbi caratterizzati da ipersecrezione patologica di acido gastrico
Terapia a lungo termine della sindrome di Zollinger-Ellison e di altri disturbi associati ad ipersecrezione patologica di acido gastrico: dose iniziale raccomandata 80 mg (2 compresse di Pantoprazole-Acino 40 mg) al giorno. Successivamente il dosaggio può essere aggiustato individualmente in base alla misurazione della secrezione di acido gastrico. Per dosaggi superiori a 80 mg al giorno è necessario suddividere la dose giornaliera in due somministrazioni. È possibile aumentare temporaneamente il dosaggio a più di 160 mg di pantoprazolo al giorno; questo dosaggio va tuttavia mantenuto solo per il tempo necessario ad ottenere un adeguato controllo della secrezione acida.
Nella sindrome di Zollinger-Ellison e negli altri disturbi associati ad ipersecrezione patologica di acido gastrico, la durata del trattamento non è limitata e la terapia dovrebbe essere proseguita fino a quando necessario dal punto di vista clinico.
Istruzioni posologiche speciali per Pantoprazole-Acino 40 mg
Pazienti con insufficienza epatica
In caso di insufficienza epatica grave la dose giornaliera deve essere ridotta a 20 mg di pantoprazolo.
Non sono disponibili dati sull'efficacia e la sicurezza di pantoprazolo 1 x 20 mg al giorno in terapia combinata per l'eradicazione di H. pylori in pazienti con disfunzioni epatiche gravi.
Pazienti anziani, pazienti con insufficienza renale
Nei pazienti con compromissione della funzionalità renale e nei pazienti anziani non si deve superare la dose giornaliera di 40 mg di pantoprazolo.
Non sono disponibili dati clinici sull'efficacia e la sicurezza di pantoprazolo 1 x 40 mg al giorno in terapia combinata per l'eradicazione di H. pylori in pazienti con compromissione della funzionalità renale.
Bambini e adolescenti sotto i 18 anni:
Pantoprazole-Acino 40 mg:
Non sono disponibili esperienze sufficienti con pantoprazolo 40 mg nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni.
Modo di somministrazione
Corretto modo di assunzione di Pantoprazole-Acino 20 mg/40 mg
Le compresse dovrebbero essere assunte intere, senza masticarle o spezzarle, con un po' d'acqua 1 ora prima di un pasto. In caso di terapia combinata per l'eliminazione dell'infezione da Helicobacter pylori, la seconda compressa di Pantoprazole-Acino 40 mg deve essere assunta prima di cena.
Controindicazioni
Pantoprazole-Acino non deve essere impiegato in caso di ipersensibilità nota al principio attivo, ai benzimidazoli sostituiti o a uno qualsiasi degli ingredienti di Pantoprazole-Acino.
Avvertenze e misure precauzionali
Pantoprazole-Acino 20 mg/40 mg contengono meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè sono essenzialmente «senza sodio».
Compromissione della funzionalità epatica
Nei pazienti con disfunzioni epatiche gravi è opportuno controllare regolarmente gli enzimi epatici durante il trattamento con Pantoprazole-Acino, soprattutto in corso di terapia a lungo termine. In caso di aumento degli enzimi epatici, Pantoprazole-Acino deve essere interrotto.
Trattamento concomitante con FANS
L'uso di Pantoprazole-Acino 40 mg per la prevenzione delle ulcere gastroduodenali indotte da FANS deve essere limitato ai pazienti per i quali non è possibile rinunciare al trattamento con FANS e che sono ad alto rischio di sviluppare complicanze gastroduodenali. L'aumento del rischio deve essere valutato sulla base di fattori individuali, ad es. età (>65 anni), ulcere gastroduodenali precedenti o emorragie nel tratto gastrointestinale superiore.
Finora non sono disponibili esperienze sul trattamento di bambini sotto i 12 anni di età.
Terapia combinata
Per la terapia combinata è necessario osservare l'informazione professionale dei singoli medicamenti.
Uso a lungo termine
Solo un numero limitato di pazienti è stato trattato con Pantoprazole-Acino per diversi anni. Nella valutazione del rischio-beneficio individuale per i trattamenti di durata superiore a 1 anno si deve tenere conto di questa limitata esperienza a lungo termine. Pantoprazole-Acino non è indicato per i disturbi gastrointestinali minori, tra cui la dispepsia nervosa.
Insorgenza di sintomi allarmanti
In presenza di sintomi allarmanti (come ad es. perdita di peso significativa e di origine inspiegata, emesi ripetuta, disfagia, ematemesi, anemia o melena) e in caso di ulcera gastrica sospetta o confermata, va esclusa una possibile sottostante malignità poiché il trattamento con Pantoprazole-Acino può mascherarne i sintomi e quindi ritardare la diagnosi.
Qualora i sintomi persistano nonostante un trattamento adeguato, si deve considerare di procedere ad ulteriori esami.
Infezioni gastrointestinali causate da batteri
Come tutti gli inibitori della pompa protonica (IPP), pantoprazolo può determinare un aumento della conta gastrica dei batteri normalmente presenti nel tratto gastrointestinale superiore. Il trattamento con Pantoprazole-Acino può dunque determinare un leggero aumento del rischio di infezioni gastrointestinali causate da batteri come Salmonella, Campylobacter e Clostridium difficile.
Influsso sull'assorbimento della vitamina B12
Il trattamento quotidiano con medicamenti acido-bloccanti per un periodo prolungato (molti anni) può causare un malassorbimento della cianocobalamina (vitamina B12) a causa di ipo- o acloridria. L'eventualità di una carenza di cianocobalamina deve essere considerata nei pazienti con sindrome di Zollinger-Ellison e altre patologie da ipersecrezione che richiedono un trattamento prolungato, nei soggetti con ridotte riserve corporee o fattori di rischio per ridotto assorbimento della vitamina B12 (come negli anziani) durante una terapia a lungo termine o se si osservano i relativi sintomi clinici.
Ipomagnesiemia
In pazienti trattati con IPP (inibitori della pompa protonica) come pantoprazolo per almeno 3 mesi, ma nella maggior parte dei casi per 1 anno, è stata segnalata la presenza di ipomagnesiemia grave. Si possono verificare serie manifestazioni di ipomagnesiemia come affaticamento, tetania, delirio, convulsioni, vertigini e aritmia ventricolare che possono insorgere in modo insidioso ed essere sottovalutate. Nella maggior parte dei pazienti colpiti, l'ipomagnesiemia è migliorata dopo somministrazione di magnesio e l'interruzione del trattamento con IPP (inibitore della pompa protonica). Per i pazienti per i quali è previsto un trattamento prolungato o che assumono IPP (inibitori della pompa protonica) insieme a digossina o medicamenti che possono causare ipomagnesiemia (ad es. diuretici), è necessario considerare la misurazione dei livelli di magnesio prima di iniziare il trattamento con IPP e periodicamente durante il trattamento.
Fratture ossee
Gli inibitori di pompa protonica, specialmente se utilizzati a dosi elevate e per periodi prolungati (>1 anno) possono aumentare lievemente il rischio di fratture dell'anca, del polso e della colonna vertebrale, soprattutto nella popolazione anziana o in soggetti con altri fattori di rischio noti. Studi osservazionali suggeriscono che gli inibitori di pompa protonica possono aumentare il rischio complessivo di fratture del 10-40%. Tale aumento può essere in parte dovuto ad altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono essere trattati secondo le attuali linee guida cliniche e devono ricevere un adeguato apporto di calcio e vitamina D.
Interferenza con esami di laboratorio
Durante il trattamento con medicamenti antiacido aumenta il livello di gastrina sierica in reazione alla ridotta secrezione di acidi. Per lo stesso motivo può aumentare anche la cromogranina A (CgA). Un livello aumentato di CgA può interferire con gli esami diagnostici per tumori neuroendocrini. In letteratura si indica di interrompere il trattamento con un IPP da 5 a 14 giorni prima del controllo della CgA nel contesto della diagnosi o del controllo della progressione di tumori neuroendocrini, in quanto l'incremento iatrogeno dei livelli di CgA si normalizza entro 5-14 giorni, raramente in tempi più lunghi. Se dopo questo intervallo i livelli di CgA sono ancora elevati, è opportuno ripetere la misurazione.
Gravi reazioni cutanee correlate al medicamento (SCAR)
Gravi reazioni cutanee correlate al medicamento (SCAR) tra cui eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson (SSJ), necrolisi epidermica tossica (TEN), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) e pustOlosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) sono state segnalate con pantoprazolo e altri PPI (cfr. «Effetti indesiderati»). Il pantoprazolo deve essere interrotto ai primi segni o sintomi di gravi reazioni cutanee correlate al medicamento o altri segni di ipersensibilità e devono essere prese in considerazione ulteriori indagini.
Lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS)
Gli inibitori della pompa protonica sono associati a casi molto rari di insorgenza di lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS). In presenza di lesioni, soprattutto sulle parti cutanee esposte al sole, e se accompagnate da artralgia, il paziente deve rivolgersi immediatamente al medico e il personale sanitario deve valutare la possibilità di interrompere il trattamento con Pantoprazole-Acino compresse. La comparsa di LECS in seguito a un precedente trattamento con un inibitore della pompa protonica può accrescere il rischio di insorgenza di LECS durante l'assunzione di altri inibitori della pompa protonica.
Interazioni
Effetti di pantoprazolo sull'assorbimento di altri medicamenti
A causa dell'inibizione profonda e duratura della produzione di acido gastrico, pantoprazolo può ridurre l'assorbimento di medicamenti la cui biodisponibilità dipende dal pH, ad es. gli antimicotici azolici quali ketoconazolo, itraconazolo, posaconazolo e altri medicamenti quali erlotinib.
Studi di interazione
Pantoprazolo è ampiamente metabolizzato nel fegato dal sistema enzimatico del citocromo P450. La metabolizzazione principale comprende la demetilazione mediante CYP2C19; altre vie metaboliche includono l'ossidazione mediante CYP3A4.
Studi di interazione con medicamenti che vengono metabolizzati dallo stesso sistema enzimatico, quali carbamazepina, diazepam, glibenclamide, nifedipina e un contraccettivo orale contenente levonorgestrel ed etinilestradiolo, non hanno tuttavia rivelato interazioni clinicamente significative.
I risultati di una serie di studi di interazione mostrano che pantoprazolo non influisce né sulla metabolizzazione di principi attivi tramite CYP1A2 (ad es. caffeina, teofillina), CYP2C9 (ad es. piroxicam, diclofenac, naproxene), CYP2D6 (ad es. metoprololo), CYP2E1 (ad es. etanolo) né sull'assorbimento della digossina associato alla P-glicoproteina.
Non sussistono inoltre interazioni con gli antiacidi somministrati in concomitanza.
Effetti di Pantoprazole-Acino su altri medicamenti
Anticoagulanti cumarinici
Sebbene negli studi di farmacocinetica non siano state osservate interazioni con fenprocumone e warfarin, in fase di post-marketing sono stati segnalati casi isolati di variazione dell'INR. Pertanto, nei pazienti trattati con anticoagulanti cumarinici, si raccomanda di monitorare il tempo di protrombina e l'INR all'inizio e al termine della terapia con pantoprazolo o quando pantoprazolo viene utilizzato in maniera irregolare.
Inibitori della proteasi dell'HIV
L'assunzione concomitante di pantoprazolo e inibitori della proteasi dell'HIV il cui assorbimento dipende da un basso pH intragastrico, come atazanavir e nelfinavir, è sconsigliata a causa della significativa riduzione della loro biodisponibilità.
In studi di interazione ipantoprazolo è stato somministrato unitamente a claritromicina, metronidazolo e/o amoxicillina. Non sono state rilevate interazioni clinicamente significative.
Metotrexato
L'assunzione concomitante di metotrexato a dosi elevate può innalzare la concentrazione sierica e la persistenza del metotrexato e/o del suo metabolita, determinando eventualmente tossicità da metotrexato.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Non sono disponibili dati sufficienti sull'utilizzo di pantoprazolo in gravidanza.
Negli studi sperimentali sugli animali è stata riscontrata una tossicità per la riproduzione (per maggiori informazioni cfr. «Dati preclinici»). Il rischio potenziale per l'uomo non è noto.
Pantoprazole-Acino non deve essere usato durante la gravidanza, a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario.
Allattamento
Nella sperimentazione animale è stata rilevata l'escrezione di pantoprazolo nel latte materno (cfr. anche «Farmacocinetica»).
È stata segnalata l'escrezione di pantoprazolo anche nel latte materno umano.
La decisione di interrompere o proseguire l'allattamento oppure interrompere o proseguire la terapia con Pantoprazole-Acino deve dunque considerare il beneficio dell'allattamento per il bambino a fronte del beneficio della terapia con Pantoprazole-Acino per la madre.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Possono verificarsi effetti indesiderati come vertigini e disturbi visivi (cfr. la rubrica «Effetti indesiderati»). In tali casi, i pazienti non devono guidare o usare macchinari.
Effetti indesiderati
Ci si può aspettare che circa il 5% dei pazienti manifesti effetti indesiderati. Gli effetti indesiderati più comunemente riportati sono diarrea e cefalea, entrambi verificatisi in circa l'1% dei pazienti.
Molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1000); molto raro (<1/10'000); non nota (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili).
Non è possibile assegnare a una classe di frequenza gli effetti collaterali osservati dopo l'introduzione sul mercato. Pertanto ad essi viene attribuita l'indicazione della frequenza «non nota».
All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti collaterali sono riportati in ordine decrescente di gravità.
Effetti collaterali osservati con pantoprazolo durante gli studi clinici e dopo l'introduzione sul mercato:
Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro: Agranulocitosi.
Molto raro: Trombocitopenia, leucopenia, pancitopenia.
Disturbi del sistema immunitario
Raro: Ipersensibilità (comprese reazioni anafilattiche e shock anafilattico).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Raro: Iperlipidemia, aumento dei valori lipidici (trigliceridi, colesterolo); variazioni di peso.
Non nota: Iponatriemia, ipomagnesiemia (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»). Una grave ipomagnesiemia può essere associata a ipocalcemia e/o ipokaliemia.
Disturbi psichiatrici
Non comune: Disturbi del sonno.
Raro: Depressione, aggravamento di depressione pre-esistente.
Molto raro: Disorientamento, aggravamento di disorientamento pre-esistente.
Non nota: Allucinazioni, confusione, specialmente in pazienti predisposti, nonché aggravamento in caso di pre-esistenza di questi sintomi.
Patologie del sistema nervoso
Non comune: Cefalea, vertigini.
Raro: Alterazioni del gusto.
Patologie dell'occhio
Raro: Disturbi della vista/visione offuscata.
Patologie gastrointestinali
Comune: Polipi ghiandolari fundici (benigni).
Non comune: Diarrea, nausea/vomito, gonfiore e pienezza addominale, stipsi, bocca secca, dolore e disturbi addominali.
Non nota: Colite microscopica.
Patologie epatobiliari
Non comune: Aumento degli enzimi epatici (transaminasi, γ-GT).
Raro: Aumento della bilirubina.
Non nota: Lesione epatocellulare, ittero, insufficienza epatica.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: Eruzione cutanea/esantema/eruzione, prurito.
Raro: Orticaria, angioedemi.
Non nota: Lupus eritematoso cutaneo subacuto (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Non nota: Sindrome di Stevens-Johnson (SSJ); necrolisi epidermica tossica (TEN); sindrome di Lyell; eritema multiforme; fotosensibilità, esantema da medicamenti con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), pustOlosi esantematica acuta generalizzata (AGEP).
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Non comune: Fratture delle anche, del polso o della colonna vertebrale.
Raro: Artralgia, mialgia.
Patologie renali e urinarie
Non nota: Nefrite tubulointerstiziale (con possibile progressione a insufficienza renale).
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Raro: Ginecomastia.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Non comune: Astenia, affaticamento e malessere.
Raro: Aumento della temperatura corporea; edemi periferici.
Bambini
La sicurezza di pantoprazolo è stata esaminata in studi clinici su 250 bambini di età compresa tra 2 e 16 anni affetti da esofagite da reflusso lieve. La maggior parte dei bambini aveva più di 12 anni. Pantoprazolo è stato di norma ben tollerato e il suo profilo di sicurezza è stato paragonabile a quello negli adulti.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non sono noti sintomi da sovradosaggio nell'uomo. In singoli casi, dosi di 240 mg somministrate per via e.v. per 2 minuti sono state ben tollerate.
In caso di sovradosaggio con segni clinici di intossicazione, oltre al trattamento sintomatico e di supporto, non possono essere fatte raccomandazioni terapeutiche specifiche.
Dato che pantoprazolo è ampiamente legato alle proteine, non è prontamente dializzabile.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
A02BC02
Meccanismo d'azione
Pantoprazolo appartiene alla classe degli inibitori della pompa protonica. In modo specifico e dose-dipendente inibisce la H+/K+-ATPasi delle cellule parietali, responsabile della secrezione degli acidi gastrici.
Farmacodinamica
Pantoprazolo è un benzimidazolo sostituito che, dopo assorbimento, viene accumulato nell'ambiente acido delle cellule parietali. Qui avviene la conversione nella forma attiva, una sulfenamide ciclica. Questa si lega poi alla H+/K+-ATPasi inibendo così la pompa protonica. Si ottiene così un'inibizione duratura della secrezione gastrica acida sia basale che stimolata.
Poiché pantoprazolo si lega in posizione distale rispetto al livello del recettore (della pompa protonica), esso agisce indipendentemente da quale stimolo (acetilcolina, istamina, gastrina) abbia indotto la secrezione acida.
Efficacia clinica
Dopo somministrazione orale o endovenosa, pantoprazolo inibisce in modo dose-dipendente la secrezione degli acidi gastrici stimolata dalla pentagastrina. In soggetti oggetto di studio, con 40 mg somministrati per via orale si è ottenuta un'inibizione del 51% al giorno 1 e dell'85% al giorno 7. Dopo somministrazione di 40 mg per via orale, l'acidità basale delle 24 ore era diminuita del 37% al giorno 1 e del 98% al giorno 7.
La selettività di pantoprazolo consiste nel fatto che sviluppa la sua piena efficacia esclusivamente in ambiente fortemente acido (pH <3) delle cellule parietali, mentre con valori di pH superiori rimane ampiamente inattivo. Pantoprazolo raggiunge quindi la sua completa efficacia farmacologica, e dunque terapeutica, solo nelle cellule parietali produttrici di acido dello stomaco.
In un processo di feedback, essa diminuisce nella misura in cui viene complessivamente inibita la secrezione acida. Durante il trattamento a lungo termine con pantoprazolo, i valori di gastrina a digiuno aumentano di circa il doppio rispetto ai valori normali. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, non viene raggiunto un aumento eccessivo dei livelli di gastrina. Al termine di una terapia orale, i valori mediani di gastrina diminuiscono di nuovo nettamente. Con l'inibizione della secrezione di acidi, tramite aumento della secrezione di gastrina, si può verificare una proliferazione di speciali cellule endocrine (ECL = enterochromaffin-like) (iperplasia da semplice ad adenomatosa). Tuttavia, la formazione di precursori carcinoidi (iperplasie atipiche) o di carcinoidi gastrici, così come riportati nelle sperimentazioni sugli animali (cfr. la rubrica «Dati preclinici»), non è stata osservata nell'uomo.
In base ai risultati delle sperimentazioni animali, non è possibile escludere completamente l'influsso di un trattamento a lungo termine (superiore ad un anno) con pantoprazolo sui parametri endocrini della ghiandola tiroidea.
Sicurezza ed efficacia nei pazienti pediatrici
L'efficacia delle compresse Pantoprazole-Acino 20 e 40 mg è stata esaminata in uno studio randomizzato su 136 pazienti di età compresa tra 12 e 16 anni affetti da malattia da reflusso (MRGE) sintomatica lieve. Pantoprazole-Acino ha ridotto significativamente i sintomi di MRGE.
Farmacocinetica
Assorbimento
Dopo somministrazione orale, pantoprazolo è assorbito completamente. Già dopo un'unica somministrazione orale o endovenosa di pantoprazolo al dosaggio adeguato viene raggiunto il livello completo del principio attivo. Le concentrazioni sieriche massime (Pantoprazole-Acino 20 mg: circa 1-1,5 μg/ml, Pantoprazole-Acino 40 mg: circa 2-3 μg/ml) si raggiungono in media dopo ca. 2,5 h dalla somministrazione e rimangono a tale livello anche dopo somministrazione multipla.
Le caratteristiche farmacocinetiche non variano dopo somministrazione singola o multipla. Nell'intervallo di dosi da 10 a 80 mg, pantoprazolo mostra una cinetica quasi lineare. Per la biodisponibilità assoluta della compressa sono stati rilevati valori intorno al 77%. L'assunzione concomitante di cibo non ha dimostrato avere influenza su AUC e concentrazione sierica massima, e dunque sulla biodisponibilità, aumentando esclusivamente la variabilità del lag-time.
Distribuzione
Il volume di distribuzione è di circa 0,15 l/kg. Il legame di pantoprazolo alle proteine sieriche è del 98%. Il passaggio transplacentare del pantoprazolo è stato studiato nel ratto in gravidanza. Esso aumenta con il progredire della gestazione. Di conseguenza, indipendentemente dal modo di somministrazione, la concentrazione nel feto risulta aumentata poco prima del parto. Nel ratto, l'escrezione nel latte materno è al massimo dello 0,02% della dose somministrata. Non esistono ancora dati sull'escrezione nel latte umano.
Metabolismo
Pantoprazolo viene metabolizzato quasi esclusivamente dal fegato. La metabolizzazione principale comprende la demetilazione mediante CYP2C19 e la successiva solfatazione, altre vie metaboliche includono l'ossidazione da parte di CYP3A4. Il principale metabolita sia nel siero sia nelle urine è il desmetil pantoprazolo, coniugato con il solfato. L'emivita del metabolita principale (ca. 1,5 h) non supera in maniera rilevante quella di pantoprazolo. Il metabolita principale non contribuisce all'inibizione degli acidi (sperimentazione animale).
Eliminazione
L'emivita di eliminazione terminale è stata calcolata in ca. 1 ora, la clearance è di ca. 0,1 l/h/kg. Sono stati osservati pochi casi di soggetti con rallentata eliminazione. A causa dell'attivazione specifica all'interno delle cellule parietali, l'emivita di eliminazione non si correla con la durata d'azione molto più lunga (inibizione della secrezione acida). La maggior parte dei metaboliti (ca. l'80%) viene escreta per via renale, il resto con le feci.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
Pazienti con insufficienza epatica, pazienti anziani
In pazienti con cirrosi epatica (Child A, Child B) i valori dell'emivita aumentano a 3-6 ore (Pantoprazole-Acino 20 mg) e 7-9 ore (Pantoprazole-Acino 40 mg) e i valori dell'AUC risultano aumentati di un fattore 3-5 (Pantoprazole-Acino 20 mg) e 5-7 (Pantoprazole-Acino 40 mg), laddove la concentrazione sierica massima aumenta solo leggermente di un fattore 1,3 (Pantoprazole-Acino 20 mg) e 1,5 (Pantoprazole-Acino 40 mg) rispetto a quella dei soggetti sani. Un leggero aumento di AUC e Cmax nei soggetti anziani rispetto ai soggetti più giovani non è clinicamente rilevante. Tuttavia nei pazienti anziani pantoprazolo deve essere usato con cautela (cfr. «Posologia/impiego»).
Disturbi della funzionalità renale
Pazienti con insufficienza renale
Nei pazienti con ridotta funzionalità renale (compresi pazienti in dialisi) non è necessaria alcuna riduzione della dose. Come nei soggetti sani, l'emivita di pantoprazolo è breve. Pantoprazolo viene dializzato solo in misura molto ridotta. Sebbene il principale metabolita abbia una emivita moderatamente più lunga (2-3 h) rispetto alla sostanza originaria, l'escrezione è tuttavia rapida e dunque non può verificarsi accumulo.
Bambini e adolescenti
I valori di AUC e Cmax dopo somministrazione orale di dosi singole di 20 o 40 mg di pantoprazolo in bambini di età compresa tra 5 e 16 anni sono stati paragonabili a quelli negli adulti.
Polimorfismi genetici
«Metabolizzatori lenti»
Circa il 3% della popolazione europea presenta una carenza funzionale dell'enzima CYP2C19 (poor metabolizers = metabolizzatori lenti). In queste persone pantoprazolo viene probabilmente catalizzato principalmente da CYP3A4. Dopo una singola somministrazione di 40 mg di pantoprazolo, l'AUC media era di circa 6 volte superiore nei metabolizzatori lenti rispetto alle persone con attività dell'enzima CYP2C19 intatta (extensive metabolizers). La concentrazione plasmatica massima media era aumentata del 60%. Questi risultati non hanno alcuna influenza sul dosaggio di pantoprazolo.
Dati preclinici
I dati preclinici degli studi convenzionali su sicurezza farmacologica, tossicità per somministrazione ripetuta e genotossicità non dimostrano rischi particolari per l'uomo.
Mutagenicità e carcinogenicità
Studi sulla mutagenicità, test sulla trasformazione cellulare e uno studio sul legame del DNA hanno evidenziato che pantoprazolo non ha alcun potenziale genotossico.
In uno studio di carcinogenesi a 2 anni nei ratti, corrispondenti a un trattamento a vita del ratto, sono state rilevate neoplasie neuroendocrine. Inoltre si sono formati papillomi a cellule squamose nella parte anteriore dello stomaco dei ratti. Il meccanismo alla base dello sviluppo di carcinoidi gastrici mediata da benzimidazoli sostituiti è stato accuratamente studiato e ha portato alla conclusione che si tratti di un meccanismo indiretto a seguito del massiccio aumento dei livelli sierici di gastrina che si verifica nel ratto durante la somministrazione cronica della sostanza.
Negli studi a 2 anni nei ratti e nel topo femmina si è osservato un aumento del numero di tumori epatici che è stato interpretato come dovuto all'elevato tasso di metabolizzazione di pantoprazolo nel fegato.
Un leggero aumento di alterazioni neoplastiche della tiroide è stato osservato nel gruppo di ratti trattati con la dose più alta. L'insorgenza di tali neoplasie è associata alle alterazioni pantoprazolo-indotte nel catabolismo della tiroxina nel fegato del ratto.
Tossicità per la riproduzione
In uno studio sulla funziona riproduttiva negli animali (ratti) con somministrazione orale sono stati osservati segni di una fetotossicità (ossificazione incompleta delle ossa craniche) a dosi superiori a 3 mg/kg.
Gli studi non hanno suggerito alcuna compromissione della fertilità né effetti teratogeni. Il passaggio transplacentare di pantoprazolo è stato studiato nel ratto. Esso aumenta con il progredire della gestazione. Di conseguenza, la concentrazione nel feto aumenta poco prima del parto.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Il medicamento può essere miscelato soltanto con i medicamenti riportati al paragrafo relativo alle indicazioni per la manipolazione.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Pantoprazole-Acino compresse gastroresistenti: non conservare a temperature superiori a 25 °C.
Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
67982
(Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Acino Pharma AG, Liesberg
Stato dell'informazione
Dicembre 2022
31948 — 24/06/2025