XEOMIN subst sèche 200 U (ec 09/26)
Merz Pharma (Schweiz) AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Xeomin
Composizione
Principi attivi
Tossina botulinica di tipo A (150 kD).
Sostanze ausiliarie
Albumina umana, saccarosio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Polvere per la preparazione di una soluzione iniettabile.
Un flaconcino contiene:
Principio attivo: 50, 100 o 200 unità DL50* di tossina botulinica di tipo A (150 kD), priva di proteine complessanti*.
* Un'unità corrisponde alla dose letale media (DL50) in seguito a iniezione intraperitoneale della soluzione ricostituita nei topi e a condizioni definite.
Le dosi sono specifiche per Xeomin e non possono essere trasferite ad altri preparati a base di tossina botulinica.
Per utilizzo intramuscolare e intraghiandolare.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Xeomin è utilizzato negli adulti per il trattamento sintomatico di
- blefarospasmo,
- distonia cervicale di forma prevalentemente rotazionale (torcicollo spasmodico),
- spasticità focale degli arti superiori e degli arti inferiori (vedi sezioni «Posologia/impiego» e «Efficacia clinica»),
- scialorrea cronica e invalidante.
Xeomin è utilizzato nei bambini e nei ragazzi di età compresa tra i 2 e i 17 anni per il trattamento sintomatico di
- scialorrea cronica e invalidante a causa di patologie neurologiche/disturbi dello sviluppo
Posologia/Impiego
Avvertenze generali
Xeomin può essere somministrato solo da medici con apposite conoscenze specialistiche nel trattamento con tossina botulinica di tipo A.
In virtù dei diversi metodi di prova DL50, le dosi raccomandate di seguito sono specifiche per Xeomin e non possono essere trasferite ad altri preparati a base di tossina botulinica di tipo A.
Xeomin ricostituito è destinato esclusivamente a iniezione intramuscolare o intraghiandolare. Per le istruzioni sulla ricostituzione e la diluizione del medicinale, consultare il paragrafo «Precauzioni particolari» e «Precauzioni per la manipolazione».
La dose ottimale, la frequenza ed il numero dei siti di iniezione devono essere stabiliti dal medico individualmente per ciascun paziente. A tale scopo occorre eseguire una titolazione della dose.
Al fine di garantire la tracciabilità dei medicinali prodotti biotecnologicamente si raccomanda di documentare il nome commerciale e il numero di lotto per ciascun trattamento.
Blefarospasmo
Dosaggio
La dose iniziale consigliata è 1,25-2,5 unità per ogni sito di iniezione. Inizialmente non si devono applicare più di 25 unità per ogni occhio.
I primi effetti sono osservati generalmente entro quattro giorni dall'iniezione. L'effetto di un trattamento dura in generale circa 3-4 mesi tuttavia la sua durata può variare in modo significativo. In caso di necessità, il trattamento può essere ripetuto.
Per il trattamento del blefarospasmo si consiglia di non superare una dose totale di 100 unità. L'intervallo tra due trattamenti deve essere di almeno 8 settimane. Gli intervalli fra i trattamenti devono essere stabiliti in base alle necessità personali di ciascun paziente.
Nelle sedute successive la dose può essere aumentata fino al doppio se la risposta al trattamento iniziale è considerata insufficiente (generalmente a causa di un effetto che non si protrae per più di 2 mesi). Tuttavia non sembra che si ottengano ulteriori benefici iniettando più di 5,0 unità per sito di iniezione.
Utilizzo
La soluzione ricostituita di Xeomin è iniettata con un ago sterile adatto (es. 27‑30 G/0,30-0,40 mm di diametro/12,5 mm di lunghezza). Si consiglia di iniettare un volume da 0,05 a 0,1 ml per sito di iniezione.
Xeomin deve essere iniettato nella regione mediale e laterale del muscolo orbicolare della palpebra superiore e nella regione laterale del muscolo orbicolare della palpebra inferiore. Se gli spasmi in queste zone interferiscono con la vista è possibile eseguire altre iniezioni nell'area del sopracciglio, nella regione laterale del muscolo orbicolare e nella metà superiore della faccia.
Torcicollo spasmodico
Dosaggio
Il dosaggio deve essere selezionato individualmente in ciascun paziente in base alla posizione della testa e del collo, all'entità dell'eventuale ipertrofia muscolare, al peso corporeo del paziente e alla sua reazione alle prime iniezioni.
Nella prassi la dose totale abitualmente non supera le 200 unità. È possibile somministrare dosi fino a 300 unità. Non applicare più di 50 unità per ogni sito di iniezione. I pazienti naive alla terapia richiedono normalmente una dose iniziale minore rispetto ai pazienti già trattati con tossina botulinica di tipo A.
Il medicinale non deve essere iniettato bilateralmente nel muscolo sternocleidomastoideo in quanto sussiste un maggiore rischio di reazioni avverse (in particolare di disfagia) in caso di somministrazione di iniezioni bilaterali o dosi superiori a 100 unità in questo muscolo.
I primi effetti sono osservati generalmente entro 7 giorni dall'iniezione. L'effetto di un trattamento dura in generale circa 3-4 mesi tuttavia la sua durata può variare in modo significativo. L'intervallo tra due trattamenti deve essere di almeno 8 settimane. Gli intervalli fra i trattamenti devono essere stabiliti in base alle necessità personali di ciascun paziente.
Utilizzo
Per l'iniezione nei muscoli superficiali si usa un ago sterile adatto (es. 25-30 G/0,30-0,50 mm di diametro/37 mm di lunghezza) e un ago più lungo per i muscoli più profondi (es. 22 G/0,70 mm di diametro/75 mm di lunghezza). Si consiglia di iniettare un volume da 0,1 a 0,5 ml per sito di iniezione.
Xeomin è generalmente iniettato nel(i) muscolo(i) sternocleidomastoideo, elevatore della scapola, scaleno, splenio della testa e/o trapezio. Questa lista non è esaustiva dato che qualsiasi muscolo coinvolto nel controllo della posizione della testa può essere interessato e pertanto può avere bisogno del trattamento. In caso di difficoltà nell'isolare i singoli muscoli, le iniezioni dovranno essere effettuate con tecniche apposite quali, ad esempio, guida elettromiografica o ecografia.
La scelta di più siti di iniezione permette alla neurotossina di raggiungere le aree innervate del muscolo distonico in maniera più uniforme e sono particolarmente utili nei muscoli più grandi. Il numero ottimale di siti di iniezione dipende dalla grandezza del muscolo che deve essere denervato chimicamente.
Spasticità degli arti superiori e inferiori
Dosaggio
Spasticità degli arti superiori
La dose precisa, la frequenza e il numero di siti di iniezione deve essere determinata individualmente in base alle dimensioni, al numero e alla posizione dei muscoli interessati, alla gravità degli spasmi e alla presenza di una debolezza muscolare locale.
Si consigliano i seguenti dosaggi per ogni muscolo:
Quadro clinico Muscolo | Unità (range di dosaggio) | Numero di siti d'iniezione per ogni muscolo |
Polso flesso | ||
Flessore radiale del carpo Flessore urnale del carpo | 25-100 20-100 | 1-2 1-2 |
Pugno chiuso | ||
Flessore superficiale delle dita Flessore profondo delle dita | 25-100 25-100 | 2 2 |
Gomito flesso | ||
Brachioradiale Bicipite Brachiale | 25-100 50-200 25-100 | 1-3 1-4 1-2 |
Avambraccio prono | ||
Pronatore quadrato Pronatore rotondo | 10-50 25-75 | 1 1-2 |
Pollice in palmo | ||
Flessore lungo del pollice Adduttore del pollice Flessore breve del pollice / opponente del pollice | 10-50 5-30 5-30 | 1 1 1 |
Spalla intraruotata/estesa/abdotta | ||
Deltoide, parte clavicolare Muscolo grande dorsale Grande pettorale Muscolo sottoscapolare Muscolo grande rotondo | 20-150 25-150 20-200 15-100 20-100 | 1-3 1-4 1-6 1-4 1-2 |
La dose totale massima per il trattamento della spasticità delle estremità superiori non deve superare 500 unità per seduta terapica mentre nei muscoli della spalla non devono essere somministrate più di 250 unità.
Dopo la somministrazione nei pazienti, l'effetto è osservabile 4 giorni dopo l'inizio del trattamento e raggiunge il picco dopo circa 4 settimane. L'effetto di un trattamento dura in generale circa 12 settimane anche se la sua durata può variare in modo significativo. Nel caso di iniezioni ripetute si consiglia di rispettare un intervallo di 12 settimane. Gli intervalli fra i trattamenti devono essere stabiliti in base alle necessità personali di ciascun paziente.
Spasticità degli arti inferiori
La dose precisa, la frequenza delle iniezioni e il numero di siti di iniezione deve essere determinata individualmente in base alle dimensioni, al numero e alla posizione dei muscoli interessati, alla gravità degli spasmi e alla presenza di una debolezza muscolare locale.
Si consigliano i seguenti dosaggi per ogni muscolo:
Quadro clinico Muscolo | Unità (range di dosaggio) | Numero di siti d'iniezione per ogni muscolo |
Piede equino con dita flesse | ||
Gastrocnemio mediale/laterale | 50-200 | 2-6 |
| Soleo | 50-200 | 2-4 |
Tibiale posteriore Flessore lungo delle dita Flessore lungo dell'alluce | 50-150 50-100 25-75 | 2-3 1-3 1-2 |
La dose totale raccomandata per il trattamento della spasticità delle estremità inferiori non deve superare 400 unità per seduta di trattamento. Nel caso di iniezioni ripetute si raccomanda di rispettare un intervallo di 12 settimane, o almeno 10 settimane. Gli intervalli fra i trattamenti devono essere stabiliti in base alle necessità personali di ciascun paziente.
Spasticità degli arti superiori e inferiori
Il trattamento combinato della spasticità multifocale degli arti superiori e inferiori deve essere eseguito sulla base delle dosi e delle raccomandazioni di trattamento di cui sopra.
Durante il primo trattamento della spasticità combinata degli arti superiori e inferiori, la dose totale massima non deve superare 500 unità. Se tale dosaggio è ben tollerato può essere aumentato fino a 600 unità per ulteriori trattamenti.
Utilizzo
Lo Xeomin ricostituito deve essere iniettato con aghi sterili adatti (es. 26 G/0,45 mm di diametro/37 mm di lunghezza per i muscoli superficiali e aghi più lunghi, ad esempio da 22 G/0,7 mm di diametro/75 mm di lunghezza, nel caso dei muscoli più profondi).
In caso di difficoltà nell'isolare i singoli muscoli, la loro localizzazione dovrà avvenire per mezzo di tecniche apposite quali, ad esempio, guida elettromiografica o ecografia. L'utilizzo di più siti di iniezione permette alla neurotossina di raggiungere le aree innervate del muscolo distonico in maniera più uniforme ed è particolarmente utile per le iniezioni nei muscoli più grandi.
Durante il trattamento della spasticità degli arti inferiori, si consiglia di iniettare un volume da 0,2 a 1 ml per sito di iniezione.
Scialorrea cronica (adulti)
Dosaggio
Si deve somministrare una soluzione ricostituita con una concentrazione di 5 unità/0,1 ml.
Xeomin viene iniettato bilateralmente nella ghiandola parotide e nella ghiandola sottomandibolare (4 iniezioni in tutto per ogni trattamento). La dose totale è suddivisa in rapporto 3:2 tra ghiandola parotide e ghiandola sottomandibolare come indicato di seguito:
Ghiandole | Unità | Volume |
Ghiandola parotide | 30 per lato | 0,6 ml per iniezione |
Ghiandola sottomandibolare | 20 per lato | 0,4 ml per iniezione |
La dose totale raccomandata per ogni trattamento è pari a 100 unità.
Nel caso di iniezioni ripetute si consiglia di rispettare un intervallo di 16 settimane. Gli intervalli fra i trattamenti devono essere stabiliti in base alle necessità personali di ciascun paziente.
Utilizzo
L'iniezione può essere eseguita esclusivamente sotto guida ecografica e da un medico con esperienza in applicazioni intraghiandolari. La soluzione ricostituita di Xeomin è iniettata per via intraghiandolare con un ago sterile adatto (es. 27‑30 G/0,30-0,40 mm di diametro/12,5 mm di lunghezza).
Scialorrea cronica (bambini/ragazzi)
Dosaggio
Si deve somministrare una soluzione ricostituita con una concentrazione di 2,5 unità/0,1 ml.
Xeomin viene iniettato bilateralmente nella ghiandola parotide e nella ghiandola sottomandibolare (quattro iniezioni in tutto per ogni trattamento). La dose adattata al peso corporeo viene iniettata nella ghiandola parotide e nella ghiandola sottomandibolare con un rapporto 3:2 secondo la tabella seguente.
I dosaggi andrebbero adattati al peso corporeo e la dose totale non dovrebbe superare le 75 unità per sessione di trattamento. Per i bambini con un peso corporeo sotto i 12 kg non si possono fornire suggerimenti di dosaggio.
Peso corporeo | Ghiandola parotide, | Ghiandola sottomandibolare, | Dose totale, entrambe le ghiandole, bilaterale | ||
Dose per ghiandola | Volume per iniezione | Dose per ghiandola | Volume per iniezione | ||
[kg] | [Unità] | [ml] | [Unità] | [ml] | [Unità] |
≥12 e < 15 | 6 | 0,24 | 4 | 0,16 | 20 |
≥15 e < 19 | 9 | 0,36 | 6 | 0,24 | 30 |
≥19 e < 23 | 12 | 0,48 | 8 | 0,32 | 40 |
≥23 e < 27 | 15 | 0,60 | 10 | 0,40 | 50 |
≥27 e < 30 | 18 | 0,72 | 12 | 0,48 | 60 |
≥30 | 22,5 | 0,90 | 15 | 0,60 | 75 |
Il punto di iniezione deve trovarsi vicino al centro della ghiandola.
Gli intervalli fra i trattamenti devono essere stabiliti in base alle effettive necessità cliniche di ciascun paziente.
Si sconsiglia la somministrazione di ulteriori dosi a una frequenza inferiore alle 16 settimane.
Utilizzo
L'iniezione può essere eseguita esclusivamente sotto guida ecografica e da un medico con esperienza in applicazioni intraghiandolari. Dopo la ricostruzione, la soluzione di Xeomin è iniettata per via intraghiandolare con un ago sterile adatto (es. 27‑30 G/0,30-0,40 mm di diametro/12,5 mm di lunghezza).
Tutte le indicazioni
Adottare le seguenti misure se il trattamento non mostra alcuna efficacia entro un mese dopo l'iniezione iniziale:
- Verifica clinica dell'effetto della neurotossina sul muscolo in cui è stata iniettata: per es. un esame elettromiografico in contesto specialistico.
- Analisi delle ragioni per la mancata risposta terapeutica, per es. errato isolamento dei muscoli da iniettare, dose insufficiente, errata tecnica di iniezione, contrattura fissa, muscoli antagonisti troppo deboli, possibile sviluppo di anticorpi.
- Verificare se il trattamento con la tossina botulinica di tipo A sia la terapia adeguata.
- Nel caso non si siano verificate reazioni avverse durante il trattamento iniziale, può essere eseguito un trattamento aggiuntivo alle seguenti condizioni:
- Aggiustamento della dose con riguardo all'analisi del fallimento della terapia più recente,
- Localizzazione dei muscoli interessati, ad esempio con tecnica elettromiografica,
- Rispetto dell'intervallo minimo tra il trattamento iniziale e quello aggiuntivo.
Se la terapia fallisce, utilizzare metodi di trattamento alternativi.
Avvertenze speciali per il dosaggio
Popolazione pediatrica
Non si possono fornire indicazioni di dosaggio per patologie diverse dalla scialorrea cronica nei bambini e nei ragazzi di età compresa tra i 2 e i 17 anni e con un peso ≥12 kg.
I dati clinici pediatrici su Xeomin sono riportati nella sezione «Efficacia clinica».
Controindicazioni
- Ipersensibilità al principio attivo tossina botulinica di tipo A o ad uno dei componenti.
- Disturbi generalizzati dell'attività muscolare (es. miastenia grave, sindrome di Lambert-Eaton).
- Infezioni o infiammazioni nel sito di iniezione previsto.
Avvertenze e misure precauzionali
Avvertenze generali
Prima di somministrare Xeomin, il medico deve esaminare l'anatomia del paziente ed eventuali alterazioni anatomiche dovute a interventi chirurgici. Occorre procedere con particolare cautela se il sito di iniezione è vicino a strutture sensibili quali l'arteria carotide, l'apice polmonare o la muscolatura esofagea. Prestare attenzione assicurandosi che Xeomin non sia iniettato in un vaso sanguigno.
Non superare le singole dosi raccomandate e non abbreviare gli intervalli di somministrazione indicati.
Xeomin deve essere usato con cautela:
- In presenza di disturbi di coagulazione di qualsiasi tipo
- In pazienti trattati con anticoagulanti o altri principi attivi con azione anticoagulante
- In pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica
- In pazienti affetti da altre patologie responsabili di disfunzioni neuromuscolari periferiche
- In caso di significativo indebolimento o atrofia del muscolo su cui deve essere effettuata l'iniezione
Diffusione locale e a distanza dell'effetto della tossina
In seguito a iniezioni di tossina botulinica di tipo A effettuate in siti di iniezione diversi da quelli proposti possono verificarsi effetti collaterali indesiderati che possono paralizzare temporaneamente anche gruppi muscolari limitrofi.
Sono stati riferiti effetti collaterali correlati alla diffusione della tossina botulinica in punti distanti dall'area interessata dall'iniezione, a volte con esito mortale, (v. 'Effetti indesiderati') che in alcuni casi erano associati a disfagia, polmonite e/o stati di pronunciata debolezza. Una disfagia può protrarsi per 2-3 settimane dopo l'iniezione. Tuttavia è stato riferito anche un caso della durata di 5 mesi. La disfagia sembra essere correlata alla dose.
Sono stati riferiti casi di disfagia anche con iniezioni che non riguardavano la muscolatura cervicale.
Disturbi neuromuscolari pre-esistenti
I pazienti trattati a dosi terapeutiche possono sviluppare eccessiva debolezza muscolare. Casi di botulismo iatrogeno sono stati segnalati in seguito a iniezione di prodotti a base di tossina botulinica. Nei pazienti con patologie neurologiche croniche, come disturbi della deglutizione, sussiste un maggiore rischio di questi effetti collaterali. Il medicinale può essere assunto da questi pazienti solo sotto controllo di uno specialista e il suo impiego deve avvenire solo qualora il potenziale beneficio giustifichi il rischio.
In generale i pazienti con precedenti di aspirazione e disfagia devono essere trattati con cautela. In questi pazienti il trattamento di una distonia cervicale deve avvenire con estrema cautela.
I pazienti o chi li assiste devono essere informati sulla necessità di rivolgersi immediatamente ad un medico se manifestano qualsiasi segno o sintomo compatibile con la diffusione dell’effetto della tossina botulinica o in caso di disturbi di deglutizione, linguaggio o respirazione.
Reazioni di ipersensibilità
Sono state riferite reazioni di ipersensibilità dopo la somministrazione della tossina botulinica di tipo A. In caso di reazioni di ipersensibilità gravi (es. reazioni anafilattiche) e/o di tipo immediato è necessario istituire un'adeguata terapia medica.
Formazione di anticorpi
Iniezioni troppo frequenti di tossina botulinica di tipo A possono aumentare il rischio di formazione di anticorpi tali da causare il fallimento della terapia anche nel trattamento di altre indicazioni.
Bambini e adolescenti
Segnalazioni spontanee in merito a una possibile diffusione della tossina in punti lontani dalla sede di applicazione sono state riportate molto raramente nei bambini e negli adolescenti con patologie associate, principalmente paresi cerebrale infantile, con altri preparati di tossina botulinica di tipo A. In generale, il dosaggio che è stato utilizzato in questi casi era superiore al dosaggio consigliato per questo preparato.
Raramente nei bambini con paresi cerebrale grave dopo un trattamento con preparato di tossina botulinica, inclusa applicazione off-label (ad es. nella zona della nuca), sono stati segnalati decessi che finora erano correlati a polmoniti ab ingestis. Il rischio nei bambini e nei ragazzi con stato di salute compromesso a causa di patologie pregresse o in pazienti con gravi deficit neurologici, disfagia o con precedenti di una polmonite ab ingestis o di patologie polmonari è particolarmente alto.
Avvertenze secondo l'indicazione
Blefarospasmo
A causa dell'attività anticolinergica della tossina botulinica di tipo A, Xeomin deve essere usato con cautela nei pazienti a elevato rischio di glaucoma ad angolo stretto.
È preferibile evitare iniezioni in prossimità del muscolo elevatore della palpebra superiore onde ridurre il rischio di ptosi. Può comparire diplopia in seguito alla diffusione della tossina botulinica di tipo A nel muscolo obliquo inferiore. Questo effetto indesiderato può essere prevenuto rinunciando all'iniezione mediale sulla palpebra inferiore.
La riduzione del battito oculare in seguito all'iniezione di Xeomin nel muscolo orbicolare può ridurre la protezione della cornea con conseguenti difetti epiteliali persistenti e ulcerazioni corneali. Si possono facilmente verificare ecchimosi nei tessuti molli della palpebra. Questo rischio può essere contenuto comprimendo immediatamente e delicatamente la sede d'iniezione subito dopo l'iniezione.
Torcicollo spasmodico
Informare i pazienti del fatto che le iniezioni di Xeomin per il trattamento del torcicollo spasmodico possono causare disfagie da media a grave entità, unite al pericolo di aspirazione e dispnea. Può essere necessario un intervento medico (es., sotto forma di alimentazione artificiale). La limitazione della dose iniettata nel muscolo sternocleidomastoideo a meno di 100 unità può ridurre la frequenza della comparsa di disfagia. I pazienti con una massa muscolare ridotta nel collo o i pazienti che hanno bisogno di iniezioni bilaterali nel muscolo sternocleidomastoideo sono esposti ad un rischio maggiore. La comparsa di disfagia è da attribuirsi alla diffusione dell'effetto farmacologico di Xeomin in seguito alla diffusione della neurotossina nella muscolatura esofagea.
Spasticità degli arti superiori e inferiori
Xeomin è stato studiato come trattamento per la spasticità focale in combinazione con i normali regimi terapici standard e non deve perciò essere considerato come sostituto per tali modalità di trattamento. È improbabile che Xeomin sia in grado di migliorare l'escursione di un'articolazione affetta da una contrattura muscolare fissa.
Episodi nuovi o ripetuti di epilessia sono stati riferiti tipicamente in pazienti con predisposizione a tali attacchi. L'esatta relazione di tali eventi con l'iniezione della tossina botulinica non è stata ancora dimostrata.
Spasticità degli arti inferiori
Durante il trattamento, si raccomanda cautela nei pazienti anziani che potrebbero essere più a rischio di cadute.
Interazioni
Non sono stati eseguiti studi sull'interazione farmacologica.
Teoricamente l'effetto della tossina botulinica di tipo A può essere potenziato da antibiotici aminoglicosidici o altri medicinali che interferiscono con la trasmissione neuromuscolare, per es. miorilassanti del tipo della tubocurarina. Pertanto l'uso concomitante di Xeomin con prodotti aminoglicosidici richiede particolare cautela. Usare con cautela i miorilassanti periferici, se necessario riducendone la dose iniziale o utilizzando una sostanza ad azione intermedia come vecuronio o atracurio al posto di sostanze ad azione prolungata.
In caso di utilizzo per il trattamento della scialorrea cronica, una radioterapia su testa e collo e/o la somministrazione concomitante di anticolinergici (es. atropina, glicopirronio, scopolamina) può incrementare l'effetto della tossina.
Le 4-amminochinoline possono attenuare l'effetto di Xeomin.
I possibili effetti sono sconosciuti in caso di somministrazione concomitante di diversi preparati botulinici, contemporaneamente o nell'arco di diversi mesi. Una debolezza muscolare accentuata può subire un aggravamento a causa della somministrazione di una diversa tossina botulinica prima della completa cessazione degli effetti della tossina botulinica somministrata in precedenza.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Non esistono dati sufficienti sull'uso in donne in stato di gravidanza. Studi su animali hanno evidenziato tossicità riproduttiva (vedi «Dati preclinici»). Non è noto il potenziale rischio per l'uomo. Pertanto Xeomin non deve essere usato durante la gravidanza a meno che non sia evidentemente necessario e che il potenziale beneficio ne giustifichi il rischio.
Allattamento
Non è noto se la tossina botulinica di tipo A venga escreta nel latte materno. Pertanto Xeomin non deve essere usato durante l'allattamento.
Fertilità
Non sono presenti dati di studi clinici sulla tossina botulinica di tipo A. In uno studio sperimentale sugli animali non sono stati rilevati effetti avversi sulla fertilità maschile e femminile (vedi «Dati preclinici»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati eseguiti studi in merito. Informare i pazienti sulla necessità di evitare di mettersi alla guida o di svolgere attività potenzialmente pericolose se si verificano sintomi quali astenia, capogiri, disturbi della vista, ptosi, perdita di forza muscolare o debolezza muscolare.
Effetti indesiderati
Avvertenze generali
Solitamente gli effetti indesiderati che si verificano entro la prima settimana dopo il trattamento sono di natura temporanea. Gli effetti indesiderati possono essere correlati al principio attivo, alla procedura di iniezione o a entrambi.
Dolore localizzato, infiammazione, parestesia, ipoestesia, debolezza, gonfiore, edema, eritema, prurito, infezione localizzata, ematoma, sanguinamento e/o lividi possono essere associati all'iniezione.
I dolori e/o la paura derivanti dal processo di iniezione possono provocare reazioni vasovagali, come per es. ipotonia sintomatica temporanea, nausea, tinnito e sincopi.
La debolezza muscolare localizzata è un effetto farmacologico atteso della tossina botulinica di tipo A.
In casi molto rari sono stati riferiti effetti indesiderati correlati alla diffusione della tossina botulinica in punti distanti dall'area interessata dall'iniezione nei quali i sintomi erano analoghi all'effetto della tossina botulinica del tipo A (eccessiva debolezza muscolare, disfagia, polmonite da aspirazione con esito talvolta fatale).
Il trattamento del torcicollo spasmodico può causare disfagia di vari gradi di intensità con un rischio di aspirazione tale da richiedere un intervento medico (v. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Raramente, in seguito all'utilizzo di preparati a base di tossina botulinica, sono state riferite reazioni di ipersensibilità gravi e/o immediate tra cui anafilassi, malattia da siero, dispnea, edema dei tessuti molli e orticaria. Alcune di queste reazioni sono state riferite in seguito al singolo uso di normali preparati a base di tossina botulinica di tipo A, altri in seguito all'uso di tossina botulinica di tipo A in combinazione con altri principi attivi che notoriamente causano reazioni simili.
Effetti indesiderati negli studi clinici
Le frequenze sono definite come segue: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1000); molto raro (<1/10.000), casi singoli (in base alle segnalazioni spontanee della sorveglianza del mercato, non è possibile indicare la frequenza esatta).
Blefarospasmo
Classificazione sistemica organica | Effetto collaterale | Frequenza |
|---|---|---|
Patologie del sistema nervoso | Parestesie | Frequente |
Cefalea, paresi facciale | Occasionale | |
Patologie dell'occhio | Ptosi palpebrale | Molto frequente |
Occhi secchi, peggioramenti della vista, visione offuscata | Frequente | |
Diplopia, aumento della lacrimazione | Occasionale | |
Patologie del tratto gastrointestinale | Bocca secca | Frequente |
Disfagia | Occasionale | |
Patologie della pelle e del tessuto connettivo | Eruzione cutanea | Occasionale |
Patologie della muscolatura scheletrica, del tessuto connettivo e delle ossa | Debolezza muscolare | Occasionale |
Patologie sistemiche e disturbi nel sito di somministrazione | Dolore sul sito di iniezione | Frequente |
Stanchezza | Occasionale |
Torcicollo spasmodico
Classificazione sistemica organica | Effetto collaterale | Frequenza |
Infezioni e patologie parassitarie | Infezione delle vie aeree superiori | Frequente |
Patologie del sistema nervoso | Cefalea, vertigini, presincopi | Frequente |
Tremore della testa, disturbi del linguaggio | Occasionale | |
Patologie delle vie respiratorie, della cavità toracica e del mediastino | Disfonia, dispnea | Occasionale |
Patologie del tratto gastrointestinale | Disfagia (10,4%) | Molto frequente |
Bocca secca, nausea | Frequente | |
Vomito, diarrea | Occasionale | |
Patologie della pelle e del tessuto connettivo | Aumento della sudorazione | Frequente |
Eruzione cutanea, eritema, prurito | Occasionale | |
Patologie della muscolatura scheletrica, del tessuto connettivo e delle ossa | Dolori alla nuca, debolezza muscolare, mialgia, rigidità muscolare, spasmi muscolari | Frequente |
Patologie sistemiche e disturbi nel sito di somministrazione | Dolore sul sito di iniezione, astenia | Frequente |
Spasticità degli arti superiori
Classificazione sistemica organica | Effetto collaterale | Frequenza |
Patologie del sistema nervoso | Cefalea, ipoestesia | Occasionale |
Patologie del tratto gastrointestinale | Bocca secca | Frequente |
Nausea, disfagia | Occasionale | |
Patologie della pelle e del tessuto connettivo | Eruzione cutanea | Occasionale |
Patologie della muscolatura scheletrica, del tessuto connettivo e delle ossa | Dolori agli arti, gonfiore articolare, debolezza muscolare, mialgia | Occasionale |
Patologie sistemiche e disturbi nel sito di somministrazione | Astenia, edema periferico | Occasionale |
Spasticità degli arti inferiori
Classificazione sistemica organica | Effetto collaterale | Frequenza |
Patologie della muscolatura scheletrica, del tessuto connettivo e delle ossa | Debolezza muscolare Dolori agli arti | Frequenti Sconosciuti |
Lesioni, intossicazione e complicanze dovute a interventi | Caduta | Frequenti |
Scialorrea cronica (adulti)
Classificazione sistemica organica | Effetto collaterale | Frequenza |
Patologie del sistema nervoso | Parestesia | Frequente |
Disturbi della parola | Occasionale | |
Patologie del tratto gastrointestinale | Bocca secca, disfagia | Frequente |
Alterazione della saliva (maggiore densità), disgeusia | Occasionale |
Sono stati riferiti casi di prolungata secchezza della bocca (>110 giorni) con possibili complicazioni quali gengivite, disfagia e carie.
Scialorrea cronica (bambini/ragazzi)
Classificazione sistemica organica | Effetto collaterale | Frequenza |
|---|---|---|
Patologie del tratto gastrointestinale | Alterazione della saliva (maggiore densità), bocca secca, disgeusia | Occasionale |
Effetti indesiderati dopo il lancio sul mercato
Con l'uso di Xeomin a partire dal suo lancio sul mercato sono state segnalate le seguenti reazioni con frequenza non nota indipendentemente dall'indicazione:
Classificazione sistemica organica | Effetto collaterale |
Patologie del sistema immunitario | Sono stati riportati reazioni di ipersensibilità come gonfiore, edema (anche a distanza dal sito di iniezione), eritema, prurito, eruzioni cutanee (locali o generalizzate) e dispnea |
Patologie della muscolatura scheletrica, del tessuto connettivo e delle ossa | Atrofia muscolare |
Patologie sistemiche e disturbi nel sito di somministrazione | Sintomi parainfluenzali |
Effetti indesiderati che sono stati riferiti con altri preparati a base di tossina botulinica
A seguito della somministrazione di comuni preparati a base di complesso con tossina botulinica di tipo A sono stati riferiti i seguenti eventi indesiderati: Anoressia, sonnolenza, paresi facciale, disartria, ectropion, entropion, fotofobia, cheratite puntata superficiale, ulcera corneale, tinnito, ipoacusia, dolori addominali, iperidrosi, esantema psoriasiforme, eritema multiforme e radiculopatia.
Raramente, dopo la somministrazione di comuni preparati a base di complesso con tossina botulinica di tipo A, sono stati riferiti effetti indesiderati del sistema cardiovascolare come aritmia o infarto miocardico, alcuni dei quali con esito fatale. Non è chiaro se questi casi di decesso siano stati causati dal complesso della tossina botulinica di tipo A o da pre-esistenti malattie cardiovascolari.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Dosi superiori di tossina botulinica di tipo A possono causare paralisi neuromuscolare accentuate e/o distanti dal sito di iniezione. I possibili sintomi del sovradosaggio possono includere debolezza generale, ptosi, diplopia, difficoltà respiratorie e di linguaggio, paresi dei muscoli respiratori o difficoltà di deglutizione. A seguito di ciò può insorgere anche una polmonite da aspirazione.
I sintomi di solito non si manifestano immediatamente dopo l'iniezione. In caso di sovradosaggio o di diffusione della tossina, il paziente deve essere monitorato dal punto di vista medico per diversi giorni (fino a diverse settimane) per sintomi di eccessiva debolezza muscolare o paralisi muscolare. Può rendersi necessario il trattamento sintomatico, compreso l'eventuale ricovero in ospedale. Può essere necessaria assistenza respiratoria e intubazione in caso di paralisi dei muscoli respiratori.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
M03AX01
Meccanismo d'azione
La tossina botulinica di tipo A blocca la trasmissione colinergica nelle giunzioni neuromuscolari e nelle ghiandole salivari inibendo il rilascio di acetilcolina. I terminali nervosi della giunzione neuromuscolare non rispondono più agli impulsi nervosi e viene impedita la secrezione del neurotrasmettitore nelle placche motorie (denervazione chimica). Il completo recupero della funzione delle placche/trasmissione dell'impulso dopo l'iniezione intramuscolare avviene normalmente entro 3-4 mesi poiché i terminali nervosi si sviluppano di nuovo ricollegandosi alla placca motoria.
Il meccanismo d'azione attraverso il quale la tossina botulinica di tipo A esplica i suoi effetti sulle terminazioni nervose colinergiche può essere descritto come un processo sequenziale a quattro fasi che comprende le fasi seguenti:
- Legame: la catena pesante della tossina botulinica di tipo A si lega con una selettività ed affinità eccezionalmente elevate ai recettori che si trovano esclusivamente a livello delle terminazioni colinergiche.
- Ingresso o internalizzazione: restringimento della membrana della terminazione nervosa e assorbimento della tossina nella terminazione nervosa (endocitosi).
- Traslocazione: il segmento aminoterminale della catena pesante della neurotossina forma un poro nella membrana della vescicola, il ponte disolfuro viene spezzato e la catena leggera della neurotossina passa attraverso il poro nel citosol.
- Effetto: dopo il rilascio della catena leggera, questa degrada proteoliticamente, in modo altamente selettivo, la proteina bersaglio (SNAP 25) che è essenziale per il rilascio dell'acetilcolina.
L'effetto inibente della neurotossina sul rilascio presinaptico dell'acetilcolina è dimostrato. Nel caso delle ghiandole salivari non è chiaro se siano direttamente interessate anche le cellule postsinaptiche. Dopo il rilascio della neurotossina nella ghiandola sottomandibolare dei ratti avviene una sottoregolazione della membrana delle cellule ghiandolari che può tuttavia essere anche un effetto secondario della denervazione funzionale.
Farmacodinamica
V. il paragrafo «Meccanismo d'azione»
Efficacia clinica
Blefarospasmo
L'efficacia e la sicurezza di Xeomin (fino a 50 unità per occhio) sono state analizzate in uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, multicentrico su un totale di 109 pazienti (Xeomin: n=75; Placebo: n=34) affetti da blefarospasmo bilaterale e con livello di gravità pari ad almeno 2 punti sulla scala di valutazione di Jankovic (JRS). 102 pazienti hanno successivamente partecipato a un'estensione in aperto con un massimo di 5 cicli di iniezioni. La dose media totale per ogni seduta era pari a 66,9 unità. Durante la fase di estensione è stata somministrata una dose cumulativa di 276,7 unità.
Xeomin ha raggiunto un effetto terapico sia dopo la prima iniezione sia durante i cicli ripetuti di iniezioni. Nell'endpoint primario (variazione dell'indice di gravità JRS dopo 6 settimane) Xeomin ha mostrato una superiorità statisticamente significativa rispetto al placebo (Xeomin: -0,83 punti [1,178]; Placebo: 0,21 punti [0,914]; Differenza: -1,0 punti; IC 95% da -1,4 a -0,5; p<0,001). Anche per gli endpoint secondari è stata rilevata una significativa superiorità di Xeomin rispetto al placebo in quasi tutti i periodi di misurazione. Nella fase di estensione è stato rilevato, inoltre, un significativo miglioramento della sintomatologia durante i cicli di iniezione ripetuti.
In uno studio in doppio cieco di fase III sono state studiate l'efficacia e la sicurezza di Xeomin rispetto a un prodotto di comparazione contenente un normale complesso a base di tossina botulinica di tipo A (Onabotulinumtoxin A 900 kD) su n=300 pazienti con blefarospasmo. I pazienti hanno ricevuto per una sola volta Xeomin o il prodotto comparativo in dosi massime di 35 unità per occhio. Dopo 3 settimane in entrambi i gruppi è stata rilevata una riduzione clinicamente importante e statisticamente significativa del sottopunteggio JRS (riduzione rispetto al basale di -2,90 per Xeomin e -2,67 per il prodotto di comparazione). I risultati dei rimanenti endpoint erano coerenti in tal senso. È stato possibile dimostrare la non inferiorità di Xeomin rispetto al prodotto di comparazione. L'effetto di Xeomin insorgeva in un periodo mediano di 4 giorni dopo l'iniezione e la durata mediana dell'effetto era di 110 giorni. I risultati di questo studio comparativo, con un rapporto di dose di 1:1, mostrano un'equipotenza dei due preparati nel trattamento del blefarospasmo.
Torcicollo spasmodico
Xeomin è stato studiato in uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, multicentrico su 233 pazienti (Xeomin: 240 unità, n=81; 120 unità, n=78; Placebo: n=74) affetti da distonia cervicale di forma prevalentemente rotazionale (torcicollo spasmodico), con un punteggio di almeno 10 punti sulla scala Toronto Western Spasmodic Torticollis Rating Scale (TWSTRS); 143 pazienti erano già stati trattati con un normale complesso a base di tossina botulinica di tipo A. Alla fine 214 pazienti hanno partecipato a un'estensione in doppio cieco con un massimo di 5 cicli di iniezioni in 2 gruppi di dosi (240 unità, n=111; 120 unità, n=103).
Xeomin ha raggiunto un effetto terapico sia dopo la prima iniezione sia durante i cicli ripetuti di iniezioni. Nell'endpoint primario (variazione del punteggio totale TWSTRS 4 settimane dopo l'iniezione singola), entrambe le dosi Xeomin da 240 unità e da 120 unità hanno dimostrato una superiorità statisticamente significativa (rispettivamente -10,9 punti e -9,9 punti per le due dosi) rispetto al placebo (-2,2 punti; differenza, 240 unità: ‑9,0 punti, IC 95% da -12,0 a -5,9; 120 unità: -7,5 punti, IC 95% da -10,4 a ‑4,6; p<0,001). Con i pazienti già trattati (240 unità: -11,4 punti; 120 unità: -8,5 punti; Placebo: ‑2,4 punti) e non trattati in precedenza (240 unità: -10,0 punti; 120 unità: ‑11,9 punti; Placebo: -2,0 punti) sono stati ottenuti risultati simili. Anche per la maggior parte degli endpoint secondari è stata rilevata una significativa superiorità di Xeomin rispetto al placebo. Nella fase di estensione è stato rilevato, inoltre, un significativo miglioramento della sintomatologia durante i cicli di iniezione ripetuti con entrambe le dosi. Le differenze tra i due gruppi di dosi erano statisticamente non significative. Le dosi medie totali per ogni seduta erano rispettivamente pari a 241,11 unità e 119,58 unità. Durante la fase di estensione sono state somministrate dosi cumulative di 917,75 unità (pazienti con 240 unità) e 423,74 unità (pazienti con 120 unità).
Inoltre, in uno studio multicentrico, prospettico, randomizzato, di fase III sono stati esaminati 463 pazienti con distonia cervicale di forma prevalentemente rotazionale (torcicollo spasmodico) e un indice di gravità di almeno 10 punti sulla TWSTRS, con Xeomin o con un prodotto comparativo contenente un complesso a base di tossina botulinica di tipo A (Onabotulinumtoxin A 900 kD). Quattro settimane dopo l'inizio del trattamento in entrambi i gruppi è stata osservata una significativa riduzione dell'indice TWSTRS rispetto al basale (-6,6 per Xeomin e ‑6,4 per il prodotto di comparazione). È stato possibile dimostrare la non inferiorità di Xeomin rispetto al prodotto di comparazione. L'effetto di Xeomin insorgeva in un periodo mediano di 7 giorni dopo l'iniezione e la durata mediana dell'effetto era di 110 giorni. I risultati di questo studio comparativo, con un rapporto di dose di 1:1, mostrano un'equipotenza dei due preparati nel trattamento della distonia cervicale.
Spasticità degli arti superiori
Xeomin è stato esaminato in uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, multicentrico, di fase III su 148 pazienti (Xeomin: n=73; Placebo: n=75) con spasticità degli arti superiori a seguito di ictus. 145 pazienti hanno partecipato a una fase di estensione in aperto (con la possibilità di un dosaggio flessibile). La dose cumulativa nell'ambito dello studio clinico, dopo un massimo di 6 trattamenti ripetuti, è stata in media 1333 unità (massimo 2395 unità) nell'arco di un periodo massimo di 89 settimane.
Il tasso di risposta secondo la scala Ashworth per il polso flesso dopo 4 settimane (endpoint primario; risposta definita come miglioramento di almeno 1 punto sulla scala di Ashworth da 0 a 4 punti) era più significativo nel braccio di Xeomin (68,5%) rispetto al braccio del placebo (37,3%; p<0,001). I pazienti trattati con Xeomin hanno avuto una possibilità 3,97 volte maggiore di risposta alla terapia rispetto ai pazienti trattati con placebo (IC 95%: da 1,90 a 8,30).
L'effetto insorgeva, nella mediana, 4 giorni dopo la somministrazione e la massima azione sul tono muscolare era osservata nella mediana dopo 4 settimane, mentre l'effetto terapico persisteva per circa 12 settimane.
Uno studio randomizzato, in cieco, multicentrico, di fase III su n=192 pazienti con spasticità di eziologia diversa ha investigato – con dosaggio comparabile – l'effetto di diverse diluizioni di Xeomin (20 U/mL, n=97 o 50 U/mL, n=95) sull'efficacia.
Nell'endpoint primario (definito come miglioramento di almeno 1 punto sulla Disability Assessment Scale 4 settimane dopo l'iniezione) è stato possibile dimostrare la non inferiorità del gruppo di 20 U/mL rispetto al gruppo di 50 U/mL. Questi risultati sono stati confermati anche nella maggior parte degli altri parametri di efficacia.
Un altro studio clinico di fase III in doppio cieco controllato con placebo è stato eseguito su 317 pazienti, mai trattati in precedenza, affetti da spasticità dell'arto superiore e mai trattati in precedenza, ad almeno 3 mesi dall'ictus. Durante la fase principale è stata somministrata per via intramuscolare una dose fissa totale di Xeomin di 400 unità al gruppo clinico target primario con spasticità per gomito flesso, polso flesso, pugno chiuso o altri gruppi muscolari colpiti (n=210). L'analisi confermativa dei parametri di efficacia primari e co-primari, 4 settimane dopo l'iniezione, ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo del tasso di risposta valutato mediante la scala Ashworth o nelle variazioni rispetto al basale, valutate con la scala Ashworth e con la scala dell'impressione globale della variazione clinica (a giudizio dello sperimentatore).
296 pazienti trattati hanno completato la fase principale e hanno partecipato al primo ciclo di iniezioni della fase di estensione in aperto (OLEX). Durante la fase di estensione i pazienti hanno ricevuto fino a 3 iniezioni. In ciascun ciclo di iniezioni i pazienti hanno ricevuto una dose totale di 400 unità di Xeomin, distribuita in maniera flessibile in tutti i muscoli interessati), seguita da un periodo di osservazione di 12 settimane. La durata totale dello studio è stata di 48 settimane.
Spasticità degli arti inferiori
Lo studio clinico di fase III, in doppio cieco e controllato con placebo, ha coinvolto un totale di 219 pazienti asiatici (giapponesi) affetti da spasticità degli arti inferiori, ad almeno 6 mesi dall'ictus. Lo studio ha incluso una fase di tollerabilità iniziale in aperto, una fase principale in doppio cieco (MP) e una fase di estensione in aperto (OLEX). Durante la MP, una dose totale fissa di Xeomin (400 unità) o placebo è stata somministrata per via intramuscolare ai muscoli del piede equino (m. gastrocnemio (mediale e laterale), m. tibiale posteriore e, ove necessario, anche dei muscoli delle dita (m. flessori delle dita lunghe e m. flessori dell'alluce lungo). Nell'analisi confermativa, il parametro di efficacia primario (variazioni rispetto al basale nei valori dei punti della scala Ashworth modificata (MAS) per i flessori plantari, calcolato come area sotto la curva (Area Under the Curve, AUC) fino alla fine della MP (settimana 12), ha dimostrato un miglioramento significativo della spasticità dopo ictus rispetto al gruppo placebo durante il trattamento con Xeomin.
- Endpoint primario: Variazione media nel valore basale MAS del riflesso plantare rispetto al basale fino alla fine del PM
NT 201 | Placebo | |
|---|---|---|
Variazione media | –7,74 | –4,76 |
Variazione media LS | –8,40 | –5,81 |
p = 0,0041 | ||
LS = Least Square (metodo dei minimi quadrati)
- Endpoint secondario: Variazione media nel valore basale MAS del riflesso plantare rispetto al basale fino alla 4a, 6a e 8a settimana del PM
NT 201 | Placebo | ||
4a settimana | Variazione media | –0,75 | –0,48 |
Variazione media LS | –0,81 | –0,57 | |
p = 0,0125 | |||
6a settimana | Variazione media | –0,85 | –0,51 |
Variazione media LS | –0,91 | –0,62 | |
p = 0,0042 | |||
8a settimana | Variazione media | –0,73 | –0.41 |
Variazione media LS | –0,81 | –0,52 | |
p = 0,0033 | |||
LS = Least Square (metodo dei minimi quadrati)
Sono stati reclutati complessivamente 202 pazienti nella fase OLEX, durante la quale i pazienti hanno ricevuto fino a tre iniezioni. Ogni ciclo OLEX consisteva in una singola sessione di trattamento (dose totale di 400 unità di Xeomin), seguita da un periodo di osservazione di 10-14 settimane per il primo e il secondo ciclo OLEX e di 12 settimane per il terzo ciclo OLEX. La durata totale dello studio è stata di 52 settimane. I risultati dell'OLEX hanno confermato i risultati dell'MP che aveva mostrato un beneficio terapeutico duraturo.
In un altro studio randomizzato, controllato con placebo, condotto su 290 pazienti con spasticità degli arti inferiori trattati con Xeomin non è stato possibile ottenere risultati statisticamente significativi nella variabile di efficacia primaria rispetto al placebo (Variazione rispetto al basale nei punteggi della scala Ashworth per i flessori plantari).
Spasticità degli arti superiori e inferiori
Da uno studio di fase III non controllato, in aperto, a cui hanno partecipato 155 pazienti con spasticità combinata degli arti superiori e inferiori, sono disponibili dati di sicurezza che supportano la dose totale massima di 600 unità per il trattamento combinato della spasticità focale degli arti superiori e inferiori negli adulti.
Scialorrea cronica (adulti)
Lo studio di fase, in doppio cieco, controllato con placebo, rilevante per l'autorizzazione, ha reclutato un totale di 184 pazienti che soffrivano da almeno 3 mesi di scialorrea dovuta a morbo di Parkinson, sindrome parkinsoniana atipica, ictus o lesioni cerebrali post-traumatiche. Durante il periodo principale (MP) è stata somministrata una dose fissa di Xeomin (100 o 75 unità) o di placebo per via intraghiandolare, fino a un rapporto di dose definito di 3:2, nella ghiandola parotide e nella ghiandola sottomandibolare. L'analisi confermativa delle variabili primarie di efficacia (flusso di saliva non stimolato (uSFR) e scala per la valutazione delle variazioni dello stato clinico globale (GICS), in un range da +3 a -3, 4 settimane dopo l'iniezione) ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo nel gruppo di trattamento con 100 unità rispetto al placebo (riduzione dell'uSFR di 90 microgrammi/minuto e aumento della GICS di 0,58 unità). Il gruppo di trattamento con 75 unità ha presentato una riduzione dell'uSFR pari a 20 microgrammi/minuto così come un aumento della GICS pari a 0,35 unità rispetto al placebo, anche se in assenza di una significatività statistica. In entrambi i gruppi di trattamento attivo è stato possibile rilevare un miglioramento statisticamente significativo della GICS 8 e 12 settimane dopo l'iniezione. Nell'ultimo punto di osservazione del periodo principale, alla 16a settimana, l'efficacia era nettamente inferiore e non più statisticamente significativa.
173 pazienti trattati hanno completato la fase principale e hanno partecipato al primo ciclo della fase di estensione (EP). L'EP consisteva in tre cicli di somministrazione in cieco, ciascuno con una singola seduta terapica (100 o 75 unità della dose totale di Xeomin, con lo stesso rapporto di dose dell'MP), seguita da un periodo di osservazione di 16 settimane. 151 pazienti hanno portato a termine l'EP. I risultati dell'EP hanno confermato i risultati dell'MP che aveva mostrato un beneficio terapeutico duraturo.
Scialorrea cronica (bambini/ragazzi)
In uno studio clinico di fase III in doppio cieco controllato con placebo sono stati trattati nel complesso 255 bambini e ragazzi (di età compresa tra i 2 e i 17 anni) con un peso (KG) di almeno 12 kg affetti da scialorrea cronica in correlazione a patologie neurologiche e/o deficit cognitivo. Durante la fase principale, 220 pazienti di età compresa tra i 6 e i 17 anni sono stati trattati con Xeomin in base alla fascia di peso e fino a 75 unità o placebo. Il trattamento è stato somministrato per via intraghiandolare con guida a ultrasuoni e un rapporto definito 3:2 nella ghiandola parotide e nella ghiandola sottomandibolare.
L'analisi confermativa delle variabili primarie di efficacia (uSFR e GICS a 4 settimane dopo l'iniezione) ha dimostrato miglioramenti statisticamente significativi anche a livello clinico nel gruppo di trattamento con Xeomin rispetto al placebo. Per entrambi i parametri di efficacia sono state osservate fino alla fine della fase principale nella settimana 16 differenze statisticamente significative tra i gruppi di trattamento.
Tutti i 35 bambini di età compresa tra 2 e 5 anni sono stati trattati in base al peso corporeo con Xeomin senza utilizzare un braccio di placebo come controllo. Le variabili di efficacia analizzate hanno evidenziato un simile miglioramento come nel gruppo di trattamento con Xeomin della fascia tra i 6 e i 17 anni.
Al successivo primo ciclo della fase di estensione aperta hanno partecipato 247 pazienti. La fase di prolungamento si componeva di tre cicli effettivi ciascuno con una singola sessione di trattamento, seguita da una fase di osservazione di 16 settimane. Tutti i pazienti hanno ricevuto una dose di Xeomin secondo il medesimo schema previsto e il medesimo rapporto di dosaggio della fase principale. Nel complesso, 222 pazienti hanno terminato la fase di estensione. I risultati della fase di estensione aperta hanno confermato i risultati della fase principale che aveva mostrato un beneficio terapeutico duraturo. Non sono stati accertati problemi di sicurezza nuovi o imprevisti.
Farmacocinetica
Assorbimento
Non è possibile condurre studi di cinetica classica e di distribuzione con la tossina botulinica di tipo A poiché la sostanza attiva viene applicata in quantità estremamente basse (picogrammi per iniezione) e si lega rapidamente e irreversibilmente alle terminazioni colinergiche nervose.
La tossina botulinica del sierotipo A naturale è un complesso ad elevato peso molecolare (complesso della tossina botulinica di tipo A) che, oltre alla neurotossina (150 kD), contiene anche altre proteine non tossiche, come emoagglutinine e non emoagglutinine. Al contrario del complesso botulinico di tipo A, Xeomin contiene la neurotossina pura ed è priva di proteine complessanti.
Come per molte altre proteine è stato dimostrato che la tossina botulinica di tipo A subisce un trasporto assonale retrogrado dopo iniezione intramuscolare. Tuttavia non è stato individuato il passaggio transinaptico retrogrado della tossina botulinica di tipo A attiva nel sistema nervoso centrale.
La tossina botulinica di tipo A che si lega al recettore viene captata per endocitosi nel terminale nervoso prima di raggiungere il suo bersaglio (SNAP 25) e viene poi degradata a livello intracellulare. Le molecole di tossina botulinica di tipo A che circolano liberamente e che non si sono legate ai recettori presinaptici del terminale nervoso colinergico, sono fagocitate o pinocitate e degradate come qualunque altra proteina libera circolante.
Distribuzione
V. il paragrafo «Assorbimento».
Metabolismo
V. il paragrafo «Assorbimento».
Eliminazione
V. il paragrafo «Assorbimento».
Dati preclinici
Farmacologia di sicurezza
Gli studi preclinici per la sicurezza farmacologica per l'investigazione degli effetti di Xeomin sul sistema cardiovascolare non hanno indicato alcun aumento del rischio per i pazienti.
Mutagenicità e cancerogenicità
Xeomin non è stato sottoposto a studi di mutagenicità e cancerogenicità.
Tossicità riproduttiva
Gli studi sulla tossicità riproduttiva di Xeomin non hanno mostrato né effetti avversi sulla fertilità maschile o femminile nel coniglio né effetti diretti sullo sviluppo embrio-fetale o pre- e post-natale nel ratto e/o nel coniglio. Tuttavia la somministrazione di Xeomin a livelli tossici per la madre ha provocato un calo ponderale della madre, ha causato un aumento del numero di aborti nel coniglio (in uno studio sulla tossicità embrionale nei conigli) e ha ridotto lievemente il peso alla nascita nel ratto (in uno studio sulla tossicità embrionale nei ratti).
Altri dati (tossicità locale, fototossicità, immunotossicità)
I risultati degli studi sulla tossicità sistemica di Xeomin, dopo somministrazione intramuscolare ripetuta, erano correlati prevalentemente alla sua azione farmacodinamica.
Durante uno studio sulla tossicità cronica nei ratti, Xeomin è stato iniettato nelle ghiandole salivari. Il peso della ghiandola sottomandibolare iniettata era ridotta in tutti i dosaggi e alla dose massima di 40 U/kg in alcuni animali si osservava un'atrofia dell'acino ghiandolare. Alle dosi più basse di 2 e 10 U/kg non insorgeva alcuna atrofia. In altri termini è stato possibile determinare un NOAEL di 10 U/kg, 6 volte più alto del massimo dosaggio clinico (100 U/paziente corrispondono a 1,67 U/kg per un paziente di 60 kg).
Non è stata osservata alcuna evidenza di intollerabilità locale.
In altri termini i margini di sicurezza della terapia clinica erano generalmente ridotti rispetto alle elevate dosi cliniche.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Non miscelare questo medicinale con altri prodotti ad eccezione di quelli menzionati in «Precauzioni per la manipolazione».
Stabilità
Il medicinale può essere utilizzato solo fino alla data indicata da «EXP» riportata sul flaconcino.
Conservabilità dopo l'apertura
La stabilità chimica e fisica della soluzione ricostituita/diluita è stata dimostrata per 24 ore a una temperatura tra i 2 e gli 8 °C.
Da un punto di vista microbiologico la soluzione diluita deve essere usata immediatamente. Se non viene usato immediatamente a meno che la ricostituzione/diluizione non sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate.
Se la soluzione non è utilizzata immediatamente, la durata e le condizioni di conservazione ricadono sotto la responsabilità dell'utilizzatore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Non conservare a temperature superiori a 25 °C. Conservare nella confezione originale. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Prima dell'uso Xeomin deve essere ricostituito con soluzione fisiologica sterile (senza conservanti). Eseguire la ricostituzione e la diluizione nel rispetto delle linee guida per la buona pratica clinica, con particolare riguardo alla asepsi.
È buona pratica ricostituire il contenuto dei flaconcini e preparare la siringa su salviettine di carta plastificate per trattenere qualunque perdita.
Aspirare una quantità corrispondente di soluzione di cloruro di sodio (v. tabella di diluizione) con una siringa. Per la ricostituzione si raccomanda di usare un ago corto smussato (20-27 G). Detergere la parte esposta del tappo in gomma del flaconcino con alcol (70%) prima dell'inserimento dell'ago. Dopo l'inserimento verticale dell'ago attraverso il tappo di gomma procedere con cautela alla ricostituzione evitando la formazione di schiuma. Gettare il flaconcino qualora al suo interno non sia presente un vuoto sufficiente per aspirare il solvente dalla siringa. Rimuovere la siringa dal flaconcino e miscelare accuratamente Xeomin con il solvente ruotando il flaconcino in orizzontale e in verticale con attenzione senza agitarlo con forza. Se necessario l'ago utilizzato per la ricostituzione deve restare nel flaconcino perforato e la quantità necessaria di soluzione deve essere aspirata con una nuova siringa sterile adatta alle iniezioni.



Xeomin ricostituito è una soluzione chiara, incolore e priva di particelle.
Non utilizzare Xeomin se la soluzione ricostituita preparata secondo le istruzioni di cui sopra presenta un aspetto torbido o contiene sostanza flocculante o particelle.
Si deve prestare attenzione ad utilizzare il corretto volume di diluente per la presentazione scelta per prevenire il sovradosaggio. Se si utilizzano differenti misure di flaconcini di Xeomin per un'unica seduta di trattamento si deve prestare attenzione ad utilizzare la corretta quantità di diluente quando si ricostituisce un particolare numero di unità per 0,1 ml. La quantità di diluente è diversa per Xeomin 50 unità, Xeomin 100 unità e Xeomin 200 unità. Ogni siringa deve essere etichettata conformemente.
Nella seguente tabella sono indicate le possibili diluizioni per 50 unità, 100 unità e 200 unità di Xeomin:
Dose contenuta (in unità per 0,1 ml) | Solvente aggiunto (soluzione iniettabile di cloruro di sodio da 9 mg/ml (0,9%)) | |||
Flaconcino da 50 unità | Flaconcino da 100 unità | Flaconcino da 200 unità | ||
20,0 | Unità | 0,25 ml | 0,5 ml | 1,0 ml |
10,0 | Unità | 0,5 ml | 1,0 ml | 2,0 ml |
8,0 | Unità | 0,625 ml | 1,25 ml | 2,5 ml |
5,0 | Unità | 1,0 ml | 2,0 ml | 4,0 ml |
4,0 | Unità | 1,25 ml | 2,5 ml | 5,0 ml |
2,5 | Unità | 2,0 ml | 4,0 ml | Non pertinente |
2,0 | Unità | 2,5 ml | 5,0 ml | Non pertinente |
1,25 | Unità | 4,0 ml | Non pertinente | Non pertinente |
Qualunque soluzione iniettabile conservata per più di 24 ore deve essere gettata via.
PROCEDURA DA SEGUIRE PER UNO SMALTIMENTO SICURO DI FLACONCINI, SIRINGHE E MATERIALI UTILIZZATI
I flaconcini non usati e la soluzione ricostituita residua nel flaconcino o nella siringa possono essere inattivati aggiungendo una delle seguenti soluzioni: etanolo al 70%, isopropanolo al 50%, soluzione diluita di idrossido di sodio (0,1 N NaOH) o soluzione diluita di ipoclorito di sodio (almeno 0,1% NaOCl).
Dopo l'inattivazione non svuotare i flaconcini, le siringhe e i materiali utilizzati ma gettarli in appositi contenitori e smaltirli secondo la normativa locale.
- Raccogliere qualunque fuoriuscita di prodotto: nel caso della polvere usare materiale assorbente impregnato con una qualsiasi delle soluzioni elencate sopra oppure, nel caso di prodotto ricostituito, usare materiale assorbente asciutto.
- Pulire le superfici contaminate usando materiale assorbente impregnato con una qualsiasi delle soluzioni elencate sopra e successivamente lasciar asciugare.
- Qualora un flaconcino si rompa procedere come descritto sopra: raccogliere con cura le schegge di vetro e strofinare via il prodotto, evitando ferite da taglio sulla pelle.
- Qualora il prodotto entri in contatto con la pelle risciacquare l'area colpita abbondantemente con acqua.
- Qualora il prodotto venga a contatto con gli occhi sciacquare accuratamente con acqua abbondante o con una soluzione oftalmica per lavaggio oculare.
- Qualora il prodotto entri in contatto con una ferita, una lesione da taglio o pelle non integra lavare accuratamente con acqua abbondante e prendere le necessarie misure mediche a seconda della quantità iniettata.
Numero dell'omologazione
62080 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Merz Pharma (Schweiz) SA, 4123 Allschwil
Stato dell'informazione
Marzo 2026
24110 — 28/04/2026