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BICALUTAMID Zentiva cpr pell 50 mg

Helvepharm AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Bicalutamid Zentiva®

Helvepharm AG

Composizione

Principi attivi

Bicalutamidum.

Sostanze ausiliarie

Lactosum monohydricum, Povidonum, Crospovidonum, Natrii laurilsulfas (50 mg compressa rivestita con film: 0.20 mg sodio, 150 mg compressa rivestita con film: 0.60 mg sodio), Magnesii stearas, rivestimento della compressa: Lactosum monohydricum, Hypromellosum, Titanii dioxidum (E 171), Macrogol

Lactosum monohydricum (50 mg compressa rivestita con film: 60.44 mg; 150 mg compressa rivestita con film: 181.32 mg)

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Compresse rivestite con film da 50 mg o da 150 mg di bicalutamide.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Bicalutamid Zentiva (50 mg/giorno) in combinazione con analoghi dell'ormone rilasciante l'ormone luteinizzante (LHRH) o con orchiectomia nel carcinoma prostatico metastatico in stadio avanzato (M1). Le esperienze in combinazione con la castrazione chirurgica sono limitate.

Bicalutamid Zentiva (150 mg/giorno) in monoterapia nel carcinoma prostatico localmente avanzato (T3-4, tutti gli stadi N, M0; T1-2, N+, M0), quando le terapie standard prostatectomia radicale, radioterapia, castrazione chirurgica o medicamentosa non sono adatte.

Bicalutamid Zentiva (150 mg/giorno) come adiuvante a seguito di prostatectomia radicale o radioterapia in pazienti con carcinoma prostatico localmente avanzato e ad alto rischio di progressione.

Nel carcinoma prostatico metastatico, la monoterapia con Bicalutamid Zentiva 150 mg/giorno non deve essere utilizzata.

Posologia/Impiego

Modo di somministrazione

Utilizzo una volta al giorno indipendentemente dai pasti.

Bicalutamid Zentiva 50 mg (nel carcinoma prostatico metastatico avanzato)

La posologia negli uomini è di 50 mg. Il trattamento con Bicalutamid Zentiva deve iniziare in concomitanza con il trattamento con analoghi LHRH.

Bicalutamid Zentiva 150 mg (nel carcinoma prostatico localmente avanzato)

La posologia negli uomini è di 150 mg.

Durata della terapia

L'utilizzo di Bicalutamid Zentiva può essere proseguito finché sussistono evidenze di una risposta terapeutica o fino a quando gli effetti indesiderati rendono necessaria un'interruzione della terapia.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti anziani

Non sono necessari aggiustamenti della dose in funzione dell'età.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Non sono necessari aggiustamenti della dose in presenza di patologie renali da lievi a moderate. Non sono disponibili dati per la posologia in pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina <20 ml/min.) (vedere «Cinetica di gruppi di pazienti speciali»).

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Non sono necessari aggiustamenti della dose in presenza di patologie epatiche lievi. In pazienti con patologie epatiche da moderate a gravi è possibile un aumentato accumulo della sostanza. Pertanto in questi pazienti Bicalutamid Zentiva deve essere utilizzato con cautela ed effettuando un monitoraggio degli enzimi epatici (vedere «Avvertenze e misure precauzionali» e «Cinetica di gruppi di pazienti speciali»).

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie. Utilizzo nelle donne, nei bambini e negli adolescenti.

Avvertenze e misure precauzionali

Utilizzo di Bicalutamid Zentiva in pazienti con patologie epatiche

Poiché la bicalutamide subisce un ampio metabolismo epatico e vi sono evidenze di un possibile maggior accumulo del principio attivo in pazienti con gravi patologie epatiche, Bicalutamid Zentiva deve essere utilizzato con cautela in pazienti con patologie epatiche moderate o gravi. In questi casi è necessario uno stretto monitoraggio. Gli opportuni esami di laboratorio dovrebbero essere effettuati regolarmente durante i primi 4 mesi di terapia e in seguito su base periodica, nonché all'insorgenza di sintomi di un disturbo della funzionalità epatica come, ad es., prurito, urine scure, inappetenza persistente o ittero.

Epatotossicità

In rari casi sono stati osservati gravi disturbi della funzionalità epatica e insufficienza epatica. Sono stati segnalati decessi.

Si raccomanda di interrompere la terapia in caso di gravi disturbi della funzionalità epatica (ad es. in caso di ittero, aumento delle transaminasi a oltre tre volte i valori della norma, comparsa di disturbi addominali, disturbi della digestione non chiari).

Durata del QT

La terapia di deprivazione androgenica può prolungare l'intervallo QT, anche se finora non è stato possibile stabilire un nesso causale con Bicalutamid Zentiva.

In pazienti con un prolungamento del QT in anamnesi o con fattori di rischio per un prolungamento del QT e in pazienti che ricevono contemporaneamente medicamenti che possono prolungare l'intervallo QT, nella valutazione del rapporto rischio-beneficio prima di iniziare il trattamento con Bicalutamid Zentiva occorre considerare il possibile rischio di torsioni di punta.

Interazione con anticoagulanti

Dopo l'omologazione sul mercato di Bicalutamid Zentiva, in pazienti contemporaneamente trattati con anticoagulanti orali di tipo cumarinico (come ad esempio warfarin) è stato osservato un aumento del tempo di protrombina o dell'INR. In alcuni casi è stato riferito un aumentato rischio di sanguinamento. Non sono stati effettuati studi clinici d'interazione con cumarinici. In vitro la bicalutamide ha mostrato tuttavia uno spiazzamento di warfarin dal legame proteico.

In pazienti con assunzione concomitante di anticoagulanti di tipo cumarinico si raccomanda pertanto un monitoraggio frequente del tempo di protrombina o dell'INR ed eventualmente un aggiustamento della dose degli anticoagulanti (vedere «Interazioni»).

Influsso sulla qualità spermatica

Una terapia antiandrogenica può provocare alterazioni morfologiche negli spermatozoi. Benché l'effetto della bicalutamide sulla morfologia spermatica non sia stato esaminato e tali alterazioni non siano state neanche riferite da pazienti che hanno ricevuto Bicalutamid Zentiva, i pazienti e/o le loro partner dovrebbero utilizzare un metodo contraccettivo affidabile durante la terapia con Bicalutamid Zentiva e anche nei 130 giorni successivi,.

In caso di mancata risposta al trattamento si raccomanda di interrompere Bicalutamid Zentiva.

L'interruzione della bicalutamide può provocare a livello clinico, in una parte dei pazienti, una sindrome di astinenza da antiandrogeni.

In pazienti che ricevono agonisti LHRH è stata osservata una riduzione della tolleranza al glucosio, la quale può provocare diabete oppure, in pazienti con diabete mellito preesistente, una perdita del controllo glicemico. In pazienti che ricevono Bicalutamid Zentiva in combinazione con un agonista LHRH si dovrebbero pertanto valutare controlli del livello di glucosio.

Lattosio

I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicamento. Bicalutamid Zentiva 50 mg e Bicalutamid Zentiva 150 mg contengono rispettivamente 60.44 mg e 181.32 mg di lattosio monoidrato.

Sodio

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa rivestita con film, cioè essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Non sono stati effettuati studi d'interazione specifici con bicalutamide.

Non sono note interazioni farmacodinamiche o farmacocinetiche tra bicalutamide e analoghi LHRH.

Interazioni farmacocinetiche

Interazioni a livello del legame con le proteine

Studi in vitro hanno evidenziato uno spiazzamento di warfarin dal legame con le proteine plasmatiche (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Interazioni con gli enzimi del CYP450

Studi in vitro hanno dimostrato che l'enantiomero R è un inibitore del CYP 3A4 e in misura minore del CYP 2C9, 2C19 e 2D6. A posologie fino a 150 mg al giorno non sono state osservate né un'induzione enzimatica né un'inibizione del metabolismo delle antipirine.

Dopo co-somministrazione con bicalutamide 50 mg per 28 giorni, la AUC di midazolam è risultata aumentata fino dell'80%. Per medicamenti con indice terapeutico ristretto (ad es. cisapride o ciclosporina), una tale interazione potrebbe essere rilevante. È pertanto richiesta cautela in caso di co-somministrazione di medicamenti di questo tipo con Bicalutamid Zentiva.

Interazioni farmacodinamiche

Poiché un trattamento di deprivazione androgenica può prolungare l'intervallo QT, prima di un utilizzo concomitante di Bicalutamid Zentiva con medicamenti noti per prolungare l'intervallo QT o in grado di indurre torsioni di punta si dovrebbe effettuare un'attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»). A questi medicamenti appartengono ad esempio antiaritmici di classe IA (ad es. chinidina, disopiramide) o di classe III (ad es. amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide) nonché metadone, moxifloxacina e antipsicotici.

Gravidanza/Allattamento

Bicalutamid Zentiva è destinato esclusivamente all'utilizzo negli uomini ed è controindicato nelle donne.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi a riguardo. I pazienti nei quali si manifestano effetti indesiderati come capogiri e/o sonnolenza dovrebbero esercitare cautela nella guida di veicoli e nell'utilizzo di macchine.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono dose-dipendenti e risultano prevalentemente dall'effetto farmacologico della bicalutamide. Si tratta, ad esempio, di vampate di calore, ginecomastia e sensibilità della mammella al tatto.

Le frequenze degli effetti indesiderati sono definite come segue: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1000); molto raro (<1/10'000), non nota (sulla base prevalentemente di segnalazioni spontanee nella sorveglianza post-marketing, la frequenza esatta non può essere definita).

Bicalutamide 150 mg (monoterapia) (per gli effetti indesiderati osservati nella terapia combinata con analoghi LHRH vedere sotto)

Patologie del sistema emolinfopoietico

Comune: anemia.

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: ipersensibilità, orticaria, angioedema.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: aumento ponderale, appetito ridotto, diabete mellito, iperglicemia.

Disturbi psichiatrici

Comune: depressioni, libido diminuita.

Patologie del sistema nervoso

Comune: sonnolenza, capogiri.

Patologie vascolari

Comune: vampate di calore.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: malattia polmonare interstiziale (sono stati segnalati decessi).

Patologie gastrointestinali

Comune: stitichezza ostinata, dispepsia, nausea, dolori addominali, flatulenza.

Patologie epatobiliari

Comune: epatotossicità, transaminasi aumentate, ittero.

Non comune: gravi disturbi della funzionalità epatica.

Raro: insufficienza epatica (sono stati segnalati decessi).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Molto comune: esantema (10%).

Comune: alopecia, prurito, irsutismo.

Raro: reazioni di fotosensibilità.

Non nota: cute secca, crescita aumentata dei peli o dei capelli.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Molto comune: dolore dorsale (15,9%), dolori pelvici (13%), dolori toracici (11%).

Patologie renali e urinarie

Comune: ematuria.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Molto comune: sensazione di tensione mammaria/dolore mammario (73,7%), ginecomastia (68,8%).

Comune: disfunzione erettile.

Patologie sistemiche

Molto comune: astenia (15%).

Comune: edemi.

Bicalutamide 50 mg (in combinazione con un agonista LHRH)

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto comune: anemia (12,7%).

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: ipersensibilità, orticaria.

Non nota: angioedema.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: calo ponderale, iperglicemia, appetito ridotto, aumento ponderale, diabete mellito.

Disturbi psichiatrici

Comune: depressioni, libido diminuita.

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: capogiri (10,2%).

Comune: sonnolenza.

Patologie cardiache

Comune: infarto cardiaco, insufficienza cardiaca.

Patologie vascolari

Molto comune: vampate di calore (fino al 49%).

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: malattia polmonare interstiziale (sono stati segnalati decessi).

Patologie gastrointestinali

Molto comune: stitichezza ostinata (16,7%), nausea (14,0%), dolori addominali (11,5%).

Comune: dispepsia, flatulenza.

Patologie epatobiliari

Comune: epatotossicità, aumento delle transaminasi, ittero.

Non comune: gravi disturbi della funzionalità epatica.

Raro: insufficienza epatica (sono stati segnalati decessi).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: alopecia, cute secca, esantema, prurito, irsutismo.

Raro: reazioni di fotosensibilità.

Non nota: crescita aumentata dei peli o dei capelli.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Molto comune: dolore dorsale (15,9%), dolori pelvici (13%), dolori toracici (11,0%).

Patologie renali e urinarie

Molto comune: ematuria (12,0%).

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Molto comune: ginecomastia (ca. 10%), sensazione di tensione mammaria/dolore mammario (<10%).

Comune: disfunzione erettile.

Patologie sistemiche

Molto comune: astenia (22,2%), edemi (13,2%).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Non sono stati riportati casi di sovradosaggio. Non esiste alcun antidoto specifico, il trattamento resta sintomatico. La dialisi non è opportuna in quanto bicalutamide presenta un elevato legame con le proteine e viene escreto per via renale e biliare sotto forma dei suoi metaboliti (vedere «Farmacocinetica»). Sono indicate misure di supporto generali, in particolare un monitoraggio regolare delle funzioni vitali.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

L02BB03

Meccanismo d'azione

La bicalutamide è un antiandrogeno non steroideo che non presenta altre proprietà endocrine. La bicalutamide è un racemo in cui l'enantiomero (R) è quasi esclusivamente responsabile dell'effetto antiandrogeno. Si lega competitivamente ai recettori androgenici senza attivare l'espressione genica e impedisce così l'effetto androgenico, portando a una regressione del tumore prostatico. La produzione endogena di androgeno ed estrogeno non viene compromessa. La fine della terapia con bicalutamide può provocare una sindrome di astinenza da antiandrogeni.

Farmacodinamica

Vedere anche «Meccanismo d'azione».

Efficacia clinica

Se bicalutamide 50 mg viene somministrato in combinazione con un agonista LHRH (o con orchiectomia) risulta soppressa la produzione androgenica sia testicolare sia surrenalica. Nel carcinoma prostatico metastatico è stata presa in esame solo la terapia combinata.

Bicalutamide 150 mg è stato esaminato in 8113 pazienti con carcinoma prostatico localizzato (T1-T2, N0/Nx, M0) o localmente avanzato (T3-T4, tutti i gradi di N, M0; T1-T2, N+, M0), non metastatizzato nell'ambito di un programma di 3 studi in doppio cieco, controllati con placebo. In un'analisi combinata di tutti i tre studi, nei quali bicalutamide è stato impiegato come terapia adiuvante a seguito di prostatectomia radicale o radioterapia (studio 23) o come terapia adiuvante o come prima terapia (watchful waiting) (studi 24 e 25), data una durata di osservazione mediana di 9,7 anni, durante il trattamento con bicalutamide è stata rilevata progressione della malattia nel 36,6% rispetto al 38,1% con placebo (Hazard Ratio [=HR] 0,85; [IC 95% 0,79-0,91]) (p=0,001).

Relativamente alla sopravvivenza globale, dopo una durata di osservazione mediana di 9,7 anni, con una mortalità del 31,8% non sono state riscontrate differenze rispetto a placebo (HR 1,01 [IC 95% 0,94-1,09]). Le analisi per sottogruppi di natura esplorativa (pazienti con malattia localizzata o avanzata) hanno evidenziato alcune tendenze.

In pazienti con malattia localizzata, per il trattamento con bicalutamide 150 mg vs placebo non è emersa alcuna differenza significativa in termini di sopravvivenza libera da progressione o sopravvivenza globale, nel sottogruppo watchful waiting è stata osservata una tendenza a una più breve durata di vita (HR 1,15; IC 95% 1,00-1,32).

Nei pazienti con malattia localmente avanzata, gli eventi relativi alla sopravvivenza libera da progressione sono risultati meno frequenti con bicalutamide rispetto a placebo, segnatamente 73,1% vs 78,3% (HR 0,67 IC 95% 0,56-0,80) per il watchful waiting, 55,3% vs 71,5% (HR 0,62 IC 95% 0,47-0,83) per la terapia adiuvante dopo radioterapia e 28,2% vs 30,3% (HR 0,85 IC 95% 0,71-1,01) dopo prostatectomia radicale. Nel sottogruppo della radioterapia, la sopravvivenza globale è migliorata con 72 eventi vs 82 (HR 0,70 [IC 95% 0,51-0,97]) (p=0,031).

Il profilo rischio-beneficio per l'utilizzo di bicalutamide nella malattia localizzata è considerato sfavorevole. Nella malattia localmente avanzata, l'efficacia del trattamento adiuvante nel periodo preso in esame è riscontrabile solo in presenza di un alto rischio di progressione. In pazienti post-prostatectomia radicale il rischio di progressione è basso.

In un'analisi combinata di due studi sulla terapia di prima linea in 480 pazienti con carcinoma prostatico non metastatico, localmente avanzato (follow-up mediano di 6,3 anni, mortalità globale del 56%) non sono emerse differenze statisticamente significative nel tempo fino alla progressione (HR 1,20 [IC 95% 0,96-1,51]) e nella sopravvivenza globale (HR 1,05 [IC 95% 0,81-1,36]) tra il trattamento con bicalutamide 150 mg e una castrazione chirurgica o medicamentosa. La non inferiorità tra i due trattamenti non è dimostrata.

In un'ulteriore analisi combinata di due studi su 805 pazienti con carcinoma prostatico metastatico (M1) non precedentemente trattati, con una mortalità del 43% bicalutamide 150 mg è risultato meno efficace della castrazione in termini di sopravvivenza globale (HR 1,30 [IC 95% 1,04-1,65]), con una differenza numerica di 6 settimane.

Farmacocinetica

Assorbimento

La bicalutamide si presenta come racemo, ovvero miscela dell'enantiomero (R) e (S). Dopo una singola somministrazione di 50 mg o 150 mg di bicalutamide, i due enantiomeri vengono assorbiti in modo differente, il che determina anche concentrazioni plasmatiche differenti.

cmax [ng/ml]

tmax [h]

AUC0-∞ [µg h/ml]

50 mg

150 mg

50 mg

150 mg

50 mg

150 mg

Bicalutamide (R)

741

1445

29

27

165

321

Bicalutamide (S)

66,1

150

2,5

3

2,2

4,04

A una posologia giornaliera compresa tra 1x10 mg e 1x150 mg l'aumento della concentrazione plasmatica è direttamente proporzionale alla dose.

L'assunzione di cibo non sembra esercitare un effetto clinicamente rilevante sulla biodisponibilità della bicalutamide.

Distribuzione

La bicalutamide come racemo si lega alle proteine plasmatiche al 96%, l'enantiomero R per >99%.

A una posologia quotidiana di 50 mg o 150 mg la css dell'enantiomero (R) è di ca. 9 µg/ml o 22 µg/ml. Allo steady state la percentuale dell'enantiomero (R) responsabile dell'effetto antiandrogeno rappresenta il 99% degli enantiomeri totali presenti nel plasma.

Metabolismo

La bicalutamide subisce un ampio metabolismo epatico, principalmente per ossidazione e glucuronidazione. La bicalutamide (S) viene metabolizzata principalmente per glucuronidazione. Studi in-vitro hanno evidenziato anche un metabolismo ossidativo di questo enantiomero tramite il CYP 3A4.
A fronte del metabolismo molto lento, i dati in vitro relativi alla bicalutamide (R) sono meno univoci. Sembra che il CYP 3A4 sia implicato nel metabolismo ossidativo.

Eliminazione

I metaboliti della bicalutamide vengono escreti all'incirca in parti uguali per via renale (36%) e biliare (43%). I principali metaboliti nelle urine sono coniugati glucuronidi della bicalutamide e della idrossi-bicalutamide. La idrossi-bicalutamide è farmacologicamente inattiva. A fronte della struttura chimica non si deve neppure presumere che il glucuronide della bicalutamide possa avere un effetto androgeno. La bicalutamide e la idrossi-bicalutamide vengono ritrovate nelle feci, probabilmente per il clivaggio enzimatico dei corrispondenti coniugati glucuronidi da parte della flora intestinale. L'emivita plasmatica media dell'enantiomero (S) è di 1,3 giorni, quella dell'enantiomero (R) è di ca. 5,75 giorni. Data la lunga emivita, con la somministrazione giornaliera della dose prescritta (1x50 mg/giorno o 1x150 mg/giorno), l'enantiomero (R) presenta un fattore di accumulo pari a ca. 10 nel plasma.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Pazienti anziani

La farmacocinetica non viene influenzata dall'età.

Disturbi della funzionalità renale

Patologie renali di grado da lieve a moderato non sembrano esercitare alcun effetto sulla farmacocinetica. Non sono disponibili dati sulla farmacocinetica in pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina <20 ml/min.)

Disturbi della funzionalità epatica

Patologie epatiche di grado da lieve a moderato non sembrano esercitare alcun effetto sulla farmacocinetica. Vi sono tuttavia evidenze di un rallentamento dell'eliminazione dell'enantiomero (R) in pazienti con patologia del fegato moderata o grave (vedere «Istruzioni posologiche speciali» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

Dati preclinici

Cancerogenicità/Mutagenicità

La bicalutamide non è risultata mutagena in test in vitro e in vitro né clastogenica in test in vivo.

Studi per la determinazione della cancerogenicità della bicalutamide sono stati effettuati su femmine e maschi di ratto e topo per un periodo di 2 anni. La bicalutamide è stata somministrata per via orale a una dose di 5, 15 o 75 mg/kg/giorno. Sono state osservate alcune alterazioni a livello di organi, che potrebbero essere riconducibili all'attività antiandrogena della bicalutamide, compresi tumori benigni delle cellule interstiziali testicolari (cellule di Leydig) nei ratti e adenocarcinomi uterini nei ratti femmina. Ad oggi non sono disponibili evidenze di iperplasie delle cellule di Leydig in pazienti trattati con Bicalutamid Zentiva. Per l'indicazione oggetto in questa informazione, i tumori uterini sono irrilevanti.

In topi maschi, alla posologia di 75 mg/kg/giorno (concentrazione plasmatica 2 volte più elevata che nell'uomo) è stato riscontrato un piccolo aumento dell'incidenza degli epatocarcinomi. A una posologia >5 mg/kg/giorno (inferiore alla dose terapeutica massima raccomandata di 150 mg nell'uomo), i ratti hanno mostrato un'aumentata incidenza di adenomi tiroidei follicolari benigni. Per entrambe le due alterazioni menzionate da ultimo si è trattato di progressioni di processi non neoplastici correlati con l'induzione enzimatica epatica, come osservato in studi di tossicità negli animali. Nell'uomo, una simile induzione enzimatica con bicalutamide non è stata osservata.

Un noto effetto di classe degli antiandrogeni è l'atrofia dei tubuli seminiferi dei testicoli. Questo effetto è stato osservato in tutte le specie esaminate. Nell'ambito di uno studio di 6 mesi sui ratti (con dosi corrispondenti all'incirca a 1,5 o 0,6 volte la concentrazione terapeutica nell'uomo (50 mg o 150 mg)), l'atrofia testicolare è risultata nuovamente reversibile 4 mesi dopo la fine del periodo di trattamento. Nell'ambito di uno studio di 12 mesi sui ratti (con dosi corrispondenti all'incirca a 2 o 0,9 volte la concentrazione terapeutica raccomandata nell'uomo (50 mg o 150 mg)), l'atrofia non è risultata reversibile 24 settimane dopo un periodo di trattamento. Nei cani, in seguito a un periodo di 12 mesi di somministrazione ripetuta (con dosi corrispondenti all'incirca a 7 o 3 volte la concentrazione terapeutica raccomandata nell'uomo (50 mg o 150 mg)), l'incidenza di atrofia testicolare è risultata identica negli animali trattati e negli animali controllo dopo un periodo di recupero di 6 mesi.

Fertilità

La somministrazione della bicalutamide può inibire la spermatogenesi. L'effetto a lungo termine della bicalutamide sulla fertilità maschile non è stato esaminato. Nei ratti maschi trattati con bicalutamide 250 mg/kg/giorno (a una posologia inferiore alla dose terapeutica massima raccomandata di 150 mg nell'uomo), al primo accoppiamento l'intervallo precoito e il tempo fino alla riuscita dell'accoppiamento sono risultati prolungati. Dopo l'accoppiamento non è stato osservato alcun effetto sulla fertilità. A 7 settimane dalla conclusione di un periodo di trattamento della durata di 11 settimane, questi effetti non erano più presenti. Negli studi sugli animali è stata osservata una compromissione reversibile della fertilità maschile. Pertanto, nell'uomo non è possibile escludere una compromissione della fertilità limitata nel tempo o un periodo di infertilità.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare nella confezione originale a temperatura ambiente (15–25 °C). Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

57666 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Helvepharm AG, Frauenfeld.

Stato dell'informazione

Maggio 2020.

2997001/09/2021