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PHOSPHONORM caps 300 mg

Salmon Pharma GmbH

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Phosphonorm®

Salmon Pharma GmbH

Composizione

Principi attivi

Aluminii chloridum/hydroxidum hydricum (9:8:19:23)

Sostanze ausiliarie

Acidum stearicum, silica colloidalis anhydrica, magnesii stearas, titanii dioxidum (E 171), macrogola 20000, natrii laurilsulfas, aqua purificata, gelatina.

Una capsula rigida contiene 0.0097 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 capsula rigida contiene 300 mg di aluminii chloridum/hydroxidum hydricum (9:8:19:23)

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Riduzione dell'assorbimento del fosfato in caso di insufficienza renale in stadio avanzato con iperfosfatemia e iperparatiroidismo secondario, nei seguenti casi:

  1. trattamento iniziale dell'iperfosfatemia fino alla normalizzazione dei livelli del fosfato sierico (poi proseguimento della terapia con chelanti del fosfato contenenti calcio);
  2. trattamento combinato con chelanti del fosfato contenenti calcio in caso di riduzione insoddisfacente del fosfato con monoterapia a base di sali di calcio;
  3. terapia in caso di ipercalcemia concomitante.

Posologia/Impiego

Adulti

La posologia è in funzione di quanto elevati sono i livelli di fosfato nel siero. Sono decisivi per determinare la dose singola e la dose giornaliera il numero dei pasti e la quantità di fosfato in essi contenuta.

In generale il dosaggio è compreso tra 3 e 6 capsule al giorno.

Le capsule vanno assunte senza masticarle, poco prima dei pasti e distribuite nell'arco della giornata.

Bambini e adolescenti

L'uso e la sicurezza di Phosphonorm nei bambini e negli adolescenti finora non sono stati esaminati.

Controindicazioni

Phosphonorm non va utilizzato in caso di:

ipofosfatemia; segni di intossicazione da alluminio (osteomalacia da dialisi, dialisi, encefalopatia, anemia ipocromica microcitica associata ad alluminio); lattanti (età inferiore a 1 mese); stipsi, nota stenosi dell'intestino crasso; ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie.

Avvertenze e misure precauzionali

In caso di insufficienza renale avanzata, l'eliminazione renale dell'alluminio è fortemente compromessa; questo può portare ad un accumulo del catione nei tessuti ossei e nervosi e quindi all'insorgenza di osteomalacia associata ad alluminio ed encefalopatia. Si raccomanda pertanto di controllare i livelli di alluminio nel plasma, determinare la quantità di alluminio nelle ossa ogni sei mesi e di effettuare regolarmente un esame neurologico che comprenda l'EEG, per riconoscere tempestivamente un'intossicazione da alluminio in fase iniziale.

L'impiego in bambini e adolescenti è sconsigliato a causa dell'assenza di dati.

Phosphonorm contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula rigida, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Effetto di Phosphonorm su altri medicamenti

Se Phosphonorm viene assunto insieme ad altri medicamenti, può alterarne l'assorbimento.

Le tetracicline e diversi antibiotici chinolonici (inibitori della girasi), ad es. ciprofloxacina e ofloxacina, formano con gli ioni alluminio dei complessi chelati che non possono essere assorbiti e possono perdere in larga misura la loro efficacia in presenza di Phosphonorm. Può risultare compromesso anche l'assorbimento di digossina, captopril, degli H2-antagonisti cimetidina, ranitidina e famotidina nonché di teofillina, propranololo, atenololo, ketoconazolo, acido chenodesossicolico, clorpromazina e sali di ferro.

Non è possibile prevedere l'entità delle possibili interazioni nel singolo caso; dovrebbero passare due ore tra l'assunzione di Phosphonorm e quella di altri medicamenti.

Effetto di altri medicamenti su Phosphonorm

La somministrazione concomitante di acido citrico o citrati (ad es. citrato di calcio come chelante del fosfato) può favorire l'assorbimento degli ioni di alluminio di Phosphonorm e promuovere lo sviluppo di un'intossicazione da alluminio.

Lo stesso vale per il consumo di succhi di frutta e vino in concomitanza con Phosphonorm (per gli acidi della frutta in essi contenuti).

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Gli studi con idrossido di alluminio sugli animali hanno mostrato effetti indesiderati su embrioni e feti e non esistono studi controllati sugli esseri umani. Per questo motivo il medicamento non deve essere utilizzato durante la gravidanza, a meno che non sia assolutamente necessario.

Allattamento

Phosphonorm non deve essere utilizzato durante l'allattamento poiché il prodotto passa nel latte materno.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Phosphonorm non ha effetti sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:

«molto comune» (≥1/10)

«comune» (≥1/100, < 1/10)

«non comune» (≥1/1000, < 1/100)

«raro» (≥1/10'000, < 1/1000)

«molto raro» (< 1/10'000)

«non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie gastrointestinali

Non nota: in particolare con dosaggi elevati può subentrare stitichezza.

Sono state osservate occlusioni intestinali causate da idrossido di alluminio.

Patologie del sistema nervoso e patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non nota: in presenza di insufficienza renale in stadio avanzato, in seguito alla somministrazione di dosi elevate di Phosphonorm per un periodo di tempo prolungato, possono subentrare livelli elevati di alluminio nel siero, depositi di alluminio soprattutto nel tessuto osseo e in quello nervoso e un'intossicazione da alluminio conclamata, poiché i reni ammalati non sono più in grado di eliminare l'alluminio. Un'intossicazione da alluminio può manifestarsi con osteomalacia, encefalopatia, anemia ipocromica microcitica e miopatia prossimale; la forma di manifestazione più frequente in caso di insufficienza renale terminale è l'osteomalacia (osteomalacia da dialisi). È caratterizzata da dolori alle ossa persistenti e fratture spontanee.

I sintomi chiave dell'encefalopatia sono:

  • Disturbi del linguaggio, che all'inizio si presentano solo durante la dialisi
  • Disturbi della coordinazione motoria
  • Affievolimento delle facoltà mentali, le cui manifestazioni vanno da disturbi della concentrazione a demenza
  • Convulsioni: spesso mioclonie, più raramente crisi tonico-cloniche
  • Occasionalmente psicosi tossiche con allucinazioni e delirio

Non è stato finora chiarito perché solo in un piccolo numero di pazienti affetti da insufficienza renale terminale si verifichi un aumento dell'assorbimento gastrointestinale di alluminio e solo una parte dei pazienti con sovraccarico di alluminio sviluppi una sintomatologia clinica.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

Ai primi segni di intossicazione si deve sospendere immediatamente Phosphonorm ed evitare in modo assoluto qualsiasi apporto di alluminio da altre fonti.

Nonostante la bassa solubilità dell'idrossido di alluminio utilizzato, in seguito all'apporto di quantità elevate di Phosphonorm si può giungere a un assorbimento di alluminio notevole, che non può più venir eliminato in caso di insufficienza renale in stadio avanzato (complicazioni: cfr. «Effetti indesiderati»).

Trattamento

L'alluminio viene eliminato nell'ambito della dialisi mediante deferoxamina.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

M05BX02

Meccanismo d'azione

L'insufficienza renale cronica porta a livelli elevati di fosfato nel siero. Nell'intestino, Phosphonorm lega il fosfato introdotto con l'alimentazione e ne riduce l'assorbimento. Phosphonorm contiene come principio attivo un complesso di alluminio cloruro idrossido, che agisce in maniera indipendente dagli acidi gastrici.

Phosphonorm non è un antiacido bensì un chelante del fosfato.

Farmacodinamica

In seguito a somministrazione orale, l'idrossido di alluminio reagisce con l'acido cloridrico gastrico formando idrossido di alluminio solubile con valori di pH compresi fra 3 e 5. Questi reagiscono nell'ambiente neutro dell'intestino, pH=6-8, con il fosfato a formare fosfato di alluminio, insolubile, che viene eliminato con le feci. L'assorbimento del fosfato viene bloccato.

Rappresentazione schematica

Al(OH)3 + HCl → Al(OH)2 Cl → AlPO4.

L'azione dell'idrossido di alluminio come chelante del fosfato dipende quindi essenzialmente dalla reazione precedente con l'acido cloridrico gastrico.

Il complesso di alluminio cloruro idrossido utilizzato in Phosphonorm con il suo pH compreso tra 3,5 e 5,0 agisce senza precedente reazione con l'acido cloridrico gastrico e lega direttamente il fosfato nell'intestino tenue.

Il principio attivo di Phosphonorm viene assorbito solo in minima parte nell'intestino e nei pazienti con funzionalità renale normale è eliminato nuovamente con le urine. Il complesso di fosfato e alluminio formatosi nell'intestino tenue mediante reazione con il fosfato viene eliminato con le feci senza essere assorbito. L'alluminio si può accumulare in caso di insufficienza renale in stadio avanzato (specialmente nei pazienti dializzati).

Efficacia clinica

Non sono disponibili dati.

Farmacocinetica

Assorbimento

Nell'intestino, l'alluminio forma dei sali con fosfato, carbonato e acidi grassi, che vengono eliminati con le feci perlopiù senza essere assorbiti. Una minima quantità di alluminio viene tuttavia assorbita. Le quantità minime di alluminio assorbite sono dializzabili. Un presupposto per questo è tuttavia che la soluzione di dialisi utilizzata sia del tutto priva di alluminio (l'acqua utilizzata per produrre la soluzione di dialisi deve essere stata purificata mediante scambio ionico o meglio osmosi inversa).

Distribuzione

Nei pazienti con reni sani l'aumento dei livelli di alluminio è solo transitorio. In questi pazienti con reni sani, i livelli sierici di alluminio si normalizzano 3-4 giorni dopo la sospensione del medicamento. In caso di funzionalità renale ridotta, l'assorbimento di alluminio porta ad un aumento persistente delle concentrazioni sieriche di alluminio e a depositi di alluminio, specialmente nei tessuti nervosi e ossei.

Metabolismo

Non sono disponibili dati.

Eliminazione

Nei pazienti con reni sani si verifica un aumento transitorio dell'escrezione di alluminio attraverso i reni.

Dati preclinici

Non esistono dati preclinici rilevanti su possibili effetti cancerogeni o mutageni.

Tossicità per la riproduzione

In esperimenti sugli animali con altri composti dell'alluminio sono subentrati effetti tossici per gli embrioni e per i feti (aumento del tasso di assorbimento, inibizione della crescita, difetti a livello dello scheletro e aumento della mortalità fetale e postnatale).

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C).

Conservare nella confezione originale per proteggere il contenuto dall'umidità.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

45866 (Swissmedic)

Titolare dell’omologazione

Salmon Pharma GmbH, Basilea

Stato dell'informazione

Maggio 2021

268529/07/2022