ROPIVACAIN 2mg/ml Fentanyl 2µg/ml Sint
Sintetica SA
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Informazioni importanti sugli oppioidi: • Farmacodipendenza e potenziale di abuso: con l’uso ripetuto di oppioidi si possono sviluppare tolleranza e dipendenza fisica e/o psicologica. • Depressione respiratoria: l’uso di oppioidi comporta un rischio di depressione respiratoria clinicamente significativa. • Uso concomitante di depressori del sistema nervoso centrale: l’uso concomitante di oppioidi con benzodiazepine o altri depressori del sistema nervoso centrale può provocare grave sedazione, depressione respiratoria, coma o morte. • Esposizione accidentale: l’uso accidentale di Ropivacain - Fentanyl Sintetica, in particolare nei bambini, può portare a un sovradosaggio fatale. • Sindrome da astinenza neonatale da oppioidi: l’uso prolungato di Ropivacain - Fentanyl Sintetica durante la gravidanza può causare la sindrome da astinenza neonatale da oppioidi, potenzialmente letale. Per maggiori informazioni consultare la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali». |
Ropivacain - Fentanyl Sintetica
Ropivacain 1 mg/ml + Fentanyl 2 mcg/ml Sintetica, 100 ml soluzione per infusione
Ropivacain 2 mg/ml + Fentanyl 2 mcg/ml Sintetica, 250 ml soluzione per infusione
È soggetto alla Legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope
Composizione
Principi attivi
Ropivacaini hydrochloridum ut Ropivacaini hydrochloridum monohydricum, Fentanylum ut Fentanyli citras
Sostanze ausiliarie
Natrii chloridum, Natrii hydroxidum 0,1 N (per l'aggiustamento del pH), Aqua ad iniectabilia
1 ml di soluzione per infusione contiene 3,39 mg di sodio
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Ropivacain 1 mg/ml - Fentanyl 2 mcg/ml Sintetica
1 ml di soluzione per infusione epidurale contiene 1 mg di ropivacaina cloridrato (sotto forma di ropivacaina cloridrato monoidrato) e 2 μg di fentanyl (sotto forma di fentanyl citrato).
1 sacca da 100 ml contiene 100 mg di ropivacaina cloridrato (sotto forma di ropivacaina cloridrato monoidrato) e 200 μg di fentanyl (sotto forma di fentanyl citrato).
Ropivacain 2 mg/ml - Fentanyl 2 mcg/ml Sintetica
1 ml di soluzione per infusione epidurale contiene 2 mg di ropivacaina cloridrato (sotto forma di ropivacaina cloridrato monoidrato) e 2 μg di fentanyl (sotto forma di fentanyl citrato).
1 sacca da 250 ml contiene 500 mg di ropivacaina cloridrato (sotto forma di ropivacaina cloridrato monoidrato) e 500 μg di fentanyl (sotto forma di fentanyl citrato).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento di dolori acuti in pazienti adulti:
- in infusione epidurale continua per l'analgesia postoperatoria
- in infusione epidurale continua per l'analgesia durante il parto.
Posologia/Impiego
Fase di prova
Le iniezioni intravascolari devono essere evitate per prevenire reazioni di tossicità acuta.
Per evitare un'iniezione intravascolare, si raccomanda di procedere con cautela all'aspirazione prima e durante l'iniezione (dose principale).
È necessario monitorare continuamente le funzioni vitali del paziente e mantenere il contatto verbale. Prima di somministrare una dose epidurale, si consiglia di iniettare innanzitutto una dose di prova di 3–5 ml di lidocaina 1–2 % con adrenalina. Un'iniezione intravascolare o intratecale accidentale può essere identificata da un aumento transitorio della frequenza cardiaca o da segni di un blocco spinale. Se compaiono sintomi di tossicità (cfr. anche «Sovradosaggio»), l'iniezione deve essere interrotta immediatamente.
Posologia abituale (adulti)
Si raccomanda di somministrare la dose più bassa in grado di indurre un'efficace analgesia.
Nel calcolo della posologia per l'analgesia postoperatoria si raccomanda di tenere conto dell'impiego di anestetici e oppioidi locali in sede intraoperatoria. Qualora si utilizzino blocchi prolungati, sia mediante infusione continua che iniezione in bolo ripetuta, occorre considerare il rischio di potenziali concentrazioni plasmatiche tossiche o lesioni nervose locali. In base all'attuale esperienza, una dose cumulativa di ropivacaina fino a 800 mg, somministrata nell'arco di 24 ore, è ben tollerata negli adulti in ambito chirurgico e nell'analgesia postoperatoria. Nell'ambito di studi clinici sono state somministrate infusioni epidurali di ropivacaina 2 mg/ml in monoterapia o in combinazione con 1–4 μg/ml di fentanyl per la durata massima di 72 ore per il trattamento del dolore postoperatorio. Ropivacaina 2 mg/ml (da 6 a 14 ml/ora) ha permesso di ottenere una sufficiente riduzione del dolore nella maggior parte dei pazienti. La combinazione di ropivacaina e fentanyl ha una maggiore efficacia analgesica, ma provoca effetti collaterali associati agli oppioidi.
Per il calcolo della dose indicata è importante tenere conto dei dati anamnestici e delle condizioni fisiche generali del paziente.
Le dosi indicate nella tabella qui di seguito sono considerate come le dosi raccomandate per l'uso nell'adulto di peso medio. L'esperienza e la conoscenza che il medico ha delle condizioni fisiche del paziente sono importanti per stabilire la dose.
Trattamento del dolore acuto | Concentrazione di ropivacaina [mg/ml] | Dose | ||
Volume [ml/h] | Ropivacaina [mg/h] | Fentanyl [μg/h] | ||
Analgesia epidurale | ||||
Infusione continua ad es. | ||||
dolori durante il parto e dolori postoperatori | 2 | 6–14 | 12–28 | 12–28 |
1 | 6–14 | 6–14 | 12–28 | |
Pazienti con peso inferiore a 50 kg
Gli adulti con peso inferiore a 50 kg sono esposti al rischio di sovradosaggio. In questi pazienti la dose iniziale è abitualmente più bassa.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Nei pazienti con ridotta perfusione epatica o insufficienza epatica, si raccomanda di ridurre la dose in caso di infusione continua.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con insufficienza renale si dovrebbe prendere in considerazione una riduzione della dose.
Pazienti anziani
Ridurre la dose nei pazienti anziani o debilitati. Sebbene non sia stata osservata una più lunga emivita plasmatica del fentanyl nei pazienti anziani, le variazioni dei parametri cardiovascolari potenzialmente indotte dal fentanyl sono più frequenti in questa popolazione.
Bambini e adolescenti
Ropivacain - Fentanyl Sintetica non deve essere somministrato ai bambini e agli adolescenti.
Obiettivi terapeutici e interruzione del trattamento
Prima di iniziare il trattamento con Ropivacain - Fentanyl Sintetica, è necessario concordare con il paziente una strategia terapeutica comprendente la durata e gli obiettivi del trattamento, in conformità con le linee guida per la gestione del dolore. Durante il trattamento, il medico e il paziente devono mantenere contatti regolari per valutare la necessità di proseguire il trattamento, considerare la sospensione del medicamento ed eventualmente adeguare la posologia. Se un paziente non necessita più del trattamento con Ropivacain - Fentanyl Sintetica, si consiglia di ridurre gradualmente la dose per evitare sintomi di astinenza (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). In caso di controllo insufficiente del dolore, si deve considerare la possibilità di assuefazione (tolleranza) o di progressione della malattia di base (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Controindicazioni
- Ipersensibilità al principio attivo ropivacaina o agli anestetici locali di tipo amidico
- Ipersensibilità al principio attivo fentanyl o agli altri oppioidi
- Stati di shock
- Il fentanyl non deve essere utilizzato in pazienti predisposti a depressione respiratoria o con riserva respiratoria considerevolmente ridotta (ad es. pazienti in coma che possono avere lesioni alla testa o un tumore al cervello).
- È necessario tenere conto delle controindicazioni relative all'anestesia epidurale (ad esempio, stati di shock, infezione del sito di iniezione, coagulopatia, altre anomalie della coagulazione, terapie anticoagulanti, disturbi del sistema nervoso o lesioni neurologiche preesistenti).
Avvertenze e misure precauzionali
Ropivacaina
Si richiede cautela in caso di patologie del miocardio, diabete, terapia anticoagulante o insufficienza renale e epatica.
È necessario scegliere sempre la dose e la concentrazione più bassa che consente di ottenere un blocco nervoso efficace.
Le tecniche di anestesia e analgesia regionale dovrebbero essere utilizzate unicamente presso strutture equipaggiate con apparecchiature adeguate e personale competente. Le apparecchiature e i medicamenti necessari per il monitoraggio e, in caso di urgenza, per la rianimazione del paziente devono essere immediatamente disponibili.
Il medico responsabile deve avere la formazione e l'esperienza adeguate per formulare la diagnosi ed effettuare il trattamento di effetti indesiderati, di una tossicità sistemica e di altre complicanze (cfr. «Sovradosaggio»).
Sebbene un'analgesia sia spesso indicata nei pazienti con condizioni fisiche generali insoddisfacenti (in ragione di fattori legati all'età o di altri fattori che influiscono sulla salute, come un blocco cardiaco parziale o completo, una patologia epatica in stadio avanzato o un'insufficienza renale grave), questi pazienti necessitano specificamente di un'attenzione continua.
Dopo la somministrazione epidurale, un blocco elevato del simpatico o la diffusione intracranica dell'anestetico locale può talvolta provocare, soprattutto nelle donne in gravidanza, sindrome di Horner, caratterizzata da miosi, ptosi palpebrale e anidrosi. Questa sindrome si risolve spontaneamente interrompendo il trattamento. Si raccomanda tuttavia di monitorare attentamente i pazienti in anestesia epidurale per prevenire il rischio potenziale di arresto cardiocircolatorio dovuto a blocco elevato del simpatico.
I pazienti trattati con medicamenti antiaritmici di classe III (come ad es. amiodarone) devono essere monitorati e si devono considerare controlli mediante ECG poiché gli effetti cardiaci possono essere additivi.
Sono stati riportati casi rari di arresto cardiaco durante la somministrazione epidurale o associati a ropivacaina, in particolare in caso di somministrazione intravascolare accidentale in pazienti anziani o in pazienti con coronaropatia preesistente. In alcuni casi, una rianimazione si è rivelata difficile. In caso di arresto cardiaco, si possono aumentare le probabilità di successo prolungando le misure di rianimazione.
La ropivacaina viene metabolizzata per via epatica, quindi è richiesta particolare cautela nei pazienti affetti da patologie epatiche severe. In caso di somministrazioni ripetute, si raccomanda di prendere in considerazione un'adeguata riduzione della dose a causa dell'eliminazione rallentata. Normalmente, nei pazienti con ridotta funzionalità renale non sono necessari aggiustamenti della dose in caso di somministrazione singola o di trattamenti di breve durata. Un'acidosi e ridotte concentrazioni di proteine plasmatiche in pazienti con insufficienza renale cronica possono aumentare il rischio di tossicità sistemica (cfr. «Posologia/impiego»).
Le analgesie epidurali possono causare ipotensione e bradicardia.
Il rischio di reazioni di questo tipo può essere ridotto, ad es. con la somministrazione preventiva di espansori di volume o con l'iniezione di un vasopressore. L'ipotensione sarà trattata immediatamente, ad es. con un'iniezione e.v. di 5-10 mg di efedrina, che sarà ripetuta in caso di necessità.
Le bradicardie devono essere trattate con la somministrazione di 0,5-1 mg di atropina per via e.v.
A seconda della durata dell'intervallo e della posologia, in particolare anche in caso di analgesie epidurali continue, iniezioni ripetute possono determinare un accumulo dell'anestetico locale e pertanto un rischio di tossicità. Dopo molteplici iniezioni si osserva una tachifilassi, fenomeno riscontrato principalmente durante anestesie epidurali di lunga durata.
In pazienti trattati con potenti inibitori del CYP1A2 (ad es. fluvoxamina, enoxacina, cfr. «Interazioni») si dovrebbe evitare una somministrazione prolungata di ropivacaina.
In pazienti affetti da porfiria acuta, la ropivacaina deve essere somministrata solo in casi urgenti perché potrebbe essere porfirinogena. In pazienti a rischio è quindi necessario adottare corrispondenti misure precauzionali.
Fentanyl
Farmacodipendenza e potenziale di abuso
Con l'uso ripetuto di oppioidi si possono sviluppare tolleranza e dipendenza fisica e/o psicologica. Dopo l'uso di oppioidi si può osservare la comparsa di dipendenza iatrogena. Come altri oppioidi, Ropivacain - Fentanyl Sintetica è associato a un potenziale di abuso ed è necessario monitorare i segni di abuso e dipendenza in tutti i pazienti trattati con oppioidi. I pazienti più a rischio di abuso di oppioidi possono comunque essere adeguatamente trattati con oppioidi, ma devono essere sottoposti a monitoraggio addizionale per rilevare segni di uso improprio, abuso o dipendenza. L'uso ripetuto di Ropivacain - Fentanyl Sintetica può indurre il disturbo da uso di oppioidi (OUD). L'abuso o l'uso improprio intenzionale di [nome del preparato] può portare a un sovradosaggio e/o alla morte. Il rischio di sviluppare l'OUD è maggiore nei pazienti con storia personale o familiare (genitori o fratelli) di disturbi da uso di sostanze (incluso l'alcol), nei fumatori o nei pazienti con anamnesi di altri disturbi psichici (ad es. depressione maggiore, disturbi d'ansia e disturbi della personalità). È necessario monitorare i segni di comportamento di dipendenza (drug-seeking behavior) (ad es. le richieste anticipate di rinnovo di ricette). Ciò include il controllo dell'utilizzo concomitante di oppioidi con medicamenti psicoattivi (come le benzodiazepine). Nei pazienti che manifestano segni e sintomi di disturbi da uso di oppioidi, si deve considerare il consulto con uno specialista in dipendenze.
Depressione respiratoria
Come per tutti gli oppioidi, l'uso di Ropivacain - Fentanyl Sintetica comporta un rischio di depressione respiratoria clinicamente significativa. Se non viene riconosciuta e trattata immediatamente, la depressione respiratoria può portare all'arresto respiratorio e alla morte. A seconda delle condizioni cliniche del paziente, il trattamento della depressione respiratoria può prevedere un attento monitoraggio, misure di supporto e la somministrazione di antagonisti degli oppioidi. Occorre tuttavia ricordare che la depressione respiratoria può durare più a lungo rispetto all'azione dell'antagonista. In caso di analgesia profonda, può perdurare durante la fase postoperatoria o manifestarsi nuovamente. Per questo motivo è necessario monitorare i pazienti di continuo e disporre di un antagonista degli oppioidi e dell'apparecchiatura di rianimazione. L'eventuale iperventilazione durante l'anestesia può influire sulla respirazione in fase postoperatoria. Benché possa insorgere una depressione respiratoria grave, potenzialmente letale o fatale in qualsiasi momento del trattamento, il rischio è massimo all'inizio del trattamento e dopo un aumento della dose.
Disturbi respiratori nel sonno
Gli oppioidi possono causare disturbi respiratori nel sonno, soprattutto apnea centrale del sonno (CSA) e ipossiemia nel sonno. L'uso di oppioidi comporta un aumento dose-dipendente del rischio di CSA. Nei pazienti con CSA si deve considerare una riduzione della dose totale di oppioidi.
Uso concomitante di depressori del sistema nervoso centrale
L'uso concomitante di oppioidi con benzodiazepine o altri depressori del sistema nervoso centrale (SNC) può provocare grave sedazione, depressione respiratoria, coma o morte. A causa di questi rischi, gli oppioidi e le benzodiazepine o altri medicamenti depressori del SNC possono essere somministrati in concomitanza solo ai pazienti per cui non sono disponibili altre opzioni terapeutiche. Se si decide di prescrivere Ropivacain - Fentanyl Sintetica contemporaneamente a benzodiazepine o altri medicamenti depressori del SNC, occorre scegliere la posologia minima efficace e i trattamenti concomitanti devono durare il meno possibile. I pazienti devono essere monitorati attentamente per rilevare segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione (cfr. rubrica «Interazioni»).
Esposizione accidentale
I pazienti e le persone che li assistono devono essere informati che Ropivacain - Fentanyl Sintetica contiene un principio attivo in una concentrazione che può essere fatale, soprattutto nei bambini. È pertanto necessario indicare ai pazienti e alle persone che li assistono di tenere tutte le unità di dosaggio fuori dalla portata dei bambini e di smaltire correttamente le unità aperte o inutilizzate.
Sindrome da astinenza neonatale da oppioidi
L'uso prolungato di Ropivacain - Fentanyl Sintetica durante la gravidanza può causare la sindrome da astinenza neonatale da oppioidi, che è potenzialmente letale se non viene riconosciuta e trattata tempestivamente. Il trattamento deve essere effettuato secondo i protocolli sviluppati dagli specialisti in neonatologia. Se è necessario utilizzare oppioidi in una donna in gravidanza per un periodo prolungato, occorre informare la paziente del rischio di sindrome da astinenza neonatale da oppioidi e assicurarsi che sia disponibile il trattamento adeguato, se necessario.
Iperalgesia
L'iperalgesia indotta da oppioidi si verifica quando un analgesico a base di oppioidi provoca un aumento paradosso del dolore o della sensibilità al dolore. Questa condizione si distingue dallo sviluppo di tolleranza, in cui il mantenimento di un determinato effetto richiede la somministrazione di dosi di oppioidi più elevate. I sintomi dell'iperalgesia indotta da oppioidi includono, tra gli altri, aumento del dolore all'aumentare della dose di oppioidi, diminuzione del dolore al diminuire della dose di oppioidi o dolore in risposta a stimoli normalmente non dolorosi (allodinia). Se si sospetta iperalgesia indotta da oppioidi, si deve considerare una riduzione della dose di oppioidi o una rotazione degli oppioidi.
Possono insorgere movimenti mioclonici non epilettici.
Il fentanyl può provocare rigidità muscolare (e toracica), che può essere evitata attraverso le seguenti misure: benzodiazepina in premedicazione e somministrazione di miorilassanti.
Possono insorgere bradicardia e talvolta asistolia se il paziente non ha ricevuto una dose sufficiente di anticolinergico o quando il fentanyl viene associato a miorilassanti non vagolitici. La bradicardia può essere trattata con atropina.
Gli oppioidi possono indurre ipotensione, soprattutto in caso di ipovolemia. Si devono adottare misure idonee per stabilizzare la pressione arteriosa.
Evitare l'iniezione rapida in bolo nei pazienti con ridotta elasticità dei vasi cerebrali: in tali pazienti, infatti, la diminuzione transitoria della pressione arteriosa comporta generalmente una riduzione di breve durata della pressione di perfusione cerebrale.
Si raccomanda di ridurre la posologia nei pazienti anziani o debilitati. Gli oppioidi devono essere dosati con cautela nei pazienti affetti dalle seguenti patologie: ipertiroidismo non trattato, pneumopatia, ridotta capacità respiratoria, alcolismo, insufficienza epatica o renale. Tali pazienti richiedono anche un prolungato monitoraggio postoperatorio. Il rischio di ipotensione aumenta in caso di co-somministrazione di fentanyl con un neurolettico. I neurolettici possono inoltre indurre sintomi extrapiramidali trattabili con agenti anti-Parkinson.
Si raccomanda cautela in caso di somministrazione concomitante con medicamenti che influenzano i sistemi dei neurotrasmettitori serotoninergici.
Lo sviluppo di una sindrome serotoninergica potenzialmente letale può verificarsi con l'utilizzo concomitante di medicamenti serotoninergici come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI), e di medicamenti che influiscono sul metabolismo della serotonina (fra cui gli inibitori della monoaminossidasi [IMAO]), anche in caso di somministrazione della dose raccomandata.
La sindrome serotoninergica può manifestarsi attraverso variazioni dello stato psichico (ad es. eccitabilità, allucinazioni, coma), instabilità del sistema nervoso autonomo (ad es. tachicardia, fluttuazioni della pressione arteriosa, ipertermia), anomalie neuromuscolari (ad es. iperreflessia, mancanza di coordinazione, rigidità) e/o sintomi gastrointestinali (ad es. nausea, vomito, diarrea). In caso di sospetta sindrome serotoninergica, si deve interrompere immediatamente il trattamento con Ropivacain - Fentanyl Sintetica.
Insufficienza surrenalica
Gli oppioidi possono causare insufficienza surrenalica reversibile che richiede monitoraggio e terapia sostitutiva con glucocorticoidi. I sintomi dell'insufficienza surrenalica possono includere, tra gli altri, nausea, vomito, inappetenza, affaticamento, debolezza, vertigini o bassa pressione arteriosa.
Diminuzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina
L'uso a lungo termine di oppioidi può essere associato a diminuzione dei livelli di ormoni sessuali e aumento dei livelli di prolattina. I sintomi includono diminuzione della libido, impotenza o amenorrea.
Spasmo dello sfintere di Oddi/pancreatite
Gli oppioidi possono causare disfunzione e spasmo dello sfintere di Oddi, con conseguente aumento della pressione intrabiliare e del rischio di sintomi delle vie biliari e di pancreatite.
Questo medicamento contiene 3,39 mg di sodio per ml, equivalente allo 0,2 % dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS di 2 g di sodio per adulto.
Questo medicamento contiene 3,39 mg di sodio per ml, equivalente allo 0,2 % dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS di 2 g di sodio per adulto.
Interazioni
Ropivacaina
Non sono stati condotti studi d'interazione specifici.
La ropivacaina dovrebbe essere usata con cautela nei pazienti trattati in concomitanza con altri anestetici locali o altri principi attivi strutturalmente correlati agli anestetici locali di tipo amidico (antiaritmici, come ad es. lidocaina e mexiletina), in quanto i loro effetti tossici sistemici sono additivi. Non sono stati condotti studi d'interazione specifici tra lidocaina e medicamenti antiaritmici di classe III (ad es. amiodarone), tuttavia si raccomanda cautela (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
La somministrazione concomitante di ropivacaina e narcotici o oppioidi può potenziarne gli effetti reciproci, principali o secondari. In volontari sani, con la somministrazione concomitante di fluvoxamina, un potente inibitore del CYP1A2, è stata osservata una riduzione di circa il 70 % della clearance della ropivacaina. In pazienti trattati con fluvoxamina ed enoxacina (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali») si dovrebbe quindi evitare una somministrazione a lungo termine di ropivacaina.
Fentanyl
Effetto di altri medicamenti
Medicamenti depressori del sistema nervoso centrale (SNC)
L'uso concomitante di altri medicamenti che agiscono sul SNC, ad es. altri oppioidi, sedativi come le benzodiazepine o gli ipnotici, anestetici generali, fenotiazina, tranquillanti, miorilassanti, antistaminici con effetto sedativo, gabapentinoidi (gabapentin e pregabalin) e alcol, può avere effetti depressivi additivi, che possono comportare depressione respiratoria, ipotensione, grave sedazione o coma e che talvolta possono essere fatali (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Inibitori del citocromo P450 3A4 (inibitori del CYP3A4)
Il fentanyl è una sostanza con una clearance elevata. Viene metabolizzato rapidamente e ampiamente, principalmente dal CYP3A4.
Il ritonavir, uno degli inibitori più potenti del CYP3A4, somministrato per via orale, riduce la clearance del fentanyl e ne prolunga l'emivita. Se il fentanyl viene co-somministrato con un potente inibitore del CYP3A4, come il ritonavir, il paziente deve essere sorvegliato e monitorato con particolare attenzione.
Inibitori della monoaminossidasi (inibitori della MAO)
Si raccomanda di interrompere la somministrazione di un inibitore della monoaminossidasi due settimane prima di qualsiasi intervento chirurgico o procedura anestetica.
Sostanze serotoninergiche
In caso di somministrazione concomitante di oppioidi con inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) o principi attivi serotoninergici come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI) o gli antidepressivi triciclici, può svilupparsi sindrome serotoninergica. I sintomi della sindrome serotoninergica possono includere alterazioni dello stato di coscienza, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali.
Effetti su altri medicamenti
In caso di co-somministrazione di fentanyl ed etomidato, la clearance plasmatica totale e il volume di distribuzione dell'etomidato diminuiscono di un fattore da 2 a 3, mentre l'emivita rimane invariata.
La co-somministrazione di fentanyl e midazolam per via endovenosa provoca un aumento dell'emivita plasmatica terminale e una diminuzione della clearance plasmatica del midazolam.
La posologia di questi medicamenti dovrà essere eventualmente ridotta in caso di co-somministrazione con fentanyl.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Non sono disponibili studi clinici su donne in gravidanza. In queste condizioni, il medicamento deve essere somministrato solo se inequivocabilmente necessario.
L'uso prolungato di Ropivacain - Fentanyl Sintetica durante la gravidanza può causare la sindrome da astinenza neonatale da oppioidi, che è potenzialmente letale se non viene riconosciuta e trattata tempestivamente. Il trattamento deve essere effettuato secondo i protocolli sviluppati dagli specialisti in neonatologia. Se è necessario utilizzare oppioidi in una donna in gravidanza per un periodo prolungato, occorre informare la paziente del rischio di sindrome da astinenza neonatale da oppioidi e assicurarsi che sia disponibile il trattamento adeguato, se necessario (cfr. anche rubrica (cfr. anche rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Si noti, tuttavia, che l'uso epidurale di ropivacaina-fentanyl per l'analgesia durante il parto è ben documentato (cfr. «Indicazioni/possibilità d'impiego»). In uno studio condotto con questa combinazione su 279 neonati, il numero di neonati con un punteggio Apgar < 7 a 1 e 5 minuti era pari rispettivamente a 44 (15,8 %) e 11 (3,9 %). Sebbene la sicurezza della combinazione per i neonati sia stata confermata in altri studi clinici con una concentrazione simile utilizzata in ostetricia, non si può garantire con certezza una totale assenza di rischi.
Ropivacaina
L'utilizzo di ropivacaina in ostetricia (per l'anestesia o l'analgesia) è tuttavia consolidato.
Tuttavia, ropivacaina attraversa la placenta (vedere «Farmacocinetica») e può abbassare la frequenza cardiaca del feto, provocando bradicardia fetale. Pertanto, si raccomanda un attento monitoraggio della frequenza cardiaca fetale.
Gli studi sugli animali hanno mostrato che la ropivacaina non esercita alcun effetto tossico diretto o indiretto sulla gravidanza, sullo sviluppo dell'embrione o del feto, sul parto o sullo sviluppo postnatale (cfr. «Dati preclinici»).
Fentanyl
Durante la fase iniziale della gravidanza, il fentanyl attraversa la barriera placentare e i centri respiratori del feto sono molto sensibili all'azione dei morfinomimetici. Gli studi clinici mostrano che, a dosi elevate, il fentanyl può provocare un rischio di depressione respiratoria nel feto. Gli studi preclinici hanno messo in evidenza una tossicità per la riproduzione (cfr. «Dati preclinici»).
Parto
Ropivacaina
La somministrazione intratecale non è stata documentata in caso di parto cesareo.
Allattamento
Le madri non devono allattare al seno né utilizzare il latte raccolto con un tiralatte nelle 24 ore successive all'uso di Ropivacain - Fentanyl Sintetica a causa di un possibile effetto analgesico sul neonato.
Ropivacaina
Non sono stati effettuati studi sulla potenziale escrezione della ropivacaina o dei suoi metaboliti nel latte materno. Tuttavia, durante l'allattamento il bambino viene esposto a concentrazioni di ropivacaina notevolmente inferiori a quelle in utero durante il parto in anestesia regionale/analgesia da ropivacaina.
Fentanyl
Il fentanyl passa nel latte materno e può avere effetti sedativi e/o provocare depressione respiratoria nel lattante.
Fertilità
Non sono disponibili studi clinici riguardo agli effetti di Ropivacain - Fentanyl Sintetica sulla fertilità. Gli studi sugli animali con il fentanyl hanno mostrato una tossicità per la riproduzione (cfr. «Dati preclinici»). I rischi potenziali per l'uomo non sono noti.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
In funzione della dose, Ropivacain - Fentanyl Sintetica ha un certo effetto sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Ropivacaina
Gli effetti indesiderati della ropivacaina sono simili a quelli di altri anestetici locali di tipo amidico.
Con qualsiasi anestetico locale, compresa la ropivacaina, può verificarsi un blocco spinale totale se viene accidentalmente somministrata una dose epidurale per via intratecale o se viene somministrata una dose intratecale troppo elevata.
Gli effetti indesiderati più frequentemente osservati nei bambini sono vomito, nausea e prurito.
Le categorie di frequenza sono indicate come segue:
Molto comune (≥1/10), comune (< 1/10, ≥1/100), non comune (< 1/100, ≥1/1'000), raro (< 1/1'000, ≥1/10'000), molto raro (< 1/10'000), frequenza non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Disturbi del sistema immunitario
Raro: reazioni allergiche (reazioni anafilattiche, shock anafilattico, edema di Quincke e orticaria).
Disturbi psichiatrici
Non comune: stato d'ansia.
Patologie del sistema nervoso
Comune: parestesia, cefalea, vertigini, diminuzione della sensibilità tattile.
Non comune: sintomi di tossicità del SNC (convulsioni, attacchi di tipo grande male, crisi epilettiche, fotosensibilità, parestesia periorale, intorpidimento della lingua, iperacusia, tinnito, disturbi della vista, disartria, spasmi muscolari, tremore), sindrome di Horner, ipoestesia.
Raro: neuropatia e disturbi della funzionalità del midollo spinale (ad es. sindrome dell'arteria spinale anteriore, aracnoidite, sindrome della cauda equina).
Frequenza non nota: spasmi in seguito a un'iniezione intravascolare accidentale di 200 mg durante un tentativo di indurre un blocco del plesso brachiale.
Patologie cardiache
Comune: bradicardia, tachicardia.
Raro: arresto cardiaco, aritmia.
Patologie vascolari
Molto comune: ipotensione (39 %).
Comune: ipertensione.
Non comune: sincopi.
Possono manifestarsi reazioni cardiovascolari indirette (ipotensione, bradicardia) in seguito a un'anestesia epidurale, a seconda dell'entità del blocco del simpatico che l'accompagna.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: dispnea.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: nausea (24,1 %), vomito (12 %).
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Comune: dolore dorsale.
Patologie renali e urinarie
Comune: ritenzione urinaria.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: temperatura aumentata, rigidità, brividi.
Non comune: ipotermia.
Fentanyl
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: reazioni allergiche (anafilassi, broncospasmo, prurito, orticaria).
Molto raro: ipersensibilità (compreso shock anafilattico, reazione anafilattica e orticaria).
Disturbi psichiatrici
Molto comune: sonnolenza.
Comune: confusione, depressione, anoressia, angoscia, allucinazioni.
Non comune: insonnia, agitazione, euforia, amnesia.
Frequenza non nota: dipendenza.
Patologie dell'occhio
Comune: Disturbi visivi.
Frequenza non nota: miosi.
Patologie del sistema nervoso
Comune: rigidità muscolare (compresi i muscoli toracici), movimenti mioclonici,capogiri.
Molto raro: convulsioni, perdita di conoscenza, mioclono.
Patologie cardiache
Comune: bradicardia, tachicardia, ipotensione.
Molto raro: arresto cardiaco.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comune: apnea, depressione respiratoria.
Non comune: laringospasmo.
Frequenza non nota: sindrome di apnea centrale del sonno.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: nausea, vomito.
Non comune: Disfagia (disturbo della deglutizione).
Frequenza non nota: pancreatite.
Patologie epatobiliari
Frequenza non nota: spasmo dello sfintere di Oddi.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto raro: prurito.
La somministrazione di fentanyl in combinazione con un neurolettico può indurre i seguenti effetti collaterali: sensazione di freddo e/o brividi, agitazione, allucinazioni postoperatorie e sintomi extrapiramidali (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Come per gli altri analgesici oppioidi, l'utilizzo ripetuto di fentanyl può sviluppare assuefazione, dipendenza fisica e psichica.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Ropivacaina
Tossicità sistemica acuta
Le reazioni tossiche sistemiche possono interessare il sistema nervoso centrale e il sistema cardiovascolare.
Queste reazioni sono dovute ad elevate concentrazioni di anestetici locali che: sono somministrati accidentalmente per via intravascolare o in sovradosaggio, oppure sono assorbiti in maniera insolitamente rapida da regioni a forte vascolarizzazione (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Le reazioni del SNC sono simili per tutti gli anestetici locali di tipo amidico, mentre le reazioni cardiache dipendono in misura maggiore, a livello quantitativo e qualitativo, dal medicamento.
Gli anestetici locali somministrati inavvertitamente per via intravascolare possono causare reazioni tossiche sistemiche immediate (in un arco di tempo compreso tra qualche secondo e qualche minuto). In caso di sovradosaggio, queste reazioni si manifestano più tardivamente poiché la concentrazione nel sangue degli anestetici locali aumenta più lentamente (15–60 minuti dopo un'iniezione).
Tossicità del sistema nervoso centrale
Si sviluppa gradualmente, con sintomi di gravità crescente. I sintomi includono inizialmente fotosensibilità, parestesie periorali, intorpidimento della lingua, iperacusia, tinnito e disturbi visivi. La disartria, gli spasmi muscolari, i tremori sono più gravi e possono precedere crisi convulsive generali. Tali segni non devono essere confusi con un comportamento nevrotico. Possono essere seguiti da perdita di conoscenza e da crisi epilettiche (grande male) che possono durare da alcuni secondi a diversi minuti.
L'aumento dell'attività muscolare e la respirazione difficoltosa causati dagli spasmi portano rapidamente allo sviluppo di ipercapnia e ipossia. In casi gravi, può verificarsi apnea. L'acidosi aumenta gli effetti tossici degli anestetici locali.
La guarigione avviene in seguito alla ridistribuzione dell'anestetico locale dal SNC, seguita dal suo metabolismo e dalla sua eliminazione. Se l'anestetico locale non è stato iniettato in grandi quantità, la guarigione può essere rapida.
Tossicità cardiovascolare
In casi gravi si possono osservare effetti sul sistema cardiovascolare. Gli effetti tossici cardiovascolari sono generalmente preceduti da segni di tossicità del sistema nervoso centrale. In un paziente profondamente sedato o sotto anestesia generale, è possibile che i sintomi prodromici a carico del SNC non si manifestino o che i segni precoci di tossicità risultino di difficile individuazione. Concentrazioni sistemiche elevate di anestetici locali possono causare ipotensione, bradicardia, aritmia e persino arresto cardiaco. In rari casi è stato osservato un arresto cardiaco senza segni prodromici a carico del SNC.
Trattamento della tossicità acuta
In caso di segni di tossicità sistemica acuta, l'iniezione dell'anestetico locale deve essere interrotta immediatamente.
Se compaiono sintomi a carico del SNC (convulsioni, depressione del SNC), si devono perseguire i seguenti obiettivi terapeutici:
Mantenere l'apporto di ossigeno, arrestare le convulsioni e garantire il supporto circolatorio. Se necessario, si deve impiegare anche il pallone autoespandibile con maschera o avviare un'intubazione endotracheale.
Se le convulsioni non si risolvono spontaneamente entro 15–20 secondi, è necessario somministrare uno spasmolitico per via endovenosa. Il tiopental sodico alla dose di 1–3 mg/kg e.v. sopprime rapidamente le convulsioni. In alternativa, si può somministrare diazepam (0,1 mg/kg e.v.), sebbene il suo effetto insorga più lentamente. Spasmi persistenti possono compromettere la respirazione e l'apporto di ossigeno del paziente. L'iniezione di un miorilassante (ad es. succinilcolina 1 mg/kg) arresta rapidamente le convulsioni, agevolando la respirazione e permettendo il controllo dell'apporto di ossigeno. In questi casi, si deve prendere in considerazione un'intubazione endotracheale. Qualora sia evidente una depressione cardiovascolare (ipotensione, bradicardia), si deve somministrare un simpaticomimetico (ad es. efedrina alla dose di 5–10 mg e.v. e, se necessario, ripetere la somministrazione dopo 2–3 minuti).
In caso di bradicardia, somministrare atropina (0,5–1 mg e.v.).
La dose di efedrina nei bambini deve essere aggiustata in funzione dell'età e del peso corporeo.
In caso di collasso circolatorio, è necessaria una rapida rianimazione cardiopolmonare: è di vitale importanza garantire un apporto ottimale di ossigeno e di aria (respirazione artificiale), il supporto circolatorio e il trattamento dell'acidosi.
In caso di arresto cardiaco, si possono aumentare le probabilità di successo prolungando le misure di rianimazione.
Fentanyl
Segni e sintomi
Il sovradosaggio di fentanyl si manifesta con un potenziamento dei suoi effetti farmacologici. Il quadro clinico è caratterizzato soprattutto da depressione respiratoria, con grado di severità variabile dalla bradipnea all'apnea in funzione della sensibilità individuale.
In caso di sovradosaggio da oppioidi sono stati osservati episodi di leucoencefalopatia tossica.
Trattamento
In caso di ipoventilazione o di apnea, procedere all'erogazione di ossigeno con ventilazione controllata. In caso di depressione respiratoria, somministrare uno specifico antagonista, come il naloxone, tenendo presente che la depressione respiratoria può durare più a lungo dell'effetto dell'antagonista. Pertanto potrebbe essere necessario somministrare più dosi aggiuntive dell'antagonista. Se la depressione respiratoria è associata a rigidità muscolare, somministrare un miorilassante per via endovenosa per agevolare la respirazione artificiale.
Sorvegliare attentamente il paziente e provvedere a mantenere il calore corporeo e un adeguato apporto di liquidi. In caso di ipotensione grave o persistente, prendere in considerazione la possibilità di ipovolemia che dovrà essere controllata mediante riempimento vascolare parenterale.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N01AH51
Ropivacaina
Meccanismo d'azione
La ropivacaina è il primo anestetico di tipo amidico a lunga durata d'azione sviluppato come enantiomero puro (S-(-)-enantiomero).
La ropivacaina ha un effetto sia anestetico sia analgesico.
Farmacodinamica
Se somministrata a concentrazioni elevate, la ropivacaina induce un'anestesia che permette l'esecuzione di interventi chirurgici, mentre a una posologia bassa determina un blocco sensoriale (analgesia) accompagnato da un blocco motorio limitato e non progressivo.
La durata e l'intensità del blocco indotto dalla ropivacaina non vengono aumentate dall'aggiunta di adrenalina.
Come altri anestetici locali, la ropivacaina provoca un blocco reversibile della conduzione degli impulsi lungo le fibre nervose, inibendo il flusso degli ioni di sodio attraverso la membrana cellulare delle fibre nervose.
Gli anestetici locali possono avere effetti simili su altre membrane eccitabili, come ad esempio nel cervello e nel miocardio. Qualora entri in circolo un'elevata quantità di ropivacaina, possono manifestarsi sintomi di tossicità che hanno origine dal sistema nervoso centrale e dal sistema cardiovascolare.
I segni di tossicità che hanno origine dal sistema nervoso centrale precedono gli effetti cardiovascolari (cfr. «Sovradosaggio»), poiché possono manifestarsi già a basse concentrazioni plasmatiche. Dopo la somministrazione epidurale possono manifestarsi effetti cardiovascolari indiretti (ipotensione, bradicardia), che dipendono tuttavia dall'entità del blocco del simpatico.
Efficacia clinica
Nessun dato.
Fentanyl
Meccanismo d'azione
Il fentanyl è un oppioide sintetico dall'effetto μ-agonista appartenente alla classe delle fenilpiperidine.
Farmacodinamica
Come potente analgesico riservato all'anestesia, il fentanyl è 100 volte più efficace della morfina e 700 volte più efficace della petidina. Il suo effetto di depressione respiratoria ha una durata più breve rispetto a quella della meperidina. Il fentanyl inibisce la sensibilità al dolore anche in caso di dolori molto intensi e induce analgesia chirurgica.
L'effetto analgesico massimo interviene già dopo 2–3 minuti dall'iniezione endovenosa e dura da 30 a 60 minuti. Il livello di analgesia è dose-dipendente, quindi facilmente regolabile.
Efficacia clinica
Il fentanyl è caratterizzato da parametri cardiovascolari molto stabili. È molto raro un rilascio di istamina clinicamente evidente.
Come tutti gli analgesici morfinici, il fentanyl può provocare depressione respiratoria, rigidità muscolare (in particolare toracica), bradicardia, euforia, miosi ed effetti colinergici. L'incidenza della nausea e del vomito durante la fase postoperatoria è minima e, inoltre, viene ulteriormente ridotta dalla somministrazione di un neurolettico in caso di neuroleptoanalgesia.
Farmacocinetica
Ropivacaina
La ropivacaina ha un centro chirale ed è un S-(-)-enantiomero puro.
Assorbimento
La concentrazione plasmatica della ropivacaina dipende dalla posologia, dall'ambito di utilizzo e dal grado di vascolarizzazione tissutale della sede di iniezione. La ropivacaina mostra una farmacocinetica lineare e la concentrazione plasmatica massima è proporzionale alla dose.
La ropivacaina mostra un assorbimento bifasico completo a partire dallo spazio epidurale, anche nei bambini. Le emivite delle due fasi sono nell'ordine rispettivamente di 14 minuti e 4 ore. Nel corso di un'infusione epidurale e interscalenica continua è stato osservato un aumento della concentrazione plasmatica totale, che è associato all'aumento postoperatorio della concentrazione di alfa-1 glicoproteina acida.
Le variazioni della concentrazione della parte non legata, ovvero quella farmacologicamente più attiva, sono risultate notevolmente inferiori rispetto a quelle della concentrazione plasmatica totale.
Distribuzione
La ropivacaina ha un valore pKa di 8,1 e un coefficiente di distribuzione di 141 (n-ottanolo/soluzione tampone di fosfato con pH 7,4 a 25 °C).
Allo stato stazionario, la ropivacaina ha un volume di distribuzione di 47 litri (38–60) e un'emivita terminale di 1,8 ore dopo somministrazione e.v. La ropivacaina ha un coefficiente di estrazione epatica di circa 0,4 (0,2–0,6). Nel plasma, è legata principalmente alla alfa-1 glicoproteina acida; la frazione non legata è di circa il 6 % a fronte di una frazione legata alle proteine plasmatiche pari al 94 %.
La ropivacaina attraversa la barriera placentare; viene raggiunto rapidamente un equilibrio rispetto alla concentrazione non legata. La percentuale di legame con le proteine plasmatiche nel feto è inferiore rispetto a quella nella madre (95 % [neonato = 30 % di quella materna]), il che determina una più bassa concentrazione plasmatica totale nel feto che nella madre.
Metabolismo
La ropivacaina viene ampiamente metabolizzata nel fegato, principalmente per idrossilazione aromatica in 3-idrossi-ropivacaina (metabolita principale) tramite il citocromo P4501A2; per N-dealchilazione in pipecolilxilidina (PPX) tramite il CYP3A4. Dopo singola somministrazione e.v., circa il 37 % della dose totale viene escreta nelle urine come 3-idrossi-ropivacaina, coniugata e non coniugata. Nel plasma sono state rilevate basse concentrazioni di 3-idrossi-ropivacaina. PPX e altri metaboliti sono stati escreti per via urinaria in misura inferiore al 3 %. La 3-idrossi- e la 4-idrossi-ropivacaina hanno un'efficacia anestetica locale, benché molto più debole rispetto a quella della ropivacaina.
Durante un'infusione epidurale, l'escrezione di entrambi i metaboliti principali, pipecolilxilidina (PPX) e 3-idrossi-ropivacaina, avviene per via renale.
La concentrazione plasmatica totale di PPX è risultata all'incirca la metà della dose di ropivacaina somministrata. Dopo un'infusione epidurale continua nell'arco di 72 ore, la concentrazione media di PPX libera è risultata tuttavia 7–9 volte superiore alla concentrazione di ropivacaina libera.
Nei ratti, il valore limite delle concentrazioni plasmatiche di PPX libera, tossiche per il SNC, è risultato 12 volte superiore a quello della ropivacaina libera.
Non vi sono indicazioni di una racemizzazione in vivo della ropivacaina.
Nei bambini di età superiore a 1 anno, il modello dei metaboliti principali è risultato simile.
Eliminazione
Il lento assorbimento è il fattore determinante la velocità di eliminazione della ropivacaina (flip-flop). Pertanto, l'emivita di eliminazione è più lunga dopo l'utilizzo epidurale rispetto all'utilizzo endovenoso (4,2 ore vs 1,7 ore).
La ropivacaina ha una clearance plasmatica totale mediana di 440 ml/min (387–501), una clearance plasmatica di 8 l/min per il medicamento non legato e una clearance renale di 1 ml/min.
Dopo somministrazione endovenosa, l'86 % della dose viene escreta per via urinaria, con solo l'1 % circa in forma immodificata.
Il metabolita principale è 3-idrossi-ropivacaina, che viene escreta per il 37 % circa per via urinaria, in forma prevalentemente coniugata. L'escrezione urinaria di 4-idrossi-ropivacaina, nella forma N-dealchilata e 4-idrossi-dealchilata, è pari all'1–3 %. La 3-idrossi-ropivacaina, sia coniugata che non coniugata, è presente in concentrazioni rilevabili solo nel plasma.
Gravidanza
Dopo che la ropivacaina ha attraversato la barriera placentare, si instaura un equilibrio rispetto alla frazione libera, non legata. Poiché il legame con le proteine plasmatiche nel feto è inferiore rispetto a quello nella madre, nella madre viene raggiunta una concentrazione plasmatica totale superiore.
Fentanyl
Assorbimento/Distribuzione
La farmacocinetica del fentanyl può essere descritta in base a un modello trifasico, con una fase di distribuzione di 1,7 minuti, una redistribuzione di 13 minuti e un'emivita di eliminazione terminale di 219 minuti. Il volume di distribuzione è di 4 l/kg. Il fentanyl si accumula nei muscoli e nei tessuti adiposi, quindi viene rilasciato lentamente nel sangue. La frazione libera di fentanyl aumenta in misura proporzionale alla ionizzazione del prodotto. Variazioni del pH possono influenzare la distribuzione del fentanyl fra il plasma e il sistema nervoso centrale. L'assorbimento vascolare del fentanyl è minimo dopo la somministrazione epidurale. Tuttavia, dopo la somministrazione epidurale lombare interviene una rapida penetrazione della dura madre. La concentrazione lombare massima media di fentanyl è risultata pari a 19,1 ng / ml circa 22 minuti dopo la somministrazione epidurale di fentanyl alla dose di 1 µg / kg.
Metabolismo/Eliminazione
Il fentanyl viene metabolizzato principalmente nel fegato dal CYP3A4; circa il 75 % della dose endovenosa viene escreta per via urinaria, prevalentemente sotto forma di metaboliti inattivi, con meno del 10 % eliminato in forma immodificata. Circa il 9 % della dose si ritrova nelle feci, principalmente sotto forma di metaboliti.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Nei pazienti con flusso sanguigno epatico ridotto o in quelli affetti da insufficienza epatica severa, la clearance del fentanyl può diminuire come conseguenza della sua eliminazione ritardata.
Ad oggi, non è stato osservato alcun caso di eliminazione ritardata nei pazienti con insufficienza renale.
Pazienti adulti con ustioni
Un aumento della clearance fino al 44 % e un aumento del volume di distribuzione provocano una diminuzione della concentrazione plasmatica di fentanyl. Potrebbe quindi rendersi necessaria una dose di Fentanyl Sintetica più elevata.
Pazienti in sovrappeso
In caso di sovrappeso, la clearance del fentanyl aumenta. Nei pazienti con IMC > 30, la clearance del fentanyl aumenta di circa il 10 % ogni 10 kg di massa magra.
Dati preclinici
Il potenziale tossico della combinazione dei principi attivi, ropivacaina e fentanyl, non è stato valutato negli studi preclinici normativi. Esistono tuttavia dati sui due principi attivi contenuti in Ropivacain - Fentanyl Sintetica.
Ropivacaina
Farmacologia di sicurezza
Dagli studi di sicurezza in vitro e sugli animali non è emerso alcun rischio per l'uomo per quanto riguarda la mutagenicità, dopo somministrazione singola e ripetuta, e la riproduzione. Dal punto di vista della sicurezza farmacologica, con dosi eccessive è probabile che si manifestino sintomi a carico del SNC (convulsioni che precedono gli effetti cardiovascolari) e cardiotossicità, in misura lievemente inferiore rispetto alla bupivacaina.
La cardiotossicità può determinare conduzione rallentata, un effetto inotropo negativo, nonché aritmie dipendenti dalla dose e arresto cardiaco. Gli effetti che si manifestano con dosi endovenose elevate possono essere evitati con adeguate misure di emergenza. Negli ovini, le femmine gravide non hanno evidenziato una maggiore sensibilità agli effetti tossici della ropivacaina rispetto agli animali non gravidi.
Fentanyl
Il fentanyl è caratterizzato da un ampio spettro terapeutico. Nel ratto, il rapporto tra la dose letale e la dose efficace (rapporto LD50/ED50) risulta essere di 282 circa, rispetto a 69 per la morfina e 5 per la petidina.
Mutagenicità
I test in vitro di mutagenicità sui batteri e i test in vivo sui roditori hanno avuto esito negativo con il fentanyl.
Cancerogenicità
In uno studio di cancerogenicità della durata di 2 anni, il fentanyl non ha portato a un aumento della comparsa di tumori nel ratto. In questo studio sono state somministrate dosi sottocutanee fino a 33 μg/kg/giorno nel ratto maschio e fino a 100 μg/kg/giorno nel ratto femmina, corrispondenti alle dosi massime tollerate dagli animali maschi e femmine.
Tossicità per la riproduzione
Da studi condotti su ratti femmine è stata osservata mortalità embrionale oltre a una riduzione della fertilità. Tali risultati sono correlati alla tossicità per la madre e non dipendono da un effetto diretto del preparato sullo sviluppo dell'embrione.
Gli studi di tossicità sullo sviluppo embriofetale condotti nel ratto e nel coniglio non hanno rivelato malformazioni indotte dal composto né variazioni dello sviluppo in caso di somministrazione durante il periodo dell'organogenesi. Il fentanyl passa nel latte materno.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Il medicamento può essere somministrato soltanto in combinazione con i medicamenti riportati sotto «Indicazioni per la manipolazione».
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
Questo preparato non contiene conservanti. Per ragioni microbiologiche, il preparato pronto all'uso deve essere utilizzato immediatamente dopo l'apertura.
Le sacche per infusione epidurale sono destinate a un utilizzo della durata massima di 24 ore.
Precauzioni particolari per la conservazione
Non conservare a temperature superiori a 25 °C. Non congelare.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Utilizzare solo soluzioni limpide e confezioni intatte.
Il pH della soluzione iniettabile Ropivacain - Fentanyl Sintetica è compreso tra 4,0 e 6,0. La solubilità della ropivacaina a un pH superiore a 6 è limitata. Occorre tenerne conto se vengono aggiunte soluzioni alcaline (ad es. carbonati), poiché con valori di pH elevati può verificarsi una precipitazione.
Numero dell'omologazione
67655 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Sintetica SA, 6850 Mendrisio.
Fabbricante
Sintetica SA, 6850 Mendrisio.
Stato dell'informazione
Dicembre 2024
30117 — 07/05/2025