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POTELIGEO conc perf 4 mg/ml

Informazione professionale approvata da Swissmedic

▼ Questo medicamento è soggetto a monitoraggio addizionale. Ciò consente una rapida identificazione delle nuove conoscenze in materia di sicurezza. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare un nuovo o serio effetto collaterale sospetto. Per indicazioni a proposito della segnalazione di effetti collaterali, cfr. «Effetti indesiderati».

POTELIGEO 4 mg/ml, concentrato per soluzione per infusione

Kyowa Kirin Sàrl

Composizione

Principi attivi

Mogamulizumabum

Sostanze ausiliarie

Acidum citricum monohydricum, glycinum, polysorbatum 80, natrii hydroxidum (per la correzione del pH), acidum hydrochloridum, aqua ad iniectabilia

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Concentrato per soluzione per infusione.

Soluzione limpida o leggermente opalescente, incolore.

Ogni flaconcino contiene 20 mg di mogamulizumab in 5 ml, corrispondenti a 4 mg/ml.

Mogamulizumab è prodotto in cellule di ovaio di criceto cinese mediante la tecnologia del DNA ricombinante.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

POTELIGEO è indicato per il trattamento di pazienti adulti affetti da micosi fungoide (MF) o da sindrome di Sézary (SS) recidivata o refrattaria che hanno ricevuto almeno una precedente terapia sistemica (cfr. «Efficacia clinica»).

Posologia/Impiego

Il trattamento deve essere iniziato e supervisionato da un medico esperto in terapie antitumorali, e deve essere somministrato soltanto da operatori sanitari in un ambiente in cui siano disponibili attrezzature per la rianimazione.

Tracciabilità

Al fine di garantire la tracciabilità dei medicamenti di produzione biotecnologica, il nome commerciale e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere documentati a ogni trattamento.

Posologia abituale

La dose raccomandata è 1 mg/kg di mogamulizumab, da somministrarsi mediante infusione endovenosa nell'arco di almeno 60 minuti. La somministrazione deve avvenire a cadenza settimanale i giorni 1, 8, 15 e 22 del primo ciclo di 28 giorni, e successivamente le infusioni dovranno essere somministrate ogni due settimane i giorni 1 e 15 di ogni successivo ciclo di 28 giorni fino a progressione della malattia o tossicità inaccettabile.

POTELIGEO deve essere somministrato entro 2 giorni dal giorno programmato. Se si salta una dose per più di 2 giorni, la dose successiva deve essere somministrata il prima possibile, e lo schema posologico deve essere poi ripreso somministrando le dosi in base ai nuovi giorni programmati.

Per la prima infusione di POTELIGEO si raccomanda la premedicazione con antipiretici e antistaminici. Se si manifesta una reazione all'infusione, la premedicazione dovrà essere somministrata per tutte le successive infusioni di POTELIGEO.

Modifica della dose

Reazioni dermatologiche

I pazienti trattati con mogamulizumab hanno manifestato episodi di eruzione cutanea causata da medicamenti (eruzione da farmaci), che in alcuni casi sono stati severi e/o gravi.

•In caso di eruzione cutanea (correlato al farmaco) di gravità di grado 2 o 3 (moderato o grave), il trattamento con mogamulizumab deve essere interrotto e l'eruzione deve essere trattata adeguatamente fino a che migliora a un grado 1 o inferiore (gravità lieve); a questo punto sarà possibile ricominciare il trattamento con mogamulizumab.

•POTELIGEO deve essere interrotto in modo permanente in caso di eruzione cutanea potenzialmente letale (grado 4) (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Reazioni correlate all'infusione

•In caso di reazioni correlate all'infusione da lievi a gravi (gradi 1-3) l'infusione di POTELIGEO deve essere sospesa temporaneamente e i sintomi devono essere trattati. Alla ripresa delle infusioni dopo la risoluzione dei sintomi, la velocità di infusione deve essere ridotta almeno del 50%. Se la reazione si ripresenta, deve essere considerata la sospensione dell'infusione (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

•POTELIGEO deve essere interrotto in modo permanente in caso di reazione correlata all'infusione potenzialmente letali (grado 4) (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Istruzioni posologiche speciali

Bambini e adolescenti

La sicurezza e l'efficacia di POTELIGEO nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Pazienti anziani

Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti anziani (cfr. «Farmacocinetica»).

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Sulla base di un'analisi di farmacocinetica di popolazione, non si raccomanda alcun aggiustamento della dose in pazienti con compromissione renale da lieve a grave (cfr. «Farmacocinetica»).

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Sulla base di un'analisi di farmacocinetica di popolazione, non si raccomanda alcun aggiustamento della dose in pazienti con una compromissione epatica lieve o moderata. POTELIGEO non è stato studiato in pazienti con compromissione epatica grave (cfr. «Farmacocinetica»).

Modo di somministrazione

POTELIGEO è per uso endovenoso. Deve essere somministrato soltanto mediante infusione endovenosa della durata di almeno 60 minuti. In caso di reazione correlata all'infusione vedere le raccomandazioni riportate sopra.

Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, cfr. «Altre indicazioni».

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al «Composizione».

Avvertenze e misure precauzionali

Reazioni dermatologiche

I pazienti trattati con mogamulizumab hanno manifestato episodi di eruzione cutanea da farmaci (eruzione da farmaci), che in alcuni casi sono stati severi e/o gravi.

Quando mogamulizumab è stato somministrato a pazienti affetti da linfomi a cellule T diversi da MF o SS, sono state segnalate reazioni cutanee gravi, tra cui sindrome di Stevens-Johnson (Stevens-Johnson Syndrome, SJS) e necrolisi epidermica tossica (Toxic Epidermal Necrolysis, TEN), in meno dell'1% dei pazienti trattati durante gli studi clinici e anche durante il periodo successivo alla commercializzazione; per alcuni di questi casi è stato riportato un esito letale. I pazienti devono essere attentamente monitorati per rilevare sintomi o segni indicativi di SJS o TEN. In caso di riscontro positivo, POTELIGEO deve essere interrotto e non potrà essere ripreso a meno che si escluda una diagnosi di SJS o TEN e la reazione cutanea si sia ridotta a un grado 1 o inferiore. Se si sviluppa SJS/TEN, si deve somministrare una terapia medica appropriata. Per informazioni sulla modifica della dose, cfr. «Posologia/impiego».

Reazioni correlate all'infusione

In pazienti trattati con mogamulizumab sono state osservate reazioni acute correlate all'infusione (Infusion-Related Reaction, IRR). Le IRR hanno avuto una gravità generalmente lieve o moderata, anche se vi sono state alcune segnalazioni di reazioni gravi (grado 3). La maggior parte delle IRR si è manifestata durante o subito dopo la prima infusione (tutte entro 24 ore dalla somministrazione), con un'incidenza che si è ridotta con i trattamenti successivi.

I pazienti devono essere monitorati attentamente durante e dopo l'infusione. In caso di reazione anafilattica, la somministrazione di mogamulizumab deve essere interrotta immediatamente e permanentemente, e deve essere istituita un'adeguata terapia medica.

In presenza di IRR l'infusione deve essere interrotta e si deve istituire un'appropriata gestione medica.

L'infusione può essere ripresa a una velocità inferiore dopo la risoluzione dei sintomi. Per le informazioni sulla premedicazione e sulla modifica della dose, cfr. «Posologia/impiego».

Infezioni

I soggetti affetti da MF o SS trattati con mogamulizumab presentano un rischio maggiore di sviluppare infezioni gravi e/o riattivazione virale. L'associazione di mogamulizumab con medicinali immunomodulatori sistemici o con altre terapie autorizzate per il trattamento di MF o SS non è stata studiata e non è pertanto raccomandata, specialmente in considerazione del rischio di infezioni gravi in pazienti trattati con mogamulizumab. Durante il trattamento con mogamulizumab è possibile utilizzare steroidi topici o corticosteroidi sistemici a basso dosaggio; tuttavia, il rischio di infezione grave e/o riattivazione virale potrebbe essere più elevato in caso di somministrazione concomitante di agenti immunosoppressori sistemici. I pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio per rilevare la comparsa di segni e sintomi di infezione e trattati prontamente.

I pazienti devono essere sottoposti ad analisi per rilevare un'eventuale infezione da epatite B prima di iniziare il trattamento con mogamulizumab. Per i pazienti che risultati, a questa analisi/in precedenza, positivi all'infezione da epatite B si raccomanda il consulto con un medico esperto nel trattamento dell'epatite B per ricevere indicazioni sulle opportune misure da adottare al fine di contrastare la riattivazione dell'epatite B.

Complicanze del trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche (HSCT) dopo mogamulizumab

In pazienti affetti da linfomi a cellule T diversi da MF o SS sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche (Hematopoietic Stem Cell Transplantation, HSCT) dopo la terapia con mogamulizumab sono state riferite complicanze, inclusi casi gravi di malattia da trapianto contro l'ospite (Graft Versus Host Disease, GVHD).

Un rischio più alto di complicanze da trapianto è stato riportato somministrando mogamulizumab entro un breve lasso temporale (circa 50 giorni) prima dell'HSCT. I pazienti devono essere monitorati attentamente per rilevare tempestivamente eventuali evidenze di complicanze correlate al trapianto.

La sicurezza del trattamento con mogamulizumab dopo HSCT autologo o allogenico non è stata studiata.

Sindrome da lisi tumorale

In pazienti trattati con mogamulizumab sono stati osservati casi di sindrome da lisi tumorale (Tumour Lysis Syndrome, TLS). La TLS è stata osservata più frequentemente durante il primo mese di trattamento. I pazienti con un tumore in rapida proliferazione e con elevato carico tumorale sono a rischio di sviluppare la TLS. I pazienti devono essere monitorati attentamente mediante opportune analisi cliniche e di laboratorio per rilevare lo stato degli elettroliti, l'idratazione e la funzionalità renale, in particolare durante il primo mese di trattamento; con gestione secondo la migliore pratica clinica. La gestione della TLS può prevedere idratazione aggressiva, correzione delle anomalie elettrolitiche, terapia anti-iperuricemia e terapie di supporto.

Patologie cardiache

Un caso di infarto miocardico acuto è stato osservato in un paziente di uno studio clinico affetto da MF/SS e trattato con mogamulizumab. Nei pazienti trattati negli studi clinici affetti da linfomi a cellule T di altro tipo sono stati segnalati cardiomiopatia da stress (un caso) e infarto miocardico acuto (un caso). I soggetti interessati presentavano in anamnesi diversi fattori di rischio. I pazienti che presentano fattori di rischio per malattie cardiache devono essere monitorati e si devono adottare le opportune precauzioni.

Trasformazione a grandi cellule (LCT)

I dati disponibili sui pazienti con trasformazione a grandi cellule (Large Cell Transformation, LCT) sono limitati.

Altro

Mogamulizumab non deve essere somministrato per via sottocutanea o intramuscolare, mediante somministrazione endovenosa rapida o mediante bolo endovenoso.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente «senza sodio».

Questo medicamento contiene 1 mg di polisorbato 80 in ogni flaconcino, equivalente a 0,2 mg/ml. I polisorbati possono causare reazioni allergiche.

Interazioni

Non sono stati effettuati studi d'interazione.

Gravidanza/Allattamento

Donne in età fertile/ Contraccezione nella donna

Le donne in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento con POTELIGEO e per almeno 6 mesi dopo il trattamento.

Gravidanza

Non esistono dati sull'uso di mogamulizumab in donne in gravidanza. Sebbene mogamulizumab attraversi la barriera placentare negli animali, al di là degli effetti farmacologici sui feti, gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva (cfr. «Dati preclinici»). A scopo precauzionale, è preferibile evitare l'uso di mogamulizumab durante la gravidanza.

Allattamento

Non è noto se mogamulizumab sia escreto nel latte materno. È noto che le IgG umane sono escrete nel latte materno durante i primi giorni dopo la nascita e che tale escrezione si riduce in breve tempo a basse concentrazioni; conseguentemente un rischio per il bambino allattato al seno non può essere escluso in questo breve periodo. Trascorso questo periodo, POTELIGEO può essere usato durante l'allattamento, se clinicamente necessario.

Fertilità

Non sono disponibili dati relativi all'effetto di mogamulizumab sulla fertilità nell'uomo. Negli studi condotti su animali non sono stati osservati effetti indesiderati sugli organi riproduttivi maschili e femminili (cfr. «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Mogamulizumab ha un effetto limitato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine. I pazienti devono essere avvisati che durante il trattamento con POTELIGEO possono comparire stanchezza, nausea e vomito. Devono essere avvisati di non mettersi alla guida di veicoli né di utilizzare macchine se manifestano tali effetti collaterali.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Gli effetti indesiderati segnalate con maggiore frequenza sono state reazione correlata all'infusione (30.0%) e eruzione cutanea (eruzione da farmaci) (21.5%); la maggior parte di queste reazioni è stata non grave e di grado 1 o 2.

Le reazioni avverse gravi hanno incluso insufficienza respiratoria di grado 4 (0.9%) e le reazioni di grado 5 sono state polimiosite e sepsi (0.4% in entrambi i casi).

Le reazioni avverse gravi segnalate con maggiore frequenza sono state polmonite e piressia (1.7% in entrambi i casi), e reazione correlata all'infusione e cellulite (1.3% in entrambi i casi).

Tabella degli effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1000); molto raro (<1/10'000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All'interno di ciascuna categoria di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

Tabella 1: Reazioni avverse al medicamento in pazienti trattati con POTELIGEO (N=233) ed effetti indesiderati provenienti dalla fase di post-marketinga

Classificazione per sistemi e organi (SOC)

Frequenza

Reazione avversa

Patologie del sistema emolinfopoietico

Comune

Anemia, neutropenia, leucopenia, tombocitopenia, conta linfocitaria diminuita

Patologie endocrine

Comune

Ipotiroidismo

Patologie gastrointestinali

Molto comune

Stipsi (9.9%), diarrea (20.6%), nausea (18.0%)

Comune

Vomito, stomatite

Comune

Colite

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune

Stanchezza (21.5%), edema periferico (10.7%), piressia (17.6%)

Patologie epatobiliari

Non comune

Epatite acuta, epatite

Comune

Alanina aminotransferasi aumentata, aspartato amino transferasi aumentata, fosfatasi alcalina ematica aumentata,

Infezioni ed infestazioni

Molto comune

Infezioni (64.8%)b

Comune

Infezione delle vie respiratorie superiori

Taumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura

Molto comune

Reazione correlata a infusione (30.0%)

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non comune

Sindrome da lisi tumorale

Patologie del sistema nervoso

Molto comune

Cefalea (14.2%)

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Molto comune

Eruzione da farmaci (inclusa eruzione cutanea) (21.5%)

Non nota

Granulomaa

a Effetti indesiderati provenienti dalla fase di post-marketing, frequenza non nota

bFollicolite, cellulite, candidiasi, infezione polmonare, sepsi, infezione della cute, otite esterna, herpes zoster, infezione cutanea da stafilococco, infezione delle vie urinarie, herpes simplex e citomegalovirus

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Reazioni dermatologiche

I pazienti trattati con POTELIGEO hanno manifestato episodi di eruzione cutanea causata da medicamenti (eruzione da farmaci). La maggior parte delle reazioni dermatologiche correlate al trattamento è stata di grado 1 o 2 (91%). L'eruzione da farmaci di grado ≥3 ha interessato il 4.3% di tutti i pazienti. Non è stata identificata alcuna tendenza nella latenza di insorgenza dell'evento per eruzioni da farmaci ed eruzioni cutanee; si sono verificati eventi sia ad esordio precoce che ad esordio tardivo.

Reazioni correlate all'infusione

Reazioni correlate all'infusione sono state osservate nel 30% dei pazienti trattati con POTELIGEO. La maggior parte (95%) delle reazioni correlate al trattamento e riconducibili all'infusione è stata di grado 1 o 2 e si è verificata durante o subito dopo la prima infusione.

Reazioni gravi (grado 3) si sono manifestate nel 1.3% di tutti i pazienti.

L'incidenza delle reazioni correlate all'infusione raggiungeva il picco dopo la prima infusione (28.8% dei soggetti) e si riduceva a ≤3.8% dei soggetti dopo due o più infusioni.

Interruzioni dell'infusione hanno riguardato il 6% circa dei pazienti e nella maggior parte di casi (90% circa) si sono verificate durante il primo ciclo di trattamento con mogamulizumab.

Meno dell'1% dei pazienti trattati nello Studio 0761-010 ha sospeso il trattamento per reazioni correlate all'infusione.

Infezioni gravi

I pazienti affetti da MF o SS presentano un rischio maggiore di sviluppare un'infezione grave a causa della perdita di integrità del derma provocato dalla malattia cutanea, nonché degli effetti immunosoppressivi della malattia extracutanea, e il trattamento con mogamulizumab può aumentare tale rischio. Infezioni gravi, incluse sepsi, polmonite e infezioni cutanee, hanno interessato il 14.6% dei pazienti trattati con mogamulizumab. La latenza all'esordio dell'evento dopo la prima dose ha mostrato una variabilità considerevole. La maggior parte delle infezioni (89.8 %) si è risolta. Nello studio clinico (0761-010) vi sono state 2 segnalazioni di insufficienza respiratoria con esito fatale in pazienti con polmonite grave che si è manifestata più di 9 mesi dopo l'inizio del trattamento con mogamulizumab.

Patologie del tratto gastrointestinale

La colite era principalmente caratterizzata da diarrea liquida, in alcuni casi eccessivamente marcata.

Immunogenicità

A seguito dell'infusione di POTELIGEO nel corso degli studi clinici in pazienti adulti con linfoma-leucemia a cellule T o linfoma cutaneo a cellule T, circa il 14% dei pazienti (44 su 313 pazienti valutabili) è risultato positivo al test sugli anticorpi anti-mogamulizumab derivati dal trattamento. Non sono stati identificati pazienti che avessero risposte positive anticorpali neutralizzanti.

Sicurezza dopo l'ultima dose

Dei 320 soggetti esposti a mogamulizumab nello studio 0761-010, 21 (6.6%) hanno sviluppato almeno una reazione avversa grave al farmaco (Serious Adverse Drug Reaction, SADR) che si è manifestata entro 90 giorni dall'ultima somministrazione del farmaco in studio.

Di queste, le SADR che sono state segnalate in più di un paziente sono state classificate nella categorie SOC: «Infezioni ed infestazioni» (7 [2.2%] pazienti), Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione (5 [1.6%] pazienti), Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche (4 [1.3%] pazienti), Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo (3 [0.9%] pazienti), Patologie epatobiliari (2 [0.6%] pazienti), e Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura (2 [0.6%] pazienti). Per tutte le restanti categorie SOC, le SADR sono state riferite in un paziente (0.3%).

Il profilo di sicurezza osservato nei 90 giorni successivi all'ultima dose di mogamulizumab è coerente con il profilo di sicurezza emerso durante il periodo di trattamento dello studio.

Pazienti anziani

Il profilo di sicurezza nei pazienti anziani (di età ≥65 anni) è risultato in linea generale sovrapponibile con quello rilevato nei pazienti adulti, eccetto per le reazioni dermatologiche (54.5%) e le reazioni correlate all'infusione (33.3%), che sono state osservate con una frequenza maggiore nei soggetti più anziani.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Non vi sono informazioni sul sovradosaggio di mogamulizumab. In caso di sovradosaggio il paziente deve essere monitorato attentamente, inclusi i parametri vitali (per almeno 1 ora), e si deve somministrare se necessario un trattamento di supporto.

Proprietà/Effetti

Categoria farmacoterapeutica: agenti antineoplastici e immunomodulatori, anticorpi monoclonali

Codice ATC

L01FX09

Meccanismo d'azione / Farmacodinamica

Mogamulizumab è un'immunoglobulina IgG1 kappa umanizzata e defucosilata, che si lega in modo selettivo al CCR4, il recettore accoppiato alla proteina G delle chemochine CC coinvolte nel traffico di linfociti verso vari organi, tra cui la cute, determinando la deplezione delle cellule bersaglio. CCR4 è espresso sulla superficie di alcune cellule cancerose, incluse le cellule delle neoplasie maligne a cellule T come MF e SS, in cui l'espressione di CCR4 è intrinseca.

Efficacia clinica

L'efficacia di mogamulizumab nel trattamento di pazienti affetti da micosi fungoide (MF) o sindrome di Sézary (SS) è stata stabilita in uno studio di fase III in aperto e multicentrico (0761-010), condotto su 372 pazienti adulti randomizzati in un rapporto di 1:1 a ricevere il trattamento con mogamulizumab o vorinostat. In ogni braccio sono stati arruolati 186 pazienti. L'infusione di mogamulizumab è stata somministrata a una dose di 1 mg/kg una volta alla settimana per il primo ciclo di 28 giorni (ai giorni 1, 8, 15 e 22), e ai giorni 1 e 15 nei successivi cicli di 28 giorni. Vorinostat è stato somministrato a una dose iniziale di 400 mg per via orale, una volta al giorno a partire dal giorno 1 in cicli di 28 giorni. I pazienti trattati con vorinostat che hanno mostrato progressione di malattia o livelli inaccettabili di tossicità potevano effettuare il crossover e ricevere la terapia con mogamulizumab. Al momento dell'analisi dei dati effettuata a dicembre 2016 i pazienti che avevano effettuato il crossover avevano ricevuto fino a 46 mesi di terapia con mogamulizumab. Il trattamento con mogamulizumab è continuato fino a progressione di malattia o comparsa di livelli inaccettabili di tossicità. Lo studio ha escluso i pazienti con malattie autoimmuni attive, metastasi del sistema nervoso centrale e patologie che necessitano di terapia con corticosteroidi sistemici o altri prodotti medicinali immunosoppressori, oppure con un'infezione attiva con necessità di terapia, inclusi HIV o epatite B o C. Sono stati inoltre esclusi i pazienti con un punteggio del performance status ECOG ≥2. Al basale il 38% dei pazienti presentava una malattia in stadio IB-II, il 10% in stadio III, il 52% in stadio IV. Lo studio ha incluso i pazienti a prescindere dal livello basale di espressione di CCR4 rilevato alla biopsia cutanea.

L'endpoint primario di efficacia era la sopravvivenza libera da progressione (Progression-Free Survival, PFS), basata sulla valutazione dello sperimentatore utilizzando criteri di risposta globali compositi che prendevano in considerazione tutti i compartimenti potenzialmente interessati dalla malattia (cute, sangue, linfonodi e viscere).

Tutti i pazienti avevano una diagnosi istologicamente confermata di micosi fungoide (MF), 56.5% e 53.2%, o di sindrome di Sézary (SS), 43.5% e 46.8% nei gruppi trattati con mogamulizumab e vorinostat rispettivamente, e avevano ricevuto almeno una precedente terapia sistemica. Le più comuni terapie sistemiche precedentemente utilizzate dai pazienti in Europa erano bexarotene (70%), interferone (59%), metotrexato (49%), fotoferesi extracorporea (Extracorporeal Photopheresis, ECP) (31%) e gemcitabina/regimi a base di gemcitabina (28%).

La durata mediana dell'esposizione a mogamulizumab è stata di 5.6 mesi (range: da <1 a 45.3 mesi). Il 56% dei pazienti aveva ricevuto mogamulizumab per almeno 6 cicli e il 25% dei pazienti aveva ricevuto mogamulizumab per almeno 12 cicli.

I pazienti avevano un'età mediana di 64 anni al momento dello screening (range: da 25 a 101 anni), il 49.5% aveva 65 o più anni, e il 58.1% era di sesso maschile.

L'espressione di CCR4 in immunoistochimica è stata valutata retrospettivamente sulle biopsie cutanee pre-trattamento (tessuto fissato in formalina e incluso in paraffina). Nel braccio trattato con mogamulizumab, erano disponibili i livelli di espressione basale di CCR4 del 75% dei pazienti (N=140). CCR4 è stato rilevato in ≥1% dei linfociti nel 100% dei pazienti e nel 96% dei pazienti (134/140) CCR4 è stato rilevato in ≥10% dei linfociti cutanei.

Dei pazienti randomizzati a ricevere vorinostat, 136 (73.1%) ha effettuato il crossover per ricevere mogamulizumab nel corso dello studio. Le ragioni del crossover a mogamulizumab sono state progressione della malattia (109 pazienti) e intolleranza del trattamento (27 pazienti).

La PFS mediana nel gruppo mogamulizumab è stata di 7.7 mesi (IC 95%: 5.67, 10.33] vs 3.1 mesi [IC 95%: 2.87, 4.07) per il gruppo vorinostat, con un hazard ratio di 0.53 (IC 95%: 0.41, 0.69), p<0.0001 (log-rank test stratificato, a due code). A 6, 12, 18 e 24 mesi dall'inizio del trattamento randomizzato, la percentuale di soggetti vivi senza progressione della malattia è risultato più elevato con mogamulizumab (rispettivamente 55.3%, 38.3%, 28.0%, e 14.1%) rispetto a vorinostat (rispettivamente 28.8%, 15.3%, 7.2%, e 7.2%).

I principali endpoint secondari erano il tasso di risposta complessivo (Overall Response Rate, ORR), l'ORR dopo crossover e la durata della risposta (Duration Of Response, DOR).

La risposta complessiva è stata riportata come punteggio composito dei parametri misurati in ciascun compartimento, e la risposta doveva essere confermata sulla base di due valutazioni complessive consecutive della malattia.

La Tabella 2 riassume i dati relativi a ORR e DOR e alla risposta per compartimento. Non è stato possibile valutare la risposta a livello viscerale a causa dei limitati dati di efficacia nei soggetti con coinvolgimento delle viscere; il rapporto beneficio-rischio di mogamulizumab in soggetti con coinvolgimento viscerale non è attualmente definito per assenza di dati.

Tabella 2: risposta durante il periodo di trattamento randomizzato dello studio 0761-010 (Intent-To-Treat)

 

Mogamulizumab

N=186

Vorinostat

N=186

Tasso di risposta complessivo

(CR + PR confermate, %)

28.0

4.8

IC 95%

(21.6, 35.0)

(2.2, 9.0)

p valuea

<0.0001

Durata della risposta (mesi)

Mediana (IC 95%)

14.1 (9.4, 19.2)

9.13 (4.7, -)

Riposta per distretto

Sangue

n=124

n=125

Tasso di risposta (CR + PR confermate, %)

66.9

18.4

IC 95%

(57.9, 75.1)

(12.0, 26.3)

p valuea

<0.0001

Cute

n=186

n=186

Tasso di risposta complessivo (CR + PR confermate, %)

41.9

15.6

IC 95%

(34.8, 49.4)

(10.7, 21.6)

p valuea

<0.0001

Linfonodi

n=136

n=133

Tasso di risposta complessivo (CR + PR confermate, %)

15.4

3.8

IC 95%

(9.8, 22.6)

(1.2, 8.6)

p valuea

0.0008

Visceri

n=6

n=4

Tasso di risposta complessivo (CR + PR confermate, %)

0

0

IC 95%

(0.0, 45.9)

(0.0, 60.2)

NB: il tasso di risposta complessivo è basato sul punteggio della risposta composita globale.

a: il valore di p è stato ricavato con un test di Cochran-Mantel-Haenszel con aggiustamenti per tipo di malattia, stadio della malattia e regione.

IC=intervallo di confidenza; CR=risposta completa; PR=risposta parziale

Vi sono dati di efficacia limitati in pazienti con bassa (<10%) espressione di CCR4 a livello cutaneo. Nello studio 0761-010 vi erano 10/290 pazienti valutabili con espressione di CCR4<10%; 6 di questi sono stati randomizzati a ricevere mogamulizumab e 4 sono stati randomizzati a ricevere vorinostat e successivamente hanno effettuato il crossover a mogamulizumab. In questi 10 soggetti con bassa (<10%) espressione di CCR4 non è stata osservata alcuna risposta confermata.

I pazienti con una malattia in stadio IB/II trattati con mogamulizumab hanno fatto rilevare un tasso ORR confermato del 17.6% rispetto all'8.3% di vorinostat e tassi di risposta a livello dei singoli compartimenti (sangue, cute, linfonodi) superiori rispetto ai pazienti trattati con vorinostat. Complessivamente, il periodo mediano di sopravvivenza libera da progressione nei soggetti con malattia in stadio IB/II trattati con mogamulizumab è stata di 4.7 mesi rispetto a 3.9 mesi per i pazienti trattati con vorinostat. Nei pazienti con una malattia in stadio IB/II, in considerazione del limitato numero di soggetti con una risposta e dell'immaturità dei dati, non si possono trarre conclusioni sulla durata della risposta.

Il tempo al raggiungimento di una risposta a livello dei singoli compartimenti nei pazienti in stadio IB/II è stato di circa 3 mesi, un dato coerente con il tempo alla risposta della popolazione ITT nel suo complesso (circa 3 mesi). Se non si dovesse osservare una risposta a livello dei singoli compartimenti o una risposta complessiva dopo 3 mesi di terapia, deve  essere valutata la sospensione del trattamento.

Bambini e adolescenti

Swissmedic ha previsto per questo medicamento l'esonero dall'obbligo di presentare i risultati degli studi pediatrici in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica con linfoma cutaneo a cellule T (Cutaneous T-Cell Lymphoma, CTCL) (MF e SS sono sottotipi di CTCL).

Farmacocinetica

La farmacocinetica (PK) di mogamulizumab è stata valutata in pazienti adulti affetti da leucemia-linfoma a cellule T (Adult T-Cell Leukemia/Lymphoma, ATL) e CTCL in un intervallo di dosi comprese tra 0.01 e 1 mg/kg, somministrate come dosi ripetute di mogamulizumab ogni settimana o ogni 2 settimane, e ha incluso la dose raccomandata di 1.0 mg/kg e il relativo regime posologico (giorni 1, 8, 15 e 22 per il primo ciclo di trattamento di 28 giorni e giorni 1 e 15 per i successivi cicli di 28 giorni). L'analisi di PK di popolazione ha incluso 444 pazienti trattati con mogamulizumab in sei studi clinici. L'esposizione a mogamulizumab è aumentata in maniera proporzionale alla dose nell'intervallo di dosi 0.1-1.0 mg/kg.

Assorbimento

Mogamulizumab è somministrato per via endovenosa ed è pertanto immediatamente e interamente biodisponibile.

Distribuzione

In un'analisi di PK di popolazione, la media geometrica [coefficiente di variazione % (CV%)] del volume del compartimento centrale (Vc) è risultata di 3.57 litri (20.1%).

Metabolismo

La via metabolica di mogamulizumab non è stata caratterizzata. Si prevede che mogamulizumab sia degradato in piccoli peptidi e aminoacidi attraverso vie cataboliche analogamente alle IgG endogene.

Eliminazione

Sulla base di un'analisi di PK di popolazione, la media geometrica (coefficiente di variazione percentuale [CV%]) della clearance (Cl) è 12.0 ml/h (83.7%) e la media geometrica dell'emivita di eliminazione (t1/2) è di 17 giorni (65.5%).

Linearità e accumulo

Mogamulizumab mostra una PK lineare in base alla dose in un intervallo di dose di 0.01 mg/kg-1 mg/kg. Sulla base di un'analisi di PK di popolazione, lo stato stazionario delle concentrazioni di mogamulizumab è stato raggiunto dopo 12 settimane di dosi ripetute, con il farmaco somministrato al regime posologico raccomandato, e l'accumulo sistemico è stato di 1.7 volte. Da un'analisi di potenza del modello, non è emersa alcuna deviazione dalla proporzionalità alla dose.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disfunzioni renali

L'effetto della compromissione renale sulla clearance di mogamulizumab è stato valutato mediante un'analisi di PK di popolazione in pazienti con compromissione renale lieve (clearance della creatinina [CrCL] compresa tra 60 e 89; n=157), moderata (CrCL compresa tra 59 e 30; n=80), o grave (CrCL inferiore a 30 ml/min; n=2). Non sono state individuate differenze clinicamente rilevanti in termini di clearance di mogamulizumab tra i pazienti con compromissione renale da lieve a grave e in pazienti con una funzionalità renale normale.

Disturbi della funzionalità epatica

L'effetto della compromissione epatica sulla clearance di mogamulizumab è stato valutato in un'analisi di PK di popolazione in pazienti con compromissione epatica lieve (bilirubina totale [TB] inferiore o uguale al limite superiore della norma [ULN] e AST superiore all'ULN o TB inferiore a 1-1.5 volte l'ULN e qualsiasi valore di AST; n=80) o moderata (TB superiore a 1.5-3 volte l'ULN e qualsiasi valore di AST; n=3). Non sono state individuate differenze clinicamente rilevanti in termini di clearance di mogamulizumab tra i pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata e in pazienti con funzionalità epatica normale. Mogamulizumab non è stato studiato in pazienti con compromissione epatica grave (TB superiore a 3 volte l'ULN e qualsiasi valore di AST).

Altre popolazioni speciali

Gli effetti di diverse covariate sulla PK di mogamulizumab sono stati valutati in analisi di PK di popolazione. I seguenti fattori non hanno avuto alcun effetto clinico rilevante sulla CL di mogamulizumab: età (range: da 22 a 101 anni), sesso, etnia (a parte quella giapponese, sono disponibili dati limitati in popolazioni di altre etnie), compromissione renale, compromissione epatica lieve o moderata, sottotipo di malattia (micosi fungoide (MF) o sindrome di Sézary (SS)), grado di espressione di CCR4 o stato ECOG, sebbene si debba osservare che i pazienti con punteggio del PS ECOG ≥2 sono stati esclusi dagli studi clinici.

Relazione(i) farmacocinetica(che) / farmacodinamica(che)

Efficacia

L'analisi del rapporto esposizione-risposta ha indicato che l'efficacia non è risultata correlata con l'esposizione a mogamulizumab nello studio cardine. L'efficacia, misurata in base al miglioramento della PFS secondo la valutazione dello sperimentatore, non è stata associata a un'aumentata esposizione a mogamulizumab.

Dati preclinici

I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l'uomo sulla base di studi convenzionali di tossicità a dosi ripetute.

Genotossicità / Cancerogenicità

Non sono stati condotti studi di cancerogenicità o genotossicità con mogamulizumab.

Tossicità per la riproduzione

In uno studio di tossicità riproduttiva e dello sviluppo condotto sull'animale, la somministrazione di mogamulizumab a scimmie cynomolgus gravide dall'inizio dell'organogenesi fino al parto non ha dimostrato un potenziale effetto di letalità embrio-fetale, teratogenicità o ritardo della crescita fetale. In generale, è noto che le molecole IgG attraversano la barriera placentare e nel plasma dei feti sono state rilevate concentrazioni di mogamulizumab. L'attività farmacologica di mogamulizumab è stata osservata nei feti e si è manifestata come riduzione dei linfociti esprimenti CCR4.

Non sono stati condotti studi specifici per valutare i potenziali effetti sulla fertilità. Negli studi di tossicità a dosi ripetute condotti su scimmie sessualmente mature della durata massima di 26 settimane non sono stati osservati effetti tossici correlati a mogamulizumab sugli organi riproduttivi maschili e femminili.

Altre indicazioni

Incompatibilità

In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali. Mogamulizumab non deve essere somministrato in concomitanza con altri medicinali nella stessa linea di infusione endovenosa.

Influenza su metodi diagnostici

Non applicabile.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Stabilità dopo apertura

POTELIGEO non contiene conservanti. Una volta aperto, il medicinale deve essere diluito e immediatamente somministrato per infusione (cfr. «Indicazioni per la manipolazione»).

Dopo la preparazione dell'infusione

La stabilità chimica e fisica durante l'uso è stata dimostrata fino a 24 ore a temperatura ambiente (25°C) con luce ambiente.

Tali limiti temporali comprendono il periodo in cui la soluzione per infusione viene conservata all'interno della sacca da infusione endovenosa e la durata dell'infusione. Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente.

In caso contrario, i tempi e le condizioni di conservazione prima dell'uso sono responsabilità dell'utilizzatore e non devono superare un totale di 24 ore a una temperatura di 2°C – 8°C, a condizione che la diluizione sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare in frigorifero (2°C - 8°C).

Non congelare.

Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Per le condizioni di conservazione dopo la diluizione, cfr «Dopo la preparazione dell'infusione».

Indicazioni per la manipolazione

Preparazione

•Esaminare visivamente il medicinale per verificare l'assenza di particelle o di alterazione del colore prima della somministrazione. POTELIGEO è una soluzione limpida o leggermente opalescente, incolore. Gettare il flaconcino se si osserva torbidità, alterazione del colore o particolato.

•Calcolare il volume di POTELIGEO necessario a preparare la soluzione per infusione per la dose di 1 mg/kg in base al peso del paziente (cfr. «Posologia/impiego»). Prelevare in maniera asettica nella siringa il volume di POTELIGEO desiderato e trasferirlo in una sacca per infusione contenente 9 mg per ml (0.9%) di soluzione iniettabile di cloruro di sodio. Miscelare la soluzione diluita capovolgendola con delicatezza. Non agitare. La concentrazione finale della soluzione diluita per l'infusione deve essere compresa tra gli 0.1 mg/ml e i 3.0 mg/ml.

•Ogni flaconcino è esclusivamente monouso. Smaltire l'eventuale soluzione rimasta all'interno del flaconcino secondo i requisiti locali.

Somministrazione

•La soluzione diluita è compatibile con sacche per infusione in polivinilcloruro (PVC) o poliolefina (PO).

•Non miscelare POTELIGEO con altri medicinali e non somministrarlo in infusione con altri medicinali.

•POTELIGEO è destinato al solo uso endovenoso e non deve essere somministrato per via sottocutanea, per via intramuscolare, in bolo o mediante somministrazione endovenosa rapida.

•Somministrare la soluzione per infusione nell'arco di almeno 60 minuti mediante una linea endovenosa contenente un filtro in linea sterile, a basso legame proteico, da 0.22 micron (o equivalente).

Numero dell'omologazione

67444 (Swissmedic)

Titolare dell’omologazione

Kyowa Kirin Sàrl, Genève

Stato dell'informazione

Luglio 2025

3041207/10/2025