IBUPROFEN Fresenius sol perf 400 mg/100ml
Fresenius Kabi (Schweiz) AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Ibuprofen Fresenius i.v.
Composizione
Principi attivi
Ibuprofene (sotto forma di ibuprofene sodico).
Sostanze ausiliarie
Sodio cloruro, sodio diidrogeno fosfato 2 H2O, disodio fosfato 12 H2O, sodio idrossido (per regolare il pH), acido cloridrico (per regolare il pH), acqua per preparazioni iniettabili.
Ogni millilitro di soluzione contiene 3,71 mg di sodio.
Ogni flacone da 100 ml contiene 371 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione per infusione limpida e incolore.
Ogni millilitro di soluzione contiene 4 mg di ibuprofene sotto forma di ibuprofene sodico.
Ogni flacone da 100 ml contiene 400 mg di ibuprofene sotto forma di ibuprofene sodico.
pH: 7,2 – 8,0.
Osmolarità: 270 - 330 mOsmol/Kg.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Ibuprofen Fresenius i.v. viene impiegato negli adulti
- per il trattamento sintomatico a breve termine del dolore di intensità moderata e
- per il trattamento sintomatico a breve termine della febbre,
quando l'uso endovenoso è clinicamente indicato e non possono essere utilizzate altre vie di somministrazione.
Posologia/Impiego
Gli effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo utilizzando la minima dose efficace necessaria a controllare i sintomi per il minor tempo possibile (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
I pazienti devono passare il prima possibile al trattamento orale.
Questo medicamento è indicato soltanto per l'uso a breve termine e non deve essere utilizzato per più di 3 giorni.
Mantenere un apporto sufficiente di liquidi per ridurre al minimo il rischio di effetti indesiderati renali.
Adulti
La dose raccomandata è di 400 mg di ibuprofene ogni 6-8 ore, secondo necessità. La dose giornaliera massima raccomandata è di 1200 mg e non deve essere superata.
Gruppi di pazienti speciali
Pazienti anziani
Prima di trattare pazienti anziani vanno adottate misure precauzionali, poiché questi sono in genere più predisposti agli effetti indesiderati (vedere rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» ed «Effetti indesiderati»), hanno un rischio maggiore di disturbi della funzionalità renale ed epatica e disturbi cardiocircolatori e usano più frequentemente altri medicamenti in concomitanza. Il trattamento va rivalutato a intervalli regolari e interrotto in assenza di beneficio o in presenza di intolleranza.
Insufficienza renale
Se si utilizzano FANS in pazienti con insufficienza renale, devono essere adottate misure precauzionali. Nei pazienti con disturbi lievi o moderati della funzionalità renale, iniziare il trattamento con una dose ridotta e monitorare la funzionalità renale. Questo medicamento non deve essere utilizzato in pazienti con insufficienza renale grave (vedere rubrica «Controindicazioni»).
Insufficienza epatica
Se si utilizzano FANS in questa popolazione, devono essere adottate misure precauzionali, benché non siano state osservate differenze nel profilo farmacocinetico. Nei pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata, iniziare il trattamento con una dose ridotta e monitorare attentamente i pazienti. Questo medicamento non deve essere utilizzato in pazienti con insufficienza epatica grave (vedere rubrica «Controindicazioni»).
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l'efficacia di Ibuprofen Fresenius i.v. in bambini e adolescenti non sono ancora state studiate.
Pertanto, Ibuprofen Fresenius i.v. non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti.
Modo di somministrazione
Per uso endovenoso.
Somministrare la soluzione in infusione endovenosa nell'arco di 30 minuti.
Controindicazioni
- Ipersensibilità al principio attivo o ad una delle sostanze ausiliarie;
- anamnesi di broncospasmo, asma, rinite, angioedema o orticaria a seguito dell'assunzione di acido acetilsalicilico (ASS) o di altri antireumatici/antiflogistici non steroidei (FANS);
- malattie associate a una maggiore predisposizione ai sanguinamenti o a sanguinamenti attivi, ad es. trombocitopenia;
- malattie infiammatorie intestinali (quali m. di Crohn, colite ulcerosa);
- ulcere peptiche/sanguinamenti attivi o ricorrenti in passato (almeno 2 episodi distinti di ulcerazione o sanguinamento accertati);
- sanguinamenti o perforazioni gastrointestinali all'anamnesi a seguito di una terapia con FANS;
- sanguinamenti attivi cerebrovascolari o di altro tipo;
- grave insufficienza epatica o renale;
- insufficienza cardiaca grave (classe NYHA IV);
- grave disidratazione (dovuta a vomito, diarrea o apporto insufficiente di liquidi);
- ultimo trimestre di gravidanza (vedere rubrica «Gravidanza, allattamento»);
- trattamento del dolore postoperatorio a seguito di un intervento di bypass coronarico (o utilizzo di una macchina cuore-polmoni).
Avvertenze e misure precauzionali
Gli effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo utilizzando la minima dose efficace necessaria a controllare i sintomi per il minor tempo possibile (vedere rubrica «Effetti indesiderati»).
Avvertenza generale per l'utilizzo di antireumatici non steroidei sistemici: durante il trattamento con antireumatici non steroidei (FANS), COX-2 selettivi e non, possono insorgere in qualsiasi momento ulcerazioni, sanguinamenti o perforazioni gastrointestinali, anche senza sintomi di allarme o segnali anamnestici. Per ridurre questo rischio, dovrebbe essere somministrata la minor dose efficace nell'ambito di una terapia della più breve durata possibile. Studi controllati con placebo hanno evidenziato un aumento del rischio di complicanze trombotiche cardio- e cerebrovascolari in concomitanza con il trattamento con alcuni inibitori della COX-2. Non è ancora noto se questo rischio sia direttamente correlato alla selettività COX-1/COX-2 dei singoli FANS. Dal momento che attualmente per Ibuprofen Fresenius i.v. non esistono dati clinici confrontabili derivanti da studi realizzati con il dosaggio massimo e una terapia nel lungo termine, non è possibile escludere tale rischio aumentato. Fino a quando non saranno disponibili i dati corrispondenti, in caso di patologia cardiaca coronarica clinicamente accertata, patologie cerebrovascolari, arteriopatia obliterante periferica o in pazienti con fattori di rischio considerevoli (ad es. pressione alta, iperlipidemia, diabete mellito, fumo), l'ibuprofene potrà essere usato solo a seguito di un'attenta considerazione dei rischi e dei benefici. Anche in ragione di questo rischio, dovrebbe essere somministrata la minor dose efficace nell'ambito di una terapia della più breve durata possibile. Gli effetti renali dei FANS comprendono la ritenzione dei liquidi con edema e/o ipertensione arteriosa. Pertanto, nei pazienti con funzionalità cardiaca compromessa e altri stati predisponenti alla ritenzione idrica, l'ibuprofene dovrebbe essere utilizzato solo con cautela. Si raccomanda cautela anche nei pazienti che assumono contemporaneamente diuretici o ACE-inibitori o che presentano un rischio aumentato di ipovolemia.
Evitare l'uso di Ibuprofen Fresenius i.v. in combinazione con FANS, inclusi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi-2 (Coxibe).
I pazienti anziani hanno un aumento della frequenza di effetti indesiderati durante una terapia con FANS, specialmente sanguinamenti e perforazioni gastrointestinali, che possono anche essere fatali (vedere rubrica «Effetti indesiderati»).
Rischi gastrointestinali
Durante il trattamento con tutti i FANS sono stati riportati sanguinamento, ulcerazione e perforazione gastrointestinale, che possono anche essere fatali, manifestandosi con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di eventi gastrointestinali seri.
Il rischio di sanguinamento gastrointestinale, ulcerazione e perforazione è più alto con l'aumentare delle dosi dei FANS, nei pazienti con storia di ulcerazione, in particolare con lo sviluppo di sanguinamento o perforazione come complicazioni (vedere rubrica «Controindicazioni») e nei pazienti anziani. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la più bassa dose disponibile. Per questi pazienti e anche per i pazienti che necessitano di una terapia concomitante con acido acetilsalicilico (ASS) a basse dosi o altri medicamenti che possono aumentare il rischio gastrointestinale, deve essere presa in considerazione una terapia di combinazione con agenti gastroprotettori (ad es. misoprostolo o inibitori della pompa protonica) (vedere in basso e rubrica «Interazioni»).
I pazienti con storia di tossicità gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo addominale inusuale (soprattutto sanguinamento gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento.
Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono contemporaneamente farmaci che possono aumentare il rischio di ulcerazione o sanguinamento, come ad es. corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o agenti antiaggreganti piastrinici come l'acido acetilsalicilico (ASS) (vedere rubrica «Interazioni»).
Quando si verifica sanguinamento o ulcerazione gastrointestinale nei pazienti che assumono Ibuprofen Fresenius i.v., il trattamento deve essere interrotto (vedere rubrica «Controindicazioni»).
Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari
Studi clinici suggeriscono che l'uso di ibuprofene, specialmente ad alte dosi (2400 mg/giorno), può essere associato ad un trascurabile aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad es. infarto del miocardio e ictus). In generale, gli studi epidemiologici non suggeriscono che basse dosi di ibuprofene (ad es. ≤1200 mg/giorno) siano associate ad un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi.
I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca (NYHA II-II), cardiopatia ischemica in atto, arteriopatia obliterante periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ibuprofene soltanto dopo attenta considerazione e si devono evitare dosi elevate (2400 mg/giorno).
Analoga attenta considerazione deve essere esercitata anche prima di avviare al trattamento a lungo termine i pazienti con fattori di rischio per eventi cardiovascolari (ad es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo) soprattutto se sono necessarie dosi elevate di ibuprofene (2400 mg/giorno).
Nei pazienti trattati con ibuprofene, sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis. La sindrome di Kounis comprende sintomi cardiovascolari conseguenti a una reazione allergica o una reazione di ipersensibilità, con costrizione delle arterie coronarie, e può potenzialmente condurre a un infarto miocardico.
Reazioni cutanee serie
Reazioni cutanee serie, alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica (sindrome di Lyell) e reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) sono state riportate raramente in associazione con l'uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (vedere rubrica «Effetti indesiderati»). Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a più alto rischio, poiché l'insorgenza di queste reazioni si è verificata nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. È stata segnalata pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG) in relazione a prodotti contenenti ibuprofene. Il trattamento con ibuprofene deve essere interrotto alla prima comparsa di segni e sintomi di reazioni cutanee serie, come eruzione cutanea, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.
Eccezionalmente, un'infezione da varicella può essere all'origine di infezioni cutanee serie e complicanze dei tessuti molli. Attualmente, il ruolo dei FANS sul peggioramento di queste infezioni non può essere escluso. Pertanto, si consiglia di evitare l'uso di Ibuprofen Fresenius in caso di infezione da varicella.
Insufficienza epatica o renale
L'ibuprofene deve essere usato con cautela nei pazienti con patologie epatiche o renali all'anamnesi e in particolare durante il trattamento concomitante con diuretici, poiché l'inibizione delle prostaglandine può portare a ritenzione idrica e compromissione della funzionalità renale. In questi pazienti, l'ibuprofene deve essere usato alla dose più bassa possibile e la funzionalità renale deve essere monitorata regolarmente.
In caso di disidratazione occorre garantire un apporto sufficiente di liquidi. È necessaria particolare cautela nei pazienti disidratati (ad es. a causa di diarrea), poiché la disidratazione può essere un fattore scatenante di insufficienza renale.
L'uso regolare di analgesici, in particolare in caso di combinazione di diversi analgesici, può causare danni renali, con rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici). Questo rischio è maggiore negli anziani e nei pazienti con insufficienza renale, insufficienza cardiaca, disturbi della funzionalità epatica e nei pazienti che assumono diuretici o ACE-inibitori. Dopo l'interruzione della terapia con FANS si ripristinano in genere le condizioni precedenti l'inizio del trattamento.
L'ibuprofene può portare a un lieve aumento transitorio di alcuni indici epatici e a un aumento significativo delle transaminasi. In caso di aumento significativo di questi parametri, il trattamento deve essere interrotto (vedere rubrica «Controindicazioni»).
Reazioni anafilattoidi
Come regola generale, si raccomanda un attento monitoraggio dei pazienti durante l'infusione endovenosa, in particolare all'inizio dell'infusione, per poter riconoscere una reazione anafilattica dovuta al principio attivo o agli altri componenti.
Molto raramente si osservano reazioni d'ipersensibilità acute gravi (ad es. shock anafilattico). Ai primi segni di reazione d'ipersensibilità dopo l'uso di Ibuprofen Fresenius i.v., la terapia deve essere interrotta e deve essere avviato un trattamento sintomatico. Le misure necessarie dal punto di vista medico in base alla sintomatologia devono essere avviate da persone appositamente addestrate.
Malattie delle vie respiratorie
L'uso di questo medicamento in pazienti che soffrono, o hanno sofferto in passato, di asma bronchiale, rinite cronica o malattie allergiche richiede cautela, poiché è stato riferito che i FANS causano broncospasmo, orticaria o angioedema in questi pazienti.
Effetti ematologici
L'ibuprofene può inibire temporaneamente la funzione dei trombociti (aggregazione piastrinica) e quindi prolungare il tempo di sanguinamento e aumentare il rischio di sanguinamento.
L'ibuprofene deve essere usato soltanto con particolare cautela nei pazienti che ricevono acido acetilsalicilico (ASS) per inibire l'aggregazione piastrinica (vedere rubrica «Interazioni» e «Proprietà/effetti»).
Pertanto, i pazienti con disturbi della coagulazione o i pazienti sottoposti a intervento chirurgico devono essere monitorati. L'uso in pazienti appena sottoposti a interventi chirurgici maggiori richiede particolare attenzione da parte del medico.
Durante l'uso prolungato di ibuprofene sono necessari controlli regolari dei parametri epatici, della funzionalità renale e dell'emocromo.
L'ibuprofene deve essere usato soltanto dopo un'attenta valutazione del rapporto beneficio-rischio nei pazienti con disturbo congenito del metabolismo della porfirina (ad es. porfiria acuta intermittente).
Il consumo concomitante di alcool durante l'uso dei FANS può potenziare gli effetti indesiderati dovuti al principio attivo, in particolare quelli a carico del tratto gastrointestinale o del sistema nervoso centrale.
Nei pazienti affetti da determinate patologie occorre cautela, poiché le loro condizioni possono peggiorare:
- Pazienti allergici ad altre sostanze, poiché presentano un rischio aumentato di reazioni d'ipersensibilità durante l'uso di questo medicamento.
- Pazienti affetti da raffreddore da fieno, polipi nasali o malattie ostruttive croniche delle vie respiratorie, poiché presentano un rischio aumentato di reazioni allergiche. Queste possono manifestarsi come crisi asmatiche (asma da analgesici), edema di Quincke o orticaria.
Meningite asettica
In pazienti con lupus eritematoso sistemico (LES) sono stati osservati alcuni casi di meningite asettica dopo l'uso di ibuprofene. Sebbene sia probabilmente più comune nei pazienti con LES e collagenosi simili, è stata osservata anche in pazienti che non manifestavano patologie croniche. Durante il trattamento occorre quindi tener conto di questo aspetto (vedere rubrica «Effetti indesiderati»).
Mascheramento dei sintomi delle infezioni sottostanti
Ibuprofen Fresenius i.v. può mascherare i sintomi di infezione, cosa che può ritardare l'avvio di un trattamento adeguato e peggiorare pertanto l'infezione. Ciò è stato osservato nella polmonite batterica acquisita in comunità e nelle complicanze batteriche della varicella. Quando Ibuprofen Fresenius i.v. è somministrato per il trattamento della febbre o del dolore correlati a infezione, è raccomandato il monitoraggio dell'infezione. In contesti non ospedalieri, il paziente deve rivolgersi al medico se i sintomi persistono o peggiorano.
Effetti oftalmologici
Con l'ibuprofene orale sono stati segnalati offuscamento della vista o ridotta acuità visiva, scotomi e alterazioni della visione dei colori. Se il paziente manifesta questi disturbi, il trattamento con ibuprofene va interrotto e il paziente va inviato a un oculista per un esame comprendente test centrali del campo visivo e della visione dei colori.
Altre indicazioni
In caso di impiego prolungato di analgesici può comparire cefalea, che non deve essere trattata aumentando le dosi del medicamento.
In casi eccezionali possono manifestarsi infezioni cutanee serie e complicanze a carico dei tessuti molli durante un'infezione da varicella. Finora non è stato possibile escludere un coinvolgimento dei FANS nel peggioramento di queste infezioni. In presenza di un'infezione da varicella è quindi opportuno rinunciare all'uso di Ibuprofen Fresenius i.v.
I FANS possono mascherare i sintomi di un'infezione concomitante.
Influenza su test analitici
- Tempo di sanguinamento (può essere prolungato fino a un giorno dopo il termine della terapia)
- Glicemia (può diminuire)
- Clearance della creatinina (può diminuire)
- Ematocrito o emoglobina (possono diminuire)
- Azoto ureico ematico, creatinina sierica e potassio sierico (possono aumentare)
- Test di funzionalità epatica: aumento delle transaminasi
Avvertenze riguardanti altri componenti
Questo medicamento contiene 371 mg di sodio per flacone, equivalente al 18,6% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS con la dieta che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Interazioni
Altri FANS, compresi gli inibitori della COX-2 e i salicilati
L'uso concomitante di due o più FANS può aumentare il rischio di ulcerazioni e sanguinamenti gastrointestinali a causa di un effetto sinergico. L'uso concomitante di ibuprofene e altri FANS deve quindi essere evitato (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
L'uso concomitante di ibuprofene e acido acetilsalicilico non è in genere raccomandato, a causa del rischio di un aumento degli effetti indesiderati.
Dati sperimentali suggeriscono che l'ibuprofene può inibire competitivamente l'effetto dell'acido acetilsalicilico a basse dosi sull'aggregazione piastrinica quando i due farmaci vengono somministrati contemporaneamente. Sebbene vi siano incertezze riguardanti l'estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che il trattamento regolare a lungo termine con ibuprofene possa ridurre l'effetto cardioprotettivo dell'acido acetilsalicilico a basse dosi. Nessun effetto clinico rilevante è considerato probabile in seguito a un uso occasionale di ibuprofene (vedere rubrica «Proprietà/effetti»).
Litio
L'uso concomitante di Ibuprofen Fresenius i.v. e prodotti a base di litio può aumentare il livello sierico del litio. Con l'uso corretto di Ibuprofen Fresenius i.v. non è in genere necessario controllare i livelli sierici di litio (non più di 3 giorni).
Digossina
L'uso concomitante di Ibuprofen Fresenius i.v. e prodotti a base di digossina può aumentare il livello sierico della digossina. Con l'uso corretto di Ibuprofen Fresenius i.v. non è in genere necessario controllare i livelli sierici di digossina (non più di 3 giorni).
Fenitoina
L'uso concomitante di Ibuprofen Fresenius i.v. e prodotti a base di fenitoina può aumentare il livello sierico della fenitoina. Con l'uso corretto di Ibuprofen Fresenius i.v. non è in genere necessario controllare i livelli sierici di fenitoina (non più di 3 giorni).
Antipertensivi (diuretici, ACE-inibitori, beta-bloccanti e antagonisti dell'angiotensina II)
I diuretici e gli ACE-inibitori possono potenziare la nefrotossicità dei FANS. I FANS possono ridurre l'effetto dei diuretici e di altri antipertensivi, inclusi gli ACE-inibitori e i beta-bloccanti. Nei pazienti con ridotta funzionalità renale (ad es. nei pazienti disidratati o nei pazienti anziani con ridotta funzionalità renale), l'uso concomitante di un ACE-inibitore e di un antagonista dell'angiotensina II con un medicamento che inibisce la ciclossigenasi può portare a un'ulteriore riduzione della funzionalità renale, fino all'insufficienza renale acuta. Questo effetto è in genere reversibile. Pertanto, le associazioni di questo tipo devono essere utilizzate soltanto con cautela, in particolare negli anziani. I pazienti devono essere invitati ad assumere liquidi a sufficienza, e per il periodo immediatamente successivo all'inizio della terapia concomitante va preso in considerazione un monitoraggio regolare dei parametri renali.
La somministrazione concomitante di ibuprofene e ACE-inibitori può causare iperkaliemia.
Diuretici risparmiatori di potassio
L'uso concomitante può causare iperkaliemia (si raccomanda il controllo del potassio sierico).
Captopril
Studi sperimentali indicano che l'ibuprofene contrasta l'effetto di potenziamento dell'escrezione di sodio del captopril.
Corticosteroidi
Rischio aumentato di ulcerazioni o sanguinamenti gastrointestinali (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali».)
Antiaggreganti piastrinici (ad es. clopidogrel e ticlopidina) e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI)
Rischio aumentato di sanguinamenti gastrointestinali (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali».) I FANS non devono essere associati alla ticlopidina, poiché sussiste il rischio di un effetto additivo nell'inibizione della funzionalità piastrinica.
Metotrexato
I FANS inibiscono la secrezione tubulare del metotrexato e possono verificarsi determinate interazioni metaboliche che riducono la clearance del metotrexato. L'uso di ibuprofene nelle 24 ore precedenti o successive all'uso di metotrexato può portare a un aumento della concentrazione del metotrexato e dei suoi effetti tossici. Pertanto, va evitato l'uso concomitante di FANS con dosi elevate di metotrexato. Anche nel trattamento con metotrexato a basse dosi va considerato il rischio potenziale di interazioni, in particolare nei pazienti con ridotta funzionalità renale. In caso di trattamento di associazione occorre monitorare la funzionalità renale.
Ciclosporina
Il rischio di effetti nefrotossici da parte della ciclosporina aumenta con l'uso concomitante di determinati FANS. Anche per l'associazione di ciclosporina con ibuprofene, questo effetto non può essere escluso.
Anticoagulanti
I FANS possono potenziare l'effetto degli anticoagulanti come warfarin (rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). In caso di trattamento concomitante, si raccomanda il monitoraggio della coagulazione.
Sulfoniluree
I FANS possono potenziare l'effetto ipoglicemizzante delle sulfoniluree. In caso di trattamento concomitante, si raccomanda il monitoraggio della glicemia.
Tacrolimus
Il rischio di nefrotossicità è aumentato.
Zidovudina
Esistono evidenze di un rischio aumentato di emartrosi ed ematomi in pazienti emofiliaci HIV-positivi trattati contemporaneamente con zidovudina e ibuprofene. Durante l'uso concomitante di zidovudina e FANS, il rischio di emotossicità può essere aumentato. Si raccomanda un emocromo 1-2 settimane dopo l'inizio della terapia di associazione.
Probenecid e sulfinpirazone
I medicamenti contenenti probenecid o sulfinpirazone possono ritardare l'escrezione dell'ibuprofene.
Antibiotici chinolonici
Dati sperimentali sugli animali indicano che i FANS possono aumentare il rischio di crisi convulsive legato agli antibiotici chinolonici. I pazienti che assumono FANS e chinoloni potrebbero avere un rischio aumentato di crisi convulsive.
Inibitori del CYP2C9
L'uso concomitante di ibuprofene e inibitori del CYP2C9 può aumentare l'esposizione dell'ibuprofene (substrato del CYP2C9). In uno studio con voriconazolo e fluconazolo (inibitori del CYP2C9) è stato osservato un aumento dell'esposizione al S(+)-ibuprofene dell'80%-100% circa. Si deve prendere in considerazione la riduzione del dosaggio di ibuprofene nei casi di co-somministrazione con inibitori potenti del CYP2C9, soprattutto in caso di somministrazione di alte dosi di ibuprofene con voriconazolo o con fluconazolo.
Mifepristone
I FANS somministrati entro 8-12 giorni dopo l'uso di mifepristone possono portare a una riduzione dell'effetto del mifepristone.
Alcool
L'uso di ibuprofene va evitato in caso di consumo cronico di alcool (14-20 o più bevande alcoliche/settimana) a causa del rischio aumentato di effetti indesiderati gastrointestinali significativi, sanguinamenti compresi.
Aminoglicosidi
I FANS possono ridurre l'escrezione degli aminoglicosidi e aumentarne la tossicità.
Estratti vegetali
Ginkgo biloba può aumentare il rischio di sanguinamenti in associazione ai FANS.
Antagonisti H2 dell'istamina
Non è stata dimostrata alcuna interazione clinicamente rilevante dell'ibuprofene con cimetidina o ranitidina.
Baclofene
La tossicità del baclofene è aumentata.
Colestiramina
In caso di uso concomitante di ibuprofene e colestiramina, l'assorbimento dell'ibuprofene nel tratto gastrointestinale può essere ridotto. Tuttavia, la rilevanza clinica non è nota.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Un'inibizione della sintesi di prostaglandina può influenzare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio-fetale. I dati derivanti dagli studi epidemiologici evidenziano un rischio aumentato di aborto spontaneo, nonché di malformazioni cardiache e gastroschisi, a seguito dell'utilizzo di un inibitore della sintesi di prostaglandina nei primi mesi di gravidanza. Si presume che il rischio aumenti con l'aumentare del dosaggio e della durata della terapia.
Negli animali è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi di prostaglandina determina un aumento della perdita di pre- e post-impianto e letalità embrio-fetale. Inoltre, è stato riferito un aumento dell'incidenza di diverse malformazioni, incluse le malformazioni cardiovascolari, negli animali che avevano ricevuto un inibitore della sintesi di prostaglandina durante la fase dell'organogenesi.
Primo e secondo trimestre
Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, l'ibuprofene dovrebbe essere somministrato solo laddove ciò sia assolutamente necessario. Se l'ibuprofene è utilizzato da una donna che sta cercando di rimanere incinta o se è utilizzato nel primo o nel secondo trimestre di gravidanza, il dosaggio dovrebbe essere il più basso possibile e la durata del trattamento dovrebbe essere la più breve possibile.
Oligo-idroamnios/insufficienza renale neonatale/stenosi del dotto arterioso
L'uso di FANS nella 20a settimana di gravidanza o oltre può essere associato a disturbi della funzionalità renale fetale che possono causare oligo-idroamnios e, in determinati casi, insufficienza renale neonatale. Questi effetti indesiderati si manifestano in media dopo alcuni giorni o settimane di trattamento, anche se sono stati riportati rari casi di oligo-idroamnios già dopo 48 ore dall'inizio del trattamento con FANS. L'oligo-idroamnios è spesso, ma non sempre, reversibile con l'interruzione del trattamento. Tra le complicazioni legate a oligo-idroamnios prolungato possono figurare ad esempio contratture degli arti e uno sviluppo polmonare ritardato. Dopo l'introduzione sul mercato, in alcuni casi di compromissione della funzione renale neonatale è stato necessario ricorrere a procedure invasive come la trasfusione di scambio o la dialisi.
Inoltre, dopo il trattamento nel secondo trimestre è stata riportata una stenosi del dotto arterioso, che nella maggior parte dei casi si è risolta dopo l'interruzione del trattamento.
Considerare il monitoraggio ecografico del liquido amniotico e del cuore fetale se il trattamento con Ibuprofen Fresenius i.v. si prolunga oltre le 48 ore. Interrompere il trattamento con Ibuprofen Fresenius i.v. in caso di oligo-idroamnios o stenosi del dotto arterioso ed effettuare gli accertamenti previsti dalla pratica clinica.
Terzo trimestre
Durante il terzo trimestre di gravidanza l'ibuprofene è controindicato. Tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono:
- esporre il feto ai seguenti rischi:
- tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);
- disturbi della funzionalità renale che possono evolvere in insufficienza renale con oligoidramnios.
- esporre madre e bambino ai seguenti rischi:
- possibile alterazione (estensione) del tempo di coagulazione, un effetto di inibizione dell'aggregazione piastrinica che può verificarsi anche con dosi molto ridotte;
- inibizione delle contrazioni uterine, con conseguente ritardo o prolungamento del parto.
Allattamento
I FANS passano nel latte materno. Pertanto, in via precauzionale, l'ibuprofene non dovrebbe essere assunto da donne che allattano. Se il trattamento è indispensabile, è necessario passare all'allattamento in biberon.
Fertilità
L'utilizzo di ibuprofene può compromettere la fertilità femminile ed è dunque sconsigliato nelle donne che cercano di rimanere incinte. Nelle donne che hanno difficoltà a rimanere incinte o che sono sottoposte a esami per l'infertilità è bene valutare una sospensione dell'assunzione di ibuprofene.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Con l'uso singolo o a breve termine, Ibuprofen Fresenius i.v. non ha effetti o ha effetti trascurabili sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.
Tuttavia, la comparsa di effetti indesiderati rilevanti, quali stanchezza e vertigini, può ridurre la capacità di reazione e la capacità di guidare veicoli e/o di utilizzare macchine. Questo soprattutto in combinazione con alcool.
Effetti indesiderati
Le frequenze di comparsa degli effetti indesiderati sono definite come segue:
Molto comune: ≥1/10
Comune: ≥1/100, < 1/10
Non comune: ≥1/1'000, < 1/100
Raro: ≥1/10'000, < 1/1'000
Molto raro: < 1/10'000
Non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili
Gli effetti indesiderati più comunemente osservati riguardano il tratto gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazioni o sanguinamenti gastrointestinali, a volte fatali, particolarmente nei pazienti anziani (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). Dopo la somministrazione sono stati riportati nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, disturbi della digestione (dispepsia), dolore addominale, melena, ematemesi, stomatite ulcerativa, esacerbazione di colite e morbo di Crohn (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). La gastrite è stata osservata meno comunemente. In particolare il rischio di sanguinamento gastrointestinale è dipendente dalla dose e dalla durata della somministrazione.
Molto raramente sono state segnalate gravi reazioni d'ipersensibilità (incluse reazioni nella sede di infusione, shock anafilattico) ed effetti indesiderati cutanei seri, quali reazioni bollose come la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell), eritema multiforme, dermatite esfoliativa ed alopecia.
Con l'uso concomitante di FANS è stato descritto un peggioramento delle infiammazioni cutanee di origine infettiva (ad es. sviluppo di fascite necrotizzante). Questo effetto potrebbe essere associato al meccanismo d'azione dei FANS.
Durante un'infezione da varicella possono manifestarsi fotosensibilità, vasculite allergica e, in casi eccezionali, gravi infezioni cutanee e complicanze a carico dei tessuti molli (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
In associazione al trattamento con FANS sono stati segnalati edemi, ipertensione e insufficienza cardiaca.
Studi clinici indicano che l'utilizzo di ibuprofene, in particolare a dosi elevate (2400 mg/giorno), può essere associato ad un lieve aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad es. infarto miocardico e ictus) (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Infezioni ed infestazioni
Non comune: rinite.
Raro: meningite asettica.
Molto raro: con l'uso concomitante di FANS è stato descritto un peggioramento delle infiammazioni di origine infettiva (ad es. sviluppo di fascite necrotizzante). Questo effetto potrebbe essere associato al meccanismo d'azione dei FANS.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro: disturbi dell'emopoiesi (anemia aplastica, anemia emolitica, agranulocitosi, leucopenia, trombocitopenia, neutropenia e pancitopenia). I primi sintomi sono angina, febbre alta, mal di gola, ingrossamento dei linfonodi del collo, lesioni superficiali in bocca, disturbi simil-influenzali, spossatezza marcata, sanguinamento dal naso e sanguinamenti nella pelle.
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: reazioni d'ipersensibilità con eruzione cutanea e prurito nonché crisi asmatiche (eventualmente con diminuzione della pressione arteriosa).
Raro: reazione anafilattica, lupus eritematoso sistemico (LES), anemia emolitica autoimmune.
Molto raro: palpitazioni, ipotensione e shock potenzialmente fatale.
Disturbi psichiatrici
Non comune: ansia, irrequietezza.
Raro: reazioni psicotiche, nervosismo, irritabilità, confusione mentale o disturbi dell'orientamento e depressione.
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: affaticamento o insonnia, cefalea, sensazione di capogiro.
Comune: riduzione della capacità di reazione (in particolare in associazione con alcool).
Non comune: insonnia, eccitazione, irritabilità o stanchezza.
Raro: parestesie, sonnolenza.
Molto raro: meningite asettica (rigidità della nuca, cefalea, nausea, vomito, febbre o confusione mentale). I pazienti con malattie autoimmuni (LES, collagenosi mista) sembrano essere predisposti.
Patologie dell'occhio
Non comune: disturbi della vista.
Raro: ambliopia tossica, neurite ottica, neuropatia ottica tossica.
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Comune: vertigine.
Non comune: tinnito, ipoacusia.
Raro: disturbi dell'udito.
Patologie cardiache
Molto raro: palpitazioni, insufficienza cardiaca, infarto miocardico.
Non nota: sindrome di Kounis.
Patologie vascolar:
Molto raro: ipertensione arteriosa.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: asma, broncospasmo, dispnea, rumore sibilante durante l'espirazione, rischio di edema polmonare acuto nei pazienti con insufficienza cardiaca.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: pirosi, dolore addominale, nausea, vomito, flatulenza, diarrea, costipazione, melena e lievi perdite ematiche gastrointestinali, che in casi eccezionali possono portare ad anemia.
Comune: disturbi digestivi, ematemesi, ulcerazioni gastrointestinali, eventualmente con sanguinamento e perforazione. Stomatite ulcerativa, peggioramento di colite e morbo di Crohn.
Non comune: gastrite.
Raro: stenosi esofagea, peggioramento della diverticolosi, colite emorragica aspecifica. In presenza di sanguinamenti gastrointestinali possono verificarsi anemia ed ematemesi.
Molto raro: esofagite, pancreatite, formazione di diaframmi intestinali.
Patologie epatobiliari
Raro: ittero, disturbo della funzionalità epatica, danno epatico, in particolare nella terapia a lungo termine, epatite acuta.
Molto raro: insufficienza epatica.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: esantema.
Non comune: orticaria, prurito, porpora (inclusa porpora allergica), eruzione cutanea.
Raro: angioedema, fotosensibilità.
Molto raro: reazioni bollose incluse la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell), eritema multiforme, dermatite esfoliativa, alopecia. Reazioni di fotosensibilità e vasculite allergica. In casi eccezionali possono manifestarsi gravi infezioni cutanee e complicanze a carico dei tessuti molli. durante un'infezione da varicella (vedere anche «Infezioni ed infestazioni»).
Frequenza non nota: pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG), esantema da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS), eruzione fissa da medicamenti (FDE).
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Raro: rigidità della nuca.
Patologie renali e urinarie
Non comune: escrezione urinaria ridotta e formazione di edemi, in particolare nei pazienti con ipertensione arteriosa o insufficienza renale; sindrome nefrosica; nefrite interstiziale che può essere associata a insufficienza renale acuta.
Raro: lesioni a carico dei tessuti renali (necrosi papillare), in particolare nella terapia a lungo termine, aumento della concentrazione di acido urico nel sangue.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: dolore e bruciore nella sede di somministrazione.
Raro: edemi.
Non nota: reazioni nella sede di iniezione come gonfiore, ematoma o sanguinamento.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Sintomi
I sintomi di sovradosaggio possono comprendere disturbi del sistema nervoso centrale quali cefalea, tinnito, confusione mentale, nistagmo, capogiro, stordimento, perdita di coscienza con convulsioni (in particolare nei bambini) e atassia, oltre a dolore addominale, nausea e vomito. Possono inoltre manifestarsi sanguinamenti gastrointestinali e disturbi della funzionalità epatica e renale. Inoltre, possono comparire ipotensione, iperkaliemia, ipotermia, depressione respiratoria e cianosi.
L'uso prolungato a dosi superiori a quelle raccomandate può causare grave ipokaliemia e acidosi tubulare renale. I sintomi possono includere diminuzione della coscienza e debolezza generalizzata.
In caso di intossicazione seria può manifestarsi acidosi metabolica.
Trattamento
Il trattamento è sintomatico e non esiste un antidoto specifico.
Le opzioni terapeutiche in caso di intossicazione dipendono dall'entità, dallo stadio e dai sintomi clinici, secondo le misure abituali di terapia intensiva.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
M01AE01
Meccanismo d'azione
L'ibuprofene è un antireumatico/antiflogistico non steroideo che s è dimostrato efficace negli abituali modelli di infiammazione negli animali, probabilmente attraverso l'inibizione della sintesi delle prostaglandine. Negli esseri umani, l'ibuprofene ha un effetto antipiretico e riduce il dolore e i gonfiori di origine infiammatoria. Inoltre, l'ibuprofene inibisce in modo reversibile l'aggregazione piastrinica indotta da ADP e collagene.
Farmacodinamica
Dati sperimentali suggeriscono che l'ibuprofene può inibire competitivamente l'effetto dell'acido acetilsalicilico a basse dosi sull'aggregazione piastrinica quando i due farmaci vengono somministrati contemporaneamente. In alcuni studi di farmacodinamica, dopo la somministrazione di singole dosi di 400 mg di ibuprofene assunto entro 8 ore prima o entro 30 minuti dopo la somministrazione di acido acetilsalicilico a rilascio immediato (81 mg), si è verificata una diminuzione dell'effetto dell'acido acetilsalicilico sulla formazione di trombossano o sull'aggregazione piastrinica. Sebbene vi siano incertezze riguardanti l'estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che il trattamento a lungo termine con ibuprofene possa ridurre l'effetto cardioprotettivo dell'acido acetilsalicilico a basse dosi. Nessun effetto clinico rilevante è considerato probabile in seguito a un uso occasionale di ibuprofene (vedere rubrica «Interazioni»).
Efficacia clinica
Nessun dato.
Farmacocinetica
Assorbimento
Ibuprofen Fresenius i.v. viene usato per via endovenosa. Non deve quindi essere assorbito e la biodisponibilità dell'ibuprofene è completa.
Dopo somministrazione endovenosa di ibuprofene negli esseri umani, la concentrazione massima (Cmax) dell'enantiomero S (attivo) e dell'enantiomero R viene raggiunta dopo circa 40 minuti con una velocità di infusione di 30 minuti.
Distribuzione
Il volume di distribuzione stimato è di 0,11-0,21 l/kg.
L'ibuprofene è fortemente legato alle proteine plasmatiche, soprattutto all'albumina.
Metabolismo
L'ibuprofene viene convertito nel fegato in due metaboliti inattivi che vengono escreti per via renale sotto forma di sostanze singole o coniugati insieme all'ibuprofene immodificato.
Dopo somministrazione orale, l'ibuprofene viene assorbito in parte nello stomaco e quindi completamente nell'intestino tenue. Dopo il metabolismo epatico (idrossilazione, carbossilazione), i metaboliti farmacologicamente inattivi vengono eliminati completamente, prevalentemente per via renale (90%), ma anche con la bile.
Eliminazione
L'eliminazione renale è rapida e completa. L'emivita di eliminazione è di circa 2 ore.
Linearità/non linearità
Dopo somministrazione singola di ibuprofene (dosi di 200-800 mg), l'area sotto la curva concentrazione plasmatica-tempo ha un andamento lineare.
Contesto farmacocinetico/farmacodinamico
Esiste una correlazione tra i livelli plasmatici di ibuprofene e il suo effetto farmacodinamico o il suo profilo di sicurezza complessivo. La farmacocinetica dell'ibuprofene dopo uso endovenoso e orale è stereoselettiva.
Il meccanismo d'azione e la farmacologia dell'ibuprofene endovenoso non sono diversi da quelli dell'ibuprofene orale.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disfunzioni renali
Nei pazienti con lieve disfunzione renale sono stati segnalati livelli maggiori di (S)-ibuprofene non legato, valori maggiori di AUC per (S)-ibuprofene e valori maggiori del rapporto tra enantiomeri dell'AUC (S/R) rispetto ai controlli sani.
Nei pazienti con nefropatia terminale sottoposti a dialisi, la frazione libera media di ibuprofene era del 3%, rispetto all'1% circa dei soggetti sani.
Una grave compromissione della funzionalità renale può portare all'accumulo dei metaboliti dell'ibuprofene. La rilevanza di tale effetto non è nota. I metaboliti possono essere rimossi con l'emodialisi (vedere rubrica «Controindicazioni» e rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Disturbi della funzionalità epatica
Nei pazienti con cirrosi epatica e disturbo moderato della funzionalità epatica (punteggio Child-Pugh 6-10) trattati con ibuprofene racemico sono stati osservati un aumento medio di due volte dell'emivita e un rapporto tra enantiomeri dell'AUC (S/R) significativamente minore rispetto ai controlli sani.
Questo suggerisce una compromissione dell'inversione metabolica di (R)-ibuprofene nell'enantiomero (S) attivo (vedere rubrica «Controindicazioni» e rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Dati preclinici
La tossicità subcronica e cronica dell'ibuprofene si è manifestata negli studi sperimentali sugli animali soprattutto sotto forma di lesioni e ulcerazioni gastrointestinali. Studi in vitro e in vivo non hanno fornito evidenze clinicamente rilevanti di un potenziale mutageno dell'ibuprofene. In studi condotti su ratti e topi non sono state riscontrate evidenze di effetti cancerogeni dell'ibuprofene.
L'ibuprofene ha inibito l'ovulazione nei conigli e compromesso l'impianto in diverse specie animali (coniglio, ratto, topo). Studi sperimentali su ratti e conigli hanno evidenziato che l'ibuprofene attraversa la placenta. Dopo somministrazione di dosi maternotossiche sono comparse ripetutamente malformazioni nella prole dei ratti (difetti del setto ventricolare).
L'ibuprofene costituisce un pericolo per l'ambiente acquatico.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Poiché non sono stati condotti studi di compatibilità, non si può somministrare questo medicamento in combinazione con altri medicamenti.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Non conservare a temperature superiori a 30°C. Non congelare. Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Dal punto di vista microbiologico, il medicamento deve essere utilizzato immediatamente dopo l'apertura. Altrimenti, i tempi e le condizioni di conservazione prima dell'uso sono di responsabilità dell'utilizzatore.
Ibuprofen Fresenius i.v. è destinato all'uso come dose singola; la soluzione non utilizzata deve essere eliminata. La soluzione deve essere ispezionata prima dell'uso per accertarsi che sia limpida e incolore. Non deve essere utilizzata se si nota la presenza di particelle.
Numero dell'omologazione
68450 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Fresenius Kabi (Schweiz) AG, Kriens.
Stato dell'informazione
Gennaio 2025.
30345 — 19/02/2025