HCI Compendium
Schermo non supportato

L'applicazione non è ancora ottimizzata per il vostro schermo. Vi preghiamo di utilizzare un dispositivo con uno schermo più grande.

Indietro

CARBOXYMALTOSE FERRI Sandoz 100 mg/2ml

Sandoz Pharmaceuticals AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Carboxymaltose Ferrique Sandoz®

Sandoz Pharmaceuticals AG

Composizione

Principi attivi

Ferrum ut ferri carboxymaltosum*.

Sostanze ausiliarie

Natrii hydroxidum (E524)*, acidum hydrochloridum, aqua ad iniectabile ad solutionem.

*max. 5.9 mg (0.26 mmol) sodio / ml

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Dispersione iniettabile/per infusione destinata alla somministrazione endovenosa (e.v.).

1 ml di dispersione contiene carbossimaltosio ferrico corrispondente a 50 mg di ferro.

1 flaconcino da 2 ml contiene carbossimaltosio ferrico corrispondente a 100 mg di ferro.

1 flaconcino da 10 ml contiene carbossimaltosio ferrico corrispondente a 500 mg di ferro.

1 flaconcino da 20 ml contiene carbossimaltosio ferrico corrispondente a 1000 mg di ferro.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Carenza di ferro nei pazienti adulti in cui i preparati a base di ferro per via orale non sono sufficientemente efficaci, sono inefficaci o non possono essere usati, come nei casi di intolleranza ai sali di ferro somministrati per via orale, nelle malattie infiammatorie del tratto gastrointestinale (ad es. colite ulcerosa) che possono essere aggravate dal trattamento con ferro per via orale o negli stati di carenza di ferro refrattaria al trattamento quando si sospetta una scarsa aderenza all'assunzione per via orale dei sali di ferro. Carboxymaltose Ferrique Sandoz deve essere somministrato solo quando la diagnosi di carenza di ferro è certa e confermata da appropriati test di laboratorio (ad es. ferritinemia, saturazione della transferrina (TSAT), emoglobina (Hb), ematocrito, conta degli eritrociti, MCV e MCH).

Posologia/Impiego

Durante e dopo ogni somministrazione di Carboxymaltose Ferrique Sandoz i pazienti devono essere attentamente monitorati per la presenza di segni e sintomi di reazioni da ipersensibilità.

Carboxymaltose Ferrique Sandoz deve essere utilizzato solamente se è immediatamente disponibile personale formato al riconoscimento e alla gestione di reazioni anafilattiche ed è garantita la rianimazione cardiopolmonare attraverso attrezzature adeguate. Il paziente deve essere osservato per almeno 30 minuti dopo ogni somministrazione di Carboxymaltose Ferrique Sandoz per il verificarsi di reazioni avverse (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Adulti

Posologia

La posologia di Carboxymaltose Ferrique Sandoz viene determinata in diverse fasi:

[1] determinazione del fabbisogno individuale di ferro,

[2] calcolo e somministrazione della/e dose/i di ferro e

[3] controlli post-ripristino dei valori di ferro.

Fase 1: Determinazione del fabbisogno di ferro

Il fabbisogno individuale di ferro per ricostituire le riserve di ferro con l'aiuto di Carboxymaltose Ferrique Sandoz può essere determinato sulla base del peso corporeo del paziente e del livello di Hb.

Il fabbisogno di ferro deve essere determinato utilizzando la formula di Ganzoni (Tabella 1) o lo schema di dosaggio semplificato (Tabella 2). Nei pazienti che necessitano di una dose personalizzata, come ad esempio i pazienti con anoressia nervosa, cachessia, obesità o donne in gravidanza, si raccomanda l'uso della formula di Ganzoni.

La carenza di ferro deve essere confermata da test di laboratorio come indicato in «Indicazioni/possibilità d'impiego».

Tabella 1: Determinazione del fabbisogno di ferro basato sulla formula di Ganzoni

Peso corporeo (kg)

Hb (g/dl)

6

7.5

9

10.5

ml di Carboxymaltose Ferrique Sandoz (mg di ferro)

30

18 ml (900 mg)

16 ml (800 mg)

14 ml (700 mg)

12 ml (600 mg)

35

24 ml (1200 mg)

22 ml (1100 mg)

20 ml (1000 mg)

16 ml (800 mg)

40

26 ml (1300 mg)

24 ml (1200 mg)

20 ml (1000 mg)

18 ml (900 mg)

45

28 ml (1400 mg)

26 ml (1300 mg)

22 ml (1100 mg)

18 ml (900 mg)

50

30 ml (1500 mg)

28 ml (1400 mg)

24 ml (1200 mg)

20 ml (1000 mg)

55

32 ml (1600 mg)

28 ml (1400 mg)

24 ml (1200 mg)

20 ml (1000 mg)

60

34 ml (1700 mg)

30 ml (1500 mg)

26 ml (1300 mg)

22 ml (1100 mg)

65

38 ml (1900 mg)

32 ml (1600 mg)

28 ml (1400 mg)

24 ml (1200 mg)

70

42 ml (2100 mg)

36 ml (1800 mg)

32 ml (1600 mg)

26 ml (1300 mg)

75

44 ml (2200 mg)

38 ml (1900 mg)

32 ml (1600 mg)

28 ml (1400 mg)

80

46 ml (2300 mg)

40 ml (2000 mg)

34 ml (1700 mg)

28 ml (1400 mg)

85

48 ml (2400 mg)

42 ml (2100 mg)

36 ml (1800 mg)

30 ml (1500 mg)

90

50 ml (2500 mg)

44 ml (2200 mg)

36 ml (1800 mg)

30 ml (1500 mg)

Per un peso corporeo ≤66 kg, la dose cumulativa totale deve essere arrotondata per difetto ai 100 mg di ferro più vicini.

Per un peso corporeo >66 kg, la dose cumulativa totale deve essere arrotondata per eccesso ai 100 mg di ferro più vicini.

Formula di Ganzoni:

Carenza complessiva di ferro [mg] = dose cumulativa totale [mg] =

peso corporeo(A) [kg] x (Hb target(B) - Hb misurata)(C) [g/dl] x 2,4(D) + ferro di deposito(E) [mg]

A. Si raccomanda di utilizzare il peso ideale per i pazienti in sovrappeso o il peso pre-gravidanza per le donne incinte. Vi sono diversi modi per determinare il peso ideale, ad esempio calcolando il peso corporeo corrispondente a un indice di massa corporea (IMC) di 25: peso ideale = 25 x (altezza in metri)2.

B. L'Hb target standard nella formula di Ganzoni è di 15 g/dl. In casi speciali, come le donne in gravidanza, un valore target di Hb più basso può essere considerato.

Il successo del trattamento deve essere monitorato sulla base di esami del sangue. Per raggiungere il valore target di Hb, la dose cumulativa di ferro potrebbe dover essere aggiustata.

C. Per convertire Hb [mM] in Hb [g/dl], moltiplicare il valore di Hb [mM] per il fattore 1.61145.

D. Fattore 2.4 = 0.0034 x 0.07 x 10'000.

0.0034: Il contenuto di ferro dell'Hb è dello 0.34%.

0,07: Volume di sangue di 70 ml/kg peso corporeo ≈ 7% del peso corporeo.

10'000 = Il fattore di conversione 1 g/dl = 10'000 mg/l.

E. Per le persone con un peso corporeo superiore ai 35 kg, la quantità di ferro di deposito è di 500 mg o superiore. I valori di 500 mg del ferro di deposito corrispondono ai limite inferiore del range di normalità per le donne minute. Per calcolare il ferro di deposito, alcune linee guida raccomandano di usare da 10 a 15 mg di ferro per kg di peso corporeo.

Tabella 2: Determinazione del fabbisogno di ferro basato sullo schema di dosaggio semplificato

Hb

Peso corporeo del paziente

g/dl

mmol/l

inferiore a 35 kg

da 35 kg a < 70 kg

70 kg e oltre

< 10

< 6,2

500 mg

1500 mg

2000 mg

10 – < 14

6,2 – < 8,7

500 mg

1000 mg

1500 mg

≥14

≥8,7

500 mg

500 mg

500 mg

Fase 2: Calcolo e somministrazione della/e dose/i massima/e di ferro

Sulla base del fabbisogno di ferro determinato, Carboxymaltose Ferrique Sandoz deve essere somministrato in dosi appropriate. Si applica quanto segue:

Una singola dose di Carboxymaltose Ferrique Sandoz non deve superare i seguenti valori:

  • 15 mg di ferro/kg di peso corporeo (somministrazione come iniezione e.v.) oppure
  • 20 mg di ferro/kg di peso corporeo (somministrazione come infusione e.v.) oppure
  • 1000 mg di ferro (20 ml di Carboxymaltose Ferrique Sandoz)

La dose cumulativa massima raccomandata di Carboxymaltose Ferrique Sandoz è di 1000 mg di ferro (20 ml di carbossimaltosio ferrico) a settimana. Se la dose cumulativa di ferro supera i 20 mg di ferro/kg di peso corporeo o 1000 mg di ferro sotto forma di Carboxymaltose Ferrique Sandoz, la dose deve essere divisa in due somministrazioni con un intervallo di almeno una settimana tra l'una e l'altra.

Fase 3: Controlli post-ripristino dei valori di ferro

A seconda delle condizioni del singolo paziente, il medico deve effettuare un ulteriore controllo (compresi gli esami del sangue). Il livello di Hb deve essere ricontrollato non prima di quattro settimane dopo l'ultima somministrazione di Carboxymaltose Ferrique Sandoz al fine di consentire un tempo sufficiente per l'eritropoiesi e l'utilizzo del ferro. Se per il paziente è necessaria un'ulteriore ricostituzione delle riserve di ferro, il fabbisogno di ferro deve essere ricalcolato secondo la formula di Ganzoni o lo schema di dosaggio semplificato (vedere la sezione «Proprietà/effetti»).

Modo di somministrazione

Carboxymaltose Ferrique Sandoz deve essere somministrato solo per via endovenosa:

  • come iniezione oppure
  • come infusione oppure
  • durante l'emodialisi non diluito direttamente nella linea venosa del dializzatore.

Carboxymaltose Ferrique Sandoz non deve essere somministrato per via sottocutanea o intramuscolare.

Durante e dopo ogni utilizzo di Carboxymaltose Ferrique Sandoz, i pazienti devono essere attentamente monitorati per segni o sintomi di reazioni di ipersensibilità. Un trattamento di emergenza adeguato deve essere disponibile (vedere «Avvertenze e misure precauzionali» di seguito).

Iniezione endovenosa

Carboxymaltose Ferrique Sandoz può essere somministrato come iniezione e.v. utilizzando la dispersione non diluita. La massima dose singola ammissibile è di 15 mg di ferro/kg di peso corporeo, ma non deve superare i 1000 mg di ferro. Fare riferimento alla Tabella 3 per la velocità di somministrazione:

Tabella 3: Velocità di somministrazione per l'iniezione e.v. di Carboxymaltose Ferrique Sandoz

Volume di Carboxymaltose Ferrique Sandoz richiesto

Dose di ferro equivalente

Velocità di somministrazione/durata minima della somministrazione

da 2

a

4 ml

da 100

a

200 mg

Nessuna durata minima richiesta

da >4

a

10 ml

da >200

a

500 mg

100 mg di ferro/min

da >10

a

20 ml

da >500

a

1000 mg

20 minuti

Infusione endovenosa

Carboxymaltose Ferrique Sandoz può essere somministrato come infusione e.v. e in questo caso deve essere diluito. La massima dose singola ammissibile è di 20 mg di ferro/kg di peso corporeo, ma non deve superare i 1000 mg di ferro. Per l'infusione, Carboxymaltose Ferrique Sandoz deve essere diluito solo con soluzione salina sterile allo 0.9% (m/V) come indicato nella Tabella 4. Avvertenza: per ragioni di stabilità, Carbossimaltosio ferrico non deve essere diluito a concentrazioni inferiori a 2 mg di ferro/ml (senza tener conto del volume della dispersione di carbossimaltosio ferrico). Per ulteriori istruzioni su come diluire il medicamento prima della somministrazione, vedere il paragrafo «Indicazioni per la manipolazione».

Tabella 4: Schema di diluizione per Carboxymaltose Ferrique Sandoz per infusione e.v.

Volume di Carboxymaltose Ferrique Sandoz richiesto

Dose di ferro equivalente

Quantità massima di soluzione sterile di cloruro di sodio allo 0,9% (m/V)

Durata minima della somministrazione

da 2

a

4 ml

da 100

a

200 mg

50 ml

Nessuna durata minima richiesta

da >4

a

10 ml

da >200

a

500 mg

100 ml

6 minuti

da >10

a

20 ml

da >500

a

1000 mg

250 ml

20 minuti

Istruzioni posologiche speciali

Bambini di età < 1 anno

L'efficacia e la sicurezza di carbossimaltosio ferrico nei bambini di età < 1 anno non sono state studiate. Pertanto, l'uso di Carboxymaltose Ferrique Sandoz nei bambini in questa fascia d'età non è raccomandato.

Bambini di età ≥1 anno e adolescenti

Poiché sono disponibili dati limitati, carbossimaltosio ferrico non è omologato per l'uso nei bambini e adolescenti di età ≥1 fino a 18 anni. Non è possibile fornire una raccomandazione posologica. I dati relativi alla popolazione pediatrica attualmente disponibili sono descritti nei paragrafi «Proprietà/effetti», «Effetti indesiderati» e «Farmacocinetica».

Pazienti con malattia renale cronica che richiedono emodialisi

Nei pazienti con malattia renale cronica che richiedono emodialisi, non deve essere superata una dose massima giornaliera di 200 mg di ferro.

L'efficacia e la sicurezza di carbossimaltosio ferrico nei bambini e adolescenti con insufficienza renale cronica che richiedono emodialisi non sono state studiate. Pertanto, l'uso di Carboxymaltose Ferrique Sandoz nei bambini e adolescenti con insufficienza renale cronica che richiedono emodialisi non è raccomandato.

Pazienti con insufficienza epatica

Non sono disponibili dati relativi all'uso di carbossimaltosio ferrico in caso di insufficienza epatica.

Controindicazioni

La somministrazione di Carboxymaltose Ferrique Sandoz è controindicata nei seguenti casi:

  • ipersensibilità al principio attivo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie secondo la composizione;
  • nota ipersensibilità grave ad altri prodotti a base di ferro per uso parenterale;
  • anemia non attribuibile a carenza di ferro;
  • evidenza di sovraccarico di ferro;
  • 1° trimestre di gravidanza.

Avvertenze e misure precauzionali

Reazioni di ipersensibilità

La somministrazione e.v. di preparazioni a base di ferro per uso parenterale può causare reazioni acute di tipo immediato (reazioni anafilattiche) potenzialmente fatali.

Reazioni di questo tipo sono state segnalate anche dopo somministrazione parenterale di preparazioni a base di ferro già somministrate in precedenza e senza incidenti. Sono stati segnalati casi di reazioni di ipersensibilità che sono progrediti fino alla sindrome di Kounis (arteriospasmo coronarico allergico acuto che può provocare infarto miocardico). Il trattamento con Carboxymaltose Ferrique Sandoz deve essere prescritto solo dal medico curante, che avrà valutato accuratamente le indicazioni.

Carboxymaltose Ferrique Sandoz deve essere utilizzato solo se è immediatamente disponibile personale medico qualificato in grado di valutare e di trattare eventuali reazioni anafilattiche e solo in una struttura in cui siano presenti tutti i mezzi di rianimazione. Ai pazienti devono essere poste domande approfondite prima di ogni somministrazione di Carboxymaltose Ferrique Sandoz alla ricerca di effetti indesiderati correlati alla precedente somministrazione di preparazioni a base di ferro per via e.v.

I sintomi tipici delle reazioni acute di ipersensibilità sono: calo della pressione sanguigna, tachicardia (fino allo shock anafilattico), sintomi respiratori (ostruzione bronchiale, edema della laringe e della faringe, ecc.), sintomi addominali (crampi addominali, vomito, ecc.) o sintomi cutanei (orticaria, eritema, prurito, ecc.).

I pazienti devono essere monitorati per almeno 30 minuti dopo la somministrazione di una preparazione a base di ferro per uso parenterale per segni e sintomi di una reazione di ipersensibilità. Nel caso in cui si verifichino reazioni allergiche o segni di intolleranza durante la somministrazione, il trattamento deve essere interrotto immediatamente.

Come trattamento di emergenza principale per reazioni anafilattiche acute, si raccomanda l'adrenalina, in conformità alle attuali direttive di emergenza e alle informazioni del produttore. Quindi antistaminici e/o corticosteroidi (insorgenza dell'effetto più tardiva).

In rari casi, sono state osservate febbre o reazioni allergiche ritardate (ritardo da alcune ore a diversi giorni).

Il rischio di reazioni di ipersensibilità è maggiore nei pazienti con allergie note, tra cui intolleranza ai farmaci, anamnesi di asma grave, eczema o altre allergie atopiche, nonché nei pazienti con malattie infiammatorie o di natura immunitaria (ad esempio: lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide).

Ipofosfatemia/osteomalacia ipofosfatemica

Il ferro parenterale può causare ipofosfatemia, che generalmente è temporanea e senza sintomi clinici. Casi isolati di ipofosfatemia che richiedono un trattamento sono stati riportati principalmente in pazienti con noti fattori di rischio che hanno ricevuto una dose più elevata per un periodo prolungato.

Dopo l'introduzione sul mercato sono stati riportati casi di ipofosfatemia sintomatica con conseguente osteomalacia ipofosfatemica e fratture che hanno richiesto un intervento clinico, compresa la chirurgia.

I pazienti devono essere avvisati di consultare un medico in caso di artralgia o dolore alle ossa.

I pazienti che ricevono dosi multiple più elevate nell'ambito di un trattamento a lungo termine e che presentano fattori di rischio pre-esistenti (ad esempio, carenza di vitamina D, malassorbimento di calcio e fosfato, iperparatiroidismo secondario, telangiectasia emorragica ereditaria, malattia infiammatoria intestinale e osteoporosi) devono essere monitorati per l'osteomalacia ipofosfatemica, compreso il controllo del fosfato sierico.

In caso di ipofosfatemia persistente, il trattamento con Carboxymaltose Ferrique Sandoz deve essere rivalutato.

Insufficienza epatica o renale

I pazienti con disturbi epatici devono essere trattati con ferro per via parenterale solo dopo un'attenta valutazione del rapporto beneficio/rischio.

La somministrazione di ferro per via parenterale deve essere evitata nei pazienti con disturbi epatici a causa di sovraccarico di ferro, in particolare nei casi di porfiria cutanea tarda, nonché nelle patologie epatiche acute.

Si raccomanda di tenere sotto stretto controllo il bilancio marziale al fine di evitare il sovraccarico di ferro.

Infezioni

Il ferro per via parenterale deve essere usato con cautela in caso di infezione acuta o cronica, asma, eczema o allergie atopiche.

Si raccomanda di interrompere il trattamento con Carboxymaltose Ferrique Sandoz nei pazienti con batteriemia in corso.

Extravasazione

La somministrazione paravenosa deve essere evitata. Può causare irritazione della pelle e una colorazione marrone potenzialmente di lunga durata della sede iniezione/infusione.

Se ciò dovesse accadere, la somministrazione di Carboxymaltose Ferrique Sandoz deve essere immediatamente interrotta.

Altri ingredienti

Carboxymaltose Ferrique Sandoz contiene fino a 5,9 mg (0,26 mmol) di sodio per dispersione non diluita.

Ogni flaconcino da 2 ml contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Ogni flaconcino da 10 ml contiene fino a 59 mg di sodio per equivalente a 3,0% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.

Ogni flaconcino da 20 ml contiene fino a 118 mg di sodio per equivalente a 5,9% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.

Interazioni

Carboxymaltose Ferrique Sandoz non deve essere somministrato contemporaneamente a preparati a base di ferro per via orale, poiché ciò può ridurre l'assorbimento del ferro somministrato per via orale (vedere anche «Indicazioni/possibilità d'impiego»).

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Esistono dati clinici limitati provenienti da studi controllati sull'uso di carbossimaltosio ferrico in gravidanza (vedere «Efficacia clinica»). Gli studi sperimentali sugli animali hanno mostrato indicazioni di tossicità riproduttiva (vedere «Dati preclinici»). Pertanto prima dell'uso in gravidanza è necessaria un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio; infatti, eventuali reazioni di ipersensibilità possono costituire un pericolo particolare per la madre e il bambino (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Carbossimaltosio ferrico è controindicato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere «Controindicazioni») e può essere usato solo durante il secondo e il terzo trimestre solo se strettamente indicato. Al fine di evitare una posologia eccessiva, la quantità di ferro necessaria deve essere calcolata a partire dal peso corporeo della donna prima dell'inizio della gravidanza. In caso di somministrazione in gravidanza, è necessario prestare particolare attenzione ai segni di reazioni di ipersensibilità.

La bradicardia fetale può verificarsi in seguito alla somministrazione di ferro parenterale. Di solito è transitoria e conseguenza di una reazione di ipersensibilità nella madre. Il feto deve essere attentamente monitorato durante la somministrazione e.v. di ferro parenterali alle donne in gravidanza.

Allattamento

Sono disponibili dati clinici limitati riguardo all'uso del medicamento durante l'allattamento. Uno studio clinico ha dimostrato che il trasferimento di ferro da carbossimaltosio ferrico nel latte materno è trascurabile (≤1%). È quindi improbabile che Carboxymaltose Ferrique Sandoz rappresenti un rischio per il lattante.

Fertilità

Non sono disponibili dati clinici sull'effetto di carbossimaltosio ferrico sulla fertilità. Negli studi sperimentali sugli animali, il trattamento con carbossimaltosio ferrico non ha mostrato effetti sulla fertilità (vedere «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi in merito. Carboxymaltose Ferrique Sandoz non dovrebbe avere alcun effetto sulla capacità di guidare veicoli e sulla capacità di utilizzare macchinari.

Effetti indesiderati

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati in studi clinici nei quali carbossimaltosio ferrico è stato somministrato a 9456 pazienti adulti e a 82 bambini di età ≥1 anno e adolescenti, nonché nell'esperienza successiva all'immissione in commercio. Le frequenze sono definite come segue: Molto comune (≥1/10), comune (≥1/100 a <1/10), non comune (≥1/1000 a <1/100), raro (≥1/10'000 a <1/1000), molto raro (<1/10'000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Gli effetti indesiderati (EI) più comunemente riportati con questo farmaco sono: nausea, reazioni in sede di iniezione/infusione, ipofosfatemia, cefalea, arrossamento del viso (vampate), capogiri e ipertensione.

Tra le reazioni nella sede di iniezione/infusione sono presenti vari EI, ognuno dei quali è non comune o raro. I principali EI gravi associati a carbossimaltosio ferrico sono reazioni di ipersensibilità non comuni (vedere «Disturbi del sistema immunitario»).

Gli EI più gravi sono stati reazioni anafilattiche (rare); sono stati riportati dei decessi.

Nei soggetti che hanno mostrato una diminuzione del fosfato sierico negli studi clinici, i valori più bassi sono stati misurati dopo circa 2 settimane, e nella maggior parte dei casi i valori sono tornati ai valori basali 12 settimane dopo il trattamento con carbossimaltosio ferrico.

Il profilo di sicurezza nei bambini e adolescenti di età compresa tra 1 e 17 anni è stato esaminato nei seguenti studi:

In uno studio prospettico farmacocinetico/farmacodinamico di fase 2 (1VIT13036), 35 bambini sono stati trattati in coorti di dosi consecutive con dosi singole e.v di carbossimaltosio ferrico 7,5 mg di ferro/kg (n=16) e carbossimaltosio ferrico 15 mg di ferro/kg (n=19) (dose massima 750 mg di ferro). Non sono insorti EI inaspettati rispetto agli adulti. Gli EI più comuni sono stati rispettivamente 2 casi di piressia ed eruzione cutanea con carbossimaltosio ferrico 7,5 mg di ferro/kg, 3 casi di rinorrea e orticaria così come 2 casi di ipertermia e infezione del tratto respiratorio superiore con carbossimaltosio ferrico 15 mg di ferro/kg.

In uno studio prospettico, in aperto, a gruppi paralleli di fase 3 (1VIT17044), 40 bambini sono stati trattati con 2 dosi di carbossimaltosio ferrico da 15 mg di ferro/kg ciascuna a distanza di 7 giorni (dose singola massima 750 mg). Non sono insorti EI inaspettati rispetto agli adulti. Gli EI più comuni dopo la terapia e.v. con carbossimaltosio ferrico sono stati ipofosfatemia/abbassamento del fosfato sierico (n=5), vomito (n=2), cefalea (n=2) e orticaria (n=2). La chimica di laboratorio ha rivelato un'ipofosfatemia potenzialmente rilevante dal punto di vista clinico in 8 pazienti trattati con carbossimaltosio ferrico (compresi 4 degli EI segnalati). I livelli più bassi di fosfato sono stati solitamente misurati 2 settimane dopo l'inizio della terapia e si sono ampiamente normalizzati entro il giorno 35 dall'inizio del trattamento. Tutti i casi di ipofosfatemia erano asintomatici.

Per ulteriori informazioni, vedere «Avvertenze e misure precauzionali».

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: reazioni di ipersensibilità immediata (reazioni anafilattiche) che possono essere fatali (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»). I sintomi delle reazioni anafilattiche sono di norma: collasso circolatorio, calo della pressione sanguigna, tachicardia, sintomi respiratori (ostruzione bronchiale, edema della laringe e della faringe, ecc.), sintomi addominali (crampi addominali, vomito, ecc.) o sintomi cutanei (orticaria, eritema, prurito, ecc.).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: ipofosfatemia (sulla base dei risultati di laboratorio).

Disturbi psichiatrici

Raro: ansia.

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea, capogiri.

Non comune: alterazione del gusto (disgeusia), parestesia.

Non nota: perdita di coscienza.

Patologie cardiache

Non comune: tachicardia.

Patologie vascolari

Comune: ipertensione, arrossamento del viso (vampate).

Non comune: ipotensione.

Raro: presincope, sincope, flebite.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: dispnea.

Raro: broncospasmo.

Patologie gastrointestinali

Comune: nausea.

Non comune: dolore addominale, vomito, costipazione, diarrea, dispepsia.

Raro: flatulenza.

Patologie epatobiliari

Non comune: Aumento dell'alanina aminotransferasi (ALT), aumento dell'aspartato aminotransferasi (AST), aumento della gamma glutamil transferasi (γ-GT), aumento della fosfatasi alcalina (ALP) ematica, aumento dei livelli ematici di lattato deidrogenasi (LDH).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: eruzione cutanea (comprendente i seguenti sintomi: esantema eritematoso, generalizzato, maculare, maculo-papulare e pruriginoso), prurito, orticaria, arrossamento della pelle (eritema).

Raro: angioedema, scolorimento della pelle in altre aree, pallore.

Non nota: dermatite, edema del viso.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: artralgia, mialgia, dolori articolari, lombalgia, crampi muscolari.

Non nota: osteomalacia ipofosfatemica.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: reazioni nella sede di iniezione/infusione (inclusi i seguenti sintomi: dolore, ematoma, alterazione del colore (potenzialmente persistente), stravaso, irritazione, reazione, flebite e parestesia in sede di iniezione/infusione).

Non comune: febbre, affaticamento, brividi, dolore toracico, edema periferico, dolore, malessere.

Raro: sintomi simil-influenzali (con insorgenza da alcune ore a diversi giorni).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Il superamento inavvertito della dose cumulativa totale necessaria per correggere la carenza di ferro può portare ad un accumulo di ferro nei siti di deposito e, in ultima analisi, all'emosiderosi in questi pazienti. Questo può essere impedito dal controllo preventivo dei parametri marziali, quali ferritina sierica e saturazione della transferrina. L'accumulo indesiderato di ferro deve essere trattato in base alla pratica medica standard.

Proprietà/Effetti

Carboxymaltose Ferrique Sandoz contiene ferro trivalente come complesso macromolecolare associato a carbossimaltosio (pH 5-7).

Codice ATC

B03AC

Meccanismo d'azione

Dopo la somministrazione e.v., il complesso di carbossimaltosio ferrico viene assorbito principalmente dal sistema reticoloendoteliale del fegato, del midollo osseo e della milza. Il ferro viene utilizzato principalmente per la sintesi di emoglobina, ma anche di mioglobina ed enzimi contenenti ferro; è anche immagazzinato sotto forma di depositi di ferro nel fegato.

Farmacodinamica

Nella dispersione Carboxymaltose Ferrique Sandoz, il ferro si trova in una forma ferrica stabile di un complesso di idrossido di ferro polinucleare (III) con un polimero di carboidrati, che mette a disposizione ferro utilizzabile per le proteine di trasporto e di deposito del ferro nel corpo (transferrina e ferritina).

In uno studio realizzato con carbossimaltosio ferrico marcato a 59Fe e 52Fe in sei pazienti con anemia da carenza di ferro o anemia renale, è stato dimostrato un utilizzo da parte di globuli rossi dopo 24 giorni dal 61% al 99%. Nei pazienti con anemia da carenza di ferro, l'utilizzo era compreso tra il 91 e il 99% e tra il 61 e l'84% nei pazienti con anemia renale.

Efficacia clinica

Nefrologia

Insufficienza renale cronica non dipendente da dialisi

È stato eseguito uno studio comparativo di carbossimaltosio ferrico rispetto a solfato ferroso somministrato per via orale in 250 pazienti con insufficienza renale cronica non dipendenti da dialisi.

Il criterio di efficacia primaria (aumento di Hb ≥1 g/dl) è stato soddisfatto dal 60.4% (87/144) dei pazienti trattati con carbossimaltosio ferrico rispetto al 34.7% (35/101) di coloro che hanno ricevuto ferro per via orale.

Un risultato significativo è stato mostrato solo in pazienti di sesso femminile il cui livello iniziale di ferritina era <100 ng/ml.

Insufficienza renale cronica dipendente da dialisi

In uno studio comparativo (n=237) su pazienti in dialisi, ferro saccarato o carbossimaltosio ferrico (corrispondente a 200 mg di ferro) sono stati somministrati durante la dialisi (2-3 volte a settimana) nella linea venosa del dializzatore fino a raggiungere la dose cumulativa totale calcolata secondo la formula di Ganzoni (massimo 4 settimane). L'obiettivo primario era la risposta al trattamento con un aumento dell'Hb di 1 g/dl. Oltre il 60% dei pazienti riceveva EPO (equamente divisi nei due gruppi). La percentuale di risposta durante il trattamento con carbossimaltosio ferrico è stato del 46.4% rispetto al 37.2% con ferro saccarato.

Salute delle donne

Post-partum

Sono stati realizzati tre studi per confrontare la somministrazione di ferro per via orale con carbossimaltosio ferrico nell'anemia post-partum/post-operatoria. Uno studio è stato condotto in Europa (n=286, randomizzazione 2:1) e due negli Stati Uniti (n=337, randomizzazione 1:1 e n=289, randomizzazione 1:1).

In uno degli studi svolti negli Stati Uniti, l'88,8% dei pazienti trattati con carbossimaltosio ferrico ha raggiunto un livello di Hb >12 g/dl rispetto al 66,2% nella somministrazione di ferro per via orale nell'arco di 42 giorni. Negli altri due studi, il trattamento con carbossimaltosio ferrico non è risultato inferiore alla somministrazione di ferro per via orale. Tuttavia, l'aumento di Hb di 3 g/dl e la normalizzazione del livello di Hb con aumento simultaneo dei depositi di ferro (ferritina) sono risultati significativamente più frequenti con carbossimaltosio ferrico.

Grave emorragia uterina

Carbossimaltosio ferrico é stato comparato con la somministrazione di solfato ferroso per via orale in pazienti con anemia da carenza di ferro in seguito a grave emorragia uterina.

L'obiettivo primario era un aumento del livello di Hb >2,0 g/dl. Questo criterio è stato soddisfatto nell'82% dei pazienti che assumevano carbossimaltosio ferrico rispetto al 61,8% di quelli che assumevano ferro per via orale.

Gravidanza

In uno studio aperto, randomizzato, a due bracci su donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza con anemia da carenza di ferro, è stata confrontata la somministrazione di 1-3 dosi di carbossimaltosio ferrico (n=121) nell'arco di tre settimane (dose media cumulativa 1029 mg) con la somministrazione per via orale di solfato ferroso (n=115) (100 mg due volte al giorno con una durata mediana del trattamento di 65 giorni). La differenza nell'aumento dei livelli medio di Hb nella 3a settimana rispetto al valore iniziale (obiettivo primario) è stato di 0.27 g/dl a favore di carbossimaltosio ferrico (p=0.274); questa differenza ha raggiunto 0.43 g/dl (p=0.032) alla 6a settimana. I punteggi di Apgar dei neonati nonché i parametri del ferro neonatali erano simili tra i gruppi di trattamento.

Gastroenterologia

Malattia infiammatoria gastrointestinale

Nell'anemia da carenza di ferro legata a malattie gastrointestinali croniche (morbo di Crohn, colite ulcerosa), carbossimaltosio ferrico in infusione 1 volta/settimana (fino alla dose cumulativa totale) è stato confrontato con una integrazione di ferro orale. L'obiettivo primario era la variazione del livello di Hb alla 12a settimana rispetto al valore iniziale. Carbossimaltosio ferrico non è risultato inferiore al trattamento con solfato ferroso rispetto all'obiettivo primario.

Rispetto al solfato ferroso, carbossimaltosio ferrico ha permesso di raggiungere più rapidamente l'obiettivo terapeutico: alla 4a settimana, il 34.2% dei pazienti nel gruppo carbossimaltosio ferrico rispetto al 18.2% di quelli del gruppo solfato ferroso per via orale ha ottenuto un aumento di Hb >2 g/dl, che rappresenta una differenza statisticamente significativa. Alla 2a settimana, è stato osservato un picco nel numero di reticolociti in entrambi i gruppi di trattamento. A partire dalla 2a settimana i livelli di ferritina raggiunti con carbossimaltosio ferrico sono risultati statisticamente significativamente superiori a quelli del gruppo in trattamento con solfato ferroso.

Monitoraggio dei livelli di ferritina dopo la terapia sostitutiva

Lo studio VIT-IV-CL-008ha fornito dati limitati che dimostrano che i livelli di ferritina diminuiscono bruscamente durante le 2-4 settimane dopo la terapia sostitutivae più lentamente in fase successiva. Durante le 12 settimane di follow-up dello studio il livello medio di ferritina non è diminuito ad un livello che avrebbe potuto indurre a considerare una nuova terapia. Conseguentemente, i dati disponibili non hanno indicato chiaramente il momento ottimale per testare nuovamente i livelli di ferritina. Tuttavia, controllare i livelli di ferritina prima che siano trascorse 4 settimane dalla terapia integrativa appare prematuro. Pertanto, si raccomanda al medico di verificare di nuovo il livello di ferritina a seconda delle condizioni di ogni paziente.

Bambini e adolescenti di età compresa tra 1 e 17 anni

In uno studio prospettico farmacocinetico/farmacodinamico di fase 2 (1VIT13036), 35 bambini sono stati trattati in coorti di dosi consecutive con dosi singole e.v. di carbossimaltosio ferrico 7,5 mg di ferro/kg (n=16) e carbossimaltosio ferrico 15 mg di ferro/kg (n=19) (dose massima 750 mg di ferro). Il giorno 35 dopo l'iniezione, l'aumento medio (SD) dell'emoglobina è stato rispettivamente di 1,9 (1,38) g/dl con 7,5 mg di ferro/kg e di 2,8 (1,15) g/dl con 15 mg di ferro/kg. Anche la ferritina e la saturazione della transferrina sono aumentate in modo dose-dipendente.

L'efficacia e la sicurezza di carbossimaltosio ferrico e.v. sono state confrontate con la terapia orale con ferro in uno studio prospettico, in aperto, a gruppi paralleli di fase 3 (1VIT17044). 40 bambini con anemia da carenza di ferro di diversa eziologia hanno ricevuto 2 dosi di carbossimaltosio ferrico da 15 mg di ferro/kg a distanza di 7 giorni ciascuna (dose singola massima 750 mg) e 39 bambini hanno ricevuto solfato di ferro per via orale per 28 giorni. 7 bambini che non hanno risposto adeguatamente alla terapia orale con ferro sono stati trattati con 2 dosi di carbossimaltosio ferrico in uno studio di estensione a braccio singolo (1VIT18045).

Nello studio principale, si è registrato un aumento clinicamente rilevante dell'emoglobina in entrambi i bracci di trattamento. L'aumento medio dell'emoglobina (LS Mean) è stato di 2,22 g/dl (IC 95% 1,69, 2,75) dopo carbossimaltosio ferrico e di 1,92 g/dl (IC 95% 1,43, 2,41) dopo la terapia orale con ferro, senza differenze statisticamente significative tra i gruppi di trattamento. L'endpoint primario dello studio non è stato raggiunto. L'aumento degli endpoint secondari ferritina e saturazione della transferrina è stato maggiore con carbossimaltosio ferrico rispetto alla terapia orale con ferro. Nello studio di estensione, l'aumento medio (SD) dell'Hb rispetto alla fine dello studio principale è stato di 0,7 (1,19) g/dl.

Farmacocinetica

Assorbimento

Non applicabile.

Distribuzione

Dopo una singola dose di carbossimaltosio ferrico da 100 a 1000 mg di ferro in pazienti con carenza di ferro, sono state misurate concentrazioni sieriche massime di ferro comprese tra 37 µg/ml e 333 µg/ml rispettivamente dopo 15 minuti e 1.21 ore. Il volume di distribuzione del compartimento centrale corrisponde al volume plasmatico (circa 3 l).

Utilizzando la tomografia a emissione di positroni (PET) è stato dimostrato che il ferro rimosso dal sangue, derivato da carbossimaltosio ferrico marcato radioattivamente, è stato trasportato nel midollo osseo e nel sistema reticoloendoteliale del fegato e della milza.

Metabolismo

Il carbossimaltosio ferrico è assorbito principalmente dal sistema reticoloendoteliale del fegato, del midollo osseo e, in misura minore, della milza; viene quindi suddiviso nei suoi componenti di idrossido ferrico e carboidrati e il ferro si lega alla ferritina.

A seconda delle esigenze, il ferro viene reso disponibile per l'eritropoiesi tramite la transferrina. I prodotti di decomposizione dei carboidrati sono maltotetraosio, maltotriosio, maltosio e glucosio.

Eliminazione

La clearance plasmatica del ferro somministrato è rapida con un'emivita terminale da 7 a 12 ore e un tempo medio di residenza da 11 a 18 ore. L'eliminazione del ferro per via renale è trascurabile.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Bambini e adolescenti di età compresa tra 1 e 17 anni

La farmacocinetica del carbossimaltosio ferrico è stata esaminata in pazienti pediatrici di età ≥1 anno con anemia da carenza di ferro nello studio farmacocinetico/farmacodinamico di fase 2 1VIT13036 su singole dosi e integrata da analisi farmacocinetiche di popolazione comprendenti ulteriori campioni farmacocinetici vari provenienti dallo studio clinico di fase 3 1VIT17044. Le caratteristiche farmacocinetiche alla posologia di 15 mg di ferro/kg (dose singola massima 750 mg) sono risultate simili a quelle dei pazienti adulti con carenza di ferro trattati con la posologia raccomandata per gli adulti. Il ferro sierico è aumentato in modo proporzionale alla dose singola di 7,5 mg di ferro/kg e 15 mg di ferro/kg. Dopo una singola dose di carbossimaltosio ferrico da 15 mg di ferro/kg di peso corporeo (massimo 750 mg), sono stati misurati livelli medi massimi di ferro totale nel siero di 310 µg/ml dopo 1,12 ore. L'emivita terminale era di 9,8 ore e il volume di distribuzione stimato dall'analisi farmacocinetica di popolazione era compreso tra 0,42 e 3,14 l.

Insufficienza epatica

Non sono stati condotti studi in pazienti con insufficienza epatica.

Dati preclinici

I dati preclinici degli studi convenzionali su farmacologia di sicurezza, tossicità per somministrazione ripetuta, tossicità per la riproduzione e lo sviluppo pre- e postnatale non evidenziano alcun rischio particolare per l'essere umano.

Tossicità

La dose singola non letale più alta somministrata per via e.v. a roditori è stata di 1000 mg di ferro/kg di peso corporeo.

Cancerogenicità

Non sono stati condotti studi a lungo termine sugli animali per valutare il potenziale cancerogeno del medicamento.

Tossicità per la riproduzione

In uno studio sulla fertilità nei ratti, non sono stati registrati effetti sulla fertilità, né nei maschi, né nelle femmine.

In studi di tossicità riproduttiva su conigli (che non presentavano una carenza di ferro), carbossimaltosio ferrico, somministrato in dosi tossiche per la madre, è stato associato ad una maggiore incidenza di anomalie scheletriche minori nel feto. Questi effetti sono stati considerati transitori, poiché non sono stati osservati durante lo sviluppo pre- e postnatale.

Gli studi preclinici indicano che il ferro rilasciato da carbossimaltosio ferrico attraversa la barriera placentare e viene escreto nel latte materno in quantità limitate e controllate.

Altri dati

Non è stata osservata evidenza di potenziale allergico o immunotossico. Un test in vivo controllato ha dimostrato l'assenza di reattività crociata di carbossimaltosio ferrico con anticorpi anti-destrano. Non è stata osservata irritazione locale o intolleranza dopo la somministrazione e.v. di carbossimaltosio ferrico.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Carboxymaltose Ferrique Sandoz deve essere miscelato solo con una soluzione sterile di cloruro di sodio isotonico allo 0.9% m/V. Non sono disponibili studi di compatibilità con contenitori diversi da polietilene e vetro.

Influenza su metodi diagnostici

Non noto.

Stabilità

Carboxymaltose Ferrique Sandoz non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Conservazione dopo l'apertura dei flaconcini:

Dal punto di vista microbiologico, i flaconcini aperti devono essere utilizzati immediatamente. È stato dimostrato che i flaconcini aperti sono chimicamente e fisicamente stabile per 24 ore a temperatura ambiente.

Conservazione dopo diluizione con soluzione sterile di cloruro di sodio allo 0.9%:

Il preparato per infusione diluito non contiene conservanti. La stabilità chimico-fisica durante l'uso è stata dimostrata per 24 ore a temperatura ambiente. Per ragioni microbiologiche, il preparato pronto all'uso deve essere utilizzato immediatamente dopo la diluizione.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Condizioni di conservazione raccomandate: Conservare nella confezione originale, non al di sopra di 30°C e fuori dalla portata dei bambini. Non congelare.

Indicazioni per la manipolazione

I flaconcini devono essere ispezionati prima dell'uso per rilevare l'eventuale presenza di sedimenti o deterioramento. Usare solo i flaconcini che contengono una dispersione omogenea e priva di sedimenti.

I flaconcini sono monouso.

Il medicamento non utilizzato o il materiale di scarto devono essere smaltiti conformemente alle normative nazionali vigenti.

Carboxymaltose Ferrique Sandoz e.v. deve essere miscelato esclusivamente con soluzione sterile di cloruro di sodio allo 0.9% (m/V). Non devono essere utilizzate altre soluzioni diluenti e medicamenti per via endovenosa perché sussiste il rischio di formazione di sedimenti e/o interazioni. Per le istruzioni di diluizione, vedere «Posologia/Impiego».

Numero dell'omologazione

68458 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Sandoz Pharmaceuticals S.p.A., Risch; domicilio: Rotkreuz

Stato dell'informazione

Giugno 2025

3158620/11/2025