UROCIN subst sèche 20 mg (nc 07/22)
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Urocin
L’efficacia e la sicurezza di Urocin 10 mg / 20 mg / 40 mg sono state verificate da Swissmedic solo sommariamente. L’omologazione di Urocin 10 mg / 20 mg / 40 mg si basa su Urocin 40 mg con stato dell’informazione aggiornato a gennaio 2020, che contiene lo stesso principio attivo ed è omologato in Germania.
Composizione
Principi attivi
Mitomicina
Sostanze ausiliarie
Mannitolum
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Polvere per soluzione endovescicale/soluzione iniettabile/per infusione (e.v./e.ves.)
1 flaconcino di Urocin 10 mg contiene:
10 mg di mitomicina
1 flaconcino di Urocin 20 mg contiene:
20 mg di mitomicina
1 flaconcino di Urocin 40 mg contiene:
40 mg di mitomicina
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Urocin è utilizzato negli adulti.
Uso endovescicale per la profilassi delle recidive nel carcinoma della vescica urinaria non invasivo dopo resezione transuretrale.
La mitomicina è impiegata nella terapia oncologica palliativa.
Somministrata per via endovenosa in monoterapia o nella chemioterapia citostatica combinata, la mitomicina è efficace nei seguenti tumori:
•Carcinoma bronchiale non a piccole cellule
•Carcinoma di colon e retto in stadio avanzato
•Carcinoma epatocellulare in stadio avanzato
•Carcinoma dello stomaco in stadio avanzato
•Carcinoma mammario in stadio avanzato e/o metastatico
•Carcinoma esofageo in stadio avanzato
•Carcinoma pancreatico in stadio avanzato
•Carcinoma della cervice in stadio avanzato
•Tumore della testa e del collo in stadio avanzato
Posologia/Impiego
La mitomicina deve essere usata solo da medici esperti in questa terapia, se strettamente indicato e con monitoraggio costante dei parametri ematologici.
L'iniezione deve essere effettuata tassativamente per via endovenosa. L'iniezione perivascolare dà luogo a necrosi estese nell'area interessata.
Posologia
Salvo diversamente prescritto, la mitomicina viene dosata come segue:
Uso endovescicale
Esistono molteplici regimi di terapia endovescicale per la mitomicina; che differiscono in termini di dose utilizzata, frequenza delle instillazioni e durata della terapia.
Salvo diversamente prescritto, la mitomicina deve essere instillata nella vescica a un dosaggio di 20-40 mg una volta a settimana. Possono anche essere utilizzati regimi terapeutici con instillazioni ogni 2 settimane, una volta al mese o ogni 3 mesi.
La decisione su quale sia il regime migliore possibile, con frequenza di somministrazione e durata della terapia ottimali, deve essere presa dal medico in base alla situazione del singolo paziente.
Uso endovenoso
Nella monochemioterapia citostatica, la mitomicina è generalmente somministrata come iniezione endovenosa in bolo. A seconda dello schema di trattamento, la dose raccomandata è pari a 10-20 mg/m2 di BSA ogni 6-8 settimane, 8-12 mg/m2 di BSA ogni 3-4 settimane o 5-10 mg/m2 di BSA ogni 1-6 settimane.
Un dosaggio superiore a 20 mg/m2 aumenta gli effetti tossici, ma non apporta benefici terapeutici. La dose cumulativa massima di mitomicina non deve superare i 60 mg/m2.
Nella chemioterapia combinata, il dosaggio è notevolmente inferiore. A causa del rischio di mielotossicità additiva, i protocolli terapeutici testati non devono essere disattesi senza una ragione specifica.
Particolari gruppi di pazienti
La dose deve essere ridotta nei pazienti precedentemente sottoposti a trattamento citostatico estensivo, in presenza di soppressione midollare e nei pazienti anziani.
Non sono disponibili dati sufficienti provenienti da studi clinici sull'utilizzo della mitomicina in pazienti di età ≥65 anni.
Il medicamento non deve essere usato in pazienti con funzionalità renale compromessa (cfr. la rubrica «Controindicazioni»).
Il medicamento non è raccomandato in pazienti con funzionalità epatica compromessa in ragione della mancanza di dati di efficacia e sicurezza in questo gruppo di pazienti.
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l'efficacia dell'uso di mitomicina nei bambini e negli adolescenti non sono dimostrate.
Non sono disponibili dati.
Modo di somministrazione
Urocin è destinato all'iniezione o infusione endovenosa o all'instillazione endovescicale dopo dissoluzione della polvere.
Preparazione della soluzione endovescicale
Urocin 10 mg
Per la preparazione di una soluzione endovescicale, il contenuto di 1 flaconcino di Urocin 10 mg, equivalente a 10 mg di mitomicina, viene disciolto in 10 ml di una soluzione isotonica di sodio cloruro allo 0,9%.
Urocin 20 mg
Per la preparazione di una soluzione endovescicale, il contenuto di 1 flaconcino di Urocin 20 mg, equivalente a 20 mg di mitomicina, viene disciolto in 20 ml di una soluzione isotonica di sodio cloruro allo 0,9%.
Urocin 40 mg
Per la preparazione di una soluzione endovescicale, il contenuto di 1 flaconcino di Urocin 40 mg, equivalente a 40 mg di mitomicina, viene disciolto in 40 ml di una soluzione isotonica di sodio cloruro allo 0,9%.
La soluzione pronta all'uso non deve contenere più di 1 mg di mitomicina per ml.
Si raccomanda di utilizzare questo medicamento al suo pH ottimale (pH urinario >6) e di mantenere la concentrazione di mitomicina riducendo l'assunzione di liquidi prima, durante e dopo l'instillazione. La vescica deve essere svuotata con un catetere prima dell'instillazione. La mitomicina deve essere somministrata in vescica a bassa pressione mediante un catetere. La durata della singola instillazione deve essere di 1-2 ore. Durante questo periodo, la soluzione deve rimanere sufficientemente a contatto con l'intera superficie della mucosa vescicale. Pertanto, si deve far sì che il paziente cambi posizione il più possibile. Dopo 2 ore, il paziente deve espellere la soluzione instillata, preferibilmente da seduto.
Preparazione della soluzione endovenosa
Urocin 10 mg
Per la preparazione della soluzione madre (0,5 mg di mitomicina/ml), il contenuto di un flaconcino viene disciolto in 20 ml di acqua per preparazioni iniettabili, agitando.
Urocin 20 mg
Per la preparazione della soluzione madre (0,5 mg di mitomicina/ml), il contenuto di un flaconcino viene disciolto in 40 ml di acqua per preparazioni iniettabili, agitando.
Urocin 40 mg
Per la preparazione della soluzione madre (0,5 mg di mitomicina/ml), il contenuto di un flaconcino viene disciolto in 80 ml di acqua per preparazioni iniettabili, agitando.
Il contenuto del flaconcino deve disciogliersi completamente entro 5 minuti.
Per la preparazione della soluzione per infusione, la soluzione madre può essere diluita con soluzione isotonica di sodio cloruro.
La soluzione pronta all'uso non deve contenere più di 0,5 mg di mitomicina per ml.
Controindicazioni
•Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie
•Allattamento
•Gravidanza
Terapia endovesciale
•Presenza di una perforazione della parete vescicale
•Cistite
Terapia sistemica
Controindicazioni assolute:
•Pancitopenia o leuco/trombocitopenia isolata
•Diatesi emorragica
•Infezioni acute
Controindicazioni relative:
•Disturbi restrittivi od ostruttivi della ventilazione polmonare
•Disturbi della funzionalità renale
•Disturbi della funzionalità epatica
•Scarse condizioni generali
•Radioterapia o altra terapia citostatica concomitante
Avvertenze e misure precauzionali
Avvertenze e misure precauzionali per l'uso endovescicale ed endovenoso
La mitomicina è una sostanza mutagena e potenzialmente cancerogena nell'uomo. Evitare il contatto con la cute e con le mucose.
A causa degli effetti tossici della mitomicina sul midollo osseo, eventuali altre modalità di terapia mielotossica (in particolare altri citostatici, radiazioni) devono essere somministrate con particolare cautela per limitare una mielosoppressione additiva.
La terapia combinata può dar luogo a tossicità midollare additiva. Il ciclo successivo deve essere somministrato solo dopo la normalizzazione dei parametri ematologici. Se necessario, aggiustare il dosaggio di mitomicina.
Nadir dopo la dose precedente (cellule/mm³) | Dose in percentuale della dose precedentemente somministrata | |||
Leucociti | Trombociti | |||
>3'000 2'000-2'999 <2'000 | >75'000 25'000-75'000 <25'000 | 100% 70% 50% | ||
Una terapia prolungata può causare tossicità midollare cumulativa.
La terapia sistemica è regolarmente associata a soppressione midollare, con leucopenia e prevalentemente trombocitopenia, che può manifestarsi solo tardivamente, con picco dopo 4-6 settimane, e accumularsi a seguito di un uso prolungato. Pertanto, è necessario un adeguamento della dose su base individuale.
La soppressione midollare può essere associata a infezioni potenzialmente fatali o sepsi con esito potenzialmente letale.
I pazienti anziani presentano più frequentemente funzioni fisiologiche ridotte e depressione anche prolungata del midollo osseo. Pertanto, in questo gruppo di pazienti, la mitomicina deve essere somministrata con particolare cautela e sotto stretto monitoraggio delle condizioni del singolo paziente.
È richiesta particolare cautela in caso di insorgenza o aggravamento di malattie infettive e in presenza di tendenza al sanguinamento.
In caso di sintomi polmonari non riconducibili alla malattia di base, la terapia deve essere immediatamente interrotta.
La tossicità polmonare è generalmente ben trattabile con steroidi.
La terapia deve essere interrotta immediatamente anche in presenza di sintomi di emolisi o di segni suggestivi di un disturbo della funzionalità renale (nefrotossicità). L'insorgenza di sindrome emolitica uremica (SEU: insufficienza renale irreversibile, anemia emolitica microangiopatica [sindrome MAHA] e trombocitopenia) ha solitamente esito fatale.
A dosi endovenose >30 mg di mitomicina/m2 di area di superficie corporea è stata osservata anemia emolitica microangiopatica (MAHA) e a dosi cumulative >60 mg di mitomicina/m² è stata osservata una sindrome emolitico-uremica (SEU) con anemia emolitica, trombocitopenia, febbre, disturbi della funzionalità renale e, occasionalmente, sintomi neurologici.
Si raccomanda uno stretto monitoraggio della funzionalità renale. Finora non sono stati riportati casi di MAHA dopo l'uso endovescicale di mitomicina.
Nuovi risultati suggeriscono che potrebbe essere indicato un tentativo terapeutico mediante immunoassorbimento con colonne di proteina stafilococcica A per la rimozione di immunocomplessi che svolgono un ruolo significativo nella genesi dei sintomi.
Il trattamento con mitomicina può indurre mielosoppressione e, di conseguenza, trombocitopenia. In pazienti che fanno uso di medicamenti anticoagulanti è necessario un attento monitoraggio della conta piastrinica al fine di evitare gravi trombocitopenie. La mitomicina non deve essere somministrata se la conta piastrinica è <100'000mm³.
Nei pazienti con ridotta immunocompetenza, come avviene ad es. durante il trattamento con mitomicina, l'immunizzazione con vaccini vivi (ad es. vaccino contro la febbre gialla) aumenta il rischio di infezioni e di altre reazioni avverse, come ad es. vaccinia gangrenosa e vaccinia generalizzata. Pertanto, durante il trattamento non devono essere effettuate immunizzazioni con vaccini vivi. I vaccini vivi devono essere somministrati con cautela al termine della chemioterapia e comunque non prima di 3 mesi dopo l'ultima dose di chemioterapia (cfr. la rubrica «Interazioni»).
Avvertenze e misure precauzionali per l'uso endovescicale
È raccomandato il lavaggio delle mani e dell'area genitale dopo la minzione. Ciò vale in particolare per le prime minzioni dopo la somministrazione di mitomicina.
Sintomi di stravaso dopo l'uso endovescicale di mitomicina possono manifestarsi subito dopo l'applicazione o solo settimane o mesi più tardi. Può non essere chiaro se lo stravaso sia dovuto a una perforazione passata inosservata, a una tunica muscolare troppo sottile o a un errore nella somministrazione del medicamento.
I primi sintomi sono dolori nella regione pelvica o addominale che non rispondono a una semplice analgesia. Nella maggior parte dei casi, è stata osservata necrosi del tessuto (adiposo) nell'area circostante dovuta allo stravaso. Sono stati inoltre riportati la perforazione della vescica e sviluppo di una fistola e/o di un ascesso (cfr. la rubrica «Effetti indesiderati»).
Pertanto, per evitare gravi conseguenze, il medico deve considerare l'eventualità di uno stravaso nei pazienti che lamentano dolori pelvici o addominali.
Avvertenze e misure precauzionali per l'uso endovenoso
L'iniezione deve essere effettuata tassativamente per via endovenosa. L'iniezione perivascolare dà luogo a necrosi estese nell'area interessata.
Per evitare le necrosi, osservare le seguenti raccomandazioni:
•Effettuare sempre l'iniezione nelle grandi vene delle braccia.
•Non effettuare l'iniezione direttamente nella vena, ma piuttosto nel tubo di un'infusione in corso ben funzionante.
•Dopo somministrazione venosa centrale, prima di rimuovere la cannula lavarla per alcuni minuti con la soluzione per infusione per eliminare qualsiasi residuo di mitomicina.
Se si verifica uno stravaso, si raccomanda l'applicazione locale di dimetilsolfossido (DMSO 99%) e l'uso di ghiaccio secco. Consultare tempestivamente (entro 72 ore) un chirurgo (plastico).
In pazienti trattati in concomitanza con altri principi attivi antineoplastici è stata riportata l'insorgenza di leucemia acuta (in alcuni casi dopo una fase preleucemica) e sindrome mielodisplastica.
Misure di sicurezza ed esami di controllo raccomandati in caso di somministrazione endovenosa:
Prima dell'inizio della terapia:
•emocromo completo
•prove di funzionalità polmonare se vi è il sospetto di un disturbo della funzionalità polmonare preesistente
•esame della funzionalità renale per escludere un'insufficienza renale
•esame della funzionalità epatica per escludere un'insufficienza epatica
Durante la terapia:
•controllo regolare dell'emocromo
•stretto monitoraggio della funzionalità renale
Per le misure precauzionali da adottare nella manipolazione di Urocin, cfr. la rubrica «Altre indicazioni».
Interazioni
Chemioterapici e radioterapia
Sono possibili interazioni mielotossiche con altre modalità di terapia tossiche per il midollo osseo (in particolare trattamento con altri citostatici o radiazioni).
La mitomicina può potenziare la cardiotossicità della doxorubicina.
La combinazione con alcaloidi della vinca o bleomicina può potenziare la tossicità polmonare della mitomicina.
In pazienti trattati in concomitanza con mitomicina e 5-fluorouracile o tamoxifene per via endovenosa è stato riportato un aumento del rischio di sindrome emolitico-uremica.
Vitamine
Negli studi sugli animali, la somministrazione concomitante di piridossina cloridrato (vitamina B6) ha portato alla perdita di effetto della mitomicina.
Vaccini
Durante il trattamento con mitomicina non devono essere effettuate immunizzazioni con vaccini vivi, poiché questi possono essere associati a un aumento del rischio di infezioni.
Si prega di considerare che queste indicazioni possono valere anche per medicamenti usati di recente.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Non sono disponibili dati sufficienti sull'utilizzo della mitomicina in gravidanza.
Negli studi sugli animali è stata riscontrata una tossicità per la riproduzione (cfr. la rubrica «Dati preclinici»).
La mitomicina ha un effetto mutageno, teratogeno e cancerogeno e può pertanto compromettere lo sviluppo dell'embrione. Le donne non devono iniziare una gravidanza durante il trattamento con mitomicina. Se si instaura una gravidanza durante il trattamento, deve essere offerta una consulenza genetica.
Allattamento
È stato dimostrato che la mitomicina è escreta nel latte materno.
Dati i comprovati effetti mutageni, teratogeni e cancerogeni, la mitomicina non deve essere somministrata durante l'allattamento. Pertanto, Urocin è controindicato durante l'allattamento (cfr. la rubrica «Controindicazioni»).
Fertilità
Le pazienti in età fertile devono adottare misure contraccettive durante la chemioterapia e fino a 6 mesi dopo la sua interruzione oppure praticare l'astinenza sessuale.
La mitomicina ha un effetto genotossico. Agli uomini in trattamento con mitomicina si raccomanda pertanto di non procreare durante il trattamento e per i 6 mesi successivi e di chiedere consiglio sulla conservazione dello sperma prima di iniziare la terapia, data la possibilità di un'infertilità irreversibile causata dalla terapia con mitomicina.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Anche quando usato conformemente alle indicazioni, Urocin può causare nausea e vomito e alterare la capacità di reazione in misura tale da compromettere la capacità di partecipare attivamente alla circolazione stradale o di utilizzare macchine. Ciò vale in particolare in associazione all'alcool.
Effetti indesiderati
Riassunto del profilo di sicurezza
Gli effetti indesiderati più comuni della mitomicina somministrata per via sistemica sono sintomi gastrointestinali quali nausea, vomito e soppressione midollare, con leucopenia e prevalentemente trombocitopenia.
Cfr. tabella 1.
La soppressione midollare colpisce fino al 65% dei pazienti.
È da prevedersi che una percentuale di pazienti fino al 10% svilupperà una grave tossicità d'organo sotto forma di polmonite interstiziale o nefrotossicità. La nefrotossicità della mitomicina può portare a disturbi della funzionalità renale (aumento della creatinina sierica, glomerulopatia) con decorso rapidamente o cronicamente progressivo.
La mitomicina è potenzialmente epatotossica.
Elenco degli effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:
«molto comune» (≥1/10)
«comune» (≥1/100, <1/10)
«non comune» (≥1/1'000, <1/100)
«raro» (≥1/10'000, <1/1'000)
«molto raro» (<1/10'000)
Tabella 1
Patologie del sistema emolinfopoietico | Molto comune Soppressione del midollo osseo, leucopenia, trombocitopenia Raro Anemia emolitica, microangiopatia trombotica (TMA), incl. porpora trombotica trombocitopenica (PTT) Non nota Anemia |
Infezioni ed infestazioni | Raro Infezione potenzialmente fatale, sepsi Non nota Infezione |
Disturbi del sistema immunitario | Molto raro Grave reazione allergica |
Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Non comune Anoressia |
Patologie cardiache | Raro Insufficienza cardiaca dopo precedente terapia con antracicline |
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Comune Polmonite interstiziale, dispnea, tosse, respiro affannoso Raro Ipertensione polmonare, malattia veno-occlusiva polmonare (PVOD) |
Patologie gastrointestinali | Molto comune Nausea, vomito Non comune Mucosite, stomatite, diarrea |
Patologie epatobiliari | Raro Disturbo della funzionalità epatica, aumento delle transaminasi, ittero, malattia veno-occlusiva epatica (VOD) |
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Comune Esantemi, eruzione cutanea allergica, dermatite da contatto, eritrodisestesia palmo-plantare (PPE) Non comune Alopecia Raro Esantemi generalizzati |
Patologie renali e urinarie | Comune Disturbo della funzionalità renale, creatinina sierica aumentata, glomerulopatia, nefrotossicità Raro Sindrome emolitico-uremica (SEU, frequentemente con esito letale), anemia emolitica microangiopatica (sindrome MAHA) |
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Comune In caso di stravaso: cellulite, necrosi tissutali Non comune Febbre |
Effetti indesiderati durante la terapia endovescicale
Gli effetti collaterali possono essere causati dalla soluzione per instillazione endovescicale o manifestarsi a seguito di un intervento di resezione profonda.
Con l'uso endovescicale di mitomicina, gli effetti collaterali più comuni sono reazioni cutanee allergiche sotto forma di esantemi locali (ad es. dermatite da contatto, anche sotto forma di eritemi palmo-plantari) e cistite.
Cfr. Tabella 2.
Tabella 2
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Comune Prurito, eruzione cutanea allergica, dermatite da contatto, eritrodisestesia palmo-plantare (PPE) Raro Esantema generalizzato |
Patologie renali e urinarie | Comune Cistite (eventualmente emorragica), disuria, nicturia, pollachiuria, ematuria, irritazione locale della parete vescicale Molto raro Cistite necrotizzante, cistite allergica (eosinofila), stenosi delle vie urinarie, capacità vescicale ridotta, calcificazione della parete vescicale, fibrosi della parete vescicale, perforazione della parete vescicale Non nota In caso di stravaso: Perforazione della vescica, necrosi del tessuto (adiposo) nell'area circostante, fistole vescicali, ascessi |
Descrizione di specifici effetti indesiderati e informazioni supplementari
Il trattamento della cistite è sintomatico e prevede il ricorso a misure antinfiammatorie e analgesiche locali. Nella maggior parte dei casi, la terapia con mitomicina può essere proseguita, eventualmente riducendo la dose.
In singoli casi è stata descritta una cistite allergica (eosinofila) che ha imposto l'interruzione della terapia.
Nella terapia endovescicale, solo una piccola quantità di mitomicina entra nella circolazione sistemica. Tuttavia, in casi molto rari sono stati riportati i seguenti effetti collaterali sistemici.
Cfr. Tabella 3.
Tabella 3
Patologie del sistema emolinfopoietico | Molto raro Leucocitopenia, trombocitopenia |
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Molto raro Malattia polmonare interstiziale |
Patologie gastrointestinali | Molto raro Nausea, vomito, diarrea |
Patologie epatobiliari | Molto raro Transaminasi aumentate |
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Molto raro Alopecia |
Patologie renali e urinarie | Molto raro Disturbi della funzionalità renale |
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Molto raro Febbre |
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
In caso di sovradosaggio è da prevedersi una grave mielotossicità fino alla mieloftisi, che si manifesta completamente solo dopo circa 2 settimane.
Il periodo al raggiungimento del valore più basso dei leucociti può estendersi fino a 4 settimane.
Il solo sospetto di un sovradosaggio richiede pertanto controlli ematologici prolungati da effettuare ad intervalli ravvicinati. Tuttavia, finora non sono stati riportati casi un posologia eccessiva con l'uso endovescicale di mitomicina.
Trattamento
Poiché non sono disponibili antidoti efficaci, è necessaria la massima cautela nella somministrazione di questo medicamento.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
L01DC03
Farmacodinamica/meccanismo d'azione
L'antibiotico mitomicina è un citostatico del gruppo degli agenti alchilanti.
La mitomicina è un antibiotico con effetto antineoplastico isolato da Streptomyces caespitosus. È presente in forma inattiva. L'attivazione in agente alchilante trifunzionale è rapida sia nel siero a pH fisiologico in presenza di NADPH sia a livello intracellulare nella quasi totalità delle cellule del corpo ad eccezione del cervello, poiché la mitomicina non attraversa la barriera ematoencefalica. I 3 radicali alchilanti derivano tutti da un gruppo chinonico, uno aziridinico e uno uretanico.
Il meccanismo d'azione dipende prevalentemente dall'alchilazione del DNA (e in misura minore dell'RNA), con corrispondente inibizione della sintesi del DNA. L'entità del danno al DNA correla con l'effetto clinico ed è minore nelle cellule resistenti rispetto a quelle sensibili. Come con altri agenti alchilanti, le cellule proliferanti sono danneggiate in misura maggiore rispetto a quelle in fase di riposo (G0) del ciclo cellulare. Vi è inoltre il rilascio di radicali liberi perossidici, soprattutto con l'uso di dosi elevate, che danno luogo a rotture del DNA. Il rilascio di radicali perossidici è associato al pattern di effetti collaterali organo-specifico.
Farmacocinetica
Assorbimento
Nella terapia endovescicale, la mitomicina è assorbita solo in quantità trascurabile. Tuttavia, un effetto sistemico non può essere completamente escluso.
Dopo somministrazione endovenosa di 10-20 mg/m2 di mitomicina, sono stati misurati livelli plasmatici massimi pari a 0,4-3,2 μg/ml.
Distribuzione
Nessuna indicazione
Metabolismo
La sede principale del metabolismo e dell'eliminazione è il fegato. Di conseguenza, concentrazioni elevate di mitomicina sono state rilevate nella cistifellea.
Eliminazione
L'emivita biologica è breve ed è pari a 40-50 minuti. Il livello sierico scende in modo biesponenziale, dapprima precipitosamente nei primi 45 minuti e poi più lentamente.
Dopo ca. 3 ore, i livelli sierici sono generalmente al di sotto del limite di rilevabilità.
L'escrezione renale riveste un ruolo secondario nell'eliminazione.
Dati preclinici
Farmacologia di sicurezza
Negli studi sugli animali, la mitomicina ha un effetto tossico su tutti i tessuti proliferanti, in particolare sulle cellule del midollo osseo e su quelle della mucosa del tratto gastrointestinale.
Genotossicità
Al test di AMES senza attivazione metabolica, la mitomicina non ha alcun effetto sul ceppo TA100 di Salmonella typhimurium, ma il principio attivo induce mutazioni inverse all'esame del ceppo hisG46/pKM101, con evidenze di marcatori di riparazione per escissione.
Cellule midollari e spleniche di topi e criceti cinesi trattati con mitomicina (0,5-6,0 mg/kg PC, i.p.) sono state analizzate per il numero di scambi di cromatidi fratelli (SCE) in condizioni in vitro e in vivo. I risultati mostrano SCE dose-dipendenti a seconda della specie, del tessuto e delle condizioni sperimentali utilizzati.
Somministrata a un dosaggio di 1,25 mg/kg PC nel sangue di feti di topo di 16 giorni di età, la mitomicina induce solo un terzo dell'effetto osservato nel midollo osseo materno, mentre a un dosaggio più alto (4,75 mg/kg PC) la comparsa di micronuclei in eritrociti policromatici nei due organi bersaglio era grosso modo paragonabile.
In colture di leucociti periferici umani, dopo 24 ore di incubazione la mitomicina (concentrazione finale 5,0 µg/ml) inibisce la mitosi e induce rotture e scambi di filamenti cromosomici non casuali, particolarmente frequenti nella regione centromerica dei cromosomi 1, 9 e 19.
Cancerogenicità
A un dosaggio pari a circa dieci volte quello terapeutico, dopo la somministrazione endovenosa sono stati osservati tumori maligni, nella maggior parte dei casi sarcomi, in diversi modelli di topo e di ratto. Per contro, non sono stati descritti effetti cancerogeni dopo somministrazione sottocutanea in diversi ceppi di topo.
Tossicità per la riproduzione
In un modello di topo (curly tail), la mitomicina influisce, in modo dose-dipendente e bifasico, ma nel senso di un effetto protettivo, sull'incidenza di spina bifida a seconda del giorno di somministrazione (7-9). In topi ICR maschi, la mitomicina influisce sulla spermiogenesi, dando luogo ad effetti teratogeni.
Altri dati
La mitomicina causa gravi necrosi in caso di iniezione perivenosa o di stravaso nel tessuto circostante.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Il medicamento può essere somministrato soltanto in combinazione con i medicamenti riportati sotto «Indicazioni per la manipolazione».
Incompatibile con sostanze fortemente acide o alcaline.
La mitomicina è compatibile con soluzioni isotoniche di sodio cloruro.
Il pH ottimale della soluzione madre di mitomicina pronta all'uso in acqua per preparazioni iniettabili è di 7,0.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità della soluzione madre e della preparazione pronta all'uso:
Per ragioni microbiologiche, la soluzione madre e la preparazione pronta all'uso dovrebbero essere utilizzate immediatamente.
Se la soluzione madre o la soluzione pronta all'uso non vengono utilizzate immediatamente, la durata e le condizioni di conservazione sono di responsabilità dell'utilizzatore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Urocin 10 mg:
Conservare nella confezione originale. Non conservare a temperature superiori a 30°C.
Urocin 20 mg / 40 mg:
Conservare nella confezione originale. Non conservare a temperature superiori a 25°C.
Conservare il sistema di somministrazione e il catetere nella confezione originale a una temperatura di 5-25°C.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Utilizzare solo soluzioni limpide.
Il contenuto del flaconcino è solo monouso.
La soluzione non utilizzata deve essere eliminata.
Urocin non deve essere utilizzato in siringhe per miscelazione.
Eventuali altre soluzioni iniettabili o soluzioni per infusione devono essere somministrate separatamente.
Non inalare la polvere ed evitare il contatto con la cute e le mucose quando si manipola la mitomicina (indossare i guanti!). La preparazione deve essere effettuata da personale addestrato.
Il personale in gravidanza deve astenersi dalla manipolazione di citostatici.
Le parti del corpo contaminate devono essere pulite immediatamente e accuratamente con acqua e sapone.
Non utilizzare creme per le mani, perché possono favorire la penetrazione del medicamento nell'epidermide.
In caso di contatto con gli occhi, risciacquare più volte l'occhio interessato con soluzione fisiologica. L'occhio deve essere monitorato per diversi giorni per segni di danni alla cornea. Se necessario, deve essere istituito un trattamento adeguato.
L'iniezione deve essere effettuata tassativamente per via endovenosa.
Una tecnica di iniezione corretta è importante per evitare necrosi e desquamazioni, che si verificano sempre in caso di stravaso di mitomicina dal vaso sanguigno al tessuto circostante. Pertanto, l'iniezione deve essere effettuata possibilmente solo nei grandi vasi (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Le necrosi possono manifestarsi anche tardivamente e lontano dalla sede in cui è stata praticata l'iniezione. Per le contromisure da adottare in caso in stravaso, cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali».
Una descrizione dettagliata dell'uso per instillazione endovescicale è riportata in calce alla presente informazione professionale.
Numero dell'omologazione
68400 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Regulix GmbH, Berna
Stato dell'informazione
Medicamento estero di confronto: gennaio 2020
Con integrazioni rilevanti per la sicurezza da parte di Swissmedic: aprile 2022
GUIDA PER L'USO DEL SISTEMA DI SOMMINISTRAZIONE PER INSTILLAZIONE ENDOVESCICALE
La soluzione di sodio cloruro allo 0,9% e il catetere del sistema di somministrazione sono idonei unicamente all'instillazione endovescicale e sono solo monouso. Una volta utilizzati, possono essere smaltiti nell'apposita sacca fornita in dotazione insieme al flaconcino vuoto.
Attenersi alle norme per lo smaltimento degli agenti citostatici.
I dispositivi non devono essere utilizzati oltre le date di scadenza su di essi riportate.
Esempio di ricostituzione e instillazione endovescicale con Urocin 40 mg
Il contenuto di un flaconcino di Urocin può essere ricostituito con una soluzione isotonica di sodio cloruro allo 0,9% utilizzando il sistema di somministrazione fornito in dotazione.
1.Aprire l'imballaggio di alluminio in corrispondenza dello strappo ed estrarre la confezione sterile di soluzione di sodio cloruro allo 0,9%.
2.Strappare la confezione sterile trasparente in alto a metà ed estrarre il sistema di somministrazione con la soluzione di sodio cloruro allo 0,9%.
3.Chiudere le clip bianche sui due lati premendo sulla scanalatura.
4.Posizionare il flacone di Urocin su una superficie solida, rimuovere il tappo blu e inserire verticalmente il perforatore del sistema di somministrazione nel tappo in gomma del flacone. Infine, fissare il morsetto del sistema di somministrazione sotto il bordo di alluminio del flacone di Urocin (si sentirà un clic).
5.Rompere la chiusura pieghevole rossa in corrispondenza del punto di rottura piegandola avanti e indietro, aprire la clip bianca dal lato del flacone spingendo indietro il bordo inferiore della clip e trasferire tutta la soluzione di sodio cloruro nel flacone di Urocin premendo la sacca. Agitare delicatamente per qualche secondo per ottenere una soluzione blu trasparente.
Capovolgere il sistema di somministrazione in modo che il flacone di Urocin risulti a testa in giù.
6.Trasferire tutta la soluzione di mitomicina di nuovo nella sacca e chiudere la clip bianca dal lato del flacone di Urocin.
7.Piegare la punta del tappo di protezione sterile blu dal lato dell'attacco del catetere per aprirlo. Quindi, rimuovere il cappuccio blu.
8.Collegare il sistema di somministrazione al catetere compatibile posizionato nell'uretra (raccordo conico).
9.Aprire la clip bianca dal lato dell'attacco del catetere e instillare tutta la soluzione di mitomicina nella vescica attraverso il catetere, premendo la sacca. Smaltire la sacca, ancora premuta, e l'intero sistema di somministrazione insieme al catetere nell'apposita sacca richiudibile fornita in dotazione, nel rispetto delle norme per lo smaltimento degli agenti citostatici.
30703 — 05/06/2025