HCI Compendium
Schermo non supportato

L'applicazione non è ancora ottimizzata per il vostro schermo. Vi preghiamo di utilizzare un dispositivo con uno schermo più grande.

Indietro

IDEFIRIX subst sèche 11 mg

iQone Healthcare Switzerland SA

Informazione professionale approvata da Swissmedic

▼ Questo medicamento è soggetto a monitoraggio addizionale. Ciò consente una rapida identificazione delle nuove conoscenze in materia di sicurezza. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare un nuovo o serio effetto collaterale sospetto. Per indicazioni a proposito della segnalazione di effetti collaterali, cfr. la rubrica «Effetti indesiderati». Idefirix è omologato temporaneamente, cfr. la rubrica «Proprietà/Effetti».

IDEFIRIX®

iQone Healthcare Switzerland SA

Idefirix 11 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione

Composizione

Principi attivi

Imlifidase*

* prodotto nelle cellule di Escherichia coli mediante tecnologia del DNA ricombinante.

Sostanze ausiliarie

Mannitolo, polisorbato 80 (0.6 mg), trometamolo, isodio edetato diidrato (che corrisponde a 0,004 mg di sodio), acido cloridrico (per la regolazione del pH).

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Polvere per concentrato per soluzione per infusione (polvere per concentrato).

Ogni flaconcino contiene 11 mg di imlifidase prodotto nelle cellule di Escherichia coli mediante tecnologia del DNA ricombinante.

Dopo la ricostituzione, 1 mL di soluzione contiene 10 mg di imlifidase.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Idefirix può essere utilizzato prima di un trapianto renale per l'inattivazione rapida e temporanea dell'immunoglobulina G (IgG) in pazienti adulti con un crossmatch positivo contro un trapianto di donatore deceduto disponibile. L'uso di Idefirix deve essere limitato ai pazienti con una bassa probabilità di essere trapiantati nell'ambito dell'attuale sistema di assegnazione dei trapianti renali, comprese le priorità e/o i programmi per i pazienti altamente sensibilizzati.

Posologia/Impiego

Il trattamento deve essere prescritto e supervisionato da medici specialisti esperti nella gestione della terapia immunosoppressiva e dei pazienti sensibilizzati che necessitano di un trapianto renale.

Imlifidase deve essere utilizzato esclusivamente in ambiente ospedaliero.

Al fine di garantire la tracciabilità dei medicamenti di produzione biotecnologica, il nome commerciale e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere documentati a ogni trattamento.

Posologia

La dose si basa sul peso corporeo (kg) del paziente. La dose raccomandata è di 0,25 mg/kg in un'unica somministrazione preferibilmente nell'arco delle 24 ore antecedenti al trapianto.

Dopo il trattamento con imlifidase, la conversione del crossmatch da positivo a negativo deve essere confermata prima del trapianto (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Deve essere somministrata una premedicazione con corticosteroidi e antistaminici per ridurre il rischio di reazioni correlate all'infusione, secondo le procedure dei centri trapianti.

Poiché le infezioni delle vie respiratorie sono le infezioni più comuni nei pazienti con ipogammaglobulinemia, si deve aggiungere allo standard di cura, per 4 settimane, una profilassi antibiotica orale contro gli agenti patogeni delle vie respiratorie (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

I pazienti trattati con imlifidase devono inoltre ricevere agenti di deplezione delle cellule T con o senza agenti di deplezione delle cellule B, come previsto dallo standard di cura (cfr. la rubrica «Farmacodinamica»), cioè imlifidase non elimina la necessità della terapia immunosoppressiva standard.

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

La sicurezza e l'efficacia di imlifidase in pazienti con insufficienza epatica moderata o severa non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Pazienti anziani

I dati sull'uso in pazienti di età superiore ai 65 anni sono limitati, ma non vi sono prove che suggeriscano la necessità di un aggiustamento della dose in questi pazienti.

Bambini e adolescenti

La sicurezza e l'efficacia di imlifidase nei bambini e negli adolescenti non sono dimostrate.

Modo di somministrazione

Rigorosamente per via endovenosa dopo la ricostituzione e la diluizione. L'intera soluzione per infusione, completamente diluita, deve essere somministrata nell'arco di 15 minuti mediante un set di infusione e un filtro sterile, in linea, apirogeno e a basso legame proteico (dimensione dei pori di 0,2 μm). Dopo la somministrazione, si raccomanda di pulire il catetere endovenoso con una soluzione iniettabile per assicurare la somministrazione della dose completa. Non conservare eventuali parti non usate della soluzione per infusione ai fini del riutilizzo.

Controindicazioni

  • Ipersensibilità al principio attivo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie menzionate nella rubrica «Composizione».
  • Seria infezione in corso.
  • Porpora trombotica trombocitopenica (PTT). I pazienti con questa malattia del sangue possono essere a maggior rischio di sviluppare malattia da siero.

Avvertenze e misure precauzionali

Reazioni correlate all'infusione

Negli studi clinici sono state segnalate reazioni correlate all'infusione con la somministrazione di imlifidase (cfr. la rubrica «Effetti indesiderati»). In presenza di serie reazioni allergiche o anafilattiche, la la somministrazione di imlifidase deve essere sospesa immediatamente e deve essere iniziata una terapia adeguata. È possibile gestire reazioni correlate all'infusione lievi o moderate che si verificano durante il trattamento con imlifidase interrompendo temporaneamente l'infusione e/o somministrando medicamenti, quali antistaminici, antipiretici e corticosteroidi. Dopo l'attenuazione dei sintomi è possibile ricominciare l'infusione interrotta.

Infezione e profilassi infettiva

Per il trapianto di rene, le infezioni serie in corso di qualsiasi origine (batterica, virale o fungina) sono considerate come controindicazione e le infezioni croniche come quelle da HBV o HIV devono essere opportunamente controllate. Occorre considerare la riduzione temporanea delle IgG per effetto di imlifidase. Le infezioni più comuni nei pazienti con ipogammaglobulinemia sono le infezioni delle vie respiratorie. Pertanto, oltre alla profilassi infettiva standard nei trapianti di rene in generale (contro Pneumocystis carinii, citomegalovirus e candida orale), tutti i pazienti devono anche sottoporsi, per 4 settimane, a una profilassi antibiotica orale contro gli agenti patogeni delle vie respiratorie. Qualora un paziente, per qualsiasi motivo, non dovesse sottoporsi al trapianto dopo il trattamento con imlifidase, la profilassi antibiotica orale contro gli agenti patogeni delle vie respiratorie deve essere somministrata comunque per 4 settimane.

L'uso di imlifidase insieme a terapie di deplezione delle cellule T con o senza terapie di deplezione delle cellule B della memoria può aumentare il rischio di riattivazione di vaccini vivi attenuati e/o di tubercolosi latente.

Vaccinazioni

A causa dei ridotti livelli di IgG dopo il trattamento con imlifidase, esiste il rischio di una riduzione temporanea della protezione vaccinale per le 4 settimane successive al trattamento.

Rigetto anticorpo-mediato (antibody‑mediated rejection, AMR)

L'AMR può verificarsi a seguito dell'effetto rebound degli anticorpi specifici del donatore (donorspecific antibodies, DSA). I pazienti con livelli molto elevati di DSA prima del trapianto hanno maggiori probabilità di manifestare un AMR precoce che richiede un intervento. La maggior parte dei pazienti partecipanti agli studi clinici ha subito un effetto rebound dei DSA, che ha raggiunto un picco tra 7 e 21 giorni dopo il trattamento con imlifidase, e circa il 30 % dei pazienti ha manifestato un AMR. Tutti i pazienti che hanno presentato un AMR negli studi clinici sono stati trattati con successo con lo standard di cura. La ricomparsa di DSA e l'aumento del rischio di AMR in pazienti altamente sensibilizzati richiedono una precedente esperienza del medico nella gestione dei pazienti sensibilizzati, le risorse e la capacità di diagnosticare e trattare un AMR acuta secondo la pratica clinica standard. Il trattamento dei pazienti deve includere un attento monitoraggio degli anticorpi anti‑HLA (antigene leucocitario umano) e della creatinina sierica o plasmatica e la pronta esecuzione di biopsie in caso di sospetto di AMR.

Pazienti con crossmatch positivo di microlinfocitotossicità (MCT) su cellule T

L'esperienza in pazienti con crossmatch LCT positivo alle cellule T prima della terapia con imlifidasi è molto limitata (cfr. la rubrica «Farmacodinamica»).

Immunogenicità

La potenziale influenza degli anticorpi anti‑imlifidase (anticorpi anti-farmaco / antidrug antibodies, ADA) sull'efficacia e sulla sicurezza di una seconda dose di imlifidase somministrata entro 24 ore dalla prima dovrebbe essere trascurabile, poiché la produzione di ADA in risposta alla prima dose non ha ancora iniziato a svilupparsi.

Conferma della conversione del crossmatch

Ogni ospedale deve seguire il proprio protocollo standard per la conferma della conversione del crossmatch da positivo a negativo. Se si utilizza un crossmatch in microlinfocitotossicità (LCT XM), occorre prendere in considerazione quanto segue per evitare risultati falsi positivi dopo il trattatamento con imlifidase: è necessario inattivare le IgM per poter valutare in modo specifico la capacità citotossica delle IgG e deve essere evitato il ricorso a una fase di uso della globulina antiumana (antihuman globulin, AHG). In caso contrario, deve essere confermato che le AHG sono dirette contro il frammento Fc e non contro il frammento Fab dell'IgG. L'uso di AHG, dirette contro il frammento Fab, non consentirà la lettura corretta di un LCT XM in un paziente trattato con imlifidase.

Medicamenti a base di anticorpi

Imlifidase è una proteasi a cisteina che scinde specificamente le IgG. Di conseguenza, i medicamenti a base di IgG possono essere inattivati se somministrati in concomitanza con imlifidase. I medicamenti a base di anticorpi scissi da imlifidase comprendono, tra gli altri, basiliximab, rituximab, alemtuzumab, adalimumab, denosumab, belatacept, etanercept, immunoglobuline di coniglio anti‑timociti (rATG) umani e immunoglobuline endovenose (IVIg) umane (cfr. la rubrica «Interazioni») per gli intervalli di tempo raccomandati tra la somministrazione di imlifidase e i medicamenti a base di anticorpi).

Le IVIg possono contenere anticorpi neutralizzanti contro imlifidase, che possono inattivarlo qualora le IVIg vengano somministrate prima (cfr. la rubrica «Interazioni»).

Informazioni sugli eccipienti

Idefirix contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente «senza sodio».

Idefirix contiene 0.5 mg di polisorbato 80 in ogni mL. I polisorbati possono causare reazioni allergiche.

Interazioni

Imlifidase scinde in particolare le IgG; la specificità di specie determina la degradazione di tutte le sottoclassi di IgG umane e di coniglio. Di conseguenza, i medicamenti a base di IgG umane o di coniglio possono essere inattivati se somministrati in concomitanza con imlifidase. I medicamenti a base di anticorpi scissi da imlifidase comprendono, tra gli altri, basiliximab, rituximab, alemtuzumab, adalimumab, denosumab, belatacept, etanercept, rATG e IVIg.

Imlifidase non degrada le immunoglobuline equine anti‑timociti umani e non è necessario alcun intervallo di tempo tra una somministrazione e l'altra. Eculizumab non viene scisso da imlifidase alla dose raccomandata.

Tabella 1 Intervalli di tempo raccomandati per la somministrazione di medicamenti a base di anticorpi a seguito della somministrazione di imlifidase

Medicamento

Intervallo di tempo raccomandato a seguito della somministrazione di 0,25 mg/kg di imlifidase

Immunoglobulina equine anti‑timociti umani, eculizumab

nessun intervallo di tempo necessario (la somministrazione può essere concomitante con quella di imlifidase)

immunoglobuline endovenose (IVIg)

12 ore

alemtuzumab, adalimumab, basiliximab, denosumab, etanercept, rituximab

4 giorni

globuline di coniglio anti‑timociti (rATG) umani, belatacept

1 settimana

Inoltre, l'IVIg può contenere anticorpi neutralizzanti contro imlifidase, che possono inattivarlo qualora l'IVIg venga somministrata prima. Occorre prendere in considerazione l'emivita dell'IVIg (3‑4 settimane) prima della somministrazione di imlifidase a pazienti trattati con IVIg. Negli studi clinici l'IVIg non è stata somministrata nelle 4 settimane antecedenti l'infusione di imlifidase.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Non sono disponibili dati relativi all'uso di imlifidase in donne incinte, perché la gravidanza rappresenta una controindicazione al trapianto di rene.

Gli studi sui conigli non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di imlifidase per quanto riguarda lo sviluppo embrio-fetale (cfr. la rubrica «Dati preclinici»).

A scopo precauzionale, è preferibile evitare l'uso di Idefirix durante la gravidanza.

Allattamento

Non è noto se imlifidase sia escreto nel latte materno. Il rischio per i bambini allattati al seno non può essere escluso.

L'allattamento deve essere interrotto prima dell'esposizione a Idefirix.

Fertilità

Non sono stati condotti studi specifici sulla fertilità e sullo sviluppo postnatale (cfr. la rubrica «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non applicabile.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Negli studi clinici, gli effetti indesiderati seri più comuni sono stati: infezione polmonare (5,6 %) e sepsi (3,7 %). Gli effetti indesiderati più comuni sono stati: infezioni (16,7 %) (tra cui infezione polmonare (5,6 %), infezione delle vie urinarie (5,6 %) e sepsi (3,7 %), dolore al sito di infusione (3,7 %), reazioni correlate all'infusione (3,7 %), aumento dei livelli di alanina aminotransferasi (3,7 %), aumento dei livelli di aspartato aminotransferasi (3,7 %), mialgia (3,7 %), cefalea (3,7 %) e rossore (3,7 %).

Elenco degli effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati descritti in questo paragrafo sono stati individuati negli studi clinici (N = 54).

Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:

«molto comune» (≥1/10)

«comune» (≥1/100, <1/10)

«non comune» (≥1/1000, <1/100)

«raro» (≥1/10 000, <1/1000)

«molto raro» (<1/10 000)

Tabella 2 Effetti indesiderati

Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA

Effetto indesiderato/ Frequenza

 

Molto comune

Comune

Infezioni ed infestazioni

Infezione batterica e virale

Infezione dell'addome

Infezione da adenovirus

Infezione in sede del catetere

Infezione

Influenza

Infezione da parvovirus

Infezione polmonare

Infezione della ferita post-operatoria

Sepsi

Infezione delle vie respiratorie superiori

Infezione delle vie urinarie

Infezione di ferita

Patologie del sistema emolinfopoietico

 

Anemia

Disturbi del sistema immunitario

 

Rigetto del trapianto

Patologie del sistema nervoso

 

Capogiro posturale

Cefalea

Patologie dell'occhio

 

Emorragia della sclera

Compromissione della visione

Patologie cardiache

 

Tachicardia sinusale

Patologie vascolari

 

Rossore

Ipertensione

Ipotensione

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

 

Dispnea

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

 

Eruzione cutanea

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

 

Mialgia

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

 

Sensazione di caldo

Dolore in sede di infusione

Esami diagnostici

 

Alanina aminotransferasi (ALT) aumentata

Aspartato aminotransferasi (AST) aumentata

Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura

 

Reazioni correlate all'infusione

Descrizione di specifici effetti indesiderati e informazioni supplementari

Infezioni

Negli studi clinici, il 16,7 % dei pazienti ha manifestato un'infezione: nove infezioni sono state serie e valutate come correlate a imlifidase, di cui 5 sono comparse nell'arco di 30 giorni dal trattamento con imlifidase. Otto delle 9 infezioni serie correlate hanno avuto una durata inferiore a 30 giorni. L'incidenza e l'andamento (incluso l'agente infettivo) di infezioni severe o serie non sono risultati diversi da quelli osservati nei pazienti sottoposti a trapianto di rene in generale (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Reazioni correlate all'infusione

Reazioni correlate all'infusione, tra cui dispnea e rossore, sono state segnalate nel 5,6 % dei pazienti; una reazione ha portato all'interruzione dell'infusione di imlifidase e alla mancata esecuzione del trapianto. Ad eccezione di un evento di eruzione cutanea lieve, tutte le reazioni correlate all'infusione sono comparse il giorno dell'infusione di imlifidase e si sono risolte nell'arco di 90 minuti (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Mialgia

Mialgia è stata segnalata per 2 pazienti (3,7 %) degli studi clinici. Uno dei pazienti ha presentato una mialgia severa senza che si riscontrassero danni muscolari.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Non sono disponibili esperienze con dosi superiori a quelle raccomandate.

Trattamento

In caso di posologia eccessiva, il paziente deve essere monitorato attentamente e trattato in modo sintomatico.

Non esiste un antidoto specifico, ma la deplezione delle IgG può essere ripristinata grazie alla somministrazione di IVIg.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

L04AA41

Categoria farmacoterapeutica: immunosoppressori, immunosoppressori selettivi

Meccanismo d'azione

Imlifidase è una proteasi a cisteina derivata dall'enzima di degradazione delle immunoglobuline G (IgG) dello Streptococcus pyogenes che scinde le catene pesanti di tutte le sottoclassi di IgG umane ma non di altre immunoglobuline. La scissione delle IgG porta all'eliminazione delle funzioni effettrici Fc‑dipendenti, tra cui la citotossicità complemento‑dipendente (complementdependent cytotoxicity, CDC) e la citotossicità cellulo‑mediata anticorpo‑dipendente (antibodydependent cellmediated cytotoxicity, ADCC). Scindendo tutte le IgG, imlifidase riduce il livello di DSA, consentendo così il trapianto.

Farmacodinamica

Studi clinici hanno dimostrato che le IgG sono state scisse nell'arco di poche ore dalla somministrazione di 0,25 mg/kg di imlifidase. Non è stato osservato alcun incremento precoce delle IgG plasmatiche dovuto al reflusso di IgG non scisse dal compartimento extravascolare, il che indica che imlifidase non scinde solo le IgG plasmatiche ma tutti i tipi di IgG, comprese le IgG extravascolari. La ricomparsa di IgG endogene avviene 1‑2 settimane dopo la somministrazione di imlifidase e continua nelle settimane successive.

Va notato che i metodi di turbidimetria e nefelometria, comunemente usati negli ospedali per le misurazioni delle IgG totali, non fanno una distinzione tra i diversi frammenti di IgG generati a seguito del trattamento con imlifidase e, dunque, non possono essere utilizzati per valutare l'effetto del trattamento.

Efficacia clinica

Tre studi clinici in aperto, a braccio singolo, della durata di 6 mesi, hanno valutato il regime posologico, l'efficacia e la sicurezza di imlifidase come trattamento pre‑trapianto al fine di ridurre le IgG specifiche del donatore e consentire ai candidati al trapianto altamente sensibilizzati di risultare idonei al trapianto di rene. Sono stati sottoposti a trapianto 46 pazienti di età compresa tra 20 e 73 anni, tutti con diagnosi di insufficienza renale terminale (IRT) e in dialisi, 21 (46 %) donne e 25 (54 %) uomini. Tutti i pazienti erano sensibilizzati e 41 (89 %) erano altamente sensibilizzati (cPRA ≥80 %), di cui 33 (72 %) con cPRA ≥95 %. Tutti i pazienti positivi al crossmatch prima del trattamento con imlifidase sono stati convertiti in negativi nell'arco di 24 ore. La modellazione farmacocinetica/farmacodinamica ha mostrato che, dopo 2 ore dalla somministrazione di 0,25 mg/kg di imlifidase, un test di crossmatch diviene probabilmente negativo nel 96 % dei pazienti, e dopo 6 ore, in almeno il 99,5 % dei pazienti. Tutti i 46 pazienti erano vivi dopo 6 mesi, con un tasso di sopravvivenza del trapiantato renale del 93 %. La funzione renale è stata riportata all'intervallo previsto per i pazienti sottoposti a trapianto di rene e il 90 % dei pazienti presentava una velocità di filtrazione glomerulare (eGFR) stimata di > 30 mL/min/1,73 m2 a 6 mesi.

Lo studio 03 ha valutato la sicurezza e l'efficacia di imlifidase a diversi regimi posologici prima del trapianto di rene in pazienti con IRT. Dieci pazienti sono stati trattati con una dose singola di 0,25 (n = 5) o 0,5 (n = 5) mg/kg di imlifidase e sottoposti a trapianto.

Prima del trattamento con imlifidase 7 pazienti erano DSA‑positivi e 6 pazienti presentavano un crossmatch positivo. I DSA sono stati ridotti in tutti i 7 pazienti e tutti i crossmatch positivi sono stati convertiti in negativi dopo il trattamento. Tutti e 10 i pazienti sono stati sottoposti a trapianto con successo e avevano un rene funzionante a 6 mesi. Otto dei 10 pazienti presentavano una eGFR > 30 mL/min/1,73 m2. I pazienti hanno ricevuto un trattamento immunosoppressivo che comprendendeva corticosteroidi, inibitori della calcineurina, micofenolato mofetile e IVIg. Tre pazienti hanno manifestato AMR durante lo studio, ma nessuno ha determinato la perdita del trapianto.

Lo studio 04 ha valutato l'efficacia e la sicurezza di imlifidase in pazienti altamente sensibilizzati. È stato condotto su 17 pazienti trattati con una dose singola di 0,24 mg/kg. Prima del trattamento con imlifidase, 15 (88 %) pazienti erano DSA‑positivi e 14 (82 %) pazienti presentavano un crossmatch positivo. In tutti i pazienti i DSA sono scesi a livelli accettabili per il trapianto e tutti i pazienti sono stati sottoposti a trapianto nell'arco di poche ore dal trattamento con imlifidase. A 6 mesi, 16 dei 17 pazienti avevano un rene funzionante e 15 (94 %) pazienti avevano una eGFR > 30 mL/min/1,73 m2. Due pazienti hanno manifestato AMR ma senza perdita del trapianto. I pazienti hanno ricevuto un trattamento immunosoppressivo comprendente corticosteroidi, inibitori della calcineurina, micofenolato mofetile, alemtuzumab e IVIg.

Lo studio 06 ha valutato l'efficacia e la sicurezza di imlifidase nella rimozione dei DSA e nella conversione di un crossmatch positivo in negativo in pazienti altamente sensibilizzati, consentendo pertanto il trapianto. Tutti i pazienti dello studio erano in lista d'attesa per il trapianto di rene e presentavano un crossmatch positivo contro il relativo donatore disponibile prima dell'inclusione nello studio (tra cui 2 pazienti con un test di crossmatch positivo in microlinfocitotossicità contro le cellule T confermato). La dose completa di 0,25 mg/kg di imlifidase è stata somministrata a 18 pazienti, 3 dei quali hanno ricevuto 2 dosi a distanza di 12‑13 ore l'una dall'altra, portando alla scissione delle IgG e alla conversione di un crossmatch positivo in negativo in tutti i pazienti. Il crossmatch del 57 % dei pazienti analizzati è stato convertito nell'arco di 2 ore e quello dell'82 % nell'arco di 6 ore. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a trapianto con successo e 16 (89 %) avevano un rene funzionante dopo 6 mesi (tra cui i 2 pazienti con un test di crossmatch positivo in LCT contro le cellule T confermato). Quindici (94 %) pazienti presentavano una eGFR > 30 mL/min/1,73 m2. I pazienti hanno ricevuto un trattamento immunosoppressivo comprendente corticosteroidi, inibitori della calcineurina, micofenolato mofetile, rituximab, IVIg e alemtuzumab o immunoglobuline equine anti‑timociti umani. Sette pazienti hanno manifestato un AMR attivo e un altro paziente ha manifestato un AMR in forma subclinica, ma in nessun caso con la perdita del trapianto.

Il follow-up a lungo termine degli studi 02, 03, 04 e 06, su 46 pazienti trapiantati, ha mostrato che a 5 anni dal trapianto, la sopravvivenza complessiva dell'organo (death-censored) è stata dell'85% (IC al 95% [70-93]) e la sopravvivenza del paziente è stata del 92% (IC al 95% [77-97]).

A 5 anni dal trapianto, 25 (83,3%) dei 30 pazienti, con valutazione eGFR, avevano un valore di eGFR ≥30 mL/min/1,73 m2.

Pazienti anziani

Negli studi clinici, a tre pazienti di età pari o superiore a 65 anni è stato somministrato imlifidase prima del trapianto di rene. I risultati relativi alla sicurezza e all'efficacia per questi pazienti erano coerenti con quelli della popolazione complessiva dello studio, secondo la valutazione basata sulla sopravvivenza del paziente e del trapianto, sulla funzione renale e sul rigetto acuto.

Omologazione temporanea

A causa dell'incompletezza dei dati clinici in sede di valutazione della domanda di omologazione, il medicamento «IDEFIRIX» viene omologato in via temporanea (art. 9a LATer). L'omologazione temporanea è obbligatoriamente vincolata alla soddisfazione tempestiva delle modifiche. Una volta soddisfatte le condizioni previste nei tempi stabiliti, l'omologazione temporanea può essere trasformata in omologazione definitiva.

Farmacocinetica

Assorbimento

La farmacocinetica di imlifidase è risultata paragonabile nei volontari sani e nei pazienti con IRT. L'esposizione a imlifidase è aumentata proporzionalmente dopo una singola infusione endovenosa della durata di 15 minuti di 0,12‑0,50 mg/kg di peso corporeo.

Distribuzione

La concentrazione massima (Cmax) di imlifidase è stata osservata alla fine o subito dopo la fine dell'infusione, con una media di 5,8 (4,2‑8,9) µg/mL in seguito a una dose di 0,25 mg/kg.

Metabolismo

Considerato che imlifidase è una proteina, non sono stati condotti studi di metabolismo.

Eliminazione

L'eliminazione di imlifidase è stata caratterizzata da una fase iniziale di distribuzione con un'emivita media di 1,8 (0,6‑3,6) ore e da una fase di eliminazione più lenta con un'emivita media di 89 (60‑238) ore. La clearance (CL) media è stata di 1,8 (0,6‑7,9) mL/h/kg e il volume di distribuzione (Vz) è stato di 0,20 (0,06‑0,55) L/kg durante la fase di eliminazione.

Dati preclinici

I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l'uomo sulla base degli studi di tossicità a dosi ripetute su conigli e cani e di uno studio sullo sviluppo embrio‑fetale su conigli. A causa del rapido ed esteso sviluppo di anticorpi anti‑imlifidase e della tossicità associata alle somministrazioni ripetute, non è stato possibile eseguire uno studio sulla fertilità e sullo sviluppo embrionale precoce. Negli studi di tossicità a dosi ripetute non è stata osservata alcuna tossicità per gli organi riproduttivi, ma il potenziale effetto di imlifidase sugli organi riproduttivi maschili e femminili non è stato completamente affrontato. Non sono stati condotti studi sulla tossicità pre o postnatale. Non sono stati effettuati studi di genotossicità in quanto il principio attivo è una proteina ed è improbabile che interagisca direttamente con il DNA o altro materiale cromosomico.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Il medicamento può essere somministrato soltanto in combinazione con i medicamenti riportati sotto «Indicazioni per la manipolazione.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Flaconcino integro

18 mesi

Dopo la ricostituzione

La soluzione ricostituita deve essere trasferita immediatamente dal flaconcino alla sacca per infusione.

Dopo la diluizione

La stabilità chimica e fisica dopo la ricostituzione e la diluizione è stata dimostrata per 24 ore a una temperatura compresa tra 2 e 8°C incluse 4 ore a una temperatura di 25°C durante questo periodo di 24 ore.

Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente, a meno che il metodo di ricostituzione e diluizione precluda il rischio di contaminazione microbica.

In caso contrario, l'utilizzatore è responsabile delle condizioni di conservazione La soluzione deve essere conservata al riparo dalla luce.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare in frigorifero (2-8°C).

Non congelare.

Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.

Indicazioni per la manipolazione

Ricostituzione della polvere

Inserire 1,2 mL di acqua sterile per preparazioni iniettabili nel flaconcino di Idefirix, avendo cura di direzionare l'acqua verso la parete di vetro e non verso la polvere.

Agitare delicatamente il flaconcino per almeno 30 secondi al fine di sciogliere completamente la polvere. Non scuotere, in modo da ridurre al minimo la possibilità di formazione di schiuma. A questo punto il flaconcino contiene imlifidase 10 mg/mL ed è possibile aspirare fino a 1,1 mL di soluzione.

La soluzione ricostituita deve essere limpida a leggermente opalescente e incolore o leggermente gialla. In caso di alterazione del colore o presenza di particelle, non utilizzare la soluzione. Si raccomanda di trasferire immediatamente la soluzione ricostituita dal flaconcino alla sacca per infusione.

Preparazione della soluzione per infusione

Aggiungere lentamente la giusta quantità di soluzione di imlifidase ricostituita in una sacca per infusione contenente 50 mL di soluzione per infusione di cloruro di sodio 9 mg/mL (0,9 %). Capovolgere più volte la sacca per infusione in modo da miscelare accuratamente la soluzione. La sacca per infusione deve essere sempre tenuta al riparo dalla luce. Deve essere utilizzato un set per infusione con filtro sterile, in linea, apirogeno, a basso legame proteico (dimensioni dei pori di 0,2 μm). Per ulteriori informazioni sulla somministrazione, cfr. la rubrica «Posologia/impiego».

Prima dell'uso, la soluzione per infusione deve essere ispezionata visivamente per escludere la presenza di particolato o alterazione del colore. Eliminare la soluzione nel caso si osservi la presenza di particolato o l'alterazione del colore.

Smaltimento

Il medicamento non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicamento devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Numero dell'omologazione

68373 (Swissmedic)

Titolare dell’omologazione

iQone Healthcare Switzerland SA

1290 Versoix

Stato dell'informazione

Giogno 2025

Confezioni

Flaconcino in vetro di tipo I con tappo in gomma bromobutilica, cappuccio in alluminio e disco in plastica rimovibile, contenente 11 mg di polvere per concentrato per soluzione per infusione.
Confezioni da 1 flaconcino oppure da 2 flaconcini.

3090409/10/2025