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BUDESONID Mepha caps ret 3 mg (ec 05/26)

Mepha Pharma AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Budesonid-Mepha

Mepha Pharma AG

Composizione

Principi attivi

Budesonide.

Eccipienti

1 capsula contiene:

Zucchero sfere (contenenti 276 mg di saccarosio e amido di mais), acido metacrilico - metile metacrilato copolimero (1:1), acido metacrilico - metile metacrilato copolimero (1:2), ammonio metacrilato copolimero (tipo B), ammonio metacrilato copolimero (tipo A), trietilcitrato, talco, macrogol e alcool polivinilico copolimero innestato, glicerolo monocaprilocaprato, alcool polivinilico, titanio diossido (E171), gelatina, eritrosina (E127), blu brillante (E133), giallo chinolina (E104), sodio laurilsolfato (equivalente a 0,005 mg di sodio per capsula).

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Capsule rigide a rilascio modificato di 3 mg di budesonide.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

  1. Induzione della remissione in pazienti affetti da malattia di Crohn di grado lieve o moderato a carico del tratto terminale dell'ileo e/o del colon ascendente
  1. Colite collagena

Posologia/Impiego

Posologia abituale

Malattia di Crohn

Adulti: 1 volta al giorno 3 capsule al mattino, oppure 3 volte al giorno 1 capsula (mattina, mezzogiorno, sera) circa ½ ora prima dei pasti, se è più comodo per il paziente.

Colite collagena

Adulti: la dose giornaliera raccomandata è di 3 capsule 1 volta al giorno al mattino circa ½ ora prima di colazione.

Bambini e adolescenti (tutte le indicazioni)

Budesonid-Mepha non va somministrato ai bambini, a causa dell'insufficiente esperienza in questo gruppo d'età.

Durata della terapia

La durata della terapia è generalmente di 8 settimane. Budesonid-Mepha non deve essere sospeso bruscamente, bensì ridotto gradualmente. Nel corso della prima settimana il dosaggio va ridotto a due capsule al giorno, una la mattina e una la sera. Nella seconda settimana va assunta una sola capsula al mattino. Successivamente, il trattamento può essere interrotto.

Modo di somministrazione

La capsula va assunta prima dei pasti e va ingerita intera con un'abbondante quantità di liquido (per es. un bicchiere d'acqua).

Controindicazioni

Budesonid-Mepha non va usato in pazienti con:

ipersensibilità alla budesonide o a qualsiasi altro componente del prodotto; grave disturbo della funzionalità epatica; cirrosi epatica.

Avvertenze e misure precauzionali

È richiesta cautela in caso di tubercolosi latente o con risposta positiva alla tubercolina, in quanto in questi pazienti può verificarsi una riattivazione della malattia durante la terapia con glucocorticoidi; questi pazienti devono essere sottoposti a profilassi tubercolostatica con steroidi a lungo termine.

Il trattamento con Budesonid-Mepha può determinare livelli di steroidi sistemici inferiori rispetto alla terapia convenzionale con glucocorticoidi somministrati per via orale. Il passaggio da altre terapie con steroidi può causare sintomi correlati al cambiamento dei livelli di steroidi sistemici. È richiesta cautela nei pazienti affetti da ipertensione arteriosa, diabete mellito, osteoporosi, ulcera gastro-intestinale, glaucoma, cataratta, storia familiare di diabete o di glaucoma o altre condizioni in cui i glucocorticoidi possono avere effetti collaterali.

Possono manifestarsi effetti sistemici degli steroidi, in particolare in caso di prescrizione a dosi elevate e per periodi prolungati (cfr. capitolo «Effetti indesiderati»).

La terapia con questo medicamento non risulta utile per il trattamento di pazienti affetti da malattia di Crohn a carico del tratto gastrointestinale superiore.

È improbabile che i sintomi extraintestinali che coinvolgono per esempio la cute, gli occhi o le articolazioni rispondano al medicamento a causa dell'azione di tipo locale del principio attivo.

Infezioni

La soppressione della risposta infiammatoria e della funzione immunitaria aumenta la suscettibilità alle infezioni e la loro gravità. Il rischio del peggioramento di infezioni batteriche, micotiche e virali durante il trattamento con glucocorticoidi deve essere accuratamente considerato. Le manifestazioni cliniche sono spesso atipiche e gravi infezioni quali setticemia e tubercolosi possono restare nascoste e, quindi, raggiungere uno stadio avanzato prima di essere riconosciute.

Varicella

La varicella richiede un'attenzione particolare perché questa malattia, che normalmente si annovera tra quelle innocue, può rivelarsi fatale per i pazienti immunosoppressi. I pazienti senza una storia definita di varicella vanno avvertiti di evitare lo stretto contatto personale con la varicella e l'herpes zoster e consultare urgentemente il medico in caso di esposizione. Se il paziente è un bambino, i genitori devono essere avvertiti di questa precauzione. In caso di pazienti non immuni esposti cui vengono somministrati glucocorticoidi sistemici o che li hanno assunti nei 3 mesi precedenti, è necessaria un'immunizzazione passiva con immunoglobulina per varicella zoster (VZIG) entro 10 giorni dall'esposizione al virus. Se viene confermata una diagnosi di varicella, la malattia richiede la cura di specialisti e un trattamento urgente. La somministrazione di glucocorticoidi non va interrotta e sarà eventualmente necessario un incremento della dose.

Morbillo

I pazienti trattati con Budesonid-Mepha e con immunità compromessa che sono venuti in contatto con il morbillo devono ricevere normali immunoglobuline il più presto possibile dopo l'esposizione.

Vaccini

I vaccini vivi non vanno somministrati a pazienti con risposta immunologica compromessa. La risposta anticorpale ad altri vaccini può risultare ridotta.

I glucocorticoidi possono causare la soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene e ridurre la risposta allo stress.

Nel caso in cui i pazienti siano soggetti ad interventi chirurgici o ad altri tipi di stress, si raccomanda un trattamento supplementare con glucocorticosteroidi sistemici.

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Sulla base dell'esperienza con i pazienti all'ultimo stadio di cirrosi biliare primaria (PBC), in tutti i pazienti con funzione epatica gravemente compromessa ci si deve aspettare una maggiore disponibilità sistemica di budesonide.

Tuttavia, nei pazienti con malattia epatica senza cirrosi epatica, la budesonide in una dose giornaliera per via orale di 9 mg si è rivelata sicura e ben tollerata. Pertanto, una raccomandazione speciale sulla dose per i pazienti con malattie epatiche senza cirrosi epatica o con una funzione epatica solo leggermente compromessa non è necessaria.

Va evitato il trattamento concomitante con ketoconazolo o altri inibitori di CYP3A4 (cfr. capitolo «Interazioni»).

Disturbi della vista

L'utilizzo sistemico e topico di glucocorticoidi può causare disturbi visivi. Se un paziente presenta sintomi come visione offuscata o altri disturbi della vista, è necessario prendere in considerazione la possibilità di indirizzare il paziente ad un oculista per la valutazione delle possibili cause, che possono includere cataratta, glaucoma, o condizioni rare come la corioretinopatia sierica centrale (CSC) che sono state segnalate dopo l'uso di glucocorticoidi sistemici o topici.

Amebiasi

I glucocorticoidi possono attivare un'amebiasi latente. Pertanto, si raccomanda di accertare che non sia presente una amebiasi latente o attiva prima di iniziare una terapia con glucocorticoidi in pazienti che siano stati ai tropici o in pazienti che presentano diarrea di eziologia ignota.

Salicilati

È richiesta cautela in caso di trattamento concomitante prolungato con salicilati a causa dell'aumentato rischio di ulcerazione gastrointestinale e di emorragie fino ad arrivare alla perforazione. Pertanto, qualsiasi riduzione della dose del glucocorticoide deve essere valutata con cautela a causa del rischio di avvelenamento da salicilati.

Budesonid-Mepha contiene saccarosio

I pazienti con una rara intolleranza ereditaria al fruttosio/galattosio, malassorbimento di glucosio-galattosio o insufficienza di sucrasi-isomaltasi non dovrebbero assumere questo medicamento.

Budesonid-Mepha contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per ogni capsula, quindi è pressoché «privo di sodio».

Interazioni

Interazioni farmacocinetiche

Inibitori del citocromo P450, CYP3A4

Il trattamento concomitante con gli inibitori di CYP3A, compresi i prodotti contenenti cobicistat, comporta un aumentato rischio di effetti collaterali sistemici. La combinazione andrebbe evitata a meno che i benefici non superino il rischio aumentato di effetti collaterali sistemici dei corticosteroidi, nel qual caso i pazienti dovrebbero essere monitorati per gli effetti collaterali sistemici dei corticosteroidi.

La somministrazione di ketoconazolo 200 mg 1 volta al giorno per via orale aumenta le concentrazioni plasmatiche di budesonide (dose singola da 3 mg) all'incirca di 6 volte. Un aumento delle concentrazioni di circa 3 volte è stato rilevato in caso di somministrazione di ketoconazolo 12 ore dopo budesonide. Non disponendo di dati sufficienti per fornire raccomandazioni sulla dose, questa combinazione andrebbe evitata. È probabile che anche altri potenti inibitori di CYP3A4 (come il ritonavir, l'itraconazolo e la claritromicina) determinino un marcato aumento delle concentrazioni plasmatiche di budesonide. Va inoltre evitata la contemporanea assunzione di succo di pompelmo.

Induttori di CYP3A4

I composti quali carbamazepina e rifampicina possono ridurre l'esposizione sistemica ma anche quella locale di budesonide nella mucosa dell'intestino. È possibile che sia necessario un aggiustamento della dose di budesonide.

Substrati di CYP3A4

Le sostanze che vengono metabolizzate da CYP3A4 possono competere con budesonide. Ciò può causare un incremento della concentrazione di budesonide nel plasma se la sostanza in competizione ha una maggiore affinità con CYP3A4. D'altra parte, budesonide può legarsi più strettamente a CYP3A4 e in tal caso la sostanza in competizione può aumentare nel plasma ed è possibile che sia necessario un aggiustamento/una riduzione della dose di questa sostanza.

Elevate concentrazioni plasmatiche ed accresciuti effetti dei glucocorticoidi sono stati rilevati in pazienti di sesso femminile che assumevano estrogeni o contraccettivi orali. Questo effetto non è stato osservato con contraccettivi orali a dosi ridotte.

In combinazione con budesonide, la cimetidina in dosi raccomandate ha un lieve ma non significativo effetto sulla farmacocinetica di budesonide.

L'omeprazolo non ha alcun effetto sulla farmacocinetica di budesonide.

Sostanze leganti gli steroidi

Teoricamente non è possibile escludere potenziali interazioni con resine sintetiche leganti gli steroidi quali la colestiramina e gli antiacidi. Se somministrati contemporaneamente a Budesonid-Mepha, tali interazioni possono causare una riduzione dell'effetto della budesonide. Per tale ragione questi composti non vanno assunti contemporaneamente, bensì a distanza di almeno 2 ore.

Derivati della cumarina

L'effetto anticoagulante può essere indebolito.

Farmaci antinfiammatori non steroidei/antireumatici

Il rischio di emorragie gastrointestinali e di ulcere può essere aumentato.

Altre interazioni

Poiché la funzione della corteccia surrenale può essere soppressa dal trattamento con budesonide, un test di stimolazione con corticotropina (ACTH) per la diagnosi di insufficienza surrenalica può dare risultati errati (valori bassi).

Interazioni farmacodinamiche

Glicosidi cardiaci

L'azione dei glicosidi può essere potenziata dalla carenza di potassio

Diuretici saluretici

Può aumentare l'escrezione di potassio.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Sono disponibili solo dati limitati sull'esito della gravidanza con l'utilizzo di budesonide somministrato per via orale negli esseri umani. Anche se dai dati sull'utilizzo inalatorio di budesonide rilevati presso un gran numero di gestanti esposte non sono emersi effetti indesiderati, la concentrazione plasmatica massima di budesonide durante il trattamento con Budesonid-Mepha è probabilmente superiore rispetto a quella dopo l'inalazione di budesonide. Gli studi sugli animali, hanno mostrato che budesonide, al pari di altri glucocorticoidi, causava alterazioni dello sviluppo fetale (cfr. capitolo «Dati preclinici»). Non è stata stabilita la rilevanza di tale dato per gli esseri umani.

Va evitata la somministrazione nel corso della gravidanza, a meno che non vi siano ragioni che esigono la terapia con Budesonid-Mepha.

Allattamento

Budesonide passa nel latte materno (sono disponibili dati sull'escrezione dopo l'utilizzo inalatorio).

Pertanto, non si dovrebbe allattare al seno durante il trattamento con Budesonid-Mepha, a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario.

Fertilità

Non sono disponibili dati sugli effetti di budesonide sulla fertilità nell'uomo. Gli studi sugli animali non hanno mostrato alcun effetto sulla fertilità dopo la somministrazione di budesonide (cfr. capitolo «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono noti effetti.

Effetti indesiderati

Le frequenze sono definite come segue

«molto comune» (≥1/10); «comune» (≥1/100, <1/10); «non comune» (≥1/1000, <1/100); «raro» (≥1/10'000, <1/1000); «molto raro» (<1/10'000).

Disturbi del sistema immunitario

Comune: Aumento del rischio di infezioni.

Non comune: Un'esacerbazione o la ricomparsa di manifestazioni extraintestinali (che colpiscono in particolare cute ed articolazioni) può manifestarsi nei pazienti in occasione del passaggio dai glucocorticosteroidi ad azione sistemica a Budesonid-Mepha ad azione locale.

Occasionalmente possono manifestarsi effetti collaterali tipici per i glucocorticosteroidi sistemici. Questi effetti collaterali dipendono dal dosaggio, dalla durata del trattamento, da trattamenti concomitanti oppure precedenti con altri glucocorticosteroidi e dalla sensibilità individuale.

Frequenza non nota: Reazioni di ipersensibilità come l'angioedema si sono verificate con altre forme di somministrazione di budesonide.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: Sindrome di Cushing: facies lunare, obesità del tronco, ridotta tolleranza al glucosio, diabete mellito, ritenzione di sodio con formazione di edema, aumento dell'escrezione di potassio, inattività o atrofia della corteccia surrenale, ritardo della crescita nei bambini, disturbi della secrezione di ormoni sessuali (es. amenorrea, irsutismo, impotenza).

Disturbi psichiatrici

Comune: Depressione, irritabilità, euforia.

Non comune: Iperattività psicomotoria, ansia.

Raro: Aggressività.

Patologie del sistema nervoso

Comune: Cefalea.

Molto raro: Pseudotumor cerebri (ipertensione intracranica benigna) compreso il papilloedema negli adolescenti.

Patologie dell'occhio

Raro: Glaucoma, cataratta, visione offuscata (cfr. capitolo «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie vascolari

Comune: Ipertensione arteriosa.

Molto raro: Aumento del rischio di trombosi, vasculite (sindrome da sospensione dopo una terapia a lungo termine).

Patologie gastrointestinali

Comune: Dispepsia, dolore addominale.

Non comune: Ulcera gastrica o duodenale.

Raro: Pancreatite.

Molto raro: Stitichezza.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: Esantema allergico, striae rubrae, petecchie, acne da steroidi, ritardo nella guarigione di ferite, dermatite da contatto.

Raro: Ecchimosi.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: Dolori muscolari e articolari, debolezza e contrazioni muscolari, osteoporosi.

Raro: Osteonecrosi.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto raro: Stanchezza, malessere.

Occasionalmente si possono presentare effetti collaterali tipici per i glucocorticosteroidi sistemici. Questi effetti collaterali dipendono dal dosaggio, dalla durata del trattamento, da trattamenti concomitanti o precedenti con altri glucocorticosteroidi e dalla sensibilità individuale.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante: consente una sorveglianza continua del rapporto rischio/beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Attualmente non sono noti casi di sovradosaggio.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

A07EA06

Meccanismo d'azione

L'esatto meccanismo d'azione di budesonide nel trattamento delle malattie infiammatorie intestinali non è noto. I dati forniti da studi farmacologici e da studi clinici controllati indicano che il meccanismo d'azione di budesonide è basato fondamentalmente su un'azione locale sulla mucosa dell'intestino.

Farmacodinamica

La budesonide è un glucocorticosteroide ad elevato effetto antinfiammatorio locale. A dosi clinicamente equivalenti ai glucocorticosteroidi ad azione sistemica, la budesonide causa una soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisario-surrene significativamente inferiore e presenta un impatto minore sui marcatori dell'infiammazione.

Budesonide presenta un'influenza dose-dipendente sui livelli plasmatici di cortisolo.

Efficacia clinica

In alcuni studi in aperto, ma soprattutto in studi in doppio cieco condotti su pazienti con malattia di Crohn attiva, è stata confrontata l'efficacia e la percentuale di effetti collaterali delle capsule contenenti 3 mg di budesonide rispetto al trattamento con glucocorticoidi sistemicamente attivi come terapia standard.

È stato condotto uno studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, volto all'individuazione della dose con capsule contenenti 3 mg di budesonide su un totale di 104 pazienti in 6 settimane. Le dosi giornaliere di budesonide erano di 6 mg, 9 mg e 18 mg. Lo studio ha dimostrato che una dose giornaliera di 9 mg di budesonide (3 volte 3 mg) ha consentito di ottenere una percentuale di remissione del 55% e una percentuale di reazioni avverse del 21% con il miglior rapporto rischio-beneficio nei pazienti con attività di malattia da lieve a moderata.

In un altro studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, le capsule contenenti 3 mg di budesonide sono state confrontate rispetto al trattamento con 6-metilprednisolone, su un totale di 67 pazienti con attività di malattia da lieve a moderata, per 8 settimane. La dose giornaliera era di 9 mg di budesonide (3 × 3 mg). La dose giornaliera iniziale di 6-metilprednisolone di 48 mg durante la prima settimana è stata progressivamente ridotta fino ad arrivare alla dose giornaliera di 8 mg nella settimana 8. Al termine dello studio, la percentuale di remissione per budesonide (56%) era inferiore a quella per 6-metilprednisolone (73%) mentre le reazioni avverse correlate agli steroidi erano a favore di budesonide, con 29% per budesonide e 70% per 6-metilprednisolone.

In un terzo studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, le capsule contenenti 3 mg di budesonide sono state confrontate rispetto al trattamento con prednisone su un totale di 201 pazienti con attività di malattia da lieve a moderata per 8 settimane. La dose giornaliera era di 9 mg di budesonide (3 ×3 mg), la dose giornaliera iniziale di prednisone era di 40 mg per 2 settimane, con successiva riduzione settimanale di 5 mg. Alla fine del periodo di trattamento, le percentuali di remissione (51% per budesonide; 52,5% per prednisone) erano equivalenti, mentre le reazioni avverse correlate agli steroidi erano per budesonide del 44% e del 66% per prednisone.

I migliori risultati con budesonide sono stati ottenuti nel gruppo di pazienti con attacchi da lievi a moderati della malattia di Crohn a carico del tratto terminale dell'ileo e/o del colon ascendente. Rispetto alle sostanze standard sistemicamente attive, tutti gli studi hanno mostrato un numero significativamente inferiore di effetti avversi legati agli steroidi con budesonide.

L'efficacia di una dose di 9 mg di budesonide somministrata 1 volta al giorno (9 mg OD) è stata confrontata rispetto al trattamento con 3 mg di budesonide 3 volte al giorno (3 mg TID) in uno studio randomizzato, in doppio cieco, doppio placebo, condotto in pazienti con malattia di Crohn da lieve a moderata (200< CDAI <400) all'ileo terminale e/o al colon ascendente.

L'endpoint primario è stato la proporzione di pazienti in remissione (CDAI <150) dopo 8 settimane.

In totale, 471 pazienti sono stati inclusi nello studio (full analysis set, FAS), di cui 439 sono stati inseriti nell'analisi «per protocollo» (PP). Non c'erano differenze rilevanti nelle caratteristiche basali dei due gruppi di trattamento. All'analisi confermatoria (PP), il 71,3% dei pazienti nel gruppo 9 mg OD ed il 75,1% dei pazienti nel gruppo 3 mg TID erano in remissione (p: 0,01975). È stata così dimostrata la non inferiorità di budesonide 9 mg in una singola dose giornaliera rispetto a 3 mg 3 volte al giorno.

Non è stato riportato nessun effetto avverso serio (SAE) correlato al medicamento.

Farmacocinetica

Assorbimento

I granuli gastroresistenti di budesonide hanno un periodo di latenza di 2–3 ore. In volontari sani, come pure in pazienti affetti da malattia di Crohn sono state rilevate massime concentrazioni plasmatiche medie di budesonide pari a 1–2 ng/ml dopo circa 5 ore dall'assunzione di 1 capsula di 3 mg di budesonide somministrato prima dei pasti. Il rilascio massimo avviene quindi nell'ileo terminale e nel cieco, la sede principale di infiammazione in caso di malattia di Crohn.

Nei pazienti con ileostomia il rilascio di budesonide dalle capsule è comparabile a quello nei soggetti sani o nei pazienti affetti da malattia di Crohn. È stato dimostrato che circa il 30–40% di budesonide rilasciato si trova ancora nella sacca di ileostomia, ad indicare che una quantità sostanziale di budesonide viene trasferita nel colon.

La contemporanea assunzione di cibo può ritardare di 2–3 ore il rilascio dei granuli dallo stomaco, prolungando il periodo di latenza a 4–6 ore, senza alterazione dei tassi di assorbimento.

Distribuzione

Il volume di distribuzione di budesonide è di circa 3 L/kg. Il legame alle proteine plasmatiche è pari in media all'85–90%.

Metabolismo

La budesonide viene metabolizzata molto rapidamente nel fegato (circa il 90%) e i due metaboliti maggiori, 6β‑idrossibudesonide e 16α‑idrossiprednisolone, hanno un'attività glucocorticosteroidea pari a meno dell'1% di quella della budesonide.

Eliminazione

L'emivita di eliminazione media è di 3–4 ore. La disponibilità sistemica nei volontari sani come pure nei pazienti a digiuno affetti da malattia di Crohn è pari a circa 9–13%. La clearance è di circa 10–15 L/min per la budesonide, determinata con metodi basati sull'HPLC.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

In funzione del tipo e della gravità delle malattie epatiche, ed in conseguenza del fatto che budesonide viene metabolizzata dal CYP3A4, è possibile che si registri una diminuzione della metabolizzazione di budesonide. Per tale ragione, l'esposizione sistemica a budesonide può risultare aumentata nei pazienti con funzione epatica compromessa, come è stato dimostrato nei pazienti affetti da epatite autoimmune (AIH).

Dati preclinici

I dati preclinici in studi tossicologici acuti, subcronici e cronici condotti con budesonide hanno fatto registrare atrofia del timo e della corteccia surrenale ed una riduzione dei linfociti.

Questi effetti sono risultati meno marcati o di portata pari a quelli osservati con altri glucocorticoidi. Come con altri glucocorticoidi ed in funzione della dose, della durata e delle malattie, questi effetti steroidei possono avere rilevanza anche per l'uomo.

Tossicità cronica (o tossicità per somministrazione ripetuta)

Un numero leggermente accresciuto di focolai epatici basofili è stato osservato in studi cronici condotti con budesonide sul ratto.

Mutagenicità

La budesonide non ha presentato effetti mutageni in una serie di test in vitro e in vivo.

Cancerogenicità

Gli studi di cancerogenicità hanno mostrato una maggiore incidenza di neoplasie epatocellulari primitive, di astrocitomi (nei ratti di sesso maschile) e di tumori mammari (nei ratti di sesso femminile). Questi tumori sono dovuti probabilmente all'aumentato carico metabolico del fegato e a effetti anabolici. Questi risultati sono anche noti da altri studi sui glucocorticoidi condotti sul ratto e rappresentano un effetto di classe in questa specie.

Tossicità per la riproduzione

La budesonide non ha avuto alcun effetto sulla fertilità dei ratti. Nelle femmine gravide, budesonide, come altri glucocorticoidi, ha causato morte fetale e anomalie nello sviluppo fetale (ridotte dimensioni della cucciolata, ritardo intrauterino della crescita fetale e anomalie scheletriche). Test su animali hanno dimostrato che i glucocorticoidi causano la palatoschisi. Non è stata ancora stabilita la rilevanza di tale dato per gli esseri umani (cfr. Capitolo «Gravidanza, allattamento»).

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare nella confezione originale. Non conservare a temperature superiori a 25°C. Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

68470 (Swissmedic)

Titolare dell’omologazione

Mepha Pharma AG, Basel

Stato dell'informazione

Ottobre 2022.

Numero interno della versione: 4.1

3225201/05/2026