PANTACIDO cpr 20 mg gastro-résistants (ec 04/26)
NOBEL Pharma Schweiz AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Pantacido
Composizione
Principi attivi
Pantoprazolum ut Pantoprazolum natricum sesquihydricum.
Sostanze ausiliarie
Trinatrii phosphas anydricus (E339), Isomaltum (E953) (29.25 mg per compressa gastroresistente), Carmellosum natricum conexum (E468), Crospovidonum (E1202), Natrii stearylis fumaras.
Rivestimento: Hypromellosum (E464), Povidonum K25 (E1201), Propylenglycolum (E1520), Titanii dioxidum (E171), Ferri oxidum flavum (E172), Acidum methacrylicum et ethylis acrylas polymerisatum (1:1), Triethylis citras (E1505), Dimeticonum (E900), Sorbitani stearas (E491), Polysorbatum 60 (E435), Silicium dioxydatum colloidale (E551), Xanthani gummi (E415), Acidum benzoicum (E210) (0.65 µg per compressa gastroresistente), Acidum sorbicum (E200), Kalii hydroxidum, Acidum hydrochloridum.
Una compressa gastroresistente contiene massimo 3.58 mg sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 compressa gastroresistente di Pantacido contiene: 20 mg di pantoprazolum.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Per il trattamento a breve termine dei sintomi da reflusso (ad es. pirosi, rigurgito acido) negli adulti.
Posologia/Impiego
Adulti
La dose raccomandata è 1 compressa gastroresistente al giorno di Pantacido.
Potrebbe essere necessario assumere le compresse per 2-3 giorni consecutivi per raggiungere un miglioramento dei sintomi. Una volta raggiunta la completa guarigione dei sintomi, il trattamento deve essere sospeso.
Il trattamento non deve superare le 4 settimane senza consultare un medico.
Se entro 2 settimane di trattamento continuo non si nota alcun miglioramento dei sintomi, il paziente deve rivolgersi al medico.
Istruzioni posologiche speciali
Non è necessario l'aggiustamento della dose in pazienti anziani o in pazienti con compromissione renale o epatica.
Bambini e adolescenti
L'uso di Pantacido non è raccomandato nei bambini ed adolescenti al di sotto di 18 anni a causa della insufficienza di dati per questa fascia di età.
Modo di somministrazione
Le compresse gastroresistenti Pantacido non devono essere masticate o frantumate e devono essere deglutite intere con del liquido 1 ora prima del pasto.
Controindicazioni
Pantacido non deve essere impiegato in caso di ipersensibilità nota al principio attivo, ai benzimidazoli sostituiti o a uno qualsiasi degli eccipienti di Pantacido.
Avvertenze e misure precauzionali
È necessario il consulto medico in caso di:
- perdita di peso inspiegabile, anemia, sanguinamento gastrointestinale, disfagia, vomito persistente o vomito con sangue, precedenti ulcere gastriche o interventi chirurgici gastrointestinali, dato che il trattamento con Pantacido può alleviare i sintomi e ritardare la diagnosi di una condizione grave. In questi casi, deve essere esclusa una forma maligna.
- trattamento sintomatico continuo con medicamenti per l'indigestione o per la pirosi da 4 settimane o più;
- ittero o compromissione epatica;
- qualsiasi altra grave patologia concomitante;
- pazienti di età superiore a 55 anni con sintomi nuovi o recentemente cambiati.
I pazienti con sintomi ricorrenti cronici relativi a disturbi della digestione o pirosi devono consultare il medico a intervalli regolari. In particolare, i pazienti di età superiore a 55 anni che assumono giornalmente qualche medicamento senza prescrizione per i disturbi di digestione o la pirosi, devono informare il medico.
I pazienti che devono essere sottoposti a endoscopia o test del respiro (UBT) devono consultare il medico prima di assumere Pantacido.
I pazienti non devono assumere contemporaneamente alcun altro inibitore della pompa protonica o antagonista H2.
I pazienti devono essere avvertiti che le compresse non hanno lo scopo di dare un immediato sollievo.
I pazienti possono cominciare ad avvertire un miglioramento dei sintomi dopo circa un giorno di trattamento con pantoprazolo, ma potrebbe essere necessario assumerlo per 7 giorni per raggiungere un completo controllo della pirosi. I pazienti non devono assumere pantoprazolo come medicamento preventivo.
Infezioni gastrointestinali causate da batteri
Una diminuita acidità gastrica, dovuta a qualsiasi motivo – inclusi gli inibitori della pompa protonica – aumenta la conta gastrica dei batteri normalmente presenti nel tratto gastrointestinale. Il trattamento con medicamenti che riducono l'acidità determina un leggero aumento del rischio di infezioni gastrointestinali come Salmonella, Campylobacter o Clostridium difficile.
Ipomagnesemia
In pazienti trattati con inibitori della pompa protonica (PPI) come pantoprazolo per almeno 3 mesi e, in molti casi in pazienti trattati per un anno, è stata segnalata la presenza di ipomagnesemia grave. Si possono verificare serie manifestazioni di ipomagnesiemia come affaticamento, tetania, delirio, convulsioni, capogiri e aritmia ventricolare, che potrebbero insorgere in modo subdolo ed essere sottovalutate. Nella maggior parte dei pazienti, l'ipomagnesemia migliora dopo la reintegrazione delle riserve di magnesio e l'interruzione del trattamento con PPI (inibitori della pompa protonica). Per i pazienti per i quali è previsto un trattamento prolungato con PPI (inibitori della pompa protonica) o in associazione a digossina o medicamenti che possono causare ipomagnesemia (ad esempio diuretici), gli operatori sanitari dovrebbero considerare la misurazione dei livelli di magnesio prima di iniziare il trattamento con PPI e periodicamente durante il trattamento.
Influsso sull'assorbimento della vitamina B12
Il trattamento quotidiano con medicamenti acido-bloccanti per un periodo prolungato (molti anni) può ridurre l'assorbimento della vitamina B12 (cianocobalamina) a causa di ipo- o acloridria. Tale carenza deve essere considerata nei pazienti con patologie da ipersecrezione che richiedono un trattamento prolungato, nelle persone con riserve corporee ridotte o fattori di rischio per ridotto assorbimento della vitamina B12 (come negli anziani) durante una terapia a lungo termine o se si osservano i relativi sintomi.
Fratture ossee
Gli inibitori di pompa protonica, specialmente se utilizzati a dosaggi elevati e per periodi prolungati (>1 anno), possono aumentare lievemente il rischio di fratture dell'anca, del polso e della colonna vertebrale, soprattutto nella popolazione anziana o in presenza di altri fattori di rischio riconosciuti. Studi osservazionali suggeriscono che gli inibitori di pompa protonica possono aumentare il rischio complessivo di fratture del 10-40%. Tale aumento potrebbe essere in parte dovuto ad altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono ricevere cure basate sulle attuali linee guida cliniche e devono assumere un'adeguata quantità di vitamina D e calcio.
Interferenza con esami di laboratorio
Durante il trattamento con medicamenti antiacido, aumenta il livello di gastrina sierica in reazione alla ridotta secrezione di acidi. Per lo stesso motivo può aumentare anche la cromogranina A (CgA). Un livello aumentato di CgA può interferire con gli esami diagnostici per tumori neuroendocrini. In letteratura si indica di interrompere il trattamento con il PPI da 5 a 14 giorni prima del controllo della CgA nel contesto della diagnosi o del controllo della progressione di tumori neuroendocrini, in quanto l'incremento iatrogeno del livello di CgA si normalizza entro 5-14 giorni, a volte anche più a lungo. L'esame deve essere ripetuto se il livello di CgA è ancora troppo elevato dopo questo intervallo.
Gravi reazioni cutanee correlate al medicamento (SCAR)
Gravi reazioni cutanee correlate al medicamento (SCAR) tra cui eritema multiforme, sindrome di Stevens Johnson (SSJ), necrolisi epidermica tossica (TEN), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) e pustulosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) sono state segnalate con pantoprazolo e altri PPI (vedere la rubrica «Effetti indesiderati»). Il pantoprazolo deve essere interrotto ai primi segni o sintomi di gravi reazioni cutanee correlate al medicamento o altri segni di ipersensibilità e devono essere prese in considerazione ulteriori indagini.
Lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS)
Gli inibitori della pompa protonica sono associati a casi estremamente rari di lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS). In presenza di lesioni, soprattutto sulle parti cutanee esposte ai raggi solari, e se accompagnate da artralgia, il paziente deve rivolgersi immediatamente al medico e l'operatore sanitario deve valutare la possibilità di interrompere il trattamento con Pantacido. La comparsa di LECS in seguito a un trattamento con un inibitore della pompa protonica può accrescere il rischio di insorgenza di LECS con altri inibitori della pompa protonica.
Sostanze ausiliarie di particolare interesse
Questo medicamento contiene 0.65 µg di acido benzoico per compressa gastroresistente. L'aumento della bilirubinemia a seguito del suo distacco dall'albumina può aumentare l'ittero neonatale che può evolvere in kernittero (depositi di bilirubina non coniugata nel tessuto cerebrale).
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa gastroresistente, cioè essenzialmente «senza sodio».
I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, non devono assumere questo medicamento.
Interazioni
Interazioni farmacocinetiche
A causa dell'inibizione profonda e duratura della produzione di acido gastrico, il pantoprazolo può ridurre l'assorbimento di medicamenti la cui biodisponibilità dipende dall'acidità del pH intragastrico, ad es. antimicotici azolici quali il ketoconazolo, l'itraconazolo, il posaconazolo e altri medicamenti quali l'erlotinib.
Interazioni farmacodinamiche
Pantoprazolo è metabolizzato nel fegato dal sistema enzimatico del citocromo P450. La metabolizzazione principale comprende la demetilazione da parte dell'enzima CYP2C19, altre vie metaboliche avvengono tramite ossidazione da parte dell'enzima CYP3A4.
Studi di interazione con medicamenti che vengono metabolizzati dallo stesso sistema enzimatico quali la carbamazepina, diazepam, glibenclamide, nifedipina, e un contraccettivo orale contenente levonorgestrel ed etinilestradiolo, non hanno tuttavia rivelato interazioni clinicamente significative.
Dati in-vivo
I risultati di una serie di studi di interazione mostrano che il pantoprazolo non influisce né sulla metabolizzazione di sostanze tramite CYP1A2 (quali caffeina, teofillina), CYP2C9 (quali piroxicam, diclofenac, naproxene), CYP2D6 (quali metoprololo), CYP2E1 (quali etanolo) né sull'assorbimento della digossina associato alla P-glicoproteina.
Non sussitono inoltre interazioni con antiacidi somministrati contemporaneamente.
Azione di pantoprazolo su altri medicamenti
Anticoagulanti cumarinici
Sebbene negli studi clinici di farmacocinetica non siano state osservate interazioni con fenprocumone o warfarin, alcuni casi isolati di variazione dell'International Normalized Ratio (INR) sono stati rilevati durante il trattamento concomitante nel periodo post–marketing. Quindi, nei pazienti trattati con anticoagulanti cumarinici, si raccomanda di monitorare il tempo di protrombina/INR quando si inizia il trattamento con pantoprazolo, quando si interrompe o quando viene somministrato in maniera irregolare.
Inibitori della proteasi dell'HIV
La co-somministrazione di pantoprazolo con inibitori della proteasi dell'HIV, come atazanavir e nelfinavir il cui assorbimento dipende da una bassa acidità del pH intragastrico, è sconsigliata a causa della significativa riduzione della loro biodisponibilità. In studi di interazione il pantoprazolo è stato somministrato insieme con claritromicina, metronidazolo e/o amoxicillina. Non sono state rilevate interazioni significative.
Metotrexato
È stato riportato che, l'uso concomitante di metotrexato ad alte dosi e inibitori di pompa protonica, in alcuni pazienti aumenta i livelli di metotrexato e dei suoi metaboliti che potrebbe provocare un'intossicazione da metotrexato.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Non sono disponibili dati sufficienti sull'utilizzo di pantoprazolo in gravidanza. Negli studi sugli animali è stata riscontrata una tossicità per la riproduzione (per maggiori informazioni cfr. il capitolo «Dati preclinici»). I rischi potenziali per l'uomo non sono noti.
È vietato somministrare Pantacido durante la gravidanza, a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario.
Allattamento
Nella ricerca animale è stata individuata la presenza di pantoprazolo nel latte materno (vedere anche la rubrica «Farmacocinetica»). È stata segnalata la presenza anche nel latte materno umano. Pantacido non deve essere assunto durante l'allattamento.
Fertilità
Non vi è evidenza di compromissione della fertilità o di effetti teratogeni.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Possono verificarsi reazioni avverse come capogiro e disturbi visivi (vedere rubrica «Effetti indesiderati»). In tali casi, i pazienti non devono guidare o usare macchinari.
Effetti indesiderati
Ci si può aspettare che circa il 5% dei pazienti manifesti reazioni avverse. Le reazioni avverse più comunemente riportate sono diarrea e mal di testa, entrambe verificatesi in circa l'1% dei pazienti.
Elenco delle frequenze in base a molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1'000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1'000); molto raro (<1/10'000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Non è possibile assegnare a una classe di frequenza gli effetti indesiderati osservati dopo la commercializzazione. Pertanto, ad essi viene attribuita l'indicazione «non nota».
All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.
Effetti indesiderati dopo l'introduzione sul mercato
Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro: Agranulocitosi.
Molto raro: Trombocitopenia, leucopenia, pancitopenia.
Disturbi del sistema immunitario
Raro: Ipersensibilità (comprese reazioni anafilattiche e shock anafilattico).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Raro: Iperlipidemie e aumento dei lipidi (trigliceridi, colesterolo), variazioni di peso.
Non nota: Iponatremia, ipomagnesiemia (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»). Una grave ipomagnesiemia può essere associata a ipocalcemia e/o ipokaliemia.
Disturbi psichiatrici
Non comune: Disturbi del sonno.
Raro: Depressione (e tutti gli aggravamenti di questo sintomo).
Molto raro: Disorientamento (e tutti gli aggravamenti di questo sintomo).
Non nota: Allucinazioni, confusione (specialmente in pazienti predisposti, così come l'aggravamento di questi sintomi in caso di pre-esistenza).
Patologie del sistema nervoso
Non comune: Mal di testa, capogiro.
Raro: Alterazioni del gusto.
Patologie dell'occhio
Raro: Disturbi nella visione / visione offuscata.
Patologie gastrointestinali
Comune: Polipi ghiandolari fundici (benigni).
Non comune: Diarrea, nausea / vomito, distensione addominale e gonfiore, stipsi, bocca secca, dolore e disturbi addominali.
Non nota: Colite microscopica.
Patologie epatobiliari
Non comune: Aumento dei livelli degli enzimi epatici (transaminasi, γ-GT).
Raro: Aumento della bilirubina.
Non nota: Lesione epatocellulare, ittero, insufficienza epatica.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: Eruzione cutanea / esantema / eruzione, prurito.
Raro: Orticaria, angioedema.
Molto raro: Lupus eritematoso cutaneo subacuto (vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Non nota: Sindrome di Steven-Johnson (SSJ), necrolisi epidermica tossica (TEN), sindrome di Lyell, eritema multiforme, fotosensibilità, esantema da medicamenti con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), pustulosi esantematica acuta generalizzata (AGEP).
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Non comune: Fratture delle anche, del polso o della colonna vertebrale.
Raro: Artralgia, mialgia.
Patologie renali e urinarie
Non nota: Nefrite tubulointerstiziale (con possibile progressione a insufficienza renale).
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Raro: Ginecomastia.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Non comune: Astenia, affaticamento e malessere.
Raro: Aumento della temperatura corporea, edema periferico.
La segnalazione degli effetti indesiderati sospetti che si verificano dopo l'omologazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicamento. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi nuova o grave effetto indesiderato sospetto tramite il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non sono noti i sintomi di una posologia eccessiva nell'uomo. In singoli casi, dosi fino a 240 mg somministrate per via endovenosa in 2 minuti sono state ben tollerate.
In caso di posologia eccessiva con segni clinici di intossicazione, a parte il trattamento sintomatico e di supporto, non possono essere fatte raccomandazioni terapeutiche specifiche.
Dato che pantoprazolo è ampiamente legato alle proteine, non è prontamente dializzabile.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
A02BC02
Meccanismo d'azione
Il pantoprazolo appartiene alla classe degli inibitori della pompa protonica. In modo specifico e dose-dipendente inibisce l'enzima H+/K+-ATPasi delle cellule parietali, responsabile della produzione degli acidi gastrici.
Farmacodinamica
Pantoprazolo è un benzimidazolo sostituito che dopo assorbimento viene accumulato nell'ambiente acido delle cellule parietali. Qui è convertito nella sua forma attiva, una sulfenamide ciclica. Questa si lega poi all'enzima H+/K+-ATPasi inibendo così la pompa protonica. Si ottiene così inibizione duratura sia della secrezione basale sia della secrezione acida stimolata.
Poiché pantoprazolo si lega all'enzima in posizione distale rispetto al livello del recettore (della pompa protonica), esso può inibire la secrezione di acido indipendentemente dalla stimolazione da parte di altre sostanze (acetilcolina, istamina, gastrina).
Efficacia clinica
Dopo somministrazione orale o per via endovenosa il pantoprazolo inibisce in modo dose-dipendente la secrezione degli acidi gastrici stimolata dalla pentagastrina. In pazienti oggetto di studio, con 40 mg somministrati per via orale si è ottenuta un'inibizione del 51% al giorno 1 e dell'85% al giorno 7. Dopo somministrazione di 40 mg per via orale, l'acidità basale delle 24 ore era diminuita del 37% al giorno 1 e del 98% al giorno 7.
La selettività del pantoprazolo consiste nel fatto che sviluppa la sua efficacia esclusivamente in ambiente fortemente acido (pH <3) delle cellule parietali, mentre con valori di pH superiori continua a rimanere inattivo. Il pantoprazolo ottiene quindi completa efficacia farmacologica e terapeutica solo nelle cellule parietali produttrici di acido dello stomaco.
In un processo di feedback, essa diminuisce nella misura in cui viene inibita la secrezione acida. I valori di gastrinemia a digiuno aumentano di circa il doppio durante il trattamento a lungo termine con pantoprazolo. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, non viene raggiunto un eccessivo aumento dei valori di gastrina. Al termine di una terapia orale, i valori mediani di gastrina diminuiscono di nuovo nettamente. Con l'inibizione della secrezione di acidi, tramite aumento della secrezione di gastrina, si può verificare un aumento di speciali cellule endocrine (ECL = Enterocromaffine-Like) (iperplasia da semplice ad adenomatoide). Tuttavia, la formazione di precursori carcinoidi (iperplasia atipica) o di carcinoidi gastrici, così come rilevato negli esperimenti su animali (vedere rubrica «Dati preclinici»), non è stata riscontrata nell'uomo.
In base ai risultati degli esperimenti animali, non è possibile escludere completamente l'influsso di un trattamento a lungo termine (superiore a un anno) con pantoprazolo sui parametri endocrini della ghiandola tiroidea.
Farmacocinetica
Assorbimento
Dopo somministrazione orale il pantoprazolo è assorbito completamente. Già dopo un'unica somministrazione orale di 20 mg di pantoprazolo viene raggiunto il livello completo del medicamento. In media, dopo circa 2.5 h dalla somministrazione si raggiunge la massima concentrazione sierica di circa 1-1.5 μg/ml e questi valori rimangono costanti dopo somministrazioni multiple.
Le caratteristiche farmacocinetiche non variano dopo somministrazione singola o ripetuta. Nell'intervallo di dosi da 10 a 80 mg, la cinetica plasmatica del pantoprazolo è lineare. La biodisponibilità assoluta delle compresse si è dimostrata essere di circa il 77%. L'assunzione concomitante di cibo non ha alcuna influenza sulla biodisponibilità (AUC o Cmax), ma aumenta la variabilità del lag-time.
Distribuzione
Il volume di distribuzione è di circa 0.15 l/kg e il legame del pantoprazolo alle proteine sieriche è di circa il 98%. Il passaggio transplacentare del pantoprazolo è stato studiato nel ratto in gravidanza ed è stato dimostrato il suo aumentare con il progredire della gestazione. Di conseguenza, indipendentemente dal tipo di applicazione, la concentrazione nel feto aumentava poco prima della nascita.
Nel ratto, il passaggio nel latte materno è al massimo dello 0.02% della dose somministrata. Non esistono ancora dati sulla secrezione nel latte materno umano.
Metabolismo
Pantoprazolo viene metabolizzato quasi esclusivamente nel fegato. La metabolizzazione principale comprende la demetilazione da parte dell'enzima CYP2C19, e conseguente solfatazione, altre vie metaboliche avvengono tramite ossidazione da parte dell'enzima CYP3A4. Il principale metabolita sia nel siero sia nelle urine è il desmetilpantoprazolo, che è coniugato con il solfato. L'emivita del metabolita principale (circa 1.5 h) non è molto più lunga di quella del pantoprazolo. Il metabolita principale non contribuisce all'inibizione degli acidi (sperimentazione animale).
Eliminazione
La clearance è di circa 0.1 l/h/kg e l'emivita della fase terminale è di circa 1 h. Ci sono stati pochi casi di soggetti con rallentata eliminazione. A causa dell'attivazione specifica all'interno delle cellule parietali, l'emivita di eliminazione non si correla con la più prolungata durata d'azione (inibizione della secrezione acida). L'eliminazione renale rappresenta la principale via di escrezione (circa 80%) per i metaboliti; il rimanente viene escreto con le feci.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
In pazienti con cirrosi epatica (classificazione Child A, Child B) i valori dell'emivita aumentavano da 3 a 6 ore (pantoprazolo 20 mg) e da 7 a 9 ore (pantoprazolo 40 mg) ed i valori di AUC aumentavano con un fattore 3-5 (pantoprazolo 20 mg) e 5-7 (pantoprazolo 40 mg), laddove la Cmax aumentava solo leggermente con un fattore di 1.3 (pantoprazolo 20 mg) e 1.5 (pantoprazolo 40 mg) rispetto a quella dei soggetti sani.
Disturbi della funzionalità renale
Non è necessaria una riduzione del dosaggio nei casi in cui il pantoprazolo venga somministrato a pazienti con insufficienza renale (compresi pazienti in dialisi). Come osservato nei soggetti sani, l'emivita di pantoprazolo è breve. Il pantoprazolo viene dializzato solo in misura molto ridotta. Sebbene il principale metabolita abbia una emivita moderatamente più lunga (2-3 h) rispetto alla sostanza originaria, l'escrezione è tuttavia rapida e dunque non si verifica accumulo.
Pazienti anziani / Bambini e adolescenti
Il leggero aumento dei valori di AUC e Cmax nei volontari anziani rispetto ai soggetti più giovani non era clinicamente rilevante.
Polimorfismi genetici - Metabolizzatori lenti
Circa il 3% della popolazione europea presenta una carenza funzionale dell'enzima CYP2C19 (poor metabolizers). In queste persone il pantoprazolo viene probabilmente catalizzato soprattutto dall'enzima CYP3A4. Dopo una singola somministrazione di 40 mg di pantoprazolo, l'AUC media era di circa 6 volte superiore nei metabolizzatori lenti rispetto alle persone con attività dell'enzima CYP2C19 intatta (extensive metabolizers). La concentrazione plasmatica massima media era aumentata del 60%. Questi risultati non influiscono in alcun modo sul dosaggio di pantoprazolo.
Dati preclinici
I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l'uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute e genotossicità.
Mutagenicità e carcinogenicità
Studi sulla mutagenicità, test sulla trasformazione cellulare e uno studio sul legame del DNA hanno evidenziato che il pantoprazolo non ha alcun potenziale genotossico.
In uno studio di carcinogenesi a 2 anni nei ratti (corrispondenti a un trattamento a vita del ratto), sono state evidenziate neoplasie neuroendocrine. Inoltre, sono stati trovati papillomi a cellule squamose nella parte anteriore dello stomaco dei ratti. Il meccanismo che porta alla formazione di carcinoidi gastrici da parte dei benzimidazoli sostituiti è stato accuratamente studiato e ha portato alla conclusione che si tratti di una reazione secondaria al massiccio aumento dei livelli sierici di gastrina che si verifica nel ratto durante il trattamento cronico.
Negli studi a 2 anni nei ratti e nel topo femmina si è osservato un aumento del numero di tumori epatici ed è stato interpretato come dovuto alla elevata metabolizzazione di pantoprazolo nel fegato.
Un leggero aumento di alterazioni neoplastiche della tiroide è stato osservato nel gruppo di ratti trattati con la dose più alta. L'insorgenza di tali neoplasie è associata alle modificazioni pantoprazolo-indotte nel catabolismo della tiroxina nel fegato del ratto.
Poiché la dose terapeutica per l'uomo è bassa, non sono da attendersi effetti collaterali a carico della ghiandola tiroidea.
Tossicità per la riproduzione
In studi sperimentali sugli animali (ratti) con somministrazione orale sono stati osservati segni di una fetotossicità (ossificazione incompleta delle ossa craniche) a dosi superiori a 3 mg/kg.
Gli studi non hanno dimostrato alcuna compromissione della fertilità o effetti teratogeni. Il passaggio transplacentare del pantoprazolo è stato studiato nel ratto ed è stato dimostrato il suo aumentare con il progredire della gestazione. Di conseguenza, la concentrazione nel feto aumentava poco prima della nascita.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C), nella confezione originale e fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
69376 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
NOBEL Pharma Schweiz AG, Risch.
Stato dell'informazione
Dicembre 2022.
32291 — 15/04/2026