SUGAMMADEX Mepha sol inj 200 mg/2ml
Mepha Pharma AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Sugammadex-Mepha, soluzione iniettabile
Composizione
Principi attivi
Sugammadex (sale di sodio).
Sostanze ausiliarie
Sodio idrossido, acido cloridrico, acqua per preparazioni iniettabili.
Contiene fino a 9,7 mg/ml di sodio (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione iniettabile in flaconcini da 200 mg (2 ml) e da 500 mg (5 ml).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Inversione del blocco neuromuscolare indotto da rocuronio o vecuronio nei pazienti a partire dai 2 anni d'età.
Posologia/Impiego
Sugammadex deve essere somministrato solo da un anestesista o sotto la sua supervisione. Si raccomanda l'uso di un'adeguata tecnica di monitoraggio neuromuscolare per controllare il recupero dal blocco neuromuscolare.
La dose raccomandata di sugammadex dipende dal grado del blocco neuromuscolare ma non dalla procedura anestesiologica.
Posologia abituale
Adulti
Sugammadex può essere impiegato per invertire diversi gradi di blocco neuromuscolare indotto da rocuronio o vecuronio.
Inversione di routine del blocco neuromuscolare
La dose raccomandata per l'inversione di un blocco neuromuscolare indotto da rocuronio o da vecuronio è di 4,0 mg/kg di peso corporeo a 1-2 conte post-tetaniche (Post-Tetanic Counts, PTC). Il tempo mediano al ripristino di un valore di 0,9 del rapporto T4/T1 è di circa 3 minuti (vedere «Proprietà/effetti»).
Qualora si sia verificato un recupero spontaneo fino al ripristino di due risposte allo stimolo (T2), si raccomanda una dose di 2,0 mg/kg. Il tempo mediano al ripristino di un valore di 0,9 del rapporto T4/T1 è di circa 2 minuti (vedere «Proprietà/effetti»).
Rispetto al blocco neuromuscolare indotto da vecuronio, l'uso della posologia raccomandata per l'inversione di routine nel caso di un blocco indotto dal rocuronio determina una durata mediana leggermente più rapida al ripristino di un valore di 0,9 del rapporto T4/T1.
Inversione immediata del blocco neuromuscolare
Qualora dopo la somministrazione di rocuronio sussista una necessità clinica di inversione immediata del blocco neuromuscolare, si raccomanda una dose di sugammadex di 16,0 mg/kg.
In seguito a somministrazione di una dose di sugammadex di 16,0 mg/kg 3 minuti dopo una iniezione in bolo di bromuro di rocuronio di 1,2 mg/kg, il tempo mediano al ripristino di un valore di 0,9 del rapporto T4/T1 è di circa 1,5 minuti (vedere «Proprietà/effetti»).
Per l'inversione immediata del blocco neuromuscolare dopo un blocco indotto da vecuronio non sono disponibili dati che raccomandino l'uso di sugammadex.
Posologia in caso di ricomparsa del blocco neuromuscolare
Per il raro caso di una ricomparsa del blocco neuromuscolare nel post-operatorio (vedere «Avvertenze e misure precauzionali») dopo una somministrazione iniziale di sugammadex di 2 mg/kg o di 4 mg/kg, si raccomanda di somministrare nuovamente 4 mg/kg. Può essere necessario il ricorso alla ventilazione artificiale. Dopo una seconda somministrazione di sugammadex, il paziente deve essere monitorato attentamente al fine di accertare un recupero duraturo della funzione neuromuscolare.
Risomministrazione di rocuronio o vecuronio dopo sugammadex
Per i tempi di attesa fino alla risomministrazione di rocuronio o vecuronio dopo inversione del blocco con sugammadex vedere «Avvertenze e misure precauzionali».
Istruzioni posologiche speciali
Posologia in pazienti obesi
Per la posologia in pazienti obesi, compresi i pazienti patologicamente obesi (indice di massa corporea ≥40 kg/m2), la dose di sugammadex dovrebbe essere basata sul peso corporeo effettivo. Si applicano le stesse raccomandazioni posologiche valide per gli adulti.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Non sono stati effettuati studi in pazienti con insufficienza epatica. Poiché sugammadex è escreto principalmente per via renale, in presenza di insufficienza epatica da lieve a moderata senza coagulopatia concomitante si applicano le stesse raccomandazioni posologiche valide per gli adulti.
In pazienti con insufficienza epatica grave o in presenza di un'insufficienza epatica con coagulopatia concomitante, sugammadex deve essere usato con estrema cautela (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
In presenza di insufficienza renale lieve o moderata (clearance della creatinina compresa tra 30 e 80 ml/min), si applicano le stesse raccomandazioni posologiche valide per i pazienti con funzionalità renale normale.
L'uso in pazienti con insufficienza renale grave inclusi i pazienti con necessità di dialisi (CrCl <30 ml/min) non è raccomandato (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Non sono disponibili sufficienti dati sulla sicurezza risultanti da studi con pazienti con insufficienza renale grave per supportare l'uso di sugammadex in questi pazienti (vedere «Proprietà/effetti»).
Riguardo ai tempi di attesa per un nuovo uso di rocuronio o di vecuronio vedere «Avvertenze e misure precauzionali».
Pazienti anziani
Si applicano le stesse raccomandazioni posologiche valide per gli adulti, benché nei pazienti anziani il tempo al recupero appaia generalmente più lungo. In seguito a somministrazione di sugammadex al ripristino di T2 dopo un blocco neuromuscolare indotto da rocuronio, il tempo mediano al ripristino di un valore di 0,9 del rapporto T4/T1 negli adulti (18-64 anni) è stato di 2,2 minuti, nei pazienti anziani (65-74 anni) di 2,6 minuti e nei pazienti molto anziani (≥75 anni) di 3,6 minuti (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Bambini e adolescenti
Bambini e adolescenti (dai 2 anni d'età):
Sugammadex-Mepha 100 mg/ml può essere diluito a 10 mg/ml per aumentare la precisione del dosaggio nella popolazione pediatrica (vedere «Altre indicazioni»).
Inversione di routine:
Si raccomanda una dose di 4 mg/kg di sugammadex per l'inversione del blocco neuromuscolare indotto da rocuronio o vecuronio a 1-2 conte post-tetaniche (Post-Tetanic Counts, PTC).
Una dose di 2 mg/kg di sugammadex è raccomandata per l'inversione del blocco neuromuscolare indotto da rocuronio o vecuronio al ripristino di T2 (vedere «Proprietà/effetti»).
Inversione immediata:
Un'inversione immediata nei bambini e negli adolescenti non è stata esaminata.
Neonati e bambini piccoli:
L'uso di sugammadex nei neonati e nei bambini piccoli non è autorizzato.
Modo di somministrazione
Sugammadex dovrebbe essere somministrato rapidamente (nell'arco di 10 secondi) per via endovenosa, preferibilmente come singola iniezione in bolo in una linea e.v. esistente (vedere «Altre indicazioni»). Nell'ambito di studi clinici sugammadex è stato somministrato soltanto mediante singola iniezione in bolo.
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie (vedere «Composizione»).
Avvertenze e misure precauzionali
Monitoraggio della funzione respiratoria durante il recupero
Il paziente deve essere ventilato artificialmente fino al ripristino di un'adeguata respirazione spontanea dopo inversione del blocco neuromuscolare.
Anche se il paziente mostra un recupero adeguato dal blocco neuromuscolare, può essere necessario continuare la ventilazione artificiale instaurata in precedenza poiché altri medicamenti usati in fase peri- e post-operatoria possono limitare la funzionalità polmonare.
Qualora dopo l'estubazione si manifesti una ricurarizzazione, si deve fornire un'adeguata ventilazione artificiale.
Ricomparsa del blocco neuromuscolare
In studi clinici con pazienti trattati con rocuronio o vecuronio (n=2022), nei quali sugammadex è stato somministrato alla posologia raccomandata in base al grado del blocco neuromuscolare, è stata osservata una ricomparsa del blocco neuromuscolare con un'incidenza dello 0,20% sulla base del monitoraggio neuromuscolare o dell'evidenza clinica. Posologie più basse rispetto a quelle raccomandate possono comportare un aumentato rischio di ricomparsa di un blocco neuromuscolare dopo inversione iniziale e pertanto non dovrebbero essere usate (vedere «Posologia/impiego»).
Tempi di attesa fino a risomministrazione di bloccanti neuromuscolari dopo l'inversione del blocco con sugammadex
Tabella 1: Risomministrazione di rocuronio o vecuronio dopo inversione di routine del blocco neuromuscolare in pazienti con funzionalità renale normale (dose di sugammadex fino a 4 mg/kg)
Tempo di attesa minimo | Bloccante neuromuscolare e dose da somministrare |
|---|---|
5 minuti | 1,2 mg/kg di rocuronio |
4 ore | 0,6 mg/kg di rocuronio o |
Quando si somministra una dose di rocuronio di 1,2 mg/kg entro 30 minuti dall'inversione del blocco neuromuscolare con sugammadex, l'instaurarsi del blocco neuromuscolare può essere ritardato fino a ca. 4 minuti e la durata del blocco neuromuscolare può ridursi a ca. 15 minuti.
Secondo i calcoli di modelli farmacocinetici, in pazienti con disturbo della funzionalità renale da lieve a moderato il tempo di attesa raccomandato dopo l'inversione di routine del blocco neuromuscolare con sugammadex fino alla risomministrazione di 0,6 mg/kg di rocuronio o di 0,1 mg/kg di vecuronio dovrebbe essere ≥24 ore. Qualora sia imperativa una riduzione del tempo di attesa, la dose di rocuronio per il raggiungimento di un nuovo blocco muscolare dovrebbe essere di 1,2 mg/kg.
Risomministrazione di rocuronio o vecuronio dopo inversione immediata del blocco neuromuscolare (dose di sugammadex di 16 mg/kg):
Per questi casi molto rari si raccomanda un tempo di attesa ≥24 ore.
Se dovesse essere necessario un nuovo blocco neuromuscolare prima che sia trascorso il tempo di attesa raccomandato, si raccomanda la somministrazione di un bloccante neuromuscolare non steroideo. L'insorgenza d'azione di un bloccante neuromuscolare depolarizzante può essere più lenta del previsto, poiché una parte considerevole dei recettori nicotinici post-sinaptici può ancora essere occupata dal bloccante neuromuscolare.
Insufficienza renale
L'uso di sugammadex in pazienti con insufficienza renale grave, inclusi i pazienti dializzati (CrCl <30 ml/min), non è raccomandato (vedere «Proprietà/effetti» e «Farmacocinetica»).
Interazioni dovute all'effetto persistente del rocuronio o del vecuronio
Se nella fase post-operatoria si utilizzano medicamenti che potenziano il blocco neuromuscolare, si dovrebbe prestare attenzione soprattutto a una possibile ricomparsa del blocco neuromuscolare. Consultare il foglietto illustrativo del rocuronio o del vecuronio per l'elenco dei medicamenti specifici che potenziano il blocco neuromuscolare. Qualora si osservi una ricomparsa del blocco neuromuscolare, può essere necessario ventilare artificialmente il paziente e somministrare nuovamente sugammadex (vedere «Posologia/impiego»).
Possibili interazioni
Interazioni da sequestro
Dopo somministrazione di sugammadex, l'efficacia di determinati medicamenti può essere ridotta a causa di una diminuzione della concentrazione plasmatica del medicamento libero (vedere «Interazioni, Contraccettivi ormonali»).
Qualora si osservi una tale situazione, il medico dovrebbe prendere in considerazione la risomministrazione dello stesso medicamento o di un altro medicamento equivalente dal punto di vista terapeutico (preferibilmente di un'altra classe di principi attivi) e/o misure non farmacologiche.
Interazioni da spiazzamento
La somministrazione di alcuni medicamenti dopo sugammadex potrebbe teoricamente spiazzare il rocuronio o il vecuronio dal sugammadex. Attualmente sono previste interazioni da spiazzamento solo per pochi agenti (toremifene e acido fusidico, vedere «Interazioni»). Ciò potrebbe provocare una ricomparsa del blocco neuromuscolare. In questa situazione il paziente deve essere ventilato artificialmente. In caso di infusioni, si deve interrompere la somministrazione del medicamento che ha provocato lo spiazzamento. In situazioni in cui si prevedono potenziali interazioni, dopo somministrazione parenterale di un altro medicamento nelle 7,5 ore successive alla somministrazione di sugammadex, i pazienti devono essere monitorati attentamente (per circa 15 minuti) per rilevare l'eventuale insorgenza di segni di una ricomparsa del blocco neuromuscolare.
Complicanze da anestesia
Per esaminare l'inversione immediata, nell'ambito di studi clinici è stato antagonizzato il blocco neuromuscolare nel mezzo dell'anestesia. Occasionalmente sono stati osservati segni di un ripristino della funzione neuromuscolare (movimento, tosse, smorfie e deglutizione).
Se si inverte il blocco neuromuscolare e si prosegue l'anestesia, si devono somministrare ulteriori dosi dell'anestetico e/o dell'oppioide secondo la pratica clinica corrente (vedere «Effetti indesiderati»).
Bradicardia marcata
In rari casi, entro pochi minuti dalla somministrazione di sugammadex, sono state osservate bradicardie marcate. In singoli casi sono state segnalate bradicardie con arresto cardiaco (vedere «Effetti indesiderati»). Nei pazienti trattati con sugammadex, durante e dopo la sua somministrazione si devono monitorare attentamente i parametri emodinamici. Qualora venga osservata una bradicardia clinicamente significativa, si devono adottare immediatamente misure di emergenza appropriate e somministrare un anticolinergico, ad esempio atropina.
Insufficienza epatica
Sugammadex non viene metabolizzato né escreto per via epatica. Pertanto non sono stati effettuati studi specifici in pazienti con insufficienza epatica.
I pazienti con insufficienza epatica grave devono essere trattati con grande cautela. Il tempo di recupero potrebbe essere prolungato. Nel caso in cui l'insufficienza epatica sia accompagnata da una coagulopatia, occorre tenere presente le indicazioni riguardanti gli effetti sull'emostasi.
Utilizzo in terapia intensiva
Sugammadex non è stato esaminato in terapia intensiva.
Utilizzo con altri bloccanti neuromuscolari diversi dal rocuronio/vecuronio
Sugammadex non deve essere utilizzato per l'inversione di blocchi indotti da bloccanti neuromuscolari non steroidei (ad es. succinilcolina o sostanze analoghe alla benzilisochinolina).
Poiché non sono disponibili dati sull'efficacia e sulla sicurezza, sugammadex non deve neppure essere utilizzato per l'inversione di blocchi neuromuscolari indotti da altri bloccanti neuromuscolari steroidei diversi da rocuronio e da vecuronio.
Essendo disponibili dati limitati sull'inversione di un blocco indotto da pancuronio, si sconsiglia l'uso di sugammadex in tale situazione.
Prolungamento del tempo di recupero
In condizioni che si accompagnano a un tempo di circolo prolungato come ad es. malattie cardiovascolari, età avanzata (vedere «Posologia/impiego») o stati edematosi (ad es. insufficienza epatica grave), il tempo di recupero si allunga.
Effetto sull'emostasi
In uno studio con volontari sani, sugammadex a dosi di 4 mg/kg e 16 mg/kg ha prolungato il tempo medio di tromboplastina parziale attivata (aPTT) al massimo del 17-22% e il tempo di protrombina (PT[INR]) dell'11-22%. Questi limitati prolungamenti medi di aPTT e PT[INR] sono stati di breve durata (≤30 minuti). Sulla base di dati clinici (n=3519) non vi è stato alcun effetto clinicamente rilevante sull'incidenza di complicanze emorragiche peri- o postoperatorie quando sugammadex è stato somministrato da solo o in combinazione con anticoagulanti.
In uno studio su 1184 pazienti sottoposti a un intervento chirurgico e trattati in concomitanza con un anticoagulante, nell'ora successiva alla somministrazione di sugammadex alla dose di 4 mg/kg è stato osservato un aumento minimo e transitorio dell'aPTT pari al 5,5% o del PT[INR] del 3,0%, che nello studio non ha determinato un aumento clinicamente evidente del rischio di sanguinamento.
In studi in vitro, per sugammadex in combinazione con antagonisti della vitamina K, eparina non frazionata, eparinoidi a basso peso molecolare, rivaroxaban e dabigatran, è stato osservato un ulteriore prolungamento di aPTT e PT. In pazienti che ricevono una terapia anticoagulante postoperatoria profilattica di routine, questa interazione farmacodinamica non è clinicamente rilevante. Si deve usare cautela quando si prende in considerazione l'uso di sugammadex in pazienti che ricevono una terapia anticoagulante per una condizione patologica in atto o nota in anamnesi.
Un aumento del rischio di sanguinamento non può essere escluso in pazienti:
- con carenza ereditaria di fattori della coagulazione vitamina K-dipendenti;
- con coagulopatia nota in anamnesi;
- che ricevono derivati cumarinici e hanno un INR superiore a 3,5;
- che utilizzano anticoagulanti e ricevono una dose di sugammadex di 16 mg/kg.
Se sussiste la necessità medica di somministrare sugammadex a questi pazienti, l'anestesista deve decidere se il beneficio supera il possibile rischio di complicanze emorragiche, tenendo in considerazione l'eventuale storia precedente di episodi emorragici nel paziente e il tipo di intervento chirurgico programmato. Se si somministra sugammadex a questi pazienti, si raccomanda un monitoraggio dell'emostasi e dei parametri della coagulazione.
Poiché il rischio di sanguinamento con sugammadex a dosi >4 mg/kg non è stato esaminato in maniera sistematica, in pazienti con coagulopatia nota e pazienti in terapia anticoagulante che ricevono una dose di sugammadex di 16 mg/kg si devono monitorare attentamente i parametri della coagulazione secondo la pratica clinica routinaria.
Ipersensibilità al medicamento
I medici devono essere preparati alla possibilità di reazioni di ipersensibilità al medicamento (incluse reazioni anafilattiche) e adottare le necessarie precauzioni (vedere «Effetti indesiderati»).
I sintomi associati a reazioni di ipersensibilità possono essere: rossore, orticaria, eruzione cutanea eritematosa, ipotensione (grave), tachicardia, gonfiore della lingua, gonfiore della gola, broncospasmo e ostruzione polmonare. Le reazioni di ipersensibilità gravi possono essere letali.
Sodio
Questo medicamento contiene fino a 9,7 mg di sodio per ml, equivalente a 0,5% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Interazioni
Interazioni con altri medicamenti/altri tipi di interazioni
Le informazioni riportate in questo capitolo si basano sull'affinità di legame tra sugammadex e altri medicamenti, esperimenti preclinici, studi clinici e simulazioni nell'ambito di un modello in cui vengono presi in considerazione gli effetti farmacodinamici di agenti di blocco neuromuscolare e le interazioni farmacocinetiche tra agenti di blocco neuromuscolare e sugammadex. Sulla base di questi dati, non si prevedono interazioni farmacodinamiche clinicamente significative con altri medicamenti, ad eccezione delle seguenti.
Per toremifene e acido fusidico non è possibile escludere interazioni da spiazzamento (non si prevedono interazioni da sequestro clinicamente rilevanti).
Per i contraccettivi ormonali non è possibile escludere interazioni da sequestro clinicamente rilevanti (non si prevedono interazioni da spiazzamento).
Interazioni che possono influenzare l'efficacia di sugammadex (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»)
Toremifene:
Per toremifene, che presenta un'affinità di legame per sugammadex relativamente alta e per il quale possono essere presenti concentrazioni plasmatiche relativamente alte, può verificarsi un certo spiazzamento di vecuronio o di rocuronio dal complesso con sugammadex. Il ripristino di un valore del rapporto T4/T1 di 0,9 può pertanto risultare prolungato in pazienti che hanno ricevuto toremifene il giorno stesso dell'intervento.
Somministrazione endovenosa di acido fusidico:
La somministrazione di acido fusidico nella fase preoperatoria può ritardare il ripristino di un valore del rapporto T4/T1 di 0,9. Nella fase postoperatoria non si prevede la ricomparsa del blocco neuromuscolare, poiché l'infusione di acido fusidico dura diverse ore e i livelli ematici si accumulano su 2-3 giorni. Per la risomministrazione di sugammadex vedere «Posologia/impiego».
Interazioni che possono influenzare l'efficacia di altri medicamenti (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»)
Contraccettivi ormonali:
In un modello di simulazione PK/PD è stato riscontrato che con la somministrazione di sugammadex alla dose di 4 mg/kg il livello di progestinico diminuisce (34% dell'AUC) come nel caso in cui la dose giornaliera del contraccettivo orale venisse assunta con un ritardo di 12 ore, il che può determinarne una riduzione dell'efficacia. L'effetto atteso con gli estrogeni è più limitato. Pertanto, la somministrazione di un'iniezione in bolo di sugammadex viene considerato equivalente alla omissione di una dose giornaliera del contraccettivo orale ormonale (combinato o a base di solo progestinico). Qualora nel giorno dell'intervento venga somministrato un contraccettivo orale, si deve fare riferimento alle misure riportate nel foglietto illustrativo (consiglio in caso di dimenticanza della dose) del contraccettivo orale.
Nel caso di contraccettivi ormonali non orali, la paziente deve utilizzare un metodo contraccettivo di barriera aggiuntivo per i 7 giorni successivi. Inoltre, si deve fare riferimento alle indicazioni riportate nel foglietto illustrativo del contraccettivo.
Interferenza con esami di laboratorio
Con sugammadex a concentrazioni plasmatiche di 100 μg/ml è stata osservata un'interferenza con gli esami del progesterone nel siero (livelli di picco plasmatici dopo iniezione in bolo di 8 mg/kg).
In uno studio con volontari sani, sugammadex a dosi di 4 mg/kg e 16 mg/kg ha prolungato il tempo medio di tromboplastina parziale attivata (aPTT) al massimo del 17-22% e il tempo di protrombina (PT[INR]) dell'11-22%. In tutti i casi, questo lieve prolungamento è stato di breve durata (≤30 minuti).
In test in vitro è stata osservata un'interazione farmacodinamica (prolungamento di aPTT e PT) con antagonisti della vitamina K, eparina non frazionata, eparinoidi a basso peso molecolare, rivaroxaban e dabigatran (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Pazienti pediatrici
Non sono stati effettuati studi d'interazione nei bambini. Per i pazienti pediatrici si rimanda pertanto alle interazioni, alle avvertenze e alle misure precauzionali per gli adulti descritte in precedenza.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Non sono disponibili dati clinici su donne esposte a sugammadex durante la gravidanza.
Gli studi sugli animali non hanno mostrato una tossicità diretta o indiretta su gravidanza, sviluppo embrionale/fetale, parto o sviluppo postnatale.
È vietato somministrare sugammadex durante la gravidanza, a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario.
Allattamento
Nei ratti, viene escreta nel latte una quantità massima di sugammadex pari allo 0,22% della dose somministrata. Al diminuire del livello plasmatico diminuisce anche la concentrazione nel latte. In studi sullo sviluppo peri- e postnatale di ratti neonati, sugammadex assunto con il latte non ha effetti sui parametri di sopravvivenza e sul peso corporeo, nonché sui parametri fisici, comportamentali o relativi allo sviluppo. Nell'essere umano, l'escrezione di sugammadex nel latte materno non è stata esaminata. Tuttavia, sulla base di dati preclinici, tale escrezione è attesa. Non si raccomanda l'uso di sugammadex durante l'allattamento.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Sugammadex-Mepha non ha effetti sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
La sicurezza di sugammadex è stata valutata in 3519 soggetti sulla base della banca dati sulla sicurezza di studi aggregati da fase I a III.
Nel sottogruppo degli studi aggregati, controllati con placebo, nell'ambito dei quali i soggetti hanno ricevuto un'anestesia e/o bloccanti neuromuscolari (sugammadex in 1078 pazienti rispetto a placebo in 544), i seguenti effetti indesiderati si sono manifestati:
Tabella 2: Percentuale delle esposizioni dei pazienti a reazioni avverse con un'incidenza ≥2% e almeno due volte più frequente rispetto al placebo che hanno ricevuto un'anestesia e/o bloccanti neuromuscolari in studi aggregati, controllati con placebo da fase I a III
Classificazione per sistemi e organi | Effetto indesiderato (preferred term) | Sugammadex | Placebo |
|---|---|---|---|
(n=1078) | (n=544) | ||
% | % | ||
Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura | Complicazione respiratoria da anestesia | 4 | 0 |
Complicazione da anestesia | 3 | <1 | |
Ipotensione procedurale | 3 | 2 | |
Complicazione procedurale | 2 | 1 | |
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Tosse | 5 | 2 |
Le complicanze dovute all'anestesia o all'intervento segnalate dagli sperimentatori negli studi clinici sono state assegnate alle sottostanti categorie di effetti indesiderati e hanno compreso i termini seguenti.
Complicazione respiratoria da anestesia:
Le complicazioni respiratorie da anestesia comprendevano resistenza contro il tubo endotracheale, tosse, resistenza lieve, reazione di risveglio durante l'intervento chirurgico, tosse durante l'anestesia o durante l'intervento chirurgico, o respirazione spontanea del paziente durante l'anestesia.
Complicazione da anestesia:
Le complicazioni da anestesia che indicano un ripristino della funzione neuromuscolare comprendono movimento di arti o del corpo oppure tosse durante l'anestesia o durante l'intervento chirurgico, smorfie o suzione del tubo endotracheale (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Complicazione procedurale:
Le complicazioni procedurali comprendono tosse, tachicardia, bradicardia, movimento e aumentata frequenza cardiaca.
I seguenti effetti indesiderati sono stati segnalati sulla base di dati aggregati sulla sicurezza da studi clinici da fase I a III controllati con placebo:
[molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1000), molto raro (<1/10'000, inclusi casi sporadici)]
Patologie del sistema nervoso
Non comune: capogiro.
Disturbi psichiatrici
Raro: insonnia.
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Non comune: vertigini.
Patologie cardiache
Non comune: tachicardia.
Raro: extrasistoli.
Patologie vascolari
Non comune: ipotensione, ematoma, ipertensione.
Raro: collasso circolatorio.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non comune: anemia.
Raro: anomalie degli eritrociti.
Patologie renali e urinarie
Raro: incontinenza urinaria, ritenzione urinaria.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comune: tosse.
Raro: singhiozzo, starnuti.
Patologie gastrointestinali
Comune: nausea, vomito.
Non comune: bocca secca.
Raro: fastidio addominale, stipsi, diarrea, ipersalivazione.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: eritema, orticaria.
Raro: iperidrosi.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Non comune: debolezza muscolare.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Raro: appetito ridotto, ipokaliemia.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: effetto terapeutico diminuito.
Raro: brividi, percezione di variazione della temperatura corporea, malessere, edema periferico, febbre.
Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura
Non comune: anemia postoperatoria, complicazione respiratoria da anestesia, complicazione da anestesia, sanguinamento postoperatorio, risveglio ritardato dall'anestesia, complicazione procedurale, ipotensione procedurale, emorragia della ferita.
Raro: complicanze postoperatorie, ematoma postoperatorio, ridotta durata dell'anestesia, capogiro perioperatorio, vomito perioperatorio, ematoma sottocutaneo, persistenza indesiderata dello stato di coscienza durante l'anestesia.
Procedure mediche e chirurgiche
Raro: anestesia leggera, drenaggio postoperatorio.
Esami diagnostici
Non comune: albumina urinaria rilevabile, beta-2-microglobulina urinaria aumentata, beta-N-acetil-D-glucosaminidasi aumentata, QT dell'elettrocardiogramma prolungato, bilirubina ematica aumentata, ematocrito ridotto, emoglobina ridotta, conta piastrinica ridotta.
Raro: tempo di tromboplastina parziale attivata prolungato, beta-2-microglobulina aumentata, creatinina ematica aumentata, glucosio ematico aumentato, pressione arteriosa ridotta, intervallo QT elettrocardiografico anormale, aptoglobina ridotta, frequenza cardiaca ridotta, rapporto internazionale normalizzato (INR) aumentato, livello di protrombina aumentato, conta eritrocitaria ridotta.
Descrizione di specifici effetti indesiderati
Reazioni di ipersensibilità al medicamento:
Le reazioni di ipersensibilità a sugammadex osservate nell'ambito di studi clinici spaziavano da reazioni cutanee isolate a reazioni sistemiche serie (ovvero anafilassi, shock anafilattico) e hanno interessato pazienti non precedentemente esposti a sugammadex.
Uno studio randomizzato in doppio cieco ha esaminato l'incidenza di reazioni di ipersensibilità in volontari sani che avevano ricevuto fino a 3 somministrazioni ripetute di placebo (n=76), sugammadex alla dose di 4 mg/kg (n=151) o sugammadex alla dose di 16 mg/kg (n=148). Le segnalazioni di presunte reazioni di ipersensibilità sono state valutate da un comitato in cieco. L'incidenza di reazioni di ipersensibilità accertate è stata dell'1,3% nel gruppo placebo, del 6,6% nel gruppo sugammadex con 4 mg/kg e del 9,5% nel gruppo sugammadex con 16 mg/kg. Non vi sono state segnalazioni di anafilassi dopo placebo o sugammadex alla dose di 4 mg/kg. Un unico caso di anafilassi accertata si è verificato dopo la prima somministrazione di sugammadex alla dose di 16 mg/kg (incidenza dello 0,7%). Non sono emerse evidenze di un aumento della frequenza o della gravità delle reazioni di ipersensibilità con somministrazione ripetuta di sugammadex.
In uno studio precedente con disegno simile, vi sono stati tre casi accertati di anafilassi, tutti dopo somministrazione di sugammadex alla dose di 16 mg/kg (incidenza del 2,0%).
In segnalazioni post-commercializzazione sono state osservate reazioni di ipersensibilità sia per il sugammadex che per il complesso sugammadex-rocuronio.
Bradicardia marcata:
Dopo l'introduzione sul mercato sono stati osservati singoli casi di bradicardie marcate e bradicardie con arresto cardiaco entro pochi minuti dalla somministrazione di sugammadex (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Ulteriori indicazioni su particolari gruppi di pazienti
Pazienti con complicanze polmonari:
Nella fase post-marketing e in uno studio clinico su pazienti con pregresse complicanze polmonari sono stati riferiti casi di broncospasmo come possibile effetto collaterale. Come con tutti i pazienti con pregresse complicanze polmonari, il medico deve essere consapevole della possibile insorgenza di broncospasmi.
Popolazione pediatrica:
Negli studi sui pazienti pediatrici di età compresa tra i 2 e i 17 anni, il profilo di sicurezza di sugammadex (fino a 4 mg/kg) era generalmente comparabile con quello degli adulti.
Pazienti patologicamente obesi:
In uno studio clinico su pazienti con obesità patologica, il profilo di sicurezza è stato generalmente simile a quello dei pazienti adulti negli studi aggregati da fase I a III (vedere Tabella 2).
Pazienti con gravi malattie sistemiche:
In uno studio su pazienti classificati come American Society of Anesthesiologists (ASA) di classe 3 o 4 (pazienti con gravi malattie sistemiche o pazienti con gravi malattie sistemiche che rappresenta un pericolo di vita costante), il profilo di sicurezza in questi pazienti di classe ASA 3 e 4 è stato generalmente simile a quello dei pazienti adulti negli studi aggregati da fase I a III (vedere la tabella sopra). Vedere la rubrica «Proprietà/effetti».
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Negli studi clinici è stato riferito 1 caso di sovradosaggio accidentale con 40 mg/kg senza effetti collaterali significativi. Uno studio di tollerabilità nell'uomo ha mostrato che sugammadex è stato ben tollerato a dosi fino a 96 mg/kg.
Sugammadex può essere eliminato mediante emodialisi con un filtro ad alto flusso, ma non con un filtro a basso flusso. Secondo studi clinici con sugammadex alla dose di 4,0 mg/kg, la concentrazione di sugammadex nel plasma viene ridotta del 60-70% durante una dialisi di 3-6 ore con un filtro ad alto flusso.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
V03AB35
Sugammadex è un sequestrante selettivo dei miorilassanti.
Meccanismo d'azione
Sugammadex è una ciclodestrina gamma-modificata che forma un complesso con i bloccanti neuromuscolari rocuronio e vecuronio. La presente quantità di bloccanti neuromuscolari in grado di legarsi ai recettori nicotinici della giunzione neuromuscolare viene ridotta e viene invertito il blocco neuromuscolare indotto dal rocuronio o dal vecuronio.
Farmacodinamica
In studi dose-risposta, dopo induzione dei blocchi neuromuscolari con rocuronio (bromuro di rocuronio alla dose di 0,6, 0,9, 1,0 e 1,2 mg/kg, con e senza dosi di mantenimento) e con vecuronio (bromuro di vecuronio alla dose di 0,1 mg/kg, con o senza dosi di mantenimento), è stato somministrato il sugammadex a dosi comprese tra 0,5 mg/kg e 16 mg/kg in diversi momenti del rilassamento e a diversi gradi del rilassamento. In questi studi è stata osservata una chiara relazione dose-risposta.
Efficacia clinica
Sugammadex può essere somministrato in diversi momenti dopo la somministrazione di bromuro di rocuronio e vecuronio.
Inversione di routine – blocco neuromuscolare profondo
In uno studio cardine, i pazienti sono stati assegnati secondo il principio di casualità al gruppo rocuronio o vecuronio. Dopo l'ultima dose di rocuronio o vecuronio, in presenza di 1-2 PTC sono stati somministrati in sequenza randomizzata sugammadex (4,0 mg/kg) o neostigmina (70 μg/kg). Il tempo (in minuti) dall'inizio della somministrazione di sugammadex o neostigmina fino al ripristino di un valore del rapporto T4/T1 di 0,9 è stato il seguente.
Tabella 3: Tempo (minuti) dalla somministrazione di sugammadex o neostigmina in corso di blocco neuromuscolare profondo (1-2 PTC) dopo somministrazione di rocuronio o vecuronio fino al ripristino di un valore del rapporto T4/T1 di 0,9
Bloccante neuromuscolare | Schema di trattamento | |
|---|---|---|
Sugammadex | Neostigmina | |
Rocuronio | ||
N | 37 | 37 |
Mediana (minuti) | 2,7 | 49,0 |
Dispersione | 1,2-16,1 | 13,3-145,7 |
Vecuronio | ||
N | 47 | 36 |
Mediana (minuti) | 3,3 | 49,9 |
Dispersione | 1,4-68,4 | 46,0-312,7 |
Inversione di routine – blocco neuromuscolare moderato
In un altro studio cardine, i pazienti sono stati assegnati secondo il principio di casualità al gruppo rocuronio o vecuronio. Dopo l'ultima dose di rocuronio o vecuronio, in seguito al ripristino di T2, sono stati somministrati in sequenza randomizzata sugammadex (2,0 mg/kg) o neostigmina (50 μg/kg). Il tempo (in minuti) dall'inizio della somministrazione di sugammadex o neostigmina fino al ripristino di un valore del rapporto T4/T1 di 0,9 è stato il seguente.
Tabella 4: Tempo (minuti) dalla somministrazione di sugammadex o neostigmina in seguito al ripristino di T2 dopo somministrazione di rocuronio o vecuronio fino al ripristino di un valore del rapporto T4/T1 di 0,9
Bloccante neuromuscolare | Schema di trattamento | |
|---|---|---|
Sugammadex | Neostigmina | |
Rocuronio | ||
N | 48 | 48 |
Mediana (minuti) | 1,4 | 17,6 |
Dispersione | 0,9-5,4 | 3,7-106,9 |
Vecuronio | ||
N | 48 | 45 |
Mediana (minuti) | 2,1 | 18,96 |
Dispersione | 1,2-64,2 | 2,9-76,2 |
L'inversione del blocco neuromuscolare indotto da rocuronio con sugammadex è stato confrontato con l'inversione del blocco neuromuscolare indotto da cisatracurio con neostigmina. Dopo il ripristino di T2 è stata somministrata una dose di sugammadex di 2,0 mg/kg o una dose di neostigmina di 50 μg/kg. L'inversione del blocco neuromuscolare indotto da rocuronio con sugammadex è stata più rapida dell'inversione del blocco neuromuscolare indotto da cisatracurio con neostigmina.
Tabella 5: Tempo (minuti) dalla somministrazione di sugammadex o neostigmina in seguito al ripristino di T2 dopo somministrazione di rocuronio o cisatracurio fino al ripristino di un valore del rapporto T4/T1 di 0,9
Bloccante neuromuscolare | Schema di trattamento | |
|---|---|---|
Rocuronio e sugammadex | Cisatracurio e neostigmina | |
N | 34 | 39 |
Mediana (minuti) | 1,9 | 7,2 |
Dispersione | 0,7-6,4 | 4,2-28,2 |
Inversione immediata
Il tempo di recupero dopo un blocco neuromuscolare indotto da succinilcolina (1,0 mg/kg) è stato confrontato con quello ottenuto con sugammadex (16 mg/kg) 3 minuti dopo la somministrazione di rocuronio (1,2 mg/kg).
Tabella 6: Tempo (minuti) dalla somministrazione di rocuronio e sugammadex o succinilcolina fino al ripristino del 10% di T1
Bloccante neuromuscolare | Schema di trattamento | |
|---|---|---|
Rocuronio e sugammadex | Succinilcolina | |
N | 55 | 55 |
Mediana (minuti) | 4,2 | 7,1 |
Dispersione | 3,5-7,7 | 3,7-10,5 |
L'analisi dei dati aggregati ha rilevato i seguenti tempi di recupero con la somministrazione di sugammadex (16 mg/kg) dopo la somministrazione di bromuro di rocuronio (1,2 mg/kg):
Tabella 7: Tempo (minuti) dalla somministrazione di sugammadex 3 minuti dopo la somministrazione di rocuronio fino al ripristino di un valore del rapporto T4/T1 di 0,9, 0,8 o 0,7
| T4/T1 di 0,9 | T4/T1 di 0,8 | T4/T1 di 0,7 |
|---|---|---|---|
N | 65 | 65 | 65 |
Mediana (minuti) | 1,5 | 1,3 | 1,1 |
Dispersione | 0,5-14,3 | 0,5-6,2 | 0,5-3,3 |
Insufficienza renale
L'efficacia e la sicurezza di sugammadex in pazienti chirurgici con e senza insufficienza renale grave sono state confrontate in due studi in aperto. In uno studio, sugammadex è stato somministrato dopo un blocco neuromuscolare indotto da rocuronio (1-2 PTC) (4 mg/kg; n=68). Nell'altro studio, sugammadex è stato somministrato dopo il ripristino di T2 (2 mg/kg; n=30). Il tempo di recupero per i pazienti con insufficienza renale grave è stato più lungo rispetto ai pazienti senza insufficienza renale (rapporto T4/T1 di 0,9: mediamente 3:25 vs. 1:52 minuti nel primo studio e 2:00 vs. 1:39 minuti nel secondo studio; vedere «Avvertenze e misure precauzionali»). In questi studi, per i pazienti con insufficienza renale grave non è stata segnalata curarizzazione residua o ricomparsa del blocco neuromuscolare.
Effetti sull'intervallo QTc
In tre studi clinici su un totale di n=287 pazienti che hanno esaminato in modo mirato le alterazioni del QTc con solo sugammadex, con sugammadex in combinazione con rocuronio o vecuronio e con sugammadex in combinazione con propofol o sevoflurano, non è emerso alcun prolungamento clinicamente significativo dell'intervallo QT/QTc con sugammadex rispetto a placebo. I risultati integrati degli esami ECG e gli eventi indesiderati degli studi da fase II a III confermano questo rilievo.
Pazienti patologicamente obesi
In uno studio con 188 pazienti con diagnosi di obesità patologica (indice di massa corporea ≥40 kg/m2), è stato valutato il tempo di recupero dal blocco neuromuscolare moderato o profondo indotto da rocuronio o vecuronio. I pazienti hanno ricevuto 2 mg/kg o 4 mg/kg di sugammadex, a seconda del grado di blocco, dosato in base al peso corporeo effettivo o ideale in modo casuale e in doppio cieco. Aggregati attraverso la profondità del blocco e il bloccante neuromuscolare, il tempo mediano al ripristino del rapporto T4/T1 ≥0,9 in pazienti dosati in base al peso corporeo effettivo è stato statisticamente significativamente più breve rispetto ai pazienti dosati in base al peso corporeo ideale (1,8 vs. 3,3 minuti; p <0,0001).
Sicurezza
Sugammadex è stato usato senza problemi in pazienti con complicanze polmonari o cardiache.
Pazienti con gravi malattie sistemiche
In uno studio su 331 pazienti classificati come classe ASA 3 o 4, l'incidenza di aritmie correlate al trattamento (bradicardia sinusale, tachicardia sinusale o altre aritmie cardiache) è stata studiata dopo la somministrazione di sugammadex.
Nei pazienti che hanno ricevuto sugammadex (2 mg/kg, 4 mg/kg o 16 mg/kg), l'incidenza di aritmie correlate al trattamento è stata generalmente simile a quella della neostigmina (50 µg/kg fino a 5 mg di dose massima) + glicopirrolato (10 µg/kg fino a 1 mg di dose massima). La percentuale di pazienti con bradicardia sinusale correlata al trattamento è stata significativamente inferiore nel gruppo sugammadex 2 mg/kg rispetto al gruppo neostigmina (p=0,026). La percentuale di pazienti con tachicardia sinusale correlata al trattamento è stata significativamente più bassa nel gruppo sugammadex 2 mg/kg e 4 mg/kg rispetto al gruppo neostigmina (p=0,007 e 0,036, rispettivamente). Il profilo di sicurezza nei pazienti di classe ASA 3 e 4 è stato generalmente simile a quello osservato nei pazienti adulti negli studi aggregati da fase I a III, quindi non è richiesto alcun aggiustamento della dose (vedere «Effetti indesiderati»).
Popolazione pediatrica
Uno studio condotto su 288 pazienti di età compresa tra 2 e <17 anni ha valutato la sicurezza e l'efficacia del sugammadex rispetto alla neostigmina per l'inversione del blocco neuromuscolare indotto da rocuronio o vecuronio. Il recupero da un blocco moderato fino a un rapporto TOF ≥0,9 è stato significativamente più rapido nel gruppo sugammadex 2 mg/kg rispetto al gruppo neostigmina (media geometrica: 1,6 minuti per sugammadex 2 mg/kg e 7,5 minuti per neostigmina, rapporto delle medie geometriche: 0,22, IC 95% (0,16; 0,32), p<0,0001). Sugammadex 4 mg/kg ha raggiunto l'inversione del blocco profondo entro 2,0 minuti (media geometrica), dimostrando risultati simili a quelli osservati negli adulti. Questi effetti sono stati coerenti in tutte le coorti di età studiate (da 2 a <6 anni; da 6 a <12; da 12 a <17 anni), sia per il rocuronio che per il vecuronio (vedere «Posologia/impiego»).
Farmacocinetica
I parametri farmacocinetici di sugammadex sono stati calcolati sulla base della somma totale delle concentrazioni di sugammadex legato e non legato nel complesso. Si suppone che in pazienti anestetizzati i parametri farmacocinetici quali la clearance e il volume di distribuzione di sugammadex legato e non legato nel complesso siano identici.
Distribuzione
In pazienti adulti con funzionalità renale normale, il volume di distribuzione di sugammadex osservato allo stato stazionario è di circa 11-14 litri (basato su un'analisi farmacocinetica non-compartimentale convenzionale).
Studi in vitro con sangue umano maschile e plasma sanguigno hanno mostrato che né sugammadex né il complesso di sugammadex e rocuronio si legano alle proteine plasmatiche o agli eritrociti. Sugammadex somministrato in bolo e.v. presenta una cinetica lineare a posologie di 1-16 mg/kg.
Metabolismo
In studi preclinici e clinici non sono stati osservati metaboliti di sugammadex.
Eliminazione
Sugammadex viene escreto principalmente nelle urine in forma immodificata.
In pazienti adulti anestetizzati con funzionalità renale normale, sugammadex presenta un'emivita di eliminazione (t1/2) di circa 2 ore e una clearance plasmatica stimata di circa 88 ml/min. Uno studio sull'equilibrio di massa ha dimostrato che >90% della dose viene escreto nell'arco di 24 ore. Il 96% della dose viene escreto nelle urine, di cui almeno il 95% in forma immodificata. L'escrezione per via fecale o tramite l'aria espirata è risultata inferiore allo 0,02% della dose. La somministrazione di sugammadex a volontari sani ha determinato un aumento dell'eliminazione renale del rocuronio presente nel complesso.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità renale ed età:
Disturbi della funzionalità renale
In uno studio di farmacocinetica che ha confrontato pazienti con insufficienza renale grave e pazienti con funzionalità renale normale, i livelli plasmatici di sugammadex durante la prima ora successiva alla somministrazione sono risultati simili e successivamente sono diminuiti più velocemente nel gruppo di controllo. In pazienti con insufficienza renale grave l'esposizione è risultata complessivamente prolungata, con conseguenti livelli di esposizione 17 volte più alti. In pazienti con insufficienza renale grave, basse concentrazioni di sugammadex sono rilevabili per almeno 48 ore dopo la somministrazione.
In un secondo studio che ha confrontato pazienti con insufficienza renale moderata o grave e pazienti con funzionalità renale normale, la clearance di sugammadex è diminuita progressivamente e il t½ si è prolungato progressivamente con la riduzione della funzionalità renale. L'esposizione è stata rispettivamente 2 volte e 5 volte più alta nei pazienti con insufficienza renale moderata e grave. Nei pazienti con insufficienza renale grave, sugammadex non era più rilevabile a oltre 7 giorni dalla somministrazione.
Bambini e adolescenti
I parametri farmacocinetici di sugammadex sono stati stimati in pazienti pediatrici di età compresa tra 2 e <17 anni, con pazienti in 3 gruppi di età (da 2 a <6, da 6 a <12 e da 12 a <17 anni) e dosi endovenose di 2 e 4 mg/kg di sugammadex, somministrate rispettivamente per l'inversione di un blocco neuromuscolare moderato e profondo. Sia la clearance che il volume di distribuzione aumentano con l'età nei pazienti pediatrici.
L'esposizione a sugammadex (AUC0-inf e Cmax) è aumentata in modo dose-dipendente e lineare nei pazienti di età compresa tra 2 e <17 anni dopo la somministrazione di 2 e 4 mg/kg. L'esposizione a sugammadex è stata inferiore del 40% circa nei pazienti di età compresa tra 2 e <6 anni dopo la somministrazione di 2 o 4 mg/kg di sugammadex rispetto ai pazienti pediatrici più grandi (da 6 a <17 anni) e agli adulti; tuttavia, questa differenza non è stata clinicamente rilevante (vedere «Proprietà/effetti»).
Di seguito è riportato un riepilogo dei parametri farmacocinetici di sugammadex stratificati per età e funzionalità renale sulla base dei risultati di un modello cinetico di popolazione:
Tabella 8: Riepilogo dei parametri farmacocinetici di sugammadex, stratificati per età e funzione renale
Caratteristiche dei pazienti selezionate | Parametri PK medi previsti (CV*%) | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
Dati demografici | Funzionalità renale [ml/min] | Clearance [ml/min] | Volume di distribuzione allo stato stazionario [l] | Emivita di eliminazione [h] | ||
Adulto | Normale |
| 100 | 84 (24) | 13 | 2 (22) |
40 anni | Compromessa | Lieve | 50 | 47 (25) | 14 | 4 (22) |
75 kg |
| Moderata | 30 | 28 (24) | 14 | 7 (23) |
|
| Grave | 10 | 8 (25) | 15 | 24 (25) |
Anziano | Normale |
| 80 | 70 (24) | 13 | 3 (21) |
75 anni | Compromessa | Lieve | 50 | 46 (25) | 14 | 4 (23) |
75 kg |
| Moderata | 30 | 28 (25) | 14 | 7 (23) |
|
| Grave | 10 | 8 (25) | 15 | 24 (24) |
Adolescente | Normale |
| 95 | 72 (25) | 10 | 2 (21) |
15 anni | Compromessa | Lieve | 48 | 40 (24) | 11 | 4 (23) |
56 kg |
| Moderata | 29 | 24 (24) | 11 | 6 (24) |
|
| Grave | 10 | 7 (25) | 11 | 22 (25) |
Media infanzia | Normale |
| 60 | 40 (24) | 5 | 2 (22) |
9 anni | Compromessa | Lieve | 30 | 21 (24) | 6 | 4 (22) |
29 kg |
| Moderata | 18 | 12 (25) | 6 | 7 (24) |
|
| Grave | 6 | 3 (26) | 6 | 25 (25) |
Prima infanzia | Normale |
| 39 | 24 (25) | 3 | 2 (22) |
4 anni | Compromessa | Lieve | 19 | 11 (25) | 3 | 4 (23) |
16 kg |
| Moderata | 12 | 6 (25) | 3 | 7 (24) |
|
| Grave | 4 | 2 (25) | 3 | 28 (26) |
* CV=coefficiente di variazione
Sesso:
Non sono state osservate differenze specifiche in base al sesso.
Appartenenza etnica:
In uno studio comparativo con soggetti giapponesi e caucasici non sono state osservate differenze clinicamente rilevanti nei parametri farmacocinetici. I limitati dati a disposizione non consentono di trarre conclusioni su differenze nei parametri farmacocinetici di soggetti di pelle nera o afroamericani.
Peso corporeo:
Un'analisi farmacocinetica di popolazione con pazienti adulti e anziani non ha evidenziato alcun nesso clinicamente rilevante tra la clearance o il volume di distribuzione e il peso corporeo.
Obesità:
In uno studio clinico con pazienti patologicamente obesi, sugammadex 2 mg/kg e 4 mg/kg è stato dosato in base al peso corporeo effettivo (n=76) o al peso corporeo ideale (n=74). L'esposizione a sugammadex è aumentata in modo dose-dipendente e lineare dopo la somministrazione in base al peso corporeo effettivo o ideale. Non sono state osservate differenze clinicamente rilevanti nei parametri farmacocinetici tra i pazienti con obesità patologica e la popolazione generale.
Dati preclinici
Alla luce dell'uso corretto in singola dose di sugammadex e considerata l'assenza di un potenziale genotossico non sono stati effettuati studi di cancerogenicità.
Nei ratti, sugammadex non ha compromesso la fertilità femminile o maschile con una somministrazione di 500 mg/kg/giorno, che corrisponde a un'esposizione sistemica circa 6-50 volte superiore a quella osservata nell'uomo alla posologia raccomandata. Inoltre, in uno studio di tossicità di 4 settimane su ratti e cani non sono state riscontrate alterazioni morfologiche degli organi riproduttivi maschili e femminili. Sugammadex non è risultato teratogeno nei ratti e nei conigli.
Nelle specie impiegate negli studi preclinici, sugammadex viene escreto rapidamente, benché residui di sugammadex siano stati ritrovati nelle ossa e nei denti di ratti giovani. Studi preclinici su giovani ratti adulti e maturi mostrano che sugammadex non influenza negativamente il colore dei denti o la qualità, la struttura o il metabolismo osseo. Sugammadex non ha effetti sulla guarigione di fratture e sul rimodellamento osseo.
In ratti giovani, con la somministrazione ripetuta sono state osservate pigmentazioni biancastre degli incisivi e un'alterata formazione dello smalto dentale. Gli animali hanno ricevuto tuttavia dosi 48-480 volte superiori alla dose terapeutica di 4 mg/kg raccomandata nell'essere umano.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Sono state riscontrate incompatibilità fisiche con verapamil, ondansetron e ranitidina.
Sugammadex-Mepha deve essere miscelato solo con le soluzioni indicate in «Indicazioni per la manipolazione». Quando Sugammadex-Mepha viene somministrato con lo stesso dispositivo per infusione usato per altri medicamenti, occorre tenere presente che questo dispositivo deve essere lavato accuratamente (ad es. con NaCl allo 0,9%). Ciò vale in particolare in caso di somministrazione di Sugammadex-Mepha e medicamenti per i quali è stata dimostrata un'incompatibilità con Sugammadex-Mepha o per i quali non è accertata la compatibilità con Sugammadex-Mepha.
Stabilità
Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
La stabilità chimica e fisica della soluzione ricostituita è stata dimostrata per 48 ore a una temperatura di 2-25 °C. Per ragioni microbiologiche, il preparato pronto all'uso deve tuttavia essere usato immediatamente dopo la diluizione. Qualora un uso immediato non sia possibile, in genere non si deve conservare la soluzione diluita oltre le 24 ore alla temperatura di 2-8 °C.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare nella confezione originale, al riparo dalla luce. Non conservare a temperature superiori a 30°C. Non congelare. Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Sugammadex-Mepha può essere iniettato nella linea di un'infusione in corso con le seguenti soluzioni per somministrazione endovenosa: NaCl allo 0,9%, glucosio al 5%, NaCl allo 0,45% + glucosio al 2,5%, Ringer lattato, Ringer, glucosio al 5% in NaCl allo 0,9%.
Tra la somministrazione di Sugammadex-Mepha e di altri medicamenti, l'accesso e.v. deve essere lavato adeguatamente (ad es. con NaCl allo 0,9%).
Per i pazienti pediatrici Sugammadex-Mepha con soluzione di NaCl allo 0,9% può essere diluito fino a una concentrazione di 10 mg/ml (vedere «Posologia/impiego»).
L'eventuale prodotto residuo in flaconcini aperti deve essere smaltito.
Numero dell'omologazione
69000 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Mepha Pharma AG, Basel.
Stato dell'informazione
Febbraio 2026.
Numero interno della versione: 3.1
31439 — 13/07/2026