NEOCITRAN Grippe refroid FORTE pdr
Haleon Schweiz AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
NeoCitran Influenza/Raffreddore FORTE, polvere per soluzione orale
L'efficacia e la sicurezza di NeoCitran Influenza/Raffreddore FORTE sono state verificate solo sommariamente da Swissmedic. L'omologazione di NeoCitran Influenza/Raffreddore FORTE si basa su «Theraflu Forte s vitaminem C lesní ovoce» con informazioni aggiornate a ottobre 2021: quest'ultimo contiene gli stessi principi attivi ed è autorizzato nella Repubblica Ceca.
Composizione
Principi attivi
Paracetamolo, fenilefrina cloridrato, acido ascorbico.
Sostanze ausiliarie
Saccarosio 5210 mg/bustina, acido tartarico, sodio citrato, aspartame (E951) 80 mg/bustina, sodio cloruro, azorubina (E122) 3,91 mg/bustina, Verde S (E142), Giallo Arancio S (E110) 0,1 mg/bustina e aroma di frutti di bosco.
1 bustina contiene 118 mg di sodio.
Nota per i diabetici
NeoCitran Influenza/Raffreddore FORTE contiene circa 5,2 g di carboidrati assimilabili a bustina.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Polvere per soluzione orale.
1 bustina contiene: paracetamolo 1000 mg, fenilefrina cloridrato 10 mg (pari a 8,2 mg di fenilefrina base), acido ascorbico 70 mg.
Polvere dal colore rosa pallido o pesca con un caratteristico aroma fruttato di frutti di bosco e mentolo.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento sintomatico dei sintomi di raffreddore e influenza con raffreddore accompagnato da febbre e/o dolori da leggeri a moderatamente forti, compreso dolore faringeo, cefalea, dolori muscolari e seni paranasali doloranti.
Questo medicamento è destinato agli adulti con peso corporeo non inferiore a 50 kg.
Posologia/Impiego
Adulti (anziani compresi) con peso corporeo non inferiore a 50 kg
Una bustina ogni 4-6 ore, secondo necessità, senza superare le 4 bustine al giorno.
Dose giornaliera massima: 4 bustine in 24 ore (pari a 4000 mg di paracetamolo, 40 mg di fenilefrina cloridrato e 280 mg di acido ascorbico).
Non si deve superare la dose giornaliera massima indicata.
Assumere sempre il dosaggio minimo efficace (il numero minimo di bustine) al giorno per la più breve durata possibile del trattamento.
Per evitare il rischio di posologia eccessiva, assicurarsi che gli altri medicamenti eventualmente assunti contemporaneamente non contengano paracetamolo, fenilefrina o altri decongestionanti.
Una posologia eccessiva di paracetamolo può causare danni epatici molto gravi.
Durata del trattamento
Durata massima del trattamento: 7 giorni.
Modo di somministrazione
Sciogliere il contenuto di una bustina in un bicchiere di acqua calda ma non bollente. Lasciare raffreddare fino a raggiungere una temperatura gradevole, ma bere quando è ancora calda.
Bambini e adolescenti
Questo medicamento non è indicato per i bambini e gli adolescenti di età inferiore ai 18 anni.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
L'uso è controindicato nei pazienti con gravi disturbi della funzionalità epatica (si veda «Controindicazioni»).
I pazienti con patologia epatica attiva cronica o compensata, in particolare con insufficienza epatocellulare da lieve a moderata, alcolismo cronico, malnutrizione cronica (basse riserve di glutatione epatico) o disidratazione non devono assumere dosi singole di 1000 mg di paracetamolo. Sul mercato sono disponibili forme farmaceutiche e dosaggi più adatti. La dose giornaliera di paracetamolo in questi pazienti non deve superare i 2000 mg (si veda «Avvertenze e misure precauzionali»).
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Questo medicamento deve essere assunto con cautela e solo sotto controllo medico nei pazienti con un lieve disturbo della funzionalità renale (si veda «Avvertenze e misure precauzionali»).
I pazienti con disturbo della funzionalità renale da moderato a grave, se è necessaria una riduzione della dose, non devono assumere dosi singole di 1000 mg di paracetamolo. Sul mercato sono disponibili forme farmaceutiche e dosaggi più adatti.
Pazienti anziani
Questo medicamento può essere assunto da pazienti anziani con peso corporeo non inferiore a 50 kg.
Controindicazioni
- Ipersensibilità a uno dei principi attivi paracetamolo (e sostanze correlate, ad esempio propacetamolo), fenilefrina, acido ascorbico o a una delle sostanze ausiliarie della composizione
- Glaucoma ad angolo chiuso
- Ipertiroidismo
- Diabete mellito
- Disturbo cardiovascolare, tra cui cardiopatie e ipertensione
- Feocromocitoma
- Terapia concomitante o risalente a non più di 2 settimane prima con inibitori MAO (si veda «Interazioni»)
- Terapia concomitante o risalente a non più di 2 settimane prima con antidepressivi triciclici (si veda «Interazioni»)
- Terapia concomitante con betabloccanti e altri antipertensivi (si veda «Interazioni»)
- Terapia concomitante con altri simpaticomimetici (ad esempio decongestionanti, soppressori dell'appetito e psicostimolanti anfetaminici) (si veda «Interazioni»)
- Grave disturbo della funzionalità epatica (cirrosi epatica e ascite)/epatite acuta o patologia epatica attiva e scompensata
- Pazienti con epilessia
- Iperbilirubinemia costituzionale ereditaria (malattia di Meulengracht).
Avvertenze e misure precauzionali
NeoCitran Influenza/Raffreddore FORTE contiene paracetamolo. Non si devono assumere contemporaneamente altri preparati contenenti paracetamolo perché c'è il rischio di posologia eccessiva. Una posologia eccessiva di paracetamolo può causare insufficienza epatica, talvolta tale da richiedere un trapianto del fegato o da causare il decesso (si veda «Posologia eccessiva»).
Sono stati segnalati casi di disturbi della funzionalità epatica/insufficienza epatica in pazienti con bassi livelli di glutatione, ad esempio per malnutrizione grave, anoressia, basso indice di massa corporea, forte consumo cronico di alcol o sepsi.
Si raccomanda cautela nei seguenti casi:
- iperplasia prostatica benigna
- malattia vascolare occlusiva (ad es. sindrome di Raynaud)
- disturbo della funzionalità epatica (si veda la rubrica «Posologia/impiego»). Una patologia epatica soggiacente aumenta il rischio di danni epatici indotti dal paracetamolo (si veda «Controindicazioni»)
- disturbo della funzionalità renale (si veda la rubrica «Posologia/Impiego»)
- deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi
- stato di deplezione del glutatione, poiché l'assunzione di paracetamolo può aumentare il rischio di acidosi metabolica.
Si raccomanda cautela ai pazienti che assumono i seguenti medicamenti (si veda «Interazioni»):
- digossina e glicosidi cardiaci
- alcaloidi dell'ergot (ad es. ergotamina e metisergide)
- medicamenti che compromettono la funzionalità epatica.
Se i sintomi peggiorano, durano più di 3 giorni o sono accompagnati da febbre alta, eruzione cutanea o cefalea persistente, i pazienti devono consultare immediatamente il medico.
In casi molto rari, il paracetamolo può provocare gravi reazioni cutanee come la pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG), la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (NET), reazioni che possono risultare fatali. I pazienti devono essere informati sui sintomi delle reazioni cutanee gravi e l'assunzione del medicamento deve essere sospesa alla prima comparsa di reazioni cutanee o di altri segni di ipersensibilità.
Il paziente deve essere informato del fatto che gli antidolorifici non vanno assunti regolarmente per un periodo di tempo prolungato senza prescrizione medica. Un dolore di durata prolungata richiede un parere medico.
L'assunzione prolungata di antidolorifici, soprattutto se si associano diversi principi attivi analgesici, può portare a danni renali permanenti con il rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici).
Il paziente deve essere informato del fatto che l'uso cronico di analgesici può provocare cefalea, la quale induce a riassumere il medicamento che, a sua volta, può contribuire a mantenere la cefalea (la cosiddetta cefalea da analgesici).
Informazioni sulle sostanze ausiliarie
Saccarosio
NeoCitran Influenza/Raffreddore FORTE contiene 5210 mg di saccarosio a bustina. Si deve tenere conto di questo aspetto per i pazienti con diabete mellito. I pazienti che soffrono di intolleranza ereditaria al fruttosio, malassorbimento di glucosio-galattosio o deficit di sucrasi-isomaltasi non devono assumere questo medicamento.
Sodio
NeoCitran Influenza/Raffreddore FORTE contiene 118 mg di sodio a bustina, pari al 5,9% dell'apporto massimo giornaliero di 2 g di sodio raccomandato dall'OMS per un adulto.
Coloranti azoici
Ogni bustina di NeoCitran Influenza/Raffreddore FORTE contiene: 0,1 mg di Giallo Arancio S (E110) e 3,91 mg di azorubina (E122). Entrambi possono causare reazioni allergiche.
Aspartame (E951)
NeoCitran Influenza/Raffreddore FORTE contiene 80 mg di aspartame a bustina come dolcificante. L'aspartame viene idrolizzato nel tratto gastrointestinale dopo l'assunzione orale. Uno dei principali prodotti di idrolisi è la fenilalanina. Pertanto questo medicamento non deve essere assunto da pazienti con fenilchetonuria.
Interazioni
Paracetamolo
Il paracetamolo deve essere assunto con cautela in associazione con i seguenti medicamenti poiché sono state segnalate delle interazioni.
Warfarin e altre cumarine | L'effetto anticoagulante del warfarin e di altre cumarine può intensificarsi in caso di assunzione regolare di paracetamolo, con conseguente aumento del rischio di emorragie. L'assunzione occasionale non ha effetti significativi sulla predisposizione al sanguinamento. Nella fase di assunzione concomitante e nella fase successiva è necessario un monitoraggio più assiduo dei valori di INR. |
Procinetici | Metoclopramide o domperidone possono aumentare l'assorbimento del paracetamolo. |
Colestiramina | La colestiramina può ridurre l'assorbimento del paracetamolo. Pertanto, la colestiramina deve essere assunta 1 ora dopo. |
Medicamenti che aumentano il metabolismo epatico/induttori degli enzimi microsomiali epatici | L'assunzione concomitante di paracetamolo con medicamenti che aumentano il metabolismo epatico, come alcuni ipnotici o antiepilettici (ad esempio fenobarbital, fenitoina, carbamazepina) e medicamenti contro la tubercolosi (rifampicina e isoniazide), può causare danni epatici, anche se i pazienti non superano la dose di paracetamolo raccomandata. |
Sostanze epatotossiche | Le sostanze epatotossiche possono aumentare la probabilità di accumulo di paracetamolo e il rischio di posologia eccessiva. |
Salicilamide | La salicilamide prolunga l'emivita di eliminazione del paracetamolo. |
Propantelina | I medicamenti che rallentano lo svuotamento gastrico (ad es. la propantelina) riducono la velocità di assorbimento. |
Cloramfenicolo | L'emivita di eliminazione del cloramfenicolo è quintuplicata dal paracetamolo. |
Clorzoxazone | La somministrazione concomitante di paracetamolo e clorzoxazone aumenta l'epatotossicità di entrambe le sostanze. |
Zidovudina | L'assunzione concomitante di zidovudina e paracetamolo aumenta la tendenza alla neutropenia. |
Probenecid | Il probenecid inibisce la coniugazione del paracetamolo con l'acido glucuronico, con conseguente riduzione della clearance del paracetamolo. Se assunto contemporaneamente, occorre ridurre la dose di paracetamolo. |
Lamotrigina | Attraverso l'induzione della metabolizzazione epatica, il paracetamolo può ridurre la biodisponibilità della lamotrigina e possibilmente ridurne l'efficacia. |
Fenilefrina
La fenilefrina deve essere assunta con cautela in associazione con i seguenti medicamenti poiché sono state segnalate delle interazioni.
Inibitori delle monoamino ossidasi (inibitori MAO) | L'assunzione concomitante di amine simpaticomimetiche, come la fenilefrina, con gli inibitori MAO può causare ipertensione arteriosa. L'assunzione concomitante (o se gli inibitori MAO sono stati assunti nelle 2 settimane precedenti) è controindicata (si veda «Controindicazioni»). |
Amine simpaticomimetiche | L'assunzione concomitante di fenilefrina con altre amine simpaticomimetiche può aumentare il rischio di effetti cardiovascolari indesiderati. L'assunzione concomitante è controindicata (si veda «Controindicazioni»). |
Betabloccanti e altri antipertensivi | La fenilefrina può ridurre l'efficacia dei betabloccanti e di altri antipertensivi (come debrisochina, guanetidina, reserpina, metildopa). L'assunzione concomitante è controindicata (si veda «Controindicazioni»). Può aumentare il rischio di ipertensione e di altri effetti cardiovascolari indesiderati. |
Antidepressivi triciclici (ad es. amitriptilina) | Gli antidepressivi triciclici possono aumentare il rischio di effetti cardiovascolari indesiderati associati alla fenilefrina. L'assunzione concomitante è controindicata (si veda «Controindicazioni»). |
Digossina e glicosidi cardiaci | L'assunzione concomitante di fenilefrina con digossina e glicosidi cardiaci aumenta il rischio di aritmie cardiache e infarto miocardico (si veda «Avvertenze e misure precauzionali»). |
Alcaloidi dell'ergot (ergotamina e metisergide) | L'assunzione concomitante di fenilefrina con alcaloidi dell'ergot aumenta il rischio di ergotismo (si veda «Avvertenze e misure precauzionali»). |
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
NeoCitran Influenza/Raffreddore FORTE non può essere assunto in gravidanza, a meno che il beneficio atteso per la madre non giustifichi il rischio potenziale per il feto. Si deve assumere sempre la dose minima efficace per la più breve durata possibile del trattamento.
Paracetamolo
Ampi dati su donne in gravidanza non indicano malformazioni o tossicità fetale/neonatale. Gli studi epidemiologici sullo sviluppo del sistema nervoso nei bambini dopo l'esposizione al paracetamolo in utero non offrono risultati conclusivi. Se clinicamente indicato, il paracetamolo può essere assunto in gravidanza; deve essere assunto alla dose minima efficace, con la minima frequenza possibile e per il periodo più breve possibile.
Fenilefrina
Esistono solo dati limitati sull'uso della fenilefrina nelle donne in gravidanza. Gli studi sulla tossicità riproduttiva negli animali sono insufficienti (si veda «Dati preclinici»). La fenilefrina non è raccomandata in gravidanza e nelle donne in età fertile senza contraccezione.
Acido ascorbico
La dose massima tollerabile (tolerable upper intake level, UL) di acido ascorbico è di 1800 mg/die (gravidanza <18 anni) e 2000 mg/die (gravidanza >18 anni). L'UL è il valore più elevato per l'assunzione giornaliera di nutrienti al quale non si prevedono rischi per la salute.
Allattamento
NeoCitran Influenza/Raffreddore FORTE non può essere assunto durante l'allattamento.
Si deve decidere se interrompere l'allattamento al seno o sospendere il trattamento con NeoCitran Influenza/Raffreddore FORTE, tenendo conto dei benefici dell'allattamento per il bambino e dei benefici della terapia per la donna.
Paracetamolo
Il paracetamolo passa nel latte materno, ma in quantità clinicamente non significativa alle dosi raccomandate.
Fenilefrina
La fenilefrina può passare nel latte materno.
Acido ascorbico
La dose massima tollerabile (tolerable upper intake level, UL) di acido ascorbico è di 1800 mg/die (allattamento <18 anni) e 2000 mg/die (allattamento >18 anni). L'UL è il valore più elevato per l'assunzione giornaliera di nutrienti al quale non si prevedono rischi per la salute.
Fertilità
Gli effetti sulla fertilità non sono stati studiati in modo specifico con questo medicamento. Gli studi preclinici con il paracetamolo alle dosi terapeutiche non indicano alcun rischio particolare per la fertilità. Gli studi sulla tossicità riproduttiva della fenilefrina negli animali sono insufficienti (si veda «Dati preclinici»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
NeoCitran Influenza/Raffreddore FORTE ha un effetto ridotto sulla capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchinari. Ai pazienti si deve raccomandare di non guidare veicoli o utilizzare macchinari se hanno dei capogiri (si veda «Effetti indesiderati»).
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1000), molto raro (<1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Paracetamolo
Gli effetti indesiderati desunti dai dati degli studi clinici più vecchi si basano su un numero ridotto di pazienti e sono rari.
Gli effetti indesiderati derivanti da un'ampia esperienza post-marketing alle dosi terapeutiche/raccomandate sono elencati di seguito in base alla classificazione per sistemi e organi MedDRA.
Organo/sistema | Effetto indesiderato |
|---|---|
Patologie del sistema emolinfopoietico | Raro: trombocitopenia di natura allergica (talvolta con la formazione di ematomi ed emorragie), leucopenia, agranulocitosi, pancitopenia, neutropenia, anemia emolitica. |
Disturbi del sistema immunitario | Raro: anafilassi, reazioni allergiche come edema di Quincke (angioedema), dispnea, broncospasmo, attacco di sudorazione, nausea, calo della pressione arteriosa e persino shock. Raro: una piccola percentuale (5-10%) di pazienti con asma indotta dall'acido acetilsalicilico o con altre manifestazioni della cosiddetta intolleranza all'acido acetilsalicilico può reagire in modo simile al paracetamolo (asma da analgesia). |
Patologie epatobiliari | Raro: livelli elevati di transaminasi epatiche. Si vedano le sezioni «Avvertenze e misure precauzionali» e «Posologia eccessiva». |
Condizioni della cute e del tessuto sottocutaneo | Non comune: reazioni cutanee eritematose e orticarioidi e arrossamenti cutanei. Molto raro: sono state segnalate gravi reazioni cutanee come la pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG), la necrolisi epidermica tossica (NET, sindrome di Lyell), la sindrome di Stevens-Johnson (SJS). |
Fenilefrina
I seguenti effetti indesiderati sono stati segnalati in studi clinici con la fenilefrina e rappresentano con molta probabilità gli effetti indesiderati più comuni della fenilefrina. Gli effetti indesiderati sono di seguito ordinati in base alla classificazione per sistemi e organi MedDRA.
Organo/sistema | Effetto indesiderato |
|---|---|
Disturbi psichiatrici | Nervosismo |
Patologie del sistema nervoso | Cefalea, capogiri, insonnia |
Patologie cardiache | Aumento della pressione arteriosa |
Patologie gastrointestinali | Nausea, vomito |
Gli effetti indesiderati osservati dopo l'immissione in commercio sono elencati qui di seguito. Poiché queste reazioni sono state segnalate volontariamente da una popolazione di dimensioni incerte, la loro frequenza non è nota. Si presume che siano rare o molto rare.
Organo/sistema | Effetto indesiderato |
|---|---|
Disturbi del sistema immunitario | Ipersensibilità, orticaria, dermatite allergica |
Patologie dell'occhio | Midriasi, glaucoma ad angolo chiuso acuto1 |
Patologie cardiache | Tachicardia, palpitazioni |
Condizioni della cute e del tessuto sottocutaneo | Eruzione cutanea |
Patologie renali e urinarie | Disuria, ritenzione urinaria2 |
1 soprattutto nei pazienti con glaucoma ad angolo chiuso (si veda la rubrica «Controindicazioni»).
2 soprattutto nei pazienti con ostruzione vescicale, come l'ipertrofia prostatica.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
In caso di posologia eccessiva è necessario l'intervento immediato di un medico, anche in assenza di sintomi.
In caso di posologia eccessiva confermata o sospetta, contattare immediatamente Tox Info Suisse e portare il paziente al pronto soccorso più vicino perché venga preso in carico da personale specializzato. Ciò vale anche per i pazienti che non presentano sintomi o segni di posologia eccessiva perché sussiste il rischio di un danno epatico ritardato.
Paracetamolo
I pazienti NON devono assumere contemporaneamente altri medicamenti contenenti paracetamolo perché sussiste il rischio di gravi danni epatici in caso di posologia eccessiva.
Segni e sintomi
Tra i sintomi di posologia eccessiva di paracetamolo nelle prime 24 ore ci sono: pallore, nausea, vomito e inappetenza. I sintomi clinici del danno epatico si manifestano solitamente dopo 24-48 ore e raggiungono il massimo dopo 4-6 giorni. Il dolore addominale può essere la prima indicazione di un danno epatico, che di solito si manifesta solo dopo 24-48 ore e talvolta addirittura solo dopo 4-6 giorni dall'assunzione. Il danno epatico raggiunge in genere il picco entro 72-96 ore dall'assunzione. Possono verificarsi delle anomalie del metabolismo del glucosio e acidosi metabolica. In caso di intossicazione grave, l'insufficienza epatica può portare a encefalopatia, emorragia, ipoglicemia, edema cerebrale e morte.
Una posologia eccessiva di paracetamolo può causare insufficienza epatica tale da richiedere un trapianto del fegato o da causare il decesso. È stata osservata pancreatite acuta, di solito associata a disturbi della funzionalità epatica e tossicità epatica.
Trattamento
Se si sospetta un'intossicazione, è necessario avviare immediatamente una terapia efficace. Può essere necessaria la somministrazione di N-acetilcisteina o metionina.
Per informazioni dettagliate sulla terapia rivolgersi a Tox Info Suisse.
Fenilefrina
Segni e sintomi
Una posologia eccessiva di fenilefrina provoca probabilmente effetti simili a quelli già elencati alla voce «Effetti indesiderati». Altri sintomi possibili sono irritabilità, irrequietezza, ipertensione ed eventualmente bradicardia riflessa. Nei casi più gravi, possono manifestarsi confusione, allucinazioni, convulsioni e aritmie cardiache. Tuttavia, la quantità necessaria a causare una grave tossicità da fenilefrina sarebbe superiore a quella che provoca tossicità epatica legata al paracetamolo.
Trattamento
Il trattamento viene effettuato in base alle esigenze cliniche o dietro consultazione di Tox Info Suisse. L'ipertensione grave può richiedere il trattamento con un alfa-bloccante come la fentolamina.
Acido ascorbico
Segni e sintomi
Dosi elevate di acido ascorbico (>3000 mg) possono causare diarrea osmotica transitoria e sintomi gastrointestinali come nausea e disturbi addominali.
Gli effetti di una posologia eccessiva di acido ascorbico sarebbero oscurati dalla grave tossicità epatica di una posologia eccessiva di paracetamolo.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N02BE51
Meccanismo d'azione
Il paracetamolo è un analgesico e un antipiretico. Il meccanismo d'azione prevede l'inibizione della sintesi delle prostaglandine, che è prevalentemente centrale.
La fenilefrina cloridrato è un agente simpaticomimetico con effetti prevalentemente diretti sui recettori adrenergici (principalmente attività alfa-adrenergica), che portano alla decongestione della mucosa nasale.
L'acido ascorbico è un donatore di elettroni (agente riducente o antiossidante), presumibilmente questo spiega tutte le sue funzioni biochimiche e molecolari.
Farmacodinamica
Paracetamolo
La mancata inibizione della sintesi periferica di prostaglandine consente il mantenimento di prostaglandine protettive nel tratto gastrointestinale.
Fenilefrina cloridrato
La fenilefrina cloridrato ha un effetto decongestionante sulla mucosa nasale, agisce per vasocostrizione e riduce l'edema e il gonfiore della mucosa nasale.
Acido ascorbico
L'acido ascorbico (vitamina C) è un componente essenziale dell'alimentazione umana. La sua aggiunta integra l'assunzione di vitamina C dagli alimenti. Ciò è particolarmente importante all'insorgere di infezioni virali acute, come il raffreddore, poiché in quel momento le riserve di vitamina C possono essere scarse e l'appetito ridotto.
Farmacocinetica
Paracetamolo
Assorbimento
Il paracetamolo viene assorbito rapidamente e quasi completamente dal tratto gastrointestinale dopo la somministrazione orale. Il picco di concentrazione plasmatica (Cmax) viene di norma raggiunto dopo 10-60 minuti.
Distribuzione
Il paracetamolo viene ripartito rapidamente e uniformemente nella maggior parte dei tessuti e dei liquidi e ha un volume di distribuzione di circa 0,9 l/kg. Il legame con le proteine plasmatiche è minimo alle concentrazioni terapeutiche.
Metabolismo
Il paracetamolo viene metabolizzato nel fegato ed escreto nelle urine principalmente come glucuronide e solfo-coniugato.
Eliminazione
Meno del 5% viene escreto immutato come paracetamolo. L'emivita plasmatica media del paracetamolo dopo una dose terapeutica è di circa 1-3 ore.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Insufficienza epatica
L'emivita plasmatica è sostanzialmente invariata nei pazienti con lieve insufficienza epatica. Nei pazienti con insufficienza epatica grave, invece, è considerevolmente più lunga.
Negli studi clinici condotti con il paracetamolo per via orale, l'aumento delle concentrazioni plasmatiche di paracetamolo e il prolungamento dell'emivita di eliminazione nei pazienti affetti da malattie epatiche croniche, ivi compresi quelli affetti da cirrosi epatica indotta dall'alcol, hanno dimostrato una moderata alterazione del metabolismo del paracetamolo. Tuttavia, non si è osservato un accumulo significativo di paracetamolo. L'aumento dell'emivita plasmatica del paracetamolo è stato associato a una ridotta capacità di sintesi del fegato. È per questo motivo che il paracetamolo deve essere assunto con cautela dai pazienti affetti da malattie epatiche e la dose giornaliera massima deve essere limitata a 3 g.
Il paracetamolo è controindicato in caso di patologia epatica attiva scompensata, in particolare in caso di epatite causata dal consumo eccessivo di alcol (a causa dell'induzione del CYP2E1 che comporta un aumento di metaboliti epatotossici del paracetamolo).
Insufficienza renale
In caso di grave insufficienza renale (clearance della creatinina 10-30 ml/min), l'eliminazione del paracetamolo è leggermente rallentata; l'emivita di eliminazione è compresa tra 2 e 5,3 ore. La velocità di eliminazione dei glucuronidi e dei solfo-coniugati è 3 volte più lenta nei pazienti con grave insufficienza renale rispetto ai soggetti sani. Tuttavia, in questa popolazione non è necessario un aggiustamento della dose, dal momento che i glucuronidi e i solfo-coniugati non sono tossici. Si consiglia, però, di aumentare l'intervallo minimo tra le applicazioni quando il paracetamolo viene assunto da pazienti con insufficienza renale da moderata a grave (clearance della creatinina ≤50 ml/min).
I pazienti con disturbo della funzionalità renale da moderato a grave, se è necessaria una riduzione della dose, non devono assumere dosi singole di 1000 mg di paracetamolo. Sul mercato sono disponibili forme farmaceutiche e dosaggi più adatti.
Nei pazienti in emodialisi l'emivita dopo la somministrazione di dosi terapeutiche di paracetamolo può essere ridotta di circa il 40-50%.
Pazienti anziani
L'emivita può risultare più lunga negli anziani e può essere associata a una diminuzione della clearance del medicamento. Di norma non è richiesto alcun aggiustamento della dose.
Fenilefrina cloridrato
Assorbimento
La fenilefrina cloridrato viene assorbita in modo irregolare dal tratto gastrointestinale, con Cmax compresa tra 45 minuti e 2 ore. L'esposizione sistemica massima e totale dopo dosi orali singole di 10, 20 e 30 mg di fenilefrina aumenta in modo sproporzionato con Cmax pari a rispettivamente 1,35, 2,96 e 4,49 ng/ml.
Distribuzione
Non sono disponibili dati rilevanti.
Metabolismo
La fenilefrina cloridrato subisce un metabolismo di primo passaggio da parte delle monoamino ossidasi nell'intestino e nel fegato; la fenilefrina cloridrato somministrata per via orale ha una biodisponibilità ridotta solo del 38%. La fenilefrina cloridrato viene metabolizzata principalmente mediante coniugazione con solfato e deaminazione ossidativa da parte delle monoamino ossidasi (MAO).
Eliminazione
La fenilefrina cloridrato viene escreta nelle urine quasi esclusivamente come solfo-coniugato, solo una piccola parte viene escreta immutata. L'emivita media di eliminazione (t1/2) della fenilefrina dopo somministrazione orale è di circa 2-3 ore.
Acido ascorbico
Assorbimento
L'acido ascorbico viene assorbito rapidamente dal tratto gastrointestinale. Le concentrazioni plasmatiche di acido ascorbico aumentano con l'aumentare delle dosi assunte fino a raggiungere un plateau a dosi giornaliere di circa 90-150 mg.
Distribuzione
L'acido ascorbico si distribuisce in tutto il corpo. Il legame con le proteine plasmatiche è del 25%. Le riserve di acido ascorbico dell'organismo sono pari a circa 1,5 g in una persona sana, anche se è possibile immagazzinarne di più con un'assunzione giornaliera di oltre 200 mg. La concentrazione nei leucociti e nelle piastrine è superiore a quella degli eritrociti e del plasma. In condizioni di carenza, la concentrazione nei leucociti diminuisce più tardi e più lentamente ed è considerata un criterio migliore per valutare una carenza rispetto alla concentrazione plasmatica.
Metabolismo
L'acido ascorbico si ossida reversibilmente in acido deidroascorbico. Una parte viene metabolizzata in acido ascorbico-2-solfato, che è inattivo, e in acido ossalico, escreto nelle urine.
Eliminazione
L'acido ascorbico in eccesso non necessario all'organismo viene escreto sotto forma di metaboliti nelle urine. Ciò accade di solito quando se ne assumono più di 100 mg al giorno.
Dati preclinici
Non esistono studi convenzionali che abbiano valutato la tossicità riproduttiva ed evolutiva del paracetamolo secondo gli standard attualmente accettati.
Esistono solo dati non clinici limitati sui possibili effetti indesiderati della fenilefrina sulla riproduzione e sullo sviluppo. Disturbi della crescita fetale e prematurità sono stati osservati in giovani coniglie gravide dopo la somministrazione sottocutanea di 3 mg/die (0,5 mg/kg/die) di fenilefrina (circa 7,5 volte meno della dose terapeutica equivalente nell'uomo) dal 22° giorno di gestazione fino al parto.
Altre indicazioni
Non utilizzare se la bustina è danneggiata.
Influenza su metodi diagnostici
Il paracetamolo può interferire con la misurazione della glicemia quando si utilizza il metodo della glucosio ossidasi. Può anche essere responsabile dell'apparente aumento dell'uremia quando viene rilevata con il metodo della riduzione del fosfotungstato.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperature inferiori a 30 °C.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
68894 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Haleon Schweiz AG, Risch
Stato dell'informazione
Medicamento di confronto straniero: ottobre 2021. Con integrazioni di Swissmedic rilevanti per la sicurezza: febbraio 2023
31263 — 03/07/2024