VELARIQ sol 1 mg/ml
Salmon Pharma GmbH
Informazione professionale approvata da Swissmedic
VELARIQ
L’efficacia e la sicurezza di Velariq 1 mg/ml sono state verificate da Swissmedic solo sommariamente. L’omologazione di Velariq 1 mg/ml si basa su Velariq 1 mg/ml con stato dell’informazione aggiornato a dicembre 2021, che contiene lo stesso principio attivo ed è omologato in Germania.
Composizione
Principi attivi
Oxibutinina cloridrato
Sostanze ausiliarie
Acido cloridrico 10%, sodio cloruro, acqua per preparazioni iniettabili
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione endovescicale
Soluzione limpida e incolore con pH di 3,8 – 4,5 e osmolalità di 280 - 300 mosmol/kg.
1 ml di soluzione contiene 1 mg di oxibutinina cloridrato.
Una siringa preriempita graduata con 10 ml di soluzione contiene 10 mg di oxibutinina cloridrato.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Velariq 1 mg/ml è utilizzato per sopprimere l'iperattività detrusoriale neurogena (NDI) in bambini a partire dai 6 anni di età e adulti che svuotano la vescica mediante cateterismo intermittente pulito e nei quali gli anticolinergici orali non consentono un controllo adeguato.
Posologia/Impiego
Aggiustamento della dose/titolazione
L'aggiustamento iniziale della dose deve essere effettuato da un neuro-urologo sotto stretto monitoraggio urodinamico.
Non esistono regole fisse per lo schema posologico, poiché esistono grandi differenze nella pressione vescicale e nelle dosi necessarie per migliorare l'iperattività detrusoriale neurogena nei singoli pazienti. Lo schema posologico (dose e frequenza) deve quindi essere determinato individualmente e in base alle esigenze del paziente.
Le singole dosi vengono somministrate per controllare i parametri urodinamici nella misura richiesta (pressione detrusoriale massima <40 cm H2O) e per ottenere la completa inibizione dell'iperattività detrusoriale neurogena.
Nel corso della terapia con oxibutinina somministrata per via endovescicale, i parametri urodinamici devono essere controllati a intervalli regolari come specificato dall'urologo curante.
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l'efficacia di oxibutinina cloridrato nei bambini da 0 a 5 anni non sono ancora state stabilite.
Posologia abituale
Le raccomandazioni posologiche sono calcolate sulla base dei percentili di peso corporeo dei diversi gruppi di età (Tabella 1).
Tabella 1: Raccomandazioni posologiche per le seguenti gruppi di età
Gruppo di età | Età [anni] | Dose giornaliera iniziale raccomandata [mg] | Dose giornaliera totale raccomandata [mg] |
Bambini | 6 - 12 | 2 | 2 - 30 |
Adolescenti | 12 - 18 | 10 | 10 - 40 |
Adulti | 19 - 65 | 10 | 10 - 40 |
Pazienti anziani | dai 65 | 10 | 10 - 30 |
Se si ritiene necessaria una dose superiore a quella iniziale, la dose deve essere aumentata gradualmente fino a quando l'iperattività neurogena del detrusore è sufficientemente controllata e contemporaneamente è possibile un attento monitoraggio dell'efficacia e della sicurezza. Le dosi di mantenimento giornaliere necessarie possono essere suddivise in più applicazioni (Tabelle 2 e 3).
Considerando un numero di sei cateterismi intermittenti puliti (Clean Intermittent Catheterisation; CIC) al giorno, si raccomanda il seguente regime di dosaggio:
Tabella 2: Regime di dosaggio raccomandato per dosi iniziali di 2 mg (bambini di età compresa tra 6 e 12 anni)
Dose giornaliera [mg] | Dose somministrata per applicazione [mg] | |||||
CIC 1 | CIC 2 | CIC 3 | CIC 4 | CIC 5 | CIC 6 | |
2 | 2 | - | - | - | - | - |
5 | 5 | - | - | - | - | - |
10 | 5 | - | 5 | - | - | - |
15 | 5 | - | 5 | - | 5 | - |
20 | 10 | - | 10 | - | - | - |
30 | 10 | - | 10 | - | 10 | - |
Tabella 3: Regime di dosaggio raccomandato per dosi iniziali di 10 mg (adolescenti dai 12 anni, adulti e anziani)
Dose giornaliera [mg] | Dose somministrata per applicazione [mg] | |||||
CIC 1 | CIC 2 | CIC 3 | CIC 4 | CIC 5 | CIC 6 | |
10 | 5 | - | 5 | - | - | - |
20 | 10 | - | 10 | - | - | - |
30 | 10 | - | 10 | - | 10 | - |
40 | 10 | 10 | 10 | - | 10 | - |
Pazienti anziani (a partire dai 65 anni)
Come per altri principi attivi anticolinergici, occorre prestare cautela nei pazienti fragili e anziani, soprattutto se si ritengono necessarie dosi superiori a 30 mg al giorno (vedere «avvertenze e misure precauzionali»).
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica o renale
Velariq 1 mg/ml deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con funzionalità epatica o renale compromessa. L'uso di Velariq 1 mg/ml in questi pazienti deve essere attentamente monitorato; può essere necessaria una riduzione della dose.
Modo di somministrazione
Somministrazione endovescicale.
Per un trattamento sicuro ed efficace, i pazienti devono conoscere la procedura di cateterizzazione intermittente pulita (CIC). I pazienti e/o i loro parenti o le persone che li assistono devono essere istruiti da operatori sanitari specializzati su come eseguire la CIC e somministrare il medicamento.
Dopo aver creato condizioni ambientali asettiche, si inserisce nella vescica un catetere vescicale sterile monouso. La vescica deve essere completamente svuotata prima dell'instillazione.
Si estrae la siringa preriempita graduata dalla busta e si rimuove il cappuccio dalla siringa.
Sulla punta della siringa si avvita un adattatore luer-lock conico a gradini. La siringa viene collegata al catetere mediante l'adattatore luer-lock conico a gradini. La quantità necessaria di soluzione di oxibutinina viene instillata nella vescica esercitando una pressione uniforme sullo stantuffo della siringa.
Se la quantità necessaria è inferiore a 10 ml (il contenuto di una siringa), la soluzione non utilizzata rimane nella siringa, che verrà poi portata in una farmacia per lo smaltimento.
Dopo l'instillazione, il catetere viene rimosso.
La soluzione instillata rimarrà nella vescica urinaria fino al cateterismo successivo.
Il medicamento non utilizzato, il catetere vescicale e l'adattatore luer-lock conico a gradini devono essere smaltiti.
La durata del trattamento dipende dai sintomi, dalla malattia di base e/o dall'obiettivo del trattamento ed è stabilita dal medico curante.
Controindicazioni
- Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie
- Malattie gastrointestinali gravi (ad es. colite ulcerosa grave e megacolon tossico)
- Miastenia gravis
- Glaucoma ad angolo stretto e pazienti a rischio di queste patologie
- Ossigenoterapia di supporto
Avvertenze e misure precauzionali
In presenza di un'infezione delle vie urinarie, è necessario iniziare una terapia antibatterica adeguata.
Occorre prestare cautela quando si usa Velariq 1 mg/ml nei pazienti anziani, che possono essere più sensibili agli effetti degli anticolinergici ad azione centrale.
Eventi anticolinergici con sintomi psichiatrici ed effetti sul sistema nervoso centrale (SNC), quali disturbi del sonno (ad es. insonnia) e disturbi cognitivi, sono stati associati all'uso di oxibutinina, in particolare nei pazienti anziani. Si raccomanda cautela nella somministrazione di oxibutinina insieme ad altri medicamenti anticolinergici (cfr. anche la rubrica «Interazioni»). Se in un paziente si verificano eventi di questo tipo, si deve prendere in considerazione l'interruzione del medicamento.
È possibile che i nitrati sublinguali non si sciolgano sotto la lingua a causa della secchezza delle fauci, con conseguente riduzione dell'effetto terapeutico.
L'uso/somministrazione di prodotti a base di oxibutinina può richiedere le seguenti precauzioni:
Patologie gastrointestinali
I medicamenti anticolinergici possono ridurre la motilità gastrointestinale e devono essere utilizzati con cautela nei pazienti con malattie ostruttive del tratto gastrointestinale, poiché esiste il rischio di ritenzione gastrica. Si raccomanda inoltre cautela nell'uso in pazienti con ernia iatale/reflusso gastroesofageo.
Occorre prestare cautela quando si usano medicamenti anticolinergici in pazienti con neuropatia autonomica o deterioramento cognitivo.
I pazienti devono essere avvertiti che, quando si utilizzano anticolinergici quali l'oxibutinina in ambienti caldi, può insorgere un esaurimento da calore (febbre e colpo di calore dovuti alla riduzione della sudorazione).
L'oxibutinina può aggravare i sintomi delle seguenti malattie: ipertiroidismo, cardiopatia coronarica, insufficienza cardiaca congestizia, aritmie cardiache, tachicardia, ipertensione e ipertrofia prostatica.
L'oxibutinina potrebbe causare una soppressione della secrezione salivare e di conseguenza carie, parodontite o candidosi orale.
Bambini e adolescenti
Occorre prestare cautela quando si usa Velariq 1 mg/ml nei bambini, che potrebbero essere più sensibili agli effetti del prodotto, in particolare agli effetti collaterali psichiatrici e a carico del SNC.
Interazioni
Effetto di altri medicamenti su Velariq
Le sostanze anticolinergiche possono potenzialmente alterare l'assorbimento di alcuni medicamenti somministrati in concomitanza, a causa degli effetti anticolinergici sulla motilità gastrointestinale.
Si consiglia cautela quando si utilizzano medicamenti anticolinergici in pazienti che assumono in concomitanza medicamenti che possono indurre o aggravare un'esofagite (ad es. bifosfonati).
L'oxibutinina è metabolizzata dall'isoenzima CYP 3A4 del citocromo P450. Con l'uso endovescicale di oxibutinina, questo metabolismo di primo passaggio viene in gran parte evitato. Tuttavia, non è possibile escludere interazioni con i medicamenti che inibiscono l'isoenzima CYP 3A4 del citocromo P450. Questo deve essere preso in considerazione quando si utilizzano antimicotici azolici (ad es. ketoconazolo) o antibiotici macrolidi (ad es. eritromicina) in concomitanza con oxibutinina.
Effetto di Velariq su altri medicamenti
L'effetto anticolinergico dell'oxibutinina è potenziato dall'uso concomitante di altri anticolinergici o medicamenti con effetto anticolinergico, ad esempio amantadina e altri medicamenti anticolinergici per il morbo di Parkinson (ad es. biperidene, levodopa), antistaminici, antipsicotici (ad es. fenotiazine, butirrofenoni, clozapina), chinidina, antidepressivi triciclici, atropina e composti correlati quali gli spasmolitici atropinici, dipiridamolo.
L'oxibutinina potrebbe antagonizzare una terapia procinetica.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Finora non sono disponibili esperienze sull'uso endovescicale di oxibutinina in donne in gravidanza. Gli studi di sperimentazione sugli animali hanno evidenziato una bassa tossicità per la riproduzione (cfr. rubrica «Dati preclinici»). Velariq 1 mg/ml non deve essere usato durante la gravidanza, a meno che il trattamento non sia necessario a causa delle condizioni cliniche della donna.
Allattamento
I dati disponibili mostrano che l'oxibutinina passa nel latte materno nei ratti; tuttavia, non è noto se ciò avvenga anche negli esseri umani. L'uso di oxibutinina durante l'allattamento è sconsigliato.
Fertilità
Non sono disponibili dati sui possibili effetti dell'uso di oxibutinina sulla fertilità negli uomini e nelle donne.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Poiché Velariq 1 mg/ml può causare sonnolenza o disturbi dell'accomodazione, i pazienti devono essere avvisati di prestare cautela durante la guida o l'utilizzo di macchinari.
I pazienti devono essere informati che l'alcol potrebbe aumentare la sonnolenza causata da sostanze anticolinergiche quali l'oxibutinina.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati osservati con oxibutinina cloridrato, quali secchezza delle fauci, sonnolenza e costipazione, rispecchiano in gran parte le proprietà anticolinergiche tipiche del principio attivo.
Nella Tabella 4 sono elencati gli effetti indesiderati riportati negli studi clinici sull'uso endovescicale di oxibutinina cloridrato. Gli effetti indesiderati sono classificati secondo la classificazione sistemica organica e la frequenza secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100,
< 1/10), non comune (≥1/1000, < 1/100), raro (≥1/10 000, < 1/1000), molto raro (< 1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Tabella 4: Effetti indesiderati riportati negli studi clinici sull'uso endovescicale di oxibutinina cloridrato.
Classe sistemica organica | Effetto indesiderato | Frequenza |
Infezioni ed infestazioni | Infezione delle vie urinarie, batteriuria asintomatica | Non nota |
Patologie endocrine | Iperprolattinemia, aumento della prolattina (una volta) | Non nota |
Disturbi psichiatrici | Apatia, allucinazioni, disturbi cognitivi, iperattività, insonnia, agorafobia, disorientamento | Non nota |
Patologie del sistema nervoso | Disturbi dell'attenzione, sensazione di capogiro, cefalea, sonnolenza, stanchezza , disgeusia, coscienza annebbiata, incoscienza, sindrome anticolinergica, convulsioni | Non nota |
Patologie dell'orecchio e del labirinto | Vertigini | Non nota |
Patologie dell'occhio | Secchezza oculare, percezione sensoriale anomala dell'occhio, disturbo dell'accomodazione | Non nota |
Patologie cardiache | Tachicardia sopraventricolare | Non nota |
Patologie vascolari | Ipotensione, arrossamento del viso | Non nota |
Patologie gastrointestinali | Costipazione, secchezza delle fauci, disturbi addominali, dolore al basso ventre, dolore alla parte superiore dell'addome, nausea, dispepsia, diarrea | Non nota |
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Ipoidrosi, eruzione cutanea, sudorazione notturna | Non nota |
Patologie renali e urinarie | Urgenza urinaria, proteinuria, ematuria, disturbi dello svuotamento della vescica | Non nota |
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Dolore nel sito di instillazione, sete, fastidio al petto, sensazione di freddo | Non nota |
In un paziente si è verificata una riduzione della saturazione dell'ossigeno durante l'ossigenoterapia domiciliare (cfr. rubrica «Controindicazioni»).
Bambini e adolescenti
I bambini potrebbero essere più sensibili agli effetti del prodotto, in particolare agli effetti collaterali psichiatrici e a carico del SNC.
I seguenti effetti indesiderati noti della terapia anticolinergica non sono stati osservati negli studi clinici con uso endovescicale di oxibutinina: vomito, anoressia, diminuzione dell'appetito, disfagia, malattia da reflusso gastroesofageo, pseudo-ostruzione in pazienti a rischio (soggetti anziani o pazienti con stipsi e in caso di trattamento con altri medicamenti che riducono la motilità intestinale), stato confusionale, agitazione, ansia, incubi, paranoia, sintomi di depressione, dipendenza da oxibutinina (in pazienti con una storia di abuso di droghe o altre sostanze), aritmie, colpo di calore, glaucoma ad angolo stretto, aumento della pressione intraoculare, secchezza della pelle, angioedema, orticaria, fotosensibilità, ipersensibilità.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non sono stati riportati casi di un sovradosaggio con l'uso endovescicale di oxibutinina.
Segni e sintomi
I sintomi della posologia eccessiva di oxibutinina si manifestano con un'intensificazione dei consueti effetti collaterali sul SNC (da irrequietezza e agitazione fino a comportamenti psicotici), alterazioni della circolazione sanguigna (sensazione di calore, calo della pressione arteriosa, insufficienza circolatoria ecc.), insufficienza respiratoria, paralisi e coma.
Trattamento
La vescica deve essere svuotata immediatamente attraverso il catetere.
In caso di posologia eccessiva, i pazienti devono essere attentamente monitorati e sottoposti a trattamento sintomatico.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
G04BD04
Gruppo farmacoterapeutico: urologici, medicamenti per la frequenza urinaria e l'incontinenza
Meccanismo d'azione
L'oxibutinina agisce come antagonista competitivo dell'acetilcolina sui recettori muscarinici postgangliari, con conseguente rilassamento della muscolatura liscia della vescica.
L'oxibutinina cloridrato è una sostanza anticolinergica che ha anche un effetto antispastico diretto sulla muscolatura liscia. Inibisce la contrazione della vescica e rilassa gli spasmi scatenati da vari stimoli; aumenta il volume della vescica, riduce la frequenza delle contrazioni e ritarda lo stimolo a urinare nei disturbi neurogeni della vescica. Il rilassamento della muscolatura liscia deriva dall'effetto simile a quello della papaverina di antagonizzazione dei processi distali alla placca neuromuscolare, oltre che dall'effetto anticolinergico di blocco dei recettori muscarinici. L'oxibutinina cloridrato ha anche proprietà di anestetico locale.
Farmacodinamica
Le proprietà farmacodinamiche dell'oxibutinina sono state studiate dopo la somministrazione endovescicale in bambini con iperattività detrusoriale neurogena. Gli effetti sull'incontinenza e sulle variabili urodinamiche sono stati pronunciati e hanno portato a un miglioramento di entrambi gli aspetti nella maggior parte dei casi. Il numero di contrazioni causate dall'iperattività è stato significativamente ridotto. È stato osservato un aumento della capacità vescicale cistometrica media e della capacità vescicale media (cistometrica vs attesa); allo stesso tempo, la pressione vescicale a vescica piena è diminuita.
Efficacia clinica
L'efficacia del trattamento con oxibutinina per via endovescicale della disfunzione neurogena della vescica è stata studiata in studi clinici sia a breve che a lungo termine.
In quasi tutti gli studi, il trattamento endovescicale con oxibutinina cloridrato è risultato efficace e ben tollerato nei pazienti con iperattività detrusoriale neurogena (NDI). Il NDI si basava principalmente su lesioni del midollo spinale (comprese paraplegia e tetraplegia) o meningomielocele, anche se un numero limitato di pazienti con sclerosi multipla, morbo di Parkinson, neoplasie e ictus è stato incluso negli studi.
L'efficacia e la sicurezza della somministrazione endovescicale (10 mg 3 volte al giorno) rispetto a quella orale (5 mg 3 volte al giorno) di oxibutinina sono state analizzate in uno studio randomizzato e controllato su 35 pazienti adulti con iperattività detrusoriale neurogena. Dopo 4 settimane di trattamento, l'aumento della capacità vescicale massima (endpoint primario di efficacia) è stato di 116,6 ± 27,5 ml con la somministrazione endovescicale (p = 0,0002) e di 18,1 ± 27,5 ml con la somministrazione orale (p = 0,51). La differenza era statisticamente significativa (p = 0,0086). Entrambi i trattamenti hanno mostrato differenze statisticamente significative rispetto al basale anche in altri parametri, quali la pressione detrusoriale massima e la compliance detrusoriale. Durante il trattamento prolungato con oxibutinina endovescicale (durata mediana 338 giorni, n = 15), la capacità vescicale massima è rimasta al livello osservato durante il precedente periodo di trattamento controllato (Schröder et al., 2016).
In uno studio clinico prospettico su 15 bambini, la capacità cistometrica media della vescica è aumentata da 114,2 ml al basale a 127,4 ml (p > 0,05) e 161,1 ml (p = 0,0091) rispettivamente dopo 1,5 ore e 4 mesi di trattamento endovescicale (Buyse et al., 1995). La compliance vescicale media è aumentata significativamente da 2,5 ml/cm H2O al basale a 11,495 ml/cm H2O (p = 0,0114) dopo 4 mesi di trattamento. In un altro studio prospettico su 13 bambini, 12 hanno mostrato un miglioramento significativo della continenza dopo il trattamento endovescicale (Åmark et al., 1998). In uno studio retrospettivo a lungo termine su 13 bambini, la pressione vescicale media a vescica piena è diminuita da 52,5 ± 24 a 24,5 ± 14,4 cm H2O (Humblet et al., 2014).
Farmacocinetica
Assorbimento
L'oxibutinina per via endovescicale è ben assorbita nella circolazione sistemica attraverso la parete della vescica. Le misurazioni delle concentrazioni plasmatiche di oxibutinina dopo la somministrazione endovescicale hanno mostrato una marcata variabilità interindividuale. Tuttavia, anche dopo somministrazione endovescicale, l'assorbimento del medicamento è ampio e le concentrazioni plasmatiche massime vengono raggiunte dopo circa un'ora.
La farmacocinetica dell'oxibutinina cloridrato somministrata per via endovescicale è stata studiata in volontari sani. L'esposizione sistemica (AUC) all'oxibutinina racemica è stata significativamente maggiore (294%) dopo l'instillazione rispetto alla somministrazione orale. Al contrario, l'esposizione sistemica al metabolita N-desetil-oxibutinina è stata significativamente inferiore dopo l'instillazione (21% dell'esposizione dopo la somministrazione orale). Di conseguenza, il rapporto tra il metabolita e la sostanza madre era 14 volte inferiore nel caso della somministrazione endovescicale.
Queste osservazioni mostrano chiaramente che la via di somministrazione ha una notevole influenza sull'assorbimento e in particolare sul metabolismo di primo passaggio dell'oxibutinina. Ovviamente, l'effetto di primo passaggio è significativamente ridotto con la somministrazione endovescicale.
Tenendo conto della biodisponibilità dell'oxibutinina di circa il 6% dopo la somministrazione orale, si potrebbe ipotizzare una biodisponibilità assoluta di circa il 20% per la sostanza madre dopo l'instillazione endovescicale.
Distribuzione
L'oxibutinina si distribuisce ampiamente nei tessuti corporei dopo l'assorbimento sistemico. Il volume di distribuzione dopo la somministrazione endovenosa di 5 mg di oxibutinina cloridrato è stato stimato in 193 litri.
Metabolismo
L'oxibutinina somministrata per via orale viene metabolizzata principalmente dai sistemi enzimatici del citocromo P450, in particolare dal CYP3A4, presente soprattutto nel fegato e nella parete intestinale. I metaboliti comprendono l'acido fenilcicloesilglicolico, farmacologicamente inattivo, e la N-desetil-oxibutinina (DEOB), farmacologicamente attiva.
La somministrazione endovescicale di oxibutinina evita in gran parte il metabolismo di primo passaggio nel tratto gastrointestinale e nel fegato e riduce la formazione del metabolita N-desetile.
Il metabolita N-desetile sembra causare maggiori effetti collaterali anticolinergici rispetto alla sostanza madre, in particolare a livello delle ghiandole salivari.
Eliminazione
L'oxibutinina viene rapidamente escreta dall'organismo dopo la somministrazione orale ed endovescicale. Dagli studi farmacocinetici è emerso che l'oxibutinina endovescicale ha un'eliminazione più lunga rispetto alla somministrazione orale; le emivite corrispondenti erano rispettivamente di 2,56 e 1,48 ore. Sia l'oxibutinina che il suo principale metabolita N-desetil-oxibutinina erano ancora rilevabili nel siero 24 ore dopo la somministrazione endovescicale.
Dati preclinici
I dati preclinici degli studi convenzionali su tossicità acuta, tossicità per somministrazione ripetuta, genotossicità, potenziale cancerogeno e tossicità locale non evidenziano alcun rischio particolare per l'essere umano.
Se l'oxibutinina viene somministrata per via orale a dosi tossiche per la madre, può provocare malformazioni fetali nei ratti.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Non nota.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
Ogni siringa preriempita contiene una dose singola. Il medicamento non utilizzato deve essere smaltito immediatamente.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Conservare tra 15 e 30 °C.
Indicazioni per la manipolazione
Il medicamento non utilizzato e i materiali di scarto devono essere smaltiti secondo le prescrizioni nazionali.
Numero dell'omologazione
68991 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Salmon Pharma GmbH, Basilea
Fabbricante
MEDICE Arzneimittel Pütter GmbH & Co. KG, Iserlohn
Stato dell'informazione
Medicamento di riferimento estero: giugno 2024
Senza integrazioni rilevanti per la sicurezza da parte di Swissmedic: giugno 2023
Confezioni
Confezione da 12 siringhe preriempite (2 vassoi con 6 siringhe preriempite ciascuno) e 12 adattatori sterili
Confezione da 96 siringhe preriempite (16 vassoi con 6 siringhe preriempite ciascuno) e 96 adattatori sterili
31621 — 29/11/2024