HCI Compendium
Schermo non supportato

L'applicazione non è ancora ottimizzata per il vostro schermo. Vi preghiamo di utilizzare un dispositivo con uno schermo più grande.

Indietro

EMYLIF film orodisp 50 mg

Zambon Switzerland Ltd

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Emylif

Zambon Switzerland Ltd

Composizione

Principi attivi

Riluzolo.

Sostanze ausiliarie

Film orodispersibile da 50 mg: resina polacrilex, macrogol 900'000, pullulano, ipromellosa, gomma di xantano, sucralosio, xilitolo, fruttosio (1,89 mg), glicerolo, glicerolo mono-oleato, aroma (miele), aroma (limone, contiene max. 0,028 mg di citrale), E110 (0,06 mg), inchiostro di stampa (biossido di titanio, ipromellosa, glicole propilenico).

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Ogni film orodispersibile contiene 50 mg di riluzolo.

Film orodispersibile rettangolare (32,0 x 22,0 mm), di colore arancione, con la scritta bianca «R50» su un lato.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Sclerosi laterale amiotrofica (SLA).

Esistono evidenze che il riluzolo prolunga la sopravvivenza in pazienti affetti da SLA, indipendentemente dall'evoluzione primaria della malattia (forma bulbare o periferica). Tuttavia, gli studi clinici non sono stati in grado di evidenziare un'efficacia costante al riguardo.

La sicurezza della deglutizione di Emylif non è stata valutata in pazienti affetti da SLA con disfagia nota e/o scialorrea grave (vedere «Modo di somministrazione», «Avvertenze e misure precauzionali» ed «Effetti indesiderati»).

Inoltre, non è stato evidenziato un effetto terapeutico di Emylif sulla funzionalità motoria e polmonare, sulla forza muscolare, sulle contrazioni muscolari e sui sintomi motori anomali.

Posologia/Impiego

Il trattamento con riluzolo deve essere iniziato solo da medici specialisti con esperienza nel trattamento di malattie del motoneurone.

Posologia abituale

Adulti

La dose giornaliera raccomandata è di 100 mg (50 mg ogni 12 ore). Dosi giornaliere maggiori non forniscono un significativo aumento dei benefici clinici, bensì maggiori effetti indesiderati. Il medicamento deve essere assunto a digiuno, un'ora prima o due ore dopo uno dei pasti principali, al fine di evitare una riduzione dell'assorbimento. Se ciò non fosse possibile, ad es. a causa di nausea, il riluzolo può essere assunto anche durante i pasti, ma non contemporaneamente con liquidi o cibo.

Modo di somministrazione

Uso orale.

Il film orodispersibile Emylif deve essere posto sulla lingua a cui aderirà e inizierà a sciogliersi. Una volta sciolto nella bocca chiusa, Emylif può essere deglutito insieme alla saliva. Emylif non deve essere assunto con liquidi né masticato o sputato. Il paziente non deve parlare mentre Emylif si scioglie.

Qualora dovessero manifestarsi disturbi sensoriali nell'area della bocca, della guancia, della lingua, del palato duro e/o molle dopo l'assunzione di Emylif, è necessario astenersi dall'ingestione di liquidi e cibi solidi fino alla completa risoluzione di tali disturbi (vedere «Avvertenze e misure precauzionali» ed «Effetti indesiderati»).

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Vedere «Controindicazioni», «Avvertenze e misure precauzionali» e «Farmacocinetica».

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

L'uso di Emylif in pazienti con insufficienza renale non è raccomandato, poiché finora non sono stati condotti studi con somministrazione ripetuta di questo medicamento in questo gruppo di pazienti.

Pazienti anziani

Sulla base dei dati di farmacocinetica, non sono indicate modalità particolari per l'uso di Emylif in questo gruppo di pazienti.

Bambini e adolescenti

L'uso di Emylif nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni non è raccomandato in quanto non esistono esperienze circa la sicurezza e l'efficacia di Emylif nelle malattie neurodegenerative nei bambini e negli adolescenti (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Controindicazioni

Emylif non deve essere usato:

  • in caso di grave ipersensibilità nota al riluzolo o a una delle sostanze ausiliarie;
  • nei casi di malattie epatiche o livelli di transaminasi elevati che prima dell'inizio della somministrazione superavano di 3 volte il limite superiore della norma;
  • nelle pazienti in gravidanza o che allattano.

Avvertenze e misure precauzionali

Pazienti con disturbi della deglutizione preesistenti

Emylif può causare disturbi sensoriali orali, linguali, buccali e/o palatali sotto forma di ipoestesie e parestesie. Questi disturbi sono stati osservati nell'ambito di studi su soggetti sani con maggiore frequenza rispetto a quando sono state assunte compresse rivestite con film di riluzolo. Dal momento che non sono disponibili dati sufficienti sulla sicurezza della deglutizione di Emylif in pazienti con disfagia preesistente e/o scialorrea grave e pertanto non è noto se Emylif aumenti il rischio di aspirazione e infezione polmonare da aspirazione, si consiglia cautela nella somministrazione di Emylif a questi pazienti (vedere «Modo di somministrazione» ed «Effetti indesiderati»).

Disturbo della funzionalità epatica

Il riluzolo dovrebbe essere prescritto con cautela a pazienti a cui è riscontrata una ridotta funzionalità epatica o a pazienti con aumento delle transaminasi epatiche (ALT/SGPT; AST/SGOT fino a 3 volte il limite superiore della norma), della bilirubina e/o della gamma-glutamiltransferasi (GGT). Se diversi parametri della funzionalità epatica sono alterati (in particolar modo, valori elevati di bilirubina), si deve rinunciare all'assunzione di riluzolo.

A causa del rischio di epatite, prima e durante la terapia con riluzolo devono essere controllati i livelli delle transaminasi, compresa l'ALT. Le transaminasi devono essere controllate mensilmente durante i primi tre mesi di trattamento. In seguito, trimestralmente durante il primo anno e poi periodicamente (ad es. ogni anno). Pazienti con livelli elevati di ALT durante la terapia dovranno essere seguiti e controllati più frequentemente.

Il trattamento dovrà essere interrotto se i livelli di ALT raggiungono o superano 5 volte il limite superiore della norma. Non sono noti gli effetti di una riduzione della dose o di una ripresa del trattamento in pazienti che hanno sviluppato un aumento dei livelli di ALT fino a 5 volte o oltre. Per questo tipo di pazienti si sconsiglia pertanto una reintroduzione del trattamento con riluzolo.

Neutropenia

I pazienti devono essere avvertiti in merito alla possibilità di comparsa di febbre, nel qual caso devono avvisare immediatamente il proprio medico curante. In questo caso si dovrà controllare la conta dei leucociti e interrompere la terapia con riluzolo in caso di conferma di neutropenia.

Polmonite interstiziale

Sono stati segnalati casi di polmonite interstiziale in pazienti trattati con riluzolo, alcuni dei quali gravi (vedere «Effetti indesiderati»). Se si sviluppano sintomi respiratori come tosse secca e/o dispnea, deve essere fatta una radiografia al torace. In caso di risultati che indicano una polmonite interstiziale (ad es. opacità polmonari bilaterali diffuse), il trattamento con riluzolo deve essere interrotto immediatamente. Nella maggioranza dei casi segnalati, i sintomi si sono risolti dopo la sospensione del medicamento e il trattamento sintomatico.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Finora non sono stati condotti studi sulla somministrazione ripetuta in questo gruppo di pazienti  (vedere «Posologia/Impiego»).

Bambini

La sicurezza e l'efficacia di riluzolo nei processi neurodegenerativi nell'infanzia o nell'adolescenza non sono state valutate.

Sostanze ausiliarie di particolare interesse

Questo medicamento contiene 1,89 mg di fruttosio per film orodispersibile. Il fruttosio può danneggiare i denti.

Il colorante azoico giallo arancio S (E110) contenuto in questo medicamento può causare reazioni allergiche.

Questo medicamento contiene una miscela aromatica con citrale. Il citrale può causare reazioni allergiche.

Interazioni

Ad oggi non sono stati eseguiti studi clinici di valutazione delle interazioni di Emylif con altri medicamenti. Nel programma di sperimentazione clinica del riluzolo, i pazienti affetti da SLA trattati con medicamenti con effetti potenzialmente epatotossici (ad es. allopurinolo, metildopa, sulfasalazina) sono stati esclusi dalla partecipazione allo studio; pertanto, non vi sono dati sufficienti sull'epatotossicità riguardante questo specifico gruppo di pazienti. I pazienti trattati con Emylif che assumono altri medicamenti epatotossici possono essere a maggior rischio di epatotossicità.

Studi in vitro

Studi in vitro hanno stabilito che il CYP1A2 è il principale isoenzima coinvolto nel metabolismo ossidativo iniziale del riluzolo. Gli inibitori di CYP1A2 (ad es. caffeina, diclofenac, diazepam, nicergolina, clomipramina, imipramina, fluvoxamina, fenacetina, teofillina, amitriptilina, isoniazide e chinoloni) possono potenzialmente diminuire il tasso di eliminazione del riluzolo, mentre gli induttori del CYP1A2 (ad es. fumo di sigaretta, rifampicina, cibi cotti alla brace e omeprazolo) possono aumentare il tasso di eliminazione del riluzolo.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Non esistono dati clinici relativi all'uso di riluzolo in donne in gravidanza. Poiché non si conoscono i potenziali rischi, Emylif non deve essere somministrato a donne in gravidanza (vedere «Controindicazioni» e «Dati preclinici»).

Allattamento

Non è noto se il riluzolo venga escreto nel latte materno umano. Studi sperimentali sugli animali hanno evidenziato il passaggio del riluzolo nel latte. Emylif non deve essere usato durante l'allattamento.

Fertilità

Non sono disponibili dati sull'effetto di un'esposizione a riluzolo sulla fertilità nell'uomo. Studi sperimentali sugli animali indicano una compromissione della fertilità (vedere «Dati preclinici»). Il rischio potenziale per l'essere umano non è noto.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Emylif ha un certo effetto sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

I pazienti devono essere avvisati circa la potenziale comparsa di capogiri e sonnolenza ed essere invitati ad astenersi dal guidare veicoli e dall'usare macchinari se si verificano tali sintomi.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono indicati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1'000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1'000), molto raro (<1/10'000), non nota (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili).

Finora non sono stati condotti studi clinici sul film orodispersibile Emylif nei pazienti affetti da SLA.

I più comuni effetti indesiderati, osservati in studi controllati con placebo condotti su pazienti affetti da SLA trattati con 100 mg di riluzolo al giorno sono stati:

Astenia (21 %), nausea (11 %), ALT aumentata (15 %), cefalea (9 %), dolore addominale (4 %), dolori (5 %), vomito (3 %), capogiro (3 %), tachicardia (2 %), sonnolenza (2 %) e parestesie orali (1 %).

Patologie cardiache

Comune: tachicardia.

Non comune: ipertensione, aritmia.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: anemia.

Non nota: neutropenia grave (<500 cellule/mm3)* (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea, capogiro, sonnolenza, parestesie periorali (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»), «Descrizione di specifici effetti indesiderati» e «Modo di somministrazione»).

Non comune: amnesia, coma.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: polmonite interstiziale (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie gastrointestinali

Molto comune: nausea (11 %).

Comune: dolori addominali, vomito, diarrea.

Non comune: colite, stomatite, peritonite, pancreatite, disfunzione intestinale, anoressia, enterocolite pseudomembranosa, sanguinamento di ulcera gastrica.

Disturbi del sistema immunitario

Raro: reazione anafilattoide, reazioni da ipersensibilità come l'angioedema.

Patologie epatobiliari

Molto comune: Un aumento del livello di alanina aminotransferasi (ALT, SGPT 15 %) compare di solito entro 3 mesi dall'inizio della terapia con riluzolo. Le alterazioni sono di solito transitorie e i livelli tornano a valori 2 volte inferiori al LSN (il limite superiore rispetto alla norma) dopo 2-6 mesi nonostante la prosecuzione del trattamento. Tali aumenti possono essere associati a ittero. Nella maggior parte dei casi, nei pazienti con aumenti dei valori di ALT più di 5 volte superiori rispetto al LSN, il trattamento è stato interrotto e i livelli sono ritornati a valori 2 volte inferiori rispetto al LSN entro 2-4 mesi (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Non nota: epatite*.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: esfoliazione cutanea.

Non nota: eruzione cutanea*.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune: astenia (21 %).

Comune: dolori, eczema, crescita delle unghie anormale, edemi periferici, perdita ponderale, dolore toracico, dolore dorsale.

*Dall'esperienza post-marketing (dopo l'introduzione sul mercato).

Descrizione di specifici effetti indesiderati

Disturbi sensoriali orali con Emylif film orodispersibile con riluzolo

In uno studio a dose singola su soggetti sani, dopo l'uso di Emylif, il 100 % dei soggetti ha sviluppato disturbi sensoriali a carattere transitorio a carico della mucosa orale, delle guance, della lingua, del palato duro e/o molle sotto forma di ipoestesie e parestesie (i casi sono risultati al 100 % lievi; 0 % moderati; 0 % gravi). Questo effetto collaterale è quindi risultato molto più comune dopo l'uso di Emylif film orodispersibile rispetto a quanto noto finora per le compresse rivestite con film di riluzolo. Il tempo mediano all'insorgenza di tali disturbi è risultato essere di 1 minuto dalla somministrazione e la durata mediana è stata di 40 minuti. In casi isolati, tuttavia, questi disturbi sensoriali sono durati anche ben più a lungo. In un caso è stato osservato un eritema della mucosa orale a carattere transitorio. Il potenziale impatto di questi disturbi sensoriali sulla sicurezza della deglutizione di Emylif non è stato studiato in pazienti affetti da SLA con disturbi della deglutizione preesistenti e/o scialorrea grave. Non è quindi noto se Emylif aumenti il rischio di aspirazione e infezione polmonare da aspirazione. Si consiglia pertanto particolare cautela nella somministrazione di Emylif a questi pazienti. Se si verificano disturbi sensoriali, è necessario astenersi dall'assunzione orale di liquidi o cibi solidi fino alla completa risoluzione di tali disturbi (vedere «Modo di somministrazione» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Le esperienze in materia di posologia eccessiva nell'uomo sono limitate.

Segni e sintomi

Sono stati osservati casi isolati di sintomi neurologici e psichiatrici, grave encefalopatia tossica con stupor, coma e metemoglobinemia. In caso di sovradosaggio, istituire un trattamento sintomatico e di supporto. Un trattamento con blu di metilene può far regredire rapidamente una metemoglobinemia grave.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N07XX02

Meccanismo d'azione/Farmacodinamica

Il riluzolo può essere usato per il trattamento della sclerosi laterale amiotrofica (SLA). La patogenesi della SLA non è ad oggi completamente chiarita. Si ipotizza tuttavia nella morte cellulare che si verifica in questa patologia un ruolo importante del glutammato, il principale neurotrasmettitore eccitatorio del sistema nervoso centrale.

Si ipotizza che il riluzolo agisca inibendo i processi mediati dal glutammato. Il meccanismo d'azione preciso rimane non chiaro.

È stata descritta una moderata affinità del riluzolo per la corrente del potassio Kv4.2 (IC50 = 190 µM). Tuttavia, le concentrazioni di riluzolo nel cervello, quando assunto per il trattamento della SLA a una dose giornaliera di 100 mg, sono probabilmente troppo basse perché l'interazione con questa corrente del potassio possa contribuire in modo significativo alla sua attività terapeutica. Inoltre, è stato riportato che il riluzolo, potenziando la trasmissione sinaptica GABAergica nel corno dorsale del ratto, migliora la trasmissione sinaptica inibitoria.

Efficacia clinica

In due studi principali condotti su un totale di 1114 pazienti (n 1 = 155; n 2 = 959, 236 dei quali hanno ricevuto 100 mg al giorno), la sopravvivenza con riluzolo è stata confrontata con quella del placebo. La durata del trattamento è stata di 12-18 mesi nel primo studio e di 14-18 mesi nel secondo. Nell'analisi globale della funzione di sopravvivenza con una dose di 100 mg al giorno di riluzolo rispetto al placebo, nei due studi la significatività statistica con il test log-rank non è stata raggiunta per poco (rispettivamente p 1 = 0,058 e p 2 = 0,076).

Con l'utilizzo del modello di Cox, che comprende i fattori di rischio prognostici, il confronto statistico si è rivelato significativo (rispettivamente p 1 = 0,041 e p 2 = 0,002). Sono stati ottenuti i seguenti fattori prognostici favorevoli e sfavorevoli: fattori favorevoli: evoluzione più lenta della malattia, migliore funzionalità muscolare e polmonare (capacità vitale), peso corporeo maggiore; fattori sfavorevoli: età avanzata, affaticamento soggettivo più marcato, sintomi bulbari al momento dell'ingresso nello studio, stato generale fortemente compromesso (CGI).

Al termine dello studio, il tasso di sopravvivenza con riluzolo è stato del 55,8 % e del 56,8 % rispetto al 48,7 % e 50,4 % con placebo. Dopo i primi 12 mesi di trattamento, il tasso di sopravvivenza con riluzolo è stato del 74,0 % e del 73,7 % rispetto al 57,7 % e al 62,8 % nel gruppo placebo. Il confronto della funzione di sopravvivenza determinata con il test log-rank si è rivelato significativo in questa analisi intermedia per i due studi (rispettivamente p 1 = 0,007 e p 2 = 0,019).

In uno studio a gruppi paralleli volto a verificare l'efficacia e la tollerabilità di riluzolo in pazienti in stadio avanzato della malattia, la sopravvivenza e la funzionalità motoria del gruppo trattato con riluzolo non sono risultate significativamente diverse rispetto al gruppo trattato con placebo. In questo studio, la maggior parte dei pazienti aveva una capacità vitale inferiore al 60 %.

Farmacocinetica

La farmacocinetica del riluzolo è stata studiata in volontari sani di sesso maschile dopo singola somministrazione orale di 25 fino a 300 mg e dopo somministrazione orale ripetuta di 25 fino a 100 mg due volte al giorno. L'aumento dei livelli plasmatici è lineare rispetto alla dose e il profilo farmacocinetico è dose-indipendente. Con la somministrazione multipla (trattamento di 10 giorni con 50 mg di riluzolo due volte al giorno) si ha un accumulo nel plasma del riluzolo immodificato fino a circa 2 volte la concentrazione rispetto alla somministrazione singola, e lo stato stazionario viene raggiunto in meno di 5 giorni.

Assorbimento

Il riluzolo viene assorbito rapidamente dopo somministrazione orale. I livelli plasmatici massimi vengono raggiunti entro 15-120 minuti (Cmax = 315,6 ± 125,0 ng/ml [SD]). Viene assorbito circa il 90 % della dose somministrata. La biodisponibilità assoluta è del 60 ± 18 %.

La somministrazione in concomitanza con pasti ricchi di grassi riduce la velocità e il grado di assorbimento del riluzolo (diminuzione della Cmax del 44 % e dell'AUC del 17 %).

In uno studio di bioequivalenza, l'esposizione totale di riluzolo 50 mg compresse e riluzolo 50 mg film orodispersibile è risultata identica (rapporto Cmax: 117,1 %; IC 90 %: 110,4-124,1 %; rapporto AUC0-t: 111,8; IC 90 %: 108,3-115,5; rapporto AUC0-inf : 111,8; IC 90 %: 108,2-115,6).

Distribuzione

Il riluzolo è ampiamente distribuito in tutto l'organismo e attraversa la barriera ematoencefalica. Il volume di distribuzione medio del riluzolo è di 245 ± 69 l circa (3,4 l/kg). Nel sangue, il riluzolo è legato per circa il 97 % alle proteine plasmatiche: principalmente all'albumina plasmatica e alle lipoproteine.

In femmine di ratto gravide è stato osservato il passaggio del riluzolo 14C al feto attraverso la placenta. Analogamente il riluzolo 14C è stato riscontrato nel latte materno nel ratto. Tuttavia, non sono disponibili studi corrispondenti nell'uomo.

Metabolismo

Il riluzolo immodificato è il componente principale nel plasma ed è metabolizzato in grande misura dal citocromo P450 e dalla successiva glucuronidazione. Studi in vitro con preparati di fegato umano hanno mostrato che il citocromo P450 1A2 è il principale isoenzima coinvolto nel metabolismo del riluzolo. I metaboliti identificati nelle urine sono tre derivati fenolici, un derivato ureico e riluzolo immodificato.

La via metabolica primaria per il riluzolo è l'ossidazione iniziale da parte del citocromo P450 1A2 che produce l'N-idrossi-riluzolo (RPR112512), il principale metabolita attivo del riluzolo. Questo metabolita è rapidamente coniugato in O-glucuronidi ed N-glucuronidi.

Eliminazione

L'emivita di eliminazione è di 9-15 ore. Il riluzolo è eliminato principalmente per via urinaria.

L'escrezione totale urinaria copre circa il 90 % della dose. Oltre l'85 % dei metaboliti ritrovati nelle urine sono glucuronidi. Solo il 2 % di una dose di riluzolo viene ritrovato immutato nelle urine.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità epatica

L'AUC del riluzolo dopo singola somministrazione orale di 50 mg aumenta di circa 1,7 volte nei pazienti con insufficienza epatica cronica lieve e di circa 3 volte in pazienti con insufficienza epatica cronica di grado moderato. La farmacocinetica del riluzolo in pazienti con insufficienza epatica cronica grave non è stata studiata.

Disfunzioni renali

Non ci sono differenze nei parametri di farmacocinetica dopo singola somministrazione di 50 mg di riluzolo tra i pazienti con insufficienza renale moderata o cronica (clearance plasmatica compresa tra 350-800 ml/min) e i soggetti sani.

Pazienti anziani

I parametri farmacocinetici del riluzolo dopo somministrazione di dosi ripetute (4,5 giorni di trattamento a dosi di riluzolo di 50 mg 2 volte al giorno) non risultano modificati nell'anziano (>70 anni).

Polimorfismi genetici

È stato effettuato uno studio clinico per valutare la farmacocinetica del riluzolo e del suo metabolita N-idrossi-riluzolo dopo somministrazione orale ripetuta due volte al giorno per 8 giorni in 16 volontari sani di sesso maschile di origine giapponese e caucasica. Il gruppo di origine giapponese ha mostrato un'esposizione più bassa al riluzolo (Cmax 0,85 [IC 90 %: 0,68-1,08] e AUCinf 0,88 [IC 90 %: 0,69-1,13] a parità di esposizione al metabolita rispetto al gruppo caucasico. La rilevanza clinica di questi risultati è sconosciuta.

Dati preclinici

Genotossicità

Test di genotossicità in vitro e in vivo con riluzolo non hanno mostrato alcun potenziale genotossico del riluzolo.

Studi con il principale metabolita attivo del riluzolo (RPR112512) hanno fornito risultati positivi in due test in vitro. Ulteriori valutazioni approfondite in altri sette studi standard in vitro e in vivo non hanno mostrato alcun potenziale genotossico del metabolita. Sulla base di questi dati e prendendo in considerazione i risultati negativi degli studi di cancerogenesi del riluzolo nel topo e nel ratto, l'effetto genotossico di questo metabolita non è stato considerato clinicamente rilevante nell'uomo.

Cancerogenicità

Il riluzolo non ha evidenziato alcun potenziale cancerogeno né nel ratto né nel topo.

Tossicità per la riproduzione

In femmine di ratto gravide è stato dimostrato che il riluzolo 14C raggiunge il feto attraverso la placenta. Non è tuttavia emerso alcun danno (malformazione) fetale.

Fertilità

Nei ratti è stata rilevata una leggera diminuzione della capacità riproduttiva e della fertilità alla dose di 15 mg/kg/die (superiore alla dose terapeutica), probabilmente dovuta agli effetti della sedazione e della letargia.

Nei ratti che allattano, il riluzolo 14C è stato individuato nel latte.

Altre indicazioni

Influenza sui metodi diagnostici

Può verificarsi un aumento dei valori di ALT (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»), dell'aspartato aminotransferasi (AST), del glutammato transferasi (GGT), della bilirubina e della creatina fosfochinasi (CPK).

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Non conservare a temperature superiori a 30 °C.

Conservare nella confezione originale.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Prima di usare Emylif, accertarsi di avere le mani pulite e asciutte per evitare che il film orodispersibile si attacchi alle dita.

Piegare la bustina lungo la linea di demarcazione sul bordo superiore.

Aprire la bustina strappandola in corrispondenza della fessura lungo la freccia posta lateralmente e ripiegarne la parte superiore in corrispondenza della linea di demarcazione.

Estrarre il film orodispersibile dalla bustina. Ogni bustina contiene una dose di Emylif.

Non piegare il film orodispersibile.

Dopo la somministrazione di Emylif, lavarsi le mani.

Numero dell'omologazione

68915 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Zambon Svizzera SA, 6814 Cadempino

Stato dell'informazione

Aprile 2023

3136207/03/2025