HCI Compendium
Schermo non supportato

L'applicazione non è ancora ottimizzata per il vostro schermo. Vi preghiamo di utilizzare un dispositivo con uno schermo più grande.

Indietro

PHENYLEPHRIN Aguettant 0.5 mg/10ml ser pré

Aguettant Suisse SA

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Phenylephrin Aguettant

Aguettant Suisse SA

Composizione

Principi attivi

Phenylephrinum (ut Phenylephrini hydrochloridum).

Eccipienti

Natrii chloridum, acidum citricum monohydricum, natrii citras dihydricus, natrii hydroxidum, aqua ad iniectabile.

Ogni siringa preriempita da 10 ml contiene 36,8 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione iniettabile in siringa preriempita (per via endovenosa)

Ogni siringa preriempita da 10 ml contiene: Phenylephrinum 0,5 mg (ut Phenylephrini hydrochloridum) (0,05 mg Phenylephrinum/ml)

Indicazioni/Possibilità d'impiego

  • Trattamento dell'ipotensione durante anestesia generale, spinale o epidurale (compreso taglio cesareo);
  • Trattamento preventivo dell'ipotensione durante anestesia spinale (compreso taglio cesareo).

Posologia/Impiego

Phenylephrin Aguettant è somministrata per via endovenosa (bolo).

La dose deve essere adeguata alla risposta della pressione arteriosa.

La dose normale è compresa tra 0,05 e 0,1 mg (1-2 ml) in bolo, ripetibile fino a quando si raggiunge l'effetto desiderato.

In caso di ipotensione grave, le dosi possono essere aumentate, senza superare 0,1 mg (2 ml) in bolo.

Phenylephrin Aguettant deve essere somministrata esclusivamente da operatori sanitari con un'adeguata formazione ed esperienza in materia. La siringa preriempita non si presta all'utilizzo di una pompa siringa.

Istruzioni posologiche particolari

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Nei pazienti con insufficienza renale possono essere necessarie dosi di fenilefrina più basse.

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Nei pazienti con cirrosi epatica possono essere necessarie dosi di fenilefrina più elevate.

Bambini e adolescenti:

Fino ad oggi, non sono stati studiati l'utilizzo e la sicurezza d'uso della fenilefrina nei bambini e negli adolescenti. Per questo motivo, l'utilizzo nei bambini e negli adolescenti non è raccomandato.

Controindicazioni

Phenylephrin Aguettant non deve essere utilizzata:

  • nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti presenti nella composizione;
  • nei pazienti con ipertensione grave, tachicardia ventricolare, glaucoma ad angolo chiuso;
  • in associazione con gli inibitori della monoamino-ossidasi non selettivi (IMAO), a causa del rischio di ipertensione parossistica e di ipertermia potenzialmente fatale;
  • nei pazienti con grave ipertiroidismo.

Avvertenze e misure precauzionali

Durante il trattamento deve essere monitorata la pressione arteriosa.

Fenilefrina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti affetti da:

  • diabete,
  • ipertensione arteriosa,
  • aneurisma,
  • ipertiroidismo non controllato,
  • cardiomiopatia,
  • malattia coronarica e patologie cardiache croniche,
  • bradicardia,
  • blocco parziale del cuore,
  • tachicardia,
  • aritmia,
  • angina pectoris (la fenilefrina può accelerare o aggravare l'angina nei pazienti con malattia coronarica e anamnesi di angina pectoris),
  • insufficienza vascolare periferica non grave,
  • arteriosclerosi grave.

Fenilefrina può indurre una riduzione della gittata cardiaca. Pertanto, deve essere somministrata con la massima cautela nei pazienti con arteriosclerosi, negli anziani e nei pazienti con compromissione della circolazione cerebrale o coronarica.

Nei pazienti con insufficienza cardiaca acuta o shock cardiogeno, Fenilefrina può peggiorare l'insufficienza cardiaca come conseguenza della vasocostrizione indotta (aumento del post-carico).

Nei pazienti con ridotta gittata cardiaca o con arteriopatia periferica, devono essere frequentemente monitorate le funzioni vitali del corpo, e il limite inferiore della pressione sistolica dovrebbe essere considerato un criterio di riduzione della dose o di interruzione di Fenilefrina.

Nel somministrare la fenilefrina per iniezione, va prestata particolare attenzione ad evitare lo stravaso che potrebbe causare necrosi del tessuto.

Nei pazienti con insufficienza renale possono essere necessarie dosi più basse.

Nei pazienti con cirrosi epatica possono essere necessarie dosi più elevate.

È sconsigliata la somministrazione di Phenylephrin Aguettant in concomitanza con i medicinali qui sotto riportati, a causa del rischio di vasocostrizione e/o di crisi ipertensiva legata al suo effetto simpatico-mimetico indiretto:

  • alcaloidi dell'ergot dopaminergici (bromocriptina, cabergolina, lisuride, pergolide) o vasocostrittori (diidroergotamina, ergotamina o metisergide, metilergometrina)
  • in associazione con il linezolid.

Da considerare nei pazienti sottoposti a una rigorosa dieta iposodica.

Nel caso di concomitante somministrazione di Phenylephrin Aguettant e agenti ossitocici (ossitocina, estratti post-ipofisari, alcaloidi dell'ergot, ecc.), l'effetto dei simpaticomimetici risulta potenziato.

Sodio

Questo farmaco contiene 36,8 mg di sodio per ogni siringa preriempita da 10 ml, equivalente all'1,8% dell'apporto alimentare massimo giornaliero raccomandato dall'OMS, ossia 2 g di sodio nell'adulto.

Interazioni

Associazioni controindicate

Inibitori della monoamino-ossidasi (IMAO) non selettivi (iproniazide, nialamide)

Ipertensione parossistica, ipertermia potenzialmente fatale. A causa della lunga durata d'azione dei MAO-inibitori, questa interazione è ancora possibile 15 giorni dopo l'interruzione dell'IMAO.

Associazioni sconsigliate

Alcaloidi dell'ergot dopaminergici (bromocriptina, cabergolina, lisuride, pergolide):

Rischio di vasocostrizione e/o di crisi ipertensiva.

Alcaloidi dell'ergot vasocostrittori (diidroergotamina, ergotamina, metilergometrina, metisergide):

Rischio di vasocostrizione e/o di crisi ipertensiva.

Antidepressivi triciclici (es. imipramina)

Ipertensione parossistica con possibilità di aritmie (inibizione dell'entrata di adrenalina o noradrenalina nelle fibre simpatiche).

Antidepressivi noradrenergici e serotoninergici (minalcipran, venlafaxina)

Ipertensione parossistica con possibilità di aritmie (inibizione dell'entrata di adrenalina o noradrenalina nelle fibre simpatiche).

Inibitori della monoamino-ossidasi (IMAO) selettivi di tipo A (moclobemide, toloxatone)

Rischio di vasocostrizione e/o di crisi ipertensiva.

Linezolid

Rischio di vasocostrizione e/o di crisi ipertensiva.

Guanetidina e prodotti correlati

Aumento sostanziale della pressione arteriosa (iper-reattività legata alla riduzione del tono simpatico e/o all'inibizione dell'entrata di adrenalina o noradrenalina nelle fibre simpatiche).

Se non si può evitare l'associazione, utilizzare con cautela dosi di agenti simpaticomimetici più basse.

Glicosidi cardiaci, chinidina

Aumentato rischio di aritmie.

Sibutramina

Ipertensione parossistica con possibilità di aritmie (inibizione dell'entrata di adrenalina o noradrenalina nelle fibre simpatiche).

Anestetici volatili alogenati (desflurano, enflurano, alotano, isoflurano, metossiflurano, sevoflurano)

Rischio di crisi ipertensive intraoperatorie e di aritmia.

Associazioni che richiedono precauzioni d'uso

Agenti ossitocici

L'effetto delle amine simpaticomimetiche presso-attive è potenziato. Pertanto, alcuni agenti ossitocici possono causare grave ipertensione persistente e si possono verificare degli ictus nel periodo post-parto.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Non è disponibile alcuno studio sperimentale su animali in merito all'effetto sulla gravidanza, sullo sviluppo dell'embrione e del feto, e/o sulla crescita post-natale. Non è noto il rischio potenziale per l'essere umano.

Questo farmaco non deve essere utilizzato in gravidanza, salvo nei casi in cui il trattamento sia assolutamente necessario.

Allattamento

Non si sa se la fenilefrina è escreta nel latte materno. Phenylephrin Aguettant non deve essere utilizzata quindi durante l'allattamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non è stato condotto alcuno studio in merito. Nel corso di utilizzo della fenilefrina, sono stati riportati occasionalmente effetti indesiderati come nausea e cefalea. Se il paziente manifesta simili effetti, non deve guidare alcun mezzo né utilizzare macchinari.

Effetti indesiderati

Molto comuni (≥1/10), Comuni (<1/10, ≥1/100), Non comuni (<1/100, ≥1/1000), Rari (<1/1000, ≥1/10'000), Molto rari (<1/10'000).

La maggioranza degli effetti indesiderati della fenilefrina dipendono dalla dose e quindi dal profilo farmacodinamico atteso.

Gli effetti indesiderati più comuni sono bradicardia, episodi ipertensivi, nausea e vomito. L'ipertensione è più frequente nel caso di dosi elevate.

L'evento avverso cardiovascolare più comunemente riportato è la bradicardia, dovuta probabilmente a una stimolazione vagale mediata da un baro-recettore, coerentemente con l'effetto farmacologico della fenilefrina.

Possono manifestarsi i seguenti effetti collaterali:

Disturbi del sistema immunitario

Ipersensibilità.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Alterazioni del metabolismo glucidico.

Disturbi psichiatrici

Euforia, agitazione, ansia, stati psicotici, confusione mentale.

Patologie del sistema nervoso

Non comuni: cefalee, formicolii, pesantezza alla testa, nervosismo, insonnia, parestesia, tremore.

Patologie dell'occhio

Midriasi, aggravamento di glaucoma ad angolo chiuso preesistente.

Patologie cardiache

Non comuni: bradicardia riflessa, aritmie, tachicardia, arresto cardiaco, dolori da angina pectoris, palpitazioni, ischemia miocardica.

Patologie vascolari

Emorragia cerebrale, ipertensione, ipotensione con sensazione vertiginosa, svenimento, crisi congestizia, cute fredda, pallore.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Dispnea, edema polmonare.

Patologie gastrointestinali

Non comuni: nausee, ipersalivazione, vomito.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Diaforesi, piloerezione, sudorazione, impallidimento della cute.

Patologie renali e urinarie

Minzione difficile, ritenzione urinaria.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Necrosi cutanea con stravaso al sito di iniezione.

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione è molto importante, in quanto consente un monitoraggio continuo del rapporto beneficio-rischio del medicinale. Gli operatori sanitari sono tenuti a segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta, nuova o grave, attraverso il portale di segnalazioni online ElViS (Electronic Vigilance System). Per altre informazioni in merito, consultare il sito all'indirizzo www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

In caso di sovradosaggio, principalmente a seguito di somministrazione diretta per via endovenosa, possono manifestarsi extra-sistole ventricolari e anche brevi episodi di tachicardia ventricolare.

Trattamento

In caso di eccessivo aumento della pressione arteriosa, questo aumento può essere ridotto immediatamente con un inibitore α-adrenergico, come la fentolamina.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

C01CA06

Meccanismo d'azione

La vasocostrizione indotta dalla fenilefrina dura 20 minuti se iniettata endovena e fino a 50 minuti se iniettata sottocute. La fenilefrina rallenta la frequenza cardiaca e aumenta il volume sistolico senza influenzare la frequenza cardiaca.

La fenilefrina è un agonista dei recettori α-adrenergici post-sinaptici che ha un effetto limitato sui recettori β del cuore. A dosi terapeutiche, non comporta stimolazione del midollo spinale né del cervello, o una minima stimolazione. Iniezioni ripetute possono consentire di ottenere effetti comparabili.

Farmacodinamica

La fenilefrina agisce principalmente sul sistema cardiovascolare. La somministrazione parenterale, nell'uomo e in altre specie, produce un aumento della pressione sistolica e diastolica. La risposta pressoria alla fenilefrina si accompagna a una marcata bradicardia riflessa che può essere inibita con l'atropina; dopo somministrazione di atropina, dosi elevate del medicinale aumentano solo di poco la frequenza cardiaca. Nell'uomo, il volume/minuto del cuore è leggermente ridotto e le resistenze periferiche aumentano notevolmente. Il tempo di circolazione è leggermente prolungato e la pressione venosa leggermente aumentata; non si ha marcata costrizione venosa. Si ha restringimento della maggior parte dei vasi sanguigni; si riduce la vascolarizzazione renale, splancnica, cutanea e delle estremità; aumenta la circolazione coronarica. Si restringono i vasi polmonari e aumenta la pressione del sangue delle arterie polmonari.

Efficacia clinica

Non vi sono dati disponibili.

Farmacocinetica

Assorbimento

In caso di assorbimento per via orale, la biodisponibilità è del 38%.

Distribuzione

L'emivita di distribuzione è di 5 minuti e il volume di distribuzione è superiore a 40 litri. Dopo somministrazione per via endovenosa, il volume di distribuzione del compartimento centrale è comparabile al volume extracellulare (circa 40 litri), mentre quello in condizioni di equilibrio è pari a 340 litri.

Metabolismo

La fenilefrina viene metabolizzata in acido m-idrossimandelico e fenolo-coniugati. La degradazione in fenolo-coniugati è maggiore in caso di somministrazione per via orale, e minore in caso di somministrazione per via endovenosa. La fenilefrina viene metabolizzata a livello del fegato e della parete intestinale.

Eliminazione

In caso di somministrazione endovena, l'emivita terminale è di 2-3 ore, l'escrezione renale oscilla tra l'80 e l'86%, e il 16% del principio attivo viene escreto nelle urine in forma immutata. L'emivita terminale è di 2-3 ore.

Cinetica per gruppi particolari di pazienti

Non vi sono dati disponibili.

Dati preclinici

Non è stato condotto alcuno studio sperimentale su animali sulla tossicità della fenilefrina per la riproduzione e lo sviluppo.

I dati sperimentali ottenuti su ratti e topi non evidenziano elementi di cancerogenicità né genotossicità.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Le siringhe preriempite sono pronte all'uso e non devono essere mischiate con altri farmaci.

Stabilità

Il medicinale non va utilizzato oltre la data che compare sulla confezione dopo la dicitura «EXP».

Stabilità dopo l'apertura

Il preparato non contiene conservanti. Per ragioni microbiologiche, l'utilizzo deve essere immediato subito dopo l'apertura del blister.

La quantità di medicinale eventualmente rimanente nella siringa preriempita deve essere smaltita.

Osservazioni relative alla conservazione

Conservare a temperatura ambiente (15 – 25° C) e fuori dalla portata dei bambini.

Conservare il blister nell'imballaggio originale, al riparo dalla luce.

Osservazioni relative alla manipolazione

La siringa preriempita è monouso e va utilizzata in un solo paziente.

Se il blister non è stato aperto e danneggiato, il suo contenuto è sterile; non aprirlo prima dell'uso.

La superficie esterna della siringa è sterile fino all'apertura del blister. Prima dell'utilizzo, assicurarsi quindi che questo sia integro.

1) Estrarre dal blister la siringa preriempita.

2) Premere lo stantuffo della siringa per liberare il tappo.

3) Ruotare il cappuccio protettivo per rompere il sigillo.

4) Controllare che il sigillo di protezione della siringa sia stato rimosso completamente.

5) Espellere l'aria premendo delicatamente lo stantuffo.

6) Collegare la siringa all'accesso venoso. Premere lentamente lo stantuffo per iniettare il volume desiderato.

Numero dell'omologazione

66317 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Aguettant Suisse SA, Thônex

Stato dell'informazione

Aprile 2023

2818211/03/2024