ACIDE ACETYLSALICYL Panpharma 0.5 g c solv
Leman SKL SA
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Acide Acetylsalicylique Panpharma Inj
Composizione
Principi attivi
Acetilsalicilato di lisina.
Sostanze ausiliarie
Glicina (acido amminoacetico) 100 mg pro vitro.
Solventi
Acqua per soluzione iniettabile 5 ml.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Polvere e solvente per soluzione iniettabile.
1 flaconcino di polvere contiene come sostanza secca: acetilsalicilato di lisina 900 mg, corrispondente a 500 mg di acido acetilsalicilico (AAS).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento di dolori acuti di intensità da moderata a severa nei casi in cui la somministrazione orale è controindicata.
Posologia/Impiego
Posologia abituale
Adulti
500 mg di AAS mediante iniezione 3 volte al giorno. Dose massima: 3 g al giorno.
In caso di dolori forti, si consiglia di somministrare per via endovenosa il contenuto di due flaconcini sciolti in 10 ml di acqua per preparazioni iniettabili tutto in una volta.
Il medicamento deve essere somministrato alla dose minima efficace per il periodo più breve necessario per alleviare i sintomi (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Pazienti anziani
Non superare la dose massima di 2 g di AAS al giorno.
Bambini e adolescenti
Non somministrare a bambini di età inferiore a 12 anni.
Schema di somministrazione
Lasciare un intervallo di tempo compreso tra 4 e 8 ore tra una somministrazione e l'altra.
Modo di somministrazione
Sciogliere immediatamente il contenuto di un flaconcino in 5 ml di acqua per preparazioni iniettabili.
La somministrazione può avvenire tramite iniezione endovenosa diretta o infusione endovenosa mediante soluzione veicolo (soluzione di cloruro di sodio, glucosio o sorbitolo).
Controindicazioni
Ipersensibilità all'acido acetilsalicilico, ai salicilati e/o ad altri antinfiammatori non steroidei (antireumatici) o a una delle sostanze ausiliarie.
Pazienti con mastocitosi, nei quali l'utilizzo di acido acetilsalicilico può provocare reazioni di ipersensibilità severe (compreso shock circolatorio con arrossamento, ipotensione, tachicardia e vomito).
Anamnesi di asma provocata dalla somministrazione di salicilati o di sostanze con effetto simile, come ad esempio i FANS.
Sviluppo di un'ulcera gastroduodenale o emorragia delle vie digerenti.
Qualsiasi disturbo congenito o acquisito della coagulazione.
Insufficienza epatica grave.
Insufficienza renale grave (CLCr <30 ml/min).
Insufficienza cardiaca grave (NYHA III-V).
In caso di assunzione di metotrexato a dosi pari o superiori a 15 mg alla settimana, le posologie pari o superiori a 500 mg di AAS per assunzione sono controindicate.
Malattie infiammatorie intestinali (ad es. morbo di Crohn, colite ulcerosa).
Trattamento di dolori postoperatori dopo intervento di bypass coronarico (o dopo utilizzo di una macchina cuore-polmoni).
Ultimo trimestre di gravidanza.
Avvertenze e misure precauzionali
Non sono disponibili dati sufficienti sulla biodisponibilità del prodotto per l'utilizzo a dosi elevate come antireumatico.
In pazienti trattati con antinfiammatori non steroidei si possono osservare perforazioni, ulcere e emorragie gastrointestinali. Tali effetti collaterali possono insorgere in qualsiasi momento, senza segni premonitori né anamnesi nota. Per ridurre tale rischio, occorre pertanto somministrare il dosaggio minimo efficace per il minor tempo possibile.
Tra gli effetti renali provocati dagli antinfiammatori non steroidei rientrano la ritenzione idrica con edema e/o ipertensione arteriosa.
Nei pazienti con disturbi della funzionalità cardiaca e altri stati che li predispongono a ritenzione idrica, l'acido acetilsalicilico deve essere pertanto somministrato con prudenza. Una prudenza analoga vale anche per i pazienti che assumono simultaneamente diuretici o ACE-inibitori e in caso di rischio elevato di ipovolemia.
Mascheramento dei sintomi di infezioni soggiacenti
Acide Acetylsalicylique Panpharma Inj può mascherare i sintomi di un'infezione, fattore che può comportare un ritardo nell'avvio di un trattamento appropriato e quindi un peggioramento dell'infezione. Ciò si è osservato nei casi di infezione polmonare batterica acquisita in comunità e di complicanze batteriche della varicella.
Quando Acide Acetylsalicylique Panpharma Inj viene somministrato per il trattamento della febbre o dei dolori legati all'infezione, si consiglia di monitorare l'infezione. In un ambiente non ospedaliero, il paziente deve consultare un medico se i sintomi persistono o si aggravano (cfr. la rubrica «Effetti indesiderati»).
Si raccomanda cautela nelle seguenti situazioni o il medicamento può essere assunto solo in base alla prescrizione del medico e sotto la supervisione di un medico:
•Si raccomanda cautela nei pazienti anziani per motivi medici di principio: Si raccomanda in particolare di somministrare il dosaggio minimo efficace ai pazienti anziani fragili o sottopeso
•In caso di asma bronchiale o tendenza generale all'ipersensibilità; l'acido acetilsalicilico può favorire l'insorgenza di broncospasmi e scatenare crisi d'asma o altre reazioni da ipersensibilità. I fattori di rischio comprendono la presenza di asma, febbre da fieno, polipi nasali o affezioni respiratorie croniche. Lo stesso dicasi per pazienti allergici ad altre sostanze (ad es. reazioni cutanee, prurito od orticaria)
•In caso di disturbi gastricoduodenali cronici o recidivanti
•In caso di trattamento concomitante con anticoagulanti
•In caso di pazienti con funzionalità renale o cardiovascolare compromessa (ad es. patologia renale vascolare, insufficienza cardiaca congestizia, ipovolemia, interventi chirurgici maggiori, sepsi o emorragie maggiori), poiché l'acido acetilsalicilico può potenziare il rischio di compromissione della funzionalità renale o insufficienza renale acuta
•In caso di compromissione della funzionalità epatica
•In caso di deficit ereditario di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (G6PD), poiché l'acido acetilsalicilico può indurre emolisi o anemia emolitica. I fattori che possono aumentare tale rischio sono ad esempio dosi elevate, febbre o infezioni acute
•Situazioni ad aumentato rischio di emorragie (ad es. disturbi mestruali, traumi). A causa dell'inibizione dell'aggregazione piastrinica e dell'allungamento del tempo di sanguinamento che si protraggono per più giorni dopo l'assunzione di acido acetilsalicilico, può manifestarsi un'aumentata predisposizione al sanguinamento, soprattutto durante e dopo interventi chirurgici (anche nel caso di interventi minori come le estrazioni dentali)
•In caso di metrorragia o menorragia (rischio di aumento del flusso e della durata delle mestruazioni)
I salicilati sono sconsigliati in caso di gotta. L'AAS aumenta l'uricemia per inibizione dell'escrezione dell'acido urico.
In caso di dosi di acido acetilsalicilico ≥500 mg/giorno è stato dimostrato che i medicamenti che inibiscono la sintesi della cicloossigenasi/prostaglandine possono comportare disturbi della fertilità nelle donne a causa degli effetti sull'ovulazione. Questo effetto è reversibile quando il trattamento viene sospeso.
Evitare trattamenti concomitanti con levotiroxina e salicilati (cfr. la rubrica «Interazioni»).
I bambini e gli adolescenti che presentano febbre e/o patologie virali (soprattutto infezione da varicella e malattie simil-influenzali) devono assumere Acide Acetylsalicylique Panpharma Inj solo su prescrizione medica e come trattamento di seconda intenzione (a causa del rischio di insorgenza della sindrome di Reye, un'encefalopatia potenzialmente letale i cui sintomi principali sono forte vomito, alterazioni della coscienza e disturbi della funzionalità epatica). Tuttavia, Acide Acetylsalicylique Panpharma Inj non deve essere somministrato a bambini di età inferiore ai 12 anni (cfr. la rubrica «Posologia/impiego»).
Si raccomanda di non somministrare salicilati nelle sei settimane successive alla vaccinazione contro la varicella, a causa del rischio aumentato di sindrome di Reye.
Come regola generale, l'assunzione di analgesici a lungo termine, soprattutto in caso di associazione di più principi attivi analgesici, può portare a lesioni renali irreversibili, con il rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici).
Reazioni cutanee
Gravi reazioni cutanee, alcune fatali, tra cui dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell) ed esantema da medicamento con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) sono state segnalate molto raramente durante la terapia con FANS (cfr. «Effetti indesiderati»).
Il rischio che si verifichino queste reazioni sembra essere maggiore all'inizio del trattamento e nella maggior parte dei casi queste reazioni iniziano entro un mese dall'inizio della terapia. Acide Acetylsalicylique Panpharma Inj deve essere interrotto alla prima comparsa di eruzione cutanea, alterazioni della mucosa o altri segni di una reazione da ipersensibilità.
Effetto cardiovascolari
Sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis in pazienti trattati con FANS. La sindrome di Kounis è stata definita come sintomi cardiovascolari secondari ad una reazione allergica o di ipersensibilità associata alla costrizione delle arterie coronarie e che può indurre l'infarto miocardico.
Interazioni
Altre interazioni
•Alcol: rischio aumentato di ulcere gastro-intestinali e di emorragie; tempo di sanguinamento prolungato.
Effetto di Acide Acetylsalicylique Panpharma Inj su altri medicamenti
Associazioni controindicate:
•Metotrexato a dosi pari o superiori a 15 mg/settimana. Per dosi di acido acetilsaliciclico con effetto antalgico o antipiretico (≥500 mg per assunzione e/o <3 g al giorno): aumento della tossicità del metotrexato (in generale, gli antinfiammatori riducono l'escrezione di metotrexato e i salicilati ne inibiscono il legame con le proteine plasmatiche), cfr. la rubrica «Controindicazioni».
Associazioni che richiedono particolare cautela:
•Medicamenti associati a rischio di emorragia: Esiste un rischio aumentato di emorragia a causa del potenziale effetto additivo. La somministrazione concomitante di medicamenti associati a un rischio di emorragia deve essere intrapresa con cautela. Per dosi di acido acetilsaliciclico con effetto antalgico o antipiretico (≥500 mg per assunzione e/o <3 g al giorno) in assenza di anamnesi di ulcera gastroduodenale: occorre eseguire dei test, soprattutto per determinare il tempo di sanguinamento.
•Pemetrexed: rischio di aumento della tossicità del pemetrexed (diminuzione della clearance renale del pemetrexed causata dall'acido acetilsalicilico a dosi antinfiammatorie).
•Nicorandil: l'uso concomitante di nicorandil e FANS, compreso l'acido acetilsalicilico e l'acetilsalicilato di lisina aumenta il rischio di complicanze gravi quali ulcerazioni, perforazioni ed emorragie gastrointestinali) (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
•Metotrexato a dosi inferiori a 15 mg/settimana: aumento della tossicità del metotrexato (in generale, gli antinfiammatori riducono l'escrezione di metotrexato e i salicilati ne inibiscono il legame con le proteine plasmatiche).
•Levotiroxina: i salicilati, soprattutto a dosi maggiori di 2 g/giorno, possono inibire il legame degli ormoni tiroidei alle proteine carrier, inducendo così un aumento transitorio iniziale di ormoni tiroidei, seguito da un calo dei livelli totali di ormoni tiroidei. I livelli di ormoni tiroidei devono essere monitorati (cfr. La rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
•Potenziamento degli effetti degli antiaggreganti piastrinici, dell'eparina e dei composti correlati, degli anticoagulanti orali e degli altri trombolitici (maggior rischio di emorragia).
•Possono manifestarsi interazioni farmacodinamiche tra inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e l'acido acetilsalicilico: rischio emorragico aumentato a causa degli effetti sinergici.
•Aumento della concentrazione plasmatica della digossina provocata da una ridotta escrezione renale.
•Aumento dell'effetto degli antidiabetici orali. In combinazione con determinati antidiabetici possono manifestarsi ipoglicemia e disturbi del metabolismo acido-basico.
•Potenziamento dell'effetto dei barbiturici, di preparati di litio, dei sulfamidici e della triiodotironina.
•Aumento della concentrazione plasmatica della fenitoina.
•Acido valproico: la somministrazione concomitante di salicilati e acido valproico può comportare una riduzione della proteina legante l'acido valproico e inibire il metabolismo dell'acido valproico, con conseguente aumento dei livelli sierici di acido valproico totale e libero.
•Tenofovir: la somministrazione concomitante di tenofovir disoproxil fumarato e di FANS può aumentare il rischio di insufficienza renale.
•Aumento dell'azione e degli effetti collaterali di tutti gli antireumatici non steroidei.
•Antipertensivi (ACE-inibitori e betabloccanti): monitorare attentamente la pressione arteriosa nei pazienti ipertesi trattati con questi medicamenti e AAS, aggiustando la dose se necessario.
•L'associazione di acetazolamide con acido acetilsalicilico può aumentare il rischio di acidosi metabolica.
•Riduzione dell'azione degli antagonisti dell'aldosterone (ad es. spironolattone), dei diuretici dell'ansa, degli uricosurici (ad es. probenecid, sulfinpirazone).
•Prolungamento dell'emivita plasmatica delle penicilline.
•Il rischio di emorragie gastriche aumenta in associazione con corticosteroidi.
•In associazione con corticosteroidi sistemici: rischio aumentato di ulcere gastrointestinali ed emorragie; diminuzione della concentrazione di salicilato durante il trattamento con cortisone, rischio di sovradosaggio del salicilato al termine del trattamento con glucocorticoidi.
•I dati sperimentali suggeriscono che l'ibuprofene può inibire l'effetto di una dose minima di AAS sull'aggregazione piastrinica quando tali principi attivi sono assunti simultaneamente. Tuttavia, poiché sono disponibili solo dati limitati e non è certo che i dati ex vivo possano essere trasferiti alla situazione clinica, un'importanza clinica di questa interazione sembra improbabile per l'assunzione occasionale, ma non può essere esclusa con certezza per l'assunzione regolare di ibuprofene.
•Si raccomanda di non somministrare salicilati nelle sei settimane successive alla vaccinazione contro la varicella. Casi di sindrome di Reye si sono verificati a seguito dell'uso di salicilati durante l'infezione da varicella.
•Insulina e sulfaniluree: l'uso concomitante di acido acetilsalicilico, insulina e sulfaniluree aumenta l'effetto di questi agenti ipoglicemizzanti.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Non sono disponibili studi controllati nelle donne in gravidanza.
L'inibizione della sintesi delle prostaglandine può avere un'incidenza negativa sulla gravidanza e sullo sviluppo embriofetale. Secondo alcuni dati tratti da studi epidemiologici, la somministrazione di inibitori della sintesi delle prostaglandine all'inizio della gravidanza aumenta effettivamente il rischio di aborti spontanei, malformazioni cardiache e gastroschisi. Si presume che tale rischio sia proporzionale alla dose somministrata e alla durata del trattamento.
Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi delle prostaglandine comporta un aumento delle perdite pre e post-impianto e della mortalità embriofetale. Inoltre, è stata riportata una maggiore incidenza di varie malformazioni, incluse malformazioni cardiovascolari, negli animali che avevano ricevuto un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante la fase dell'organogenesi.
Primo e secondo trimestre
Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, Acide Acetylsalicylique Panpharma Inj deve essere somministrato solo in caso di assoluta necessità. Nel caso in cui Acide Acetylsalicylique Panpharma Inj venga somministrato a una donna che cerca una gravidanza o se viene utilizzato durante il primo o il secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere minima e la durata del trattamento il più breve possibile.
Oligoidramnios/insufficienza renale neonatale/stenosi del dotto arterioso
L'uso di FANS, a partire dalla 20 settimana di gestazione, può portare a disturbi della funzionalità renale fetali che possono causare oligoidramnios e, in alcuni casi, insufficienza renale neonatale. Questi effetti indesiderati si manifestano in media dopo giorni o settimane di trattamento, anche se in rari casi l'oligoidramnios è stato segnalato già 48 ore dopo l'inizio del trattamento con i FANS. L'oligoidramnios è spesso, ma non sempre, reversibile con l'interruzione del trattamento.
Le complicazioni di un oligoidramnios prolungato possono includere contratture degli arti e ritardo nella maturazione dei polmoni. Dopo l'introduzione sul mercato, in alcuni casi di compromissione della funzione renale neonatale sono state necessarie procedure invasive come exsanguinotrasfusione o dialisi.
Inoltre, è stata segnalata una stenosi del dotto arterioso in seguito al trattamento nel secondo trimestre, che nella maggior parte dei casi si è risolta dopo l'interruzione del trattamento. Prendere in considerazione il monitoraggio ecografico del liquido amniotico e del cuore fetale se il trattamento con Acide Acetylsalicylique Panpharma Inj dura più di 48 ore. Interrompere Acide Acetylsalicylique Panpharma Inj in caso di oligoidramnios o stenosi del dotto arterioso ed eseguire un follow-up secondo la pratica clinica.
Terzo trimestre
L'acido acetilsalicilico è controindicato nel terzo trimestre di gravidanza. Tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono:
•esporre il feto ai seguenti rischi:
otossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);
odisturbi della funzionalità renale fino a insufficienza renale e oligoidramnios.
•Esporre la madre e il bambino ai seguenti rischi:
opotenziale prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante piastrinico che può insorgere anche dopo somministrazione di dosi molte ridotte;
oinibizione delle contrazioni uterine che ritardano o prolungano il parto.
Allattamento
I salicilati sono escreti nel latte materno. A titolo precauzionale, l'acido acetilsalicilico non deve essere somministrato durante l'allattamento. Se il trattamento è indispensabile, occorre allattare il bambino con latte artificiale.
Fertilità
L'uso dell'acido acetilsalicilico può compromettere la fecondità femminile; pertanto se ne sconsiglia l'uso alle donne che desiderano una gravidanza. La sospensione dei trattamenti a base di acido acetilsalicilico dovrebbe essere presa in considerazione anche nelle donne che hanno difficoltà ad ottenere una gravidanza o che si sottopongono a test sull'infertilità.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: «molto comune» (≥1/10); «comune» (≥1/100, <1/10); «non comune» (≥1/1000, <1/100); «raro» (≥1/10 000, <1/1000), «molto raro» (<1/10 000), frequenza sconosciuta (che non può essere stimata in base ai dati disponibili).
Infezioni e infestazioni
Frequenza non nota: Acide Acetylsalicylique Panpharma Inj può mascherare i sintomi di un'infezione, fattore che può comportare un ritardo nell'avvio di un trattamento appropriato e quindi un peggioramento dell'infezione (comprese infezione polmonare batterica acquisita in comunità e complicanze batteriche della varicella) (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Tempo di sanguinamento prolungato (questo effetto persiste da 4 a 8 giorni dopo l'interruzione dell'uso di acetilsalicilato di lisina), sindromi emorragiche (epistassi, emorragie gengivali, porpora).
Raro: anemia sideropenica per emorragie occulte, trombocitopenia, agranulocitosi, pancitopenia, leucopenia, anemia aplastica.
Casi isolati di anemia emolitica in pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, bicitopenia, neutropenia e insufficienza midollare.
Casi isolati di porpora reumatoide o porpora di Henoch-Schönlein.
A causa del suo effetto antiaggregante piastrinico e del prolungamento del tempo di sanguinamento, l'acido acetilsalicilico può aumentare il rischio emorragico. Sono stati osservati emorragie di tipo perioperatorio, ematomi, epistassi, emorragie urogenitali e emorragie gengivali.
In casi rari o molto rari sono state segnalate gravi emorragie, ad es. emorragie gastrointestinali, cerebrali, soprattutto in quei pazienti con ipertensione non controllata e/o in trattamento concomitante a base di anticoagulanti. In casi isolati, queste emorragie sono potenzialmente mortali.
Frequenza non nota: insufficienza midollare.
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: insorgenza d'asma.
Raro: reazioni da ipersensibilità sotto forma di eruzioni cutanee eritematose/eczematose, orticaria, rinite, broncospasmo, edemi angioneurotici (edema di Quincke), shock anafilattico.
Reazioni cutanee gravi che possono sfociare in casi molto rari in eritema essudativo multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Raro: ipoglicemia e disturbi del metabolismo acido-basico in caso di posologia eccessiva.
Patologie del sistema nervoso
Raro: cefalea, stordimento mentale, tinnito, disturbi della vista, diminuzione della capacità auditiva, stati confusionali. Questi effetti sono generalmente indice di posologia eccessiva.
Rari casi di emorragie intracraniche possono rivelarsi fatali, soprattutto nei pazienti anziani.
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Frequenza non nota: tinnito e sordità possono insorgere quando l'acido acetilsalicilico viene assunto a dosi elevate. In questi casi è necessario interrompere immediatamente il trattamento.
Patologie cardiache
Sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Frequenza non nota:
•Edema polmonare non cardiogenico in caso di utilizzo a lungo termine e nel contesto di ipersensibilità all'acido acetilsalicilico.
•Asma.
•Broncospasmi.
Patologie gastrointestinali
Comune: microemorragie, spasmi gastrici.
Non comune: dispepsia, nausea, vomito.
Raro: emorragie gastrointestinali, ulcere del tratto gastrointestinale.
Molto raro: perforazione da ulcera gastroduodenale.
Sono stati riportati i casi seguenti: esofagite, duodenite erosiva, gastrite erosiva, ulcerazione esofagea, perforazione esofagea. Ulcere a livello del digiuno, dell'ileo, del colon e del retto. Colite e perforazione intestinale. Pancreatite acuta.
Queste reazioni possono essere associate o meno a emorragia, e possono verificarsi a prescindere dalla dose di acido acetilsalicilico e in pazienti con o senza segni premonitori o anamnesi di gravi eventi gastrointestinali.
Patologie epatobiliari
Raro: disturbi della funzionalità epatica, limitati nella maggior parte dei casi a un aumento delle transaminasi, che tendono generalmente a regredire con la diminuzione della dose o l'interruzione del medicamento, ma che possono in casi molto rari provocare la morte. Il danno sembra essere dose-dipendente e si produce principalmente a livello epatocellulare.
Rasi casi di epatite cronica.
Frequenza non nota: sindrome di Reye in bambini con febbre, influenza o con varicella.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Raro: casi rari di eruzione fissa da farmaco.
Frequenza non nota: esantema da medicamento con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).
Patologie renali e urinarie
Raro: disturbi della funzionalità renale.
Sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta.
Disturbi dell'apparato riproduttivo e della mammella
Frequenza non nota: ematospermia.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Casi isolati di edemi sono stati segnalati con dosi di acido acetilsalicilico superiori a 1,5 g/giorno.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
Intossicazione moderata: nausea, vomito, cefalea, stordimento mentale, tinnito, disturbi dell'udito.
Intossicazione grave: tremito, stato confusionale, ipertermia, iperventilazione, disturbi dell'equilibrio acido-basico e degli elettroliti, grave disidratazione, ipoglicemia, coma, disturbi respiratori, collasso cardiovascolare.
Trattamento
Poiché un'intossicazione grave può risultare fatale, occorrerà adottare immediatamente le misure necessarie e organizzare il trasporto in un ospedale specializzato.
Prevenzione o diminuzione sensibile del riassorbimento: lavanda gastrica nei casi rilevati rapidamente (fino a un'ora dopo l'assunzione), carbone attivo (somministrazione ripetuta). Monitoraggio e correzione dell'equilibrio acido-base.
Apporto di glucosio.
Sodio bicarbonato per correggere l'acidosi e per favorire l'eliminazione (pH dell'urina >8, diuresi alcalina).
Glicina: somministrazione orale iniziale di 8 g, successivamente 4 g ogni 2 ore per 16 ore.
Eventualmente emoperfusione o emodialisi nelle intossicazioni gravi (ulteriori informazioni sono disponibili presso Tox Info Suisse).
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N02BA01
Meccanismo d'azione
L'acetilsalicilato di lisina (ASL) viene idrolizzato in acido acetilsalicilico (AAS) nel plasma, pertanto ne possiede le medesime proprietà antalgiche.
L'acido acetilsalicilico rappresenta l'estere acetico dell'acido salicilico e, in quanto rappresentante del salicilato, rientra nella categoria delle sostanze terapeutiche analgesiche/antinfiammatorie acide, non steroidee.
L'azione analgesica periferica è dovuta all'inibizione irreversibile della cicloossigenasi. Il risultato è l'inibizione della produzione delle prostaglandine, che contribuiscono alla genesi dei dolori. L'AAS inibisce anche l'aggregazione piastrinica bloccando la sintesi piastrinica del trombossano A2.
L'effetto antipiretico è dovuto a un'azione centrale sul centro termoregolatore nell'ipotalamo, da cui deriva una dilatazione periferica dei vasi cutanei, con sudorazione e perdita di calore. L'azione centrale implica anche probabilmente un'inibizione della sintesi delle prostaglandine, che trasmettono l'effetto pirogeno endogeno nell'ipotalamo.
Grazie alla solubilità intrinseca, l'ASL è disponibile anche come soluzione iniettabile.
Acide Acetylsalicylique Panpharma Inj non contiene sodio e può quindi essere utilizzato anche nelle diete a basso contenuto di sale.
Farmacodinamica
Cfr. la rubrica «Meccanismo d'azione».
Efficacia clinica
Cfr. la rubrica «Meccanismo d'azione».
Farmacocinetica
Assorbimento
Un aumento del livello di salicilato può essere indotto rapidamente per via endovenosa (15 minuti dopo l'iniezione di 1,8 g di acetilsalicilato di lisina, il valore è di 220 mg/l).
Dopo 6 ore, la concentrazione è ancora di 120 mg/l.
Distribuzione
I salicilati plasmatici si legano prevalentemente alle proteine plasmatiche (50-90%) e si diffondono rapidamente in tutti i tessuti. Attraversano la barriera placentare e vengono escreti nel latte materno.
Metabolismo
I salicilati vengono trasformati a livello epatico (tramite coniugazione e idrossilazione) in metaboliti inattivi.
I principali metaboliti dell'acido salicilico nel fegato sono: l'acido salicilico metabolizzato per coniugazione con la glicina (acido salicilurico), il glucuronide fenolico e il glucuronide acilico dell'acido salicilico, l'acido gentisico risultante dall'ossidazione dell'acido salicilico e del suo coniugato alla glicina.
Eliminazione
L'acido salicilico e i suoi metaboliti sono eliminati per via renale (90% della dose). L'emivita di eliminazione dell'acido acetilsalicilico va da 10 a 20 minuti; quella dei salicilati supera le 3 ore ed è dose-dipendente a causa della saturazione dell'idrolisi epatica. La clearance aumenta con il pH urinario.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
In caso di funzionalità epatica compromessa, può verificarsi una degradazione rallentata dell'AAS in acido salicilico, causata da un ritardo nella biotrasformazione.
Disfunzioni renali
Una funzionalità renale compromessa può causare un accumulo dei coniugati inattivi dell'acido salicilico, ma non influenza la degradazione dell'acido salicilico nel plasma.
Pazienti anziani
Non sono disponibili dati particolari sulla cinetica nelle persone anziane.
Bambini e adolescenti
Nei bambini, il legame con le proteine plasmatiche è ridotto. Inoltre, non sono disponibili dati particolari sulla cinetica nei bambini.
Dati preclinici
Le sperimentazioni animali hanno evidenziato la presenza di lesioni renali.
Mutagenicità
L'acido acetilsalicilico, l'acido corrispondente alla lisina acetilsalicilata, è stato studiato in numerosi studi preclinici, sia in vitro che in vivo, ma i risultati non hanno fatto sospettare alcun potenziale mutageno.
Cancerogenicità
Anche gli studi a lungo termine sul topo e sul ratto non hanno dimostrato alcuna proprietà cancerogenica per questo principio attivo.
Tossicità per la riproduzione
In numerose specie si sono osservati effetti teratogeni (ad es. malformazioni cardiache, scheletriche, gastroschisi).
Peraltro, sono stati segnalati problemi a livello di impianto, effetti tossici per il feto e disturbi della capacità di apprendimento nella prole con l'assunzione di salicilati durante il periodo di gestazione.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Il medicamento può essere somministrato soltanto in combinazione con i medicamenti riportati sotto «Indicazioni per la manipolazione».
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C), al riparo dall'umidità.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Sciogliere immediatamente il contenuto del flacone in 5 ml di acqua per soluzioni iniettabili.
La somministrazione può avvenire tramite iniezione endovenosa diretta o tramite infusione endovenosa mediante soluzione veicolo (soluzione di cloruro di sodio, glucosio o sorbitolo).
Numero dell'omologazione
47256 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Leman SKL SA, Lancy.
Stato dell'informazione
Settembre 2024
2456 — 01/11/2024