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TECENTRIQ sous-cutané sol inj 1875 mg/15ml

Roche Pharma (Schweiz) AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Tecentriq® sottocutaneo

Roche Pharma (Schweiz) AG

Composizione

Principi attivi

Atezolizumabum (prodotto con tecnologia genetica mediante l'impiego di cellule CHO [Chinese Hamster Ovary]).

Eccipienti

Hyaluronidasum humanum (ottenuta con tecnologia genetica utilizzando cellule CHO [Chinese Hamster Ovary]), L-histidinum, acidum aceticum, L-methioninum, saccharum (ottenuto da barbabietole da zucchero modificate con tecnologia genetica), polysorbatum 20 (ottenuto da mais modificato con tecnologia genetica), aqua ad iniectabile.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione iniettabile (125 mg/ml).

La soluzione iniettabile è incolore o leggermente giallastra.

Flaconi monodose pronti all'uso da 1875 mg/15ml.

Tecentriq per somministrazione sottocutanea contiene ialuronidasi umana ricombinante (rHuPH20) a una concentrazione di 2000 U/ml.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in fase iniziale

Tecentriq in monoterapia è indicato per la terapia adiuvante in pazienti affetti da NSCLC in stadio II e IIIA (sistema di classificazione UICC/AJCC, 7a edizione), il cui tumore non è progredito dopo una chemioterapia contenente cisplatino e presenta un'espressione di PD-L1 nelle cellule tumorali ≥50% (cfr. «Proprietà/effetti»).

Carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) metastatico

Tecentriq è indicato in combinazione con nab-paclitaxel e carboplatino per il trattamento di prima linea di pazienti con NSCLC non squamoso metastatico senza aberrazioni genomiche tumorali di EGFR o ALK.

Tecentriq è indicato in combinazione con paclitaxel e carboplatino per il trattamento di prima linea di pazienti con NSCLC metastatico non squamoso senza aberrazioni genomiche tumorali di EGFR o ALK e i cui tumori presentano un livello di espressione di PD-L1 ≥1%.

Tecentriq in monoterapia è indicato per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con NSCLC senza aberrazioni genomiche tumorali di EGFR o ALK che non sono idonei alla chemioterapia a base di platino e nei quali:

  • è presente un NSCLC localmente avanzato non idoneo alla resezione chirurgica o alla radiochemioterapia definitiva, oppure
  • è presente un NSCLC metastatico (cfr. «Proprietà/effetti»).

Tecentriq in monoterapia è indicato per il trattamento di pazienti con NSCLC localmente avanzato o metastatico che in precedenza hanno ricevuto una chemioterapia.

Carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC)

Tecentriq, in combinazione con carboplatino ed etoposide, è indicato per il trattamento di prima linea di pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule avanzato (ES-SCLC, extensive-stage small cell lung cancer).

Tecentriq in combinazione con lurbinectedina è indicato per la terapia di mantenimento in pazienti adulti con ES-SCLC senza metastasi nel SNC nei quali la malattia non è progredita dopo una terapia di induzione di prima linea con Tecentriq, carboplatino ed etoposide.

Carcinoma uroteliale

Tecentriq in monoterapia è indicato per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico, che in precedenza hanno ricevuto una chemioterapia contenente platino.

Carcinoma mammario triplo negativo

Tecentriq, in combinazione con nab-paclitaxel, è indicato per il trattamento di pazienti adulte con carcinoma mammario triplo negativo (TNBC), non resecabile localmente avanzato o metastatico, i cui tumori presentano un livello di espressione di PD-L1 ≥1% e che non hanno ricevuto una precedente chemioterapia o terapia sistemica mirata a causa della progressione della malattia (Dosaggio nab-paclitaxel cfr. rubrica «Posologia/impiego»).

Tecentriq non deve essere usato in combinazione con paclitaxel per il trattamento di pazienti adulte con TNBC non resecabile, localmente avanzato o metastatico (cfr. «Posologia/impiego» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

Melanoma

Tecentriq, in combinazione con cobimetinib e vemurafenib, è indicato per il trattamento di pazienti adulti con melanoma metastatico o non resecabile, risultato positivo al test per la mutazione BRAF V600E (cfr. «Efficacia clinica»).

Carcinoma epatocellulare

Tecentriq, in combinazione con bevacizumab, è indicato per il trattamento di pazienti con carcinoma epatocellulare (HCC) non resecabile o metastatico che non hanno ricevuto alcuna terapia sistemica in precedenza (cfr. rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Proprietà/effetti»).

Posologia/Impiego

Generali

Tecentriq deve essere somministrato sotto la supervisione di un operatore sanitario qualificato. È essenziale controllare l'etichetta del prodotto per assicurarsi che i pazienti ricevano la formulazione corretta (Tecentriq per uso e.v. o Tecentriq sottocutaneo per uso s.c.) secondo la prescrizione. I pazienti attualmente in trattamento con Tecentriq e.v. possono passare a Tecentriq sottocutaneo (o viceversa). Il passaggio dalla monoterapia con Tecentriq e.v. alla monoterapia con Tecentriq sottocutaneo e viceversa è stato valutato in uno studio randomizzato (cfr. «Effetti indesiderati» ed «Efficacia clinica»).

Per garantire la tracciabilità dei medicamenti biotecnologici, si raccomanda di prendere nota del nome commerciale e del numero di lotto in occasione di ogni trattamento.

Tecentriq nella formulazione per uso sottocutaneo (Tecentriq s.c.) non è indicato per la somministrazione endovenosa. Tecentriq s.c. deve essere somministrato solo come iniezione sottocutanea (cfr. «Altre indicazioni: indicazioni per la manipolazione»). Prelevare Tecentriq s.c. dal frigorifero prima dell'uso e lasciare che la soluzione raggiunga la temperatura ambiente.

Iniettare 15 ml di soluzione di Tecentriq s.c. nella coscia per via sottocutanea in circa 7 minuti. Si raccomanda di utilizzare un set per infusione s.c. (ad es. con ago a farfalla). NON somministrare il volume morto rimasto nel catetere di infusione.

I siti di iniezione devono essere alternati solo tra la coscia sinistra e quella destra. Le nuove iniezioni devono essere somministrate a una distanza di almeno 2,5 cm dal sito precedente, su pelle sana e in nessun caso in aree in cui la pelle è arrossata, lesa, sensibile o indurita. Durante il trattamento con Tecentriq s.c., eventuali altri medicamenti somministrati per via sottocutanea devono essere iniettati preferibilmente in altri siti.

Scelta dei pazienti

Test PD-L1 per pazienti affetti da TNBC e NSCLC

Per il trattamento con Tecentriq, se riportato nell'indicazione (cfr. «Indicazioni/possibilità d'impiego») i pazienti adulti dovrebbero essere positivi per l'espressione di PD-L1, che dovrebbe essere determinata utilizzando un test convalidato per Tecentriq (cfr. «Proprietà/effetti»).

Test per pazienti con melanoma

Per effettuare il trattamento con Tecentriq in combinazione con cobimetinib e vemurafenib nei pazienti affetti da melanoma deve essere stata confermata da un test convalidato una mutazione BRAF V600E.

Monoterapia con Tecentriq

Tabella 1: Dosaggio raccomandato per la monoterapia con Tecentriq per iniezione sottocutanea

Indicazione

Dosaggio e regime raccomandati

Durata del trattamento

(cfr. «Efficacia clinica»)

2L carcinoma uroteliale

1875 mg ogni 3 settimane

Fino alla perdita del beneficio clinico o alla comparsa di tossicità non trattabile

2L NSCLC metastatico*

1L NSCLC non idoneo alla chemioterapia a base di platino

Fino alla progressione della malattia o all'insorgenza di tossicità inaccettabile

NSCLC in fase iniziale

1 anno, tranne in caso di recidiva della malattia o di tossicità inaccettabile

* La formulazione sottocutanea di Tecentriq è stata studiata solo in questa popolazione (cfr. «Proprietà/effetti: efficacia clinica»).

Terapia combinata con Tecentriq

Per applicare Tecentriq in terapia combinata, si deve prendere in considerazione anche l'informazione professionale completa del medicamento di combinazione.

Tabella 2: Dosaggio raccomandato per la terapia combinata con Tecentriq per iniezione sottocutanea

Indicazione

Dosaggio e regime raccomandati

Durata del trattamento

(cfr. «Efficacia clinica»)

Tecentriq

Medicamenti associati

1L NSCLC metastatico non squamoso

Tecentriq con paclitaxel e carboplatino

 

1875 mg ogni 3 settimane

 

In caso di somministrazione nello stesso giorno, Tecentriq deve essere somministrato prima della terapia combinata.

 

 

Fase di induzione (quattro o sei cicli):

  • Tecentriq seguito da paclitaxel e poi carboplatino viene somministrato ogni 3 settimane come infusione e.v.

Fino alla perdita del beneficio clinico o alla comparsa di tossicità non trattabile.

 

1L NSCLC metastatico non squamoso

Tecentriq con nab-paclitaxel e carboplatino

Fase di induzione (quattro o sei cicli):

  • Nab-paclitaxel e carboplatino vengono somministrati ogni tre settimane come infusione e.v.
  • Tecentriq, nab-paclitaxel e carboplatino vengono somministrati nel giorno 1 di ogni ciclo di 21 giorni.
  • Nab-paclitaxel è somministrato anche nei giorni 8 e 15.

1L ES-SCLC

Tecentriq con carboplatino ed etoposide

 

Fase di induzione:

  • Carboplatino e poi etoposide vengono somministrati ogni tre settimane per quattro cicli come infusione e.v.
  • Tecentriq, carboplatino e poi etoposide vengono somministrati nel giorno 1 di ogni ciclo.
  • Etoposide inoltre è somministrato come infusione e.v. nei giorni 2 e 3.

Fino alla perdita del beneficio clinico o alla comparsa di tossicità non trattabile.

1L ES-SCLC
Terapia di mantenimento

Tecentriq con lurbinectedina

1875 mg ogni 3 settimane

 

 

In caso di somministrazione nello stesso giorno, Tecentriq deve essere somministrato per primo.

 

Fase di mantenimento:

  • Tecentriq viene somministrato nel giorno 1 di ogni ciclo di 21 giorni.
  • Lurbinectedina 3,2 mg/m2 viene somministrata ogni 3 settimane mediante infusione e.v.

Fino alla progressione della malattia o alla comparsa di tossicità inaccettabile.

1L TNBC

Tecentriq con nab-paclitaxel

1875 mg ogni 3 settimane

 

In caso di somministrazione nello stesso giorno, Tecentriq deve essere somministrato prima della terapia combinata.

 

  • Per ogni ciclo di 28 giorni, vengono somministrati 100 mg/m2 di nab-paclitaxel come infusione e.v. nei giorni 1, 8 e 15.
  • Tecentriq viene somministrato a intervalli di 3 settimane.
  • La sostituzione di nab-paclitaxel con altre formulazioni di paclitaxel per il trattamento del TNBC non è consentita (cfr. «Indicazioni/possibilità d'impiego» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

Fino alla progressione della malattia o alla comparsa di tossicità inaccettabile.

 

Melanoma

Tecentriq con cobimetinib

e vemurafenib

 

1875 mg ogni 3 settimane

 

  • Prima di iniziare il trattamento con Tecentriq, i pazienti ricevono un ciclo di trattamento di 28 giorni con 60 mg di cobimetinib per via orale una volta al giorno (21 giorni di somministrazione del medicamento e 7 giorni di pausa) e 960 mg di vemurafenib per via orale due volte al giorno nei giorni 1-21 e 720 mg di vemurafenib per via orale due volte al giorno nei giorni 22-28.
  • Durante il trattamento con Tecentriq, vengono somministrati 60 mg di cobimetinib una volta al giorno (21 giorni di somministrazione del medicamento e 7 giorni di pausa) e 720 mg di vemurafenib per via orale due volte al giorno (cfr. «Efficacia clinica»).

Fino alla progressione della malattia o alla comparsa di tossicità inaccettabile.

1L HCC

Tecentriq con bevacizumab

1875 mg ogni 3 settimane

 

In caso di somministrazione nello stesso giorno, Tecentriq deve essere somministrato prima della terapia combinata.

  • Tecentriq seguito da 15 mg per kg di peso corporeo di bevacizumab viene somministrato ogni 3 settimane come infusione e.v.

Fino alla perdita del beneficio clinico o alla comparsa di tossicità non trattabile.

Aggiustamento della dose

Non sono consigliate riduzioni della dose di Tecentriq.

Aggiustamento della dose a causa di effetti indesiderati immuno-mediati/interazioni

Nella tabella 3 sono riportate le raccomandazioni relative a determinate reazioni indesiderate al medicamento (cfr. rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» ed «Effetti indesiderati»).

Tabella 3: Raccomandazioni per l'aggiustamento della dose di Tecentriq

Reazione indesiderata immuno-mediata

Gravità

Adeguamento del trattamento

Infezioni

Grado 3 o 4

Sospendere la somministrazione della dose fino all'attenuazione al grado 1 o alla completa scomparsa

Reazioni associate all'infusione

 

Grado 1 o 2

Ridurre la velocità di iniezione o interrompere l'iniezione. Il trattamento può essere ripreso alla risoluzione dell'evento.

Per le dosi successive si può considerare una premedicazione con antipiretici e antistaminici.

 

Grado 3 o 4

Interrompere definitivamente il trattamento con Tecentriq

 

Linfoistiocitosi emofagocitica

Sospetta linfoistiocitosi emofagocitica (indipendentemente dalla gravità)

Interrompere definitivamente il trattamento con Tecentriq

Polmonite immuno-mediata

 

 

Grado 2

Interrompere l'iniezione di Tecentriq

 

In caso di attenuazione dell'evento al grado 0 o grado 1 entro 12 settimane e di riduzione della dose di corticosteroidi somministrata a ≤10 mg al giorno di prednisone o equivalente, il trattamento può essere ripreso.

 

Grado 3 o 4

Interrompere definitivamente il trattamento con Tecentriq

 

Epatite immuno-mediata nei pazienti senza HCC

 

Grado 2:

(ALT o AST > 3 e fino a 5 x limite superiore della norma [Upper Limit of Normal, ULN]

 

oppure

 

bilirubina ematica > 1,5 e fino a 3 x ULN)

 

Interrompere l'iniezione di Tecentriq

 

In caso di attenuazione dell'evento al grado 0 o grado 1 entro 12 settimane e di riduzione della dose di corticosteroidi somministrata a ≤10 mg al giorno di prednisone o equivalente, il trattamento può essere ripreso.

 

Grado 3 o 4:

(ALT o AST > 5 x ULN

 

oppure

 

bilirubina ematica > 3 x ULN)

 

Interrompere definitivamente il trattamento con Tecentriq

Epatite immuno-mediata in pazienti con HCC

Livelli di AST/ALT nella norma al basale, poi aumento > 3 × e fino a ≤10 × ULN

 

Livelli di AST/ALT > 1 × e fino a ≤3 × ULN al basale, poi aumento > 5 × e fino a ≤10 × ULN

 

Livelli di AST/ALT > 3 × e fino a ≤5 × ULN al basale, poi aumento > 8 × e fino a ≤10 × ULN

Interrompere l'iniezione di Tecentriq

 

Il trattamento può essere ripreso in caso di attenuazione della gravità dell'effetto collaterale al grado 0 o al grado 1 entro 12 settimane e di riduzione della dose di corticosteroidi somministrata a ≤10 mg al giorno di prednisone o equivalente.

Aumento dei livelli di AST/ALT a > 10 × ULN oppure aumento della bilirubina totale a > 3 × ULN

Interrompere definitivamente il trattamento con Tecentriq

Colite immuno-mediata

 

Diarrea di grado 2 o 3 (incremento di ≥4 evacuazioni/giorno rispetto al basale)

 

oppure

 

colite sintomatica

Interrompere l'iniezione di Tecentriq

 

In caso di attenuazione dell'evento al grado 0 o grado 1 entro 12 settimane e di riduzione della dose di corticosteroidi somministrata a ≤10 mg al giorno di prednisone o equivalente, il trattamento può essere ripreso.

 

Diarrea o colite di grado 4 (potenzialmente fatale; indicazione per un intervento d'urgenza)

 

Interrompere definitivamente il trattamento con Tecentriq

Ipotiroidismo o ipertiroidismo immuno-mediato

 

Sintomatico

Interrompere l'iniezione di Tecentriq

 

Ipotiroidismo:

Se i sintomi possono essere controllati con una terapia tiroidea sostitutiva e i valori di TSH si riducono, il trattamento può essere ripreso.

 

Ipertiroidismo:

Se i sintomi possono essere controllati con un medicamento per la soppressione della tiroide e la funzionalità tiroidea migliora, il trattamento può essere ripreso.

 

Insufficienza surrenalica immuno-mediata

 

Sintomatico

 

Interrompere l'iniezione di Tecentriq

 

In caso di attenuazione dei sintomi al grado 0 o grado 1 entro 12 settimane e di riduzione della dose di corticosteroidi somministrata a ≤ 10 mg al giorno di prednisone o equivalente, e se il paziente si mantiene stabile in terapia sostitutiva, il trattamento può essere ripreso.

 

Ipofisite immuno-mediata

Grado 2 o 3

Interrompere l'iniezione di Tecentriq

 

In caso di attenuazione dei sintomi al grado 0 o grado 1 entro 12 settimane e di riduzione della dose di corticosteroidi somministrata a ≤10 mg al giorno di prednisone o equivalente, e se il paziente si mantiene stabile in terapia sostitutiva, il trattamento può essere ripreso.

 

Grado 4

Interrompere definitivamente il trattamento con Tecentriq

 

Diabete mellito di tipo 1 immuno-mediato

Iperglicemia di grado 3 o 4 (glicemia a digiuno > 250 mg/dl o 13,9 mmol/l)

 

Interrompere l'iniezione di Tecentriq

 

Al raggiungimento di un controllo metabolico con la terapia insulinica sostitutiva il trattamento può essere ripreso.

Sindrome miastenica/miastenia gravis, sindrome di GuillainBarré e meningoencefalite immuno-mediate

 

Tutti i gradi

Interrompere definitivamente il trattamento con Tecentriq

Mielite immuno-mediata

Tutti i gradi

Interrompere definitivamente il trattamento con Tecentriq

Paralisi del nervo facciale immuno-mediata

Grado 1 o 2

Interrompere l'iniezione di Tecentriq

 

Avviare un trattamento con corticosteroidi (1-2 mg/kg al giorno di prednisone o equivalente). In caso di risoluzione o attenuazione dell'evento (grado 0 fino a 1) entro 12 settimane e riduzione della dose di corticosteroidi somministrata a ≤10 mg/giorno di prednisone orale o equivalente, il trattamento con Tecentriq può essere ripreso.

Grado 3 o 4

Interrompere definitivamente il trattamento con Tecentriq

Pancreatite immuno-mediata

Incremento di grado 3 o 4 dei livelli di amilasi sierica o aumento dei livelli di lipasi sierica (> 2 x ULN)

oppure pancreatite di grado 2 o 3

 

Interrompere l'iniezione di Tecentriq

 

In caso di miglioramento dei livelli sierici di amilasi e lipasi al grado 0 o grado 1 entro 12 settimane o dopo attenuazione dei sintomi di pancreatite e in seguito a riduzione della dose di corticosteroidi somministrata a ≤10 mg al giorno di prednisone o equivalente, il trattamento può essere ripreso.

 

Pancreatite recidivante di grado 4 o di qualsiasi grado

 

Interrompere definitivamente il trattamento con Tecentriq

Miocardite immuno-mediata

Grado 2 o superiore

Interrompere definitivamente il trattamento con Tecentriq

 

Miosite immuno-mediata

Grado 2 o 3

Interrompere l'iniezione di Tecentriq

 

In caso di miglioramento dei sintomi al grado 0 o grado 1 entro 12 settimane e di riduzione della dose di corticosteroidi somministrata a ≤10 mg al giorno di prednisone o equivalente, il trattamento può essere ripreso.

 

Miosite di grado 4 o recidivante di grado 3

Interrompere definitivamente il trattamento con Tecentriq

 

Nefrite immuno-mediata

Grado 2:

(livelli di creatinina > 1,5–3 x il basale oppure > 1,5–3 x ULN)

Interrompere l'iniezione di Tecentriq

 

In caso di attenuazione dell'evento al grado 0 o grado 1 entro 12 settimane e di riduzione della dose di corticosteroidi somministrata a ≤10 mg al giorno di prednisone o equivalente, il trattamento può essere ripreso.

 

Grado 3:

(livelli di creatinina > 3 x il basale oppure > 3–6 x ULN)

 

o grado 4:

(livelli di creatinina > 6 x ULN)

Interrompere definitivamente il trattamento con Tecentriq

 

Malattie del pericardio immuno-mediate

Pericardite di grado 1

Interrompere l'iniezione di Tecentriq

 

Effettuare un esame cardiologico approfondito per determinare l'eziologia e trattare in modo adeguato.

Grado 2 o superiore

Interrompere definitivamente il trattamento con Tecentriq

Eruzione cutanea/gravi reazioni cutanee immuno-mediate

 

Grado 3

o sospetta sindrome di Stevens-Johnson (SJS) o necrolisi epidermica tossica (TEN)

Interrompere l'iniezione di Tecentriq

 

In seguito all'attenuazione dell'eruzione cutanea e alla riduzione della dose di corticosteroidi somministrata a ≤10 mg al giorno di prednisone o equivalente, il trattamento può essere ripreso.

 

Grado 4

o conferma di sindrome di Stevens-Johnson (SJS) o necrolisi epidermica tossica (TEN)

Interrompere definitivamente il trattamento con Tecentriq

 

Sindrome immuno-mediata da sovrapposizione di miocardite, miosite e miastenia gravis (triple M overlap syndrome)

Alla conferma della diagnosi

Interrompere definitivamente il trattamento con Tecentriq

Altre reazioni indesiderate immuno-mediate

Grado 2 o grado 3

Sospendere il trattamento fino all'attenuazione al grado 0–1 delle reazioni indesiderate entro 12 settimane e alla riduzione della dose di corticosteroidi somministrata a ≤10 mg al giorno di prednisone o equivalente.

 

Grado 4 o grado 3 recidivante

Interrompere definitivamente il trattamento con Tecentriq (tranne che in caso di endocrinopatie che possono essere controllate con terapie ormonali sostitutive)

Effetto indesiderato immuno-mediato persistente di grado 2 o 3 (escluse le endocrinopatie)

Effetto indesiderato immuno-mediato di grado 2 o 3 che non si attenua al grado 0 o 1 entro 12 settimane dall'ultima dose di Tecentriq

Interrompere definitivamente il trattamento

 

Impossibilità di ridurre la dose di corticosteroidi

La riduzione a ≤10 mg al giorno della dose di prednisone o equivalente entro 12 settimane dall'ultima dose di Tecentriq è impossibile

Interrompere definitivamente il trattamento

Effetto indesiderato immuno-mediato recidivante di grado 3 o 4

Effetto indesiderato immuno-mediato recidivante di grado 3 o 4 (grave o potenzialmente fatale)

Interrompere definitivamente il trattamento

 

Nota: i gradi di tossicità rispecchiano i criteri comuni di terminologia per gli eventi avversi del National Cancer Institute (National Cancer Institute Common Terminology Criteria for Adverse Event), versione 5.0 (NCI‑CTCAE v.5.).

Somministrazione ritardata della dose

Se una dose pianificata di Tecentriq non viene somministrata, deve essere recuperata il prima possibile. Non attendere la dose successiva programmata. Il piano di somministrazione deve essere modificato per mantenere un intervallo tra le dosi di tre settimane.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Sulla base di un'analisi farmacocinetica di popolazione, nei pazienti con disfunzioni epatiche lievi e moderate non sono necessari aggiustamenti della dose. Sui pazienti con disfunzioni epatiche gravi non sono disponibili dati (cfr. «Farmacocinetica»).

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Sulla base dei risultati di un'analisi farmacocinetica di popolazione, nei pazienti con disfunzioni renali da lievi a moderate non è necessario un aggiustamento della dose (cfr. Paragrafo «Farmacocinetica»). I dati sui pazienti con gravi disfunzioni renali sono troppo limitati per consentire di trarre conclusioni riguardo a questa popolazione.

Pazienti anziani

Dei 3040 pazienti affetti da carcinoma uroteliale, cancro ai polmoni, carcinoma mammario triplo negativo, carcinoma epatocellulare e melanoma che sono stati trattati con Tecentriq nell'ambito di studi clinici, il 43% era di età pari o superiore a 65 anni e il 12% di età pari o superiore a 75 anni. Sulla base di un'analisi farmacocinetica di popolazione, nei pazienti di età ≥65 anni non sono necessari aggiustamenti della dose di Tecentriq (cfr. «Farmacocinetica»).

Bambini e adolescenti

Tecentriq non è omologato per l'uso in pazienti di età inferiore ai 18 anni. La sicurezza e l'efficacia di Tecentriq in questa popolazione non è stata finora dimostrata. In uno studio clinico su bambini e adolescenti Tecentriq non ha mostrato alcun beneficio clinico (cfr. «Proprietà/effetti: Efficacia clinica»).

Genotipo/polimorfismi genetici

Pazienti asiatici

Nei pazienti asiatici la dose iniziale raccomandata di paclitaxel è pari a 175 mg/m2 ogni tre settimane, in ragione della tossicità ematologica elevata che è stata osservata nello studio clinico IMpower150.

Controindicazioni

Tecentriq è controindicato nei pazienti con ipersensibilità nota ad atezolizumab o a una delle sostanze ausiliarie.

Avvertenze e misure precauzionali

Infezioni

Tecentriq può provocare infezioni gravi che possono anche avere un decorso fatale (cfr. «Studi clinici» nella rubrica «Effetti indesiderati»). I pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio dei segni e sintomi di infezioni. In caso di infezioni di grado 3 o superiore, la somministrazione di Tecentriq deve essere sospesa e il trattamento deve essere ripreso solo dopo il conseguimento di una stabilizzazione clinica (cfr. «Posologia/impiego, tabella 3: Raccomandazioni per l'aggiustamento della dose di Tecentriq»).

Nello studio IMscin001 si sono verificati più frequentemente eventi indesiderati di infezione di grado 5 nei pazienti che ricevevano Tecentriq per via sottocutanea che nei pazienti che ricevevano Tecentriq per via endovenosa (3,2% e 1,6% rispettivamente).

Nello studio sul melanoma (CO39262) le infezioni si sono presentate con una frequenza maggiore nei pazienti che hanno ricevuto Tecentriq e.v. in combinazione con cobimetinib e vemurafenib (cfr. «Effetti indesiderati»).

Reazioni associate all'infusione

Negli studi clinici con Tecentriq sono state osservate reazioni associate all'infusione, tra cui anafilassi (cfr. «Effetti indesiderati»).

Nei pazienti con reazioni associate all'infusione di grado 1 o 2 si deve ridurre la velocità di iniezione o sospendere il trattamento. Nei pazienti con reazioni associate all'infusione di grado 3 o 4 il trattamento con Tecentriq deve essere interrotto definitivamente. Nei pazienti con reazioni associate all'infusione di grado 1 o 2 il trattamento con Tecentriq può essere proseguito sotto attento monitoraggio; si può prendere in considerazione un pretrattamento con antipiretici e antistaminici.

Dati preclinici preliminari (cfr. «Dati preclinici») indicano che atezolizumab può ridurre le risposte immunitarie primarie e secondarie mediate da immunoglobuline G (IgG) nei confronti di antigeni dipendenti dalle cellule T.

Polmonite immuno-mediata

Negli studi clinici con Tecentriq sono stati osservati casi di polmonite, anche di esito fatale (cfr. «Effetti indesiderati, studi clinici»). I pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio dei segni e sintomi di una polmonite.

In presenza di una polmonite di grado 2 il trattamento con Tecentriq deve essere sospeso e si deve avviare una terapia con 1–2 mg/kg al giorno di prednisone o equivalente. In caso di attenuazione dei sintomi a un grado ≤1, la dose di corticosteroidi deve essere ridotta gradualmente in ≥1 mese. In caso di attenuazione dell'evento entro 12 settimane a un grado ≤1 e di riduzione della dose di corticosteroidi somministrata a ≤10 mg al giorno di prednisone orale o equivalente, il trattamento con Tecentriq può essere ripreso. In presenza di una polmonite di grado 3 o 4 il trattamento con Tecentriq deve essere interrotto definitivamente.

Nello studio sul melanoma (CO39262) una polmonite immuno-correlata si è presentata con una frequenza maggiore nei pazienti che hanno ricevuto Tecentriq e.v. in combinazione con cobimetinib e vemurafenib (cfr. «Effetti indesiderati»).

Epatite immuno-mediata

Negli studi clinici con Tecentriq sono stati osservati casi di epatite, anche di esito fatale (cfr. «Effetti indesiderati, studi clinici»). I pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio dei segni e sintomi di epatite. Aspartato aminotransferasi (AST), alanina aminotransferasi (ALT) e bilirubina devono essere controllate prima della terapia con Tecentriq e regolarmente durante il trattamento. Nei pazienti con risultati anomali dei test di funzionalità epatica (LFT) prima dell'inizio del trattamento si devono prendere in considerazione misure adeguate.

Se i sintomi di grado 2 (ALT o AST > 3x limite superiore dell'intervallo di normalità (upper limit of normal, ULN) o bilirubina nel sangue > 1,5x ULN) persistono per più di 5–7 giorni, il trattamento deve essere sospeso e si deve avviare una terapia con 1–2 mg/kg al giorno di prednisone o equivalente. In caso di attenuazione delle anomalie LFT a un grado ≤1, la dose di corticosteroidi deve essere ridotta gradualmente in ≥1 mese. In caso di attenuazione dell'evento entro 12 settimane a un grado ≤1 e di riduzione della dose di corticosteroidi somministrata a ≤10 mg al giorno di prednisone orale o equivalente, il trattamento con Tecentriq può essere ripreso. In caso di eventi di grado 3 o grado 4 (ALT o AST > 5,0x ULN o bilirubina nel sangue > 3x ULN) il trattamento con Tecentriq deve essere interrotto definitivamente.

Nello studio sul melanoma (CO39262) una epatite immuno-correlata si è presentata con una frequenza maggiore nei pazienti che hanno ricevuto Tecentriq e.v. in combinazione con cobimetinib e vemurafenib (cfr. «Effetti indesiderati»).

Colite immuno-mediata

Negli studi clinici con Tecentriq sono stati osservati casi di diarrea, colite e altri eventi gastrointestinali, come perforazioni intestinali (cfr. «Effetti indesiderati, studi clinici»). I pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio dei segni e sintomi di colite.

In presenza di diarrea di grado 2 o 3 (incremento di ≥4 evacuazioni/giorno rispetto all'inizio del trattamento) o colite (sintomatica) il trattamento con Tecentriq deve essere sospeso. In caso di diarrea o colite di grado 2, se i sintomi persistono per > 5 giorni o ricompaiono, deve essere avviato un trattamento con 1–2 mg/kg al giorno di prednisone o equivalente. Una diarrea o colite di grado 3 deve essere trattata con corticosteroidi e.v. (1–2 mg/kg al giorno di metilprednisolone o equivalente). In seguito al miglioramento dei sintomi si deve passare al trattamento con corticosteroidi orali (1–2 mg/kg al giorno di prednisone o equivalente). In caso di attenuazione dei sintomi a un grado ≤1, la dose di corticosteroidi deve essere ridotta gradualmente in ≥1 mese. In caso di attenuazione dell'evento entro 12 settimane a un grado ≤1 e di riduzione della dose di corticosteroidi somministrata a ≤10 mg al giorno di prednisone orale o equivalente, il trattamento con Tecentriq può essere ripreso. In presenza di diarrea o colite di grado 4 (potenzialmente fatale: è indicato un intervento d'urgenza) il trattamento con Tecentriq deve essere interrotto definitivamente.

Nello studio sul melanoma (CO39262) diarrea o colite si sono presentate con una frequenza maggiore nei pazienti che hanno ricevuto Tecentriq e.v. in combinazione con cobimetinib e vemurafenib (cfr. «Effetti indesiderati»).

Endocrinopatie immuno-mediate

Negli studi clinici con Tecentriq sono stati osservati casi di ipotiroidismo, ipertiroidismo, insufficienza surrenalica, ipofisite e diabete mellito di tipo 1 inclusa chetoacidosi diabetica (cfr. «Effetti indesiderati, studi clinici»). I pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio dei segni clinici e sintomi di endocrinopatie. La funzionalità tiroidea deve essere monitorata prima della terapia con Tecentriq e regolarmente durante il trattamento. Nei pazienti con risultati anomali dei test di funzionalità tiroidea prima dell'inizio del trattamento si devono prendere in considerazione misure adeguate.

I pazienti asintomatici con risultati anomali dei test di funzionalità tiroidea possono essere trattati con Tecentriq. In caso di ipotiroidismo sintomatico il trattamento con Tecentriq deve essere sospeso e, se necessario, si deve avviare una terapia sostitutiva con ormoni tiroidei. Un ipotiroidismo isolato può essere trattato eventualmente con una terapia sostitutiva senza corticosteroidi. In presenza di ipertiroidismo sintomatico si deve sospendere il trattamento con Tecentriq e, se necessario, avviare un trattamento con un tireostatico, per esempio metimazolo o carbimazolo. Se i sintomi sono sotto controllo e la funzionalità tiroidea migliora, il trattamento con Tecentriq può essere ripreso.

In presenza di un'insufficienza surrenalica sintomatica, il trattamento con Tecentriq deve essere sospeso e si deve avviare una terapia e.v. con 1–2 mg/kg al giorno di metilprednisolone o equivalente. Non appena i sintomi migliorano si deve passare a un trattamento con 1–2 mg/kg al giorno di prednisone orale o equivalente. In caso di attenuazione dei sintomi a un grado ≤1, la dose di corticosteroidi deve essere ridotta gradualmente in ≥1 mese. In caso di attenuazione dell'evento entro 12 settimane a un grado ≤1 e di riduzione della dose di corticosteroidi somministrata a ≤10 mg al giorno di prednisone orale o equivalente, e se il paziente si mantiene stabile in terapia sostitutiva (qualora questa sia necessaria), il trattamento con Tecentriq può essere ripreso.

In presenza di un'ipofisite di grado 2 o 3 il trattamento con Tecentriq deve essere sospeso. Si deve avviare una terapia e.v. con 1–2 mg/kg al giorno di metilprednisolone o equivalente; se necessario, inoltre, va somministrata una terapia ormonale sostitutiva. In seguito al miglioramento dei sintomi si deve passare al trattamento con corticosteroidi orali (1–2 mg/kg al giorno di prednisone o equivalente). In caso di attenuazione dei sintomi a un grado ≤1, la dose di corticosteroidi deve essere ridotta gradualmente in ≥1 mese. In caso di attenuazione dell'evento entro 12 settimane a un grado ≤1 e di riduzione della dose di corticosteroidi somministrata a ≤10 mg al giorno di prednisone orale o equivalente, e se il paziente si mantiene stabile in terapia sostitutiva (qualora questa sia necessaria), il trattamento con Tecentriq può essere ripreso. In presenza di un'ipofisite di grado 4, il trattamento con Tecentriq deve essere interrotto definitivamente.

In presenza di diabete mellito di tipo 1 si deve avviare un trattamento insulinico. In caso di iperglicemia di grado ≥3 (glicemia a digiuno > 250 mg/dl) il trattamento con Tecentriq deve essere sospeso. Al raggiungimento di un controllo metabolico con la terapia insulinica sostitutiva il trattamento con Tecentriq può essere ripreso.

Nello studio sul melanoma (CO39262) ipotiroidismo e ipertiroidismo si sono presentati con una frequenza maggiore nei pazienti che hanno ricevuto Tecentriq e.v. in combinazione con cobimetinib e vemurafenib (cfr. «Effetti indesiderati»).

Meningoencefalite immuno-mediata

Negli studi clinici con Tecentriq sono stati osservati casi di meningoencefalite (cfr. «Effetti indesiderati, studi clinici»). I pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio dei segni clinici e sintomi di meningite ed encefalite.

In presenza di meningite o encefalite di qualsiasi grado il trattamento con Tecentriq deve essere interrotto definitivamente. Deve essere somministrato un trattamento e.v. con 1–2 mg/kg al giorno di metilprednisolone o equivalente. In seguito a miglioramento delle condizioni del paziente si deve passare al trattamento con 1–2 mg/kg al giorno di prednisone orale o equivalente. In caso di attenuazione dei sintomi a un grado ≤1, la dose di corticosteroidi deve essere ridotta gradualmente in ≥1 mese.

Neuropatie immuno-mediate

Nei pazienti trattati con Tecentriq sono state osservate sindrome miastenica/miastenia gravis, sindrome di Guillain-Barré, potenzialmente fatale, e paralisi del nervo facciale (cfr. «Effetti indesiderati, studi clinici»). I pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio dei sintomi di una neuropatia motoria o sensoriale (cfr. anche «Sindrome immuno-mediata da sovrapposizione di miocardite, miosite e miastenia gravis» in questa rubrica).

In presenza di una sindrome miastenica/miastenia gravis o di una sindrome di Guillain-Barré di qualsiasi grado il trattamento con Tecentriq deve essere interrotto definitivamente. Si deve valutare l'avvio di un trattamento con corticosteroidi sistemici a una dose di 1–2 mg/kg al giorno di prednisone orale o equivalente.

Mielite immuno-mediata

Negli studi clinici con Tecentriq sono stati osservati casi di mielite (cfr. «Effetti indesiderati, studi clinici» e «Effetti indesiderati, dati post-marketing»). I pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio dei segni e sintomi indicativi di mielite. Consultare «Posologia/impiego» per gli aggiustamenti della dose consigliati.

Pancreatite immuno-mediata

Negli studi clinici con Tecentriq sono stati osservati casi di pancreatite, inclusi incrementi dei livelli sierici di amilasi e lipasi (cfr. «Effetti indesiderati, studi clinici»). I pazienti devono essere sottoposti a un attento monitoraggio dei segni e dei sintomi che possono indicare una pancreatite acuta.

In presenza di incrementi dei livelli di amilasi sierica o lipasi sierica di grado ≥3 (> 2,0 ULN) o di una pancreatite di grado 2 o 3, il trattamento con Tecentriq deve essere sospeso e si deve avviare un trattamento e.v. con 1–2 mg/kg al giorno di metilprednisolone o equivalente. Non appena i sintomi migliorano si deve passare a un trattamento con 1–2 mg/kg al giorno di prednisone orale o equivalente. In caso di miglioramento dei livelli sierici di amilasi e lipasi a un grado ≤1 entro 12 settimane o dopo attenuazione dei sintomi di pancreatite e in seguito a riduzione della dose di corticosteroidi somministrata a ≤10 mg al giorno di prednisone orale o equivalente, il trattamento con Tecentriq può essere ripreso. In presenza di una pancreatite di grado 4 o di una pancreatite recidivante di qualsiasi grado il trattamento con Tecentriq deve essere interrotto definitivamente.

Altri effetti indesiderati immuno-mediati

Negli studi clinici con Tecentriq sono stati osservati inoltre i seguenti effetti indesiderati immuno-mediati clinicamente significativi: uveite (cfr. «Effetti indesiderati, Studi clinici»). Per gli aggiustamenti della dose consigliati consultare la rubrica «Posologia/impiego».

Patologie cardiache

Miocardite immuno-mediata

Negli studi clinici con Tecentriq è stata osservata miocardite, inclusi casi fatali (cfr. la sezione «Studi clinici» nella rubrica «Effetti indesiderati»). I pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio dei segni e sintomi di miocardite (cfr. anche «Sindrome immuno-mediata da sovrapposizione di miocardite, miosite e miastenia gravis» in questa rubrica). Se si osserva una miocardite di grado ≥2, il trattamento con Tecentriq deve essere interrotto definitivamente (cfr. «Posologia/impiego»). La miocardite può essere anche una manifestazione clinica di una miosite e deve essere trattata di conseguenza.

Malattie del pericardio immuno-mediate

Negli studi clinici con Tecentriq sono state osservate malattie del pericardio, tra cui pericardite, versamento pericardico e tamponamento cardiaco, alcune di esito fatale (cfr. «Effetti indesiderati: Studi clinici e Dati post-marketing»). I pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio dei segni clinici e dei sintomi delle malattie del pericardio. Le raccomandazioni per l'adeguamento della dose sono riportate nella rubrica «Posologia/impiego».

Altre patologie cardiache

Nello studio IMscin001 si sono verificati più frequentemente eventi cardiaci indesiderati di grado 5 nei pazienti che ricevevano Tecentriq per via sottocutanea che nei pazienti che ricevevano Tecentriq per via endovenosa (1,2% e 0,8% rispettivamente).

Miosite immuno-mediata

Negli studi clinici con Tecentriq sono insorti casi di miosite, alcuni dei quali di esito fatale (anche con coinvolgimento cardiaco) (cfr. «Effetti indesiderati, studi clinici»). I pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio dei segni e sintomi di miosite (cfr. anche «Sindrome immuno-mediata da sovrapposizione di miocardite, miosite e miastenia gravis» in questa rubrica). Se un paziente sviluppa i segni e sintomi di una miosite, esso deve essere sottoposto ad attento monitoraggio e trasferito immediatamente in un dipartimento specializzato per la valutazione e la terapia. I pazienti in cui si sospetta una miosite devono essere sottoposti a monitoraggio dei segni di miocardite. Per informazioni sugli aggiustamenti della dose consigliati consultare il capitolo «Posologia/impiego».

Nefrite immuno-mediata

Negli studi clinici con Tecentriq sono state osservate nefriti (cfr. «Effetti indesiderati, studi clinici»). La funzionalità renale dei pazienti deve essere monitorata per identificare eventuali alterazioni. Consultare «Posologia/impiego» per gli aggiustamenti della dose consigliati.

Altri eventi immuno-correlati

Linfoistiocitosi emofagocitica (HLH)

Nei pazienti trattati con Tecentriq si sono verificati casi di linfoistiocitosi emofagocitica (HLH), anche di esito fatale (cfr. «Effetti indesiderati, dati post-marketing»). In presenza di una sindrome da rilascio di citochine con quadro clinico atipico o prolungata, si deve sospettare un'HLH. I pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio dei segni clinici e sintomi di HLH. Consultare «Posologia/impiego» per gli aggiustamenti della dose consigliati.

L'HLH è una sindrome con attivazione patologica del sistema immunitario che può mettere in pericolo la vita. Se l'HLH non viene diagnosticata in tempo e trattata, ha spesso un esito fatale. La malattia è caratterizzata da segni clinici e sintomi di una grave infiammazione sistemica come febbre, eruzione cutanea, epatosplenomegalia, citopenia (soprattutto anemia e trombocitopenia), linfoadenopatia, sintomi neurologici, livelli alti di ferritina sierica, ipertrigliceridemia, come pure disturbi della funzione epatica e della coagulazione del sangue. I pazienti che presentano questi segni e sintomi devono essere visitati immediatamente e deve essere valutata la possibilità di una diagnosi di HLH. La somministrazione di Tecentriq dovrebbe essere interrotta finché non può essere stabilita un'eziologia alternativa.

Durante il trattamento con Tecentriq e/o altri inibitori del checkpoint immunitario sono stati osservati casi di anemia emolitica e anemia aplastica. I pazienti devono essere sottoposti a un monitoraggio dei segni e sintomi indicativi di questi effetti collaterali immuno-mediati.

Gravi reazioni cutanee immuno-mediate

Nei pazienti in trattamento con Tecentriq sono state segnalate gravi reazioni cutanee immuno-mediate (Severe Cutaneous Adverse Reaction, SCAR), tra cui casi di sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (TEN; anche di esito fatale). I pazienti devono essere sottoposti a un monitoraggio delle reazioni cutanee gravi. In presenza di reazioni cutanee di grado 3, Tecentriq deve essere sospeso fino al miglioramento a un grado ≤1; in caso di reazioni cutanee di grado 4, Tecentriq deve interrotto definitivamente e devono essere somministrati corticosteroidi (cfr. «Posologia/impiego»).

Se si sospetta una SCAR, il paziente deve essere indirizzato a uno specialista per ulteriori valutazioni e terapie. Nei pazienti in cui si sospetta una SJS o una TEN, il trattamento con Tecentriq deve essere sospeso. Se la SJS o la TEN è confermata, Tecentriq deve essere interrotto definitivamente.

Si raccomanda cautela quando si valuta l'impiego di Tecentriq in pazienti che hanno sviluppato una reazione avversa cutanea grave o potenzialmente fatale nell'ambito di una precedente terapia antitumorale con altri principi attivi immunostimolanti.

Sindrome immuno-mediata da sovrapposizione di miocardite, miosite e miastenia gravis (triple M overlap syndrome)

Durante il trattamento con Tecentriq sono stati osservati casi di sindrome da sovrapposizione di miocardite, miosite e miastenia gravis (triple M overlap syndrome), anche di esito fatale. Tale sindrome si manifesta come sovrapposizione di due o tre di queste malattie e insorge prevalentemente nei primi due cicli di trattamento. A causa della morbilità associata e del rischio di mortalità, sono indispensabili una diagnosi precoce e misure terapeutiche immediate. Durante e dopo il trattamento, i pazienti devono essere sottoposti a un monitoraggio dei segni e sintomi di sindrome da sovrapposizione di miocardite, miosite e miastenia gravis e trattati secondo le linee guida standard/locali e la prassi locale. Se la diagnosi è confermata, Tecentriq deve essere interrotto definitivamente (cfr. «Posologia/impiego»).

Effetti di classe degli inibitori del checkpoint immunitario

Durante il trattamento con altri inibitori del checkpoint immunitario sono stati segnalati casi di insufficienza pancreatica esocrina, che possono verificarsi anche durante il trattamento con atezolizumab.

Celiachia

Durante il trattamento con Tecentriq sono stati segnalati casi di celiachia.

Immunogenicità

Meta-analisi esplorative, non aggiustate, sull'efficacia (senza aggiustamenti di squilibri riferibili alle caratteristiche al basale) indicano una riduzione dell'efficacia di Tecentriq riferita alla sopravvivenza complessiva dei pazienti ATA-positivi rispetto a pazienti ATA-negativi (cfr. «Proprietà/effetti»: «Efficacia clinica» e «Farmacocinetica»).

Pazienti con malattie autoimmuni preesistenti

I dati di studi osservazionali indicano un aumento del rischio di effetti indesiderati immuno-mediati nei pazienti con malattie autoimmuni (AID) preesistenti dopo la terapia con un inibitore del checkpoint immunitario rispetto ai pazienti senza AID preesistenti. Inoltre, si sono verificate frequentemente ricadute dell'AID di base, che tuttavia sono state prevalentemente lievi e facili da gestire.

Misure precauzionali per malattie specifiche

Utilizzo di atezolizumab in combinazione con bevacizumab nel carcinoma epatocellulare

Esiste un rischio più elevato di emorragie nei pazienti che vengono trattati con bevacizumab. In pazienti con carcinoma epatocellulare (HCC) sotto trattamento con atezolizumab in combinazione con bevacizumab sono stati segnalati casi di gravi emorragie gastrointestinali, tra cui eventi con esito letale. Nei pazienti con HCC andrebbe effettuato prima dell'inizio del trattamento con la combinazione di atezolizumab e bevacizumab uno screening delle varici esofagee e se indicato deve far seguito un trattamento secondo la prassi clinica corrispondente. Bevacizumab deve essere interrotto in modo permanente nei pazienti con emorragie di grado 3 o 4 durante la terapia combinata. Si deve consultare l'informazione professionale di bevacizumab.

Aumento del rischio di mortalità nelle pazienti affette da TNBC metastatico in caso di impiego di Tecentriq con paclitaxel

In uno studio randomizzato su pazienti affette da TNBC metastatico, nella popolazione PD-L1 positiva è stato osservato un aumento del rischio di mortalità nelle pazienti trattate con Tecentriq e.v. più paclitaxel rispetto a quelle trattate con placebo e paclitaxel. La sopravvivenza complessiva nella popolazione con espressione di PD-L1, in cui la mortalità è stata del 42%, ha prodotto un HR pari a 1,11 (IC al 95%: 0,76; 1,64). La sopravvivenza mediana è stata di 22,1 mesi (IC al 95%: 19,2; 30,5) nelle pazienti che avevano ricevuto Tecentriq in combinazione con paclitaxel e di 28,3 mesi (IC al 95%: 19,1; NS) nelle pazienti che avevano ricevuto un placebo e paclitaxel (cfr. «Indicazioni/possibilità d'impiego» e «Posologia/impiego»). La più comune causa di morte è stata la progressione della malattia e non è stato osservato alcuno squilibrio tra i bracci in termini di mortalità associata alla tossicità.

L'efficacia di Tecentriq in combinazione con paclitaxel in pazienti con TNBC localmente avanzato o metastatico non è stata dimostrata. Per il trattamento del TNBC metastatico nella pratica clinica al di fuori degli studi controllati, paclitaxel legato a proteine non deve essere sostituito con paclitaxel in combinazione con Tecentriq.

Gruppi di pazienti speciali

Pazienti esclusi da studi clinici

Sono stati esclusi dalla partecipazione agli studi clinici i pazienti con le patologie o le caratteristiche seguenti:

  • anamnesi positiva di polmonite,
  • metastasi cerebrali attive,
  • infezione da virus dell'HIV, epatite B o epatite C,
  • i pazienti cui era stato somministrato un vaccino vivo attenuato nei 28 giorni precedenti l'arruolamento nello studio,
  • i pazienti che avevano ricevuto agenti immunomodulatori sistemici nelle 4 settimane precedenti, o immunosoppressori sistemici nelle 2 settimane precedenti l'arruolamento,
  • anamnesi positiva di patologie autoimmuni,
  • i pazienti con patologie cardiovascolari di rilievo e i pazienti con funzionalità ematologica o d'organo bersaglio inadeguata,
  • i pazienti con performance status ECOG ≥2 (eccetto i pazienti con NSCLC avanzato non idonei alla terapia a base di platino).

Tossicità embriofetale

Sulla base del meccanismo d'azione, l'uso di Tecentriq può avere effetti nocivi sul feto. Gli studi sugli animali hanno mostrato che l'inibizione della via di segnalazione PD-L1/PD-1 può portare a un aumento del rischio di rigetto immuno-mediato del feto in formazione e quindi alla morte del feto.

Le donne in gravidanza devono essere informate del potenziale rischio per il feto. Le donne in età fertile devono essere istruite a utilizzare metodi contraccettivi altamente efficaci durante il trattamento con Tecentriq e per 5 mesi dopo l'ultima dose (cfr. «Gravidanza» e «Dati preclinici: teratogenicità»).

Effetti indesiderati nei pazienti sottoposti a trapianto

Nel contesto della sorveglianza post-marketing, nei pazienti trattati con inibitori di PD-1/PD-L1 sono stati osservati casi di rigetto di organi solidi trapiantati. Il trattamento con Tecentriq può aumentare il rischio di rigetto nei pazienti sottoposti a trapianto di organo solido. In questi pazienti occorre valutare i benefici del trattamento con atezolizumab alla luce del rischio di un possibile rigetto dell'organo.

Tessera del paziente

Il medico prescrittore deve discutere con il paziente dei rischi della terapia con Tecentriq. I pazienti devono ricevere una tessera del paziente e devono essere invitati a portarla sempre con sé.

Interazioni

Interazioni farmacocinetiche

Non sono stati condotti studi formali di interazione farmacocinetica con atezolizumab. Poiché atezolizumab viene eliminato dal circolo sanguigno mediante degradazione catabolica, non si prevedono interazioni farmacologiche metaboliche.

Interazioni farmacodinamiche

L'impiego di corticosteroidi sistemici o immunosoppressori prima dell'inizio del trattamento con atezolizumab deve essere evitato, a causa della possibile compromissione dell'attività farmacodinamica e dell'efficacia di atezolizumab. Tuttavia, corticosteroidi sistemici e altri immunosoppressori possono essere utilizzati dopo l'inizio della terapia con atezolizumab per il trattamento di effetti collaterali immuno-mediati (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

A causa del suo meccanismo d'azione, Tecentriq può nuocere al feto se somministrato a una donna in gravidanza. Non sono disponibili studi clinici sull'uso di Tecentriq in gravidanza. Gli esperimenti sugli animali hanno mostrato che l'inibizione della via di segnalazione PD-L1/PD1 può portare a un aumento del rischio di rigetto immunologico del feto in formazione con conseguente morte del feto. Tecentriq non deve essere somministrato, se non in caso di assoluta necessità, durante la gravidanza e in donne in età fertile che non usano metodi contraccettivi efficaci. Se questo medicamento viene utilizzato in gravidanza o una paziente resta incinta durante il trattamento, la paziente deve essere informata dei potenziali rischi per il feto.

Le pazienti in età fertile devono utilizzare metodi contraccettivi altamente efficaci durante il trattamento con Tecentriq e per almeno 5 mesi dopo l'ultima dose, e adottare misure attive per prevenire una gravidanza (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali: tossicità embriofetale» e «Dati preclinici: teratogenicità»).

Travaglio e parto

L'impiego di Tecentriq durante il travaglio e il parto non è stato esaminato.

Allattamento

Non è noto se Tecentriq sia escreto nel latte materno umano. Non sono stati condotti studi per esaminare gli effetti di Tecentriq sulla produzione di latte o la sua presenza nel latte materno. Poiché molti medicamenti, tra cui anticorpi, vengono escreti nel latte materno, non si può escludere un rischio per il neonato/l'infante. A causa della possibilità di danni al lattante, si raccomanda di non allattare durante il trattamento con Tecentriq e per almeno 5 mesi dopo l'ultima dose.

Fertilità

Gli esperimenti sugli animali indicano che Tecentriq può avere effetti sul ciclo mestruale delle donne in età fertile (cfr. «Dati preclinici»). Le pazienti in età fertile devono utilizzare metodi contraccettivi altamente efficaci durante il trattamento con Tecentriq e per almeno 5 mesi dopo l'ultima dose, e adottare misure precauzionali attive per prevenire una gravidanza.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Tecentriq ha un effetto limitato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine. I pazienti che sviluppano affaticamento devono essere istruiti a non guidare veicoli o utilizzare macchine fino alla scomparsa dei sintomi.

Effetti indesiderati

Studi clinici

La valutazione della sicurezza di Tecentriq in monoterapia si basa su dati aggregati ricavati da 6179 pazienti affetti da diversi tipi di tumore e su dati supplementari di esposizione cumulativa in > 33'000 pazienti di tutti gli studi clinici (cfr. tabella 4). Gli effetti indesiderati più comuni (> 10%) identificati in associazione con Tecentriq in monoterapia negli studi clinici sono stati: stanchezza (26,1%), riduzione dell'appetito (18,6%), eruzione cutanea (18,0%), nausea (16,6%), diarrea (16,4%), tosse (16,3%), piressia (15,8%), dispnea (15,1%), artralgia (14,7%), anemia (14,0%), prurito (12,4%), astenia (12,4%), dolore dorsale (11,4%), epatite [valori di laboratorio anormali] (10,9%), infezioni delle vie urinarie (10,8%) e vomito (10,4%).

Gli effetti indesiderati (EI) osservati in studi clinici con l'impiego di Tecentriq e.v. nell'ambito di una terapia combinata (n=5438) sono anch'essi riportati nella tabella 4. Gli effetti indesiderati più comuni (≥10%) sono stati: anemia (35,1%), nausea (34,6%), neutropenia (34,5%), stanchezza (31,9%), eruzione cutanea (29,3%), alopecia (28,5%), diarrea (28,0%), trombocitopenia (24,3%), costipazione (24,1%), neuropatia periferica (23,9%), riduzione dell'appetito (23,1%), artralgia (20,7%), vomito (18,7%), piressia (18,6%), astenia (18,4%), epatite - valori di laboratorio anormali (18,0%), tosse (17,5%), dispnea (14,8%), dolori muscoloscheletrici (14,8%), cefalea (14,2%), leucopenia (13,8%), prurito (13,6%), ipotiroidismo (13,4%), ipertensione (12,7%), infezione polmonare (12,0%), aumento dei livelli di ALT (11,2%), dolore dorsale (11,1%), aumento dei livelli di AST (10,8%), edema periferico (10,6%) e rinofaringite (10,2%).

Terapia combinata con Tecentriq nel melanoma

Nello studio CO39262 (IMspire150), i pazienti che ricevevano Tecentriq e.v. in combinazione con cobimetinib e vemurafenib presentavano una frequenza più alta di valori epatici di laboratorio anomali (114/230, 49,6%), pancreatite (89/230, 38,7%), ipotiroidismo (60/230, 26,1%), ipertiroidismo (43/230, 18,7%), polmonite (29/230, 12,6%), meningoencefalite (6/230, 2,6%), diabete mellito (4/230, 1,7%), miosite (3/230, 1,3%), nefrite (3/230, 1,3%) e ipofisite (2/230, 0,9%).Le reazioni indesiderate gravi più comuni (≥2%) sono stati piressia (5,7%) e aumento dei livelli di alanina aminotransferasi (2,2%).

Terapia combinata con Tecentriq nel carcinoma polmonare a piccole cellule avanzato (ES-SCLC)

Nello studio GO43104 (IMforte), rispetto ai pazienti trattati solo con Tecentriq, i pazienti trattati con la combinazione Tecentriq + lurbinectedina hanno sviluppato un numero più elevato di eventi avversi (97,1% vs 81,7%), di eventi avversi di grado 3-4 (41,3% vs 24,6%), di eventi avversi di grado 5 (5,0% vs 2,5%), di eventi avversi gravi (34,3% vs 17,9%), di eventi avversi che hanno portato all'interruzione del trattamento (7,0% vs 4,2%) e di eventi avversi che hanno portato all'aggiustamento della dose o alla sospensione del trattamento (41,3% vs 15,8%). I seguenti eventi avversi sono insorti con una maggiore frequenza durante il trattamento con la combinazione Tecentriq + lurbinectedina (differenza > 10%): nausea (37,6%), vomito (14,9%), stanchezza (21,2%), anemia (33,9%), trombocitopenia (12,8%), neutropenia (12,4%), riduzione del numero di trombociti (15,3%), riduzione del numero di neutrofili (13,2%) e riduzione dell'appetito (18,2%). I seguenti eventi avversi di grado ≥3 sono insorti con una maggiore frequenza durante il trattamento con la combinazione Tecentriq + lurbinectedina (differenza > 2%): anemia (9,5%), riduzione del numero di neutrofili (7,4%), riduzione del numero di trombociti (7,0%), stanchezza (3,7%), neutropenia (5,0%), trombocitopenia (4,5%), nausea (2,9%), aumento dei livelli di ALT (2,5%) e riduzione del numero di leucociti (2,1%). I seguenti eventi avversi gravi sono insorti con una maggiore frequenza durante il trattamento con la combinazione Tecentriq + lurbinectedina (> 2%): riduzione del numero di trombociti (2,1%).

L'incidenza complessiva di eventi di (trombo)flebite/vasculite di qualsiasi grado è stata del 16,9% nei pazienti del braccio di trattamento con la combinazione Tecentriq + lurbinectedina (n=242) nello studio IMforte, rispetto allo 0,8% nel braccio di trattamento con Tecentriq nello studio IMforte (n=240), al 2,9% nella serie di dati aggregata per la monoterapia con Tecentriq (n=3178) e al 5,8% nella serie di dati aggregata per la monoterapia con lurbinectedina (n=554). La maggior parte degli eventi nel braccio di trattamento con la combinazione Tecentriq + lurbinectedina era correlata al medicamento sperimentale, in particolare alla lurbinectedina (9,5%), e ha richiesto un trattamento (11,2%). La maggior parte dei casi nel braccio di trattamento con Tecentriq + lurbinectedina ha riguardato flebiti e tromboflebiti (non ulteriormente specificate). La maggioranza degli eventi di (trombo)flebite/vasculite nel braccio di trattamento con la combinazione Tecentriq + lurbinectedina è stata di grado 1 o 2 (15,7%), non grave (15,3%) e nella maggior parte dei casi era regredita al momento del DCO (cut-off dei dati) (56,1%). Il tempo mediano all'insorgenza dei sintomi è stato di circa 3 mesi e il tempo mediano dall'insorgenza alla regressione è stato di 79 giorni, sebbene la regressione sia stata più rapida nei casi più comuni di flebite e tromboflebite (all'incirca da 1 a 1,5 mesi).

Ulteriori informazioni su effetti indesiderati potenzialmente gravi sono descritte nel paragrafo «Descrizione di alcuni effetti indesiderati».

Sono state utilizzate le seguenti categorie di frequenza: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, < 1/10), «non comune» (≥1/1000, < 1/100), «raro» (≥1/10'000, < 1/1000), «molto raro» (< 1/10'000).

La tabella 4 riassume tutti gli effetti indesiderati rilevanti osservati sotto Tecentriq, che si basano su dati aggregati di monoterapia e terapia di combinazione di diversi tipi di tumore.

Tabella 4: Sintesi degli effetti indesiderati manifestatisi in pazienti trattati con Tecentriq e.v. o s.c. nell'ambito di studi clinici

 

Monoterapia con Tecentriq

n=6179

Terapia di combinazione con Tecentriq

n=5438

Infezioni ed infestazioni

Molto comune

Infezioni alle vie urinarie a (tutti i gradi 10,8%, grado 3−4 2,9%, grado 5< 0,1%)

Infezioni polmonari b (tutti i gradi 12,0%, grado 3−4 4,7%, grado 5 0,6%)

Raro

Infezione da citomegalovirus

Infezione da citomegalovirus

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto comune

Anemia c (tutti i gradi 14,0%, grado 3−4 3,5%)

Anemia c (tutti i gradi 35,1%, grado 3-4 12,6%), neutropenia d (tutti i gradi 34,5%, grado 3-4 22,5%, grado 5 0,1%), trombocitopenia e (tutti i gradi 24,3%, grado 3-4 9,5%, grado 5< 0,1%), leucopenia f (tutti i gradi 13,8%, grado 3-4 5,5%)

Comune

Trombocitopenia e, neutropenia d

Linfocitopenia g

Raro

Linfoistiocitosi emofagocitica **

Linfoistiocitosi emofagocitica **

Disturbi del sistema immunitario

Comune

Reazioni associate all'infusione h

Reazioni associate all'infusione h

Non comune

Ipersensibilità

 

Raro

Sarcoidosi *

Sarcoidosi *

Patologie endocrine

Molto comune

 

Ipotiroidismo i (tutti i gradi 13,4%, grado 3−4 0,2%)

Comune

Ipotiroidismo i, ipertiroidismo j

Ipertiroidismo j

Non comune

Insufficienza surrenalica k, diabete mellito l, ipofisite m

Insufficienza surrenalica k, ipofisite m

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Molto comune

Riduzione dell'appetito (tutti i gradi 18,6%, grado 3−4 0,8%)

Riduzione dell'appetito (tutti i gradi 23,1%, grado 3−4 1,5%, grado 5< 0,1%)

Comune

Iperglicemia, ipopotassiemia o, iponatriemia p, ipoalbuminemia, ipofosfatemia, ipocalcemia

Ipomagnesiemia n, ipopotassiemia o, iponatriemia p, ipoalbuminemia, ipofosfatemia, ipocalcemia

Patologie del sistema nervoso

Molto comune

 

Neuropatia periferica q (tutti i gradi 23,9%, grado 3-4 2,9%), cefalea (tutti i gradi 14,2%, grado 3-4 0,2%)

Comune

Cefalea, neuropatia periferica q

Senso di vertigini, disgeusia, sincope

Non comune

Meningoencefalite r

 

Raro

Sindrome di Guillain-Barré s, sindrome miastenica t, paralisi del nervo facciale **, mielite **, sindrome da sovrapposizione di miocardite, miosite e miastenia gravis **

Paralisi del nervo facciale **, mielite **, sindrome da sovrapposizione di miocardite, miosite e miastenia gravis **

Patologie dell'occhio

Non comune

Uveite

Uveite u

Patologie cardiache

Non comune

Malattie del pericardio v, miocardite w

Malattie del pericardio v

Patologie vascolari

Molto comune

 

Ipertensione x (tutti i gradi 12,7%, grado 3−4 5,6%)

Comune

Ipotensione

 

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Molto comune

Tosse (tutti i gradi 16,3%, grado 3−4 0,2%), dispnea (tutti i gradi 15,1%, grado 3−4 2,4%, grado 5< 0,1%)

Tosse (tutti i gradi 17,5%, grado 3−4 0,2%), dispnea (tutti i gradi 14,8%, grado 3−4 1,7%, grado 5< 0,1%), rinofaringite y (tutti i gradi 10,2%, grado 3-4< 0,1%)

Comune

Ipossia z, rinofaringite y, polmonite aa, congestione nasale

Polmonite aa, disfonia

Non comune

 

Ipossia z

Patologie gastrointestinali

Molto comune

Nausea (tutti i gradi 16,6%, grado 3-4 0,7%), diarrea bb (tutti i gradi 16,4%, grado 3-4 1,0%), vomito (tutti i gradi 10,4%, grado 3-4 0,6%)

Nausea (tutti i gradi 34,6%, grado 3-4 1,6%), diarrea bb (tutti i gradi 28,0%, grado 3-4 2,4%), stipsi (tutti i gradi 24,1%, grado 3-4 0,5%), vomito (tutti i gradi 18,7%, grado 3-4 1,4%)

Comune

Dolori addominali, colite cc, disfagia, dolore orofaringeo dd, secchezza della bocca

Stomatite, pancreatite ee, secchezza della bocca

Non comune

Pancreatite ee

 

Raro

Celiachia **

Celiachia **

Patologie epatobiliari

Molto comune

Epatite - valori di laboratorio anormali ff (tutti i gradi 10,9%, grado 3−4 2,9%)

Epatite - valori di laboratorio anormali ff (tutti i gradi 18,0%, grado 3−4 5,5%, grado 5< 0,1%), aumento dei livelli di ALT (tutti i gradi 11,2%, grado 3−4 2,5%), aumento dei livelli di AST (tutti i gradi 10,8%, grado 3−4 2,2%)

Comune

Aumento dei livelli di ALT, aumento dei livelli di AST, epatite gg, aumento della gamma-glutamiltransferasi

Aumento della gamma-glutamiltransferasi

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Molto comune

Eruzione cutanea hh (tutti i gradi 18,0%, grado 3-4 1,0%), prurito (tutti i gradi 12,4%, grado 3-4 0,2%)

Eruzione cutanea hh (tutti i gradi 29,3%, grado 3-4 2,6%), alopecia ii (tutti i gradi 28,5%, grado 3-4< 0,1%), prurito (tutti i gradi 13,6%, grado 3-4 0,2%)

Comune

Pelle secca jj

 

Non comune

Gravi reazioni cutanee indesiderate (necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson) kk, psoriasi ll

Gravi reazioni cutanee indesiderate (necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson) kk, psoriasi ll

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Molto comune

Artralgia (tutti i gradi 14,7%, grado 3−4 0,8%), dolore dorsale (tutti i gradi 11,4%, grado 3−4 1,0%)

Artralgia (tutti i gradi 20,7%, grado 3-4 1,1%), dolori muscoloscheletrici mm (tutti i gradi 14,8%, grado 3-4 0,7%), dolore dorsale (tutti i gradi 11,1%, grado 3-4 0,8%)

Comune

Dolori muscoloscheletrici mm, artrite nn

Artrite nn

Non comune

Miosite oo, pp, tenosinovite qq

Tenosinovite qq

Patologie renali e urinarie

Comune

Aumento dei livelli di creatinina nel sangue rr

Proteinuria ss, aumento dei livelli di creatinina nel sangue rr

Non comune

Nefrite tt

Nefrite tt

Esami diagnostici

Comune

 

Aumento dei livelli di fosfatasi alcalina nel sangue

Non comune

Aumento dei livelli di creatinfosfochinasi nel sangue

 

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune

Stanchezza (tutti i gradi 26,1%, grado 3-4 2,2%), piressia (tutti i gradi 15,8%, grado 3-4 0,5%), astenia (tutti i gradi 12,4%, grado 3-4 1,4%)

Stanchezza (tutti i gradi 31,9%, grado 3-4 3,5%), piressia (tutti i gradi 18,6%, grado 3-4 0,9%), astenia (tutti i gradi 18,4%, grado 3-4 2,7%), edema periferico (tutti i gradi 10,6%, grado 3-4 0,2%)

Comune

Brividi, malattia simil-influenzale, edema periferico

 

Non comune

Reazioni nel sito di iniezione uu

 

Include segnalazioni di infezione delle vie urinarie, cistite, pielonefrite, infezione delle vie urinarie da Escherichia, infezione batterica delle vie urinarie, infezione renale, pielonefrite acuta, micosi delle vie urinarie, infezione delle vie urinarie da Pseudomonas, infezione delle vie urinarie da enterococchi, pielonefrite cronica, infezione delle vie urinarie da stafilococchi, ascesso renale, pielite e uretrite, infezione delle vie urinarie da streptococchi

Include segnalazioni di polmonite, bronchite, infezione delle basse vie respiratorie, esacerbazione infettiva di una broncopneumopatia cronica ostruttiva, versamento pleurico infettivo, polmonite atipica, ascesso polmonare, infezione pleurica, polmonite post-procedurale, tracheobronchite, polmonite paraneoplastica, piopneumotorace

Include segnalazioni di anemia, riduzione dell’emoglobina e riduzione del numero di eritrociti

Include segnalazioni di neutropenia, riduzione del numero di neutrofili, neutropenia febbrile, sepsi neutropenica, agranulocitosi e granulocitopenia

Include segnalazioni di trombocitopenia immune (segnalata in studi non inclusi nella serie di dati aggregata), trombocitopenia e riduzione del numero di trombociti

Include segnalazioni di riduzione del numero di globuli bianchi e leucopenia

Include segnalazioni di linfopenia e riduzione del numero di linfociti

Include segnalazioni di reazione associata all'infusione, sindrome da rilascio di citochine, ipersensibilità e anafilassi (reazione anafilattica, shock anafilattico, reazione anafilattoide, shock anafilattoide)

Include segnalazioni di ipotiroidismo, aumento e riduzione dei livelli ematici di ormone tireostimolante, tiroidite autoimmune (casi di tiroidite autoimmune sono stati segnalati in studi non inclusi nella serie di dati aggregata), gozzo, tiroidite, riduzione dei livelli ematici di tiroxina libera o triiodotironina, disturbi della tiroide, aumento dei livelli ematici di tiroxina libera o tiroxina totale, riduzione dei livelli ematici di triiodotironina totale, aumento dei livelli ematici di triiodotironina libera, livelli ematici di ormone tireostimolante anormali, sindrome del malato eutiroideo, coma da mixedema, test di funzionalità tiroidea anormali, riduzione della tiroxina, triiodotironina anormale, positività agli anticorpi anti-tiroide, tiroidite silente, tiroidite cronica, tiroidite immuno-mediata, mixedema, tiroidite acuta, triiodotironina libera anormale, triiodotironina elevata, ipotiroidismo autoimmune, ipotiroidismo primario, gozzo ipotiroideo, ipotiroidismo immuno-mediato

Include segnalazioni di ipertiroidismo, morbo di Basedow, oftalmopatia endocrina, esoftalmo e ipertiroidismo primario

Include segnalazioni di insufficienza surrenalica, deficit di glucocorticoidi, insufficienza surrenalica primaria, riduzione del cortisolo, insufficienza corticosurrenalica acuta, test di stimolazione con ACTH anormale, malattia di Addison, adrenalite, deficit di ormone adrenocorticotropo (ACTH), livelli ematici anormali di corticotropina, aumento dei livelli ematici di corticotropina, insufficienza corticosurrenalica secondaria, riduzione dei livelli ematici di corticotropina

Include segnalazioni di diabete mellito, diabete mellito di tipo 1, chetoacidosi diabetica e chetoacidosi

Include segnalazioni di ipofisite, ipopituitarismo, disturbi della termoregolazione, insufficienza corticosurrenalica secondaria

Include segnalazioni di ipomagnesiemia e bassi livelli di magnesio nel sangue

o  Include segnalazioni di ipopotassiemia e bassi livelli di potassio nel sangue

p  Include segnalazioni di iponatriemia e bassi livelli di sodio nel sangue

Include segnalazioni di neuropatia periferica, neuropatia sensoriale periferica, polineuropatia, neuropatia motoria periferica, neuropatia autoimmune, amiotrofia nevralgica, neuropatia sensomotoria periferica, neuropatia assonale, plessopatia brachiale, plessopatia lombosacrale, neuropatia tossica, neurite

Include segnalazioni di encefalite, meningite, fotofobia, encefalite autoimmune, meningite asettica

Include segnalazioni di sindrome di Guillain-Barré, polineuropatia demielinizzante, paralisi flaccida ascendente

Include segnalazioni di miastenia gravis

Include segnalazioni di uveite e irite

Include segnalazioni di pericardite, versamento pericardico, tamponamento cardiaco e pericardite costrittiva

Include segnalazioni di miocardite, miocardite autoimmune, miocardite immuno-mediata (casi di miocardite sono stati segnalati in studi non inclusi nella serie di dati aggregata)

Include segnalazioni di ipertensione, aumento della pressione arteriosa, crisi ipertensiva, aumento della pressione sistolica, ipertensione diastolica, pressione arteriosa non adeguatamente controllata e retinopatia ipertensiva, ipertensione essenziale, nefropatia ipertensiva, ipertensione ortostatica

Include segnalazioni di rinofaringite, congestione nasale e rinorrea

Include segnalazioni di ipossia, riduzione della saturazione di ossigeno e riduzione della PO2

aa Include segnalazioni di polmonite, alveolite, tossicità polmonare, infiltrazione polmonare, bronchiolite, pneumopatia interstiziale, polmonite da radiazioni, opacità polmonare, pneumopatia alveolare, polmonite eosinofila, polmonite immuno-mediata, fibrosi polmonare, lesioni polmonari da radiazioni, polmonite immuno-mediata

bb Include segnalazioni di diarrea, evacuazioni frequenti, ipermotilità gastrointestinale, urgenza di evacuazione

cc Include segnalazioni di colite, colite da diversione, colite autoimmune, colite ischemica, colite microscopica, colite ulcerosa, enterocolite immuno-mediata (casi di enterocolite immuno-mediata sono stati segnalati in studi non inclusi nella serie di dati aggregata), colite eosinofila

dd Include segnalazioni di dolore orofaringeo, fastidio orofaringeo e irritazione della gola

ee Include segnalazioni di pancreatite, pancreatite autoimmune, pancreatite acuta, aumento della lipasi, aumento dell'amilasi, aumento degli enzimi pancreatici, amilasi anormale

ff Include segnalazioni di aumento dei livelli di ALT, aumento dei livelli di AST, aumento della bilirubina nel sangue, aumento della gamma-glutamiltransferasi, ascite, aumento delle transaminasi, dolore epatico, iperbilirubinemia, valori aumentati nei test di funzionalità epatica, aumento degli enzimi epatici, disfunzione epatica, ipertransaminasemia, aumento dei livelli ematici di bilirubina non coniugata, iperammoniemia, aumento dei livelli di acidi biliari totali, aumento dei livelli di ammoniaca, epatopatia congestizia, aumento dei livelli di bilirubina nelle urine, aumento dei livelli ematici di bilirubina coniugata, epatomegalia, enzimi epatici anormali, valori anormali nei test di funzionalità epatica, bilirubina ematica anormale

gg Include segnalazioni di ascite, epatite autoimmune, danno epatocellulare, epatite, epatite acuta, epatotossicità, epatopatia, danno epatico indotto da medicamenti, insufficienza epatica, steatosi epatica, lesione epatica, emorragia da varici esofagee, varici esofagee, epatomegalia ed epatite tossica, citolisi epatica, epatite immuno-mediata, danno epatico, peritonite batterica spontanea

hh Include segnalazioni di eruzione cutanea, eruzione cutanea maculopapulare, eritema, eruzione cutanea pruriginosa, dermatite acneiforme, eczema, dermatite, eruzione cutanea eritematosa, ulcerazione cutanea, eruzione cutanea papulare, follicolite, eruzione cutanea maculare, desquamazione cutanea, dermatite alle mani, eczema infetto, dermatite scrotale, eruzione cutanea nodulare, eruzione cutanea follicolare, eruzione cutanea morbilliforme, eruzione cutanea pustolosa, foruncoli, acne, esantema da medicamenti, sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare, dermatite seborroica, dermatite allergica, eritema palpebrale, tossicità cutanea, eruzione cutanea palpebrale, eritema fisso, eruzione cutanea papulosquamosa, eruzione cutanea vescicolare, vesciche cutanee, herpes labiale, pemfigoide, vescica di sangue in bocca, esantema a livello dell’accesso venoso, dermatite immuno-mediata

ii Include segnalazioni di alopecia, madarosi, alopecia areata, alopecia totale e ipotricosi

jj Include segnalazioni di pelle secca, xerosi

kk Include segnalazioni di dermatite bollosa, esantema esfoliativo, eritema multiforme, dermatite esfoliativa generalizzata, esantema tossico, sindrome di Stevens-Johnson (SJS), dermatite esfoliativa, reazione da medicamenti con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), necrolisi epidermica tossica (TEN) e vasculite cutanea (casi di SJS e DRESS sono stati segnalati in studi non inclusi nella serie di dati aggregata)

ll Include segnalazioni di dermatite psoriasiforme, psoriasi guttata e psoriasi

mm Include segnalazioni di dolore muscoloscheletrico, mialgia e dolore osseo

nn Include segnalazioni di gonfiore articolare, osteoartrite, osteoartrite spinale, poliartrite, artrite reumatoide, versamento articolare, spondilite, artrite autoimmune, artropatia, artrite immuno-mediata e malattia reumatica

oo Include segnalazioni di miosite, rabdomiolisi, polimialgia reumatica, dermatomiosite, ascesso muscolare e presenza di mioglobina nelle urine, miopatia, polimiosite, miosite immuno-mediata

pp  Sono stati segnalati casi fatali in studi non inclusi nella serie di dati aggregata

qq Include segnalazioni di tenosinovite, tendinite, dolore tendineo e sinovite

rr Include segnalazioni di aumento della creatinina nel sangue e ipercreatininemia

ss Include segnalazioni di proteinuria, microalbuminuria, presenza di proteine nelle urine, emoglobinuria, sindrome nefrosica, anomalie urinarie e albuminuria

tt Include segnalazioni di nefrite, glomerulonefrite paraneoplastica, glomerulonefrite cronica, porpora di Schönlein-Henoch, nefrite tubulo-interstiziale, nefrite autoimmune, nefrite allergica, glomerulonefrite, sindrome nefrosica e glomerulonefrite mesangioproliferativa

uu Segnalato in studi non inclusi nella serie di dati aggregata (relativo alla somministrazione sottocutanea). La frequenza si basa sull’esposizione a Tecentriq s.c. negli studi IMscin001 (n=11/247; 4,5%) e IMscin002 (n=18/175; 10,3%, i pazienti hanno ricevuto Tecentriq s.c. e Tecentriq e.v.); include segnalazioni di reazioni nel sito di iniezione, dolore nel sito di iniezione, eritema nel sito di iniezione ed eruzione cutanea nel sito di iniezione

* Segnalata in studi non inclusi nella serie di dati aggregata. La frequenza si basa sull'esposizione a livello dell'intero

** Segnalata dopo l'introduzione sul mercato al di fuori della serie di dati aggregati. La frequenza indicata si basa sull'esposizione a livello dell'intero programma

Dati post-marketing

Le seguenti reazioni avverse al medicamento sono state identificate con Tecentriq durante la sorveglianza post-marketing. Le reazioni avverse al medicamento identificate durante la sorveglianza post-marketing sono elencate secondo la classificazione sistemica organica MedDRA.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: linfoistiocitosi emofagocitica a.

Patologie del sistema nervoso

Raro: paralisi del nervo facciale a.

Raro: mielite a.

a Segnalata nell'ambito della sorveglianza post-marketing al di fuori della serie di dati aggregati. La frequenza si basa sull'esposizione a livello dell'intero programma.

Descrizione di alcuni effetti collaterali

I dati seguenti contengono informazioni su effetti indesiderati importanti durante la monoterapia con Tecentriq. Sono riportati i dettagli relativi agli effetti indesiderati importanti legati all'utilizzo di Tecentriq nell'ambito di una terapia di combinazione solo quando si sono potute osservare differenze clinicamente rilevanti rispetto alla monoterapia con Tecentriq. Per la gestione dei seguenti eventi cfr. «Avvertenze e misure precauzionali, generali».

Infezioni

Nell'ambito di studi clinici su 5939 pazienti affetti da diverse patologie tumorali che hanno ricevuto Tecentriq, si sono sviluppate infezioni nel 41,0% dei pazienti, tra cui infezioni di grado 3 (8,5%), di grado 4 (1,5%) e di grado 5 (1,2%). Infezioni delle vie urinarie e polmonite sono state le infezioni di grado 3 o superiore più comuni, insorte rispettivamente nel 2,4 e nel 2,6% dei pazienti.

Nello studio sul melanoma (CO39262) le infezioni si sono presentate con una frequenza maggiore nei pazienti che hanno ricevuto Tecentriq e.v. in combinazione con cobimetinib e vemurafenib. Si sono sviluppate infezioni nel 60,4% (139/230) dei pazienti, comprese infezioni di grado 3–4 nell'8,7% (20/230) e di grado 5 nell'1,7% (4/230) dei pazienti. L'infezione più ricorrente è stata l'infezione delle vie urinarie, che si è sviluppata nel 7,8% (18/230) dei pazienti.

Nei pazienti con NSCLC non pretrattati che non erano idonei alla chemioterapia a base di platino (studio IPSOS), i casi di polmonite grave sono stati più frequenti con Tecentriq (11,0%, 33/300).

Linfoistiocitosi emofagocitica
Meno dello 0,1% (2/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia ha sviluppato una linfoistiocitosi emofagocitica (HLH). Il tempo all'insorgenza è stato di 2,7 mesi (intervallo: da 1,6 a 3,8 mesi). La durata è stata di 1,1 mesi (intervallo: da 0,9 a 1,4 mesi). In 1 paziente (< 0,1%) l'HLH ha portato all'interruzione del trattamento con Tecentriq. In nessuno dei due pazienti è stato necessario l'uso di corticosteroidi.

Polmonite immuno-mediata

Il 3,0% (177/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia ha sviluppato una polmonite. In 4 dei 177 pazienti l'evento ha avuto esito fatale. Il tempo mediano all'insorgenza è stato di 4,0 mesi (intervallo: da 0,1 a 29,8 mesi). La durata mediana è stata di 2,1 mesi (intervallo: da 0 a 64,0+ mesi; il simbolo + indica un valore censurato). In 51 pazienti (0,9%) la polmonite ha portato all'interruzione del trattamento con Tecentriq. L'1,8% (104/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq ha sviluppato una polmonite che ha richiesto l'uso di corticosteroidi.

Nello studio IMscin001 ha sviluppato una polmonite il 2,0% (5/247) dei pazienti trattati con Tecentriq s.c.

Nello studio sul melanoma (CO39262) si è sviluppata una polmonite immuno-correlata con frequenza maggiore nei pazienti che hanno ricevuto Tecentriq e.v. in combinazione con cobimetinib e vemurafenib. Si è sviluppata polmonite immuno-correlata nel 12,6% (29/230) dei pazienti e nell'1,3% (3/230) dei pazienti è stata di grado 3–4.

Epatite immuno-mediata

L'1,6% (97/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia ha sviluppato un'epatite. In 4 dei 97 pazienti l'evento ha avuto esito fatale. Il tempo mediano all'insorgenza è stato di 2,0 mesi (intervallo: da 0,2 a 18,8 mesi). La durata mediana è stata di 1,1 mesi (intervallo: da 0 a 58,5+ mesi; il simbolo + indica un valore censurato). L'epatite ha portato a un'interruzione del trattamento con Tecentriq in 22 pazienti (0,4%). Nello 0,6% (37/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq, l'insorgenza di epatite ha reso necessario l'uso di corticosteroidi.

Nello studio IMscin001 ha sviluppato epatite immuno-mediata l'1,2% (3/247) dei pazienti trattati con Tecentriq s.c.

Nello studio sul melanoma (CO39262) si è sviluppata un'epatite immuno-correlata con frequenza maggiore nei pazienti che hanno ricevuto Tecentriq e.v. in combinazione con cobimetinib e vemurafenib. Si è sviluppata un'epatite immuno-correlata nel 53,0% (122/230) dei pazienti ed è stata di grado 3–4 nel 22,2% (51/230) dei pazienti e di grado 5 nello 0,9% (2/230) dei pazienti. Per la maggior parte degli eventi relativi all'epatite immuno-correlata che sono stati riportati in pazienti che hanno ricevuto Tecentriq in combinazione con cobimetinib e vemurafenib si è trattato di valori di laboratorio anomali (114 su 122 pazienti [93,4%]).

Colite immuno-mediata

L'1,1% (67/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia ha sviluppato una colite. Il tempo mediano all'insorgenza è stato di 4,9 mesi (intervallo: da 0,5 a 36,4 mesi). La durata mediana è stata di 1,4 mesi (intervallo: da 0,1 a 61,7+ mesi; il simbolo + indica un valore censurato). In 26 pazienti (0,4%) la colite ha portato all'interruzione del trattamento con Tecentriq. Nello 0,6% (34/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq, l'insorgenza di colite ha reso necessario l'uso di corticosteroidi.

Nello studio sul melanoma (CO39262) si sono sviluppate diarrea o colite con frequenza maggiore nei pazienti che hanno ricevuto Tecentriq e.v. in combinazione con cobimetinib e vemurafenib. Si sono sviluppate diarrea o colite nel 50,4% (116/230) dei pazienti e nel 3,0% (7/230) dei pazienti queste sono state di grado 3–4.

Endocrinopatie immuno-mediate

Patologie della tiroide

L'8,6% (511/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia ha sviluppato ipotiroidismo. Il tempo mediano all'insorgenza è stato di 4,1 mesi (intervallo: da 0 a 38,5 mesi). L'ipotiroidismo ha portato all'interruzione del trattamento con Tecentriq in 10 pazienti (0,2%). La durata media è stata di 51,1 mesi (intervallo: da 0,1+ a 88,6+ mesi; il simbolo + indica un valore censurato).

Il 2,5% (149/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia ha sviluppato ipertiroidismo. Il tempo mediano all'insorgenza è stato di 2,7 mesi (intervallo: da 0 a 24,3 mesi). La durata mediana è stata di 2,6 mesi (intervallo: da 0+ a 77,2+; il simbolo + indica un valore censurato). L'ipertiroidismo ha portato all'interruzione di Tecentriq in 6 pazienti (0,1%).

Il 4,9% (23/473) dei pazienti trattati con Tecentriq in combinazione con carboplatino e nab-paclitaxel ha sviluppato ipertiroidismo. Un paziente (0,2%) ha interrotto il trattamento a causa dell'ipertiroidismo.

Nello studio IMscin001, il 10,5% (26/247) dei pazienti trattati con Tecentriq s.c. ha sviluppato ipotiroidismo e il 2,0% (5/247) ipertiroidismo.

Nello studio sul melanoma (CO39262) si sono sviluppati ipotiroidismo e ipertiroidismo con frequenza maggiore nei pazienti che hanno ricevuto Tecentriq e.v. in combinazione con cobimetinib e vemurafenib. Si è sviluppato ipotiroidismo nel 26,1% (60/230) dei pazienti; non si sono verificati eventi di grado 3–4. Si è sviluppato ipertiroidismo nel 18,7% (43/230) dei pazienti ed è stato di grado 3–4 nello 0,9% (2/230) dei pazienti.

Insufficienza surrenalica

Lo 0,4% (26/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia ha sviluppato un'insufficienza surrenalica. Il tempo mediano all'insorgenza è stato di 6,7 mesi (intervallo: da 0,1 a 21,4 mesi). L'insufficienza surrenalica ha determinato l'interruzione del trattamento in 5 pazienti (< 0,1%). Nello 0,4% (23/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq, l'insorgenza di insufficienza surrenalica ha reso necessario l'uso di corticosteroidi.

Nello studio IMscin001 ha sviluppato insufficienza surrenalica lo 0,4% (1/247) dei pazienti trattati con Tecentriq s.c.

L'1,5% (7/473) dei pazienti trattati con Tecentriq e.v. in combinazione con carboplatino e nab-paclitaxel ha sviluppato un'insufficienza surrenalica. Nello 0,8% (4/473) dei pazienti trattati con Tecentriq in combinazione con carboplatino e nab-paclitaxel è insorta un'insufficienza surrenalica che ha richiesto l'uso di corticosteroidi.

Ipofisite

Lo 0,2% (10/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia ha sviluppato un'ipofisite. Il tempo mediano di insorgenza in due di questi pazienti è stato di 5,1 mesi (intervallo: da 0,7 a 13,7 mesi). L'ipofisite ha portato all'interruzione di Tecentriq in 1 paziente (< 0,1%) e ha reso necessario l'uso di corticosteroidi nello 0,1% (7/5939) dei pazienti in trattamento con Tecentriq. Lo 0,8% (3/393) dei pazienti trattati con Tecentriq e.v. insieme a bevacizumab, paclitaxel e carboplatino in uno studio in corso ha sviluppato ipofisite. Il tempo mediano all'insorgenza è stato di 7,7 mesi (intervallo: da 5,0 a 8,8 mesi). Per tutti e tre i pazienti è stato necessario un trattamento con corticosteroidi.

Diabete mellito

Lo 0,5% (30/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia ha sviluppato diabete mellito. Il tempo mediano di insorgenza è stato di 5,5 mesi (intervallo: da 0,1 a 29,0 mesi). La durata mediana è stata di 4,9 mesi (intervallo: da 0,1 a 62,0+ mesi; il simbolo + indica un valore censurato). In 3 pazienti (< 0,1%) il diabete mellito ha portato all'interruzione del trattamento con Tecentriq e quattro pazienti hanno avuto bisogno di un trattamento con corticosteroidi.

Si è sviluppato diabete mellito nel 2,0% (10/493) dei pazienti affetti da HCC che hanno ricevuto Tecentriq e.v. in combinazione con bevacizumab. Il tempo mediano all'insorgenza è stato di 4,4 mesi (intervallo: da 1,2 a 8,3 mesi). In nessuno dei casi di diabete mellito è stata necessaria l'interruzione di Tecentriq.

Meningoencefalite immuno-mediata

Lo 0,4% (26/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia ha sviluppato una meningoencefalite. Il tempo fino all'insorgenza è stato di 0,5 mesi (intervallo: da 0 a 12,5 mesi). La durata mediana è stata di 0,7 mesi (intervallo: da 0,1+ a 14,5+ mesi; il simbolo + indica un valore censurato). La meningoencefalite ha portato all'interruzione di Tecentriq in 11 pazienti (0,2%) e ha reso necessario l'uso di corticosteroidi nello 0,3% (16/5939) dei pazienti in trattamento con Tecentriq.

Neuropatie immuno-mediate

Sindrome di Guillain-Barré e polineuropatia demielinizzante

Lo 0,1% (6/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia ha sviluppato sindrome di Guillain-Barré e polineuropatie demielinizzanti. Il tempo mediano all'insorgenza di questo evento è stato di 4,1 mesi (intervallo: da 0,6 a 8,1 mesi). La durata mediana è stata di 8,0 mesi (intervallo: da 0,6 a 24,5+ mesi; il simbolo + indica un valore censurato). La sindrome di Guillain-Barré ha portato all'interruzione del trattamento con Tecentriq in 1 paziente (< 0,1%). In < 0,1% (3/5939) dei pazienti, l'insorgenza della sindrome di Guillain-Barré ha reso necessario l'uso di corticosteroidi.

Paralisi del nervo facciale immuno-mediata

Meno dello 0,1% (1/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia ha sviluppato una paralisi del nervo facciale. Il tempo all'insorgenza è stato di 1,0 mesi. La durata è stata di 1,1 mesi. L'evento non ha richiesto la somministrazione di corticosteroidi e non ha portato all'interruzione del trattamento con Tecentriq.

Mielite immuno-mediata

Meno dello 0,1% (1/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia ha sviluppato una mielite immuno-mediata. Il tempo all'insorgenza è stato di 0,8 mesi. L'evento ha richiesto la somministrazione di corticosteroidi ma non ha portato all'interruzione del trattamento con Tecentriq.

Pancreatite immuno-mediata

Lo 0,8% (47/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia ha sviluppato una pancreatite, inclusi incrementi dei livelli sierici di amilasi e lipasi. Il tempo mediano all'insorgenza è stato di 5,5 mesi (intervallo: da 0 a 24,8 mesi). La durata mediana è stata di 0,7 mesi (intervallo: da 0 a 40,4+ mesi; il simbolo + indica un valore censurato). In 3 (< 0,1%) pazienti la pancreatite ha comportato l'interruzione dell'uso di Tecentriq. In < 0,1% (8/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq, l'insorgenza di pancreatite ha reso necessario l'uso di corticosteroidi.

Miosite immuno-mediata

Lo 0,6% (34/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia ha sviluppato miosite. Il tempo mediano all'insorgenza è stato di 3,5 mesi (intervallo: da 0,4 a 11,5 mesi). La durata mediana è stata di 6,4 mesi (intervallo da 0,3 a 73,0+ mesi; il simbolo + indica un valore censurato). In 6 pazienti (0,1%) la miosite ha portato all'interruzione del trattamento con Tecentriq. Nello 0,2% (12/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq, l'insorgenza di miosite ha reso necessario l'uso di corticosteroidi.

Nefrite immuno-mediata

Lo 0,2% (13/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia ha sviluppato una nefrite. Il tempo mediano all'insorgenza è stato di 5,1 mesi (intervallo: da 0,1 a 20,4 mesi). La nefrite ha portato all'interruzione del trattamento con Tecentriq in 6 pazienti (0,1%). Sei pazienti (0,1%) hanno richiesto un trattamento con corticosteroidi.

Gravi reazioni cutanee immuno-mediate

Lo 0,6% (33/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia ha sviluppato gravi reazioni avverse cutanee (SCAR). In due dei 33 pazienti l'evento ha avuto esito fatale. Il tempo mediano all'insorgenza è stato di 4,9 mesi (intervallo: da 0,1 a 15,5 mesi). La durata mediana è stata di 2,8 mesi (intervallo: da 0 a 67,6+ mesi; il simbolo + indica un valore censurato). Le SCAR hanno portato all'interruzione del trattamento con Tecentriq in 3 pazienti (< 0,1%). Nello 0,2% (11/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia sono insorte SCAR che hanno richiesto la somministrazione sistemica di corticosteroidi.

Nello studio IMscin001, sono insorte SCAR nello 0,8% (2/247) dei pazienti trattati con Tecentriq s.c.

Malattie del pericardio immuno-mediate

Lo 0,8% (50/5939) dei pazienti trattati con Tecentriq in monoterapia ha sviluppato malattie del pericardio. Il tempo mediano all'insorgenza è stato di 1,5 mesi (intervallo: da 0,2 a 17,5 mesi). La durata mediana è stata di 2,5 mesi (intervallo: da 0 a 51,5+ mesi; il simbolo + indica un valore censurato). Le malattie del pericardio hanno portato all'interruzione del trattamento con Tecentriq in 3 pazienti (< 0,1%). Nello 0,1% (7/5939) dei pazienti sono insorte malattie del pericardio che hanno richiesto la somministrazione di corticosteroidi.

Passaggio da Tecentriq e.v. a Tecentriq sottocutaneo (o viceversa)

Nello studio IMscin002 è stato valutato il passaggio da Tecentriq e.v. a Tecentriq sottocutaneo (e viceversa) (cfr. «Efficacia clinica»).

L'incidenza di eventi avversi (EA) di grado 3–4 e di eventi avversi gravi (EAG) è stata più elevata prima del passaggio da Tecentriq e.v. a Tecentriq s.c. o da Tecentriq s.c. a Tecentriq e.v. (cicli 1–3, < 20%) rispetto a dopo il passaggio (cicli 4–6, < 10%). L'incidenza di EA di grado 5 è stata più elevata prima del passaggio da Tecentriq s.c. a Tecentriq e.v. (3,5% vs 0%). L'incidenza di EA di grado 5 è stata paragonabile prima e dopo il passaggio da Tecentriq e.v. a Tecentriq s.c. (1,1% vs 1,4%).

Immunogenicità

Come tutte le proteine terapeutiche, anche Tecentriq può innescare una risposta immunitaria. In diversi studi clinici di fase III con Tecentriq e.v., il 17,9–38,5% dei pazienti ha sviluppato anticorpi contro il medicamento in relazione al trattamento (anticorpi anti-terapeutico – ATA). Il 4,3–19,9% dei pazienti ha sviluppato anticorpi neutralizzanti (NAb) (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali», «Proprietà/effetti», «Farmacocinetica»). Nello studio IMscin001, l'incidenza di ATA è stata del 19,5% nei pazienti trattati con Tecentriq s.c. e del 13,9% nei pazienti trattati con Tecentriq e.v.

Nelle serie di dati aggregati di pazienti che hanno ricevuto Tecentriq e.v. in monoterapia (n=3460), Tecentriq e.v. in terapia combinata (n=2527) o Tecentriq s.c. (n=221), nella popolazione ATA-positiva e ATA-negativa sono stati osservati rispettivamente i seguenti tassi di eventi avversi: eventi avversi di grado 3–4: 46,2% vs 39,5%; eventi avversi gravi: 39,6% vs 33,4%; eventi avversi che hanno portato all'interruzione del trattamento: 8,5 vs 7,8% (in monoterapia); eventi avversi di grado 3–4: 63,7% vs 58,0%; eventi avversi gravi: 44,3% vs 34,8%; eventi avversi che hanno portato all'interruzione del trattamento: 22,8% vs 16,8% (nelle terapie combinate); eventi avversi di grado 3−4: 20,9% vs 21,3%; eventi avversi gravi: 18,6% vs 18,5%; eventi avversi che hanno portato all'interruzione del trattamento: 0% vs 1,7% (nella terapia con Tecentriq s.c.).

La segnalazione del sospetto di effetti collaterali in seguito all'omologazione è di grande importanza e permette un monitoraggio costante del rapporto rischio/beneficio del medicamento. Gli appartenenti alle professioni sanitarie sono invitati a notificare ogni sospetto di effetti collaterali nuovi o gravi attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sono disponibili su www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Non sono stati riportati casi di sovradosaggio.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

L01FF05

Meccanismo d'azione

Tecentriq s.c. contiene atezolizumab e ialuronidasi umana ricombinante (rHuPH20).

Attraverso il legame di PD-L1 ai recettori PD-1 e B7.1 sulle cellule T, l'attività citotossica delle cellule T viene soppressa grazie all'inibizione della proliferazione e della produzione di citochine delle cellule T. PD-L1 può essere espresso sulle cellule tumorali (TC) e sulle cellule immunitarie infiltranti il tumore (IC) e può contribuire a inibire la risposta immunitaria anti-tumorale nel microambiente.

Atezolizumab è un anticorpo monoclonale IgG1 (immunoglobulina G1) umanizzato, con porzione Fc modificata, che si lega direttamente a PD-L1 e blocca le interazioni con PD-1 e B7.1. Questo porta alla rimozione dell'inibizione della risposta immunitaria mediata dalla via di segnalazione PD-L1/PD-1 e alla riattivazione della risposta immunitaria anti-tumorale. Atezolizumab non ha effetti sull'interazione PD-L2/PD-1. In modelli murini singenici, il blocco dell'attività di PD-L1 ha portato a una riduzione della crescita tumorale.

La duplice inibizione delle vie del segnale PD-1/PD-L1 e MAPK nonché delle vie BRAF e MEK, sopprime la crescita tumorale in modelli di tumore nel topo e migliora l'immunogenicità del tumore grazie ad un aumento della presentazione dell'antigene, dell'infiltrazione e dell'attivazione delle cellule T rispetto alla terapia mirata da sola.

La ialuronidasi umana ricombinante (rHuPH20) degrada localmente e in modo temporaneo l'acido ialuronico (HA), un glicosamminoglicano presente naturalmente in tutto il corpo, nella matrice extracellulare dello spazio sottocutaneo, scindendo il legame tra i due zuccheri (N-acetilglucosammina e acido glucuronico) di cui è composto l'HA.

Efficacia clinica

Formulazione endovenosa

Per informazioni dettagliate sugli studi clinici condotti con Tecentriq e.v., consultare l'informazione professionale di Tecentriq e.v.

Carcinoma polmonare non a piccole cellule

NSCLC pretrattati con chemioterapia

IMscin001

Lo studio BP40657 (IMscin001), in aperto, multicentrico, internazionale, randomizzato, di fase Ib/III, è stato condotto per valutare la farmacocinetica, l'efficacia e la sicurezza di Tecentriq s.c. rispetto a Tecentriq e.v. in pazienti con NSCLC localmente avanzato o metastatico che non avevano ricevuto un'immunoterapia antitumorale (CIT) e in pazienti che avevano sviluppato una progressione o una recidiva dopo una precedente terapia a base di platino. Lo studio IMscin001 è stato concepito per dimostrare la non inferiorità della concentrazione sierica di valle (Ctrough) e dell'AUC prevista in base al modello dal giorno 0 al giorno 21 nel ciclo 1 di atezolizumab (prima della somministrazione della dose nel ciclo 2) di atezolizumab s.c. rispetto ad atezolizumab e.v. (endpoint co-primario). Gli endpoint secondari descrittivi comprendevano la sopravvivenza libera da progressione (PFS), il tasso di risposta obiettiva (ORR) e la sopravvivenza globale (OS).

Nella seconda parte (fase III) sono stati arruolati complessivamente 371 pazienti, che sono stati randomizzati al trattamento con 1875 mg di Tecentriq s.c. q3w o 1200 mg di Tecentriq e.v. q3w. Non era consentito ridurre la dose.

Sono stati esclusi dalla partecipazione allo studio i pazienti con malattie autoimmuni note all'anamnesi, metastasi cerebrali attive o dipendenti da corticosteroidi, impiego di vaccini vivi attenuati nelle 4 settimane precedenti la randomizzazione o uso di principi attivi immunostimolanti sistemici nelle 4 settimane o di medicamenti immunosoppressori sistemici nelle 2 settimane precedenti la randomizzazione.

L'età mediana della popolazione intention-to-treat era di 64 anni (intervallo: da 27 a 85 anni) e il 69% dei pazienti era di sesso maschile. La maggior parte dei pazienti (67%) era di etnia bianca. Circa due terzi dei pazienti (65%) avevano una malattia non squamosa, il 5% aveva una mutazione nota di EGFR, il 2% una traslocazione nota di ALK, il 40% era positivo per PD-L1 (TC ≥1% e/o IC ≥1%), il 16% aveva metastasi non attive nel SNC al basale, il 26% aveva un PS ECOG pari a 0 e il 74% un PS ECOG pari a 1, e i pazienti erano in gran parte fumatori o ex-fumatori (70%).

È stata dimostrata la non inferiorità dell'esposizione ad atezolizumab in Tecentriq s.c. rispetto ad atezolizumab e.v. (cfr. «Farmacocinetica»). I risultati di un'analisi di efficacia post-hoc aggiornata (CCOD: 16 gennaio 2023), con una durata mediana del follow-up della sopravvivenza di 9,5 mesi, sono riassunti nella tabella 5.

Tabella 5: Sintesi delle analisi di efficacia aggiornate (IMscin001)

Endpoint di efficacia

 

Tecentriq s.c.

Tecentriq e.v.

ORR confermato valutato dal medico sperimentatore (RECIST v1.1)*

n=245

n=124

Numero di responder (%)

27 (11,0%)

13 (10,5%)

 

 

PFS valutata dal medico sperimentatore (RECIST v1.1)*

n=247

n=124

Numero di eventi (%)

219 (88,7%)

107 (86,3%)

Mediana (mesi)

2,8

2,9

OS*

n=247

n=124

Numero di eventi (%)

144 (58,3%)

79 (63,7)

Mediana (mesi)

10,7

10,1

ORR = tasso di risposta obiettiva; OS = sopravvivenza globale; PFS = sopravvivenza libera da progressione; RECIST = criteri per la valutazione della risposta nei tumori solidi, versione 1.1

* Analisi descrittive

Al momento dell'analisi finale (CCOD: 22 novembre 2024; durata mediana del follow-up della sopravvivenza: 10,5 mesi), erano morti 206 pazienti (83,4%) nel braccio di trattamento con Tecentriq s.c. e 97 (78,2%) nel braccio di trattamento con Tecentriq e.v. I dati stimati per la OS mediana sono descrittivi; la OS mediana è stata di 10,9 mesi nel braccio di trattamento con Tecentriq s.c. e di 10,1 mesi nel braccio di trattamento con Tecentriq e.v.

Efficacia di atezolizumab in presenza di anticorpi anti-terapeutico

Sono state condotte meta-analisi esplorative non aggiustate (senza aggiustamento degli squilibri delle caratteristiche al basale) sull'efficacia di Tecentriq e.v. Secondo le meta-analisi, il valore stimato di HR per la sopravvivenza complessiva (OS) tra il sottogruppo ATA-positivo e il braccio di controllo era di 0,813 (IC al 95%: 0,731; 0,905), e il valore stimato di HR per la OS tra il sottogruppo ATA-negativo e il braccio di controllo era di 0,658 (IC al 95%: 0,598; 0,725), cfr. grafici 1 e 2.

Grafico 1: Meta-analisi dell'OS (non aggiustata) in pazienti ATA-positivi rispetto al controllo

Grafico 2: Meta-analisi dell'OS (non aggiustata) in pazienti ATA-negativi in confronto al controllo

Nello studio IMscin001, l'incidenza degli anticorpi anti-atezolizumab correlati al trattamento nei pazienti trattati con Tecentriq s.c. ed e.v. è stata pari a 19,5% [43/221] e 13,9% [15/108]) rispettivamente. L'incidenza degli anticorpi anti-rHuPH20 correlati al trattamento nei pazienti trattati con Tecentriq s.c. è stata del 5,4% (12/224).

La OS mediana è stata di 12,6 mesi (IC 95%: 10,6, 16,5) nei pazienti trattati con Tecentriq s.c. che erano ATA-negativi (n=178) e di 6,9 mesi (IC 95%: 5,0, non stimabile) nei pazienti che erano risultati ATA-positivi (n=43) in un momento qualsiasi durante lo studio.

IMscin002

Lo studio IMscin002 è stato uno studio cross-over, randomizzato, multicentrico, in aperto, su pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC); il suo obiettivo primario era valutare la preferenza dei pazienti per Tecentriq s.c. rispetto a Tecentriq e.v. I 179 pazienti randomizzati nello studio erano affetti da NSCLC PD-L1-positivo in fase iniziale e avevano completato il trattamento adiuvante o erano affetti da NSCLC ad alta espressione di PD-L1 in stadio IV e non avevano ricevuto in precedenza una chemioterapia. Dopo la randomizzazione, i pazienti hanno ricevuto 3 cicli di Tecentriq s.c. seguiti da 3 cicli di Tecentriq e.v. (braccio A) o 3 cicli di Tecentriq e.v. seguiti da 3 cicli di Tecentriq s.c. (braccio B).

Su 126 pazienti idonei, 123 (98%) hanno risposto al questionario per determinare le preferenze dei pazienti (PPQ). L'analisi primaria ha mostrato che 87 dei 123 pazienti (71%) preferivano la somministrazione sottocutanea di Tecentriq s.c. rispetto a Tecentriq e.v., e la motivazione più comune indicata era che la somministrazione richiedeva una permanenza più breve in ospedale. Ventisei dei 123 pazienti (21%) hanno dichiarato di preferire Tecentriq e.v. a Tecentriq s.c. Il motivo più comune era che la somministrazione era più comoda. Dieci dei 123 pazienti (8%) non hanno espresso una preferenza in merito al modo di somministrazione.

Farmacocinetica

Il valore della Ctrough sierica di atezolizumab misurata nel ciclo 1 (cioè prima della somministrazione della dose nel ciclo 2) non ha indicato un'inferiorità di atezolizumab in Tecentriq s.c. rispetto ad atezolizumab per via endovenosa, con un rapporto delle medie geometriche (GMR) di 1,05 (IC 90%: 0,88–1,24). Il GMR per l'AUC calcolata sulla base del modello dal giorno 0 al giorno 21 nel ciclo 1 (AUC0-21g) è stato di 0,87 (IC 90%: 0,83–0,92). Il rapporto delle medie geometriche per l'accumulo sistemico dopo la somministrazione di 1875 mg di Tecentriq s.c. q3w era pari a 2,2. I valori di Ctrough e AUC allo stato stazionario calcolati sulla base del modello per Tecentriq s.c. e atezolizumab per via endovenosa erano paragonabili (cfr. tabella 6).

Tabella 6: Esposizione ad atezolizumab allo stato stazionario (media geometrica con 5°–95° percentile) dopo somministrazione sottocutanea o endovenosa di atezolizumab

Parametro

Atezolizumab in Tecentriq s.c.

Atezolizumab per via endovenosa

Ctrough allo stato stazionario a

(µg/ml)

205

(70,3–427)

179

(98,4–313)

AUC allo stato stazionario a

(µg/ml•giorno)

6163

(2561–11340)

6107

(3890–9334)

a L'esposizione calcolata secondo il modello è basata sull'analisi farmacocinetica di popolazione

Assorbimento

Sulla base di un'analisi farmacocinetica di popolazione, la biodisponibilità assoluta è stata del 72% e il tasso di assorbimento di primo ordine (Ka) di 0,3 (1/giorno). La media geometrica della concentrazione sierica massima (Cmax) di atezolizumab nel ciclo 1 è stata di 189 µg/ml e il tempo mediano alla concentrazione sierica massima (Tmax) è stato di 4,5 giorni (mediana; 2,2–9,0 giorni, min-max).

Distribuzione

Un'analisi farmacocinetica di popolazione ha mostrato che in un paziente tipico il volume di distribuzione del compartimento centrale (V1) è di 3,28 l e il volume di distribuzione allo stato stazionario (Vss) è di 6,91 l.

Metabolismo

Il metabolismo di Tecentriq non è stato studiato direttamente. Gli anticorpi vengono eliminati principalmente mediante catabolismo.

Eliminazione

Un'analisi farmacocinetica di popolazione ha mostrato che la clearance di Tecentriq è di 0,200 l/die e l'emivita di eliminazione (t1/2) tipica è di 27 giorni. Negli studi clinici svolti con Tecentriq somministrato per via endovenosa, la clearance mediana di atezolizumab in pazienti positivi ad ATA correlati al trattamento è risultata aumentata del 22% (range tra 18% e 49%) rispetto ai pazienti negativi per ATA correlati al trattamento.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità epatica

Non sono stati condotti studi specifici con Tecentriq in pazienti con disturbi della funzionalità epatica. L'analisi farmacocinetica di popolazione non ha rilevato differenze clinicamente significative in termini di clearance di Tecentriq somministrato per via endovenosa o sottocutanea tra i pazienti con compromissione epatica lieve (bilirubina ≤ ULN e AST > ULN o bilirubina <1,0 e fino a 1,5× ULN e qualsiasi valore di AST) o moderata (bilirubina > 1,5 e fino a 3 × ULN e qualsiasi valore di AST) e i pazienti con funzionalità epatica normale (bilirubina e AST ≤ ULN). Solo uno dei pazienti con insufficienza epatica moderata ha ricevuto Tecentriq s.c. Non sono disponibili dati relativi a pazienti con compromissione epatica grave (bilirubina > 3,0x ULN, qualsiasi valore di AST). I disturbi della funzionalità epatica sono stati definiti sulla base dei criteri del National Cancer Institute (NCI) per le disfunzioni epatiche (cfr. «Posologia/impiego: istruzioni posologiche speciali»).

Disturbi della funzionalità renale

Non sono stati condotti studi specifici con Tecentriq in pazienti con disturbi della funzionalità renale. Nei pazienti che hanno ricevuto Tecentriq per via sottocutanea o endovenosa, l'analisi farmacocinetica di popolazione non ha evidenziato differenze clinicamente significative in termini di clearance in caso di compromissione renale lieve (eGFR da 60 a 89 ml/min/1,73 m2; n=111 con trattamento s.c. o n=208 con trattamento e.v.) o moderata (eGFR da 30 a 59 ml/min/1,73 m2; n=32 con trattamento s.c. o n=116 con trattamento e.v.) rispetto ai pazienti con funzionalità renale normale (eGFR maggiore o uguale a 90 ml/min/1,73 m2; n=103 con trattamento s.c. o n=140 con trattamento e.v.). Solo pochi pazienti trattati con Tecentriq endovenoso presentavano una grave compromissione renale (eGFR da 15 a 29 ml/min/1,73 m2; n=8) (cfr. «Posologia/impiego: istruzioni posologiche speciali»).

Pazienti anziani

Non sono stati condotti studi specifici con Tecentriq in pazienti anziani. L'influenza dell'età sulla farmacocinetica di Tecentriq è stata esaminata in un'analisi farmacocinetica di popolazione. Sulla base di una popolazione di pazienti di età compresa tra 21 e 89 anni (n=472) con un'età mediana di 62 anni, l'età non è stata identificata come covariata significativa con un impatto sulla farmacocinetica di Tecentriq somministrato per via endovenosa. Non sono state osservate differenze clinicamente significative in termini di farmacocinetica di Tecentriq somministrato per via sottocutanea o

endovenosa nei pazienti < 65 anni di età (n=138 con trattamento s.c. o n=274 con trattamento e.v.), nei pazienti di età compresa tra 65 e 75 anni (n=89 con trattamento s.c. o n=152 con trattamento e.v.) e nei pazienti > 75 anni di età (n=19 con trattamento s.c. o n=46 con trattamento e.v.) (cfr. «Posologia/impiego: istruzioni posologiche speciali»).

Dati preclinici

Farmacologia di sicurezza

Gli endpoint di farmacologia di sicurezza di Tecentriq somministrato per via endovenosa sono stati esaminati in uno studio di tossicità cronica di 8 settimane e 26 settimane sulle scimmie cynomolgus senza che si evidenziassero particolari rischi per gli esseri umani.

Proprietà tossicologiche negli animali

In uno specifico ceppo murino sono state osservate neuropatie del nervo sciatico di minima entità a dosi endovenose ≥10 mg/kg. Arteriti/periarteriti multiorgano di entità lieve o molto lieve sono insorte nelle scimmie cynomolgus dopo la somministrazione sottocutanea di dosi ≥15 mg/kg e dopo la somministrazione endovenosa di dosi di 50 mg/kg. Nelle scimmie di sesso femminile sono state osservate irregolarità del ciclo sessuale con dosi endovenose di 50 mg/kg. Nelle scimmie sono state osservate marcate infiammazioni sottocutanee (lievi irritazioni) nel sito di iniezione.

Un'aumentata risposta immunitaria, che ha determinato un incremento della mortalità, è stata osservata nel modello di infezione virale LCMV CL-13, ma non LCMV Armstrong, nei topi.

In uno studio sulle scimmie cynomolgus con esposizione all'emocianina di Megathura crenulata (Keyhole Limpet Hemocyanin, KLH) come antigene dipendente dalle cellule T, 50 mg/kg di atezolizumab sotto forma di iniezione e.v. sono stati bel tollerati per 26 settimane. Nelle scimmie cynomolgus trattate con KLH non sono insorte tossicità nuove o inattese. La somministrazione a lungo termine di atezolizumab ha portato a una riduzione non significativa delle risposte IgM primarie e delle risposte IgG primarie e secondarie a KLH. Sebbene la rilevanza tossicologica di questi risultati sia incerta a causa del basso numero di animali utilizzati nello studio e dell'elevata variabilità tra gli animali, è probabile che atezolizumab riduca le risposte IgG primarie e secondarie agli antigeni dipendenti dalle cellule T.

Mutagenicità

Non sono stati effettuati studi di mutagenicità con Tecentriq.

Cancerogenicità

Non sono stati effettuati studi di cancerogenicità con Tecentriq.

Tossicità per la riproduzione

Non sono stati effettuati studi sugli animali di tossicità per la riproduzione o teratogenicità con Tecentriq. La rilevanza della via di segnalazione PD-L1/PD-1 come elemento essenziale per la tolleranza materno-fetale e la sopravvivenza embriofetale durante la gravidanza è ben attestata. Si può prevedere che la somministrazione di Tecentriq abbia effetti deleteri sulla gravidanza e rappresenti un pericolo – tra gli altri, quello di morte embrionale – per i feti umani.

Fertilità

Non sono stati effettuati studi di fertilità con Tecentriq. Gli studi di tossicità cronica tuttavia includevano una valutazione degli organi riproduttivi delle scimmie cynomolgus di sesso maschile e femminile. Tecentriq somministrato per via endovenosa ha mostrato in tutte le scimmie femmine del gruppo trattato con 50 mg/kg un effetto sul ciclo mestruale, caratterizzato da un quadro mestruale irregolare durante la fase di somministrazione associato all'assenza di corpi lutei di nuova formazione nelle ovaie alla dissezione. Questo effetto è insorto con un valore stimato di AUC circa 6 volte più elevato del valore di AUC nei pazienti dopo somministrazione della dose consigliata, ed è regredito nella fase di recupero senza somministrazione del medicamento. Non è stato osservato alcun effetto sugli organi riproduttivi maschili.

Altre informazioni

Non sono stati condotti studi di cancerogenicità, genotossicità o fertilità con rHuPH20. Negli studi di tossicità generale sulle scimmie cynomolgus non sono stati osservati effetti negativi sugli organi riproduttivi maschili o femminili. Inoltre, non è stato osservato alcun effetto di rHuPH20 sulla qualità dello sperma. Gli studi di tossicità riproduttiva con rHuPH20 nei topi hanno mostrato, dopo un'elevata esposizione sistemica, tossicità embriofetale, ma nessun potenziale teratogeno.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Non sono state riscontrate incompatibilità tra Tecentriq s.c. e polipropilene (PP), policarbonato (PC), acciaio inossidabile (SS), polivinilcloruro (PVC) e poliuretani (PU).

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.

Stabilità dopo apertura

Per ragioni igieniche, dopo il trasferimento dal flaconcino alla siringa il medicamento deve essere utilizzato immediatamente, in quanto non contiene conservanti antimicrobici. Qualora non venga utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione prima dell'uso sono di responsabilità dell'utilizzatore e generalmente non devono superare le 24 ore a una temperatura di 2–8 °C, a meno che la preparazione non sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate.

La siringa dotata di tappo può essere conservata a una temperatura ≤30 °C per un massimo di 8 ore alla luce del giorno diffusa e in frigorifero (2–8 °C) per un massimo di 30 giorni.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare in frigorifero (2–8 °C).

Non scuotere. Non congelare.

Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.

Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Tecentriq s.c. è una soluzione pronta all'uso esclusivamente per iniezione sottocutanea e non deve essere diluito o mescolato con altri medicamenti.

Tecentriq s.c. deve essere ispezionato visivamente prima dell'uso per assicurarsi che non contenga particelle e non presenti una colorazione anomala. La soluzione iniettabile di Tecentriq è esclusivamente monouso e deve essere preparata da personale medico specializzato.

Preparazione della siringa

Tecentriq s.c. non contiene conservanti antimicrobici. Se la dose non viene somministrata al paziente immediatamente, seguire le istruzioni riportate nel paragrafo di seguito «Conservazione della siringa».

Prelevare il flacone dal frigorifero prima dell'uso e lasciare che la soluzione raggiunga la temperatura ambiente.

Utilizzando una siringa e un ago di trasferimento (preferibilmente da 18G), prelevare l'intero contenuto del flacone di soluzione di Tecentriq s.c. Per l'iniezione, rimuovere l'ago di trasferimento e collegare un set di infusione per somministrazione sottocutanea (ad es. con ago a farfalla) con cannula in acciaio inox da 23-25G di diametro. Per la somministrazione al paziente, utilizzare un set di infusione SC con un volume morto residuo di MASSIMO 0,5 ml. Riempire il catetere per l'iniezione sottocutanea con la soluzione del medicamento per rimuovere l'aria dal catetere di infusione, ma interrompere il flusso prima che il liquido abbia raggiunto la cannula. Assicurarsi che la siringa contenga esattamente 15 ml di soluzione di medicamento dopo che è stata riempita e che il volume in eccesso è stato erogato dalla siringa. Per evitare l'occlusione della cannula, somministrare la dose immediatamente. NON conservare la siringa preparata con il set di infusione collegato e già riempito.

Conservazione della siringa

Se la dose non viene somministrata immediatamente, aspirare nella siringa in condizioni asettiche tutta la soluzione di Tecentriq s.c. nel flacone, in modo da prelevare il volume della dose (15 ml) più il volume di riempimento del set di infusione SC. Sostituire l'ago di trasferimento con un tappo per siringa. Per conservare la siringa NON collegare un set di infusione SC.

Se la siringa viene conservata in frigorifero, lasciare che raggiunga la temperatura ambiente prima di somministrare la dose.

Smaltimento del medicamento non utilizzato/scaduto

La dispersione di medicamenti nell'ambiente deve essere ridotta al minimo. I medicamenti non devono essere smaltiti nelle acque di scarico. Lo smaltimento con i rifiuti domestici deve essere evitato. Usare gli appropriati sistemi di raccolta disponibili nella propria città.

Numero dell'omologazione

69262 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Roche Pharma (Svizzera) SA, Basilea.

Stato dell'informazione

Marzo 2026.

3153421/08/2026