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CATIOLANZE gtt opht 50 mcg/ml

Santen SA

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Catiolanze®

Santen SA

Composizione

Principi attivi

Latanoprostum

Sostanze ausiliarie

Trigliceridi saturi a catena media, cetalconio cloruro, polisorbato 80, glicerolo (E422), acqua per preparazioni iniettabili.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Collirio, emulsione in contenitori monodose.

1 mL contiene 50 μg latanoprost. Una goccia contiene 1.65 μg latanoprost.

L'emulsione è un liquido bianco.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Catiolanze è indicato per ridurre la pressione intraoculare elevata in pazienti adulti con glaucoma ad angolo aperto o ipertensione oculare, soprattutto in caso di concomitante malattia della superficie oculare (OSD) o di rischio esistente di sviluppare OSD.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

Una goccia al giorno nell'occhio interessato. Un effetto ottimale si ottiene somministrando Catiolanze alla sera. Catiolanze deve essere somministrato solo una volta al giorno, in quanto una somministrazione più frequente riduce l'effetto di abbassamento della pressione oculare.

Terapia combinata

Studi cardine hanno dimostrato che latanoprost è efficace in monoterapia e che latanoprost è efficace in combinazione con antagonisti β-adrenergici (timololo). Inoltre, studi a breve termine indicano che latanoprost ha un effetto additivo in combinazione con agonisti adrenergici (dipivefrina), inibitori dell'anidrasi carbonica orali (acetazolamide) e, almeno in parte, con agonisti colinergici (pilocarpina).

In caso di terapia combinata, i colliri devono essere somministrati a distanza di almeno 5 minuti l'uno dall'altro.

Bambini e adolescenti

L'uso di Catiolanze non è omologatoato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni. Non sono disponibili dati sull'uso pediatrico di Catiolanze. Sono disponibili dati limitati circa l'uso pediatrico di latanoprost.

Somministrazione ritardata della dose

Se viene dimenticata una dose, il trattamento può essere proseguito normalmente con la dose successiva

Modo di somministrazione

Uso oculare.

Solo monouso.

Un contenitore monodose contiene una quantità di emulsione sufficiente per trattare entrambi gli occhi.

Come per gli altri colliri, per ridurre al minimo l'eventuale assorbimento sistemico, si raccomanda di comprimere il sacco lacrimale sotto l'angolo interno dell'occhio per un minuto (occlusione puntale). Questa operazione deve essere eseguita subito dopo ogni instillazione.

Le lenti a contatto devono essere tolte prima dell'instillazione del collirio ed essere riapplicate soltanto dopo 15 minuti (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Raccomandare ai pazienti di:

  • evitare il contatto tra la punta dell'erogatore e l'occhio o le palpebre.
  • Usare il collirio in emulsione immediatamente dopo la prima apertura del contenitore monodose e gettare il contenitore monodose dopo l'uso.

Controindicazioni

Ipersensibilità a latanoprost o a una delle sostanze ausiliarie (cfr. «Composizione»).

Avvertenze e misure precauzionali

Alterazioni della pigmentazione dell'iride

Catiolanze può aumentare gradualmente la percentuale di pigmento marrone dell'iride. Prima dell'inizio del trattamento, i pazienti devono essere informati circa la possibilità di cambiamento permanente del colore dell'occhio.

Le alterazioni del colore sono dovute ad un aumento del contenuto di melanina nei melanociti stromali dell'iride e non ad un aumento del numero di melanociti. Tipicamente, la pigmentazione marrone si diffonde in modo concentrico dalla pupilla verso la periferia e l'intera iride, o parti di essa, assumono una colorazione marrone più marcata. Il cambiamento del colore dell'iride nella maggior parte dei casi è esiguo e spesso non rilevabile clinicamente. L'aumento della pigmentazione dell'iride in uno o in entrambi gli occhi è stato osservato prevalentemente in pazienti con iride di colore misto che all'inizio dello studio includeva il marrone ad es. blu-marrone, grigio-marrone, giallo-marrone e verde-marrone. Più di due terzi di questi pazienti hanno manifestato un aumento della pigmentazione dell'iride. L'incidenza varia dal 7 all'85% in pazienti con iridi di colore misto, con la più alta incidenza in pazienti con iridi giallo-marrone. Nessun cambiamento è stato riscontrato in pazienti con occhi di colore omogeneo blu, cambiamenti sono stati riscontrati solo raramente in pazienti con occhi di colore omogeneo grigio, verde o marrone.

Nevi o efelidi dell'iride non sono stati modificati dal trattamento. Negli studi clinici, non è stato osservato un accumulo di pigmento nella rete trabecolare o in un altro punto della camera anteriore.

In uno studio clinico della durata di cinque anni volto ad esaminare la pigmentazione dell'iride non sono state evidenziate conseguenze negative correlate all'aumento della pigmentazione, neppure in caso di prosecuzione della somministrazione di latanoprost. Questi risultati sono coerenti con l'esperienza clinica post-marketing dal 1996. Inoltre, la riduzione della pressione intraoculare è risultata comparabile fra i pazienti, indipendentemente dall'aumento della pigmentazione dell'iride. Il trattamento con latanoprost può quindi essere proseguito anche in pazienti che manifestano un aumento della pigmentazione dell'iride. Questi pazienti devono essere esaminati periodicamente e il trattamento deve essere interrotto a seconda della situazione clinica.

L'aumento della pigmentazione dell'iride inizia solitamente entro il primo anno di trattamento, raramente anche durante il secondo o terzo anno, ma non è stato osservato dopo il quarto anno di trattamento. La velocità di progressione della pigmentazione dell'iride diminuisce nel tempo ed è stabile dopo cinque anni. In uno studio in aperto di 5 anni sulla sicurezza di latanoprost, la pigmentazione dell'iride è stata riscontrata nel 33% dei pazienti (Cfr «Effetti indesiderati»). Gli effetti di un aumento della pigmentazione dell'iride non sono stati esaminati per un periodo superiore a cinque anni. Negli studi clinici, non sono stati osservati ulteriori aumenti della pigmentazione marrone dell'iride dopo l'interruzione della terapia, ma il cambiamento di colore che ne consegue può essere permanente. Dati su studi clinici hanno dimostrato che il cambiamento di colore non è riferibile ad alcun sintomo o ad alterazioni patologiche.

In caso di trattamento unilaterale esiste la possibilità di eterocromia.

Alterazioni della palpebra e delle ciglia

In associazione al trattamento con latanoprost è stato riportato lo scurimento della cute palpebrale, che può essere reversibile.

Latanoprost può alte rare gradualmente le ciglia e la peluria dell'occhio trattato; le alterazioni includono l'aumento della lunghezza, dello spessore, della pigmentazione e del numero di ciglia o peli, non ché l'orientamento anomalo delle ciglia. Le alterazioni delle ciglia sono reversibili dopo l'interruzione della terapia.

Glaucoma

Sono disponibili solo esperienze limitate con latanoprost nel glaucoma infiammatorio e nel glaucoma neovascolare, ad angolo anatomico stretto o congenito. L'esperienza è solo limitata anche in pazienti pseudofachici con glaucoma ad angolo aperto e glaucoma pigmentario.

Latanoprost ha un effetto esiguo o nullo sulla pupilla. Tuttavia, ad oggi non sono disponibili esperienze per quanto riguarda l'impiego di latanoprost nel glaucoma acuto ad angolo chiuso. Fino a quando non saranno disponibili maggiori esperienze, in queste situazioni Catiolanze deve essere usato con cautela.

Interventi di cataratta

Sono disponibili solo dati di studio limitati sull'uso di latanoprost nel periodo perioperatorio di interventi di cataratta. In questi pazienti Catiolanze deve essere usato con cautela.

Edema maculare

Durante il trattamento con latanoprost è stata osservata l'insorgenza di edema maculare, incluso l'edema maculare cistoide. Queste osservazioni sono state fatte principalmente in pazienti afachici, pseudofachici con rottura della capsula posteriore o con noti fattori di rischio per l'edema maculare cistoide (come la retinopatia diabetica e l'occlusione venosa retinica) (in particolare esecuzione precoce di fluorangiografia dopo intervento di cataratta). Catiolanze deve essere usato con cautela in questi pazienti.

Cheratite erpetica

Catiolanze deve essere usato con cautela in pazienti con anamnesi di cheratite erpetica. In caso di cheratite attiva da Herpes simplex e nei pazienti con anamnesi di cheratite da Herpes simplex cronica recidivante, specialmente in associazione ad analoghi delle prostaglandine, l'uso di Catiolanze deve essere evitato.

Iriti/uveiti

Catiolanze deve essere usato con cautela in pazienti con nota predisposizione a fattori di rischio per iriti/uveiti.

Pazienti con asma

C'è una limitata esperienza in pazienti con asma, ma sono stati segnalati alcuni casi di esacerbazione di asma e/o dispnea con latanoprost dopo la commercializzazione. I pazienti asmatici devono quindi essere trattati con prudenza in attesa di sufficienti esperienze, cfr. «Effetti indesiderati».

Discolorazione della cute periorbitale

È stata osservata una discolorazione della cute periorbitale, riportata nella maggioranza delle segnalazioni in pazienti giapponesi. Ad oggi i dati hanno mostrato che la discolorazione della cute periorbitale non è permanente e in qualche caso è reversibile mentre si continua il trattamento con latanoprost.

Altro

L'uso concomitante di latanoprost con prostaglandine, analoghi delle prostaglandine o derivati delle prostaglandine non è raccomandata (cfr.Interazioni).

Avvertenza per i portatori di lenti a contatto

Le lenti a contatto devono essere tolte prima dell'instillazione del collirio ed essere riapplicate soltanto dopo 15 minuti.

Interazioni

È stato riportato un aumento paradosso della pressione intraoculare dopo la somministrazione concomitante di due analoghi delle prostaglandine. Per tanto, l'uso di due o più prostaglandine, analoghi delle prostaglandine o derivati delle prostaglandine non è consigliato.

Studi clinici hanno dimostrato che gli antagonisti β-adrenergici (timololo), gli agonisti adrenergici (dipivefrina), gli inibitori de ll'anidrasi carbonica (acetazolamide) e, almeno in parte, gli agonisti colinergici (pilocarpina) potenziano l'effetto di riduzione della pressione intraoculare di latanoprost. Le interazioni con altri medicamenti non sono state studiate. Studi di interazione sono stati condotti solo negli adulti.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Non esistono studi adeguati e ben controllati sulle donne in gravidanza. Esiste la possibilità di rischio farmacologico in corso di gravidanza, sia per il feto che il neonato. Pertanto, Catiolanze non deve essere utilizzato durante la gravidanza.

Allattamento

Latanoprost e i suoi metaboliti possono essere escreti nel latte materno. Pertanto, Catiolanze non deve essere utilizzato nelle donne che allattano, o l'allattamento al seno deve essere interrotto.

Fertilità

Negli studi animali non è stato trovato che latanoprost abbia alcun effetto sulla fertilità maschile o femminile (cfr. «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Catiolanze ha un effetto limitato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

L'instillazione di colliri può causare un temporaneo annebbiamento della vista. I pazienti non devono condurre veicoli o utilizzare macchine fino a quando tale problema non sarà scomparso.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

La maggioranza delle reazioni avverse riguardano il sistema oculare. In uno studio di sicurezza in aperto di 5 anni con latanoprost, il 33% dei pazienti ha sviluppato la pigmentazione dell'iride (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). Le altre reazioni avverse oculari sono in genere transitorie e si manifestano alla somministrazione della dose.

Elenco degli effetti indesiderati

Di seguito sono elencati gli effetti collaterali di latanoprost collirio, soluzione con conservante, emersi dagli studi clinici e dai dati raccolti dopo l'immissione in commercio, nonché gli effetti collaterali osservati negli studi clinici con Catiolanze, collirio, emulsione (contrassegnati con ¥).

Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:

«molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10 000, <1/1000), «molto raro» (<1/10 000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Infezioni ed infestazioni

Raro: cheratite erpetica*§

Patologie del sistema nervoso

Non comune: cefalea*, vertigini*.

Patologie dell'occhio

Molto comune: iperpigmentazione dell'iride (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»)

Comune: iperemia congiuntivale e di grado da lieve a moderato¥, irritazioni oculari (sensazione di bruciore, pizzicore, prurito, fitte e sensazione di corpo estraneo, e sensazione anomala)¥, cheratite puntata per lo più asintomatica, congiuntivite*, dolore oculare, fotofobia.

Non comune: cheratite*, visione annebbiata¥, edema maculare, incluso l'edema maculare cistoide* (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»), uveite*, edema palpebrale¥, alterazioni delle ciglia e della peluria delle palpebre (aumento di lunghezza, spessore, pigmentazione e numero delle ciglia)¥, secchezza oculare, blefarite¥.

Raro: edema corneale*, erosione della cornea, irite*, edema periorbitale, trichiasi*, distichiasi, cisti dell'iride*§, reazione cutanea localizzata sulle palpebre, scurimento della cute palpebrale, pseudopemfigoide della congiuntiva*§.

Molto raro: alterazioni periorbitali e palpebrali che causano un infossamento della rima palpebrale.

Patologie cardiache

Non comune: angina pectoris, palpitazioni*.

Molto raro: angina pectoris instabile.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: dispnea*, asma*.

Raro: aggravamento dell'asma.

Patologie gastrointestinali

Non comune: nausea*, vomito*.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: eruzione cutanea.

Raro: prurito.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: artralgia*, mialgia*.

Patologie generali

Non comune: dolore toracico*.

¥ Frequenza della reazione avversa ai farmaci stimata dagli studi specifici per Catiolanze, collirio, emulsione

* Reazione avversa ai farmaci identificata post-marketing

§ Frequenza della reazione avversa ai farmaci stimata usando «La regola del 3»

Descrizione di specifici effetti indesiderati e informazioni supplementari

I dati di sicurezza disponibili per Catiolanze provengono da 330 pazienti con ipertensione oculare o glaucoma ad angolo aperto, con o senza segni e sintomi di una malattia della superficie oculare, che avevano partecipato a due studi di fase 2 e a uno studio di fase 3 ed erano stati trattati con Catiolanze. Il profilo di sicurezza di Catiolanze alla settimana 12 era analogo a quello di latanoprost collirio, soluzione, sebbene meno pazienti abbiano riferito sospette reazioni oculari avverse al farmaco (5,8% vs 10,9%).

I dati di sicurezza a lungo termine sono disponibili da uno studio di fase 3 in cui 137 pazienti hanno ricevuto Catiolanze per almeno 481 giorni. Il profilo di sicurezza a lungo termine non differiva da quello osservato durante i primi 3 mesi di trattamento. Le reazioni avverse oculari più comuni riferite durante l'uso a lungo termine sono state iperemia oculare e congiuntivale (4,4%), sensazione anomala nell'occhio (2,2%) e crescita delle ciglia (2,2%).

Popolazione pediatrica

Non sono disponibili dati sull'uso di Catiolanze nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

È improbabile il verificarsi di sovradosaggio a seguito di somministrazione oculare. Qualora si verifichi un sovradosaggio, il trattamento deve essere sintomatico.

Segni e sintomi

Ad eccezione delle irritazioni oculari e dell'iperemia congiuntivale, non sono noti altri effetti indesiderati in caso di sovradosaggio di latanoprost.

Trattamento

Le seguenti informazioni potrebbero risultare utili in caso di ingestione accidentale di latanoprost. Oltre il 90% viene metabolizzato durante il primo passaggio epatico (cfr. «Farmacocinetica»).

Un contenitore monodose di Catiolanze 50 µg/mL colliri contiene 0,3 mL di emulsione con 15 µg di latanoprost. Un'infusione endovenosa da 3 μg/kg non ha causato sintomi in volontari sani. Tuttavia, una dose da 5.5-10 μg/kg ha causato nausea, dolori addominali, vertigini, stanchezza, sensazione di calore e sudorazione. Nelle scimmie, latanoprost è stato infuso per via endovenosa in dosi fino a 500 μg/kg senza che ciò avesse effetti sul sistema cardiovascolare. Nelle scimmie, la somministrazione endovenosa di latanoprost è stata associata a broncocostrizione temporanea (cfr. «Dati preclinici»). Al contrario, l'uso topico oftalmico di latanoprost ad una dose 7 volte superiore a quella raccomandata non ha causato broncocostrizione in pazienti con asma bronchiale moderata.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

S01EE01

Meccanismo d'azione

Il principio attivo latanoprost, un analogo della prostaglandina-F2α, è un agonista selettivo del recettore prostanoide FP che riduce la pressione intraoculare aumentando il drenaggio dell'umore acqueo. Studi sugli animali e sull'uomo hanno evidenziato che il principale meccanismo d'azione è l'aumento del drenaggio uveosclerale. Nell'uomo, un certo aumento del drenaggio dell'umore acqueo è stato descritto anche come conseguenza di una ridotta resistenza al drenaggio a livello trabecolare.

Farmacodinamica

L'abbassamento della pressione intraoculare nell'uomo inizia approssimativamente 3-4 ore dopo la somministrazione e raggiunge un effetto massimo dopo 8-12 ore. La riduzione della pressione intraoculare viene mantenuta per almeno 24 ore.

Studi clinici hanno evidenziato che latanoprost non influisce in modo significativo sulla produzione di umore acqueo.

Durante il trattamento topico, può manifestarsi un'iperemia congiuntivale e/o episclerale da lieve a moderata.

In studi sulle scimmie, latanoprost non ha avuto alcun effetto o ha avuto solo un effetto trascurabile sulla circolazione sanguigna intraoculare quando somministrato a dosi cliniche.

Latanoprost non ha alcun effetto sulla barriera emato-acquosa. Mediante fluorangiografia è stato possibile dimostrare che il trattamento cronico con latanoprost degli occhi di scimmie che erano state sottoposte a un'estrazione extracapsulare del cristallino non ha avuto alcun effetto sui vasi sanguigni retinici.

Nell'uomo, durante il trattamento a breve termine, latanoprost non ha causato stravaso di fluoresceina nelsegmento posteriore di occhi pseudofachici.

A dosaggi clinici, non sono stati evidenziati effetti significativi di latanoprost sul sistema cardiovascolare o respiratorio.

Catiolanze è formulato in una nanoemulsione cationica che interagisce con i diversi strati del film lacrimale, prevalentemente con lo strato lipidico del film lacrimale (Tear Film Lipid Layer, TFLL). L'emulsione cationica agisce sullo strato mucinico caricato negativamente che riveste l'epitelio corneale e congiuntivale per migliorare la distribuzione e il tempo di permanenza sulla superficie oculare. La nanoemulsione cationica favorisce inoltre la guarigione delle ferite e ha un effetto antinfiammatorio. Tutte queste proprietà potrebbero essere utili per il trattamento di pazienti con glaucoma ad angolo aperto o pressione intraoculare elevata, in particolare per i pazienti con una concomitante malattia della superficie oculare (Ocular Surface Disease, OSD) o a rischio di sviluppare OSD.

Efficacia clinica

L'efficacia e la sicurezza di Catiolanze sono state valutate in due studi di fase 2 e in uno studio pivotale di fase 3.NVG09E115 era uno studio multicentrico di fase 2 prospettico, a braccio singolo, in aperto, della durata di 3 mesi, condotto per valutare gli effetti del passaggio a Catiolanze in pazienti inizialmente trattati per ipertensione oculare (OHT) o glaucoma ad angolo aperto (Open Angle Glaucoma, OAG) associato a OSD da lieve a moderata con latanoprost collirio, soluzione conservato con benzalconio cloruro (BAK). Nello studio, 20 pazienti sono stati trattati per 3 mesi. La variazione media della pressione intraoculare rispetto al basale è risultata di -0,6 mmHg dopo un mese di trattamento e di -0,8 mmHg dopo tre mesi di trattamento ed è stato osservato un miglioramento dei segni e dei sintomi di OSD.

Lo studio NVG10E118 era uno studio multicentrico di fase 2, randomizzato, in cieco per gli osservatori, con controllo attivo, della durata di 3 mesi, condotto per valutare la sicurezza e l'efficacia di Catiolanze rispetto a travoprost 40 microgrammi/mL collirio con conservante, che ha coinvolto 105 pazienti con OAG o OHT e OSD. A distanza sia di un mese che di tre mesi, la pressione intraoculare media è risultata numericamente più bassa nel gruppo Catiolanze rispetto al gruppo di confronto in tutti i punti temporali dopo il trattamento (ore 8:00, 10:00 e 16:00), tranne che alle ore 16:00 del mese 1. A tre mesi, il gruppo Catiolanze ha mostrato un miglioramento del 30% del punteggio CFS rispetto al 5% del gruppo di confronto sulla scala ORA (valore nominale di p <0,05).

Lo studio 0130A01SA era uno studio di non-inferiorità di fase 3, randomizzato, controllato, in singolo cieco, condotto su 386 adulti con OAG o OHT, che ha confrontato Catiolanze, collirio, emulsione con latanoprost collirio, soluzione conservato con BAK. L'endpoint primario era la variazione della pressione intraoculare (PIO) di picco e di valle rispetto al basale tra i gruppi di trattamento su un periodo di 12 settimane, con un limite di non-inferiorità pre-specificato di 1,5 mmHg. Gli obiettivi secondari erano costituiti dal confronto tra gli effetti sul miglioramento dei segni e dei sintomi di OSD. I dati demografici e le caratteristiche della malattia al basale erano comparabili tra i gruppi, con un'età media (SD) complessivamente di 63,1 anni (11,16). I partecipanti erano per la maggior parte (61,5%) di sesso femminile e per il 96,4% erano bianchi. Il 75,8% (n = 291) dei pazienti presentava OAG primario e il 21,1% (n = 81) OHT; i restanti soggetti erano affetti da glaucoma pseudoesfoliativo (2,1%) e glaucoma pigmentario (1,0%).

Efficacia

L'endpoint primario è stato raggiunto quando la non inferiorità di Catiolanze rispetto alla soluzione allo 0,005% di latanoprost conservato è stata dimostrata alla Settimana 12. Il limite superiore dell'intervallo di confidenza unilaterale al 97,5% per la differenza di pressione interoculare è risultato ≤1,5 mmHg ai due punti temporali (ore 9:00 e ore 16:00) (cfr. tabella). La differenza di trattamento con media dei minimi quadrati (LS-Least square mean) tra i gruppi di Catiolanze e della soluzione di latanoprost conservato, ai punti temporali di picco e medio, sono state rispettivamente di -0,6 (IC al 95%; -1,2, -0,1) e -0,5 (IC al 95%; -1,0, 0,1). Inoltre, Catiolanze si è dimostrato superiore a latanoprost collirio, soluzione con conservante (valore nominale di p = 0,0226) al punto di picco della PIO e numericamente migliore rispetto a latanoprost collirio, soluzione con conservante (valore nominale di p = 0,0803) per quanto riguarda il valore di valle di PIO.

I due principali endpoint secondari di efficacia erano la variazione del punteggio CFS dal basale alla settimana 12 nei partecipanti con punteggio CFS ≥1 al basale e la variazione del punteggio medio dei sintomi di OSD dal basale alla settimana 12 nei partecipanti con punteggio medio dei sintomi >0 al basale.

Catiolanze ha dimostrato superiorità rispetto al controllo in termini di miglioramento nel punteggio CFS alla settimana 12 (valore di p = 0,0006), e il punteggio dei sintomi di OSD per Catiolanze è risultato numericamente migliore rispetto a latanoprost collirio, soluzione con conservante (valore di p= 0,0900) (cfr. tabella).

Alla settimana 12, il 52,4% (n = 100) dei pazienti che nel gruppo Catiolanze avevano consegnato una Global Rating Treatment Summary (sintesi della valutazione globale del trattamento) e il 36,3% (n = 69) dei pazienti del gruppo di controllo hanno descritto il trattamento come «molto soddisfacente» (valore nominale di p = 0,0001).

Tabella dei risultati di efficacia: MMRM sui casi osservati (occhio in studio, serie di analisi completa)

Endpoint (valutazione alla Settimana 12)

Esito

Catiolanze (N=192)

Soluzione

di latanoprost conservato
(N=192)

Endpoint primario

Valutazione alle 09:00

Variazione della PIO rispetto al basale

N

188

189

Media LS (SE)

-8,8 (0,25)

-8,2 (0,26)

IC della differenza al 95%

-1,2, -0,1

Valore p

0,226

Valutazione alle 16:00

N

186

188

Media LS (SE)

-8,6 (0,24)

-8,1 (0,25)

IC della differenza al 95%

-1,0, 0,1

Valore p

0,0803

Endpoint secondario principale

Variazione CFS rispetto al basale in pazienti con punteggio CFS al basale ≥1

N

80

86

Media LS (SE)

-0,71 (0,069)

-0,41 (0,077)

IC della differenza al 95%

-0,46, -0,13

Valore p

0,0006

Variazione dei sintomi di OSD rispetto al basale in pazienti con punteggio dei sintomi di OSD >0 al basale

N

99

104

Media LS (SE)

-0,26 (0,058)

-0,17 (0,060)

IC della differenza al 95%

-0,20, -0,01

Valore p

0,0900

CFS=colorazione corneale con fluoresceina; IC=intervallo di confidenza; FAS=serie completa di analisi; n=numero di pazienti; media LS=media dei minimi quadrati; MMRN=modello misto per misure ripetute; OSD= malattia della superficie oculare; SE=errore standard

L'analisi è applicata a tutti i pazienti nella FAS con punteggio CFS al basale ≥1 e a tutti i pazienti con punteggio medio al basale >0 per i sintomi di OSD. I valori nominali di p per gli endpoint primari si riferiscono alla superiorità.

Variazione media non corretta della PIO rispetto al basale con SE dopo visita di valutazione –FAS

Sicurezza:

Nello studio di fase 3 0130A01SA, eventi avversi correlati al trattamento sono stati riportati nel 5,7% (n = 11) dei pazienti del gruppo Catiolanze e nel 10,9% del gruppo trattato con latanoprost con conservante.

Gli eventi avversi correlati al trattamento che si sono verificati in almeno l'1% dei pazienti in uno dei due gruppi di trattamento sono stati iperemia oculare (1,6% dei pazienti nel gruppo Catiolanze e 2,6% nel gruppo di controllo), iperemia congiuntivale (1,0% vs 1,6%), sensazione anomala nell'occhio (0 vs 1,6%) e dolore in sede di instillazione (0 vs 1,6%).

Durante lo studio non si sono verificati eventi avversi gravi correlati al trattamento.

Efficacia in pazienti pediatrici

Non sono disponibili dati sull'uso di Catiolanze nei pazienti pediatrici.

L'efficacia del principio attivo latanoprost per il collirio con conservante in pazienti pediatrici fino ai 18 anni di età è stata dimostrata in uno studio clinico in doppio cieco di dodici settimane con latanoprost rispetto a timololo in 107 pazienti con pressione intraoculare aumentata e glaucoma infantile. I neonati prematuri dovevano avere un'età gestazionale di almeno 36 settimane. I pazienti hanno ricevuto latanoprost 0.005% una volta al giorno o timololo 0.5% (o facoltativamente 0.25% nei bambini sotto i 3 anni) due volte al giorno. L'endpoint primario di efficacia era l'abbassamento medio della pressione intraoculare alla settimana di studio 12 rispetto al valore basale. L'abbassamento medio della pressione intraoculare è stato simile nel gruppo trattato con latanoprost e nel gruppo trattato con timololo. In tutte le fasce di età studiate (da 0 a <3 anni, da 3 a <12 anni e da 12 a18 anni), alla settimana 12 l'abbassamento medio della pressione intraoculare nel gruppo trattato con latanoprost era simile a quello del gruppo trattato con timololo. I dati di efficacia nella fascia di età da 0 a<3 anni si basano su 13 pazienti trattati con latanoprost e non è stata osservata alcuna efficacia significativa nei quattro pazienti che nello studio clinico sui pazienti pediatrici rappresentavano la fascia di età da 0 a <1 anno.

Nel sotto gruppo con glaucoma congenito primario/infantile (GCP), l'abbassamento della pressione intraoculare nel gruppo trattato con latanoprost è stato simile a quello del gruppo trattato con timololo. Nel sotto gruppo non-GCP (ad es. con glaucoma giovanile ad angolo aperto, glaucoma afachico) i risultati sono stati similia quelli del sottogruppo con glaucoma congenito primario/infantile.

Gli effetti sulla pressione intraoculare sono comparsi dopo la prima settimana di trattamento e sono stati mantenuti per tutto il periodo di studio di dodici settimane.

Farmacocinetica

Latanoprost (p.m. 432.58) è un profarmaco esterificato con un gruppo isopropile, di per sé inattivo, che dopo reazione di idrolisi nella forma acida diventa biologicamente attivo.

Assorbimento

Il profarmaco è ben assorbito attraverso la cornea e tutto il farmaco che entra nell'umore acqueo viene idrolizzato durante il passaggio corneale e quindi attivato.

Distribuzione

Studi nell'uomo indicano che il picco di concentrazione nell'umore acqueo viene raggiunta circa due ore dopo la somministrazione topica. Dopo instillazione locale nella scimmia, latanoprost si distribuisce soprattutto nel segmento anteriore, nella congiuntiva e nel tessuto palpebrale. Solo piccole quantità di farmaco raggiungono il segmento posteriore.

Metabolismo

La forma acida di latanoprost non viene praticamente metabolizzata nell'occhio. Il metabolismo principale si verifica nel fegato.

Eliminazione

Nell'uomo, l'acido di latanoprost viene rapidamente eliminato dal plasma. Nell'uomo l'emivita plasmatica è di 17 minuti. Studi nell'animale hanno dimostrato che i metaboliti principali, (1,2-dinor e 1,2,3,4- tetranor), non esercitano alcuna o solo debole attività biologica e sono escreti soprattutto nell'urina.

Dati preclinici

Tossicità per somministrazione ripetuta

I dati non clinici di uno studio di tossicità a dose ripetuta su Catiolanze non evidenziano alcun rischio particolare per l'essere umano.

Genotossicità

Latanoprost ha mostrato risultati negativi al test di mutazione batterica inversa, così come nel test del linfoma di topo e nel test del micronucleo nel topo.

In vitro sono state osservate aberrazioni cromosomiche nei linfociti umani. Effetti simili sono stati osservati con la prostaglandina F2α, una prostaglandina naturale, il che indica un effetto specifico di questa classe di sostanze. Ulteriori studi di mutagenicità condotti nei ratti (sintesi non programmata del DNA in vitro e in vivo) sono risultati negativi e indicano che latanoprost non ha proprietà mutagene.

Cancerogenicità

Gli studi di cancerogenicità nei topi e nei ratti hanno avuto esito negativo.

Tossicità per la riproduzione

In studi sugli animali, non è stato osservato alcun effetto di latanoprost sulla fertilità maschile o femminile. Studi di embriotossicità nei ratti non hanno mostrato effetti embriotossici di latanoprost a dosi giornaliere da 5, 50 e 250 μg/kg PC, somministrate per via endovenosa. Al contrario, nei conigli sono stati evidenziati effetti embrioletali a dosi giornaliere da 5 μg/kg PC e superiori.

La dose giornaliera da 5 μg/kg PC (circa 100 volte la dose clinica) ha causato un'evidente tossicità embriofetale, caratterizzata da un aumento di riassorbimenti tardivi e di aborti nonché da un minore peso alla nascita.

Non sono stati osservati effetti teratogeni.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Studi in vitro hanno dimostrato che con la miscelazione di colliri contenenti thimerosal con latanoprost collirio, soluzione si verifica una precipitazione.

Se si utilizzano tali preparati, i colliri devono essere somministrati a distanza di 5 minuti uno dall'altro.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Stabilità dopo apertura

Dopo l'apertura dei sacchetti di alluminio, i contenitori monodose devono essere conservati nei sacchetti per proteggere il contenuto dalla luce e per prevenire l'evaporazione.

I contenitori monodosi non devono essere conservati per più di 28 giorni nel sacchetto aperto. L'emulsione di ogni contenitore monodose deve essere usata immediatamente dopo l'apertura e somministrato nell'occhio/negli occhi da trattare. Poiché dopo l'apertura del contenitore monodose la sterilità dell'emulsione priva di conservanti non può essere mantenuta, eventuale emulsione rimanente deve essere gettato immediatamente dopo la somministrazione.

Gettare qualsiasi contenitore monodose aperto immediatamente dopo l'uso.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Non conservare a temperature superiori a 30°C.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

69231

Titolare dell’omologazione

Santen SA, Ginevra

Stato dell'informazione

Novembre 2023

3180306/03/2025