PACLITAXEL-ALBUMINE Spirig HC subst sèche 100 mg
Spirig HealthCare AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Paclitaxel-Albumina Spirig HC®, polvere per dispersione per infusione
Composizione
Principi attivi
Paclitaxel come paclitaxel-albumina.
Sostanze ausiliarie
Albumini humani (contiene caprilato di sodio, corrisponde a un massimo di 0.28 mg di sodio).
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Polvere per dispersione per infusione (i.v.).
Ogni flaconcino contiene 100 mg di paclitaxel legato all'albumina formulato in nanoparticelle.
Dopo la ricostituzione, ogni ml di dispersione contiene 5 mg di paclitaxel legato all'albumina formulato in nanoparticelle.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Paclitaxel-Albumina Spirig HC è indicato nel trattamento del tumore metastatico della mammella dopo fallimento della chemioterapia oppure dopo recidiva insorta entro 6 mesi dalla chemioterapia adiuvante. Nella terapia preliminare doveva essere contenuta un'antraciclina, a meno che non fosse una controindicazione clinica.
Paclitaxel-Albumina Spirig HC in associazione con gemcitabina è indicato per il trattamento di prima linea di pazienti con adenocarcinoma del pancreas localmente avanzato non resecabile o metastatico.
Paclitaxel-Albumina Spirig HC in associazione con carboplatino è indicato per il trattamento di prima linea del tumore del polmone non a piccole cellule, in pazienti non candidati a chirurgia potenzialmente curativa e/o radioterapia e non idonei a una terapia molecolare mirata.
Posologia/Impiego
La somministrazione di Paclitaxel-Albumina Spirig HC deve essere avvenire in reparti specializzati nella terapia con citostatici ed esclusivamente sotto la supervisione di un oncologo qualificato. Non deve essere utilizzato in sostituzione di altre formulazioni di paclitaxel né sostituito con tali formulazioni. La dispersione ricostituita di Paclitaxel-Albumina Spirig HC deve essere somministrata per via endovenosa utilizzando un set per infusione dotato di un filtro da 15 μm (vedere «Altre indicazioni»).
Trattamento del tumore della mammella
La dose raccomandata di Paclitaxel-Albumina Spirig HC è di 260 mg/m2 da somministrare mediante infusione endovenosa nell'arco di 30 minuti ogni 3 settimane.
Aggiustamento della dose durante il trattamento del tumore della mammella
Nei pazienti che presentano neutropenia grave (conta dei neutrofili <0,50 cellule x 109/l per una settimana o più) o neuropatia sensoriale grave durante la terapia con Paclitaxel-Albumina Spirig HC, la dose dovrà essere ridotta a 220 mg/m2 nei cicli successivi. Qualora si ripresenti neutropenia grave o neuropatia sensoriale grave, la dose dovrà essere ulteriormente ridotta a 180 mg/m2.
Paclitaxel-Albumina Spirig HC non deve essere somministrato finché la conta dei neutrofili non ritorna a valori superiori a 1,5 x 109/l. In caso di neuropatia sensoriale di grado 3, il trattamento deve essere sospeso fino al ritorno al grado 1 o 2, e in seguito la dose deve essere ridotta per tutti i cicli successivi.
Adenocarcinoma pancreatico
La dose raccomandata di Paclitaxel-Albumina Spirig HC è di 125 mg/m2, somministrata mediante infusione endovenosa nell'arco di 30-40 minuti, nei giorni 1, 8 e 15 di ciascun ciclo di 28 giorni. La dose raccomandata di gemcitabina è di 1'000 mg/m2, da somministrare mediante infusione endovenosa nell'arco di 30-40 minuti immediatamente dopo aver completato la somministrazione di Paclitaxel-Albumina Spirig HC nei giorni 1, 8 e 15 di ciascun ciclo di 28 giorni.
Aggiustamento della dose durante il trattamento dell'adenocarcinoma pancreatico
Riduzioni dei livelli della dose per i pazienti con adenocarcinoma pancreatico
Livello della dose | Dose di Paclitaxel-Albumina Spirig HC (mg/m2) | Dose di gemcitabina (mg/m2) |
|---|---|---|
Dose completa | 125 | 1'000 |
1a riduzione del livello della dose | 100 | 800 |
2a riduzione del livello della dose | 75 | 600 |
Se è necessaria un'ulteriore riduzione della dose | Interrompere il trattamento | Interrompere il trattamento |
Dose raccomandata e modifiche della dose per neutropenia e/o trombocitopenia all'inizio di un ciclo o durante un ciclo per i pazienti con adenocarcinoma pancreatico
Giorno del ciclo | Conta ANC | Conta piastrinica | Dose di Paclitaxel-Albumina Spirig HC | Dose di gemcitabina | |
|---|---|---|---|---|---|
Giorno 1 | ≥1'500 | E | ≥100'000 | Al momento previsto trattare con il livello di dose attuale | |
<1'500 | OPPURE | <100'000 | Ritardare la somministrazione fino al recupero | ||
Giorno 8 | ≥1'000 | E | ≥75'000 | Al momento previsto trattare con il livello di dose attuale | |
≥500 ma <1'000 | OPPURE | ≥50'000 ma <75'000 | Ridurre le dosi di 1 livello | ||
<500 | OPPURE | <50'000 | Sospendere la somministrazione | ||
Giorno 15: SE le dosi del giorno 8 sono state somministrate senza modifiche: | |||||
Giorno 15 | ≥1'000 | E | ≥75'000 | Al momento previsto trattare con il livello di dose attuale | |
≥500 ma <1'000 | OPPURE | ≥50'000 ma <75'000 | Trattare con il livello di dose attuale e a seguire somministrare fattori di crescita dei leucociti OPPURE Ridurre le dosi di 1 livello rispetto alle dosi del giorno 8 | ||
<500 | OPPURE | <50'000 | Sospendere la somministrazione | ||
Giorno 15: SE le dosi del giorno 8 sono state ridotte: | |||||
Giorno 15 | ≥1'000 | E | ≥75'000 | Ritornare ai livelli di dose del giorno 1 e a seguire somministrare fattori di crescita dei leucociti OPPURE Trattare con le stesse dosi del giorno 8 | |
≥500 ma <1'000 | OPPURE | ≥50'000 ma <75'000 | Trattare con il livello di dose del giorno 8 e a seguire somministrare fattori di crescita dei leucociti OPPURE Ridurre le dosi di 1 livello rispetto alle dosi del giorno 8 | ||
<500 | OPPURE | <50'000 | Sospendere la somministrazione | ||
Giorno 15: SE le dosi del giorno 8 sono state sospese: | |||||
Giorno 15 | ≥1'000 | E | ≥75'000 | Ritornare ai livelli di dose del giorno 1 e a seguire somministrare fattori di crescita dei leucociti OPPURE Ridurre le dosi di 1 livello rispetto alle dosi del giorno 1 | |
≥500 ma <1'000 | OPPURE | ≥50'000 ma <75'000 | Ridurre le dosi di 1 livello e a seguire somministrare fattori di crescita dei leucociti OPPURE Ridurre le dosi di 2 livelli rispetto alle dosi del giorno 1 | ||
<500 | OPPURE | <50'000 | Sospendere la somministrazione | ||
Sigle: ANC = Absolute Neutrophil Count (conta assoluta dei neutrofili)
Modifiche della dose per altre reazioni avverse al farmaco nei pazienti con adenocarcinoma pancreatico
Reazione avversa al farmaco (ADR, Adverse Drug Reaction) | Dose di Paclitaxel-Albumina Spirig HC | Dose di gemcitabina |
|---|---|---|
Neutropenia febbrile: grado 3 o 4 | Sospendere la somministrazione fino alla scomparsa della febbre e ad ANC ≥1'500; riprendere la dose al livello successivo più bassoa | |
Neuropatia periferica: grado 3 o 4 | Sospendere la somministrazione fino al miglioramento a ≤ grado 1; riprendere la dose al livello successivo più bassoa | Trattare con la stessa dose |
Tossicità cutanea: grado 2 o 3 | Ridurre la dose al livello successivo più bassoa; sospendere il trattamento se l'ADR persiste | |
Tossicità gastrointestinale: mucosite o diarrea di grado 3 | Sospendere la somministrazione fino al miglioramento a ≤ grado 1; riprendere la dose al livello successivo più bassoa | |
a Per le riduzioni dei livelli della dose vedere tabella sopra «Riduzioni dei livelli della dose per i pazienti con adenocarcinoma pancreatico»
Tumore del polmone non a piccole cellule
La dose raccomandata di Paclitaxel-Albumina Spirig HC è di 100 mg/m2, da somministrare mediante infusione endovenosa nell'arco di 30 minuti, nei giorni 1, 8 e 15 di ciascun ciclo di 21 giorni. La dose raccomandata di carboplatino è AUC = 6 mg•min/ml, da somministrare solo il giorno 1 di ogni ciclo di 21 giorni, iniziando non appena terminata la somministrazione di Paclitaxel-Albumina Spirig HC.
Aggiustamento della dose durante il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule
Tossicità ematologiche
Paclitaxel-Albumina Spirig HC non deve essere somministrato il giorno 1 del ciclo finché la conta assoluta dei neutrofili (ANC) non sia ≥1'500 cellule/mm3 e la conta piastrinica non sia ≥100'000 cellule/mm3. Per ogni dose settimanale successiva di Paclitaxel-Albumina Spirig HC, i pazienti devono avere un'ANC ≥500 cellule/mm3 e una conta piastrinica >50'000 cellule/mm3; in caso contrario la dose deve essere sospesa fino al recupero di tali valori. Quando i valori tornano a tali livelli, riprendere la somministrazione la settimana successiva secondo i criteri indicati nella Tabella «Riduzioni della dose per tossicità ematologiche nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule». Ridurre la dose successiva solo se vengono soddisfatti i criteri indicati nella Tabella «Riduzioni della dose per tossicità ematologiche nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule».
Riduzioni della dose per tossicità ematologiche nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule
Tossicità ematologica | Insorgenza | Dose di Paclitaxel-Albumina Spirig HC (mg/m2) | Dose di carboplatino |
|---|---|---|---|
ANC al nadir <500/mm3 con febbre neutropenica >38 °C | Prima | 75 | 4,5 |
Seconda | 50 | 3,0 | |
Terza | Interrompere il trattamento | ||
Nadir della conta piastrinica <50'000 | Prima | 75 | 4,5 |
Seconda | Interrompere il trattamento | ||
1 Per un massimo di 7 giorni dopo la dose programmata del giorno 1 del ciclo successivo
Tossicità non ematologiche
Per tossicità cutanea di grado 2 o 3, diarrea di grado 3 o mucosite di grado 3, interrompere il trattamento fino al miglioramento della tossicità a ≤ grado 1, poi riprendere il trattamento secondo le linee guida riportate nella Tabella «Riduzioni della dose per tossicità non ematologiche nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule». In caso di neuropatia periferica di grado ≥3, sospendere il trattamento fino al ritorno della condizione a ≤ grado 1. Il trattamento può essere ripreso al successivo livello di dose più basso nei cicli seguenti, secondo le linee guida riportate nella Tabella «Riduzioni della dose per tossicità non ematologiche nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule». Per qualsiasi altra tossicità non ematologica di grado 3 o 4, interrompere il trattamento fino al miglioramento della tossicità a ≤ grado 2, poi riprendere il trattamento secondo le linee guida riportate nella Tabella «Riduzioni della dose per tossicità non ematologiche nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule».
Riduzioni della dose per tossicità non ematologiche nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule
Tossicità non ematologica | Insorgenza | Dose di Paclitaxel-Albumina Spirig HC (mg/m2) | Dose di carboplatino |
|---|---|---|---|
Tossicità cutanea di grado 2 o 3 | Prima | 75 | 4,5 |
Seconda | 50 | 3,0 | |
Terza | Interrompere il trattamento | ||
Tossicità cutanea, diarrea o mucosite di grado 4 | Prima | Interrompere il trattamento | |
Modo di somministrazione
Per le istruzioni per la ricostituzione del medicamento prima della somministrazione, vedere «Precauzioni per la preparazione e la somministrazione».
Indicazioni posologiche particolari
Bambini a giovani
La sicurezza e l'efficacia nei bambini e negli adolescenti non sono state stabilite.
I dati esistenti figurano alle voci «Proprietà/effetti» e «Farmacocinetica». L'uso di questo medicamento non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti.
Pazienti anziani
Per i pazienti di età pari o superiore a 65 anni non è richiesto un particolare aggiustamento della dose.
Uso nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Per i pazienti con insufficienza epatica lieve (bilirubina totale da >1 a ≤1,5 volte l'ULN e aspartato aminotransferasi [AST] ≤10 volte l'ULN) non è richiesto un aggiustamento della dose, indipendentemente dall'indicazione. I pazienti devono essere trattati con le stesse dosi previste per i pazienti con funzionalità epatica normale.
Per i pazienti affetti da tumore metastatico della mammella e per i pazienti affetti da tumore del polmone non a piccole cellule con insufficienza epatica da moderata a grave (bilirubina totale da >1,5 a ≤5 x ULN e AST ≤10 x ULN), si raccomanda una riduzione della dose del 20%. La dose ridotta può essere aumentata fino alla dose prevista per i pazienti con funzionalità epatica normale, se il paziente tollera il trattamento per almeno due cicli.
Per i pazienti affetti da adenocarcinoma metastatico del pancreas con insufficienza epatica da moderata a grave, non esistono dati sufficienti da consentire raccomandazioni posologiche.
Per i pazienti con bilirubina totale >5 volte l'ULN o AST >10 volte l'ULN, non esistono dati sufficienti da consentire raccomandazioni posologiche, indipendentemente dall'indicazione.
Uso nei pazienti con insufficienza renale
Per i pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata (clearance della creatinina stimata da ≥30 a <90 ml/min) non è necessario un aggiustamento della dose iniziale di Paclitaxel-Albumina Spirig HC. Non sono disponibili dati sufficienti per raccomandare modifiche della dose di paclitaxel-albumina in pazienti affetti da insufficiente renale grave o allo stadio terminale (clearance della creatinina stimata <30 ml/min).
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o ad una qualsiasi delle sostanze ausiliarie della formulazione.
Pazienti con un valore iniziale di conta dei neutrofili <1,5 x 109/l.
Gravidanza e allattamento.
Avvertenze e misure precauzionali
Paclitaxel-Albumina Spirig HC è una formulazione di paclitaxel legato all'albumina in nanoparticelle. Paclitaxel-Albumina Spirig HC non deve essere utilizzato in sostituzione di altre formulazioni di paclitaxel né sostituito con tali formulazioni.
Ematologia
La soppressione del midollo osseo (principalmente neutropenia) è frequente in seguito a terapia con Paclitaxel-Albumina Spirig HC. La neutropenia è correlata alla dose ed è una forma di tossicità dose-limitante. Durante la terapia con Paclitaxel-Albumina Spirig HC si dovranno eseguire frequenti esami emocromocitometrici di controllo. I pazienti non devono essere nuovamente sottoposti a cicli successivi di Paclitaxel-Albumina Spirig HC fino a quando la conta dei neutrofili non torna a livelli >1,5 x 109/l e la conta piastrinica a livelli >100 x 109/l.
Neuropatia
La neuropatia sensoriale è frequente in seguito a terapia con Paclitaxel-Albumina Spirig HC, anche se lo sviluppo di sintomi gravi è meno comune. Quando Paclitaxel-Albumina Spirig HC è utilizzato in monoterapia, la comparsa di neuropatia sensoriale di grado 1 o 2 non richiede di norma alcuna riduzione della dose. Tuttavia, qualora si sviluppi una neuropatia sensoriale di grado 3, il trattamento deve essere sospeso finché la condizione ritorna al grado 1 o 2. Per tutti i cicli successivi di Paclitaxel-Albumina Spirig HC si raccomanda una riduzione della dose (vedere «Posologia/impiego»).
In caso di uso combinato di Paclitaxel-Albumina Spirig HC e gemcitabina, se si sviluppa neuropatia periferica ≥ grado 3, sospendere Paclitaxel-Albumina Spirig HC e continuare il trattamento con gemcitabina alla stessa dose. Riprendere Paclitaxel-Albumina Spirig HC a una dose ridotta quando la neuropatia periferica scende al grado 0 o 1.
In caso di uso combinato di Paclitaxel-Albumina Spirig HC e carboplatino, in presenza di neuropatia periferica di grado 3 o superiore, il trattamento deve essere sospeso fino al miglioramento al grado 0 o 1, e in seguito la dose di Paclitaxel-Albumina Spirig HC e carboplatino deve essere ridotta per tutti i cicli successivi.
Sepsi
La sepsi è stata osservata con un'incidenza del 5% nei pazienti con o senza neutropenia trattati con paclitaxel-albumina in associazione con gemcitabina. Le complicanze dovute al preesistente tumore del pancreas, in particolare ostruzione biliare o presenza di stent biliare, sono state identificate come importanti fattori concomitanti. Se un paziente sviluppa febbre (indipendentemente dalla conta dei neutrofili), iniziare un trattamento con antibiotici ad ampio spettro. In caso di neutropenia febbrile, sospendere il trattamento con Paclitaxel-Albumina Spirig HC e gemcitabina fino alla scomparsa della febbre e a un aumento dell'ANC a ≥1'500, poi riprendere il trattamento a livelli della dose ridotti (vedere «Posologia/impiego»).
Polmonite
La polmonite è stata osservata con un'incidenza del 4% con l'uso di paclitaxel-albumina in associazione con gemcitabina. I pazienti devono essere monitorati attentamente per rilevare segni e sintomi di polmonite. Una volta esclusa un'eziologia infettiva e accertata la diagnosi di polmonite, interrompere definitivamente il trattamento con Paclitaxel-Albumina Spirig HC e gemcitabina e iniziare immediatamente un'idonea terapia e misure di supporto.
Insufficienza epatica
Poiché la tossicità del paclitaxel può essere aumentata in caso di insufficienza epatica, la somministrazione di Paclitaxel-Albumina Spirig HC in pazienti con insufficienza epatica richiede cautela. I pazienti con insufficienza epatica possono presentare un maggiore rischio di tossicità, in particolare per mielosoppressione. Tali pazienti devono essere tenuti sotto attento controllo riguardo allo sviluppo di mielosoppressione grave.
Paclitaxel-Albumina Spirig HC non è raccomandato nei pazienti con bilirubina totale >5 volte l'ULN o AST >10 volte l'ULN. Inoltre, Paclitaxel-Albumina Spirig HC non è raccomandato nei pazienti affetti da adenocarcinoma metastatico del pancreas con insufficienza epatica da moderata a grave (bilirubina totale >1,5 volte l'ULN e AST ≤10 volte l'ULN).
Ipersensibilità
In casi rari sono state osservate reazioni di ipersensibilità gravi, compresi eventi molto rari di reazioni anafilattiche con esito fatale. Se si verifica una reazione di ipersensibilità grave a paclitaxel-albumina, i pazienti non devono più essere trattati con paclitaxel.
Pazienti di età pari o superiore a 75 anni
Nei pazienti di età uguale o superiore a 75 anni si deve valutare attentamente la capacità di tollerare Paclitaxel-Albumina Spirig HC in associazione con gemcitabina, tenendo conto in particolare del performance status, delle eventuali comorbilità e del maggiore rischio di infezioni (vedere «Posologia/impiego» ed «Effetti indesiderati»).
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per flaconcino, cioè essenzialmente 'senza sodio'.
Interazioni
II metabolismo del paclitaxel è catalizzato in parte dagli isoenzimi CYP2C8 e CYP3A4 del citocromo P450 (vedere «Farmacocinetica»). Pertanto, si raccomanda cautela nel somministrare paclitaxel in concomitanza con medicamenti che inibiscono (ad es. ketoconazolo e altri antimicotici derivati dell'imidazolo, eritromicina, fluoxetina, gemfibrozil, clopidogrel, cimetidina, ritonavir, saquinavir, indinavir e nelfinavir) o inducono il CYP2C8 o il CYP3A4 (ad es. rifampicina, carbamazepina, fenitoina, efavirenz, nevirapina).
Paclitaxel e gemcitabina non hanno una via metabolica comune. La clearance del paclitaxel è determinata principalmente dal metabolismo mediato dagli isoenzimi 2C8 e 3A4 del citocromo P450, con successiva escrezione biliare, mentre gemcitabina è inattivata dalla citidina deaminasi e viene successivamente escreta con le urine. Le interazioni farmacocinetiche tra paclitaxel-albumina e gemcitabina non sono state valutate nell'uomo.
Uno studio di farmacocinetica è stato condotto con paclitaxel-albumina e carboplatino in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule. Non sono state osservate interazioni farmacocinetiche clinicamente rilevanti fra paclitaxel-albumina e carboplatino.
Gravidanza/Allattamento
Donne in età fertile/Contraccezione nelle donne e negli uomini
Le donne in età fertile devono usare un metodo contraccettivo affidabile durante il trattamento con Paclitaxel-Albumina Spirig HC e per i 6 mesi successivi alla fine del trattamento. Gli uomini devono usare un metodo contraccettivo affidabile e non devono concepire figli durante il trattamento con Paclitaxel-Albumina Spirig HC e per i 3 mesi successivi alla fine del trattamento.
Gravidanza
Paclitaxel-Albumina Spirig HC è controindicato durante la gravidanza. I dati relativi all'uso di paclitaxel in donne in gravidanza sono in numero limitato. Si ritiene che il paclitaxel possa causare gravi danni al feto quando somministrato durante la gravidanza. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva e genotossicità (vedere «Dati preclinici»). Le donne potenzialmente fertili devono sottoporsi a un test di gravidanza prima di iniziare il trattamento con Paclitaxel-Albumina Spirig HC. La paziente deve essere avvisata di evitare una gravidanza durante il trattamento con Paclitaxel-Albumina Spirig HC e, qualora inizi una gravidanza, di consultare immediatamente il medico curante.
Allattamento
Data la possibilità che si verifichino effetti indesiderati gravi nei lattanti, Paclitaxel-Albumina Spirig HC è controindicato durante l'allattamento. Non è noto se il paclitaxel sia escreto nel latte materno umano. Negli animali, paclitaxel e/o i suoi metaboliti vengono escreti nel latte (vedere «Dati preclinici»).
Fertilità
Non ci sono dati sugli effetti di paclitaxel sulla fertilità umana maschile o femminile. Gli studi sugli animali hanno fornito indicazioni di un effetto di paclitaxel sulla fertilità maschile e femminile (vedere «Dati preclinici»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Paclitaxel-Albumina Spirig HC altera lievemente o moderatamente la capacità di condurre veicoli e di usare macchinari. Paclitaxel-Albumina Spirig HC può causare effetti indesiderati quali stanchezza (molto comune) e capogiro (comune) che possono incidere sulla capacità di condurre veicoli e usare macchinari. I pazienti vanno informati del fatto che, in caso di stanchezza o capogiro, devono evitare di condurre veicoli e usare macchinari.
Effetti indesiderati
L'elenco seguente riporta gli effetti indesiderati osservati negli studi e associati alla somministrazione di paclitaxel-albumina in monoterapia o terapia combinata:
- Paclitaxel-albumina in monoterapia, per ciascuna dose e ciascuna indicazione (n = 1310), inclusi 229 pazienti con tumore metastatico della mammella trattati con 260 mg/m2 di paclitaxel-albumina una volta ogni tre settimane nello studio clinico pivotal di fase III;
- Paclitaxel-albumina in associazione con gemcitabina in pazienti con adenocarcinoma pancreatico (n = 485), inclusi 421 pazienti trattati con una dose di 125 mg/m2 nell'ambito dello studio pivotal di fase III, nonché 64 pazienti dello studio di fase I/II (44 pazienti con 125 mg/m2 e 20 con 100 mg/m2);
- Paclitaxel-albumina in associazione con carboplatino in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (n = 514), inclusi pazienti trattati nell'ambito dello studio pivotal di fase III con una dose di 100 mg/m2 i giorni 1, 8 e 15 di ciascun ciclo di 21 giorni.
Gli effetti indesiderati sono elencati secondo la classificazione per sistemi e organi e la frequenza. In caso di effetti indesiderati osservati con diversa frequenza nelle varie indicazioni, viene indicata la frequenza più elevata. La frequenza è definita come: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1'000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1'000); molto raro (<1/10'000).
Infezioni e infestazioni
Molto comune: Infezione delle vie urinarie (10,0%).
Comune: Infezione delle vie respiratorie superiori, polmonite, bronchite, candidiasi, candidiasi orale, sepsi.
Non comune: Infezione delle vie respiratorie inferiori, sepsi neutropenica.
Raro: Infezione nel sito di iniezione.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto comune: Neutropenia (51,0%), anemia (45,0%), trombocitopenia (40,0%), leucopenia (19,0%).
Comune: Linfopenia, neutropenia febbrile, pancitopenia.
Non comune: Soppressione del midollo osseo, porpora trombotica trombocitopenica.
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: Ipersensibilità, ipersensibilità a farmaci.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto comune: diminuzione dell'appetito (38,0%), disidratazione (23,0%), perdita di peso (14,0%), ipokaliemia (14,0%).
Non comune: Ritenzione di liquidi.
Molto raro: Sindrome da lisi tumorale*.
Disturbi psichiatrici
Molto comune: Insonnia (17,0%), depressione (13,0%), ansia (10,0%).
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: Neuropatia periferica# (54,0%), disgeusia (18,0%), cefalea (16,0%), capogiro (14,0%).
Non comune: Paralisi dei nervi cranici, paralisi del nervo facciale.
Raro: Paralisi delle corde vocali.
# La neuropatia periferica viene valutata sulla base della Standardized MedDra Query (SMQ, quesito standardizzato MedDRA; ambito di applicazione ampio); MedDRA versione 14.0. Una SMQ è un raggruppamento di diversi termini preferiti MedDRA che si riferiscono a una definita condizione medica.
Patologie dell'occhio
Comune: Aumento della lacrimazione, vista offuscata, disturbi della vista.
Non comune: Congiuntivite, cheratite, edema maculare cistoide.
Patologie cardiache
Comune: Tachicardia, insufficienza cardiaca scompensata
Non comune: Arresto cardiaco, edema, tachicardia sopraventricolare, aritmia, bradicardia sinusale, disfunzione ventricolare sinistra.
Raro: Blocco atrioventricolare.
Patologie vascolari
Molto comune: Ipotensione (10,0%).
Comune: Ipertensione, flushing.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Molto comune: Dispnea (19,0%), tosse (19,0%), epistassi (16,0%).
Comune: Effusione pleurica, congestione nasale, emottisi, polmonite.
Non comune: Embolia polmonare, secchezza della gola, secchezza del naso.
Raro: Polmonite da radiazioni.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: Nausea (55,0%), diarrea (45,0%), vomito (36,0%), stitichezza (32,0%), dolore addominale (25,0%), stomatite (11,0%).
Comune: Dispepsia, occlusione intestinale, colite, secchezza della bocca, disfagia.
Patologie epatobiliari
Molto comune: Aumento dell'alanina aminotransferasi (12,0%).
Comune: Aumento dell'aspartato aminotransferasi, aumento della fosfatasi alcalina nel sangue, aumento della bilirubina, colangite.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto comune: Alopecia (73,0%), eruzione cutanea (28,0%).
Comune: Prurito, affezioni dell'unghia, alterata colorazione delle unghie, secchezza cutanea, eritema, flushing.
Non comune: Dermatite allergica, orticaria, fotosensibilità, eruzione maculopapulare, esfoliazione cutanea, eritrodisestesia palmo-plantare in pazienti precedentemente trattati con capecitabina.
Raro: Sclerodermia*.
Molto raro: Sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Molto comune: Artralgia (26,0%), mialgia (24,0%), dolore alle estremità (15,0%), dolore alla schiena (10,0%).
Comune: Dolore muscoloscheletrico, debolezza muscolare, dolore osseo.
Patologie renali e urinarie
Comune: Aumento della creatinina, Insufficienza renale acuta.
Non comune: Sindrome emolitico-uremica.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune: Affaticamento (62,0%), edema periferico (47,0%), piressia (42,0%), astenia (21,0%), brividi (13,0%), infiammazione delle mucose (11,0%).
Comune: Dolore toracico, edema, letargia, reazione nel sito di iniezione.
Non comune: Malessere, stravaso nel sito di infusione, infiammazione nel sito dell'infusione, eruzione nel sito di infusione, stravaso.
Raro: Fenomeno di recall.
* Esperienza post-marketing
Effetti indesiderati particolari
Tumore della mammella (Paclitaxel-Albumina Spirig HC in monoterapia)
Gli effetti indesiderati più comuni, segnalati in 229 pazienti con tumore metastatico della mammella trattati con 260 mg/m2 di paclitaxel-albumina una volta ogni tre settimane nello studio clinico pivotal di fase III, sono stati: neutropenia (79%, grado 4 nel 9%; febbrile in quattro pazienti), anemia (46%), linfopenia (45%), neurotossicità (grado 1 o 2, 68%; grado 3, 10%), nausea (29%), diarrea (25%), alopecia (>80%, pronunciata >50%), artralgia (32%, grave 6%), mialgia (24%, grave 7%), astenia o affaticamento (40%).
Adenocarcinoma pancreatico (Paclitaxel-Albumina Spirig HC in associazione con gemcitabina)
Gli effetti indesiderati più comuni e significativi, segnalati in 421 pazienti nello studio clinico di fase III trattati nei giorni 1, 8 e 15 di ciascun ciclo di 28 giorni rispettivamente con 125 mg/m2 di paclitaxel-albumina in associazione con gemcitabina a una dose di 1'000 mg/m2 sono stati: neuropatia periferica (54%; grado >3, 17%), sepsi (5%), polmonite (4%, 2 dei 17 casi segnalati hanno avuto esito fatale).
Tumore del polmone non a piccole cellule pancreatico (Paclitaxel-Albumina Spirig HC in associazione con carboplatino)
Gli effetti indesiderati più comuni e significativi, segnalati in 514 pazienti nello studio clinico di fase III trattati nei giorni 1, 8 e 15 di ciascun ciclo di 21 giorni rispettivamente con 100 mg/m2 di paclitaxel-albumina in associazione con carboplatino a una dose pari ad AUC = 6 mg•min/ml sono stati: alopecia (56%), neutropenia (51%), anemia (44%), trombocitopenia (40%), neuropatia periferica (48%), affaticamento (25%), nausea (27%), stitichezza (16%), diarrea (15%), vomito (12%).
Il profilo di effetti collaterali studiato in pazienti pediatrici e giovani adulti (da 18 a 24 anni) corrisponde al profilo di sicurezza noto negli adulti. Tale risultato è emerso da uno studio di fase I/II su 106 pazienti affetti da sarcoma di Ewing recidivante o refrattario, neuroblastoma e rabdomiosarcoma recidivante o refrattario (vedere «Proprietà/effetti»).
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non esiste alcun antidoto noto per il sovradosaggio di paclitaxel. In caso di sovradosaggio, il paziente deve essere attentamente monitorato. Il trattamento deve essere mirato alle principali tossicità previste, in particolare: soppressione del midollo osseo, mucosite e neuropatia periferica.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
L01CD01
Meccanismo d'azione
II paclitaxel è un agente antimicrotubulare che favorisce l'aggregazione dei microtubuli dai dimeri di tubulina e li stabilizza impedendone la depolimerizzazione. Tale stabilizzazione inibisce la normale riorganizzazione dinamica della struttura del microtubulo, essenziale per l'interfase vitale e per le funzioni mitotiche cellulari. Inoltre, il paclitaxel induce la formazione di fasci anormali di microtubuli durante il ciclo della cellula e di astrosfere multiple di microtubuli durante la mitosi.
Farmacodinamica
Paclitaxel-Albumina Spirig HC contiene nanoparticelle di paclitaxel legate all'albumina del siero umano delle dimensioni di circa 130 nm, in cui paclitaxel è presente in stato amorfo, non cristallino. In seguito alla somministrazione endovenosa, le nanoparticelle si dissociano rapidamente in complessi di paclitaxel legato all'albumina, solubili, delle dimensioni di circa 10 nm. È nota la proprietà dell'albumina di mediare la transcitosi endoteliale caveolare dei costituenti del plasma, e gli studi in vitro hanno dimostrato che la presenza di albumina favorisce il trasporto di paclitaxel attraverso le cellule endoteliali. Si ipotizza che il potenziato trasporto transendoteliale caveolare sia mediato dal recettore dell'albumina gp-60, e che si verifichi un maggiore accumulo di paclitaxel nella zona del tumore a causa della proteina SPARC (secreted protein acidic rich in cysteine) legante dell'albumina.
Efficacia clinica
Tumore metastatico della mammella
L'uso di paclitaxel-albumina per il tumore metastatico della mammella è corroborato dai dati acquisiti da 106 pazienti in due studi a braccio unico in aperto e da 454 pazienti trattati in uno studio comparativo randomizzato di fase III.
Studio comparativo randomizzato
Questo studio multicentrico è stato eseguito in pazienti con tumore metastatico della mammella, trattati ogni 3 settimane con paclitaxel in monoterapia, o in forma di paclitaxel formulato con solvente alla dose di 175 mg/m2, per infusione della durata di 3 ore con pretrattamento per prevenire reazioni allergiche (n = 225), oppure in forma di paclitaxel-albumina alla dose di 260 mg/m2 per infusione della durata di 30 minuti senza pretrattamento (n = 229).
Al momento dell'ammissione nello studio, il 64% dei pazienti presentava condizioni generali deteriorate (ECOG 1 o 2), il 79% aveva metastasi viscerali e il 76% aveva metastasi in più di 3 siti. Il 14% per cento dei pazienti non era stato sottoposto a precedente chemioterapia; il 27% era stato sottoposto a sola chemioterapia adiuvante, il 40% a sola chemioterapia per malattia metastatica, e il 19% per malattia metastatica e in contesto adiuvante. Il 59% dei pazienti era stato trattato con il medicamento sperimentale come terapia di seconda linea o più avanzata. Il 77% dei pazienti aveva ricevuto precedentemente antraciclina. I pazienti pretrattati con taxani non sono stati inclusi nello studio.
Riguardo all'endpoint primario di efficacia, il tasso di risposta globale (risposta completa e parziale secondo i criteri RECIST), paclitaxel-albumina ha conseguito un risultato statisticamente significativo rispetto al paclitaxel non legato all'albumina (24,0% vs. 11,1%; p <0,001). Il tempo mediano alla progressione della malattia è stato 5,0 vs. 2,7 mesi. Non sono disponibili i dati sulla sopravvivenza globale.
In una valutazione retrospettiva dello studio, in pazienti refrattari all'antraciclina, la PFS è stata pari a 19,9 vs. 15,4 settimane; p = 0,021 e la sopravvivenza globale 57,0 vs. 46,7 settimane p = 0,047.
Adenocarcinoma pancreatico
Studio comparativo randomizzato
È stato condotto uno studio randomizzato, in aperto, in 861 pazienti, per confrontare paclitaxel-albumina/gemcitabina con gemcitabina in monoterapia come trattamento di prima linea nei pazienti con adenocarcinoma metastatico del pancreas. Paclitaxel-albumina è stato somministrato ai pazienti (n = 431) come infusione endovenosa nell'arco di 30-40 minuti, a una dose di 125 mg/m2, seguito da gemcitabina come infusione endovenosa nell'arco di 30-40 minuti, a una dose di 1'000 mg/m2, nei giorni 1, 8 e 15 di ciascun ciclo di 28 giorni. Nel braccio di trattamento di confronto, la gemcitabina in monoterapia è stata somministrata ai pazienti (n = 430) nel ciclo 1 a una dose di 1'000 mg/m2 alla settimana per 7 settimane, seguita da una settimana di pausa, e successivamente nel ciclo 2 e in ulteriori cicli i giorni 1, 8 e 15 di ciascun ciclo di 28 giorni (secondo la dose e lo schema posologico raccomandati nell'informazione professionale).
Nell'endpoint primario di efficacia, la sopravvivenza globale (OS), si è evidenziata una differenza significativa per paclitaxel-albumina/gemcitabina rispetto a gemcitabina, con 8,5 vs. 6,7 mesi, HR 0,72 (IC al 95%: 0,617, 0,835), p <0,001. Anche gli endpoint secondari sopravvivenza libera da progressione (PFS) 5,5 vs. 3,7 mesi, HR 0,69 (IC al 95%: 0,581, 0,821), p <0,0001 e tasso di risposta globale 23% vs. 7% p <0,0001 sono risultati significativi.
Tumore del polmone non a piccole cellule
Studio comparativo randomizzato
Uno studio multicentrico, randomizzato, in aperto è stato condotto in 1052 pazienti naive alla chemioterapia affetti da tumore del polmone non a piccole cellule in stadio IIIb/IV. Lo studio ha confrontato paclitaxel-albumina in associazione con carboplatino rispetto al paclitaxel formulato con solvente in associazione con carboplatino, come trattamento di prima linea in pazienti con tumore del polmone avanzato non a piccole cellule. Il ventitré percento dei pazienti aveva un performance status ECOG pari allo 0, mentre il 76% dei pazienti aveva un performance status ECOG pari a 1. Per nessun paziente era noto lo stato molecolare delle mutazioni genetiche. Nessuno dei pazienti trattati nello studio CA031 era stato sottoposto in precedenza a una terapia mirata con riferimento a una mutazione EGFR o EML4-ALK. Paclitaxel-albumina è stato somministrato ai pazienti (n = 521) mediante infusione endovenosa nell'arco di 30 minuti, a una dose di 100 mg/m2, nei giorni 1, 8 e 15 di ciascun ciclo di 21 giorni senza premedicazione con steroidi e senza profilassi con fattore stimolante le colonie di granulociti. Subito dopo la fine della somministrazione di paclitaxel-albumina, è stato somministrato carboplatino per via endovenosa a una dose di AUC = 6 mg•min/ml solo il giorno 1 di ciascun ciclo di 21 giorni. Il paclitaxel formulato con solvente è stato somministrato ai pazienti (n = 531) a una dose di 200 mg/m2 mediante infusione endovenosa nell'arco di 3 ore con premedicazione standard, immediatamente seguito dal carboplatino, somministrato per via endovenosa a una dose di AUC = 6 mg•min/ml. Ciascun farmaco è stato somministrato il giorno 1 di ogni ciclo di 21 giorni. In entrambi i bracci dello studio, il trattamento è stato somministrato fino alla progressione della malattia o allo sviluppo di una tossicità inaccettabile. I pazienti hanno ricevuto un numero di cicli di trattamento con una mediana di 6 cicli in entrambi i bracci dello studio.
L'endpoint primario di efficacia era il tasso di risposta globale, definito come la percentuale di pazienti che hanno raggiunto una remissione completa o remissione parziale obiettiva confermata, sulla base di un'indagine radiologica indipendente, centrale, in cieco, secondo i criteri RECIST. I pazienti nel braccio paclitaxel-albumina/carboplatino hanno riportato un tasso di risposta globale significativamente più elevato rispetto ai pazienti nel braccio di controllo: 33% vs. 25%, p = 0,005. Non vi sono state differenze statisticamente significative nella sopravvivenza libera da progressione (PFS; ad una valutazione radiologica in cieco) e nella sopravvivenza globale (OS) fra i due bracci di trattamento. È stata condotta una analisi di non-inferiorità per la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sopravvivenza globale (OS), con un margine di non-inferiorità prespecificato del 15%. Il criterio di non-inferiorità è stato soddisfatto sia per la PFS sia per l'OS. L'OS mediana era pari a 12,1 mesi nel braccio paclitaxel-albumina/carboplatino e a 11,2 mesi nel braccio di controllo.
Efficacia clinica in pazienti pediatrici
La farmacocinetica e l'attività antitumorale, giudicate in base al tasso di risposta complessiva (overall response rate, ORR) di paclitaxel-albumina, sono state valutate in uno studio di fase I/II su 106 pazienti (da ≥6 mesi a ≤24 anni) affetti da tumori solidi pediatrici recidivanti o refrattari. Nella fase I dello studio è stato determinato che la dose massima tollerata (maximum tolerated dose, MTD) corrisponde a 240 mg/m², somministrata sotto forma di infusione endovenosa nel corso di 30 minuti al giorno 1, 8 e 15 di ogni ciclo di 28 giorni. La MTD è stata somministrata a pazienti pediatrici affetti da sarcoma di Ewing, neuroblastoma e rabdomiosarcoma recidivante o refrattario nella fase II dello studio.
Non esistono indicazioni rispetto all'efficacia in bambini e adolescenti nelle entità tumorali studiate.
Farmacocinetica
Assorbimento
L'esposizione al principio attivo (AUC) è risultata proporzionale alla dose in un intervallo da 80 a 300 mg/m2.
Distribuzione
Il volume di distribuzione totale è pari a 1741 l.
Il paclitaxel è presente in concentrazioni plasmatiche da 0,1 a 50 μg/ml in legame con l'albumina.
In seguito alla somministrazione di paclitaxel-albumina a pazienti con tumori solidi, il paclitaxel si distribuisce uniformemente nelle cellule ematiche e nel plasma, con un elevato legame alle proteine plasmatiche (94%). In uno studio comparativo intraindividuale, la frazione di paclitaxel libero è risultata significativamente più elevata con paclitaxel-albumina (6,2%) rispetto al paclitaxel formulato con solvente (2,3%). Di conseguenza, l'esposizione al paclitaxel non legato è risultata significativamente più elevata con paclitaxel-albumina rispetto al paclitaxel disciolto in solvente, sebbene l'esposizione totale sia paragonabile.
Metabolismo
Gli studi condotti in vitro su microsomi epatici e sezioni di tessuto umani indicano che il paclitaxel è metabolizzato principalmente in 6α‑idrossipaclitaxel (attraverso il CYP2C8) e in due metaboliti minori, 3'-p-idrossipaclitaxel e 6α,3'-p-diidrossipaclitaxel (tramite il CYP3A4). In vitro il metabolismo del paclitaxel in 6α‑idrossipaclitaxel è stato inibito da una serie di sostanze (ketoconazolo, verapamil, diazepam, chinidina, desametasone, ciclosporina, teniposide, etoposide e vincristina); tuttavia, le concentrazioni impiegate erano più elevate di quelle misurate in vivo dopo la somministrazione delle dosi terapeutiche abituali. La formazione di 6α‑idrossipaclitaxel in vitro è stata inibita anche da testosterone, 17α‑etinilestradiolo, acido retinoico e quercetina, un inibitore specifico del CYP2C8.
Eliminazione
Nell'intervallo di dose clinica tra 80 e 300 mg/m2, la clearance plasmatica media del paclitaxel varia da 13 a 30 l/h/m2, mentre l'emivita terminale media è compresa tra 13 e 27 ore.
Meno dell'1% della dose totale somministrata è stata eliminata nelle urine sotto forma dei metaboliti 6α‑idrossipaclitaxel e 3'‑p‑idrossipaclitaxel. L'eliminazione con le feci è pari a circa il 20% della dose totale somministrata.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Popolazione pediatrica
La farmacocinetica del paclitaxel dopo 30 minuti di somministrazione endovenosa con un dosaggio compreso tra 120 mg/m² e 270 mg/m² è stata determinata nella fase I di uno studio di fase I/II in 64 pazienti di età compresa tra ≥2 e 18 anni affetti da tumori pediatrici solidi recidivanti o refrattari. Dopo un aumento della dose da 120 a 270 mg/m² il valore medio della AUC∞ per il paclitaxel era compreso tra 8867 e 14361 ng*h/ml e quello della Cmax tra 3488 e 8078 ng/ml.
I valori normalizzati per la dose dell'esposizione massima al medicamento erano comparabili per gli intervalli di dose studiati; i valori normalizzati per la dose dell'esposizione complessiva al medicamento erano invece comparabili solo tra 120 mg/m² e 240 mg/m², mentre il dosaggio di 270 mg/m² ha dimostrato una AUC∞ normalizzata per la dose inferiore. Con la MTD pari a 240 mg/m² il valore CL medio è ammontato a 19,1 l/h e l'emivita terminale media a 13,5 ore.
Nei pazienti pediatrici, l'esposizione al paclitaxel è cresciuta con una dose più elevata e l'esposizione settimanale al medicamento è risultata più elevata rispetto ai pazienti adulti. Il profilo di sicurezza complessivo è risultato gestibile senza frequenti riduzioni della dose o interruzioni della terapia.
Pazienti anziani
L'analisi di farmacocinetica di popolazione per paclitaxel-albumina ha incluso pazienti di età compresa tra 24 e 85 anni e ha dimostrato che l'età non influisce in misura significativa sulla velocità di eliminazione massima e sull'esposizione sistemica (AUC e Cmax) del paclitaxel.
Insufficienza renale
L'analisi di farmacocinetica di popolazione ha incluso pazienti con funzione renale normale (clearance della creatinina ≥90 ml/min [n = 65]) e pazienti con insufficienza renale preesistente lieve (da ≥60 a <90 ml/min [n = 61), moderata (da ≥30 a <60 ml/min [n = 23) o grave (<30 ml/min [n = 1]). L'insufficienza renale da lieve a moderata non ha effetti d'importanza clinica sulla velocità di eliminazione massima e sull'esposizione sistemica (AUC e Cmax) del paclitaxel. I dati di farmacocinetica sono insufficienti per i pazienti con insufficienza renale grave e non sono disponibili per i pazienti con insufficienza renale allo stadio terminale.
Insufficienza epatica
L'effetto dell'insufficienza epatica sulla farmacocinetica di popolazione di paclitaxel-albumina è stato studiato in pazienti con tumori solidi in stadio avanzato. L'analisi ha incluso pazienti con funzione epatica normale (n = 130) e pazienti con insufficienza epatica preesistente lieve (n = 8), moderata (n = 7) o grave (n = 5) (secondo i criteri dell'NCI Organ Dysfunction Working Group). I risultati dimostrano che una insufficienza epatica lieve (bilirubina totale da >1 a ≤1,5 volte l'ULN e aspartato aminotransferasi [AST] ≤10 volte l'ULN) non ha effetti clinici rilevanti sulla farmacocinetica del paclitaxel. I pazienti con insufficienza epatica moderata (bilirubina totale da >1,5 a ≤3 volte l'ULN e AST ≤10 volte l'ULN) o grave (bilirubina totale da >3 a ≤5 volte l'ULN e AST ≤10 volte l'ULN) presentano una riduzione del 22-26% della velocità di eliminazione massima del paclitaxel e un aumento di circa il 20% dell'AUC media del paclitaxel, rispetto ai pazienti con funzione epatica normale. L'insufficienza epatica non ha alcun effetto sulla Cmax media del paclitaxel.
I modelli di farmacocinetica/farmacodinamica indicano l'assenza di correlazione tra la funzionalità epatica (indicata dal livello di albumina o bilirubina totale al basale) e la neutropenia, dopo correzione per l'esposizione ad paclitaxel-albumina. Non sono disponibili dati di farmacocinetica per pazienti con bilirubina totale >5 volte l'ULN o per i pazienti con adenocarcinoma metastatico del pancreas. Vedere «Posologia/impiego».
Altri fattori intrinseci
Le analisi di farmacocinetica di popolazione per paclitaxel-albumina indicano che il peso corporeo (da 40 a 143 kg), la superficie corporea (da 1,3 a 2,4 m2), il sesso, la razza (asiatica vs. bianca) e il tipo di tumori solidi non hanno un effetto clinicamente significativo sulla velocità di eliminazione massima e sull'esposizione sistemica (AUC e Cmax) del paclitaxel.
Dati preclinici
Non sono stati eseguiti studi sulla potenziale cancerogenicità del paclitaxel. In base ai dati pubblicati, tuttavia, paclitaxel alle dosi cliniche risulta essere potenzialmente cancerogeno e genotossico a causa del suo meccanismo d'azione farmacodinamico. Paclitaxel è risultato clastogenico sia in vitro (aberrazioni cromosomiche nei linfociti umani) sia in vivo (test del micronucleo nei topi). Paclitaxel è risultato genotossico in vivo (test del micronucleo nei topi), ma non ha indotto mutagenicità nel test di Ames o nel saggio di mutazione genetica dell'ipoxantina-guanina-fosforibosil transferasi in cellule di ovaio di criceto cinese.
Paclitaxel e/o i suoi metaboliti sono risultati escreti nel latte di ratti femmine in allattamento. In seguito a somministrazione endovenosa di paclitaxel radiomarcato in ratti femmine nei giorni 9-10 dopo il parto, le concentrazioni di radioattività nel latte erano superiori a quelle nel plasma e si sono ridotte parallelamente alle concentrazioni plasmatiche.
Paclitaxel a dosaggi inferiori alle dosi terapeutiche usate nell'uomo è risultato correlato a ridotta fertilità e a tossicità fetale, quando somministrato nei ratti maschi e femmine prima durante l'accoppiamento.
La somministrazione di paclitaxel nei ratti dal 7° al 17° giorno di gestazione a dosi di 6 mg/m2 (circa 0,07 volte l'esposizione clinica umana sulla base dell'AUC) ha prodotto tossicità embrionale e fetale. La tossicità materna a dosi ≥12 mg/m2 (circa 0,1 volte la dose terapeutica umana raccomandata per l'adenocarcinoma pancreatico in base ai mg/m2) comprendeva aumenti, dipendenti dal tempo e dalla dose, di eventi clinici indesiderati e di lesioni macroscopiche.
La dose priva di effetti sulla fertilità maschile era pari a 12 mg/m2 (circa 0,1 volte la dose terapeutica umana raccomandata per l'adenocarcinoma pancreatico in base ai mg/m2); dosi più elevate hanno avuto effetti negativi su peso dell'organo riproduttivo maschile, prestazioni di accoppiamento, fertilità e produzione di sperma. In studi di tossicità a dose singola è stata osservata atrofia/regressione testicolare negli animali a cui era stato somministrato paclitaxel legato all'albumina formulato in nanoparticelle a dosi inferiori alla dose umana raccomandata; le dosi sono state di 54 mg/m2 nei roditori (circa 0,4 volte la dose terapeutica umana raccomandata per l'adenocarcinoma pancreatico in base ai mg/m2) e 175 mg/m2 nei cani (circa 1,4 volte la dose terapeutica umana raccomandata per l'adenocarcinoma pancreatico in base ai mg/m2). Una regressione testicolare simile è stata osservata nelle scimmie trattate per tre settimane con una dose settimanale di 108 mg/m² di paclitaxel legato all'albumina formulato in nanoparticelle (circa 0,9 volte la dose terapeutica umana raccomandata per l'adenocarcinoma pancreatico in base ai mg/m2).
Altre indicazioni
Incompatibilità
Questo medicamento può essere miscelato solo con i medicamenti elencati al paragrafo «Indicazioni per la manipolazione».
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare nella confezione originale, a una temperatura non superiore a 30 °C, al riparo dalla luce e fuori dalla portata dei bambini.
Il congelamento e la refrigerazione non pregiudicano la stabilità del medicamento.
Stabilità della dispersione ricostituita nel flaconcino originale:
Dopo la ricostituzione, la dispersione deve essere immediatamente iniettata in una sacca per infusione endovenosa vuota (vedere «Indicazioni per la manipolazione»). La stabilità chimica e fisica è stata dimostrata per 24 ore a 2 °C - 8 °C nella confezione originale, al riparo dalla luce.
Stabilità della dispersione ricostituita nella sacca per infusione:
La dispersione ricostituita nella sacca per infusione deve essere utilizzata immediatamente. La stabilità chimica e fisica prima dell'uso è stata dimostrata per 24 ore a 2 °C - 8 °C, al riparo dalla luce viva.
Il tempo di conservazione totale del medicamento ricostituito nel flaconcino e nella sacca per infusione, se refrigerato e protetto dalla luce viva, è di 24 ore. Successivamente la dispersione nella sacca per infusione può essere conservata per 4 ore a una temperatura massima di 25 °C. Da un punto di vista microbiologico, si raccomanda di utilizzare la dispersione ricostituita subito dopo la preparazione.
Indicazioni per la manipolazione
Manipolazione di agenti citostatici
Durante la manipolazione di Paclitaxel-Albumina Spirig HC, la preparazione della dispersione per l'infusione e lo smaltimento devono essere osservate le linee guida per gli agenti citostatici.
Precauzioni per la preparazione e la somministrazione
Il paclitaxel è un medicamento antitumorale citotossico; come per altri composti potenzialmente tossici, occorre adottare alcune precauzioni nella manipolazione di Paclitaxel-Albumina Spirig HC. È consigliato l'uso di guanti, occhiali di protezione e indumenti di protezione. Se la dispersione viene a contatto con la cute, lavare la cute immediatamente e accuratamente con acqua e sapone. Se il contatto avviene con le mucose, le stesse devono essere sciacquate accuratamente con acqua. Paclitaxel-Albumina Spirig HC deve essere preparato e somministrato esclusivamente da personale adeguatamente istruito nella manipolazione di agenti citostatici. Paclitaxel-Albumina Spirig HC non deve essere manipolato da donne in gravidanza.
Data la possibilità di stravaso, si consiglia di monitorare attentamente la sede dell'infusione per rilevare eventuali infiltrazioni durante la somministrazione del medicamento. La limitazione dell'infusione di Paclitaxel-Albumina Spirig HC a 30 minuti, come indicato, riduce la probabilità di reazioni correlate all'infusione.
Ricostituzione e somministrazione del medicamento
Paclitaxel-Albumina Spirig HC è fornito come polvere sterile liofilizzata e deve essere ricostituito prima dell'uso. Dopo la ricostituzione, ogni ml di dispersione contiene 5 mg di paclitaxel legato all'albumina formulato in nanoparticelle.
Per la ricostituzione di 100 mg di Paclitaxel-Albumina Spirig HC, con una siringa sterile iniettare lentamente 20 ml di soluzione per infusione di sodio cloruro allo 0,9% (9 mg/ml) in un flaconcino di Paclitaxel-Albumina Spirig HC nell'arco di almeno 1 minuto. La soluzione deve essere iniettata verso la parete interna del flaconcino. La soluzione non deve essere iniettata direttamente sulla polvere in quanto ciò provoca la formazione di schiuma.
Una volta terminata l'aggiunta di soluzione, lasciare riposare il flaconcino per almeno 5 minuti affinché la polvere sia completamente permeata. Quindi, agitare e/o capovolgere delicatamente e lentamente il flaconcino per almeno 2 minuti, fino alla completa ridispersione della polvere. Evitare la formazione di schiuma. In caso di formazione di schiuma o grumi, lasciare riposare la soluzione per almeno 15 minuti fino alla scomparsa della schiuma.
La dispersione ricostituita deve avere un aspetto lattiginoso ed omogeneo senza precipitato visibile. Se sono visibili precipitati o depositi, capovolgere nuovamente il flaconcino con delicatezza per garantire la ridispersione completa prima dell'uso. Nella dispersione ricostituita è possibile la presenza di lievi depositi. Prima dell'uso, verificare la completa ridispersione agitando delicatamente.
Eliminare la dispersione ricostituita se si osservano precipitati.
Deve essere calcolato l'esatto volume totale della dose della dispersione da 5 mg/ml necessario per il paziente e la quantità appropriata di Paclitaxel-Albumina Spirig HC ricostituito deve essere iniettata in una sacca per infusione endovenosa vuota, sterile, in PVC o altro materiale.
L'impiego di dispositivi medici contenenti olio di silicone come lubrificante (ossia siringhe e sacche per infusione) per ricostituire e somministrare Paclitaxel-Albumina Spirig HC può provocare la formazione di filamenti proteinacei. Somministrare Paclitaxel-Albumina Spirig HC utilizzando un set per infusione dotato di un filtro da 15 μm per evitare la somministrazione di questi filamenti. L'impiego di un filtro da 15 μm rimuove i filamenti e non modifica le proprietà fisiche o chimiche del prodotto ricostituito.
L'impiego di filtri con un diametro dei pori inferiore a 15 μm può causare l'ostruzione del filtro stesso.
Per la preparazione e la somministrazione delle infusioni di Paclitaxel-Albumina Spirig HC non è necessario l'uso di speciali contenitori o set di infusione privi di di(2-etilesil)ftalato (DEHP).
Numero dell'omologazione
69153 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Spirig HealthCare AG, 4622 Egerkingen.
Stato dell'informazione
Gennaio 2025.
31558 — 14/05/2025