FESOTERODINE Spirig HC cpr ret 8 mg
Spirig HealthCare AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Fesoterodina Spirig HC retard®, compresse a rilascio prolungato
Composizione
Principi attivi
Fesoterodina fumarato.
Sostanze ausiliarie
Nocciolo:
Glicerolo dibeenato, ipromellosa, talco, lattosio monoidrato, cellulosa microcristallina.
Rivestimento:
Alcool polivinilico (E1203), talco, titanio diossido (E 171), glicerolo monocaprilocaprato, sodio laurilsolfato, indigotina (E 132).
Il rivestimento della compressa a rilascio prolungato da 8 mg contiene inoltre ossido di ferro rosso (E172).
1 compressa a rilascio prolungato da 4 mg contiene 127 mg di lattosio monoidrato e 0,05 mg di sodio.
1 compressa a rilascio prolungato da 8 mg contiene 124 mg di lattosio monoidrato e 0,05 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compresse a rilascio prolungato (azzurro, ovali, con impresse su un lato il numero «4») da 4 mg di fesoterodina fumarato (equivalente a 3,1 mg di fesoterodina).
Compresse a rilascio prolungato (blu, ovali, con impresse su un lato il numero «8») da 8 mg di fesoterodina fumarato (equivalente a 6,2 mg di fesoterodina).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento della vescica iperattiva (overactive bladder, OAB) con sintomi quali aumento della frequenza urinaria, urgenza della minzione e/o incontinenza da urgenza.
Posologia/Impiego
Posologia abituale
La dose iniziale raccomandata è di 4 mg una volta al giorno. In base alla risposta e alla tollerabilità, la dose può essere aumentata a 8 mg una volta al giorno. La dose massima giornaliera è di 8 mg.
Modo di somministrazione
Le compresse a rilascio prolungato di Fesoterodina Spirig HC retard possono essere assunte con o senza cibo. Devono essere ingerite intere e non devono essere divise, masticate o frantumate in altro modo.
Assunzione dimenticata
Se si dimentica una dose, questa deve essere assunta il prima possibile, non appena ci si rende conto della dimenticanza. Tuttavia, non si deve assumere più di una dose al giorno.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti anziani
Non è necessario alcun adeguamento della dose (cfr. «Farmacocinetica»).
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l'efficacia della fesoterodina per la terapia della vescica iperattiva in pazienti pediatrici non sono state esaminate. Pertanto, l'uso in questa fascia di età non è consigliato.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
In presenza di insufficienza renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min) non deve essere superata la dose massima di 4 mg/d.
In presenza di insufficienza renale di grado da lieve a moderato non è necessario alcun adeguamento della dose.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Fesoterodina Spirig HC retard è controindicato in presenza di grave compromissione della funzionalità epatica (Child-Pugh C).
In presenza di insufficienza epatica di grado moderato (Child-Pugh B), la dose massima è di 4 mg/giorno.
Non sono stati esaminati pazienti con insufficienza epatica di grado lieve (Child-Pugh A). In attesa di ulteriori dati, in questi pazienti non deve essere superata la dose giornaliera di 4 mg.
Trattamento concomitante con inibitori del CYP3A4 (cfr. «Interazioni»)
In caso di uso concomitante di potenti inibitori del CYP3A4 (ad es. itraconazolo, voriconazolo, claritromicina, cobicistat, atazanavir, indinavir, nelfinavir, saquinavir, ritonavir e tutte le terapie con inibitori della proteasi potenziate con ritonavir), non deve essere superata la dose massima di 4 mg/giorno. In caso di uso concomitante di inibitori moderati del CYP3A4 (ad es. eritromicina, fluconazolo, diltiazem, verapamil), non è necessario alcun adeguamento della dose. Non sono stati effettuati studi sull'effetto dei deboli inibitori del CYP3A4 sulla farmacocinetica della fesoterodina.
In pazienti con compromissione della funzionalità epatica o renale di grado da moderato a grave è controindicato il trattamento concomitante con inibitori potenti o moderati del CYP3A4 (cfr. «Controindicazioni»). L'uso concomitante di fesoterodina e potenti inibitori del CYP3A4 deve essere evitato in pazienti con lieve compromissione della funzionalità epatica o renale.
Nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica o renale di grado lieve e che usano in concomitanza inibitori moderati del CYP3A4, la dose massima è di 4 mg/giorno.
Controindicazioni
- Ritenzione urinaria.
- Miastenia gravis.
- Glaucoma ad angolo stretto non trattato.
- Svuotamento gastrico ritardato.
- Megacolon tossico.
- Colite ulcerativa grave.
- Grave compromissione della funzionalità epatica (Child-Pugh classe C).
- Uso concomitante di inibitori potenti o moderati del CYP3A4 in pazienti con compromissione della funzionalità epatica o renale da moderata a grave.
- Ipersensibilità alla fesoterodina o a una delle sostanze ausiliarie (cfr. «Sostanze ausiliarie»).
Avvertenze e misure precauzionali
Come altri principi attivi antimuscarinici, la fesoterodina deve essere usata con cautela nei pazienti che presentano un rischio di prolungamento del QT (ad es. ipokaliemia, bradicardia o somministrazione concomitante di medicamenti noti per prolungare l'intervallo QT) e nei pazienti con preesistenti malattie cardiache rilevanti (ad es. cardiopatia ischemica, aritmie, insufficienza cardiaca) (cfr. «Proprietà/effetti»).
Negli studi clinici, i metabolizzatori lenti dell'enzima CYP2D6 sembravano manifestare effetti collaterali anticolinergici più comunemente rispetto ai pazienti con metabolizzazione normale della fesoterodina. Qualora si manifestino effetti indesiderati insolitamente marcati, deve dunque essere considerata l'eventualità di una ridotta metabolizzazione. Il trattamento concomitante con inibitori del CYP3A4 deve essere evitato in pazienti che manifestano effetti collaterali marcati.
L'uso concomitante di fesoterodina e potenti induttori del CYP3A4 (ad es. carbamazepina, rifampicina, fenobarbital, fenitoina, erba di San Giovanni) non è consigliato (cfr. «Interazioni»).
Dopo l'assunzione di fesoterodina sono stati descritti angioedemi, in alcuni casi già dopo la prima dose. Qualora si manifesti un angioedema, Fesoterodina Spirig HC retard deve essere immediatamente interrotto e il paziente deve essere adeguatamente trattato.
Fesoterodina Spirig HC retard deve essere utilizzato con cautela nelle seguenti situazioni:
- disturbi ostruttivi del flusso urinario con rischio di ritenzione di urina;
- disturbi gastrointestinali ostruttivi (ad es. stenosi del piloro);
- ridotta motilità gastrointestinale;
- ernia iatale;
- neuropatia autonomica;
- glaucoma ad angolo stretto trattato;
- compromissione della funzionalità renale (cfr. «Posologia/impiego»);
- compromissione lieve o moderata della funzionalità epatica (cfr. «Posologia/impiego»);
- uso concomitante di inibitori potenti o moderati del CYP3A4 (cfr. «Interazioni» e «Posologia/impiego»);
- uso concomitante di un inibitore del CYP2D6 (cfr. «Interazioni»).
Come con tutti i medicamenti indicati per il trattamento della vescica iperattiva, prima del trattamento con principi attivi antimuscarinici devono essere escluse eventuali cause organiche.
Le compresse a rilascio prolungato di Fesoterodina Spirig HC retard contengono lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa a rilascio prolungato, cioè essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Interazioni farmacocinetiche
Influsso di altre sostanze sulla farmacocinetica della fesoterodina
Potenti inibitori del CYP3A4
La somministrazione concomitante di fesoterodina con 200 mg di ketoconazolo due volte al giorno ha portato a un aumento rispettivamente di 2.0 e 2.5 volte della Cmax e dell'AUC del metabolita attivo della fesoterodina. Pertanto, quando si usano in concomitanza potenti inibitori del CYP3A4 (ad es. atazanavir, claritromicina, indinavir, itraconazolo, cobicistat, nelfinavir, ritonavir (e tutte le terapie con inibitori della proteasi potenziate con ritonavir), saquinavir, telitromicina o voriconazolo nonché succo di pompelmo), la dose massima di fesoterodina deve essere limitata a 4 mg (cfr. «Posologia/impiego»).
Inibitori moderati del CYP3A4
La somministrazione concomitante di fesoterodina con 200 mg di fluconazolo due volte al giorno ha portato a un aumento rispettivamente del 19% e del 27% della Cmax e dell'AUC del metabolita attivo della fesoterodina.
Inibitori del CYP2D6
Le possibili interazioni con gli inibitori del CYP2D6 non sono state studiate clinicamente. Nei metabolizzatori lenti del CYP2D6, la Cmax media e l'AUC media del metabolita attivo sono risultate rispettivamente 1.7 e 2 volte più alte rispetto ai valori osservati nei metabolizzatori rapidi. L'uso concomitante di un potente inibitore del CYP2D6 può portare a un aumento dell'esposizione e ad eventi avversi. Può essere necessaria una riduzione della dose a 4 mg.
Induttori del CYP3A4
Un'induzione del CYP3A4 può portare a livelli plasmatici subterapeutici. La somministrazione concomitante di fesoterodina con 600 mg di rifampicina una volta al giorno ha portato a una riduzione rispettivamente del 70% e del 75% circa della Cmax e dell'AUC del metabolita attivo della fesoterodina. Pertanto, l'uso concomitante con induttori del CYP3A4 (ad es. carbamazepina, rifampicina, fenobarbital, fenitoina, erba di San Giovanni) non è consigliato.
Influsso della fesoterodina sulla farmacocinetica di altre sostanze
Dati in vitro mostrano che il metabolita attivo della fesoterodina non inibisce il CYP1A2, 2B6, 2C8, 2C9, 2C19, 2D6, 2E1 o 3A4 e non induce il CYP1A2, 2B6, 2C9, 2C19 o 3A4 a concentrazioni plasmatiche clinicamente rilevanti. Di conseguenza, è improbabile che la fesoterodina influenzi la clearance dei medicamenti metabolizzati da questi enzimi.
Anticoagulanti orali
La somministrazione concomitante di fesoterodina (8 mg una volta al giorno) con una singola dose di warfarin (25 mg) non ha avuto effetti rilevanti sulla farmacocinetica o farmacodinamica del warfarin. Non sono stati effettuati studi di interazione con acenocumarolo o fenprocumone.
Contraccettivi ormonali combinati
La somministrazione concomitante di 8 mg di fesoterodina non ha avuto effetti sulla farmacocinetica di un contraccettivo orale combinato (etinilestradiolo 0.03 mg, levonorgestrel 0.15 mg) e non è stata associata a un'alterazione rilevante dei livelli plasmatici di estradiolo, progesterone, FSH e LH. La fesoterodina probabilmente non compromette l'efficacia dei contraccettivi combinati contenenti i principi attivi etinilestradiolo e levonorgestrel. Non sono stati esaminati altri contraccettivi.
Interazioni farmacodinamiche
L'uso concomitante di fesoterodina e altri medicamenti con proprietà anticolinergiche (ad es. amantadina, antidepressivi triciclici, alcuni neurolettici) deve avvenire con cautela, poiché può verificarsi un potenziamento degli effetti desiderati e indesiderati (cfr. «Effetti indesiderati»).
La fesoterodina può ridurre l'effetto dei medicamenti che stimolano la motilità del tratto gastrointestinale, come ad es. la metoclopramide.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Non sono disponibili dati sufficienti sull'uso di fesoterodina in donne in gravidanza. Negli studi sperimentali sugli animali è stata riscontrata tossicità per la riproduzione (fetotossicità, cfr. «Dati preclinici»). I rischi potenziali per l'uomo non sono noti. Fesoterodina Spirig HC retard non deve essere utilizzato durante la gravidanza, a meno che ciò non sia chiaramente necessario.
Allattamento
Non è noto se la fesoterodina sia escreta nel latte materno umano; pertanto, si raccomanda di non allattare durante il trattamento con Fesoterodina Spirig HC retard.
Fertilità
Non sono stati condotti studi clinici sui possibili effetti della fesoterodina sulla fertilità umana. Gli studi sperimentali sugli animali hanno fornito evidenze di un effetto nocivo sulla fertilità femminile (cfr. «Dati preclinici»). I rischi potenziali per l'uomo non sono noti. Di conseguenza, le donne in età fertile devono essere informate della mancanza di dati nell'uomo e Fesoterodina Spirig HC retard non deve essere usato, a meno che ciò non sia chiaramente necessario.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Ad oggi non sono disponibili studi sui possibili effetti della fesoterodina sulla capacità di guidare veicoli e sulla capacità di utilizzare macchine. Come con altri principi attivi antimuscarinici, si raccomanda cautela quando si guida un veicolo o si utilizzano macchine, in quanto possono manifestarsi effetti indesiderati come visione annebbiata, vertigini e sonnolenza (cfr. «Effetti indesiderati»).
Effetti indesiderati
A causa delle proprietà farmacologiche della fesoterodina, il trattamento può causare effetti antimuscarinici come bocca secca, occhi secchi, dispepsia e stitichezza.
Il profilo di sicurezza descritto di seguito si basa su quattro studi di Fase 2/3 condotti su un totale di 2'859 pazienti adulti con OAB, di cui 782 sono stati trattati con 4 mg di fesoterodina e 785 con 8 mg di fesoterodina. La maggior parte degli effetti indesiderati si è verificata nel primo mese di trattamento. L'effetto indesiderato più comune osservato negli studi clinici è stata bocca secca dose-dipendente (4 mg: 22%; 8 mg: 35%).
Di seguito si riportano, secondo la Classificazione sistemica organica MedDRA e in ordine di frequenza, gli effetti indesiderati osservati negli studi clinici e in seguito all'omologazione. Le frequenze menzionate corrispondono alle seguenti incidenze: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1'000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1'000), «molto raro» (<1/10'000).
Infezioni ed infestazioni
Comune: infezioni delle vie urinarie.
Disturbi del sistema immunitario
Raro: angioedema (con manifestazioni come ad es. edema periorbitale, labbra gonfie e/o lingua gonfia, edema faringeo).
Disturbi psichiatrici
Raro: confusione.
Patologie del sistema nervoso
Comune: vertigini, insonnia, cefalea.
Non comune: disgeusia, sonnolenza, ipoestesie.
Patologie dell'occhio
Comune: occhi secchi.
Non comune: visione annebbiata.
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Non comune: vertigine.
Patologie cardiache
Non comune: palpitazioni, tachicardia.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comune: gola secca.
Non comune: dolori laringofaringei, tosse, naso secco.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: bocca secca (4 mg: 22%; 8 mg: 35%).
Comune: dolore addominale (nell'addome sia superiore sia inferiore), stipsi, dispepsia, nausea, diarrea.
Non comune: flatulenza.
Patologie epatobiliari
Non comune: aumento di ALT, aumento di GGT.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: cute secca, eruzione cutanea (inclusi esantema con prurito, dermatite ed esantema eritematoso, maculare o con vesciche), prurito.
Raro: orticaria.
Patologie renali e urinarie
Comune: disuria.
Non comune: minzione ritardata, formazione di residuo urinario, ritenzione di urina.
Patologie generali
Non comune: stanchezza.
In studi clinici con la fesoterodina sono stati segnalati singoli casi di aumenti marcati degli enzimi epatici, sebbene l'incidenza non fosse diversa da quella del gruppo placebo. La correlazione con il trattamento con la fesoterodina non è chiara.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
Il sovradosaggio con principi attivi antimuscarinici come la fesoterodina può portare a gravi effetti anticolinergici (ad es. tachicardia, vertigini, disturbi visivi, bocca secca).
Trattamento
In caso di sovradosaggio, il paziente deve essere monitorato e devono essere istituite misure generali di supporto. Si raccomanda il monitoraggio ECG, specialmente nei pazienti con rischio noto di prolungamento del QT (ad es. bradicardia, ipokaliemia, trattamento concomitante con medicamenti noti per prolungare il QT), poiché in caso di sovradosaggio non si può escludere un prolungamento del QT.
Inoltre, i sintomi anticolinergici devono essere trattati come segue:
- gravi effetti collaterali anticolinergici centrali (ad es. allucinazioni, forte eccitazione): fisostigmina (titolazione della dose fino al raggiungimento dell'effetto terapeutico desiderato);
- convulsioni o marcati stati di eccitazione: benzodiazepine;
- insufficienza respiratoria: respirazione artificiale;
- tachicardia: betabloccanti;
- ritenzione urinaria: cateterizzazione;
- grave compromissione da midriasi: collocare il paziente in una stanza buia; se necessario, applicare un collirio a base di pilocarpina.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
G04BD11
Meccanismo d'azione/farmacodinamica
La fesoterodina è un antagonista competitivo specifico per il recettore muscarinico. È ampiamente e rapidamente idrolizzata ad opera di esterasi plasmatiche aspecifiche in 5-idrossimetiltolterodina (5-HMT), il metabolita attivo principale.
I recettori muscarinici svolgono un ruolo importante in svariate funzioni prevalentemente a mediazione colinergica, incluse le contrazioni della muscolatura liscia della vescica e la stimolazione della secrezione salivare. Studi in vivo suggeriscono che il metabolita attivo ha un effetto tre volte più potente sui muscoli della vescica rispetto a quello esercitato sulla ghiandola salivare.
Farmacodinamica di sicurezza
Effetto sull'intervallo QTc
L'effetto di 4 mg e 28 mg di fesoterodina sull'intervallo QT è stato esaminato nell'ambito di uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo e controllo positivo (400 mg di moxifloxacina) a gruppi paralleli, con trattamento una volta al giorno per 3 giorni condotto in 261 volontari di entrambi i sessi e di età compresa tra 45 e 65 anni. La variazione del QTc rispetto al basale, determinata mediante correzione di Fridericia, non ha mostrato differenze tra il gruppo con trattamento attivo e il gruppo placebo.
Gli elettrocardiogrammi sono stati eseguiti in 782, 785 e 222 pazienti trattati rispettivamente con 4 mg, 8 mg e 12 mg di fesoterodina e 780 pazienti trattati con placebo. L'intervallo QT corretto per la frequenza nel gruppo trattato con la fesoterodina non si differenziava da quello del gruppo placebo. L'incidenza di un QTc ≥500 ms dopo l'inizio del trattamento o di un aumento del QTc ≥60 ms è stata rispettivamente dell'1.9% con 4 mg di fesoterodina, dell'1.3% con 8 mg di fesoterodina, dell'1.4% con 12 mg di fesoterodina, contro l'1.5% con il placebo. La rilevanza clinica di questi risultati dipende dai fattori di rischio individuali e dalla sensibilità del singolo paziente.
Efficacia clinica
L'efficacia di dosi fisse da 4 mg e 8 mg di fesoterodina è stata esaminata nell'ambito di due studi di Fase III randomizzati, in doppio cieco, controllati verso placebo della durata di 12 settimane condotti su un totale di 1'903 pazienti. L'età media dei pazienti arruolati in questi studi (79% donne, 21% uomini) era di 58 anni (range 19-91 anni). Nel complesso, il 33% dei pazienti aveva un'età ≥65 anni e l'11% ≥75 anni.
Alla fine del trattamento, i pazienti trattati con fesoterodina hanno evidenziato una riduzione media statisticamente significativa del numero di minzioni nelle 24 ore dal basale rispetto ai pazienti del gruppo placebo in entrambi gli studi (fesoterodina 4 mg: -1.74 e -1.86; fesoterodina 8 mg: -1.94 e -1.94; placebo: -1.02 e -1.02). Il tasso di risposta (percentuale di pazienti che hanno descritto la propria malattia come «significativamente migliorata» o «migliorata» su una scala a 4 punti per classificare il successo del trattamento) è stata significativamente più alta con la fesoterodina rispetto al placebo (fesoterodina 4 mg: rispettivamente 74.7% e 63.7%; fesoterodina 8 mg: rispettivamente 79.0% e 74.2%, placebo: rispettivamente 53.4% e 45.1%).
Farmacocinetica
Assorbimento
A causa della rapida ed ampia idrolisi ad opera di esterasi plasmatiche aspecifiche, non è stato possibile rilevare la presenza di fesoterodina nel plasma dopo somministrazione orale.
La biodisponibilità del metabolita attivo 5-idrossimetiltolterodina (5-HMT) è del 52%. La cinetica di assorbimento è lineare nell'intervallo di dosi compreso tra 4 e 28 mg. Le concentrazioni plasmatiche di picco vengono raggiunte dopo circa 5 ore. I livelli plasmatici terapeutici vengono raggiunti già dopo la prima somministrazione di fesoterodina. Dopo la somministrazione di dosi multiple non si verificano accumuli. Lo stato stazionario viene raggiunto al terzo giorno di trattamento. La variabilità interindividuale dei parametri farmacocinetici negli studi clinici è stata del 30-40%.
Distribuzione
5-HMT si lega alle proteine solo per circa il 50%; il legame avviene sia con l'albumina sia con la glicoproteina acida alfa-1. Dopo infusione endovenosa del metabolita attivo, il volume medio di distribuzione allo stato stazionario era di 169 l.
Metabolismo
Dopo somministrazione orale, la fesoterodina è ampiamente e rapidamente idrolizzata nel suo metabolita attivo 5-HMT, che è a sua volta ulteriormente metabolizzato nel fegato nei propri metaboliti carbossile, carbossil-N-desisopropile e N-desisopropile, con coinvolgimento di CYP2D6 e CYP3A4. Nessuno di questi metaboliti contribuisce in misura significativa all'attività antimuscarinica della fesoterodina.
Nei metabolizzatori lenti del CYP2D6, i valori medi di Cmax e AUC del metabolita attivo sono rispettivamente 1.7 e 2 volte più alti rispetto ai valori osservati nei metabolizzatori rapidi.
Eliminazione
Sia il metabolismo epatico sia l'escrezione renale contribuiscono in misura rilevante all'eliminazione del metabolita attivo. Dopo somministrazione orale di fesoterodina, circa il 70% della dose somministrata è stato recuperato nelle urine sotto forma di metabolita attivo (16%), metabolita carbossile (34%), metabolita carbossil-N-desisopropile (18%) e metabolita N-desisopropile (1%); una quantità minore (7%) è stata rinvenuta nelle feci. Dopo somministrazione orale, l'emivita terminale del metabolita attivo è di circa 7 ore.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Pazienti anziani
La farmacocinetica della fesoterodina non ha evidenziato differenze rilevanti tra i volontari maschi sani giovani (età media 30 anni) e anziani (età media 68 anni).
Disturbi della funzionalità epatica
Nei pazienti con insufficienza epatica moderata (Child-Pugh classe B), la Cmax e la AUC del metabolita attivo sono risultate aumentate rispettivamente di 1.4 e 2.1 volte rispetto ai volontari sani. La farmacocinetica della fesoterodina non è stata esaminata in pazienti con insufficienza epatica lieve (Child-Pugh A) o grave (Child-Pugh C).
Disfunzioni renali
Nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata (GFR 30-80 ml/min), la Cmax e la AUC del metabolita attivo sono risultate rispettivamente fino a 1.5 e 1.8 volte più alte rispetto ai valori osservati nei volontari sani. Nei pazienti con insufficienza renale grave (GFR <30 ml/min) è stato evidenziato un aumento della Cmax e dell'AUC rispettivamente di 2.0 e 2.3 volte.
Sesso
La farmacocinetica della fesoterodina non ha evidenziato differenze rilevanti tra i volontari di sesso maschile e femminile.
Dati preclinici
In studi preclinici di farmacologia di sicurezza, tossicità generale, genotossicità e di cancerogenicità non sono stati osservati effetti clinicamente rilevanti, ad eccezione di quelli correlati all'effetto farmacologico del principio attivo.
Concentrazioni sovraterapeutiche del metabolita attivo della fesoterodina hanno inibito la corrente di K+ nei canali hERG clonati e prolungato la durata del potenziale d'azione (70% e 90% di ripolarizzazione) negli isolati di fibre del Purkinje di cane. Tuttavia, nei cani svegli, il metabolita attivo non ha mostrato alcun effetto sull'intervallo QT e QTc a esposizioni plasmatiche pari almeno a 33 volte il picco medio di concentrazione plasmatica libera umana nei metabolizzatori rapidi o almeno a 21 volte le esposizioni misurate nei metabolizzatori lenti del CYP2D6 dopo la somministrazione di 8 mg di fesoterodina una volta al giorno.
Tossicità per la riproduzione
La fesoterodina non ha avuto effetti sulla funzione riproduttiva maschile o sulla fertilità nei topi a dosi fino a 45 mg/kg/giorno. A dosi da 45 mg/kg/giorno, equivalenti a un'esposizione pari a circa 5-19 volte la dose massima raccomandata nell'uomo (maximum recommended human dose, MRHD), sono stati osservati un numero ridotto di corpi lutei, siti di impianto e feti vitali nei topi femmina cui è stata somministrata fesoterodina per 2 settimane prima dell'accoppiamento e fino al Giorno 7 di gestazione. Il livello di dose senza effetto osservabile (No-Observed-Effect-Level, NOEL) nelle madri e il NOEL per gli effetti sulla riproduzione e sulle prime fasi dello sviluppo embrionale erano entrambi di 15 mg/kg/giorno, che nei topi corrisponde approssimativamente a un'esposizione da 0.6 a 1.5 volte più alta rispetto alla MRHD sulla base dell'AUC. In studi sperimentali sulla funzione riproduttiva negli animali, la somministrazione orale di fesoterodina a topi e conigli gravidi durante l'organogenesi ha causato una lieve embriotossicità/fetotossicità (aumento del tasso di riassorbimenti, aumento delle perdite pre- e post-impianto) a esposizioni materne pari rispettivamente a 6 e 3 volte la MRHD. Nel complesso, la fesoterodina non ha avuto effetti teratogeni nei topi e nei conigli a nessuna delle dosi testate.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Precauzioni particolari per la conservazione
Non conservare a temperature superiori a 30 °C. Conservare nella confezione originale per proteggere il contenuto dall'umidità.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
69550 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Spirig HealthCare SA, 4622 Egerkingen.
Stato dell'informazione
Dicembre 2023.
31594 — 11/12/2024