SERTRALIN Zentiva cpr pell 100 mg (ec 01/26)
Helvepharm AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Sertralin Zentiva®
Composizione
Principi attivi
Sertralinum ut sertralini hydrochloridum.
Sostanze ausiliarie
Nucleo della compressa
Lactosum monohydricum, Cellulosum microcristallinum, Povidonum K-30, Carmellosum natricum conexum, Magnesii stearas.
Film di rivestimento
Hypromellosum, Titanii dioxidum (E 171), Talcum, Propylenglycolum.
1 compressa rivestita con film da 50 mg contiene al massimo 0.49 mg di sodio nonché 79.65 mg di lattosio monoidrato.
1 compressa rivestita con film da 100 mg contiene al massimo 0.97 mg di sodio nonché 159.30 mg di lattosio monoidrato.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 compressa rivestita con film (suddivisibile, per la divisione della dose) contiene 50 mg di sertralina:
Compressa rivestita con film bianca, ovale e biconvessa, con una scanalatura di divisione su un lato e l'impronta «L» sull'altro lato.
1 compressa rivestita con film (scanalatura decorativa) contiene 100 mg di sertralina:
Compressa rivestita con film bianca, rotonda e biconvessa, con una scanalatura su un lato e l'impronta «C» sull'altro lato. La scanalatura non è destinata alla divisione della dose, ma serve unicamente a facilitare l'assunzione della compressa.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Depressione
Sertralin Zentiva è indicato per il trattamento dei sintomi di una depressione da lieve a moderata nonché per la prevenzione delle ricadute dell'episodio depressivo iniziale o per la soppressione di ulteriori episodi depressivi (profilassi delle recidive) in pazienti non ospedalizzati.
Non sono disponibili dati sufficienti per quanto riguarda pazienti ospedalizzati con depressione grave e aumentato rischio suicidario.
Disturbo ossessivo-compulsivo
Sertralin Zentiva è indicato negli adulti, negli adolescenti e nei bambini dai 6 anni di età per il trattamento e la prevenzione (secondaria) dei disturbi ossessivo-compulsivi. Nei disturbi ossessivo-compulsivi con risposta terapeutica iniziale sono state osservate efficacia, sicurezza e tollerabilità sostenute durante una terapia di durata fino a due anni.
Disturbo di panico
Sertralin Zentiva è indicato per il trattamento dei disturbi di panico, con o senza agorafobia.
Disturbo post-traumatico da stress
Sertralin Zentiva è indicato per la riduzione della sintomatologia nelle forme croniche di disturbo post-traumatico da stress.
Fobia sociale
Sertralin Zentiva è indicato per il trattamento della fobia sociale (disturbo da ansia sociale). L'efficacia a lungo termine (oltre le 24 settimane) nella fobia sociale non è stata ancora stabilita.
Posologia/Impiego
Posologia abituale
Sertralin Zentiva deve essere assunto una volta al giorno alla mattina o alla sera, con o senza cibo. Le compresse rivestite con film da 50 mg presentano una linea di frattura e possono essere suddivise per dimezzare la dose. Le compresse rivestite con film da 100 mg presentano una scanalatura, destinata a facilitare l'assunzione; tuttavia, la loro suddivisibilità ai fini della somministrazione di una dose parziale non è comprovata.
L'effetto terapeutico può manifestarsi entro 7 giorni. Tuttavia, l'effetto completo si presenta solitamente solo dopo 2-4 settimane di terapia (nel disturbo ossessivo-compulsivo anche più tardi).
Poiché l'emivita di eliminazione della sertralina è di ca. 24 ore, le modifiche della dose non devono essere effettuate più di una volta a settimana.
Una volta raggiunta la risposta terapeutica ottimale, si deve proseguire con la dose minima efficace.
La dose giornaliera dipende dalla risposta del singolo paziente. In genere si raccomanda la seguente posologia.
Adulti
Depressione
All'inizio della terapia e come dose terapeutica abituale si raccomandano 50 mg (1 compressa rivestita con film) una volta al giorno. Se la risposta risulta insufficiente ma la tollerabilità è buona, la dose può essere aumentata con incrementi settimanali non superiori a 50 mg fino a una dose massima giornaliera di 200 mg. In studi clinici sulla depressione sono stati somministrati fino a 200 mg/giorno. L'effetto di 50 mg/giorno era tuttavia simile a quello ottenuto con dosi giornaliere più alte.
Disturbo ossessivo-compulsivo
La dose abituale all'inizio della terapia è pari a 50 mg (1 compressa rivestita con film) una volta al giorno. Se la risposta a dosi basse risulta insufficiente ma la tollerabilità è buona, la dose può essere aumentata con incrementi settimanali non superiori a 50 mg fino a una dose massima giornaliera di 200 mg.
Per il trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo si raccomandano 50 mg/giorno come dose minima efficace.
Disturbo di panico
La terapia deve essere avviata con 25 mg (½ compressa rivestita con film Sertralin Zentiva da 50 mg) una volta al giorno, aumentando la dose a 50 mg/giorno dopo una settimana. Se la risposta a dosi basse risulta insufficiente ma la tollerabilità è buona, la dose può essere aumentata con incrementi settimanali non superiori a 50 mg fino a una dose massima giornaliera di 200 mg.
Per il trattamento del disturbo di panico si raccomandano 50 mg/giorno come dose minima efficace.
Disturbo post-traumatico da stress
La terapia deve essere avviata con 25 mg (½ compressa rivestita con film Sertralin Zentiva da 50 mg) una volta al giorno, aumentando la dose a 50 mg/giorno dopo una settimana. Se la risposta a dosi basse risulta insufficiente ma la tollerabilità è buona, la dose può essere aumentata con incrementi settimanali non superiori a 50 mg fino a una dose massima giornaliera di 200 mg.
L'esperienza con il trattamento farmacologico a lungo termine del disturbo post-traumatico da stress cronico è ancora limitata. Il beneficio del trattamento con Sertralin Zentiva deve pertanto essere periodicamente verificato in ogni paziente.
Fobia sociale
La terapia deve essere avviata con 25 mg (½ compressa rivestita con film Sertralin Zentiva da 50 mg) una volta al giorno, aumentando la dose a 50 mg/giorno dopo una settimana. Se la risposta a dosi basse risulta insufficiente ma la tollerabilità è buona, la dose può essere aumentata con incrementi settimanali non superiori a 50 mg fino a una dose massima giornaliera di 200 mg.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica o renale
Sertralin Zentiva deve essere usato con cautela in pazienti con insufficienza renale o epatica (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Nei pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata (Child-Pugh classi A+B), la dose deve essere ridotta almeno della metà. Sertralin Zentiva non deve essere usato in pazienti con insufficienza epatica grave (Child-Pugh classe C) (cfr. «Controindicazioni»).
Pazienti anziani
Si raccomanda la dose normale per gli adulti.
Bambini dai 6 anni di età e adolescenti
Negli adolescenti di 13-17 anni di età con disturbi ossessivo-compulsivi, il trattamento deve essere avviato con 50 mg/giorno (1 compressa rivestita con film). Nei bambini di 6-12 anni di età con disturbi ossessivo-compulsivi, il trattamento deve essere avviato con 25 mg/giorno (½ compressa rivestita con film Sertralin Zentiva 50 mg) e aumentato a 50 mg/giorno dopo una settimana. Se la risposta a una dose da 50 mg/giorno risulta insufficiente, la dose può essere aumentata fino a 200 mg al giorno con incrementi da 50 mg. Tuttavia, se la dose viene aumentata a più di 50 mg/giorno, si deve considerare il peso corporeo dei bambini, generalmente inferiore a quello degli adulti, per evitare un dosaggio troppo elevato. Data l'emivita di eliminazione di circa 24 ore, l'intervallo tra le modifiche della dose non deve essere inferiore a una settimana.
In pediatria, la sicurezza e l'efficacia sono state esaminate solo in pazienti pediatrici con disturbi ossessivo-compulsivi. Prima di utilizzare Sertralin Zentiva nei bambini o negli adolescenti si deve valutare il rischio potenziale rispetto al beneficio clinico (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l'efficacia di Sertralin Zentiva nei bambini sotto i 6 anni non sono state esaminate. L'utilizzo in questa fascia di età non è pertanto consigliato.
Sertralin Zentiva non è consigliato per il trattamento della depressione in pazienti sotto i 18 anni a causa del potenziale aumento del rischio suicidario in questa fascia di età (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Interruzione della terapia
Si raccomanda di non interrompere la terapia repentinamente, ma se possibile di ridurre la dose in maniera graduale (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Controindicazioni
- Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie (cfr. «Composizione»).
- Assunzione concomitante di sertralina e inibitori delle monoamino ossidasi (MAO-inibitori) (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
- Uso concomitante di pimozide (cfr. «Interazioni»).
- Epilessia instabile.
- Grave insufficienza epatica (Child-Pugh classe C).
Avvertenze e misure precauzionali
Prolungamento dell'intervallo QTc/torsione di punta (TdP)
Casi di prolungamento dell'intervallo QTc e torsione di punta (TdP) sono stati osservati con la sertralina dopo l'introduzione sul mercato. La maggior parte dei casi si è verificata in pazienti con altri fattori di rischio per il prolungamento dell'intervallo QTc/TdP. Pertanto, la sertralina deve essere usata solo con cautela in pazienti con fattori di rischio per il prolungamento dell'intervallo QTc (ad es. sindrome congenita del QT, ipokaliemia). Il rischio di prolungamento dell'intervallo QTc e/o di aritmie ventricolari (ad es. TdP) è maggiore anche in caso di assunzione concomitante di altri medicamenti che possono indurre un prolungamento dell'intervallo QTc (ad es. alcuni antipsicotici e antibiotici). Cfr. «Proprietà/Effetti, Efficacia clinica».
Sindrome da serotonina o sindrome neurolettica maligna
Durante il trattamento con inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), inclusa la sertralina, è stato riportato lo sviluppo di una sindrome potenzialmente letale, come la sindrome da serotonina (SS) o la sindrome neurolettica maligna (SNM). Il rischio di SS o SNM durante il trattamento con SSRI è maggiore in caso di uso concomitante di altri medicamenti serotoninergici (come ad es. anfetamine, metilfenidato, destrometorfano, fentanil, metadone, tapentadolo, tramadolo, buprenorfina o triptani), medicamenti che influiscono sul metabolismo della serotonina (come l'erba di San Giovanni, i MAO-inibitori, cfr. oltre), antipsicotici o altri antagonisti della dopamina. I sintomi della SS possono comprendere alterazioni dello stato mentale (ad es. agitazione, allucinazioni, coma), instabilità autonomica (ad es. tachicardia, pressione arteriosa labile, ipertermia), anomalie neuromuscolari (ad es. iperreflessia, mancanza di coordinazione) e/o sintomi gastrointestinali (ad es. nausea, vomito, diarrea). Alcuni segni della SS, come ipertermia, rigidità muscolare, instabilità vegetativa con fluttuazioni anche repentine dei segni vitali e alterazioni dello stato mentale, sono simili a quelli della SNM. I pazienti devono essere monitorati per l'insorgenza di segni e sintomi di SS o SNM.
MAO-inibitori
In pazienti trattati con sertralina in combinazione con un MAO-inibitore, incluso l'inibitore selettivo della MAO-B selegilina, l'inibitore reversibile della MAO-A moclobemide e altri MAO-inibitori (ad es. linezolide [un antibiotico e MAO-inibitore non selettivo reversibile] o il blu di metilene) sono state descritte reazioni gravi, talvolta fatali. In alcuni casi sono stati osservati segni di una sindrome serotoninergica con i seguenti sintomi: ipertermia, rigidità, crampi muscolari, labilità vegetativa con fluttuazioni anche repentine dei segni vitali, alterazioni dello stato di coscienza, inclusi stati confusionali, irritabilità ed estrema agitazione con progressione verso il delirium e il coma. Pertanto, la sertralina non deve essere somministrata insieme a MAO-inibitori o entro 14 giorni dall'interruzione di una terapia con MAO-inibitori. Per lo stesso motivo, occorre attendere almeno 14 giorni dopo l'interruzione di una terapia con sertralina prima di poter istituire una terapia a base di MAO-inibitori (cfr. «Controindicazioni»).
Altri medicamenti serotoninergici
A causa di una possibile interazione farmacodinamica, la sertralina deve essere somministrata solo con cautela insieme ad altri medicamenti che potenziano l'effetto della trasmissione neuronale serotoninergica, come altri inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), inibitori della ricaptazione della serotonina/noradrenalina (SNRI), anfetamine, fenfluramina, fentanil, litio, sibutramina, agonisti del recettore 5-HT (triptani), buprenorfina, L-triptofano o erba di San Giovanni (Hypericum perforatum). Combinazioni di questo tipo devono essere per quanto possibile evitate (cfr. «Interazioni»).
Rischio suicidario
Sia negli adulti sia nei pazienti pediatrici con disturbi depressivi sussiste un aumento del rischio suicidario che persiste anche durante la terapia prima che subentri un miglioramento significativo della sintomatologia depressiva. Pertanto, nel corso della terapia e in particolare all'inizio del trattamento, nonché in caso di modifiche della dose o dello schema posologico, i pazienti devono essere attentamente monitorati per eventuali cambiamenti comportamentali e/o segni di idee suicide o comportamenti suicidi (suicidalità), come pure per altri segni di deterioramento clinico. Un nesso causale tra idee suicide o comportamenti suicidi e il trattamento con sertralina non è stato dimostrato. I pazienti devono essere debitamente monitorati anche dopo l'interruzione del trattamento, in quanto i sintomi possono ripresentarsi.
I pazienti con precedenti di tentato suicidio o quelli con idee suicide all'inizio del trattamento devono essere monitorati con particolare attenzione.
Una meta-analisi di studi clinici controllati con placebo sull'uso di antidepressivi in adulti con disturbi psichiatrici ha evidenziato un aumento del rischio di comportamenti suicidi rispetto al placebo nei pazienti di età inferiore a 25 anni che assumevano antidepressivi.
I pazienti e le persone che se ne prendono cura devono essere avvisati circa la possibile comparsa di suicidalità nel quadro di una terapia antidepressiva. Devono essere informati della necessità di rivolgersi al medico curante in presenza di qualsivoglia segno di deterioramento clinico e cambiamento comportamentale insolito, in particolare idee suicide o comportamenti suicidi.
Data la comprovata comorbilità della depressione con i disturbi ossessivo-compulsivi, i disturbi di panico, i disturbi post-traumatici da stress e la fobia sociale, per il trattamento dei pazienti con tali disturbi valgono le stesse misure precauzionali che si adottano nel trattamento dei pazienti con depressione.
Per ridurre il rischio di un sovradosaggio con intento suicida, deve essere prescritta o somministrata una quantità di compresse rivestite con film quanto più bassa possibile, ma comunque adatta al paziente.
Rischio di comportamento suicida nei bambini e negli adolescenti
La sertralina non è consigliata per il trattamento della depressione nei pazienti sotto i 18 anni. Negli studi clinici con antidepressivi, suicidalità (tentati suicidi e idee suicide) e comportamento ostile (soprattutto comportamento aggressivo e oppositivo nonché scatti d'ira) sono stati osservati più frequentemente nei bambini e negli adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Anche nei bambini con disturbi ossessivo-compulsivi sono stati riportati casi isolati di tale comportamento ostile.
Attivazione di una mania/ipomania
Negli studi, circa lo 0.4% dei pazienti trattati con sertralina ha manifestato stati ipomaniacali o maniacali.
Crisi epilettiche
Durante gli studi sulla depressione, in tre pazienti su circa 4000 (ca. lo 0.08%) è stata riportata una crisi epilettica. Nel programma di sviluppo clinico per i disturbi di panico, nei pazienti trattati con sertralina non sono state osservate crisi epilettiche. Durante il programma di sviluppo per i disturbi ossessivo-compulsivi, quattro su circa 1800 pazienti esposti a sertralina (ca. lo 0.2%) hanno manifestato crisi epilettiche. Tre di questi pazienti erano adolescenti, due dei quali soffrivano di un disturbo epilettico e uno presentava casi di crisi epilettiche in famiglia. Nessuno di questi pazienti era in terapia con anticonvulsivanti.
I pazienti con epilessia controllata devono essere attentamente monitorati. In caso di crisi epilettiche, il trattamento con sertralina deve essere interrotto.
Disfunzioni sessuali
Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) possono portare a disfunzioni sessuali (cfr. «Effetti indesiderati»). Sono stati riportati casi di disfunzioni sessuali prolungate in cui i sintomi persistevano nonostante l'interruzione della terapia con SSRI.
Iponatriemia
L'iponatriemia può verificarsi come conseguenza di un trattamento con SSRI (inclusa la sertralina) o SNRI. Sembra che in molti casi l'iponatriemia sia causata dalla sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico («syndrome of inappropriate antidiuretic hormone secretion», SIADH). Sono stati riportati casi di livelli sierici inferiori a 110 mmol/l. Nei pazienti anziani, il rischio di iponatriemia durante il trattamento con SSRI e SNRI può essere aumentato. Il rischio può essere aumentato anche nei pazienti che assumono diuretici o che presentano un volume extracellulare ridotto per altri motivi. Nei pazienti con iponatriemia sintomatica si deve considerare l'interruzione della sertralina e adottare le misure mediche adeguate. I sintomi di iponatriemia sono cefalea, difficoltà di concentrazione, disturbi amnestici, confusione e debilità che può portare a cadute. Nei casi più gravi e/o acuti possono verificarsi anche allucinazioni, sincopi, crisi convulsive, coma, arresto respiratorio e morte.
Rischio di emorragie
Con l'assunzione di SSRI sono state riportate emorragie anomale che vanno da ecchimosi e porpora a emorragie gastrointestinali e ginecologiche fino a eventi potenzialmente letali. Si raccomanda cautela nei pazienti che assumono SSRI, soprattutto in caso di uso concomitante di medicamenti noti per compromettere la funzionalità piastrinica (ad es. antipsicotici atipici e fenotiazine, la maggior parte degli antidepressivi triciclici, acido acetilsalicilico e antinfiammatori non steroidei (FANS)), nonché nei pazienti con anamnesi di disturbi della coagulazione.
Gli SSRI/SNRI possono aumentare il rischio di emorragia postpartum (cfr. «Gravidanza, Allattamento» e «Effetti indesiderati»).
Diabete/ridotta tolleranza al glucosio
Casi di diabete mellito di nuova insorgenza sono stati riportati in pazienti trattati con SSRI, inclusa la sertralina. Sono stati inoltre riportati disturbi della tolleranza al glucosio, incluse iperglicemia o ipoglicemia, in pazienti con o senza diabete preesistente. Pertanto, i pazienti devono essere monitorati per eventuali segni di fluttuazioni del glucosio ematico. In particolare, i diabetici devono monitorare attentamente i livelli di glucosio ematico, poiché potrebbe essere necessario aggiustare il dosaggio di insulina e/o degli antidiabetici orali.
Fratture ossee
In studi epidemiologici, condotti prevalentemente in pazienti di età pari o superiore a 50 anni, è stato osservato un aumento del rischio di fratture in quelli trattati con inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), inclusa la sertralina, o con antidepressivi triciclici (TCA). Il meccanismo che porta a questo rischio non è noto.
Insufficienza epatica
La sertralina viene ampiamente metabolizzata nel fegato. Uno studio farmacocinetico con somministrazione ripetuta ha mostrato che nei pazienti con insufficienza epatica di classe Child-Pugh A e B l'emivita è prolungata e che la AUC e la Cmax sono circa tre volte più alte rispetto ai volontari sani. Il legame alle proteine plasmatiche non era significativamente diverso tra i due gruppi. L'uso di sertralina nei pazienti con malattia epatica deve avvenire con cautela. Nei pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata (Child-Pugh classe A o B), la dose deve essere ridotta almeno della metà (cfr. «Posologia/Impiego, Istruzioni posologiche speciali»). La sertralina non deve essere utilizzata in pazienti con insufficienza epatica grave (Child-Pugh classe C) (cfr. «Controindicazioni»).
Insufficienza renale
Poiché la sertralina è ampiamente metabolizzata nel fegato, l'eliminazione della sostanza immodificata nelle urine è di importanza secondaria.
Tuttavia, si raccomanda cautela nel trattamento di pazienti con insufficienza renale (cfr. anche «Farmacocinetica, Cinetica di gruppi di pazienti speciali»).
Glaucoma ad angolo stretto
Gli SSRI, inclusa la sertralina, possono influire sulla dimensione delle pupille e causare midriasi. L'effetto midriatico può potenzialmente causare un restringimento dell'angolo dell'occhio, il che può portare, in particolare nei pazienti predisposti, a un aumento della pressione intraoculare e allo sviluppo di un glaucoma ad angolo stretto. Pertanto, la sertralina deve essere usata con cautela nei pazienti con glaucoma ad angolo stretto o con anamnesi di glaucoma.
Dipendenza
In uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, volto a confrontare il potenziale di abuso di sertralina, alprazolam e D-anfetamina, la sertralina, diversamente da entrambe le altre sostanze, non ha indotto effetti soggettivi positivi, come ad es. euforia, che indicherebbero un potenziale di abuso. Prima dell'introduzione sul mercato della sertralina, l'esperienza clinica non ha evidenziato alcuna tendenza alla sindrome da astinenza o al comportamento di ricerca della sostanza d'abuso (ad es. ottenimento di ricette da più medici). Anche negli studi sugli animali la sertralina non mostra alcun potenziale di abuso simile a quello degli stimolanti o dei barbiturici (sedativi).
Come per tutti i medicamenti attivi sul SNC, il medico deve valutare accuratamente l'anamnesi per quanto riguarda l'abuso di medicamenti e, se necessario, monitorare il paziente per eventuali segni di abuso di sertralina (ad es. sviluppo di tolleranza, aumento della dose, comportamento di ricerca della sostanza d'abuso).
Passaggio da altri SSRI, antidepressivi o medicamenti contro i disturbi ossessivo-compulsivi
Esistono esperienze limitate provenienti da studi clinici controllati per quanto riguarda il momento ideale in cui effettuare il passaggio da altri SSRI, antidepressivi o medicamenti contro i disturbi ossessivo-compulsivi alla sertralina. Soprattutto il passaggio da un antidepressivo a lunga durata d'azione richiede un'attenta valutazione medica.
La fase intermedia senza trattamento eventualmente necessaria in caso di passaggio da un altro SSRI alla sertralina non è stata determinata.
Terapia elettroconvulsivante
Non esistono studi clinici sul beneficio e il rischio dell'uso combinato di terapia elettroconvulsivante e sertralina.
Interruzione della terapia
L'interruzione improvvisa della sertralina può portare a sintomi come vertigini, cefalea, disturbi del sonno, parestesie, eccitazione, ansia, confusione, tremore, nausea e sudorazione. Per prevenirli, si raccomanda di ridurre progressivamente la terapia nell'arco di una-due settimane. I sintomi descritti non sono segni dello sviluppo di una dipendenza.
Reazioni anafilattiche
Dopo l'uso di SSRI sono state riportate reazioni allergiche acute (ad es. orticaria, broncospasmo, angioedemi).
Uso nei bambini e negli adolescenti
La sicurezza a lungo termine per quanto riguarda la maturazione cognitiva, emotiva, fisica e puberale nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 6 e 16 anni è stata esaminata in uno studio osservazionale a lungo termine per un periodo fino a 3 anni (cfr. «Proprietà/Effetti, Efficacia clinica»). In caso di trattamento a lungo termine, i pazienti pediatrici devono essere monitorati per anomalie della crescita e dello sviluppo.
Uso nei pazienti anziani
Oltre 500 pazienti anziani (>65 anni) sono stati trattati negli studi clinici, consentendo di dimostrare l'efficacia della sertralina anche in questo gruppo di pazienti.
Il tipo e la frequenza degli effetti indesiderati nei pazienti anziani erano paragonabili a quanto osservato nei pazienti più giovani.
Avvertenza generale
Per ridurre al minimo il rischio di sovradosaggio deve essere prescritta la quantità minima possibile.
Sostanze ausiliarie di particolare interesse
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa rivestita con film, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Sertralin Zentiva contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere Sertralin Zentiva.
Interazioni
Interazioni farmacocinetiche
Influsso di altri medicamenti sulla farmacocinetica della sertralina
Inibitori degli enzimi del citocromo P450 (CYP): La somministrazione concomitante di inibitori degli enzimi CYP potrebbe aumentare i livelli plasmatici di sertralina.
Con la somministrazione concomitante di cimetidina e sertralina, la AUC della sertralina è aumentata in media del 50%, la Cmax del 24% e la t½ del 26%. La rilevanza clinica di questa interazione farmacocinetica non è nota.
Per i pazienti trattati con cimetidina o altri principi attivi noti per essere inibitori sia del CYP2D6 sia del CYP3A4/5 si raccomanda un controllo rigoroso del dosaggio di sertralina.
Induttori del CYP3A4: La somministrazione concomitante di induttori del CYP3A4 (come ad es. fenitoina) potrebbe ridurre i livelli plasmatici di sertralina.
Induttori del CYP2B6 e CYP3A4: La somministrazione concomitante di sertralina e metamizolo, un induttore di enzimi metabolici come il CYP2B6 e il CYP3A4, può portare a una riduzione delle concentrazioni plasmatiche di sertralina, il che può causare una potenziale riduzione dell'efficacia clinica. Pertanto, è indicata cautela in caso di somministrazione concomitante di metamizolo e sertralina; la risposta clinica e/o i livelli del medicamento devono essere adeguatamente monitorati.
Influsso della sertralina sulla farmacocinetica di altri medicamenti
Medicamenti metabolizzati dal CYP2D6: Numerosi antidepressivi, ad es. i SSRI (inclusa la sertralina) e la maggior parte degli antidepressivi triciclici, inibiscono l'attività biochimica dell'isoenzima CYP2D6 farmaco-metabolizzante (debrisochina idrossilasi). Ne può conseguire un aumento delle concentrazioni plasmatiche dei medicamenti metabolizzati prevalentemente dal CYP2D6, quando somministrati in concomitanza. L'entità dell'inibizione dell'isoenzima CYP2D6 è diversa tra i vari antidepressivi. La rilevanza clinica di ciò dipende dal grado di inibizione e dall'indice terapeutico del medicamento co-somministrato. Gli antidepressivi triciclici come la clomipramina e la desipramina nonché gli antiaritmici di classe 1C come il propafenone e la flecainide sono substrati del CYP2D6 con indice terapeutico ristretto.
In studi di interazione, i volontari che avevano assunto 50 mg di sertralina al giorno per un periodo di tempo prolungato presentavano solo un lieve aumento della concentrazione plasmatica di desipramina (un marcatore di attività dell'isoenzima CYP2D6) allo stato stazionario del 23-37%.
Substrati del CYP3A4: In studi di interazione, il metabolismo della carbamazepina o della terfenadina non è stato inibito dalla somministrazione cronica di 200 mg di sertralina al giorno. Inoltre, la somministrazione cronica di 50 mg di sertralina al giorno non ha inibito il metabolismo dell'azaprolam mediato dal CYP3A3/4. I risultati di questi studi indicano che la sertralina non è un inibitore clinicamente rilevante del CYP3A3/4.
Substrati del CYP2C9: L'assenza di effetti clinicamente rilevanti della somministrazione a lungo termine di 200 mg di sertralina al giorno sulla concentrazione plasmatica di fenitoina porta a concludere che la sertralina non inibisce il CYP2C9 in misura clinicamente rilevante.
All'avvio di un nuovo trattamento con sertralina si raccomanda tuttavia un controllo dei livelli di fenitoina.
Substrati del CYP2C19: L'assenza di effetti clinicamente rilevanti della somministrazione a lungo termine di 200 mg di sertralina al giorno sulla concentrazione plasmatica di diazepam porta a concludere che la sertralina non inibisce il CYP2C19 in misura clinicamente rilevante.
Substrati del CYP1A2: Studi in vitro indicano che la sertralina ha solo un potenziale limitato di inibizione del CYP1A2.
Substrati del CYP2C: La sertralina è un debole inibitore della sottofamiglia CYP2C.
Pimozide
In uno studio sono stati misurati livelli aumentati di pimozide dopo una singola dose bassa di pimozide (2 mg) somministrata in concomitanza con la sertralina. Tali livelli aumentati non sono stati associati a variazioni dell'elettrocardiogramma (ECG). Il meccanismo di questa interazione non è noto. La somministrazione concomitante di sertralina e pimozide è controindicata a causa dell'indice terapeutico ristretto del pimozide (cfr. «Controindicazioni»).
Interazioni con la P-glicoproteina: Negli studi clinici non sono state osservate interazioni in caso di somministrazione concomitante di digossina e sertralina (200 mg/giorno).
Interazioni a livello di legame alle proteine: Medicamenti che si legano alle proteine. Poiché la sertralina si lega alle proteine plasmatiche, si deve considerare una possibile interazione con altri medicamenti che si legano alle proteine (diazepam, tolbutamide e warfarin).
Interazioni farmacodinamiche
MAO-inibitori:
La sertralina non deve essere somministrata insieme a MAO-inibitori o entro 14 giorni dall'interruzione di una terapia con MAO-inibitori (cfr. «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Sumatriptan:
Dalla sorveglianza post-marketing sono emerse rare segnalazioni di pazienti che dopo l'assunzione di sertralina e sumatriptan hanno manifestato debolezza, iperreflessia, ridotta capacità di coordinazione, confusione, ansia e agitazione. Questa sintomatologia indica una sindrome da serotonina. Qualora l'uso concomitante di sertralina e sumatriptan sia clinicamente giustificato, si raccomanda un adeguato monitoraggio dei pazienti (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali, Altri medicamenti serotoninergici»).
Altri medicamenti serotoninergici
Altri medicamenti serotoninergici (ad es. altri SSRI, SNRI, litio, triptani, L-triptofano, buprenorfina, erba di San Giovanni (Hypericum perforatum)) devono essere somministrati solo con cautela insieme alla sertralina. Per quanto possibile, una tale combinazione andrebbe del tutto evitata (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali, Sindrome da serotonina o sindrome neurolettica maligna e altri medicamenti serotoninergici»).
Litio
In uno studio controllato con placebo condotto in volontari sani, i parametri farmacocinetici del litio non sono stati alterati in misura significativa dall'assunzione concomitante di sertralina. Per contro, nel gruppo sertralina è stato osservato tremore più frequentemente rispetto al gruppo placebo, il che indica una possibile interazione farmacodinamica. Come con altri SSRI, si raccomanda cautela e i pazienti devono essere opportunamente monitorati se la sertralina viene usata in concomitanza con medicamenti che possono agire attraverso meccanismi serotoninergici, come ad es. il litio (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali, Altri medicamenti serotoninergici»).
Dall'introduzione sul mercato sono stati riscontrati singoli casi di aumenti dei livelli di litio durante la terapia con sertralina, benché il meccanismo non sia chiaro.
Sedativi del SNC e alcool
La somministrazione concomitante di sertralina (200 mg/giorno) non ha potenziato l'effetto di alcool, carbamazepina, aloperidolo o fenitoina sulle capacità cognitive e psicomotorie di volontari sani. Tuttavia, l'assunzione di sertralina insieme all'alcool non è consigliata.
Cumarina
La somministrazione concomitante di sertralina (200 mg/giorno) e warfarin ha portato a un aumento lieve ma statisticamente significativo del tempo di protrombina (del 7.9%). La rilevanza clinica non è nota. All'inizio o alla fine della terapia con sertralina si deve attentamente monitorare il tempo di protrombina.
Atenololo
La sertralina non influisce in alcun modo sull'effetto bloccante beta-adrenergico dell'atenololo.
Glibenclamide
Negli studi clinici non sono state osservate interazioni in caso di somministrazione concomitante di glibenclamide e sertralina (200 mg/giorno).
Esperienza post-marketing
Dall'introduzione sul mercato vi sono state segnalazioni spontanee isolate di eventi indesiderati potenzialmente correlati a interazioni farmacologiche. Tuttavia, non è chiaro se tali eventi indesiderati siano da ricondurre alla terapia con sertralina, a un'interazione farmacologica tra la sertralina e una delle sostanze riportate di seguito o ad altre cause: amiodarone, bupropione, clonazepam, digossina, diidroergotamina, idrossiclorochina, ibuprofene, protossido di azoto, metilfenidato, metoclopramide, naproxene, paracetamolo, paroxetina, fenobarbital, fenitoina, propanololo, zolpidem.
Gli studi clinici non hanno invece evidenziato effetti clinicamente rilevanti della somministrazione cronica di 200 mg di sertralina al giorno sulla concentrazione plasmatica di fenitoina (cfr. sopra) né interazioni tra 200 mg di sertralina al giorno e digossina.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
La sertralina deve essere somministrata a donne in età fertile solo in presenza di un'indicazione inequivocabile e di un metodo contraccettivo adeguato.
Non sono disponibili studi clinici controllati in donne in gravidanza. Gli studi sulla funzione riproduttiva nel ratto e nel coniglio non hanno fornito alcuna prova di teratogenicità, tuttavia è stato osservato un ritardo nell'ossificazione fetale. Questi disturbi sono probabilmente riconducibili a effetti tossici nella madre.
Dal momento che con un altro inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina il rischio di nascite pretermine e altre complicazioni perinatali è risultato aumentato nel terzo trimestre, in linea di principio questa possibilità deve essere considerata anche per la sertralina. Nei casi in cui la sertralina o altri inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina sono stati usati durante la gravidanza e l'allattamento, in alcuni neonati sono comparsi i seguenti sintomi da sospensione: disturbi del sonno e dell'alimentazione, difficoltà respiratorie, crisi convulsive, fluttuazioni della temperatura, ipoglicemia, tremore, tono muscolare anormale, iperreflessia, emesi, irritabilità anormale e pianto persistente.
Un'esposizione a SSRI in fasi avanzate della gravidanza può aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente del neonato (PPHN). La PPHN si manifesta in 1-2 nati vivi su 1000 nella popolazione generale ed è associata a una considerevole morbilità e mortalità neonatale. In uno studio retrospettivo caso-controllo in 377 donne con figli nati con PPHN e 836 donne con figli nati sani, il rischio di PPHN era di circa 6 volte più alto nei lattanti le cui madri avevano utilizzato SSRI nelle prime 20 settimane di gravidanza rispetto a coloro le cui madri non assumevano antidepressivi. In uno studio prospettico di popolazione in 831'324 lattanti nati in Svezia tra il 1997 e il 2005, il rischio relativo (RR) di PPHN in caso di uso di SSRI nella madre nelle «fasi iniziali della gravidanza» era pari a 2.4 (IC 95%, 1.2-4.3). Nell'analisi dei sottogruppi con la combinazione di assunzione di SSRI nelle «fasi iniziali della gravidanza» e prescrizione di SSRI nelle «fasi avanzate della gravidanza», il RR di PPHN era pari a 3.6 (IC 95%, 1.2-8.3).
I dati osservazionali suggeriscono un rischio aumentato (inferiore a 2 volte) di emorragia postpartum in seguito all'esposizione a SSRI/SNRI nel mese prima del parto (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Effetti indesiderati»).
Allattamento
La sertralina è escreta nel latte materno. Se il trattamento con sertralina è necessario, l'allattamento deve essere interrotto.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Studi farmacodinamici hanno mostrato che la sertralina generalmente non influisce sulle capacità psicomotorie. Tuttavia, poiché la sertralina può causare sonnolenza e vertigini, si raccomanda cautela quando si guidano veicoli o si utilizzano macchine. I pazienti devono essere avvertiti di questo pericolo.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati riportati di seguito derivano da studi clini su depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo di panico, disturbo post-traumatico da stress e disturbo d'ansia sociale condotti su un totale di oltre 3000 pazienti. Gli eventi indesiderati più comunemente segnalati sono stati insonnia, cefalea e nausea.
Il profilo degli effetti indesiderati generalmente osservati negli studi in doppio cieco controllati con placebo nei pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo di panico, disturbo post-traumatico da stress e fobia sociale era simile a quello osservato nei pazienti depressi.
Di seguito sono riportati, a prescindere dalla causalità, gli effetti indesiderati osservati nel programma di studi clinici, elencati secondo la classificazione sistemica organica e in ordine di frequenza: (molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1000) molto raro (<1/10'000), non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Sono inoltre riportati gli effetti indesiderati provenienti dall'esperienza post-marketing. L'esperienza post-marketing comprende gli eventi avversi e inattesi che si sono verificati con l'uso di sertralina dopo l'introduzione sul mercato, a prescindere dalla loro causalità e con incidenza ignota. Nell'elenco seguente, tali effetti sono contrassegnati con (*).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro: leucopenia*, trombocitopenia*, prove di funzionalità piastrinica anormale*.
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: reazioni da ipersensibilità (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Raro: reazioni anafilattiche.
Patologie endocrine
Raro: iperprolattinemia*, inappropriata secrezione di ormone antidiuretico* (SIADH), ipotiroidismo.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comune: appetito ridotto, appetito aumentato*, aumento ponderale.
Non comune: perdita di peso.
Raro: iponatriemia* (in alcuni casi con sintomi di edema cerebrale in presenza di SIADH), iperglicemia*, trigliceridi ematici aumentati*, ipoglicemia, diabete mellito, ipercolesterolemia.
Disturbi psichiatrici
Molto comune: insonnia (18.97%).
Comune: ansia (incluso nervosismo), agitazione, libido diminuita, sintomi depressivi (inclusa apatia), incubi*, bruxismo.
Non comune: confusione, idee suicide/comportamento suicida*, aggressività, umore euforico, allucinazioni.
Raro: disturbi psicotici*.
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: cefalea (23.38%), vertigini (10.71%).
Comune: sonnolenza, tremore, parestesia, tono muscolare aumentato, disturbi del movimento (inclusi sintomi extrapiramidali come acatisia, distonia*, ipercinesia).
Non comune: contrazioni muscolari involontarie, ipoestesia, alterazione del gusto, emicrania, sincope.
Raro: crisi convulsive. Sono stati riportati anche sintomi correlati a sindrome serotoninergica*, in alcuni casi legati all'assunzione concomitante di medicamenti serotoninergici: agitazione, stati confusionali, diaforesi, diarrea, febbre, ipertensione, rigidità e tachicardia, coma (talvolta associato a iponatriemia e SIADH).
Patologie dell'occhio
Comune: disturbi visivi.
Non comune: midriasi, edemi periorbitali.
Raro: diplopia, fotofobia, glaucoma.
Casi singoli: maculopatia.
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Comune: tinnito.
Patologie cardiache
Comune: palpitazioni, dolore toracico (in singoli casi con variazioni dell'ECG).
Non comune: tachicardia.
Raro: torsione di punta*, prolungamento dell'intervallo QT all'elettrocardiogramma*.
Patologie vascolari
Comune: vampate di calore.
Non comune: ipertensione, emorragie.
Raro: spasmo cerebrovascolare* (incluse sindrome da vasocostrizione cerebrale reversibile e sindrome di Call-Fleming).
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comune: sbadigli.
Non comune: dispnea, epistassi, broncospasmo.
Raro: disfonia, polmonite eosinofila.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: nausea (22.05%), diarrea (17.22%).
Comune: bocca secca, dispepsia, dolore addominale, stipsi, vomito, flatulenza.
Non comune: emorragia gastrointestinale.
Raro: pancreatite*.
Frequenza non nota: colite microscopica*.
Patologie epatobiliari
Non comune: alanina aminotransferasi aumentata, aspartato aminotransferasi aumentata.
Raro: danni epatici* (inclusi epatite, ittero e insufficienza epatica).
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: iperidrosi, eruzione cutanea.
Non comune: prurito, porpora, dermatite*, orticaria, cute secca, alopecia.
Raro: angioedema*, reazione di fotosensibilità*, gravi patologie cutanee esfoliative come ad es. sindrome di Stevens-Johnson*, eritema multiforme*, necrolisi epidermica*.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Comune: mialgia, artralgia.
Non comune: crampi muscolari.
Raro: rabdomiolisi, trisma, fratture ossee.
Frequenza non nota: disturbo simile alla deficienza multipla di acil-coenzima A deidrogenasi (MADD).*
Patologie renali e urinarie
Non comune: poliuria, pollachiuria, disturbi della minzione, incontinenza urinaria, ritenzione urinaria, ematuria.
Raro: enuresi*, nicturia.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Comune: disturbi dell'eiaculazione (incluse mancanza di eiaculazione ed eiaculazione ritardata), disfunzioni sessuali (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»), disturbi mestruali.
Raro: galattorrea, ginecomastia*, priapismo.
Frequenza non nota: emorragia postpartum**.
**Questo evento è stato riportato per la classe terapeutica degli SSRI/SNRI (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Gravidanza, Allattamento»).
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: stanchezza, malessere, febbre, astenia.
Non comune: edemi periferici, disturbi dell'andatura.
Raro: edema della faccia.
Sintomi da astinenza
Raro: Dopo l'interruzione di Sertralin Zentiva sono stati riportati i seguenti sintomi, che non sempre possono essere distinti dalla patologia di base*: agitazione, ansia, vertigini, cefalea, nausea, disturbi del sonno, parestesie.
Popolazione pediatrica
Studio di sicurezza post-marketing SPRITES
La sicurezza a lungo termine del trattamento con sertralina (con e senza psicoterapia) rispetto alla sola psicoterapia per quanto riguarda la maturazione cognitiva, emotiva, fisica e puberale è stata valutata attraverso uno studio osservazionale post-omologazione condotto in 941 pazienti di età compresa tra 6 e 16 anni per un periodo fino a 3 anni. Questo studio è stato effettuato in contesti clinici ambulatoriali in bambini e adolescenti con diagnosi primaria di disturbo ossessivo-compulsivo, depressione o altri disturbi d'ansia e ha valutato la capacità cognitiva [valutata con il Trail-making-test B e l'indice di metacognizione del Behavior Rating Inventory of Executive Function (BRIEF), la regolazione comportamentale ed emotiva (valutata con l'indice di regolazione comportamentale del BRIEF) e la maturazione fisica/puberale (valutata mediante gli indici standardizzati di altezza/peso/massa corporea (IMC) e la classificazione di Tanner)]. Nel gruppo pediatrico target dei pazienti con disturbi ossessivo-compulsivi (DOC), la sertralina è omologata solo a partire dai 6 anni di età (cfr. «Indicazioni/Possibilità d'impiego»).
La standardizzazione dei principali criteri target, basati su norme di sesso ed età, ha mostrato che i risultati complessivi erano coerenti con uno sviluppo normale. Non sono state osservate differenze statisticamente significative nei principali criteri target, ad eccezione del peso. Un risultato statisticamente significativo in relazione al peso standardizzato è stato riscontrato nelle analisi comparative (aumento di peso più marcato nei pazienti trattati con sertralina: aumento di peso medio dopo 3 anni di trattamento pari a 13.8 kg con sertralina contro i 12.3 kg nei pazienti non sottoposti al trattamento farmacologico).
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
In caso di sovradosaggio, la sertralina presenta un margine di sicurezza che dipende dalle caratteristiche del paziente e dalla terapia concomitante. Sono stati riportati casi di sovradosaggio fino a 13.5 g senza gravi sintomi di intossicazione. La letteratura, tuttavia, descrive anche pazienti con crisi convulsive dopo ingestione di 500-1000 mg. Casi di morte si sono verificati a seguito dell'assunzione di una dose eccessiva di sertralina da sola o in combinazione con altri medicamenti e/o alcool. Si raccomanda particolare cautela in caso di intossicazioni dovute a combinazioni con altre sostanze ad azione serotoninergica (ad es. antidepressivi triciclici) poiché ciò può dar luogo a sindrome da serotonina con decorso grave.
Segni e sintomi
Possibili segni di intossicazione sono bocca secca, nausea, vomito, midriasi, intontimento, vertigini, tremore, sonnolenza, agitazione, crisi convulsive, sintomi extrapiramidali nonché tachicardia, ipo- o ipertensione arteriosa e variazioni dell'ECG (prolungamento dell'intervallo QT, torsione di punta) (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Proprietà/Effetti, Efficacia clinica»). In rari casi sono stati descritti allucinazioni, ipertermia, aumento della CK, iponatriemia e coma.
Trattamento
Non esiste un antidoto specifico per la sertralina. Si raccomanda il monitoraggio della vigilanza, delle funzioni cardiocircolatorie e della temperatura corporea nonché l'adozione di misure sintomatiche e di supporto generali. Assicurare la pervietà delle vie respiratorie, un adeguato apporto di ossigeno e, se necessario, ricorrere alla ventilazione assistita. Se si prevedono sintomi gravi, con il paziente vigile, somministrare 1 g/kg di peso corporeo di carbone attivo nella prima ora successiva all'ingestione. L'induzione del vomito non è consigliata. Come misura specifica in caso di sintomi extrapiramidali si può impiegare il biperidene.
Dato l'ampio volume di distribuzione della sertralina, l'emodialisi o l'emoperfusione sono inefficaci. Alcune prove indicano che la somministrazione endovenosa di un'infusione di lipidi può essere efficace in caso di sintomi potenzialmente letali.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N06AB06
Meccanismo d'azione/Farmacodinamica
La sertralina inibisce la ricaptazione neuronale della serotonina (5-idrossitriptamina o 5-HT) in vitro. Dosi clinicamente rilevanti di sertralina inibiscono la ricaptazione della serotonina nei trombociti umani.
In vitro, la sertralina non ha alcuna affinità per i recettori colinergici, serotoninergici, dopaminergici, adrenergici, istaminergici, dell'acido gamma-aminobutirrico (GABA) o delle benzodiazepine.
Negli studi sugli animali, la sertralina non ha evidenziato alcun effetto stimolante, sedativo, anticolinergico o cardiotossico.
Dopo l'assunzione di sertralina per un periodo di tempo prolungato, negli esperimenti sugli animali è emersa una minore sensibilità («down regulation») dei recettori noradrenergici nel cervello. Ciò è stato osservato anche per altri medicamenti clinicamente efficaci impiegati nel trattamento della depressione e del disturbo ossessivo-compulsivo e di panico.
Studi controllati hanno mostrato che la sertralina non ha né effetti sedativi né influisce sul comportamento psicomotorio. Coerentemente con l'inibizione selettiva della ricaptazione della serotonina, la sertralina non potenzia l'attività catecolaminergica.
Efficacia clinica
Studi clinici
Elettrofisiologia cardiaca
Gli effetti della sertralina sulla ripolarizzazione cardiaca allo stato stazionario a esposizioni sovraterapeutiche (trattamento con 400 mg/giorno, pari al doppio del dosaggio giornaliero raccomandato) sulla ripolarizzazione cardiaca sono stati studiati in volontari sani in uno studio separato di fase 1 controllato con placebo e moxifloxacina (studio sull'intervallo del QTc). Durante il trattamento con sertralina, il limite superiore dell'intervallo di confidenza bilaterale al 90% della differenza media dei minimi quadrati aggiustata per il tempo del QTcF tra sertralina e placebo (11.666 msec) era più alto della soglia predefinita di 10 msec al time point di 4 h post-somministrazione. L'analisi esposizione-risposta ha indicato una lieve correlazione positiva tra il valore QTcF e le concentrazioni plasmatiche di sertralina [0.036 msec/(ng/ml); p<0.0001]. Partendo dal modello di esposizione-risposta, il valore soglia per un prolungamento clinicamente significativo del QTcF (corrispondente al superamento dell'intervallo di confidenza predefinito al 90% di 10 msec) è pari ad almeno 2.6 volte la Cmax media (86 ng/ml) dopo l'assunzione della dose massima raccomandata di sertralina (200 mg/giorno); cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali», «Effetti indesiderati» e «Posologia eccessiva».
Farmacocinetica
Nell'intervallo di 50-200 mg di sertralina, i parametri farmacocinetici si comportano in modo proporzionale alla dose.
Assorbimento
Dopo 14 giorni, le concentrazioni plasmatiche massime (Cmax) sono state misurate da 4.5 a 8.4 ore dopo l'assunzione di un dosaggio orale giornaliero di 50-200 mg di sertralina. Dopo l'assunzione di una singola dose di sertralina da 50 mg, la concentrazione plasmatica massima era in media di 12 ng/ml.
L'assunzione di cibo non influisce in misura apprezzabile sulla biodisponibilità delle compresse rivestite con film.
Stato stazionario: Coerentemente con l'emivita di eliminazione terminale si osserva un accumulo quasi doppio fino al raggiungimento della concentrazione allo stato stazionario, il che con l'assunzione una volta al giorno avviene dopo circa una settimana.
Distribuzione
Circa il 98% della sostanza circolante è legato alle proteine plasmatiche.
Gli studi sugli animali hanno dimostrato che la sertralina presenta un ampio volume di distribuzione.
Metabolismo
La metabolizzazione della sertralina avviene tramite gli isoenzimi P450 CYP2D6 e CYP3A4. La sertralina è un debole inibitore del CYP2D6 e del CYP3A4.
La sertralina è in gran parte sottoposta a metabolismo di primo passaggio nel fegato. In vitro, la N-desmetilsertralina, il principale metabolita nel plasma, è significativamente meno efficace della sertralina (circa 20 volte). Anche nei modelli di depressione in vivo la N-desmetilsertralina ha evidenziato un effetto significativamente inferiore rispetto alla sertralina.
La sertralina e la N-desmetilsertralina sono ampiamente metabolizzate per deaminazione ossidativa e successiva riduzione, idrossilazione e glucuronoconiugazione.
Eliminazione
L'emivita media della sertralina varia tra le 22 e le 36 ore in uomini e donne giovani e anziani.
L'emivita di eliminazione plasmatica terminale della N-desmetilsertralina è di 62-104 ore. I metaboliti vengono eliminati in parti uguali nelle urine e nelle feci. Meno dello 0.2% della dose somministrata viene eliminata per via renale come sertralina immodificata.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
La sertralina è ampiamente metabolizzata nel fegato. In uno studio farmacocinetico, i pazienti con cirrosi stabile di grado lieve hanno mostrato a dosi multiple un prolungamento dell'emivita di eliminazione e un aumento dei valori AUC rispetto ai volontari sani (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Disfunzioni renali
L'eliminazione della sostanza immodificata nelle urine è di importanza secondaria.
In uno studio controllato condotto in 42 pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata (clearance della creatinina 30-60 ml/min) o insufficienza renale da moderata a grave (clearance della creatinina 10-29 ml/min), i parametri farmacocinetici (AUC0-24 e Cmax) dopo dosi multiple non erano significativamente aumentati rispetto al gruppo di controllo e le emivite erano simili. Nei pazienti emodializzati, invece, si è osservata una riduzione dei suddetti parametri. In tutti i gruppi esaminati non sono emerse differenze per quanto riguarda il legame alle proteine plasmatiche rispetto al gruppo di controllo.
Pazienti anziani
La farmacocinetica nei pazienti anziani è simile a quella osservata nei pazienti più giovani, ma nei pazienti anziani la clearance plasmatica può essere ridotta.
Bambini (6-12 anni)
Il profilo farmacocinetico della sertralina nei bambini con disturbo ossessivo-compulsivo è paragonabile a quello osservato negli adulti (sebbene la sertralina sia metabolizzata un po' più rapidamente nei bambini). Nei bambini fino a 12 anni è stato osservato un aumento significativo della Cmax a dosaggi non adattati al peso. Dato il peso corporeo minore, nei bambini di 6-12 anni può pertanto essere opportuno somministrare dosi più basse, in modo da evitare livelli plasmatici troppo elevati (cfr. «Posologia/Impiego»).
Adolescenti (13-17 anni)
Negli studi clinici, il profilo farmacocinetico della sertralina nei pazienti depressi e con nevrosi ossessivo-compulsiva di età compresa tra 13 e 17 anni era simile a quello osservato negli adulti.
Dati preclinici
Studi approfonditi sulla sicurezza a lungo termine sugli animali mostrano che la sertralina è generalmente ben tollerata a dosaggi che superano più volte quelli clinicamente efficaci. È stato anche dimostrato che la sertralina non ha alcun effetto mutageno.
Studi sulla funzione riproduttiva nel ratto e nel coniglio non hanno fornito alcuna prova di teratogenicità, ma durante il trattamento a dosi (mg/kg) pari a circa 2.5-10 volte la dose massima giornaliera di sertralina nell'uomo è stato osservato un ritardo nell'ossificazione fetale. Questi disturbi sono probabilmente riconducibili a effetti tossici nella madre.
L'assunzione peri- e post-natale di dosi basse (mg/kg circa 5 volte la dose massima nell'uomo) da parte della madre ha ridotto la sopravvivenza neonatale. Un effetto analogo sulla sopravvivenza neonatale è stato descritto anche per altri antidepressivi. La rilevanza clinica di questo effetto non è nota.
Studi su animali in fase di crescita
Esemplari giovani di ratto Sprague-Dawley hanno ricevuto dosi orali giornaliere pari a 0, 10, 40 o 80 mg di sertralina per kg dal giorno 21 al giorno 56 dopo la nascita, seguite da una fase di recupero fino al giorno 196 dopo la nascita. La somministrazione di 80 mg/kg/giorno di sertralina ha portato a singoli casi di morte, disidratazione, cromorinorrea, riduzione dell'aumento ponderale medio e ridotta assunzione di cibo. Sia nei maschi (a 80 mg/kg/giorno) sia nelle femmine (a ≥10 mg/kg/giorno) è stato osservato un ritardo nella maturazione sessuale, senza che tuttavia la sertralina abbia influito su endpoint riproduttivi come accoppiamento, fertilità, parametri spermatici, ciclo estrale o sui parametri ovarici e uterini. Inoltre, non sono stati osservati effetti indotti dalla sertralina sui parametri di comportamento (apprendimento e memoria, riflesso di trasalimento acustico e attività locomotoria) nei maschi, mentre nelle femmine si è verificato un indebolimento del riflesso di trasalimento acustico a partire da 40 mg/kg/giorno. Non sono stati riscontrati effetti per quanto riguarda lunghezza del femore, peso del cervello e reperti patologici macroscopici e microscopici. Tutti gli effetti summenzionati sono risultati reversibili nella fase di recupero senza dosi. Il valore della dose senza effetto avverso osservabile («No Observed Adverse Effect Level, NOAEL») nei maschi era di 40 mg/kg/giorno (corrispondenti a circa 10 volte la dose terapeutica massima e a una Cmax di 262 ng/ml e una AUC0-t fino a 3170 ng h/ml al Giorno 56 dopo la nascita), mentre nelle femmine non è stato possibile determinare alcun NOAEL. In un ulteriore studio su ratti neonati, la sertralina, somministrata per via sottocutanea nei Giorni 1-21 dopo la nascita, ha determinato ritardi nello sviluppo fisico e di alcuni riflessi già nell'intervallo di dosi terapeutiche. La rilevanza clinica di questi reperti non può essere esclusa.
Studi di fertilità sugli animali
Una compromissione significativa della fertilità è stata osservata in uno studio di fertilità nel ratto a una dose di 80 mg/kg/d di sertralina, corrispondente a 4 volte la dose terapeutica massima su base mg/m2. La causa della riduzione della fertilità non è nota. In un ulteriore studio di fertilità (anche questo a una dose di 80 mg/kg/d) nel ratto non è stata invece riscontrata alcuna compromissione della fertilità. La rilevanza per l'uomo non è chiara.
Altre indicazioni
Influenza su metodi diagnostici
Nei pazienti che hanno assunto sertralina sono stati riportati risultati falsi-positivi al test immunologici di screening per le benzodiazepine nell'urina. Ciò è dovuto alla mancanza di specificità dei test di screening. Risultati falsi-positivi ai test possono verificarsi fino a diversi giorni dopo l'interruzione della sertralina. I test di conferma, come la gascromatografia/spettrometria di massa, possono distinguere la sertralina dalle benzodiazepine.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare a 15-30°C e tenere fuori dalla portata dei bambini. Conservare nella confezione originale per proteggere il contenuto dall'umidità.
Numero dell'omologazione
69307 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Helvepharm AG, Frauenfeld.
Stato dell'informazione
Agosto 2025
32244 — 25/02/2026