LANSOPRAZOLE Spirig HC caps 15 mg (ec 02/26)
Spirig HealthCare AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Lansoprazole Spirig HC®
Composizione
Principi attivi
Lansoprazolum.
Sostanze ausiliarie
Sacchari spherae cum Saccharum max. 108.734 mg (15 mg capsula rigida) resp. 217.498 mg (30 mg capsula rigida) et Maydis amylum, Megluminum, Natrii laurilsulfas, Mannitolum, Hypromellosum, Talcum, Polysorbatum 80, Macrogolum 6000, Titanii dioxidum (E 171), Acidum methacrylici et ethylis acrylatis polymerisati 1:1 dispersio 30 per centum.
Corresp: 0.00056 mg sodio (15 mg capsula rigida) risp.: 0.0012 mg (30 mg capsula rigida)
Involucro delle capsule: Titanii dioxidum (E 171), Gelatina.
La capsula rigida da 15 mg contiene inoltre: Chinolinum flavum (E 104).
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Capsule rigide gastroresistenti da 15 mg e 30 mg di lansoprazolo.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Adulti
- Ulcera duodenale/ulcera gastrica, ivi comprese ulcera duodenale/ulcera gastrica indotte da FANS in pazienti nei quali è necessaria una terapia continuativa con un antinfiammatorio non steroideo (FANS)
- Profilassi delle ulcere gastriche e duodenali indotte da FANS in pazienti nei quali è necessaria una terapia continuativa con un antinfiammatorio non steroideo (FANS) e che presentano un rischio elevato di sviluppare un'ulcera indotta da FANS. Gli studi controllati condotti per confermare l'efficacia e la sicurezza hanno avuto una durata di sole 12 settimane
- Eradicazione di Helicobacter pylori in caso di ulcera gastrica, ulcera duodenale e gastrite associata a Helicobacter pylori con somministrazione concomitante di 2 antibiotici per 7 giorni, uno dei quali deve essere la claritromicina
- Esofagite da reflusso (comprese profilassi e terapia a lungo termine)
- Reflusso gastroesofageo sintomatico senza esofagite da reflusso erosiva-ulcerosa
- Sindrome di Zollinger-Ellison
- Terapia sintomatica di breve durata di disturbi dell'addome superiore (quali rigurgito acido, acidità di stomaco, dolori epigastrici)
Bambini dai 12 mesi
- Esofagite da reflusso.
Posologia/Impiego
Posologia abituale
Le capsule rigide gastroresistenti devono essere ingerite intere con del liquido al mattino almeno 30 minuti prima dell'assunzione di cibo.
Posologia negli adulti:
Ulcera duodenale:
In generale: 30 mg 1 volta al giorno.
Nella maggior parte dei pazienti i disturbi scompaiono rapidamente. L'ulcera di solito cicatrizza entro due settimane. Se il trattamento di due settimane non è sufficiente, la guarigione avviene nella maggior parte dei casi dopo un'ulteriore terapia di due settimane.
Ulcera gastrica:
In generale: 30 mg 1 volta al giorno.
I disturbi scompaiono entro pochi giorni, nella maggior parte dei pazienti l'ulcera cicatrizza entro quattro settimane. Se il trattamento di quattro settimane non è sufficiente, la guarigione si ottiene continuando la terapia per un ulteriore periodo di due-quattro settimane.
Terapia delle ulcere gastriche e duodenali indotte da FANS:
30 mg 1 volta al giorno per 4-8 settimane.
Profilassi delle ulcere gastriche e duodenali indotte da FANS:
15 mg 1 volta al giorno.
Eradicazione dell'Helicobacter pylori («terapia tripla»):
30 mg al mattino e alla sera per 7 giorni in combinazione con 2 antibiotici appropriati, uno dei quali deve essere la claritromicina: ad es. 1 g di amoxicillina 2 volte al giorno più 250-500 mg di claritromicina 2 volte al giorno o 400-500 mg di metronidazolo 2 volte al giorno più 250 mg di claritromicina 2 volte al giorno.
È stato inoltre studiato l'impiego di un regime terapeutico a base di 30 mg di lansoprazolo 2 volte al giorno, 1 g di amoxicillina 2 volte al giorno e 400-500 mg di metronidazolo 2 volte al giorno. Con tale combinazioni, sono stati osservati tassi di eradicazione più bassi rispetto ai regimi terapeutici che utilizzano claritromicina. Questo trattamento può tuttavia essere adatto a coloro che non possono assumere claritromicina come parte della terapia di eradicazione, purché i tassi di resistenza locale al metronidazolo siano bassi.
Nella scelta dell'appropriata terapia di combinazione, si devono considerare le attuali linee guida cliniche relative alla resistenza batterica, la durata del trattamento (nella maggior parte dei casi 7 giorni, ma talvolta fino a 14 giorni) e l'uso appropriato di principi attivi antibatterici.
Esofagite da reflusso:
In generale: 30 mg 1 volta al giorno.
I sintomi scompaiono rapidamente e nella maggior parte dei pazienti la guarigione avviene entro quattro settimane. Se il trattamento di quattro settimane non è sufficiente, nella maggior parte dei casi la guarigione si ottiene continuando la terapia per un ulteriore periodo di due settimane.
Terapia a lungo termine e profilassi delle lesioni esofagee dovute all'acido gastrico:
15 mg o 30 mg 1 volta al giorno.
Malattia da reflusso gastroesofageo sintomatica:
15 mg 1 volta al giorno per 4 settimane.
Se i sintomi non si risolvono entro 4 settimane, si raccomandano ulteriori esami.
Una volta scomparsi i sintomi, i disturbi ricorrenti possono essere trattati con 15 mg 1 volta al giorno al bisogno.
Sindrome di Zollinger-Ellison:
La posologia deve essere aggiustata individualmente. Si raccomanda di cominciare la terapia con una dose iniziale da 60 mg di lansoprazolo al giorno. Il trattamento deve essere proseguito per il tempo clinicamente necessario. Per il trattamento sono state usate dosi fino a 90 mg di lansoprazolo 2 volte al giorno. Se la dose giornaliera necessaria supera i 120 mg, questa deve essere somministrata in 2 dosi frazionate.
Terapia sintomatica di breve durata dei disturbi dell'addome superiore:
15 mg 1 volta al giorno per un massimo di 2 settimane.
Se i sintomi non si risolvono entro 2 settimane, si raccomandano ulteriori esami diagnostici addominali.
Istruzioni posologiche speciali
Non sono disponibili esperienze sufficienti che consentano di raccomandare l'uso di Lansoprazole Spirig HC nei bambini con compromissione della funzionalità epatica o renale.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Nei pazienti con compromissione da moderata a grave della funzionalità epatica la dose è di norma di 15 mg di lansoprazolo al giorno.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Per i pazienti con insufficienza renale non è richiesta alcuna particolare riduzione della dose.
Pazienti anziani
Nei pazienti anziani la dose è di norma di 15 mg di lansoprazolo al giorno.
Negli anziani e nei pazienti con compromissione della funzionalità renale non si deve superare una dose giornaliera da 30 mg di lansoprazolo.
Bambini e adolescenti
Bambini di età compresa tra 1 e 11 anni:
Negli studi clinici lansoprazolo non è stato impiegato per un periodo superiore alle 12 settimane nei bambini di età compresa tra 1 e 11 anni. Non è pertanto noto se la sicurezza e l'efficacia di lansoprazolo possano essere garantite in caso di durata del trattamento superiore a quella raccomandata. Non superare le dosi raccomandate e la durata di trattamento nei bambini indicate di seguito (cfr. anche «Dati preclinici»).
Esofagite da reflusso:
La dose raccomandata è di 15 mg 1 volta al giorno nei pazienti di peso corporeo ≤30 kg per un massimo di 12 settimane e di 30 mg 1 volta al giorno nei pazienti di peso corporeo >30 kg per un massimo di 12 settimane.
Adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni:
Esofagite da reflusso:
La dose raccomandata è di 30 mg 1 volta al giorno per un massimo di 8 settimane.
Controindicazioni
Ipersensibilità al lansoprazolo o una qualsiasi delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.
Avvertenze e misure precauzionali
Malattie gastroesofagee maligne
Come con altre terapie anti-ulcera, si deve escludere l'eventualità di tumori gastrici maligni prima di un trattamento con Lansoprazole Spirig HC perché lansoprazolo può mascherare i sintomi e ritardare la diagnosi.
Devono essere altresì escluse neoplasie maligne dell'esofago prima del trattamento di un'esofagite da reflusso.
Una reazione sintomatica a lansoprazolo non esclude la presenza di malattie gastriche maligne.
Compromissione della funzionalità epatica
Lansoprazolo deve essere usato con cautela in pazienti con disturbi moderati e severi della funzionalità epatica (cfr. le rubriche «Posologia/impiego» e «Farmacocinetica»).
Metotrexato
L'assunzione concomitante di dosi elevate di metotrexato può aumentare e prolungare i livelli sierici di metotrexato e/o del suo metabolita, che possono portare a tossicità da metotrexato.
Infezioni gastrointestinali di origine batterica
La terapia con inibitori di pompa protonica (PPI) può essere associata ad un aumento del rischio di infezioni da Clostridium difficile.
La diminuita acidità gastrica dovuta a lansoprazolo potrebbe causare un aumento della quantità gastrica di batteri normalmente presenti nel tratto gastrointestinale. Il trattamento con lansoprazolo può lievemente aumentare il rischio di infezioni gastrointestinali, ad esempio da Salmonella e Campylobacter.
In pazienti affetti da ulcere gastro-duodenali, si deve considerare la possibilità di un'infezione da H. pylori come fattore eziologico.
Se lansoprazolo è utilizzato in combinazione con antibiotici per la terapia di eradicazione di H. pylori, si devono seguire anche le informazioni professionali di questi antibiotici.
Colite microscopica
In pazienti che assumono lansoprazolo sono stati riportati molto raramente casi di una cosiddetta colite microscopica (con addensamento dei fasci di collagene o infiltrazione di cellule infiammatorie nella sottomucosa in assenza di alterazioni macroscopicamente visibili della mucosa). In caso di diarrea severa e/o persistente si deve quindi considerare l'interruzione del trattamento. Nella maggior parte dei casi, i sintomi della colite regrediscono dopo l'interruzione del trattamento con lansoprazolo.
Trattamento concomitante con FANS
Il trattamento per la prevenzione di ulcere peptiche in pazienti che necessitano di una terapia a lungo termine con antinfiammatori non steroidei (FANS) deve essere limitato ai pazienti ad alto rischio (ad es. precedente sanguinamento gastrointestinale, perforazione o ulcera, età avanzata, trattamento concomitante con medicamenti noti per aumentare il rischio di eventi avversi del tratto gastrointestinale superiore [ad es. corticosteroidi o anticoagulanti], presenza di un fattore di grave comorbilità o uso prolungato di FANS alla dose massima raccomandata).
Ipomagnesemia
Nei pazienti trattati con PPI (inibitori di pompa protonica), come lansoprazolo, per almeno 3 mesi, nella maggiore parte dei casi per 1 anno, sono stati segnalati casi di grave ipomagnesemia. Gravi sintomi di ipomagnesemia includono stanchezza, capogiri, crampi, tetania, delirio e aritmia ventricolare. Essi si possono inizialmente manifestare in modo subdolo e passare inosservati. Nella maggior parte dei pazienti interessati, l'ipomagnesemia è migliorata dopo l'interruzione del PPI e l'integrazione di magnesio.
La misurazione dei livelli di magnesio prima di iniziare il trattamento con PPI e periodicamente durante il trattamento deve essere considerata nei pazienti in terapia per un periodo verosimilmente prolungato o che assumono PPI (inibitori di pompa protonica) con digossina o medicamenti che possono causare ipomagnesemia (ad es. diuretici).
Fratture ossee
Gli inibitori di pompa protonica, specialmente se usati a dosi elevate e per periodi prolungati (>1 anno), possono causare un lieve aumento del rischio di fratture dell'anca, del polso e della colonna vertebrale, soprattutto in pazienti anziani o in presenza di altri fattori di rischio noti. Studi osservazionali suggeriscono che gli inibitori di pompa protonica possono aumentare il rischio complessivo di frattura del 10-40%. Tale aumento può essere in parte dovuto ad altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono essere trattati in base alle attuali linee guida cliniche e assumere un'adeguata quantità di calcio e vitamina D.
Influsso sull'assorbimento di vitamina B12
Il trattamento giornaliero con medicamenti che sopprimono la secrezione acida per un periodo prolungato (diversi anni) può portare a malassorbimento di cianocobalamina (vitamina B12) a causa di ipo- o acloridria. La carenza di cianocobalamina dovrebbe essere considerata nei pazienti con sindrome di Zollinger-Ellison e altre condizioni patologiche di ipersecrezione che richiedono un trattamento a lungo termine, nonché nelle persone con riserve corporee ridotte o fattori di rischio per ridotto assorbimento della vitamina B12 (come gli anziani) nella terapia a lungo termine o se si osservano sintomi clinici rilevanti.
Interferenza con esami di laboratorio
Durante il trattamento con medicamenti inibitori della secrezione acida il livello di gastrina sierica aumenta a causa della ridotta secrezione acida. Anche il livello di cromogranina A (CgA) aumenta in virtù della ridotta secrezione acida. Un livello aumentato di cromogranina A (CgA) può interferire con gli esami diagnostici per tumori neuroendocrini. In letteratura si raccomanda di interrompere il trattamento con PPI da 5 a 14 giorni prima delle misurazioni della CgA nel quadro di una valutazione o di un controllo del decorso di tumori neuroendocrini, poiché la concentrazione elevata di origine iatrogena di CgA si normalizza nell'arco di 5-14 giorni, raramente dopo un periodo più lungo. La misurazione deve essere ripetuta se la concentrazione di CgA è ancora troppo elevata dopo detto intervallo.
Gravi reazioni cutanee correlate al medicamento (SCAR)
Gravi reazioni cutanee correlate al medicamento (SCAR) tra cui sindrome di Stevens Johnson (SSJ), necrolisi epidermica tossica (TEN), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), pustulosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) e eritema multiforme sono state segnalate con lansoprazolo e altri PPI (vedere la rubrica «Effetti indesiderati»). Il lansoprazolo deve essere interrotto ai primi segni o sintomi di gravi reazioni cutanee correlate al medicamento o altri segni di ipersensibilità e devono essere prese in considerazione ulteriori indagini.
Lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS)
Gli inibitori di pompa protonica sono associati a casi molto rari di lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS). In presenza di lesioni, soprattutto sulle parti cutanee esposte ai raggi solari, e se queste sono accompagnate da artralgia, il paziente deve rivolgersi immediatamente al medico e l'operatore sanitario deve valutare l'opportunità di sospendere il trattamento con Lansoprazole Spirig HC. La comparsa di LECS in seguito a un trattamento con un inibitore di pompa protonica può accrescere il rischio di insorgenza di LECS con altri inibitori di pompa protonica.
Sostanze ausiliarie
Lansoprazole Spirig HC contiene saccarosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di sucrasi isomaltasi, non devono assumere questo medicamento.
Contenuto di sodio
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per capsule rigida gastroresistente, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Lansoprazolo viene metabolizzato dal citocromo P450 e in particolare attraverso gli isoenzimi CYP3A e CYP2C19.
Gli studi condotti su soggetti sani non hanno evidenziato interazioni clinicamente significative di lansoprazolo con altri medicamenti a loro volta metabolizzati attraverso il citocromo P450, quali warfarin, paracetamolo, indometacina, ibuprofene, fenitoina, propranololo, prednisone, diazepam o claritromicina. Tali sostanze vengono metabolizzate attraverso diversi isoenzimi CYP, come CYP1A2, CYP2C9, CYP2C19, CYP2D6 e CYP3A.
Lansoprazolo può aumentare le concentrazioni plasmatiche dei medicamenti metabolizzati dal CYP3A4. Si raccomanda cautela quando si combina lansoprazolo a principi attivi metabolizzati attraverso questo enzima e che presentano un ristretto indice terapeutico.
Inibitori o induttori del CYP2C19
Si deve considerare una diminuzione della dose di lansoprazolo quando quest'ultimo viene associato all'inibitore del CYP2C19 fluvoxamina. La concentrazione plasmatica di lansoprazolo può aumentare fino a quattro volte.
Gli induttori degli enzimi CYP2C19 e CYP3A4 come la rifampicina e l'erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) possono ridurre notevolmente la concentrazione plasmatica di lansoprazolo.
Effetti di lansoprazolo su altri medicamenti
Teofillina
Con la somministrazione concomitante di lansoprazolo con teofillina, metabolizzata attraverso gli enzimi CYP1A2 e CYP3A, è stato osservato un lieve aumento (10%) della clearance di teofillina che tuttavia non ha pressoché alcuna rilevanza clinica.
In caso di assunzione concomitante di lansoprazolo e teofillina il paziente deve essere monitorato regolarmente.
Tacrolimus
La somministrazione concomitante di lansoprazolo aumenta l'esposizione media a tacrolimus (un substrato per CYP3A e P-gp) fino all'81%. È pertanto necessario monitorare le concentrazioni plasmatiche di tacrolimus all'inizio e alla fine del trattamento con lansoprazolo.
P-glicoproteina (P-gp)
È stato osservato che lansoprazolo inibisce la proteina di trasporto P-glicoproteina (P-gp) in vitro. La rilevanza clinica non è nota.
Anticoagulanti cumarinici
In soggetti sani la somministrazione singola o ripetuta di 60 mg di lansoprazolo non ha influito né sulla farmacocinetica degli enantiomeri di warfarin né sul tempo di protrombina. Sono stati tuttavia segnalati casi di aumento del tempo di protrombina come rapporto (INR, rapporto internazionale normalizzato) e un prolungamento del tempo di protrombina in pazienti che assumevano contemporaneamente inibitori di pompa protonica, incluso lansoprazolo, e warfarin. Un controllo dell'INR e del tempo di protrombina può essere necessario nei pazienti trattati in concomitanza con inibitori di pompa protonica e warfarin.
Non sono disponibili dati corrispondenti per l'acenocumarolo e il fenprocumone. Anche per queste sostanze è necessario un controllo dell'INR all'inizio o al momento dell'interruzione del trattamento.
Amoxicillina
Non sono state rilevate interazioni cliniche significative di lansoprazolo con amoxicillina.
Sucralfato
La somministrazione concomitante di 30 mg di lansoprazolo e 1 g di sucralfato ha determinato un ritardo dell'assorbimento di lansoprazolo e una riduzione del 17% della biodisponibilità. Gli inibitori di pompa protonica devono pertanto essere assunti almeno 30 minuti prima del sucralfato.
Antiacidi
In studi clinici sono stati somministrati antiacidi in concomitanza con lansoprazolo. Non è stata osservata alcuna influenza sull'effetto.
Medicamenti la cui cinetica di assorbimento dipende dal pH
Lansoprazolo induce una profonda e duratura inibizione della secrezione di acido gastrico. Lansoprazolo può pertanto influire sull'assorbimento di medicamenti la cui disponibilità dipende dal pH gastrico.
Inibitori della proteasi dell'HIV
L'assunzione concomitante di lansoprazolo con inibitori della proteasi dell'HIV, come atazanavir e nelfinavir, il cui assorbimento dipende da un pH intragastrico basso, non è raccomandata a causa della riduzione significativa della loro biodisponibilità.
In uno studio è stato dimostrato che la somministrazione concomitante di lansoprazolo (60 mg una volta al giorno) con 400 mg di atazanavir in soggetti sani ha causato una marcata diminuzione della disponibilità di atazanavir (riduzione del 90% circa di AUC e Cmax).
Antimicotici
L'assorbimento di ketoconazolo e itraconazolo dal tratto gastrointestinale è potenziato dalla presenza di acido gastrico. La somministrazione di lansoprazolo può causare concentrazioni sub-terapeutiche di ketoconazolo e itraconazolo e la combinazione con lansoprazolo deve essere pertanto evitata.
Digossina
La somministrazione concomitante di lansoprazolo e digossina può portare ad un aumento dei livelli plasmatici di digossina. Occorre quindi monitorare i livelli plasmatici di digossina e, se necessario, aggiustare la dose di digossina quando si inizia o si termina il trattamento con lansoprazolo.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Non sono disponibili dati sufficienti sull'utilizzo in gravidanza. Gli studi sugli animali non indicano un effetto teratogeno. Studi sulla funzione riproduttiva hanno evidenziato una sopravvivenza leggermente ridotta e una lieve diminuzione del peso nei ratti e nei conigli dopo la somministrazione di dosi molto elevate di lansoprazolo. Gli effetti sulle ossa osservati in uno studio sullo sviluppo pre- e postnatale sui ratti si sono manifestati unicamente in relazione a un forte ritardo di crescita. I risultati degli studi non indicano effetti diretti sulla crescita o sullo sviluppo ossei.
È vietato somministrare il medicamento durante la gravidanza, a meno che non ciò non sia inequivocabilmente necessario.
Allattamento
Gli studi sugli animali indicano che lansoprazolo è escreto nel latte materno. Non sono disponibili informazioni in merito alla possibile escrezione di lansoprazolo nel latte materno nelle donne che allattano. La somministrazione di Lansoprazole Spirig HC durante l'allattamento deve essere evitata, a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
In virtù dei possibili effetti indesiderati (ad es. capogiri, vertigini, disturbi della vista e sonnolenza), Lansoprazole Spirig HC può influenzare la capacità di guidare o di utilizzare macchinari.
Non sono stati effettuati studi in merito.
Effetti indesiderati
Lista degli effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati sono classificati secondo le categorie di sistemi organici MedDRA e frequenza, seguendo la seguente convenzione: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1'000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1'000), «molto raro» (<1/10'000) e «non nota» (non può essere stimato dai dati disponibili).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non comune: trombocitopenia, eosinofilia, leucopenia.
Raro: anemia.
Molto raro: agranulocitosi, pancitopenia.
Disturbi del sistema immunitario
Raro: reazioni da ipersensibilità con angioedema.
Molto raro: shock anafilattico.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto raro: aumento dei livelli dei trigliceridi e del colesterolo nel siero, iponatriemia.
Non nota: iponatriemia, ipomagnesemia (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali», l'ipomagnesiemia grave può essere associata a ipocalcemia e/o ipokaliemia).
Disturbi psichiatrici
Non comune: depressione.
Raro: insonnia, allucinazioni, confusione.
Patologie del sistema nervoso
Comune: cefalea, capogiro.
Raro: irrequietezza, vertigini, parestesia, sonnolenza, tremore.
Patologie dell'occhio
Raro: disturbi della vista.
Patologie gastrointestinali
Comune: nausea, diarrea, dolore gastrico, polipi ghiandolari fundici (benigni), stipsi, vomito, flatulenza, bocca o gola secca.
Raro: glossite, candidiasi dell'esofago, pancreatite, disturbi del gusto.
Molto raro: colite, stomatite.
Patologie epatobiliari
Comune: aumento dei valori degli enzimi epatici (AST, ALT, fosfatasi alcalina, LDH, γ-GT).
Raro: epatite, ittero.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: orticaria, prurito, eruzione cutanea.
Raro: petecchie, porpora, perdita di capelli, eritema multiforme, fotosensibilità.
Molto raro: sindrome di Stevens-Johnson (SSJ), sindrome di Lyell, lupus eritematoso cutaneo subacuto (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Non nota: esantema da farmaco con eosinofilia e manifestazioni sistemiche (DRESS), pustulosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), eritema multiforme.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Non comune: artralgia, mialgia, fratture dell'anca, del polso o della colonna vertebrale.
Patologie renali e urinarie
Raro: nefrite tubulointerstiziale (che può progredire a insufficienza renale).
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Raro: ginecomastia.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: stanchezza.
Non comune: edema.
Raro: febbre, iperidrosi, anoressia, impotenza.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non sono stati riportati casi di sovradosaggio. In studi clinici sono state somministrate dosi orali giornaliere fino a 180 mg di lansoprazolo e dosi e.v. fino a 90 mg di lansoprazolo senza effetti collaterali rilevanti.
Trattamento
In caso di sospetto sovradosaggio, il paziente deve essere monitorato. Lansoprazolo non può essere eliminato in misura significativa tramite emodialisi. Se necessario, si raccomandano svuotamento gastrico, carbone attivo e terapia sintomatica.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
A02BC03
Meccanismo d'azione
Lansoprazolo svolge un'azione antiulcerosa, inibendo l'H+/K+ATPasi (pompa protonica) delle cellule parietali dello stomaco nello stadio finale della secrezione acida. In tal modo riduce la secrezione acida (volume di acido e valori di pH) indipendentemente dal tipo di stimolazione.
Farmacodinamica
Cfr. «Meccanismo d'azione».
Efficacia clinica
In studi clinici, con la somministrazione di lansoprazolo in combinazione con claritromicina e amoxicillina o metronidazolo (cfr. «Posologia/impiego») sono stati raggiunti tassi di eradicazione di 'H. pylori fino al 90%.
Farmacocinetica
Assorbimento
I parametri farmacocinetici quali assorbimento, concentrazioni plasmatiche di picco, biodisponibilità ed emivita mostrano significative variazioni inter- e intra-individuali.
Dopo l'assunzione delle capsule rigide (con pellet gastroresistenti), l'assorbimento avviene con un tempo di latenza di circa mezz'ora, il picco dei livelli plasmatici, con una Cmax di circa 1000 ng/ml, si manifesta dopo circa 1,5 ore.
La biodisponibilità assoluta di lansoprazolo nei soggetti a digiuno, rispetto alla somministrazione e.v., è del 70-80% per una dose mattutina da 30 mg di lansoprazolo. La sostanza non mostra alcun effetto di «primo passaggio». L'assunzione concomitante di cibo rallenta la velocità di assorbimento di lansoprazolo e riduce la biodisponibilità fino al 50%.
Distribuzione
Il volume di distribuzione è di 29±4 l e il legame al le proteine plasmatiche è del 97%.
Metabolismo
Lansoprazolo viene per lo più metabolizzato in 5-idrossi derivato e solfone.
Gli studi sugli animali hanno dimostrato il passaggio di lansoprazolo nella placenta con concentrazioni plasmatiche fetali superiori a quelle del sangue materno, il passaggio di lansoprazolo e dei suoi metaboliti nel latte materno, nonché un lieve passaggio nel liquor e nel SNC.
Eliminazione
L'emivita di eliminazione è di circa 1,5 ore. L'eliminazione avviene per il 32% nell'urina e per il 64% nelle feci.
La clearance corporea totale in soggetti sani dopo la somministrazione di un'unica dose da 30 mg di lansoprazolo varia da individuo a individuo ed è compresa tra 11 e 18 l/h.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
Nei pazienti con insufficienza epatica, i valori dell'AUC di lansoprazolo nel plasma aumentano di 2-5 volte a seconda della gravità della patologia epatica. È stato osservato un aumento dell'emivita di 3-7 ore nei pazienti con patologie epatiche.
Disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con compromissione significativa della funzionalità renale, il legame alle proteine plasmatiche è diminuito di circa l'1-1,5% dopo la somministrazione di 60 mg di lansoprazolo. L'emivita e l'AUC sono diminuite nei pazienti con insufficienza renale. Le variazioni in termini di Cmax e tmax sono minime in rapporto ai pazienti non affetti da patologie renali. Lansoprazolo non viene eliminato mediante emodialisi.
Pazienti anziani
È stato osservato un aumento dell'emivita di circa 2, massimo 3 ore nei pazienti anziani. L'AUC di lansoprazolo nel plasma è raddoppiata nei pazienti anziani.
Bambini e adolescenti
Sulla base dei dati disponibili, la farmacocinetica nei bambini (dai 12 mesi) è comparabile a quella degli adulti nell'intervallo posologico raccomandato.
Scarsi metabolizzatori del CYP2C19
CYP2C19 è soggetto ad un poliformismo genetico e il 2-6% della popolazione, i cosiddetti scarsi metabolizzatori (PM = poor metaboliser) è omozigote per l'allele mutante CYP2C19 e quindi perdono l'enzima funzionale CYP2C19. L'esposizione a lansoprazolo è diverse volte più alto nei PM che nei metabolizzatori estensivi (EM = extensive metaboliser).
Dati preclinici
I dati preclinici degli studi convenzionali su farmacologia di sicurezza, tossicità per somministrazione ripetuta, tossicità per la riproduzione e per lo sviluppo pre- e postnatale non evidenziano alcun rischio particolare per l'essere umano.
Cancerogenicità
Negli studi condotti sui ratti per l'intera durata della vita sono stati osservati tumori allo stomaco.
È stata osservata una maggiore incidenza di atrofia spontanea della retina negli studi condotti sui ratti per l'intera durata della vita. Tali lesioni, note nei ratti di laboratorio albini, non si sono manifestate nelle scimmie o nei cani o negli studi condotti sui topi per l'intera durata della vita. Le lesioni sono state considerate come manifestazioni specifiche dei ratti.
In due studi di carcinogenicità sui ratti, lansoprazolo ha causato iperplasia dose-dipendente della cellule gastriche ECL e carcinoidi cellulari ECL associati ad un'ipergastrinemia dovuta all'inibizione della secrezione acida. È stata osservata metaplasia intestinale, sotto forma di iperplasia delle cellule di Leydig e tumori benigni delle cellule di Leydig. Dopo 18 mesi di trattamento è stata osservata atrofia della retina. Ciò non è stato osservato nelle scimmie, cani o topi. Negli studi di carcinogenicità sul topo si è sviluppata iperplasia dose-dipendente delle cellule gastriche ECL come pure tumori epatici e adenomi della rete testicolare.
La rilevanza clinica di questi risultati è sconosciuta.
Altri dati
Studi sugli animali giovani:
Cinque studi condotti con lansoprazolo su animali giovani non hanno evidenziato differenze legate al trattamento tra animali giovani e adulti.
È stato condotto un ulteriore studio di otto settimane su ratti giovani per studiare i possibili effetti di lansoprazolo sulle ossa. Gli effetti sulle ossa osservati si sono manifestati unicamente in relazione a un forte ritardo di crescita. I risultati degli studi non indicano effetti diretti sulla crescita o sullo sviluppo ossei.
Questo studio di otto settimane ha inoltre evidenziato un ispessimento delle pareti cardiache con una dose da 500 mg/kg/giorno, corrispondente a circa 11 volte l'esposizione prevista nell'uomo sulla base dell'AUC. Dopo una fase di recupero senza trattamento di 4 settimane, tali alterazioni sono scomparse o hanno mostrato una tendenza alla regressione.
In uno studio di follow-up con lansoprazolo sulla sensibilità per lo sviluppo, i ratti giovani (meno di 21 giorni dalla nascita, corrispondenti a circa 2 anni di età nell'uomo) hanno mostrato una maggiore tendenza allo sviluppo di ispessimento delle valvole cardiache, mentre l'ispessimento delle valvole si verifica con una minore esposizione (circa 4 volte l'esposizione prevista nell'uomo sulla base dell'AUC) negli animali che hanno ricevuto le dosi a partire dal 14° giorno dopo la nascita (corrispondenti a circa 1 anno di età nell'uomo).
La rilevanza di tali risultati per i bambini di età <12 anni non è nota. I risultati di questi studi non sono rilevanti per i pazienti adolescenti di età ≥12 anni.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C) nella confezione originale e al riparo dall'umidità.
Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
70352 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Spirig HealthCare SA, 4622 Egerkingen.
Stato dell'informazione
Novembre 2024
31979 — 10/10/2025