SPEDIFEN gran 400 mg
Zambon Switzerland Ltd
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Spedifen
Composizione
Principi attivi
Ibuprofenum (ut Ibuprofenum argininum).
Sostanze ausiliarie
Granulato da 400 mg e 600 mg: Argininum, Natrii hydrogenocarbonas, Saccharinum natricum (E954) 20 mg, Saccharum 1770 mg resp. 1285 mg, Aspartamum (E951) 60 mg, Arom.: Albicocca.
Una bustina con dosaggio da 400 mg contiene 57 mg di sodio, una bustina con dosaggio da 600 mg contiene 84,35 mg di sodio.
Compresse pellicolari da 400 mg: Argininum, Natrii hydrogenocarbonas, Crospovidonum, Magnesii stearas; Rivestimento: Hypromellosum, Saccharum 16,7 mg, Titanii dioxidum (E171), Macrogolum 4000.
Una compressa pellicolare contiene 83 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Il granulato in bustina contiene 400 mg o 600 mg di Ibuprofenum ut Ibuprofenum argininum.
Le compresse pellicolari contengono 400 mg di Ibuprofenum ut Ibuprofenum argininum.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Spedifen è indicato per il trattamento dei dolori e delle malattie infiammatorie seguenti:
- Dolori d'origine diversa, in particolare di natura acuta come ad es. sintomi dell'artrosi cervicale, cefalea, mal di denti, dolori muscolari e osteoarticolari, lombalgie, dolori e infiammazioni post-traumatici e post-operatori;
- Dolori in ginecologia, come ad es. dismenorrea;
- Dolori cronici in caso di malattie reumatiche degenerative o infiammatorie così come in caso di rigidità articolare mattutina;
- Dolori reumatici extra-articolari;
- Febbre e dolori in presenza di malattie infettive (ad es. l'influenza).
Posologia/Impiego
Adulti e adolescenti dai 12 anni
La dose singola è abitualmente di 400-600 mg (massimo 800 mg).
La dose giornaliera media è di 1200-1800 mg.
In singoli casi la dose giornaliera può, se necessario, essere aumentata fino a un massimo di 2400 mg.
La dose giornaliera deve essere suddivisa in 3-4 somministrazioni (le indicazioni in mg si riferiscono all'acido libero ibuprofene).
Bambini e adolescenti
Spedifen non è adatto per i bambini sotto i 12 anni.
Modo di somministrazione
La dose efficace più bassa deve essere usata per il periodo più breve necessario ad alleviare i sintomi (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Assumere le compresse pellicolari con abbondante liquido.
Sciogliere il granulato in un bicchiere d'acqua (non acqua minerale gassata) e assumere immediatamente.
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.
Anamnesi di broncospasmo, orticaria o sintomi pseudoallergici a seguito dell'assunzione di acido acetilsalicilico o altri antinfiammatori non steroidei.
Anamnesi di sanguinamenti o perforazioni gastrointestinali a seguito dell'assunzione di altri antinfiammatori non steroidei.
Terzo trimestre di gravidanza (vedere «Gravidanza, Allattamento»).
Ulcera gastrica e/o duodenale attiva o sanguinamento gastrointestinale.
Patologie infiammatorie intestinali (come morbo di Crohn, colite ulcerosa).
Sanguinamenti cerebrovascolari.
Diatesi emorragica.
Gravi disfunzioni epatiche(cirrosi epatica e ascite).
Insufficienza renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min).
Insufficienza cardiaca grave (NYHA III-IV).
Trattamento del dolore postoperatorio a seguito di un'operazione di bypass coronarico (e/o utilizzo di una macchina cuore-polmoni).
Avvertenze e misure precauzionali
Avvertenza generale per l'utilizzo di antinfiammatori non steroidei (FANS) sistemici
Effetti gastrointestinali
Durante il trattamento con antinfiammatori non steroidei (FANS), COX-2 selettivi e non, possono insorgere in qualsiasi momento, anche senza sintomi di allarme o segnali anamnestici, ulcerazioni, sanguinamenti o perforazioni gastrointestinali. Per ridurre questo rischio, dovrebbe essere somministrata la dose efficace più bassa nell'ambito di una terapia della più breve durata possibile.
I pazienti con tossicità gastrointestinale nell'anamnesi, in particolare in pazienti anziani, devono riferire qualunque sintomo addominale inconsueto (soprattutto sanguinamenti gastrointestinali).
Se in pazienti trattati con ibuprofene si manifestano sanguinamenti o ulcere gastrointestinali, è necessario interrompere il trattamento.
Si raccomanda cautela se i pazienti assumono in concomitanza medicamenti che possono aumentare il rischio di ulcere o sanguinamenti come, ad esempio, corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o inibitori dell'aggregazione piastrinica come l'acido acetilsalicilico (vedere anche in «Interazioni»).
Effetti cardiovascolari o cerebrovascolari
Per determinati inibitori selettivi della COX-2, studi controllati con placebo, hanno evidenziato un aumento del rischio di complicanze trombotiche cardiovascolari e cerebrovascolari. Non è ancora noto se questo rischio sia direttamente correlato alla selettività COX-1/COX-2 dei singoli FANS. Studi clinici suggeriscono che l'uso di ibuprofene, in particolare a dosi elevate (2400 mg al giorno), è associato a un lieve aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad es. infarto cardiaco e ictus). Nel complesso, gli studi epidemiologici non indicano un'associazione tra ibuprofene a basso dosaggio (ad es. ≤1200 mg/giorno) e un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi.
I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca (NYHA II), cardiopatia ischemica preesistente, arteriopatia obliterante periferica e/o malattie cerebrovascolari devono essere trattati con ibuprofene solo dopo attenti accertamenti ed evitando posologie elevate (2400 mg/giorno).
Un'attenta valutazione è inoltre opportuna prima di iniziare un trattamento a lungo termine in pazienti che presentano fattori di rischio per eventi cardiovascolari (ad es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo), in particolare se sono necessarie dosi elevate di ibuprofene (2400 mg/giorno).
Sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis in pazienti trattati con ibuprofene. La sindrome di Kounis è stata definita come sintomi cardiovascolari secondari ad una reazione allergica o di ipersensibilità associata alla costrizione delle arterie coronariche e che può indurre l'infarto miocardico.
Effetti renali
Gli effetti renali dei FANS comprendono ritenzione idrica con edema e/o ipertensione arteriosa. Pertanto, in pazienti con funzionalità cardiaca compromessa e altri stati predisponenti alla ritenzione idrica, l'ibuprofene deve essere usato solo con cautela.
I pazienti con forte disidratazione o variazioni di volume postoperatorie devono essere reidratati prima di iniziare una terapia con ibuprofene e successivamente tenuti sotto stretto monitoraggio. Sussiste il rischio di disturbi della funzionalità renale, specialmente in bambini e adolescenti disidratati.
Nel corso di una terapia di lunga durata, come per altri FANS, possono manifestarsi necrosi papillare renale e altre lesioni del tessuto renale. È stata osservata una tossicità renale anche in pazienti nei quali le prostaglandine renali svolgono una funzione di supporto rispetto alla perfusione renale. In questi pazienti, la somministrazione di FANS può determinare una riduzione dose-dipendente della formazione delle prostaglandine nei reni, ridurre il flusso ematico renale e provocare uno scompenso renale manifesto. Queste reazioni si manifestano prevalentemente in pazienti con insufficienza renale, cardiaca, epatica, in caso di assunzione concomitante di diuretici o ACE-inibitori e in pazienti anziani.
Pazienti anziani
In pazienti anziani, a seguito dell'assunzione di FANS, sussiste un'aumentata incidenza d'insorgenza di effetti indesiderati, in particolare sanguinamenti e perforazioni gastrointestinali, anche con esito fatale.
Patologie respiratorie
In pazienti che soffrono o hanno sofferto d'asma bronchiale, di rinite cronica o d'una malattia allergica, l'ibuprofene può provocare un broncospasmo, un'orticaria o un angioedema.
Meningite asettica
In pazienti con lupus eritematoso sistemico o collagenosi, a causa d'un aumento del rischio di meningite asettica.
Altri FANS
L'utilizzo di ibuprofene in combinazione con dei FANS, inclusi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi-2, deve essere evitato.
Reazioni avverse cutanee severe
Reazioni avverse cutanee severe, inclusi dermatite esfoliativa, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell), reazione da medicamento con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS) e casi di pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG), che possono essere pericolosi per la vita o fatali, sono stati segnalati in associazione all'uso d'ibuprofene (vedere «Effetti indesiderati»). La maggior parte di queste reazioni si è verificata entro il primo mese. Se compaiono segni e sintomi suggestivi a queste reazioni, l'ibuprofene deve essere interrotto immediatamente e deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo (a seconda dei casi).
Mascheramento dei sintomi di infezioni sottostanti
L'ibuprofene può mascherare i sintomi di infezione, cosa che potrebbe ritardare l'avvio di un trattamento adeguato e peggiorare pertanto l'esito dell'infezione. Ciò è stato osservato nella polmonite batterica acquisita in comunità e nelle complicanze batteriche della varicella. In casi isolati, in associazione temporale con l'uso di FANS, è stato descritto un peggioramento delle infiammazioni infettive (ad es. sviluppo di fascite necrotizzante). Quando l'ibuprofene è somministrato per il sollievo dalla febbre o dal dolore correlati a infezione, è consigliato il monitoraggio dell'infezione. In contesti non ospedalieri, il paziente deve rivolgersi al medico se i sintomi persistono o peggiorano.
Disturbi della vista
I pazienti che soffrono di disturbi della vista nel corso della terapia con ibuprofene devono interrompere il trattamento e sottoporsi a un esame oftalmologico.
Test di funzionalità epatica
I FANS possono generare un aumento dei valori dei test di funzionalità epatica.
Sostanze ausiliarie di particolare interesse
Spedifen granulato contiene 60 mg di aspartame. L'aspartame ingerito oralmente viene idrolizzato nel tratto gastrointestinale. La fenilalanina è il principale prodotto della sua idrolisi.
Spedifen granulato 400 mg e 600 mg contengono 57 mg risp. 84,35 mg di sodio per bustina, equivalente al 2,85 % risp. 4,22 % dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Spedifen compresse pellicolari 400 mg contengono 83 mg di sodio per compressa pellicolare, equivalente al 4 % dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
I pazienti affetti da rari problemi ereditari d'intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio o da insufficienza di sucrasi isomaltasi, non devono assumere questo medicamento, poiché le forme farmaceutiche granulato e compresse pellicolari contengono saccarosio.
Spedifen granulato può, in caso d'assunzione prolungata come ad esempio per due settimane o più, essere dannoso per i denti.
Interazioni
Altri antiflogistici non steroidei inclusi inibitori della COX-2 e/o glucocorticoidi nonché alcol: intensificazione degli effetti collaterali gastrointestinali, aumento del rischio di sanguinamenti gastrointestinali. L'acido salicilico disloca l'ibuprofene dal legame proteico. In caso d'assunzione concomitante è richiesta cautela, poiché ciò può aumentare il rischio di effetti indesiderati gastrointestinali.
Acido acetilsalicilico (basso dosaggio): dati sperimentali indicano che l'ibuprofene in somministrazione concomitante può inibire l'efficacia dell'acido acetilsalicilico a basso dosaggio sull'aggregazione piastrinica. Tuttavia, i dati a riguardo sono limitati e l'estrapolazione di dati ex vivo alla situazione clinica è incerta. Pertanto, non è possibile trarre conclusioni definitive nel caso di un'assunzione regolare di ibuprofene; un effetto clinicamente rilevante sembra improbabile con l'assunzione occasionale di ibuprofene (vedere «Proprietà/Effetti»).
Probenecid, sulfinpirazone: escrezione rallentata dell'ibuprofene; l'effetto uricosurico di probenecid e sulfinpirazone viene indebolito.
Anticoagulanti orali: gli antiflogistici non steroidei possono potenziare l'effetto degli anticoagulanti come warfarin.
Inibitori dell'aggregazione piastrinica e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina: aumento del rischio di sanguinamenti gastrointestinali.
Antidiabetici: l'ibuprofene potenzia l'effetto ipoglicemizzante degli antidiabetici orali e dell'insulina. Può essere necessario un aggiustamento della posologia.
Aminoglicosidi: gli antinfiammatori non steroidei possono ridurre l'escrezione degli aminoglicosidi.
Diuretici: l'efficacia della furosemide e dei diuretici tiazidici può essere ridotta, probabilmente a causa della ritenzione di sodio che si basa su un'inibizione della sintesi delle prostaglandine nei reni.
Antipertensivi: bisogna aspettarsi una diminuzione dell'efficacia degli antipertensivi. Di conseguenza, il trattamento concomitante con FANS e ACE-inibitori o un preparato betabloccante può aumentare il rischio di un'insufficienza renale acuta.
Antagonisti H2 dell'istamina: un'interazione clinica significativa dell'ibuprofene con la cimetidina o la ranitidina non è stata dimostrata.
Digossina: la concentrazione plasmatica della digossina può essere aumentata.
Fenitoina: la concentrazione plasmatica della fenitoina può essere aumentata.
Litio: la concentrazione plasmatica del litio può essere aumentata.
Metotrexato: aumento della tossicità del metotrexato.
Zidovudina: l'assunzione concomitante di zidovudina e ibuprofene aumenta il rischio di emartrosi ed ematomi in soggetti emofilici HIV (+).
Tacrolimus: in caso di assunzione concomitante di tacrolimus e ibuprofene, il rischio di nefrotossicità può essere aumentato.
Voriconazolo o fluconazolo: l'assunzione concomitante di voriconazolo, fluconazolo e d'ibuprofene può portare a un aumento dell'esposizione e della concentrazione plasmatica di ibuprofene.
Mifepristone: l'assunzione concomitante di FANS può portare a un aumento dell'esposizione ai FANS.
In teoria, l'efficacia di mifepristone può diminuire a causa delle proprietà anti-prostaglandine dei FANS. Studi indicano che una co-somministrazione di ibuprofene nel giorno di somministrazione delle prostaglandine (o al bisogno) non ha alcun effetto negativo sull'azione di mifepristone o sull'efficacia clinica di un'interruzione della gravidanza.
Baclofene: aumento della tossicità del baclofene.
Chinoloni: l'assunzione concomitante di FANS può portare a un aumento del rischio di crisi convulsive.
Ciclosporina: l'azione nefrotossica può essere aumentata.
Estratti vegetali: il ginkgo biloba può potenziare il rischio di sanguinamenti associati ai FANS.
Interazioni con test diagnostici:
- Tempo di sanguinamento (può prolungare il tempo di sanguinamento fino a 1 giorno dopo l'interruzione della terapia)
- Concentrazione sierica del glucosio (può diminuire)
- Clearance della creatinina (può diminuire)
- Ematocrito o emoglobina (può diminuire)
- BUN, concentrazioni sieriche di creatinina e kaliemia (possono aumentare)
- Test di funzionalità epatica (aumento delle transaminasi).
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Un'inibizione della sintesi delle prostaglandine può influenzare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio-fetale. I dati derivanti dagli studi epidemiologici evidenziano un rischio aumentato di aborto spontaneo, nonché di malformazioni cardiache e gastroschisi, a seguito dell'utilizzo di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nei primi mesi di gravidanza. Si presume che il rischio aumenti con l'aumentare del dosaggio e della durata della terapia.
Negli animali è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine determina un aumento della perdita di pre- e post impianto e letalità embrio-fetale. Inoltre, è stato riferito un aumento dell'incidenza di diverse malformazioni, incluse le malformazioni cardiovascolari, negli animali che avevano ricevuto un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante la fase dell'organogenesi.
Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, Spedifen dovrebbe essere somministrato solo laddove ciò sia assolutamente necessario. Se Spedifen è utilizzato in una donna che sta cercando una gravidanza o se è utilizzato nel primo o nel secondo trimestre di gravidanza, la dose dovrebbe essere la più bassa possibile e la durata del trattamento dovrebbe essere la più breve possibile.
Oligoidramnios/Insufficienza renale neonatale/Costrizione del dotto arterioso
L'assunzione di FANS durante la ventesima settimana di gravidanza o più tardi può causare disturbi della funzione renale nel feto, con conseguente oligoidramnios e, in alcuni casi, un'insufficienza renale neonatale. Questi effetti indesiderati compaiono, in media, dopo alcuni giorni o alcune settimane di trattamento, sebbene l'oligoidramnios sia stato segnalato raramente già 48 ore dopo l'inizio del trattamento con FANS. L'oligoidramnios è spesso, ma non sempre, reversibile con l'interruzione del trattamento. Le complicazioni d'un oligoidramnios prolungato possono, per esempio, includere delle contratture degli arti ed un ritardo nella maturazione polmonare. Dopo l'immissione sul mercato, alcuni casi di compromissione della funzione renale neonatale hanno richiesto procedure invasive come exsanguinotrasfusione o dialisi.
Inoltre, una costrizione del dotto arterioso è stata segnalata dopo il trattamento durante il secondo trimestre, la quale si è risolta nella maggior parte dei casi dopo l'interruzione del trattamento.
Il monitoraggio ecografico del liquido amniotico e del cuore fetale è da considerare, se il trattamento con Spedifen dura più di 48 ore.
Interrompere il trattamento con Spedifen in caso d'oligoidramnios o di costrizione del dotto arterioso ed effettuare una visita di controllo secondo la pratica clinica.
Spedifen è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. Tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono:
- Esporre il feto ai seguenti rischi:
- Tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);
- Disturbi della funzionalità renale che progrediscono in insufficienza renale con oligoidramnios.
- Esporre madre e figlio ai seguenti rischi:
- Possibile estensione del tempo di coagulazione, un effetto di inibizione dell'aggregazione piastrinica che può verificarsi anche con l'uso di dosi molto ridotte;
- Inibizione delle contrazioni uterine, con conseguente ritardo o prolungamento del parto.
Allattamento
I FANS vengono escreti nel latte materno. Pertanto, in via precauzionale, Spedifen non dovrebbe essere assunto da donne che allattano. Se il trattamento è indispensabile, è necessario passare all'allattamento in biberon.
Fertilità
L'utilizzo di ibuprofene può compromettere la fertilità femminile ed è dunque sconsigliato nelle donne che cercano di rimanere incinta. Nelle donne che hanno difficoltà a rimanere incinta o che sono sottoposte a esami per l'infertilità è bene valutare una sospensione dell'assunzione di ibuprofene.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Per via dei possibili effetti indesiderati, Spedifen può avere un effetto sulla capacità di guidare veicoli e sulla capacità di utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati sono indicati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1'000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1'000), molto raro (<1/10'000), non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro: effetti ematologici come agranulocitosi, trombocitopenia, neutropenia, anemia aplastica, anemia emolitica.
Non nota: anemia.
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: reazione allergica.
Raro: sindrome del lupus eritematoso, meningite asettica in pazienti che soffrono di una malattia autoimmune come, ad es., lupus eritematoso, anemia emolitica autoimmune, anafilassi.
Non nota: shock anafilattico.
Disturbi psichiatrici
Da non comune a comune: depressione, ansia, stato confusionale.
Molto raro: stati psicotici.
Patologie del sistema nervoso
Comune: cefalea, capogiro.
Da non comune a comune: effetti a carico del sistema nervoso centrale come limitazione della capacità di reazione (in particolare nell'interazione con alcol), sonnolenza.
Raro: parestesie.
Patologie dell'occhio
Da non comune a comune: disturbo visivo. I disturbi della vista sono normalmente reversibili con l'interruzione del trattamento.
Raro: ambliopia tossica, neurite ottica.
Non nota: papilledema.
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Da non comune a comune: disturbo dell'orecchio, durezza di orecchio.
Patologie cardiache
Non nota: insufficienza cardiaca, sindrome di Kounis.
Patologie vascolari
Non nota: trombosi arteriosa, ipertensione, ipotensione.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: broncospasmo, asma, asma aggravata, dispnea.
Raro: rischio di edema polmonare acuto in pazienti con insufficienza cardiaca.
Non nota: irritazione della gola.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: dispepsia, diarrea.
Comune: effetti collaterali gastrointestinali come nausea, pienezza addominale, bruciore di stomaco, dolore addominale, anoressia, stipsi, flatulenza, vomito, gastrite erosiva, perdita di sangue dal retto (fino all'anemia).
Non comune: ulcera peptica, emorragia gastrointestinale, melena, gastrite.
Raro: ulcerazione o perforazione nel tratto gastrointestinale con emorragie, ematemesi, stomatite ulcerosa, colite aggravata, morbo di Crohn aggravato.
Patologie epatobiliari
Raro: patologie epatiche, insufficienza epatica.
Non nota: lesione del fegato, epatite, itterizia.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: reazioni di ipersensibilità come orticaria, porpora, prurito, esantema.
Non comune: angioedema.
Molto raro: eruzioni cutanee bollose, reazioni avverse cutanee severe (inclusi eritema multiforme, dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica), reazione di fotosensibilità.
Non nota: aggravamento delle reazioni cutanee, reazione da medicamento con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS), pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG), eruzione fissa da farmaci (FDE).
Patologie renali e urinarie
Raro: ematuria, necrosi papillare renale, nefrite interstiziale, disturbi della funzionalità renale con formazione di edema.
Molto raro: insufficienza renale acuta.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Non nota: edema.
Esami diagnostici
Raro: prova di funzionalità epatica anormale.
Non nota: prova di funzionalità renale anormale.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
I sintomi lievi comuni d'un sovradosaggio includono nausea, vomito, capogiri, sonnolenza, tremore; più raramente si verificano cefalea, tinnito, atassia, tachicardia, miosi e aumento reversibile delle transaminasi e della bilirubina nonché trombocitopenia.
L’uso prolungato a dosi superiori a quelle raccomandate può causare ipokaliemia severa e acidosi tubulare renale. I sintomi possono includere ridotto livello di coscienza e debolezza generalizzata.
I sintomi severi sono rari e comprendono perdita di coscienza (coma), acidosi metabolica, crisi convulsive e insufficienza renale acuta; nei bambini <2 anni anche apnea.
A partire da 400 mg/kg sono possibili sintomi severi, benché dosi fino a 60 g siano state tollerate senza problemi e dosi fino a 100 g non siano state letali. Nelle persone anziane, nei bambini piccoli, in caso di malattie epatiche o renali e d'alcolismo cronico possono manifestarsi sintomi severi già a dosi più basse.
Trattamento
A partire da una dose >200 mg/kg (bambino piccolo) o 20 g (adulti), deve essere effettuata una decontaminazione con carbone attivo (1 g/kg di peso corporeo come sospensione acquosa in un'unica somministrazione per os). In caso d'un sovradosaggio eccessivo, lavanda gastrica seguita da carbone attivo entro 1 ora dall'assunzione. Monitoraggio medico a partire da 300 mg/kg e in tutti i pazienti a più alto rischio. Durata del monitoraggio: 4 ore, in caso di preparati a rilascio prolungato (retard): 12 ore. Controlli di laboratorio: transaminasi, creatinina, bilirubina; in pazienti sintomatici anche emogasanalisi, elettroliti, piastrine.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
M01AE01
Meccanismo d'azione
Spedifen contiene il principio attivo ibuprofene sotto forma di sale di arginato.
L'ibuprofene è un antinfiammatorio non steroideo con proprietà analgesiche, antireumatiche e antipiretiche. La sua azione si basa prevalentemente su un'inibizione della sintesi delle prostaglandine che giocano un ruolo nei processi infiammatori e dolorosi.
Farmacodinamica
L'ibuprofene arginato presenta le stesse proprietà farmacologiche dell'ibuprofene, ma si distingue per la sua maggiore solubilità in acqua.
Efficacia clinica
L'azione inizia all'incirca dopo 30 minuti.
Farmacocinetica
Assorbimento
Granulato: concentrazioni massime di principio attivo mediamente di 25 o 57 µg/ml vengono raggiunte nel siero 17-24 minuti dopo l'assunzione orale di 200 mg o 400 mg di ibuprofene (come ibuprofene arginato).
Compresse pellicolari: concentrazioni massime di principio attivo mediamente di 24 o 40 µg/ml di ibuprofene vengono raggiunte nel siero 28-42 minuti dopo l'assunzione orale di 200 mg o 400 mg di ibuprofene (come ibuprofene arginato).
Se Spedifen viene assunto dopo i pasti, l'assorbimento è più lento e le concentrazioni plasmatiche massime sono più basse.
Distribuzione
L'emivita sierica è di 1,5-2 ore. Il legame con le proteine è del 99 % circa.
Metabolismo
Dopo metabolizzazione epatica, l'ibuprofene viene escreto rapidamente e prevalentemente per via renale, soprattutto sotto forma di metaboliti farmacologicamente inattivi.
Eliminazione
Un accumulo di ibuprofene non si verifica neppure nel corso di una terapia a lungo termine, poiché l'ibuprofene e i suoi metaboliti vengono eliminati pressoché completamente 24 ore dopo l'ultima somministrazione.
Dati preclinici
Mutagenicità
Studi in vitro e in vivo (batteri, linfociti umani) sulla mutagenicità non hanno prodotto evidenze di effetti mutageni dell'ibuprofene. In studi sul potenziale tumorigenico dell'ibuprofene in ratti e topi non sono emerse evidenze di effetti cancerogeni dell'ibuprofene.
Tossicità per la riproduzione
Studi sperimentali su due specie animali hanno mostrato che l'ibuprofene passa attraverso la placenta ma non hanno fornito evidenze di un effetto teratogeno.
Altre indicazioni
Influenza su metodi diagnostici
Raramente si osservano un aumento di urea, transaminasi e fosfatasi alcaline nel siero, una riduzione dei valori di emoglobina ed ematocrito, una riduzione della concentrazione sierica di calcio, un'inibizione dell'aggregazione piastrinica e un prolungamento del tempo di sanguinamento.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C), al riparo dall'umidità e fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
50063, 55677 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Zambon Svizzera SA, 6814 Cadempino
Stato dell'informazione
Dicembre 2024
3502 — 20/02/2025