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PARACETAMOLSINT sol perf 1 g/100ml (ec 04/26)

Sintetica SA

Informazione professionale approvata da Swissmedic

ParacetamolSINT

Sintetica SA

Composizione

Principi attivi

Paracetamolum 10 mg/ml

Sostanze ausiliarie

Mannitolum, dinatrii edetas, dinatrii phosphas dihydricus, acidum hydrochloricum e/o natrii hydroxidum (correzione del pH), aqua ad iniectabile q.s. ad solutionem pro 100 ml

La quantità di sodio è di 6,4 mg per 100 ml di soluzione.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione per infusione in flacone. Un flacone da 100 ml contiene 1 g di paracetamolo.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

•Trattamento a breve termine del dolore da lieve a moderato quando non è possibile la somministrazione per via orale (p.es. nell'immediato periodo post-operatorio, quando i farmaci antinfiammatori non steroidei sono spesso controindicati).

•Trattamento a breve termine della febbre.

Posologia/Impiego

L'uso di ParacetamolSINT è riservato ai pazienti di peso superiore a 33 kg.

Per prevenire il rischio di sovradosaggio, è necessario assicurarsi che gli altri medicamenti somministrati (con o senza prescrizione) non contengano paracetamolo.

Impiego

ParacetamolSINT è una soluzione pronta all'uso somministrata mediante infusione e.v. di 15 minuti. La sicurezza e l'efficacia di una somministrazione più lenta o più rapida non sono state studiate. Nei pazienti di peso inferiore a 50 kg, il volume per somministrazione di soluzione per infusione è di 1,5 ml/kg.

Posologia

La posologia si basa sul peso del paziente.

Pazienti di peso >50 kg

1 g di paracetamolo per somministrazione, fino a 4 volte al giorno. L'intervallo minimo tra le somministrazioni deve essere di almeno 4 ore e la dose massima somministrata nell'arco di 24 ore non deve superare i 4 g.

Adulti e bambini di peso superiore a 33 kg e inferiore a 50 kg

15 mg di paracetamolo per kg di peso corporeo per somministrazione, fino a 4 volte al giorno. L'intervallo minimo tra le somministrazioni deve essere di almeno 4 ore e la dose massima somministrata nell'arco di 24 ore non deve superare i 60 mg/kg.

Istruzioni posologiche speciali

In caso di insufficienza renale grave(clearance della creatinina pari a 10-30 ml/min), l'intervallo minimo tra le somministrazioni deve essere esteso a 6 ore (cfr. «Cinetica di gruppi di pazienti speciali»).

Nei pazienti di peso superiore a 33 kg e con epatopatia cronica o attiva compensata, soprattutto con insufficienza epatocellulare da lieve a moderata, alcolismo cronico, malnutrizione cronica (basse riserve di glutatione epatico) o disidratazione, nonché nei pazienti adulti con cachessia, si deve ridurre la dose o aumentare l'intervallo tra le dosi. La dose giornaliera di paracetamolo non deve superare i 2 g (cfr. «Cinetica di gruppi di pazienti speciali»).

Durata massima del trattamento

Durata del trattamento negli adulti e nei bambini: 2 giorni al massimo

Controindicazioni

•Ipersensibilità al paracetamolo, al propacetamolo (precursore del paracetamolo) o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie indicate nella composizione (cfr. la rubrica «Composizione»).

•Carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (può causare anemia emolitica).

•Iperbilirubinemia costituzionale ereditaria (sindrome di Gilbert).

•Insufficienza epatocellulare grave o epatopatia attiva scompensata.

•Compromissione renale molto grave (clearance della creatinina <10 ml/min).

Avvertenze e misure precauzionali

Il paracetamolo deve essere usato con cautela nei seguenti casi:

•insufficienza epatocellulare;

•insufficienza renale grave (clearance della creatinina ≤30 ml/min; cfr. «Farmacocinetica»);

•sono stati riportati casi di acidosi metabolica con gap anionico aumentato (HAGMA) dovuta ad acidosi da acido pirrolidoncarbossilico (5-ossoprolina) in pazienti affetti da malattie gravi, come insufficienza renale grave e sepsi, o in pazienti con malnutrizione o altre cause di carenza diglutatione (ad esempio, alcolismo cronico) trattati con una dose terapeutica di paracetamolo per un periodo prolungato o con una combinazione di paracetamolo e flucloxacillina.

In caso di sospetta HAGMA dovuta ad acidosi da acido pirrolidoncarbossilico, si raccomanda la sospensione immediata del paracetamolo e un attento monitoraggio. La misurazione dell'acido pirrolidoncarbossilico (5-ossoprolina) nelle urine può essere utile per identificare questa acidosi come causa sottostante di HAGMA nei pazienti con molteplici fattori di rischio.Se l'utilizzo di flucloxacillina prosegue dopo l'interruzione di paracetamolo, è consigliabile assicurarsi che non vi siano segni di acidosi metabolica con gap anionico aumentato, in quanto sussiste la possibilità che la flucloxacillina mantenga in essere il quadro patologico dell'acidosi metabolica con gap anionico aumentato (vedere «Interazioni»);

•alcolismo cronico;

•somministrazione concomitante di medicamenti potenzialmente epatotossici o di induttori degli enzimi epatici, o in caso di abuso di alcol. In queste circostanze è necessario valutare attentamente il rapporto beneficio/rischio, tenendo conto delle alternative terapeutiche;

•anoressia, bulimia, cachessia, malnutrizione cronica (basse riserve di glutatione epatico) (cfr. la rubrica «Posologia/impiego»);

•disidratazione, ipovolemia.

Nei pazienti con deplezione di glutatione, p.es. in caso di setticemia, la somministrazione di paracetamolo può aumentare il rischio di acidosi metabolica.

Occorre prestare cautela in caso di consumo eccessivo di alcol. L'alcol può aumentare l'epatotossicità del paracetamolo, soprattutto in presenza di carenza alimentare concomitante. In questi casi, anche una dose terapeutica di paracetamolo può causare danni epatici.

Dosaggi superiori alla posologia raccomandata comportano il rischio di danni epatici molto gravi. Generalmente, i sintomi clinici di un danno epatico si manifestano 1-2 giorni dopo un sovradosaggio di paracetamolo e raggiungono l'apice dopo 3-4 giorni. Il trattamento con un antidoto deve essere iniziato il prima possibile.

Il paracetamolo può causare reazioni cutanee gravi, come pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (TEN), che possono essere fatali. I pazienti devono essere informati dei sintomi delle reazioni cutanee gravi e l'uso del medicamento deve essere interrotto alla prima comparsa di reazioni cutanee o di altri segni di ipersensibilità.

Sodio

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per 100 ml, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

L'uso concomitante di ParacetamolSINT con altri medicamenti può aumentare il rischio di effetti indesiderati.

Fenitoina: l'uso concomitante di fenitoina può ridurre l'efficacia del paracetamolo e, per via dell'aumento dei metaboliti tossici del paracetamolo, può accrescere il rischio di epatotossicità. I pazienti trattati con fenitoina devono evitare l'uso eccessivo e/o cronico di paracetamolo. I pazienti devono essere monitorati per rilevare eventuali segni di epatotossicità.

La potenziale tossicità epatica dose-dipendente del paracetamolo può aumentare in caso di somministrazione concomitante di induttori del sistema del citocromo P 450, come isoniazide, rifampicina, anticonvulsivanti, barbiturici, zidovudina, anticoagulanti, amoxicillina/acido clavulanico e alcol.

La tossicità epatica può aumentare anche nei pazienti trattati con salicilamide, poiché quest'ultima prolunga l'emivita di eliminazione del paracetamolo.

Clorzoxazone: la somministrazione concomitante di paracetamolo e clorzoxazone aumenta l'epatotossicità di entrambe le sostanze.

Il paracetamolo prolunga l'emivita di eliminazione del cloramfenicolo di cinque volte.

La somministrazione concomitante di zidovudina e paracetamolo aumenta il rischio di neutropenia.

Il probenecid inibisce la coniugazione del paracetamolo con l'acido glucuronico, riducendo la clearance del paracetamolo di circa la metà. In caso di uso concomitante con probenecid, ridurre la dose di paracetamolo.

Anticoagulanti: la somministrazione concomitante di paracetamolo e anticoagulanti cumarinici può aumentare il rapporto internazionale normalizzato (INR). L'INR deve quindi essere monitorato molto attentamente durante il periodo di somministrazione concomitante e per una settimana dopo l'interruzione del trattamento con paracetamolo. Non ci sono dati sull'interazione tra il paracetamolo e i nuovi anticoagulanti orali (dabigatran, rivaroxaban, apixaban).

Flucloxacillina: si deve usare cautela quando il paracetamolo viene usato contemporaneamente alla flucloxacillina, poiché l'uso concomitante è stato associato ad un aumento dell'acidosi metabolica con gap anionico dovuto all'acidosi dell'acido piroglutammico (5-oxoprolina), in particolare nei pazienticon fattori di rischio (vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Gli studi epidemiologici sullo sviluppo neurologico dei bambini esposti al paracetamolo in utero non mostrano risultati chiari. Il rischio di danni funzionali e d'organo, malformazioni e disturbi dell'adattamento quando il paracetamolo viene usato a una posologia adeguata durante la gravidanza è attualmente considerato basso. Non esistono studi controllati nelle donne in gravidanza. Gli studi sugli animali non hanno evidenziato alcuna tossicità riproduttiva (cfr. «Dati preclinici»).

Se clinicamente necessario, il paracetamolo può essere assunto o usato durante la gravidanza. Tuttavia, si deve assumere o usare la dose efficace più bassa per il minor tempo possibile e con la frequenza più bassa possibile.

Allattamento

Il paracetamolo passa nel latte materno. La concentrazione nel latte materno è simile alla concentrazione momentanea nel plasma della madre. Sono stati riferiti casi di eruzione cutanea nei neonati allattati al seno. Tuttavia, non sono note conseguenze dannose permanenti per il lattante. Nonostante l'uso del paracetamolo sia considerato compatibile con l'allattamento, occorre prestare cautela quando si utilizza ParacetamolSINT durante l'allattamento.

Fertilità

Non sono disponibili dati clinici sulla fertilità. Negli studi condotti sugli animali con il paracetamolo è stato osservato un effetto sulla fertilità (cfr. «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi in merito.

Effetti indesiderati

Molto comuni (≥1/10), comuni (≥1/100, <1/10), non comuni (≥1/1000, <1/100), rari (≥1/10 000, <1/1000), molto rari (<1/10 000).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Rari: trombocitopenia di origine allergica, emolisi, leucopenia, pancitopenia, neutropenia, agranulocitosi.

Disturbi del sistema immunitario

Molto rari: reazioni allergiche quali edema di Quincke, patologie respiratorie, broncospasmo, sudorazione, nausea, riduzione della pressione arteriosa fino a shock anafilattico.

Una piccola percentuale di pazienti (5-10%) con asma indotta dall'acido acetilsalicilico o altre manifestazioni di intolleranza all'acido acetilsalicilico può reagire in modo analogo anche al paracetamolo (asma da analgesici).

Patologie vascolari

Rari: ipotensione.

Patologie epatobiliari

Cfr. le rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Posologia eccessiva».

Rari: transaminasi epatiche elevate.

In caso di sovradosaggio, può verificarsi necrosi epatica.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comuni: eruzione cutanea (arrossamento o orticaria).

Rari: esfoliazione, necrolisi epidermica tossica (TEN, sindrome di Lyell), sindrome di Stevens-Johnson (SJS).

Patologie renali e urinarie

In caso di sovradosaggio, può verificarsi nefrotossicità.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Rari: malessere.

Esperienza post-marketing:

Durante la sorveglianza post-marketing sono stati segnalati anche i seguenti effetti indesiderati (incidenza non determinata):

Patologie del sistema emolinfopoietico

Anemia emolitica (in particolare nei pazienti con carenza di G6PD).

Patologie cardiache

Tachicardia.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Acidosi metabolica con gap anionico aumentato (HAGMA)

Casi di acidosi metabolica con gap anionico aumentato dovuta ad acidosi piroglutammica (5-oxoprolina) sono stati osservati in pazienti con fattori dirischio che assumevano paracetamolo (vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). L'acidosi piroglutammica può verificarsi in questi pazienti a causa dei bassi livelli di glutatione.

Patologie gastrointestinali

Vomito, pancreatite.

Patologie epatobiliari

Colestasi, ittero, epatite fulminante, necrosi epatica, insufficienza epatica, enzimi epatici elevati.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Prurito, rossore, pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP).

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Reazione in sede di iniezione (eritema, prurito).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Il rischio di intossicazione è particolarmente elevato negli anziani, nei bambini piccoli, nei pazienti con epatopatia, in caso di alcolismo cronico, nei pazienti con malnutrizione cronica e nei pazienti trattati con induttori enzimatici. In questi casi, l'intossicazione può essere fatale.

Un sovradosaggio (dose singola pari o superiore a 7,5 g di paracetamolo negli adulti o dose singola pari o superiore a 140 mg/kg di peso corporeo nei bambini) provoca epatite citolitica, che può indurre necrosi epatica completa e irreversibile. Quest'ultima può causare insufficienza epatica acuta o fulminante, compromissione epatica, acidosi metabolica ed encefalopatia, che possono portare al coma e alla morte del paziente. Allo stesso tempo, da 12 a 48 ore dopo la somministrazione, si osservano un aumento dei livelli plasmatici di transaminasi epatiche (AST, ALT), lattato deidrogenasi e bilirubina, e una riduzione dei livelli di protrombina. I primi sintomi clinici di danno epatico si manifestano generalmente dopo 2 giorni e raggiungono l'apice dopo 3-4 giorni.

Nelle prime 24 ore non si riscontrano sintomi precoci specifici. Possono insorgere e persistere anoressia, nausea, vomito, malessere, pallore e dolore addominale. Il danno epatico può manifestarsi da 24 ore a 5 giorni dopo la somministrazione.

Il verificarsi di un sovradosaggio massivo, che rappresenta il rischio principale del paracetamolo (soprattutto con le compresse), sembra improbabile con ParacetamolSINT (somministrazione e.v. in ospedale).

Misure di emergenza

Indipendentemente dalla quantità di paracetamolo che si presume sia stata somministrata, in tutti i casi si deve somministrare N-acetilcisteina (NAC) per via endovenosa o orale il prima possibile (possibilmente nelle 10 ore successive al sovradosaggio). La NAC può offrire un certo grado di protezione anche dopo 10 ore, ma in questi casi occorre prolungare il trattamento. La concentrazione plasmatica di paracetamolo deve essere misurata il prima possibile (non prima di 3 ore dopo il sovradosaggio), ma non è necessario conoscere i risultati prima di iniziare il trattamento con NAC.

Concentrazioni plasmatiche >200 µg/ml dopo 4 ore, >100 µg/ml dopo 8 ore, >50 µg/ml dopo 12 ore e >30 µg/ml dopo 15 ore possono causare danni epatici, fino a coma epatico con esito fatale. L'epatotossicità è direttamente correlata alla concentrazione plasmatica.

I test epatici devono essere eseguiti al basale e ripetuti ogni 24 ore. Solitamente si osserva un aumento degli enzimi epatici (ALT e AST), che si risolve dopo una o due settimane. La somministrazione di un ulteriore trattamento sintomatico (dopo N-acetilcisteina per via e.v. o orale) viene decisa in base ai livelli ematici di paracetamolo e al tempo trascorso dal sovradosaggio di paracetamolo.

Proprietà/effetti

Codice ATC

N02BE01

Meccanismo d'azione

ParacetamolSINT, contenente il principio attivo paracetamolo, è un analgesico e antipiretico non salicilico e non oppiaceo. Per quanto riguarda l'effetto analgesico del paracetamolo, è stato stabilito che l'inibizione della sintesi delle prostaglandine è maggiore a livello centrale che periferico. L'effetto antipiretico si basa sull'inibizione dell'azione dei pirogeni endogeni sul centro termoregolatore ipotalamico. Il paracetamolo non mostra alcuna attività antinfiammatoria marcata e non esercita alcuna influenza sull'emostasi né sulla mucosa gastrica.

Farmacodinamica

In seguito alla somministrazione di paracetamolo mediante infusione endovenosa di 15 minuti, l'effetto analgesico massimo viene raggiunto in 1 ora; questo effetto analgesico dura solitamente da 4 a 6 ore.

In seguito alla somministrazione di paracetamolo mediante infusione endovenosa di 15 minuti, la febbre inizia a diminuire entro 30 minuti dall'inizio della somministrazione e l'effetto antipiretico dura almeno 6 ore.

Efficacia clinica

Nessun dato disponibile.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N02BE01

Meccanismo d'azione

ParacetamolSINT, contenente il principio attivo paracetamolo, è un analgesico e antipiretico non salicilico e non oppiaceo. Per quanto riguarda l'effetto analgesico del paracetamolo, è stato stabilito che l'inibizione della sintesi delle prostaglandine è maggiore a livello centrale che periferico. L'effetto antipiretico si basa sull'inibizione dell'azione dei pirogeni endogeni sul centro termoregolatore ipotalamico. Il paracetamolo non mostra alcuna attività antinfiammatoria marcata e non esercita alcuna influenza sull'emostasi né sulla mucosa gastrica.

Farmacodinamica

In seguito alla somministrazione di paracetamolo mediante infusione endovenosa di 15 minuti, l'effetto analgesico massimo viene raggiunto in 1 ora; questo effetto analgesico dura solitamente da 4 a 6 ore.

In seguito alla somministrazione di paracetamolo mediante infusione endovenosa di 15 minuti, la febbre inizia a diminuire entro 30 minuti dall'inizio della somministrazione e l'effetto antipiretico dura almeno 6 ore.

Efficacia clinica

Nessun dato disponibile.

Farmacocinetica

Assorbimento

La farmacocinetica del paracetamolo negli adulti è lineare fino a 2 g con una dose singola e dopo somministrazioni ripetute nell'arco di 24 ore.

La concentrazione plasmatica massima (Cmax) al termine di un'infusione endovenosa di 15 minuti di 1 g di ParacetamolSINT è di circa 30 µg/ml.

Distribuzione

Il volume di distribuzione del paracetamolo negli adulti è di circa 1 litro/kg. Il legame con le proteine plasmatiche è inferiore al 20% e può raggiungere il 50% in caso di sovradosaggio.

Metabolismo

Negli adulti, il paracetamolo viene metabolizzato nel fegato attraverso due vie metaboliche principali: glucuroconiugazione (60-80%) e solfoconiugazione (20-40%). Quest'ultima via può saturarsi molto rapidamente a dosi superiori a quelle terapeutiche. Una piccola frazione (meno del 4%) viene metabolizzata dal citocromo P450 in un intermedio reattivo (N-acetil benzochinoneimina) che, in condizioni di normale utilizzo, viene rapidamente detossificato dal glutatione ridotto ed escreto attraverso le urine, dopo coniugazione con cisteina e acetilcisteina (acido mercapturico). Tuttavia, in caso di sovradosaggio massivo, la quantità di questi metaboliti tossici aumenta.

Eliminazione

L'eliminazione avviene essenzialmente per via renale. Il 90% della dose somministrata viene escreto nelle urine entro 24 ore, principalmente sotto forma di coniugati glucuronidi (60-80%) e solfati (20-30%). Meno del 5% viene eliminato in forma immodificata.

L'emivita plasmatica media è di 2,7 ore e la clearance corporea totale è di circa 18 litri/ora.

Il paracetamolo non passa nella bile. Attraversa la barriera placentare e viene escreto nel latte materno.

La distribuzione del paracetamolo nel liquido cerebrospinale (CSF) è stata studiata dopo un'infusione breve (1 g di paracetamolo) in 43 pazienti ricoverati in ospedale per dolore radicolare lombare. Venti minuti dopo l'infusione sono state osservate concentrazioni significative di paracetamolo (pari a circa 1,5 µg/ml) nel CSF. Le concentrazioni massime di paracetamolo nel CSF sono state misurate tra la seconda e la quarta ora dalla somministrazione e sono risultate più elevate di quelle riscontrate nel plasma tra la quarta e la dodicesima ora dalla somministrazione.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Insufficienza renale

In caso di compromissione renale grave (clearance della creatinina pari a 10-30 ml/min), l'eliminazione del paracetamolo subisce un lieve rallentamento, con un'emivita di eliminazione compresa tra 2 e 5,3 ore. La velocità di eliminazione dei glucuronidi e dei coniugati solfati è 3 volte inferiore nei pazienti con compromissione renale grave rispetto ai soggetti sani. In questa popolazione non è però necessario alcun aggiustamento della posologia, poiché i glucuronidi e i coniugati solfati non sono tossici. Si raccomanda tuttavia di aumentare l'intervallo minimo tra le somministrazioni a 6 ore se il paracetamolo viene somministrato a pazienti con compromissione renale grave (clearance della creatinina ≤30 ml/min); cfr. «Posologia/impiego». In caso di clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min, il paracetamolo non deve essere usato per via endovenosa, poiché non esistono dati a riguardo. La somministrazione di ParacetamolSINT nei pazienti sottoposti a dialisi non è stata studiata e non è raccomandata.

Insufficienza epatica

L'emivita plasmatica è pressoché invariata nei pazienti con compromissione epatica lieve. Risulta tuttavia notevolmente prolungata nei pazienti con compromissione epatica grave.

Studi clinici con paracetamolo per via orale hanno dimostrato una moderata compromissione del metabolismo del paracetamolo, con un aumento delle concentrazioni plasmatiche di paracetamolo e un prolungamento dell'emivita di eliminazione, nei pazienti con epatopatie croniche, compresa cirrosi epatica di origine alcolica. Tuttavia, non è stato osservato alcun accumulo significativo di paracetamolo. L'aumento dell'emivita plasmatica del paracetamolo è stato correlato a una riduzione della capacità di sintesi epatica. Per questo motivo, il paracetamolo deve essere usato con cautela nei pazienti con epatopatia, riducendo la dose massima giornaliera o prolungando l'intervallo di somministrazione (cfr. «Posologia/impiego»). Il paracetamolo è controindicato in caso di epatopatia attiva scompensata, in particolare epatite dovuta ad abuso di alcol (a causa dell'induzione del CYP2E1, che aumenta la formazione di metaboliti epatotossici del paracetamolo).

Pazienti anziani

La farmacocinetica e il metabolismo del paracetamolo non sono modificati nei pazienti anziani. In questa popolazione non è richiesto alcun aggiustamento della dose.

Neonati, lattanti e bambini

I parametri farmacocinetici del paracetamolo osservati nei neonati e nei bambini sono simili a quelli ottenuti negli adulti, ad eccezione dell'emivita plasmatica, che è leggermente più breve (1,5-2 ore). L'emivita plasmatica nei neonati è più lunga che nei lattanti, pari a circa 3,5 ore. I neonati, i lattanti e i bambini fino a 10 anni di età eliminano una quantità significativamente inferiore di glucuronidi e una maggiore quantità di derivati solfoconiugati rispetto agli adulti. L'escrezione totale del paracetamolo e dei suoi metaboliti è indipendente dall'età.

Dati preclinici

Tossicità

Dosi acute molto elevate di paracetamolo sono epatotossiche.

Mutagenicità/cancerogenicità

In diversi studi è stato constatato un potenziale genotossico. Si tratta però di un dato da relativizzare, perché dipendente dalla dose. Tuttavia, in base ai presunti meccanismi che causerebbero questi effetti, si può ipotizzare che con dosi inferiori a determinati valori soglia non si manifestino effetti genotossici, sebbene siano possibili valori soglia inferiori in caso di riduzione delle riserve di glutatione.

Tuttavia, i valori soglia a partire dai quali è stato possibile dimostrare un effetto genotossico negli studi sugli animali rientrano chiaramente nell'intervallo di dosi tossiche, in grado di causare danni al fegato e al midollo osseo. Inoltre, le dosi non epatotossiche (fino a 300 mg/kg nel ratto e 1000 mg/kg nel topo) non sono cancerogene. È quindi praticamente impossibile che le dosi terapeutiche abbiano un effetto genotossico o cancerogeno.

Tossicità per la riproduzione

Non sono disponibili studi convenzionali che utilizzano gli standard attualmente accettati per la valutazione della tossicità per la riproduzione e per lo sviluppo.

Tuttavia, gli studi sperimentali sul paracetamolo negli animali non hanno evidenziato effetti sulla riproduzione né effetti teratogeni.

La somministrazione ripetuta di dosi elevate di paracetamolo ha causato atrofia testicolare nel topo e nel ratto. La somministrazione ripetuta di dosi molto elevate di paracetamolo (≥500 mg/kg) a ratti maschi ha provocato una riduzione della fertilità (alterazione della libido, delle prestazioni sessuali e della motilità degli spermatozoi).

Altri dati

Studi di tollerabilità locale condotti sui ratti e sui conigli hanno mostrato una buona tollerabilità.

Studi sui porcellini d'India non hanno evidenziato alcuna allergia ritardata da contatto.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Si raccomanda di non miscelare ParacetamolSINT con altri medicamenti senza averne prima testato la compatibilità.

Influenza su metodi diagnostici

L'uso di paracetamolo può alterare i valori dell'uricemia ottenuti con il metodo della riduzione dell'acido fosfotungstico e i valori della glicemia ottenuti con il metodo della glucosio ossidasi.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Dal punto di vista microbiologico, il medicamento deve essere utilizzato immediatamente.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare nella confezione originale, a temperature non superiori a 30 °C. Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce. Non conservare in frigorifero. Non congelare. Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Prima dell'uso, ispezionare ParacetamolSINT per escludere la presenza di particelle e alterazioni del colore. La soluzione deve essere limpida e incolore.

Esclusivamente monouso. Utilizzare immediatamente dopo l'apertura. Gettare la soluzione rimanente.

Numero dell'omologazione

70091 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Sintetica SA, CH-6850 Mendrisio

Stato dell'informazione

Ottobre 2025

3248321/07/2026