CURAPRESSIN sol inj 2 mg/10ml (nc 01/26)
Curatis AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Curapressin
Composizione
Principi attivi
Terlipressinum ut terlipressini acetas
Sostanze ausiliarie
Natrii chloridum (corresp. natrium 3,57 mg/1 ml), acidum aceticum glaciale, natrii hydroxidum ad pH, acidum hydrochloridum ad pH, aqua ad iniectabile
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione iniettabile (e.v.), soluzione acquosa limpida e incolore, con pH di 4,0-5,0 e osmolarità di 270-330 mOsm/l.
1 ml di soluzione contiene 0,2 mg di terlipressina acetato (equivalente a 0,17 mg di terlipressina).
Un flaconcino da 5 ml di soluzione iniettabile contiene 1 mg di terlipressina acetato (equivalente a 0,85 mg di terlipressina).
Un flaconcino da 10 ml di soluzione iniettabile contiene 2 mg di terlipressina acetato (equivalente a 1,7 mg di terlipressina).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento a breve termine delle emorragie da varici esofagee.
Trattamento di emergenza della sindrome epato-renale (HRS) di tipo 1 negli adulti.
Posologia/Impiego
Adulti
Trattamento a breve termine delle emorragie da varici esofagee
Pazienti con peso corporeo >50 kg: 1-2 mg di terlipressina acetato e.v. ogni 4-6 ore.
Pazienti con peso corporeo <50 kg: 1 mg di terlipressina acetato e.v. ogni 4-6 ore.
La massima dose giornaliera è di 12 mg (2 mg/4 h) al massimo per le prime 36 ore, successivamente 6 mg. Durante l'uso sono necessari controlli continui della pressione arteriosa e dell'ECG (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Durata della terapia
Fino al raggiungimento di una situazione di compenso, ma non oltre 5 giorni.
Trattamento della sindrome epato-renale di tipo I
La posologia abituale è di 1 mg di terlipressina acetato e.v. ogni 6 ore per almeno 3 giorni. Se, dopo 3 giorni di trattamento, la riduzione della creatinina sierica è inferiore al 30% rispetto al basale, si dovrà prendere in considerazione un raddoppio della dose a 2 mg ogni 6 ore.
In alternativa all'iniezione in bolo, la terlipressina può essere somministrata come infusione e.v. continua con una dose iniziale di 2 mg di terlipressina acetato/24 ore, che può essere aumentata fino a un massimo di 12 mg/24 ore. La somministrazione di terlipressina come infusione e.v. continua potrebbe essere associata a una frequenza ridotta di eventi indesiderati gravi rispetto alla somministrazione come bolo e.v.
Il trattamento con Curapressin deve essere interrotto in caso di mancata risposta (definita come riduzione della creatinina sierica inferiore al 30% al giorno 7 rispetto al basale) e nei pazienti con risposta completa (creatinina sierica <1,5 mg/dl per almeno 2 giorni consecutivi).
Nei pazienti che mostrano una risposta incompleta (riduzione della creatinina sierica ≥30% rispetto al basale, ma senza raggiungere un valore <1,5 mg/dl al giorno 7), il trattamento con Curapressin può proseguire fino a un massimo di 14 giorni.
Nella maggior parte degli studi clinici volti a valutare l'uso di terlipressina per il trattamento della sindrome epato-renale, è stata somministrata contemporaneamente albumina umana a un dosaggio di 1 g/kg di peso corporeo il primo giorno, seguito da un dosaggio di 20-40 g/giorno a partire dal giorno 2.
Durata della terapia
La durata abituale del trattamento è di 7 giorni e la durata massima di 14 giorni non deve essere superata.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti anziani
Curapressin deve essere utilizzato con cautela nei pazienti di età >70 anni.
Bambini e adolescenti
Curapressin non è omologato per essere impiegato nei pazienti pediatrici. La sicurezza e l'efficacia della terlipressina nei bambini e negli adolescenti non sono state esaminate.
Ridotta funzionalità renale
Trattamento a breve termine delle emorragie da varici esofagee:
Nei pazienti con insufficienza renale cronica, Curapressin deve essere utilizzato con cautela (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Trattamento della sindrome epato-renale di tipo I:
L'uso della terlipressina deve essere evitato nei pazienti con disturbi avanzati della funzionalità renale, cioè con livelli basali di creatinina sierica ≥442 µmol/l (5,0 mg/dl), a meno che il beneficio individuale non superi il rischio (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Ridotta funzionalità epatica
Trattamento a breve termine delle emorragie da varici esofagee:
Nei pazienti con insufficienza epatica non sono necessari adeguamenti della dose.
Trattamento della sindrome epato-renale di tipo I:
L'uso della terlipressina deve essere evitato nei pazienti con insufficienza epatica cronica riacutizzata (Acute-on-Chronic Liver Failure, ACLF) di grado 3 e/o con punteggio del modello per la valutazione di malattia epatica allo stadio terminale (Model for End-stage Liver Disease, MELD) ≥39, a meno che il beneficio individuale non superi il rischio (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Modo di somministrazione
Curapressin è solo per uso endovenoso. Non deve però essere somministrato in una vena del dorso della mano.
Cfr. anche «Altre indicazioni», sezione «Indicazioni per la manipolazione»
Controindicazioni
•Insufficienza coronarica, in particolare eventi cardiovascolari ischemici in atto o recenti (negli ultimi 3 mesi) (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»);
•Ipersensibilità al principio attivo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie secondo Composizione.
Avvertenze e misure precauzionali
Avvertenze generali
Curapressin deve essere usato soltanto sotto costante monitoraggio della funzione cardiocircolatoria e deve essere disponibile un'unità di medicina intensiva.
Se il bilancio idrico non viene adeguatamente controllato ed eventualmente corretto, l'effetto antidiuretico della terlipressina può portare a iponatriemia.
Monitoraggio durante il trattamento
Durante il trattamento è necessario un monitoraggio regolare della pressione arteriosa, dell'ECG o della frequenza cardiaca, della saturazione di ossigeno, dei livelli di sodio e potassio e del bilancio idrico.
Poiché la terlipressina ha un debole effetto antidiuretico (il 3% circa dell'effetto antidiuretico della vasopressina endogena), è necessario monitorare in particolare i pazienti con disturbi preesistenti dell'equilibrio elettrolitico per l'eventuale presenza di iponatriemia e ipopotassiemia.
Prolungamento del QT
Durante l'uso della terlipressina, sono stati segnalati diversi casi di prolungamento del QT e aritmie ventricolari, «torsione di punta» inclusa. Nella maggior parte dei casi, i pazienti interessati presentavano fattori predisponenti quali prolungamento preesistente dell'intervallo QT, disturbi elettrolitici (ipopotassiemia, ipomagnesiemia) o trattamento concomitante con medicamenti che prolungano l'intervallo QT (quali gli antiaritmici di classe IA o III, gli antimicotici azolici, l'eritromicina o gli antidepressivi triciclici; cfr. «Interazioni»). Nei pazienti con prolungamento del QT all'anamnesi, disturbi elettrolitici o rispettivi trattamenti concomitanti, la terlipressina deve quindi essere usata sempre con la massima cautela e sotto monitoraggio dell'ECG.
Malattie cardiovascolari e cerebrovascolari/arteriosclerosi
Poiché la terlipressina può causare ischemia, è richiesta particolare cautela nei pazienti con malattie cardiovascolari, malattie cerebrovascolari, malattie vascolari periferiche o arteriosclerosi avanzata. Questo riguarda in particolare i pazienti con ischemie preesistenti (ischemia mesenterica inclusa).
Altre malattie o situazioni in cui è richiesta particolare cautela
In presenza delle seguenti malattie o situazioni, la terlipressina deve essere utilizzata con particolare cautela e sotto stretto monitoraggio:
•ipertensione arteriosa
•ipovolemia, poiché nei pazienti ipovolemici si osservano comunemente un aumento della vasocostrizione e reazioni cardiache atipiche
•aritmie
•insufficienza cardiaca
•malattie polmonari (quali insufficienza respiratoria o asma bronchiale), poiché durante il trattamento con terlipressina si può verificare congestione polmonare
•insufficienza renale cronica
•crisi convulsive preesistenti
•pazienti >70 anni, poiché l'esperienza in questo gruppo è limitata.
Necrosi cutanee
Nella fase post-marketing sono stati segnalati, durante il trattamento con terlipressina, diversi casi di ischemia cutanea, fino a necrosi cutanee anche in aree cutanee non correlate al sito di iniezione. Nei pazienti con obesità, diabete mellito o ipertensione venosa periferica, il rischio di sviluppare queste reazioni sembra maggiore. Pertanto, è necessario prestare la massima cautela quando si somministra la terlipressina a questi pazienti.
Per evitare necrosi cutanee nel sito di iniezione, l'iniezione deve sempre essere effettuata rigorosamente e.v.
Pazienti con shock settico
La terlipressina non deve essere usata nei pazienti con shock settico che presentano una gittata cardiaca ridotta.
Uso durante la gravidanza
La terlipressina deve essere usata durante la gravidanza solo in caso di indicazione vitale e solo dopo un'attenta valutazione individuale del rapporto beneficio-rischio, ad es. quando non è possibile arrestare un'emorragia da varici esofagee con la terapia endoscopica.
La terlipressina può indurre contrazioni uterine. A causa del rischio di aborto, l'indicazione deve pertanto essere valutata con particolare attenzione soprattutto nel primo trimestre. Inoltre, l'aumento della pressione intrauterina e i disturbi della perfusione uterina possono danneggiare irreversibilmente il feto. Anche dagli studi sugli animali sono emersi segni evidenti di rischio per i feti umani.
Le donne in età fertile devono usare un contraccettivo affidabile durante la terapia e nelle 2 settimane successive.
Altre misure precauzionali
Nelle situazioni di emergenza che richiedono un trattamento immediato prima di indirizzare il paziente in ospedale, è necessario tener conto dei segni di ipovolemia.
La terlipressina non ha alcun effetto sulle emorragie arteriose.
Avvertenze per l'uso della terlipressina nel trattamento della sindrome epato-renale di tipo I
Prima di usare la terlipressina nella terapia della sindrome epato-renale, ci si deve accertare che il paziente presenti un'insufficienza acuta della funzionalità renale e che questa non risponda a un'adeguata terapia di espansione plasmatica.
Rischio di insufficienza respiratoria
Nei pazienti con sindrome epato-renale di tipo 1 trattati con terlipressina sono stati segnalati casi di insufficienza respiratoria talvolta fatale, inclusi casi di insufficienza respiratoria causata da sovraccarico di liquidi.
Prima di iniziare la terapia con terlipressina, occorre determinare la saturazione di ossigeno. In presenza di sintomi respiratori, i pazienti devono essere stabilizzati prima della somministrazione della prima dose di terlipressina. Nei pazienti con ipossia, la terlipressina deve essere usata sempre con particolare cautela.
Durante il trattamento con terlipressina, l'ossigenazione deve essere monitorata tramite valutazione clinica e pulsossimetria. Se durante la terapia con terlipressina si osserva ipossia o peggioramento dei sintomi respiratori, occorre prendere in considerazione l'interruzione del trattamento.
Si deve prestare attenzione quando la terlipressina è co-somministrata con l'albumina umana come parte del trattamento standard della sindrome epato-renale di tipo 1, perché il rischio di insufficienza respiratoria può essere aumentato nei pazienti con sovraccarico di liquidi. In caso di segni di sovraccarico di liquidi o insufficienza respiratoria, la dose di albumina umana e l'apporto di liquidi devono essere ridotti, oppure la somministrazione di albumina umana deve essere interrotta. Si può anche prendere in considerazione un uso prudente di diuretici (cfr. però «Interazioni»). In questi casi si devono prendere in considerazione una riduzione della dose di terlipressina, una sospensione temporanea o l'interruzione del trattamento con terlipressina.
Nei pazienti con ACLF di grado 3, l'uso della terlipressina deve essere evitato a causa del rischio aumentato di insufficienza respiratoria.
Sepsi/shock settico
Nei pazienti con sindrome epato-renale di tipo 1 trattati con terlipressina sono stati segnalati casi di sepsi/shock settico, inclusi casi fatali. Pertanto, i pazienti devono essere monitorati quotidianamente per rilevare eventuali segni o sintomi di infezione.
Pazienti in attesa di trapianto di fegato
Gli effetti indesiderati della terlipressina (quali insufficienza respiratoria o ischemia) possono rendere il paziente non più idoneo al trapianto di fegato. Nei pazienti in lista di attesa per il trapianto ad alta priorità (ad es. con punteggio MELD ≥35), il beneficio della terlipressina deve essere attentamente valutato rispetto a questo rischio.
Pazienti con ridotta funzionalità epatica
L'uso della terlipressina per il trattamento della sindrome epato-renale di tipo I deve essere evitato nei pazienti con ACLF di grado 3 e/o punteggio MELD ≥39, a meno che il beneficio individuale non superi il rischio. Negli studi clinici, in questo gruppo di pazienti sono stati osservati una ridotta efficacia, un aumento del rischio di insufficienza respiratoria e un aumento della mortalità.
Pazienti con ridotta funzionalità renale
L'uso della terlipressina per il trattamento della sindrome epato-renale di tipo I deve essere evitato nei pazienti con disturbi avanzati della funzionalità renale, cioè con livelli basali di creatinina sierica ≥442 µmol/l (5,0 mg/dl), a meno che il beneficio individuale non superi il rischio. Negli studi clinici, in questo gruppo di pazienti sono stati osservati una ridotta efficacia, un aumento del rischio di eventi indesiderati e un aumento della mortalità.
Sostanze ausiliarie di particolare interesse
Questo medicamento contiene 3,57 mg di sodio per ml, equivalente allo 0,18% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS con la dieta che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Interazioni
Interazioni farmacodinamiche
La somministrazione concomitante di medicamenti che notoriamente inducono bradicardia (ad es. propofol, sufentanil) può ridurre la frequenza e la gittata cardiaca. Questo effetto è dovuto all'inibizione riflessa dell'attività cardiaca mediata dal nervo vago a causa dell'aumento della pressione arteriosa.
La terlipressina può portare a un prolungamento del QT e a «torsione di punta» (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). In caso di uso concomitante di medicamenti che possono anch'essi prolungare l'intervallo QT (quali gli antiaritmici di classe IA o III, gli antimicotici azolici, l'eritromicina, gli antidepressivi triciclici o determinati antistaminici), la terlipressina deve essere usata sempre con la massima cautela.
Per lo stesso motivo, è richiesta cautela anche in caso di uso concomitante di medicamenti che possono indurre ipopotassiemia e/o ipomagnesiemia (ad es. diuretici).
La terlipressina potenzia l'effetto ipotensivo dei beta-bloccanti non selettivi sulla vena porta.
Interazioni farmacocinetiche
Con la terlipressina non sono stati effettuati studi di interazione. Tuttavia, poiché la terlipressina viene degradata prevalentemente dalle peptidasi, è improbabile che si verifichino interazioni farmacocinetiche.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Vi sono evidenti segni di rischio per i feti umani. Pertanto, la terlipressina deve essere usata durante la gravidanza solo in caso di indicazione vitale e solo dopo un'attenta valutazione individuale del rapporto beneficio-rischio, ad es. quando non è possibile arrestare un'emorragia da varici esofagee con la terapia endoscopica.
La terlipressina può indurre contrazioni uterine. A causa del rischio di aborto, l'indicazione deve essere valutata con particolare attenzione soprattutto nel primo trimestre. Inoltre, l'aumento della pressione intrauterina e i disturbi della perfusione uterina possono danneggiare irreversibilmente il feto.
Negli studi sperimentali condotti su conigli e cavie sono stati osservati effetti tossici (cfr. «Dati preclinici»).
Allattamento
Un possibile passaggio della terlipressina nel latte materno non è stato valutato né negli esseri umani, né negli animali. Poiché il rischio per il lattante non può essere escluso, le donne non devono allattare durante l'uso di Curapressin e nelle due settimane successive.
Le donne in età fertile devono usare un contraccettivo affidabile subito dopo l'uso del prodotto e nelle due settimane successive.
Fertilità
Non sono disponibili dati sui possibili effetti della terlipressina sulla fertilità umana. Gli studi sugli animali non hanno evidenziato segni di effetti nocivi della terlipressina sulla fertilità maschile (cfr. «Dati preclinici»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
A causa dei possibili effetti indesiderati, la terlipressina può influire sulla capacità di guidare veicoli e sulla capacità di utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati osservati con la terlipressina negli studi clinici e/o durante la sorveglianza post-marketing sono riportati di seguito in base all'indicazione, alla classificazione sistemica organica (MedDRA) e alla frequenza. Il profilo di sicurezza della terlipressina è sostanzialmente simile in entrambe le indicazioni. Tuttavia, alcuni effetti indesiderati sono stati osservati più comunemente nel trattamento di emergenza della HRS di tipo I rispetto al trattamento a breve termine delle emorragie da varici esofagee (cfr. sotto).
Gli effetti indesiderati più comunemente segnalati negli studi clinici sono stati pallore (28%), dolore addominale (17%), nausea (14-16%), diarrea (11-13%) e vomito (7-11%).
Nel trattamento di emergenza della HRS di tipo I sono state segnalate molto comunemente insufficienza respiratoria (14%) e dispnea (10-14%).
La frequenza è definita come segue:
molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1000); molto raro (<1/10'000); non nota (basata prevalentemente su segnalazioni spontanee durante la sorveglianza del mercato, la frequenza esatta non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Tabella degli effetti indesiderati:
Classe organica/effetto indesiderato | Indicazione trattamento a breve termine delle emorragie da varici esofagee | Indicazione trattamento di emergenza della HRS di tipo I |
Infezioni ed infestazioni |
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-Sepsi/shock settico |
| comune |
Disturbi del metabolismo e della nutrizione |
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-Sovraccarico di liquidi -Iponatriemia (cfr. Avvertenze e misure precauzionali) |
comune | comune comune |
-Iperglicemia | raro | raro |
Patologie del sistema nervoso |
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-Cefalea | comune | comune |
-Insorgenza di una crisi convulsiva in presenza di patologia epilettica | non comune | non comune |
-Accidente cerebrovascolare | raro | raro |
Patologie cardiache |
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-Aritmia ventricolare -Aritmia sopraventricolare -Bradicardia -Dolore toracico -Tachicardia -Segni di ischemia all'ECG | comune comune comune comune comune comune | comune comune comune comune comune comune |
-Angina pectoris -Fibrillazione atriale -Extrasistoli ventricolari -Infarto miocardico -Insufficienza cardiaca | non comune non comune non comune non comune non comune | non comune non comune non comune non comune non comune |
-Torsione di punta | non nota | non nota |
Patologie vascolari |
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-Vasocostrizione periferica -Ipertensione -Ipotensione -Ischemia periferica -Pallore del viso -Cianosi | comune comune comune comune comune comune | comune comune comune comune comune comune |
-Vampate di calore -Crisi ipertensiva (in particolare nei pazienti che già soffrono di ipertensione; in genere regredisce spontaneamente) | non comune non comune | non comune non comune |
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche |
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-Insufficienza respiratoria | non comune | molto comune (14%) |
-Dispnea | comune | molto comune (10-14%) |
-Edema polmonare | comune | comune |
-Versamento pleurico |
| comune |
-Broncospasmo | non comune | non comune |
Patologie gastrointestinali |
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-Dolori addominali crampiformi (17%) | molto comune | molto comune |
-Nausea (14-16%) -Diarrea (11-13%) -Vomito (7-11%) | comune comune comune | comune comune comune |
-Ischemia intestinale | non comune | non comune |
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo |
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-Pallore (28%) | comune | comune |
-Linfangite | non comune | non comune |
-Necrosi cutanea (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali») | non nota | non nota |
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella |
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-Nelle donne: dolori pelvici crampiformi | comune | comune |
Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali |
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-Ipertonia uterina -Ischemia uterina -Costrizione uterina -Ridotta perfusione uterina | non nota non nota non nota non nota | non nota non nota non nota non nota |
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione |
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-Necrosi cutanea nel sito di iniezione | raro | raro |
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
In caso di sovradosaggio si prevede un potenziamento degli effetti indesiderati. In caso di crisi ipertensiva, può essere indicato somministrare clonidina, nifedipina o un alfa-bloccante. In caso di bradicardia che richiede un trattamento, si può utilizzare atropina.
Poiché il rischio di effetti indesiderati gravi di natura circolatoria è dose-dipendente, la massima dose raccomandata non deve mai essere superata.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
H01BA04
Meccanismo d'azione
La terlipressina (triglicil-lisina-vasopressina) è un analogo sintetico della vasopressina, un ormone del lobo posteriore dell'ipofisi.
La terlipressina è un profarmaco con propria attività intrinseca parziale. La terlipressina viene trasformata mediante scissione enzimatica nel metabolita attivo lisina-vasopressina.
La terlipressina contrae i piccoli vasi intestinali e uterini e la muscolatura liscia gastrointestinale. Aumenta il tono intestinale e favorisce la peristalsi. Inoltre, porta a un lieve aumento della pressione sistolica e diastolica. Nei pazienti con ipertensione renale e/o arteriosclerosi generalizzata, è stato osservato un aumento più marcato della pressione arteriosa.
Inoltre, l'effetto vasocostrittore della terlipressina porta a una diminuzione rilevante della perfusione cutanea, associata a pallore evidente.
Dopo somministrazione di una dose singola, le concentrazioni plasmatiche rimangono comprese nell'intervallo terapeutico per 4-6 ore.
Farmacodinamica
La terlipressina riduce l'ipertensione portale, riducendo al tempo stesso la perfusione nel distretto della vena porta. Inoltre, contrae la muscolatura liscia dell'esofago, comprimendo di conseguenza le varici esofagee.
In caso di ipovolemia (ad es. in caso di shock emorragico), la terlipressina porta a una auspicata centralizzazione.
La terlipressina presenta solo il 3% circa dell'effetto antidiuretico della vasopressina endogena. Questa attività residua non ha alcuna rilevanza clinica. La perfusione renale non subisce variazioni significative in condizioni di normovolemia. In condizioni di ipovolemia, la perfusione renale risulta invece aumentata.
Efficacia clinica
L'efficacia della terlipressina nella terapia della sindrome epato-renale di tipo I è stata valutata in uno studio randomizzato in rapporto 2:1, in doppio cieco, controllato verso placebo (CONFIRM), condotto su n=300 pazienti. Sono stati inclusi pazienti con cirrosi epatica, ascite e HRS-I che presentavano un rapido peggioramento della funzionalità renale con aumento della creatinina a ≥2,25 mg/dl. Inoltre, un requisito per la partecipazione allo studio era il mancato raggiungimento entro 48 ore di un miglioramento sostenuto della funzionalità renale dopo interruzione dei diuretici ed espansione del volume plasmatico con albumina umana. I pazienti con creatinina sierica >7,0 mg/dl e quelli con shock, sepsi o infezioni batteriche non controllate sono stati esclusi dallo studio.
L'età media dei pazienti era di 52 anni. Il 60% era di sesso maschile, il 90% di etnia bianca. Nel 40% dei casi era presente un'epatite alcolica. Il 19% dei pazienti presentava ACLF di grado 3. Il valore medio al basale della creatinina sierica era di 3,5 mg/dl, il punteggio MELD medio era di 33.
La terlipressina è stata somministrata come descritto nella rubrica «Posologia/impiego». Entrambi i gruppi di trattamento hanno ricevuto anche albumina umana (con una dose mediana di 50 g/giorno).
L'endpoint primario era la percentuale di pazienti che entro il giorno 14 presentava una risposta alla terapia, definita come creatinina sierica ≤1,5 mg/dl in due controlli consecutivi a distanza di almeno 2 ore. I pazienti deceduti durante lo studio (fino ad almeno 10 giorni dopo una risposta documentata) o che in questo arco di tempo avevano ricevuto una terapia renale sostitutiva non sono stati contemplati nell'analisi dell'endpoint primario.
Il tasso di risposta è stato significativamente maggiore con terlipressina rispetto al placebo (29,1% vs 15,8%; p=0,012). Tuttavia, nei pazienti trattati con terlipressina non si è potuto dimostrare un beneficio in termini di sopravvivenza.
Farmacocinetica
Assorbimento
Non applicabile
Distribuzione
La farmacocinetica segue un modello bicompartimentale con una fase di distribuzione rapida. Per la fase di distribuzione (0-40 minuti) è stata calcolata un'emivita plasmatica di 8-12 minuti, per la fase di eliminazione (40-180 minuti) un'emivita di 50-80 minuti.
Metabolismo
Mediante scissione dei gruppi glicile viene rilasciato lentamente l'ormone lisina-vasopressina, che raggiunge le sue concentrazioni massime dopo 120 minuti. Il rilascio di lisina-vasopressina si mantiene per almeno 180 minuti. La lisina-vasopressina rilasciata dalla terlipressina viene metabolizzata analogamente alla vasopressina endogena. La terlipressina viene degradata pressoché completamente dalle endopeptidasi ed esopeptidasi epatiche e renali.
Eliminazione
Dopo iniezione e.v. in bolo, l'eliminazione della terlipressina segue una cinetica di 2° ordine.
Una piccola parte della dose somministrata viene ritrovata nelle urine: il 10% sotto forma di lisina-vasopressina, lo 0,25-1,27% sotto forma di terlipressina. L'emivita di eliminazione è di circa 55 minuti.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
La farmacocinetica della terlipressina non è stata studiata in pazienti pediatrici o geriatrici né in pazienti con compromissione della funzionalità renale.
Disturbi della funzionalità epatica
La farmacocinetica della terlipressina in pazienti con cirrosi epatica non differiva in misura rilevante da quella dei soggetti sani.
Dati preclinici
Mutagenicità
La terlipressina non ha mostrato alcun potenziale genotossico nel test di Ames e nel test di mutagenicità in cellule polmonari di criceto.
Cancerogenicità
Non sono disponibili studi di cancerogenicità.
Tossicità riproduttiva
In uno studio di embriotossicità nel coniglio, la somministrazione di terlipressina ha provocato aborti e malformazioni fetali. In uno studio su cavie in gravidanza, è stata osservata una riduzione della perfusione dell'utero e della placenta a dosi di 10 µg per kg di peso corporeo. Gli studi condotti nel ratto con dosi fino a 50 µg per kg di peso corporeo al giorno e in uova di gallina non hanno evidenziato alcun effetto teratogeno.
In uno studio sulla fertilità nel ratto, nel quale maschi trattati con terlipressina sono stati accoppiati con femmine non trattate, non è stato osservato alcun effetto in termini di frequenza di accoppiamento e inseminazione, ma è stata riscontrata una riduzione delle dimensioni della cucciolata.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Poiché non sono stati condotti studi di compatibilità, non si può somministrare questo medicamento in combinazione con altri medicamenti.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
Curapressin deve essere usato subito dopo l'apertura.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare in frigorifero (2-8°C). Non congelare.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
La soluzione deve essere ispezionata prima dell'uso per escludere la presenza di torbidità. Il prodotto non deve essere usato se contiene particelle o presenta alterazioni del colore.
Per l'uso, il volume necessario deve essere prelevato dal flaconcino con una siringa.
Ogni flaconcino è esclusivamente monouso e non deve essere utilizzato per più pazienti.
Gli eventuali residui della soluzione devono essere eliminati e smaltiti correttamente.
Numero dell'omologazione
70030 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Curatis AG, 4410 Liestal
Stato dell'informazione
Marzo 2025
32375 — 29/04/2026