IMDYLLTRA subst sèche 10 mg (ec 07/26)
Amgen Switzerland AG
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▼ Questo medicamento è soggetto a monitoraggio addizionale. Ciò consente una rapida identificazione delle nuove conoscenze in materia di sicurezza. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare un nuovo o serio effetto collaterale sospetto. Per le indicazioni sulla notifica degli effetti collaterali, cfr. la rubrica «Effetti indesiderati».
IMDYLLTRA®
Composizione
Principio attivo
Tarlatamab, prodotto mediante tecnologia del DNA ricombinante in cellule ovariche di criceto cinese (linea cellulare CHO [Chinese Hamster Ovary]).
Sostanze ausiliarie
IMDYLLTRA (1 mg e 10 mg)
Acido L-glutammico, saccarosio, polisorbato 80, sodio idrossido (per la regolazione del pH).
Soluzione stabilizzante per e.v.
Acido citrico monoidrato, lisina cloridrato, polisorbato 80, sodio idrossido (per la regolazione del pH), acqua per preparazioni iniettabili.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Polvere per concentrato e soluzione stabilizzante per soluzione per infusione.
Polvere liofilizzata di colore da bianco a leggermente giallastro.
Flaconcino monodose contenente 1 mg di tarlatamab come polvere liofilizzata
Dopo ricostituzione della polvere da 1 mg con 1,3 ml di acqua per preparazioni iniettabili, la concentrazione risultante è di 0,9 mg/ml di tarlatamab.
Flaconcino monodose contenente 10 mg di tarlatamab come polvere liofilizzata
Dopo la ricostituzione della polvere da 10 mg con 4,4 ml di acqua per preparazioni iniettabili, la concentrazione risultante è di 2,4 mg/ml di tarlatamab.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
IMDYLLTRA è impiegato per il trattamento di pazienti adulti con cancro polmonare a piccole cellule (small cell lung cancer, SCLC) localmente avanzato o metastatico con progressione della malattia durante o dopo un trattamento con chemioterapia a base di platino.
Posologia/Impiego
L'uso di IMDYLLTRA deve avvenire solo sotto la supervisione di personale medico esperto nel trattamento di malattie maligne, della sindrome da rilascio di citochine (CRS) e di tossicità neurologiche, compresa la sindrome di tossicità associata a cellule effettrici immunitarie (ICANS). Deve essere somministrato presso una struttura sanitaria adeguata.
Tracciabilità
Per garantire la tracciabilità dei medicamenti biotecnologici, si raccomanda di prendere nota del nome commerciale e del numero di lotto in occasione di ogni trattamento.
Posologia
La posologia e lo schema posologico raccomandati di IMDYLLTRA prevedono infusioni e.v. della durata di 1 ora, con una dose iniziale di 1 mg al giorno 1 del Ciclo 1, seguita da 10 mg ai giorni 8 e 15 e poi ogni 2 settimane, come riportato nella Tabella 1. Il trattamento deve essere proseguito fino a progressione di malattia o comparsa di tossicità ritenuta inaccettabile.
Tabella 1. Schema posologico consigliato di IMDYLLTRA
Schema posologico | Giorno | Dose di IMDYLLTRA |
|---|---|---|
Dose e schema di step-up Ciclo 1 (Ciclo di 28 giorni) | Giorno 1 | Dose di step-up 1 mg |
Giorno 8 | 10 mg | |
Giorno 15 | 10 mg | |
Ciclo 2 e infusioni successive (Cicli di 28 giorni) | Giorni 1 e 15 | 10 mg |
- Medicinali concomitanti raccomandati: cfr. Tabella 2.
- I pazienti devono essere monitorati per 6-8 ore a partire dall'inizio dell'infusione al giorno 1 e al giorno 8 del Ciclo 1.
- In occasione delle infusioni successive, i pazienti devono essere monitorati a discrezione del medico.
- Il giorno 1 e il giorno 8 i pazienti devono essere avvisati di rimanere nelle vicinanze di una struttura sanitaria adeguata per 48 ore dall'inizio di ogni infusione di IMDYLLTRA, accompagnati dalla persona che li assiste.
- Sia i pazienti che la persona che li assiste devono essere informati dei segni e dei sintomi della sindrome da rilascio di citochine (cytokine release syndrome, CRS) e della sindrome di tossicità associata a cellule effettrici immunitarie (immune effector cell-associated neurotoxicity syndrome, ICANS) prima della dimissione.
Medicinali concomitanti raccomandati per la somministrazione di IMDYLLTRA il giorno 1 e il giorno 8 del Ciclo 1
Per ridurre il rischio di sindrome da rilascio di citochine (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»), le medicazioni di supporto raccomandate per l'uso di IMDYLLTRA devono essere somministrate come descritto nella Tabella 2.
Tabella 2. Medicinali concomitanti per la somministrazione di IMDYLLTRA nei giorni 1 e 8
Giorno del trattamento | Medicazione | Somministrazione |
|---|---|---|
Giorno 1 e Giorno 8 | Somministrazione endovenosa di 8 mg di desametasone (o equivalente) | Entro 1 ora prima della somministrazione di IMDYLLTRA |
Si raccomanda la somministrazione endovenosa di 1 litro di soluzione salina fisiologica nell'arco di 2-4 ore, in conformità con lo standard di cura | Subito dopo il completamento dell'infusione di IMDYLLTRA |
Ripresa del trattamento con IMDYLLTRA dopo somministrazione ritardata della dose
In caso di somministrazione ritardata di una dose di IMDYLLTRA, la terapia deve essere ripresa secondo le raccomandazioni riportate nella Tabella 3 e lo schema posologico deve essere ripreso di conseguenza (cfr. sezione «Aggiustamenti della dose raccomandati e trattamento degli effetti collaterali»). La medicazione di supporto raccomandata deve essere somministrata come indicato nella sezione «Posologia».
Tabella 3. Raccomandazioni per la ripresa della terapia con IMDYLLTRA dopo una somministrazione ritardata
Ultima dose somministrata | Tempo trascorso dall'ultima dose somministrata | Misuraa |
1 mg il giorno 1 | 2 settimane o meno (≤14 giorni) | Somministrazione di 10 mg di IMDYLLTRA, quindi riprendere lo schema posologico previsto. |
Più di 2 settimane (> 14 giorni) | Somministrazione di 1 mg di IMDYLLTRA. Se tollerato, aumentare a 10 mg 1 settimana dopo. Quindi riprendere lo schema posologico previsto. | |
10 mg il giorno 8 | 3 settimane o meno (≤21 giorni) | Somministrazione di 10 mg di IMDYLLTRA, quindi riprendere lo schema posologico previsto. |
Più di 3 settimane (> 21 giorni) | Somministrazione di 1 mg di IMDYLLTRA. Se tollerato, aumentare a 10 mg 1 settimana dopo. Quindi riprendere lo schema posologico previsto. | |
10 mg il giorno 15 e successivamente ogni 2 settimane | 4 settimane o meno (≤28 giorni) | Somministrazione di 10 mg di IMDYLLTRA, quindi riprendere lo schema posologico previsto. |
Più di 4 settimane (> 28 giorni) | Somministrazione di 1 mg di IMDYLLTRA. Se tollerato, aumentare a 10 mg 1 settimana dopo. Quindi riprendere lo schema posologico previsto. |
a La medicazione di supporto raccomandata deve essere somministrata prima e dopo le infusioni di IMDYLLTRA nel Giorno 1 e Giorno 8 e i pazienti devono essere monitorati di conseguenza (cfr. la rubrica «Posologia/Impiego», Tabella 1 e Tabella 2).
Aggiustamenti della dose raccomandati e trattamento degli effetti collaterali
Per IMDYLLTRA non è raccomandata alcuna riduzione della dose. Per le misure raccomandate per il trattamento della CRS, cfr. la Tabella 4, per le misure raccomandate per il trattamento dell'ICANS, cfr. la Tabella 5 e per il trattamento della neutropenia e di altri effetti collaterali, cfr. la Tabella 6.
Sindrome da rilascio di citochine (CRS)
La diagnosi di CRS deve basarsi sulla sintomatologia clinica (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). Devono essere chiarite e trattate altre possibili cause di piressia, ipossia e ipotensione. In caso di sospetta CRS, deve essere avviato un trattamento secondo le raccomandazioni della Tabella 4. I pazienti con CRS di grado 2 o superiore (per es. ipotensione non responsiva all'infusione di liquidi o ipossia che richiede una ossigenoterapia di supporto) devono essere monitorati per segni e sintomi di CRS, tra cui piressia, ipotensione e ipossia, mediante pulsossimetria o telemetria cardiaca, come indicato. In caso di CRS severa o potenzialmente letale, i pazienti devono essere trattati secondo le linee guida locali per il trattamento della CRS.
Tabella 4. Linee guida di classificazione, aggiustamento della dose e trattamento della sindrome da rilascio di citochinea
Grado di CRS | Sintomi significativi | IMDYLLTRA Aggiustamento della dose | Trattamento |
|---|---|---|---|
Grado 1 | Sintomi che richiedono solo un trattamento sintomatico (per es., piressia >38 °C senza ipotensione o ipossia). | Interrompere IMDYLLTRA fino alla risoluzione dell'evento, quindi riprendere IMDYLLTRA con la dose successiva previstab. |
|
Grado 2 | Sintomi che richiedono e rispondono a un intervento moderato.
| Interrompere IMDYLLTRA fino alla risoluzione dell'evento, quindi riprendere IMDYLLTRA con la dose successiva previstab. |
Monitorare i pazienti in una struttura sanitaria appropriata, a discrezione del medico quando si riprende il trattamento con la dose successiva programmatab. |
Grado 3 | Sintomi gravi, definiti come temperatura ≥38 °C e:
| Interrompere IMDYLLTRA fino alla risoluzione dell'evento, quindi riprendere IMDYLLTRA con la dose successiva prevista.b
Se gli eventi di grado 3 si verificano ripetutamente, interrompere IMDYLLTRA in modo permanente. | Oltre al trattamento degli eventi di grado 2:
Prima della dose successiva, somministrare la medicazione di supporto raccomandata per il giorno 1 e il giorno 8 (cfr. Tabella 2).
Monitorare i pazienti in una struttura sanitaria appropriata, a discrezione del medico quando si riprende il trattamento con la dose successiva programmatab. |
Grado 4 | Sintomi potenzialmente letali, definiti come temperatura ≥38 °C e:
e/o peggioramento dell'ipossia o della dispnea nonostante la somministrazione di ossigeno con pressione positiva. | Interrompere IMDYLLTRA definitivamente. |
|
a CRS basato sul sistema di classificazione dell'American Society for Transplantation and Cellular Therapy (ASTCT) 2019.
b Raccomandazioni per la ripresa di IMDYLLTRA dopo una somministrazione ritardata cfr. la rubrica «Posologia/Impiego», Tabella 3.
c Ridurre gli steroidi secondo lo standard di cura.
Sindrome di tossicità associata a cellule effettrici immunitarie (ICANS)
Monitorare i pazienti per segni e sintomi di neurotossicità. Escludere altre cause dei sintomi neurologici. In presenza di tossicità neurologiche severe o potenzialmente letali deve essere garantita l'assistenza medica intensiva. In caso di sospetta ICANS, deve essere avviato un trattamento secondo le raccomandazioni della Tabella 5.
Tabella 5. Linee guida per la classificazione, l'aggiustamento della dose e il trattamento della sindrome di tossicità associata a cellule effettrici immunitariea
Grado di ICANSa | Sintomi significativi | Aggiustamenti della dose di IMDYLLTRA | Trattamento |
|---|---|---|---|
Grado 1 | Score ICE 7-9b senza obnubilazione. |
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Grado 2 | Score ICE 3-6b e/o leggera sonnolenza, può essere svegliato con stimolazione vocale. |
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Grado 3 | Score ICE 0-2b e/o obnubilazione, può essere risvegliato solo dalla stimolazione tattile e/o qualsiasi crisi convulsiva clinica, focale o generalizzata, con rapida risoluzione
oppure
crisi non convulsive nell'EEG che si risolvono dopo l'intervento e/o edema focale/locale nell'imaging cerebrale. |
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Grado 4 | Score ICE 0b (il paziente non può essere svegliato e non è in grado di sottoporsi alla valutazione ICE) e/o stupor o coma e/o crisi convulsiva prolungata (> 5 minuti), potenzialmente letale o crisi convulsive ripetitive cliniche o rilevabili con l'EEG senza ritorno intermittente al basale e/o edema cerebrale diffuso all'imaging cerebrale, postura decerebrata o decorticata o papilledema, paralisi del VI nervo cranico o triade di Cushing. |
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a ICANS in base al sistema di classificazione della American Society for Transplantation and Cellular Therapy (ASTCT) 2019.
b Se il paziente è cosciente e in grado di sottoporsi alla valutazione della sindrome di tossicità associata a cellule effettrici immunitarie (ICE), occorre valutare quanto segue: Orientamento (orientamento rispetto all'anno, al mese, alla città, all'ospedale = 4 punti); denominazione (nominare 3 oggetti, per es. indicando l'orologio, la penna, il bottone = 3 punti); esecuzione di comandi motori (per es. «Mostrami 2 dita» o «Chiudi gli occhi e tira fuori la lingua» = 1 punto); scrittura (capacità di scrivere una frase standard = 1 punto) e attenzione (contare all'indietro da 100 in multipli di dieci = 1 punto). Se il paziente non può essere risvegliato e non è in grado di eseguire la valutazione ICE (grado ICANS 4) = 0 punti.
c Per le raccomandazioni relative alla ripresa del trattamento con IMDYLLTRA in caso di somministrazione ritardata di una dose, cfr. la Tabella 3 (rubrica «Posologia/Impiego»).
d Ridurre gli steroidi secondo lo standard di cura.
Tabella 6. Interruzioni del trattamento di IMDYLLTRA raccomandate per il trattamento della neutropenia e di altri effetti collateralia,b
Effetti collaterali | Gravitàb | Aggiustamento posologicoa |
|---|---|---|
Neutropenia (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali») | Grado 1 e 2 |
Non è necessaria l'interruzione del trattamento. |
Grado 3 |
Considerare il trattamento con il fattore di stimolazione delle colonie di granulociti (G-CSF). | |
Grado 4 |
Considerare il trattamento con il fattore di stimolazione delle colonie di granulociti (G-CSF). | |
Altri effetti collaterali (cfr. rubrica «Effetti indesiderati») | Grado 3 o 4 | Interrompere il trattamento con IMDYLLTRA fino al raggiungimento del grado ≤1 o del basale.
Se l'effetto collaterale non si risolve entro 28 giorni, considerare l'interruzione definitiva.
|
a Per le raccomandazioni relative alla ripresa del trattamento con IMDYLLTRA in caso di somministrazione ritardata di una dose, cfr. la Tabella 3 (rubrica «Posologia/Impiego»).
b Severità basata sui Common Terminology Criteria for Adverse Events del National Cancer Institute (NCI CTCAE), versione 5.0.
Modo di somministrazione
- La linea di infusione utilizzata per la premedicazione può essere impiegata anche per IMDYLLTRA. Tra la somministrazione della medicazione di supporto e quella di IMDYLLTRA la linea di infusione deve essere lavata.
- L'intero contenuto di IMDYLLTRA deve essere somministrato come infusione endovenosa nell'arco di 1 ora, utilizzando una pompa per infusione a flusso costante. La pompa deve essere programmabile, bloccabile, priva di elastomeri e dotata di allarme (cfr. rubrica «Altre indicazioni»). Al termine dell'infusione di IMDYLLTRA, la linea di infusione deve essere lavata con una soluzione iniettabile di cloruro di sodio allo 0,9% per 3-5 minuti.
Tabella 7. Informazioni sulla somministrazione di IMDYLLTRA
Tempo di infusione per 250 ml di soluzione preparata per via endovenosa | Velocità di infusione (ml/ora) |
1 ora | 250 ml/ora |
- Il deflussore endovenoso viene riempito con soluzione iniettabile di cloruro di sodio allo 0,9% OPPURE con la soluzione IMDYLLTRA già pronta.
- Le informazioni sulla velocità di infusione in funzione della durata dell'infusione sono riportate nella Tabella 7.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Sulla base dei risultati di farmacocinetica di popolazione, nei pazienti con disturbo della funzionalità epatica lieve o moderato non è necessario alcun aggiustamento della dose (cfr. rubrica «Farmacocinetica»). IMDYLLTRA non è stato studiato in pazienti con disturbo della funzionalità epatica grave.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Sulla base dei risultati di farmacocinetica di popolazione, nei pazienti con disturbo della funzionalità renale lieve o moderato non è necessario alcun aggiustamento della dose (cfr. rubrica «Farmacocinetica»). IMDYLLTRA non è stato studiato in pazienti con grave disturbo della funzionalità renale.
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l'efficacia di IMDYLLTRA nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni non sono state dimostrate.
Pazienti anziani
Dei 473 pazienti con SCLC che hanno ricevuto 10 mg di IMDYLLTRA in monoterapia, il 50,7% aveva 65 anni o più e l'11% aveva 75 anni o più. Complessivamente, negli studi clinici, non sono state osservate differenze nella farmacocinetica, sicurezza o efficacia di IMDYLLTRA tra i pazienti geriatrici (≥65 anni) e i pazienti più giovani. In genere, nei pazienti anziani non è richiesto alcun aggiustamento della dose.
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie (cfr. «Composizione»).
Avvertenze e misure precauzionali
Sindrome da rilascio di citochine (Cytokine Release Syndrome, CRS)
La somministrazione di IMDYLLTRA può essere associata a CRS, che può essere severa o potenzialmente letale. I sintomi che possono essere associati alla CRS includono piressia, ipotensione, ipossia, stanchezza, tachicardia, cefalea, brividi, nausea e vomito. La maggior parte di questi eventi non ha portato all'interruzione di IMDYLLTRA negli studi clinici.
IMDYLLTRA deve essere somministrato in una struttura sanitaria che disponga delle attrezzature adeguate per il monitoraggio e il trattamento della CRS. Prima di iniziare le infusioni, assicurarsi che i pazienti siano normovolemici. Durante la fase iniziale del trattamento con IMDYLLTRA, i pazienti devono essere strettamente monitorati per individuare l'eventuale comparsa di segni e sintomi di CRS. È importante iniziare il trattamento con IMDYLLTRA secondo la dose iniziale raccomandata nella Tabella 1, per ridurre al minimo il rischio di CRS. La CRS deve essere trattata secondo le raccomandazioni della Tabella 4.
Sindrome di tossicità associata a cellule effettrici immunitarie (Immune Effector Cell-associated Neurotoxicity Syndrome, ICANS)
La somministrazione di IMDYLLTRA può essere associata a ICANS, che può essere severa o potenzialmente letale. Una ICANS può manifestarsi anche a distanza di diverse settimane dopo la somministrazione di IMDYLLTRA. Tra gli eventi avversi che possono essere associati a ICANS sono stati riportati cefalea, encefalopatia, confusione, delirium, convulsione, atassia, neurotossicità e tremore. Durante il trattamento con IMDYLLTRA, i pazienti devono essere strettamente monitorati per rilevare i segni e i sintomi di ICANS. La ICANS deve essere trattata secondo le raccomandazioni della Tabella 5.
Citopenia
La somministrazione di IMDYLLTRA è stata associata a citopenie, tra cui neutropenia, trombocitopenia e anemia. In caso di neutropenia di grado 3 o 4, si raccomandano misure di supporto con fattori stimolanti le colonie granulocitarie (G-CSF). Durante il trattamento con IMDYLLTRA, i pazienti devono essere strettamente monitorati per rilevare la comparsa di segni e sintomi di neutropenia. La neutropenia deve essere trattata in base alle raccomandazioni della Tabella 6.
Prima della somministrazione di qualsiasi dose di IMDYLLTRA fino al giorno 15 del Ciclo 5 incluso e, successivamente, prima del giorno 1 di ciascun ciclo di somministrazione di IMDYLLTRA a partire dal Ciclo 6 deve essere eseguito un emocromo completo. A seconda dell'indicazione clinica, può essere necessaria una valutazione più frequente. A seconda del grado di severità, la dose deve essere sospesa temporaneamente o interrotta definitivamente.
Infezioni
La somministrazione di tarlatamab può essere associata a infezioni gravi, comprese quelle potenzialmente letali e mortali. Le infezioni più comuni includono infezione polmonare, infezione urinaria, COVID 19, infezione del tratto respiratorio superiore, infezione delle vie respiratorie, infezione da Candida, candidosi orale e nasofaringite.
I pazienti devono essere monitorati per i segni e i sintomi di infezione prima e durante il trattamento con tarlatamab. Le infezioni devono essere trattate in base alle raccomandazioni riportate nella Tabella 6.
Epatotossicità
IMDYLLTRA può causare temporaneamente valori anomali negli esami di laboratorio del fegato.
Gli enzimi epatici e i livelli di bilirubina devono essere monitorati prima del trattamento e prima di ogni dose di IMDYLLTRA e in base all'indicazione clinica. A seconda del grado di severità, la dose di IMDYLLTRA deve essere sospesa temporaneamente o interrotta definitivamente.
Ipersensibilità
In pazienti trattati con IMDYLLTRA, sono state segnalate reazioni da ipersensibilità, inclusi rari casi di reazioni severe. Tra i segni e i sintomi clinici dell'ipersensibilità possono figurare eruzione cutanea e broncospasmo. Durante il trattamento con IMDYLLTRA, i pazienti devono essere monitorati per i segni e i sintomi di ipersensibilità e trattati secondo le indicazioni cliniche. A seconda del grado di severità, deve essere presa in considerazione la sospensione temporanea o l'interruzione definitiva di IMDYLLTRA.
Donne in età fertile
Lo stato di gravidanza delle donne in età fertile deve essere verificato prima di iniziare il trattamento con IMDYLLTRA (cfr. rubrica «Gravidanza, allattamento»).
Sodio
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per infusione di 24 ore, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Non sono stati condotti studi formali di interazione farmacologica con IMDYLLTRA. L'inizio del trattamento con IMDYLLTRA comporta il rilascio transitorio di citochine che possono sopprimere l'attività degli enzimi CYP 450 e causare un aumento dell'esposizione ai substrati del CYP somministrati in concomitanza. I pazienti che ricevono in concomitanza substrati del CYP 450, in particolare quelli con un indice terapeutico stretto, devono essere strettamente monitorati per la comparsa di eventi indesiderati noti. Se necessario, la dose del medicamento somministrato in concomitanza deve essere adeguata.
Gravidanza/Allattamento
Donne in età fertile
Lo stato di gravidanza delle donne in età fertile deve essere verificato prima di iniziare il trattamento con IMDYLLTRA.
Le donne in età fertile devono utilizzare un metodo contraccettivo affidabile durante il trattamento con IMDYLLTRA e per 2 mesi dopo l'ultima dose.
Gravidanza
Non sono disponibili dati sull'utilizzo di IMDYLLTRA in gravidanza. In uno studio condotto con una molecola surrogata murina nei topi, non vi è stata alcuna evidenza di tossicità embrio-fetale (cfr. «Dati preclinici»). Tuttavia, sulla base del suo meccanismo d'azione, tarlatamab può causare danni fetali se somministrato a donne in gravidanza, pertanto IMDYLLTRA non deve essere somministrato durante la gravidanza, a meno che non sia chiaramente necessario.
Allattamento
Non è noto se tarlatamab venga escreto nel latte materno negli esseri umani o se possa avere effetti sui neonati allattati al seno. Poiché molti medicamenti, compresi gli anticorpi, possono essere escreti nel latte materno nell'uomo, non si può escludere un rischio per i neonati/lattanti. Pertanto, l'allattamento al seno non è raccomandato durante il trattamento con IMDYLLTRA e per 2 mesi dopo l'ultima dose.
Fertilità
Non sono disponibili studi clinici specifici sugli effetti di IMDYLLTRA sulla fertilità.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito agli effetti di IMDYLLTRA sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine. Tuttavia, a causa della possibile comparsa di ICANS e di altri eventi neurologici associati in seguito all'infusione di IMDYLLTRA, in caso di comparsa di sintomi neurologici, si deve raccomandare ai pazienti di astenersi dalla guida e dallo svolgimento di attività pericolose o dall'uso di macchinari pesanti, fino alla risoluzione dei sintomi.
Effetti indesiderati
Riassunto del profilo di sicurezza
La sicurezza di IMDYLLTRA è stata studiata in 473 pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule metastatico (SCLC) che hanno ricevuto 10 mg come monoterapia. La durata media dell'esposizione a IMDYLLTRA è stata di 18 settimane (intervallo: da 6 a 38 settimane).
Gli effetti collaterali più comuni (≥15 %) sono: CRS (56,7 %), appetito ridotto (36,4 %), piressia (31,9 %), disgeusia (31,3 %), stipsi (30,4 %), anemia (30,0 %), stanchezza (29,8 %), nausea (24,9 %), astenia (19,0 %), neutropenia (16,9 %), iponatriemia (16,7 %), cefalea (16,3 %), linfopenia (15,6 %).
Riassunto tabellare degli effetti collaterali
Le reazioni avverse riportate negli studi clinici di IMDYLLTRA sono descritte nella Tabella 8.
Le frequenze sono indicate per ciascuna categoria MedDRA: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, < 1/10), non comune (≥1/1000, < 1/100), raro (≥1/10'000 a < 1/1000), molto raro (< 1/10'000). In ciascuna classe sistemica organica, gli effetti indesiderati sono indicati in ordine decrescente di gravità.
Tabella 8. Effetti indesiderati segnalati negli studi clinici aggregati con IMDYLLTRA 10 mg
Classificazione sistemica organica MedDRA | Effetto indesiderato | Tutti i gradi | ≥ Grado 3 |
|---|---|---|---|
Patologie del sistema emolinfopoietico | Anemia | Molto comune (30,0 %) | Comune |
Neutropeniaa,c | Molto comune (16,9 %) | Comune | |
Linfopeniab | Molto comune (15,6 %) | Molto comune (10,6 %) | |
Trombocitopenia | Comune | Non comune | |
Leucopenia | Comune | Non comune | |
Patologie gastrointestinali | Stipsi | Molto comune (30,4 %) | Non comune |
Nausea | Molto comune (24,9 %) | Non comune | |
Vomito | Molto comune (14,2 %) | Non comune | |
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Piressia | Molto comune (31,9 %) | Non comune |
Stanchezza | Molto comune (29,8 %) | Comune | |
Astenia | Molto comune (19,0 %) | Comune | |
Brividi | Comune | Molto raro* | |
Disturbi del sistema immunitario | Sindrome da rilascio di citochinec | Molto comune (56,7 %) | Comune |
Esami diagnostici | Peso diminuito | Molto comune (14,8 %) | Comune |
Alanina aminotransferasi aumentata | Molto comune (10,4 %) | Comune | |
Aspartato aminotransferasi aumentata | Comune | Comune | |
Conta dei leucociti diminuita | Comune | Comune | |
Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Appetito ridotto | Molto comune (36,4%) | Comune |
Iponatriemia | Molto comune (16,7%) | Comune | |
Ipopotassiemia | Molto comune (10,4%) | Comune | |
Ipomagnesiemia | Comune | Non comune | |
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Mialgia | Comune | Molto raro* |
Patologie del sistema nervoso | Disgeusia | Molto comune (31,3%) | Molto raro* |
Cefalea | Molto comune (16,3%) | Molto raro* | |
Capogiro | Comune | Molto raro* | |
Sindrome di tossicità associata a cellule effettrici immunitariec | Comune | Non comune | |
Tremore | Comune | Molto raro* | |
Neurotossicità | Non comune | Molto raro* | |
Crisi epilettiche | Non comune | Non comune | |
Atassia | Non comune | Non comune | |
Encefalopatia | Non comune | Non comune | |
Disturbi psichiatrici | Stato confusionale
| Comune | Non comune |
Delirium | Comune | Non comune | |
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Dispnea | Molto comune (11,0%) | Comune |
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Prurito | Molto comune (10,4%) | Non comune |
Eruzione cutanea | Comune | Non comune |
* Non sono stati segnalati effetti indesiderati di grado ≥3.
a Include una conta dei neutrofili diminuita.
b Include una conta linfocitaria diminuita.
c Ulteriori informazioni si trovano nella sezione «Descrizione di alcuni effetti indesiderati».
Descrizione di alcuni effetti indesiderati
Sindrome da rilascio di citochine (CRS)
In studi clinici con dati di sicurezza aggregati di 473 pazienti con SCLC che hanno ricevuto la dose di IMDYLLTRA di 10 mg negli studi DeLLphi‑ 300, DeLLphi‑ 301 e DeLLphi‑ 304, la CRS si è verificata nel 56,7 % dei pazienti, con eventi di grado 1 nel 39,3 % dei pazienti, di grado 2 nel 15,4 % dei pazienti, di grado 3 nell'1,7 % dei pazienti e di grado 4 nello 0,2 % dei pazienti. Eventi di CRS severa sono stati segnalati nel 19,7 % dei pazienti. Dopo la prima dose di IMDYLLTRA, la CRS si è verificata nel 41,4 % dei pazienti, con CRS di qualsiasi grado osservata nel 34 % dei pazienti dopo la seconda dose. La maggior parte degli eventi CRS si è verificata dopo le prime due dosi. Nell'8,5 % dei pazienti, la CRS si è verificata dopo la terza dose o successivamente. Dopo l'infusione del Giorno 1, la CRS ≥ grado 2 si è verificata nel 13,7 % dei pazienti. Dopo l'infusione del Giorno 8, la CRS ≥ grado 2 si è verificata nel 4,4 % dei pazienti. Il tempo mediano dall'ultima dose di IMDYLLTRA somministrata all'insorgenza della CRS è stato di 15,9 ore (intervallo: da 9 a 26,5 ore).
Tra i pazienti che hanno ricevuto 10 mg di IMDYLLTRA nello studio DeLLphi‑ 304 (n = 252), la CRS si è verificata nel 56,3 % dei pazienti, incluso il grado 1 nel 42,5 %, il grado 2 nel 12,7 % e il grado 3 nell'1,2 % dei pazienti. Nessun paziente ha avuto eventi di grado 4 o 5. Nella maggior parte dei pazienti, la CRS si è verificata dopo le prime due dosi di IMDYLLTRA; nel 6,3 % la CRS si è verificata dopo la terza dose o successivamente. Dopo l'infusione del Giorno 1, la CRS ≥ grado 2 si è verificata nel 11,5% dei pazienti. Dopo l'infusione del Giorno 8, la CRS ≥ grado 2 si è verificata nel 4,8% dei pazienti. Per gli eventi che sono progrediti dal grado 1 al grado 2 o superiore, il tempo mediano di progressione dal grado 1 al grado 2 è stato di 22,3 ore (intervallo: da 6,5 a 40,1 ore).
ICANS
Negli studi clinici con dati di sicurezza aggregati di 473 pazienti con SCLC che hanno ricevuto la dose di IMDYLLTRA di 10 mg negli studi DeLLphi‑ 300, DeLLphi‑ 301 e DeLLphi- 304, l'ICANS è stata riportata nel 4,7 % dei pazienti. Il tempo mediano dalla prima dose di IMDYLLTRA alla comparsa di ICANS è stato di 9,0 giorni (intervallo: da 2 a 13 giorni). Il tempo mediano di risoluzione dell'ICANS è stato di 4 giorni (intervallo: da 2 a 8 giorni).
Citopenia
IMDYLLTRA può causare citopenie, tra cui neutropenia, trombocitopenia e anemia.
Nella popolazione di sicurezza aggregata (cfr. «Effetti indesiderati»), in base ai dati di laboratorio, si è verificata conta dei neutrofili diminuita nel 16 % dei pazienti, compreso il 9 % di grado 3 o 4. Il tempo mediano alla comparsa di conta dei neutrofili diminuita di grado 3 o 4 è stato di 41 giorni (intervallo: da 2 a 306 giorni). Una conta piastrinica diminuita si è verificata nel 30%, compreso il 2,2% di grado 3 o 4. Il tempo mediano alla comparsa di una conta piastrinica diminuita di grado 3 o 4 è stato di 67 giorni (intervallo: da 3 a 420 giorni). La diminuzione dei livelli di emoglobina si è verificata nel 56 % dei pazienti, tra cui il 4,7 % di grado 3 o 4.
La neutropenia febbrile è stata segnalata come evento indesiderato nell'1,5 % dei pazienti trattati con IMDYLLTRA.
Infezioni
IMDYLLTRA può provocare infezioni severe, comprese quelle potenzialmente letali e mortali.
Nella popolazione di sicurezza aggregata (cfr. «Effetti indesiderati»), le infezioni, comprese le infezioni opportunistiche, si sono verificate nel 43 % dei pazienti trattati con IMDYLLTRA, di cui il 14 % di grado 3 o 4. Le infezioni più comuni sono state infezione polmonare (11 %), infezione delle vie urinarie (9 %), COVID-19 (6 %), infezione delle vie respiratorie superiori (4,7 %), infezione delle vie respiratorie (4 %), infezione da Candida (2,1 %), candidosi orale (2,1 %) e nasofaringite (2,1 %).
I pazienti devono essere monitorati per i segni e i sintomi di infezione prima e durante il trattamento con IMDYLLTRA e trattati secondo le indicazioni cliniche. A seconda della severità, la somministrazione di IMDYLLTRA deve essere sospesa temporaneamente o interrotta definitivamente.
Epatotossicità
IMDYLLTRA può causare epatotossicità.
Nella popolazione di sicurezza aggregata (cfr. «Effetti indesiderati»), in base ai dati di laboratorio, si sono verificate ALT elevate nel 39 % dei pazienti trattati con IMDYLLTRA, compreso il 2,5 % di ALT elevate di grado 3 o 4. L'aumento dell'AST si è verificato nel 43 % dei pazienti, di cui il 3,2 % di grado 3 o 4. Un valore di bilirubina aumentato si è verificato nel 16 % dei pazienti, compreso l'1,3 % di grado 3 o 4 (cfr. «Effetti indesiderati»). Livelli elevati di enzimi epatici possono manifestarsi in concomitanza con la CRS o indipendentemente da essa.
Prima dell'inizio del trattamento con IMDYLLTRA e in base all'indicazione clinica devono essere monitorati gli enzimi epatici e i valori della bilirubina. A seconda del grado di severità, la dose di IMDYLLTRA deve essere sospesa temporaneamente o interrotta definitivamente.
Immunogenicità
L'incidenza osservata di anticorpi anti-farmaco dipende in ampia misura dalla sensibilità e dalla specificità del test. I diversi metodi di analisi non consentono un confronto significativo tra l'incidenza degli anticorpi anti-farmaco negli studi descritti di seguito e l'incidenza degli anticorpi anti-farmaco riportata in altri studi, inclusi studi su tarlatamab o altri agenti che attivano le cellule T diretti contro DLL3. Nei pazienti che hanno ricevuto la dose da 10 mg, negli studi DeLLphi‑ 300, DeLLphi‑ 301 e DeLLphi‑ 304, l'incidenza degli anticorpi contro tarlatamab è stata del 7,7 % (34/444). Negli studi DeLLphi‑ 301 e DeLLphi- 304, in cui è stato utilizzato il test di neutralizzazione, il 7,5 % (27/359) dei pazienti ha sviluppato anticorpi anti-tarlatamab, compreso il 3,1 % (11/359) dei pazienti che ha sviluppato anticorpi neutralizzanti anti-tarlatamab. Un risultato positivo al test di legame per anticorpi anti-tarlatamab non ha mostrato un impatto clinicamente rilevante sull'efficacia, sulla sicurezza e sulla farmacocinetica.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non ci sono esperienze cliniche relative a sovradosaggio di IMDYLLTRA. Negli studi clinici, sono state somministrate dosi fino a 100 mg ogni due settimane e 200 mg ogni tre settimane. In caso di sovradosaggio, il paziente deve essere trattato in modo sintomatico e, se necessario, devono essere adottate misure di supporto.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
L01FX33
Meccanismo d'azione
Tarlatamab è un engager bispecifico delle cellule T CD3 diretto verso DLL3, che si lega a DLL3 espresso sulla superficie delle cellule tumorali e a CD3 espresso sulla superficie delle cellule T. Il legame concomitante di tarlatamab alle cellule T e alle cellule tumorali DLL3-positive innesca l'attivazione delle cellule T, la produzione di citochine pro-infiammatorie e il rilascio di proteine citotossiche, che determina una lisi mirata delle cellule tumorali.
Farmacodinamica
La risposta farmacodinamica dopo una singola infusione di tarlatamab è stata caratterizzata da una ridistribuzione e attivazione delle cellule T e da un aumento transitorio delle citochine. La ridistribuzione delle cellule T periferiche (vale a dire l'adesione delle cellule T all'endotelio dei vasi sanguigni e/o la migrazione nei tessuti) si è verificata entro 24 ore dalla prima dose di tarlatamab di 1 mg il giorno 1. Nella maggior parte dei pazienti, la conta delle cellule T è diminuita inizialmente nelle 6 ore successive all'infusione ed è ritornata ai valori basali prima dell'infusione successiva, al giorno 8.
Dopo la prima dose di tarlatamab di 1 mg al Giorno 1, si è verificato un aumento transitorio delle citochine sieriche IL -2, IL -6, IL -8, IL-10, IFN -γ e TNF -α. I livelli di citochine hanno raggiunto il picco nei primi 2 giorni dall'inizio dell'infusione di tarlatamab e in genere sono tornati ai valori basali prima dell'infusione successiva, al Giorno 8. Nei trattamenti successivi, l'aumento delle citochine si è verificato in un numero inferiore di pazienti e con un'intensità ridotta rispetto all'infusione iniziale al Giorno 1.
Efficacia clinica
Studio DeLLphi 304
L'efficacia di IMDYLLTRA è stata dimostrata nei pazienti di uno studio di Fase III in aperto, multicentrico e randomizzato (studio DeLLphi 304). I pazienti idonei dovevano avere uno SCLC con progressione della malattia dopo una chemioterapia a base di platino. Nelle regioni in cui lo standard di cura (SOC) per SCLC in stadio esteso prevedeva come terapia sistemica di prima linea una chemioterapia a base di platino in combinazione con gli inibitori di PD-L1, i pazienti dovevano aver fallito la terapia con l'inibitore di PD-L1 nell'ambito della terapia sistemica di prima linea oppure non essere idonei a tale trattamento. Inoltre, i pazienti dovevano avere un performance status ECOG di 0 -1 e almeno una lesione misurabile secondo i criteri RECIST 1.1 (Response Evaluation Criteria In Solid Tumours). I pazienti con metastasi cerebrali sintomatiche o con immunodeficienza attiva erano esclusi dallo studio.
In totale sono stati arruolati 509 pazienti con SCLC precedentemente trattati con chemioterapia a base di platino e randomizzati 1:1 al gruppo IMDYLLTRA o al gruppo di chemioterapia SOC. Al gruppo IMDYLLTRA sono stati randomizzati 254 pazienti che hanno ricevuto una dose iniziale di 1 mg al Giorno 1, seguita da 10 mg ai Giorni 8, 15 e successivamente ogni 2 settimane fino alla progressione della malattia o alla comparsa di tossicità inaccettabile. Le chemioterapie SOC comprendevano topotecan, lurbinectina o amrubicina. La randomizzazione è stata stratificata in base alla precedente esposizione agli inibitori di PD-L1 (sì vs. no), allo stato di sensibilità al platino (intervallo libero da chemioterapia ≥180 giorni, tra <180 e ≥90 giorni o <90 giorni), all'anamnesi o alla presenza di metastasi cerebrali (sì vs. no) e al tipo di terapia standard (topotecan/amrubicina vs. lurbinectedina). Il trattamento è proseguito fino a progressione della malattia o insorgenza di tossicità inaccettabile. Durante le prime 48 settimane, i tumori sono stati valutati ogni 6 settimane e successivamente ogni 12 settimane.
La popolazione in studio presentava le seguenti caratteristiche demografiche e patologiche al basale: età mediana di 65 anni (intervallo: 20-86); il 52,1 % aveva 65 anni o più; il 69 % era di sesso maschile; il 57,2 % era caucasico e il 40,1 % asiatico; il 32 % aveva un performance status ECOG (ECOG-PS) di 0 e il 67,2 % aveva un ECOG-PS di 1; il 91 % dei pazienti presentava una malattia metastatica al basale; il 44,8 % presentava metastasi cerebrali al basale; il 35,2 % presentava metastasi epatiche al basale. Il 68,8 % dei pazienti era composto da ex fumatori; il 20,6% da fumatori attivi e il 10,6 % da non fumatori da sempre. Tutti i pazienti avevano ricevuto in precedenza almeno una chemioterapia a base di platino (intervallo da 1 a 3 linee di terapia); il 70,7 % aveva ricevuto in precedenza una terapia con inibitore di PD-L1; 223 pazienti (43,8 %) avevano un intervallo libero da chemioterapia < 90 giorni dopo il completamento della terapia di prima linea a base di platino, mentre l'intervallo libero da chemioterapia era ≥ 90 giorni in 286 pazienti (56,2 %).
L'endpoint primario di efficacia era la sopravvivenza globale (overall survival, OS). I principali endpoint secondari di efficacia includevano la sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) in base alla valutazione dello sperimentatore secondo i criteri RECIST v1.1 (Response Evaluation Criteria in Solid Tumours) e alcuni esiti riferiti dai pazienti. Altri endpoint erano il tasso di risposta globale (overall response rate, ORR) e la durata della risposta (duration of response, DOR) in base alla valutazione dello sperimentatore secondo RECIST 1.1.
I pazienti sono stati sottoposti a una mediana di 5 cicli di trattamento con IMDYLLTRA (intervallo da 1 a 19 cicli) e a una mediana di 4 cicli di trattamento con la terapia standard (intervallo da 1 a 21 cicli).
Lo studio ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente significativo della sopravvivenza globale, con un hazard ratio (HR) stratificato = 0,60 (IC al 95%: 0,47; 0,77), per cui il rischio di morte nei pazienti del gruppo IMDYLLTRA è stato ridotto del 40 % rispetto al gruppo della terapia standard nell'analisi ad interim prespecificata. In questa analisi, sono stati osservati 263 eventi. Lo studio ha anche mostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente significativo della PFS, HR = 0,72 (IC al 95%: 0,59; 0,88), che ha comportato una riduzione del rischio di progressione della malattia o di morte del 28% nei pazienti del gruppo IMDYLLTRA rispetto al gruppo della terapia standard. I risultati di efficacia sono riassunti nella Tabella 9.
Tabella 9. Risultati di efficacia per i pazienti con SCLC nello studio DeLLphi- 304
Parametri di efficacia | IMDYLLTRA (N = 254) | Terapia standard (N = 255) |
|---|---|---|
Sopravvivenza complessiva (OS) | ||
Casi di morte (%) | 111 (43,7) | 152 (59,6) |
Durata medianaa in mesi (IC al 95%) | 13,6 (11,1, n.v.) | 8,3 (7,0, 10,2) |
Rapporto di rischiob (IC al 95%) | 0,60 (0,47; 0,77) | |
Valore p (test log-rank stratificato) | <0,001 | |
Sopravvivenza libera da progressione (PFS)c | ||
Eventi (%) | 191 (75,2) | 205 (80,4) |
Durata medianaa in mesi (IC al 95%) | 4,2 (3,0; 4,4) | 3,2 (2,9; 4,2) |
Hazard Ratiob (IC al 95%) | 0,72 (0,59; 0,88) | |
Valore p (test log‑rank stratificato) | <0,001 | |
Tasso di risposta complessivo (ORR)c | ||
ORR,% (IC al 95%) | 35,0 (29,2; 41,3) | 20,4 (15,6; 25,9) |
Risposta completa, n (%) | 3 (1,2) | 0 (0,0) |
Risposta parziale, n (%) | 86 (33,9) | 52 (20,4) |
Durata della risposta (DOR)c | ||
Durata medianaa in mesi (IC al 95%) Min, Max (+ per i valori censurati) | 6,9 (4,5; 12,4) 1,9; 15,3+ | 5,5 (4,2; 5,7) 1,3+; 12,5+ |
Pazienti rispondenti con una durata ≥ 6 mesid, % | 46,1 | 26,9 |
Pazienti rispondenti con una durata ≥ 12 mesid, % | 13,5 | 1,9 |
a Stimata secondo il metodo Kaplan-Meier.
b Hazard Ratio basato sul modello di regressione del rischio proporzionale stratificato secondo Cox.
c PFS, ORR, DOR in base alla valutazione dello sperimentatore secondo RECIST 1.1.
d In base alla durata della risposta osservata.
+ Significa risposta persistente. Al momento dell'analisi, il 47 % (42/89) dei pazienti rispondenti randomizzati a IMDYLLTRA e il 15 % (8/52) dei pazienti rispondenti randomizzati alla terapia standard presentavano una risposta persistente.
109 pazienti nel braccio tarlatamab e 114 pazienti nel braccio della terapia standard presentavano un intervallo libero da chemioterapia (chemotherapy-free interval, CFI) di <90 giorni al basale. L'hazard ratio per la OS era di 0,6 (IC al 95 %: 0,43; 0,84) con una OS mediana di 10,9 mesi (IC al 95 %: 8,7; 12,3) e 6,4 mesi (IC al 95 %: 5,0; 7,9) nel braccio tarlatamab rispetto al braccio SOC.
145 pazienti nel braccio tarlatamab e 141 pazienti nel braccio della terapia standard presentavano un intervallo libero da chemioterapia ≥ 90 giorni al basale. L'hazard ratio per la OS era di 0,65 (IC al 95 %: 0,45; 0,93) con una OS mediana di 17,1 mesi (IC al 95 %: 13,6; n.v.) o 10,6 mesi (IC al 95 %: 8,7; n.v.) nel braccio tarlatamab rispetto al braccio SOC.
Valutazione della terapia dal punto di vista del paziente
Gli esiti riferiti dai pazienti sono stati raccolti utilizzando il questionario sulla qualità di vita dell'European Organization for Research and Treatment of Cancer Quality of Life (EORTC QLQ-C30) e il relativo modulo sul cancro al polmone (EORTC QLQ‑LC13). I tassi di compliance nei gruppi erano comparabili e superiori al 69% per tutte le 18 settimane dal basale.
Il tarlatamab ha mostrato miglioramenti statisticamente significativi per quanto riguarda la dispnea e la tosse. I risultati derivati da EORTC QLQ-C30 e EORTC QLQ-LC13 per la dispnea hanno mostrato una differenza media di ‑9,14 alla Settimana 18 (IC al 95%: da ‑12,64 a ‑5,64; p < 0,001) a favore di tarlatamab per i pazienti che avevano risposto ad almeno un item del questionario alla Settimana 18 (N = 118, 46,6 % tarlatamab e N = 88, 34,5 % chemioterapia standard). Un miglioramento della tosse è stato ottenuto nel 16,1 % dei pazienti trattati con tarlatamab, rispetto al 9,0% dei pazienti sottoposti a chemioterapia standard (odds ratio [OR] 2,04; IC al 95 %: da 1,17 a 3,55; p = 0,012).
Studio DeLLphi‑ 301
L'efficacia di IMDYLLTRA è stata valutata nei pazienti dello studio DeLLphi‑ 301, uno studio multicentrico in aperto di Fase II. I pazienti idonei dovevano presentare SCLC in stadio esteso con progressione della malattia dopo un trattamento precedente, compresa chemioterapia a base di platino, un ECOG‑Performance-Status di 0–1 e almeno una lesione misurabile secondo i criteri RECIST 1.1 (Response Evaluation Criteria In Solid Tumours). I pazienti con metastasi cerebrali sintomatiche, evidenza di malattia polmonare interstiziale o polmonite non infettiva e immunodeficienza attiva sono stati esclusi dallo studio.
Nella Parte 1 dello studio di confronto delle dosi DeLLphi‑ 301, 176 pazienti sono stati randomizzati in un rapporto 1:1 a ricevere 10 mg di tarlatamab o 100 mg di tarlatamab (come infusione endovenosa [e.v.] della durata di 60 minuti). Nell'analisi ad interim predefinita, i dati di 30 pazienti per braccio sono stati utilizzati per selezionare la dose da portare avanti nella Parte 2. La Parte 2 era di espansione della dose e ha incluso 100 pazienti (parti 1 e 2 combinate) trattati con la dose selezionata di 10 mg. In totale, 99 pazienti hanno ricevuto 10 mg di tarlatamab per via endovenosa ogni 2 settimane nella Parte 1 e Parte 2 combinate. Il trattamento è proseguito fino a progressione della malattia o insorgenza di tossicità inaccettabile. Durante le prime 48 settimane, i tumori sono stati valutati ogni 6 settimane e successivamente ogni 12 settimane.
I principali parametri di efficacia erano il tasso di risposta globale (overall response rate, ORR) e la durata della risposta (duration of response, DOR), valutati mediante revisione centrale indipendente in cieco (Blinded Independent Central Review, BICR) in base ai criteri RECIST 1.1.
Nei pazienti trattati con 10 mg di tarlatamab, la popolazione in studio presentava le seguenti caratteristiche demografiche e patologiche al basale: età mediana di 64 anni (intervallo: 35-82); il 48,5 % aveva 65 anni o più; il 71,7 % era di sesso maschile; il 57,6 % era caucasico e il 41,4 % asiatico; il 26,3 % aveva un performance status ECOG di 0 e il 73,7 % aveva un performance status ECOG di 1; il 98 % presentava una malattia metastatica e il 22,2 % presentava una storia di metastasi cerebrali. Il 100 % aveva ricevuto in precedenza una terapia a base di platino, il 20,2 % aveva ricevuto in precedenza una terapia a base di topotecan, il 69,7 % aveva ricevuto in precedenza una terapia a base di inibitori di PD- L1, l'8,1% era composto da non fumatori da sempre, il 73,7 % da ex fumatori e il 18,2 % da fumatori attuali. Il tempo alla progressione è stato < 90 giorni in 27/69 (39,1 %) dei partecipanti e ≥90 giorni in 42/69 (60,9 %) dei partecipanti.
L'ORR e la DOR sono risultati in genere paragonabili a quelle della popolazione generale nei sottogruppi che presentavano <90 giorni o ≥ 90 giorni alla progressione dopo la terapia di prima linea a base di platino. I risultati di efficacia sono riassunti nella Tabella 10.
Tabella 10. Risultati di efficacia per i pazienti con SCLC trattati con IMDYLLTRA 10 mg nello studio DeLLphi 301
Parametri di efficacia | IMDYLLTRA (N = 99) |
|---|---|
Tasso di risposta complessivo (ORR)f | |
ORR,% (IC al 95 %)a | 41 (32, 52) |
Risposta completa, n (%) | 1 (1) |
Risposta parziale, n (%) | 40 (40) |
Durata della risposta (DOR)a, f | |
Medianab, mesi (intervallo) | 9,7 (5,9, n.v.) |
Pazienti rispondenti con una durata ≥ 6 mesic, % | 66 |
Pazienti rispondenti con una durata ≥ 9 mesid, % | 49 |
Pazienti rispondenti con una durata ≥ 12 mesie, % | 39 |
a Valutato utilizzando una valutazione in cieco, indipendente e centralizzata, IC = intervallo di confidenza
b Mediana stimata con il metodo Kaplan-Meier.
c Proporzione osservata di pazienti rispondenti oltre il periodo di riferimento di 6 mesi.
d Proporzione osservata di pazienti rispondenti oltre il periodo di riferimento di 9 mesi.
e Proporzione osservata di pazienti rispondenti oltre il periodo di riferimento di 12 mesi.
f DOR basato sulla data limite per la raccolta dei dati del 12 gennaio 2024.
Farmacocinetica
Le concentrazioni sieriche di picco (Cmax), e le concentrazioni sieriche di valle (Ctrough) e l'area sotto la curva concentrazione plasmatica-tempo allo stato stazionario (AUCtau) di tarlatamab sono aumentate in modo proporzionale alla dose nell'intervallo di dosi studiato da 1 mg a 100 mg ogni 2 settimane (10 volte la dose raccomandata). Approssimativamente, le concentrazioni plasmatiche allo stato stazionario di tarlatamab sono state raggiunte al Giorno 15.
Distribuzione
Il valore medio (CV %) del volume di distribuzione allo stato stazionario, basato sui singoli parametri è pari a 8,53 litri (33,3 %).
Metabolismo
La via metabolica di tarlatamab non è stata determinata. Come per altri medicamenti proteici, si prevede che tarlatamab venga degradato mediante meccanismi catabolici in piccoli peptidi e aminoacidi.
Eliminazione
Nei partecipanti con SCLC, la clearance sistemica stimata (variabilità interindividuale %) è risultata di 0,728 L/giorno (34 %) e l'emivita terminale di eliminazione è stata di circa 10,6 giorni.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
In base all'età (da 20 a 86 anni), al peso corporeo (da 35 a 149 kg), al genere, all'origine etnica (68 % caucasici e 27 % asiatici), al disturbo della funzionalità renale lieve o moderato (eGFR da 30 a < 90 mL/min), oppure al disturbo della funzionalità epatica lieve (bilirubina totale ≤ limite superiore della norma (upper limit of normal, ULN) e AST > ULN) non sono state osservate differenze clinicamente significative nella farmacocinetica di tarlatamab.
Gli effetti di un grave disturbo della funzionalità renale (eGFR da 15 a < 30 mL/min), di una malattia renale allo stadio terminale (eGFR < 15 mL/min) o di un disturbo della funzionalità epatica da moderato a grave (bilirubina totale > 1,5 × ULN e qualsiasi valore di AST) sulla farmacocinetica di tarlatamab non sono noti.
Dati preclinici
Cancerogenicità e genotossicità
Non sono stati condotti studi di cancerogenicità o genotossicità con tarlatamab.
Tossicità per la riproduzione e lo sviluppo
In base al suo meccanismo d'azione, tarlatamab può causare danni al feto se somministrato a donne in gravidanza. In uno studio sullo sviluppo embrio-fetale nei topi, non sono stati osservati effetti del surrogato murino di tarlatamab, denominato muS757, sui parametri materni, incluso il peso corporeo medio o l'aumento ponderale materno. Inoltre, a nessun livello di dose sono stati riscontrati reperti macroscopici correlati a muS757 né effetti sui parametri ovarici, uterini o relativi ai piccoli e la somministrazione di muS757 non ha determinato malformazioni o alterazioni fetali esterne, viscerali o scheletriche.
Non sono stati condotti studi sugli effetti di tarlatamab sulla fertilità.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Non sono note incompatibilità.
Stabilità
Flaconcini non aperti:
I flaconcini di IMDYLLTRA e la soluzione stabilizzante non devono essere utilizzati oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare i flaconcini di IMDYLLTRA e la soluzione stabilizzante nella confezione originale, in frigorifero tra 2 e 8 °C e al riparo dalla luce. Non congelare.
Conservare i flaconcini di IMDYLLTRA liofilizzato e la soluzione stabilizzante al massimo 24 ore a temperatura ambiente nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.
La Tabella 11 mostra il tempo di conservazione della sacca di infusione preparata con la soluzione per infusione IMDYLLTRA.
Tabella 11. Tempo massimo di conservazione
| Temperatura ambiente Da 20 °C a 25 °C | In frigorifero da 2 °C a 8 °C protetta dalla luce |
Sacca di infusione preparata con la soluzione per infusione IMDYLLTRA | 8 orea | 7 giornia |
a La durata di conservazione comprende il tempo totale consentito dal momento della ricostituzione del flaconcino fino al termine della somministrazione. Dopo l'estrazione dal frigorifero, lasciare che la sacca di infusione raggiunga la temperatura ambiente e completare la somministrazione della soluzione per infusione IMDYLLTRA diluita entro 8 ore (compresi i tempi di preparazione e di infusione).
Se la sacca di infusione preparata contenente la soluzione per infusione IMDYLLTRA non viene somministrata entro i periodi di tempo indicati per le rispettive temperature, deve essere eliminata. Non riporre nuovamente in frigorifero.
Indicazioni per la manipolazione
Preparazione asettica
IMDYLLTRA non contiene conservanti antimicrobici. Pertanto, se il tempo di conservazione dopo l'apertura deve superare le 24 ore, la preparazione della soluzione per infusione deve essere effettuata in conformità alle tecniche asettiche validate. Ricostituire IMDYLLTRA con acqua per preparazioni iniettabili.
Per la ricostituzione di IMDYLLTRA non utilizzare la soluzione stabilizzante per e.v. La soluzione stabilizzante per e.v. viene utilizzata per rivestire la superficie interna della sacca di infusione prima dell'aggiunta di IMDYLLTRA ricostituito, per evitare l'adsorbimento di IMDYLLTRA alla sacca di infusione e alla linea di infusione.
Tabella 12. Volume di acqua per preparazioniiniettabili richiesto per la ricostituzione di IMDYLLTRAa
Dosaggio per flaconcino di IMDYLLTRA (mg) | Volume di acqua per preparazioni iniettabili richiesto per la ricostituzione di IMDYLLTRA (ml) | Concentrazione risultante (mg/ml) |
1 mg | 1,3 ml | 0,9 mg/ml |
10 mg | 4,4 ml | 2,4 mg/ml |
a Ogni flaconcino contiene un sovrariempimento che consente, dopo ricostituzione, il prelievo di 1,1 ml (flaconcino da 1 mg) o di 4,2 ml (flaconcino da 10 mg) e garantisce così la somministrazione alla concentrazione indicata per il dosaggio riportato sul flaconcino.
- Trasferire nel flaconcino di IMDYLLTRA la quantità di acqua per preparazioni iniettabili (cfr. Tabella 12) necessaria a ottenere una concentrazione finale di IMDYLLTRA di 0,9 mg/ml (flaconcino da 1 mg) o 2,4 mg/ml (flaconcino da 10 mg). Lasciare scorrere l'acqua per preparazioni iniettabili lungo la parete del flaconcino di IMDYLLTRA e non versarla direttamente sul liofilizzato.
• Non utilizzare la soluzione stabilizzante per e.v. per la ricostituzione di IMDYLLTRA.
- Muovere delicatamente il contenuto. Non agitare.
- Ispezionare visivamente la soluzione. La soluzione deve presentarsi limpida o leggermente opalescente e da incolore a leggermente giallastra. Non usare la soluzione se appare torbida o se contiene particelle.
Preparazione della soluzione per infusione
Tabella 13. Istruzioni per la preparazione di un'infusione di 1 ora
Dosaggio per flaconcino di IMDYLLTRA (mg)a | Dose di IMDYLLTRA (mg) | Volume di NaCl allo 0,9% da prelevare dalla sacca di infusione (ml) | Volume di soluzione stabilizzante per via endovenosa da aggiungere alla sacca di infusione (ml) | Volume di IMDYLLTRA ricostituito da aggiungere alla sacca di infusione (ml) |
1 | 1 | 14 | 13 | 1,1 |
10 | 10 | 17 | 13 | 4,2 |
a Dopo ricostituzione le concentrazioni risultanti dei diversi dosaggi per flaconcino NON sono identiche.
Prelevare la soluzione iniettabile di cloruro di sodio allo 0,9%
- Prelevare il volume richiesto da una sacca di infusione pre-riempita con 250 ml di soluzione iniettabile di cloruro di sodio allo 0,9 %. Cfr. Tabella 13. Ignorare l'eventuale sovrariempimento della sacca di infusione.
Aggiungere la soluzione stabilizzante per e.v.
- Trasferire 13 ml di soluzione stabilizzante nella sacca di infusione contenente la soluzione iniettabile di cloruro di sodio allo 0,9 %.
- Mescolare delicatamente il contenuto della sacca per evitare la formazione di schiuma. Non agitare.
Aggiungere IMDYLLTRA ricostituito
- Trasferire il volume richiesto di IMDYLLTRA ricostituito nella sacca di infusione stabilizzata contenente la soluzione iniettabile di cloruro di sodio allo 0,9 % e la soluzione stabilizzante. Cfr. Tabella 13.
- Mescolare delicatamente il contenuto della sacca per evitare la formazione di schiuma. Non agitare.
Rimuovere l'aria dalla sacca di infusione
- Utilizzare una siringa vuota per rimuovere l'aria dalla sacca di infusione, per evitare la formazione di schiuma.
- Riempire la linea di infusione solo con la soluzione iniettabile di cloruro di sodio allo 0,9 % OPPURE con la soluzione per infusione IMDYLLTRA preparata.
Ulteriori indicazioni
Informazioni sulla compatibilità dei materiali
- Le sacche di infusione in etilene vinilacetato (EVA), poliolefina e cloruro di polivinile (PVC) hanno dimostrato di essere compatibili con tarlatamab nelle condizioni di somministrazione indicate.
- Le linee di infusione e i cateteri in poliolefina, PVC e poliuretano hanno dimostrato di essere compatibili con tarlatamab nelle condizioni di somministrazione indicate.
- A causa del possibile rischio di errore farmacologico, l'impiego di sistemi chiusi per il trasferimento (Closed System Transfer Device, CSTD) non è raccomandato. Amgen non ha condotto test di compatibilità con sistemi di somministrazione di medicamenti dotati di adattatori per flaconcini con IMDYLLTRA.
Numero dell'omologazione
69132 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Amgen Switzerland AG, Risch
Domicilio: 6343 Rotkreuz
Stato dell'informazione
Marzo 2026
Versione 210426
Confezioni
Confezione contenente 1 flaconcino di IMDYLLTRA da 10 mg e 2 flaconcini di soluzione stabilizzante da 7 ml.
32412 — 29/05/2026