CLONIDINE Nardia prép inj perf 150 mcg/ml (ec 07/26)
Nardia Pharmaceuticals SA
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Clonidina Nardia
Composizione
Principi attivi
Clonidina cloridrato
Sostanze ausiliarie
Clonidina Nardia soluzione iniettabile-/per infusione
Sodio cloruro, acido cloridrico, acqua per preparazioni iniettabili
1 fiala (1 ml) contiene 3,54 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Clonidina Nardia soluzione iniettabile-/per infusione
1 fiala (1 ml) contiene 150 μg di clonidina cloridrato.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Ipertensione
Per il trattamento della crisi ipertensiva, si raccomanda l'applicazione parenterale lenta a causa della rapida insorgenza d'azione.
Posologia/Impiego
Per preservare il benessere del paziente, non è consigliabile abbassare rapidamente la pressione arteriosa nell'arco di un breve periodo di tempo, tranne nel caso di una crisi ipertensiva.
In caso di sospensione di Clonidina Nardia, la dose dovrebbe essere nuovamente ridotta gradualmente nel corso di diversi giorni (fenomeno di rimbalzo).
Fiale da 150 μg/ml
L'iniezione sottocutanea, intramuscolare o la somministrazione endovenosa da effettuarsi molto lentamente di 1 fiala di Clonidina Nardia da 150 μg deve essere eseguita solo con il paziente in posizione supina. Nel caso di somministrazione endovenosa, la fiala deve essere diluita con almeno 10 ml di soluzione salina e somministrata con una durata dell'iniezione di almeno 10 minuti. La raccomandazione prevede sia meglio un'infusione endovenosa di una dose di0,2 μg/kg/min. La velocità di infusione di 0,5 μg/kg/min non dovrebbe essere superata. Se queste dosi e questi tempi di applicazione endovenosa vengono superati, la pressione sanguigna sistolica può inizialmente aumentare fino a 20 mm Hg per alcuni minuti. Si raccomanda di non utilizzare più di150 μg (= 1 fiala) per infusione.
Se necessario, l'applicazione parenterale di 1 fiala può essere effettuata fino a 4 volte al giorno.
Istruzioni posologiche speciali
Uso nei bambini e negli adolescenti
L'uso e la sicurezza di Clonidina Nardia nei bambini e negli adolescenti non sono sufficientemente dimostrati da studi controllati randomizzati. Pertanto, l'uso di Clonidina Nardia non è raccomandato in questo gruppo di pazienti.
In particolare, quando la clonidina viene utilizzata off-label insieme con metilfenidato in bambini con ADHD, sono stati osservati effetti indesiderati gravi,compresi decessi. La clonidina in tale associazione non è quindi raccomandata.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
La posologia deve essere aggiustata
-secondo la reazione antipertensiva individuale, che può variare notevolmente nei pazienti con insufficienza renale
-in base al grado di compromissione della funzionalità renale.
È necessaria un'accurata sorveglianza. Poiché solo una modesta quantità di clonidina viene rimossa durante la dialisi di routine, non è necessario somministrare ulteriore clonidina dopo la dialisi.
Controindicazioni
Clonidina Nardia non dovrebbe essere utilizzato in caso di ipersensibilità nota al principio attivo o ad altri componenti del preparato, nonché in pazienti congrave bradiaritmia causata dalla sindrome del seno malato o da un blocco atrioventricolare di II o III grado.
Avvertenze e misure precauzionali
Il trattamento dell'ipertensione richiede un regolare controllo medico.
Clonidina Nardia dovrebbe essere utilizzato con cautela in pazienti con bradiaritmia da lieve a moderata, come ad esempio il basso ritmo del seno, disturbi della perfusione cerebrale o periferica, sindrome di Raynaud, tromboangioite obliterante, depressione, polineuropatia e costipazione.
Nelle crisi dovute al feocromocitoma, non è previsto un effetto antipertensivo, ma nel caso di feocromocitoma non riconosciuto, la crisi non viene rafforzata da Clonidina Nardia.
La regolazione e il trattamento della pressione alta in caso di insufficienza renale richiede particolare attenzione con frequenti controlli della pressione sanguigna.
Come con altri preparati antipertensivi, il trattamento con Clonidina Nardia dovrebbe essere attentamente monitorato in pazienti con insufficienza cardiaca o grave coronaropatia.
I pazienti dovrebbero essere istruiti a non interrompere il trattamento senza aver precedentemente consultato un medico. Dopo improvvisa sospensionedi Clonidina Nardia, dopo trattamento a lungo termine con dosi elevate, sono stati riferiti irrequietezza, palpitazioni, rapido aumento della pressione sanguigna,nervosismo, tremori, cefalea o nausea. Se fosse necessario interrompere il trattamento con Clonidina Nardia, la dose dovrebbe essere gradualmente ridotta nel corso di 2-4 giorni.
Se un trattamento a lungo termine con un betabloccante deve essere interrotto, prima dovrebbe essere sospeso gradualmente il betabloccante e poi la clonidina.
I pazienti che indossano lenti a contatto dovrebbero essere informati del fatto che Clonidina Nardia può ridurre la secrezione lacrimale.
Clonidina Nardia Soluzione iniettabile-/per infusione contiene meno di 1 mmol di sodio per fiala, cioè essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
L'effetto antipertensivo di Clonidina Nardia può essere rafforzato da altri agenti antipertensivi. Questo può apportare un beneficio terapeutico quando vengono usati altri antipertensivi come diuretici, vasodilatatori, betabloccanti, calcio antagonisti e ACE inibitori. Riduzione dell'effetto della clonidina con prazosina oppure nessun effetto additivo. Sostanze che aumentano la pressione sanguigna o che provocano ritenzione idrica o di sodio, come ad esempio i farmaci antinfiammatori non steroidei, possono ridurre l'effetto terapeutico della clonidina.
I bloccanti dei recettori α2, come ad esempio la fentolamina o la tolazolina, possono annullare in modo dose-dipendente gli effetti correlati ai recettori α2 della clonidina.
L'uso concomitante di sostanze con effetto cronotropo o dromotropo negativo, come i betabloccanti o i glicosidi digitalici, può provocare o rafforzare disturbi del ritmo bradicardico.
Non si può escludere che la somministrazione concomitante di betabloccanti aumenti i disturbi vascolari periferici.
L'uso concomitante di antidepressivi triciclici o di neurolettici con effetto alfabloccante può portare ad un indebolimento o alla neutralizzazione dell'effetto antipertensivo della clonidina, allo stesso tempo possono verificarsi disturbi della regolazione ortostatica o il rafforzamento di tali disturbi.
Osservazioni su pazienti nel delirio alcolico hanno portato all'ipotesi che dosi elevate di clonidina per via endovenosa rafforzano il potenziale aritmogeno (prolungamento del QT, fibrillazione ventricolare) di dosi endovenose elevate di aloperidolo. Una correlazione causale e la rilevanza per il trattamento antipertensivo non sono state dimostrate.
Gli effetti delle sostanze ad azione depressiva per il sistema nervoso centrale o dell'alcol possono essere rafforzati dalla clonidina.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Finora, vi sono esperienze molto limitate con l'uso di clonidina nelle donne in gravidanza. Clonidina Nardia non dovrebbe pertanto essere usato durante la gravidanza, a meno che non sia chiaramente necessario.
Se è necessario un trattamento, la madre e il bambino devono essere attentamente monitorati.
La clonidina attraversa la placenta e può portare a una riduzione della frequenza cardiaca nel feto. Ad oggi, non vi sono esperienze sufficienti in termini di effetti a lungo termine di un'esposizione prenatale.
Le forme farmaceutiche orali di clonidina (ad es., compresse disponibili con altri nomi commerciali) sono preferibili e l'iniezione endovenosa di clonidina dovrebbe essere evitata.
Studi preclinici non hanno evidenziato effetti direttamente o indirettamente dannosi per la salute rispetto alla tossicità per la riproduzione (si veda sezione «Dati preclinici»).
Dopo la nascita, non è escluso un temporaneo aumento della pressione sanguigna nel neonato.
Allattamento
Il principio attivo clonidina è escreto nel latte materno. Tuttavia, vi sono solo informazioni insufficienti sugli effetti sui neonati. Clonidina Narida non dovrebbe pertanto essere somministrato durante l'allattamento.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati eseguiti studi sugli effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine.
Tuttavia, i pazienti devono essere informati che effetti indesiderati, ad esempio vertigini, sedazione e disturbi dell'accomodazione, possono insorgere durante il trattamento con Clonidina Narida. Pertanto, è indicata cautela nel condurre un veicolo o nell'impiego di macchine. Se insorgono gli effetti collaterali summenzionati, il paziente dovrebbe evitare attività potenzialmente pericolose come condurre un veicolo o impiegare macchinari.
Effetti indesiderati
L'insorgenza di effetti indesiderati in associazione con clonidina è dose-dipendente. Soprattutto nella fase iniziale del trattamento, sono stati osservati secchezza delle fauci, sonnolenza e sensi di vertigine, che, tuttavia, spesso scompaiono entro 2-4 settimane con il proseguimento del trattamento.
Gli effetti indesiderati sono classificati secondo le classi di organi del sistema MedDRA. La frequenza elencata è definita secondo i seguenti criteri: «moltocomune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Patologie endocrini
Raro: ginecomastia
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Raro: aumento temporaneo dei livelli di glicemia
Non nota: aumento di peso
Disturbi psichiatrici
Comune: disturbi del sonno, depressione
Non comune: deliri, allucinazioni, incubi
Non nota: stati confusionali, irrequietezza, libido ridotta, stati d'ansia, delirio
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: sedazione (50%), vertigini (15%)
Comune: cefalea
Non comune: parestesie
Patologie dell'occhio
Raro: secrezione lacrimale ridotta
Non nota: disturbi dell'accomodazione
Patologie cardiache
Non comune: bradicardia sinusale
Raro: blocco atrioventricolare
Non nota: palpitazioni e tachicardia, bradicardia, insufficienza cardiaca congestizia
Patologie vascolari
Molto comune: ipotensione ortostatica (15%)
Non comune: fenomeno di Raynaud
Non nota: sincopi
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Raro: secchezza della mucosa nasale
Patologie gastrointestinali
Molto comune: secchezza delle fauci (44%)
Comune: stipsi, nausea e vomito, dolore alle ghiandole salivari
Raro: pseudo-ostruzione dell'intestino crasso
Non nota: dolori addominali, anoressia
Patologie epatobiliari
Comune: lievi anomalie transitorie nei test della funzionalità epatica (1%)
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: prurito, eruzione cutanea, orticaria
Raro: alopecia
Non nota: edema angioneurotico
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Non nota: dolori muscolari o articolari, crampi alle gambe
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Comune: disfunzione erettile
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: stanchezza
Non comune: malessere
Non nota: sintomi da astinenza, pallore, aumento della sensibilità all'alcol, febbre
Esami diagnostici
Non nota: aumento dei valori CPK, debole positività degli esiti del test di Coombs
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
I sintomi di intossicazione sono attribuibili alla soppressione generale del simpatico, con conseguente possibile calo della pressione sanguigna, ipertensione paradossale (causata dalla stimolazione dei recettori α1 periferici), bradicardia, letargia, ipotermia, disturbi del ritmo cardiaco, sonnolenza fino al coma, depressione respiratoria compresa apnea, restringimento delle pupille, convulsioni. I sintomi si verificano 30-60 min. dopo l'assunzione e possono persistere per 36-48 ore.
Trattamento
Attento monitoraggio e misure sintomatiche. Una dialisi non aumenta significativamente l'eliminazione della clonidina.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
C02AC01
Meccanismo d'azione
Clonidina Nardia è un antipertensivo che è caratterizzato dalla sua ampia finestra terapeutica e dalla possibilità di regolare la posologia in modo individuale. Abbassa sia la pressione arteriosa sistolica che quella diastolica.
Farmacodinamica
La clonidina agisce principalmente sul sistema nervoso centrale (stimolazione dei recettori alfa-adrenergici), riducendo così il tono simpatico e abbassandola resistenza periferica, la resistenza vascolare renale, la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. Il flusso sanguigno renale e il tasso di filtrazione glomerulare rimangono sostanzialmente inalterati. I normali riflessi posturali sono mantenuti, quindi i sintomi ortostatici sono solo deboli e rari. Con l'uso a lungo termine, la gittata cardiaca solitamente si adatta ai valori di controllo, mentre la resistenza periferica rimane ridotta. Nella maggior parte dei pazienti, è stato osservato un rallentamento del battito con la clonidina, ma il preparato non altera la normale risposta emodinamica all'attività fisica.
I livelli plasmatici ad azione antipertensiva variano da 0,2 a 1,5 ng/ml in pazienti con normale funzione escretoria. Un ulteriore aumento dei livelli plasmatici di solito difficilmente migliora l'effetto antipertensivo. Tuttavia, nei pazienti con funzionalità renale estremamente ridotta o in pazienti che necessitano didialisi, possono essere necessari livelli plasmatici fino a 12 ng/ml per un abbassamento della pressione sanguigna.
Efficacia clinica
Nessuna informazione
Farmacocinetica
Assorbimento
La farmacocinetica della clonidina è proporzionale alla dose in un intervallo di 75-300 μg. L'assorbimento della clonidina non è influenzato dal cibo o dall'appartenenza etnica.
Distribuzione
La distribuzione della clonidina nei tessuti è ampia e rapida. La barriera ematoencefalica come pure la barriera placentare vengono superate. Il legame con le proteine plasmatiche è del 30-40%.
La clonidina viene escreta nel latte materno.
Metabolismo
Il metabolita principale, la p-idrossiclonidina, è farmacologicamente inattivo.
Eliminazione
Circa il 70% della dose somministrata viene escreto con l'urina principalmente sotto forma di sostanza madre inalterata (40-60% della dose).
La porzione fecale di escrezione è circa il 20% della quantità totale.
L'emivita di eliminazione terminale della clonidina è compresa nell'intervallo tra 5 e 25,5 ore.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
La farmacocinetica della clonidina non è influenzata dal cibo o dall'appartenenza etnica del paziente.
Nei pazienti con normale funzionalità renale, l'effetto antipertensivo si ottiene a concentrazioni plasmatiche tra circa 0,2 e 2,0 ng/ml.
A concentrazioni plasmatiche superiori a 2,0 ng/ml, l'effetto antipertensivo è leggermente attenuato o diminuisce.
Nei pazienti con funzionalità renale gravemente ridotta, l'emivita può essere estesa fino a 41 ore.
Dati preclinici
Studi di tossicità dopo dosi singole con clonidina sono stati condotti in varie specie animali dopo somministrazione orale o parenterale.
I valori approssimativi di LD50 orale erano 70 mg/kg (topo), 190 mg/kg (ratto), >15 mg/kg (cane) e 150 mg/kg (scimmie).
I valori di LD50 dopo somministrazione endovenosa variavano da 6 mg/kg (cane) a <21 mg/kg (ratto).
In studi di tossicità con somministrazione ripetuta per 18 mesi, la clonidina era ben tollerata nei ratti, nei cani e nelle scimmie.
In uno studio di 13 settimane sui ratti, il «No-Observed-Adverse-Effect Level» (NOAEL) dopo somministrazione sottocutanea era di 0,05 mg/kg.
Dopo somministrazione endovenosa, conigli e cani tolleravano 0,01 mg/kg/giorno rispettivamente per 5 e 4 settimane. Dosaggi più elevati hanno provocato iperattività, aggressività, diminuzione dell'assunzione di cibo e aumento di peso corporeo (ratto), sedazione (coniglio) o aumento del peso di cuore e fegato insieme ad un aumento del siero GPT, della fosfatasi alcalina e dei livelli di alfa-globulina nonché necrosi epatica focale (cane).
Non ci sono segni di potenziale teratogeno dopo somministrazione orale a topi, ratti e conigli, nonché dopo trattamento s.c. (ratto) e i.v. (coniglio). Nei ratti, è stato osservato un aumento del tasso di assorbimento ad una dose orale >0,015 mg/kg/giorno, ma a seconda della durata della somministrazione.
La fertilità nei ratti non è stata compromessa a dosi fino a 0,15 mg/kg. Dosi fino a 0,075 mg/kg non hanno avuto alcun effetto sullo sviluppo perinatale e postnatale della prole.
Non vi è stato alcun potenziale mutageno nel test di Ames e nel test del micronucleo sui topi. La clonidina non ha avuto alcun effetto neoplastico negli studi di cancerogenicità sui ratti.
Non è stato riscontrato alcun potenziale per irritazioni o sensibilizzazioni locali in cavie e conigli dopo somministrazioni i.v. e i.a.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Nessuna segnalata finora. La soluzione iniettabile-/per infusione può essere mescolata solo con soluzione salina (si veda «Posologia/impiego»).
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.
La soluzione iniettabile/infusiva è destinata all'uso immediato: la soluzione inutilizzata deve essere scartata.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Clonidina Nardia soluzione iniettabile-/per infusione
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C).
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
70593 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Nardia Pharmaceuticals SA
CH-6855 Stabio
Stato dell'informazione
Gennaio 2023
32539 — 23/07/2026