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PROXEN cpr pell 250 mg

Grünenthal Pharma AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Proxen®

Grünenthal Pharma AG

Composizione

Principi attivi

(+)-2-(6 metossi-2-naftil)-acido propanoico (naprossene).

Sostanze ausiliarie

Proxen 250: Amylum Maydis, Polyvidonum K30, Magnesii stearas, Hypromellosum, Lactosum monohydricum 2.108 mg, Macrogolum 6000, Propylenglycolum (E 1520) 0.351 mg, Talcum, Titanii dioxidum (E171), Ferrum oxydatum (E172), Simethiconum.

Proxen 500: Amylum Maydis, Polyvidonum K30, Magnesii stearas, Hypromellosum, Lactosum monohydricum 3.376 mg, Macrogolum 6000, Propylenglycolum (E 1520) 0.560 mg, Talcum, Titanii dioxidum (E171), Ferrum oxydatum (E172), Simethiconum

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Compresse rivestite da 250 mg di naprossene.

Compresse rivestite da 500 mg di naprossene.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Trattamento sintomatico dei dolori e delle infiammazioni nelle malattie reumatiche infiammatorie e degenerative, quali poliartrite cronica, artrosi, spondilosi e spondiloartrosi, spondilite anchilosante (malattia di Bechterew); reumatismo dei tessuti molli (borsite, tendinite, lombalgia ecc.); dolori e gonfiori post-traumatici e post-operatori (ad es. dopo contusioni, stiramenti, distorsioni o estrazioni dentali);

artrite gottosa acuta;

dismenorrea.

Posologia/Impiego

Adulti

Malattie reumatiche articolari infiammatorie e degenerative

All'inizio e nella recidiva acuta: 1000 mg al giorno. La dose di mantenimento è di 500-1000 mg/giorno, a seconda dell'intensità del dolore.

Reumatismo dei tessuti molli, dolori post-operatori e post-traumatici

In generale, si è dimostrata efficace una dose giornaliera di 1000 mg. Il dosaggio deve essere adattato alle esigenze individuali, ma non si deve superare la dose massima giornaliera di 1250 mg.

La dose giornaliera può essere somministrata in un'unica somministrazione di sera o in 2 somministrazioni, con un intervallo di 12 ore.

Attacco acuto di gotta

La dose iniziale deve essere di 750 mg, seguita da 250 mg ogni 8 ore, fino alla scomparsa dell'attacco acuto.

Dismenorrea

La dose iniziale raccomandata è di 500 mg, seguita da 250 mg ogni 6-8 ore per 3-4 giorni.

Modo di somministratzione

Indicazioni per la manipolazione

Proxen viene assunto se possibile ai pasti. Le compresse vengono ingerite se possibile intere con un po' di liquido.

Bambini

L'uso di Proxen compresse rivestite è controindicato nei bambini sotto i 12 anni. Le compresse rivestite Proxen da 500 mg non sono adatte all'uso nei bambini e negli adolescenti dai 12 anni.

A seconda del tipo e della severità della malattia, il dosaggio raccomandato di Proxen compresse rivestite 250 mg nei bambini e negli adolescenti dai 12 anni d'età è di 10-15 mg/kg, suddiviso in due dosi singole. Non deve essere superato il dosaggio massimo giornaliero di 15 mg/kg di peso corporeo.

Istruzioni posologiche speciali

L'uso di Proxen è controindicato nei pazienti con severe disfunzioni epatiche.

Nei pazienti con altre malattie epatiche o renali e nei pazienti anziani, il medicamento deve essere dosato con prudenza e il trattamento va avviato con la dose più piccola ancora efficace e continuato per il periodo più breve possibile.

L'uso di Proxen è controindicato nei pazienti che presentano una clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min prima dell'inizio del trattamento, perché nei pazienti con grave insufficienza renale e nei pazienti in dialisi, si è osservato un accumulo di metaboliti del naprossene.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.

Anamnesi di asma, broncospasmo, orticaria, rinite acuta, infiammazione della mucosa nasale, polipi della mucosa nasale o sintomi simil-allergici dopo l'assunzione di acido acetilsalicilico o di altri antinfiammatori non steroidei (FANS).

Terzo trimestre di gravidanza (vedere «Gravidanza, allattamento»).

Emorragie o perforazioni gastrointestinali all'anamnesi, causate da una precedente terapia con FANS.

Emorragie cerebrovascolari.

Ulcera gastrica e/o duodenale attiva o all'anamnesi o emorragie gastrointestinali con almeno due episodi di ulcerazione o emorragia.

Malattie intestinali infiammatorie (quali morbo di Crohn, colite ulcerosa).

Severe disfunzioni epatiche (cirrosi epatica e ascite).

Insufficienza renale severa (clearance creatinina <30 ml/min).

Insufficienza cardiaca severa (NYHA III-IV).

Trattamento del dolore postoperatorio dopo un intervento di bypass coronarico (o uso di una macchina cuore-polmoni).

Disturbi non chiari della formazione del sangue.

Bambini sotto i 12 anni.

Avvertenze e misure precauzionali

Avvertenza generale sull'uso di antinfiammatori non steroidei sistemici

Ulcerazioni, emorragie o perforazioni gastrointestinali possono comparire in qualsiasi momento, anche senza sintomi premonitori o presenza di segni all'anamnesi, durante il trattamento con antinfiammatori non steroidei (FANS), COX-2 selettivi o non selettivi. Per ridurre questo rischio, va somministrata la dose efficace più bassa possibile e per la durata più breve possibile della terapia.

Per determinati inibitori selettivi della COX-2, studi controllati con placebo hanno dimostrato un aumento del rischio di complicanze trombotiche cardiovascolari e cerebrovascolari. Non è ancora noto se questo rischio sia direttamente correlato alla selettività COX-1/COX-2 dei singoli FANS. Siccome attualmente non esistono dati di studi clinici comparabili per il naprossene con il dosaggio massimo e la terapia a lungo termine, non si può escludere un rischio altrettanto elevato. Fino a quando non saranno disponibili dati corrispondenti, il naprossene deve essere utilizzato solo dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio in caso di malattia coronarica, malattie cerebrovascolari, arteriopatie obliteranti periferiche clinicamente accertate o in pazienti con fattori di rischio significativi (ad es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo). Anche a causa di questo rischio, va somministrata la dose efficace più bassa possibile e per la durata più breve possibile della terapia.

Gli effetti renali dei FANS comprendono la ritenzione di liquidi con edema e/o ipertensione arteriosa. Proxen deve quindi essere usato con cautela nei pazienti con ipertensione, compromissione della funzione cardiaca e altre condizioni che predispongono alla ritenzione di liquidi. Va esercitata cautela anche nei pazienti che assumono contemporaneamente diuretici o ACE-inibitori e in presenza di un aumentato rischio di ipovolemia.

Ulcere, emorragie e perforazioni gastrointestinali

Nei pazienti con malattie gastrointestinali all'anamnesi, Proxen deve essere somministrato sempre sotto stretto monitoraggio. Come per altri antinfiammatori non steroidei, la frequenza e la severità delle complicanze gastrointestinali con Proxen può aumentare con l'aumentare della dose e della durata del trattamento.

Emorragie, ulcere o perforazioni gastrointestinali, che possono essere mortali, sono state riportate nella terapia con tutti gli antinfiammatori non steroidei, compreso Proxen, in qualsiasi momento durante il trattamento. Queste sono comparse con o senza precedenti sintomi premonitori o storia di gravi eventi gastrointestinali. Gli studi finora condotti non hanno fornito segni della presenza di un sottogruppo di pazienti che non sarebbero a rischio di sviluppare ulcere o emorragie.

Nei pazienti anziani, gli effetti indesiderati degli antinfiammatori non steroidei sono più comuni; si tratta principalmente di emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere mortali.

I pazienti debilitati sembrano tollerare le malattie ulcerose e i sanguinamenti peggio degli altri. La maggior parte degli eventi gastrointestinali potenzialmente letali associati all'uso degli antinfiammatori non steroidei ha colpito pazienti anziani e/o debilitati. Il rischio di emorragie, ulcere o perforazioni gastrointestinali aumenta con la dose di antinfiammatori non steroidei; aumenta anche nei pazienti con ulcere all'anamnesi, soprattutto quando si aggiunge un'emorragia o una perforazione come complicanza (vedere «Controindicazioni») e nei pazienti anziani. In questi pazienti, la terapia deve iniziare con la dose più bassa possibile. Per questi pazienti, si deve prendere in considerazione una terapia combinata con medicamenti gastroprotettivi (ad es. misoprostolo o inibitori della pompa protonica); la stessa raccomandazione vale per i pazienti che richiedono una terapia concomitante con acido acetilsalicilico a basso dosaggio o altri medicamenti che possono aumentare il rischio gastrointestinale (vedere «Interazioni»).

I pazienti con effetti indesiderati gastrointestinali all'anamnesi, soprattutto i pazienti anziani, devono segnalare eventuali sintomi addominali insoliti (soprattutto emorragie gastrointestinali); questo vale soprattutto all'inizio del trattamento. Se compaiono emorragie gastrointestinali o ulcere in pazienti in trattamento con Proxen, la terapia deve essere interrotta.

È necessaria cautela nei pazienti che ricevono medicamenti concomitanti che possono aumentare il rischio di ulcerazioni o emorragie. Questi comprendono i corticosteroidi orali, gli anticoagulanti di tipo cumarinico, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e gli antiaggreganti piastrinici (ad es. acido acetilsalicilico) (vedere «Interazioni»).

Effetti sulla pelle

Reazioni cutanee gravi, alcune fatali, incluse dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell) e rash da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) sono state riportate molto raramente con la terapia con FANS.

Il rischio di comparsa di queste reazioni sembra essere maggiore all'inizio del trattamento e, nella maggior parte dei casi, queste reazioni iniziano entro un mese dall'inizio del trattamento. Proxen deve essere interrotto alla prima comparsa di un'eruzione cutanea, di alterazioni delle mucose o di altri segni di una reazione di ipersensibilità.

Reazioni anafilattiche (anafilattoidi)

Tali reazioni possono comparire anche nelle persone con edema angioneurotico, reazioni broncospastiche (ad es. asma), rinite e polipi nasali all'anamnesi. Le reazioni anafilattoidi, ad esempio l'anafilassi, sono pericolose per la vita.

Il broncospasmo può essere scatenato in pazienti che soffrono o che hanno sofferto in passato di asma o allergie o ipersensibilità all'acido acetilsalicilico.

Effetti sui reni

In correlazione all'uso di medicamenti contenenti naprossene, sono state riportate riduzione della funzionalità renale, insufficienza renale, nefrite interstiziale acuta, ematuria, proteinuria, necrosi papillare e, in casi isolati, sindrome nefrosica.

È necessaria cautela nei pazienti la cui malattia porta a una riduzione del volume del sangue e/o del flusso sanguigno renale e nei quali le prostaglandine renali presentano una funzione di supporto alla perfusione renale. In questi pazienti, la somministrazione di prodotti contenenti naprossene e di altri FANS può portare a una riduzione dose-dipendente della formazione di prostaglandine nei reni e innescare uno scompenso renale manifesto o un'insufficienza renale. I pazienti più a rischio sono quelli con disfunzione renale, ipovolemia, insufficienza cardiaca, disfunzione epatica o sindrome da perdita di sale, quelli trattati con diuretici, ACE inibitori o bloccanti il recettore dell'angiotensina, e i pazienti anziani. I prodotti contenenti naprossene devono essere usati con la massima cautela in questi pazienti e si raccomanda di monitorare i livelli sierici di creatinina e/o la clearance della creatinina; inoltre, i pazienti devono essere adeguatamente idratati. Per prevenire il rischio di un eccessivo accumulo di metaboliti del naprossene in questi pazienti, si deve prendere in considerazione una riduzione della dose giornaliera.

A causa della sua elevata capacità di legame alle proteine, la concentrazione plasmatica del naprossene non può essere ridotta con l'emodialisi.

Effetti sui fegato

In caso di disfunzioni epatiche, è necessario un controllo medico particolarmente attento. Come per gli antinfiammatori non steroidei in generale, uno o più valori di funzionalità epatica possono aumentare. Nella somministrazione a lungo termine di naprossene, è necessario un monitoraggio regolare dei valori epatici.

In correlazione a questo preparato, come con altri antinfiammatori non steroidei, si sono riportate severe reazioni epatiche, tra cui l'ittero e l'epatite. Sono stati riportati anche casi con reattività crociata.

Effetti indesiderati ematologici

Nella somministrazione a lungo termine di naprossene, è necessario un monitoraggio regolare del quadro ematico. Il naprossene riduce l'aggregazione piastrinica e prolunga il tempo di sanguinamento. Di questo effetto si deve tener conto nella determinazione del tempo di sanguinamento.

I pazienti che soffrono di disturbi della coagulazione o che ricevono terapie farmacologiche che compromettono l'emostasi devono essere attentamente monitorati durante il trattamento con prodotti contenenti naprossene. I pazienti a rischio elevato di emorragia e i pazienti con piena anticoagulazione (ad es. con derivati dicumarolici) possono essere più predisposti ai sanguinamenti quando vengono somministrati contemporaneamente prodotti contenenti naprossene.

Effetti antipiretici

L'effetto antipiretico e antinfiammatorio del naprossene può influenzare la febbre e l'infiammazione in modo tale che questi sintomi non siano più riconoscibili per la diagnosi.

Steroidi

Se una dose di steroidi deve essere ridotta o interrotta durante l'assunzione di naprossene, ciò deve avvenire gradualmente e il paziente deve essere monitorato per gli effetti collaterali, tra cui insufficienza renale e riacutizzazione di sintomi di artrite.

Effetti sugli occhi

In rari casi, negli utilizzatori di FANS, compreso il naprossene, sono stati riportati effetti indesiderati sugli occhi, tra cui papillite, neurite retrobulbare e papilledema, ma non è possibile stabilire un nesso causale. Di conseguenza, i pazienti in cui compaiono disturbi visivi durante il trattamento con prodotti contenenti naprossene devono essere sottoposti a controllo oftalmologico.

Lattosio

Le compresse rivestite Proxen contengono lattosio monoidrato. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.

Ritenzione di sodio/liquidi nelle malattie cardiovascolari e edemi periferici

Anche se negli studi sul metabolismo non si è osservata alcuna ritenzione di sodio, i pazienti con funzione cardiaca dubbia o compromessa potrebbero essere più a rischio se assumono naprossene.

Degli edemi periferici si sono osservati in alcuni pazienti che avevano assunto Proxen o altri antinfiammatori non steroidei.

Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari

I pazienti con ipertensione e/o scompenso cardiaco lieve/moderato all'anamnesi richiedono un monitoraggio e una consulenza adeguati, perché ritenzione idrica e edemi sono stati riportati in correlazione al trattamento con FANS.

I dati degli studi clinici e i dati epidemiologici suggeriscono che l'uso degli inibitori COX-2 e di alcuni FANS (soprattutto a dosi elevate e a lungo termine) potrebbe essere associato a un rischio lievemente più elevato di eventi tromboembolici arteriosi (ad es. infarto miocardico o ictus). Sebbene i dati suggeriscano che l'uso del naprossene (1.000 mg/giorno) possa essere associato a un rischio minore, non si può escludere un certo rischio.

I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca, presenza di cardiopatia ischemica e/o di malattie cerebrovascolari devono essere trattati con naprossene solo dopo un'attenta valutazione.

Sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis in pazienti trattati con FANS. La sindrome di Kounis comprende sintomi cardiovascolari dovuti a una reazione allergica o di ipersensibilità con restringimento delle arterie coronarie e può potenzialmente portare a un infarto del miocardio.

Misure precauzionali per la fertilità

L'assunzione di Proxen, come l'uso di altri medicamenti che inibiscono notoriamente la sintesi della ciclossigenasi/sintesi delle prostaglandine, può compromettere la fertilità e quindi non è raccomandata nelle donne che desiderano una gravidanza. Nelle donne che hanno problemi a iniziare una gravidanza o che si sottopongono a esami sull'infertilità, deve essere presa in considerazione la sospensione di Proxen.

Associazione con altri FANS

L'associazione di prodotti contenenti naprossene con altri FANS (compresi gli inibitori selettivi COX-2) non è raccomandata, a causa del rischio cumulativo di severi effetti indesiderati causati dai FANS.

Misure precauzionali nei pazienti anziani e nei bambini

Gli effetti indesiderati degli antinfiammatori non steroidei sono più comuni in questi pazienti; si tratta principalmente di emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere mortali. Nei pazienti anziani, la clearance è ridotta. Si raccomanda di somministrare il medicamento nell'intervallo di dosaggio più basso (vedere «Posologia/impiego»).

L'uso di Proxen è controindicato nei bambini sotto i dodici anni.

Altre avvertenze

Proxen può essere utilizzato solo dopo attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio nelle porfirie inducibili, nel lupus eritematoso sistemico (LES) e nelle collagenosi miste (mixed connective tissue disease).

L'uso non conforme prolungato a dosi elevate di antidolorifici può causare dei mal di testa, che non devono essere trattati con dosi aumentate del medicamento.

L'uso di FANS assieme al consumo di alcool può aumentare gli effetti collaterali del principio attivo, soprattutto sul tratto gastrointestinale e sul sistema nervoso centrale.

Interazioni

La somministrazione concomitante di antiacidi o di colestiramina può ritardare l'assorbimento del naprossene, ma non ha alcun effetto sull'entità dell'assorbimento. L'uso concomitante di Proxen e preparati a base di digossina può aumentare i livelli sierici di questo medicamento. A causa dell'elevata capacità del naprossene di legare l'albumina plasmatica, sono teoricamente possibili interazioni con altri medicamenti leganti l'albumina, ad esempio anticoagulanti di tipo cumarinico, sulfoniluree, idantoine, altri antinfiammatori non steroidei e acido acetilsalicilico. I pazienti in trattamento concomitante con idantoine (fenitoina), sulfonamidi o sulfoniluree devono essere attentamente monitorati per un eventuale aggiustamento della dose.

Anche se gli studi clinici non hanno dimostrato interazioni significative con naprossene e anticoagulanti a base di cumarina o sulfoniluree, è comunque necessaria cautela perché si sono osservate interazioni con altri preparati di questa classe di sostanze. Ad esempio, gli antinfiammatori non steroidei possono potenziare l'effetto degli anticoagulanti di tipo cumarinico. Il naprossene riduce l'aggregazione piastrinica e prolunga il tempo di sanguinamento. Di questo effetto si deve tener conto nella determinazione del tempo di sanguinamento.

La somministrazione concomitante di probenecid aumenta i livelli ematici e prolunga l'emivita biologica del naprossene.

È necessaria cautela nella somministrazione concomitante di Proxen e metotrexate, perché il naprossene e alcuni altri antinfiammatori non steroidei hanno ridotto la secrezione tubulare del metotrexate, il che può aumentarne la tossicità.

Gli antinfiammatori non steroidei (quali il naprossene) possono aumentare la tossicità renale della ciclosporina.

Il naprossene può inoltre ridurre l'effetto antipertensivo dei betabloccanti, degli ACE-inibitori e dei bloccanti del recettore dell'angiotensina.

La somministrazione concomitante di antinfiammatori non steroidei e ACE-inibitori o bloccanti del recettore dell'angiotensina può aumentare il rischio di disfunzione renale, soprattutto nei pazienti con riduzione della funzionalità renale (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Si è dimostrato che l'effetto natriuretico della furosemide viene inibito da alcuni preparati di questa classe di sostanze.

La somministrazione concomitante di Proxen e diuretici risparmiatori di potassio può portare all'iperkaliemia. È quindi necessario controllare i livelli di potassio nel sangue.

È stata riportata anche un'inibizione della clearance renale del litio, che porta a un aumento delle concentrazioni del litio nel plasma. È necessario un controllo dei livelli sierici di litio.

Sussiste un rischio aumentato di emorragia gastrointestinale (vedere «Avvertenze e misure precauzionali») quando gli antiaggreganti piastrinici, i glucocorticoidi e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) vengono somministrati in associazione agli antinfiammatori non steroidei.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

L'inibizione della sintesi delle prostaglandine può avere un effetto negativo sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embriofetale. I dati degli studi epidemiologici indicano un aumento del rischio di aborto, di malformazioni cardiache e di gastroschisi in seguito all'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Si presume che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia.

Negli animali si è dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine porta a un aumento della perdita pre e post-impianto e della mortalità embriofetale. Inoltre, sono state riportate maggiori incidenze di varie malformazioni, tra cui malformazioni cardiovascolari, negli animali cui era stato somministrato un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante la fase dell'organogenesi.

Primo e secondo trimestre di gravidanza

Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il naprossene deve essere somministrato solo se assolutamente necessario. Se il naprossene viene impiegato da una donna che desidera una gravidanza o se viene usato durante il primo o secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere mantenuta la più bassa possibile e la durata del trattamento il più breve possibile.

Oligoidramnios/insufficienza renale neonatale/costrizione del dotto arterioso

L'assunzione di FANS nella 20a SdG o più tardi può portare a disfunzioni renali fetali, che possono causare oligoidramnios e, in determinati casi, insufficienza renale neonatale. Questi effetti indesiderati compaiono in media dopo giorni o settimane di trattamento, anche se in rari casi l'oligoidramnios è stato riportato già 48 ore dopo l'inizio del trattamento con FANS. L'oligoidramnios è spesso, ma non sempre, reversibile con la sospensione del trattamento. Le complicanze di un oligoidramnios prolungato possono includere, ad esempio, contratture degli arti e ritardo nella maturazione polmonare. Dopo l'introduzione sul mercato, in alcuni casi di compromissione della funzionalità renale neonatale, si sono rese necessarie delle procedure invasive, quali trasfusione di scambio o dialisi.

Inoltre, in seguito al trattamento nel secondo trimestre di gravidanza, è stata riportata una costrizione del dotto arterioso, che nella maggior parte dei casi si è risolta dopo la sospensione del trattamento.

Prendere in considerazione il monitoraggio ecografico del liquido amniotico e del cuore fetale, se il trattamento con Proxen dura più di 48 ore. Interrompere Proxen in caso di comparsa di oligoidramnios o costrizione del dotto arterioso ed effettuare i controlli secondo la prassi clinica.

Terzo trimestre

Il naprossene è controindicato nel terzo trimestre di gravidanza. Tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono:

  • esporre il feto ai seguenti rischi:
    • tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);
    • disturbi della funzionalità renale, che progrediscono fino all'insufficienza renale con oligoidramnios.
  • esporre madre e bambino ai seguenti rischi:
    • possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante piastrinico che può comparire anche a dosi molto basse;
    • inibizione delle contrazioni uterine, con conseguente ritardo o prolungamento del parto.

Doglie e parto:

Il naprossene non è raccomandato nelle doglie e nel parto, a causa del suo effetto inibitorio sulla sintesi delle prostaglandine. La circolazione del bambino potrebbe essere influenzata negativamente, ci potrebbe essere un ritardo nella regressione dell'utero e quindi un aumento del sanguinamento post-partum.

Fertilità

L'impiego di Proxen può compromettere la fertilità femminile e quindi non è raccomandato nelle donne che desiderano una gravidanza. Nelle donne che hanno problemi a iniziare una gravidanza o che si sottopongono a esami sull'infertilità, deve essere presa in considerazione la sospensione di Proxen.

Allattamento

Il naprossene è stato ritrovato nel latte delle donne in allattamento a una concentrazione dell'1% della concentrazione plasmatica. Come misura precauzionale, Proxen non deve essere assunto dalle donne in allattamento, a causa dei possibili effetti collaterali degli inibitori delle prostaglandine nei neonati. Se il trattamento è essenziale, il neonato deve passare all'alimentazione con biberon.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

In alcuni pazienti, dopo l'assunzione di naprossene possono comparire sonnolenza, vertigini, insonnia o depressione. Pertanto, si raccomanda cautela nelle attività che richiedono una maggiore vigilanza (guida di veicoli, utilizzo di macchine). Ciò vale soprattutto in associazione con l'alcool.

Effetti indesiderati

I seguenti effetti indesiderati sono stati riportati con l'uso di antinfiammatori non steroidei e di naprossene:

«molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1'000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1'000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (non può essere stimato sulla base dei dati disponibili).

Effetti indesiderati dopo l'introduzione sul mercato

Infezioni ed infestazioni

Frequenza non nota: meningite asettica.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comune: agranulocitosi, anemia aplastica, eosinofilia, anemia emolitica, leucopenia, trombocitopenia.

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: reazioni anafilattoidi, edema angioneurotico.

Molto raro: severe reazioni anafilattiche.

Disturbi psichiatrici

Comune: disturbi del sonno.

Non comune: depressione, sogni anomali.

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: mal di testa (15%).

Comune: stordimento, sonnolenza, vertigini, agitazione, irritabilità o stanchezza.

Non comune: disturbi della funzionalità cognitiva, convulsioni, difficoltà di concentrazione, malessere.

Patologie dell'occhio

Comune: disturbi visivi.

Non comune: opacità corneale, papillite, neurite retrobulbare ed edema papillare.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Comune: ronzio auricolare (tinnito), disturbi dell'udito.

Non comune: peggioramento dell'udito.

Patologie cardiache

Comune: edemi, palpitazioni.

Non comune: insufficienza cardiaca, ipertensione, edema polmonare, vasculite.

Non nota: sindrome di Kounis.

Patologie vascolari

I dati degli studi clinici e i dati epidemiologici suggeriscono che l'uso degli inibitori COX-2 e di alcuni FANS (soprattutto a dosi elevate e a lungo termine) potrebbe essere associato a un rischio lievemente più elevato di eventi tromboembolici arteriosi (ad es. infarto miocardico o ictus). Sebbene i dati suggeriscano che l'uso del naprossene (1.000 mg/giorno) possa essere associato a un rischio minore, non si può escludere un certo rischio.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: dispnea, crisi asmatiche, broncospasmi, polmonite eosinofila.

Patologie gastrointestinali

Molto comune: dispepsia (14%).

Comune: dolori addominali, stipsi, bruciore di stomaco, nausea, diarrea, stomatite.

Non comune: colite, esofagite, sanguinamenti e/o perforazioni gastrointestinali, flatulenza, ematemesi, melena, ulcere gastrointestinali non peptiche, pancreatite, ulcere peptiche, vomito, gastrite.

Infiammazioni, sanguinamenti gastrointestinali che, soprattutto nei pazienti anziani, hanno avuto un decorso fatale, ulcerazioni, perforazione e ostruzione del tratto gastrointestinale superiore o inferiore (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Un peggioramento di colite ulcerosa e malattia di Crohn è stato riportato dopo la somministrazione di naprossene.

Patologie epatobiliari

Non comune: disturbi della funzionalità epatica, epatite (alcuni casi di epatite hanno avuto decorso fatale), ittero.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: piccole emorragie (ecchimosi), prurito, dermatite, porpora, sudorazione.

Non comune: caduta dei capelli, necrolisi epidermica, eritema essudativo multiforme, eritema nodoso, esantema fisso da medicamenti, lichen ruber planus, reazione pustolosa, eruzioni cutanee, lupus eritematoso viscerale, reazioni cutanee bollose, tra cui la sindrome di Stevens-Johnson, orticaria, reazioni di fotosensibilità, compresi rari casi simili alla porfiria cutanea tarda («pseudoporfiria») o all'epidermolisi bollosa.

Molto raro: necrolisi epidermica tossica.

Non nota: Eruzione cutanea da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).

Se compaiono lesioni cutanee, vesciche o altri sintomi che suggeriscono una pseudoporfiria, si deve sospendere il trattamento e monitorare il paziente.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: dolori muscolari, debolezza muscolare.

Patologie renali e urinarie

Non comune: ematuria, nefrite interstiziale, sindrome nefrosica, nefropatia, insufficienza renale, necrosi papillare.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Frequenza non nota: sterilità femminile.

Patologie sistemiche

Comune: sensazione di sete.

Non comune: piressia (brividi e febbre).

Esami diagnostici

Non comune: iperkaliemia, aumento della creatinina sierica.

Frequenza non nota: anomalie dei parametri epatici.

La segnalazione del sospetto di effetti collaterali in seguito all'omologazione è di grande importanza e permette un monitoraggio costante del rapporto rischio/beneficio del medicamento. Gli appartenenti alle professioni sanitarie sono invitati a notificare ogni sospetto di effetti collaterali nuovi o gravi attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sono disponibili su www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

Un forte sovradosaggio di naprossene può causare stordimento, sonnolenza, dolori all'addome superiore, disturbi addominali, disturbi della digestione, nausea, disturbi transitori della funzionalità epatica, ipoprotrombinemia, disturbi della funzionalità renale, acidosi metabolica, apnea, disorientamento o vomito. Siccome Proxen viene a volte rapidamente assorbito, poco dopo la somministrazione ci si deve attendere dei livelli elevati del principio attivo nel sangue. In pochi pazienti sono comparse convulsioni, ma non è chiaro se queste siano collegate al naprossene.

Possono comparire sanguinamenti gastrointestinali. Dopo l'assunzione di antinfiammatori non steroidei possono comparire ipertensione, insufficienza renale acuta, depressione respiratoria e coma, ma sono rari.

Dopo l'assunzione di dosi terapeutiche di antinfiammatori non steroidei, sono state riportate delle reazioni anafilattoidi, che possono comparire anche dopo un dosaggio eccessivo.

Trattamento

Dopo un sovradosaggio di antinfiammatori non steroidei, il paziente deve ricevere un trattamento sintomatico e di supporto. Non sono disponibili antidoti specifici. La prevenzione di un ulteriore assorbimento (ad es. con carbone attivo) può essere indicata nei pazienti che presentano sintomi entro 4 ore dall'ingestione o che hanno assunto una forte dose eccessiva. La diuresi forzata, l'alcalinizzazione delle urine, l'emodialisi e l'emoperfusione possono non essere appropriate, a causa dell'elevata capacità di legame alle proteine.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

M01AE02

Meccanismo d'azione

Il naprossene, come altri antinfiammatori non steroidei, riduce anche la biosintesi delle prostaglandine, inibendo la prostaglandina sintetasi. Le prostaglandine sono significativamente interessate nello sviluppo dell'infiammazione, del dolore e della febbre.

Farmacodinamica

Non sono disponibili dati.

Efficacia clinica

Non sono disponibili dati.

Farmacocinetica

Assorbimento

Il naprossene viene rapidamente e completamente assorbito nel tratto gastrointestinale. Le concentrazioni plasmatiche efficaci vengono raggiunte entro un'ora, le concentrazioni massime di principio attivo dopo 2-4 ore.

Distribuzione

Il principio attivo si lega per il 99% alle proteine plasmatiche.

Metabolismo

L'emivita plasmatica è di circa 13 ore.

Eliminazione

Circa il 95% della dose somministrata viene escreta nelle urine come naprossene immodificato, 6-desmetilnaprossene inattivo o loro coniugati.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità renale

Siccome il naprossene e i suoi metaboliti vengono eliminati principalmente attraverso i reni, sussiste in generale una possibilità di accumulo in caso di insufficienza renale. L'eliminazione del naprossene è ridotta nei pazienti con funzionalità renale gravemente compromessa.

Bambini e adolescenti

Il profilo farmacocinetico del naprossene nei bambini di 5-16 anni è simile a quello degli adulti, anche se l'eliminazione nei bambini è in generale più rapida che negli adulti. Non sono stati effettuati studi farmacocinetici con il naprossene nei bambini sotto i 5 anni di età.

Dati preclinici

Mutagenicità e cancerogenicità

Non sono disponibili esami sulla mutagenicità riguardanti il potenziale mutageno; i test finora condotti sono risultati negativi.

Uno studio a lungo termine nel ratto non ha messo in evidenza alcun potenziale tumorigeno del naprossene.

Tossicità per la riproduzione

Gli studi su 3 specie animali (ratto, topo, coniglio) non hanno messo in evidenza alcun potenziale teratogeno.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Non sono note incompatibilità.

Influenza sui metodi diagnostici

Proxen causa un'inibizione dell'aggregazione piastrinica e prolunga il tempo di sanguinamento. Di questo effetto si deve tener conto nella determinazione del tempo di sanguinamento.

A causa di possibili interferenze (17-chetosteroidi, acido 5-idrossiindolcetico), si raccomanda di sospendere temporaneamente Proxen 48 ore prima di effettuare degli esami delle urine.

Stabilità

Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15 - 25 °C).

Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

43522 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Grünenthal Pharma AG, Glarus Süd.

Stato dell'informazione

Settembre 2024.

176603/02/2025