XYLONEURAL sol inj s cons (hc 07/25)
Gebro Pharma AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Xyloneural
Composizione
Principi attivi
Lidocaini hydrochloridum anhydricum ut lidocaini hydrochloridum monohydricum.
Sostanze ausiliarie
Natrii chloridum, natrium hydroxidum, aqua ad iniectabilia.
Questo medicamento contiene 3,56 mg di sodio per ml (pari a 17,8 mg per fiala).
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione per iniezione 10 mg/ml:
(intradermica, sottocutanea, sottomucosa, periarticolare, perineurale, perivascolare, intramuscolare, intrarticolare, endovenosa)
Le fiale da 5 ml contengono 50 mg di lidocaini hydrochloridum anhydricum (10 mg/ml).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Xyloneural è indicato per le procedure di terapia neurale.
Patologie della colonna vertebrale:
Sindrome cervicale; sindrome dorsale; sindrome lombare; lombalgia; ischialgia.
Patologie delle estremità:
Periartrite scapolo omerale; epicondilite; coxartrosi; gonartrosi.
Disturbi nella zona della testa:
Cefalee di origine varia; adiuvante in caso di emicrania; attacchi di vertigini; acufene.
Altri impieghi della terapia neurale:
Disturbi organici psicovegetativi (ad es. vescica irritabile); trattamento dei trigger point; neuriti; nevralgie; miogelosi; dolore delle cicatrici; reumatismi dei tessuti molli.
Forme di trattamento:
Terapia locale: trattamento a livello del sito dolente.
Trattamento segmentale: trattamento segmentale a livello del metamero corrispondente (dermatomo, miotomo ecc.).
Ricerca/trattamento del campo di disturbo: iniezione probatoria e terapeutica nel campo di disturbo.
Posologia/Impiego
Posologia abituale
Adulti:
Variabile a seconda dell'indicazione e del metodo di applicazione.
Formazione di pomfi:
Intradermica: 0,2-0,4 ml di Xyloneural per pomfo.
Infiltrazione:
Sottocutanea, sottomucosa, periarticolare, perineurale, perivascolare: 0,5-1,0-5,0 ml di Xyloneural.
Intramuscolare: 1,0-5,0-10,0 ml di Xyloneural.
Iniezione:
Intrarticolare: 0,5-1,0-2,0 ml di Xyloneural.
Endovenosa: fino a 1 ml, di cui 0,1-0,2 ml vanno iniettati anche per via paravenosa.
Nella terapia neurale non si deve superare la dose massima di 20 ml/70 kg PC (= 200 mg di lidocaina cloridrato) per trattamento. Per la maggior parte delle indicazioni sono sufficienti già 5-10 ml di Xyloneural.
Impiego corretto
Il paziente deve stare sdraiato o seduto durante il trattamento. Iniettare lentamente, è necessaria un'aspirazione frequente per evitare un'applicazione intravenosa non desiderata (in particolare nella zona della testa e del collo).
Non iniettare in tessuti infiammati.
In caso di compromissione della funzionalità epatica e/o renale, di insufficienza cardiaca nonché nei pazienti anziani bisogna dosare al ribasso.
Bambini e adolescenti
Non esistono studi controllati di terapia neurale in bambini e adolescenti. L'impiego nella terapia neurale in bambini di età inferiore ai 12 anni è sconsigliato, poiché non vi sono dati relativi alla sicurezza e all'efficacia. Se si utilizza Xyloneural negli adolescenti non bisogna superare la dose massima di 0,25 ml/kg PC per impiego.
Controindicazioni
Xyloneural non dev'essere utilizzato in caso di ipersensibilità al principio attivo o ad una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione, in caso di ipersensibilità nota ad altri anestetici locali del tipo amidico e in caso di infezioni nella sede di iniezione. Questo medicamento non dev'essere usato per blocchi del sistema nervoso centrale (SNC), iniezioni retrobulbari o peribulbari, blocchi paracervicali né altre anestesie chirurgiche.
Avvertenze e misure precauzionali
Per ridurre il rischio di effetti collaterali gravi, è necessaria particolare prudenza nei pazienti seguenti:
- Pazienti con disturbi della coagulazione sanguigna: bisogna considerare che si può incorrere in un aumento della propensione alle emorragie sotto trattamento con inibitori della coagulazione sanguigna (anticoagulanti, come ad es. eparina), antireumatici non steroidei o sostituti del plasma. Inoltre, una lesione accidentale dei vasi sanguigni può condurre a emorragie serie. Eventualmente si devono controllare la durata delle emorragie e il tempo di tromboplastina parziale attivata (aPTT), il quick test e la conta piastrinica.
- Pazienti che vengono trattati con antiaritmici. I pazienti che vengono trattati con antiaritmici di classe III (ad es. amiodarone), devono essere sottoposti a stretta sorveglianza e monitoraggio elettrocardiografico in quanto gli effetti a livello cardiaco possono essere additivi (cfr. rubrica «Interazioni»).
- I pazienti con blocco parziale o completo della trasmissione dell'impulso elettrico cardiaco; in ragione del fatto che gli anestetici locali possono deprimere la conduzione atrioventricolare.
- Pazienti con insufficienza epatica o renale. In particolare in caso di insufficienza epatica si può avere un effetto cumulativo.
- Pazienti affetti da epilessia; bisogna prestare maggiore attenzione alla manifestazione di sintomi del SNC. Anche con dosi non elevate di lidocaina cloridrato ci si può aspettare un aumento della propensione alle convulsioni. Nella sindrome di Melkersson‑Rosenthal possono presentarsi con maggior frequenza reazioni allergiche e tossiche del SNC agli anestetici locali.
- Pazienti incinte verso la fine della gravidanza (cfr. rubrica «Gravidanza, allattamento»).
- Pazienti anziani e pazienti in condizioni generali precarie.
- Bambini al di sotto dei 12 anni (cfr. anche rubrica «Posologia/impiego»).
- Pazienti con porfiria acuta: le soluzioni per iniezione con lidocaina sono probabilmente porfirinogeniche e devono venire prescritte ai pazienti affetti da porfiria acuta solo in caso di urgente indicazione. In tutti i pazienti affetti da porfiria bisogna impiegare le misure precauzionali appropriate.
- Miastenia gravis.
L'intensità delle reazioni a livello dei tessuti correla con il grado di severità del trauma, la concentrazione dell'anestetico locale e il tempo di esposizione dell'anestetico locale nel tessuto. Per questo motivo, si deve usare la concentrazione e la dose minima efficace di anestetico locale, come per tutti gli altri anestetici locali.
A causa di possibili effetti a livello cardiaco della lidocaina, una terapia neurale deve sempre essere effettuata con un equipaggiamento adeguato e in infrastrutture adeguatamente attrezzate. È necessario avere la disponibilità immediata dell'equipaggiamento e dei medicamenti necessari al monitoraggio e alla rianimazione di emergenza.
Se dev'essere effettuato un blocco maggiore, o si devono somministrare dosi elevate di medicamento, prima della somministrazione dell'anestetico locale, dev'essere inserito un catetere e.v. che sia accessibile nel caso si presenti la necessità di impiegare misure di emergenza o somministrare un agente neutralizzante.
I medici che effettuano una terapia neurale devono disporre di sufficiente esperienza ed esercizio, ed essersi familiarizzati con la diagnosi e il trattamento di possibili effetti indesiderati, della tossicità sistemica o di altre possibili complicazioni (cfr. rubrica «Posologia eccessiva»).
Non iniettare in tessuti infiammati (forte assorbimento, inattivazione della lidocaina nel sito d'azione).
In caso di impiego nella zona del collo o della testa sussiste un maggiore pericolo di danno (iniezione involontaria in un'arteria), poiché il rischio di sintomi di intossicazione del SNC è più elevato.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per fiala da 5 ml, è cioè praticamente «privo di sodio».
Interazioni
In caso di somministrazione concomitante con altri antiaritmici, con beta‑bloccanti e calcio‑antagonisti si può verificare un effetto inibitorio additivo sulla trasmissione atrioventricolare, la propagazione intraventricolare dello stimolo elettrico e la contrattilità. Inoltre, con una terapia concomitante con propranololo, diltiazem e verapamil si può giungere a un prolungamento considerevole dell'emivita di eliminazione con pericolo di accumulo, a causa della riduzione della clearance della lidocaina cloridrato.
Non sono stati condotti studi di interazione specifici con lidocaina e antiaritmici di classe III (ad es. amiodarone); è pertanto richiesta prudenza (cfr. anche rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
La combinazione di diversi anestetici locali provoca effetti additivi sul sistema cardiovascolare e sul sistema nervoso. La lidocaina dovrebbe essere usata con prudenza in pazienti che ricevono altri anestetici locali o medicamenti strutturalmente correlati ad anestetici locali del tipo amidico, ad esempio antiaritmici come mexiletina e tocainide, poiché gli effetti tossici sono additivi.
È richiesta prudenza con la somministrazione concomitante dell'H2 antagonista cimetidina. Attraverso una riduzione dell'irrorazione sanguigna a livello epatico e l'inibizione degli enzimi microsomiali si possono raggiungere già dopo un blocco intercostale dei livelli tossici di lidocaina plasmatica.
La somministrazione concomitante di medicamenti per restringere i vasi sanguigni porta al prolungamento del tempo di attività della lidocaina.
L'effetto non depolarizzante dei miorilassanti viene prolungato dalla lidocaina.
Con la somministrazione concomitante di lidocaina e alcaloidi della segale cornuta (come ad es. ergotamina), può subentrare un notevole calo della pressione arteriosa.
È richiesta prudenza con l'impiego di sedativi che influenzano anch'essi l'attività del SNC e possono pertanto modificare l'azione degli anestetici locali.
È richiesta prudenza con gli antiepilettici (fenitoina), i barbiturici e altri inibitori enzimatici, che sono stati usati per molto tempo, poiché si può giungere a una diminuzione dell'efficacia e quindi alla necessità di dosi più elevate di lidocaina.
D'altro canto, se la fenitoina viene somministrata per via endovenosa si può produrre un potenziamento dell'effetto cardiodepressivo della lidocaina.
L'effetto analgesico degli anestetici locali può essere amplificato dagli oppiacei e dalla clonidina.
Il consumo di alcol, soprattutto in caso di abuso cronico, può portare a una riduzione dell'effetto degli anestetici locali.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
I risultati di studi di sperimentazione animale hanno mostrato tossicità per la riproduzione, ma nessun indizio di un effetto teratogeno (cfr. rubrica «Dati preclinici»). Non sono disponibili studi controllati su donne in gravidanza. Molto raramente si può presentare metaemoglobinemia nei neonati. Questi possono sviluppare depressione del SNC e abbassamento del punteggio Apgar. Durante la gravidanza non si deve somministrare il medicamento, a meno che questo sia assolutamente necessario.
Allattamento
La lidocaina passa in piccole quantità nel latte materno. Pertanto, se ne sconsiglia l'impiego durante l'allattamento.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Se si conducono veicoli o impiegano macchine bisogna tenere presente che in funzione della posologia dell'anestetico locale si possono verificare difficoltà di concentrazione e coordinazione nonché una compromissione temporanea delle capacità locomotorie.
È quindi necessario usare la dovuta cautela.
Effetti indesiderati
I possibili effetti collaterali rispecchiano in larga misura quelli degli altri anestetici locali del tipo amidico; in ogni caso le dosi impiegate per la terapia neurale sono relativamente ridotte, per cui nei procedimenti di terapia neurale vengono osservati soprattutto gli effetti collaterali seguenti:
Spesso con la formazione di ponfi o l'infiltrazione si verificano dolori locali, bruciore, arrossamento o prurito.
La comparsa occasionale di senso di vertigini o stordimento e raramente la comparsa di collasso possono essere sia segni di un leggero sovradosaggio sia di una reazione psicovegetativa erronea e in genere spariscono rapidamente dopo aver messo il paziente nella corretta «posizione di shock».
Le reazioni allergiche sono rare (orticaria, edema della laringe, broncospasmo, in caso estremo shock anafilattico).
In caso di dosi più elevate di quelle generalmente indicate, e specialmente in caso di somministrazione intraarteriosa accidentale, bisogna fare riferimento agli effetti indesiderati generali della lidocaina. Le frequenze indicate qui di seguito si riferiscono a questi casi particolari.
Effetti indesiderati sistemici, che possono subentrare oltrepassando un livello plasmatico di 5-10 µg di lidocaina per ml, sono dovuti al metodo (a causa dell'impiego), alla farmacodinamica o alla farmacocinetica, e riguardano il SNC e il sistema cardiocircolatorio. Nell'elenco degli effetti collaterali sono utilizzate le seguenti definizioni di frequenza:
Molto comune: > 1/10
Comune: ≥ 1/100, < 1/10
Non comune: ≥ 1/1000, < 1/100
Raro: ≥ 1/10'000, < 1/1000
Molto raro: < 1/10'000
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto raro: metaemoglobinemia neonatale.
Disturbi del sistema immunitario
Raro: reazioni allergiche (orticaria, edema della laringe, broncospasmo, in caso estremo shock anafilattico).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto raro: ipertermia maligna.
Patologie del sistema nervoso
Comune: parestesia, capogiro, stordimento.
Non comune: segni e sintomi di tossicità del SNC (convulsioni, parestesia circumorale, intorpidimento della lingua, iperacusia, disturbi visivi, tremore, acufene, disartria, depressione del SNC).
Raro: neuropatia, lesioni nervose periferiche, aracnoidite, sindrome della cauda equina.
Patologie dell'occhio
Raro: visione sdoppiata.
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Raro: disturbi dell'udito.
Patologie cardiache
Comune: bradicardia, tachicardia.
Raro: arresto cardiaco, aritmie cardiache.
Patologie vascolari
Comune: ipotensione, ipertensione.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Raro: depressione respiratoria, apnea.
Patologie gastrointestinali
Comune: nausea, vomito.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Sono possibili delle reazioni locali nella sede di somministrazione.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch
Posologia eccessiva
Le reazioni tossiche riguardano prevalentemente il SNC e il sistema cardiovascolare (cfr. «Effetti indesiderati»). Sono per lo più conseguenza di errori (concentrazione sbagliata), superamento della dose massima, iniezione intravascolare accidentale, rapporti di assorbimento anomali (ad es. in tessuti molto irrorati), disturbi dell'eliminazione conseguenti a insufficienza epatica o renale.
Segni e sintomi
In casi gravi si possono osservare effetti sul sistema cardiovascolare. Ipotonia, bradicardia, aritmie e addirittura arresto cardiaco possono subentrare come risultato di una concentrazione sistemica più elevata.
Effetti tossici cardiovascolari vengono in genere preannunciati da segni di tossicità a carico del SNC, eccetto quando il paziente è in uno stato di anestesia totale o è stato fortemente sedato con sostanze come benzodiazepine o barbiturici.
La tossicità a carico del SNC si manifesta con sintomi e segni di gravità crescente. I primi segni sono: parestesie circumorali, intorpidimento della lingua, capogiro, iperacusia, acufene. Ulteriori sintomi sono stordimento, irrequietezza, nervosismo, disorientamento, confusione, tremore, brividi, disturbi del linguaggio, nausea, vomito. I disturbi visivi e le contrazioni muscolari sono più seri e precedono convulsioni generalizzate. Possono seguire perdita di coscienza e crisi convulsive, che possono durare da un paio di secondi a diversi minuti. A causa dell'attività muscolare più intensa e della compromissione della respirazione, compaiono rapidamente durante le convulsioni ipossia e ipercapnia. In casi gravi può subentrare apnea. L'acidosi aumenta l'azione tossica degli anestetici locali.
Trattamento
Al comparire di sintomi di intossicazione a carico del SNC o del sistema cardiovascolare, è necessario mettere in atto le seguenti contromisure:
- Interrompere immediatamente la somministrazione di Xyloneural.
- Tenere libere le vie respiratorie.
- Aumentare l'apporto di ossigeno; se necessario assistere con ossigeno puro e respirazione artificiale (dapprima mediante maschera e pallone con valvola, solo in seguito con un tubo tracheale). La terapia con l'ossigeno non dev'essere interrotta all'estinguersi dei sintomi, bensì solo una volta che tutte le funzioni vitali siano rientrate nella norma.
- Controllare accuratamente la pressione arteriosa, il polso e la dilatazione delle pupille.
Queste misure valgono anche in caso di blocco spinale totale accidentale, i cui primi sintomi sono irrequietezza, parlare a bassa voce e sonnolenza; quest'ultima può procedere verso la perdita di coscienza e l'arresto respiratorio.
Altre possibili contromisure sono:
- In caso di abbassamento acuto e minaccioso della pressione arteriosa, distendere immediatamente il paziente con le gambe in posizione sollevata e iniettare lentamente un beta‑simpaticomimetico per via endovenosa (ad es. da 10 a 20 gocce al minuto di una soluzione con 1 mg di isoprenalina in 200 ml di soluzione di glucosio al 5%).
- Inoltre, bisogna provvedere a una sostituzione del volume (ad es. con soluzioni di cristalloidi).
- In caso di aumento del tono vagale (bradicardia), somministrare atropina (da 0,5 a 1,0 mg e.v.).
In caso di sospetto di arresto cardiaco bisogna mettere in atto le misure necessarie per la rianimazione. - Le convulsioni sono da trattare con dosi ridotte e ripetute di barbiturici ad azione ultrarapida (ad es. 25-50 mg di tiopental sodico) o con 5-10 mg di diazepam e.v.; le dosi vanno somministrate a intervalli finché si ha la certezza di avere la situazione sotto controllo.
Va precisato che in molti casi, quando vi sono segni di convulsioni, ai fini del trattamento, è sufficiente la respirazione artificiale con ossigeno.
Se le convulsioni sono persistenti, vanno somministrati tiopental sodico (250 mg) e un miorilassante ad azione rapida, e in seguito all'intubazione si deve ventilare con ossigeno al 100%.
I medicamenti che aumentano l'attività del SNC (i cosiddetti analettici, ad es. metilfenidato) sono controindicati in caso di intossicazione da anestetici locali!
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N01BB02
La lidocaina è un anestetico locale del tipo amidico. L'instaurarsi dell'effetto – in generale nel giro di 2 (fino a 10) minuti – è tra l'altro dipendente dalla concentrazione e dalla dose dell'anestetico locale, come pure dal metodo utilizzato e dalle caratteristiche del tessuto infiltrato. La durata dell'azione dipende dalla sede di applicazione, dal dosaggio e dalla concentrazione.
Xyloneural viene utilizzato nell'ambito di procedure di terapia neurale (ovvero nell'anestesia locale terapeutica).
Meccanismo d'azione
L'effetto anestestetico locale della lidocaina è da ricondurre all'inibizione dell'afflusso di Na+ nelle fibre nervose. Questo porta a una diminuzione dell'eccitabilità delle fibre nervose dipendente dalla concentrazione, dal momento che risulta diminuito l'aumento improvviso della permeabilità al sodio che è necessario per la formazione del potenziale d'azione.
Oltre alla percezione del dolore, risultano silenziati anche la percezione del freddo e del caldo, del tatto e della pressione.
Farmacodinamica
Poiché la lidocaina deve dapprima penetrare nelle cellule per giungere al suo sito d'azione, il suo effetto dipende dal pKa della sostanza e dal pH del mezzo, quindi dalla frazione di base non carica, che è in grado di penetrare meglio nella membrana lipofila dei nervi rispetto ai cationi.
Efficacia clinica
Non esistono studi controllati volti a dimostrare l'efficacia e la sicurezza della terapia neurale. L'impiego terapeutico di Xyloneural nella terapia neurale si basa sul fatto che quando vengono trovate la corretta localizzazione e tecnica di iniezione si arriva ad ottenere un'efficacia clinica che va oltre il periodo di tempo dell'azione farmacologica. Si suppone un impatto a livello locale o superiore.
Farmacocinetica
Assorbimento
Il tasso di assorbimento dipende dalla dose, dalla via di somministrazione e dal livello di vascolarizzazione nel sito di iniezione.
La lidocaina viene assorbita completamente in seguito a somministrazione per via parenterale. Le concentrazioni plasmatiche massime sono raggiunte immediatamente in seguito alla somministrazione come bolo e.v., e dopo 5-15 minuti in caso di somministrazione i.m.
Distribuzione
La lidocaina ha un pKa di 7,9 e un coefficiente di ripartizione olio/acqua di 2,9. Il 65% di essa è legato a proteine plasmatiche. La lidocaina si lega prevalentemente all'alfa-1 glicoproteina acida.
Il volume di distribuzione allo stato stazionario è di 91 l.
Metabolismo
I principali metaboliti della lidocaina sono la monoetilglicin xilidide (MEGX), la glicinxilidide (GX), la 2,6-xilidina e la 4-idrossi-2,6-xilidina. La metabolizzazione di MEGX avviene per N-dealchilazione mediata dal CYP1A2 e dal CYP3A4. La 2,6-xilidina viene convertita dal CYP2A6 in 4‑idrossi‑2,6‑xilidina, il principale metabolita nelle urine.
La MEGX ha attività convulsiva come la lidocaina e un'emivita leggermente più lunga. La GX non ha attività convulsiva e ha un'emivita di circa 10 ore.
Eliminazione
La lidocaina mostra un assorbimento dallo spazio epidurale completo e bifasico, con emivita delle due fasi dell'ordine di 9,3 e 82 minuti. Il lento assorbimento è il fattore limitante nell'eliminazione della lidocaina. Questo spiega l'eliminazione più lenta in seguito a iniezione epidurale rispetto all'iniezione e.v. L'assorbimento della lidocaina dallo spazio subaracnoideo è monofasico con un'emivita di 71 minuti.
La lidocaina presenta una clearance plasmatica totale di 0,95 l/min e un'emivita di 1,6 ore. La clearance avviene quasi esclusivamente attraverso il metabolismo epatico ed è quindi dipendente dall'irrorazione del fegato e dall'attività degli enzimi epatici.
Solo circa il 2% della lidocaina viene eliminato nella sua forma non modificata. Fino al 70% compare nelle urine come 4-idrossi-2,6-xilidina.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Gravidanza e allattamento:
La lidocaina attraversa facilmente la placenta e l'equilibrio fra la frazione legata e quella libera si instaura rapidamente. Il legame alle proteine plasmatiche nel feto è minore che nella madre, il che comporta una concentrazione plasmatica totale più bassa nel feto.
La lidocaina passa nel latte materno, in dosi tuttavia talmente ridotte che con l'impiego delle dosi terapeutiche non sussiste alcun rischio per il lattante.
Disturbi della funzionalità epatica
In caso di insufficienza epatica la velocità di metabolizzazione può scendere fino ad essere la metà o fino a 1/10 di quella normale.
Disturbi della funzionalità renale
In caso di insufficienza renale l'emivita è di 2-3 ore; si può giungere all'accumulo di metaboliti attivi.
Dati preclinici
Vi sono molti studi su diverse specie di animali riguardo alla tossicità acuta della lidocaina. I segni di tossicità erano sintomi a carico del SNC. Tra questi vi sono stati anche crisi convulsive con esito letale.
Mutagenicità e cancerogenicità
I test di mutagenicità della lidocaina sono risultati negativi. Al contrario, vi sono indizi che nel ratto, e forse anche nell'uomo, il prodotto di conversione della lidocaina, 2,6-xilidina, può avere effetto mutageno. Questi indizi sono emersi da test in vitro nei quali questo metabolita è stato somministrato a concentrazioni molto elevate. Inoltre, in uno studio di cancerogenicità nei ratti la 2,6‑xilidina ha mostrato un potenziale tumorigeno con esposizione attraverso la placenta e trattamento postnatale degli animali fino a 2 anni.
Dal momento che non si può escludere con certezza che questi risultati abbiano una rilevanza per l'uomo, la lidocaina non dovrebbe essere somministrata a dosi elevate per un periodo prolungato.
Tossicità per la riproduzione
Da studi di tossicità per la riproduzione della lidocaina non sono emersi indizi di proprietà teratogene. È stata osservata solo una riduzione del peso fetale. Sono stati riportati mutamenti nel comportamento delle figliate di ratti che avevano ricevuto durante la gestazione una dose di lidocaina che corrispondeva quasi alla dose massima raccomandata per l'uomo.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Dal momento che non sono stati condotti studi sulla compatibilità, il medicamento non dev'essere mescolato con altri medicamenti.
Stabilità
Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
La preparazione non contiene agenti conservanti. La soluzione è monouso. Qualsiasi residuo di soluzione non utilizzato dev'essere smaltito.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C).
Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
42773 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Gebro Pharma AG, 4410 Liestal
Stato dell'informazione
Marzo 2020
1835 — 10/12/2021