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URSOCHOL cpr 150 mg

Zambon Switzerland Ltd

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Ursochol, Compresse

Zambon Switzerland Ltd

Composizione

Principi attivi

Acidum ursodeoxycholicum.

Il principio attivo viene prodotto a partire dalla bile bovina mediante un processo di sintesi a più tappe.

Sostanze ausiliarie

Compresse da 150 mg: Lactosum monohydricum 102 mg, Crospovidonum, Povidonum K30, Magnesii stearas.

Compresse da 300 mg: Lactosum monohydricum 204 mg, Crospovidonum, Povidonum K30, Magnesii stearas.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Compresse da 150 mg e 300 mg.

Aspetto: compresse bianche e rotonde, con una linea di frattura su un lato. La compressa può essere divisa in dosi uguali.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Dissoluzione dei calcoli di colesterolo.

I calcoli biliari non devono proiettare ombre sull'immagine della radiografia e la cistifellea deve essere funzionante nonostante la presenza del(i) calcolo(i).

Pre- e post-trattamento in caso di litotripsia biliare.

Disturbi dispeptici dolorosi, intolleranza ai lipidi, flatulenza di origine biliare.

Colangite biliare primaria (stadio I-III).

Studi clinici hanno dimostrato una riduzione degli enzimi epatici e della bilirubina nella colangite biliare primaria (CBP). Tuttavia, solo pochi dati indicano un miglioramento del quadro istologico e non consentono di esprimersi in merito all'influenza sulla sopravvivenza.

Posologia/Impiego

Adulti

Posologia abituale

Trattamento litolitico

La dose giornaliera è di 10 mg/kg PC suddivisa in 2 somministrazioni (mattino e sera) con un po' di liquido. La dose più alta deve essere assunta la sera (vedere tabella) per coprire meglio le ore di digiuno notturno, che rappresentano la fase critica nella formazione dei calcoli.

Peso corporeo

 

Dose

giornaliera

Compresse da 150 mg

Compresse da 300 mg

mattino

sera

mattino

sera

60 kg

600 mg

1

3

½

1 ½

75 kg

750 mg

2

3

1

1 ½

90 kg

900 mg

2

4

1

2

Più sono piccoli i calcoli, più è breve la durata di trattamento necessaria per scioglierli. Dovrebbe però durare almeno 3-4 mesi, ma non più di 2 anni.

La dissoluzione dei calcoli dovrebbe essere controllata ogni sei mesi mediante colecistografia o ecografia (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»). Si raccomanda di proseguire il trattamento per 3-4 mesi dopo la scomparsa radiologica dei calcoli.

In caso di litotripsia biliare, Ursochol deve essere assunto 2 settimane prima della litotripsia proseguendo il trattamento fino a 3 mesi dopo la scomparsa dei frammenti dei calcoli.

Trattamento delle sindromi dispeptiche dolorose

2 compresse da 150 mg al giorno.

Colangite biliare primaria

2 compresse di Ursochol 300 mg al giorno.

In presenza di una fibrosi cistica con delle alterazioni epatiche, è necessario adeguare la posologia, che può arrivare fino a 20 mg/kg di peso corporeo a seconda delle esigenze individuali del paziente.

Collaborazione del paziente: anche se i sintomi scompaiono rapidamente dopo l'inizio del trattamento e si ha un miglioramento delle condizioni generali, il paziente non deve ridurre né interrompere la dose prescritta dal medico.

Durante il trattamento con Ursochol, è opportuno seguire una dieta ricca di fibre ed evitare un apporto eccessivo di calorie e colesterolo.

Posologia nei bambini

L'uso di Ursochol nei bambini non è consigliato, poiché non sono disponibili esperienze.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie; gravidanza e allattamento; ulcera gastroduodenale in fase attiva; malattie epatiche acute e croniche; disturbi interferenti con la circolazione entero-epatica degli acidi biliari (resezione dell'ileo, malattie infiammatorie intestinali, morbo di Crohn, colite ulcerosa e altre malattie dell'intestino tenue, del colon e del fegato, enterostomia, colestasi extra- e intraepatica; gravi malattie epatiche); colecistite e colangite acute.

Il medicamento non deve essere somministrato a pazienti con coliche biliari frequenti, infiammazioni acute della cistifellea e delle vie biliari, malassorbimento degli acidi biliari (ad es. infiammazioni dell'intestino tenue e crasso come il morbo di Crohn).

Calcoli biliari radiopachi calcificati.

Ostruzione delle vie biliari (ostruzione del coledoco o del dotto cistico).

Capacità di contrazione ridotta della cistifellea.

Avvertenze e misure precauzionali

La litolisi con Ursochol deve essere eseguita su calcoli radiotrasparenti senza mantello radiopaco e in presenza di una cistifellea funzionante. I calcoli piccoli e galleggianti con un diametro inferiore a 10 mm costituiscono l'indicazione con il miglior tasso di dissoluzione.

Ursochol non deve essere usato se la cistifellea è opaca ai raggi X, in presenza di calcoli biliari calcificati, in caso di capacità di contrazione ridotta della cistifellea o frequenti coliche biliari.

I parametri epatici AST (SGOT), ALT (SGPT) e γ-GT devono essere controllati dal medico curante ogni 4 settimane nei primi 3 mesi di trattamento, in seguito ogni 3 mesi. Oltre a individuare i pazienti con CBP responder e non-responder, questo monitoraggio consente anche di diagnosticare precocemente un possibile scompenso epatico, soprattutto in caso di CBP in stadio avanzato.

In rari casi, la sintomatologia clinica dei pazienti con CBP può peggiorare all'inizio del trattamento, ad es. può esservi un'intensificazione del prurito. In questo caso, la dose di Ursochol deve essere ridotta e poi nuovamente aumentata in maniera graduale.

Negli stadi avanzati della CBP, la terapia con Ursochol può portare a uno scompenso epatico.

Nei pazienti che sono trattati per la dissoluzione dei calcoli biliari, è opportuno verificare l'efficacia ogni 6 mesi tramite ecografia o radiografia con un mezzo di contrasto.

Nei pazienti con cirrosi epatica in fase terminale, può manifestarsi uno scompenso durante il trattamento con Ursochol che è parzialmente reversibile dopo l'interruzione della terapia.

Nella colestasi intraepatica di origine diversa dalla colangite biliare primaria, Ursochol deve essere usato attualmente solo nell'ambito di studi clinici controllati.

Le donne in età fertile devono assumere Ursochol solo se utilizzano contemporaneamente contraccettivi non ormonali, poiché i contraccettivi ormonali possono aumentare il rischio di calcoli biliari (vedere «Interazioni»).

Prima di iniziare il trattamento è necessario escludere una gravidanza.

In caso di diarrea, la dose deve essere ridotta. In caso di diarrea persistente, il trattamento dovrà essere interrotto.

Sostanze ausiliarie di particolare interesse

Ursochol contiene 102 mg di lattosio per compressa da 150 mg risp. 204 mg di lattosio per compressa da 300 mg. I pazienti affetti da rari problemi ereditari d'intolleranza al galattosio, deficit totale di lattasi, o malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.

Interazioni

Influsso di altre sostanze sulla farmacocinetica dell'acido ursodeossicolico

L'uso concomitante di colestiramina, colestipolo e antiacidi a base di magnesio e idrossido di alluminio deve essere evitato, poiché queste sostanze legano l'acido ursodeossicolico impedendone il riassorbimento. Qualora l'assunzione di una di queste sostanze fosse necessaria, questa deve essere assunta almeno 2 ore prima o dopo Ursochol.

Gli estrogeni, i contraccettivi orali e gli ipolipemizzanti (come il clofibrato) aumentano la secrezione epatica del colesterolo, favorendo la formazione di calcoli di colesterolo. Pertanto, questi medicamenti possono contrastare l'azione dell'acido ursodeossicolico nella dissoluzione dei calcoli biliari.

Influsso dell'acido ursodeossicolico sulla farmacocinetica di altre sostanze

L'acido ursodeossicolico può influenzare l'assorbimento della ciclosporina dal tratto gastrointestinale. Pertanto, nei pazienti in terapia con una ciclosporina, il medico deve controllare la concentrazione ematica della ciclosporina ed eventualmente modificare la dose della ciclosporina.

In singoli casi, Ursochol può ridurre l'assorbimento della ciprofloxacina.

In uno studio clinico condotto su volontari sani, la somministrazione concomitante di 500 mg/giorno di acido ursodeossicolico e di 20 mg/giorno di rosuvastatina ha determinato un leggero aumento delle concentrazioni plasmatiche di rosuvastatina. La rilevanza clinica di questa interazione anche rispetto ad altre statine non è nota.

È stato dimostrato che l'acido ursodeossicolico riduce il picco di concentrazione plasmatica (Cmax) e l'area sotto la curva (AUC) del calcio antagonista nitrendipina in volontari sani. È raccomandato uno stretto monitoraggio della terapia quando queste due sostanze vengono somministrate in concomitanza. Potrebbe essere necessario aumentare la dose di nitrendipina.

È stata riportata anche un'interazione (riduzione dell'effetto terapeutico) con il dapsone. Unitamente a dati in vitro, queste osservazioni potrebbero indicare che l'acido ursodeossicolico induce l'enzima citocromo P450 3A, responsabile per la degradazione dei medicamenti. Tuttavia, in uno studio di interazione correttamente progettato non è stata osservata alcuna induzione con budesonide, un substrato noto per il citocromo P450 3A.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

L'acido ursodeossicolico è controindicato in gravidanza (vedere «Controindicazioni»).

Allattamento

L'acido ursodeossicolico è controindicato durante l'allattamento (vedere «Controindicazioni»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi in merito.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono indicati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (<1/10, ≥1/100), non comune (<1/100, ≥1/1'000), raro (<1/1'000, ≥1/10'000), molto raro (<1/10'000).

Patologie gastrointestinali

Comune: feci pastose o diarrea (riportato in studi clinici).

Molto raro: grave fastidio nella parte superiore destra dell'addome (nel trattamento della CBP).

Patologie epatobiliari

Molto raro: calcificazione dei calcoli biliari. Nella terapia della CBP in stadio avanzato, molto raramente è stato osservato uno scompenso della cirrosi epatica, che è parzialmente regredito dopo l'interruzione della terapia.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Molto raro: orticaria.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

In caso di sovradosaggio può verificarsi diarrea. In generale è improbabile che compaiano altri sintomi di sovradosaggio, poiché con l'aumento della dose l'acido ursodeossicolico viene assorbito peggio e per questo viene escreto maggiormente per via fecale.

Trattamento

Non sono necessarie contromisure specifiche; le conseguenze della diarrea devono essere trattate sintomaticamente con il ripristino dell'equilibrio idro-elettrolitico.

Ulteriori informazioni su popolazioni particolari di pazienti

La terapia prolungata con dosi elevate di acido ursodeossicolico (28-30 mg/kg/giorno) in pazienti con colangite sclerosante primaria (uso off-label) ha aumentato l'incidenza di eventi indesiderati gravi.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

A05AA02

Meccanismo d'azione

L'acido ursodeossicolico (UDCA) è un acido biliare terziario fisiologicamente presente in piccole concentrazioni nella bile umana.

I componenti più importanti per la formazione dei calcoli biliari sono il colesterolo e gli acidi biliari.

Nei pazienti sani, l'indice litogeno è <1: il colesterolo rimane in soluzione.

Nei pazienti con colelitiasi da colesterolo, l'indice litogeno è >1: la bile è supersatura e si formano i calcoli.

L'acido ursodeossicolico (UDCA), scoperto dopo l'acido chenodesossicolico, ha un marcato effetto litolitico sui calcoli di colesterolo.

Dal punto di vista chimico, l'acido ursodeossicolico (UDCA) si differenzia dall'acido chenodesossicolico (CDCA) per il gruppo ossidrile in posizione 7 che occupa la posizione «beta» anziché «alfa».

Ne consegue una minore degradazione dell'UDCA in acido litocolico e dunque una minore tossicità. Pertanto, con l'UDCA gli effetti collaterali osservati con il CDCA, come la diarrea o l'aumento delle transaminasi, non si verificano o si presentano in misura significativamente ridotta.

Rispetto al CDCA, per la dissoluzione dei calcoli è necessaria una dose di UDCA significativamente più bassa.

Normalizzando la composizione della bile, l'acido ursodeossicolico (UDCA) elimina i sintomi dispeptici dolorosi di origine biliare, compresa l'eventuale gastrite da reflusso biliare. La bile arricchita con UDCA riduce le proprietà degli acidi biliari primari e secondari tossiche per i tessuti. Questi ultimi presentano marcate proprietà detergenti e risultano quindi citotossici nella colestasi intraepatica e in altri disturbi epatici di varia origine, nonché nella gastrite da reflusso biliare.

Farmacodinamica

Vedere «Meccanismo d'azione».

Efficacia clinica

Nessun dato.

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo somministrazione orale, l'UDCA viene assorbito rapidamente nell'intestino tenue attraverso meccanismi di trasporto attivo e passivo dall'intestino e, dopo aver attraversato il fegato, raggiunge in larga parte la circolazione entero-epatica.

Distribuzione

Le concentrazioni sieriche massime vengono raggiunte dopo 30-150 minuti. La clearance epatica di primo passaggio (first-pass) può raggiungere valori fino al 75% della dose somministrata. Durante il trattamento con UDCA, questo diventa la sostanza principale nella composizione degli acidi biliari. La sua concentrazione raggiunge il 60-70%, mentre quella di acido chetolitocolico, acido colico e acido desossicolico diminuisce. Per contro, la concentrazione di acido litocolico rimane invariata.

L'emivita biologica dell'UDCA è di circa 3,5-5,8 giorni.

Metabolismo

L'UDCA viene condotto al fegato attraverso la vena porta e coniugato con glicina e taurina in un rapporto di 4:1. Nell'intestino tenue, l'UDCA coniugato viene idrolizzato per la maggior parte in UDCA libero, riassorbito dalla circolazione entero-epatica e ricondotto al fegato. La parte non assorbita viene deidrossilata in acido litocolico dai microrganismi dell'intestino crasso.

Eliminazione

L'UDCA coniugato entra nell'intestino attraverso la bile. L'UDCA viene escreto principalmente nelle feci sotto forma di metaboliti sconosciuti (50%) e come acido litocolico (30%). La quantità di UDCA e di acido chetolitocolico immutati presente nelle feci è rispettivamente solo del 5% risp. del 2-4%.

Dati preclinici

Tossicità acuta

Studi sulla tossicità acuta sugli animali non hanno evidenziato alcun danno tossico.

Tossicità cronica

Studi sulla tossicità subcronica sulla scimmia hanno evidenziato effetti epatotossici nei gruppi trattati con dosi elevate, anche sotto forma di alterazioni funzionali (tra cui alterazioni degli enzimi epatici) e morfologiche come proliferazioni delle vie biliari, focolai d'infiammazione portale e necrosi epatocellulare.

Cancerogenicità e genotossicità

Studi a lungo termine sul topo e sul ratto non hanno fornito evidenze di un potenziale tumorigenico dell'acido ursodeossicolico. I test disponibili per l'acido ursodeossicolico non hanno fornito indicazioni rilevanti di un effetto mutageno.

Tossicità per la riproduzione

In studi sui ratti, dopo una dose di 2000 mg di acido ursodeossicolico/kg di peso corporeo si sono verificate malformazioni della coda. Sul coniglio non si sono osservati effetti teratogeni con dosi di acido ursodeossicolico fino a 300 mg/kg di peso corporeo. L'acido ursodeossicolico non ha avuto effetti sulla fertilità nel ratto e non ha influenzato lo sviluppo peri-/postnatale della prole.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C), al riparo dall'umidità e fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

41874 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Zambon Svizzera SA, 6814 Cadempino

Stato dell'informazione

Gennaio 2026

208718/08/2026