HCI Compendium
Schermo non supportato

L'applicazione non è ancora ottimizzata per il vostro schermo. Vi preghiamo di utilizzare un dispositivo con uno schermo più grande.

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Vancocin capsule rigide

Teva Pharma AG

Composizione

Principi attivi

Vancomicina (sotto forma di vancomicina cloridrato).

Sostanze ausiliarie

Contenuto della capsula rigida: Macrogol 6000.

Involucro della capsula rigida: Gelatina, indigotina (E132), titanio diossido (E171), ferro ossido rosso (E172), ferro ossido giallo (E172).

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 capsula rigida contiene 125 mg di vancomicina.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

La vancomicina orale è indicata per il trattamento delle infezioni da Clostridium difficile (CDI).

La somministrazione parenterale di vancomicina non è efficace per l'indicazione summenzionata; pertanto, per detta indicazione la vancomicina deve essere somministrata per via orale.

La vancomicina somministrata per via orale non è efficace per altri tipi di infezioni.

Devono essere seguite le raccomandazioni ufficiali sull'uso appropriato degli antibiotici, in particolare le raccomandazioni di impiego volte a prevenire l'aumento della resistenza agli antibiotici.

Posologia/Impiego

Adulti e adolescenti a partire dai 12 anni di età

La dose raccomandata di vancomicina è 125 mg ogni 6 ore per 10 giorni per il primo episodio di CDI non grave. Questa dose può essere aumentata a 500 mg ogni 6 ore per 10 giorni in caso di malattia grave o con complicanze. La dose massima giornaliera non deve superare 2 g.

Nei pazienti con recidive multiple può essere preso in considerazione di trattare l'episodio corrente nel modo seguente: 125 mg quattro volte al giorno per 10 giorni, seguiti da una diminuzione graduale della dose fino a 125 mg al giorno o da un regime intermittente, cioè 125-500 mg/giorno ogni 2-3 giorni per almeno 3 settimane.

Eventualmente modificare la durata del trattamento con vancomicina in base al decorso clinico dei singoli pazienti. Quando possibile, l'antibiotico sospettato di aver provocato la CDI deve essere interrotto. Istituire un adeguato ricambio di liquidi ed elettroliti.

In pazienti con disturbi intestinali infiammatori deve essere eseguito il monitoraggio delle concentrazioni sieriche di vancomicina dopo somministrazione orale (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Bambini

40 mg/kg di peso corporeo/al giorno in 3-4 dosi frazionate, per 7-10 giorni, ma senza superare i 2 g/giorno.

Se il contenuto delle capsule rigide è troppo elevato per una singola dose, o se il paziente non è in grado di deglutire le capsule rigide, è possibile anche diluire il contenuto di una fiala iniettabile di Vancocin (500 mg) in 30 ml di acqua e somministrare la soluzione per via orale.

Le soluzioni sono somministrate oralmente o tramite un sondino gastrico. A queste preparazioni può essere aggiunto un correttore di gusto.

Gruppi di pazienti speciali:

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Dato l'assorbimento sistemico molto basso è probabile che non sia necessario aggiustare la dose, a meno che si verifichi un notevole assorbimento orale in caso di disturbi intestinali infiammatori o di enterocolite pseudomembranosa indotta da Clostridium difficile (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Modo di somministrazione

Per uso orale.

La capsula rigida non deve essere aperta e deve essere deglutita con abbondante liquido.

Controindicazioni

Vancocin è controindicato nei pazienti con ipersensibilità nota o sospetta ad uno qualsiasi dei componenti di questo medicamento.

Avvertenze e misure precauzionali

Solo per uso orale

Questa preparazione è solo per uso orale e non viene assorbita a livello sistemico. Le capsule rigide di vancomicina somministrate per via orale non sono efficaci per altri tipi di infezioni.

Potenziale per l'assorbimento sistemico

L'assorbimento può essere maggiore in pazienti con disturbi infiammatori della mucosa intestinale o con enterocolite pseudomembranosa indotta da Clostridium difficile. Questi pazienti possono essere a rischio di sviluppo di effetti indesiderati, soprattutto se è presente compromissione renale concomitante. Maggiore è la compromissione renale, specialmente in caso di uso concomitante di sostanze nefrotossiche, maggiore è il rischio di sviluppare effetti indesiderati associati alla somministrazione perorale di vancomicina. In pazienti con disturbi infiammatori della mucosa intestinale deve essere eseguito il monitoraggio delle concentrazioni sieriche di vancomicina.

Gravi effetti indesiderati cutanei (severe cutaneous adverse reactions, SCARs)

Sono stati riportati gravi effetti indesiderati cutanei (SCARs) in associazione con trattamenti a base di vancomicina, comprese sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) e pustolosi esantematosa generalizzata acuta (AGEP), che possono essere pericolosi per la vita o letali (cfr. rubrica «Effetti indesiderati»). La maggior parte di questi effetti si sono verificati entro pochi giorni e fino a otto settimane dall'inizio del trattamento con vancomicina.

Al momento della prescrizione, i pazienti devono essere informati riguardo ai segni e sintomi e monitorati attentamente per le reazioni cutanee. Se si verificano segni e sintomi che fanno sospettare tali reazioni, occorre interrompere immediatamente la somministrazione di vancomicina e prendere in considerazione un trattamento alternativo. Se il paziente ha sviluppato una SCAR durante l'uso di vancomicina, il trattamento con vancomicina non deve essere mai più ripreso.

Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari

Sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis in pazienti trattati con vancomicina. La sindrome di Kounis comprende sintomi cardiovascolari dovuti a una reazione allergica o da ipersensibilità associata al restringimento delle arterie coronarie e può potenzialmente può portare a infarto miocardico.

Nefrotossicità

Deve essere eseguito il monitoraggio periodico della funzione renale quando si trattano pazienti con disfunzione renale di base o pazienti che ricevono terapia concomitante con un aminoglicoside o altri medicamenti nefrotossici, in quanto il rischio di sviluppare effetti tossici aumenta considerevolmente in presenza di concentrazioni ematiche elevate e in caso di uso prolungato (cfr. rubriche «Posologia/impiego» e «Interazioni»).

Ototossicità

Nei pazienti trattati con vancomicina può verificarsi ototossicità, sia a livello vestibolare che uditivo, compresa l'eventuale perdita permanente dell'udito.

Possono essere utili esami periodici della funzione uditiva per ridurre al minimo il rischio di ototossicità in pazienti con una perdita dell'udito preesistente, o che stanno ricevendo una terapia concomitante con un agente ototossico come ad esempio un aminoglicoside.

Gli agenti anti-motilità devono essere evitati ed occorre rivalutare la terapia con inibitori della pompa protonica (cfr. rubrica «Interazioni»).

Altri fattori che possono aumentare il rischio di tossicità includono l'età avanzata e la disidratazione.

L'uso della vancomicina può indurre l'eccessiva proliferazione di patogeni non sensibili. Se durante la terapia compaiono nuove infezioni batteriche o fungine è necessario adottare misure adeguate (cfr. rubrica «Interazioni»).

Interazioni

Interazioni farmacologiche con agenti anti-motilità e inibitori della pompa protonica

Gli agenti anti-motilità devono essere evitati ed occorre rivalutare la terapia con inibitori della pompa protonica (cfr. rubrica « Avvertenze e misure precauzionali»).

Antibiotici ototossici e/o nefrotossici

Nei pazienti con malattia infiammatoria intestinale, si possono riscontrare concentrazioni sieriche clinicamente significative anche dopo la somministrazione orale di vancomicina, specialmente in presenza di concomitante compromissione renale. In questi pazienti, e qualora sia necessario integrare la terapia orale con una terapia parenterale concomitante con vancomicina, va tenuto presente che l'uso concomitante o sequenziale di altri antibiotici ototossici e/o nefrotossici come gli aminoglicosidi (p.es. amicacina, gentamicina, neomicina, netilmicina, paromomicina, sisomicina, streptomicina, tobramicina) o cefaloridina, viomicina, polimixina B, colistina, amfotericina B, bacitracina, piperacillina/tazobactam e cisplatino richiede un attento monitoraggio del paziente (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Miorilassanti

Se la vancomicina viene somministrata durante o immediatamente dopo un intervento chirurgico, l'uso concomitante di miorilassanti (come p.es. la succinilcolina) può aumentarne e prolungarne l'effetto (blocco neuromuscolare).

Contraccettivi orali

L'effetto dei contraccettivi orali può essere ridotto durante il trattamento con vancomicina.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Non si possono rilasciare dichiarazioni vincolanti per quanto riguarda la sicurezza d'uso durante la gravidanza o possibili effetti sulla fertilità. Nell'ambito di uno studio clinico controllato sono stati valutati i potenziali effetti ototossici e nefrotossici della vancomicina nei bambini, somministrando il medicamento a donne incinte tossicodipendenti, durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza, con gravi infezioni da stafilococco. La vancomicina è stata rilevata nel sangue del cordone ombelicale. Non è stata osservata alcuna perdita dell'udito o nefrotossicità. Tuttavia, poiché questo studio ha coinvolto solo un numero esiguo di pazienti che sono state trattate con vancomicina solo durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza, non è noto se la vancomicina causa danni fetali. Questo antibiotico deve essere somministrato alle donne in stato di gravidanza solo nei casi di assoluta necessità.

Allattamento

La vancomicina viene escreta nel latte materno e pertanto va somministrata alle madri che allattano solo se assolutamente necessario.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Vancocin orale può alterare (capogiro, disturbi dell'udito) la capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

L'assorbimento di vancomicina dal tratto gastrointestinale è trascurabile. Tuttavia nell'infiammazione grave della mucosa intestinale, soprattutto in combinazione con insufficienza renale, possono comparire gli stessi effetti indesiderati che si verificano quando la vancomicina è somministrata per via parenterale. Pertanto di seguito sono inclusi anche gli effetti indesiderati e la relativa frequenza associati alla somministrazione parenterale di vancomicina.

Quando la vancomicina è somministrata per via parenterale, gli effetti indesiderati più comuni sono flebite, reazioni pseudo-allergiche e arrossamento cutaneo nella parte superiore del corpo («sindrome dell'uomo rosso») in relazione all'infusione endovenosa troppo rapida di vancomicina. Sono stati riportati gravi effetti indesiderati cutanei (SCARs) in associazione con trattamenti a base di vancomicina, comprese sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) e pustolosi esantematosa generalizzata acuta (AGEP) (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Elenco degli effetti indesiderati

All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

Gli effetti indesiderati elencati di seguito sono definiti secondo la convenzione di frequenza MedDRA e la classificazione per sistemi e organi:

«molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1'000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1'000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (non può essere stimata sulla base dei dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: neutropenia reversibile, agranulocitosi, eosinofilia, trombocitopenia, pancitopenia

Non nota: anemia emolitica

Disturbi del sistema immunitario

Raro: reazioni di ipersensibilità, reazioni anafilattiche

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Non comune: perdita di udito transitoria o permanente

Raro: vertigini, tinnito, capogiro

Patologie cardiache

Molto raro: arresto cardiaco

Non nota: sindrome di Kounis

Patologie vascolari

Comune: calo della pressione arteriosa

Raro: vasculite

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comune: dispnea, stridore

Patologie gastrointestinali

Raro: nausea

Molto raro: enterocolite pseudomembranosa

Non nota: vomito, diarrea

Patologie epatobiliari

Comune: alanina aminotransferasi aumentata, aspartato aminotransferasi aumentata

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: arrossamento cutaneo nella parte superiore del corpo («sindrome dell'uomo rosso»), esantema e infiammazione della mucosa, prurito, orticaria

Molto raro: dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, dermatosi bollosa a IgA lineare, necrolisi epidermica tossica (TEN)

Non nota: eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome di DRESS), pustolosi esantematosa generalizzata acuta (AGEP)

Patologie renali e urinarie

Comune: insufficienza renale, manifestata principalmente da aumento di creatinina sierica o di urea sierica

Raro: nefrite interstiziale, insufficienza renale acuta

Non nota: necrosi tubulare acuta

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: flebite, arrossamento nella parte superiore del corpo e del viso

Raro: febbre da medicamento, brividi, dolore e spasmi muscolari del torace e dei muscoli della schiena

Descrizione di effetti indesiderati selezionati

Neutropenia reversibile che inizia generalmente una settimana o più dopo l'inizio della terapia endovenosa o dopo la dose totale di più di 25 g. Dopo la sospensione di Vancocin, l'emocromo sembra tornare rapidamente ai valori normali. Occasionalmente sono state riferite anche una diminuzione delle piastrine e talvolta eosinofilia. Sono stati riportati casi molto rari di agranulocitosi. Nei pazienti che ricevono Vancocin per periodi prolungati o in concomitanza con altri medicamenti che possono causare neutropenia o agranulocitosi, è necessario controllare regolarmente la conta dei leucociti. Sono stati riferiti rari casi di trombocitopenia.

La vancomicina per via endovenosa deve essere infusa lentamente. Durante o subito dopo l'infusione rapida, possono verificarsi reazioni anafilattiche/anafilattoidi compreso respiro sibilante. Le reazioni diminuiscono quando la somministrazione è interrotta, generalmente tra 20 minuti e 2 ore.

Il tinnito, che probabilmente precede l'insorgere della sordità, deve essere considerato un'indicazione per interrompere il trattamento.

L'ototossicità è stata principalmente riportata in pazienti a cui vengono somministrate dosi elevate, che sono in trattamento concomitante con altri medicamenti ototossici come gli aminoglicosidi, o che presentano una riduzione preesistente della funzione uditiva o renale. In questi pazienti è opportuno controllare regolarmente l'udito.

In caso di nefrite interstiziale, i valori di solito sono rientrati nella norma dopo la sospensione della vancomicina. Pertanto, nei pazienti con preesistente compromissione renale o sottoposti a trattamento concomitante con aminoglicosidi, è necessario controllare regolarmente la funzione renale e scegliere la posologia con particolare attenzione.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Si raccomanda una terapia di supporto e di mantenimento della filtrazione glomerulare. La vancomicina è scarsamente rimovibile con la dialisi. L'emofiltrazione e l'emoperfusione su resine polisulfoniche sono risultate efficaci nell'aumentare la clearance della vancomicina. L'emodialisi e la dialisi peritoneale si sono dimostrate inefficaci.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

A07AA09

Meccanismo d'azione

La vancomicina è un antibiotico glicopeptidico altamente purificato, ottenuto da Streptomyces orientalis, che esercita un'azione battericida contro molti batteri gram-positivi. L'azione battericida è dovuta principalmente all'inibizione della biosintesi della parete cellulare. Inoltre, la vancomicina altera la permeabilità della membrana cellulare batterica e la sintesi dell'RNA.

Farmacodinamica

Nessuna informazione.

Efficacia clinica

Nessuna informazione.

Meccanismo di resistenza

La resistenza acquisita ai glicopeptidi è più comune negli enterococchi e si basa sull'acquisizione di vari complessi del gene van che modificano il bersaglio D-alanil-D-alanina a D-alanil-D-lattato oppure a D-alanil-D-serina che lega scarsamente la vancomicina. In alcuni paesi si osservano sempre più casi di resistenza, particolarmente negli enterococchi; i ceppi multiresistenti di Enterococcus faecium sono particolarmente allarmanti.

I geni van si trovano raramente nello Staphylococcus aureus, in cui cambiamenti nella struttura della parete cellulare portano a sensibilità «intermedia», che è più comunemente eterogenea. Inoltre, sono stati segnalati ceppi di stafilococco meticillina-resistenti (MRSA) con ridotta sensibilità alla vancomicina. La ridotta sensibilità o resistenza alla vancomicina degli stafilococchi non è stata ancora chiarita. Sono implicati vari fattori genetici e mutazioni multiple.

Non vi è resistenza incrociata tra la vancomicina ed altre classi di antibiotici. Si verifica resistenza incrociata con altri antibiotici glicopeptidici, quali teicoplanina. Lo sviluppo secondario di resistenza durante la terapia è raro.

Breakpoint del test di sensibilità

La prevalenza di resistenza acquisita può variare geograficamente e nel tempo per singole specie, per cui informazioni locali sulla resistenza sono consigliabili, soprattutto durante il trattamento di infezioni gravi. Eventualmente ricorrere al consiglio di un esperto quando la prevalenza locale di resistenza è tale da mettere in dubbio il beneficio del principio attivo almeno in alcuni tipi di infezioni. Queste informazioni forniscono solo una guida approssimativa sulla possibilità che un microrganismo sia sensibile alla vancomicina.

I breakpoint delle concentrazioni inibitorie minime stabilite dal Comitato europeo sui test di sensibilità antimicrobica (EUCAST) sono i seguenti:

Sensibile

Resistente

Clostridium difficile1

≤2 mg/l

> 2 mg/l

1 I breakpoint si basano sui valori epidemiologici di cut-off (ECOFFs), che distinguono isolati wild-type da quelli con ridotta sensibilità.

Sinergismo

L'associazione di Vancocin con un aminoglicoside agisce sinergicamente contro molti ceppi di S. aureus, streptococchi non enterococchi del gruppo D, enterococchi e streptococchi del gruppo viridans.

Farmacocinetica

Assorbimento

La vancomicina non è generalmente assorbita nel sangue dopo somministrazione orale. Tuttavia, l'assorbimento può essere aumentato in pazienti con disturbi infiammatori della mucosa intestinale o con enterocolite pseudomembranosa indotta da Clostridium difficile. Questo può portare all'accumulo di vancomicina in pazienti con compromissione renale coesistente.

Distribuzione

La somministrazione orale di una soluzione di vancomicina pari a 2 g al giorno per 16 giorni a pazienti anefrici senza malattia infiammatoria intestinale ha determinato livelli sierici <0,66 µg/ml. La somministrazione di dosi di 2 g al giorno a pazienti con normale funzione renale ed enterocolite pseudomembranosa ha determinato concentrazioni >3100 mg/kg nelle feci e <1 µg/ml nel siero.

Nella somministrazione ripetuta di 250 mg ogni 8 ore, dopo l'assunzione di un totale di 7 dosi le concentrazioni fecali di vancomicina hanno superato i 100 mg/kg nella maggior parte dei campioni di soggetti sani. Non sono state rilevate concentrazioni ematiche e il recupero urinario non ha superato lo 0,76%.

Metabolismo

Una dose orale è escreta quasi esclusivamente nelle feci. Nella maggior parte dei campioni dei soggetti, le concentrazioni fecali riscontrate nella somministrazione ripetuta di 250 mg di vancomicina ogni 8 ore hanno superato i 100 mg/kg dopo un totale di 7 dosi. Non sono state rilevate concentrazioni ematiche e il recupero urinario non ha superato lo 0,76%.

Eliminazione

Cfr. rubrica «Metabolismo».

Dati preclinici

Nei ratti che hanno ricevuto dosi orali giornaliere comprese tra 375 e 3000 mg/kg di peso corporeo per 35 giorni, sono state osservate reticolocitosi e linfocitopenia a partire da 1500 mg/kg di peso corporeo, e una riduzione del peso della milza e del timo a partire da 750 mg/kg di peso corporeo rispetto al gruppo di controllo. In tutti i gruppi trattati, sono state evidenziate una riduzione dei livelli sierici di proteine totali, glucosio e colesterolo e un'alterazione dell'epitelio della mucosa cecale, visibile all'esame istologico.

Dosi endovenose di 25 mg/kg nel cane e 50 mg/kg nella scimmia e la somministrazione i.m. di 50 mg/kg nel gatto hanno prodotto solo reazioni locali al sito di iniezione.

Dosi più elevate a partire da 50 mg/kg i.v. nel cane e 350 mg/kg i.p. nel ratto sono risultate nefrotossiche.

Non sono stati condotti studi a lungo termine su animali per determinare il potenziale cancerogeno di vancomicina. Tuttavia, i test in vitro non hanno mostrato alcun potenziale mutageno.

Gli studi condotti su ratti e conigli gravidi non hanno mostrato una tossicità selettiva della vancomicina sullo sviluppo degli animali.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare nella confezione originale e a temperature non superiori a 25°C. Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

La funzione renale e uditiva deve essere monitorata regolarmente nei pazienti con funzione renale alterata e nei pazienti con più di 60 anni (ridotta clearance sistemica e renale). In questi casi, così come nei pazienti con anomalie dell'udito, è necessario monitorare l'emocromo.

In caso di somministrazione concomitante di un'infusione di vancomicina, è assolutamente necessario assicurarsi che la soluzione sia sufficientemente diluita e infusa per almeno 60 minuti per evitare la comparsa di ipotensione.

Numero dell'omologazione

47074 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Teva Pharma AG, Basel.

Stato dell'informazione

Marzo 2026.

Numero interno della versione: 9.2

209008/05/2026