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ASPIRINE C cpr eff

Bayer (Schweiz) AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Aspirina®-C, compresse effervescenti

Bayer (Schweiz) AG

Composizione

Principi attivi

Acidum acetylsalicylicum, acidum ascorbicum.

Sostanze ausiliarie

Natrii dihydrogenocitras, natrii hydrogenocarbonas, acidum citricum, natrii carbonas.

1 compressa effervescente contiene 466 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 compressa effervescente di Aspirina-C contiene 400 mg di acido acetilsalicilico (AAS) e 240 mg di acido ascorbico (vitamina C).

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Trattamento sintomatico di febbre e/o dolori nelle malattie da raffreddamento. Bambini a partire dai 9 anni e adolescenti: esclusivamente su prescrizione medica e solo come terapia di seconda scelta (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Aspirina-C è omologato nell'automedicazione per il trattamento a breve termine per una durata massima di 3 giorni.

Posologia/Impiego

Età

Peso corporeo

Dose singola

Dose giornaliera massima

9-12 anni

30-40 kg

400 mg

1 compressa effervescente

1600 mg

4 compresse effervescenti

Adulti e adolescenti a partire da 12 anni e di peso superiore a 40 kg

400 mg

1-2 compresse effervescenti

2400 mg

fino a 6 compresse effervescenti

Intervallo di applicazione abituale: 4-8 ore.

Modo di somministrazione

Sciogliere le compresse effervescenti in un bicchiere d'acqua e bere.

Non assumere a stomaco vuoto.

L'uso di Aspirina-C non è indicato nei bambini di età inferiore a 9 anni.

Controindicazioni

  • Ipersensibilità all'acido acetilsalicilico, ad altri salicilati, all'acido ascorbico o a una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.
  • Anamnesi di broncospasmo, orticaria o sintomi pseudoallergici a seguito dell'assunzione di acido acetilsalicilico o altri antinfiammatori non steroidei.
  • Ulcera gastrica e/o duodenale attiva o sanguinamento gastrointestinale.
  • Malattie intestinali infiammatorie (per es. morbo di Crohn, colite ulcerosa).
  • Diatesi emorragica.
  • Gravi disfunzioni epatiche (cirrosi epatica e ascite).
  • Insufficienza renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min).
  • Insufficienza cardiaca grave (NYHA III-IV).
  • Combinazione con metotrexato in dosi pari o superiori a 15 mg alla settimana (cfr. rubrica «Interazioni»).
  • Ultimo trimestre di gravidanza (cfr. rubrica «Gravidanza/allattamento»).
  • Nefrolitiasi (o pregressa nefrolitiasi).
  • Iperossaluria.
  • Emocromatosi.

Avvertenze e misure precauzionali

La biodisponibilità di questo preparato non è stata studiata a sufficienza per consentire di usarlo a dosi più elevate come antinfiammatorio.

Durante il trattamento con antireumatici non steroidei (FANS), indipendentemente dal fatto che siano o meno inibitori selettivi della COX-2, possono manifestarsi in qualsiasi momento ulcere, emorragie o perforazioni gastrointestinali, anche senza sintomi premonitori o segni anamnestici. Per ridurre questo rischio, nella terapia si dovrebbe somministrare la più piccola dose efficace per il più breve tempo possibile.

Gli effetti renali dei FANS comprendono la ritenzione idrica con edemi e/o ipertensione arteriosa. Per questo motivo, nei pazienti con disturbi della funzionalità cardiaca e altre condizioni che favoriscono la ritenzione idrica si deve usare l'acido acetilsalicilico solo con cautela. L'acido acetilsalicilico a basso dosaggio riduce l'eliminazione di acido urico. Nei pazienti in cui l'eliminazione di acido urico è già tendenzialmente ridotta, questa situazione può eventualmente scatenare un attacco di gotta.

È richiesta cautela anche nei pazienti che assumono in concomitanza diuretici o ACE-inibitori, nonché in presenza di un aumentato rischio di ipovolemia.

Nelle situazioni seguenti deve essere usata cautela, e Aspirina-C va assunto esclusivamente su prescrizione medica e sotto sorveglianza medica:

  • Nei pazienti in età avanzata va usata cautela per considerazioni di ordine fondamentalmente medico. Nei pazienti anziani infermi o in quelli con un basso peso corporeo si raccomanda soprattutto di usare il dosaggio minimo efficace.
  • In caso di asma bronchiale o generale tendenza all'ipersensibilità; l'acido acetilsalicilico può favorire il broncospasmo e gli attacchi di asma o scatenare altre reazioni di ipersensibilità. I fattori di rischio sono l'asma preesistente, il raffreddore da fieno, i polipi nasali o le malattie croniche delle vie respiratorie. La stessa considerazione vale per i pazienti che presentano reazioni allergiche ad altre sostanze (per es. reazioni cutanee, prurito od orticaria).
  • In presenza di disturbi gastrici o duodenali cronici o recidivanti.
  • In caso di terapia concomitante con medicamenti anticoagulanti.
  • Nei pazienti con riduzione della funzionalità renale o cardiocircolatoria (come per es. vasculopatia renale, insufficienza cardiaca congestizia, ipovolemia, interventi chirurgici maggiori, setticemia o emorragie maggiori), perché l'acido acetilsalicilico potrebbe aumentare il rischio di riduzione della funzionalità renale o di insufficienza renale acuta.
  • In presenza di riduzione della funzionalità epatica.
  • Nei pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD), poiché l'acido acetilsalicilico potrebbe indurre emolisi o anemia emolitica. I fattori che aumentano questo rischio sono per es. i dosaggi elevati, la febbre o le infezioni acute.
  • Nelle situazioni con rischio emorragico aumentato (per es. mestruazioni o ferite). A causa dell'inibizione dell'aggregazione piastrinica e del prolungamento del tempo di sanguinamento, che persistono per diversi giorni dopo l'assunzione dell'acido acetilsalicilico, può aumentare la tendenza emorragica, soprattutto durante e anche dopo interventi chirurgici (anche in caso di interventi minori come per es. le avulsioni dentarie).
  • In caso di predisposizione o recidiva di nefrolitiasi con ossaluria.
  • In caso di malattie da accumulo di ferro (talassemia, emocromatosi).

I bambini a partire dai 9 anni e gli adolescenti possono assumere Aspirina-C in caso di febbre e/o di malattie virali esclusivamente su prescrizione medica e solo come terapia di seconda scelta (a causa della possibilità di insorgenza della sindrome di Reye, un'encefalopatia potenzialmente letale i cui sintomi principali sono vomito violento, disturbi dello stato di coscienza e disturbi della funzionalità epatica).

È necessario avvertire il paziente che gli analgesici non devono essere assunti costantemente per periodi di tempo prolungati senza prescrizione medica. In caso di dolori persistenti sono necessari accertamenti medici.

L'assunzione prolungata di analgesici, specialmente quando si associano diversi principi attivi analgesici, può provocare danni renali permanenti con rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici).

Il paziente deve essere informato che in caso di assunzione cronica di analgesici può insorgere cefalea. Questa condizione può indurre a ripetere l'assunzione di analgesici e, quindi, a far persistere la cefalea (cosiddetto mal di testa da analgesici).

Sindrome di Kounis

Nei pazienti trattati con FANS sono stati riportati casi di sindrome di Kounis. La sindrome di Kounis si manifesta con sintomi cardiovascolari secondari a una reazione allergica o a una reazione da ipersensibilità con restringimento delle arterie coronarie e può potenzialmente causare un infarto miocardico.

Reazioni cutanee

Durante la terapia con FANS, molto raramente sono state reazioni cutanee gravi, alcune con esito letale, incluse dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell) nonché reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) (cfr. «Effetti indesiderati»). Il rischio che questa reazione si verifichi sembra essere massimo all'inizio del trattamento, e nella maggior parte dei casi queste reazioni si manifestano entro un mese dall'inizio della terapia. Aspirina-C deve essere interrotto alla prima comparsa di eruzione cutanea, alterazioni della mucosa o altri segni di una reazione di ipersensibilità.

Una compressa effervescente contiene 20,3 mmol (466,4 mg) di sodio, equivalente al 23% dell'assunzione massima giornaliera per un adulto raccomandata dall'OMS con la dieta. La dose massima giornaliera di questo medicamento equivale al 138% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS. Le compresse effervescenti di Aspirina-C sono considerate ad alto contenuto di sodio. Da tenere in considerazione soprattutto in pazienti che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

Interazioni

Combinazioni controindicate

  • Metotrexato a dosi pari o superiori a 15 mg alla settimana: aumento della tossicità del metotrexato (in genere i principi attivi antinfiammatori riducono l'eliminazione del metotrexato e i salicilati lo spostano dal suo legame con le proteine plasmatiche), cfr. rubrica «Controindicazioni».

Combinazioni che richiedono particolare cautela:

  • Metotrexato a dosi inferiori a 15 mg alla settimana: aumento della tossicità del metotrexato (in genere i principi attivi antinfiammatori riducono l'eliminazione del metotrexato e i salicilati lo spostano dal suo legame con le proteine plasmatiche).
  • Antidiabetici (per es. insulina, sulfoniluree): la glicemia può diminuire.
  • Potenziamento dell'effetto di anticoagulanti/antiaggreganti piastrinici, barbiturici, litio, sulfonamidi e triiodotironina.
  • Antiaggreganti piastrinici, per es. clopidogrel: rischio di emorragie aumentato.
  • Possono manifestarsi interazioni farmacodinamiche tra gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e l'acido acetilsalicilico: rischio di emorragie aumentato a causa di effetti sinergici.
  • Aumento della concentrazione plasmatica della digossina, causato dalla riduzione della sua eliminazione renale.
  • Aumento della concentrazione plasmatica di fenitoina e valproato. L'AAS causa il rilascio dell'acido valproico legato alle proteine sieriche e una riduzione del suo metabolismo. Questo effetto fa aumentare le concentrazioni plasmatiche del valproato con la possibilità che aumenti l'incidenza di effetti indesiderati, fino a un'intossicazione caratterizzata da sintomi quali tremore, nistagmo, atassia e alterazioni della personalità.
  • Potenziamento di effetti desiderati ed effetti indesiderati di tutti gli antinfiammatori non steroidei.
  • Antipertensivi (ACE inibitori e β-bloccanti): negli ipertesi in terapia con questi medicamenti e acido acetilsalicilico si deve monitorare strettamente la pressione arteriosa ed eventualmente adeguare i dosaggi dei medicamenti.
  • Diuretici in combinazione con acido acetilsalicilico a dosi più elevate: riduzione dell'effetto diuretico.
  • Riduzione dell'effetto degli uricosurici (per es. probenecid, sulfinpirazone)
  • Glucocorticoidi sistemici: aumento del rischio di ulcere ed emorragie gastrointestinali; riduzione della concentrazione ematica di salicilati durante la terapia con cortisone, rischio di un sovradosaggio di salicilati dopo il termine del trattamento con glucocorticoidi.
  • Alcool: aumento del rischio di ulcere ed emorragie gastrointestinali; aumento del tempo di sanguinamento.
  • Prolungamento dell'emivita plasmatica delle penicilline.
  • Deferoxamina: possibile scompenso cardiaco in caso di concomitante assunzione di acido ascorbico per via dell'aumentata tossicità del ferro nei tessuti, in particolare nel cuore.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

L'inibizione della sintesi delle prostaglandine può influire negativamente sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio-fetale. I dati degli studi epidemiologici indicano un aumento del rischio di aborti, malformazioni cardiache e gastroschisi dopo uso di un inibitore delle prostaglandine nella prima fase della gravidanza. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Negli studi sugli animali è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore delle prostaglandine causa un aumento della perdita pre- e postimpianto e letalità embrio-fetale. Oltre a ciò, negli animali che durante la fase di organogenesi erano stati trattati con inibitori della sintesi delle prostaglandine è stato riportato un incremento dell'incidenza di diverse malformazioni congenite, comprese quelle cardiovascolari. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza l'acido acetilsalicilico va somministrato solo se assolutamente necessario. Se si usa acido acetilsalicilico in una donna che ha intenzione di iniziare una gravidanza o si trova nel primo o nel secondo trimestre di gravidanza, si deve usare la più piccola dose possibile per la più breve durata del trattamento.

Oligoidramnios / insufficienza renale neonatale / restringimento del dotto arterioso

L'assunzione di FANS, alla 20a settimana di gestazione o più tardi, può portare a disfunzioni renali fetali che possono causare oligoidramnios e, in certi casi, insufficienza renale neonatale. Questi effetti indesiderati si manifestano mediamente dopo giorni o settimane di trattamento, nonostante rare segnalazioni di oligoidramnios già 48 ore dopo l'inizio del trattamento con FANS. Spesso, ma non sempre, l'oligoidramnios è reversibile con l'interruzione del trattamento. Le complicazioni di una condizione prolungata di oligoidramnios possono includere ad es. contratture degli arti e ritardo della maturazione polmonare. Nell'esperienza post-marketing, in alcuni casi di compromissione renale neonatale sono state necessarie procedure invasive come exsanguinotrasfusione o dialisi.

Inoltre, dopo il trattamento nel secondo trimestre è stata segnalata una stenosi del dotto arterioso, che nella maggior parte dei casi si è risolta dopo l'interruzione del trattamento.

Prendere in considerazione il monitoraggio ecografico del liquido amniotico e del cuore fetale se il trattamento con Aspirina-C dura più di 48 ore. Interrompere Aspirina-C se si verifica oligoidramnios o un restringimento del dotto arterioso e avviare un monitoraggio secondo la pratica clinica

Durante il terzo trimestre di gravidanza l'acido acetilsalicilico è controindicato. Tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono:

  • esporre il feto ai rischi seguenti:
    • tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare)
    • disturbi della funzionalità renale che possono evolvere in insufficienza renale con oligoidramnios
  • esporre il bambino e la madre ai seguenti rischi:
    • possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto di inibizione dell'aggregazione piastrinica che può manifestarsi anche a dosi molto basse
    • inibizione delle contrazioni uterine, con conseguente ritardo o prolungamento del parto.

Allattamento

I salicilati, i loro metaboliti e la vitamina C passano nel latte materno. Pertanto, in via precauzionale l'acido acetilsalicilico non deve essere assunto dalle donne che allattano al seno. Se il trattamento è indispensabile, occorre effettuare il passaggio all'alimentazione artificiale nel lattante.

Fertilità

L'uso dell'acido acetilsalicilico può compromettere la fertilità femminile e, quindi, non viene raccomandato nelle donne che intendono iniziare una gravidanza. Nelle donne che hanno difficoltà a iniziare una gravidanza o che vengono sottoposte a esami per l'infertilità si deve considerare la possibilità di interrompere la somministrazione di acido acetilsalicilico.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Aspirina-C non ha alcun effetto dimostrato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Le frequenze sono definite come segue:

Molto comune: ≥1/10

Comune: (≥1/100, <1/10)

Non comune: (≥1/1'000, <1/100)

Raro: (≥1/10'000, <1/1'000)

Molto raro: <1/10'000

Inoltre, in segnalazioni spontanee su tutte le formulazioni dell'acido acetilsalicilico, compresi i trattamenti di breve e lunga durata per via orale, sono stati riferiti ulteriori effetti indesiderati; di questi casi non è però possibile indicare la frequenza. («non nota» (non può essere definita sulla base dei dati disponibili)).

Patologie del sistema emolinfopoietico:

Prolungamento del tempo di sanguinamento.

Raro: trombocitopenia, agranulocitosi, pancitopenia, leucopenia, anemia aplastica, anemia sideropenica.

Sono state riportate emolisi e anemia emolitica in pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD).

L'acido acetilsalicilico può aumentare il rischio emorragico, perché inibisce le piastrine. Sono state osservate emorragie quali emorragie perioperatorie, ematomi, epistassi, sanguinamenti urogenitali, sanguinamenti gengivali.

In casi rari o molto rari sono state segnalate anche emorragie gravi (per es. emorragie gastrointestinali ed emorragie cerebrali, soprattutto in pazienti con ipertensione arteriosa non controllata e/o in trattamento concomitante con anticoagulanti, che in singoli casi possono essere potenzialmente fatali.

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: manifestazione di asma.

Raro: reazioni di ipersensibilità sotto forma di manifestazioni cutanee eritematose/eczematose, orticaria, rinite, congestione nasale, broncospasmo, edema angioneurotico, abbassamento di pressione arteriosa fino allo shock.

Raro: reazioni cutanee gravi fino a eritema essudativo multiforme, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Raro: ipoglicemia, disturbi dell'equilibrio acido-base.

Patologie del sistema nervoso

Raro: cefalea, capogiro, tinnito, disturbi visivi, ipoacusia, stati confusionali.

Patologie cardiache

Non nota: sindrome di Kounis.

Patologie gastrointestinali

Molto comune: microemorragie (70%).

Comune: disturbi gastrici.

Non comune: dispepsia, nausea, vomito, diarrea.

Raro: emorragie gastrointestinali, ulcere gastrointestinali, che molto raramente possono causare perforazioni.

Non nota: formazione di strutture diaframma-simili a livello intestinale, soprattutto in caso di uso a lungo termine.

Patologie epatobiliari

Raro: disturbi della funzionalità epatica.

Molto raro: aumento delle transaminasi.

Malattia della pelle e del tessuto sottocutaneo

Non nota: reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).

Disfunzioni renali e delle vie urinarie efferenti

Raro: disturbi della funzionalità renale.

Sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta.

Altro

Molto raro: sindrome di Reye (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Nelle persone anziane e soprattutto nei bambini piccoli è possibile l'insorgenza di un'intossicazione (in questi pazienti i sovradosaggi terapeutici o le intossicazioni accidentali possono avere esito letale). Dopo l'assunzione si possono sviluppare lentamente (ossia entro 12-24 ore) manifestazioni da intossicazione grave. Dopo assunzione orale di una dose fino a 150 mg di AAS/kg di peso corporeo sono possibili intossicazioni lievi, mentre con dosi >300 mg/kg di peso corporeo le intossicazioni possono essere gravi.

L'assorbimento dell'acido acetilsalicilico può essere ritardato dal rallentamento dello svuotamento gastrico, dalla formazione di concrementi nello stomaco o dai rivestimenti gastroresistenti.

La gravità dell'intossicazione non può essere stimata unicamente sulla base delle concentrazioni plasmatiche. È necessario uno stretto monitoraggio mediante emogasanalisi (ABGA) arteriosa, poiché la terapia non si basa sul livello di acido acetilsalicilico bensì sulla sintomatologia clinica e sull'ABGA.

Sintomi:

cefalea, nausea, vomito, ipoglicemia o iperglicemia, eruzioni cutanee, capogiro, tinnito, disturbi della vista e dell'udito, tremore, stati confusionali, ipertermia, sudorazione, iperventilazione, alcalosi respiratoria con compenso metabolico virante in acidosi metabolica, disturbi dell'equilibrio elettrolitico, essiccosi, convulsioni, coma, insufficienza respiratoria, disritmie cardiache.

I sintomi di un'intossicazione cronica da salicilati non sono specifici (ad es. tinnito, cefalea, eccitazione, sudorazione, iperventilazione) e pertanto possono sfuggire all'osservazione.

Terapia:

Considerata la situazione potenzialmente letale in caso di intossicazione grave, si devono adottare senza indugio le misure necessarie: immediato ricovero in ospedale, eliminazione o riduzione dell'assorbimento mediante somministrazione frazionata di carbone attivo nelle prime 4 ore (il peso del carbone deve essere pari a 10 volte quello dell'acido acetilsalicilico), lavanda gastrica in caso di intossicazione massiva o rimozione delle compresse per via gastroscopica.

Controllare e correggere i valori degli elettroliti. Somministrare glucosio. Impiego tempestivo di bicarbonato di sodio per correggere l'acidosi e per favorire l'eliminazione (pH dell'urina >8), buona diuresi, raffreddare in caso di ipertermia, benzodiazepine in presenza di convulsioni.

Eventuale ricorso all'emodialisi in caso di intossicazione grave.

È stato descritto un caso di scompenso con conseguenze fatali a seguito di intubazione. Pertanto, se possibile, si deve prima avviare l'alcalinizzazione e quindi procedere all'intubazione, minimizzando il tempo di apnea e assicurandosi di mantenere l'iperventilazione.

Informazioni dettagliate sulla terapia possono essere richieste a Tox Info Suisse.

In letteratura sono stati riportati casi isolati di sovradosaggio acuto e cronico di acido ascorbico. Nei pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, questo sovradosaggio può provocare emolisi ossidativa, coagulazione intravascolare disseminata e aumenti significativi dei livelli di ossalato nel siero e nelle urine.

Livelli elevati di ossalato possono portare a depositi di ossalato di calcio nei pazienti in dialisi.

Inoltre, alcune segnalazioni indicano che dosi elevate di acido ascorbico (per via orale o e.v.) possono causare sintomi gastrointestinali, depositi di ossalato di calcio, cristalluria da ossalato di calcio (in pazienti con predisposizione a una maggiore aggregazione di cristalli), nefropatia tubulointerstiziale e insufficienza renale acuta (dovuta ai cristalli di ossalato di calcio).

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N02BA51

Meccanismo d'azione

L'acido acetilsalicilico (AAS) è l'estere acetico dell'acido salicilico ed essendo un salicilato fa parte del gruppo dei farmaci analgesici/antinfiammatori non steroidei acidi.

L'acido acetilsalicilico mostra proprietà analgesiche, antipiretiche e antinfiammatorie.

L'effetto analgesico periferico è dovuto all'inibizione della ciclossigenasi, che a sua volta inibisce la sintesi delle prostaglandine (E2 e I2), ossia di quelle molecole coinvolte nell'insorgenza del dolore.

Questo stesso meccanismo è all'origine dell'inibizione dell'aggregazione piastrinica e dell'effetto ulcerogeno, della ritenzione di sodio e acqua, nonché delle reazioni broncospastiche (tutti possibili effetti indesiderati).

L'effetto antipiretico è dovuto all'azione centrale sul centro termoregolatore ipotalamico, che causa la dilatazione periferica dei vasi sanguigni con conseguente sudorazione e dispersione di calore. L'effetto centrale comprende probabilmente anche un'inibizione della sintesi delle prostaglandine, responsabili della trasmissione dell'effetto dei pirogeni endogeni nell'ipotalamo.

Effetto tampone:

Le compresse effervescenti tamponate di AAS contengono anche bicarbonato di sodio e acido citrico che, sciolti in acqua, reagiscono tra loro. L'elemento responsabile di questa capacità tampone è il citrato di sodio, che innalza il pH del succo gastrico a più di 5 e lo mantiene a questo valore finché la soluzione rimane nello stomaco. A causa di un eccesso di bicarbonato di sodio, l'AAS viene ampiamente convertito in acetilsalicilato di sodio ed è presente come molecola dissociata, non liposolubile che, a differenza dell'AAS non dissociato, presente a elevata acidità, è meno in grado di penetrare la membrana lipoide delle cellule della mucosa gastrica.

Ciò riduce il rischio di effetti tossici intracellulari locali dell'AAS sul metabolismo cellulare. Dopo un rapido passaggio nello stomaco, l'acetilsalicilato di sodio viene assorbito nell'intestino tenue. La migliore tolleranza della mucosa gastrica a livello locale rispetto ai preparati con AAS non tamponato è il risultato dell'effetto indicato in precedenza, del breve tempo di contatto con la mucosa gastrica per via del rapido passaggio nello stomaco delle formulazioni tamponate e delle ridotte concentrazioni locali di AAS nella mucosa gastrica con le formulazioni tamponate dovute alla pre-dissoluzione di AAS in acqua o nella saliva.

Tuttavia, la capacità tampone non riduce l'effetto sistemico sulla mucosa gastrica associato all'inibizione della sintesi delle prostaglandine.

In caso di infezioni febbrili, può verificarsi una carenza di vitamina C. L'aggiunta di vitamina C copre questo aumentato fabbisogno e sostiene le funzioni di difesa dell'organismo.

Farmacodinamica

Cfr. «Meccanismo d'azione»

Efficacia clinica

Cfr. «Meccanismo d'azione»

Farmacocinetica

Assorbimento

Acido acetilsalicilico

Dopo somministrazione orale, l'acido acetilsalicilico viene assorbito rapidamente e completamente nel tratto gastrointestinale. Durante e dopo l'assorbimento, l'acido acetilsalicilico viene convertito nel principale metabolita attivo acido salicilico.

Per le compresse effervescenti di Aspirina-C, dopo 9 minuti sono rilevabili concentrazioni plasmatiche efficaci di AAS e salicilati a partire da 20 µg/ml. Le forme tamponate raggiungono quindi l'intervallo delle concentrazioni plasmatiche efficaci più rapidamente delle forme non tamponate.

Vitamina C

L'acido ascorbico viene assorbito nei segmenti superiori dell'intestino tenue con l'ausilio di proteine di trasporto, il cui numero limita l'assorbimento. Se la disponibilità della sostanza supera la capacità di saturazione del sistema di trasporto, l'acido ascorbico in eccesso viene eliminato con le feci per evitare variazioni del pH del sangue. Pertanto, all'aumentare della dose la biodisponibilità diminuisce dal 60-75% dopo assunzione di 1 g a circa il 40% dopo assunzione di 3 g e a circa il 16% dopo mega-dosi di 12 g. La frazione non assorbita viene degradata principalmente in CO2 e acidi organici dalla flora intestinale.

Dopo singola somministrazione orale di 2 compresse di Aspirina-C (= 480 mg di acido ascorbico in soluzione acquosa), la biodisponibilità relativa è del 97,22 ± 22,03% (media ± deviazione standard), l'area sotto la curva concentrazione plasmatica–tempo (AUC) è di 284,24 ± 69,1 µmol h/l, la Cmax di 56,9 ± 10,2 µmol/l e il tmax di 2,7 ± 0,5 h.

Distribuzione

Acido acetilsalicilico

L'acido salicilico libero si distribuisce rapidamente in tutti i tessuti e compartimenti liquidi (liquido sinoviale, spinale, peritoneale).

Il volume di distribuzione dipende dalla dose e dal pH ed è pari a 0,1-0,2 l/kg. Con il dosaggio clinico abituale l'acido salicilico è per il 60-90% legato alle proteine plasmatiche, soprattutto all'albumina; la biodisponibilità è pari all'80-100%.

L'acido salicilico passa nel latte materno e attraversa la placenta.

Concentrazioni efficaci ottimali nel plasma: l'AAS sviluppa le sue proprietà analgesiche e antipiretiche a una concentrazione plasmatica di salicilato inferiore a 100 mg/l.

Vitamina C

Dopo il riassorbimento, l'acido ascorbico viene trasformato in legame deidro e trasportato dal sangue a tutti i tessuti dove viene ritrovato come acido ascorbico. Concentrazioni di acido ascorbico particolarmente elevate si rilevano nelle surrenali, nell'ipofisi, nel cervello e nel fegato (tra 15 e 50 mg/100 g di tessuto). Le concentrazioni plasmatiche variano ampiamente e sono in media comprese tra 0,8 e 1 mg/dl; la concentrazione di acido ascorbico nei leucociti è considerata trascurabile ed è all'incirca di 27 µg/108 cellule.

Metabolismo

Acido acetilsalicilico

L'AAS viene degradato con scissione dell'estere già nello stomaco, nella parete intestinale e nel primo passaggio attraverso il fegato («first-pass-effect») poco dopo l'assorbimento, per cui ha un'emivita relativamente breve (circa 15 minuti). La biotrasformazione dell'acido acetilsalicilico avviene soprattutto nel fegato. Grazie al legame dell'acido salicilico alla glicina si forma l'acido salicilurico, che viene trasformato ulteriormente mediante coniugazione con l'acido glucuronico o l'acido solforico. L'emivita plasmatica dell'acido salicilico dopo assunzione di basse dosi (<2-3 g al giorno) è pari a 2-3 ore, mentre dopo somministrazione di >3,0 g è di 15-30 ore.

Vitamina C

I principali metaboliti della vitamina C sono l'acido deidroascorbico, l'acido 2,3-dichetogluconico, l'acido ossalico e l'acido ascorbico-2-solfato, eliminati anch'essi per via renale come una diversa percentuale dose-dipendente di acido ascorbico immutato (filtrazione glomerulare, riassorbimento nel tubulo prossimale). A dosi di 1 g di vitamina C la frazione dei metaboliti scende dal 93,4% (dopo 30 mg di vitamina C) al 13,6%. L'emivita è mediamente di 2,9 h.

Eliminazione

Acido acetilsalicilico

L'eliminazione avviene in pratica completamente per via renale come acido salicilico (ca. 10%), acido salicilurico (ca. 75%) e come coniugati dell'acido salicilurico (ca. 10%).

Per la parte relativa ai metaboliti escreti per via renale ha un ruolo particolarmente importante, oltre alla dose, anche il valore di pH dell'urina. Per contro, l'AAS tamponato aumenta il pH urinario in ambiente basico e converte l'acido salicilico in salicilato dissociato che non viene più riassorbito.

Dopo assunzione di AAS non tamponato, alcuni medicamenti gastrici (antiacidi) possono interferire con i livelli plasmatici di salicilato continui e sufficientemente elevati, necessari per determinate indicazioni.

Vitamina C

Cfr. «Metabolismo»

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Eliminazione in caso di compromissione della funzionalità epatica:

Dato che l'AAS viene metabolizzato prevalentemente nel fegato, si deve prevedere un rallentamento della degradazione dell'AAS in acido salicilico (fenomeno di accumulo).

Eliminazione in caso di compromissione della funzionalità renale:

In caso di insufficienza renale, la velocità di degradazione per l'acido salicilico nel sangue non viene influenzata, ma aumenta la concentrazione di metaboliti inattivi dell'acido salicilico, soprattutto dell'acido salicilico coniugato.

Nei lattanti e nei bambini piccoli il legame alle proteine plasmatiche è ridotto. Inoltre, non si dispone di materiale conoscitivo speciale concernente la farmacocinetica nei bambini e nelle persone anziane.

Dati preclinici

Acido acetilsalicilico

Il profilo di sicurezza preclinico dell'acido acetilsalicilico è ben documentato.

Tossicità per somministrazione ripetuta

Negli studi sperimentali sugli animali, i salicilati non hanno prodotto ulteriori danni organici oltre a quelli renali.

Mutagenicità/cancerogenicità

L'acido acetilsalicilico è stato sottoposto ad approfonditi studi di mutagenicità e cancerogenicità, nei quali non sono state appurate evidenze rilevanti di un eventuale potenziale mutageno o cancerogeno.

Tossicità per la riproduzione

È stato osservato che in una serie di specie animali i salicilati hanno effetti embriotossici e teratogeni (per es. malformazioni cardiache e scheletriche, gastroschisi).

Vi sono anche segnalazioni di disturbi di impianto, effetti embriotossici e fetotossici e compromissione della capacità di apprendimento della prole in caso di assunzione di salicilati durante la gravidanza.

Acido ascorbico

I dati preclinici degli studi convenzionali su tossicità acuta, tossicità per somministrazione ripetuta, genotossicità, cancerogenicità e tossicità riproduttiva non evidenziano alcun rischio particolare per l'essere umano.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Nessuna indicazione

Influenza sui metodi diagnostici

Nessuna indicazione

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25°C), proteggere dall'umidità e tenere fuori dalla portata dei bambini.

Interazione con analisi di laboratorio

Negli esami di laboratorio con reazioni di ossido-riduzione come l'analisi del glucosio, della creatinina, della carbamazepina, dell'acido urico nelle urine e nel siero e del sangue occulto nelle feci, l'acido ascorbico può causare interferenze chimiche. L'acido ascorbico può interferire con gli esami per la misurazione del glucosio ematico e urinario causando falsi risultati, benché non abbia effetti sulla glicemia.

Numero dell'omologazione

33670 (Swissmedic)

Titolare dell’omologazione

Bayer (Schweiz) AG, 8045 Zurigo.

Stato dell'informazione

Settembre 2024

2056419/11/2024