ASPRO cpr eff 500 mg (hc 04/24)
Bayer (Schweiz) AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Aspro® 500
Composizione
Principi attivi
Acidum acetylsalicylicum.
Sostanze ausiliarie
Mannitolum (E 421), acidum malicum (E296), povidonum, natrii nocusas, natrii hydrogenocarbonas (E500), natrii carbonas, acidum citricum, saccharinum natricum, limonis aromatica (limonis aetheroleum, maltodextrinum). Una compressa effervescente contiene 251 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 compressa effervescente con scanalatura decorativa contiene 500 mg di acido acetilsalicilico (AAS).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento di dolori acuti da lievi a moderati (cefalea, mal di denti, dolori articolari e legamentosi, mal di schiena).
Trattamento sintomatico di febbre e/o dolori nelle malattie da raffreddamento. Adolescenti a partire dai 12 anni: solo su prescrizione medica e solo come terapia di seconda scelta (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Nell'automedicazione Aspro 500 è omologato per il trattamento a breve termine per una durata massima di 3 giorni.
Posologia/Impiego
Adulti e adolescenti a partire da 12 anni e di peso superiore a 40 kg:
Dose singola: 1-2 compresse effervescenti.
Dose giornaliera massima: fino a 6 compresse effervescenti.
Intervallo di applicazione abituale: 4-8 ore.
Sciogliere le compresse effervescenti in un bicchiere d'acqua e bere. Non assumere a stomaco vuoto.
L'uso di Aspro 500 non è indicato nei bambini di età inferiore a 12 anni.
La compressa effervescente non deve essere divisa lungo la scanalatura decorativa.
Controindicazioni
- Ipersensibilità all'acido acetilsalicilico, ad altri salicilati o a una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.
- Anamnesi di broncospasmo, orticaria o sintomi simil-allergici dopo assunzione di acido acetilsalicilico o altri antireumatici non steroidei.
- Ulcera gastrica e/o duodenale attiva o emorragie gastrointestinali.
- Malattie intestinali infiammatorie (per es. morbo di Crohn, colite ulcerosa).
- Diatesi emorragica.
- Disturbi della funzionalità epatica gravi (cirrosi epatica e ascite).
- Insufficienza renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min).
- Insufficienza cardiaca grave (NYHA III-IV).
- Combinazione con metotrexato in dosi pari o superiori a 15 mg alla settimana (cfr. rubrica «Interazioni»).
- Trattamento dei dolori postoperatori dopo un intervento di bypass coronarico (o impiego di una macchina cuore-polmone).
- Ultimo trimestre di gravidanza (cfr. rubrica «Gravidanza/ allattamento»).
Avvertenze e misure precauzionali
La biodisponibilità di questo preparato non è stata studiata a sufficienza per consentire di usarlo a dosi più elevate come antinfiammatorio.
Durante il trattamento con antireumatici non steroidei (FANS), indipendentemente dal fatto che siano o meno inibitori selettivi della COX-2, possono manifestarsi in qualsiasi momento ulcere, emorragie o perforazioni gastrointestinali, anche senza sintomi premonitori o segni anamnestici. Per ridurre questo rischio, nella terapia si dovrebbe somministrare la più piccola dose efficace per il più breve tempo possibile.
Gli effetti renali dei FANS comprendono la ritenzione idrica con edemi e/o ipertensione arteriosa. Per questo motivo, nei pazienti con disturbi della funzionalità cardiaca e altre condizioni che favoriscono la ritenzione idrica si deve usare l'acido acetilsalicilico solo con cautela. Si raccomanda di usare cautela anche nei pazienti che assumono contemporaneamente diuretici o ACE-inibitori, nonché in caso di rischio aumentato di ipovolemia.
Nelle situazioni seguenti deve essere usata cautela, e Aspro 500 va assunto esclusivamente su prescrizione medica e sotto sorveglianza medica:
- Nei pazienti in età avanzata va usata cautela per considerazioni di ordine fondamentalmente medico. Nei pazienti anziani infermi o in quelli con un basso peso corporeo si raccomanda soprattutto di usare il dosaggio minimo efficace.
- In caso di asma bronchiale o generale tendenza all'ipersensibilità; l'acido acetilsalicilico può favorire broncospasmi e scatenare attacchi di asma o altre reazioni di ipersensibilità. I fattori di rischio sono l'asma preesistente, il raffreddore da fieno, i polipi nasali o le malattie croniche delle vie respiratorie. La stessa considerazione vale per i pazienti che presentano reazioni allergiche ad altre sostanze (per es. reazioni cutanee, prurito od orticaria).
- In presenza di disturbi gastrici o duodenali cronici o recidivanti.
- In caso di terapia concomitante con medicamenti anticoagulanti.
- Nei pazienti con riduzione della funzionalità renale o cardiocircolatoria (per es. vasculopatia renale, insufficienza cardiaca congestizia, ipovolemia, interventi chirurgici maggiori, setticemia o emorragie maggiori), perché l'acido acetilsalicilico potrebbe aumentare il rischio di riduzione della funzionalità renale o di insufficienza renale acuta.
- In presenza di riduzione della funzionalità epatica.
- Nei pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD), poiché l'acido acetilsalicilico potrebbe indurre emolisi o anemia emolitica. I fattori che aumentano questo rischio sono per es. i dosaggi elevati, la febbre o le infezioni acute.
- Nelle situazioni con rischio emorragico aumentato (per es. mestruazioni o ferite). A causa dell'inibizione dell'aggregazione piastrinica e del prolungamento del tempo di sanguinamento, che persistono per diversi giorni dopo l'assunzione dell'acido acetilsalicilico, può aumentare la tendenza emorragica, soprattutto durante e anche dopo interventi chirurgici (anche in caso di interventi minori come per es. le avulsioni dentarie).
L'acido acetilsalicilico a basso dosaggio riduce l'eliminazione di acido urico. Nei pazienti in cui l'eliminazione di acido urico è già tendenzialmente ridotta, questa situazione può eventualmente scatenare un attacco di gotta.
Gli adolescenti a partire da 12 anni con febbre e/o malattie virali possono assumere Aspro 500 esclusivamente su prescrizione medica e solo come terapia di seconda scelta (per la possibilità di insorgenza della sindrome di Reye, un'encefalopatia potenzialmente letale i cui sintomi principali sono vomito violento, disturbi dello stato di coscienza e disturbi della funzionalità epatica).
È necessario avvertire il paziente che gli analgesici non devono essere assunti costantemente per periodi di tempo prolungati senza prescrizione medica. In caso di dolori persistenti sono necessari accertamenti medici.
L'assunzione prolungata di analgesici, specialmente quando si associano diversi principi attivi analgesici, può provocare danni renali permanenti con rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici).
Il paziente deve essere informato che in caso di assunzione cronica di analgesici può insorgere cefalea. Questa condizione può indurre a ripetere l'assunzione di analgesici e, quindi, a far persistere la cefalea (cosiddetto mal di testa da analgesici).
Questo medicamento contiene 251 mg di sodio per compressa effervescente equivalente al 12,5% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS con la dieta. La dose massima giornaliera di questo medicamento equivale al 75% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS.
Aspro 500 è considerato ad alto contenuto di sodio. Da tenere in considerazione soprattutto in pazienti che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.
Interazioni
Combinazioni controindicate
- Metotrexato a dosi pari o superiori a 15 mg alla settimana: aumento della tossicità del metotrexato (in genere i principi attivi antinfiammatori riducono l'eliminazione del metotrexato e i salicilati lo spostano dal suo legame con le proteine plasmatiche), cfr. rubrica «Controindicazioni».
Combinazioni che richiedono particolare cautela:
- Metotrexato a dosi inferiori a 15 mg alla settimana: aumento della tossicità del metotrexato (in genere i principi attivi antinfiammatori riducono l'eliminazione del metotrexato e i salicilati lo spostano dal suo legame con le proteine plasmatiche).
- Antidiabetici (per es. insulina, sulfoniluree): la glicemia può diminuire.
- Potenziamento dell'effetto di anticoagulanti/antiaggreganti piastrinici, barbiturici, litio, sulfamidici e triiodotironina.
- Antiaggreganti piastrinici, per es. clopidogrel: aumentato rischio di emorragie.
- Possono manifestarsi interazioni farmacodinamiche tra gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e l'acido acetilsalicilico: rischio di emorragie aumentato a causa di effetti sinergici.
- Aumento della concentrazione plasmatica della digossina, causato dalla riduzione della sua eliminazione renale.
- Aumento delle concentrazioni plasmatiche di fenitoina e valproato. L'AAS causa il rilascio dell'acido valproico legato alle proteine sieriche e una riduzione del suo metabolismo. Questo effetto fa aumentare le concentrazioni plasmatiche del valproato con la possibilità che aumenti l'incidenza di effetti indesiderati, fino a un'intossicazione caratterizzata da sintomi quali tremore, nistagmo, atassia e alterazioni della personalità.
- Potenziamento di effetti desiderati ed effetti indesiderati di tutti gli antinfiammatori non steroidei.
- Antipertensivi (ACE inibitori e β-bloccanti): negli ipertesi in terapia con questi medicamenti e acido acetilsalicilico si deve monitorare strettamente la pressione arteriosa ed eventualmente adeguare i dosaggi dei medicamenti.
- Diuretici in combinazione con acido acetilsalicilico a dosi più elevate: riduzione dell'effetto diuretico.
- Riduzione dell'effetto degli uricosurici (ad es. probenecid, sulfinpirazone)
- Glucocorticoidi sistemici: aumento del rischio di ulcere ed emorragie gastrointestinali; riduzione della concentrazione ematica di salicilati durante la terapia con cortisone, rischio di un sovradosaggio di salicilati dopo il termine del trattamento con glucocorticoidi.
- Alcol: aumento del rischio di ulcere ed emorragie gastrointestinali; aumento del tempo di sanguinamento.
- Prolungamento dell'emivita plasmatica delle penicilline.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
L'inibizione della sintesi delle prostaglandine può influire negativamente sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio-fetale. I dati degli studi epidemiologici indicano un aumento del rischio di aborti, malformazioni cardiache e gastroschisi dopo uso di un inibitore delle prostaglandine nella prima fase della gravidanza. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia.
Negli studi sugli animali è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore delle prostaglandine causa un aumento della perdita pre- e postimpianto e letalità embrio-fetale. Oltre a ciò, negli animali che durante la fase di organogenesi erano stati trattati con inibitori della sintesi delle prostaglandine è stato riportato un incremento dell'incidenza di diverse malformazioni congenite, comprese quelle cardiovascolari.
Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza l'acido acetilsalicilico va somministrato solo se assolutamente necessario. Se si usa acido acetilsalicilico in una donna che ha intenzione di iniziare una gravidanza o si trova nel primo o nel secondo trimestre di gravidanza, si deve usare la più piccola dose possibile per la più breve durata del trattamento.
Durante il terzo trimestre di gravidanza l'acido acetilsalicilico è controindicato. Tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono:
- esporre il feto ai rischi seguenti:
- tossicità cardiopolmonare (con chiusura precoce del dotto arterioso e ipertensione polmonare);
- disturbi della funzionalità renale che possono evolvere in insufficienza renale con oligoidramnios.
- esporre la madre e il figlio ai rischi seguenti:
- possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto di inibizione dell'aggregazione piastrinica che può manifestarsi anche a dosi molto basse;
- inibizione delle contrazioni uterine, la cui conseguenza è un parto ritardato o prolungato.
Allattamento
I salicilati passano nel latte materno. Pertanto, in via precauzionale l'acido acetilsalicilico non deve essere assunto dalle donne che allattano al seno. Se il trattamento risulta indispensabile, si deve passare il lattante a un'alimentazione con latte artificiale.
Fertilità
L'uso dell'acido acetilsalicilico può compromettere la fertilità femminile e, quindi, non viene raccomandato nelle donne che intendono iniziare una gravidanza. Nelle donne che hanno difficoltà a iniziare una gravidanza o che vengono sottoposte a esami per l'infertilità si deve considerare la possibilità di interrompere la somministrazione di acido acetilsalicilico.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Aspro 500 ha alcun effetto dimostrato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Le frequenze sono definite come segue:
Molto comune: ≥1/10
Comune: ≥1/100, <1/10
Non comune: ≥1/1000, <1/100
Raro: ≥1/10 000, <1/1000
Molto raro: <1/10 000
Inoltre, in segnalazioni spontanee su tutte le formulazioni dell'acido acetilsalicilico, compresi i trattamenti di breve e lunga durata per via orale, sono stati riferiti ulteriori effetti indesiderati; di questi casi non è però possibile indicare la frequenza.
Patologie del sistema emolinfopoietico:
Prolungamento del tempo di sanguinamento.
Raro: trombocitopenia, agranulocitosi, pancitopenia, leucopenia, anemia aplastica, anemia sideropenica.
Sono state riportate emolisi e anemia emolitica in pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD).
L'acido acetilsalicilico può aumentare il rischio emorragico, perché inibisce le piastrine. Sono state osservate emorragie quali emorragie perioperatorie, ematomi, epistassi, sanguinamenti urogenitali, sanguinamenti gengivali.
In casi rari o molto rari sono state segnalate anche emorragie gravi (per es. emorragie gastrointestinali ed emorragie cerebrali, soprattutto in pazienti con ipertensione arteriosa non controllata e/o in trattamento concomitante con anticoagulanti, che in singoli casi possono essere potenzialmente fatali.
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: manifestazione di asma.
Raro: reazioni di ipersensibilità sotto forma di manifestazioni cutanee eritematose/eczematose, orticaria, rinite, congestione nasale broncospasmo, edema angioneurotico, abbassamento di pressione arteriosa fino allo shock.
Raro: reazioni cutanee gravi fino a eritema essudativo multiforme, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Raro: ipoglicemia, disturbi dell'equilibrio acido-base.
Patologie del sistema nervoso
Raro: cefalea, capogiro, tinnito, disturbi visivi, ipoacusia, stati confusionali.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: microemorragie (70%).
Comune: disturbi gastrici.
Non comune: dispepsia, nausea, vomito, diarrea.
Raro: emorragie gastrointestinali, ulcere gastrointestinali, che molto raramente possono causare perforazioni.
Non nota: formazione di strutture diaframmatiche intestinali, in particolare in caso di uso a lungo termine.
Patologie epatobiliari
Raro: disturbi della funzionalità epatica.
Molto raro: aumento delle transaminasi:
Disfunzioni renali e delle vie urinarie efferenti
Raro: Disturbi della funzionalità renale.
Sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta.
Altro
Molto raro: sindrome di Reye (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Un'intossicazione è probabile in particolare negli anziani e soprattutto nei bambini piccoli (per loro, il sovradosaggio terapeutico o l'intossicazione accidentale possono essere letali).
I sintomi di un'intossicazione grave possono manifestarsi in acuto o anche lentamente (ovvero nell'arco di 12-24 ore dopo l'assunzione). Dopo assunzione orale di una dose fino a 150 mg di AAS/kg di peso corporeo sono possibili intossicazioni lievi, mentre con dosi > 300 mg/kg di peso corporeo le intossicazioni possono essere gravi.
L'assorbimento dell'acido acetilsalicilico può essere ritardato dal rallentamento dello svuotamento gastrico, dalla formazione di concrementi nello stomaco o dai rivestimenti gastroresistenti.
La gravità dell'intossicazione non può essere stimata unicamente sulla base delle concentrazioni plasmatiche. È necessario uno stretto monitoraggio mediante emogasanalisi (ABGA) arteriosa, poiché la terapia non si basa sul livello di acido acetilsalicilico bensì sulla sintomatologia clinica e sull'ABGA.
Sintomi:
cefalea, nausea, vomito, ipoglicemia o iperglicemia, eruzioni cutanee, capogiro, tinnito, disturbi della vista e dell'udito, tremore, stati confusionali, ipertermia, sudorazione, iperventilazione, alcalosi respiratoria con compenso metabolico virante in acidosi metabolica, disturbi dell'equilibrio elettrolitico, essiccosi, convulsioni, coma, insufficienza respiratoria, disritmie cardiache.
I sintomi di un'intossicazione cronica da salicilati non sono specifici (ad es. tinnito, cefalea, eccitazione, sudorazione, iperventilazione) e pertanto possono sfuggire all'osservazione.
Terapia:
Considerata la situazione potenzialmente letale in caso di intossicazione grave, si devono adottare senza indugio le misure necessarie: immediato ricovero in ospedale, eliminazione o riduzione dell'assorbimento mediante somministrazione frazionata di carbone attivo nelle prime 4 ore (il peso del carbone deve essere pari a 10 volte quello dell'acido acetilsalicilico), lavanda gastrica in caso di intossicazione massiva o rimozione delle compresse per via gastroscopica.
Controllare e correggere i valori degli elettroliti. Somministrare glucosio. Impiego tempestivo di bicarbonato di sodio per correggere l'acidosi e per favorire l'eliminazione (pH dell'urina > 8), buona diuresi, raffreddare in caso di ipertermia, benzodiazepine in presenza di convulsioni.
Eventuale ricorso all'emodialisi in caso di intossicazione grave.
È stato descritto un caso di scompenso con conseguenze fatali a seguito di intubazione. Pertanto, se possibile, si deve prima avviare l'alcalinizzazione e quindi procedere all'intubazione, minimizzando il tempo di apnea e assicurandosi di mantenere l'iperventilazione.
Informazioni dettagliate sulla terapia possono essere richieste a Tox Info Suisse.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N02BA01
Meccanismo d'azione
L'acido acetilsalicilico (AAS) è l'estere acetico dell'acido salicilico ed essendo un salicilato fa parte dei gruppo dei farmaci analgesici/antinfiammatori non steroidei acidi.
L'acido acetilsalicilico mostra proprietà analgesiche, antipiretiche e antinfiammatorie.
L'effetto analgesico periferico è dovuto all'inibizione della ciclossigenasi, che a sua volta inibisce la sintesi delle prostaglandine (E2 e I2), ossia di quelle molecole coinvolte nell'insorgenza del dolore.
Questo stesso meccanismo è all'origine dell'inibizione dell'aggregazione piastrinica e dell'effetto ulcerogeno, della ritenzione di sodio e acqua, nonché delle reazioni broncospastiche (tutti possibili effetti indesiderati).
L'effetto antipiretico è dovuto all'azione centrale sul centro termoregolatore ipotalamico, che causa la dilatazione periferica dei vasi sanguigni con conseguente sudorazione e dispersione di calore. L'effetto centrale comprende probabilmente anche un'inibizione della sintesi delle prostaglandine, responsabili della trasmissione dell'effetto dei pirogeni endogeni nell'ipotalamo.
Farmacodinamica
Cfr. «Meccanismo d'azione»
Efficacia clinica
Cfr. Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Farmacocinetica
Assorbimento
Dopo somministrazione orale, l'acido acetilsalicilico viene assorbito rapidamente e completamente nel tratto gastrointestinale. Durante e dopo l'assorbimento, l'acido acetilsalicilico viene convertito nel principale metabolita attivo acido salicilico.
Per Aspro 500 compresse effervescenti, dopo una dose singola orale di 500 mg di acido salicilico sono state raggiunte concentrazioni plasmatiche massime di 51,7 μg/ml (Cmax) in 31,4 min/h (tmax).
Distribuzione
L'acido salicilico libero si distribuisce rapidamente in tutti i tessuti e compartimenti liquidi.
Il volume di distribuzione dipende dalla dose e dal pH ed è pari a 0,1-0,2 l/kg. Con il dosaggio clinico abituale l'acido salicilico è per il 60-90% legato alle proteine plasmatiche, soprattutto all'albumina; la biodisponibilità è pari all'80-100%.
L'acido salicilico passa nel latte materno e attraversa la placenta.
Concentrazioni efficaci ottimali nel plasma:
l'AAS sviluppa le sue proprietà analgesiche e antipiretiche a una concentrazione plasmatica di salicilato inferiore a 100 mg/l.
Metabolismo
L'AAS viene degradato con scissione dell'estere già nello stomaco, nella parete intestinale e nel primo passaggio attraverso il fegato («first-pass-effect») poco dopo l'assorbimento, per cui ha un'emivita relativamente breve (circa 15 minuti). La biotrasformazione dell'acido acetilsalicilico avviene soprattutto nel fegato. Grazie al legame dell'acido salicilico alla glicina si forma l'acido salicilurico, che viene trasformato ulteriormente mediante coniugazione con l'acido glucuronico o l'acido solforico. L'emivita plasmatica dell'acido salicilico dopo assunzione di basse dosi (<2-3 g al giorno) è pari a 2-3 ore, mentre dopo somministrazione di >3,0 g è di 15-30 ore.
Eliminazione
L'eliminazione avviene in pratica completamente per via renale come acido salicilico (ca. 10%), acido salicilurico (ca. 75%) e come coniugati dell'acido salicilurico (ca. 10%).
Per la parte relativa ai metaboliti escreti per via renale ha un ruolo particolarmente importante, oltre alla dose, anche il valore di pH dell'urina. L'AAS tamponato aumenta il pH urinario in ambiente basico e converte l'acido salicilico in salicilato dissociato che non viene più riassorbito.
Dopo assunzione di AAS non tamponato alcuni medicamenti gastrici (antiacidi) possono interferire con i livelli plasmatici di salicilato continui e sufficientemente elevati, necessari per determinate indicazioni.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
Dato che l'AAS viene metabolizzato prevalentemente nel fegato, si deve prevedere un rallentamento della degradazione dell'AAS in acido salicilico (fenomeno di accumulo).
Disturbi della funzionalità renale
In caso di insufficienza renale, la velocità di degradazione per l'acido salicilico nel sangue non viene influenzata, ma aumenta la concentrazione di metaboliti inattivi dell'acido salicilico, soprattutto dell'acido salicilico coniugato.
Pazienti anziani
Nessuna indicazione
Bambini e adolescenti
Nei lattanti e nei bambini piccoli il legame alle proteine plasmatiche è ridotto. Inoltre, non si dispone di materiale conoscitivo speciale concernente la farmacocinetica nei bambini e nelle persone anziane.
Dati preclinici
Il profilo di sicurezza preclinico dell'acido acetilsalicilico è ben documentato. Negli studi sperimentali sugli animali, i salicilati non hanno prodotto ulteriori danni organici oltre a quelli renali. L'acido acetilsalicilico è stato sottoposto ad approfonditi studi di mutagenicità e cancerogenicità, nei quali non sono state appurate evidenze rilevanti di un eventuale potenziale mutageno o cancerogeno.
È stato osservato che in una serie di specie animali i salicilati hanno effetti embriotossici e teratogeni (per es. malformazioni cardiache e scheletriche, gastroschisi).
Vi sono anche segnalazioni di disturbi di impianto, effetti embriotossici e fetotossici e compromissione della capacità di apprendimento della prole in caso di assunzione di salicilati durante la gravidanza.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25°C).
Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce (e/o dall'umidità).
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
41547 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Bayer (Schweiz) AG, 8045 Zurigo.
Stato dell'informazione
Settembre 2021
20566 — 04/02/2022