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Informazione professionale approvata da Swissmedic

Dalacin® V 2%

Pfizer AG

Composizione

Principi attivi

Clindamycinum ut clindamycini phosphas.

Sostanze ausiliarie

Sorbitani stearas, polysorbatum 60, propylenglycolum (E 1520) 50 mg, acidum stearicum, alcohol cetylicus et stearylicus 32.1 mg, cetylis palmitas, paraffinum liquidum, alcohol benzylicus 10 mg, aqua purificata ad unguentum pro 1 g.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Crema vaginale.

Per uso intravaginale.

1 g di crema vaginale contiene 20 mg di clindamicina (come clindamicina fosfato).

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Trattamento di vaginosi batteriche («vaginite aspecifica», «vaginite da Gardnerella») causate da germi sensibili alla clindamicina.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

La posologia raccomandata è di un applicatore pieno di Dalacin V 2% (= ca. 5 g, equivalenti a 100 mg di clindamicina) somministrato per via intravaginale prima di coricarsi per un periodo di 3 giorni. In caso di inefficacia o di recidiva, la terapia può essere prolungata per altri 7 giorni.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica o renale

Dalacin V 2% non è stato esaminato in pazienti con insufficienza epatica o renale. A causa dello scarso assorbimento associato all'uso vaginale, si presume che non sia necessario alcun adeguamento della dose.

Pazienti anziani

Non è necessario alcun adeguamento della dose in funzione dell'età.

Bambini e adolescenti

La sicurezza e l'efficacia di Dalacin V 2% non sono state esaminate in modo sistematico nei bambini e negli adolescenti.

Controindicazioni

Dalacin V 2% è controindicato nelle pazienti con nota ipersensibilità alla clindamicina, alla lincomicina o a una delle sostanze ausiliarie del medicamento nonché nelle pazienti con anamnesi di colite da antibiotici.

Avvertenze e misure precauzionali

Prima della terapia con Dalacin V 2% deve essere esclusa la presenza di patogeni non batterici (ad es. Candida albicans, Trichomonas vaginalis), poiché questi non sono sensibili alla clindamicina.

Con l'utilizzo della clindamicina, gli organismi non sensibili, soprattutto i lieviti, possono moltiplicarsi notevolmente.

In rari casi, la clindamicina somministrata per via orale o parenterale è stata associata, come la maggior parte degli altri antibiotici, a grave diarrea, in rare circostanze anche a colite pseudomembranosa. Con l'uso vaginale vengono tuttavia assorbite solo esigue quantità di principio attivo (ca. il 4% della dose di clindamicina applicata). Nel caso in cui si manifesti diarrea significativa o persistente, occorre interrompere il trattamento e adottare adeguate misure diagnostiche e terapeutiche.

Le pazienti devono essere avvertite della necessità di evitare rapporti sessuali (vaginali) e l'uso vaginale di altri prodotti (ad es. tamponi o lavande vaginali) durante l'utilizzo di Dalacin V 2%.

Dalacin V 2% contiene come sostanze ausiliarie oli minerali che possono compromettere la stabilità (resistenza alla lacerazione), e di conseguenza la sicurezza, dei prodotti a base di lattice o plastica (preservativi, diaframmi ecc.).

Sostanze ausiliarie di particolare interesse

Questo medicamento contiene 250 mg di propilene glicole per 5 g di crema vaginale (equivalente a un applicatore pieno). Propilene glicole può causare irritazione della pelle.

Questo medicamento contiene alcol cetostearilico, che può causare reazioni sulla pelle localizzate (ad es. dermatite da contatto).

Questo medicamento contiene 50 mg di alcol benzilico per 5 g di crema vaginale (equivalente a un applicatore pieno). Alcol benzilico può causare reazioni allergiche e lieve irritazione locale.

Interazioni

Non sono stati condotti studi specifici di interazione con Dalacin V 2%.

Influsso della clindamicina sulla farmacocinetica di altre sostanze

La clindamicina è un substrato dell'enzima epatico CYP3A4. Tuttavia, data la bassa disponibilità sistemica dopo l'applicazione vaginale (cfr. «Farmacocinetica»), con l'uso di Dalacin V 2% non si prevedono interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche clinicamente rilevanti. Per motivi precauzionali, data la proprietà di bloccante neuromuscolare della clindamicina, Dalacin V 2% deve tuttavia essere utilizzato con cautela nelle pazienti trattate con altri bloccanti neuromuscolari.

Non sono disponibili informazioni riguardanti l'uso concomitante del medicamento con altri preparati vaginali.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Non sono disponibili studi controllati adeguati sulle donne nel primo trimestre di gravidanza. I risultati di studi clinici su donne in gravidanza trattate con clindamicina nel secondo e/o terzo trimestre non hanno fornito evidenze di danni al feto.

Si presume che la probabilità di danni al feto con l'applicazione di Dalacin V 2% crema vaginale nel corso del secondo e terzo trimestre di gravidanza sia molto bassa.

Si raccomanda cautela con l'uso di Dalacin V 2% durante la gravidanza. Durante il primo trimestre di gravidanza il preparato deve essere utilizzato solo se ciò è inequivocabilmente necessario.

È necessario usare particolare cautela nell'uso dell'applicatore in gravidanza per evitare inutili manipolazioni del collo dell'utero.

Allattamento

Dopo l'uso sistemico, la clindamicina è stata rilevata nel latte materno in concentrazioni fino a 3.8 µg/ml. Non è noto se la clindamicina sia escreta nel latte materno anche dopo l'uso vaginale, con bassa disponibilità sistemica (cfr. «Farmacocinetica»).

La clindamicina può influenzare la flora intestinale del bambino allattato con latte materno. Dopo l'uso sistemico della clindamicina nelle madri che allattano, nei lattanti sono stati segnalati effetti indesiderati come diarrea, ematochezia ed eruzioni cutanee.

L'uso vaginale della clindamicina durante l'allattamento non è consigliato. Se del caso, durante il trattamento con clindamicina il latte deve essere pompato ed eliminato.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi relativi all'effetto di Dalacin V sulla capacità di guidare veicoli e sulla capacità di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati in studi clinici con applicazione vaginale, con frequenza definita come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1'000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1'000), molto raro (<1/10'000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Infezioni ed infestazioni

Molto comune: candidiasi vulvovaginale e altre infezioni fungine (11%).

Comune: infezioni delle vie urinarie.

Non comune: infezione vulvovaginale da Trichomonas, infezioni batteriche della vagina.

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: reazioni da ipersensibilità (in singoli casi anche generalizzate).

Patologie endocrine

Non nota: ipertiroidismo.

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea, stordimento, disgeusia.

Non comune: capogiro.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: epistassi.

Patologie gastrointestinali

Comune: dolori addominali, nausea, vomito, diarrea, stipsi.

Non comune: flatulenza, alitosi.

Non nota: dispepsia, colite pseudomembranosa.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: eruzione cutanea, prurito.

Non comune: eritema, orticaria.

Non nota: esantema maculo-papuloso.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: dolore dorsale.

Patologie renali e urinarie

Comune: glicosuria, proteinuria.

Non comune: disuria.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Comune: dolori o altri fastidi alla vulva e/o alla vagina, secrezione vaginale, vulvovaginite, disturbi mestruali (ad es. metrorragia).

Non comune: dolori al basso ventre.

Non nota: endometriosi.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non nota: infiammazioni, dolori generalizzati.

Dato il contenuto di propilene glicole, l'applicazione sulle mucose può causare irritazione locale.

Con la somministrazione sistemica di clindamicina sono stati riportati anche i seguenti effetti indesiderati: eosinofilia, agranulocitosi, leucopenia, trombopenia, neutropenia, reazioni anafilattoidi, angioedema, febbre da medicamenti, sindrome DRESS (Drug Rash with Eosinophilia and Systemic Symptoms), esofagite, ulcera esofagea, anomalie nelle prove di funzionalità epatica, epatite, ittero, esantema morbilliforme, eritema multiforme, dermatite esfoliativa e vescicolo-bollosa, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica, pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG), poliartrite.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Con l'uso vaginale, la clindamicina fosfato contenuta in Dalacin V 2% può essere assorbita in quantità sufficienti a generare gli effetti sistemici precedentemente descritti (cfr. «Effetti indesiderati»). In caso di sovradosaggio, può essere indicata l'adozione di misure sintomatiche o di supporto generali.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

G01AA10

Meccanismo d'azione/farmacodinamica

La clindamicina (7‑cloro‑7‑desossilincomicina), il principio attivo di Dalacin V, è un derivato della lincomicina ottenuta da Streptomyces lincolnensis. Essa inibisce la sintesi proteica batterica nei ribosomi batterici. La clindamicina si lega soprattutto alla subunità ribosomiale 50S e influisce sul processo di traduzione. L'effetto è principalmente batteriostatico e correlato all'intervallo di tempo durante il quale la concentrazione del principio attivo è superiore alla concentrazione minima inibente (MIC) dei patogeni. Sebbene la clindamicina fosfato in sé non sia attiva in vitro, in vivo è rapidamente idrolizzata e convertita in clindamicina attiva dal punto di vista antibatterico.

In vitro, la clindamicina è efficace contro la maggior parte dei ceppi dei seguenti patogeni, noti per essere coinvolti in vaginosi batteriche:

Bacteroides spp. (MIC 0.007-2 mg/l)

Gardnerella vaginalis (MIC 0.02-2 mg/l)

Mobiluncus spp. (MIC 0.004-0.032 mg/l)

Mycoplasma hominis (MIC 0.06-3.1 mg/l)

Peptostreptococcus spp. (MIC 0.03-2 mg/l).

Resistenze

La resistenza alla clindamicina è molto spesso dovuta a modificazioni del sito di legame ribosomiale, solitamente a causa di un'alterazione chimica delle basi dell'RNA oppure di mutazioni puntiformi nell'RNA o, occasionalmente, anche delle proteine. Per alcuni organismi è stato possibile dimostrare una resistenza crociata agli antibiotici lincosamidi, macrolidi (ad es. l'eritromicina) e streptogramine-B in vitro; la rilevanza clinica non è nota. È stata dimostrata una resistenza crociata tra clindamicina e lincomicina.

Nella formulazione della diagnosi di vaginosi batterica, la coltura e il test di sensibilità batterica non vengono eseguiti di routine. Per i due patogeni che comunemente causano la vaginosi batterica, Gardnerella vaginalis e Mobiluncus spp., non esistono metodi standard per l'esecuzione dei test di sensibilità.

Efficacia clinica

Nessuna indicazione.

Farmacocinetica

Assorbimento

Con l'uso di Dalacin V crema vaginale in media viene assorbito solo il 3-4% della clindamicina applicata.

In volontarie sane, dopo una singola applicazione di 100 mg di clindamicina fosfato sotto forma di crema vaginale, sono state misurate concentrazioni sieriche massime di 20 ng/ml (3-93 ng/ml).

In donne con vaginosi batterica, il tasso di assorbimento dopo una dose da 100 mg non differiva, con circa il 4% (0.8-8%), in modo rilevante da quello osservato in pazienti sane.

Distribuzione

Il legame alle proteine sieriche della clindamicina è compreso tra il 60 e il 94%.

Metabolismo

La clindamicina è ampiamente metabolizzata nel fegato. I metaboliti mostrano un'efficacia antibatterica diversa, come ad es. N-desmetilclindamicina (farmacologicamente più attiva della clindamicina) e clindamicina solfossido (meno attiva della clindamicina).

Eliminazione

L'eliminazione della clindamicina avviene per circa 2/3 con le feci e per circa 1/3 con l'urina. L'emivita plasmatica (t½) è di circa 3 h.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Non sono disponibili dati.

Dati preclinici

Genotossicità

I test eseguiti per la genotossicità comprendevano un test del micronucleo nei ratti e un test di Ames con Salmonella. Entrambi i test sono risultati negativi.

Cancerogenicità

Non sono stati effettuati studi sperimentali sugli animali a lungo termine con la clindamicina per la valutazione del potenziale cancerogeno.

Disturbi della fertilità

Gli studi sulla fertilità nei ratti dopo trattamento orale con posologie fino a 300 mg/kg/die (31 volte superiori all'esposizione umana su base mg/m2) non hanno mostrato effetti sulla fertilità o sulla disponibilità all'accoppiamento.

Tossicità per la riproduzione

Gli studi sullo sviluppo embriofetale con clindamicina somministrata per via orale nei ratti o per via sottocutanea in ratti e conigli non hanno evidenziato tossicità per lo sviluppo, se non a dosi tali da indurre tossicità nella madre. Gli intervalli di sicurezza tra le esposizioni cliniche, tuttavia, erano molto brevi.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Non sono note incompatibilità fisiche. L'uso vaginale concomitante di altri preparati non è consigliato.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare nella confezione originale a temperatura ambiente (15-25 °C) e tenere fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Istruzioni per l'uso dell'applicatore

Rimuovere il tappo dal tubo. Estrarre lo stantuffo dall'applicatore per circa 1 cm, tirandolo dall'estremità rigonfia. Estraendo leggermente lo stantuffo, sul lato opposto sarà visibile una filettatura nell'applicatore. Avvitare l'applicatore con la filettatura sul tubo aperto e premere delicatamente la crema vaginale nel cilindro, riempiendolo fino all'arresto dello stantuffo. Svitare l'applicatore pieno dal tubo e richiudere il tubo.

Per inserire la crema, la paziente deve giacere supina. Introdurre l'estremità aperta dell'applicatore il più profondamente possibile nella vagina e premere lo stantuffo rilasciando la crema venga nella vagina. Estrarre l'applicatore e smaltirlo.

Gettare l'applicatore dopo l'uso per prevenire una nuova infezione causata da batteri che potrebbero restare attaccati all'applicatore usato.

Numero dell'omologazione

52119 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Pfizer AG, Zürich.

Stato dell'informazione

Aprile 2023.

LLD V016

427513/06/2023