OCTOSTIM prép inj perf 15 mcg/ml
Ferring AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Octostim® 15 µg soluzione iniettabile
Composizione
Principi attivi
Desmopressini acetas.
Sostanze ausiliarie
Natrii chloridum (corrisp. a natrium 3,54 mg/ml), acidum hydrochloridum, aqua ad iniectabile.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione iniettabile o per infusione: 1 fiala a rottura (1 ml) contiene 15 µg di desmopressina acetato, equivalente a 13,4 µg di desmopressina. Per uso endovenoso o sottocutaneo.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Aumento preoperatorio e post-traumatico del fattore VIII e del fattore di von Willebrand nell'emofilia A lieve o moderata e nella malattia di von Willebrand di tipo I. Il preparato può essere utilizzato anche nel seguente caso:
Per ridurre il tempo di sanguinamento nei disturbi della funzione piastrinica uremici.
Posologia/Impiego
Iniezione endovenosa
Diluire la dose di 0,3 µg/kg di peso corporeo con soluzione isotonica di NaCl fino a 10 ml e somministrarla per via endovenosa nell'arco di 10-20 minuti. Dopo la diluizione, la soluzione pronta all'uso deve essere utilizzata immediatamente.
Infusione
La dose di 0,3 µg/kg di peso corporeo, diluita con 50-100 ml di soluzione fisiologica isotonica di NaCl, deve essere somministrata nell'arco di 15-30 minuti, in concomitanza al trattamento con acido tranexamico, 1,5 ore prima e poi a intervalli di 12 ore dopo interventi odontoiatrici o chirurgici. Dopo la diluizione, la soluzione pronta all'uso deve essere utilizzata immediatamente.
In caso di effetto positivo, la dose iniziale di Octostim può essere ripetuta 1-2 volte a intervalli di 12-24 ore. In caso di ulteriori ripetizioni, è da prevedere una riduzione dell'efficacia.
Uso sottocutaneo
La dose di 0,3 µg/kg di peso corporeo viene iniettata per via sottocutanea in una singola somministrazione, sempre in concomitanza con il trattamento con acido tranexamico. La somministrazione sottocutanea è particolarmente adatta all'uso postoperatorio e per il trattamento delle emorragie acute. In caso di autosomministrazione sottocutanea, il paziente deve essere attentamente consigliato e accuratamente istruito sul corretto uso pratico.
Nei pazienti con emofilia A, l'aumento desiderato del fattore VIII:C viene valutato secondo lo stesso criterio utilizzato per il trattamento con concentrato di fattore VIII. Se l'infusione di Octostim non produce l'aumento desiderato della concentrazione di fattore VIII:C nel plasma, il trattamento può essere integrato con la somministrazione di concentrato di fattore VIII.
Determinazione dei fattori della coagulazione e del tempo di sanguinamento prima del trattamento con Octostim: i livelli plasmatici di fattore VIII:C e di vWF:Ag aumentano significativamente dopo la somministrazione di desmopressina. Tuttavia, non è stato possibile stabilire una correlazione tra concentrazione plasmatica di questi fattori e tempo di sanguinamento, né prima né dopo la somministrazione di desmopressina. L'effetto della desmopressina sul tempo di sanguinamento deve perciò, se possibile, essere testato individualmente.
Per determinare il tempo di sanguinamento deve essere utilizzato un test standardizzato, ad esempio Simplate II. La determinazione del tempo di sanguinamento e dei livelli plasmatici dei fattori della coagulazione deve essere effettuata in collaborazione o previo accordo con laboratori di emostasi.
Controllo del trattamento
La concentrazione di fattore VIII:C deve essere monitorata con regolarità, perché in alcuni rari casi si è osservato che l'effetto diminuisce con somministrazioni ripetute.
A causa dei dosaggi relativamente elevati necessari per aumentare l'attività coagulante del fattore VIII, si raccomanda un controllo regolare dell'osmolalità, della natremia e del peso corporeo, per escludere la possibilità di un'intossicazione da acqua.
In relazione alla somministrazione di Octostim, va attentamente monitorata la pressione arteriosa del paziente.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica, non sono necessari aggiustamenti della dose (cfr. «Farmacocinetica»).
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con insufficienza renale moderata o grave, Octostim non deve essere utilizzato (cfr. «Controindicazioni»).
Bambini e adolescenti
I dati clinici relativi all'uso di Octostim soluzione iniettabile o per infusione nei bambini sono limitati. Si deve preferire la somministrazione endovenosa rispetto alla forma di somministrazione nasale, anch'essa disponibile.
Nei bambini piccoli (sotto i 35 kg), in caso di lesioni pericolose l'autoterapia deve essere effettuata tramite iniezione sottocutanea di Octostim soluzione iniettabile o per infusione (0,3 µg/kg, cfr. sopra «Uso sottocutaneo»).
Controindicazioni
- Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie della composizione;
- Polidipsia abituale o psicogena (con una produzione di urina superiore a 40 ml/kg/24 h);
- Angina pectoris instabile all'anamnesi e/o insufficienza cardiaca nota o sospetta e altre malattie che richiedono un trattamento con diuretici;
- Iponatriemia;
- Insufficienza renale moderata o grave (clearance della creatinina inferiore a 50 ml/min);
- Sindrome da inadeguata secrezione di ADH (SIADH);
- Sindrome di von Willebrand-Jürgens (tipo IIb).
In caso di emofilia A e malattia di von Willebrand con un'attività residua inferiore al 5% e nella malattia di von Willebrand di tipo IIB e III, Octostim è inefficace.
Avvertenze e misure precauzionali
Si raccomanda di mantenere l'equilibrio idro-elettrolitico. Il trattamento senza contemporanea restrizione dell'apporto di liquidi può portare a ritenzione idrica e/o iponatriemia, con o senza concomitante comparsa disegnali di avvertimento e sintomi (cfr. «Effetti indesiderati»).
In caso di eccessivo apporto di liquidi o di somministrazione di dosi troppo elevate, la ritenzione idrica può causare aumento di peso, iponatriemia, convulsioni, edema cerebrale e coma.
L'iponatriemia è caratterizzata da livelli sierici di sodio eccessivamente bassi. La riduzione della concentrazione di sodio nel sangue compare molto raramente come effetto collaterale di Octostim ed è talvolta accompagnata da sintomi quali aumento di peso, cefalea, nausea e formazione di edemi. Nei casi gravi, possono comparire edema cerebrale, convulsioni e coma. Soprattutto i bambini di età inferiore ai 5 anni, i pazienti anziani (>65 anni) e i pazienti con bassi livelli di sodio già prima dell'inizio del trattamento, presentano un rischio aumentato di disturbi del bilancio l'equilibrio idro-elettrolitico. L'assunzione di liquidi deve essere limitata il più possibile e il peso corporeo controllato regolarmente. Se si osservano un aumento progressivo del peso, una riduzione del sodio sierico sotto 130 mmol/l o una riduzione dell'osmolalità plasmatica sotto 270 mOsm/kg di peso corporeo, l'assunzione di liquidi deve essere drasticamente ridotta e la somministrazione di Octostim deve essere interrotta.
La desmopressina va utilizzata con particolare cautela nei pazienti con fibrosi cistica, coronaropatia, ipertensione, tendenza alla trombosi, malattie renali croniche, pre-eclampsia, aumento della pressione intracranica o disturbi dell'equilibrio idro-elettrolitico.
A causa del rischio di sviluppo di tachifilassi dopo somministrazioni ripetute di desmopressina, in situazioni in cui è necessaria un'emostasi prolungata (sanguinamenti attivi per più di 2-4 giorni), vanno prese in considerazione altre terapie emostatiche diverse dalla desmopressina.
Dopo l'omologazione per la commercializzazione, sono state riportate reazioni da ipersensibilità associate all'iniezione di Octostim, quali eritema, eruzione cutanea, orticaria, prurito, dispnea ed edemi locali (periferici, del viso) o generalizzati. Sono state segnalate anche reazioni da ipersensibilità più gravi, quali shock anafilattico e reazioni anafilattoidi. Le reazioni da ipersensibilità sono state osservate di regola subito dopo la somministrazione del medicamento e possono comparire sia alla prima somministrazione sia dopo somministrazioni ripetute di Octostim.
Nei pazienti con malattie che richiedono il trattamento con diuretici, si devono adottare delle misure idonee a evitare un sovraccarico di liquidi.
Particolare attenzione deve essere dedicata al rischio di ritenzione idrica/iponatriemia (cfr. «Effetti indesiderati»). L'apporto di liquidi deve essere limitato il più possibile e il peso corporeo controllato regolarmente. In caso di graduale aumento del peso corporeo, di diminuzione del sodio sierico sotto 130 mmol/litro o di osmolalità plasmatica inferiore a 270 mOsm/kg di peso corporeo, l'apporto di liquidi deve essere drasticamente ridotto e la somministrazione di Octostim deve essere interrotta.
L'iniezione di Octostim non riduce il tempo di sanguinamento prolungato della trombocitopenia.
Nelle segnalazioni post-marketing sono stati riportati, in associazione con iniezioni di Octostim per indicazioni ematologiche, trombosi venosa della gamba, angina pectoris, infarto miocardico acuto e ictus ischemico. È richiesta prudenza nei pazienti con fattori di rischio o anamnesi di trombosi, malattie cardiovascolari aterosclerotiche, malattie cerebrovascolari aterosclerotiche o angioplastica.
È richiesta prudenza nei pazienti con rischio di aumento della pressione intracranica.
I lattanti, gli anziani e i pazienti con livelli di sodio sierico al limite inferiore della norma possono presentare un rischio aumentato di iponatriemia.
Il trattamento con Octostim va interrotto o adattato con prudenza in caso di malattie acute intercorrenti caratterizzate da uno squilibrio idro-elettrolitico (ad es. infezioni sistemiche, febbre, gastroenterite) e in presenza di sanguinamenti eccessivi. L'equilibrio idro-elettrolitico deve essere attentamente monitorato.
È richiesta particolare attenzione quando la desmopressina viene somministrata insieme ad altri medicamenti che influenzano l'omeostasi dell'acqua e/o del sodio (cfr. «Interazioni»). Nei pazienti trattati a lungo termine con medicamenti che agiscono sull'omeostasi dell'acqua e/o del sodio, l'iniezione di Octostim va somministrata solo dopo conferma di un valore basale normale dei livelli di sodio.
Nei pazienti con insufficienza cardiaca, ipertensione e malattie renali croniche, i sintomi elencati in «Effetti indesiderati» possono manifestarsi con maggiore intensità, per cui la somministrazione deve avvenire con cautela.
Octostim non riduce la capacità di reazione e non induce dipendenza.
L'entità dell'aumento dei fattori della coagulazione è soggetta a variazioni individuali. Pertanto, salvo nei casi di sanguinamento acuto, l'effetto emostatico di Octostim deve essere testato in tutti i pazienti prima del suo impiego. Inoltre, dopo somministrazioni ripetute di Octostim, ovvero una volta esaurite le riserve endoteliali, compare una tachifilassi.
A dosi elevate, può comparire una transitoria riduzione della pressione arteriosa, con vampate e tachicardia riflessa.
Octostim soluzione iniettabile o per infusione contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per ml, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Interazioni farmacocinetiche
Non sono stati effettuati studi clinici di interazione con la desmopressina. La desmopressina non viene metabolizzata in misura rilevante a livello epatico, per cui sono improbabili interazioni di questo tipo.
Interazioni farmacodinamiche
L'uso concomitante di medicamenti che agiscono sull'omeostasi dell'acqua e del sodio può potenziare l'effetto antidiuretico della desmopressina, aumentando così il rischio di ritenzione idrica e/o iponatriemia (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). Di questi fanno parte ad es. oppioidi, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), antidepressivi triciclici, antinfiammatori non steroidei (FANS), clorpromazina, carbamazepina e alcuni antidiabetici del gruppo delle sulfoniluree.
Anche l'uso concomitante di ossitocina può aumentare l'effetto antidiuretico della desmopressina.
La glibenclamide riduce l'effetto antidiuretico di Octostim.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Dati pubblicati su un numero limitato di donne in gravidanza con diabete insipido (n=53) e quelli su donne in gravidanza con complicanze emorragiche (n=216) indicano che la desmopressina non ha effetti negativi sull'andamento della gravidanza né sullo stato di salute del feto o del neonato.
Ad oggi non sono disponibili altri dati epidemiologici rilevanti. Gli studi sperimentali sugli animali non hanno messo in evidenza segni di tossicità per la riproduzione.
Tuttavia, è necessaria prudenza nell'uso in gravidanza.
Allattamento
La desmopressina passa solo in piccole quantità nel latte materno. Ai dosaggi raccomandati, non si prevedono quindi effetti sul lattante allattato al seno. Octostim si può usare durante l'allattamento.
Fertilità
Non sono disponibili dati riguardanti i possibili effetti della desmopressina sulla fertilità nell'essere umano. Gli studi sugli animali con desmopressina non mettono in evidenza alcuna compromissione della fertilità nei ratti maschi e femmine.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Octostim non ha effetti o ha effetti trascurabili sulla capacità di condurre veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
L'effetto indesiderato più comunemente riportato durante la sorveglianza post-marketing di Octostim soluzione iniettabile è l'iponatriemia. Questa può causare cefalea, nausea, vomito, aumento ponderale, malessere, dolori addominali, crampi muscolari, capogiri, confusione, alterazione dello stato di coscienza ed edemi locali (periferici, al viso) o generalizzati, nonché, nei casi gravi, convulsioni, edema cerebrale o coma. L'iponatriemia è dovuta all'effetto antidiuretico, che deriva dall'aumentato riassorbimento di acqua nei tubuli renali e dalla diluizione osmotica del plasma. È necessario prestare particolare attenzione alle avvertenze e alle misure precauzionali.
L'iponatriemia è reversibile. Il trattamento deve essere personalizzato e si deve evitare una ipercorrezione troppo rapida, per ridurre il rischio di ulteriori complicanze.
Di seguito, sono elencati gli effetti indesiderati in base alla classificazione sistemica organica MedDRA e alla frequenza, osservati negli studi clinici e/o durante la sorveglianza post-marketing in seguito alla somministrazione parenterale di desmopressina. Le frequenze sono definite come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1'000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1'000), molto raro (<1/10'000), non nota (in base principalmente a segnalazioni spontanee nella fase di sorveglianza post-marketing, la frequenza esatta non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Disturbi del sistema immunitario
Non nota: reazioni da ipersensibilità (ad es. prurito, esantema, febbre, broncospasmo), reazioni anafilattiche e anafilattoidi
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Raro: iponatriemia, intossicazione da acqua
Patologie del sistema nervoso
Comune: cefalea
Raro: capogiri
Non nota: ictus ischemico (osservato solo in pazienti con fattori di rischio, cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»)
Patologie cardiache
Comune: tachicardia
Patologie vascolari
Comune: rossore, ipotensione
Non comune: aumento transitorio della pressione arteriosa
Raro: trombosi, infarto miocardico acuto (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»)
Patologie gastrointestinali
Non comune: dolori addominali (anche crampiformi), nausea, diarrea
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: stanchezza
Molto raro: convulsioni, coma
Particolari gruppi di pazienti
I dati sugli effetti indesiderati provenienti da studi clinici sui bambini sono molto limitati. La terapia con Octostim senza contemporanea restrizione dei liquidi, soprattutto nei pazienti molto giovani e negli anziani, può causare ritenzione idrica con riduzione dell'osmolalità sierica e dei livelli di sodio, aumento ponderale, cefalea, nausea e, nei casi gravi, convulsioni e coma.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Un sovradosaggio di desmopressina porta a un prolungamento della durata d'azione, con un aumentato rischio di ritenzione idrica e iponatriemia.
Un sovradosaggio si può verificare soprattutto in caso di somministrazione incauta nei bambini piccoli.
Gli effetti indesiderati sopra menzionati si manifestano con maggiore intensità.
Trattamento
Non esiste un antidoto specifico; la terapia è sintomatica. Sebbene il trattamento dell'iponatriemia debba essere gestito individualmente, valgono le seguenti raccomandazioni generali:
interruzione del trattamento, restrizione dell'apporto di liquidi e, se necessario, trattamento dei sintomi.
I sintomi di un sovradosaggio possono manifestarsi nelle seguenti condizioni:
- la dose somministrata è troppo elevata,
- apporto eccessivo di liquidi insieme o subito dopo la somministrazione di Octostim.
In caso di iponatriemia asintomatica, la terapia con desmopressina deve essere interrotta e l'apporto di liquidi deve essere limitato.
In caso di iponatriemia sintomatica, si possono somministrare anche infusioni di soluzione salina isotonica o ipertonica.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
H01BA02
Meccanismo d'azione
La desmopressina è un analogo dell'ormone dell'ipofisi posteriore umano arginina-vasopressina, in cui un gruppo amminico della cisteina (in posizione 1 del peptide) è stato rimosso e la L-arginina (in posizione 8) è stata sostituita con D-arginina. Rispetto alla vasopressina L-arginina nativa, questo comporta un significativo prolungamento della durata dell'effetto antidiuretico, mentre l'effetto vasopressore risulta ridotto a dosi terapeutiche.
Se somministrata a dosi corrispondentemente più elevate, la desmopressina ha la proprietà di liberare sia il fattore antiemofilico (fattore VIII:C) sia il fattore di von Willebrand (tipo I); la somministrazione parenterale di 0,3 µg/kg di peso corporeo determina un aumento di 3-4 volte di questi fattori della coagulazione, a condizione che i valori basali siano almeno del 5%. I livelli massimi del fattore VIII:C si raggiungono in meno di un'ora con l'infusione e.v. e dopo 1 ora e mezza - 2 ore e mezza con la somministrazione sottocutanea. Per il controllo della terapia, a seconda del tipo di disturbo della coagulazione di base, sono rilevanti diversi parametri della coagulazione.
In molti casi di emofilia A da lieve a moderata e nella malattia di von Willebrand, Octostim è quindi adatto per aumentare i corrispondenti fattori della coagulazione sia prima di un intervento chirurgico che in seguito a traumi. In questo modo, è possibile evitare i rischi e i costi di una terapia sostitutiva.
È stato inoltre dimostrato l'effetto emostatico di Octostim in alcuni disturbi congeniti e acquisiti della funzione piastrinica.
Farmacodinamica
Cfr. Meccanismo d'azione.
Efficacia clinica
Nessun dato.
Farmacocinetica
Assorbimento
La biodisponibilità sistemica della desmopressina somministrata per via endovenosa è pressoché totale. Il tmax è inferiore a 20 minuti dopo iniezione e.v. La biodisponibilità dopo iniezione sottocutanea è circa l'85% rispetto a quella della via endovenosa. I livelli plasmatici massimi vengono raggiunti dopo circa 60 minuti con una dose di 0,3 µg/kg somministrata per iniezione s.c.
Distribuzione
Il volume di distribuzione è di 0,3-0,5 l/kg. La desmopressina non supera la barriera emato-encefalica. La desmopressina passa nel latte materno in quantità molto ridotte e, se somministrata alla dose raccomandata, non attraversa la placenta.
Metabolismo
La desmopressina viene metabolizzata dal fegato solo in piccola parte.
Eliminazione
La clearance totale della desmopressina è stata calcolata in 7,6 l/h. Nei volontari sani, il 44-60% viene eliminato immodificato con le urine. L'emivita plasmatica della desmopressina corrisponde a 3-4 ore. La durata dell'effetto emostatico dipende dall'emivita del fattore VIII:C, che è di circa 8-12 ore.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Non esistono differenze legate al sesso nel comportamento farmacocinetico della desmopressina.
Dati preclinici
Sulla base degli studi convenzionali di farmacologia di sicurezza, tossicità per somministrazioni ripetute, genotossicità e tossicità dela riproduzione, i dati preclinici non rivelano rischi particolari per l'uomo. Non sono stati condotti studi sul potenziale cancerogeno.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Il medicamento può essere miscelato solo con i medicamenti elencati in «Indicazioni per la manipolazione».
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
La preparazione non contiene conservanti. Per ragioni microbiologiche, la preparazione pronta all'uso va utilizzata subito dopo l'apertura. Eventuali residui della soluzione rimasti nella fiala devono essere eliminati.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare in frigorifero (2-8 °C). Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Octostim soluzione iniettabile o per infusione può essere diluito solo con soluzione fisiologica isotonica. Dopo la diluizione, la soluzione pronta all'uso deve essere utilizzata immediatamente.
Octostim soluzione iniettabile o per infusione non deve essere diluito eccessivamente, perché i peptidi tendono, in caso di forte diluizione, ad aderire per adsorbimento alle pareti dei contenitori. Ciò comporterebbe la somministrazione al paziente di una dose inferiore a quella prevista.
Numero dell'omologazione
52711 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Ferring AG, 6340 Baar.
Stato dell'informazione
Novembre 2025
4874 — 16/04/2026