ZENTEL cpr croquer 400 mg
GlaxoSmithKline AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Zentel
Composizione
Principi attivi
Albendazolo.
Sostanze ausiliarie
Compresse masticabili da 400 mg:
Lattosio 107 mg/compressa masticabile, cellulosa microcristallina, amido di mais, croscarmellosa sodica, povidone K30, sodio laurilsolfato, giallo arancio S (E 110) 1 mg/compressa masticabile, saccarina sodica, magnesio stearato, aroma di vaniglia (contiene 1 mg di alcol benzilico/compressa masticabile), aroma di arancia, aroma di maracuja.
Contenuto totale di sodio: 4 mg/compressa masticabile.
Sospensione orale:
Alluminio magnesio silicato, carbossimetilcellulosa sodica, glicerolo, polisorbato 80, sorbitano laurato, potassio sorbato, acido benzoico 20,0 mg/10 ml, acido sorbico, simeticone, polisorbato 65, metilcellulosa, macrogol monostearato, glicerolo monostearato, gomma xantana, acido solforico, saccarina sodica, aroma di vaniglia (contiene alcol benzilico 2,2 mg/10 ml, glicole propilenico 3,8 mg/10 ml), aroma di arancia, aroma di maracuja, acqua depurata.
Contenuto totale di sodio: 4,2 mg/10 ml.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compresse masticabili: 400 mg.
Sospensione orale: 400 mg in 10 ml.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento delle parassitosi intestinali singole e multiple causate dai seguenti elminti e parassiti:
Nematodi: Ascaris lumbricoides, Trichuris trichiura, Enterobius vermicularis, Ankylostoma duodenale, Necator americanus, Strongyloides stercoralis.
Trematodi: Clonorchis sinensis, Opisthorchis viverrini.
Cestodi: Taenia solium, Taenia saginata, Hymenolepis nana, se compaiono nell'ambito di una parassitosi multipla da nematodi. Zentel non va somministrato in caso di infestazione esclusivamente da tenie o da altri cestodi.
Protozoi: Giardia lamblia nei bambini di 2-12 anni d'età.
Trattamento delle seguenti infezioni sistemiche da elminti (cfr. «Farmacodinamica»):
Echinococcosi cistica (causata da Echinococcus granulosus, tenia del cane)
L'albendazolo viene impiegato nei pazienti con echinococcosi cistica:
- se l'intervento chirurgico non è possibile
- prima dell'intervento chirurgico
- nel post-operatorio, se il trattamento pre-operatorio è stato troppo breve, se si è verificata una contaminazione da carryover o se è stato trovato materiale vitale durante l'intervento
- prima e dopo drenaggio percutaneo di cisti a scopo diagnostico o terapeutico.
Echinococcosi alveolare (causata da Echinococcus multilocularis, tenia della volpe)
L'albendazolo viene impiegato nei pazienti con echinococcosi alveolare:
- in caso di malattia inoperabile, in particolare in presenza di metastasi locali o a distanza
- dopo intervento palliativo
- dopo intervento radicale o trapianto di fegato
Zentel presenta la massima efficacia nel trattamento di cisti epatiche, polmonari o peritoneali.
C'è poca esperienza in caso di cisti ossee e cisti nel cuore e nel sistema nervoso centrale.
Posologia/Impiego
Posologia abituale
Infezione | Età | Posologia abituale | Durata del trattamento |
NEMATODI (vermi cilindrici) | |||
Ascaridi (Ascaris lumbricoides) Tricocefali (Trichuris trichiura) Ossiuri (Enterobius vermicularis) Anchilostomi (Ankylostoma duodenale, Necator americanus) | Adulti e bambini di età superiore ai 2 anni | 1 volta 400 mg, corrispondenti a 1 compressa masticabile o a 10 ml di sospensione | unica somministrazione |
Bambini di età compresa tra 1 e 2 anni | 1 volta 200 mg, corrispondenti a 5 ml di sospensione | unica somministrazione | |
Strongyloides stercoralis | Adulti e bambini di età superiore ai 2 anni | 400 mg 1 volta al giorno, corrispondenti a 1 compressa masticabile o a 10 ml di sospensione | 3 giorni* |
* Il trattamento di 3 giorni riguarda solo le infestazioni da Strongyloides stercoralis.
(Avvertenza: la raccomandazione posologica vale esclusivamente per l'infestazione intestinale da Strongyloides. Il dosaggio non è adatto per la terapia di pazienti immunocompromessi con interessamento d'organo.)
Infezione | Età | Posologia abituale | Durata del trattamento |
CESTODI (tenie)* | |||
Tenia dei bovini (Taenia saginata) Tenia del maiale (Taenia solium) | Adulti e bambini di età superiore ai 2 anni | 400 mg 1 volta al giorno, corrispondenti a 1 compressa masticabile o a 10 ml di sospensione | 3 giorni |
Tenia nana (Hymenolepis nana) | Adulti e bambini di età superiore ai 2 anni | 400 mg 1 volta al giorno, corrispondenti a 1 compressa masticabile o a 10 ml di sospensione | 3 giorni. Ripetere dopo 2-3 settimane. |
* (Avvertenza: la raccomandazione posologica riportata sopra vale solo per le parassitosi multiple da nematodi intestinali.)
Infezione | Età | Posologia abituale | Durata del trattamento |
TREMATODI | |||
Distomi epatici (Clonorchis sinensis, Opisthorchis viverrini) | Adulti e bambini di età superiore ai 2 anni | 400 mg 2 volte al giorno, corrispondenti a 1 compressa masticabile 2 volte al giorno o a 10 ml di sospensione 2 volte al giorno | 3 giorni |
Infezione | Età | Posologia abituale | Durata del trattamento |
PROTOZOI | |||
Giardia lamblia | Solo bambini di età compresa tra 2 e 12 anni | 400 mg 1 volta al giorno, corrispondenti a 1 compressa masticabile o a 10 ml di sospensione | 5 giorni |
Infezione | Peso corporeo del paziente | Posologia abituale | Durata del trattamento* |
Echinococcosi cistica* | >60 kg | 800 mg in due dosi da 400 mg | Ogni giorno per 28 giorni. Il trattamento per 28 giorni può essere ripetuto dopo un intervallo senza terapia di 14 giorni, per complessivi tre cicli |
<60 kg | 10-15 mg/kg di p.c., somministrati in 2 dosi uguali (dose massima: 800 mg/giorno) | ||
| Per il trattamento di cisti epatiche, polmonari e peritoneali, possono essere somministrati fino a tre cicli di 28 giorni. | ||
| Se possibile, prima dell'intervento si devono effettuare due cicli di 28 giorni. Se è necessario un intervento chirurgico prima della conclusione di due cicli, Zentel va somministrato il più a lungo possibile. | ||
| Nel caso sia stato somministrato solo un breve ciclo di trattamento pre-operatorio (meno di 14 giorni) e nei casi in cui è necessario un intervento in emergenza, Zentel deve essere somministrato nel post-operatorio, in due cicli di 28 giorni, separati da 14 giorni senza medicamento. Inoltre, nelle cisti che si sono dimostrate vitali dopo un trattamento pre-operatorio o in cui si è verificata una contaminazione da carryover, si devono somministrare due cicli completi di terapia. | ||
Echinococcosi alveolare* | >60 kg | 800 mg, in due dosi da 400 mg | Ogni giorno per 28 giorni. Il trattamento per 28 giorni può essere ripetuto dopo un intervallo senza terapia di 14 giorni. Il trattamento va continuato, se possibile, per mesi o anni. È stato condotto un trattamento continuativo con la stessa dose a lungo termine.† |
<60 kg | 10-15 mg/kg di p.c., somministrati in 2 dosi uguali (dose massima: 800 mg/giorno) |
† Echinococcosi alveolare: il trattamento viene condotto come per l'echinococcosi cistica, di regola in cicli da 28 giorni, e va continuato, in alcuni casi, per mesi o persino per anni. I risultati di attuali controlli successivi fanno presupporre che i tempi di sopravvivenza migliorino notevolmente dopo un trattamento a lungo termine.
Si è dimostrato che il trattamento continuativo (senza pause di terapia) porta a evidente guarigione in un numero limitato di pazienti.
* Osservare le attuali raccomandazioni ufficiali per il trattamento dell'echinococcosi e monitorare i livelli plasmatici di albendazolo secondo le linee guida.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti anziani
L'esperienza sull'uso nei pazienti sopra i 65 anni è limitata. Alcune segnalazioni indicano che non è necessario adeguare la dose. Tuttavia, Zentel va usato con cautela nei pazienti anziani con compromissione della funzionalità epatica.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Siccome l'eliminazione dell'albendazolo e del suo metabolita principale, albendazolo sulfossido, avviene in misura solo trascurabile attraverso i reni, è improbabile che l'eliminazione di queste sostanze nei pazienti con insufficienza renale venga compromessa. Non è necessario adeguare la dose, tuttavia, per sicurezza, bisogna monitorare i pazienti con insufficienza renale.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Siccome l'albendazolo viene metabolizzato nel fegato molto rapidamente nel suo metabolita principale farmacologicamente più importante, l'albendazolo sulfossido, è probabile che una compromissione della funzionalità epatica abbia un effetto significativo sulla farmacocinetica dell'albendazolo sulfossido. I pazienti con alterazioni degli indici di funzionalità epatica (transaminasi aumentate) prima del trattamento con albendazolo devono essere monitorati per sicurezza. Il trattamento con albendazolo va interrotto non appena i valori degli enzimi epatici peggiorano o se l'emocromo completo mostra una riduzione clinicamente significativa delle cellule ematiche (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Effetti indesiderati»).
Bambini e adolescenti
Fino ad ora, l'esperienza sull'uso nei bambini sotto i 6 anni dell'albendazolo a dosi elevate, come quelle impiegate nel trattamento dell'echinococcosi, è limitata; pertanto, l'uso di Zentel nel trattamento dell'echinococcosi nei bambini sotto i 6 anni non è raccomandato.
Modo di somministrazione
Le compresse masticabili vengono masticate, deglutite intere o frantumate e assunte mescolate al cibo.
La sospensione (sapore di frutta) viene assunta non diluita o miscelata con una bevanda di propria scelta. Prima dell'uso, agitare bene il flaconcino.
Avvertenza:
Per un migliore assorbimento del principio attivo, si raccomanda una dieta contenente grassi per tutta la durata del trattamento. La dieta deve essere possibilmente a base di cibi solidi e contenere più di 40 g di grassi per pasto.
In aggiunta alla terapia, non è necessario il digiuno né l'uso di lassativi.
Alcuni pazienti, in determinate circostanze, hanno difficoltà a deglutire le compresse masticabili intere. In questi casi, è possibile masticare o frantumare le compresse masticabili e deglutirle con un po' d'acqua. Nei bambini piccoli, va impiegato il trattamento con la sospensione.
Controindicazioni
Zentel non va usato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie.
Zentel non deve essere utilizzato durante la gravidanza. Nelle donne in età fertile, va prima esclusa una gravidanza (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Avvertenze e misure precauzionali
Per evitare una gravidanza durante il trattamento di un'echinococcosi, il trattamento può essere avviato solo dopo un test di gravidanza negativo nelle donne in età fertile. Il test va ripetuto almeno una volta, prima di avviare il ciclo di trattamento successivo. Nel caso di un'infezione sistemica, quale l'echinococcosi, si raccomanda di adottare misure contraccettive efficaci durante il trattamento con albendazolo e per un mese dalla sua conclusione.
Il trattamento con albendazolo può portare al manifestarsi di una neurocisticercosi preesistente, soprattutto in regioni in cui le infezioni da tenia sono più frequenti. I pazienti colpiti presentano sintomi neurologici, ad esempio crisi convulsive, aumento della pressione intracranica e segni focali, conseguenti a una reazione infiammatoria scatenata dalla morte dei parassiti nel cervello. I sintomi possono comparire già poco dopo il trattamento. In questo caso, avviare immediatamente un'adeguata terapia con steroidi e anticonvulsivanti.
Il trattamento dell'echinococcosi con albendazolo è stato associato a un aumento lieve o moderato degli enzimi epatici. I valori degli enzimi epatici si normalizzano, di regola, dopo la sospensione del trattamento. Sono stati segnalati anche casi di epatite (cfr. «Effetti indesiderati»). Prima dell'inizio di ciascun ciclo di trattamento e almeno ogni due settimane durante il trattamento, vanno condotti dei test di funzionalità epatica. Se gli enzimi epatici sono significativamente aumentati (oltre il doppio del limite superiore della norma), l'albendazolo va sospeso. Il trattamento con albendazolo può essere ripreso quando gli enzimi epatici ritornano nella norma, ma la funzionalità epatica del paziente deve essere attentamente monitorata.
In caso di assunzione di dosi più elevate o di una terapia più lunga, l'albendazolo ha dimostrato di causare una depressione midollare e, quindi, si deve effettuare un controllo dell'emocromo all'inizio del trattamento e ogni due settimane per ciascun ciclo di 28 giorni. I pazienti con una malattia epatica, tra cui l'echinococcosi epatica, sembrano più soggetti alla depressione midollare, che può portare a pancitopenia, anemia aplastica, agranulocitosi e leucopenia, per cui in questi casi è indicato uno stretto monitoraggio delle conte cellulari nell'emocromo. La somministrazione di albendazolo va sospesa in caso di comparsa di una riduzione clinicamente significativa delle cellule ematiche (cfr. «Posologia/impiego» e «Effetti indesiderati»).
Zentel compresse masticabili contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicamento.
Le compresse masticabili da 400 mg contengono il colorante azoico E 110. I pazienti con reazioni di ipersensibilità ai coloranti azoici, all'acido acetilsalicilico e ad altri inibitori delle prostaglandine non devono assumere le compresse masticabili da 400 mg.
Zentel compresse masticabili contiene 1 mg di alcol benzilico. Zentel sospensione orale contiene 2,2 mg di alcol benzilico per flaconcino da 10 ml. L'alcol benzilico può causare reazioni allergiche.
Zentel sospensione contiene 20 mg di acido benzoico per 10 ml, che può essere irritante per la cute, gli occhi e le mucose. L'acido benzoico può aumentare il rischio di ittero nei neonati. In questa fascia di età (<1 anno), il trattamento non è indicato.
A causa del suo contenuto in benzoato, la sospensione non è raccomandata nei pazienti con la cosiddetta intolleranza all'aspirina e agli additivi.
Zentel compresse masticabili e sospensione contengono meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa masticabile da 400 mg o per flaconcino da 10 ml, cioè sono essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
In seguito all'uso concomitante di praziquantel, cimetidina o desametasone, i livelli plasmatici del metabolita attivo dell'albendazolo (il sulfossido) possono aumentare di diverse volte, con conseguente possibile aumentata incidenza degli effetti collaterali.
Ritonavir, fenitoina, carbamazepina e fenobarbitale possono, in determinate circostanze, ridurre le concentrazioni plasmatiche di albendazolo sulfossido, il metabolita attivo dell'albendazolo. La rilevanza clinica di questo effetto non è nota; potrebbe, però, portare a una riduzione dell'efficacia, soprattutto nelle infezioni elmintiche sistemiche. I pazienti devono essere monitorati per quanto riguarda l'efficacia. In determinate circostanze, sono necessari altri dosaggi o altre terapie.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Gli studi condotti sugli animali hanno mostrato effetti indesiderati sul feto. Non sono disponibili dati sufficienti sull'utilizzo in gravidanza.
Il medicamento è controindicato nelle donne in gravidanza (cfr. «Controindicazioni»). Se il trattamento è necessario, le donne in età fertile devono utilizzare un metodo contraccettivo affidabile (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Allattamento
Non sono disponibili studi condotti nelle donne in allattamento. Non è noto, quindi, se l'albendazolo o i suoi metaboliti vengano escreti nel latte materno. Pertanto, Zentel può essere assunto durante l'allattamento solo se il beneficio supera il possibile rischio.
Fertilità
Non sono disponibili dati sull'effetto dell'albendazolo sulla fertilità umana.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi sull'effetto dell'albendazolo sulla capacità di condurre veicoli e di utilizzare macchine. Nella guida di veicoli e nell'impiego di macchine, bisogna però tener presente che è stato segnalato capogiro dopo l'assunzione di albendazolo (cfr. «Effetti indesiderati»).
Effetti indesiderati
Per determinare le frequenze da molto comune a rara degli effetti indesiderati, sono stati utilizzati dati provenienti da ampi studi clinici. Le frequenze di altri effetti indesiderati (cioè quelli con frequenza inferiore a 1/1000) sono state definite durante l'ampio impiego dopo l'introduzione sul mercato e rispecchiano la frequenza dei casi segnalati, piuttosto che la frequenza reale.
Le frequenze sono riportate secondo le classi di organi e come segue: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000).
Uso nelle parassitosi intestinali (trattamento breve e a dosi più basse):
Disturbi del sistema immunitario
Raro: reazioni di ipersensibilità, tra cui eruzione cutanea, prurito e orticaria.
Patologie del sistema nervoso
Non comune: cefalea e capogiro.
Sintomi neurologici (crisi convulsive, aumento della pressione intracranica, segni locali) scatenati da una neurocisticercosi preesistente (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie gastrointestinali
Non comune: disturbi gastrointestinali (es. dolori epigastrici o addominali, nausea e vomito) e diarrea.
Patologie epatobiliari
Raro: enzimi epatici aumentati.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto raro: eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson.
Uso nelle elmintiasi sistemiche, quali le echinococcosi (trattamento più lungo a dosi più elevate):
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non comune: leucopenia.
Molto raro: pancitopenia, anemia aplastica, agranulocitosi.
I pazienti con una malattia epatica, tra cui l'echinococcosi epatica, sembrano più soggetti alla depressione midollare (cfr. «Posologia/impiego» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: reazioni di ipersensibilità, quali eruzione cutanea, prurito e orticaria.
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: cefalea.
Comune: capogiro.
Patologie gastrointestinali
Comune: disturbi gastrointestinali (dolori addominali, nausea, vomito).
Nel trattamento dei pazienti con echinococcosi, all'albendazolo sono stati associati disturbi gastrointestinali.
Patologie epatobiliari
Molto comune: aumenti da lievi a moderati dei valori degli enzimi epatici.
Non comune: epatite.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: alopecia reversibile (assottigliamento e moderata perdita di capelli).
Molto raro: eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: febbre.
In caso di assunzione di dosi più elevate (>400 mg/giorno) o di una terapia più lunga (>10 giorni), si sono osservati casi di aumento della pressione intracranica, meningismo e insufficienza renale acuta.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Il trattamento si basa sull'indicazione clinica o sulle raccomandazioni del centro nazionale antiveleni.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
P02CA03
Meccanismo d'azione
L'albendazolo è un derivato benzimidazolico con effetto contro gli elminti e i protozoi (parassiti intestinali e tissutali).
Effetto antielmintico: si ritiene che l'albendazolo inibisca la polimerizzazione della tubulina. Ciò causa un'interruzione del metabolismo degli elminti, tra l'altro attraverso una deplezione dell'energia (blocco della captazione del glucosio), che a sua volta immobilizza e poi distrugge gli elminti. Zentel agisce inizialmente come vermistatico e poi come vermicida.
Farmacodinamica
Nessun dato.
Efficacia clinica
Nessun dato.
Farmacocinetica
Assorbimento
Nell'essere umano l'assorbimento dopo somministrazione orale è di circa il 5%, ma è maggiore quando Zentel viene assunto con un pasto ricco di grassi (fino a 5 volte maggiore).
Nella somministrazione di albendazolo assieme a una dieta ricca di grassi, la disponibilità sistemica aumenta di circa 5 volte. I grassi in emulsione (ad es. in alimenti liquidi), al contrario, non hanno effetti migliorativi sulla disponibilità. Dopo somministrazione orale di 400 mg di albendazolo a colazione (contenuto in grassi di circa 40 g), la massima concentrazione plasmatica dell'albendazolo sulfossido era compresa tra 1,8 e 6,0 µmol/l.
Distribuzione
Dopo somministrazione orale di 400 mg di albendazolo, il metabolita farmacologicamente attivo (albendazolo sulfossido) raggiunge una concentrazione plasmatica compresa tra 1,6 e 6 µmol/litro, quando l'assunzione avviene assieme alla colazione.
Metabolismo
L'albendazolo è soggetto a un rapido metabolismo di primo passaggio praticamente completo e non è più rilevabile nel plasma. Il metabolita principale è l'albendazolo sulfossido, che è la componente attiva nelle infezioni tissutali sistemiche.
Eliminazione
L'emivita plasmatica del metabolita principale è di 8,5 ore, con una grande variabilità interindividuale; l'albendazolo sulfossido e i suoi metaboliti sono eliminati soprattutto per via biliare; solo una piccola quota attraverso le urine.
In presenza di colestasi extra-epatica, la clearance epatica è fortemente ridotta, il che porta a un aumento della AUC e dei livelli plasmatici dell'albendazolo sulfossido.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Colestasi extra-epatica
Siccome l'eliminazione dell'albendazolo sulfossido è ridotta, il paziente deve essere particolarmente monitorato.
Pazienti anziani
Sebbene nessuno studio clinico abbia esaminato l'effetto dell'età sulla farmacocinetica dell'albendazolo sulfossido, i dati in 26 pazienti (fino a 79 anni d'età) con cisti echinococciche suggeriscono una farmacocinetica simile a quella dei volontari più giovani e sani. Il numero dei pazienti anziani trattati per malattia idatidea o per neurocisticercosi è limitato, ma non si è osservata alcuna particolarità associata all'uso nei pazienti anziani.
Disturbi della funzionalità renale
La farmacocinetica dell'albendazolo nei pazienti con insufficienza renale non è stata studiata.
Disturbi della funzionalità epatica
La farmacocinetica dell'albendazolo nei pazienti con insufficienza epatica non è stata studiata.
Dati preclinici
L'albendazolo si è dimostrato teratogeno ed embriotossico nel ratto e nel coniglio. In una serie di test in vitro (tra cui il test di Ames inattivato e attivato) e in vivo non sono emerse evidenze di mutagenicità o genotossicità dell'albendazolo. Nell'ambito di studi di tossicità a lungo termine condotti in modelli di ratto e di topo, a dosi equivalenti a più di 15 volte le dosi raccomandate nell'uomo, non si è osservata formazione di tumori correlata al trattamento.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Zentel sospensione orale: conservare a temperatura ambiente (15-25 °C) e al riparo dalla luce.
Zentel compresse masticabili: conservare a temperatura ambiente (15-25 °C) al riparo dalla luce e dall'umidità.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Zentel sospensione orale: prima dell'uso, agitare bene il flaconcino.
Si raccomanda di fornire ai genitori/tutori dei bambini piccoli un dispositivo di misurazione adeguato (siringa orale o misurino), per poter somministrare ai bambini di età compresa tra 1 e 2 anni la dose singola esatta di 5 ml.
Eliminare i flaconcini contenenti residui della sospensione subito dopo la somministrazione della mezza dose raccomandata nei bambini tra 1 e 2 anni d'età.
Numero dell'omologazione
Compresse masticabili: 49'748 (Swissmedic).
Sospensione orale: 49'749 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
GlaxoSmithKline AG, 6340 Baar
Stato dell'informazione
Ottobre 2023
5122 — 01/07/2025