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Informazione professionale approvata da Swissmedic

Xalatan®

Viatris Pharma GmbH

Composizione

Principi attivi

Latanoprostum.

Sostanze ausiliarie

Natrii chloridum, natrii dihydrogenophosphas monohydricus 7,70 mg, dinatrii phosphas anhydricus 1,55 mg, benzalkonii chloridum 0,20 mg, aqua ad iniectabilia, ad solutionem pro 1 ml.

Contenuto di fosfato: 6,34 mg per ml.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Collirio.

1 ml contiene 50 μg di latanoprost. 1 goccia contiene circa 1,5 μg di latanoprost.

Un flaconcino contagocce di Xalatan contiene 2,5 ml di soluzione, che corrispondono a circa 80 gocce.

Soluzione limpida e incolore.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Per la riduzione della pressione intraoculare nel glaucoma ad angolo aperto e in caso di pressione intraoculare aumentata (ipertensione oculare).

Posologia/Impiego

Uso negli adulti (inclusi i pazienti anziani)

Posologia abituale

Una goccia al giorno nell'occhio interessato. Un effetto ottimale si ottiene somministrando Xalatan alla sera. Xalatan deve essere somministrato solo una volta al giorno, in quanto una somministrazione più frequente riduce l'effetto di abbassamento della pressione oculare.

Terapia combinata

Studi cardine hanno dimostrato che Xalatan è efficace in monoterapia e che latanoprost è efficace in combinazione con antagonisti β-adrenergici (timololo). Inoltre, studi a breve termine indicano che latanoprost ha un effetto additivo in combinazione con agonisti adrenergici (dipivefrina), inibitori dell'anidrasi carbonica orali (acetazolamide) e, almeno in parte, con agonisti colinergici (pilocarpina).

In caso di terapia combinata, i colliri devono essere somministrati a distanza di almeno 5 minuti l'uno dall'altro.

Istruzioni posologiche speciali

Bambini e adolescenti

La posologia di Xalatan collirio nei bambini è uguale a quella indicata per gli adulti. Non sono disponibili dati per i neonati prematuri (età gestazionale inferiore a 36 settimane). Sono disponibili dati limitati per la fascia di età inferiore a un anno (cfr. «Proprietà/Effetti»).

Somministrazione ritardata della dose

Se viene dimenticata una dose, il trattamento può essere proseguito normalmente con la dose successiva.

Modo di somministrazione

Come per gli altri colliri, per ridurre al minimo l'eventuale assorbimento sistemico, si raccomanda di comprimere il sacco lacrimale sotto l'angolo interno dell'occhio per un minuto (occlusione puntale). Questa operazione deve essere eseguita subito dopo ogni instillazione.

Le lenti a contatto devono essere tolte prima dell'instillazione del collirio ed essere riapplicate soltanto dopo 15 minuti (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Controindicazioni

Ipersensibilità a latanoprost o a una delle sostanze ausiliarie (cfr. «Composizione»).

Avvertenze e misure precauzionali

Alterazioni della pigmentazione dell'iride

Xalatan può aumentare gradualmente la percentuale di pigmento marrone dell'iride. Le alterazioni del colore sono dovute ad un aumento del contenuto di melanina nei melanociti stromali dell'iride e non ad un aumento del numero di melanociti. Tipicamente, la pigmentazione marrone si diffonde in modo concentrico dalla pupilla verso la periferia e l'intera iride, o parti di essa, assumono una colorazione marrone più marcata. Il cambiamento del colore dell'iride nella maggior parte dei casi è esiguo e spesso non rilevabile clinicamente. L'aumento della pigmentazione dell'iride in uno o in entrambi gli occhi è stato osservato prevalentemente in pazienti con iride di colore misto che all'inizio dello studio includeva il marrone. Più di due terzi di questi pazienti hanno manifestato un aumento della pigmentazione dell'iride. Nevi o efelidi dell'iride non sono stati modificati dal trattamento. Negli studi clinici, non è stato osservato un accumulo di pigmento nella rete trabecolare o in un altro punto della camera anteriore.

In uno studio clinico della durata di cinque anni volto ad esaminare la pigmentazione dell'iride non sono state evidenziate conseguenze negative correlate all'aumento della pigmentazione, neppure in caso di prosecuzione della somministrazione di latanoprost. Questi risultati sono coerenti con l'esperienza clinica post-marketing dal 1996. Inoltre, la riduzione della pressione intraoculare è risultata comparabile fra i pazienti, indipendentemente dall'aumento della pigmentazione dell'iride. Il trattamento con latanoprost può quindi essere proseguito anche in pazienti che manifestano un aumento della pigmentazione dell'iride. Questi pazienti devono essere esaminati periodicamente e il trattamento deve essere interrotto a seconda della situazione clinica.

L'aumento della pigmentazione dell'iride inizia solitamente entro il primo anno di trattamento, raramente anche durante il secondo o terzo anno, ma non è stato osservato dopo il quarto anno di trattamento. La velocità di progressione della pigmentazione dell'iride diminuisce nel tempo ed è stabile dopo cinque anni. Gli effetti di un aumento della pigmentazione dell'iride non sono stati esaminati per un periodo superiore a cinque anni. Negli studi clinici, non sono stati osservati ulteriori aumenti della pigmentazione marrone dell'iride dopo l'interruzione della terapia, ma il cambiamento di colore che ne consegue può essere permanente.

In caso di trattamento unilaterale esiste la possibilità di eterocromia.

In uno studio pediatrico osservazionale a lungo termine, condotto per valutare le alterazioni dell'iperpigmentazione oculare in pazienti affetti da glaucoma pediatrico, sono stati osservati uno scurimento del colore dell'iride e una pigmentazione locale dell'iride in misura leggermente maggiore nei pazienti esposti a latanoprost rispetto al gruppo non esposto (vedere «Effetti indesiderati»).

Alterazioni della palpebra e delle ciglia

In associazione al trattamento con latanoprost è stato riportato lo scurimento della cute palpebrale, che può essere reversibile.

Latanoprost può alterare gradualmente le ciglia e la peluria dell'occhio trattato; le alterazioni includono l'aumento della lunghezza, dello spessore, della pigmentazione e del numero di ciglia o peli, nonché l'orientamento anomalo delle ciglia. Le alterazioni delle ciglia sono reversibili dopo l'interruzione della terapia.

Glaucoma

Sono disponibili solo esperienze limitate con Xalatan nel glaucoma infiammatorio e nel glaucoma neovascolare, ad angolo anatomico stretto o congenito. L'esperienza è solo limitata anche in pazienti pseudofachici con glaucoma ad angolo aperto e glaucoma pigmentario.

Xalatan ha un effetto esiguo o nullo sulla pupilla. Tuttavia, ad oggi non sono disponibili esperienze per quanto riguarda l'impiego di Xalatan nel glaucoma acuto ad angolo chiuso. Fino a quando non saranno disponibili maggiori esperienze, in queste situazioni Xalatan deve essere usato con cautela.

Interventi di cataratta

Sono disponibili solo dati di studio limitati sull'uso di Xalatan nel periodo perioperatorio di interventi di cataratta. In questi pazienti Xalatan deve essere usato con cautela.

Edema maculare

Durante il trattamento con Xalatan è stata osservata l'insorgenza di edema maculare, incluso l'edema maculare cistoide. Queste osservazioni sono state fatte principalmente in pazienti afachici, pseudofachici con rottura della capsula posteriore o con noti fattori di rischio per l'edema maculare (in particolare esecuzione precoce di fluorangiografia dopo intervento di cataratta). Xalatan deve essere usato con cautela in questi pazienti.

Cheratite erpetica

Xalatan deve essere usato con cautela in pazienti con anamnesi di cheratite erpetica. In caso di cheratite attiva da Herpes simplex e nei pazienti con anamnesi di cheratite da Herpes simplex cronica recidivante, specialmente in associazione ad analoghi delle prostaglandine, l'uso di Xalatan deve essere evitato.

Pazienti con asma

Cfr. «Effetti indesiderati».

Benzalconio cloruro

Xalatan contiene 0,20 mg/ml di benzalconio cloruro (cfr. «Composizione») equivalente a 0,006 mg per goccia.

Dai limitati dati disponibili non ci sono differenze nel profilo di eventi avversi nei bambini rispetto agli adulti. Ad ogni modo generalmente gli occhi dei bambini reagiscono in maniera più marcata rispetto agli occhi degli adulti. L'irritazione nei bambini può quindi interferire con l'aderenza alla terapia.

Sono stati riportati casi di irritazione all'occhio, occhio secco, alterazione del film e della superficie corneali a seguito di somministrazione oftalmica di benzalconio cloruro. Da usare con cautela nei pazienti con occhio secco e nei pazienti con compromissione della cornea. I pazienti devono essere monitorati in caso di uso prolungato.

Avvertenza per i portatori di lenti a contatto

Benzalconio cloruro può essere assorbito dalle lenti a contatto morbide e può portare al cambiamento del loro colore. Le lenti a contatto devono essere tolte prima dell'instillazione del collirio ed essere riapplicate soltanto dopo 15 minuti.

Bambini e adolescenti

Per la fascia di età al di sotto di un anno sono disponibili solo dati limitati sull'efficacia e sulla tollerabilità (cfr. «Proprietà/Effetti»). Non sono disponibili dati per i neonati prematuri (età gestazionale inferiore a 36 settimane).

Nei bambini da 0 a meno di tre anni, affetti prevalentemente da GCP (glaucoma congenito primario), il trattamento chirurgico (ad es. trabeculotomia/goniotomia) rappresenta tuttora il trattamento di prima scelta.

Interazioni

È stato riportato un aumento paradosso della pressione intraoculare dopo la somministrazione concomitante di due analoghi delle prostaglandine. Pertanto, l'uso di due o più prostaglandine, analoghi delle prostaglandine o derivati delle prostaglandine non è consigliato.

Studi clinici hanno dimostrato che gli antagonisti β-adrenergici (timololo), gli agonisti adrenergici (dipivefrina), gli inibitori dell'anidrasi carbonica (acetazolamide) e, almeno in parte, gli agonisti colinergici (pilocarpina) potenziano l'effetto di riduzione della pressione intraoculare di latanoprost. Le interazioni con altri medicamenti non sono state studiate.

Bambini e adolescenti

Studi di interazione sono stati condotti solo negli adulti.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Non esistono studi adeguati e ben controllati sulle donne in gravidanza. Pertanto, Xalatan non deve essere utilizzato durante la gravidanza, a meno che non ciò non sia inequivocabilmente necessario.

Allattamento

Latanoprost e i suoi metaboliti possono essere escreti nel latte materno. Pertanto, Xalatan deve essere usato solo con cautela nelle donne che allattano.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Xalatan ha un effetto limitato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

L'instillazione di colliri può causare un temporaneo annebbiamento della vista. I pazienti non devono condurre veicoli o utilizzare macchine fino a quando tale problema non sarà scomparso.

Effetti indesiderati

I seguenti effetti indesiderati, elencati per sistema organico e frequenza, si sono verificati in associazione al trattamento con Xalatan [molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1000), molto raro (<1/10'000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)].

Infezioni ed infestazioni

Non nota: cheratite erpetica.

Patologie del sistema nervoso

Non comune: cefalea, vertigini.

Patologie dell'occhio

Comune: irritazioni oculari (sensazione di bruciore, pizzicore, prurito, fitte e sensazione di corpo estraneo), iperemia oculare, iperpigmentazione dell'iride (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»), congiuntivite, blefarite, alterazioni delle ciglia e della peluria delle palpebre (aumento di lunghezza, spessore, pigmentazione e numero delle ciglia), dolore oculare.

Non comune: fotofobia, cheratite, edema maculare, incluso l'edema maculare cistoide (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»), uveite, edema palpebrale.

Raro: edema corneale, irite.

Non nota: trichiasi, cheratite puntata, visione annebbiata, pseudopemfigoide della congiuntiva, erosione della cornea, alterazioni periorbitali e palpebrali che causano un infossamento della rima palpebrale, cisti dell'iride.

Patologie cardiache

Non comune: angina pectoris, palpitazioni.

Non nota: angina pectoris instabile.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: dispnea, asma.

Non nota: aggravamento dell'asma, attacchi asmatici acuti.

Patologie gastrointestinali

Non comune: nausea.

Raro: vomito.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: eruzione cutanea.

Raro: prurito.

Non nota: scurimento della cute palpebrale, reazione cutanea localizzata sulle palpebre.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: artralgia, mialgia.

Patologie generali

Non comune: dolore toracico.

Effetti indesiderati segnalati in associazione all'uso di colliri contenenti fosfato

Molto raramente sono stati riportati casi di calcificazione della cornea associati all'uso di colliri contenenti fosfati in pazienti con cornea significativamente danneggiata.

Bambini e adolescenti

In due studi clinici di breve durata (≤12 settimane), in 93 bambini (rispettivamente 25 e 68 bambini), il profilo di sicurezza è risultato simile a quello degli adulti. Non sono stati osservati nuovi effetti indesiderati. Anche nei singoli sottogruppi pediatrici i profili di sicurezza a breve termine sono risultati comparabili (cfr. «Proprietà/Effetti»). Gli effetti indesiderati osservati più comunemente nei bambini rispetto agli adulti sono stati nasofaringite e febbre.

In due studi di sicurezza a lungo termine volti a valutare i cambiamenti dell'iperpigmentazione oculare in pazienti pediatrici, sono stati osservati alcuni casi di cambiamenti dell'iperpigmentazione oculare sia nei pazienti trattati con latanoprost che nei gruppi non esposti al PGA, con un numero maggiore di casi osservati nel gruppo trattato con latanoprost: iperpigmentazione delle ciglia (4,5% vs. 0%) e iperpigmentazione dell'iride (6,0% vs. 3,0%). I tassi di incidenza per 100 pazienti/anno erano simili: allungamento delle ciglia (2,53 vs. 3,35), iperpigmentazione dell'iride (0,92 vs. 0,42) e iperpigmentazione delle ciglia (0,69 vs. nessuna). Non sono stati identificati effetti indesiderati gravi correlati al trattamento dello studio. Nel complesso, i tassi degli endpoint di sicurezza osservati in questo studio erano comparabili a quelli degli effetti indesiderati riportati in precedenti studi pediatrici.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Il trattamento di un sovradosaggio di Xalatan deve essere sintomatico.

Segni e sintomi

Ad eccezione delle irritazioni oculari e dell'iperemia congiuntivale, non sono noti altri effetti indesiderati in caso di sovradosaggio di Xalatan.

Trattamento

Le seguenti informazioni potrebbero risultare utili in caso di ingestione accidentale di Xalatan: un flaconcino contiene 125 µg di latanoprost. Oltre il 90% viene metabolizzato durante il primo passaggio epatico. Un'infusione endovenosa da 3 µg/kg non ha causato sintomi in volontari sani. Tuttavia, una dose da 5,5-10 µg/kg ha causato nausea, dolori addominali, vertigini, stanchezza, sensazione di calore e sudorazione. Nelle scimmie, latanoprost è stato infuso per via endovenosa in dosi fino a 500 µg/kg senza che ciò avesse effetti sul sistema cardiovascolare. Nelle scimmie, la somministrazione endovenosa di latanoprost è stata associata a broncocostrizione temporanea. Al contrario, l'uso topico oftalmico di latanoprost ad una dose 7 volte superiore a quella raccomandata non ha causato broncocostrizione in pazienti con asma bronchiale moderata.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

S01EE01

Meccanismo d'azione

Il principio attivo latanoprost, un analogo della prostaglandina-F2α, è un agonista selettivo del recettore prostanoide FP che riduce la pressione intraoculare aumentando il drenaggio dell'umore acqueo. Studi sugli animali e sull'uomo hanno evidenziato che il principale meccanismo d'azione è l'aumento del drenaggio uveosclerale. Nell'uomo, un certo aumento del drenaggio dell'umore acqueo è stato descritto anche come conseguenza di una ridotta resistenza al drenaggio a livello trabecolare.

Farmacodinamica

L'abbassamento della pressione intraoculare nell'uomo inizia approssimativamente 3-4 ore dopo la somministrazione e raggiunge un effetto massimo dopo 8-12 ore. La riduzione della pressione intraoculare viene mantenuta per almeno 24 ore.

Studi clinici hanno evidenziato che latanoprost non influisce in modo significativo sulla produzione di umore acqueo.

Durante il trattamento topico, può manifestarsi un'iperemia congiuntivale e/o episclerale da lieve a moderata.

In studi sulle scimmie, latanoprost non ha avuto alcun effetto o ha avuto solo un effetto trascurabile sulla circolazione sanguigna intraoculare quando somministrato a dosi cliniche.

Latanoprost non ha alcun effetto sulla barriera emato-acquosa. Mediante fluorangiografia è stato possibile dimostrare che il trattamento cronico con latanoprost degli occhi di scimmie che erano state sottoposte a un'estrazione extracapsulare del cristallino non ha avuto alcun effetto sui vasi sanguigni retinici.

Nell'uomo, durante il trattamento a breve termine, latanoprost non ha causato stravaso di fluoresceina nel segmento posteriore di occhi pseudofachici.

A dosaggi clinici, non sono stati evidenziati effetti significativi di latanoprost sul sistema cardiovascolare o respiratorio.

Efficacia clinica

Sicurezza ed efficacia nei pazienti pediatrici

L'efficacia di latanoprost in pazienti pediatrici fino ai 18 anni di età è stata dimostrata in uno studio clinico in doppio cieco di dodici settimane con latanoprost rispetto a timololo in 107 pazienti con pressione intraoculare aumentata e glaucoma infantile. I neonati prematuri dovevano avere un'età gestazionale di almeno 36 settimane. I pazienti hanno ricevuto latanoprost 0,005% una volta al giorno o timololo 0,5% (o facoltativamente 0,25% nei bambini sotto i 3 anni) due volte al giorno. L'endpoint primario di efficacia era l'abbassamento medio della pressione intraoculare alla settimana di studio 12 rispetto al valore basale. L'abbassamento medio della pressione intraoculare è stato simile nel gruppo trattato con latanoprost e nel gruppo trattato con timololo. In tutte le fasce di età studiate (da 0 a <3 anni, da 3 a <12 anni e da 12 a 18 anni), alla settimana 12 l'abbassamento medio della pressione intraoculare nel gruppo trattato con latanoprost era simile a quello del gruppo trattato con timololo. I dati di efficacia nella fascia di età da 0 a <3 anni si basano su 13 pazienti trattati con latanoprost e non è stata osservata alcuna efficacia significativa nei quattro pazienti che nello studio clinico sui pazienti pediatrici rappresentavano la fascia di età da 0 a <1 anno. Non sono disponibili dati per i neonati prematuri con età gestazionale inferiore a 36 settimane.

Nella fascia di età <3 anni, gli effetti indesiderati si sono manifestati con frequenza leggermente maggiore con latanoprost che con timololo (53% vs. 41%), mentre nei bambini di età ≥3 anni gli effetti indesiderati si sono manifestati meno frequentemente con latanoprost che con timololo (età da 3 a <12 anni 27% con latanoprost vs. 35% con timololo, ed età da 12 a 18 anni 32% con latanoprost vs. 52% con timololo).

Nel sottogruppo con glaucoma congenito primario/infantile (GCP), l'abbassamento della pressione intraoculare nel gruppo trattato con latanoprost è stato simile a quello del gruppo trattato con timololo. Nel sottogruppo non-GCP (ad es. con glaucoma giovanile ad angolo aperto, glaucoma afachico) i risultati sono stati simili a quelli del sottogruppo con glaucoma congenito primario/infantile.

Gli effetti sulla pressione intraoculare sono comparsi dopo la prima settimana di trattamento e, come per gli adulti, sono stati mantenuti per tutto il periodo di studio di dodici settimane.

Tabella: Abbassamento della pressione intraoculare (mmHg) alla settimana 12 per gruppo di terapia e diagnosi iniziale

 

Latanoprost
(n=53)

Timololo
(n=54)

Valore basale medio (SE)

27,3 (0,75)

27,8 (0,84)

Variazione rispetto al valore basale medio alla settimana 12 *(SE)

-7,18 (0,81)

-5,72 (0,81)

Valore p vs. timololo

0,2056

 

GCP
(n=28)

Non-GCP
(n=25)

GCP
(n=26)

Non-GCP
(n=28)

Valore basale medio (SE)

26,5 (0,72)

28,2 (1,37)

26,3 (0,95)

29,1 (1,33)

Variazione rispetto al valore basale medio alla settimana 12 *(SE)

-5,90 (0,98)

-8,66 (1,25)

-5,34 (1,02)

-6,02 (1,18)

Valore p vs. timololo

0,6957

0,1317

 

 

SE = errore standard

* stima aggiustata sulla base del modello di analisi della covarianza (ANCOVA)

Farmacocinetica

Assorbimento

Latanoprost è un precursore inattivo dell'estere isopropilico che è ben assorbito dalla cornea. Tutto il latanoprost che raggiunge l'umore acqueo viene idrolizzato durante il passaggio corneale e quindi attivato.

Studi nell'uomo indicano che la concentrazione massima nell'umore acqueo viene raggiunta circa due ore dopo la somministrazione topica.

Distribuzione

Dopo somministrazione topica, latanoprost si distribuisce principalmente nel segmento anteriore, nella congiuntiva e nel tessuto palpebrale. Solo quantità molto esigue raggiungono il segmento posteriore (studi nelle scimmie). L'acido di latanoprost si lega per l'87% alle proteine plasmatiche. Il volume di distribuzione è di 0,16 l/kg.

Metabolismo

Latanoprost, un precursore dell'estere isopropilico, viene idrolizzato nella cornea in acido biologicamente attivo. L'acido attivo di latanoprost che entra nella circolazione sistemica viene metabolizzato principalmente nel fegato in 1,2-dinor e 1,2,3,4-tetranor. Negli studi sugli animali questi due metaboliti principali hanno mostrato un'attività biologica debole o nulla.

Eliminazione

Nell'uomo, l'acido di latanoprost viene rapidamente eliminato dal plasma. L'emivita è di 17 minuti. La clearance sistemica è di circa 0,40 l/h x kg. Latanoprost viene escreto principalmente nelle urine (>80%) e per il 15% attraverso le feci.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Bambini e adolescenti

In 22 adulti e 25 pazienti pediatrici (da 0 a <18 anni) con pressione intraoculare aumentata e glaucoma, è stato condotto uno studio di farmacocinetica in aperto per valutare la concentrazione plasmatica di acido di latanoprost. Tutte le fasce di età sono state trattate per almeno due settimane con una goccia di latanoprost allo 0,005% al giorno, instillata in entrambi gli occhi. Rispetto agli adulti, l'esposizione sistemica all'acido di latanoprost era ca. due volte superiore nei bambini da 3 a <12 anni e circa sei volte superiore nei bambini sotto i 3 anni di età. L'ampio margine di sicurezza per gli effetti collaterali sistemici è risultato comunque mantenuto (cfr. paragrafo «Sovradosaggio»). In tutte le fasce di età, il tempo mediano al raggiungimento dei livelli plasmatici massimi era di cinque minuti dopo la somministrazione. L'emivita mediana plasmatica era breve (meno di 20 minuti), simile nei pazienti pediatrici e in quelli adulti e in condizioni di stato stazionario non ha portato all'accumulo di acido di latanoprost nella circolazione sistemica.

Dati preclinici

Latanoprost ha mostrato risultati negativi al test di mutazione batterica inversa, così come nel test del linfoma di topo e nel test del micronucleo nel topo. In vitro sono state osservate aberrazioni cromosomiche nei linfociti umani. Effetti simili sono stati osservati con la prostaglandina F, una prostaglandina naturale, il che indica un effetto specifico di questa classe di sostanze. Ulteriori studi di mutagenicità condotti nei ratti (sintesi non programmata del DNA in vitro e in vivo) sono risultati negativi e indicano che latanoprost non ha proprietà mutagene.

Anche gli studi di cancerogenicità nei topi e nei ratti hanno avuto esito negativo.

In studi sugli animali, non è stato osservato alcun effetto di latanoprost sulla fertilità maschile o femminile. Studi di embriotossicità nei ratti non hanno mostrato effetti embriotossici di latanoprost a dosi giornaliere da 5, 50 e 250 μg/kg PC, somministrate per via endovenosa. Al contrario, nei conigli sono stati evidenziati effetti embrioletali a dosi giornaliere da 5 μg/kg PC e superiori.

La dose giornaliera da 5 μg/kg PC (circa 100 volte la dose clinica) ha causato un'evidente tossicità embriofetale, caratterizzata da un aumento di riassorbimenti tardivi e di aborti nonché da un minore peso alla nascita.

Non sono stati osservati effetti teratogeni.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Studi in vitro hanno dimostrato che con la miscelazione di colliri contenenti thimerosal con Xalatan si verifica una precipitazione.

Se si utilizzano tali preparati, i colliri devono essere somministrati a distanza di 5 minuti uno dall'altro.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Stabilità dopo apertura

Dopo l'apertura del flaconcino contagocce Xalatan deve essere utilizzato entro 4 settimane.

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare Xalatan a temperatura ambiente (15-25 °C) e al riparo dalla luce.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

53675 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Viatris Pharma GmbH, 6312 Steinhausen.

Stato dell'informazione

Marzo 2025.

[Version 102 I]

2348923/07/2025