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NARAMIG cpr pell 2.5 mg

GlaxoSmithKline AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Naramig

GlaxoSmithKline AG

Composizione

Principi attivi

Naratriptan (come naratriptan cloridrato)

Sostanze ausiliarie

Compressa rivestita con film da 2,5 mg

Nucleo della compressa

Cellulosa microcristallina (E460), lattosio 94,07 mg, croscarmellosa sodica, magnesio stearato.

Rivestimento

Ipromellosa, biossido di titanio (E171), triacetina, (E1518), ossido di ferro giallo (E172), indigotina (E132).

Il contenuto totale di sodio non supera 1,33 mg per compressa rivestita con film.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Ogni compressa rivestita con film contiene 2,5 mg di naratriptan (come naratriptan cloridrato).

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Trattamento acuto degli attacchi di emicrania con o senza aura.

Posologia/Impiego

Naramig compresse rivestite con film deve essere assunto il prima possibile dopo l'insorgenza della cefalea emicranica, ma è efficace anche se assunto in un momento successivo.

Naramig compresse rivestite con film non deve essere utilizzato per la profilassi.

Le compresse rivestite con film vanno deglutite intere con una piccola quantità d'acqua.

Posologia abituale

Adulti (18-65 anni di età)

Si raccomanda l'assunzione di una singola compressa rivestita con film da 2,5 mg.

Se i sintomi dell'emicrania si ripresentano dopo una risposta iniziale, può essere assunta una seconda dose, a condizione che siano trascorse almeno 4 ore dall'assunzione della prima compressa rivestita con film e che non venga superata la dose massima di 2 compresse rivestite con film (5 mg) ogni 24 ore.

Se il paziente non risponde alla prima dose, è improbabile che una seconda dose sia di qualche utilità per lo stesso attacco.

Naramig può essere utilizzato di nuovo per i successivi attacchi di emicrania.

Bambini e adolescenti

Adolescenti (12-17 anni di età)

In uno studio clinico condotto su adolescenti è stato osservato un effetto placebo molto marcato. Per questo motivo non è stato possibile dimostrare l'efficacia del naratriptan in questa fascia di età.

L'utilizzo negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni non può essere raccomandato.

Bambini (di età inferiore a 12 anni)

Non sono disponibili dati sull'impiego di naratriptan in bambini di età inferiore ai 12 anni. Pertanto, l'utilizzo in questa fascia di età non è raccomandato.

Pazienti anziani (di età superiore a 65 anni)

L'efficacia e la tollerabilità del naratriptan nei pazienti di età superiore a 65 anni non sono state esaminate. Negli studi di farmacocinetica è stata osservata una moderata diminuzione della clearance con l'età (cfr. «Farmacocinetica»).

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

La dose massima giornaliera nei pazienti con insufficienza renale è una compressa rivestita con film da 2,5 mg.

L'utilizzo di Naramig in pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina < 15 ml/min) è controindicato (cfr. «Controindicazioni» e «Farmacocinetica»).

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

La dose massima giornaliera nei pazienti con insufficienza epatica è una compressa rivestita con film da 2,5 mg. L'uso di naratriptan nei pazienti con insufficienza epatica grave (Child-Pugh di grado C) è controindicato (cfr. «Controindicazioni» e «Farmacocinetica»).

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie del medicamento.

L'uso di Naramig è controindicato nei pazienti con cardiopatia ischemica, anamnesi di infarto miocardico, ipertensione arteriosa non controllata, angina di Prinzmetal / vasospasmi coronarici, patologie vascolari periferiche e nei pazienti che presentano sintomi indicativi di una cardiopatia ischemica.

Naramig non deve essere somministrato a pazienti con anamnesi di apoplessia (insulto cerebrovascolare) o attacchi ischemici transitori (TIA, transient ischemic attack).

Il naratriptan è controindicato nei pazienti affetti da insufficienza epatica o renale grave.

Il naratriptan è controindicato nel trattamento dell'emicrania emiplegica, oftalmoplegica o basilare.

Avvertenze e misure precauzionali

Naramig deve essere usato solo per l'emicrania chiaramente diagnosticata.

Come per altre terapie dell'emicrania acuta, nei pazienti a cui non è mai stata diagnosticata prima un'emicrania e nei pazienti emicranici con sintomi atipici devono essere escluse altre patologie neurologiche potenzialmente gravi prima di iniziare la terapia con Naramig. A questo proposito va notato che i pazienti emicranici possono avere un maggior rischio di alcune patologie cerebrovascolari, come l'insulto cerebrovascolare e l'attacco ischemico transitorio.

Se il paziente non risponde alla prima dose, si deve rivalutare la diagnosi prima di somministrare una seconda dose.

Naramig deve essere somministrato con cautela ai pazienti con anamnesi di epilessia o lesioni cerebrali strutturali che abbassano la loro soglia convulsiva.

Come con altri agonisti del recettore 5HT1, i pazienti che potrebbero avere una malattia cardiaca non diagnosticata devono essere trattati con naratriptan solo dopo aver escluso una malattia cardiovascolare. Ciò vale in particolare per le donne in postmenopausa, gli uomini di età superiore ai 40 anni e i pazienti con fattori di rischio di cardiopatia coronarica.

Se durante il trattamento con Naramig compaiono sintomi indicativi di una cardiopatia ischemica, si devono eseguire esami adeguati prima di proseguire la terapia (cfr. «Effetti indesiderati»).

In caso di somministrazione di triptani in concomitanza con altri medicamenti con effetto serotoninergico, in casi rari si può verificare una sindrome serotoninergica, che costituisce un effetto indesiderato potenzialmente letale. La sindrome serotoninergica è caratterizzata da diverse combinazioni di singoli sintomi, che in genere possono includere iperreflessia, tremore, mioclonia, alterazioni mentali come irrequietezza, ansia, allucinazioni, irritabilità fino a delirio e coma, tachicardia, fluttuazioni della pressione arteriosa, ipertermia, nausea, vomito e diarrea. La sindrome serotoninergica può insorgere quando vengono assunti contemporaneamente due o più medicamenti con effetto serotoninergico o quando viene aumentata una dose. Se il trattamento concomitante con naratriptan e un medicamento ad azione serotoninergica è clinicamente giustificato, si raccomanda un adeguato monitoraggio del paziente (cfr. «Interazioni»).

Sebbene in caso di somministrazione concomitante di naratriptan con ergotamina, diidroergotamina o sumatriptan non siano state osservate variazioni clinicamente rilevanti della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e dell'ECG e la farmacocinetica del naratriptan non sia stata influenzata dagli altri preparati, la somministrazione concomitante di naratriptan con ergotamina, derivati dell'ergotamina (incluso la metisergide) o altri triptani / 5HT1-agonisti non è raccomandata.

Il naratriptan possiede un gruppo sulfamidico. Pertanto, nei pazienti con ipersensibilità nota alle sulfonamidi sussiste un rischio teorico di reazioni di ipersensibilità.

La dose raccomandata non deve essere superata.

L'uso eccessivo di trattamenti acuti per l'emicrania in pazienti con una tale ipersensibilità è stato correlato a un peggioramento della cefalea (cefalea da farmaci). In questo caso può risultare necessaria l'interruzione del trattamento.

Sodio

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa rivestita con film, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Lattosio

Le compresse rivestite con film contengono lattosio.

I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicamento.

Interazioni

La somministrazione concomitante di triptani e altri medicamenti con effetto serotoninergico più o meno marcato quali gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI), gli inibitori delle MAO, l'L-triptofano, il litio, gli antidepressivi triciclici ecc. può causare in casi rari una sindrome serotoninergica, che costituisce un pericoloso effetto indesiderato al medicamento potenzialmente letale (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Non vi sono evidenze di interazioni farmacocinetiche tra naratriptan e β-bloccanti, antidepressivi triciclici, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, alcol o cibo. Il naratriptan non inibisce la monoaminossidasi.

Poiché il naratriptan viene metabolizzato solo in misura limitata e nel suo metabolismo è coinvolto un gran numero di diversi isoenzimi del citocromo P450, è improbabile che si verifichino interazioni farmacologiche sostanziali con il naratriptan (cfr. «Farmacocinetica»).

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Nelle donne in gravidanza non è stata accertata con sicurezza la non nocività del naratriptan. Nelle sperimentazioni sugli animali non sono stati osservati effetti teratogeni. Tuttavia, in caso di esposizione sistemica notevolmente superiore a quella massima nell'uomo sono stati osservati effetti transitori sullo sviluppo peri- e postnatale (cfr. «Dati preclinici»).

Non sono disponibili dati sufficienti sull'utilizzo in gravidanza.

Il naratriptan non deve essere somministrano durante la gravidanza, a meno che non sia assolutamente necessario.

Allattamento

Il naratriptan e/o i suoi metaboliti sono stati rilevati nel latte materno di ratti. Durante l'uso di naratriptan non si deve allattare al seno.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

L'emicrania o il trattamento dell'emicrania con naratriptan può causare sonnolenza e nausea. Pertanto, deve essere usata cautela nei pazienti che utilizzano macchine o guidano veicoli.

Effetti indesiderati

Di seguito vengono elencati gli effetti indesiderati per classe di organi e per frequenza. Le frequenze sono definite come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1000), molto raro (<1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Disturbi del sistema immunitario

Non nota: reazioni di ipersensibilità di qualsiasi grado di gravità, dall'eruzione cutanea alle reazioni anafilattiche (effetti indesiderati rilevati nella fase post-marketing).

Patologie del sistema nervoso

Comune: formicolio.

Questo sintomo è in genere di natura transitoria, ma può essere intenso e interessare tutte le parti del corpo, compresi il torace e il collo.

Non nota: sonnolenza (effetto indesiderato rilevato nella fase post-marketing).

Patologie cardiache

Non nota: vasospasmi coronarici arteriosi, modificazioni transitorie dell'ECG correlate all'ischemia, angina pectoris e infarto miocardico (effetto indesiderato rilevato nella fase post-marketing) (cfr. «Controindicazioni», «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie vascolari

Non nota: ischemia vascolare periferica (effetto indesiderato rilevato nella fase post-marketing).

Patologie gastrointestinali

Comune: nausea e vomito. Tuttavia, la relazione causale con il naratriptan non è chiara, in quanto questi sintomi si sono verificati con la stessa frequenza o anche più frequentemente con il placebo.

Non nota: colite ischemica (effetto indesiderato rilevato nella fase post-marketing).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: sensazione di pesantezza.

Questo sintomo è in genere di natura transitoria, ma può essere intenso e interessare tutte le parti del corpo, compresi il torace e il collo.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

I seguenti sintomi sono in genere di natura transitoria, ma possono essere intensi e interessare tutte le parti del corpo, compresi il torace e il collo.

Comune: dolore e sensazione di calore.

Non comune: sensazione di oppressione o costrizione.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

La somministrazione di una dose singola elevata di 25 mg di naratriptan a un soggetto sano di sesso maschile ha comportato un aumento della pressione arteriosa di entità fino a 71 mmHg che è stato accompagnato da effetti indesiderati come sonnolenza, tensione cervicale, stanchezza e alterazioni della coordinazione. La pressione arteriosa si è normalizzata entro 8 ore senza trattamento farmacologico.

Non è noto quale sia l'effetto dell'emodialisi o della dialisi peritoneale sulla concentrazione plasmatica del naratriptan.

Trattamento

In caso di sovradosaggio di naratriptan il paziente deve essere monitorato per almeno 24 ore e, se necessario, devono essere utilizzati trattamenti di supporto standard.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N02CC02

Meccanismo d'azione

Il naratriptan è un agonista selettivo del recettore 5HT1.

I recettori 5HT1 si trovano principalmente nei vasi sanguigni intracranici (cerebrali e durali).

Il naratriptan mostra in vitro un'elevata affinità per i recettori umani 5HT1B e 5HT1D clonati.

Si presume che il recettore 5HT1B clonato corrisponda in vivo al recettore vascolare 5HT1, che media la contrazione dei vasi sanguigni intracranici.

Il naratriptan mostra poca o nessuna affinità per altri sottotipi del recettore 5HT, come i recettori 5HT2, 5HT3, 5HT4 o 5HT7.

Farmacodinamica

Negli animali, il naratriptan induce selettivamente il restringimento dei vasi arteriosi carotidei. I vasi carotidei forniscono sangue ai tessuti extracranici e intracranici, come per esempio le meningi. Nell'uomo si sospetta che la dilatazione di questi vasi e la formazione dell'edema siano il fattore scatenante dell'emicrania. Sulla base di studi sperimentali si può inoltre ipotizzare che il naratriptan inibisca l'attività del nervo trigemino.

Questi due meccanismi contribuiscono all'effetto antiemicranico del naratriptan nell'essere umano.

Efficacia clinica

L'efficacia e la tollerabilità di Naramig nel trattamento degli attacchi acuti di emicrania sono state esaminate in 8 studi clinici condotti su oltre 4000 pazienti. Questi studi si sono protratti per un periodo fino a 6 mesi, durante i quali sono stati trattati più di 15 000 attacchi di emicrania.

La risposta al trattamento è stata definita come una riduzione della cefalea emicranica da moderata o grave a lieve o assente. Oltre a questo endpoint primario, è stata determinata anche l'efficacia sui sintomi associati all'emicrania quali nausea, vomito, fotofobia e fonofobia.

Di seguito sono riassunti in forma tabellare i risultati dei più importanti studi di fase III, randomizzati, in doppio cieco e controllati con placebo.

Numero di pazienti trattati (tra parentesi) e percentuale di pazienti con regressione della cefalea emicranica (cefalea assente o lieve) 4 ore dopo l'assunzione del medicamento in studio:

Numero dello studio

Placebo

Naratriptan

0,25 mg

Naratriptan

1 mg

Naratriptan

2,5 mg

Sumatriptan

100 mg

S2WA

3001

34%

(n=122)

35%

(n=119)

50%

(n=117)

60%

(n=127)

S2WA

3003

33%

(n=602)

39%

(n=591)

57%

(n=595)

68%

(n=586)

S2WB

3002

27%

(n=104)

36%

(n=214)

52%

(n=208)

66%

(n=199)

76%

(n=229)

Negli studi clinici condotti, la dose singola di 2,5 mg ha mostrato il miglior rapporto tra efficacia e tollerabilità. Non vi sono state evidenze che dosi singole di 5 mg abbiano un effetto maggiore rispetto a dosi di 2,5 mg.

Nei pazienti con nausea, fotofobia e fonofobia associate all'emicrania, Naramig alla posologia raccomandata ha ridotto significativamente questi sintomi rispetto al placebo.

L'efficacia di Naramig si è mantenuta anche nell'impiego prolungato per 6 mesi, indipendentemente dal numero di attacchi trattati.

L'efficacia di Naramig non è stata influenzata dall'età, dal sesso o dal peso del paziente, né dall'assunzione di contraccettivi orali o dal trattamento concomitante con medicamenti comuni per la prevenzione dell'emicrania (p.es. beta-bloccanti, SSRI, antidepressivi triciclici).

Farmacocinetica

Assorbimento

Il naratriptan viene rapidamente assorbito dopo somministrazione orale. La concentrazione plasmatica massima (Cmax) nei pazienti con attacco di emicrania in corso viene raggiunta entro circa 4 ore. Dopo assunzione di 2,5 mg in soggetti sani la Cmax è in media di 8,3 ng/ml nelle donne e di 5,4 ng/ml negli uomini; nel corso di un attacco di emicrania i valori raggiunti sono leggermente inferiori.

La biodisponibilità orale è del 74% nelle donne e del 63% negli uomini. Nell'uso clinico non sono state tuttavia osservate differenze in termini di efficacia e tollerabilità. Non è pertanto necessario un aggiustamento della dose in base al sesso.

Distribuzione

Il volume di distribuzione è di 170 l. Il legame alle proteine plasmatiche è basso (29%).

Metabolismo

In vitro il naratriptan viene degradato da un gran numero di diversi isoenzimi del citocromo P450. Con il naratriptan non sono quindi attese rilevanti interazioni farmacologiche di tipo farmacocinetico (cfr. «Interazioni»).

Eliminazione

L'emivita di eliminazione media (t½) è di 6 ore.

La clearance dopo somministrazione endovenosa è di 470 ml/min negli uomini e 380 ml/min nelle donne. La clearance renale, simile negli uomini e nelle donne, è di 220 ml/min, ossia superiore alla velocità di filtrazione glomerulare, suggerendo che il naratriptan sia attivamente secreto nei tubuli renali. Il naratriptan viene eliminato per la maggior parte con l'urina. Il 50% della dose viene rinvenuto in forma immodificata e il 30% come metaboliti inattivi nell'urina.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Pazienti anziani

In uno studio è stata confrontata la farmacocinetica del naratriptan in soggetti sani anziani (n=12) con quella in soggetti sani più giovani (n=12). Il confronto ha evidenziato una riduzione della clearance del 26% (cfr. «Posologia/impiego»).

Genere

L'AUC e la concentrazione plasmatica massima (Cmax) negli uomini sono circa il 35% inferiori a quelle nelle donne, ma nell'uso clinico non sono state osservate differenze in termini di efficacia e tollerabilità. Non è pertanto indicato un aggiustamento della dose in base al sesso (cfr. «Posologia/impiego»).

Disturbi della funzionalità renale

Il naratriptan viene eliminato prevalentemente per via renale. Di conseguenza, i livelli plasmatici di naratriptan possono risultare elevati nei pazienti con patologie renali.

In uno studio condotto su pazienti di entrambi i sessi con insufficienza renale e clearance della creatinina compresa tra 18 e 115 ml/min (n=15) è stato osservato un aumento dell'emivita (t½) di circa l'80% e una riduzione della clearance di circa il 50% (cfr. «Posologia/impiego»).

Disturbi della funzionalità epatica

Il fegato svolge un ruolo meno importante nell'eliminazione del naratriptan somministrato per via orale.

In uno studio condotto su donne e uomini con insufficienza epatica di grado Child-Pugh A o B (n=8) è stato osservato un aumento del 40% dell'emivita (t½) e una riduzione della clearance di circa il 30% (cfr. «Posologia/impiego»).

Dati preclinici

Mutagenicità

I test standard di genotossicità eseguiti per il naratriptan, inclusi i test in vitro (test di Ames, test del linfoma del topo, test dei linfociti umani) e il test del micronucleo in vivo, sono risultati negativi.

Cancerogenicità

In studi di cancerogenicità della durata di 2 anni (durata di vita) nel ratto e nel topo non sono stati rilevati tumori clinicamente rilevanti.

Solo nel ratto sono stati osservati adenomi tiroidei dopo somministrazione di una dose elevata di 90 mg/kg/die.

Tossicità per la riproduzione

Studi sulla fertilità condotti nel ratto hanno dimostrato che il naratriptan non compromette le prestazioni riproduttive, a meno che non vengano usate dosi elevate tossiche per la madre. Studi sullo sviluppo embriofetale nel ratto e nel coniglio non hanno mostrato alcuna evidenza di teratogenicità; tuttavia, a dosi tossiche per la madre sono stati osservati un lieve aumento dei tassi di perdita pre- e postimpianto, un ritardo dell'ossificazione (solo per i conigli olandesi) e un effetto minimo sullo scheletro. Effetti transitori sullo sviluppo peri- e postnatale nei neonati di ratto sono stati osservati solo quando l'esposizione materna ha superato a sufficienza quella massima nell'uomo.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Non conservare a temperature superiori a 30 °C. Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

54'272 (Swissmedic)

Titolare dell’omologazione

GlaxoSmithKline AG, 6340 Baar

Stato dell'informazione

Gennaio 2023

748630/06/2025