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ACETALGINE supp 250 mg

Streuli Pharma AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Acetalgin®

Streuli Pharma AG

Composizione

Principi attivi

Paracetamolum.

Sostanze ausiliarie

Compressa da 500 mg di paracetamolo: Carmellosum natricum conexum (E 468) (corresp. 1.7 mg Natrium), Solani amylurn, Povidonum K25, Gelatina, Glycerolum 85% (E 422), Cellulosum microcristallinum (E 460), Crospovidonum, Talcum, Magnesii stearas (E 470b).

Una compressa da 500 mg di paracetamolo contiene circa 1.6 mg di sodio.

Compressa rivestita con film da 1 g di paracetamolo: Maydis amylum pregelificatum, Hydroxypropylcellulosum (E 463), Talcum, Magnesii stearas (E 470b), Poly(alcohol vinylicus) (E 1203), Macrogolum.

Supposte: Polysorbatum 61, Adeps solidus.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 compressa contiene: 500 mg (compressa divisibile) o 1 g (compressa rivestita con film non divisibile) di paracetamolo.

1 supposta contiene: 125, 250 o 500 mg di paracetamolo.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Compresse (500 mg e 1 g)

Trattamento di dolori di intensità da lieve a moderata (cefalea, mal di denti, dolori articolari e legamentosi, mal di schiena, dolori mestruali, dolori da trauma, dolori da raffreddamento). Trattamento sintomatico della febbre.

Compresse rivestite con film (1 g)

Trattamento sintomatico dei dolori artrosici.

Suppositori

I suppositori possono essere utilizzati in caso di dolori da lievi a moderatamente forti (cefalea, mal di denti, dolori nell'area delle articolazioni e dei legamenti, mal di schiena, dolori durante il ciclo mestruale, dolori in seguito a lesioni, dolori in caso di raffreddore). Possono essere inoltre utilizzati per il trattamento sintomatico della febbre.

Posologia/Impiego

Gli adulti e gli adolescenti oltre i 12 anni non devono superare la dose giornaliera massima di 4000 mg di paracetamolo.

La dose giornaliera massima per i bambini dai 9 ai 12 anni è di 2000 mg. Per i bambini sotto i 9 anni sono previsti dosaggi ridotti (cfr. la tabella) che devono essere rigorosamente rispettati.

Per impedire il rischio di un sovradosaggio, assicurarsi che gli altri medicamenti assunti in concomitanza non contengono paracetamolo.

Senza consultazione medica, il tempo massimo di applicazione continuativa per i bambini fino a 12 anni è di 3 giorni.

Compresse da 500 mg (compressa divisibile)

Nei bambini (di 9-12 anni) la dose deve essere definita in base al peso corporeo. Osservare il peso minimo dei pazienti >12 anni.

Peso (età)

Dose singola raccomandata

Dose giornaliera massima

30-40 kg
(9-12 anni)

400-600 mg
= 1 compr. per somministrazione

2 g
= 4 compresse

>40 kg
(>12 anni e adulti)

500-1000 mg
= 1-2 compr. per somministrazione

4 g
= 8 compresse

Rispettare un intervallo di 4-8 ore (adulti) o 6-8 ore (bambini) tra le singole dosi.

Compresse da 1 g (compressa rivestita con film non divisibile)

Peso (età)

Dose singola raccomandata

Dose giornaliera massima

>50 kg
(>15 anni e adulti)

1 g
= 1 compr. per somministrazione

4 g
= 4 compresse

Rispettare un intervallo di 4-8 ore tra le singole dosi.

Le compresse rivestite con film devono essere deglutite intere con del liquido (ad es. acqua, latte, succo di frutta). La tacca incisa non è prevista per dividere la compressa o per dimezzare la dose.

Acetalgin in compresse rivestite con film da 1 g non deve essere assunto da adulti o bambini con un peso inferiore a 50 kg, poiché può causare un sovradosaggio (più della dose raccomandata) e un danno epatico.

Suppositori da 125 mg, 250 mg e 500 mg

Nei bambini (<12 anni) la dose deve essere definita in base al peso corporeo. Osservare il peso minimo dei pazienti >12 anni. Nei bambini la dose raccomandata di suppositori di paracetamolo è di circa 60 mg/kg/giorno, suddivisi in 4 somministrazioni da circa 15 mg/kg per singola dose.

Peso (età)

Dose singola raccomandata

Dose giornaliera massima

>40 kg (>12 anni e adulti)

1-2 suppositori da 500 mg

8 suppositori da 500 mg (= 4 g di paracetamolo)

30-40 kg (9-12 anni)

1 suppositore da 500 mg

4 suppositori da 500 mg (= 2 g di paracetamolo)

22-30 kg (6-9 anni)

1 suppositore da 500 mg

3 suppositori da 500 mg (= 1,5 g di paracetamolo)

15-22 kg (3-6 anni)

1 suppositore da 250 mg

4 suppositori da 250 mg (= 1 g di paracetamolo)

10-15 kg (1-3 anni)

1 suppositore da 250 mg

3 suppositori da 250 mg (= 750 mg di paracetamolo)

7-10 kg (6-12 mesi)

1 suppositore da 125 mg

4 suppositori da 125 mg (= 500 mg di paracetamolo)

5-7 kg (fino a 6 mesi)

1 suppositore da 125 mg

3 suppositori da 125 mg (= 375 mg di paracetamolo)

Rispettare un intervallo di 6-8 ore tra le singole dosi.

Un sovradosaggio può causare un danno epatico molto grave.

A causa del rischio della tossicità locale, i suppositori non devono essere utilizzati per più di 4 volte al giorno. La durata del trattamento rettale deve essere più breve possibile.

Si sconsiglia l'utilizzo di suppositori nei pazienti con diarrea.

Gruppi di pazienti speciali

Pazienti pediatrici

Non superare la dose giornaliera massima di 75 mg/kg di peso corporeo. L'intervallo minimo tra le singole dosi è 6-8 ore.

Pazienti anziani

Di solito non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio (vedere «Farmacocinetica: Cinetica di gruppi di pazienti speciali»). Tuttavia, occorre tenere conto dei fattori di rischio esistenti che si manifestano in parte nelle persone anziane e richiedono un aggiustamento del dosagio.

Disturbi della funzionalità epatica

Nei pazienti affetti da una patologia epatica attiva cronica o compensata, in particolare in caso di insufficienza epatocellulare da lieve a moderata, alcolismo cronico, iponutrizione cronica (riserve ridotte di glutatione epatico) o disidratazione, così come nei pazienti adulti cachettici, la dose deve essere ridotta oppure deve essere prolungato l'intervallo tra le dosi. Non superare la dose giornaliera di 2 g (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Acetalgin è controindicato nei pazienti affetti da un grave disturbo della funzionalità epatica (cfr. «Controindicazioni»).

Disturbi della funzionalità renale

In pazienti con disturbi della funzionalità renale, è necessario adeguare l'intervallo di assunzione minimo e ridurre la dose giornaliera massima in base alla tabella seguente.

Compresse (500 mg/1 g) e supposte:

Clearance della creatininaIntervallo posologicoDose giornaliera massima
cl 10-50 ml/min6 ore3000 mg al giorno
cl <10 ml/min8 ore2000 mg al giorno

Controindicazioni

  • Ipersensibilità al principio attivo e alle sostanze affini (ad es. propacetamolo) o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie indicate nella composizione.
  • Gravi disturbi della funzionalità epatica (cirrosi epatica e ascite)/epatite acuta o patologia epatica attiva decompensata.
  • Iperbilirubinemia costituzionale ereditaria (sindrome di Gilbert).

Avvertenze e misure precauzionali

Nei seguenti casi, prima dell'inizio del trattamento è necessaria una consultazione medica:

  • insufficienza renale (clearance della creatina <50 ml/min, cfr. «Posologia/impiego»);
  • insufficienza epatica da lieve a moderata (cfr. «Posologia/impiego»);
  • carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (può provocare anemia emolitica);
  • utilizzo contemporaneo di medicamenti potenzialmente tossici per il fegato o che stimolano gli enzimi del fegato;
  • anoressia, bulimia, cachessia, iponutrizione cronica, carenza alimentare, sepsi (riserve ridotte di glutatione epatico) (cfr. «Posologia/impiego»);
  • disidratazione, ipovolemia.

Dosaggi più elevati di quelli raccomandati comportano il rischio di un danno epatico molto grave. I sintomi clinici di un danno epatico diventano visibili generalmente 1 o 2 giorni dopo un sovradosaggio di paracetamolo. L'apice del danno epatico può essere osservato solitamente dopo 3 o 4 giorni. Il trattamento con un antidoto deve essere iniziato il prima possibile (cfr. «Posologia eccessiva»).

Sono stati riportati casi di acidosi metabolica con gap anionico aumentato (HAGMA) dovuta ad acidosi da acido pirrolidoncarbossilico (5-ossoprolina) in pazienti affetti da malattie gravi, come insufficienza renale grave e sepsi, o in pazienti con malnutrizione o altre cause di carenza di glutatione (ad esempio, alcolismo cronico) trattati con una dose terapeutica di paracetamolo per un periodo prolungato o con una combinazione di paracetamolo e flucloxacillina.

In caso di sospetta HAGMA dovuta ad acidosi da acido pirrolidoncarbossilico, si raccomanda la sospensione immediata del paracetamolo e un attento monitoraggio. La misurazione dell'acido pirrolidoncarbossilico (5-ossoprolina) nelle urine può essere utile per identificare questa acidosi come causa sottostante di HAGMA nei pazienti con molteplici fattori di rischio.

Se dopo la somministrazione di paracetamolo continua ad essere utilizzata la flucloxacillina, si raccomanda di accertarsi che non vi sia alcun segno di acidosi metabolica con gap anionico aumentato, poiché vi è la possibilità che la flucloxacillina preservi inalterati i sintomi della acidosi metabolica con gap anionico aumentato (cfr. il capitolo «Interazioni»).

Il paracetamolo può scatenare reazioni cutanee gravi quali la pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN), che possono essere letali. I pazienti devono essere informati dei sintomi delle reazioni cutanee gravi e l'uso del medicamento deve essere interrotto al primo manifestarsi di reazioni cutanee o di altri segni di ipersensibilità.

Si sconsiglia il consumo di alcol durante il trattamento. L'alcol può aumentare l'epatotossicità del paracetamolo, soprattutto in concomitanza di una carenza alimentare o iponutrizione. In tali casi, anche una singola dose terapeutica di paracetamolo può causare un danno epatico.

Il paziente deve essere avvertito del fatto che l'antidolorifico non può essere assunto regolarmente per un tempo prolungato senza prescrizione medica. In presenza di dolori persistenti sono necessari accertamenti medici.

I genitori di bambini devono essere avvertiti che gli analgesici non devono essere assunti costantemente per periodi di tempo prolungati senza prescrizione medica e che nei bambini la presenza di febbre elevata o di un peggioramento delle condizioni di salute rende necessario un tempestivo consulto medico.

Quando gli analgesici vengono assunti per un lungo periodo di tempo (>3 mesi) in pazienti con cefalea cronica con una frequenza di ogni due giorni o maggiore, potrebbe verificarsi una cefalea o un peggioramento della cefalea preesistente. Le cefalee causate da un'assunzione eccessiva di analgesici non devono essere trattate aumentando la dose. In questi casi, l'assunzione di analgesici deve essere interrotta in consultazione con il medico.

L'assunzione prolungata di antidolorifici, in particolare in combinazione di più principi attivi analgesici, può provocare un danno renale duraturo con il rischio di un'insufficienza renale (nefropatia da analgesici).

Nei pazienti con glutatione esaurito, come ad es. in caso di una sepsi, l'utilizzo di paracetamolo può aumentare il rischio di un'acidosi metabolica.

Sodio

Le compresse da 500 mg di paracetamolo contengono meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa, sono cioè essenzialmente 'senza sodio'.

Interazioni

Gli induttori enzimatici come il fenobarbital, la carbamazepina, l'idrazide dell'acido isonicotinico (INH) e la rifampicina aumentano l'epatotossicità del paracetamolo: si raccomanda cautela in caso di somministrazione contemporanea di paracetamolo.

Fenitoina: l'assunzione contemporanea può provocare una riduzione dell'efficacia del paracetamolo e un rischio maggiore di epatotossicità a causa dell'aumento dei metaboliti tossici del paracetamolo. I pazienti sottoposti a una terapia con fenitoina devono evitare di assumere paracetamolo in modo eccessivo e/o cronico. I pazienti devono essere monitorati per verificare l'evidenza di epatotossicità.

Alcol: cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali».

Le sostanze che rallentano lo svuotamento gastrico (ad es. la propantelina) riducono la velocità di assorbimento.

Le sostanze che accelerano lo svuotamento gastrico (ad es. la metoclopramide) aumentano la velocità di assorbimento.

Cloramfenicolo: l'emivita di eliminazione del cloramfenicolo viene prolungata di 5 volte a causa del paracetamolo.

Salicilamide: la salicilamide prolunga l'emivita di eliminazione del paracetamolo e aumenta la produzione di metaboliti epatotossici.

Chlorzoxazone: in caso di somministrazione contemporanea di paracetamolo e chlorzoxazone, l'epatotossicità di entrambe le sostanze aumenta.

Zidovudina: l'utilizzo contemporaneo di zidovudina e paracetamolo rafforza la predisposizione a una neutropenia.

Probenecid inibisce la coniugazione del paracetamolo con l'acido glucuronico, riducendo di quasi due volte la clearance del paracetamolo. Se deve essere assunto congiuntamente a probenecid, occorre ridurre la dose di paracetamolo.

La colestiramina riduce l'assorbimento del paracetamolo.

Anticoagulanti: in caso di assunzione giornaliera prolungata del paracetamolo, l'effetto anticoagulante del warfarin e di altre cumarine può presentarsi in modo potenziato, aumentando il rischio di emorragie. Il valore di INR deve essere monitorato ancora di più in caso di assunzione concomitante, così come nella 1ª settimana dopo aver concluso la terapia con il paracetamolo. Le assunzioni occasionali non hanno alcun effetto significativo. Non sono disponibili dati relativi all'interazione del paracetamolo con i nuovi anticoagulanti orali (dabigatran, rivaroxaban, apixaban).

Flucloxacillina: si deve usare cautela quando il paracetamolo viene usato contemporaneamente alla flucloxacillina, poiché l'uso concomitante è stato associato ad un aumento dell'acidosi metabolica con gap anionico dovuto all'acidosi dell'acido piroglutammico (5-oxoprolina), in particolare nei pazienti con fattori di rischio (vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Interazioni con i test clinici

Il paracetamolo può interferire con la determinazione dell'acido urico nel sangue con il metodo dell'acido fosfotungstico.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Studi epidemiologici sullo sviluppo neurologico dei bambini che sono stati esposti al paracetamolo in utero non hanno mostrano risultati chiari. Il rischio dell'assunzione di paracetamolo in posologia corretta durante la gravidanza per quanto riguarda i danni funzionali e organici, le malformazioni e i disturbi dell'adattamento viene attualmente considerato minimo. Non si dispone di studi controllati nelle donne in gravidanza. Gli studi sulla funzione riproduttiva negli animali non hanno evidenziato rischi per il feto (vedere «Dati preclinici»).

Se clinicamente necessario, il paracetamolo può essere assunto o utilizzato durante la gravidanza. Tuttavia, deve essere assunto o utilizzato alla dose efficace più bassa per il più breve tempo possibile e con la frequenza più bassa possibile.

Allattamento

Il paracetamolo passa nel latte materno. La concentrazione nel latte materno è simile alla concentrazione momentanea nel plasma della madre. Sono stati segnalati casi di eruzione cutanea nei neonati allattati. Tuttavia, non sono note conseguenze svantaggiose e permanenti per il neonato.

Nonostante l'utilizzo di paracetamolo sia considerato compatibile con l'allattamento al seno, si raccomanda cautela nell'uso di Dafalgan durante l'allattamento.

Fertilità

Non sono disponibili dati clinici sulla fertilità. Studi su animali con paracetamolo hanno dimostrato un effetto sulla fertilità (vedere «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Esperienze pluriennali con il principio attivo mostrano che, rispettando la posologia raccomandata, non sussiste alcun effetto negativo sulla capacità di reazione.

Effetti indesiderati

Molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1000 a <1/100), raro (da ≥1/10'000 a <1/1000), molto raro (<1/10'000), frequenza sconosciuta (non può essere stimata dai dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: trombocitopenia, neutropenia, leucopenia, agranulocitosi, pancitopenia, anemia emolitica (in particolare in pazienti con carenza da G-6-PD).

Disturbi del sistema immunitario

Raro: reazione anafilattica (inclusa ipotensione), shock anafilattico, reazione di ipersensibilità; angioedema.

Una piccola parte (5-10%) dei pazienti con asma indotto da acido acetilsalicilico o altre manifestazioni di una cosiddetta intolleranza all'acido acetilsalicilico può reagire in modo simile anche al paracetamolo (asma da analgesici).

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Frequenza non nota: Broncospasmo.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Frequenza sconosciuta: Acidosi metabolica con gap anionico aumentato (HAGMA).

Casi di acidosi metabolica con gap anionico aumentato dovuta ad acidosi piroglutammica (5-oxoprolina) sono stati osservati in pazienti con fattori di rischio che assumevano paracetamolo (vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). L'acidosi piroglutammica può verificarsi in questi pazienti a causa dei bassi livelli di glutatione.

Patologie gastrointestinali

Comune: vomito.

Frequenza non nota: diarrea, dolori addominali.

Patologie epatobiliari

Vedere le rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Posologia eccessiva».

Frequenza non nota: aumento degli enzimi epatici, colestasi, ittero.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: orticaria, eritema, eruzione cutanea.

Molto raro: pustolosi esantematica generalizzata acuta (AGEP), necrolisi epidermica tossica (TEN, sindrome di Lyell), sindrome di Stevens-Johnson (SJS).

Frequenza non nota: porpora, arrossamento, prurito, esantema fisso da farmaci.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

In caso di sovradosaggio è necessaria un'assistenza medica immediata, anche in assenza di sintomi.

In seguito all'assunzione orale di 7,5-10 g di paracetamolo negli adulti e di 140-200 mg/kg di peso corporeo nei bambini (già a dosi ridotte in particolare nei pazienti predisposti, come ad es. quelli che consumano elevate dosi di alcol o con ridotta riserva di glutatione in caso di carenza alimentare) si verificano fenomeni di intossicazione delle cellule del fegato e del tubulo renale sotto forma di pericolose necrosi. Queste necrosi possono provocare insufficienza epatocellulare, acidosi metabolica (che in alcuni casi può derivare da acido lattico o da acido piroglutammico) ed encefalopatia che possono condurre al coma e alla morte.

Le concentrazioni di plasma di >200 µg/ml dopo 4 ore, di >100 µg/ml dopo 8 ore, di >50 µg/ml dopo 12 ore e di >30 µg/ml dopo 15 ore provocano danni epatici con conseguente coma epatico mortale. L'epatotossicità è in stretta relazione con la concentrazione plasmatica.

I primi segni di sintomi clinici derivanti da un danno epatico vengono riscontrati generalmente dopo 1 o 2 giorni e raggiungono il loro apice dopo 3-4 giorni.

Sintomi

1a fase (= 1° giorno): nausea, vomito, dolori addominali, inappetenza, sensazione di malattia generalizzata, pallore, malessere, diaforesi (sudorazione).

2a Fase (= 2° giorno): miglioramento soggettivo, ingrossamento epatico, aumento dei valori delle transaminasi (ASAT, ALAT), aumento dei valori di bilirubina, aumento del tempo di tromboplastina, aumento della lattato deidrogenasi.

3a fase (= 3° giorno): valori delle transaminasi (ASAT, ALAT) molto elevati, ittero, ipoglicemia, coma epatico.

In seguito a sovradosaggio di paracetamolo sono stati osservati i seguenti eventi:

  • necrosi epatica,
  • insufficienza renale acuta,
  • coagulazione intravasale disseminata,
  • casi sporadici di pancreatite acuta.

Terapia

Una terapia efficace deve essere introdotta immediatamente sin dal momento del sospetto di un'intossicazione e deve prevedere le seguenti misure:

lavanda gastrica (è sensata solo entro le prime 1-2 ore), poi la somministrazione di carbone attivato.

somministrazione orale di N-acetilcisteina o metionina. Nelle situazioni in cui non è possibile o non è favorevole somministrare oralmente l'antidoto (ad es. a causa di forte vomito od offuscamento della coscienza), si può eseguire una somministrazione endovenosa, possibilmente entro 8 ore. La N-acetilcisteina può offrire una certa protezione anche dopo 16 ore.

misurare la concentrazione del paracetamolo nel plasma (non prima che siano passate 4 ore dall'assunzione).

I test epatici devono essere eseguiti all'inizio del trattamento e ripetuti ogni 24 ore. Nella maggior parte dei casi le transaminasi epatiche si normalizzano dopo 1 o 2 settimane con un conseguente ripristino completo della funzionalità epatica. Tuttavia, in casi molto gravi può essere necessario un trapianto di fegato.

L'emodialisi o la dialisi peritoneale non mostrano alcuna utilità ai fini dell'eliminazione del paracetamolo.

Su richiesta, il Centro Svizzero d'Informazione Tossicologica (CSIT) fornisce informazioni dettagliate per la terapia.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N02BE01

Meccanismo d'azione

Il paracetamolo è un analgesico e antipiretico con effetto centrale e periferico. Il meccanismo d'azione non è ancora del tutto chiarito.

Per quanto riguarda l'effetto analgesico, è dimostrato che l'inibizione della sintesi delle prostaglandine è più forte centralmente che perifericamente.

L'azione antipiretica si basa su un'inibizione dell'effetto di pirogeni endogeni sul centro di regolazione termica ipotalamico.

Il paracetamolo non mostra alcun effetto antiflogistico marcato e non esercita alcun effetto sull'emostasi o sulla mucosa gastrica.

Farmacodinamica

Nessuna indicazione.

Efficacia clinica

Nessuna indicazione.

Farmacocinetica

Assorbimento

L'assorbimento avviene rapidamente e quasi completamente dopo la somministrazione orale (10-60 min dopo l'assunzione) e dipende dalla dose.

In caso di somministrazione rettale, l'assorbimento è rallentato e la biodisponibilità del paracetamolo è ridotta del 20-30% rispetto all'utilizzo orale.

La velocità di assorbimento è direttamente correlata alla velocità dello svuotamento gastrico. La concomitante assunzione di cibo rallenta l'assorbimento.

Per quanto riguarda Acetalgin in compresse, dopo una singola dose orale di 500 mg di paracetamolo è stata raggiunta una concentrazione plasmatica massima di 6,1 µg/ml (Cmax) in 0,5 ore (tmax).

Per quanto riguarda Acetalgin in suppositori, dopo una singola dose rettale di 250 o 500 mg di paracetamolo è stata raggiunta una concentrazione plasmatica massima di 2,2 o 3,7 µg/ml (Cmax) in 1,6 o 2,1 ore (tmax).

Distribuzione

Il paracetamolo viene distribuito quasi regolarmente nella maggior parte dei tessuti. In caso di posologia terapeutica, il legame con le proteine plasmatiche è ridotto (5-13%), mentre in caso di sovradosaggio arriva fino al 50%. Il volume di distribuzione è di 1-2 l/kg di peso corporeo negli adulti e 0,7-1,0 l/kg nei bambini.

Metabolismo

Il paracetamolo viene metabolizzato nel fegato ed è sottoposto principalmente a due modalità di biotrasformazione. Coniugazione con l'acido glucuronico (60-80%) e coniugazione con l'acido solforico (20-40%): l'ultima è saturata rapidamente a dosi più alte di quelle terapeutiche. Una saturazione della glucuronazione si verifica solo se si assumono dosi più elevate ed epatotossiche.

Una piccola parte (meno del 4%) viene metabolizzata dal citocroma P450 in un elemento intermedio (N-acetilbenzoquinonimina) che, in caso di normale utilizzo, viene disintossicato dal glutatione ridotto ed escreto con le urine dopo la coniugazione con cisteina e acetilcisteina (acido mercapturico). Tuttavia, la quantità di metaboliti tossici è aumentata dopo un sovradosaggio massiccio.

Eliminazione

Negli adulti dopo 24 ore il 90% circa della quantità assunta viene escreto per via renale, soprattutto come glucuronide (ca. 60%) e coniugati solfati (circa 30%). Meno del 5% viene escreto inalterato per via renale. L'emivita plasmatica è di circa 2,7 ore e la clearance corporea totale è di circa 18 litri/h. Il paracetamolo non passa nella bile. Il paracetamolo attraversa la placenta e passa nel latte materno.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità epatica

L'emivita plasmatica nei pazienti con insufficienza epatica lieve è in larga misura invariata, mentre nei pazienti con insufficienza epatica grave è prolungata in modo considerevole.

Negli studi clinici con paracetamolo orale, sulla base delle elevate concentrazioni plasmatiche di paracetamolo e di un'emivita di eliminazione prolungata, è stato riscontrato un metabolismo moderatamente pregiudicato nei pazienti con una patologia epatica cronica, compresi i pazienti con cirrosi epatica causata dall'alcol. Tuttavia, non è stato osservato alcun accumulo significativo di paracetamolo. L'aumento dell'emivita plasmatica del paracetamolo è stato messo in relazione con una ridotta capacità sintetica del fegato. Per questo motivo, occorre somministrare con cautela il paracetamolo nei pazienti con una patologia epatica e ridurre la dose giornaliera massima a 2 g (cfr. «Posologia/impiego»). Il paracetamolo è controindicato in caso di una patologia epatica attiva decompensata, in particolare in presenza di epatite causata da un consumo eccessivo di alcol (a causa dell'induzione del CYP2E1 che provoca un aumento della produzione di metaboliti epatotossici del paracetamolo).

Disturbi della funzionalità renale

In caso di una insufficienza renale grave (clearance della creatina 10-30 ml/min), l'eliminazione del paracetamolo è leggermente rallentata e l'emivita di eliminazione è compresa tra 2 e 5,3 ore. La velocità di eliminazione del glucuronide e dei coniugati solfati è 3 volte inferiore nei pazienti con una insufficienza renale grave rispetto ai pazienti sani. Tuttavia, in questa popolazione non è necessario alcun adeguamento della dose, poiché il glucuronide e i coniugati solfati non sono tossici. Se il paracetamolo viene somministrato a pazienti con una insufficienza renale da moderata a grave (clearance della creatina ≤50 ml/min), si raccomanda comunque di prolungare l'intervallo minimo tra i singoli utilizzi conformemente alla raccomandazione posologica (cfr. «Posologia/impiego»).

Nei pazienti sottoposti a emodialisi l'emivita può essere ridotta del 40-50% in seguito alla somministrazione delle dosi terapeutiche di paracetamolo.

Pazienti anziani

L'emivita può essere prolungata e può essere accompagnata dalla riduzione della clearance del medicamento. Generalmente per questo gruppo di persone non è necessario alcun adeguamento della dose.

Neonati, lattanti e bambini

I parametri farmacocinetici del paracetamolo osservati nei lattanti e nei bambini sono simili a quelli degli adulti, ad eccezione dell'emivita plasmatica che è leggermente più breve (circa 2 ore) rispetto agli adulti. L'emivita plasmatica nei neonati è più lunga che nei lattanti (circa 3,5 ore). I neonati, i lattanti e i bambini fino ai 10 anni secernono una quantità significativamente ridotta di glucuronide e maggiore di coniugati solfati degli adulti. L'escrezione totale del paracetamolo e dei suoi metaboliti è uguale a tutte le età.

Dati preclinici

Tossicità

Le dosi acute molto elevate di paracetamolo sono epatotossiche.

Mutagenicità, Cancerogenicità

In diversi esami si è riscontrato un potenziale genotossico, che va tuttavia relativizzato, poiché dipende dalle dosi. Dati i supposti meccanismi che scatenano questi effetti, si può presumere che in caso di dosi inferiori a determinati valori limite non insorgano effetti genotossici, sebbene in caso di ridotta riserva di glutatione siano possibili valori soglia più bassi.

I valori soglia oltre i quali si è potuto riscontrare un effetto genotossico negli esperimenti sugli animali si trovano tuttavia chiaramente nel campo delle dosi tossiche che causano danni epatici e al midollo osseo. Inoltre, le dosi non epatotossiche (fino a 300 mg/kg nel ratto e 1000 mg/kg nel topo) non sono cancerogene. Si può dunque escludere che le dosi terapeutiche abbiano un effetto genotossico o cancerogeno.

Tossicità per la riproduzione

Non sono disponibili studi convenzionali che utilizzano gli standard attualmente accettati per la valutazione della tossicità per la riproduzione e per lo sviluppo. Tuttavia, gli studi sugli animali con paracetamolo non hanno mostrato effetti sulla funzione riproduttiva e nessun effetto teratogeno.

Una somministrazione multipla di dosi elevate (epatotossiche) ha provocato un'atrofia testicolare nel topo e nel ratto. La somministrazione ripetuta di dosi molto elevate di paracetamolo (≥500 mg/kg) nel ratto maschio ha provocato una riduzione della fertilità (calo della libido, della prestazione sessuale e della motilità degli spermatozoi).

Altre indicazioni

Non somministrare medicamenti contenenti paracetamolo a bambini che hanno assunto inavvertitamente dell'alcol.

Influenza su metodi diagnostici

Il paracetamolo può causare anomalie nelle misurazioni della glicemia, qualora sia utilizzato il metodo glucosio ossidasi. Può essere responsabile anche dell'apparente aumento dell'uricemia, qualora quest'ultima sia determinata con il metodo della riduzione del fosfotungstato.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare Acetalgin in compresse da 500 mg a temperatura ambiente (15-25 °C) e in un luogo asciutto.

Non conservare Acetalgin in compresse rivestite con film da 1 g a una temperatura superiore ai 30 °C.

Conservare Acetalgin in suppositori da 125 mg, 250 mg, 500 mg a temperatura ambiente (15-25 °C).

Conservare nella confezione originale.

Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

34186, 62355, 49493 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Streuli Pharma AG, Uznach.

Stato dell'informazione

Settembre 2025

287519/12/2025