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ROCEPHIN 1 g i.v. c solv

Roche Pharma (Schweiz) AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Rocephin®

Roche Pharma (Schweiz) AG

Composizione

Principi attivi

Ceftriaxonum (ut C. dinatricum).

Nel solvente per Rocephin 1 g i.m.: Lidocaini hydrochloridum ut lidocaini hydrochloridum monohydricum.

Sostanze ausiliarie

Rocephin 1 g i.m. (solvente con Lidocaini hydrochloridum):

Aqua ad iniectabile q.s. ad solutionem pro 3,5 ml.

Rocephin 500 mg e.v. oppure 1 g e.v. (solvente):

Aqua ad iniectabile q.s. ad solutionem pro 5 ml resp. 10 ml.

Rocephin 2 g e.v.:

Nessuna.

1 grammo di ceftriaxone contiene circa 83 mg (3,6 mVal) di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

500 mg e.v., polvere e solvente per soluzione iniettabile

1 flaconcino perforabile contiene 500 mg di ceftriaxone come ceftriaxone disodico.

Solvente: fiala da 5 ml.

1 g e.v., polvere e solvente per soluzione iniettabile

1 flaconcino perforabile contiene 1 g di ceftriaxone come ceftriaxone disodico.

Solvente: fiala da 10 ml.

1 g i.m., polvere e solvente per soluzione iniettabile

1 flaconcino perforabile contiene 1 g di ceftriaxone come ceftriaxone disodico.

Solvente: fiala da 3,5 ml con 35 mg di lidocaina cloridrato.

2 g e.v., polvere e solvente per soluzione per infusione

1 flaconcino perforabile contiene 2 g di ceftriaxone come ceftriaxone disodico.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Infezioni causate da agenti patogeni sensibili al ceftriaxone:

  • infezioni delle vie respiratorie, specialmente polmoniti, e infezioni otorinolaringoiatriche;
  • infezioni addominali (peritonite, infezioni dei dotti biliari e del tratto gastrointestinale);
  • infezioni dei reni e delle vie urinarie;
  • infezioni degli organi genitali, inclusa la gonorrea;
  • sepsi;
  • infezioni di ossa, articolazioni, tessuti molli, pelle e ferite;
  • infezioni in pazienti con difese immunitarie indebolite;
  • meningite;
  • borreliosi di Lyme disseminata (stadi II e III).

Profilassi perioperatoria delle infezioni negli interventi che interessano il tratto gastrointestinale, i dotti biliari, l'area urogenitale e ginecologica, ma solo in caso di potenziale o effettiva contaminazione.

Si raccomanda di seguire le raccomandazioni ufficiali riguardo all'impiego appropriato degli antibiotici, in particolare le raccomandazioni d'uso per impedire l'aumento della resistenza agli antibiotici.

Posologia/Impiego

Per la somministrazione intramuscolare (i.m.) viene utilizzato un solvente contenente lidocaina. Quindi prima dell'iniezione i.m. di ceftriaxone si devono escludere eventuali controindicazioni alla lidocaina (cfr. «Controindicazioni»).

(Preparazione di soluzioni pronte all'uso (e.v., i.m. e per la posologia in base al peso) cfr. «Indicazioni per la manipolazione»).

Posologia

Adulti e bambini sopra i 12 anni

Generalmente 1 - 2 g di Rocephin una volta al giorno (ogni 24 ore). In caso di infezioni gravi o causate da germi con sensibilità moderata, la dose singola giornaliera può essere aumentata fino a 4 g.

Neonati, infanti e bambini fino a 12 anni

Per la dose singola giornaliera si raccomandano le seguenti linee guida posologiche:

Neonati (fino a 14 giorni di vita)

Una dose giornaliera di 20 - 50 mg per kg di peso corporeo; la dose giornaliera non deve superare i 50 mg per kg.

Rocephin è controindicato nei neonati prematuri di età postmestruale fino a 41 settimane (età gestazionale + età postnatale) (cfr. «Controindicazioni»).

Rocephin è controindicato nei neonati (≤28 giorni) che necessitano di un trattamento con soluzioni endovenose (e.v.) contenenti calcio, incluse infusioni continue contenenti calcio, ad esempio per la nutrizione parenterale (o per i quali si può prevedere la necessità di tale trattamento), a causa del rischio di formazione di precipitati di calcio‑ceftriaxone (cfr. «Controindicazioni»).

Lattanti, infanti e bambini (da 15 giorni a 12 anni)

Una dose giornaliera di 20‑80 mg per kg.

Nei bambini con un peso corporeo pari o superiore a 50 kg si deve utilizzare la posologia abituale per gli adulti.

Nei lattanti e nei bambini fino a 12 anni, le dosi e.v. pari o superiori a 50 mg per kg di peso corporeo devono essere somministrate come infusioni lente della durata di almeno 30 minuti. Nei neonati le dosi e.v. devono essere somministrate nell'arco di 60 minuti, per ridurre il possibile rischio di encefalopatia da bilirubina.

Pazienti anziani

Nei pazienti di età ≥65 anni, non è richiesto alcun adeguamento della dose per Rocephin, a condizione che non vi sia una grave compromissione della funzionalità renale ed epatica.

Durata della terapia

La durata del trattamento dipende dall'indicazione e dal decorso della malattia.

Terapia combinata

Una sinergia tra Rocephin e aminoglicosidi è stata dimostrata sperimentalmente nei confronti di molti batteri gram‑negativi. Sebbene con tali combinazioni non sia sempre prevedibile un aumento dell'efficacia, nelle infezioni gravi e potenzialmente fatali mediate da microorganismi quali Pseudomonas aeruginosa si dovrebbe valutare l'uso della terapia combinata. A causa dell'incompatibilità chimica tra Rocephin e gli aminoglicosidi, i due medicamenti devono essere somministrati separatamente alla posologia raccomandata.

Un'incompatibilità chimica con Rocephin è stata osservata anche in caso di somministrazione e.v. di amsacrina, vancomicina e fluconazolo (cfr. «Altre indicazioni», «Incompatibilità»).

Istruzioni posologiche speciali

Meningite

In caso di meningite batterica negli infanti e nei bambini, il trattamento inizia con una dose di 100 mg/kg (non più di 4 g) una volta al giorno. Una volta che l'agente patogeno è stato identificato e ne è stata dimostrata la sensibilità, la posologia può essere ridotta di conseguenza. I risultati migliori sono stati ottenuti con terapie delle seguenti durate:

Neisseria meningitidis

4 giorni

Haemophilus influenzae

6 giorni

Streptococcus pneumoniae

7 giorni

Borreliosi di Lyme

La posologia per la borreliosi di Lyme nei bambini e negli adulti è di 50 mg/kg fino a un massimo di 2 g, somministrati una volta al giorno per 14 giorni.

Gonorrea

Per il trattamento della gonorrea (ceppi produttori e non produttori di penicillinasi) si raccomanda una singola somministrazione i.m. di 0,25 g di Rocephin.

Profilassi perioperatoria

Per evitare infezioni dopo un intervento chirurgico contaminato o potenzialmente contaminato, si raccomanda di somministrare una dose singola di Rocephin da 1-2 g – a seconda del rischio di infezione – 30-90 minuti prima dell'intervento. Nella chirurgia colorettale si è dimostrata efficace la somministrazione concomitante di Rocephin e di un 5‑nitroimidazolo, ad esempio ornidazolo.

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Se la funzionalità epatica non è ridotta, non è richiesto alcun adeguamento della dose. Tuttavia, nei pazienti con insufficienza renale preterminale (clearance della creatinina < 10 ml/min) la dose giornaliera di Rocephin non deve superare i 2 g.

Ceftriaxone non viene eliminato con la dialisi peritoneale o l'emodialisi. Nei pazienti dializzati quindi non è necessaria una somministrazione supplementare dopo la dialisi. Nei pazienti in dialisi non dev'essere superata la dose giornaliera di 2 g.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Se la funzionalità renale non è ridotta, per Rocephin non è richiesto alcun adeguamento della dose.

Pazienti con grave insufficienza renale ed epatica

In caso di concomitante insufficienza renale ed epatica di grave entità si raccomanda un monitoraggio clinico della sicurezza e dell'efficacia.

Istruzioni per la somministrazione: cfr. «Altre indicazioni», «Indicazioni per la manipolazione».

Controindicazioni

Ipersensibilità

Rocephin è controindicato in pazienti con ipersensibilità nota a ceftriaxone, a uno degli altri componenti o a qualsiasi altra cefalosporina. Nei pazienti che hanno già manifestato in passato reazioni di ipersensibilità alla penicillina o ad altri preparati beta‑lattamici, il rischio di ipersensibilità a ceftriaxone potrebbe essere più elevato (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali», «Ipersensibilità»).

Per l'iniezione i.m. di Rocephin, nella quale viene utilizzato un solvente contenente lidocaina, prima di iniettare il medicamento si devono escludere eventuali controindicazioni alla lidocaina (cfr. «Posologia/impiego»).

Ipersensibilità nota al principio attivo lidocaina o ad altri anestetici locali della classe delle anilidi.

Le soluzioni di ceftriaxone contenenti lidocaina non devono mai essere somministrate per via e.v.

Disturbi della conduzione cardiaca.

Insufficienza cardiaca acuta scompensata.

Neonati prematuri

Rocephin è controindicato nei neonati prematuri di età postmestruale fino a 41 settimane (età gestazionale + età postnatale).

Neonati affetti da iperbilirubinemia

A causa del rischio di encefalopatia da bilirubina conseguente allo spiazzamento della bilirubina dai siti di legame del l'albumina sierica attraverso ceftriaxone, i neonati affetti da iperbilirubinemia non devono essere trattati con Rocephin.

Neonati e soluzioni e.v. contenenti calcio

Rocephin è controindicato nei neonati (≤28 giorni) che richiedono (o che si prevede potrebbero richiedere) un trattamento parenterale con preparati contenenti calcio, incluse infusioni continue contenenti calcio come la nutrizione parenterale, a causa del rischio di danni letali ai reni ed ai polmoni dovuti alla precipitazione di sali di calcio e ceftriaxone.

In neonati che avevano ricevuto Rocephin e soluzioni contenenti calcio è stato riportato un numero limitato di casi con esito fatale in cui l'autopsia ha rilevato materiale cristallino nei polmoni e nei reni. In alcuni di questi casi era stato usato lo stesso catetere di infusione per Rocephin e per soluzioni contenenti calcio, e in alcuni casi è stato riscontrato un precipitato nel catetere di infusione. È stato riportato almeno un decesso in un neonato in cui Rocephin e soluzioni contenenti calcio erano stati somministrati in momenti diversi e con diversi cateteri di infusione; in questo caso non è stato rilevato materiale cristallino all'autopsia. Non sono stati segnalati casi simili in pazienti diversi dai neonati (cfr. anche «Effetti indesiderati»).

Avvertenze e misure precauzionali

Lidocaina

Tutte le informazioni sulla lidocaina presenti in questa informazione professionale sono di natura generale e non sono relative specificamente alla somministrazione i.m. di Rocephin.

Il solvente per l'iniezione i.m. di ceftriaxone contiene un anestetico locale (lidocaina). I medici che utilizzano anestetici locali devono essere sufficientemente esperti e avere familiarità con la diagnosi e il trattamento di possibili effetti indesiderati (inclusa tossicità sistemica) o complicazioni. Gli strumenti e i medicamenti necessari per la rianimazione devono essere sempre disponibili e a portata di mano.

Ipersensibilità

Come per tutti gli antibiotici beta‑lattamici, sono state segnalate reazioni di ipersensibilità gravi e occasionalmente fatali (cfr. «Effetti indesiderati», «Effetti indesiderati dopo l'introduzione sul mercato»). In caso di gravi reazioni di ipersensibilità, il trattamento con ceftriaxone dev'essere interrotto immediatamente e si devono adottare misure di emergenza adeguate. Prima di iniziare il trattamento si deve chiarire se il paziente ha già sviluppato in precedenza reazioni di ipersensibilità a ceftriaxone, ad altre cefalosporine o ad un altro preparato beta‑lattamico. Si raccomanda prudenza in caso di somministrazione di ceftriaxone a pazienti con anamnesi di ipersensibilità ad altri preparati beta‑lattamici.

La lidocaina (contenuta nel solvente per l'iniezione i.m.) può provocare reazioni di ipersensibilità (incluso shock anafilattico).

Nei pazienti in trattamento con antibiotici beta‑lattamici, incluso Rocephin ovvero ceftriaxone, sono state riportate gravi reazioni avverse cutanee (SCAR), come sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, esantema da medicamenti con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), eritema multiforme e pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP). Le reazioni di ipersensibilità possono anche provocare la sindrome di Kounis, una grave reazione allergica che può portare a un infarto del miocardio. I primi sintomi di tali reazioni possono includere dolore toracico associato a una reazione allergica agli antibiotici beta-lattamici (cfr. anche «Effetti indesiderati»). Se insorgono tali reazioni, Rocephin dev'essere sospeso immediatamente e si deve prendere in considerazione una terapia alternativa.

Prolungamento del tempo di tromboplastina

Ceftriaxone può prolungare il tempo di tromboplastina. Si raccomanda quindi di controllare il tempo di Quick se si sospetta una carenza di vitamina K.

Anemia emolitica

Un'anemia emolitica immuno‑mediata è stata osservata in pazienti che hanno ricevuto antibiotici della classe delle cefalosporine, incluso Rocephin. Gravi casi di anemia emolitica durante il trattamento, inclusi casi fatali, sono stati riportati sia negli adulti sia nei bambini. Se un paziente in trattamento con ceftriaxone sviluppa anemia, si deve prendere in considerazione una diagnosi di anemia associata a cefalosporine, e ceftriaxone dev'essere sospeso fino all'accertamento delle cause.

Diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD)

Una CDAD, i cui sintomi possono andare da una lieve diarrea a una colite fatale, è stata osservata in associazione con l'uso di quasi tutti i principi attivi antibatterici, incluso Rocephin. Il trattamento con principi attivi antibatterici altera la normale flora del colon, portando a una crescita eccessiva di Clostridium difficile (C. difficile).

C. difficile produce le tossine A e B, che contribuiscono allo sviluppo della CDAD. I ceppi di C. difficile con sovrapproduzione di tossine sono causa di maggiore morbilità e mortalità; queste infezioni infatti possono essere refrattarie alla terapia antimicrobica e rendere necessaria una colectomia. Una CDAD dev'essere sospettata in tutti i pazienti che sviluppano diarrea dopo l'impiego di antibiotici. È necessaria un'anamnesi accurata, in quanto l'insorgenza della CDAD è stata riportata fino a due mesi dopo la somministrazione di principi attivi antibatterici.

In caso di CDAD sospetta o confermata, potrebbe essere necessario interrompere l'impiego dell'antibiotico non specifico per C. difficile. È necessario avviare, in base alle esigenze cliniche, un'adeguata reidratazione con liquidi ed elettroliti, l'integrazione di proteine, un trattamento antibiotico specifico per C. difficile e una valutazione chirurgica.

In questo caso, i medicamenti che inibiscono la peristalsi sono controindicati.

Superinfezioni

Con l'uso a lungo termine di Rocephin, gli agenti patogeni non sensibili possono proliferare. È quindi essenziale monitorare accuratamente il paziente. Se durante il trattamento insorge una superinfezione, è necessario adottare misure adeguate.

Reazione di Jarisch-Herxheimer (JHR)

In alcuni pazienti con infezioni da spirochete, poco dopo l'inizio del trattamento con ceftriaxone può verificarsi una reazione di Jarisch-Herxheimer (JHR). La JHR di solito ha un decorso autolimitante o può essere trattata con una terapia sintomatica. Nel caso in cui insorga una reazione di questo tipo, il trattamento antibiotico non deve essere interrotto.

Precipitati di calcioceftriaxone

Gli esami ecografici della cistifellea di pazienti in trattamento con ceftriaxone, soprattutto con dosi pari o superiori a 1 g al giorno, hanno mostrato precipitati di calcio‑ceftriaxone. La probabilità che si formino tali precipitati sembra essere più alta nei pazienti pediatrici. I precipitati scompaiono dopo la cessazione della terapia con ceftriaxone e raramente sono sintomatici. Nei casi sintomatici si consiglia un trattamento conservativo, non chirurgico. Il medico deve inoltre valutare, sulla base di un'analisi individuale dei rischi e dei benefici, se interrompere il trattamento con ceftriaxone.

Pancreatite

In rari casi, nei pazienti trattati con Rocephin è stata segnalata una pancreatite, probabilmente di origine colestatica. La maggior parte dei pazienti alla visita presentava fattori di rischio per l'insorgenza di colestasi e fango biliare, ad esempio un precedente maggiore trattamento, una patologia grave o la nutrizione parenterale totale. Non si può escludere che precipitati derivati da Rocephin nella cistifellea fungano da fattori scatenanti o da cofattori.

Ceftriaxone può spiazzare la bilirubina dai siti di legame dell'albumina sierica. Pertanto, il trattamento dei neonati affetti da iperbilirubinemia non è indicato (cfr. «Controindicazioni»).

Encefalopatia

Con l'uso di ceftriaxone sono state riportate encefalopatie (cfr. «Effetti indesiderati»), in particolare in pazienti anziani con grave insufficienza renale (cfr. «Posologia/impiego») o disturbi del sistema nervoso centrale. Se si sospetta un'encefalopatia indotta da ceftriaxone (per esempio stato di coscienza ridotto, stato mentale alterato, mioclono, convulsioni), si deve considerare l'interruzione del ceftriaxone.

Monitoraggio dell'emocromo

Durante il trattamento a lungo termine è necessario effettuare a intervalli regolari un emocromo completo.

Esami diagnostici

Test di Coombs falso positivo, test per la galattosemia falso positivo, risultati falso positivi con metodi non enzimatici per la determinazione del glucosio.

Funzione renale ridotta

Si raccomanda cautela in caso di trattamento concomitante con aminoglicosidi e diuretici nei pazienti con funzionalità renale ridotta.

Neonati, bambini e adolescenti

Ceftriaxone non dev'essere miscelato o somministrato in concomitanza con soluzioni contenenti calcio, neppure se le soluzioni vengono somministrate utilizzando linee di infusione diverse. Sono stati descritti casi di reazioni letali dovute a precipitati di calcio‑ceftriaxone nei reni e nei polmoni di neonati, anche quando ceftriaxone e le soluzioni contenenti calcio erano stati utilizzati con cateteri di infusione e tempi di somministrazione diversi. Nei neonati pertanto non devono essere somministrate soluzioni e.v. contenenti calcio per almeno 48 ore dopo l'ultima somministrazione di Rocephin (cfr. «Controindicazioni»).

Nelle altre fasce di età non sono noti casi di precipitazione intravascolare di calcio‑ceftriaxone dopo uso concomitante di ceftriaxone e soluzioni e.v. contenenti calcio. Ciò nonostante, la somministrazione concomitante dev'essere evitata in tutti i pazienti.

Misure precauzionali relative alla lidocaina (contenuta nel solvente per l'iniezione i.m.)

Il rischio di effetti indesiderati gravi mediati da anestetici locali come la lidocaina è maggiore nelle seguenti condizioni:

  • Pazienti anziani
  • Pazienti in cattive condizioni generali
  • Blocco atrioventricolare (in quanto gli anestetici locali possono ritardare la conduzione dello stimolo)
  • Gravi malattie epatiche
  • Grave insufficienza renale

In questi casi l'iniezione i.m. di Rocephin (con solvente contenente lidocaina) dev'essere somministrata con particolare cautela.

I pazienti trattati con antiaritmici di classe III (ad es. amiodarone) devono essere tenuti sotto osservazione e si deve valutare un monitoraggio elettrocardiografico, poiché gli effetti cardiaci possono essere additivi.

Le iniezioni di soluzioni contenenti lidocaina nella zona della testa e della nuca, se somministrate accidentalmente per via endoarteriosa, possono causare sintomi a carico del sistema nervoso centrale anche a basse dosi.

Questo medicinale contiene 83 mg di sodio per grammo di ceftriaxone, equivalenti al 4,2 % dell'assunzione massima giornaliera di sodio raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g per un adulto.

Interazioni

Con la somministrazione concomitante di alte dosi di Rocephin e di diuretici potenti come la furosemide non sono stati osservati disturbi della funzionalità renale. I dati su un possibile aumento della tossicità renale degli aminoglicosidi in caso di impiego con cefalosporine sono contrastanti. In questi casi bisogna attenersi rigorosamente alle raccomandazioni per il monitoraggio dei livelli di aminoglicosidi e della funzionalità renale nella pratica clinica. Tuttavia, i due preparati devono essere somministrati separatamente (cfr. «Incompatibilità»).

Un effetto «disulfiram‑simile» dopo la somministrazione di Rocephin e il consumo di alcol non è stato dimostrato. Al contrario di altre cefalosporine, ceftriaxone non contiene il gruppo N‑metiltiotetrazolo, che potrebbe causare intolleranza all'etanolo e problemi di sanguinamento.

Probenecid non ha alcuna influenza sull'eliminazione di ceftriaxone.

I batteriostatici possono interferire negativamente con l'azione battericida delle cefalosporine.

In uno studio in vitro su ceftriaxone in combinazione con cloramfenicolo sono stati osservati effetti antagonisti.

Per la ricostituzione delle fiale di Rocephin o per diluire ulteriormente una fiala ricostituita per la somministrazione e.v. non devono essere utilizzati solventi contenenti calcio come le soluzioni di Ringer o di Hartmann, poiché potrebbero formarsi dei precipitati. Precipitati calcio‑ceftriaxone possono formarsi anche quando Rocephin viene miscelato con soluzioni contenenti calcio nello stesso catetere di infusione. Rocephin non dev'essere somministrato in concomitanza con soluzioni per infusione contenenti calcio, incluse infusioni continue contenenti calcio (ad es. per la nutrizione parenterale), mediante connettore a Y. Tuttavia, nei pazienti diversi dai neonati, Rocephin e soluzioni contenenti calcio possono essere somministrati in sequenza se i cateteri di infusione vengono risciacquati accuratamente tra un'infusione e l'altra con una soluzione tollerata. Studi in vitro con plasma di adulti o derivato dal sangue del cordone ombelicale di neonati hanno evidenziato un rischio più elevato di precipitazione di calcio‑ceftriaxone nei neonati (cfr. «Posologia/impiego» e «Controindicazioni»).

Non sono state segnalate interazioni tra ceftriaxone e preparati orali contenenti calcio o tra ceftriaxone i.m. e preparati contenenti calcio (e.v. o orali).

In caso di impiego concomitante di ceftriaxone con antagonisti della vitamina K, il rischio di emorragie può aumentare.

Sia durante sia dopo il trattamento con ceftriaxone devono essere effettuati regolari controlli dei parametri della coagulazione e la dose dell'anticoagulante dev'essere aggiustata di conseguenza (cfr. «Effetti indesiderati»).

Interazioni con la lidocaina (contenuta nel solvente per l'iniezione i.m.)

Interazioni farmacocinetiche: la lidocaina è un substrato degli enzimi del CYP450 CYP1A2 e CYP3A4. Quindi il metabolismo della lidocaina può essere inibito dalla somministrazione concomitante di inibitori del CYP (ad es. itraconazolo, voriconazolo, fluconazolo, claritromicina, eritromicina, cimetidina) e potenziato dalla somministrazione concomitante di induttori enzimatici (ad es. barbiturici, carbamazepina, fenitoina, primidone, rifampicina).

Interazioni farmacodinamiche: in caso di somministrazione concomitante di principi attivi strutturalmente correlati agli anestetici locali di tipo ammidico (ad es. antiaritmici come mexiletina o tocainide), gli effetti tossici sistemici possono sommarsi. L'iniezione i.m. di Rocephin (con solvente contenente lidocaina) dev'essere quindi somministrata con particolare cautela nei pazienti trattati con tali medicamenti.

L'effetto dei miorilassanti può essere potenziato dalla lidocaina.

Si raccomanda di consultare anche l'informazione professionale dei medicamenti somministrati in concomitanza.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Ceftriaxone attraversa la barriera placentare (cfr. «Farmacocinetica», «Distribuzione»). Non sono disponibili studi clinici controllati. Sebbene nei relativi studi preclinici non siano state riscontrate proprietà teratogene, Rocephin dev'essere utilizzato in gravidanza, specialmente nei primi tre mesi, solo se rigorosamente indicato.

La lidocaina (contenuta nel solvente per l'iniezione i.m.) attraversa la barriera placentare. Pertanto, durante la gravidanza (in particolare nei primi tre mesi) non devono essere impiegate iniezioni i.m. di ceftriaxone. Qualora l'impiego di Rocephin sia assolutamente necessario, si deve preferire la somministrazione senza lidocaina.

L'impiego di anestetici locali come la lidocaina durante il parto può causare effetti indesiderati a carico della madre e/o del feto (ad es. bradicardia).

Allattamento

Poiché ceftriaxone – sebbene a basse concentrazioni – e la lidocaina (contenuta nel solvente per l'iniezione i.m.) vengono escreti nel latte materno, il preparato non dev'essere utilizzato durante l'allattamento. Qualora il trattamento sia assolutamente necessario, l'allattamento dev'essere interrotto.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi in merito.

Durante l'impiego di Rocephin possono insorgere effetti indesiderati (ad es. vertigini) che possono influenzare la capacità di guidare veicoli e la capacità di utilizzare macchine (cfr. «Effetti indesiderati»). I pazienti devono essere prudenti quando si mettono alla guida di un veicolo o utilizzano macchine.

Effetti indesiderati

Di seguito sono elencati per primi gli effetti indesiderati tipici della somministrazione sistemica di ceftriaxone, che possono insorgere con ceftriaxone anche in caso di iniezione i.m. (con lidocaina). Nel capitolo successivo sono descritti gli effetti indesiderati osservati con l'impiego della lidocaina. Non sono disponibili dati specifici sull'uso combinato di ceftriaxone e lidocaina.

I dati per la determinazione della frequenza delle reazioni indesiderate a ceftriaxone derivano da studi clinici. Per la classificazione della frequenza vengono utilizzate le seguenti categorie: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, < 1/10); non comune (≥1/1000, < 1/100); raro (≥1/10'000, < 1/1000), molto raro (< 1/10'000) e non nota (non è possibile stimare la frequenza sulla base dei dati disponibili).

Le reazioni indesiderate a ceftriaxone segnalate più comunemente sono state eosinofilia, leucopenia, trombocitopenia, diarrea, feci molli, eruzione cutanea e aumento dei livelli degli enzimi epatici.

Ceftriaxone senza/con lidocaina (contenuta nel solvente per l'iniezione i.m.)

Durante il trattamento con Rocephin sono stati osservati i seguenti effetti indesiderati del medicamento, che sono regrediti spontaneamente o dopo l'interruzione del medicamento.

Infezioni ed infestazioni

Non comune: micosi del tratto genitale.

Raro: colite pseudomembranosa.

Non nota: superinfezioni con organismi non sensibili.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Comune: eosinofilia, leucopenia, trombocitopenia, prolungamento del tempo di tromboplastina.

Non comune: granulocitopenia, anemia, coagulopatia, aumento della creatinina sierica.

Non nota: in singoli casi sono stati osservati agranulocitosi (< 500/mm3), la maggior parte dei quali con dosi totali pari o superiori a 20 g.

Durante i trattamenti a lungo termine è necessario controllare regolarmente l'emocromo. È stato segnalato un leggero prolungamento del tempo di protrombina.

Patologie del sistema nervoso

Non comune: cefalea, vertigini.

Raro: encefalopatia.

Non nota: convulsioni.

Patologie cardiache

Non nota: sindrome di Kounis (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: broncospasmo.

Patologie gastrointestinali

Comune: diarrea, feci molli.

Non comune: nausea, vomito.

Molto raro: enterocolite pseudomembranosa.

Non nota: pancreatite*, stomatite, glossite.

* Probabilmente causata dall'ostruzione dei dotti biliari. La maggior parte dei pazienti affetti aveva fattori di rischio per l'insorgenza di colestasi e fango biliare, ad esempio un intervento chirurgico maggiore, una patologia grave o la nutrizione parenterale totale. Non si può escludere che Rocephin svolga un ruolo come fattore scatenante o cofattore nella formazione di precipitati nella bile.

Patologie epatobiliari

Molto comune: precipitazione sintomatica del sale di calcio di ceftriaxone nella cistifellea dei bambini, colelitiasi reversibile nei bambini. Questo disturbo insorge raramente negli adulti (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Comune: aumento degli enzimi epatici nel siero (ALT, AST, fosfatasi alcalina).

Raro: kernittero.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: eruzione cutanea, edema.

Non comune: prurito.

Raro: orticaria.

Non nota: pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), gravi reazioni cutanee (eritema multiforme, sindrome di Stevens‑Johnson o sindrome di Lyell/necrolisi epidermica tossica).

Patologie renali e urinarie

Raro: oliguria, ematuria, glicosuria.

Sono stati osservati precipitati di ceftriaxone nelle vie urinarie, generalmente in bambini trattati con alte dosi (ad es. ≥80 mg/kg/giorno o dosi complessive superiori a 10 g) e che presentavano altri fattori di rischio (ad es. pazienti disidratati, costretti a letto ecc.). Questo effetto collaterale può essere asintomatico o sintomatico e può portare a ostruzione ureterale e insufficienza renale acuta post‑renale, ma solitamente è reversibile dopo l'interruzione di Rocephin.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comune: flebite, reazioni nella sede di iniezione (ad esempio dolore, eritema, sensazione di calore, arrossamento, flebite, stravaso, gonfiore, eruzione cutanea, prurito, infiammazione, indurimento, ematoma, infezione, ascesso nella sede di iniezione), febbre.

Raro: edema, brividi, reazioni anafilattiche o anafilattoidi.

Insorgenza di reazioni infiammatorie della parete venosa dopo somministrazione e.v. Queste possono essere limitate somministrando l'iniezione lentamente (in 2-4 minuti).

Non nota: reazione di Jarisch-Herxheimer.

Effetti indesiderati dopo l'introduzione sul mercato

Non nota: gravi reazioni avverse cutanee (SCAR) (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Interazioni con il calcio

Per studiare l'interazione tra ceftriaxone e il calcio sono stati condotti due studi in vitro, uno con plasma di adulti e l'altro con plasma di sangue del cordone ombelicale di neonati. Sono state utilizzate concentrazioni di ceftriaxone fino a 1 mM (eccesso di concentrazione raggiunto in vivo con l'infusione di 2 grammi di ceftriaxone in 30 minuti) in combinazione con concentrazioni di calcio fino a 12 mM (48 mg/dl). Nel plasma è stata rinvenuta una quantità ridotta di ceftriaxone con concentrazioni di calcio pari o superiori a 6 mM (24 mg/dl) nel plasma degli adulti e pari o superiori a 4 mM (16 mg/dl) nel plasma dei neonati. Questo potrebbe riflettere la formazione di precipitati di calcio‑ceftriaxone.

In neonati che avevano ricevuto Rocephin e soluzioni contenenti calcio è stato riportato un numero limitato di casi con esito fatale in cui l'autopsia ha rilevato materiale cristallino nei polmoni e nei reni. In alcuni di questi casi era stato usato lo stesso catetere di infusione per Rocephin e per soluzioni contenenti calcio, e in alcuni casi è stato riscontrato un precipitato nel catetere di infusione. È stato riportato almeno un decesso in un neonato in cui Rocephin e soluzioni contenenti calcio erano stati somministrati in momenti diversi e con diversi cateteri di infusione; in questo caso non è stato rilevato materiale cristallino all'autopsia. Non sono stati segnalati casi simili in pazienti diversi dai neonati (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Lidocaina (contenuta nel solvente per l'iniezione i.m.)

Disturbi del sistema immunitario

Raro: gravi reazioni anafilattiche.

Disturbi psichiatrici

Comune: nervosismo, ansia, euforia, confusione.

Patologie del sistema nervoso

Comune: vertigini, parestesia, sonnolenza, sensibilità al tatto, tremore, disartria, convulsioni, perdita di coscienza.

Raro: neuropatia.

Patologie dell'occhio

Comune: visione offuscata, diplopia.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Comune: tinnito.

Non comune: iperacusia.

Patologie cardiache

Comune: bradicardia, ipotensione, ipertensione.

Raro: aritmie, collasso cardiovascolare, arresto cardiaco.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comune: depressione respiratoria, arresto respiratorio.

Patologie gastrointestinali

Comune: nausea/vomito.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Frequenza non nota: lesioni cutanee, orticaria.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: spasmi muscolari.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: edema, sensazione di freddo e/o di calore.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Ceftriaxone:

Concentrazioni plasmatiche eccessive di ceftriaxone non possono essere ridotte con o la dialisi peritoneale o l'emodialisi. Per il trattamento dei pazienti dopo un sovradosaggio si raccomandano misure sintomatiche.

Lidocaina (contenuta nel solvente per l'iniezione i.m.):

Le reazioni tossiche conseguenti al sovradosaggio della lidocaina interessano principalmente il sistema nervoso centrale e il sistema cardiovascolare. La tossicità a carico del sistema nervoso centrale è progressiva, ovvero la gravità dei sintomi aumenta continuamente.

In caso di iniezione intravascolare accidentale, i sintomi descritti di seguito insorgono immediatamente (ossia entro 1-3 minuti); in caso di sovradosaggio invece con un ritardo di 20-30 minuti.

I primi sintomi di un sovradosaggio sono: sbadigli, parestesia (soprattutto circumorale), stordimento, irrequietezza, sensazione di vertigine, tinnito, ipoacusia, disturbi visivi, disartria ed atassia nonché nausea e vomito. Nelle intossicazioni moderate possono insorgere inoltre contrazioni o spasmi muscolari e successivamente convulsioni generalizzate, in alcuni casi seguite da perdita di coscienza, depressione respiratoria e coma.

Nei casi gravi si manifestano anche effetti sul sistema cardiovascolare (di solito solo dopo l'insorgenza dei sintomi neurologici). I sintomi sono caduta della pressione arteriosa, bradicardia ed aritmie. Nelle intossicazioni molto gravi possono verificarsi blocco atrioventricolare completo e arresto cardiocircolatorio.

Se si manifestano segni di tossicità sistemica acuta, l'iniezione dev'essere interrotta immediatamente. Non esiste un antidoto specifico, il trattamento del sovradosaggio è sintomatico. In caso di arresto cardiocircolatorio è indicata una rapida rianimazione cardiopolmonare con trattamento dell'acidosi.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

J01DD04

Meccanismo d'azione

L'efficacia battericida di ceftriaxone deriva dall'inibizione della sintesi della parete cellulare. Ceftriaxone ha un ampio spettro di attività in vitro nei confronti di microorganismi gram‑negativi e gram‑positivi. Ceftriaxone presenta un'elevata stabilità alla maggior parte delle β‑lattamasi – sia penicillinasi sia cefalosporinasi – di batteri gram‑positivi e gram‑negativi.

Farmacodinamica

Solitamente ceftriaxone è attivo in vitro e nelle infezioni cliniche contro i seguenti microorganismi (cfr. «Indicazioni»):

Aerobi gram‑positivi

Valori mediani

MIC50*
(in mg/l)

MIC90**
(in mg/l)

Staphylococcus aureus
 (sensibile alla meticillina)

4

4

Stafilococchi coagulasi negativi

4

16

Streptococcus pyogenes
 (β-emolitico, gruppo A)

0,03

0,03

Streptococcus agalactiae
 (β-emolitico, gruppo B)

≤ 0,06

0,06

Streptococchi β-emolitici
 (non appartenenti ai gruppi A o B)

≤ 0,06

0,06

Streptococcus viridans

0,125

0,5

Streptococcus pneumoniae

≤ 0,06

0,06

* MIC50 = concentrazione minima inibente per il 50% dei ceppi testati.

** MIC90 = concentrazione minima inibente per il 90% dei ceppi testati.

Aerobi gram-negativi

Valori mediani

MIC50
(in mg/l)

MIC90
(in mg/l)

Acinetobacter lwoffi

2

8

Acinetobacter anitratus1
 (principalmente A. baumannii)

8

32

Aeromonas hydrophila

0,25

4

Alcaligenes faecalis

1

8

Alcaligenes odorans

≤ 0,25

0,5

Batteri simili agli Alcaligenes

≤ 0,25

0,5

Borrelia burgdorferi

≤ 0,06

≤ 0,06

Burkholderia cepacia

2

16

Capnocytophaga spp.

≤ 0,06

4

Citrobacter diversus
 (incluso C. amalonaticus)

0,125

0,125

Citrobacter freundii1

0,125

16

Escherichia coli

≤ 0,06

0,125

Enterobacter aerogenes1

2

16

Enterobacter cloacae1

0,5

16

Enterobacter spp. (altre)1

0,25

32

Haemophilus ducreyi

0,004

0,004

Haemophilus influenzae

≤ 0,008

0,06

Haemophilus parainfluenzae

0,016

0,06

Hafnia alvei

0,125

2

Klebsiella oxytoca

≤ 0,06

0,125

Klebsiella pneumoniae2

≤ 0,06

0,125

Moraxella catarrhalis
 (precedentemente Branhamella catarr.)

0,125

0,5

Moraxella osloensis

≤ 0,25

≤ 0,25

Moraxella spp. (altre)

≤ 0,25

≤ 0,25

Morganella morganii

0,06

1

Neisseria gonorrhoeae

≤ 0,008

0,06

Neisseria meningitidis

≤ 0,008

0,008

Pasteurella multocida

≤ 0,06

0,06

Plesiomonas shigelloides

≤ 0,06

0,06

Proteus mirabilis

≤ 0,06

0,06

Proteus penneri1

1

64

Proteus vulgaris

≤ 0,06

2

Pseudomonas fluorescens1

16

64

Pseudomonas spp. (altre)1

8

16

Providencia rettgeri

≤ 0,06

2

Providencia spp. (altre)

≤ 0,06

0,5

Salmonella typhi

≤ 0,06

0,125

Salmonella spp. (gruppo Enteritidis)

≤ 0,06

0,06

Serratia marcescens

0,5

2

Serratia spp. (altre)

0,25

16

Shigella spp.

0,03

0,25

Vibrio spp.

≤ 0,06

0,25

Yersinia enterocolitica

≤ 0,125

0,125

Yersinia spp. (altre)

0,25

2

 

Anaerobi

Valori mediani

MIC50
(in mg/l)

MIC90
(in mg/l)

Bacteroides spp.3 (sensibili alla bile)

2

16

Clostridium spp.
 (escluso il gruppo C. perfringens)

2

16

Fusobacterium nucleatum

1

2

Fusobacterium spp. (altre)

0,125

0,25

Gaffkia anaerobica
 (precedentemente Peptococcus)

0,125

1

Peptostreptococchi

0,125

1

La sensibilità a ceftriaxone può essere determinata nel test di diffusione su disco o nel test di diluizione su agar o in brodo, utilizzando tecniche standardizzate per la valutazione della resistenza come quelle raccomandate dal Clinical and Laboratory Standards Institute (CLSI). Il CLSI ha stabilito i seguenti valori soglia per l'interpretazione dei test con ceftriaxone:

Sensibile

Moderatamente sensibile

Resistente

Test di diluizione

Concentrazione inibente in mg/l

≤ 8

16-32

≥ 64

Test di diffusione (disco con 30 µg di ceftriaxone)

Diametro della zona di inibizione in mm

≥ 21

20-14

≤ 13

I microrganismi devono essere testati con un disco di ceftriaxone, poiché i test in vitro hanno mostrato che ceftriaxone è attivo contro alcuni ceppi che sono resistenti a dischi della classe delle cefalosporine.

Per la determinazione della resistenza possono essere utilizzate, al posto delle raccomandazioni del CLSI, anche altre linee guida standardizzate, come DIN o ICS.

Resistenza

  1. Alcuni isolati di queste specie sono resistenti a ceftriaxone a causa della derepressione della β lattamasi cromosomica.
  2. Alcuni isolati di Klebsiella pneumoniae sono resistenti a ceftriaxone grazie alla produzione di β‑lattamasi dipendente da plasmide.
  3. Alcuni isolati di Bacteroides spp. sono resistenti a ceftriaxone.

Molti ceppi di Bacteroides spp. produttori di β‑lattamasi (soprattutto B. fragilis) sono resistenti.

C. difficile è resistente.

Le specie di Staphylococcus spp. resistenti alla meticillina sono resistenti alle cefalosporine, incluso ceftriaxone. Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium e Listeria monocytogenes sono generalmente resistenti.

Molti ceppi di aerobi gram‑negativi che presentano una resistenza multipla nei confronti di altri antibiotici – come aminopenicilline, ureidopenicilline, cefalosporine meno recenti e aminoglicosidi – sono sensibili a ceftriaxone. Treponema pallidum è sensibile in vitro e negli esperimenti sugli animali. Gli studi clinici indicano che la sifilide primaria e secondaria rispondono bene al trattamento con ceftriaxone.

Con poche eccezioni, gli isolati clinici di Pseudomonas aeruginosa sono resistenti a ceftriaxone.

Lidocaina:

La lidocaina (contenuta nel solvente per l'iniezione i.m.) è un anestetico locale della classe delle anilidi, ad azione rapida e con effetto di media durata, che blocca reversibilmente la conduzione nervosa in prossimità del sito di iniezione. L'effetto anestetico locale inizia pochi minuti dopo l'iniezione i.m. di Rocephin e dura dai 45 ai 60 minuti.

Efficacia clinica

Non applicabile.

Farmacocinetica

Ceftriaxone presenta una farmacocinetica non lineare. Tutti i parametri farmacocinetici, ad eccezione dell'emivita di eliminazione, sono dose‑dipendenti se correlati alla concentrazione totale (ceftriaxone libero e legato alle proteine) e aumentano in misura minore rispetto alla dose. La non linearità è dovuta alla saturazione del legame alle proteine plasmatiche, pertanto viene osservata in rapporto al ceftriaxone totale nel plasma, ma non al ceftriaxone libero (non legato).

Assorbimento

Rocephin viene somministrato mediante iniezione intramuscolare oppure iniezione o infusione endovenosa. 2-3 ore dopo un'iniezione i.m. da 1 g di ceftriaxone è stata raggiunta una concentrazione plasmatica massima di 81 mg/l. 30 minuti dopo una singola infusione e.v. da 1 g è stata raggiunta una concentrazione di 168,1 ± 28,2 mg/l. 30 minuti dopo una singola infusione e.v. da 2 g è stata raggiunta una concentrazione di 256,9 ± 16,8 mg/l.

Le aree sotto le curve concentrazione plasmatica-tempo sono identiche per la somministrazione e.v. e i.m. Questo significa che la biodisponibilità di ceftriaxone somministrato per via i.m. è del 100%.

Dopo la somministrazione e.v. di 500 mg e 1 g di ceftriaxone in bolo, le concentrazioni plasmatiche massime medie di ceftriaxone sono state rispettivamente di circa 120 e 200 mg/l. Dopo l'infusione e.v. di 500 mg, 1 g e 2 g di ceftriaxone, la concentrazione plasmatica di ceftriaxone è rispettivamente di circa 80, 150 e 250 mg/l. In seguito a iniezione i.m., la concentrazione massima media di ceftriaxone nel plasma è circa la metà di quella osservata dopo la somministrazione e.v. di una dose corrispondente.

Distribuzione

Il volume di distribuzione è compreso tra 7 e 12 l.

In seguito a somministrazione e.v., ceftriaxone passa rapidamente nel liquido interstiziale, nel quale vengono mantenute per 24 ore concentrazioni battericide nei confronti dei germi sensibili.

Dopo una dose di 1-2 g, ceftriaxone mostra una buona penetrazione nei tessuti e nei liquidi corporei; concentrazioni al di sopra della concentrazione minima inibente per la maggior parte dei germi patogeni sono state misurate per più di 24 ore in oltre 60 tessuti o liquidi corporei, inclusi polmoni, cuore, tratto biliare, fegato, orecchio medio, mucosa nasale, ossa e liquido cerebrospinale, pleurico, sinoviale e prostatico.

Ceftriaxone si lega reversibilmente all'albumina. Il legame alle proteine plasmatiche è di circa il 95% a concentrazioni plasmatiche inferiori a 100 mg/l. Il legame segue una cinetica di saturazione e la frazione legata diminuisce all'aumentare della concentrazione (fino all'85% con una concentrazione plasmatica di 300 mg/l).

Penetrazione in determinati tessuti

Ceftriaxone attraversa le meningi. La penetrazione è massima quando le meningi sono infiammate. Le concentrazioni massime medie di ceftriaxone nel liquor di pazienti con meningite batterica arrivano fino al 25% dei livelli plasmatici, rispetto al 2% dei livelli plasmatici nei pazienti senza meningite. Le concentrazioni massime di ceftriaxone nel liquor vengono raggiunte circa 4-6 ore dopo l'iniezione e.v.

Ceftriaxone attraversa la barriera placentare. Ceftriaxone viene escreto a basse concentrazioni nel latte materno (3-4% della concentrazione plasmatica materna dopo 4-6 ore).

Metabolismo

Ceftriaxone non viene metabolizzato dall'organismo stesso; solo dopo l'escrezione biliare nel lume intestinale la flora intestinale converte il principio attivo in metaboliti inattivi.

Eliminazione

La clearance plasmatica è di 10-22 ml/min.

La clearance renale è di 5-12 ml/min.

Ceftriaxone viene escreto per il 50-60% immodificato attraverso i reni e per il 40-50% immodificato con la bile.

L'emivita plasmatica negli adulti è di circa 8 ore.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Bambini

Nei neonati, l'emivita di ceftriaxone è prolungata. Nei primi 14 giorni dopo la nascita, la concentrazione di ceftriaxone libero può aumentare ulteriormente a causa di fattori come una ridotta filtrazione glomerulare e un'alterazione del legame alle proteine. Nell'infanzia, l'emivita è più breve che nei neonati o negli adulti.

La clearance plasmatica e il volume di distribuzione di ceftriaxone totale sono più elevati nei neonati, nei lattanti e nei bambini che negli adulti.

Pazienti anziani

Nelle persone sopra i 75 anni, l'emivita plasmatica media è circa 2-3 volte più lunga che nei giovani adulti sani.

Disturbi della funzionalità renale

Nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata, la farmacocinetica di ceftriaxone è solo lievemente alterata. L'emivita plasmatica aumenta in modo moderato (meno del doppio), anche in pazienti con funzionalità renale gravemente compromessa.

Il moderato aumento dell'emivita nei pazienti con disturbi della funzionalità renale può essere causato da un aumento compensatorio della clearance extrarenale dell'aumentata frazione libera di ceftriaxone dovuta a una riduzione del legame proteico.

Disturbi della funzionalità epatica

Nei pazienti con funzione epatica compromessa, la farmacocinetica del ceftriaxone è solo lievemente alterata e l'emivita plasmatica aumenta solo leggermente (meno del doppio) a causa di un aumento compensatorio della clearance renale. Un altro fattore è l'aumento della frazione proteica plasmatica libera di ceftriaxone, che contribuisce all'aumento paradossale osservato della clearance totale del medicamento. In linea con l'aumento della clearance totale aumenta anche il volume di distribuzione.

Pazienti con insufficienza renale ed epatica grave

In caso di concomitante insufficienza renale ed epatica grave, si raccomanda il monitoraggio clinico della sicurezza e dell'efficacia.

Lidocaina (contenuta nel solvente per l'iniezione i.m.); descrizione della farmacocinetica come sostanza singola

Assorbimento

La lidocaina viene assorbita rapidamente, con un tasso di assorbimento che dipende dalla vascolarizzazione del sito di iniezione.

Distribuzione

Il legame alle proteine plasmatiche della lidocaina dipende dalla concentrazione. Il legame diminuisce all'aumentare della concentrazione. A concentrazioni da 1 a 5 µg/ml, il 60-80% della lidocaina è legato alle proteine. Il volume di distribuzione allo stato stazionario è di 91 l.

La lidocaina supera la barriera placentare. Tuttavia, la concentrazione totale nel feto è più bassa che nella madre, perché il legame alle proteine plasmatiche nel feto è minore che nella madre.

La lidocaina passa in quantità limitate nel latte materno.

Metabolismo

La lidocaina viene metabolizzata principalmente nel fegato con il coinvolgimento di diversi enzimi del CYP450 (ad es. CYP3A4 e CYP1A2). I principali metaboliti della lidocaina sono: monoetilglicin xilidide, glicinxilidide, 2,6‑dimetilanilina e 4‑idrossi-2,6‑dimetilanilina. I metaboliti monoetilglicin xilidide e glicinxilidide sono farmacologicamente attivi, ma la loro attività è più debole di quella della sostanza madre.

Eliminazione

La lidocaina viene eliminata prevalentemente per via renale, con circa il 73% della dose somministrata presente nelle urine sotto forma del metabolita 4‑idrossi-2,6‑dimetilanilina. Solo il 3% della lidocaina viene escreto in forma immodificata attraverso i reni.

La clearance plasmatica della lidocaina dopo la somministrazione di un'iniezione e.v. in bolo è di 9‑10 ml/min/kg.

Dopo l'iniezione e.v. di lidocaina in bolo, l'emivita di eliminazione è stata di 1,5-2 ore; quella dei metaboliti attivi fino a 10 ore. In caso di somministrazione a lungo termine si può avere un accumulo di glicinxilidide.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Popolazione pediatrica: l'emivita di eliminazione nei neonati è circa il doppio (3,2 ore) dell'emivita di eliminazione negli adulti.

Disturbi della funzionalità epatica: in pazienti con disfunzioni epatiche, l'emivita della lidocaina dopo somministrazione e.v. era circa tre volte più elevata.

Disturbi della funzionalità renale: una disfunzione renale da lieve a moderata (Clcr da 30 a 60 ml/min) non compromette la farmacocinetica della lidocaina, ma può incrementare l'accumulo del metabolita glicinxilidide. Nei pazienti con gravi disfunzioni renali (Clcr < 30 ml/min), la clearance della lidocaina era ridotta di circa la metà e l'emivita approssimativamente raddoppiata.

La lidocaina è dializzabile.

Dati preclinici

Ceftriaxone

Genotossicità

Il ceftriaxone è risultato non mutageno in vitro nei batteri e nelle colture di cellule di mammiferi e non clastogeno in vivo nel test del micronucleo murino.

Cancerogenicità

Non sono stati condotti studi di cancerogenicità per determinare il potenziale cancerogeno di Rocephin.

Riduzione della fertilità

Negli studi sui ratti non sono stati osservati effetti sulla fertilità maschile o femminile.

Tossicità per la riproduzione

Negli studi su topi, ratti e scimmie non sono stati riscontrati effetti embriotossici o teratogeni.

Lidocaina (contenuta nel solvente per l'iniezione i.m.)

Mutagenicità, cancerogenicità

La lidocaina non ha mostrato alcun potenziale genotossico negli studi di mutagenicità. Tuttavia, vi sono indicazioni che il metabolita 2,6‑xilidina possieda proprietà mutagene e un potenziale oncogeno (principalmente tumori nella cavità nasale). La rilevanza di queste osservazioni per l'uomo non è chiara. Pertanto, la lidocaina non dev'essere somministrata per periodi prolungati e a dosi elevate.

Tossicità per la riproduzione

In uno studio su ratti di sesso maschile e femminile, gli animali hanno ricevuto 30 mg/kg al giorno di lidocaina per via orale per 8 mesi: fino allo svezzamento della prole non sono stati riscontrati segni di tossicità per la riproduzione.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Rocephin non dev'essere miscelato con soluzioni contenenti calcio, come le soluzioni di Ringer o di Hartmann (cfr. «Controindicazioni», «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»).

Ceftriaxone è incompatibile con amsacrina, vancomicina, fluconazolo e aminoglicosidi.

Rocephin dev'essere miscelato solo con i medicamenti elencati nella rubrica «Indicazioni per la manipolazione».

Influenza su metodi diagnostici

Durante il trattamento con Rocephin, il test di Coombs può dare risultati falso positivi. Con Rocephin, come con altri antibiotici, anche il test per la galattosemia può dare risultati falso positivi.

Anche i metodi non enzimatici per la determinazione della glicosuria possono produrre risultati falso positivi. La glicosuria dev'essere quindi determinata con metodi enzimatici durante la terapia con Rocephin.

Con alcuni sistemi per il monitoraggio della glicemia, ceftriaxone può far sì che il valore della glicemia venga erroneamente sottostimato. Consultare le istruzioni per l'uso del sistema di misurazione. Se necessario, devono essere utilizzati metodi di analisi alternativi.

Stabilità

Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Stabilità dopo apertura

Le soluzioni ricostituite mantengono la loro stabilità chimico-fisica per un massimo di 6 ore a temperatura ambiente (o per un massimo di 24 ore in frigorifero a 2-8 °C). Per motivi di natura microbiologica, le soluzioni ricostituite devono essere utilizzate immediatamente dopo la preparazione.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Non conservare a temperature superiori a 30 °C. Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.

Indicazioni per la manipolazione

A seconda della concentrazione, le soluzioni presentano una colorazione tra il giallo pallido e il giallo‑marrone. Questa proprietà del principio attivo non influisce sull'efficacia e sulla tollerabilità del medicamento.

Iniezione i.m.

Per l'iniezione i.m., Rocephin 1 g viene sciolto in 3,5 ml di una soluzione di lidocaina all'uno per cento e iniettato al centro di una massa muscolare relativamente grande. Si raccomanda di non iniettare più di 1 g nello stesso sito.

La soluzione contenente lidocaina non deve mai essere somministrata per via e.v. (cfr. «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

Iniezione e.v.

Per l'iniezione e.v., Rocephin 500 mg viene sciolto in 5 ml e Rocephin 1 g in 10 ml di acqua per preparazioni iniettabili; il medicamento viene quindi somministrato mediante iniezione e.v. della durata di 2-4 minuti.

Infusione e.v.

L'infusione deve durare almeno 30 minuti. Per l'infusione e.v., 2 g di Rocephin vengono sciolti in 40 ml di una delle seguenti soluzioni per infusione senza calcio:

cloruro di sodio 0,9%, cloruro di sodio 0,45% + glucosio 2,5%, glucosio 5%, glucosio 10%, destrano 6% in glucosio 5%, acqua per preparazioni iniettabili.

A causa di possibili incompatibilità, le soluzioni contenenti Rocephin non devono essere miscelate o accoppiate con soluzioni contenenti altri antibiotici. Inoltre non devono essere aggiunte a soluzioni per infusione diverse da quelle sopra menzionate.

Tuttavia, 2 g di ceftriaxone e 1 g di ornidazolo sono fisicamente e chimicamente compatibili in 250 ml di soluzione fisiologica di cloruro di sodio o glucosio.

Per la ricostituzione delle fiale di Rocephin o per diluire ulteriormente una fiala ricostituita per la somministrazione e.v. non devono essere utilizzati solventi contenenti calcio come le soluzioni di Ringer o di Hartmann, poiché potrebbero formarsi dei precipitati. Precipitati calcio‑ceftriaxone possono formarsi anche quando Rocephin viene miscelato con soluzioni contenenti calcio nello stesso catetere di infusione. Rocephin non dev'essere somministrato in concomitanza con soluzioni per infusione contenenti calcio, incluse infusioni continue contenenti calcio (ad es. per la nutrizione parenterale), mediante connettore a Y. Tuttavia, nei pazienti diversi dai neonati, Rocephin e soluzioni contenenti calcio possono essere somministrati in sequenza se i cateteri di infusione vengono risciacquati accuratamente tra un'infusione e l'altra con una soluzione tollerata (cfr. «Interazioni» con altri medicamenti e altre forme di interazione).

Posologia in base al peso

Il volume di spostamento di 1 g di ceftriaxone sodico in polvere in acqua per iniezione e in soluzione di lidocaina cloridrato all'1% è di circa 0,71 ml. Ciò richiede l'aggiustamento del volume del solvente per consentire la posologia in base al peso (soprattutto nei bambini fino a 12 anni di età) se viene misurata e somministrata solo una parte della soluzione totale. Per preparare una soluzione finale con una concentrazione specifica, cfr. la Tabella 1 in basso.

Tabella 1: Riepilogo dei volumi necessari per preparare le concentrazioni di ricostituzione necessarie

Soluzioni per iniezione intramuscolare

Prodotto Rocephin
(contenuto nominale)

Volume di
soluzione di lidocaina all'1 % da aggiungere:

Soluzione iniettabile ottenuta

Volume approssimativo

Concentrazione

250 mg

1,9 ml

2,1 ml

125 mg/ml

500 mg

1,7 ml

2,1 ml

250 mg/ml

1 g

2,9 ml

3,6 ml

285 mg/ml

Soluzioni per iniezione endovenosa

Prodotto Rocephin
(contenuto nominale)

Volume dell'
acqua per preparazioni iniettabili da aggiungere:

Soluzione iniettabile ottenuta

Volume approssimativo

Concentrazione

250 mg

4,9 ml

5,1 ml

50 mg/ml

500 mg

4,7 ml

5,1 ml

100 mg/ml

1 g

9,4 ml

10,1 ml

100 mg/ml

Soluzioni per infusione endovenosa

Prodotto Rocephin
(contenuto nominale)

Volume della
soluzione per infusione priva di calcio da aggiungere:

Soluzione per infusione ottenuta

Volume approssimativo

Concentrazione

2 g

39 ml

40,4 ml

50 mg/ml

Smaltimento di medicamenti non usati o scaduti

Il rilascio di preparati farmaceutici nell'ambiente va ridotto al minimo. I medicamenti non devono essere smaltiti nelle acque di scarico; dev'essere evitato anche lo smaltimento nei rifiuti domestici. Al termine della terapia o dopo la data di scadenza i residui di medicamento non utilizzati devono essere riportati nella confezione originale al punto di dispensazione (medico o farmacista) per uno smaltimento appropriato.

Numero dell'omologazione

44625 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Roche Pharma (Svizzera) SA, Basilea.

Stato dell'informazione

Giugno 2025.

273616/07/2025