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PANTOZOL cpr pell 20 mg

Takeda Pharma AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Pantozol® 20/40/- e.v.

Takeda Pharma AG

Composizione

Principi attivi

Pantoprazolo come pantoprazolo sodico sesquiidrato*.

Sostanze ausiliarie

1 compressa gastroresistente di Pantozol 20 mg contiene

Nucleo: crospovidone, mannitolo (E421), sodio carbonato*, povidone K90, calcio stearato.

Rivestimento: ipromellosa, glicole propilenico (E1520), povidone K25, titanio diossido (E171), ossido di ferro giallo (E172), acido metacrilico – etile acrilato copolimero 1:1, sodio laurilsolfato*, polisorbato 80, trietile citrato.

Inchiostro di stampa: gomma lacca, ossido di ferro rosso (E172), ossido di ferro nero (E172), ossido di ferro giallo (E172), ammoniaca soluzione (concentrata).

* Il contenuto di sodio per compressa di 20 mg è pari complessivamente a 3,38 mg.

1 compressa gastroresistente di Pantozol 40 mg contiene

Nucleo: crospovidone, mannitolo (E421), sodio carbonato*, povidone K90, calcio stearato.

Rivestimento: ipromellosa, glicole propilenico (E1520), povidone K25, titanio diossido (E171), ossido di ferro giallo (E172), acido metacrilico – etile acrilato copolimero 1:1, sodio laurilsolfato*, polisorbato 80, trietile citrato.

Inchiostro di stampa: gomma lacca, ossido di ferro rosso (E172), ossido di ferro nero (E172), ossido di ferro giallo (E172), ammoniaca soluzione (concentrata).

* Il contenuto di sodio per compressa di 40 mg è pari complessivamente a 6,75 mg.

Pantozol e.v. contiene:

Sodio edetato*, sodio idrossido*.

* Il contenuto di sodio per flaconcino è pari complessivamente a 2,68 mg.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 compressa gastroresistente di Pantozol 20 contiene: 20 mg di pantoprazolo

1 compressa gastroresistente di Pantozol 40 contiene: 40 mg di pantoprazolo

Pantozol e.v., liofilizzato per soluzione per infusione: 40 mg di pantoprazolo per flaconcino

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Pantozol 20 mg

Miglioramento dei sintomi e guarigione della malattia da reflusso in forma lieve (grado 1 secondo Savary-Miller). Trattamento a lungo termine e profilassi delle recidive dopo la guarigione dell'esofagite da reflusso.

Pantozol 40 mg

Trattamento dell'infezione causata dal batterio Helicobacter pylori in combinazione con due antibiotici nell'ulcera duodenale e nell'ulcera gastrica. Prevenzione di ulcere gastroduodenali indotte da FANS in pazienti con alto rischio di sviluppare tali lesioni e nei quali non è possibile evitare il trattamento con FANS.

Pantozol 40 mg e Pantozol e.v.

Casi acuti di ulcera duodenale e ulcera gastrica. Forme lievi e moderate di esofagite da reflusso (grado 2–3 secondo Savary-Miller). Sindrome di Zollinger-Ellison e altre malattie associate a ipersecrezione patologica di acido gastrico.

Posologia/Impiego

Pantozol 20 mg

Adulti:

Malattia da reflusso di lieve entità:

Di norma la dose giornaliera è di 1 compressa gastroresistente di Pantozol 20 mg. Generalmente si osserva un miglioramento dei sintomi entro 4 settimane. In caso contrario, il trattamento con Pantozol 20 mg deve essere proseguito per altre 4 settimane. Se i sintomi persistono, è opportuno eseguire ulteriori accertamenti.

Una volta ottenuta la regressione dei sintomi, l'eventuale ricomparsa dei disturbi può essere trattata, se necessario, con 20 mg 1 volta al giorno (trattamento al bisogno).

Trattamento a lungo termine e profilassi delle recidive dell'esofagite da reflusso:

Normalmente 1 compressa gastroresistente di Pantozol 20 mg; in caso di recidiva la dose giornaliera può essere aumentata a 40 mg, per poi essere di nuovo ridotta a 20 mg di pantoprazolo dopo la guarigione.

Istruzioni posologiche speciali per Pantozol 20 mg

Pazienti con insufficienza epatica

In presenza di grave insufficienza epatica non deve essere superata la dose giornaliera di 20 mg di pantoprazolo.

Pazienti anziani, pazienti con insufficienza renale

Nei pazienti anziani e nei pazienti con compromissione della funzionalità renale non è necessario alcun adeguamento della dose. Non deve essere superata una dose massima giornaliera di 40 mg.

Bambini e adolescenti a partire da 12 anni:

L'uso di Pantozol è stato esaminato in bambini di età compresa tra i 2 e i 16 anni con malattia da reflusso di lieve entità. La dose raccomandata è di 1 compressa da 20 mg al giorno. Generalmente si osserva un miglioramento dei sintomi entro le prime 4 settimane. In caso contrario, il trattamento con Pantozol 20 mg deve essere proseguito per altre 4 settimane. Se i sintomi persistono, è opportuno eseguire ulteriori accertamenti.

Non sono tuttavia disponibili esperienze sufficienti con pantoprazolo nei bambini di età inferiore ai 12 anni. Pantozol non deve pertanto essere usato nei bambini di età inferiore ai 12 anni.

Pantozol 40 mg

Adulti:

Eradicazione di Helicobacter pylori

Nell'ulcera duodenale e nell'ulcera gastrica, in presenza di un'infezione dimostrata da Helicobacter pylori, si deve procedere all'eradicazione dell'infezione mediante terapia combinata. Per indicazioni sul quadro locale di resistenza e sulla corretta modalità di impiego e prescrizione degli antibiotici, consultare le linee guida applicabili e l'informazione professionale dei singoli medicamenti. Per l'eradicazione di Helicobacter pylori si raccomandano, a seconda del quadro di resistenza, le seguenti combinazioni:

a) 1 compressa gastroresistente di Pantozol 40 mg 2 volte al giorno

+ 1000 mg di amoxicillina 2 volte al giorno

+ 500 mg di claritromicina 2 volte al giorno.

b) 1 compressa gastroresistente di Pantozol 40 mg 2 volte al giorno

+ 400–500 mg di metronidazolo 2 volte al giorno

+ 250–500 mg di claritromicina 2 volte al giorno.

c) 1 compressa gastroresistente di Pantozol 40 mg 2 volte al giorno

+ 1000 mg di amoxicillina 2 volte al giorno

+ 500 mg di metronidazolo 2 volte al giorno.

La terapia combinata per l'eradicazione dell'infezione da Helicobacter pylori viene somministrata per 7 giorni. In caso di terapia combinata con metronidazolo, si deve rispettare la durata massima consigliata di 10 giorni per il trattamento con tale medicamento. Per garantire la cicatrizzazione dell'ulcera, occorre attenersi alle raccomandazioni posologiche per l'ulcera gastrica e duodenale.

Se la terapia combinata non è indicata, ad es. perché il paziente è negativo per Helicobacter pylori, si applicano le seguenti linee guida posologiche per la monoterapia con Pantozol 40 mg:

Ulcera duodenale, ulcera gastrica, esofagite da reflusso e prevenzione dell'ulcera gastroduodenale indotta da FANS:

Di norma 1 compressa gastroresistente di Pantozol 40 mg al giorno. In singoli casi, in particolare in mancanza di risposta ad altri medicamenti, l'esofagite da reflusso e l'ulcera gastrica e duodenale possono essere trattate con una dose doppia (incremento a 2 compresse gastroresistenti di Pantozol 40 mg al giorno).

Nella maggior parte dei casi, l'ulcera duodenale guarisce entro 2 settimane. Qualora un trattamento di due settimane non sia sufficiente, la cicatrizzazione si ottiene nella quasi totalità dei casi con altre due settimane di terapia. Nell'ulcera gastrica e nell'esofagite da reflusso, la guarigione avviene di solito entro 4 settimane.

Qualora un trattamento di quattro settimane non sia sufficiente, la guarigione si ottiene generalmente con altre quattro settimane di terapia.

Sindrome di Zollinger-Ellison e malattie associate a ipersecrezione patologica di acido gastrico

Terapia a lungo termine della sindrome di Zollinger-Ellison e di altre malattie associate a ipersecrezione patologica di acido gastrico: dose iniziale raccomandata di 80 mg (2 compresse di Pantozol 40 mg) al giorno. Successivamente la posologia può essere adattata individualmente sulla base della determinazione della secrezione di acido gastrico. Per dosaggi superiori a 80 mg al giorno, la dose giornaliera deve essere suddivisa in due somministrazioni. È possibile aumentare temporaneamente la dose a più di 160 mg di pantoprazolo al giorno; tale dosaggio tuttavia va mantenuto solo per il tempo necessario a ottenere un controllo adeguato della secrezione acida.

Nella sindrome di Zollinger-Ellison e di altre malattie associate a ipersecrezione patologica di acido gastrico, non vi sono limiti alla durata del trattamento, che va proseguito fino a quando sussiste una necessità clinica.

Pantozol e.v.

Pantozol e.v. è destinato a pazienti che non possono essere trattati per via orale. In questo caso si inizia con un trattamento per via endovenosa e, non appena è possibile istituire una terapia orale, si prosegue con Pantozol 40 mg. Il medico curante stabilisce la durata necessaria del trattamento per via endovenosa (solitamente 3–7 giorni).

Ulcera duodenale, ulcera gastrica e esofagite da reflusso: ai pazienti viene somministrato il contenuto di un flaconcino (40 mg di pantoprazolo) una volta al giorno per via endovenosa.

Sindrome di Zollinger-Ellison e altre malattie associate a ipersecrezione patologica di acido gastrico: si raccomanda una dose iniziale di 80 mg (2 flaconcini di Pantozol 40 mg) al giorno. Successivamente la posologia può essere adattata individualmente sulla base della determinazione della secrezione di acido gastrico. Per dosaggi superiori a 80 mg al giorno, la dose giornaliera deve essere suddivisa in due somministrazioni. È possibile aumentare temporaneamente la dose a più di 160 mg di pantoprazolo al giorno; tale dosaggio tuttavia va mantenuto solo per il tempo necessario a ottenere un controllo adeguato della secrezione acida.

Qualora fosse necessario un rapido controllo della secrezione acida, nella maggior parte dei pazienti una dose iniziale di 80 mg di Pantozol e.v. in 2 somministrazioni è sufficiente per ridurre la produzione acida al di sotto di 10 mEq/h entro un'ora. Il passaggio da Pantozol e.v. alla terapia orale deve avvenire non appena clinicamente giustificato.

Istruzioni posologiche speciali per Pantozol 40 mg e Pantozol e.v.

Pazienti con insufficienza epatica

In presenza di grave insufficienza epatica, la dose giornaliera deve essere ridotta a 20 mg di pantoprazolo.

Non sono disponibili dati relativi all'efficacia e alla sicurezza di 1 compressa da 20 mg di pantoprazolo al giorno nella terapia combinata per l'eradicazione di H. pylori in pazienti con gravi disturbi della funzionalità epatica.

Pazienti anziani, pazienti con insufficienza renale

Nei pazienti con compromissione della funzionalità renale e nei pazienti anziani non deve essere superata la dose giornaliera di 40 mg di pantoprazolo.

Non sono disponibili dati clinici relativi all'efficacia e alla sicurezza di 1 compressa da 40 mg di pantoprazolo al giorno nella terapia combinata per l'eradicazione di H. pylori in pazienti con compromissione della funzionalità renale.

Bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni:

Pantozol 40 mg:

Non sono disponibili esperienze sufficienti con pantoprazolo 40 mg nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni.

Pantozol e.v.:

Le esperienze con pantoprazolo nei bambini sono limitate. Si raccomanda pertanto di non somministrare Pantozol e.v. a bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni.

Modo di somministrazione

Modo di assunzione corretto di Pantozol 20 mg/40 mg

Le compresse devono essere deglutite intere con un po' d'acqua, senza masticarle o frantumarle, 1 ora prima di un pasto. Nella terapia combinata per l'eradicazione dell'infezione da Helicobacter pylori, la seconda compressa di Pantozol 40 mg va assunta prima di cena.

Modo di assunzione corretto di Pantozol e.v.

Pantozol e.v. è solo per uso endovenoso e non deve essere somministrato in altro modo.

Controindicazioni

Pantozol non deve essere utilizzato in caso di ipersensibilità nota al principio attivo, ai benzimidazoli sostituiti o a una delle sostanze ausiliarie di Pantozol.

Avvertenze e misure precauzionali

Pantozol 20 mg/40 mg e Pantozol e.v. contengono meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa/flaconcino, cioè essenzialmente «senza sodio».

Ridotta funzionalità epatica

Nei pazienti con gravi disturbi della funzionalità epatica è necessario controllare regolarmente gli enzimi epatici durante il trattamento con Pantozol, specialmente in caso di terapia a lungo termine. In caso di aumento degli enzimi epatici, la terapia con Pantozol deve essere sospesa.

Trattamento concomitante con FANS

La somministrazione di Pantozol 40 mg nella prevenzione delle ulcere gastroduodenali indotte da FANS deve essere limitato ai pazienti che non possono fare a meno del trattamento con FANS e che presentano un rischio elevato di sviluppare complicanze gastroduodenali. L'aumento del rischio deve essere valutato sulla base di fattori individuali, ad es. età (>65 anni), anamnesi di ulcere gastroduodenali o emorragie nel tratto gastrointestinale superiore.

Finora non sono disponibili esperienze sul trattamento di bambini di età inferiore ai 12 anni.

Terapia combinata

In caso di terapia combinata occorre attenersi a quanto riportato nelle informazioni professionali dei singoli medicamenti.

Somministrazione a lungo termine

Solo un numero limitato di pazienti è stato trattato con pantoprazolo per anni. Quando si valuta il rapporto rischi-benefici individuale per i trattamenti di durata superiore a 1 anno, si deve tenere conto di questa limitata esperienza nella terapia a lungo termine. Pantozol non è indicato per disturbi gastrointestinali minori, ad es. disturbi gastrici di origine nervosa.

Insorgenza di sintomi di allarme

In presenza di sintomi di allarme (come ad es. perdita di peso significativa e inspiegabile, emesi ripetuta, disfagia, ematemesi, anemia o melena) e se si riscontra o si sospetta un'ulcera gastrica, è necessario escludere la possibilità di una lesione maligna, perché il trattamento con Pantozol può mascherare i sintomi e quindi ritardare la formulazione della diagnosi.

Se i sintomi persistono nonostante un trattamento adeguato, si devono considerare ulteriori indagini.

Infezioni batteriche gastrointestinali

Come tutti gli inibitori della pompa protonica (IPP), anche pantoprazolo può determinare l'aumento dei batteri normalmente presenti nel tratto gastrointestinale superiore. Il trattamento con Pantozol può pertanto portare ad un lieve aumento del rischio di infezioni batteriche gastrointestinali, quali ad es. Salmonella, Campylobacter o Clostridium difficile.

Influsso sull'assorbimento della vitamina B12

Il trattamento quotidiano per periodi prolungati (alcuni anni) con medicamenti che inibiscono la secrezione acida può causare un malassorbimento di cianocobalamina (vitamina B12) dovuto a ipocloridria o acloridria. Occorre considerare una possibile carenza di cianocobalamina nei pazienti con sindrome di Zollinger-Ellison ed altre malattie associate a ipersecrezione patologica che richiedono un trattamento a lungo termine. Questa eventualità deve essere considerata anche in pazienti con ridotte riserve corporee di vitamina B12 o con fattori di rischio per un minore assorbimento (come gli anziani) in caso di terapia a lungo termine o in presenza di sintomi clinici rilevanti.

Somministrazione endovenosa

Si raccomanda cautela in caso di somministrazione di Pantozol e.v. per più giorni mediante la stessa cannula, poiché ciò aumenta il rischio di tromboflebite. In particolare, deve essere evitata l'infusione concomitante di altre soluzioni e medicamenti attraverso la stessa pompa di perfusione e cannula.

Ipomagnesemia

In pazienti trattati con IPP (inibitori della pompa protonica) come pantoprazolo per almeno 3 mesi (nella maggior parte dei casi per 1 anno) sono stati segnalati casi di ipomagnesiemia grave. Possono manifestarsi gravi sintomi di ipomagnesiemia, tra cui stanchezza, tetania, delirio, crampi, vertigini e aritmie ventricolari, che possono avere un esordio insidioso e sfuggire alla diagnosi. Nella maggior parte dei pazienti interessati, l'ipomagnesiemia è migliorata dopo l'assunzione di magnesio e l'interruzione del trattamento con l'IPP (inibitore della pompa protonica). Nei pazienti per i quali si prevede un trattamento a lungo termine o che assumono IPP (inibitori della pompa protonica) in concomitanza con digossina o medicamenti che possono causare ipomagnesiemia (ad es. diuretici), occorre considerare l'eventuale misurazione dei livelli di magnesio prima di iniziare il trattamento con IPP e periodicamente durante la terapia.

Fratture ossee

Gli inibitori della pompa protonica, specialmente se utilizzati a dosaggi elevati e per periodi prolungati (>1 anno) possono aumentare leggermente il rischio di fratture dell'anca, del polso e della colonna vertebrale, soprattutto negli anziani o in pazienti con altri fattori di rischio noti. Studi osservazionali suggeriscono che gli inibitori della pompa protonica possono aumentare il rischio generale di fratture del 10%–40%. Tale aumento può essere in parte dovuto ad altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono essere trattati secondo le attuali linee guida cliniche e ricevere un adeguato apporto di calcio e vitamina D.

Interferenza con esami di laboratorio

Durante il trattamento con medicamenti che inibiscono la secrezione acida, la gastrina sierica aumenta in risposta alla ridotta secrezione di acidi. Anche la cromogranina A (CgA) aumenta in risposta alla ridotta secrezione di acidi. L'aumento del livello di CgA può interferire con gli esami diagnostici per i tumori neuroendocrini. In letteratura viene suggerito di sospendere il trattamento con un IPP per 5–14 giorni prima della determinazione della CgA finalizzata alla diagnosi o al follow-up di un tumore neuroendocrino, poiché l'aumento iatrogeno dei livelli di CgA regredisce in un periodo di 5–14 giorni, di rado anche più lungo. Trascorso tale intervallo, se i livelli di CgA sono ancora troppo elevati occorre ripetere la determinazione.

Gravi reazioni cutanee correlate al medicamento (SCAR)

Gravi reazioni cutanee correlate al medicamento (SCAR) tra cui eritema multiforme, sindrome di Stevens Johnson (SSJ), necrolisi epidermica tossica (TEN), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) e pustulosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) sono state segnalate con pantoprazolo e altri PPI (vedere la rubrica «Effetti indesiderati»). Il pantoprazolo deve essere interrotto ai primi segni o sintomi di gravi reazioni cutanee correlate al medicamento o altri segni di ipersensibilità e devono essere prese in considerazione ulteriori indagini.

Lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS)

In casi estremamente rari, gli inibitori della pompa protonica sono stati associati all'insorgenza di lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS). In presenza di lesioni, soprattutto in zone cutanee esposte ai raggi solari, eventualmente accompagnate da artralgia, il paziente deve richiedere assistenza medica immediata e il personale medico deve valutare se sospendere il trattamento con Pantozol compresse o Pantozol e.v. La comparsa di LECS dopo un precedente trattamento con un inibitore della pompa protonica può aumentare il rischio di insorgenza di LECS durante l'assunzione di altri inibitori della pompa protonica.

Interazioni

Influsso di pantoprazolo sull'assorbimento di altri medicamenti

A causa della profonda e prolungata inibizione della produzione di acido gastrico, pantoprazolo può ridurre l'assorbimento di medicamenti la cui biodisponibilità dipende dal pH, ad es. antimicotici azolici come ketoconazolo, itraconazolo e posaconazolo e altri medicamenti come erlotinib.

Studi di interazione

Pantoprazolo è ampiamente metabolizzato nel fegato dal sistema enzimatico del citocromo P450. La principale via di metabolizzazione comprende la demetilazione da parte di CYP2C19; altre vie metaboliche includono l'ossidazione da parte di CYP3A4.

Studi di interazione con medicamenti metabolizzati dallo stesso sistema enzimatico, come carbamazepina, diazepam, glibenclamide, nifedipina e un contraccettivo orale contenente levonorgestrel ed etinilestradiolo, non hanno evidenziato interazioni clinicamente significative.

I risultati di una serie di studi di interazione mostrano che pantoprazolo non influenza il metabolismo di principi attivi metabolizzati da CYP1A2 (come caffeina, teofillina), CYP2C9 (come piroxicam, diclofenac, naprossene), CYP2D6 (come metoprololo), CYP2E1 (come etanolo), né interferisce con l'assorbimento della digossina associato alla glicoproteina P.

Non vi è inoltre alcuna interazione con gli antiacidi somministrati in concomitanza.

Effetto di Pantozol su altri medicamenti

Anticoagulanti cumarinici

Sebbene negli studi di farmacocinetica condotti sull'uomo non siano state osservate interazioni con fenprocumone e warfarin, nella fase di post-marketing sono stati segnalati casi isolati di variazione dell'International Normalized Ratio (INR). Si raccomanda pertanto di monitorare il tempo di protrombina/INR nei pazienti trattati con anticoagulanti cumarinici quando si inizia il trattamento con pantoprazolo, quando lo si interrompe o quando viene somministrato in maniera discontinua.

Inibitori della proteasi dell'HIV

Si sconsiglia l'assunzione concomitante di pantoprazolo e inibitori della proteasi dell'HIV il cui assorbimento dipende da un basso pH intragastrico, quali ad es. atazanavir e nelfinavir, a causa della conseguente significativa riduzione della loro biodisponibilità.

Nel corso di studi di interazione, pantoprazolo è stato somministrato in concomitanza con claritromicina, metronidazolo e/o amoxicillina. Non sono state riscontrate interazioni clinicamente rilevanti.

Metotrexato

L'assunzione concomitante di dosi elevate di metotrexato può incrementare la concentrazione sierica e la persistenza di metotrexato e/o dei suoi metaboliti ed eventualmente determinarne la tossicità.

Pemetrexed

L'assunzione concomitante di inibitori della pompa protonica (IPP) con pemetrexed può aumentare la tossicità del pemetrexed. È necessario prestare cautela quando questi medicinali vengono somministrati contemporaneamente.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Non sono disponibili dati sufficienti sull'utilizzo di pantoprazolo in gravidanza.

Negli studi sugli animali è stata riscontrata una tossicità per la riproduzione (per ulteriori informazioni, vedere la rubrica «Dati preclinici»). I rischi potenziali per l'uomo non sono noti.

Pantozol non deve essere utilizzato durante la gravidanza, a meno che non ciò non sia inequivocabilmente necessario.

Allattamento

In studi sugli animali è stato osservato il passaggio di pantoprazolo nel latte materno (vedere anche la rubrica «Farmacocinetica»).

È stata riportata l'escrezione di pantoprazolo nel latte materno umano.

La decisione sull'opportunità di proseguire/interrompere l'allattamento con latte materno o la terapia con Pantozol deve essere presa tenendo conto dei benefici dell'allattamento al seno per il bambino e dei benefici della terapia con Pantozol per la madre.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Possono manifestarsi effetti indesiderati quali vertigini e disturbi visivi (vedere la rubrica «Effetti indesiderati»). I pazienti colpiti non devono guidare veicoli o utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Si stima che possano insorgere effetti indesiderati in circa il 5% dei pazienti. Gli effetti indesiderati più comunemente segnalati sono diarrea e cefalea, entrambi osservati in circa l'1% dei pazienti.

Molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1000); molto raro (<1/10'000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Non è possibile assegnare a una classe di frequenza gli effetti collaterali osservati dopo l'introduzione sul mercato, che vengono pertanto riportati con l'indicazione frequenza «non nota».

Nell'ambito di ciascun gruppo di frequenza, gli effetti collaterali sono riportati in ordine di gravità decrescente.

Gli effetti collaterali osservati con pantoprazolo durante gli studi clinici o dopo l'introduzione sul mercato sono i seguenti:

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: agranulocitosi.

Molto raro: trombocitopenia, leucopenia, pancitopenia.

Disturbi del sistema immunitario

Raro: ipersensibilità (incl. reazioni anafilattiche e shock anafilattico).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Raro: iperlipidemia, aumento dei valori lipidici (trigliceridi, colesterolo); variazioni di peso.

Non nota: iponatriemia, ipomagnesiemia (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»). Una grave ipomagnesiemia può essere associata a ipocalcemia e/o ipokaliemia.

Disturbi psichiatrici

Non comune: disturbi del sonno.

Raro: depressione, peggioramento di stati depressivi preesistenti.

Molto raro: disorientamento, peggioramento di stati di disorientamento preesistenti.

Non nota: allucinazioni, confusione, in particolare in pazienti predisposti, e aggravamento di questi sintomi se preesistenti.

Patologie del sistema nervoso

Non comune: cefalea, vertigini.

Raro: alterazioni del gusto.

Patologie dell'occhio

Raro: disturbi visivi / visione offuscata.

Patologie gastrointestinali

Comune: polipi della ghiandola fundica (benigni).

Non comune: diarrea, nausea / vomito, flatulenza e gonfiore addominale, stipsi, bocca secca, dolore e disturbi addominali.

Non nota: colite microscopica.

Patologie epatobiliari

Non comune: aumento degli enzimi epatici (transaminasi, γ-GT).

Raro: aumento della bilirubina.

Non nota: lesione epatocellulare, ittero, insufficienza epatica.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: rash / esantema / eruzione, prurito.

Raro: orticaria, angioedema.

Molto raro: lupus eritematoso cutaneo subacuto (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Non nota: sindrome di Stevens-Johnson (SSJ); necrolisi epidermica tossica (TEN); sindrome di Lyell; eritema multiforme; fotosensibilità, esantema da medicamenti con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS); pustulosi esantematica acuta generalizzata (AGEP).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: fratture dell'anca, del polso o della colonna vertebrale.

Raro: artralgia, mialgia.

Patologie renali e urinarie

Non nota: nefrite interstiziale (con possibile progressione a insufficienza renale).

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Raro: ginecomastia.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comune: astenia, stanchezza e malessere.

Raro: aumento della temperatura corporea; edema periferico.

Solo Pantozol e.v.:

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: tromboflebite nella sede di iniezione.

Bambini

La sicurezza di pantoprazolo è stata esaminata in studi clinici condotti su 250 bambini di età compresa tra 2 e 16 anni affetti da esofagite da reflusso di lieve entità. La maggior parte dei bambini aveva più di 12 anni. Pantoprazolo è stato generalmente ben tollerato e il suo profilo di sicurezza è paragonabile a quello degli adulti.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Non sono noti casi di sovradosaggio nell'uomo. In singoli casi è stata ben tollerata la somministrazione per via endovenosa di 240 mg nell'arco di 2 minuti.

In caso di sovradosaggio con segni clinici di intossicazione, non è possibile raccomandare terapie specifiche, ad esclusione di un trattamento sintomatico e di supporto.

Poiché pantoprazolo è ampiamente legato alle proteine, non è facilmente dializzabile.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

A02BC02

Meccanismo d'azione

Pantoprazolo appartiene alla classe degli inibitori della pompa protonica e determina un'inibizione specifica e dose-dipendente dell'ATPasi H+/K+ delle cellule parietali, responsabile della secrezione di acido gastrico.

Farmacodinamica

Pantoprazolo è un benzimidazolo sostituito che, dopo l'assorbimento, si concentra nel compartimento acido delle cellule parietali, nel quale viene convertito nella forma attiva, una sulfenamide ciclica. Questa quindi si lega all'ATPasi H+/K+, inibendo la pompa protonica. In questo modo si ottiene un'inibizione prolungata della secrezione basale di acido gastrico e di quella stimolata.

Poiché pantoprazolo agisce a livello della pompa protonica, a valle dei recettori, non importa da quale stimolo (acetilcolina, istamina, gastrina) è attivata la secrezione acida.

Efficacia clinica

Dopo la somministrazione orale o endovenosa, pantoprazolo inibisce in maniera dose-dipendente la secrezione di acido gastrico stimolata dalla pentagastrina. In soggetti trattati con 40 mg per via orale, l'inibizione è stata del 51% il giorno 1 e dell'85% il giorno 7. La somministrazione di 40 mg per via orale ha ridotto l'acidità basale nelle 24 ore del 37% il giorno 1 e del 98% il giorno 7.

Pantoprazolo è selettivo perché esercita pienamente la sua azione solo nell'ambiente fortemente acido (pH <3) delle cellule parietali, mentre rimane in gran parte inattivo a pH più elevati. Di conseguenza, pantoprazolo può espletare la sua piena attività farmacologica, e quindi terapeutica, solo nelle cellule parietali dello stomaco che secernono attivamente acido.

Tale attività si riduce nuovamente, con un meccanismo di feedback, in misura proporzionale all'inibizione complessiva della secrezione acida. Durante una terapia a lungo termine con pantoprazolo, i livelli di gastrina a digiuno aumentano fino a circa due volte i valori normali. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, non si verifica un aumento eccessivo dei livelli di gastrina. Al termine della terapia orale, i livelli mediani di gastrina calano di nuovo sensibilmente. La soppressione della secrezione acida può portare, attraverso l'aumento della secrezione di gastrina, a una proliferazione (iperplasia semplice o adenomatosa) di speciali cellule endocrine (ECL = enterocromaffino-simili). La formazione di precursori carcinoidi (iperplasie atipiche) o di carcinoidi gastrici, riferita negli studi sugli animali (vedere la rubrica «Dati preclinici»), non è stata tuttavia osservata nell'uomo.

Sulla base dei risultati degli studi sugli animali non si può escludere completamente che il trattamento a lungo termine (superiore a un anno) con pantoprazolo influenzi i parametri endocrini della tiroide.

Sicurezza ed efficacia nei pazienti pediatrici

L'efficacia di Pantozol 20 mg e 40 mg in compresse è stata valutata in uno studio randomizzato condotto con 136 pazienti di età compresa tra 12 e 16 anni affetti da malattia da reflusso gastroesofageo (GORD) sintomatica di lieve entità. Pantozol ha determinato una significativa riduzione dei sintomi di GORD.

Farmacocinetica

Assorbimento

Pantoprazolo viene assorbito completamente dopo la somministrazione orale. I livelli massimi del principio attivo si raggiungono già dopo una singola somministrazione per via orale o endovenosa della rispettiva dose di pantoprazolo. Le concentrazioni sieriche massime (Pantozol 20 mg: circa 1–1,5 μg/ml, Pantozol 40 mg: circa 2–3 μg/ml) si registrano in media circa 2,5 ore dopo la somministrazione e rimangono invariate a tali livelli anche in seguito a somministrazione ripetuta. Con Pantozol e.v. la concentrazione sierica massima è di 5–6 μg/ml.

Le caratteristiche farmacocinetiche non differiscono in caso di somministrazione singola o ripetuta. Nell'intervallo di dosi studiato (10–80 mg), pantoprazolo presenta una cinetica pressoché lineare. Per la biodisponibilità assoluta della compressa sono stati riscontrati valori del 77%. Non è stata osservata alcuna influenza dell'assunzione concomitante di cibo sull'AUC e sulla concentrazione sierica massima, e quindi sulla biodisponibilità. Solo la variabilità del lag-time è aumentata dall'assunzione concomitante di cibo.

Distribuzione

Il volume di distribuzione è di circa 0,15 l/kg. Il legame alle proteine sieriche di pantoprazolo è di circa il 98%. La capacità di pantoprazolo di attraversare la placenta è stata studiata in femmine di ratto gravide. La permeabilità placentare aumenta con il progredire della gravidanza, quindi la concentrazione nel feto poco prima del parto è elevata, indipendentemente dalla modalità di somministrazione. Nei ratti, al massimo lo 0,02% della dose somministrata viene escreto nel latte materno. A tutt'oggi non sono disponibili dati sull'escrezione nel latte materno umano.

Metabolismo

Pantoprazolo viene metabolizzato quasi esclusivamente per via epatica. La principale via di metabolizzazione comprende una demetilazione da parte di CYP2C19 e quindi una solfatazione; altre vie metaboliche implicano l'ossidazione da parte di CYP3A4. Sia nel siero che nelle urine, il metabolita principale è il desmetilpantoprazolo coniugato con solfato. L'emivita del metabolita principale (circa 1,5 ore) è di poco più lunga rispetto a quella del pantoprazolo. Il metabolita principale non contribuisce all'inibizione della secrezione acida (studi sugli animali).

Eliminazione

Per l'emivita terminale di eliminazione si calcola un valore di circa 1 ora, la clearance è di circa 0,1 l/h/kg. In pochi soggetti è stato osservato un rallentamento dell'eliminazione. A causa dell'attivazione specifica nelle cellule parietali, l'emivita di eliminazione non è correlata alla durata dell'effetto (inibizione della secrezione acida), che è molto maggiore. La maggior parte dei metaboliti (circa l'80%) viene escreta per via renale, mentre la parte restante viene eliminata con le feci.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità epatica

Pazienti con insufficienza epatica, pazienti anziani

Nei pazienti con cirrosi epatica (classe A e B secondo Child) l'emivita si estende a valori compresi tra 3 e 6 ore (Pantozol 20 mg) o tra 7 e 9 ore (Pantozol 40 mg) e i valori di AUC sono aumentati di un fattore pari a 3–5 (Pantozol 20) o 5–7 (Pantozol 40 mg), ma la massima concentrazione sierica aumenta solo in maniera contenuta, di un fattore 1,3 (Pantozol 20 mg) o 1,5 (Pantozol 40 mg), rispetto agli individui sani. Il lieve aumento dei valori di AUC e di Cmax osservato negli anziani rispetto ai soggetti giovani non ha alcuna rilevanza clinica. Pantoprazolo deve comunque essere somministrato con cautela in questi pazienti (vedere la rubrica «Posologia/impiego»).

Disfunzioni renali

Pazienti con insufficienza renale

Nei pazienti con funzionalità renale compromessa (inclusi i pazienti in dialisi) non sono necessarie riduzioni della dose. L'emivita di pantoprazolo è breve, analogamente a quanto osservato nei soggetti sani. Pantoprazolo è dializzato solo in misura molto limitata. Sebbene il metabolita principale presenti un'emivita moderatamente più lunga (2–3 ore) rispetto alla sostanza madre, la sua eliminazione è comunque troppo rapida per determinare un accumulo.

Bambini e adolescenti

Dopo la somministrazione per via orale di singole dosi di 20 o 40 mg di pantoprazolo a bambini di età compresa tra 5 e 16 anni, i valori di AUC e Cmax erano paragonabili a quelli osservati negli adulti.

Dopo la somministrazione per via endovenosa di singole dosi di 0,8 o 1,6 mg/kg di pantoprazolo a bambini di età compresa tra 2 e 16 anni, non si è rilevata alcuna associazione significativa tra la clearance di pantoprazolo e l'età o il peso.

Polimorfismi genetici

«Metabolizzatori lenti»

Circa il 3% della popolazione europea presenta una carenza funzionale dell'enzima CYP2C19 (poor metabolizers, ossia metabolizzatori lenti). È probabile che in queste persone il metabolismo di pantoprazolo sia catalizzato prevalentemente da CYP3A4. Dopo una singola somministrazione di 40 mg di pantoprazolo, l'AUC media nei metabolizzatori lenti era di circa sei volte più elevata rispetto ai soggetti con attività enzimatica intatta del CYP2C19 (metabolizzatori rapidi). La concentrazione plasmatica media massima risultava superiore di circa il 60%. Questi risultati non influenzano la posologia di pantoprazolo.

Dati preclinici

I dati preclinici degli studi convenzionali sulla farmacologia di sicurezza, sulla tossicità per somministrazione ripetuta e sulla genotossicità non evidenziano alcun rischio particolare per l'essere umano.

Mutagenicità e cancerogenicità

Gli studi di mutagenicità, i test di trasformazione cellulare e uno studio di legame al DNA mostrano che il pantoprazolo non presenta alcun potenziale genotossico.

In uno studio di carcinogenicità della durata di 2 anni nei ratti, equivalente a un trattamento per l'intera durata della vita dell'animale, sono state riscontrate neoplasie neuroendocrine. Sono comparsi inoltre papillomi squamocellulari nel prestomaco dei ratti. Il meccanismo attraverso il quale i benzimidazoli sostituiti causano lo sviluppo di carcinoidi gastrici è stato studiato approfonditamente; la conclusione di questi studi è che si tratta di un meccanismo indiretto, conseguente marcato aumento dei livelli sierici di gastrina nei ratti durante la somministrazione cronica della sostanza.

Negli studi della durata di 2 anni in ratti e in topi di sesso femminile è stato osservato un aumento del numero di tumori epatici, che si ritiene attribuibile all'elevato tasso di metabolizzazione di pantoprazolo nel fegato.

Nei ratti è stato osservato un lieve aumento delle neoplasie tiroidee nel gruppo trattato con la dose massima. L'insorgenza di queste neoplasie è associata alle alterazioni della degradazione epatica della tiroxina indotte da pantoprazolo nei ratti.

Tossicità per la riproduzione

In uno studio di riproduzione con somministrazione orale nei ratti, sono stati osservati segni di tossicità fetale (ossificazione incompleta delle ossa del cranio) a dosi superiori a 3 mg/kg.

Gli studi non hanno riscontrato segni di compromissione della fertilità o di effetti teratogeni. La capacità di pantoprazolo di attraversare la placenta è stata studiata nei ratti. La permeabilità placentare aumenta con il progredire della gravidanza, quindi la concentrazione nel feto poco prima del parto è particolamente elevata.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Il medicamento può essere somministrato soltanto in combinazione con i medicamenti riportati sotto «Indicazioni per la manipolazione».

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Stabilità dopo apertura

Pantozol e.v.: la soluzione pronta all'uso deve essere utilizzata entro 12 ore. Per ragioni microbiologiche, la soluzione deve essere somministrata immediatamente. Qualora ciò non sia possibile, i tempi e le condizioni di conservazione prima della somministrazione sono di responsabilità dell'utilizzatore e generalmente non devono superare le 12 ore a una temperatura massima di 25°C.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Pantozol compresse gastroresistenti: non conservare a temperature superiori a 25°C.

Pantozol e.v.: conservare a temperatura ambiente (15–25°C) e al riparo dalla luce.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione di Pantozol e.v.

Per preparare una soluzione pronta all'uso, dissolvere il contenuto di un flaconcino in 10 ml di soluzione fisiologica. Successivamente la soluzione viene aspirata dal flaconcino e somministrata per via endovenosa. Esiste anche la possibilità di diluire la soluzione in 100 ml di soluzione fisiologica o soluzione di glucosio al 5% e poi somministrarla. Pantozol e.v. non deve essere diluito o miscelato con soluzioni diverse da quelle indicate. Il medicamento deve essere somministrato al mattino per via endovenosa nell'arco di 2–15 minuti. La soluzione pronta all'uso deve essere utilizzata entro 12 ore. Per ragioni microbiologiche, la soluzione deve essere somministrata immediatamente. Qualora ciò non sia possibile, i tempi e le condizioni di conservazione prima della somministrazione sono di responsabilità dell'utilizzatore e generalmente non devono superare le 12 ore a una temperatura massima di 25°C.

Numero dell'omologazione

52710, 55551 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Takeda Pharma AG, 8152 Opfikon.

Stato dell'informazione

Giugno 2026

2335704/08/2026